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	<title>Natale Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 24 Dec 2024 16:07:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Natale Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il Natale silenzioso di Betlemme, luce nel buio del mondo in guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-natale-silenzioso-di-betlemme-luce-nel-buio-del-mondo-in-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2024 16:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51-600x395.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51-1536x1012.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non ci sono i fiumi di pellegrini, mancano i turisti, mancano le decorazioni. Non manca, però, il Natale a Betlemme, dove tutto ha avuto inizio, là dove oltre 2mila anni fa la Vergine Maria mise al mondo Gesù. Il patriarca dei Latini di Gerusalemme, Pierluigi Pizzaballa, dopo aver fatto tappa nella Striscia di Gaza di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-natale-silenzioso-di-betlemme-luce-nel-buio-del-mondo-in-guerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51-600x395.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241224170613210_bbfa8a9185255d5aa7c233109076ae51-1536x1012.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non ci sono i <strong>fiumi di pellegrini</strong>, mancano i turisti, mancano le decorazioni. Non manca, però, il Natale a <strong>Betlemme, dove tutto ha avuto inizio, </strong>là dove oltre 2mila anni fa <strong>la Vergine Maria mise al mondo Gesù</strong>. Il patriarca dei Latini di Gerusalemme, <strong>Pierluigi Pizzaballa,</strong> dopo aver fatto tappa nella Striscia di Gaza di fronte ai mille cristiani ivi residenti, si è recato nell&#8217;altra parte della Palestina, in Cisgiordania, entrando a Betlemme per dare il via, con la tradizionale processione della vigilia, ai riti del Natale che avranno il loro culmine nella <strong>messa di Mezzanotte nella Chiesa di Santa Caterina</strong>. </p>



<p>Il cardinale bergamasco è l&#8217;alfiere della Chiesa cattolica che non lascia, assieme alle altre confessioni cristiane, la Terrasanta nei giorni della Natività. Ora più che mai, nel secondo Natale funestato dalla guerra che arde in Medio Oriente dal tragico 7 ottobre 2023, giorno degli attentati di Hamas in Israele, il senso del Natale è <strong>spirituale, umano, sociale</strong>, financo <strong>politico</strong>: abbiamo visto nelle scorse settimane la kefiah messa attorno al Bambinello nel presepe romano suscitare polemiche, oggi idealmente è difficile non dare un significato più profondo al Natale che i pochi cristiani di Palestina celebreranno nel silenzio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gesù è ancora a Betlemme, o a Gaza</h2>



<p><strong>Viene quasi da pensare che probabilmente Gesù, se fosse nato nei giorni nostri, sceglierebbe di venire al mondo nuovamente qui</strong>: a Betlemme, o magari perfino a <strong>Gaza,</strong> dove tanti bambini neonati, tante famiglie, tante persone incamminate in un pellegrinaggio di paura e tensione si sono trovati <strong>vittime dei bombardamenti in questo ultimo, terribile, periodo di quasi 15 mesi</strong>.</p>



<p>&#8220;Martedì le forze di sicurezza palestinesi si sono schierate attorno alla Chiesa della Natività nella città santa di Betlemme, mentre i fedeli si preparavano a un altro solenne Natale offuscato dalla guerra a Gaza&#8221;, ha riportato <a href="https://www.ndtv.com/world-news/bethlehem-readies-for-another-christmas-overshadowed-by-gaza-war-7322311"><strong>New Delhi Television, rete indiana tra le poche a documentare le festività</strong> in sordina</a> del villaggio nativo di Gesù. Ndtv nel suo reportage segnala che &#8220;una calma insolita avvolgeva Piazza della Mangiatoia, il cuore della città palestinese dominata dalla venerata chiesa&#8221;. Anton Salman, sindaco di Betlemme, ha rinunciato a esporre nuovamente l&#8217;albero di Natale tradizionalmente posto dalla città nella piazza: &#8220;Vogliamo concentrarci sulla realtà palestinese e mostrare al mondo che la Palestina soffre ancora a causa dell&#8217;occupazione israeliana, soffre ancora per l&#8217;ingiustizia&#8221;, ha detto il sindaco.</p>



<p>Il Natale c&#8217;è ma non si vede. E forse per questo richiama all&#8217;autenticità della celebrazione. <strong>Lo fa in un clima di tolleranza della maggioranza musulmana degli arabi di Palestina</strong>, che in passato erano soliti unirsi alla gioia della minoranza cristiana quando a Natale Betlemme si riempiva di pellegrini; lo fa, soprattutto, contro ogni logica brutale di scontro di civiltà. Sarà un Natale che farà proseguire l&#8217;avvento, il tempo dell&#8217;attesa. Lo sarà per molti cristiani, in Terrasanta e non solo. In <strong>Siria il governo targato Hay&#8217;at Tahrir al-Sham</strong> ha dichiarato che non cambierà la tradizione dell&#8217;era Assad che vedeva <strong>il Natale e Santo Stefano festività nazionali</strong> in rispetto alla minoranza cristiana.</p>



<p> Uffici chiusi nella Siria post-dittatura nella giornata del 25 e del 26 dicembre: questo non toglie che nel nuovo Paese sarà un Natale di attesa e precarietà per chi, come gli <strong>aderenti alla Chiesa <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/armeni-in-fuga-la-nuova-siria-targata-turchia-ricorda-troppo-il-passato.html">armena, </a>greca e siriaca</strong>, temono le derive del gruppo di Abu Mohammad al-Jolani e degli altri ex ribelli. Anche qui, però, nonostante tutto <strong>il Natale c&#8217;è.</strong> Ed è forse questo il messaggio più forte della festa che simboleggia, per i cristiani, il <strong>ritorno della luce nel mondo</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La grotta di Betlemme e la luce di Natale</h2>



<p>Nel mondo che sembra camminare con forza verso l&#8217;abisso delle rivalità e delle conflittualità il Natale può esistere come alle origini: dentro la <strong>grotta di Betlemme, </strong>attraverso le celebrazioni che guiderà Pizzaballa in diretto contatto con Roma, dove <strong>Papa Francesco non fa mancare il suo pensiero, la sua preghiera e la sua azione concreta</strong> a sostegno degli indigenti palestinesi. E idealmente questo Natale può mandare un messaggio dirompente, accendendo una luce metaforica su quegli scenari di guerra e conflittualità dove sarà un giorno di sofferenza: sull&#8217;Ucraina, ovviamente, ma anche sul <strong>Sudan, il Myanmar</strong> e gli altri Paesi dove divampano guerre e conflitti civili.</p>



<p>Il Natale come un Sole è anche l&#8217;immagine che nel 1960 <strong>Joseph Ratzinger, allora giovane teologo dell&#8217;Università di Bonn,</strong> propose in uno scritto dedicato alla natività. Ne &#8220;Il Sole a Natale&#8221; Ratzinger ricordava che “noi abbiamo paura del <strong>buio che proviene dagli uomini</strong>; scoprendo solo così quella vera oscurità che, in questo secolo di disumanità, abbiamo sperimentato più spaventosamente di quanto le generazioni che ci hanno preceduto avrebbero mai potuto immaginare&#8221;. </p>



