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	<title>Navy Seals Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 30 Aug 2023 10:26:20 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Navy Seals Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>U.S. Navy a lavoro su mezzi che volano e possono andare sott&#8217;acqua</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/u-s-navy-a-lavoro-su-mezzi-che-volano-e-possono-andare-sottacqua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 16:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<category><![CDATA[Navy Seals]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2010 la divisione Carderock del Naval Surface Warfare Center (Nswc) ha pubblicato uno suo studio di fattibilità su un veicolo con equipaggio a cambiamento d&#8217;ambiente: un piccolo sottomarino in grado di emergere e volare. L&#8217;idea era di esplorare la possibilità di ottenere un veicolo che combinasse “la velocità e la portata di una piattaforma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/u-s-navy-a-lavoro-su-mezzi-che-volano-e-possono-andare-sottacqua.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/u-s-navy-a-lavoro-su-mezzi-che-volano-e-possono-andare-sottacqua.html">U.S. Navy a lavoro su mezzi che volano e possono andare sott&#8217;acqua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-Agenzia_Fotogramma_IPA22846898-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel 2010 la divisione <a href="https://www.navsea.navy.mil/Home/Warfare-Centers/NSWC-Carderock/" target="_blank" rel="noopener">Carderock del <strong>Naval Surface Warfare Center</strong> (Nswc)</a> ha pubblicato uno suo studio di fattibilità su un veicolo con equipaggio a cambiamento d&#8217;ambiente: un piccolo sottomarino in grado di emergere e volare. L&#8217;idea era di esplorare la possibilità di ottenere un veicolo che combinasse “la velocità e la portata di una piattaforma aerea con la furtività di un veicolo sottomarino sviluppando un vascello che può sia volare che immergersi”.</p>
<p>Questo nuovo mezzo avrebbe avuto lo scopo di inserire ed esfiltrare unità delle <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-navy-seal.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>forze speciali</strong></a> a distanze e velocità molto maggiori rispetto alle piattaforme esistenti all&#8217;epoca, ed essere in grado di farlo la dove non era precedentemente possibile accedere “senza il supporto diretto di ulteriori mezzi militari”. Negli ultimi tempi sono stati realizzati progetti di veicoli per le forze speciali superficie-sottomarino molto meno ambiziosi, ma il divario tecnologico tra la creazione di un mezzo di questo tipo e la creazione di un vero e proprio sottomarino volante è enorme.</p>
<p>Lo studio, come ci ricorda <a href="https://www.thedrive.com/the-war-zone/41045/the-navy-concluded-transmedium-flying-submersible-vehicles-were-possible-a-decade-ago?fbclid=IwAR0ztFixEppelflR5Ukyg_PybHLEfAsZaM5eLZNbgLGcgvxGoEKzbnFDBQw" target="_blank" rel="noopener"><em>The Drive</em></a>, è nato da una richiesta della <strong>Darpa</strong> (<em>Defense Advanced Research Projects Agency</em>) del 2008 che richiedeva proposte di progettazione per un tale veicolo destinato alle forze speciali. Le specifiche di quella richiesta erano per un veicolo in grado di essere dispiegato da piattaforma navale/ausiliaria, con decollo dalla superficie dell&#8217;acqua e autonomia di 400 miglia in volo, quindi atterraggio sulla superficie dell&#8217;acqua, di potersi immergere e viaggiare per 12 miglia nautiche, di restare in zona di operazioni sino a 72 ore completamente immerso, infine di recuperare le forze speciali in immersione e di fare ritorno con la stessa autonomia immersa e in volo.</p>
<p>Per soddisfare le specifiche, la divisione Carderock e l&#8217;<em>Office of Naval Research</em> hanno condotto uno <strong>studio di fattibilità</strong> per la costruzione di un “velivolo sommergibile” di forma triangolare con equipaggio che potrebbe inserire operatori delle forze speciali “di nascosto a una velocità maggiore e in modo più indipendente di quanto sia attualmente realizzabile”. Fantascienza? Sembra di no.</p>
<p>L&#8217;ufficio del Nswc è arrivato a ideare due progetti misti di tipo <strong>wing body/ala volante</strong>, uno con un&#8217;apertura alare di circa 28 metri e un altro con un&#8217;apertura alare di 33. A parte le differenze di dimensioni, entrambi i modelli avevano specifiche abbastanza simili in termini di carico utile, velocità e peso. In dettaglio il primo peserebbe circa 16 tonnellate, il secondo 17, con un carico utile, per entrambi, di 340 chilogrammi.</p>
<p>Il velivolo sommergibile doveva avere un equipaggio di due persone, con spazio per ospitare altri sei membri delle forze speciali. In immersione il mezzo avrebbe raggiunto una profondità operativa di 30 metri e una velocità di 6 nodi, mentre in volo sarebbe stata di 320 Km/h.</p>
<p>Ovviamente la versa sfida per questo tipo di veicolo da assalto è rappresentata dal <strong>sistema di propulsione</strong>. Sappiamo che lo studio ha preso in considerazione il fatto che “i sistemi <em>turbofan</em>, turboelica e a getto dovrebbero essere considerati in modo più dettagliato”. Alla fine, sulla base di considerazioni sul carburante e sulla capacità di ciascun metodo di propulsione di essere completamente reso impermeabile, è stato deciso che le migliori scelte di propulsione erano “due turboventole all&#8217;interno di gondole sigillabili per le modalità operative aria e mare”, mentre “un singolo propulsore elettrico estraibile” è stato scelto per le operazioni sommerse.</p>
<p>Come dicevamo non si è trattato di fantascienza, o di un “aereo di carta” come ce ne sono stati tantissimi nella storia, ma si è arrivati alla costruzione di un modello per i primi studi. Per valutare la fattibilità del progetto, è stato infatti costruito un veicolo in scala con un&#8217;apertura alare di 180 centimetri alimentato da due motori elettrici da 11 volt. Nei test di volo, il modello ha mostrato “un&#8217;ottima stabilità direzionale” nonostante la mancanza di stabilizzatori verticali.</p>
<p>Quando però sono stati attaccati i galleggianti per i test in acqua, si sono riscontrate difficoltà nel mantenere il controllo direzionale. Di conseguenza, osserva lo studio, “i tentativi fatti per raggiungere la velocità di decollo ed effettuare un breve volo e atterraggio non hanno avuto successo”. Il problema è stato attribuito all&#8217;allineamento impreciso dei galleggianti del modello e alla “flessione intrinseca” del velcro utilizzato per fissarli.</p>
<p>Nonostante i fallimenti, il rapporto ha concluso che i test hanno <strong>convalidato il concetto</strong> per la progettazione del veicolo a cambiamento d&#8217;ambiente e hanno pianificato di affrontarne i difetti nei successivi sviluppi. Sebbene non sia noto se lo studio abbia portato a qualcosa di più concreto di un modello e dei test effettuati su di esso, il lavoro svolto dalla divisione Carderock del Nswc ha portato a diverse conclusioni, tra cui quella che veicoli di questo tipo “possono essere generati utilizzando la tecnologia e i materiali attuali” e che “il design di un&#8217;ala volante ibrida offre una valida soluzione” per i mezzi a cambiamento d&#8217;ambiente ed è “un compromesso pratico tra le prestazioni in volo, in superficie e in immersione”.</p>
<p>La ricerca di mezzi simili non è nuova: i primi progetti, spesso impossibili da realizzare o pesantemente limitati, sono stati proposti e persino testati dalle forze armate di tutto il mondo <a href="https://www.secretsdeclassified.af.mil/LinkClick.aspx?fileticket=LnwliybIq0I%3D&amp;portalid=67" target="_blank" rel="noopener">almeno dagli anni &#8217;50</a>, ma nonostante qualche esemplare sia andato al di là delle carte e dei modelli, come il <a href="https://www.thedrive.com/the-war-zone/31121/how-the-ohio-class-guided-missile-sub-was-born-and-why-theyre-much-more-than-meets-the-eye" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cormorant</strong> </a>della Lockheed Martin, non è noto che tali sistemi siano mai entrati in produzione. Sono passati molti anni dal 2010, però, e non ci sentiamo di escludere che l&#8217;<strong>U.S. Navy</strong> non abbia segretamente in servizio mezzi del genere. Del resto vale lo stesso discorso per certi progetti aeronautici avveniristici, di cui si sa poco o nulla finché non vengono clamorosamente svelati, ovvero quando è passato già del tempo dal loro ingresso in servizio.</p>
