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	<title>Nasdaq Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 06 Jul 2022 16:48:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Nasdaq Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le borse Usa a terra: mai cosi male in 150 anni</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-borse-usa-a-terra-mai-cosi-male-in-150-anni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2022 17:01:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lockdown]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mai dal 1872, anno di inizio delle rivelazioni, l&#8217;S&#38;P500, l&#8217;indice di riferimento di Wall Street, e le altre borse Usa hanno fatto male in termini reali come performance reali. A sottolinearlo, citato dalle agenzie americane, Michael Hartnett, Chief Investment Strategist alla divisione &#8220;Securities&#8221; di Bank of America, in una nota fatta circolare tra i clienti. Hartnett &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-borse-usa-a-terra-mai-cosi-male-in-150-anni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-borse-usa-a-terra-mai-cosi-male-in-150-anni.html">Le borse Usa a terra: mai cosi male in 150 anni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/wall-street-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mai dal 1872, anno di inizio delle rivelazioni, l&#8217;S&amp;P500, l&#8217;indice di riferimento di Wall Street, e le altre borse Usa hanno fatto male in termini reali come performance reali. A sottolinearlo, citato dalle agenzie americane, Michael Hartnett, Chief Investment Strategist alla divisione &#8220;Securities&#8221; di <strong>Bank of America</strong>, in una nota fatta circolare tra i clienti. Hartnett ha scritto dei rischi sistemici che corre l&#8217;economia americana di fronte alla congiuntura venutasi a creare nei mercati.</p>
<p>Nominalmente, nel primo semestre del 2022 l&#8217;S&amp;P 500 è sceso di circa il 20%, poco meno del record del mercato ribassista del 1970, periodo in cui il crollo fu del 21%. Il Nasdaq Composite è sceso del 29,5%, il peggior calo di sempre. Il Dow Jones Industrial Average è sceso del 15,3%, il peggiore risultato dal 1962. Ma guardando ai dati reali, aggiornati dunque a <strong>parità di potere d&#8217;acquisto, </strong>il dato sull&#8217;S&amp;P500, nessuna delle cui 503 società è scampata al &#8220;rosso&#8221; borsistico nel primo semestre, è il peggiore dai tempi della presidenza di Ulysses S. Grant. Addirittura, su base annua, complice il combinato disposto tra inflazione interna negli Usa, <strong>rafforzamento del dollaro sul mercato globale </strong>e crollo borsistico, situazione inedita per Washington, il dato <em>yeart-to-date </em>(risultato degli ultimi dodici mesi) in termini reali <a href="https://seekingalpha.com/news/3853581-stocks-bonds-on-track-for-worst-year-since-post-civil-war-commodities-best-since-post-wwii" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;S&amp;P500 parla di un crollo del 50% che, come detto, non ha avuto precedenti dal 1872 a oggi.</a></p>
<p>Il <strong>&#8220;panico del 1873&#8221; </strong>con il crollo della bolla delle ferrovie, il &#8220;<strong>panico del 1907&#8243; </strong>che segnò la crisi del sistema dominato dai <a href="https://it.insideover.com/economia/larma-degli-usa-contro-big-tech-e-multinazionali.html" target="_blank" rel="noopener"><em>robber barons </em></a>del capitalismo Usa, la crisi petrolifera del 1973, il combinato disposto tra esplosione della bolla del Dot.com e <strong>post-11 settembre </strong>a inizio millennio e perfino la <strong>Grande Recessione </strong>provocarono, in quest&#8217;ottica, crolli tra il 20 e il 40%; solo lo scoppio della Grande Guerra e la Grande Depressione avevano superato quota 40% di crollo, ma la fase di <em>bear market </em>dell&#8217;economia Usa odierna è andata oltre.</p>
<p>In parte gioca il fatto, più volte ricordato su queste colonne, del fatto che si tratti dello sgonfiamento previsto da tempo di una bolla alimentata col <strong>denaro facile </strong>delle banche centrali, il quantitative easing globale, lo sdoganamento della speculazione borsistica con l&#8217;indebitamento a costo zero e i buyback azionari, accelerata durante la pandemia dal riversamento sulla finanza del denaro che non poteva entrare nell&#8217;economia reale per i lockdown e i blocchi produttivi. In seconda battuta, però parliamo della <a href="https://it.insideover.com/economia/errore-di-previsione-o-bisogno-di-nuove-ricette-gli-economisti-di-fronte-alla-crisi.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>crisi di un modello </strong>di governance dell&#8217;economia globalizzata che vede negli umori della finanza il &#8220;termometro&#8221; ideale. </a>L&#8217;economia Usa riparte, si surriscalda e genera inflazione, che a sua volta erode crescita e margini di ripresa. Tutto questo mentre i prezzi delle materie prime, negli indici compositi, segnano i massimi rialzi danneggiando diversi business: secondo la Global Investment Strategy di Bank of America, negli ultimi dodici mesi la crescita delle commodities, depurata dall&#8217;inflazione, è al +59%.</p>
