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	<title>Benjamin Netanyahu Archives - InsideOver</title>
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	<title>Benjamin Netanyahu Archives - InsideOver</title>
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		<title>Anna Foa: “Niente giustifica i bambini morti a Gaza e il suicidio di Israele&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 09:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1536x1082.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele si sta suicidando: sionismo, antisemitismo, pulizia etnica e diritto internazionale, l'intervista alla storica ebrea Anna Foa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/anna-foa-niente-giustifica-i-bambini-morti-a-gaza-e-il-suicidio-di-israele.html">Anna Foa: “Niente giustifica i bambini morti a Gaza e il suicidio di Israele&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1536x1082.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quale prospettive possiamo immaginare per <strong>il futuro della <a href="https://it.insideover.com/politica/haaretz-gaza-come-il-vietnam.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">popolazione palestinese di Gaza</a></strong>, di fronte alla crisi senza precedenti che sconvolge il Medio Oriente da mesi? Che ne sarà dello <strong>Stato di Israele e della sua democrazia</strong>, <strong>sempre più labile</strong> di fronte ai crimini di guerra e contro l’umanità perpetrati dalle forze armate israeliane e da Benjamin Netanyahu? È ancora possibile immaginare <strong>una risoluzione che ripristini il diritto internazionale</strong> e una coesistenza pacifica?</p>



<p>Ne abbiamo parlato con <strong>Anna Foa</strong>, autrice e storica, esperta di cultura e mentalità ebraica, che per anni ha insegnato Storia moderna all’Università La Sapienza di Roma. Una riflessione a partire dal suo ultimo libro, <strong><em>Il suicidio di Israele</em></strong> (Laterza, 2024), <a href="https://premiostrega.it/PSS/libro/il-suicidio-di-israele/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">candidato al <strong>Premio Strega saggistica 2025</strong></a>; <strong>testo che analizza la crisi profonda dello Stato ebraico</strong>, in corso da prima del 7 ottobre 2023, e la sempre maggiore repressione e diminuzione della libertà vissuta da molti cittadini israeliani, nel tentativo di opporsi al suprematismo e ai crimini di Netanyahu e del suo Governo.</p>



<p>Un dialogo che esamina temi complicati, ma che ora più che mai è necessario inquadrare per comprendere a fondo la delicata situazione: dalle varie forme di <strong>sionismo, tra estremismi religiosi e fanatismi, all’antisemitismo</strong>; dalla <strong>caduta dei “pilastri dello Stato democratico” </strong>dentro lo Stato ebraico, al <strong>“fiume di sangue” scavato tra israeliani e palestinesi</strong>, dove il senso di vendetta ha segnato intere generazioni: “Niente giustifica i bambini morti a Gaza” ha sottolineato Anna Foa, per cui <strong>“riconoscere la Palestina, vuol dire non lasciare i palestinesi soli”</strong>. Uno scenario drammatico, in cui l’unica soluzione è il ripristino del diritto internazionale, che però “Israele, Trump e le destre europee stanno cercando di distruggere”.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="650" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025.jpg" alt="" class="wp-image-467224" style="width:384px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025.jpg 650w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025-600x923.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025-195x300.jpg 195w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></figure>
</div>


<p><strong>Partendo dal principio, e dunque dal suo libro <em>Il suicidio di Israele</em>: come mai questo titolo e cosa l’ha portata a scriverlo? Nel corso della recente presentazione del libro a Milano il discorso si è aperto attorno a un tema, ovvero le macerie: quelle di Gaza da una parte, e quelle dello Stato ebraico dall’altra</strong></p>



<p>“Le macerie interne allo Stato di Israele sono forse il principale motivo, e non alludo al 7 ottobre, anche se ovviamente il 7 ottobre è un elemento fondamentale del quadro. Tuttavia, alludo soprattutto alla distruzione etica del Paese, alla distruzione della democrazia in Israele, che il Governo di Netanyahu e dei suoi accoliti razzisti sta compiendo. Ho ripreso un termine che mi veniva dagli amici israeliani, parlando con loro e sentendo le loro recriminazioni sul fatto che il Paese si sta suicidando. Dire ‘suicidio’ vuol sottolineare l&#8217;importanza della politica e del Governo in quello che sta succedendo: il Governo ha fatto una scelta che porta all&#8217;autodistruzione; se non all&#8217;autodistruzione politica, certamente a quella morale e della democrazia in Israele.”</p>



<p><strong>Ecco, a proposito di democrazia: parlando di Israele, permane ancora una narrazione che lo descrive come ‘l’unico Stato democratico del Medio Oriente’. Secondo la sua analisi come storica, si può ancora considerare una democrazia quella di Israele?</strong></p>



<p>“Io penso che attualmente è molto difficile considerare Israele una democrazia, perché i pilastri dello Stato democratico al suo interno, vengono demoliti in ogni momento anche verso gli ebrei israeliani, mentre verso i cittadini israeliani palestinesi sono già stati demoliti ancora nel 2018, con la legge che ha imposto il suprematismo ebraico. Detto questo, certo c’è più democrazia in Israele che in Iran, dipende da ciò con cui si vuole confrontare, ma è comunque una democrazia molto limitata, con gravi carenze. Penso alla contraddizione per cui Israele, fin dal suo principio e dalla sua dichiarazione d’indipendenza, sottolinea l’uguaglianza di tutti i cittadini, ma nei fatti non è così, soprattutto per quanto riguarda l’autodeterminazione politica interna.”</p>



<p><strong>Dunque, esiste anche una forma di repressione che non riguarda solamente la critica o meno delle operazioni militari dell’Idf, ma anche una riduzione della libertà politica generale in Israele? È un tema che in questi due anni, a livello mediatico, non è (quasi) mai emerso</strong></p>



<p>“No, infatti, non è emerso per niente, o al massimo si dice che in tutti i Paesi in guerra è così, che è normale la limitazione della libertà; ma questo non è vero, e non è giusto. C’è una forte limitazione della libertà all’interno di Israele, nel senso che è stata anche riproposta la legge del 2023, che aveva suscitato molte critiche e opposizioni. Il Governo di Netanyahu ha decapitato e continua a decapitare lo Shin Bet (<em>Israeli Security Agency, agenzia di intelligence di Israel</em>e nda), il capo dello Shin Bet e tutti quelli che non sono d&#8217;accordo con lui; ha svolto un&#8217;azione molto importante anche per il deterioramento dell’esercito, della polizia, cioè ha tolto tutti i leader e capi che non sono d&#8217;accordo con lui, li ha sostituiti. Non per niente nel 2023, quando c&#8217;erano state le grandi manifestazioni per la Corte Suprema, molti ex capi dello Shin Bet, mandati in pensione, o ex capi dei servizi segreti in generale, o dell&#8217;esercito, avevano protestato contro queste misure. Tutto ciò, ben prima del 7 ottobre. C’è una repressione e una diminuzione della libertà interna, sono persino stati picchiati i parenti degli ostaggi di Hamas…”</p>



<p><strong>Lei nel suo libro sottolinea come la voce degli ebrei israeliani, pur opponendosi al Governo di Netanyahu e alle sue operazioni a Gaza, non viene ascoltata, dentro e fuori da Israele, con quasi nessun supporto dalla diaspora ebraica nel resto del mondo. In che modo si vede questo fenomeno?</strong></p>



<p>“Nella diaspora cisono  poche sacche di resistenza al governo israeliano. Ce ne sono di più negli Stati Uniti, dove tra l&#8217;altro c&#8217;è un ebraismo riformato che non ha una struttura piramidale, come è presente invece in Italia. Ma c’è molto meno sostegno alla resistenza in Europa occidentale e questo appiattimento su Israele è abbastanza grave. Permane un’idea per cui ‘Israele è in pericolo’… Ma in questo momento, mi sembra siano più in pericolo i palestinesi di Gaza, francamente.”</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-467226" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Manifestazione contro il Governo di Benjamin Netanyahu, Tel Aviv, gennaio 2024</em></figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Secondo lei, quanto ha attecchito questa narrazione per cui si percepisce Israele come ‘Stato in pericolo’, rispetto a eventuali attacchi di Hamas? Quanto ci crede l’opinione pubblicata israeliana? Visto che molti, da qui, sembrano supportare le incursioni dell’Idf contro la popolazione palestinese anche per questo motivo</strong>&#8230;</p>



<p>“Credo che tutti gli eventi come quello del 7 ottobre 2023 generino paura e sconforto. In passato abbiamo visto grandi manifestazioni in Israele, nel 2023, ma poi non se ne sono più viste a parte quelle per la liberazione degli ostaggi. Ora forse stanno in qualche modo recuperando, ma c’è una sorta di generale depressione politica e certamente c’è stata una diminuzione dell’appoggio da parte della sinistra israeliana verso l’ipotesi di costituire uno Stato palestinese. È diventata un’ipotesi preoccupante anche per la sinistra, perché c’è timore per il fiume di sangue che Hamas ha voluto ‘scavare’ tra israeliani e palestinesi. Poi abbiamo Hamas che non vuole uno Stato palestinese affianco a Israele, così come non lo vuole Netanyahu. Entrambi vogliono altro: uno Stato islamico basato sulla Sharia, ‘dal fiume al mare’ gli uni, o uno Stato ebraico ‘dal fiume al mare’, gli altri. Tutto ciò ha generato un fiume di sangue. Io però credo che sia l&#8217;unica soluzione, a meno che non si voglia accettare o lo Stato della Sharia o lo Stato ebraico suprematista di Netanyahu. Ovviamente, è una soluzione che richiederà molto tempo, forse una o due generazioni, ma è l&#8217;unica possibilità.”</p>



<p><strong>Un altro aspetto rilevante per capire la situazione, che affronta anche nel suo libro, è il tema del sionismo. Lei non parla di una sola forma di pensiero sionista, ma di diversi sionismi, al plurale, in una complessa evoluzione dal XIX secolo a oggi. Quali sono questi diversi sionismi, e in cosa consiste la loro evoluzione? Quali sono gli esiti più significativi che vediamo oggi?</strong></p>



<p>“Sionismi al plurale, perché il sionismo è cambiato molto come pensiero nel tempo. È stato molte cose diverse: dal pensiero degli intellettuali tedeschi che arrivavano nell’Yishuv<strong><em>, </em></strong>cioè nella Palestina, al sionismo dei laburisti provenienti in gran parte dalla Russia e dalla Polonia, fino al sionismo religioso che dopo il 1967 ha preso una piega fortemente coloniale, con la creazione di tante colonie religiose e fanatiche, che hanno radicalmente mutato il panorama di Israele. Io nel libro ho voluto spiegare le origini del sionismo, di fronte a chi agita questo pensiero come una ‘bandiera’, o a chi dice di essere sionista e a favore del sionismo.”</p>



<p><strong>Come hanno potuto queste correnti più estreme e fanatiche, di impronta ‘religiosa’, prendere così tanto piede fino a penetrare a livello politico e istituzionale all’interno di Israele?</strong></p>



<p>“Innanzitutto, hanno più figli, quindi nel tempo sono aumentati enormemente di numero. Se una famiglia religiosa fa dieci figli e una famiglia non religiosa &#8211; nel merito di un partito appartenente alla sinistra &#8211; ne fa uno o due, come è in Occidente, è ovvio che nello spazio di una o due generazioni si crea un problema demografico. Poi ci sono anche altri fattori, c&#8217;è il cambiamento e l&#8217;assunzione al potere di uno strato politico che viene dal mondo dei <em>Mizrahìm</em>, le comunità ebraiche provenienti da Oriente, o gli ebrei dell&#8217;Europa orientale che non hanno un&#8217;abitudine alla democrazia. C’è un rifiuto della democrazia da parte delle correnti religiose più estreme, perché ritengono che uno Stato anziché sulla Costituzione dovrebbe essere basato sulla Bibbia. Infatti, in questo siamo su un terreno assolutamente simile a quello dell’Iran. Tant’è vero che in una delle ultime manifestazioni in Israele nel 2023, prima del 7 ottobre, parlarono solo le donne e la parola d’ordine era ‘L’Iran è qui’ ”.</p>



<p><strong>Quanto è solido, secondo lei, il potere di Benjamin Netanyahu in questo momento? Durante la presentazione del libro ha sottolineato come la prosecuzione delle tensioni sia anche un modo che gli permette di rimanere al suo posto, anche perché non ci sono più tante manifestazioni contro di lui</strong></p>