<p>Il futuro <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/benedetto-xvi-il-papa-teologo.html">Papa Benedetto XVI</a> scriveva poi che &#8220;abbiamo paura che il bene nel mondo divenga impotente, che non abbia più senso scegliere la verità, la purezza, la giustizia, l’amore, perché ormai nel mondo vale la legge di chi meglio sa farsi strada a gomitate”. E forse per questo è bene ricordare il Natale come simbolo del <a href="https://www.true-news.it/stories/la-lezione-di-ratzinger-per-il-natale-nel-mondo-in-guerra">&#8220;<strong>ritorno della Luce</strong>&#8221; </a>che “non morirà, ma ha già in pugno la vittoria finale”. Oggi più che mai, parole che danno speranza e invitano, <strong><em>contra mundo</em></strong>, a non vedere solo nel silenzio di Betlemme il simbolo dell&#8217;ingiustizia dominante. Ma una prova, decisiva e netta, per la giustizia che dovrà sorgere un domani. Grazie anche alla testimonianza di chi il Natale oggi, così come la vita di tutti i giorni nel resto dell&#8217;anno, non smette mai di celebrarlo.</p>
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		<item>
		<title>Benessere e festività, come gestire gli eccessi senza rinunce</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/benessere-e-festivita-come-gestire-gli-eccessi-senza-rinunce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 11:43:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le festività sono un periodo di eccessi alimentari ed è una sfida per il nostro corpo: il cambio drastico di abitudini alimentari con il sovraccarico di grassi, zuccheri e alcol sottopongono l’organismo a un grande stress. Ma si può vivere bene questo periodo senza rinunciare ai piaceri con alcuni accorgimenti e consapevolezza. Gli effetti sull’organismo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/benessere-e-festivita-come-gestire-gli-eccessi-senza-rinunce.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/pexels-picjumbo-com-55570-196648-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le <strong>festività</strong> sono un periodo di <strong>eccessi alimentari</strong> ed è una sfida per il nostro corpo: il cambio drastico di abitudini alimentari con il <strong>sovraccarico</strong> di grassi, zuccheri e alcol sottopongono l’organismo a un grande stress. Ma <strong>si può vivere bene</strong> questo periodo <strong>senza rinunciare</strong> ai piaceri con alcuni accorgimenti e consapevolezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli effetti sull’organismo dell’alimentazione non equilibrata</strong></h2>



<p>L’irregolarità e gli eccessi alimentari influenzano profondamente i processi metabolici e aumentano il rischio di affaticamento e vulnerabilità dell’organismo a lungo termine. Vediamo quali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Grassi e carboidrati</strong> affaticano il fegato, rallentano la digestione e causano sensazioni di pesantezza</li>



<li>L’ eccessivo consumo di<strong> zuccheri </strong>produce picchi glicemici seguiti da cali di energia e lucidità </li>



<li><strong>Il consumo di alcol</strong> stressa il fegato apportandogli un carico metabolico elevato e altera il sonno</li>
</ul>



<p>Questi fattori causano l’aumento del peso, un accumulo di tossine ed il cattivo funzionamento dell’organismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I consigli dei professionisti per stare bene durante le feste</strong></h2>



<p>Molti nutrizionisti, naturopati e terapisti del benessere suggeriscono di gestire gli eccessi delle festività in <strong>modo equilibrato </strong>e consapevole <strong>senza rinunce</strong> frustranti e supportando l’organismo attraverso soluzioni naturali.&nbsp;</p>



<p><strong>In primo luogo</strong> adottare un <strong>approccio moderato</strong> che richiede solo un minimo di <strong>attenzione:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Bilanciare i pasti</strong>: due pasti leggeri su tre, senza arrivare affamati ai pasti, facendo prima spuntini sani</li>



<li><strong>Moderazione</strong>: assaggiare tutto moderando le porzioni., ricordando che la sazietà è avvertita dopo 20 minuti</li>



<li><strong>Bere molta acqua</strong>: idratarsi depura dalle tossine, aiuta digestione e supporta il metabolismo</li>



<li><strong>Dormire bene:</strong> almeno 8 ore e almeno 2 ore dopo cena così la digestione non interferisce con il sonno</li>
</ul>



<p><strong>Un secondo suggerimento</strong> è usare <strong>soluzioni naturali</strong> che supportino l’organismo a svolgere le sue funzioni in anche in situazioni di stress. Si possono scegliere prodotti e tisane che favoriscono la <strong>digestione e il transito intestinale</strong>, che sostengano il<strong> fegato</strong>, che attivino <strong>processi depurativi</strong> dell’organismo e che aiutino a mantenere un corretto <strong>ciclo sonno-veglia</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Consigli di Felixofia</strong></h2>



<p>Il team di specialisti di Felixofia il portale del Benessere, consiglia 2 soluzioni naturali per un supporto specifico e mirato.</p>



<p><strong>Comegras, bloccante di grassi e carboidrati in 20 fialette</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Inibisce l’assorbimento di grassi e carboidrati, rallentando gli enzimi digestivi</li>



<li>Migliora e facilita la digestione, attenuando sensazioni di pesantezza </li>



<li>Regola il transito intestinale e riduce la formazione di gas</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="622" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/FOTO-COMEGRAS-1-1024x622.jpg" alt="" class="wp-image-449560" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/FOTO-COMEGRAS-1-1024x622.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/FOTO-COMEGRAS-1-600x365.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/FOTO-COMEGRAS-1-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/FOTO-COMEGRAS-1-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/FOTO-COMEGRAS-1-1536x934.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/FOTO-COMEGRAS-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Una fialetta durante o dopo ciascun  pasto. A base di: Pompelmo rosa, Ananas, Papaina, FOS, Faseolamina, Caralluma fimbriata, Bioflavonoidi di limone.  <strong><a href="https://felixofia.com/prodotto/comegras/?ref=mf">Guarda il prodotto</a> </strong></p>



<p><strong>Detox Omnia, disintossicante ed epatoprotettore in sciroppo da 250 ml</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aiuta l’eliminazione di tossicità da organi e tessuti</li>



