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	<title>Nazifascismo Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Nazifascismo Archives - InsideOver</title>
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		<title>In ricordo di Maurizio Giglio, nome in codice &#8220;Cervo&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/in-ricordo-di-maurizio-giglio-nome-in-codice-cervo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2025 08:59:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Nazifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="881" height="580" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/519842744_1153147420167782_1032677772647868287_n-e1752592523623.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/519842744_1153147420167782_1032677772647868287_n-e1752592523623.jpg 881w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/519842744_1153147420167782_1032677772647868287_n-e1752592523623-600x395.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/519842744_1153147420167782_1032677772647868287_n-e1752592523623-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/519842744_1153147420167782_1032677772647868287_n-e1752592523623-768x506.jpg 768w" sizes="(max-width: 881px) 100vw, 881px" /></p>
<p> Giglio combatte con il regio esercito sui fronti francese e albanese, venendo decorato. Poi, a Roma, divenne un perfetto agente segreto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/in-ricordo-di-maurizio-giglio-nome-in-codice-cervo.html">In ricordo di Maurizio Giglio, nome in codice &#8220;Cervo&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="881" height="580" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/519842744_1153147420167782_1032677772647868287_n-e1752592523623.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/519842744_1153147420167782_1032677772647868287_n-e1752592523623.jpg 881w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/519842744_1153147420167782_1032677772647868287_n-e1752592523623-600x395.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/519842744_1153147420167782_1032677772647868287_n-e1752592523623-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/519842744_1153147420167782_1032677772647868287_n-e1752592523623-768x506.jpg 768w" sizes="(max-width: 881px) 100vw, 881px" /></p>
<p>Quando l&#8217;agente dell&#8217;<strong>OSS,</strong> il servizio segreto americano, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/spia-americana-roma-2162306.html">Peter Tompkins</a> giunse a Roma a pochi giorno dallo sbarco Alleato ad <a href="https://www.agi.it/cultura/news/2024-01-22/sbarco-anzio-anniversario-seconda-guerra-mondiale-24949640/">Anzio</a>, ad accoglierlo e sistemarlo fu un giovane tenente dai capelli scuri noto nella rete clandestina con l&#8217;identificativo di agente &#8220;Cervo&#8221;. Il suo nome era<strong> Maurizio Giglio</strong>, un giovane tenente ausiliario del Corpo degli agenti di pubblica sicurezza che sapeva bene come muoversi nella Città aperta, come smarcarsi dagli agenti del SIM, il servizio informazioni militare del Regio Esercito, che facevano il doppio-gioco con i fascisti, e come difendere un agente americano dallo <em>Sicherheitsdienst</em> o <strong>SD</strong>, il servizio segreto delle SS che non dava più credito all&#8217;Abwher dell&#8217;Ammiraglio Canaris, e dall&#8217;<strong>OVRA</strong>, la polizia segreta di Mussolini che aveva seminato informatori nell&#8217;Italia spezzata in due.</p>



<p>Egli era, inoltre, il custode dell&#8217;apparato radio &#8220;<em>Vittoria</em>&#8221; nascosto su un barcone del Tevere all&#8217;altezza di Castel Sant&#8217;Angelo con la connivenza del proprietario, da cui riceveva e inviava messaggi in codice al comando alleato per coordinare operazione clandestine oltre le linee, comunicare gli spostamenti delle truppe tedesche, riceve informazioni per &#8220;accogliere&#8221; spie, sabotatori, armi da consegnate alla <strong>Resistenza</strong>.</p>



<p>Diplomatosi al liceo &#8220;Terenzio Mamiani&#8221;, laureatosi a soli 21 anni in Giurisprudenza, si era arruolato come volontario nel <strong>Regio Esercito</strong>, dove esibiva il grado sottotenente, e combatté sul fronte francese e sul quello greco-albanese, distinguendosi per il coraggio dimostrato in un&#8217;azione di guerra a Kurvelesh, dove venne ferito.</p>