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		<title>Il mini-sottomarino per le infiltrazioni militari dei Navy Seals</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-mini-sottomarino-per-le-infiltrazioni-militari-dei-navy-seals.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2021 16:57:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Navy Seals]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-1536x982.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutt’altro che aprassici si rivelano i progressi dei Navy Seals inerenti “all’Initial Operating Capability”. Infatti, nuove dinamiche e tecnologie, atte d arricchire le capacità delle “infiltrazioni militari”, portano il Comando per le Operazioni Speciali Usa ad un “livello avanzato” nel Naval Warfare. La corsa alla capacità operativa iniziale dell’Us Navy La capacità operativa iniziale è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mini-sottomarino-per-le-infiltrazioni-militari-dei-navy-seals.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/sottomarino-usa-Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-1536x982.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tutt’altro che aprassici si rivelano i progressi dei Navy Seals inerenti “all’Initial Operating Capability”. Infatti, nuove dinamiche e tecnologie, atte d arricchire le capacità delle “infiltrazioni militari”, portano il Comando per le Operazioni Speciali Usa ad un “livello avanzato” nel Naval Warfare.</p>
<h2>La corsa alla capacità operativa iniziale dell’Us Navy</h2>
<p><a href="https://samm.dsca.mil/glossary/initial-operational-capability-ioc">La capacità operativa iniziale</a> è quella terminologia usata dal dipartimento della Difesa Usa che fa riferimento alla gestione, manutenzione ed acquisizione di un determinato “sistema” volto a soddisfare le necessità richieste da uno specifico protocollo denominato DOTMLPF.</p>
<p>Tale processo agisce sinergicamente al JCIDS, la cui sigla indica Joint Capabilities Integration and Development System<br />
ovvero un percorso atto a sviluppare un portafoglio di soluzioni che prevedono una simulazione sulla dottrina, l’organizzazione, l’addestramento, la leadership, l’istruzione, il personale e le strutture. <span style="font-size: 1rem;">Quando l’unità operativa “raggiunge la capacità d’impiegare e mantenere un determinato sistema” ottiene l’IOC, ovvero il massimo indicatore della qualità e dello sviluppo di un armamento con tutto il suo comparto.</span></p>
<p>La competizione interna per il raggiungimento di tali obbiettivo risulta essere molto forte soprattutto nello scenario della guerra subacquea ed in particolare modo, all’interno di quei sistemi dedicati al delivery. I Navy Seals hanno utilizzato per anni unità sottomarine conosciute come “wet”, ovvero “bagnate”, che significa aperte o per meglio dire esposte alle condizioni ambientali delle acque. <span style="font-size: 1rem;">Nel caso di specie, infatti, gli Usa erano dotati del veicolo Mark VIII, un mini-sommergibile dove il personale trasportato era però obbligato ad utilizzare respiratori ed equipaggiamento particolare per proteggere i soldati nel mentre il sottomarino operava sott’acqua. Oggi, però, i progressi in tale direzione raccontano tutta un’altra storia, portando di fatto l’USSOCOM ad uno </span><strong style="font-size: 1rem;">stadio avanzato</strong><span style="font-size: 1rem;"> nelle operazioni </span><a style="font-size: 1rem;" href="https://seapowermagazine.org/new-seal-dry-combat-submersible-set-for-operational-test-in-late-2021/">d’infiltrazione militari </a></p>
<h2>Il mini-sottomarino <span style="font-size: 1.8rem;">incursore dell’USSOCOM</span></h2>
<p>Gli Stati Uniti, infatti, voltano pagina e presentano il <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2020/08/ussocoms-mini-subs-progress-into-the-2020s/">Dry Combat Submersible</a>, un mini-sommergibile chiuso e capace di trasportare i soldati in un ambiente protetto e pressurizzato. Dall’analisi delle risorse si evincono caratteristiche che riportano una lunghezza approssimativa di 12 metri per un’altezza di circa 2 metri e mezzo. Il sottomarino può trasportare ben 8 militari più due piloti ed è munito di tre sezioni di bordo. Da quanto si evince, la prua sarebbe adibita al trasporto dei passeggeri, mentre a poppa è ubicata la postazione di controllo e comando dell’unità navale gestita dai piloti. Al centro invece, è presente il comparto predisposto al lock-in ed out degli incursori, che consente di fatto ai Seals d’infiltrarsi sott&#8217;acqua <strong>senza dispositivi</strong> di respirazione. Le straordinarie prestazioni indicano capacità d’immersione fino a 100 metri di profondità, navigazione inerziale, telefonia subacquea, due alberi sensori, sonar e sistemi di contromisure per le radiofrequenze. Inoltre, è dotato di sensibilità per il riconoscimento del terreno, che risulta essere una particolarità-tecnologica, altamente strategica, per l’avvicinamento alle coste o a postazioni avanzate di mare</p>
<p>La rivoluzione è rivolta però all’autonomia del veicolo, in quanto quest’ultimo è in grado di triplicare il suo potenziale rispetto ai sommergibili da combattimento ed è ben dieci volte più autonomo quando utilizza batterie alimentate ad alluminio ed acqua salata. Il sottomarino è infatti munito di un sistema detto Lift, <a href="https://news.mit.edu/2017/batteries-drink-seawater-long-range-autonomous-underwater-vehicles-0615">un progetto</a> che ha visto la cooperazione del Massachusetts Institute of Technology mediante la start-up Open Water Power. Il processo di trasformazione  consentirebbe di utilizzare l’acqua di mare in un meccanismo di reazione con anodi di alluminio così da creare quegli elettroni utili a poter alimentare il mini-sommergibile.</p>
<p>Sebbene sbalorditivo, è lo stesso Acquisition Executive Smith a dichiarare però che il gioiello Usa è ancora ad un anno dal raggiungimento del livello IOC. <span style="font-size: 1rem;">Più rassicuranti invece sembrano essere le dichiarazioni del po</span><span style="font-size: 1rem;">rtavoce del comando delle operazioni speciali Tim Hawkins, il quale lascia intendere invece che in breve tempo saranno pienamente soddisfatti tutti gli obbiettivi prefissati. Tale affermazione è stata confermata anche dalla LCDR Hawkins la quale avrebbe riferito già positivamente sugli attuali test in mare.</span></p>