<li>Ha proprietà protettrici e antiinfiammatorie del fegato</li>



<li>Elimina gli stati di stanchezza e sensazione di nausea</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/DETOX-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-449561" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/DETOX-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/DETOX-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/DETOX-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/DETOX-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/DETOX.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Un misurino da 20 ml la mattina a digiuno. A base di: Cardo mariano, Desmodio, Crespino, Tè verde, Equiseto, Boldo, Tarassaco, Resveratrolo. <strong><a href="https://felixofia.com/prodotto/detox-omnia/?ref=mf">Guarda il prodotto </a></strong></p>
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		<item>
		<title>Tra rapimenti e attentati jihadisti: il nuovo Natale di terrore in Nigeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/tra-rapimenti-e-attacchi-jihadisti-il-nuovo-natale-di-terrore-in-nigeria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A nord c&#8217;è l&#8217;attività mai domata dei gruppi jihadisti. A partire da Boko Haram, oggi per la verità in difficoltà e soppiantato dall&#8217;Iswap, sigla di Stato Islamico dell&#8217;Africa Occidentale. A sud invece c&#8217;è l&#8217;attività forse ancora più difficile da intercettare delle piccole bande di criminali comuni, i quali agiscono contro occidentali e religiosi per avere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/tra-rapimenti-e-attacchi-jihadisti-il-nuovo-natale-di-terrore-in-nigeria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/tra-rapimenti-e-attacchi-jihadisti-il-nuovo-natale-di-terrore-in-nigeria.html">Tra rapimenti e attentati jihadisti: il nuovo Natale di terrore in Nigeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A nord c&#8217;è l&#8217;attività mai domata dei gruppi jihadisti. A partire da <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/boko-haram-una-storia-di-terrore-lunga-10-anni.html">Boko Haram</a>, oggi per la verità in difficoltà<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/boko-haram-ultimo-atto-lo-jihadismo-sembra-aver-i-giorni-contati.html"> e soppiantato dall&#8217;Iswap</a>, sigla di Stato Islamico dell&#8217;Africa Occidentale. A sud invece c&#8217;è l&#8217;attività forse ancora più difficile da intercettare delle piccole bande di <strong>criminali</strong> comuni, i quali agiscono contro occidentali e religiosi per avere un riscatto. In <strong>Nigeria</strong> celebrare il <strong>Natale</strong> appare molto pericoloso. Spostarsi per andare in chiesa, sia nelle regioni settentrionali che in quelle meridionali, potrebbe rappresentare un&#8217;insidia per la propria incolumità. E questo dà l&#8217;idea di come, ancora oggi, per milioni di cattolici festeggiare la natività appaia quasi una chimera. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La presenza cristiana in Nigeria</h2>



<p>C&#8217;è un dato su tutti che testimonia la diffusione del cattolicesimo nel più popoloso Paese africano: i battezzati ammontano circa a 46 milioni, una minoranza su una popolazione di 250 milioni di persone, ma la comunità da sola ha tanti fedeli quasi quanto in Italia. La chiesa nigeriana è per questo tra le più importanti d&#8217;Africa e una delle più influenti del continente. </p>



<p>La Nigeria è tradizionalmente distinta in due parti sotto il profilo religioso: il <strong>nord</strong> a maggioranza musulmana, il <strong>sud</strong> invece a maggioranza cristiana. Ed è qui che risiedono buona parte dei cattolici nigeriani, anche se non mancano comunità nelle regioni settentrionali. Una distinzione, quella interna alla società nigeriana, grossomodo rispecchiante una storica divisione in diverse aree culturali del Paese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quei rapimenti così costanti in tutto il 2022</h2>



<p>Fino a pochi anni fa, si pensava che il sud della Nigeria fosse sicuro per i fedeli cattolici e cristiani in generale. Durante gli anni di massima espansione di Boko Haram, in molti hanno preferito scappare dalle regioni settentrionali e rifugiarsi in quelle meridionali. Adesso invece la situazione sembra farsi preoccupante anche in quelle aree tradizionalmente lontane dal fenomeno <strong>jihadista</strong>. </p>



<p>Nel corso del 2022 sono stati più di venti i rapimenti contro sacerdoti e fedeli cattolici. Lo ha denunciato già a ottobre <strong>Alessandro Monteduro</strong>, a capo dell&#8217;associazione Aiuto Alla Chiesa Che Soffre, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/rapito-altro-sacerdote-cattolico-nigeria-2076717.html">in occasione del rapimento di padre Padre Joseph Igweagu</a>. Episodi che hanno spesso riguardato preti sorpresi all&#8217;interno delle parrocchie oppure di ritorno da funzioni religiose. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Un altro sacerdote, l’ennesimo, rapito in <a href="https://twitter.com/hashtag/Nigeria?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Nigeria</a>. Padre Joseph Igweagu, dell&#39;arcidiocesi cattolica di <a href="https://twitter.com/hashtag/Onitsha?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Onitsha</a>, è stato sequestrato mentre rientrava a casa dopo aver celebrato una veglia funebre a Umunnachi mercoledì scorso. Il Governo garantisca la loro protezione! <a href="https://twitter.com/acs_italia?ref_src=twsrc%5Etfw">@acs_italia</a> <a href="https://t.co/apTnchdcxQ">pic.twitter.com/apTnchdcxQ</a></p>&mdash; Alessandro Monteduro (@alesmonteduro) <a href="https://twitter.com/alesmonteduro/status/1582250978816188416?ref_src=twsrc%5Etfw">October 18, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il movente il più delle volte riguarda tentativi di rapine da cui prendere un discatto. A testimoniarlo anche un&#8217;operazione, compiuta a metà dicembre, da parte dell&#8217;unità antirapimento. Le forze speciali hanno fatto irruzione in una località dello Stato di <strong>Abia</strong>, sempre nel sud del Paese, liberando due donne prigioniere e uccidendo almeno quattro membri di un gruppo di malavitosi dedito ai rapimenti. Le donne liberate aspettavano di essere liberate tramite un riscatto. La banda sgominata, così come accertato dalle autorità, era specializzata nel rapire occidentali e sacerdoti, due categorie considerate in grado di poter portare &#8220;in dote&#8221; dei riscatti. </p>



<p>I rapimenti contro membri del clero cattolico sono oramai quasi all&#8217;ordine del giorno. L&#8217;ultimo, <a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2022-12/nigeria-rapiti-altri-due-sacerdoti-chiesa-colpita-da-criminal.html">come denunciato da <em>VaticanNews</em></a>, ha avuto suo malgrado protagonista <strong>don Sylvester Okechukwu</strong>, della diocesi di <strong>Kafanchan</strong>. Il Natale in Nigeria sarà nel segno della <strong>preghiera</strong> per chi è ancora nelle mani dei rapitori. Ma anche nel segno del forte <strong>timore</strong> di finire nel mirino di una malavita sempre più organizzata e sempre più forte, in grado di sfruttare la debolezza sia dell&#8217;economia che dello Stato nigeriano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerriglia islamista</h2>



<p>Da non dimenticare poi le sorti delle comunità cristiane del nord del Paese, quelle martoriate dell&#8217;islamismo. Boko Haram sta lasciando spazio all&#8217;Iswap, ma questo non vuol dire avere meno violenze. Anzi, i membri del gruppo jihadista emergente hanno più volte assaltato parrocchie, villaggi a maggioranza cristiana e luoghi frequentati da civili cristiani. Una violenza circa e in grado di prendere di mira indiscriminatamente chiunque non sposi la retorica estremista. </p>