<p>Nel 1943, anno che lo trova distaccato a Roma, si trova a respingere l&#8217;occupazione tedesca che seguì la firma dell&#8217;Armistizio, decidendo, di lì in poi, di combattere i tedeschi e rimanere fedele all&#8217;Italia combelligerante del Sud. Passate le linee, si mise a disposizione della Quinta Armata statunitense che lo incorpora quindi nell&#8217;OSS. <a href="https://formiche.net/2024/03/maurizio-giglio-nome-in-codice-cervo-fosse-ardeatine-vecchiarino/#content">Addestrato dagli americani</a> come agente alle operazioni clandestine, verrà rimandato a Roma con &#8220;radio e cifrari&#8221; con la missione di comunicare i movimenti e la consistenza delle truppe occupanti. È allora che riceve il <strong>nome in codice di “Cervo”</strong>.</p>



<p>La sua uniforme di sottotenente del Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza come Sottotenente ausiliario, gli consentiva una certa libertà di movimento anche nelle ore del coprifuoco, rendendolo una risorsa estremamente preziosa per chiunque fosse coinvolto nelle operazioni clandestine. Ragione per cui divenne uno degli agenti fondamentali agli ordini di Tompkins, la <strong>spia americana plenipotenziaria di Roma</strong>.</p>



<p>Nella fase più complessa dell<strong>&#8216;avanzata Alleata</strong> verso il centro Italia, in vista della &#8220;<em>liberazione della Capitale</em>&#8221; che sarebbe avvenuta solo in 4 giugno del 1944, Maurizio Giglio, l&#8217;agente Cervo, che era sopravvissuto per anni a un ginepraio di delatori, doppiogiochisti, retate, <strong>rastrellamenti delle SS</strong>, intercettazioni dei messaggi radio con apparati appositamente inviati a triangolare l&#8217;origine delle &#8220;onde radio&#8221;, di controlli incrociati di documenti e versioni e cacce all&#8217;uomo per sgominare le reti clandestine, cadrà, come altri, nelle mani della temibile <strong>Banda </strong><b>Lock</b>.</p>



<p>Torturato per giorni e giorni presso il covo di <strong>Via Tasso</strong>, tra le vessazioni e il dolore, Giglio non rivelerà mai la posizione di Tompkins a Roma, la spia americana, né altri dettagli sulla rete clandestina che operava per gli Alleati dietro le linee. Assumendosi con enorme coraggio la responsabilità delle operazioni di spionaggio, <strong>venne mandato a morire alle Fosse Ardeatine</strong>, il 24 marzo 1944. Aveva 23 anni. Insieme a lui era anche il colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo.</p>



<p>Alla <strong>Medaglia di bronzo</strong> ricevuta per il coraggio dimostrato sul fronte greco mentre si trovava &#8220;<em>Alla testa di un reparto di volontari del suo battaglione eseguiva un colpo di mano su importante postazione nemica e Ferito continuava nel suo compito senza allontanarsi dal suo reparto fino ad operazione compiuta</em>&#8220;, si aggiungeva, postuma, la <strong>Medaglia d’oro al Valor militare</strong> con tale menzione: &#8220;<em>&#8230; alla conclusione dell&#8217;armistizio in territorio liberato desideroso di combattere contro i tedeschi. Assunto dal servizio informazioni della 5ª Armata americana dopo un breve periodo di addestramento, ritornava in territorio occupato munito di apparato radiotrasmittente ed, arruolatosi nella polizia della pseudo repubblica sociale, svolgeva intelligente, preziosa opera informativa. Sorpreso mentre eseguiva delle fotografie, fermato e sottoposto ad indagini con sangue freddo ed astuzia riusciva a confondere i suoi avversari ed otteneva la liberazione. Arrestato dai fascisti in seguito ad indicazione strappata al suo radiotelegrafista fu sottoposto a feroci interrogatori e torture senza nulla rivelare sul suo servizio. Veniva poi barbaramente trucidato per rappresaglia, immolando la giovane vita generosamente offerta per la liberazione della Patria dalla oppressione nazifascista</em>.&#8221;</p>