<p>Lo USSOCOM, infine, taglia ogni indugio e mette in chiaro che gli Usa sono già proiettati a sviluppare sottomarini di nuova generazione, dotati di capacità tecnologiche ancora più avanzate di quelle attuali. A tal punto, quindi, sembrano esplicite le intenzioni degli Stati Uniti nel voler essere protagonisti indiscussi nel Naval Warfare e pronti a fronteggiare le nuove sfide che si prospettano nello scenario Artico e nel Pacifico</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mini-sottomarino-per-le-infiltrazioni-militari-dei-navy-seals.html">Il mini-sottomarino per le infiltrazioni militari dei Navy Seals</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump con il Seal accusato di crimini di guerra: carcere meno duro</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/trump-con-il-seal-accusato-di-crimini-di-guerra-carcere-meno-duro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 10:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Navy Seals]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190329101527_28894033.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190329101527_28894033.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190329101527_28894033-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190329101527_28894033-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190329101527_28894033-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che a Edward Gallagher, il Seal accusato di crimini di guerra in Iraq , sarà concesso un regime carcerario “meno restrittivo” in vista del suo processo davanti alla Corte marziale. L’operativo appartenente alla forze speciali della Marina è accusato di aver pugnalato a morte un prigioniero di guerra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-con-il-seal-accusato-di-crimini-di-guerra-carcere-meno-duro.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-con-il-seal-accusato-di-crimini-di-guerra-carcere-meno-duro.html">Trump con il Seal accusato di crimini di guerra: carcere meno duro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190329101527_28894033.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190329101527_28894033.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190329101527_28894033-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190329101527_28894033-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190329101527_28894033-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che a Edward Gallagher, il Seal accusato di crimini di guerra in Iraq , sarà concesso un regime carcerario “meno restrittivo” in vista del suo processo davanti alla Corte marziale. L’operativo appartenente alla forze speciali della Marina è accusato di aver pugnalato a morte un prigioniero di guerra di 15 anni e di aver sparato a dei civili in Iraq nel 2017.</p>
<p>Trump, che si è dimostrano solidale con l’uomo per via del compito svolto in guerra, ha comunicato questa decisione con un tweet, affermando che Gallagher sarebbe stato trasferito in una “sistemazione più confortevole”. “In onore del suo passato servizio al nostro Paese”, ha scritto il presidente accompagnando il pensiero con l’hastagh con il nome del militare. “Il processo dovrebbe muoversi rapidamente”, ha aggiunto Trump, che sembra aver risposto alla una richiesta avanzata da un certo numero di membri del Congresso per rivedere le condizioni della detenzione del Seal. In un successivo tweet il presidente americano ha continuato rassicurando che il militare sarà giudicato presto in “un processo equo e imparziale, ma fino a prova contraria, è appropriato che venga trattato come un soldato decorato che ha ancora la presunzione di innocenza”.</p>
<p>Un suo sottoposto, il tenente Jacob X. Portier, è accusato di connivenza per aver cercato di coprire i crimini del suo superiore.Attualmente Gallagher è detenuto nel carcere militare Brig Miramar, in California, con l’accusa di aver compiuto crimini di guerra durante il suo dispiegamento in Iraq nel 2017. L’imputato si è dichiarato innocente per tutte le accuse, ma sarebbero diversi i testimoni che avrebbero visto il Seal pugnalare a morte un giovane miliziano dell’Isis fatto prigioniero nell’area di Mosul, e aver sparato sulla popolazione civile indiscriminatamente con il suo fucile di precisione.</p>
<p>Membro nel “Team 7” del Navy Seal, Gallagher è anche stato accusato da un ufficiale della sua catena di comando di aver fornito delle coordinate obiettivo false durante una missione per far distruggere una moschea ad un drone che forniva appoggio aereo. L’aver condotto il suo plotone in maniera inadeguata, cercando necessariamente lo scontro con i miliziani dell’Isis, gli è costato il sollevamento dal comando per “instabilità mentale”. Gli è stato inoltre contestato il possesso e l’uso regolare di un particolare antidolorifico dagli effetti collaterali chiamato Tramadol Hydrochloride. La corte marziale si esprimerà presto sul destino di questo veterano trentanovenne, nella Marina da 19, che rischia di macchiare la reputazione Navy Seal a causa della peggiore condotta che si possa adottare in guerra.</p>
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		<title>La caccia delle forze speciali Usa al Califfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-seal-stanno-dando-la-caccia-al-califfo-nel-kurdistan-iracheno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2019 08:36:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Navy Seals]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2643" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Truppe-Usa-in-Afghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Truppe-Usa-in-Afghanistan.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Truppe-Usa-in-Afghanistan-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Truppe-Usa-in-Afghanistan-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Truppe-Usa-in-Afghanistan-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Nel Kurdistan liberato dall&#8217;Isis le forze speciali americane danno ancora la caccia al Califfo Abu Bakr al Baghdadi. Il territorio in mano a ciò che resta della milizia islamica allo sbando è ormai approssimabile all&#8217;1% di tutti i territori di Iraq e Siria che componevano lo Stato islamico dell&#8217;Iraq e della Siria. Secondo il presidente americano Donald &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-seal-stanno-dando-la-caccia-al-califfo-nel-kurdistan-iracheno.html">[...]</a></p>
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<p>La caccia <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/abu-bakr-al-baghdadi-chi-e/" target="_blank">al leader dell&#8217;Isis</a>, scomparso dagli schermi e dato più volte per morto in seguito ai raid aerei, non si ferma. Per questo nella repubblica autonoma irachena del Kurdistan, al confine con la Siria, le <strong>forze speciali anti-terrorismo</strong> americane starebbero dando la caccia ad Al Baghdadi. Se catturato vivo infatti il califfo potrebbe fornire informazioni fondamentali, oltre a fiaccare il morale di ciò che resta dei suoi seguaci.</p>

<p>&#8220;Appena due anni fa, quando mi sono insediato, l&#8217;Isis controllava oltre 20mila miglia quadrate in Siria e in Iraq. Oggi abbiamo liberato virtualmente tutto il territorio dalla presa di questi mostri sanguinari&#8221;. L&#8217;alto comando della Coalizione internazionale a guida statunitense ha annunciato la liberazione di &#8220;circa il 99,5%&#8221; di quello che nel 2014 era un territorio grande quasi come la Gran Bretagna. Ciò che rimane dei jihadisti dell&#8217;Isis adesso è asserragliato in poche decine di chilometri quadrati vicino al villaggio di Baghouz, e starebbe tentando la fuga mischiandosi ai civili mentre i raid condotti dai bombardieri della coalizione spazzano via gli ultimi centri di comando e le postazioni trincerate che cercano di resistere <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-sdf/sdf-will-attack-is-syria-enclave-once-civilians-out-official-idUSKCN1PY0A8">all&#8217;avanzata dei curdi delle Forze Democratiche Siriane</a>.</p>
<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/qkpjpQQ6k-o" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>

<p>In questo contesto, secondo quando riferito da alcuni ufficiali iracheni, team scelti dei <strong>Navy Seal</strong> starebbero conducendo una vera e propria caccia all&#8217;uomo nell&#8217;area completamente accerchiata che va sempre più restringendosi; dove però sarebbero rimasti asserragliati quelli che l&#8217;intelligence definisce &#8220;i jihadisti con più esperienza di combattimento&#8221;. La ricerca principale si sta concentrando nei pressi del villaggio siriano di<strong> Abu Kamal </strong>al confine tra Iraq e Siria. </p>
<p>Come riporta <em>AlAraby</em>, i Seal, coadiuvati dalle forze irachene, stanno setacciando un’area di dieci chilometri quadrati, a sud di Deir Ezzor, nella valle dell’Eufrate, la stessa dove secondo le fonti del<em> Times</em> sarebbero tenuti in ostaggio l’italiano padre <strong>Paolo Dall’ Oglio</strong> e il giornalista britannico<strong> John Cantlie</strong>. Altre fonti d&#8217;intelligence smentiscono la presenza, o il possesso di alcune informazioni riguardanti i due prigionieri nell&#8217;area. Lo stesso Al Baghdadi, la cui ultima apparizione risale ad oltre anno fa, potrebbe essere in realtà morto o essere già stato esfiltrato dal Siraq. Inoltre, come ricorda Mauro Indelicato, all&#8217;interno del Califfato sarebbero in corso già da diversi mesi una serie di <a href="http://www.occhidellaguerra.it/un-colpo-di-stato-contro-al-baghdadi-all-interno-dell-isis/">tentativi di golpe e sostituzione della leadership</a>. Dunque Al Baghdadi sarebbe ricercato non soltanto dai Seal &#8211; probabilmente del Team 6 che già eliminò<strong> Bin Laden</strong> &#8211; ma anche dai suoi antagonisti. </p>