<p>Anche in questo Natale si temono attentati durante le celebrazioni più sentite. Del resto nel 2022 non sono mancati gravi episodi in tal senso, sia nel nord che nel sud. Come nel caso della strage attuata durante la domenica di Pentecoste nella Chiesa di San Francesco Saverio di <strong>Owo</strong>, nello Stato di Ondo. Lì l&#8217;attentato è costato la vita a cinquanta persone. Le autorità hanno arrestato presunti membri dell&#8217;Iswap ad agosto, ma al momento non è stato avviato alcun processo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/tra-rapimenti-e-attacchi-jihadisti-il-nuovo-natale-di-terrore-in-nigeria.html">Tra rapimenti e attentati jihadisti: il nuovo Natale di terrore in Nigeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il primo Natale sotto le bombe in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-primo-natale-sotto-le-bombe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 14:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[assedio Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-2048x1389.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Natale nei Paesi con un&#8217;importante tradizione ortodossa è fissato per il 7 gennaio. Un discorso quindi che vale anche per l&#8217;Ucraina. Qui tuttavia, a partire dal 2017, lo Stato riconosce come festività ufficiale sia quella cattolica del 25 dicembre che quella ortodossa del 7 gennaio. Una mossa, approvata durante la presidenza di Petro Poroshenko, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-primo-natale-sotto-le-bombe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-primo-natale-sotto-le-bombe.html">Il primo Natale sotto le bombe in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223160308175_f12aacc65e71e16366a249fd6703ee4f-2048x1389.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Natale</strong> nei Paesi con un&#8217;importante tradizione ortodossa è fissato per il 7 gennaio. Un discorso quindi che vale anche per l&#8217;<strong>Ucraina</strong>. Qui tuttavia, a partire dal 2017, lo Stato riconosce come festività ufficiale sia quella cattolica del 25 dicembre che quella ortodossa del 7 gennaio. Una mossa, approvata durante la presidenza di <strong>Petro Poroshenko</strong>, dal chiaro sapore politico: ha infatti rappresentato un modo per avvicinarsi sempre di più all&#8217;Occidente, smarcandosi in parte dalle tradizioni dell&#8217;Europa orientale. </p>



<p>Il 25 dicembre è ad ogni modo Natale per i<strong> cattolici ucraini</strong>. La Chiesa Cattolica in Ucraina ha più di tre milioni di fedeli, corrispondenti a circa il 7% della popolazione totale. Molti di loro si trovano nelle province occidentali, quelle più vicine alla Polonia. Ma ci sono importanti comunità cattoliche anche nell&#8217;est, in zone attualmente occupate dai russi. Per tutti loro è il primo Natale in <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/come-si-sta-sviluppando-la-guerra-in-ucraina.html">guerra</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le chiese cattoliche in Ucraina</h2>



<p>La presenza del cattolicesimo nel Paese ha radici legate ovviamente alle varie vicende che hanno contraddistinto la nascita e la formazione dell&#8217;Ucraina moderna. A partire dal fatto che molte delle regioni occidentali, come ad esempio quella di <strong>Leopoli</strong>, sono state scorporate dalla cattolicissima Polonia e girate all&#8217;allora soviet di Ucraina dopo la Seconda guerra mondiale. Ed è quindi proprio qui che risiedono gran parte dei cattolici ucraini. Non a caso, a livello ecclesiastico la gerarchia è diversa rispetto a quella politica: è a Leopoli che ha sede l&#8217;arcivescovado cattolico, con la diocesi di Kiev come sottoposta. La Chiesa in Ucraina è poi organizzata, con sempre alle dipendenze dell&#8217;arcivescovo di Leopoli, in altre cinque diocesi: Lusk, Kamjanez-Podylskji, Mukacevo, Odessa-Sinferopoli, Kharkiv-Zaporizhzhia. </p>



<p>Alle dipendenze della Santa Sede ci sono poi altre tre Chiese. La Chiesa rutena, con l&#8217;eparchia di Mukacevo, la Chiesa armeno-cattolica, con l&#8217;arcieparchia di Leopoli, infine la Chiesa greco-cattolica. Quest&#8217;ultima in parte ha seguito nella sua organizzazione l&#8217;attuale gerarchica amministrativa ucraina, spostando nel 2005 a Kiev la sede dell&#8217;arcivescovado maggiore. Da qui dipendono almeno tre arcieparchie e cinque esarcati.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Seguire la messa con lo spettro di nuovi attacchi aerei</h2>



<p>Le Chiese sono quindi chiamate a offrire ai propri fedeli una parvenza di <strong>normalità</strong> nei festeggiamenti natalizi. Un compito niente affatto semplice. Da un lato è vero che tutte le chiese, almeno sulla carta, sono destinate a rimanere aperte tranne che per qualche eccezione dovuta alla sicurezza. Del resto hanno voluto così anche gli stessi ortodossi ucraini. Quest&#8217;anno anche loro per la prima volta, a cinque anni di distanza dall&#8217;adozione da parte delle autorità politiche della festa del 25 dicembre, hanno dato la possibilità ai propri fedeli<a href="https://www.adnkronos.com/ucraina-rottura-con-mosca-su-natale-per-chiesa-kiev-festa-possibile-il-2512_1QcLv4pyWVnzeKirS7ZNZd?refresh_ce"> di celebrare il Natale nello stesso giorno dei cattolici</a>. C&#8217;è quindi molto interesse nell&#8217;incentivare tutti i fedeli ucraini a favorire a un graduale e allo stesso repentino cambio di tradizione. </p>



<p>É pur vero però che, tanto per i cattolici quanto per gli ortodossi, andare a seguire le celebrazioni liturgiche non è affatto semplice. La prima sfida è legata ai possibili <strong>raid aerei</strong>. Uscire di casa per la veglia notturna, con la possibilità dell&#8217;attivazione di un allarme aereo mentre si è per strada o dentro una chiesa, potrebbe far desistere in tanti. Preferendo, al contrario, rimanere a casa con i propri cari. Un discorso che vale sia per i fedeli residenti a Kiev o nell&#8217;est dell&#8217;Ucraina, così come nelle regioni occidentali. Quelle cioè sfiorate soltanto dal conflitto, ma raggiunte ugualmente nel corso di questi mesi da raid e bombardamenti. </p>



<p>C&#8217;è poi un altro aspetto da considerare. Non è legato alla sicurezza, né a difficoltà logistiche o materiali. Ha a che fare invece con l&#8217;<strong>animo </strong>di molti fedeli ucraini. Per loro la consapevolezza di dover affrontare il primo Natale in guerra è alquanto avvilente. Un anno fa il principale pericolo percepito era legato ai contagi da <strong>coronavirus</strong> in chiesa. C&#8217;erano sì le preoccupazioni su possibili attacchi, ma forse in pochi consideravano la guerra come vicina. Oggi invece si ha a che fare con allarmi aerei, raid, esplosioni avvertite a pochi passi da casa. In tanti, durante l&#8217;intero periodo natalizio, hanno potuto toccare con mano in che modo la propria vita, oltre a quella del Paese, è cambiata. Per molti quindi, il 25 dicembre altro non è che un ennesimo giorno di guerra. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Festeggiamenti al buio</h2>