<p>“Nei primissimi giorni dopo il 7 ottobre c’è stata una grande reazione contro il Governo di Netanyahu, che chiedeva innanzitutto perché le divisioni israeliane erano state ritirate dal confine con Gaza e perché non si era arrivati a capire che Hamas fosse pericolosa, puntando solo al confine con la Cisgiordania. Di fatto, la Cisgiordania è quello che interessa di più proprio a Netanyahu, ma in un primo momento c’è stata una richiesta da parte dell’opinione pubblica di Israele, che chiedeva spiegazioni al Governo. Il Governo d’Israele aveva solo un modo per non dare delle spiegazioni, quello di iniziare una guerra senza confini, una guerra terribile, dove presto dal voler colpire Hamas, è emersa un’idea di vendetta. Tutto questo non giustifica il fatto che ci siano 50.000 morti a Gaza, di cui la maggior parte sono civili. Ma da allora la parola ‘vendetta’ è emersa fortemente, ed è diventata la parola d’ordine del Governo d’Israele.”</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-463052" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Macerie e sfollati a Gaza, marzo 2025</em></figcaption></figure>
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<p><strong>Proprio l’idea di ‘vendetta’ contro Hamas è ciò che viene rivendicato anche da una parte di opinione pubblica qui in Italia, e in Occidente, e dunque non solo in Israele. Ma può questo giustificare le operazioni dell’Idf a Gaza?</strong></p>



<p>“Penso che alla base di questa idea di vendetta, ci sia lo stranissimo pensiero che vede Israele come Stato in pericolo. È un’idea che a me sembra assurda, che non ha nessuna base, ma questo è ciò che si legge da parte di quelli che sostengono e si schierano con Netanyahu, dicendo ‘Difendiamo Israele’. In questo momento Israele è sì in pericolo: il pericolo di perdere la sua etica, e il pericolo, alla lunga, forse anche di perdere il suo status, se continua così. Forse oggi l’unico modo per salvare Israele è quello di fermare il Governo di Netanyahu, e al tempo stesso sollecitare uno sviluppo politico anche dell’Autorità Nazionale Palestinese. Anche l’ANP e i palestinesi devono cambiare e io guado con fiducia a quanti con grande coraggio si stanno muovendo a Gaza contro Hamas.”</p>



<p><strong>Le immagini delle manifestazioni dei palestinesi a Gaza, contro Hamas, hanno subito fatto il giro del mondo. Forse non cambiano il quadro generale, ma indicano uno stato di disperazione per la situazione estrema che queste persone stanno vivendo. Lei come le interpreta?</strong></p>



<p>“Sono manifestazioni molto significative, ma anche pericolose. Pensiamo al fatto che nel 2006 Hamas fece una guerra civile, cacciando e uccidendo tutti quelli dell’OLP (<em>Organizzazione per la Liberazione della Palestina</em> nda). Non dimentichiamo anche che il Governo di Netanyahu ha sempre pensato fosse meglio allearsi o comunque avere buoni rapporti con i palestinesi religiosi, e dunque Hamas, che con i laici dell’ANP.”</p>



<p><strong>In chiave storica, come spiega le rivendicazioni territoriali di Israele, appoggiate su un pensiero religioso?</strong></p>



<p>“Attraverso la Bibbia, l’idea di una ‘grande Israele biblica’, con le terre di ‘Giudea e Samaria’, come vengono chiamate dai religiosi, ma questo si dice già da trent’anni, non solo da adesso, parlando dei territori della Cisgiordania. I territori occupati vengono definiti come integralmente ‘appartenenti’ allo Stato d’Israele. Quello che c’è in più, nella situazione di oggi, è la spinta a realizzazione una ‘cacciata’ dei palestinesi. Una cosa che prima non era detta così apertamente, ma che è emersa dopo il 7 ottobre. Una volontà di disfarsi dei palestinesi, che è una pulizia etnica. Ribadisco il concetto di ‘pulizia etnica’ che è stato tanto contestato in un appello che ho firmato tempo fa, perché l’idea di volersi sbarazzare dei palestinesi, da parte di Israele, è pulizia etnica, volendo incrementare la colonizzazione ebraica in Cisgiordania. Questo è quello che sta succedendo. Il termine ‘pulizia etnica’, che si è diffuso molto con le guerre in Bosnia, nella ex Jugoslavia, e non è un termine antisemita, ma un termine che si applica ora, in una situazione concreta e fattuale.”</p>



<p><strong>Ma com’è possibile, secondo lei, che queste rivendicazioni territoriali basate sulla Bibbia siano accettate da parte di una buona parte dell’opinione pubblica di Israele?</strong></p>



<p>“Una parte è quella dei coloni, per il resto molti dicono di essere contro Netanyahu, ma pensano che sia meglio non parlare troppo a voce alta e non contestare apertamente. Poi c’è l’idea di voler combattere Hamas, ma in realtà Hamas risorge sempre dalle ceneri. Invece di questo, bisognerebbe incrementare e favorire lo sviluppo politico di un Governo palestinese. Quello dell’ANP è un Governo che non ha fatto nulla, ma che viene considerato come collaborazionista dai palestinesi, invece bisognerebbe dargli una ‘spinta’, e questo a mio avviso doveva essere fatto già dall’8 ottobre 2023. Invece ora si va verso un’assimilazione di tutti i palestinesi a terroristi di Hamas, fino a quando davvero molti di loro non aderiranno effettivamente ad Hamas e sarà un disastro.”</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-461602" style="width:666px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Benjamin Netanyahu e Itamar Ben Gvir</em></figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Forse di fronte alla morte di migliaia di persone in questi anni a Gaza, e altre che continuano a morire, molti palestinesi sono spinti dalla disperazione ad aderire ad Hamas&#8230;</strong></p>



<p>“Se pensiamo a un ragazzo di 16 anni, palestinese, che ha visto morire tutta la sua famiglia, ha poche scelte. Non potendo uscire da lì, non potendo fare altro, si sviluppa un sentimento di vendetta. La vendetta per rispondere alla morte dei familiari, alle case distrutte, alla cattiveria che chiude la possibilità di curare i bambini, di dare cibo e acqua. Questo fa sentire i palestinesi come fossero dei subumani, quindi è più facile, umanamente, buttarsi nell’unica forma di lotta che in questo momento si trovano davanti. Per questo trovo così importanti le manifestazioni contro Hamas, che non sono manifestazioni pro-Israele, anche se una parte degli israeliani ci si è buttata sopra, soprattutto in Occidente, tra cui la destra filoisraeliana.”</p>



<p><strong>Difatti in questi due anni, abbiamo visto come molti cittadini israeliani, ma anche diverse comunità ebraiche nel mondo, pur condannando il 7 ottobre, non sono a favore dell’occupazione e della pulizia etnica a Gaza. Eppure, c’è una narrazione filo-Netanyahu che li accusa dicendo che chi è contro il Governo israeliano, ignora e minimizza il 7 ottobre. Lei come la vede?</strong></p>



<p>“Tantissimi parlano e hanno parlato del 7 ottobre, ma il 7 ottobre non giustifica la vendetta. Niente giustifica una vendetta di questo tipo, niente giustifica i bambini morti a Gaza. I bambini morti il 7 ottobre e i bambini morti a Gaza hanno lo stesso peso.”</p>



<p><strong>Un altro tema delicato che lei affronta nel suo libro è l’antisemitismo: da una parte in crescita, dall’altra usato come strumento da parte di Netanyahu, al punto che qualsiasi ente, organizzazione internazionale o leader politico che si esprime per criticare Israele, soprattutto per quel che sta facendo a Gaza, viene tacciato di antisemitismo. Come lo spiega?</strong></p>



<p>“Quando ho finito di scrivere il libro, non c’era ancora Trump a usare l’antisemitismo per liberarsi degli oppositori alla sua politica e per far fuori persino le università americane, come sta accadendo ora, sulla base delle manifestazioni pro-Palestina. Quindi, possiamo dire che la situazione sia peggiorata in maniera enorme, c’è stata una specie di caduta nel baratro. Adesso vediamo persone arrestate per strada, sotto accusa per il loro essere pro-Palestina, e persino deportate dagli Stati Uniti, oltre agli studenti, privati della green card. Abbiamo visto come l’Università di Harvard, per la prima volta, ha rifiutato questa imposizione di Trump.</p>



<p>Mentre per quanto riguarda Netanyahu, lui ha sempre utilizzato l’antisemitismo. È una vergogna, perché usa una cosa reale: oggi è vero che l’antisemitismo è cresciuto, ma è una cosa che ci si poteva aspettare. Era cresciuto anche nel 1982, con la guerra in Libano, e poi si era attenuato. Certo, adesso con la pulizia etnica, la colonizzazione selvaggia dei coloni religiosi e la pressione per annettere i territori occupati, è chiaro che l’antisemitismo aumenti nel mondo. Tuttavia, io credo sia un antisemitismo non di origine antisemita, ma che dipende dalla situazione del conflitto israelo-palestinese, e come tale dev’essere analizzato e discusso.</p>



<p>Io penso che si possa discutere. Non discuterei con qualcuno che mi dicesse che gli ebrei sono dei microbi, però discuterei con qualcuno che mi dicesse che non sopporto lo schierarsi degli ebrei europei e in parte americani, in favore della pulizia etnica dei palestinesi. E qui si apre un’altra questione, che è quella dei crimini di guerra e contro l’umanità, che sono assolutamente provati. Per questo, credo che una delle strade che l’Europa dovrebbe tentare, è quella di riconoscere lo Stato di Palestina. È stata la recente proposta di Macron, e anche la sinistra italiana lo ha proposto, per cui spero ci si arrivi. Avrebbe un valore simbolico molto forte: vorrebbe dire non lasciare i palestinesi soli.”</p>



<p><strong>Forse in un certo senso, è stato sorprendente vedere che tre partiti tanto diversi come PD, 5 Stelle e AVS, e persino Macron fuori dall’Italia, si siano uniti nello stesso appello, chiedendo una risposta comune per il riconoscimento della Palestina. Tuttavia, in questi anni abbiamo visto anche come a livello europeo e non solo, qualsiasi risoluzione ONU in tal senso sia stata ignorata, e il diritto internazionale ampiamente calpestato. Lei, nella sua esperienza di storica, pensa che ci sia ancora speranza per una soluzione pacifica in Medio Oriente?</strong></p>



<p>“Distruggere il diritto internazionale è uno degli obiettivi della destra europea, di Israele e di Trump. Un obiettivo che riguarda tutti quanti, e stanno davvero tentando di farlo. Netanyahu ha agitato per primo la bandiera della distruzione del diritto internazionale, anche se di fatto esce dalla Shoah e ne è conseguenza. Però, francamente, non so se ci sia spazio per soluzioni pacifiche, ma non vedo altre possibilità: o si fa questo, oppure ci sarà la grande Israele di Netanyahu e Ben Gvir, senza palestinesi, con un sistema religioso e politico che si avvicina sempre più a quello islamico dell’Iran. Oppure forse, alla lunga &#8211; non certo oggi &#8211; ci sarà una crisi profonda di Israele, tale da permettere la vittoria invece di quelli che vogliono uno Stato islamico basato sulla Sharia, sul territorio di tutta la Palestina.”</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Presentazione della mozione unitaria di Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sulla tragedia in corso a Gaza e in Palestina. Intervengono Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Giuseppe Conte.<a href="https://t.co/hsjyU98kvM">https://t.co/hsjyU98kvM</a> <a href="https://t.co/jdfEo5IdaP">pic.twitter.com/jdfEo5IdaP</a></p>&mdash; Europa Verde &#8211; Verdi (@europaverde_it) <a href="https://twitter.com/europaverde_it/status/1912149914164806034?ref_src=twsrc%5Etfw">April 15, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/anna-foa-niente-giustifica-i-bambini-morti-a-gaza-e-il-suicidio-di-israele.html">Anna Foa: “Niente giustifica i bambini morti a Gaza e il suicidio di Israele&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bugie, violenze e inganni di regime: anche questo è la guerra di Israele </title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-israele-ha-inquinato-il-dibattito-pubblico-mondiale-con-narrazioni-violente-e-informazioni-false.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 09:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[propaganda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Il mio diritto, quello di mia moglie e quello dei miei figli di vagare per le strade della Giudea e della Samaria è più importante del diritto di muoversi degli arabi&#8221;. A pronunciare questa frase non è una persona qualunque e non è uno dei milioni di commenti antipalestinesi che si possono trovare sui social &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-israele-ha-inquinato-il-dibattito-pubblico-mondiale-con-narrazioni-violente-e-informazioni-false.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/israele-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Il mio diritto, quello di mia moglie e quello dei miei figli di vagare per le strade della Giudea e della Samaria è più importante del diritto di muoversi degli arabi&#8221;. A <a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-66614459">pronunciare</a> questa frase non è una persona qualunque e non è uno dei milioni di commenti antipalestinesi che si possono trovare sui social media negli ultimi mesi. A dire queste parole è stato <a href="https://www.britannica.com/biography/Itamar-Ben-Gvir">Itamar Ben-Gvir</a>, attuale ministro per la sicurezza nazionale di Israele. Questa frase che sembra così assurda e singolare, in realtà si inserisce in un frame narrativo <a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2024/1/10/why-is-biden-engaging-in-disinformation-on-gaza">molto più ampio</a>. Fin dal 7 ottobre 2023 sono diverse le figure politiche ed entità pro-governative che hanno costruito una comunicazione agressiva e carica di informazioni false sul conflitto Israelo-Palestinese.</p>