<p>La necessità di eliminare ciò che resta del Isis, e di catturare il suo leader e tutte le personalità considerate <em>high-value</em> dell&#8217;enclave islamica che sta resistendo all&#8217;avanzata della Coalizione, è da vedersi come un modo definitivo per estirpare la minaccia islamista in quest&#8217;area del Medio Oriente.</p>
<p>Secondo un report citato da <em>Analisi Difesa</em>, tuttavia, fra Siria e Iraq vi sarebbero ancora oltre 14mila combattenti attivi, tra i quali si troverebbero 3mila estremisti di origine straniera. Potenziali<strong> foreign fighters</strong> che potrebbero colpire il cuore dei Paesi d&#8217;origine una volta rientrati in patria. Compresa l&#8217;Europa. &#8220;L’Isis non è stato sconfitto&#8221;, spiega il report, ma &#8220;resta sotto una intensa pressione militare&#8221;. Secondo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l&#8217;Isis “ha evidenziato una determinazione a resistere e la capacità di contrattaccare”. Perciò la partita in Siria non è ancora finita. E non lo sarà finché il 100% del territorio sottoposto all&#8217;occupazione del Califfato nero non sarà sotto il controllo della Coalizione. Ma anche allora, le centinaia di villaggi si potranno nascondere lupi solitari pronti a radicalizzare nuovi adepti da immolare per il jihad.</p>
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		<title>Ecco chi sono i sommozzatori  che hanno salvato i ragazzi thailandesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/sommozzatori-tirato-ragazzi-thailandesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2018 10:14:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Navy Seals]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="827" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thailandia-soccorsi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thailandia-soccorsi.jpg 827w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thailandia-soccorsi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thailandia-soccorsi-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px" /></p>
<p>Da Chiang Mai (Thailandia) – I soccorritori che hanno lavorato all&#8217;enorme operazione di salvataggio dei tredici ragazzi intrappolati nelle viscere della grotta di Tham Luang, erano un mix di uomini dei reparti speciali della marina thailandese e di subacquei internazionali. Nonostante le poche informazioni rilasciate, l&#8217;ex governatore Narongsak Osottanakorn, al comando della missione, ha sempre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/sommozzatori-tirato-ragazzi-thailandesi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="827" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thailandia-soccorsi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thailandia-soccorsi.jpg 827w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thailandia-soccorsi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thailandia-soccorsi-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px" /></p><p><strong>Da Chiang Mai (Thailandia)</strong> – I soccorritori che hanno lavorato all&#8217;enorme operazione di salvataggio dei tredici ragazzi intrappolati nelle viscere della grotta di <strong>Tham Luang</strong>, erano un mix di uomini dei reparti speciali della marina thailandese e di subacquei internazionali. Nonostante le poche informazioni rilasciate, l&#8217;ex governatore <strong>Narongsak Osottanakorn</strong>, al comando della missione, ha sempre parlato di novanta incursori: quaranta del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/vengono-addestrati-navy-seals-thailandesi/">gruppo d&#8217;élite thailandese Underwater Demolition Assault Unit (Adau), conosciuti anche come Navy Seals</a>, e cinquanta provenienti da diverse parti del mondo. Ecco alcuni di loro.</p>
<figure id="attachment_54410" aria-describedby="caption-attachment-54410" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-54410 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/07/thai-navy-Seals.jpg" alt="" width="960" height="720" /><figcaption id="caption-attachment-54410" class="wp-caption-text">Gli ultimi uomini dei Navy Seals thailandesi ad uscire dalla grotta</figcaption></figure>
<p><a href="http://www.nationmultimedia.com/detail/national/30349836" target="_blank">L&#8217;ultimo ad uscire dalla grotta è stato <strong>Pak Loharnshoon</strong></a>, medico thailandese dell&#8217;Adau. Sarebbe stato lui a voler rimanere fino alla fine, offrendosi volontario. L&#8217;incursore (uno degli uomini nella foto sopra) si vede in un video che è stato condiviso la settimana scorsa sulla pagina Facebook ufficiale dei Navy Seals thai mentre prestava soccorso ai baby calciatori.</p>
<figure id="attachment_54457" aria-describedby="caption-attachment-54457" style="width: 1002px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-54457 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/07/Richard-Harri.jpg" alt="" width="1002" height="536" /><figcaption id="caption-attachment-54457" class="wp-caption-text">Richard Harris, 53 anni, anestesista australiano</figcaption></figure>
<p>Un altro dottore ad uscire tra gli ultimi è stato l&#8217;australiano <strong>Richard Harris</strong>, 53 anni. Anestesista di Adelaide, lavora per il servizio di evacuazione aero-medica del SA Ambulance Service. Doveva essere in vacanza, ma le sue ferie, alla fine, ha preferito prenderle per soccorrere i tredici ragazzi intrappolati.</p>
<p>Si è aggiunto alla squadra di aiuto dopo la chiamata di alcuni sommozzatori britannici, che conoscevano da tempo le sue straordinarie capacità, risultato di trent&#8217;anni di esperienza nelle grotte. Sabato scorso si è immerso per la prima volta nella caverna e, dopo aver visitato i giovani, è stato proprio lui ha dare il via libera alla missione di recupero.</p>

<p>Harris, una volta tornato alla luce dopo tre giorni di buio dentro Tham Luang, ha avuto la triste notizia della morte di suo padre, deceduto proprio mentre lui stava salvando altre vite. Nel 2011, ha recuperato il corpo di Agnes Milowka, amica ed esperta sub, che è rimasta senza aria durante una spedizione estremamente difficile nel sud dell&#8217;Australia.</p>
<figure id="attachment_54458" aria-describedby="caption-attachment-54458" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-54458 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/07/ragazzi-grotta.jpg" alt="" width="960" height="540" /><figcaption id="caption-attachment-54458" class="wp-caption-text">Il momento in cui sono stati trovati i ragazzi scomparsi</figcaption></figure>
<p><strong>John Volanthen</strong> è il britannico che per primo ha ritrovato i 12 giovani e il vice allenatore dispersi nella grotta dal 23 giugno scorso. Lui, <strong>Richard Stanton</strong> e l&#8217;esperto di speleologia <strong>Robert Harper</strong>, sono stati chiamati dalle autorità thailandesi e sono arrivati nel nord del Paese tre giorni dopo che i ragazzi erano scomparsi. In passato gli specialisti hanno partecipato a numerose operazioni di salvataggio in Norvegia, Francia e Messico.</p>
<figure id="attachment_54471" aria-describedby="caption-attachment-54471" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-54471 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/07/mikkojpg.jpg" alt="" width="1034" height="1028" /><figcaption id="caption-attachment-54471" class="wp-caption-text">La foto postata su Facebook da Mikko Paasi, uno dei volontari che ha partecipato all&#8217;operazione di soccorso</figcaption></figure>