<p>Anche il <strong>freddo</strong> è un ulteriore motivo di grave preoccupazione. In Ucraina neve e ghiaccio a Natale rappresentano una costante, ma quest&#8217;anno il Paese è al buio e la maggioranza delle case non ha riscaldamenti adeguati. I raid degli ultimi mesi hanno preso di mira soprattutto le <strong>centrali elettriche</strong> e adesso la sfida per le autorità ucraine è riparare in fretta il più possibile. Entro Natale però era alquanto difficile arrivare a sistemare la maggior parte delle infrastrutture strategiche.</p>



<p>E così molte chiese stanno facendo i conti con veglie senza luce, con quartieri circostanti con i lampioni spenti e con gente che chiede coperte per potersi riparare dal gelo. Le varie parrocchie sono anche alla ricerca di generatori per illuminare almeno le chiese più importanti nelle grandi città. Oppure dare le varie attrezzature ai cittadini che ne hanno più bisogno. La mancanza di corrente, acqua e luce è forse l&#8217;emblema più importante del Natale ucraino. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le preoccupazioni per i cattolici nei territori occupati</h2>



<p>In vista del 25 dicembre lo sguardo di molti fedeli è anche ai cattolici residenti nelle province ucraine occupate attualmente dai russi. Qui la presenza cattolica è di gran lunga inferiore rispetto alle zone occidentali del Paese ed è ancora ben radicata la tradizione del Natale festeggiato il 7 gennaio. Chi vuole recarsi a messa nel giorno fissato dal calendario gregoriano ha gli stessi problemi dei fedeli residenti nell&#8217;ovest dell&#8217;Ucraina. La preoccupazione più che altro è data dai recenti <strong>arresti</strong> operati dalle autorità delle repubbliche separatiste e dall&#8217;esercito di Mosca. </p>



<p>A <strong>Berdyansk</strong>, non lontano da Mariupol, lo scorso 28 novembre due sacerdoti cattolici sono stati arrestati. Pochi giorni dopo a <strong>Melitopol</strong>, sempre nel sud est del Paese, un altro parroco della chiesa greco-cattolica è stato prima trattenuto e poi espulso dalla regione di Zaporizhzhia. La sua esperienza l&#8217;ha raccontata all&#8217;agenzia Sir. &#8220;Non ho subito violenze fisiche, non ho perso nemmeno un capello dalla mia testa. Ma è un miracolo grande di cui non so spiegarmi i motivi&#8221;, <a href="https://www.agensir.it/europa/2022/12/19/ucraina-sacerdote-preso-con-la-forza-minacciato-e-buttato-fuori-dalla-sua-citta-la-storia-di-padre-oleksandr-che-non-vuole-provare-odio/">si legge nelle sue dichiarazioni. </a></p>



<p>L&#8217;episodio dimostra un certo nervosismo da parte russa e filorussa nei confronti dei rappresentanti delle chiese cattoliche ucraine. A pesare forse le dichiarazioni, rese a fine novembre, di Papa Francesco sulle violenze di cui sono accusati ceceni e buriati, minoranze interne alle forze russe impegnate in Ucraina. Frasi condannate dal ministro degli Esteri russo,<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-lavrov.html"> Sergej Lavrov</a>, e per le quali poi sono arrivate, come riportato dalla portavoce del dicastero Maria Zakharova, <a href="https://www.agenzianova.com/news/mosca-papa-francesco-si-e-scusato-per-le-critiche-alle-minoranze-russe-coinvolte-nelloperazione-speciale-in-ucraina/">le scuse del Vaticano</a>. Ad ogni modo, in vista del Natale non è poca la preoccupazione per possibili nuovi episodi riguardanti sacerdoti o fedeli cattolici nei territori occupati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un raggio di speranza in chiave futura</h2>