<p>Siamo nel mondo della <strong>stagnazione secolare, </strong>del grande caos globale, della crisi del modello della crescita infinita, troppo spesso dopata dalla voracità finanziaria oggi piegatasi in ritirata funzionale ad evitare lo schianto dei mercati. Il riflusso dell&#8217;onda delle borse è fisiologico ma decisamente duro e i dati lo dimostrano. E il calo lascia presagire che possa ripetersi lo scenario di centocinquant&#8217;anni fa, quando lo sgonfiamento delle borse aprì a un crollo economico, la prima &#8220;Grande Depressione&#8221;, che si trasformò in fase di declino strutturale e durò dal 1873 al 1879. Con 65 mesi di durata consecutiva è tutt&#8217;oggi ritenuta la contrazione più lunga identificata dal National Bureau of Economic Research nella storia americana, superando la contrazione di 43 mesi della seconda, e ben più nota, Grande Depressione degli Anni Trenta. Hartnett avverte circa la possibilità che questo possa ripetersi e nelle sue analisi sottolinea che il 2022 si preannuncia, in America, come l&#8217;anno peggiore per i <strong>titoli di Stato dal 1865.</strong> I titoli di Stato sono <strong>calati di valore del 15,4% nel primo semestre</strong>. Su base annuale il ritorno reale dei titoli di Stato Usa di nuova emissione, a causa dell&#8217;inflazione galoppante, è<a href="https://www.morningstar.com/news/marketwatch/20220701304/forget-the-1970s-this-market-is-drawing-comparisons-to-the-1870s" target="_blank" rel="noopener"> oggi a un record negativo: -30%, mai così male dalla Guerra Civile ad oggi.</a></p>
<p>Anche Washington rischia di dover subire ciò che banche come Morgan Stanley e Nomura prospettano come plausibile per Ue e Regno Unito nel 2023, ovvero una spirale recessiva. Di recente un sondaggio condotto dal <em>Financial Times</em>, intervistando economisti e accademici, ha previsto la recessione dell&#8217;economia americana per il 2023. In una fase in cui la <strong>Fed sta alzando i tassi </strong>e, per la fase post-pandemica e la guerra in Ucraina, inflazione energetica e produttiva da un lato e incertezze economiche strutturali dall&#8217;altro minano ogni riflessione sul futuro per gli Usa il rischio è di incamminarsi su un territorio inesplorato, verso un dirupo profondo. E, si sa, quando l&#8217;economia americana starnutisce il mondo prende il raffreddore: dall&#8217;evoluzione del contraccolpo della ripresa americana post&#8211;Covid, insomma, sapremo nei prossimi anni se il destino del mondo sarà quello di una recessione di taglia planetaria come nel 1929 o nel 2007-2008. A cui adesso sembrano esserci poche contromisure.</p>
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		<title>La picchiata di Wall Street ad aprile: un campanello d&#8217;allarme?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-picchiata-di-wall-street-ad-aprile-un-campanello-dallarme.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2022 08:18:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Nasdaq]]></category>
		<category><![CDATA[Tesla]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Federal Reserve inizia a varare la fine del lungo piano di stimoli avviato per contrastare la crisi pandemica, il mondo assiste alla tempesta geopolitica della guerra russo-ucraina e nei poteri economici a stelle e strisce c&#8217;è maretta sulla scia della &#8220;guerra dei miliardari&#8221; tra Jeff Bezos ed Elon Musk. Risultato? Il Nasdaq, l&#8217;indice dei titoli tecnologici americani che è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-picchiata-di-wall-street-ad-aprile-un-campanello-dallarme.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-picchiata-di-wall-street-ad-aprile-un-campanello-dallarme.html">La picchiata di Wall Street ad aprile: un campanello d&#8217;allarme?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Wall-Street-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Federal Reserve </strong>inizia a varare la fine del lungo piano di stimoli avviato per contrastare la crisi pandemica, il mondo assiste alla tempesta geopolitica della <strong>guerra russo-ucraina </strong>e nei poteri economici a stelle e strisce c&#8217;è maretta sulla scia della &#8220;guerra dei miliardari&#8221; tra <a href="https://it.insideover.com/economia/jeff-bezos-contro-elon-musk-la-battaglia-dei-miliardari-e-senza-fine.html" target="_blank" rel="noopener">Jeff Bezos ed Elon Musk</a>. Risultato? Il <strong>Nasdaq, </strong>l&#8217;indice dei titoli tecnologici americani che è stato il motore del decollo delle borse nell&#8217;ultimo biennio, ha conosciuto una forte correzione negativa.</p>