<p>Il finlandese <strong>Mikko Paasi </strong>(al centro nella foto sopra), fondatore di un centro immersioni sulla piccola isola thailandese di Koh Tao, specializzato in immersioni tecniche, si è aggiunto alla squadra di aiuti subito dopo il ritrovamento. Il 2 luglio, il giorno in cui i ragazzi e il loro allenatore sono stati scoperti, la moglie di Mikko aveva scritto su Facebook di aver comprato il biglietto aereo per il marito. Destinazione: Chiang Rai, per unirsi agli altri volontari. Un regalo, ha poi spiegato, per il loro ottavo anniversario di matrimonio. </p>
<p>Con il gruppo c&#8217;era anche il danese <strong>Claus Rasmussen </strong>(a destra nella foto in alto), che vive da anni in Thailandia, dove è proprietario di una scuola di sub. In passato è stato in diversi paesi del sud est asiatico, compiendo numerose immersioni.</p>
<p><figure id="attachment_54475" aria-describedby="caption-attachment-54475" style="width: 1440px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-54475 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/07/Ivan-Karadzic.jpg" alt="" width="1440" height="810" /><figcaption id="caption-attachment-54475" class="wp-caption-text">Il danese Ivan Karadzic</figcaption></figure></p>
<p>Un altro danese è <strong>Ivan Karadzic</strong>, un esperto di immersioni tecniche trasferito nel Paese. Alla notizia della morte dell&#8217;ex incursore dei Navy Seals Saman Gunan, sui social aveva scritto: &#8220;Riposa in pace, sei un eroe e non dimenticheremo mai il tuo sacrificio&#8221;.</p>
<figure id="attachment_54473" aria-describedby="caption-attachment-54473" style="width: 1129px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-54473 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/07/Erik.jpg" alt="" width="1129" height="599" /><figcaption id="caption-attachment-54473" class="wp-caption-text">Erik Brown, istruttore tecnico subacqueo di Vancouver che ha partecipato alle missioni di Tham Luang</figcaption></figure>
<p>Insieme ai soccorritori c&#8217;era anche il cittadino canadese <strong>Erik Brown</strong>,  istruttore tecnico subacqueo di Vancouver. Ha iniziato ad immergersi oltre dieci anni fa e ha fondato il Team Blue Immersion, una scuola di immersioni in Egitto. Su Facebook ha scritto che in questi giorni ha partecipato a sette missioni subacquee, per un totale di 63 ore passate all&#8217;interno della grotta di Tham Luang.</p>
<figure id="attachment_54477" aria-describedby="caption-attachment-54477" style="width: 1388px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-54477 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/07/saman.jpg" alt="" width="1388" height="499" /><figcaption id="caption-attachment-54477" class="wp-caption-text">La cerimonia funebre di Saman Gunan, ricordato con tutti gli onori militari</figcaption></figure>
<p>Anche <strong>Saman Gunan</strong>, come gli altri, aveva preso le ferie per andare a salvare i giovani rinchiusi nella grotta. &#8220;Andiamo a riportarli a casa&#8221;, aveva annunciato prima di prendere l’aereo per il nord del Paese. Ma lui, ex incursore dei Navy Seals thailandesi, che prestava servizio come volontario, ha perso conoscenza ed è morto nella notte tra giovedì e venerdì della settimana scorsa, a soli 38 anni. Stava cercando di tornare all&#8217;uscita dopo aver posizionato alcune bombole di ossigeno in una cavità della caverna che fa da base intermedia prima del tratto finale del tragitto. Non ce l&#8217;ha fatta.</p>

<p>La dinamica del suo decesso non è ancora chiara: forse ha esaurito l’ossigeno, oppure la bombola era difettosa. Gunan, raccontano i suoi amici ed ex compagni, era addestrato e molto preparato. Appassionato di corsa e ciclismo, si era congedato, continuando sempre a partecipare ad esercitazioni militari. Celebrato come eroe in tutto il Paese, anche a lui è stata dedicata la riuscita dell&#8217;operazione di soccorso.</p>
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		<title>Come vengono addestrati  Navy Seals thailandesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/vengono-addestrati-navy-seals-thailandesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2018 07:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Navy Seals]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thai-navy-Seals.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thai-navy-Seals.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thai-navy-Seals-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thai-navy-Seals-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Da Chiang Mai (Thailandia) – Mentre tutto il mondo festeggiava l&#8217;evacuazione dei tredici ragazzi intrappolati, quattro uomini del gruppo d&#8217;élite thailandese Underwater Demolition Assault Unit (Adau), conosciuti anche come Navy Seals, insieme a Richard Harris, l&#8217;anestesista australiano partito come volontario per partecipare all&#8217;operazione, erano ancora dentro la grotta. Sono usciti poche ore dopo, concedendosi una foto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/vengono-addestrati-navy-seals-thailandesi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thai-navy-Seals.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thai-navy-Seals.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thai-navy-Seals-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/thai-navy-Seals-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p><strong>Da Chiang Mai (Thailandia)</strong> – Mentre tutto il mondo festeggiava l&#8217;evacuazione dei tredici ragazzi intrappolati,  quattro uomini del gruppo d&#8217;élite thailandese <strong>Underwater Demolition Assault Unit</strong> (Adau), conosciuti anche come <strong>Navy Seals</strong>, insieme a Richard Harris, l&#8217;anestesista australiano partito come volontario per partecipare all&#8217;operazione, erano ancora dentro la grotta. Sono usciti poche ore dopo, concedendosi una foto – poi pubblicata sulla loro pagina <em>Facebook</em> – che li ritrae con il pollice alzato, in segno di vittoria, per aver portato a termine l&#8217;obiettivo.</p>
<p>Nato nel 1956 con l&#8217;assistenza del governo degli <strong>Stati Uniti</strong>, questo reparto speciale, è <strong>un&#8217;unità di combattimento subacqueo</strong>, che si occupa anche d&#8217;intelligence, missioni di ricognizione e supporto, operazioni di salvataggio e rimozione di ostacoli. Gli uomini dei Seal, acronimo di Sea (mare), Air (aria) e Land (terra), sono pronti a tutto.</p>

<p>L&#8217;addestramento molto duro, che viene fatto nella base militare di <strong>Sattahip</strong>, vicino a Pattaya, a meno di duecento chilometri sud di Bangkok, ha una durata di sei mesi. Questo periodo comprende una versione thailandese della <em>Hell Week</em>, la “<strong>Settimana dell’inferno</strong>”. Ovvero, settantadue ore di esercizi fisici con non più di quattro ore di sonno al giorno, e il programma Sere (Survival, evasion, resistance, escape), fatto appositamente per <strong>imparare a sopravvivere in condizioni critiche</strong> e ad eludere la cattura. Gli uomini vengono sottoposti alle <strong>condizioni fisiche e mentali più estreme</strong> sfidando ogni secondo i propri limiti. Completata questa formazione, passano poi a dei corsi di volo, sempre fatti nella stessa base situata nella parte meridionale del Paese.</p>
<p>L&#8217;istruzione è affidata ad altre forze armate thailandesi, in collaborazione con i <strong>Navy Seals americani</strong>, lo <strong>Special Air Service australiano</strong> e altre unità operative asiatiche. Secondo una biografia militare ufficiale, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.nationreligionking.com/defense/royalthainavy/navysealudt/" target="_blank">tradotta in inglese dal sito <em>NationReligionKing.com</em></a>, inizialmente sarebbero stati addestrati da una società affiliata al <strong>Central Intelligence Agency</strong> (Cia), che sarebbe “stata incaricata di occuparsi della formazione della squadra di demolizione subacquea della marina thailandese e anche dell&#8217;unità di rinforzo aerea della polizia reale”.</p>