<p>Un Natale passato al freddo e al buio, sotto le bombe e con lo spettro di allarmi aerei mentre si sta seguendo la tradizionale veglia. Un Natale inoltre senza quel contorno fatto di cene in famiglia, scambio di doni e di regali a cui anche in Ucraina si era ormai abituati. Tuttavia, proprio perché il primo durante una guerra, il Natale del 2022 nel Paese potrebbe essere quello più sentito degli ultimi anni. O almeno quello dove il significato religioso della festa prevale su tutti gli altri. Un momento quindi in cui rievocare la <strong>speranza</strong> e in cui trovare il conforto spirituale in vista di un futuro che, al momento, non sembra riservare sorprese positive. Comunque vada, il Natale ucraino sarà diverso. E rappresenterà, senza dubbio, una fase di <strong>riflessione</strong> capace di oltrepassare gli stessi confini ucraini. </p>
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		<title>Il Natale dei cristiani perseguitati</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/come-il-natale-sara-vissuto-dai-cristiani-perseguitati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2020 20:01:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8993534.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8993534.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8993534-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8993534-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8993534-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel mondo occidentale l’arrivo del Natale è sinonimo di giornate serene da trascorrere in famiglia. Una festa dove il più delle volte il senso religioso viene prevaricato da quello consumistico. Non è così ovunque: in alcuni Paesi dove i cristiani sono in minoranza, questi diventano giorni delicati e, in alcuni casi, anche molto pericolosi. Festeggiare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/come-il-natale-sara-vissuto-dai-cristiani-perseguitati.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8993534.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8993534.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8993534-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8993534-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8993534-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel mondo occidentale l’arrivo del <strong>Natale</strong> è sinonimo di giornate serene da trascorrere in famiglia. Una festa dove il più delle volte il senso religioso viene prevaricato da quello consumistico. Non è così ovunque: in alcuni Paesi dove i cristiani sono in minoranza, questi diventano giorni delicati e, in alcuni casi, anche molto pericolosi. Festeggiare il Natale in alcune aree del mondo potrebbe significare anche andare incontro al rischio di essere oggetto di <strong>persecuzione</strong>. Mentre in Europa a chiudere le chiese ci pensa il <strong>coronavirus</strong>, altrove i cristiani non possono andare negli edifici di culto in quanto distrutti dalla ferocia terroristica.</p>
<h2>Siria: emblema degli attacchi ai luoghi di culto</h2>
<p>Professare la propria fede cristiana in modo spontaneo accedendo ai luoghi di culto non è un fatto scontato per chi vive in <strong>Siria</strong>. Qui, gli attacchi terroristici contro i cristiani, soprattutto durante la fase più acuta della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">guerra civile</a>, sono diventati l’emblema delle persecuzioni religiose nel mondo arabo. Chiese dissacrate, abitazioni distrutte e cristiani arrestati: questi alcuni degli elementi terrificanti che nelle zone controllate dai gruppi terroristici, portano a vivere nel continuo terrore quegli abitanti che non si convertono all’Islam e che spesso, proprio per questo, sono costretti a fuggire in villaggi isolati dove le condizioni di vita non sono delle migliori. E non mancano storie di<a href="https://it.insideover.com/religioni/la-morte-vivente-delle-donne-cristiane-perseguitate.html"> donne  perseguitate</a>, arrestate e torturate solo perché non portavano il velo nei luoghi pubblici in quanto cristiane.</p>
<hr />
<p>Come puoi aiutare i cristiani:</p>
<h3>TRAMITE BONIFICO</h3>
<p>specificando come causale:</p>
<p class="bold uppercase">ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO</p>
<p>intestato a:</p>
<p class="bold">Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS<br />
IBAN: IT23H0306909606100000077352<br />
BIC/SWIFT: BCITITMM</p>
<p>Oppure online, <a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cliccando qui</a></p>
<p>Perseguitare chi professa una fede diversa da quella islamista diviene una delle azioni prioritarie degli islamisti in quelle zone. Sono ancora evidenti ad esempio le cicatrici che hanno segnato <strong>Maaloula</strong>, vicino Damasco, dopo l’attacco dei terroristi di <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria.html#:~:text=Il%20Fronte%20Al%20Nusra%20%C3%A8,opposizione%20a%20Bashar%20al%20Assad.">Al Nusra</a> nel 2013, cui ha fatto seguito la distruzione dei luoghi simbolo del culto cristiano. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/regione-piemonte-finanzier-ricostruzione-dellasilo-maaloula-1911614.html">Nella città dove convivono in modo pacifico cristiani e musulmani</a> e dove si parla ancora l’aramaico antico, colpire il cuore della fede cristiana ha voluto significare il senso della supremazia dell’islamismo radicale contro ogni minoranza religiosa. Maaloula è uscita dall&#8217;incubo, ma ancora non ha trovato pace. Dentro questo inferno invece ci sono i cristiani della provincia di <strong>Idlib</strong>, l&#8217;unica dove i gruppi legati al mondo jihadista dettano legge. Qui per Natale sarà impossibile, oltre che rischioso, trovare luoghi di culto dove poter celebrare le funzioni religiose.</p>
<h2>Un Natale difficile in Pakistan</h2>
<p>Rimane un ricordo ancora vivo, perché ormai indelebile, il Natale all’insegna del sangue e del terrore vissuto nel dicembre del 2017 in <strong>Pakistan</strong> a causa dell’attentato nella chiesa metodista di <strong>Quetta</strong>. <a href="https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2017/12/18/news/natale-insanguinato-per-i-cristiani-in-pakistan-1.34084719">Un attacco kamikaze</a> ad opera degli islamisti ha ucciso 13 persone ferendone gravemente 56. Una domenica come tante, in prossimità del Natale, con la presenza di circa 400 di fedeli. Ed ecco che durante la celebrazione eucaristica, hanno fatto ingresso dentro la struttura religiosa quattro attentatori carichi di esplosivi: uno si è fatto saltare in aria, un altro è stato ucciso dalle forze di sicurezza, mentre gli altri due sono riusciti a fuggire. Ma ormai il danno era fatto: vittime, feriti e tanto terrore per la sola “colpa” di partecipare ad una funzione religiosa cristiana.</p>
<p>Quel Natale ha segnato profondamene la provincia di <strong>Beluchistan</strong> come tutto il Pakistan. Qui è impossibile pensare ad una festività natalizia alla stregua delle città europee e delle altre parti del mondo basate sulla tolleranza e il rispetto delle minoranze religiose. In questo Paese dell’Asia meridionale anche la quotidianità è fatta di soprusi, persecuzioni e violenze contro chi non si converte all’islamismo e vive apertamente la propria fede. <a href="https://it.insideover.com/religioni/quella-lezione-di-asia-bibi-sulle-persecuzioni-mai-imparata-dalleuropa.html">Il caso di Asia Bibi</a> è un esempio eclatante di come per un non nulla si possa essere accusati di blasfemia rischiando la pena di morte.</p>
<h2>Quegli attentati che hanno reso meno sicure le feste cristiane</h2>
<p>Anche i terroristi sanno che il Natale è la festa più sentita dai cristiani. Colpire durante questo periodo vuol dire attaccare e intimidire una determinata comunità. Quanto accaduto in Pakistan nel 2017 non è stato un caso isolato. Anzi, due giorni dopo quell&#8217;attentato sempre nel Paese asiatico si è verificato un altro episodio del genere: ancora una volta nella regione del Punjab alcuni spari sono stati rivolti verso l&#8217;ingresso della Chiesa di San Paolo a <strong>Sambrial</strong>. In quell&#8217;occasione c&#8217;è chi ha parlato di un gesto dimostrativo riguardante faide interne tra cattolici e protestanti, ma a pochi giorni dall&#8217;attentato di Quetta l&#8217;episodio ha dimostrato la grande tensione in seno alla comunità cristiana. Tanto è vero che lo stesso capo delle forze armate, <strong>Qamar Javed Bajwa</strong>, ha parlato di atti di ostilità volti ad offuscare il Natale.</p>