<p>In due precedenti articoli pubblicati su Insideover <a href="https://it.insideover.com/guerra/40-bambini-decapitati-da-hamas-era-un-falso-e-si-poteva-saperlo.html">abbiamo già mostrato</a> i meccanismi e le dinamiche del sistema propagandistico israeliano per il filone narrativo dei 40 bambini decapitati da Hamas e visto <a href="https://it.insideover.com/societa/educazione-israeliana-come-la-palestina-e-raccontata-nello-stato-ebraico.html#google_vignette">come in Israele le narrazioni sulla Palestina</a>, anche negli ambienti educativi, siano cariche di informazioni false o distorte.</p>



<p>Nell’agosto del 2019, il <em>Times of Israel</em>, testata giornalistica israeliana pro-governativa, <a href="https://www.timesofisrael.com/idfs-new-persian-social-media-accounts-gain-thousands-of-followers-in-days/">annunciava</a> la creazione su X di un nuovo account in lingua <em>farsi</em> da parte del governo israeliano per comunicare con la popolazione in Iran. Dopo gli eventi del 7 ottobre, è diventato uno dei canali che Israele quotidianamente utilizza per produrre disinformazione.</p>



<p>Il 29 novembre l’account<a href="https://twitter.com/israelpersian/status/1728453710282719234?s=61&amp;t=MhChlPhZGQdz8Gua2TPlIg"> ha pubblicato</a> una fotografia in cui compare una coppia di giovani ragazzi israeliani mentre passeggia per le strade di Tel Aviv. Una scena di normale quotidianità, se non fosse per i 2 fucili da assalto di cui entrambi sono provvisti.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fa" dir="rtl">زیبایی‌های دو نفره 🇮🇱🇮🇱🇮🇱 <a href="https://t.co/UPzA73mN4K">pic.twitter.com/UPzA73mN4K</a></p>&mdash; اسرائیل به فارسی (@IsraelPersian) <a href="https://twitter.com/IsraelPersian/status/1728453710282719234?ref_src=twsrc%5Etfw">November 25, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Fin dai primi giorni dopo il 7 ottobre, Israele ha puntato su una comunicazione pubblica violenta, chiedendo sopratutto ai civili di armarsi per la difesa, tanto che sono diverse le <a href="https://www.npr.org/2023/12/06/1216088371/guns-israel-hamas-gaza">fotografie di civili israeliani</a> che <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2023/12/08/israel-gun-carry-permits/">girano</a> per la città con armi da assalto. Ben Gvir, intervenendo su questa questione ha detto: “Una pistola può salvare una famiglia e un fucile d&#8217;assalto può salvare un edificio. Un&#8217;arma può proteggere te, la tua famiglia, la tua strada e il tuo paese”. Questa metodologia comunicativa è stata così efficace, che in soli due mesi in Israele <a href="https://www.gov.il/he/pages/256000">sono arrivate</a> oltre 280 mila richieste per porto d’arma privato (nella figura in basso la colonna in rossa indica le richieste degli ultimi 2 mesi).</p>



<p class="has-text-align-center"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="602" height="395" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXc7Cqjut-o-Ac0oCo1Qb1x4Nc4NYx9vNQUrwyS2gYn_bnVAWcxkjQ8kG2NkGTz5QvxxWUrKFzXJWnjVgmKCKxq4sxBMa8W7lEk6OXvneeYfMNIqg6DxBqjOhN4CdqVSimcagxvpLX1-NwPasnNihHhnft8?key=u6FzPahDtXYQx07BKb3QZA"></p>



<p>Lo stesso profilo X del governo israeliano, il 14 maggio 2024 ha ricondiviso un post di <a href="https://embassies.gov.il/MFA/AboutIsrael/state/Pages/Israel-Katz.aspx">Yisrael Katz</a>, ministro degli esteri dell’attuale governo israeliano, in cui viene evidenziato che il numero di bambini e donne morti a Gaza sarebbe stato ricalcolato e abbassato del 50% dalle Nazioni Unite. Katz nel dare la notizia in un post su X ha scritto: “La miracolosa resurrezione dei morti in Gaza”.</p>



<p>Un’informazione falsa e fuorviante, come è stato riportato lo stesso giorno dalla <a href="https://edition.cnn.com/2024/05/13/middleeast/death-toll-gaza-fatalities-un-intl-latam/index.html">CNN</a> che ha effettuato il fact-checking sulla dichiarazione.</p>



<p class="has-text-align-center"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="294" height="350" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcKj4vywemjLu5-BzkjAxOE8vB20i_C6F__DW9pYsJpSIxOa8NEqQG5ETL89XtnByBzgYUbcKYHX1Ga88qPcEOmnjG-mmv3CBtMDlaIrxgUa4De8-RV9UxBKDrGaGxKOzNW1CSgCf2KgtDCGGLgrLJxd2P2?key=u6FzPahDtXYQx07BKb3QZA"></p>



<p>I toni alti e il linguaggio violento accompagnano molte comunicazioni e discorsi pubblici di diversi esponenti politici israeliani. Ad esempio uno dei tanti messaggi all’interno del <a href="https://t.me/bnetanyahu">gruppo</a> telegram personale di Nethanyau recita: “Il 7 ottobre, quel giorno nero, gli assassini e i loro sostenitori danzarono sul sangue. Oggi non ballano più. Sentono molto bene il conforto delle nostre braccia in tutta la Striscia di Gaza”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La figura di Itamar Ben-Gvir e la sua comunicazione</strong></h2>



<p>Ben Gvir è l’attuale ministro della sicurezza nazionale di Israele e politico conservatore e di estrema destra, guida il partito ultranazionalista Otzma Yehudit che promuove politiche razziste e antiarabe. Il ministro israeliano è una delle figure che più si è distinta per uno stile di comunicazione agressivo e pieno di informazioni false. Nelle ultime settimane si è tornato a parlare di lui in seguito al comunicato di <strong>Joe Biden</strong> in cui annunciava una riconsiderazione sull’invio di armi ad Israele ammettendo che gli armamenti avevano ucciso migliaia di civili. Di pronta risposta  il 9 maggio Gvir ha scritto su X: “Hamas cuoricino Biden”, mettendo in relazione il gruppo armato con il presidente americano.</p>



<p class="has-text-align-center"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="555" height="96" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcQBNRYjjC9i21ENxkHbkTC-RLm2J93qUfmRYf71t2oN-KJDh7DiW7P6O7nbCoY8hxdtJ6yKoHsi1Ors9-H9-12K17sH0B2PH52An_5Ua8hCn45mqpraiKoDkcx7cKmep0fwEtE49i8j5xej5BfSNJTpMIv?key=u6FzPahDtXYQx07BKb3QZA"></p>



<p>Sempre Ben Gvir il 25 marzo 2023 ha condiviso su <a href="https://twitter.com/itamarbengvir?s=21&amp;t=6GfD1hxM3aD694oFFkKajw">X</a> un video in cui si vede un soldato israeliano togliere ad un bambino palestinese una t-shirt. Nel <em>copy</em> del post il ministro ha scritto: “Bisogna dare pieno appoggio al soldato dell&#8217;IDF che ha tolto una maglietta che incitava all&#8217;omicidio di ebrei a un giovane terrorista a Hebron”. La frase colpisce per due motivi: innanzitutto il ministro nel post definisce “terrorista” un bambino. Poi, etichetta come terrorista un bambino senza fornire alcuna prova a sostegno di tale tesi.</p>



<p>La comunicazione irruenta e piena di informazioni false è stata condannata anche dagli Stati Uniti come <a href="https://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-66614459">riportato</a> in questo articolo della BBC. Nel pezzo il ministro viene accusato di retorica razzista e di infiammare continuamente il dibattito pubblico attorno al conflitto in Gaza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="463" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-1024x463.jpg" alt="" class="wp-image-423458" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-1024x463.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-600x272.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-768x348.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_-1536x695.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-025-US-condemns-Israeli-minister-Ben-Gvirs-inflammatory-Palestinian-co_-www.bbc_.com_.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le accuse a UNRWA da parte dei vertici israeliani</strong></h2>



<p>Le <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/3/19/pro-israel-online-influencing-operation-has-been-targeting-unrwa-report">accuse</a> all’agenzia <a href="https://www.unrwa.org/">UNRWA</a> sono un esempio interessante per mostrare il funzionamento della macchina propagandistica israeliana.&nbsp;</p>



<p>Da diversi mesi Israele sul proprio sito governativo <a href="https://www.googleadservices.com/pagead/aclk?sa=L&amp;ai=DChcSEwittPPDm5eGAxXQBwYAHai9DTsYABABGgJ3cw&amp;ae=2&amp;gclid=CjwKCAjwo6GyBhBwEiwAzQTmc5VwYR1hY1HVutHOdUYp9Y5UD36LoK3UVBRDeqyKQoD-DdWRJkF72RoCnPkQAvD_BwE&amp;ohost=www.google.com&amp;cid=CAESVuD2a9q9ZUvJ-R9T6MD_IQYWiWMbU-lEEclInLzZeOGsLhxteoFAADsQTHskxLaX6XY-vgjwLJUeWUKHNjPLK7hekdWwBW2zFtXHuIesQLwpWl7Ye4Oj&amp;sig=AOD64_1TsfCY10ntXqU6ZNeKeUGqxmp3Pw&amp;q&amp;adurl&amp;ved=2ahUKEwjkxe3Dm5eGAxVLU6QEHS5NC3sQ0Qx6BAgJEAE">ha aperto</a> una pagina FAQ per rispondere ad alcuni quesiti rispetto alle accuse ad UNRWA.&nbsp;</p>



<p>Alla domanda “Quale sono le nuove scoperte sull’UNRWA a Gaza” il sito governativo risponde: “È già chiaro che una quota significativa dei dipendenti dell&#8217;UNRWA a Gaza serve tra i ranghi di Hamas e di altre organizzazioni terroristiche, quasi 500 dei quali in posizioni militari. Sono persone che ricoprono vari ruoli nell&#8217;UNRWA, comprese le posizioni di alto livello. Ad esempio, almeno diciotto presidi scolastici a Gaza sono membri dell&#8217;ala militare di Hamas”. </p>



<p>Come racconta il The Guardian però, <a href="https://www.theguardian.com/world/2024/apr/22/israel-unrwa-staff-terrorist-links-yet-to-provide-evidence-colonna-report">in un recente articolo del 22 aprile 2024</a>, il governo israeliano non ha ancora fornito prove concrete circa il coinvolgimento di alcuni dipendenti UNRWA nell’organizzazione Hamas. Nonostante questo, la campagna di disinformazione su questo tema da parte di Israele <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/1/28/which-countries-have-cut-funding-to-unrwa-and-why">ha portato diversi Stati</a>, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/01/27/tajani-anche-litalia-sospende-i-finanziamenti-allunrwa_b78eb908-406d-4e0a-a3ed-ba438edee91d.html">compresa</a> l’Italia, a tagliare immediatamente i fondi all’agenzia UNRWA che oggi conta oltre 13 mila collaboratori attivi sul campo in Gaza. Nonostante l’investigazione su possibili infiltrazioni di Hamas all’interno dell’agenzia umanitaria sia ancora in corso, oggi sappiamo che, come <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/unrwa-report-says-israel-coerced-some-agency-employees-falsely-admit-hamas-links-2024-03-08/">riporta</a> Reuters, il governo israeliano avrebbe estorto false dichiarazioni ai dipendenti interrogati per provare i legami tra Hamas e UNRWA.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="463" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-1024x463.jpg" alt="" class="wp-image-423460" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-1024x463.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-600x272.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-768x348.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_-1536x695.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-027-Israel-has-yet-to-provide-evidence-of-Unrwa-staff-terrorist-links-Co_-www.theguardian.com_.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Times of Israel: un giornale che raccoglie fondi per la guerra</strong></h2>