<p>Come ha sottolineato <em>Rai News, </em>infatti, le perdite sono state notevoli e estese all&#8217;interno mondo borsistico americano, su cui spicca il &#8220;calo cumulativo del 13,3% del Nasdaq, che ha subito il suo mese peggiore dal 2008, trascinato al ribasso dalle massicce vendite nel settore tecnologico&#8221;. Nasdaq che non è i Ad aprile, il Dow Jones ha perso un <strong>cumulativo del 4,9% e l&#8217;S&amp;P 500,</strong> che rappresenta il mercato più ampio negli Stati Uniti e comprende molte società tech, è sceso dell&#8217;8,8%. Ovvero per entrambi è stato il mese peggiore dal 1970&#8243;.</p>
<p><strong>Tesla, </strong>perla dell&#8217;impero di Elon Musk, ha lasciato a terra in un mese un quinto della sua capitalizzazione (-19,72%); Amazon quasi un quarto (-24,01%). Più contenute le perdite di <strong>Apple e Meta, </strong>attorno al 10%, mentre <strong>Netflix </strong>è andata invece vicina al dimezzamento: -49% ad aprile. Il Big Tech ha<a href="https://www.marketwatch.com/story/faang-stocks-plus-microsoft-lost-1-4-trillion-in-market-value-during-april-11651270575" target="_blank" rel="noopener"> lasciato sul terreno oltre 1,4 trilioni di dollari di capitalizzazione.</a>Gli investitori, in questa fase, &#8220;hanno scaricato in massa i loro titoli per beni più sicuri di fronte a una serie di fattori molto preoccupanti: dall&#8217;aumento dei tassi di interesse e l&#8217;inflazione record negli Stati Uniti, alla guerra in Ucraina e lo scoppio di una nuova epidemia di Covid in Cina&#8221;. Ma c&#8217;è di più. La fine della fase di vacche grasse monetarie e del lungo decennio del <strong>quantitative easing globale, </strong>scaricatosi sulla scia del surriscaldamento economico in America e della bomba inflattiva che sta divorando la ripresa europea, ha messo gli investitori in una mentalità più prudente.</p>
<p>Non è la fine del mondo, dunque, ma è sicuramente la fine di un mondo: il mondo distopico emerso dal totale disaccoppiamento tra economia reale e finanza speculativa dopo l&#8217;inizio della pandemia. L&#8217;immissione di gigantesche quantità di denaro nei circuiti finanziari e il crescente fenomeno della dipendenza dei sistemi occidentali dal Big Tech ha fatto sì che mentre nel mondo i lockdown si moltiplicavano, le vittime di Covid si contavano a centinaia di migliaia e lo scambio di merci frenava le borse, quelle Usa in testa, conoscessero il <strong>più grande boom </strong>della loro storia. Dall&#8217;1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2021 il solo Nasdaq, ad esempio, è cresciuto complessivamente del 73%, Tesla addirittura del 1092%, vedendo le azioni passare da  88,60 1056,78 dollari a unità. Valori insostenibili in un mondo non più soggetto al doping finanziario costante. A cui si aggiungeva l&#8217;imprevedibilità dei fenomeni sistemici e geopolitici dell&#8217;era successiva all&#8217;emergenza pandemica globale.</p>
<p>Dunque, si sta assistendo al definitivo sgonfiamento della <strong>grande bolla </strong>alimentata dagli stessi protagonisti della finanza mondiale con il processo dei <strong>buyback azionari: </strong>enormi quantità di denaro preso a prestito a basso costo sfruttando il contesto favorevole in campo monetario sono statie dirottate verso il riacquisto di azioni da parte dei gruppi stessi, in modo tale da gonfiarne il valore e, di conseguenza, favorire <a href="https://www.cnbc.com/2022/04/26/alphabet-announces-70-billion-buyback.html" target="_blank" rel="noopener">il top management che guadagna dividendi direttamente legati al risultato azionario. Il più recente buyback di Alphabet, di fine aprile,</a> ha riguardato una quota di azioni dal valore di <strong>70 miliardi di dollari: </strong>un quantitativo degno di due corpose manovre di bilancio italiane. Nel 2021 le compagnie dell’indice S&amp;P 500 – che raggruppa le 500 imprese statunitensi quotate a maggiore capitalizzazione – hanno riacquistato azioni per<strong> 882 miliardi di dollari e </strong>nei primi tre mesi del 2022 tale quota è stata pari a 319 miliardi.</p>