<p>Dopo tre anni la situazione non è cambiata. Quetta si è confermata la città pakistana dove è più difficile vivere per i cristiani. <a href="https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2018/04/04/news/pakistan-la-strage-di-cristiani-a-quetta-interpella-la-politica-1.34000938">Nel giorno di Pasquetta del 2018</a> uomini armati hanno sparato a una famiglia all&#8217;interno del quartiere cristiano, stesse scene appena 15 giorni dopo. Da allora, le Chiese ad ogni festività sono presidiate da militari e poliziotti. Per i cristiani andare a messa vuol dire avventurarsi in una trincea di guerra. Scenari drammaticamente simili a quelli dello<strong> Sri Lanka</strong>, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/attacco-in-sri-lanka-tutte-le-ipotesi-sulla-strage-dei-cristiani.html">il Paese scosso dagli attentati del giorno di Pasqua del 2019</a>: in quell&#8217;occasione, diversi kamikaze si erano fatti saltare all&#8217;interno delle chiese durante le celebrazioni, provocando 269 vittime. Anche lì i cristiani festeggeranno il Natale con l&#8217;incognita della sicurezza. Non una festa con cui recarsi con i propri familiari, ma una vera e propria missione in cui si rischia di non tornare a casa.</p>
<h2>Il Natale in Nigeria</h2>
<p>Chissà se anche nelle regioni dove i cristiani sono perseguitati sono giunte voci sui disagi che molti fedeli incontreranno per andare in Chiesa in Europa, lì dove il Natale verrà trascorso all&#8217;insegna delle norme anti Covid. In <strong>Nigeria</strong> i problemi sono ben altri. Anche qui, come in altre aree del pianeta, i cristiani non hanno luoghi in cui poter pregare. Nel nord del Paese africano le offensive di<a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/boko-haram-una-storia-di-terrore-lunga-10-anni.html"> Boko Haram </a>hanno costretto migliaia alla fuga. L&#8217;associazione <em>Aiuto Alla Chiesa che Soffre</em>, <a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2020-09/nigeria-acs-cristiani-uccisi.html">ha calcolato almeno due milioni di cristiani sfollati dagli Stati settentrionali.</a> Nel <strong>Borno</strong> la situazione più critica, così come nel vicino Stato di <strong>Kaduna</strong>, lì dove soltanto nel 2020 sono stati uccisi 178 cristiani.</p>
<p>A Maiduguri, capitale del Borno, diversi missionari proveranno a dare una parvenza di normalità alle festività cristiane. <a href="https://twitter.com/acs_italia/status/1341288614198689795">In un video diffuso dal canale <em>Twitter</em> di Aiuto Alla Chiesa che Soffre</a>, don Joseph Bature ha lanciato gli auguri di buon Natale assieme a diversi bambini cristiani sfollati. Un piccolo momento di convivialità per richiamare l&#8217;attenzione sui problemi della locale comunità cristiana. Qui non saranno norme sul Covid e sulla pandemia ad incidere sulla festa, bensì il timore di nuovi attacchi unito al dolore di aver dovuto abbandonare le proprie case e i propri paesi solo perché cristiani. Eppure, nel guardare i volti dei bambini di Maiduguri, la speranza per un futuro diverso non manca.</p>
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		<title>Il Natale a Betlemme ai tempi del coronavirus</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-natale-a-betlemme-ai-tempi-del-coronavirus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2020 22:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Natale a Betlemme (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Betlemme si prepara quest’anno ad un Natale diverso da solito. La città simbolo della Natività, in cui ogni dicembre si riversano migliaia di persone provenienti dall’estero o dalle aree circostanti, si troverà vuota come non mai. La piazza Manger, generalmente piena di bancarelle, fedeli o semplici curiosi desiderosi di condividere lo spirito delle festività natalizie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-natale-a-betlemme-ai-tempi-del-coronavirus.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Natale a Betlemme (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Betlemme si prepara quest’anno ad un Natale diverso da solito. La città simbolo della Natività, in cui ogni dicembre si riversano migliaia di persone provenienti dall’estero o dalle aree circostanti, si troverà vuota come non mai. La piazza Manger, generalmente piena di bancarelle, fedeli o semplici curiosi desiderosi di condividere lo spirito delle festività natalizie sarà quasi del tutto <strong>vuota</strong>, illuminata da luci e decorazioni che solo pochi potranno vedere.</p>
<p>A causa del <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coronavirus</a> e dell’aumento del numero dei contagi in Israele e nella West Bank, l’<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-lautorita-nazionale-palestinese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Autorità Nazionale Palestinese</a> così come il Governo di Tel Aviv hanno imposto forti limitazioni agli spostamenti dei propri cittadini e vietato l’arrivo di turisti dall’estero. L’Anp ha anche imposto un nuovo coprifuoco dalle 19 fino alle 6 nell’area della Cisgiordania sotto la propria giurisdizione &#8211; di cui la stessa Betlemme fa parte &#8211; riducendo ulteriormente le possibilità di procedere con i festeggiamenti e le celebrazioni religiose.</p>
<p>La situazione sanitaria in Palestina, purtroppo, non permette allentamenti. Il numero dei casi continua infatti ad aumentare giorno dopo giorno e le autorità temono che le festività possano contribuire alla diffusione incontrollata del virus. Ma il sindaco di Betlemme e il suo vice non vogliono cedere allo sconforto: “Il Natale sarà celebrato. Il Natale non sarà cancellato”, <a href="https://middle-east-online.com/en/bethlehem-shaping-dismal-christmas" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha assicurato</a> il primo cittadino, Anton Salman. “Il Natale da Betlemme sarà un messaggio di speranza per il mondo. Ci riprenderemo da questa pandemia”. In un video diffuso su Facebook, il sindaco ha poi spiegato ai cittadini le regole da rispettare nei prossimo giorni, aggiungendo che il 14 dicembre la Municipalità decidere come procedere e quali misure adottare.</p>
<blockquote>
<blockquote><p>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</p></blockquote>
<p>specificando come causale:<br />
ILGIORNALE PER I CRISTIANI DI SIRIA<br />
intestato a:<br />
Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS<br />
IBAN: IT23H0306909606100000077352<br />
BIC/SWIFT: BCITITMM</p>
<blockquote><p>Oppure tramite pagamento online a questo <a href="https://sostieni.acs-italia.org/?o=27?ilgiornale_siria" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>link</strong></a></p></blockquote>
</blockquote>
<p>L’idea, per ora, è quella di limitare il più possibile le celebrazioni in presenza e utilizzare lo streaming, lì dove possibile. La stessa accensione dell’<strong>albero di Natale</strong> eretto ogni anno in piazza Manger, uno degli eventi più importanti e che segna l’effettivo inizio delle festività, si è svolta alla presenza delle sole autorità municipali e dei rappresentanti delle comunità religiose. Restrizioni ancora più forti sono previste per la Messa di Natale: secondo le prime indicazioni, sarà stilata una lista delle poche persone autorizzate a prendervi parte e che dovrebbe includere unicamente leader religiosi e pochi diplomatici stranieri. La celebrazione quindi sarà chiusa al pubblico, ma le autorità locali assicurano che verrà trasmessa online per i fedeli di tutto il mondo.</p>
<p>“Quest’anno il Natale sarà meno festoso del solito a causa delle restrizioni, come in ogni altra parte del mondo”, ha dichiarato alla stampa Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini. “La legge civile potrà anche proibirci di festeggiare come vorremmo, ma nessuno ci impedirà di esprimere il vero significato del Natale, che è un atto di amore”.</p>
<p>Le parole di speranza del patriarca, però, non rassicurano i commercianti locali. Ogni anno circa 17 mila persone giungono a Betlemme per le feste natalizie, garantendo all’economia locale un’entrata sostanziosa. Solo 3mila persone si era già registrate per poter assistere dal vivo all&#8217;accensione delle luci dell&#8217;albero di Natale, prima che il coronavirus bloccasse ogni spostamento.Quest’anno, quindi, hotel, ristoranti e negozi di souvenir sono stati costretti a lasciare le serrande abbassate, in attesa di tempi migliori. Ma i commercianti non solo gli unici a soffrire. Celebrare il Natale a Betlemme è importante principalmente da un punto di vista spirituale per i tanti fedeli che a dicembre si recano nella città santa per poter festeggiare con la propria comunità la nascita di Gesù. Una mancanza che pesa ancora di più dopo che già le celebrazioni pasquali in Terra santa &#8211; e nel resto del mondo &#8211; sono state bloccate a causa della pandemia.</p>