<p>La maggior parte delle operazioni dell&#8217;Adau, che sono <strong>equipaggiati prevalentemente con armi prodotte negli Stati Uniti</strong> e in Gran Bretagna, sono altamente sensibili e, ovviamente, poco divulgate. Oltre ad aver partecipato a diverse missioni di salvataggio, i Navy Seals thai hanno raccolto informazioni durante i periodi di tensione lungo i confini del Paese. Alla fine degli anni Settanta, le squadre di ricognizione sono state inviate sul fiume Mekong, per operazioni d&#8217;intelligence sui guerriglieri del <strong>Pathet Lao</strong>, un&#8217;organizzazione comunista del <strong>Laos</strong> nata nell&#8217;agosto del 1950. Più recentemente, nel 2011, gli uomini delle forze speciali della marina militare thailandese, sono stati inviati nel Golfo di Aden, al largo delle coste della Somalia, per partecipare ad alcune operazioni <strong>anti-pirateria</strong>.</p>
<p>Attualmente sono impegnate lungo il confine con la <strong>Cambogia</strong> in missioni anti-droga e contro il contrabbando illegale di legname. Ma anche in altri interventi anti-pirateria nel Golfo della Thailandia.</p>

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		<title>Lo scafo sperimentale &#8220;stealth&#8221; progettato per i Navy Seal</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lo-scafo-sperimentale-stealth-progettato-navy-seal.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 17:11:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Navy Seals]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="782" height="465" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/30688887_10156166139600833_8556655055086813184_n.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/30688887_10156166139600833_8556655055086813184_n.png 782w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/30688887_10156166139600833_8556655055086813184_n-300x178.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/30688887_10156166139600833_8556655055086813184_n-768x457.png 768w" sizes="auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px" /></p>
<p>Scafo a M e capacità &#8220;stealth&#8221;, la capacità di trasportare e recuperare una squadra di 12 Navy Seal su un gommone Rhib da 11 metri, e quella lanciare e recuperare droni subacquei di ultima generazione: l&#8217;M 80 Stiletto è la nuova unità navale high-tech in fibra di carbonio pronta ad entrare in servizio nell&#8217;US Navy. Sponsorizzato dal Pentagon&#8217;s &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-scafo-sperimentale-stealth-progettato-navy-seal.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="782" height="465" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/30688887_10156166139600833_8556655055086813184_n.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/30688887_10156166139600833_8556655055086813184_n.png 782w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/30688887_10156166139600833_8556655055086813184_n-300x178.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/30688887_10156166139600833_8556655055086813184_n-768x457.png 768w" sizes="auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px" /></p><p>Scafo a M e capacità &#8220;stealth&#8221;, la capacità di trasportare e recuperare una squadra di 12 Navy Seal su un gommone Rhib da 11 metri, e quella lanciare e recuperare droni subacquei di ultima generazione: l&#8217;M 80 <em>Stiletto è </em>la nuova unità navale high-tech in fibra di carbonio pronta ad entrare in servizio nell&#8217;US Navy.</p>
<p>Sponsorizzato dal Pentagon&#8217;s Rapid Reaction Technology Office presso il Naval Surface Warfare / Combatant Craft Division (NSWCCD) a Little Creek e prodotto MSHIPCO, il prototipo navale M80 Stiletto (dal nome di un pugnale italiano) &#8211; lungo 26 metri e largo 12 metri &#8211; è propulso da 4 motori diesel CAT C32 e può raggiungere di 50 nodi, dimostrando al Dipartimento della Difesa Usa di cosa potrebbe essere capace una piattaforma navale di nuova concezione come questa. La tecnologia dello scafo, denominata <strong>M-Hull</strong>, utilizza l&#8217;energia dell&#8217;onda di prua per creare un cuscino d&#8217;aria e permettere una planata più efficiente. Sviluppato per missioni che necessitino di prestazioni ad &#8216;alta velocità&#8217; in acquee poco profonde di zone costiere o infiltrazioni in corsi d&#8217;acqua come fiumi e golfi, ha dimostrato di non avere eguali che possano paragonarsi in velocità, manovrabilità , capacità di carico utile e supporto a bordi di unità senza pilota: Uav o Uuv (Unmanned Underwater Vehicles). Consegnato all&#8217;US Navy per permettere test e dimostrazioni, lo Stiletto è la più grande nave mai costruita per il governo degli Stati Uniti in materiale composito avanzato &#8211; <strong>fibra di carbonio</strong> &#8211; per ridurre il peso e aumentare la rigidità, oltre che rendere lo scafo più performante.</p>

<p>Sebbene non fosse destinato a divenire operativo, venne schierato in Colombia per le operazioni condotte nella &#8216;guerra alla droga&#8217; dagli Stati Uniti tramite lo USSOUTHCOM, portando al sequestro di oltre 800 chili di cocaina. Il successo delle sue prestazioni ha indotto il Pentagono ad un suo impiego operativo in missioni speciali condotte dagli incursori della Marina. Ribasatosi presso il Joint Expeditionary Base Little Creek, Virginia, con il suo profilo futuristico degno dei G.I. Joe, ha nuovamente attirato l&#8217;attenzione dei curiosi  facendo tornare a parlare di se mentre era diretto all&#8217;edizione annuale del Sea-Air-Space 2018. </p>
<p>Lo scafo a M cinese</p>
<p>Anche se destinato a tutt&#8217;altra tipologia di operazioni, anche la Marina Militare cinese possiede il scafo a M per operazioni costiere. Come abbiamo già citato infatti, anche il <em><a href="http://www.occhidellaguerra.it/un-drone-marino-dotato-di-a-i-ecco-come-pechino-sorvegliera-le-sue-acque-territoriali/">SeaFly-01</a></em>è basato su una scafo a doppia M. Primo Unmanned surface vehicles della Plan, dotato di capacità stealth, è destinato alla sorveglianza costiera e la caccia a unità sottomarine &#8216;intruse&#8217;.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Usa, la prima donna in prima linea tra le forze speciali</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-forze-speciali-americane-aprono-alle-donne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 10:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[marina-militare-usa]]></category>
		<category><![CDATA[Navy Seals]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/landscape-1439988647-gettyimages-52860437.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/landscape-1439988647-gettyimages-52860437.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/landscape-1439988647-gettyimages-52860437-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/landscape-1439988647-gettyimages-52860437-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/landscape-1439988647-gettyimages-52860437-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questa volta non si tratta di un film: una donna è pronta ad entrare nei Navy SEALs, l’unità delle forze speciali dell’US NAVY che vanta il corso di addestramento più ‘duro’ di tutte forze armate occidentali preclusa al personale di sesso femminile fino al 3 dicembre del 2015.  Il grado degli aspiranti in inglese cita ‘midshipman’ &#8211; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-forze-speciali-americane-aprono-alle-donne.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/landscape-1439988647-gettyimages-52860437.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/landscape-1439988647-gettyimages-52860437.