<p>La grande sardana finanziaria ballata dagli operatori americani è giunta al termine. E, lo ribadiamo, potrebbe non essere una cattiva notizia. Uno sgonfiamento graduale verso valori meno speculativi dei giganti della borsa, le compagnie tecnologiche, può prevenire un&#8217;esplosione della <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-lesplosione-della-bolla-di-wall-street-puo-travolgere-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>bolla finanziaria che travolgerebbe il mondo</strong>. N</a>uovi, rovinosi casi come quello di <a href="https://it.insideover.com/reportage/economia/gamestop-gameover.html" target="_blank" rel="noopener">GameStop sarebbero, in caso di deflazione borsistica, solo un ricordo. </a>E soprattutto si potrebbe evitare l&#8217;effetto panico, la realizzazione della mai abbastanza<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/leterno-ritorno-delle-crisi-finanziarie-1940073.html" target="_blank" rel="noopener"> compresa lezione di <strong>Charles Kindleberger </strong>sul ruolo delle emozioni nell&#8217;esplosione delle bolle finanziarie accelerato dalla vendita degli investitori in preda al panico.</a></p>
<p>Qual è la morale di tutta questa storia? Il fatto che il motore per la vera ripresa globale e il rilancio del mondo post-bellico segnato da inflazione feroce, crisi energetica e relazioni internazionali nel caos sarà l&#8217;<strong>economia reale </strong>delle industrie, dei giacimenti energetici, dei trasporti, dell&#8217;agricoltura, dei commerci. Non più subordinabile all&#8217;umoralità di una finanza che dà e toglie con imprevedibilità. E che si è spinta troppo oltre i suoi perimetri più gestibili nell&#8217;ultimo biennio. Un effetto positivo della guerra e del caos globale potrebbe essere la spinta dei mercati a governare la ritirata verso livelli più sostenibili in forma non caotica. Prevenendo dunque uno schianto rovinoso. E consentendo ai governi di capire in che modo muoversi per regolamentare gli eccessi della finanza e, soprattutto, preservare le economie reali e gli investimenti strategici oggi più necessari dalla sua volatilità. Che si rispecchia, ricordiamolo, anche in quei beni energetici e quelle materie prime decisive per l&#8217;economia reale, sul cui affidamento ai mercati borsistici oggi è giusto interrogarsi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-picchiata-di-wall-street-ad-aprile-un-campanello-dallarme.html">La picchiata di Wall Street ad aprile: un campanello d&#8217;allarme?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ripresa e incertezza: gli scenari dei mercati per il 2021</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/ripresa-e-incertezza-gli-scenari-dei-mercati-per-il-2021.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2021 06:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Borse]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Nasdaq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9050715.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9050715.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9050715-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9050715-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9050715-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I mercati finanziari vengono da uno degli anni più complessi e contraddittori della storia contemporanea, un 2020 apertosi con i durissimi tonfi legati alle incertezze della pandemia e proseguito poi con una dilatazione trainata dai nuovi scenari venutisi a creare: il massiccio sostegno alle economie da parte dei governi, il rilancio del quantitative easing globale e delle politiche dei bassi tassi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/ripresa-e-incertezza-gli-scenari-dei-mercati-per-il-2021.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ripresa-e-incertezza-gli-scenari-dei-mercati-per-il-2021.html">Ripresa e incertezza: gli scenari dei mercati per il 2021</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9050715.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9050715.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9050715-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9050715-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9050715-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I <strong>mercati finanziari </strong>vengono da uno degli anni più complessi e contraddittori della storia contemporanea, un 2020 apertosi con i <strong>durissimi tonfi </strong>legati alle incertezze della pandemia e proseguito poi con una dilatazione trainata dai nuovi scenari venutisi a creare: il massiccio sostegno alle <a href="https://it.insideover.com/economia/maxi-salvataggio-risposta-alla-crisi-verso-un-global-bailout.