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		<title>&#8220;A Natale non dimentichiamo i cristiani stretti tra persecuzione e povertà&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/a-natale-non-dimentichiamo-i-cristiani-stretti-tra-persecuzione-e-poverta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 06:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=299309</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1345" height="903" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Immagine cristiani (ACS)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1.jpg 1345w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1345px) 100vw, 1345px" /></p>
<p>L’assistenza legale per le famiglie, spesso povere e senza nessun tipo di istruzione, delle ragazze cristiane che in Pakistan vengono rapite per essere date in sposa a uomini musulmani che le costringono a convertirsi. &#8220;Il sostegno ai sacerdoti che ogni giorno, in Nigeria, rischiano di essere uccisi o sequestrati per ottenere un riscatto. Le bibbie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/a-natale-non-dimentichiamo-i-cristiani-stretti-tra-persecuzione-e-poverta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/a-natale-non-dimentichiamo-i-cristiani-stretti-tra-persecuzione-e-poverta.html">&#8220;A Natale non dimentichiamo i cristiani stretti tra persecuzione e povertà&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1345" height="903" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Immagine cristiani (ACS)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1.jpg 1345w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1345px) 100vw, 1345px" /></p><p>L’assistenza legale per le famiglie, spesso povere e senza nessun tipo di istruzione, delle ragazze cristiane che in Pakistan vengono rapite per essere date in sposa a uomini musulmani che le costringono a convertirsi.</p>
<p>&#8220;Il sostegno ai <strong style="font-size: 1rem;">sacerdoti</strong><span style="font-size: 1rem;"> che ogni giorno, in Nigeria, rischiano di essere uccisi o sequestrati per ottenere un riscatto. Le bibbie del fanciullo per le famiglie cristiane che in diversi Paesi, come l’Eritrea o l Cina, sono ancora costrette a nascondersi. </span><span style="font-size: 1rem;">Sono alcuni dei &#8220;doni di fede&#8221; a cui la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre ha pensato per sostenere i </span><strong style="font-size: 1rem;">cristiani</strong><span style="font-size: 1rem;"> perseguitati in vista del Natale. Un Natale che per tanti di loro non sarà un Natale di pace. &#8220;L’obiettivo – spiega il direttore di Acs Italia, <strong>Alessandro Monteduro</strong> &#8211; è duplice: fornire conforto ai fedeli cristiani sofferenti per la persecuzione o la povertà e sostenere sacerdoti e religiose impegnati nello sforzo di evangelizzare in condizioni non di rado estreme per le medesime cause&#8221;.</span></p>
<p>La comunità cristiana resta la più<strong> perseguitata </strong>al mondo. I numeri parlano chiaro: nel 2019 sono stati 2.983 i cristiani uccisi a causa della loro fede e 9.400 le chiese vandalizzate o distrutte, secondo i numeri <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/open-doors-cristiani-perseguitati-nel-mondo-2019">pubblicati lo scorso gennaio</a> dall’associazione Open Doors. Un fedele su otto, secondo la stessa organizzazione, ha subito vessazioni proprio a causa dell’appartenenza alla Chiesa di Cristo. Non ci sono solo gli omicidi, ma anche le torture, gli abusi sessuali, i sequestri e le detenzioni arbitrarie. Un rapporto <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/carcere-solo-perch-cristiani-migliaia-fedeli-detenuti-tutto-1905642.html">pubblicato la scorsa settimana</a> da Aiuto alla Chiesa che Soffre ha messo in luce come queste ultime siano divenute sempre più frequenti. Tanto da essere considerate come lo &#8220;strumento preferito&#8221; nelle mani degli oppressori. &#8220;Tracciare i confini della ingiusta detenzione&#8221;, sottolinea, infatti, l’organizzazione nello stesso report, è &#8220;molto difficile&#8221;.</p>
<p>Le cifre del fenomeno sono al ribasso, ma già così destano inquietudine: nei cinquanta Paesi considerati più a rischio oltre 300 fedeli ogni mese finiscono dietro le sbarre senza un’accusa plausibile o un giusto processo, mentre i dati parlano di 1.052 cristiani<strong> rapiti</strong>, soltanto nel corso del 2019. &#8220;Prigionie per motivi di coscienza, detenzioni arbitrarie, processi ingiusti, condizioni carcerarie inadeguate, casi di tortura e pressione per indurre ad abbandonare la fede rappresentano altrettante tessere di un drammatico mosaico&#8221;, spiega Monteduro a <em>InsideOver-ilGiornale.it</em>. &#8220;Non dobbiamo dimenticare – sottolinea &#8211; che ogni cristiano ingiustamente detenuto è una persona che ha relazioni con familiari, con amici, con sacerdoti o religiose, in una parola con un&#8217;intera comunità cristiana&#8221;.</p>
<p>Ecco come aiutare <strong>Aiuto alla Chiesa che soffre </strong>(<strong><a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/home.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui tutti i dettagli</a></strong>).</p>
<blockquote><p>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</p></blockquote>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI DI SIRIA</em><br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<blockquote><p>Oppure tramite pagamento online a questo <strong><a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></strong></p></blockquote>
<p>Proprio a questa &#8220;comunità&#8221; si rivolgono i &#8220;doni di fede&#8221; di Acs-Italia. Un gesto di solidarietà verso &#8220;sacerdoti e seminaristi, religiose, intere famiglie, bambini&#8221;, chiarisce il direttore. &#8220;Nei Paesi di persecuzione i cristiani che oggi vivono grazie a lavori giornalieri – spiega la fondazione in un comunicato &#8211; sono i più colpiti dagli effetti economici del Covid-19&#8221;. &#8220;Si rivolgono alle parrocchie per sfa mare le loro famiglie ma gli stessi sacerdoti, che ordinariamente si sostengono grazie alla beneficenza dei parrocchiani, sopravvivono con crescenti difficoltà e non riescono ad aiutare i più <strong>poveri</strong>&#8220;, aggiunge Monteduro. Insomma, &#8220;si è innescato un pericoloso circolo vizioso&#8221;, che rischia di aggravare ulteriormente le condizioni di moltissime persone.</p>
<p>L’appello della fondazione, quindi, è quello di tendere la mano verso chi oggi sta soffrendo. Si può donare per comprare una bibbia ad un bambino o per far arrivare il latte in polvere ai neonati delle famiglie cristiane in Siria. Si può donare per contribuire alla riedificazione di una <strong>chiesa</strong> o alla costruzione di un nuovo luogo di preghiera nelle terre in cui le croci sono state spezzate dalle bombe e dal fondamentalismo. Si può donare per fornire a un sacerdote un mezzo di trasporto o per aiutare un seminarista a completare i suoi studi. Si può donare per pagare un avvocato a chi ha assistito inerme al rapimento della propria figlia adolescente o a chi è in carcere senza un valido motivo, solo perché non accetta di rinnegare la sua fede.</p>
<p>&#8220;Per ogni dono sarà possibile scaricare un biglietto con la descrizione del progetto sostenuto, allo scopo di inviarlo alla persona cara destinataria del regalo&#8221;, fa sapere l’associazione, così da &#8220;far giungere un dono solidale in forma digitale a persone che, nostro malgrado, sono lontane per il distanziamento necessario a contenere la pandemia da coronavirus&#8221;. &#8220;Aiutare le comunità cristiane sofferenti farà molto bene anche alla nostra comunità cattolica italiana – assicura il direttore di Acs Italia &#8211; la pandemia ci ha fatto riscoprire l&#8217;importanza della solidarietà o, per usare un termine più cattolico, della <strong>carità</strong>&#8220;. &#8220;Preserviamo ed esercitiamo questa carità, anche fuori dei confini nazionali – è l’appello di Monteduro &#8211; ci servirà a vivere meglio anche il nostro Natale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/a-natale-non-dimentichiamo-i-cristiani-stretti-tra-persecuzione-e-poverta.html">&#8220;A Natale non dimentichiamo i cristiani stretti tra persecuzione e povertà&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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