<p>E’ giusto che una testata giornalistica raccolga fondi per l’esercito Israeliano?</p>



<p>Sappiamo che in Israele i media pro-governo sono molto seguiti, tanto che nel 2022 il Washington Post <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2022/11/03/israel-election-netanyahu-ben-gvir/">ha evidenziato </a>quanto questi ultimi fossero stati decisivi nell’ascesa di Ben Gvir.</p>



<p>Negli ultimi mesi il <a href="https://www.timesofisrael.com/">Times of Israel</a>, una delle testate giornalistiche più grandi in Israele che negli ultimi anni ha puntato molto sull’informazione internazionale, ha inviato decine di mail ai suoi lettori per raccogliere fondi per il conflitto in Gaza.</p>



<p>Nella seguente raccolta grafica abbiamo inserito alcune delle mail arrivate nei mesi scorsi.</p>



<p class="has-text-align-center"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdLJknFiUlNRSpnyDzrHnuwBFOaeimi606N7NBjjpsCXJmEOFln3a3i0CtRAFpt8w58DfBY_DAIc-BW-LC8RJxDRnci0wsQCiG1EDwuE9YW6MH21zoe_-aGZ2pOQw26L83tgHjxlEiu0HtvqrV6K39qT7zC?key=u6FzPahDtXYQx07BKb3QZA" width="529" height="423"></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-israele-ha-inquinato-il-dibattito-pubblico-mondiale-con-narrazioni-violente-e-informazioni-false.html">Bugie, violenze e inganni di regime: anche questo è la guerra di Israele </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ora Netanyahu deve scegliere tra Biden e i falchi del suo Governo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-accadra-adesso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2024 17:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc)]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Benjamin Netanyahu (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-1024x674.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il dilemma di Netanyahu: seguire il presidente Biden, che chiede di evitare ulteriori rappresaglie, o mettere a rischio il governo scontentando gli estremisti?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Benjamin Netanyahu (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-1024x674.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le scuole sono ancora chiuse, molti uffici sono ancora deserti e le saracinesche dei negozi sono ancora abbassate. L&#8217;aspetto delle città israeliane è ancora quello, <a href="https://it.insideover.com/guerra/partito-lattacco-di-teheran-contro-israele.html">a distanza di ore dalla fine dell&#8217;attacco iraniano</a>, di aree <strong>sotto assedio</strong>. Tuttavia a rincuorare la popolazione è il fatto che nessuna scheggia ha realmente scalfito case e infrastrutture, nessun luogo frequentato da civili è stato sfiorato dalla pioggia di ordigni piovuti dall&#8217;<strong>Iran</strong>. Il Paese ha quindi retto l&#8217;urto dell&#8217;attacco scagliato nel cuore della serata di sabato. Ed è forse questo il dato da cui Israele potrebbe (e vorrebbe in gran parte) ripartire: tornare ad avere <strong>fiducia</strong> nelle proprie forze di sicurezza, sentirsi al <strong>riparo</strong> da attacchi futuri ed evitare nuove tragiche conte dei danni. La tensione non è però ancora stata smontata: una parte dell&#8217;esecutivo guidato da<strong> Benjamin Netanyahu </strong>vorrebbe attuare una <strong>ritorsione</strong> contro la Repubblica Islamica e non è detto che ciò non avvenga. Saranno in tal senso decisive le prossime ore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un &#8220;day after&#8221; tranquillo</h2>



<p>Andare nei rifugi e ritrovare subito dopo la casa intatta, quando si è in un contesto di guerra non è certo circostanza da poco. Forse in Israele oggi si sta meglio rispetto a ieri: per tutto il sabato si è rimasti in <strong>attesa</strong> di capire e comprendere cosa doveva accadere sopra le proprie teste e quando, intorno alle 22:00, si è avuta la conferma di un primo lancio di droni dall&#8217;Iran, i sospetti per buona parte della popolazione si sono trasformati in autentici <strong>incubi</strong>. Poi nel cuore della notte è apparso in tv <strong>Daniel Hagari</strong>, portavoce dell&#8217;Idf, sottolineando come almeno il 99% degli ordigni è stato effettivamente intercettato. Non tutti dagli israeliani, anzi nelle ore del raid il lavoro delle aviazioni di <strong>Usa, Gran Bretagna, Giordania</strong> e <strong>Francia</strong> è stato prezioso e a dir poco vitale per impedire una rapida saturazione dei sistemi Iron Dome.</p>



<p>Ad ogni modo, la stragrande maggioranza dei droni non ha nemmeno oltrepassato lo spazio aereo israeliano e il bilancio parla di appena un ferito: si tratta di  un bambino di dieci anni coinvolto nell&#8217;arrivo di una scheggia in una piccola località del <strong>Negev</strong>. La regione meridionale desertica dove si è concentrato gran parte dell&#8217;attacco iraniano grazie ai missili piombati nell&#8217;area della base di <strong>Nevetim</strong>, una delle più importanti del Paese e oggi tornata però nuovamente operativa. </p>



<p>Al sollievo per lo scampato pericolo, si aggiungono però <strong>polemiche</strong> piuttosto sentite dalla stampa israeliana. In particolare, diversi quotidiani oggi hanno tirato fuori primi <strong>bilanci</strong> del costo in termini economici della difesa di Israele: le casse dello Stato hanno in totale sborsato qualcosa come<strong> 1.3 miliardi di Dollari </strong>per garantire l&#8217;abbattimento degli ordigni iraniani. Un calcolo effettuato sommando ogni singolo aspetto di una vasta operazione di difesa come quella andata in scena ieri: dal carburante per gli aerei, fino allo spostamento di mezzi e uomini. Non solo, ma non è certo passato inosservato all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica il fatto che la difesa dei cieli è stata possibile anche all&#8217;aiuto degli alleati, rivelatisi fondamentali per intercettare gli ordigni già sopra i cieli di Iraq e Giordania. </p>



<p>In poche parole, lo Stato ebraico nel suo day after non ha potuto fare altro che tirare un gran sospiro di sollievo e constatare come il sistema difensivo abbia retto. Ma ci si chiede anche se tutto questo non poteva essere evitato e se quindi il governo, nella persona del premier Netanyahu, non poteva evitare, con il raid sull&#8217;ambasciata iraniana di Damasco, dì di esporre il Paese a una provocazione che non ha fatto danni ma che, al contempo, è costata non poco a Israele in termini politici ed economici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La telefonata tra Biden e Netanyahu subito dopo l&#8217;attacco iraniano</h2>



<p>Nel corso della notte, quando da Teheran sono arrivate conferme della fine dell&#8217;attacco, si è avuta notizia di un&#8217;importante conversazione telefonica tra il presidente Usa, <strong>Joe Biden</strong>, e lo stesso primo ministro israeliano. I media dello Stato ebraico concordano su un punto: il capo della Casa Bianca ha chiesto a Benjamin Netanyahu di<strong> non avviare una controrisposta</strong> nei confronti dell&#8217;Iran. Il modello proposto da Washington è molto semplice: proporre, sotto il profilo mediatico, come una <strong>vittoria</strong> l&#8217;abbattimento del 99% dei droni iraniani e fare di questo dato un elemento di forte <strong>deterrenza</strong> per il futuro. </p>



<p>Paradossalmente, o quasi, la linea degli Stati Uniti è sembrata convergere con quella dell&#8217;Iran visto che anche da Teheran sono stati lanciati segnali politici in questa direzione. La Repubblica Islamica infatti, in un documento a firma del ministero degli Esteri, si è appellata al diritto di autodifesa a seguito dell&#8217;attacco israeliano contro la propria ambasciata di Damasco, dichiarando che l&#8217;attacco contro lo Stato ebraico è una risposta a quell&#8217;episodio e la vicenda può dirsi chiusa. Il filo comune della posizione statunitense e iraniana è quindi dato dalla volontà di non andare oltre e di considerare terminata la disputa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La scelta nelle mani di &#8220;Bibi&#8221;</h2>



<p>La palla è quindi passata nelle mani di Netanyahu: tocca a lui decidere cosa fare e scegliere quale strada intraprendere. Biden nella conversazione di domenica notte non si è limitato al &#8220;consiglio&#8221;, il presidente Usa ha ribadito la volontà di difendere Israele da altri attacchi e allo stesso tempo ha sottolineato che non sosterrà lo Stato ebraico contro eventuali raid nei confronti dell&#8217;Iran. Il premier israeliano non potrà dunque disporre dell&#8217;aiuto del più importante alleato e, nel prendere una decisione, è consapevole che in caso di ulteriore escalation non potrà fare affidamento sui caccia di Washington.</p>



<p>Al tempo stesso però, Netanyahu deve dare conto anche a quell&#8217;ala della sua maggioranza che, probabilmente, senza una contro risposta nei confronti dell&#8217;Iran potrebbe propendere per togliere l&#8217;appoggio al suo esecutivo. I personaggi in tal senso sono ben noti e conosciuti: si tratta dei leader di<strong> Sionismo Religioso</strong> e <strong>Potere Ebraico</strong>, gli stessi che hanno minacciato il premier di far cadere il governo senza un attacco contro Rafah e in caso di cessate il fuoco con <strong>Hamas</strong>.</p>



<p>Mentre scriviamo, sicuramente una decisione è già stata presa. Alle 15:30 infatti si è riunito il gabinetto di guerra dove è stato fatto il punto della situazione e dove il principale punto all&#8217;ordine del giorno era rappresentato dalle scelte da intraprendere dopo l&#8217;attacco di ieri. Netanyahu potrebbe optare per una &#8220;via mediana&#8221;, ossia l&#8217;attacco ai proxy dell&#8217;Iran, agli alleati in Libano, Siria e Yemen. Soltanto nelle prossime ore si potrà sapere, volgendo ancora una volta lo sguardo sui cieli del medio oriente, cosa ne sarà dell&#8217;attuale escalation. </p>
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		<title>Netanhyhu rinuncia ad attaccare Rafah: non ha gli ostaggi, non ha sradicato Hamas e non sa che fare della Striscia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/netanhyhu-rinuncia-ad-attaccare-rafah-non-ha-gli-ostaggi-non-ha-sradicato-hamas-e-non-sa-che-fare-della-striscia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Apr 2024 22:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ambasciata]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
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		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="855" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-768x547.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il ritiro delle truppe israeliane dal Sud della Striscia di Gaza è difficile da interpretare. Certo è che Netanyahu non ha ottenuto alcuno dei suoi obiettivi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/netanhyhu-rinuncia-ad-attaccare-rafah-non-ha-gli-ostaggi-non-ha-sradicato-hamas-e-non-sa-che-fare-della-striscia.html">Netanhyhu rinuncia ad attaccare Rafah: non ha gli ostaggi, non ha sradicato Hamas e non sa che fare della Striscia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="855" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-768x547.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>E così, <strong>Benjamin &#8220;Bibi&#8221; Netanyahu</strong> ha rinunciato all&#8217;operazione contro Rafah, la città nel Sud della Striscia dove, secondo i portavoce del Governo israeliano, ancora si rifugiano quattro brigate di combattenti di Hamas e, ciò che maggiormente conta, almeno un milione di palestinesi fuggiti dal Nord della Striscia. Tsahal lascerà un presidio militare, si presume ben munito, ma non attaccherà via terra, con il rischio (anzi, la certezza) di provocare altre migliaia di morti tra i civili. È una buona notizia, di cui però non è facile decrittare il vero significato. Ci sono però alcune ipotesi di cui si può discutere, con diversi gradi di approssimazione alla verità.</p>