<p>Ieri ho trovato a Roma questa targa in ricordo di Giglio. Una <strong>targa tanta volte ignorata</strong>, come tante altre presenti nelle nostre città, per pura sbadataggine. Questi uomini sono stati il<em> tutto</em>, così giovani. Mentre noi spesso siamo parte di un <em>niente </em>da formarsi. Dovremmo prestare più attenzione a ciò che hanno sacrificato per i posteri. Un concetto tanto ripetuto da essere quasi banale. Eppure vale ancora ricordarlo attraverso in ricordo di Maurizio Giglio. Nome in codice &#8220;Cervo&#8221;.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="576" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/518187759_1153147240167800_6159321083437052213_n-576x1024.jpg" alt="" class="wp-image-478078" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/518187759_1153147240167800_6159321083437052213_n-576x1024.jpg 576w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/518187759_1153147240167800_6159321083437052213_n-600x1067.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/518187759_1153147240167800_6159321083437052213_n-169x300.jpg 169w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/518187759_1153147240167800_6159321083437052213_n-768x1365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/518187759_1153147240167800_6159321083437052213_n-864x1536.jpg 864w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/518187759_1153147240167800_6159321083437052213_n-300x533.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/518187759_1153147240167800_6159321083437052213_n.jpg 1152w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La targa in memoria di Maurizio Giglio a Largo della Gancia, nel Quartiere Prati &#8211; Delle Vittorie a Roma</em></figcaption></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/in-ricordo-di-maurizio-giglio-nome-in-codice-cervo.html">In ricordo di Maurizio Giglio, nome in codice &#8220;Cervo&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La strage di Sant&#8217;Anna di Stazzema: 80 anni fa e per sempre</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/la-strage-di-santanna-di-stazzema-80-anni-fa-e-per-sempre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2024 07:43:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Nazifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[sant'anna di stazzema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1378" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737-600x431.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737-1536x1102.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 12 agosto 1944 i nazisti seminavano il terrore nella piccola frazione di Sant'Anna di Stazzema: 560 vittime innocenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/la-strage-di-santanna-di-stazzema-80-anni-fa-e-per-sempre.html">La strage di Sant&#8217;Anna di Stazzema: 80 anni fa e per sempre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1378" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737-600x431.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240812101206444_1104819f62624d002fc42fc8bccb9737-1536x1102.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi chiamiamo terrorismo tutto ciò che mira a spaventare &#8211; terrorizzare, appunto &#8211; la <strong>popolazione civile</strong>. In guerra, nella Seconda o in quelle di oggi, la zona di confine fra ciò che è terrore e ciò che sono sterili “operazioni militari” è sempre molto grigia. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, furono numerosi gli eccidi di civili da parte delle <strong>truppe naziste</strong>, aventi il solo scopo di aggiungere sale alle ferite e nulla più. Come a <strong>Oradour sur Glane</strong> in Francia, a <strong>Lidice</strong> nell’ex Cecoslovacchia, oppure a <strong>Kragujevac</strong> in Serbia, solo per citarne alcuni.</p>



<p>In Italia, il piccolo villaggio di <strong>Sant&#8217;Anna di Stazzema</strong> fu uno degli anelli di questa catena di sangue e morte, trasformatosi suo malgrado nel simbolo dei massacri nazisti nella Penisola. Ma perché tanto livore nei confronti di una frazioncina placida? La risposta è molto semplice: Sant&#8217;Anna era al centro del <strong>dispiegamento partigiano</strong> nella zona: quanto bastava ai tedeschi per assimilare la popolazione locale alla Resistenza.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2019/08/11/santanna-690x362.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>La mattina del <strong>12 agosto 1944</strong>, alle ore 7.00, i tedeschi inferociti piombarono da tre direzioni differenti: dal monte Ornato, dalla Foce di Compito, dalla Foce di Farnocchia. Una quarta squadra si fermò sopra Valdicastello per bloccare la strada di accesso a Sant&#8217;Anna. Topi in trappola. Tre colonne di soldati iniziarono a salire verso Sant&#8217;Anna: erano gli uomini del <strong>2º battaglione del 35º reggimento della 16. SS-Panzergrenadier-Division</strong> sotto il comando di <strong>Anton Galler</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.prolocoseravezza.it/Foto/alta_versilia_sant_anna_di_stazzema_chiesa.jpg" alt=""/></figure>