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/landscape-1439988647-gettyimages-52860437-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/landscape-1439988647-gettyimages-52860437-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/landscape-1439988647-gettyimages-52860437-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p style="padding-left: 30px">Questa volta non si tratta di un film: una donna è pronta ad entrare nei Navy SEALs, l’unità delle forze speciali dell’US NAVY che vanta il corso di addestramento più ‘duro’ di tutte forze armate occidentali preclusa al personale di sesso femminile fino al 3 dicembre del 2015. <br /> <br />Il grado degli aspiranti in inglese cita ‘midshipman’ &#8211; e forse il Pentagono dovrà riflettere se modificare questa tradizione &#8211; perché la prima aspirante di sesso femminile è già stata selezionata trai 1000 candidati pronti a seguire il programma d’addestramento noto come Special Warfare Combatant-Craft Crewman (SWCC). La sua identità, come quella di tutti gli aspiranti SEALs, rimane celata nell’anonimato per motivi di sicurezza, ma la notizia della sua ammissione è ufficiale. Adesso saranno solo la sua tenacia e la sua dedizione a suffragarla nel raggiungimento del suo obiettivo, che la consacrerebbe come prima specialista in SEA-AIR-LAND Operations della storia.<br /> <br />Precedentemente il regolamento della Marina precludeva questo tipo di addestramento al personale femminile, dichiarando apertamente -&#8216;Non riteniamo che una donna sia in grado di superare i sei mesi previsti dal Basic Underwater Demolition/SEAL training. Admiral Jon Greenert, Chief of Naval Operations&#8217;. Un annuncio risalente al dicembre 2015 in seguito dichiarò formalmente che non ci sarebbe stata più alcuna &#8216;eccezione&#8217;. Da quel momento in poi una donna che avesse dimostrato i requisiti necessari sarebbe potuta diventare un SEAL. </p>
<p>Il corso d’addestramento e la ‘Settimana dell’Inferno’</p>
<p style="padding-left: 30px">Di norma su 1000 candidati solo 200/250 passano le selezioni preliminari e accedono ai corsi d’addestramento di una durata di 48 settimane. La parte fondamentale, dopo le prime fasi di formazione e screening nella base californiana di Coronado, è il BUD/S (Basic Underwater Demolition/SEALs): fase più impegnativa per fisico e mente, dove gli istruttori eseguono la vera scrematura sugli aspiranti che, comunque, sono arrivati fino a questo livello di addestramento.<br /> <br />Nuotare per circa 460 metri in un tempo minimo di dodici minuti e mezzo; correre almeno per due chilometri e mezzo indossando anfibi e pantaloni tattici in undici minuti e qualche manciata di secondo; piegamenti e trazioni. Sono queste le prove fisiche che un aspirante deve saper portare a termine nel BUD/S: corso è stato progettato appositamente “per eliminare i deboli”, cita lo stesso sito web dove si può consultare liberamente l’iter di formazione per entrare a far parte del corpo per le operazioni speciali della Marina. Poi si passa al SQT ((SEAL Qualification Training). Il 70 per cento degli aspiranti SEAL e il 63 per cento SWCC non riescono a superare il corso e approdare a questa fase successiva che include addestramento di base, pratica di immersione e addestramento al combattimento.<br /> <br />I candidati arrivati a questa fase dovranno superare le ultime prove, quella nota come la ‘Settimana dell’Inferno’ &#8211; che comprendere 72 ore di esercizi fisici con 2-4 ore di sonno massime al giorno &#8211; e il SERE (Survival, Evasion, Resistance, and Escape). <br /> <br />Una volta superato l’SQT il candidato ottiene il brevetto, lo stemma con il ‘tridente’, e diventa un operativo da destinare all’addestramento specifico per i ‘team’ di quello che nacque sotto il nominativo di ‘SEAL Team 6’, ma che oggi sotto l’acronimo di DEVGRU (Naval Special Warfare Devepolment Group) è un raggruppamento di 10 unità con specializzazioni che spaziano dal Jungle Warfare, all’Artic Warfare, all’Anti-terrorismo. </p>
<p>La prima donna nelle unità d’élite americane </p>
<p style="padding-left: 30px">Nel 2015, Kristen Griest, allora ventisettenne originaria di Woodbridge in Connecticut, si era guadagnata di diritto le prime pagine dei giornali americani come ‘prima donna’ destinata a guidare un’unità di combattimento sul campo di battaglia. Dopo aver superato con successo i 4 mesi di corso per formazione per ufficiali alla Ranger School di Fort Benning divenne il primo Ranger donna nella storia dei corpi d’élite dell’US Army. In quell’occasione si parlò disinvoltamente della concreta opportunità per tutte le donne di accedere ai corpi già selezionati delle forze armate USA, compreso il leggendario corpo dei SEALs.</p>
<p>I Navy SEALs </p>
<p>L’unità delle forze speciali della Marina degli Stati Uniti, tra le più famose e rispettate del mondo, è l’erede diretta delle prime formazioni di ricognitori anfibi “Scouts and Raiders” poi UDTs (Underwater Demolition Teams)impiegate sulle spiagge da sbarco di Nord Africa, Sicilia, Anzio e Normadia. Fondato nel 1962 fece da subito parte degli specialisti del MACV-SOG, unità addestrata per operazioni di guerra ‘non convenzionale’ operativi in Vietnam dal 1964. Noti per aver catturato e ucciso Osama Bin-Laden nel corso dell’Operation Neptune Spear, hanno servito durante la prima e la seconda invasione dell’Iraq, in Afghanistan. Tutt’ora diversi operatori sono impiegati nel teatro libico.</p>
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		<title>Così sopravvivono i Navy Seals</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-sopravvivono-i-navy-seals.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 10:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Navy Seals]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="836" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-BUDS_trainees_mud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-BUDS_trainees_mud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-BUDS_trainees_mud-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-BUDS_trainees_mud-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-BUDS_trainees_mud-1024x669.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>In un altro articolo abbiamo raccontato delle difficoltà dei veterani americani tornati dai campi di combattimento. Esistono però manuali &#8211; come Non si abbandona mai la battaglia (Mondadori) scritto da Eric Greitens, ex Navy Seal e giudicato dalla rivista Fortune come uno dei 50 leader più importanti del mondo &#8211; che aiutano non solo i veterani in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-sopravvivono-i-navy-seals.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-sopravvivono-i-navy-seals.html">Così sopravvivono i Navy Seals</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="836" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-BUDS_trainees_mud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-BUDS_trainees_mud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-BUDS_trainees_mud-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-BUDS_trainees_mud-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-BUDS_trainees_mud-1024x669.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>In un altro articolo abbiamo raccontato delle difficoltà dei <strong><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-dramma-dei-veterani-americani/" target="_blank" rel="noopener">veterani americani</a></strong> tornati dai campi di combattimento. Esistono però manuali &#8211; come <em>Non si abbandona mai la battaglia </em>(Mondadori) scritto da Eric Greitens, ex Navy Seal e giudicato dalla rivista <em>Fortune </em>come uno dei 50 leader più importanti del mondo &#8211; che aiutano non solo i veterani in difficoltà, ma anche tutti coloro che si trovano ad affrontare i problemi di ogni giorno. Un manuale per imparare a vivere meglio, insomma. Il libro è pensato sul modello delle lettere di Seneca. Un Navy Seal scrive a Eric ed Eric gli risponde. Vengono affrontati i temi di tutti i giorni, partendo dal &#8220;fronte&#8221; del quotidiano fino al più grande e difficile dei fronti da affrontare: la morte.</p>
<h2>Il fronte</h2>