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">economie da parte dei governi,</a> il <a href="https://it.insideover.com/economia/borse-verso-nuovi-record-di-capitalizzazione-col-qe-globale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rilancio del <strong>quantitative easing </strong>globale</a> e delle politiche dei bassi tassi da parte delle banche centrali, la forte dilatazione dei listini tecnologici resi centrali nell&#8217;era dell&#8217;emergenza pandemica che ha portato avanti i punteggi degli indici,<a href="https://it.insideover.com/economia/la-corsa-del-nasdaq-verso-il-livello-record.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> con record di capitalizzazioni al Nasdaq</a> e casi come<a href="https://it.insideover.com/economia/apple-vola-in-borsa-e-sfonda-quota-2mila-miliardi-di-capitalizzazione.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> quello di Apple,</a> arrivata a capitalizzare 2 trilioni di dollari.</p>
<p>Tale dilatazione ha anche visto una delle sue cause nel fatto che cospicue masse di capitali erratici, favorite dall&#8217;incentivo alla creazione di passività e debiti connesso ai bassi tassi delle banche centrali e allo stimolo monetario, si sono rivolte nel gioco borsistico stanti le scarse possibilità di impiego in investimenti produttivi e strategici.</p>
<p>Ora, col 2021, molte sono le questioni sul tavolo: <a href="https://it.insideover.com/societa/il-vaccino-ci-permettera-di-tornare-alla-vita-normale-fra-9-12-mesi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;effetto dei vaccini sulle possibilità di un &#8220;ritorno alla normalità&#8221; si farà sentire?</a> Come procederanno il Pil, la produzione industriale e i consumi delle maggiori economie del pianeta dopo il tonfo dello scorso anno? La ripresa sarà &#8220;a V&#8221; con un pronto recupero della produzione e dell&#8217;impiego dei fattori produttivi o assisteremo a anni di relativa stagnazione e di mancato rilancio economico? Parliamo di questioni certamente complesse, riassumibili nella necessità di capire lo sviluppo <a href="https://www.ft.com/content/6ed46c9b-ce04-48c3-aa38-68efbc4eebb9" target="_blank" rel="noopener noreferrer">della dicotomia tra <strong>ripresa e incertezza. </strong></a>Tra le prospettive di chi vede che l&#8217;economia può tornare a correre, i commerci a filare lisci e una nuova normalità a costituirsi e chi, più cauto, non vuole commettere eccessivi errori di valutazione.</p>
<p>&#8220;Ovunque si guardi sembra che gli investitori assumano posizioni lunghe sul rischio&#8221;, evidenzia Jp Morgan in un recente report, in cui però è anche ricordato quanto sia &#8220;importante adottare un approccio rigoroso focalizzato sui fondamentali, soprattutto in un&#8217;era post-Covid: i cambiamenti strutturali di più lungo termine, accelerati dalla pandemia, creeranno opportunità che vanno sfruttate, ma ci saranno anche rischi da evitare&#8221;. Tra questi ultimi il rischio di una nuova <strong>bolla digitale </strong>dopo quella di inizio millennio è uno dei più cogenti, ma esistono anche prospettive di <strong>operazioni spregiudicate </strong>come quella condotta da SoftBank con le<a href="https://it.insideover.com/economia/la-scommessa-che-fatto-franare-wall-street.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> sue scommesse rialziste a Wall Street</a> nel settembre scorso.</p>
<p>Vi sono inoltre diversi settori in cui la vigilanza resta alta e che rappresentano altrettante mine potenziali sulla scia della ripresa e del superamento dei rischi di una crisi finanziaria: l&#8217;immobiliare, specie nelle grandi metropoli, sta venendo radicalmente trasformato da fattori come lo <strong>smart working</strong>; il comparto aereo e quello delle crociere devono reinventare sé stessi nel contesto di mercati in cui i costi di ingresso e quelli vivi e fissi sono esorbitanti; le banche saranno in futuro contraddistinte da un crescente livello di <strong>crediti deteriorati </strong>tra i finanziamenti erogati all&#8217;industria; in diversi grandi Paesi, la fine del blocco ai licenziamenti e delle misure di sostegno alla cassa integrazione porterà con sè una catastrofe occupazionale.</p>
<p>Parimenti, il contesto geopolitico globale propone evidenze contrastanti. Da un lato troviamo fattori distensivi o incentivi all&#8217;aggregazione economico-finanziaria, come l&#8217;accordo Ue-Regno Unito o il partenariato Rcep; dall&#8217;altro, una recrudescenza delle tensioni internazionali tra Usa e Cina, la ripresa della competizione tecnologica, la perturbazione di diversi teatri locali dal Mediterraneo al Medio Oriente e all&#8217;Africa, specie in aree prossime a importanti snodi commerciali.</p>