<p><strong>Prima ipotesi:</strong> Netanyahu ha ceduto alle pressioni incrociate degli Stati Uniti e dell&#8217;Egitto. Nell&#8217;anno elettorale <strong>Joe Biden</strong> non poteva permettere, di fronte all&#8217;elettorato democratico (dove hanno un peso sempre crescente le minoranze, compresa quella di origini mediorientali), un&#8217;ulteriore strage di palestinesi (siamo già oltre i 32 mila morti, in larga parte donne e bambini) Così, ricevendo prima l&#8217;ex premier <strong>Benny Gantz</strong> e poi il ministro della Difesa <strong>Yoav Gallant</strong>, la Casa Bianca ha segnalato di voler continuare a proteggere Israele ma non con i metodi di Netanyahu. Non a caso, poi, Gantz, ministro del Gabinetto di guerra israeliano e dominatore di tutti i sondaggi di gradimento, aveva poi dato un ultimatum al rallentatore a Netanyahu, chiedendo elezioni anticipate per settembre. Come per dirgli: ti evitiamo l&#8217;umiliazione di una cacciata politica, però tu finisci il lavoro sporco e vattene. Contro un eventuale attacco a Rafah protestava anche l&#8217;Egitto, che nel 1979 ha firmato un trattato di pace con Israele. Per il Cairo, già alle prese con una pericolosa crisi economica e con storici problemi di radicalismo islamista, un massacro di palestinesi alle porte o, ancor peggio dal punto di vista del Governo egiziano, una massiccia fuga di palestinesi verso l&#8217;Egitto è prospettiva da far tremare le vene ai polsi.</p>



<p><strong>Seconda ipotesi:</strong> Netanyahu e il suo Governo di estremisti non hanno mai avuto una reale intenzione di attaccare Rafah. Dicono gli esperti di questioni militari che Tsahal non ha nemmeno cominciato i preparativi per un&#8217;operazione che impegnerebbe al massimo i reparti combattenti ma anche la logistica. La reiterata minaccia dell&#8217;attacco, nelle intenzioni di Netanyahu, avrebbe dovuto servire da leva per ottenere il rilascio degli ostaggi e ammorbidire le critiche degli Usa. Nè l&#8217;una né l&#8217;altra è avvenuta, fatto che avrebbe spinto Netanyahu a rinunciare al suo bluff.</p>



<p><strong>Terza ipotesi:</strong> Netanyahu, prigioniero di una politica muscolare priva di visione politica, non sa più che fare, e quindi si ritira. Nel Nord della Striscia ha seminato morte e distruzione,  e un recente rapporto di <a href="https://www.ipcinfo.org">Integrate Food Security Phase Classification</a> segnala che in tutta la Striscia un terzo della popolazione è ai bordi della fame, quota che nel Nord sale al 55%. Il tutto per ritagliare una zona buffer al confine con Israele che occupa il 16% del territorio totale della Striscia e intanto dover continuare  a respingere, anche nelle zone occupate, la guerriglia dei miliziani di Hamas. Un eventuale attacco a Rafah non farebbe che replicare, in peggio, questa situazione. Senza che poi Netanhyahu abbia mostrato una minima idea concreta per il dopo. Israele vuole sradicare Hamas, non vuole che a Gaza subentri l&#8217;Autorità palestinese non può/vuole prendersi in carico la gestione della Striscia e della sua popolazione una volta finita la guerra e nello stesso tempo lavora per eliminare <strong>la presenza dell&#8217;Unrwa</strong>, l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu per l&#8217;aiuto ai palestinesi. Resta la proposta di trasferire tutti i palestinesi della Striscia nel Sinai egiziano, l&#8217;ultimo delirio degli estremisti di Gerusalemme. Mentre cresce la protesta interna a Israele, con manifestazioni sempre più massicce e convinte per chiedere la fine di questo Governo. La rinuncia all&#8217;opzione militare contro Rafah servirebbe a Netanyahu per allentare la pressione, dentro e fuori il Paese, e guadagnare tempo. Magari, chissà, fino alla rielezione di <strong>Donald Trump</strong>.</p>



<p>C&#8217;è poi <strong>una quarta ipotesi</strong>, legata al recente bombardamento del consolato iraniano a Damasco e alla prospettiva, da molti data per certa, di una ritorsione da parte di Teheran. Dopo il massacro di Hamas del 7 ottobre corso, Netanyahu ha accettato la sfida su molti fronti: Libano, Siria, Iran, Gaza. E nello stesso tempo non ha fatto nulla per soddisfare gli inviti alla cautela che arrivavano dagli Usa. Ora, però, l&#8217;asticella si è alzata, le ambasciate di Israele chiudono in tutto il mondo per timore di attentati e la collaborazione degli Usa, anche a livello di intelligence globale, può essere molto utile. Da qui il ritiro dal Sud della Striscia, che Biden potrà far passare per una propria &#8220;vittoria&#8221;, placando così parte dell&#8217;elettorato democratico, soprattutto dei giovani che, se decidessero di astenersi, potrebbero regalare la vittoria a Trump.</p>



<p><strong>Fulvio Scaglione</strong></p>



<p>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/netanhyhu-rinuncia-ad-attaccare-rafah-non-ha-gli-ostaggi-non-ha-sradicato-hamas-e-non-sa-che-fare-della-striscia.html">Netanhyhu rinuncia ad attaccare Rafah: non ha gli ostaggi, non ha sradicato Hamas e non sa che fare della Striscia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gaza: quando all&#8217;intellettuale va bene la strage</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gaza-quando-allintellettuale-va-bene-la-strage.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 10:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240402180614866_c61efdb5709de55c2aba3870d77b78f1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240402180614866_c61efdb5709de55c2aba3870d77b78f1.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240402180614866_c61efdb5709de55c2aba3870d77b78f1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240402180614866_c61efdb5709de55c2aba3870d77b78f1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240402180614866_c61efdb5709de55c2aba3870d77b78f1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240402180614866_c61efdb5709de55c2aba3870d77b78f1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Criticare il Governo di Israele no perché ti definiscono antisemita. Smettere di vendergli armi no, sanzioni no, boicottaggi no. Ok, ma allora vi va bene la strage? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-quando-allintellettuale-va-bene-la-strage.html">Gaza: quando all&#8217;intellettuale va bene la strage</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Siamo tutti d&#8217;accordo: l&#8217;arte, la cultura, la ricerca devono essere lasciate fuori dalla politica. Quindi ci fa orrore l&#8217;idea che le Università italiane possano interrompere i rapporti con le Università di Israele a causa delle azioni del <a href="https://it.insideover.com/dossier/gaza-guerra-o-pace">Governo di <strong>Bibi Netanyahu</strong></a>. Lo stesso orrore che proveremmo se si volessero interrompere i rapporti con le Università e i centri studi della Palestina a causa dei massacri di Hamas. Lo stesso schifo che abbiamo provato quando a grandi artisti russi è stato impedito di esibirsi in Italia a causa dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina decisa da <strong>Vladimir Putin</strong>. Se l&#8217;arte, la cultura e la ricerca devono essere lasciate fuori, questo deve valere per tutti. Altrimenti chi ci garantisce che quel rettore palestinese non sia favorevole agli attentati di Hamas o che quel professore israeliano non concordi con il massacro dei civili di Gaza?</p>



<p>Detto questo, veniamo però al caso specifico. Gran parte dell&#8217;opinione pubblica mondiale concorda sul fatto che la guerra condotta a Gaza da Israele, pur affondando le sue radici nell&#8217;orrendo massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023, è gestita in modo spietato, con la ricorrente strage di decine di migliaia di civili (per più di metà donne e bambini) che non ha alcuna giustificazione, nemmeno rispetto al tanto sbandierato proposito di <strong>&#8220;sradicare Hamas&#8221; dalla Striscia di Gaza</strong>. Ed è quello che forse pensa anche una parte consistente della popolazione di Israele: i sondaggi dicono che la maggior parte degli israeliani è favorevole alla prosecuzione dell&#8217;intervento militare ma le proteste contro l&#8217;attuale Governo, per chiedere elezioni anticipate, sono sempre più massicce.</p>



<p>Che questo sia il clima lo testimonia anche la recente risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu, l&#8217;unica dagli anni Settanta che anche gli Usa, di solito schierati con lo Stato ebraico senza se e senza ma, abbiano fatto passare con l&#8217;astensione. <strong>Una risoluzione che, ricordiamolo, chiede il cessate il fuoco immediato e che Israele ha scientemente e pubblicamente deciso di ignorare.</strong> Come peraltro tutte le precedenti.</p>



<p>Quindi abbiamo una domanda per tutti coloro che si scandalizzano per le decisioni di certe Università italiane, pronte a interrompere la collaborazione con le Università di Israele: che cosa proponete di fare? Concretamente, non con i soliti sofismi. Perché i casi sono solo due. Il primo è: <strong>pensate che Israele faccia bene a fare ciò che fa e pazienza per i civili palestinesi</strong>, anche se i morti sono già più di 32 mila, se nel processo sono stati ammazzati più di 100 giornalisti, 180 operatori sanitari e una ventina di volontari, ultimi i sette della Ong World Central Kitchen poche ore fa. Abbiate il coraggio di dirlo e di prendervi in carico, moralmente e politicamente, tutti quei morti.</p>



<p>In quel caso è chiaro che cosa pensate e non abbiamo nulla da dirci. Ma c&#8217;è un secondo caso: si deve e si può fare qualcosa. E allora cosa? Il cessate il fuoco no, a Israele non piace e gli Usa dicono che &#8220;non è vincolante&#8221;, cioè si cessa il fuoco se Israele vuole altrimenti si continua a sparare. Sanzioni contro Israele? No, anche sa sanzioniamo mezzo mondo. Sanzioni contro israeliani? No. Boicottaggio economico di Israele? No, anzi:<strong> in mezza Europa è stato messo fuorilegge</strong>. Smettere di vendere (o, come nel caso degli Usa) regalare armi a Israele? No. Dell&#8217;arte, della cultura e della ricerca abbiamo già detto. Non è che resti molto. Noi italiani, poi, insieme con altri 15 Paesi occidentali, ci siamo pure precipitati a interrompere i finanziamenti all&#8217;Unrwa, l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu per l&#8217;aiuto ai palestinesi, perché Israele aveva detto (senza fornire prove) che molti dei suoi impiegati erano collusi con Hamas, ma non abbiamo battuto ciglio quando <a href="https://ilmanifesto.it/lunrwa-contro-accusa-torture-sul-nostro-staff">l&#8217;Unrwa ha accusato Israele di aver torturato i suoi dipendenti.</a></p>



<p>A quanto pare, dunque, l&#8217;idea è che <strong>ai Governi di Israele non si può muovere alcuna critica, perché altrimenti si diventa </strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/no-other-land-il-docu-film-israelo-palestinese-accusato-di-antisemitismo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>subito antisemiti.</strong> </a>E che rispetto alle loro azioni, buone, cattive o pessime che siano, <strong>non si può fare nulla. Nulla di nulla. Mai. </strong>Perché adesso siamo tutti nel cono d&#8217;ombra luttuoso e crudele degli assassini (1.700 israeliani, quasi tutti civili innocenti) perpetrati dai terroristi di Hamas il 7 ottobre, un fatto che sarebbe impossibile ignorare. Ma prima? Dal 1967, dalla fine della Guerra dei Sei Giorni, l&#8217;Onu ha dichiarato che Israele è &#8220;Paese occupante&#8221; dei Territori palestinesi. E da allora non c&#8217;è Governo di Israele che non abbia continuato a occupare porzioni sempre maggiori di territorio palestinese, fino a trasferire negli insediamenti illegali 750 mila israeliani, più del 10% della popolazione totale. E nulla è mai stato fatto, di concreto, per (almeno) frenare questa politica condotta in spregio del diritto internazionale. </p>



<p>Dov&#8217;erano, in quegli anni, gli intellettuali veri e presunti che in queste settimane scrivono ponderosi editoriali sul &#8220;diritto a difendersi&#8221;, sul rispetto dei trattati, sui popoli oppressi, sulle minoranze discriminate? Dov&#8217;erano tutti quelli che oggi tanto si preoccupano dei rapporti tra le Università e oggi accusano gli studenti di fiancheggiare Hamas e i presidi di essere dei Don Abbondio? Loro, oggi così coraggiosi e decisi, dov&#8217;erano?        </p>