<p>Dopo, l’inferno. Gli abitanti della frazione sperano in una “consueta” <strong>operazione di rastrellamento</strong>. A quell’ora la maggior parte degli uomini sono già a lavoro, in casa ci sono solo anziani, donne e bambini. Li strappano dalle loro case, ancora con gli abiti da notte, ancora nel sonno. Le donne hanno il terrore di essere stuprate, preferirebbero morire subito. Li ammassano contro la facciata della chiesa, poi li spingono nel mezzo della minuscola piazza- che a chiamarla così fa ancora oggi tenerezza- e poi fanno fuoco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.storicang.it/medio/2021/03/24/un-sopravvissuto-alleccidio-di-stazzema-contempla-la-fossa-comune-dove-sono-sepolte-150-persone-inclusi-tutti-i-membri-della-sua-famiglia-foto-scattata-il-14-dicembre-1944-da-un-militare-dellesercito-statunitense_d8d13313_800x644.jpg" alt=""/></figure>



<p>Un copione identico a quello di mille altri luoghi in Europa. Le donne separate dagli uomini, i raduni davanti alle chiesette di Paese, il fuoco sul posto. Con i corpi ancora caldi ammassano sui cadaveri le panche della chiesa, pezzi di legno e di mobilio, materassi e appiccano loro fuoco. Il fuoco purificatore, ma soprattutto occultatore.</p>



<p><strong>560 innocenti trucidati </strong>in una sola giornata. Centotrenta bambini. La più piccola, Anna, aveva 20 giorni di vita. Quando fu buio, terminata la loro discesa a valle, questo manipolo di demoni in divisa si lascò dietro una scia di sangue e terrore anche nei territori collaterali. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.gracpiacenza.com/uploads/2/3/3/2/23329908/4853548_orig.jpg" alt=""/></figure>
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<p>Ottanta anni dopo, siamo ancora qui a commemorare quelle 560 anime delle quali abbiamo rischiato di non sapere mai nulla. Perché nell&#8217;estate del 1994, il procuratore militare di Roma Antonino Intelisano, alle prese con quei mostri di <strong>Erich Priebke</strong> e <strong>Karl Hass</strong>, avviò un procedimento che porterà alla scoperta casuale, in uno scantinato della procura militare, di un armadio contenente quasi settecento fascicoli archiviati “provvisoriamente”, riguardanti crimini di guerra commessi da tedeschi e repubblichini. Tra questi viene trovata anche la documentazione relativa al massacro di Sant&#8217;Anna. I responsabili, tutti ultraottantenni, non hanno mai pagato.</p>



<p>Nel 2000, su iniziativa di un parlamentare italiano, è stato istituito il &#8220;<strong>Parco della Pace</strong>&#8220;: un&#8217;area che si estende dalla vecchia chiesa della frazione di Stazzema al Col di Cava, dove si trova un <strong>monumento</strong> in memoria delle vittime, a cui si aggiunge una <em><strong>via crucis</strong></em>, rappresenta una perfetta fusione di ambiente, architettura e memoria. Il Parco sopravvive per scopi educativi ed è diventato sede di mostre, convegni ed eventi internazionali sulla pace, conferenze ed eventi internazionali sulla pace. Ci vanno i piccoli, ma anche i &#8220;grandi&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.storicang.it/medio/2021/03/24/nelleccidio-di-santanna-di-stazzema-morirono-560-persone-delle-quali-107-erano-minori-di-14-anni_33f42bbb_800x538.jpg" alt=""/></figure>



<p>Difficile dire, in tempi come questi, che senso abbia-o debba avere- il ricordo di Sant’Anna e di tutte le storie simili. Così come è complesso avere cura della memoria in un calendario civile-in Italia come altrove-così pregno di ricorrenze e commemorazioni da farci perdere il senso della storia. Quello che si può fare, come cittadini ed esseri umani, è <strong>conoscere il male il più possibile</strong>.</p>



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<p>Se un tempo i pellegrini d’Europa si imbarcavano per Compostela o la Terra Santa, oggi è dovere civico inerpicarsi su fino a Sant’Anna e in tutte le Sant’Anna del mondo. Guardare quella piazza, leggere tutti, uno a uno, quei nomi e le età dei morti innocenti. Informarsi sul modo in cui hanno trovato la morte. Star male, vergognarsi-da innocenti-per il semplice fatto di appartenere alla stessa specie che quelle atrocità ha commesso. Poi, tornare a casa, e cercare di essere umani quanto più si può, ricordando che la pace &#8211; questa parola così preziosa e così abusata-non possiede il sigillo dell’eternità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/la-strage-di-santanna-di-stazzema-80-anni-fa-e-per-sempre.html">La strage di Sant&#8217;Anna di Stazzema: 80 anni fa e per sempre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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