<p>Per un militare il fronte è chiaro: è il punto in cui si incontra un nemico. Ma per un civile? Scrive Greitens: &#8220;Il tuo fronte è nella vita di ogni giorno. Lo abbiamo tutti, un luogo dove incontriamo la paura, dove arranchiamo, soffriamo e ci misuriamo con le avversità. Tutti abbiamo una battaglia da affrontare. E spesso è nella battaglia che ci sentiamo più vivi; è sul fronte della vita che impariamo il buon senso, creiamo la gioia, stringiamo amicizie, scopriamo la felicità, troviamo l&#8217;amore e compiamo gesti sensati. Se vuoi ottenere una vittoria che conti davvero qualcosa dovrai combattere&#8221;. Lezione numero 1 di Greitens: davanti alle difficoltà della vita bisogna reagire: &#8220;Se vuoi ottenere una vittoria che conti davvero qualcosa, dovrai combattere&#8221;. Già, ma come?</p>
<h2>La resilienza</h2>
<p>Per crescere abbiamo bisogno di difficoltà con le quali confrontarci, come scriveva Albert Einstein: &#8220;La strada che porta alla vera grandezza umana è una soltanto: la strada della sofferenza&#8221;. Ma per confrontarci con le difficoltà abbiamo bisogno della <strong>resilienza</strong>, &#8220;l&#8217;attitudine di un corpo a riprendere, dopo la deformazione, l&#8217;aspetto originale. La resilienza come elasticità. Ovviamente un uomo o una donna non possono &#8220;rimbalzare&#8221;: &#8220;La persona resiliente non rimbalza, dopo una brutta esperienza, ma trova una maniera sana di integrarla nella sua vita&#8221;.</p>
<p>Come scrive Greitens: &#8220;Il primo passo per costruire la resilienza è prenderti la responsabilità di ciò che sei e della vita che vivi. Se non sei disposto a farlo, non perdere tempo e leggi oltre. L&#8217;essenza della responsabilità è accettare le conseguenze positive e negative delle azioni. Non sei l&#8217;unico responsabile di quello che ti succede. Lo sei, invece, di come <em>reagisci </em>a quello che ti succede. Constatare che la nostra capacità di plasmare il mondo ha un limite non ci impedisce di essere padroni di noi stessi, o perlomeno di provare a esserlo. E questo basta e avanza a tenerci impegnati per una vita intera&#8221;. La resilienza è quindi una <strong>virtù</strong>.</p>
<h2>Le abitudini</h2>
<p>La resilienza, come tutte le virtù, si esercita a partire dalle cose più piccole fino a quelle più grandi.&#8221;Seminiamo un pensiero e raccogliamo un&#8217;azione; seminiamo un&#8217;azione e raccogliamo un&#8217;abitudine; seminiamo un&#8217;abitudine e raccogliamo un carattere; seminiamo un carattere e raccogliamo un destino&#8221;La vita è fatta di continuo cambiamento: &#8220;Per cambiare direzione alla tua vita, azzera le abitudini&#8221;.</p>
<p>E creane di nuove, di migliori: &#8220;Se sei crudele tutti i giorni diventerai una persona crudele. Se sei gentile tutti i giorni diventerai una persona gentile. Essere altruisti è più facile la decima volta piuttosto che la prima. Purtroppo è anche più facile essere crudeli dopo dieci volte piuttosto che una. Quando un&#8217;abitudine si radica a tal punto da tradursi in azione senza pensarci due volte, allora hai cambiato carattere. Più consapevolezza metti nei tuoi gesti abituali, più ti eserciti in ciò che vuoi diventare. E più di eserciti, più diventi chi vuoi essere&#8221;.L&#8217;esercizioPer cambiare le proprie abitudini è necessario l&#8217;esercizio. La fatica quotidiana che nessuno vede, come diceva Muhammad Ali: &#8220;L&#8217;incontro si vince o si perde lontano dai testimoni (&#8230;) in palestra, e fuori in strada, molto prima di ballare sotto i riflettori&#8221;. L&#8217;esercizio può essere fatto su qualsiasi cosa. Ci si può esercitare a parlare, a esser buon padri e buoni mariti. Oltre che ovviamente buoni soldati.</p>
<p>L&#8217;esercizio porta alla crescita, alla possibilità di confrontarsi con sempre nuove sfide per risolverle. Perché, davanti a un problema, si può sbagliare una volta, ma la seconda possiamo dire: &#8220;So dove ho sbagliato, questa volta farò così&#8221;.</p>
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		<title>Ecco come combattono i soldati del Califfato</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ecco-come-combatte-lisis.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2016 18:26:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Navy Seals]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2246" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Tempo fa, Vice aveva diffuso un filmato in cui si potevano vedere i miliziani del sedicente Stato islamico combattere contro i curdi. Un video artigianale, girato con la Go-pro, non destinato quindi alla propaganda ufficiale. I jihadisti – va detto – non ci facevano una bella figura: erano impreparati alla battaglia, quasi goffi. Le loro mosse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-come-combatte-lisis.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2246" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Isis2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>Tempo fa, <em>Vice </em>aveva diffuso un <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://news.vice.com/video/what-its-really-like-to-fight-for-the-islamic-state" target="_blank">filmato</a> in cui si potevano vedere i miliziani del sedicente <strong>Stato islamico</strong> combattere contro i curdi. Un video artigianale, girato con la Go-pro, non destinato quindi alla propaganda ufficiale. I jihadisti – va detto – non ci facevano una bella figura: erano impreparati alla battaglia, quasi goffi. Le loro mosse sembravano più ispirate ai film di Hollywood che dettate da ore di addestramento.Da qualche ora, la propaganda di <em>Daesh </em>ha diffuso un filmato in cui si vedono i terroristi prepararsi per la battaglia di <strong><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.google.it/maps/place/Telskuf,+Iraq/data=!4m2!3m1!1s0x4007d6d804fce82f:0x5a7414e5651db00a?sa=X&amp;ved=0ahUKEwjqvOmKm_jMAhWDSBQKHUAfDU4Q8gEIHzAA" target="_blank">Tel Skuf</a></strong>, una località curda dove, alcune settimane fa, è stato ucciso anche il Navy Seal americano Charles Keating. Nelle immagini vediamo qualcosa di completamente diverso rispetto a quanto diffuso da <em>Vice</em>. Gli uomini del sedicente Stato islamico vengono incitati da uno dei comandanti. Hanno tutti il capo cinto da una fascia bianca e pregano.<div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/mAB9ubCDTEA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>Poi si ritrovano in una stanza, impossibile sapere dove, e vengono nuovamente incitati alla battaglia. Tutti guardano il comandante, poi si abbracciano perché sanno che rischieranno di morire e infine si dirigono alla guerra. Poi torna prepotente la propaganda: sfilano i pick-up, scorrono le foto dei peshmerga torturati e uccisi e pure la foto del Navy Seal ucciso. La propaganda dell’Isis si fa sempre più fine, usando anche immagini in time-laps.<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/al-fronte-con-i-peshmerga-che-hanno-sconfitto-isis/" target="_blank">Per approfondire: Al fronte con i peshmerga</a>Nel filmato vengono presentati anche i mezzi blindati del sedicente Stato islamico, ispirati – a quanto sembra – al film Mad Max. Sono enormi e impenetrabili.È la volta dell’<strong>artiglieria</strong> che colpisce le postazioni curde. “Allahu Akbar” ad ogni colpo di mortaio. La polvere e i sassi si alzano e, forse, i corpi dei curdi rimangono incastrati tra le macerie. Il cameraman sposta la sua attenzione verso chi è alla guida dei mezzi blindati. Controllano che tutto sia a posto e che gli ordigni esplosivi siano efficienti. Poi le immagini dalla prima linea: armi automatiche, mitragliatrici, Rpg. Tutto l’armamentario dei jihadisti. Combattono in piedi: non temono la morte. Almeno in questo video di propaganda.E ancora una volta l’immagine torna ai mezzi blindati, vera e propria potenza di <em>Daesh</em>. Innanzitutto, come rileva Guido Olimpio, ci si sono frammenti del filmato che ci aiutano a comprendere come Isis riesca a superare i fossati. Durante le operazioni militari a Tel Skuf &#8220;un veicolo ha portato una sorta di <strong>pontile poi usato da Humvee</strong>&#8220;. All&#8217;interno dei veicoli bomba dei kamikaze  sono da &#8220;notare i sistemi per attivare le cariche, in alcuni casi sono doppi&#8221;. Massima efficienza, quindi e minima possibilità di errore.</p>
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