<p></p>
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		<title>Netanyahu bombarda Damasco ma il messaggio è per Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/netanyahu-bombarda-damasco-ma-il-messaggio-e-per-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2024 16:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Netanyahu bombarda l'ambasciata dell'Iran a Damasco ma il messaggio è per Biden: non provare ad abbandonarci o facciamo saltare tutto. E a quel punto... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Com&#8217;è chiaro da mesi, l&#8217;unico Paese in Medio Oriente che non ha timore di un allargamento del conflitto è Israele. Perché può vantare un superiorità militare chiara ed evidente. Ma soprattutto perché, mentre l&#8217;Iran ha come proxy gli Houthi dello Yemen, gli Hezbollah del Libano e il fragile regime siriano di Bashar al-Assad, lo Stato ebraico ha come proxy gli Stati Uniti, ovvero la massima potenza mondiale. La stessa che ogni anno &#8220;regala&#8221; allo Stato ebraico 4 miliardi di dollari in armi. La stessa che giochicchiando con le risoluzioni dell&#8217;Onu, sta guadagnando tempo per la guerra di Netanyahu. La stessa che dal 1967 a oggi ha accompagnato la politica di espansione degli insediamenti illegali di Israele nei Territori palestinesi occupati, rendendo così di fatto impossibile la famosa soluzione &#8220;due popoli due Stati&#8221; di cui ora, a parole, si fa paladina.</p>



<p>È in questo quadro che si spiega l&#8217;ultima incursione israeliana sulla capitale siriana Damasco, dove è stato bombardato un edificio dell&#8217;ambasciata iraniana uccidendo sei persone, tra le quali anche <strong>Mohammed Reza Zahedi</strong>, un alto ufficiale della forze Al Quds, i cosiddetti pasdaran iraniani. Dicono le prime cronache che l&#8217;incursione sia stata programmata per evitare di colpire l&#8217;ambasciatore dell&#8217;Iran. Ma il punto non è questo. Al di là della &#8220;soddisfazione&#8221; per aver colpito un esponente di un regime nemico, questa ennesima incursione sulla Siria ha poco a che fare con la crisi di Gaza. Gli stessi servizi segreti Usa, a suo tempo auditi al Senato, <a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-usa-sgonfia-la-minaccia-iraniana-su-programma-nucleare-e-hamas.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno escluso quanto tutti erano inclini a pensare</a>, ovvero che ci fosse la mano dell&#8217;Iran dietro la strage organizzata da Hamas il 7 ottobre dell&#8217;anno scorso. E non sono certo le forze iraniane presenti in Siria, pur con tutta la loro ostilità a Israele, a influire sulle operazioni in corso a Gaza.</p>



<p>Più interessante notare che questa operazione si è svolta mentre cresce, dentro Israele, <strong>la contestazione al Governo di estrema destra guidato da Netanyahu.</strong> Per il secondo giorno consecutivo decine di migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere elezioni anticipate, ovvero il mezzo per potersi finalmente sbarazzare di Bibi. Davanti al Parlamento, a Gerusalemme, è sorta una tendopoli per richiamare i legislatori a una diversa strategia politica. E il Forum delle famiglie degli ostaggi ha intimato ai negoziatori che fanno la spola tra il Qatar e l&#8217;Egitto di non tornare in Israele senza un accordo che preveda la liberazione dei loro cari ancora prigionieri dei terroristi di Hamas. Gli Stati Uniti, poi, che vorrebbero liberarsi di Netanyahu senza doversi rimangiare la politica ciecamente pro-Israele tenuta in questi decenni (detto in altre parole: vorrebbero far finire la crisi senza però fare nulla di concreto), hanno fatto capire in ogni modo che l&#8217;assalto su Rafah deve essere evitato. Perché provocherebbe un mare di vittime tra i civili e, crediamo, anche perché metterebbe a serio rischio il già precario equilibrio dell&#8217;Egitto, un Paese economicamente <a href="https://www.terrasanta.net/2024/03/perche-lue-lancia-un-salvagente-allegitto/">alla canna del gas per le stolide strategie dei militari</a> che controllano le finanze dello Stato e che, se fosse costretto ad accogliere un milione e mezzo di palestinesi in fuga dalla Striscia rischierebbe di veder esplodere il Sinai, già ribollente di jihadismi, tribalismi e ribellismi assortiti.</p>



<p>Queste bombe su Damasco, quindi, sono soprattutto un monito che l&#8217;Israele di Netanyahu (palesemente destinato a fallire nell&#8217;idea di &#8220;sradicare Hamas&#8221;, privo di un vero piano strategico per il dopoguerra, contestato fuori e lacerato dentro) lancia agli Usa, visto che la Ue non conta: non abbandonateci, non provate a distanziarvi, non pensate neppure a prendere qualche provvedimento per fermarci. Altrimenti facciamo saltare tutto e a quel punto sareste davvero costretti a buttarvi nella mischia per difenderci. Caro Biden, apri le orecchie: ci tieni alla rielezione? Vuoi arrivare al voto di novembre come il Presidente che ha tradito i 7 milioni di ebrei di Israele e i 7 milioni di ebrei degli Usa? Ti conviene?</p>



<p> </p>
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		<title>Fra Ibrahim Faltas: &#8220;Due popoli e due Stati, se non ora quando?&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/fra-ibrahim-faltas-due-popoli-e-due-stati-se-non-ora-quando.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 09:01:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il vicario della Custodia di Terra Santa racconta la Pasqua di passione della Palestina e le prospettive per una soluzione della crisi di Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/fra-ibrahim-faltas-due-popoli-e-due-stati-se-non-ora-quando.html">Fra Ibrahim Faltas: &#8220;Due popoli e due Stati, se non ora quando?&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Abuna. Chi lo conosce (lui, peraltro, conosce tutti) lo chiama così: padre. <strong>Fra Ibrahim Faltas</strong> (nato ad Alessandria d&#8217;Egitto nel 1964, ordinato sacerdote nell&#8217;ordine dei Frati minori &#8211; Custodia di Terra Santa nel 1992) è una delle figure di spicco della Palestina intera. <strong>Oggi è Vicario della Custodia di Terra Santa</strong>, dopo esserne stato Discreto (il Discretorio è l&#8217;organismo che coadiuva il lavoro del Custode) ed Economo. Ma è stato anche parroco di Gerusalemme (2004-2010) ed è direttore del Collegio di Terra Santa in Betlemme nonché responsabile dello status quo nella Basilica della Nativià. Chi segue con continuità le vicende di Israele e dei palestinesi, infine, certo lo ricorda protagonista, nel 2002, dei 39 giorni dell&#8217;assedio alla Basilica, quando 220 palestinesi, molti dei quai armati, si rifugiarono nel tempio per sfuggire a un rastrellamento dell&#8217;esercito israeliano. Fu lui a mediare per tutto quel periodo (a cui poi ha dedicato un libro, &#8220;L&#8217;assedio della Basilica della Natività&#8221;), fino ad arrivare a una soluzione negoziata dello scontro. È la sua voce, quindi, a descriverci quella che, più che mai, è una Pasqua di passione per cristiani, musulmani ed ebrei.</p>



<p>&#8220;Prima di questa guerra, a parte ovviamente il periodo della pandemia, gli israeliani davano sempre permessi ai cristiani di Gaza e di Cisgiordania per venire alle celebrazioni pasquali a Gerusalemme&#8221;, racconta abuna Ibrahim: &#8220;Quest&#8217;anno da Gaza ovviamente non è venuto nessuno. Dalla Cisgiordania quasi nessuno. Perché hanno dato pochi permessi ma anche perché la gente non ha più i mezzi per raggiungere Gerusalemme. I cristiani di Cisgiordania sono impiegati tutti, in pratica, nel settore del turismo, che è completamente bloccato dal 7 ottobre scorso. Nessuno lavora da allora, e come si può pensare che famiglie che non hanno più i soldi per il pane trovino le forze per venire a Gerusalemme? Per le feste di Pasqua, prima di questa guerra, arrivava gente da tutta la Terra Santa, eravamo sempre intorno alle 30 mila persone. La Domenica delle Palme non eravamo 3 mila, quasi tutti sono stranieri che lavorano qui, non c&#8217;erano i pellegrini ed erano pochissimi i cristiani locali. Gli altri anni al Santo Sepolcro non si riusciva nemmeno a muoversi. Quest&#8217;anno i sacerdoti concelebranti erano quasi più numerosi dei fedeli. Mai visto prima nella storia&#8221;.</p>



<p><strong>Che notizie arrivano da Gaza?</strong>   </p>



<p> &#8220;Dal 7 ottobre, giorno dell&#8217;attacco di Hamas e della reazione di Israele, i cristiani si sono radunati in due conventi, 600 persone in quello latino e 200 in quello greco-ortodosso. Stanno malissimo, hanno perso tutto, e tanti di loro sono stati uccisi. Adesso a Gaza i morti, secondo i dati ufficiali, hanno superato le 32 mila persone, ma in realtà sono molte di più perché tanti cadaveri sono ancora sotto le macerie o per le strade, senza aver avuto una sepoltura degna. Adesso c&#8217;è anche la minaccia della fame. Gli aiuti umanitari non arrivano, e quando arrivano c&#8217;è il rischio che gli israeliani sparino sulla folla, non pochi sono morti in questo genere di situazione. La gente non ha elettricità, non ha l&#8217;acqua e beve quella del mare. È una situazione orribile, disumana. I feriti sono arrivati a 75 mila. Dall&#8217;inizio della guerra a oggi 13 mila bambini sono stati uccisi. Tantissimi malati e feriti hanno bisogno di medicine ma non arriva niente. Un inferno&#8221;.</p>



<p><strong>I giornali riportano, però, che presso i cittadini di Israele è ancora alto il sostegno per questa operazione militare&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;In realtà, anche in questi giorni ci sono state grandi manifestazioni per chiedere elezioni anticipate e le dimissioni di questo governo. Anche tra gli israeliani ci sono molte divisioni, perché è ovvio che in una situazione come questa nessuno sta bene, israeliano, palestinese, cristiano o musulmano che sia. Tutti soffrono. Non c&#8217;è una famiglia israeliana che non sia stata toccata dal lutto, per gli ostaggi, i feriti o i morti, che tra gli israeliani sono stati tanti non solo il 7 ottobre ma anche nella guerra successiva. Oltre al lutto c&#8217;è la totale incertezza sul futuro del Paese. Conosco tanti israeliani che sono disperati e vorrebbero una tregua. Soprattutto vogliono la salvezza degli ostaggi, mentre anche da quel punto di vista arrivano notizie terribili. Un ostaggio israeliano è morto nei giorni scorsi di fame e di stenti, un uomo di 34 anni. Gli ostaggi sono 134 e hanno diritto di essere salvati. La tregua servirebbe anche a salvare loro. Ma dove vuole andare Israele, dove vuole andare questo Governo?&#8221;.</p>



<p><strong>Credi nella prospettiva, di cui tanto si parla, di un cessate il fuoco?</strong></p>



<p>&#8220;Ci aspettavamo una tregua per il Ramadan ma ormai siamo oltre la metà del Ramadan e la tregua non si è vista. Ci sono trattative, in Qatar, in Egitto, ma non si è ancora arrivati a un accordo. E poi il vento che tira qui fa disperare&#8221;.</p>



<p><strong>In che cosa possiamo sperare, allora?</strong></p>



<p>&#8220;La mia speranza è che dopo tutti questi morti, da un lato e dall&#8217;altro, si capisca finalmente che l&#8217;unica prospettiva reale è la soluzione a due Stati. Ora lo dicono tutti i potenti della terra, persino gli americani, che la soluzione non può essere che quella. E allora che la realizzino! Ora a Gaza siamo oltre i 110 mila tra morti e feriti ma dopo, quando smetteranno di sparare, vedranno che le vittime saranno ancor più numerose. In Cisgiordania ci sono stati tanti scontri, tanti arresti e più di 450 morti dall&#8217;inizio della guerra. Basta sangue, basta odio, basta vendetta! Ci dicono che la soluzione è quella dei due Stati. Se non la applicano dopo tutti questi morti, allora quando?&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/fra-ibrahim-faltas-due-popoli-e-due-stati-se-non-ora-quando.html">Fra Ibrahim Faltas: &#8220;Due popoli e due Stati, se non ora quando?&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Anche Biden molla Netanyahu: gli Usa chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/anche-biden-molla-netanyahu-gli-usa-chiedono-un-cessate-il-fuoco-immediato-a-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 11:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[blinken]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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		<category><![CDATA[striscia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1322" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-1536x1058.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-2048x1410.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa, all'Onu, presentano una risoluzione che chiede "un immediato cessate il fuoco" a Gaza. Mai il distacco da Netanyahu e dalla "sua" guerra era stato così forte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-biden-molla-netanyahu-gli-usa-chiedono-un-cessate-il-fuoco-immediato-a-gaza.html">Anche Biden molla Netanyahu: gli Usa chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1322" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-1536x1058.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-2048x1410.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anche le prudenze, per non dire i tentennamenti, dell&#8217;Amministrazione Biden, a quanto pare, avevano un limite. Così, dopo quasi sei mesi di massacro israeliano a Gaza in risposta al massacro di Hamas del 7 ottobre 2023, il Presidente ha dato mandato ad <strong>Anthony Blinken</strong>, il segretario di Stato, di presentare al Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu <a href="https://www.axios.com/2024/03/21/us-submits-gaza-ceasefire-resolution-un-israel-hamas">la bozza di una risoluzione</a> che chiede <strong>&#8220;un cessato il fuoco immediato&#8221; a Gaza</strong>, ovviamente collegato alla liberazione degli ostaggi israeliani ancora nelle mani dei terroristi palestinesi. Un cambio di paradigma radicale, perché finora erano stati proprio gli Usa a bloccare qualunque risoluzione proponesse di smettere di sparare nella Striscia, uccidendo in grandissima parte civili inermi. Una svolta che, come molti media americani sottolineano, potrebbe anche portare alla sospensione degli aiuti militari Usa a Israele, un vero spauracchio per l&#8217;attuale Governo dello Stato ebraico.</p>



<p>In realtà, lo scontento dentro e fuori la Casa Bianca andava montando da tempo. Per la questione in sé (a parte qualche sionista europeo o italiano accecato dalla voglia di vendetta e dall&#8217;ottusità politica, è impossibile non vedere che la spedizione militare israeliana a Gaza non otterrà lo scopo di sradicare Hamas mentre crea turbolenze enormi in tutto il Medio Oriente), ma anche perché in piena <strong>campagna elettorale contro Trump </strong>(alleato di Netanyahu e schierato per la &#8220;soluzione finale&#8221; nella Striscia) per Biden stava diventando impossibile fare il campione dell&#8217;umanità e dei valori in Ucraina e tollerare l&#8217;esatto contrario in Palestina.</p>



<p>Ai primi di febbraio era arrivata <strong>una lettera di 800 funzionari Ue e Usa che parlavano di scenari di &#8220;pulizia etnica o genocidio&#8221;</strong> e accusavano Israele di &#8220;non avere limiti&#8221; nelle sue operazioni militari, di aver provocato &#8220;migliaia di morti civili evitabili&#8221;, di aver attuato &#8220;un blocco deliberato degli aiuti&#8221;e di aver commesso &#8220;gravi violazioni del diritto internazionale e del diritto di guerra&#8221;. Una lettera replicata nei giorni scorsi da quella con cui 67 ex funzionari della Sicurezza nazionale e della diplomazia Usa chiedono a Biden di presentare a Israele le prospettiva di &#8220;conseguenze serie, incluse&nbsp;<strong>restrizioni di aiuti a Israele</strong>, nel rispetto della legge e delle norme americane&#8221; in caso di ulteriori azioni dello Stato ebraico che &#8220;riducono i palestinesi a individui di seconda classe&#8221;, &#8220;espandono le colonie nei territori occupati&#8221; o &#8220;negano ai palestinesi cibo, acqua e altre necessità basilari&#8221;. Da ultimo persino <strong>Chuck Shumer</strong>, leader della maggioranza democratica al Senato e falco tra i falchi, si era alzato in aula dicendo di parlare &#8220;per la maggioranza silenziosa degli ebrei americani&#8230; le cui idee articolate non sono mai state ben rappresentato nel nostro dibattito sulla guerra a Gaza&#8221;. Criticando le azioni del Governo israeliano, Shumer aveva anche detto che Netanyahu &#8220;si è alleato con estremisti di destra come i ministri Smotrich e Ben-Gvir, e come risultato si è mostrato fin troppo incline ad accettare un costo di vite umane civili a Gaza che sta spingendo il supporto per Israele ai minimi storici&#8221;.</p>



<p>Insomma, la pressione andava crescendo. A 360 gradi: la critica non riguardava più solo la gestione della crisi dopo l&#8217;assalto di Hamas del 7 ottobre ma il generale orientamento politico di Israele sotto la guida di Netanyahu. Per un po&#8217; Biden si era limitato a borbottare, frasi che trasmettevano scontento per la situazione e fastidio verso Netanyahu  (<strong>&#8220;Netanyahu non fa gli interessi di Israele&#8221;</strong>) ma che non si traducevano in azioni concrete. Poi  aveva lasciato cadere un monito più silenzioso ma non meno pesante: aveva emesso il <a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/presidential-actions/2024/02/08/national-security-memorandum-on-safeguards-and-accountability-with-respect-to-transferred-defense-articles-and-defense-services/">Memorandum sulla Sicurezza Nazionale n.20</a> che stabilisce che i Paesi che ricevono aiuti militari dagli Stati Uniti devono rispettare il diritto statunitense e internazionale e allinearsi con gli interessi e i valori Usa. Un modo per chiedere a Israele di condurre la guerra senza sparare indiscriminatamente sui civili e permettendo la consegna di aiuti umanitari. Netanyahu ha sempre fatto orecchie da mercante, convinto che gli Usa non avrebbero mai avuto il coraggio di intervenire concretamente sulle politiche e soprattutto sulle azioni di Israele. Ora avrà qualche dubbio in più.</p>
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		<title>La Casa Bianca e il piano per il dopo Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-casa-bianca-e-il-piano-per-il-dopo-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 08:03:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Biden]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1485" height="821" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Benny-Gantz-elezioni-Israele-La-Presse-e1584352649285.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gantz Israele (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Benny-Gantz-elezioni-Israele-La-Presse-e1584352649285.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Benny-Gantz-elezioni-Israele-La-Presse-e1584352649285-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Benny-Gantz-elezioni-Israele-La-Presse-e1584352649285-768x425.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Benny-Gantz-elezioni-Israele-La-Presse-e1584352649285-1024x566.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p>
<p>Benny Gantz è andato nei giorni scorsi a Washington e in questo mercoledì ha tenuto un vertice a Londra con il ministro degli Esteri britannico, David Cameron. Fin qui non sembra esserci nulla di eclatante: Gantz è uno dei ministri senza portafoglio del gabinetto di guerra del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dunque il suo viaggio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-casa-bianca-e-il-piano-per-il-dopo-netanyahu.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1485" height="821" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Benny-Gantz-elezioni-Israele-La-Presse-e1584352649285.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gantz Israele (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Benny-Gantz-elezioni-Israele-La-Presse-e1584352649285.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Benny-Gantz-elezioni-Israele-La-Presse-e1584352649285-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Benny-Gantz-elezioni-Israele-La-Presse-e1584352649285-768x425.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Benny-Gantz-elezioni-Israele-La-Presse-e1584352649285-1024x566.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p>
<p><strong>Benny Gantz</strong> è andato nei giorni scorsi a <strong>Washington</strong> e in questo mercoledì ha tenuto un vertice a <strong>Londra</strong> con il ministro degli Esteri britannico, <strong>David Cameron</strong>. Fin qui non sembra esserci nulla di eclatante: Gantz è uno dei ministri senza portafoglio del gabinetto di guerra del premier israeliano <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html">Benjamin Netanyahu</a>, dunque il suo viaggio potrebbe inquadrarsi in un normale tour diplomatico a casa dei principali alleati dello Stato ebraico. </p>



<p>La situazione tuttavia è una delle più <strong>paradossali</strong> venutesi a creare all&#8217;interno della politica israeliana negli ultimi mesi. Il viaggio di Gantz oltreoceano e oltremanica non è stato autorizzato da Netanyahu. Dunque il rappresentante del governo si è recato a Washington e a Londra portando sì le istanze del suo governo, ma senza l&#8217;avallo del capo dell&#8217;esecutivo. Più che di un ministro dell&#8217;esecutivo di Netanyahu, Gantz ha assunto la parte di un<strong> premier ombra</strong>. Forse l&#8217;uomo che il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">presidente Usa Joe Biden</a> ha scelto come <strong>vero interlocutore. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la Casa Bianca punterebbe su Gantz</h2>



<p>Da quando è scoppiato il conflitto a Gaza lo scorso 7 ottobre, le <strong>divergenze</strong> tra gli Stati Uniti e Israele sono aumentate giorno dopo giorno: <em>&#8220;Ma forse</em> &#8211; ha sottolineato una fonte diplomatica sentita da InsideOver &#8211; <em>sarebbe più giusto parlare di divergenze aumentate direttamente tra Biden e Netanyahu&#8221;</em>. Il capo della Casa Bianca ha più volte esortato il premier israeliano ad astenersi da comportamenti difficilmente difendibili in ambito internazionale. Come, tra tutti, il massiccio dispiegamento di forze all&#8217;interno della Striscia di Gaza e i raid in grado di provocare migliaia di vittime tra la popolazione civile. </p>



<p>Netanyahu ha però tirato dritto, senza ascoltare Biden. Da qui l&#8217;idea, sempre più accreditata negli Usa e in Israele, della volontà degli Stati Uniti di <strong>trovare altri interlocutori</strong>: <em>&#8220;In Israele </em>&#8211; ha proseguito la fonte diplomatica &#8211; <em>si dà per certa l&#8217;esistenza di un accordo tra Biden e Gantz&#8221;</em>. Questo spiegherebbe il motivo del viaggio del ministro attuato senza l&#8217;autorizzazione del premier. Il tour diplomatico per Netanyahu ha rappresentato uno <strong>smacco</strong> importante: Gantz si è recato a Washington e a Londra non certo senza l&#8217;avallo delle rispettive amministrazioni. Nelle due capitali ha poi tenuto incontri ai più alti livelli istituzionali: alla Casa Bianca, in particolare, ha incontrato il segretario di Stato, <strong>Antony Blinken</strong>, e la vice presidente <strong>Kamala Harris</strong>. </p>



<p>Segno di colloqui importanti, tenuti all&#8217;ombra di Netanyahu: <em>&#8220;Gantz è ritenuto affidabile e credibile per via della sua esperienza militare</em> &#8211; ha dichiarato ancora la fonte sentita da InsideOver &#8211; <em>è visto come l&#8217;uomo dell&#8217;opposizione più vicino all&#8217;esercito&#8221;</em>. In effetti, è bene ribadire che Gantz prima di entrare nel gabinetto di guerra era noto <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-binyamin-gantz.html">soprattutto nel ruolo di oppositore di Netanyahu</a>. Non il principale e non il più forte: <strong>Yair Lapid</strong>, altro importante capo dell&#8217;opposizione e fondatore del partito centrista Yesh Atid, ha 24 seggi in parlamento contro i 12 della formazione <strong>Unità Nazionale</strong> guidata da Gantz. Ma Lapid proviene dal mondo del giornalismo, Gantz invece da quello militare. </p>



<p>La sua carriera in divisa è stata molto importante ed è culminata con la nomina, avvenuta nel 2011, a<strong> capo di stato maggiore dell&#8217;Idf</strong>. Per questo sarebbe ben visto dall&#8217;esercito e dai vari apparati di sicurezza, circostanza a sua volta in grado di alimentare la fiducia da parte della Casa Bianca. Quello di Gantz è, in poche parole, il <strong>profilo ideale</strong> tracciato da Biden per ricucire gli strappi con Israele e provare a proseguire senza ulteriori traumi il dialogo sulla situazione a Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ipotesi della caduta di Netanyahu</h2>



<p>In Israele per l&#8217;appunto si parla di accordo già fatto e il recente viaggio di Gantz tra Washington e Londra lo dimostrerebbe. Un&#8217;altra testimonianza dell&#8217;intesa potrebbe essere stata rappresentata anche dalla notizia delle dimissioni, <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-succede-tra-i-portavoce-dellesercito-israeliano.html">poi timidamente smentite lunedì</a>, dei vari portavoce dell&#8217;Idf. Ma cosa potrebbe prevedere l&#8217;accordo tra Biden e l&#8217;ex capo di stato maggiore israeliano? Le ipotesi sarebbero due: la prima riguarderebbe la <strong>caduta</strong> di Netanyahu. </p>



<p><strong>Anshel Pfeffer</strong> su <em>Hareetz</em>, quotidiano israeliano da sempre molto critico sull&#8217;attuale premier, non a caso ha parlato di un Netanyahu <strong>stretto tra due fuochi</strong>: da una parte ci sono le minacce dei partiti ultra religiosi e di estrema destra, dall&#8217;altra il capo dell&#8217;esecutivo deve guardarsi dalle mosse di Gantz e del suo ministro della Difesa, <strong>Yoav Gallant</strong>. I primi hanno promesso di togliere il loro decisivo appoggio in parlamento in caso di tregua, Gantz e Gallant sarebbero invece i principali artefici della possibile caduta di Netanyahu.</p>



<p>Un riferimento quest&#8217;ultimo non soltanto alla visita a Washington dell&#8217;ex capo di stato maggiore, ma anche alle<strong> mosse politiche</strong> svolte assieme al responsabile della difesa. Gallant infatti, così come ricostruito dal <em>The Times of Israel</em>, vorrebbe insistere nel sostenere una legge che tolga agli ebrei ultra ortodossi l&#8217;<strong>esenzione dalla leva obbligatoria:</strong><em> &#8220;Ma solo</em> &#8211; scrivono i giornalisti del quotidiano israeliano &#8211; <em>se la legge verrà sostenuta anche da Gantz&#8221;</em>. E, sempre secondo il Times, l&#8217;ex capo di stato maggiore avrebbe già dato il suo assenso. </p>



<p>Se la legge dovesse approdare nelle aule parlamentari, la coalizione che regge il governo di Netanyahu sarebbe a serio rischio. I partiti religiosi negherebbero il proprio benestare, uscendo quindi dalla maggioranza e privando il premier dei voti necessari alla Knesset. Un disegno di legge del genere ha già fatto cadere una volta Netanyahu: era il 2019, anche all&#8217;epoca a volere a tutti i costi il provvedimento era stato un ministro della difesa, in quel caso rispondente ad <strong>Avigdor Lieberman</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le voci su una mossa volta a mettere pressione sull&#8217;attuale premier</h2>



<p>Non tutti però sono concordi su una fine vicina del governo di Netanyahu. C&#8217;è chi punta sull&#8217;abilità politica di &#8220;Bibi&#8221; di rimanere sempre a galla anche nelle situazioni più disperate. E c&#8217;è chi invece scommette sulla stessa volontà di Washington di non puntare su un immediato cambio di governo. Avere Gantz come interlocutore cioè, potrebbe non significare volere l&#8217;ex capo di stato maggiore subito nel ruolo di premier. Anche perché la Casa Bianca è ben consapevole delle dinamiche politiche israeliane, contraddistinte sì da una certa frammentazione ma, al tempo restia, non così inclini a veloci ribaltoni. In caso di caduta di Netanyahu infatti, si passerebbe molto probabilmente da nuove elezioni e non da un&#8217;immediata formazione di un nuovo governo. </p>



<p>Il ruolo di Gantz in questo scenario potrebbe quindi essere quello di attore in grado di mettere <strong>pressione</strong> su Netanyahu. Quest&#8217;ultimo infatti, sapendo di avere in casa un nuovo interlocutore della Casa Bianca, potrebbe essere costretto a muoversi con meno autonomia da Washington o comunque almeno ascoltare le posizioni di Joe Biden. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-casa-bianca-e-il-piano-per-il-dopo-netanyahu.html">La Casa Bianca e il piano per il dopo Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele, il Santo Graal della &#8220;vittoria totale&#8221; su Hamas e la confusione di Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-il-santo-grall-della-vittoria-totale-su-hamas-e-la-confusione-di-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Malacaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 16:15:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Biden]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/israele-cito-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/israele-cito-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/israele-cito-scaled-600x404.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/israele-cito-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/israele-cito-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/israele-cito-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/israele-cito-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/israele-cito-2048x1377.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“L’unico modo con il quale Israele sopravviverà… ecco il punto, devono anche… sfruttare l’opportunità di assicurare pace e sicurezza sia agli israeliani che ai palestinesi”. Così Joe Biden intervenendo al&#160;Late Night with Seth Meyers&#160;della NBC (Timesofisrael). Insomma, nella sua senilità, il presidente americano ha uno sprazzo di lucidità. Certo, persevera nella sua linea di affidarsi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-il-santo-grall-della-vittoria-totale-su-hamas-e-la-confusione-di-netanyahu.html">[...]</a></p>
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<p><br>“L’unico modo con il quale Israele sopravviverà… ecco il punto, devono anche… sfruttare l’opportunità di assicurare pace e sicurezza sia agli israeliani che ai palestinesi”. Così Joe Biden intervenendo al&nbsp;<em>Late Night with Seth Meyers</em>&nbsp;della NBC (<a href="https://www.timesofisrael.com/biden-to-survive-israel-must-take-opportunity-for-peace-security-with-palestinians/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>). Insomma, nella sua senilità, il presidente americano ha uno sprazzo di lucidità.</p>



<p>Certo, persevera nella sua linea di affidarsi alla sola&nbsp;<em>moral suasion</em>&nbsp;per convincere Israele a più miti consigli, continuando a fornire all&#8217;alleato mediorientale armi, soldi e fermo sostegno diplomatico, una linea che, oltre ai tragici danni che sta procurando in Medioriente, ha trascinato anche gli Stati Uniti nell&#8217;abisso del discredito globale, come hanno allarmato anche ambiti non certo pacifisti degli States (<a href="https://www.politico.com/news/2023/11/06/u-s-diplomats-slam-israel-policy-in-leaked-memo-00125538" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Politico</a>). Ma la voce dal sen fuggita di Biden nello show americano resta comunque significativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Israele e il Santo Graal della &#8220;vittoria totale&#8221; su Hamas</strong></h2>



<p>Biden, infatti, ha cercato di far capire al suo alleato che urge fermare le operazioni di Gaza, se non per ragioni umanitarie, per motivi politici; ne va dell&#8217;esistenza stessa di Israele, messa a repentaglio dalle decisioni della sua leadership.</p>



<p>Già perché quanto sta avvenendo a Gaza e in Cisgiordania non sta solo causando sofferenze immani ai palestinesi e affliggendo in vario modo &#8211; e in misura molto minore &#8211; gli israeliani, ma sta distruggendo, forse in maniera irrevocabile, l&#8217;immagine di Israele nel mondo, rendendola una sorta di &#8220;Corea del Nord del Medio oriente&#8221;, come scriveva Uri Misgav su&nbsp;<a href="https://www.haaretz.com/opinion/2024-02-22/ty-article-opinion/.premium/more-isolated-and-unhinged-than-ever-israel-is-becoming-the-north-korea-of-the-mideast/0000018d-cd14-d606-a79d-dddfece70000" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Haartez&nbsp;</a>il 22 febbraio.</p>



<p>La politica israeliana, scrive infatti, B. Michael su Haaretz del 28 febbraio, è viziata da un tragico errore iniziale, fatto quando ha annunciato che avrebbe ottenuto la &#8220;vittoria totale&#8221; su Hamas, qualcosa di simile &#8220;al Santo Graal di Re Artù. Il premio, sacro e magico, con l&#8217;asserito potere di garantire a chi lo detiene forza, ricchezza, onore e status&#8221;.</p>



<p>Un premio che sembrava facile da conseguire, &#8220;a portata di mano&#8221;, ma che è svaporato l&#8217;8 ottobre, cioè il giorno dopo il massacro subito, &#8220;quando Israele è entrato in guerra, non solo contro i terroristi di Hamas, ma in una guerra totale&#8221;, senza un briciolo &#8220;di preparazione e strategia&#8221;, senza aver elaborato una &#8220;exit strategy&#8221;. Una guerra &#8220;dettata dalla bile, dalle manie di grandezza, dall&#8217;ego ferito&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Il giorno successivo, il 9 ottobre, il ministro della Difesa Yoav Gallant ha annunciato il &#8216;blocco totale&#8217; di Gaza: senza acqua, senza cibo, senza elettricità, senza medicine. Questo è stato il momento in cui ci siamo privati per sempre della &#8216;<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-02-11/ty-article/.premium/pm-prefers-hollow-slogans-about-decisive-win-over-lives-of-hostages/0000018d-94d9-d9cc-a5cd-f5fb0b2b0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vittoria totale</a>&#8216;&#8221;, chiosa Michael.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il marchio di Caino</strong></h2>



<p>Se Israele avesse agito con lucidità e usato moderazione, nonostante la ferita subita &#8211; come ebbe a fare Golda Meir dopo il massacro di Monaco per esempio &#8211; continua Michael, il mondo sarebbe stato con Israele (o almeno una parte di esso, si può precisare). Infatti,&nbsp; aggiunge, &#8220;se avessimo agito in maniera giusta, Israele si sarebbe ritrovato nella sua posizione preferita: la vittima, il perseguitato, il sofferente, il derelitto&#8221;.</p>



<p>Invece, è stato guidato dal suo &#8220;istinto&#8221;, continua il cronista israeliano: &#8220;Era più importante rafforzare il proprio ego, distrarre tutti dal disastro [del 7 ottobre ndr], deliziare le masse con una massiccia dose di vendetta. Non è così che si ottiene la &#8216;vittoria totale&#8217;, così si ottiene il marchio di Caino&#8221;.</p>



<p>&#8220;E mentre la montagna di cadaveri palestinesi e di case in rovina s&#8217;ingrandisce sempre più, s&#8217;ingrandisce anche il marchio di Caino sulla fronte di Israele. E quando abbiamo raggiunto decine di migliaia di vittime, più della metà delle quali donne e bambini, Israele è entrato nel club dei paesi ostracizzati, marchiati e lebbrosi, fatto segno di indignazione&#8221; globale.</p>



<p>Ciò ha reso impossibile una &#8220;vittoria totale&#8221;, anzi &#8220;qualsiasi vittoria&#8221; che possa discendere da tutto questo &#8220;male&#8221;, conclude Michael. &#8220;E l’apice del grottesco è che lo &#8216;Stato ebraico, che per anni ha criticato aspramente il crudele silenzio del mondo mentre si consumava l’Olocausto, ora chiede a gran voce che il mondo stia zitto e non interferisca nel nostro lavoro&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le trattative per gli ostaggi e la confusione di Netanyahu</strong></h2>



<p>Non si tratta di fare un parallelo con l&#8217;Olocausto, ché Israele non ha edificato camere a gas a Gaza, ma ciò non esclude la possibilità che nella Striscia si stia consumando un genocidio, sul quale la Corte di giustizia dell&#8217;Aia è chiamata a pronunciarsi.</p>



<p>La privazione dei beni essenziali, che ha ridotto allo stremo i palestinesi, può rievocare altro, il genocidio armeno, consumato portando allo sfinimento e alla morte i malcapitati. Non ci sostituiamo ai giudici dell&#8217;Aia, ma registriamo quanto accade e quanto scriveva Amira Haas in un dolente articolo pubblicato ieri su Haaretz, cioè che i palestinesi, molti dei quali bambini, sono &#8220;affamati&#8221;, stipati in &#8220;50mila per chilometro quadrato&#8221;, bevono &#8220;acqua contaminata&#8221;, mutilati, bombardati senza soluzione di continuità&#8230;&nbsp;</p>



<p>Per la cronaca, è in corso un altro round di trattative sulla cessazione delle ostilità, parziale o totale che sia, in cambio della liberazione degli ostaggi. Biden si è detto ottimista, Israele e Hamas, chiamati a decidere, meno. Se non è un altro attacco di senilità del presidente americano, è un modo per far pressione su Netanyahu perché sia meno rigido sulle sue posizioni, sulle quali ha espresso critiche, anche dure.</p>



<p>Il problema è che l&#8217;Imperatore è debole e il suo interlocutore mediorientale forte. Ciò, però, solo in apparenza. Infatti, secondo un&#8217;analisi del&nbsp;<a href="https://www.jpost.com/israel-hamas-war/article-788754" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Jerusalem Post</a>, se Netanyahu era tale prima della guerra, ora &#8220;è evidente che è terribilmente confuso, sia emotivamente che mentalmente e non sa come affrontare le cose [&#8230;] È in una brutta situazione sia a livello emotivo che mentale&#8221;. Se vero, è ancora più terribile e rischioso.</p>



<p>Certo, l&#8217;analisi si basa sulla comparazione di foto pre e post guerra, qualcosa di apparentemente effimero, di lombrosiano. Ma il Jerusalem Post è il media dell&#8217;establishment israeliano, quello che ha tenuto in sella Netanyahu finora. Da cui l&#8217;importanza della nota.<br><br><strong>Foto @Francesco Cito</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-il-santo-grall-della-vittoria-totale-su-hamas-e-la-confusione-di-netanyahu.html">Israele, il Santo Graal della &#8220;vittoria totale&#8221; su Hamas e la confusione di Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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