<p><strong>La nuova normalità </strong>non può escludere l&#8217;incertezza, dunque, perché il grado di entropia accumulato nel 2020 si scaricherà gradualmente solo quando si saranno capite le tempistiche e le prospettive del superamento della condizione economica e psicologica dell&#8217;era pandemica. Diciamo psicologica perché le <strong>dinamiche economiche </strong>sono fatte dagli uomini che con intuizioni, strategie, scommesse costruiscono la quotidianità delle azioni di borsa e dell&#8217;economia reale attraverso le loro aspettative. E spesso le aspettative sono tutt&#8217;altro che razionali: interiorizzare ora, soprattutto per la questioni vaccini, un senso di &#8220;<strong>scampato pericolo&#8221; </strong>potrebbe nei prossimi mesi lasciare scottati diversi investitori se i fattori di rischio non saranno adeguatamente ponderati.</p>
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		<title>La corsa del Nasdaq verso il livello record</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-corsa-del-nasdaq-verso-il-livello-record.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 13:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Nasdaq]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Titoli-Nasdaq-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Titoli Nasdaq, Wall Street (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Titoli-Nasdaq-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Titoli-Nasdaq-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Titoli-Nasdaq-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Titoli-Nasdaq-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella straniante polarizzazione del mondo economico statunitense il Nasdaq, l&#8217;indice di Wall Street ove sono prezzati i titoli del settore tecnologico, incarna punti di forze e contraddizioni di un sistema messo a dura prova dal coronavirus prima e dalle proteste seguite alla morte di George Floyd poi. Il Nasdaq si sta avvicinando infatti a un nuovo sorpasso del record di punteggio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-corsa-del-nasdaq-verso-il-livello-record.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Titoli-Nasdaq-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Titoli Nasdaq, Wall Street (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Titoli-Nasdaq-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Titoli-Nasdaq-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Titoli-Nasdaq-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Titoli-Nasdaq-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella straniante polarizzazione del mondo economico statunitense il <strong>Nasdaq, </strong>l&#8217;indice di Wall Street ove sono prezzati i titoli del settore tecnologico, incarna punti di forze e contraddizioni di un sistema messo a dura prova <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/il-coronavirus-e-gli-usa-colpo-al-cuore-dellimpero/" target="_blank" rel="noopener">dal <strong>coronavirus </strong></a>prima e dalle proteste seguite alla morte <a href="https://it.insideover.com/societa/tutte-le-faglie-sociali-degli-stati-uniti-floyd-incubo.html" target="_blank" rel="noopener">di <strong>George Floyd </strong>poi.</a></p>
<p>Il Nasdaq si sta avvicinando infatti a un nuovo sorpasso del record di punteggio e capitalizzazione toccata il 19 febbraio scorso, quando con <strong>9817 punti </strong>l&#8217;indice era arrivato al suo apogeo. Dopo, la borsa statunitense fu travolta dall&#8217;effetto-panico scatenato dalla diffusione globale della pandemia e dalle conseguenti incertezze economiche, che neutralizzarono anche il tentativo emergenziale della <strong>Federal Reserve</strong> di tamponare le falle: il Nasdaq perse in un mese oltre il 30% del suo valore e toccò il minimo il 23 marzo, con 6860 punti. A livello aggregato dall’inizio dell’anno al 22 maggio il Nasdaq ha guadagnato il 7,8%. Un risultato in controtendenza con tutti gli altri principali indici del mondo, che sono in negativo se non in profondo rosso.</p>
<p>La risalita dell&#8217;indice è stata legata a una duplice convergenza di fattori. Da un lato ha giocato un ruolo fondamentale il <strong>piano di stimoli </strong>messo in campo da <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> </strong>e dalla sua amministrazione come risposta alla crisi, che nella prima tranche ha <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-e-la-fed-passano-il-rubicone-come-si-integreranno-le-politiche.html">fatto affluire 2 trilioni di dollari nell&#8217;<strong>economia a stelle e strisce</strong></a>, in convergenza con una svolta interventista della Fed, che ha comprato titoli e quote di società capitalizzate a Wall Street. Dall&#8217;altro lato, però, è stato fondamentale anche il <em>new normal </em>della fase di lockdown globale, che ha portato a un decollo sensibile dei giganti del digitale divenuti sempre più imprescindibili.</p>
<p><iframe style="width: 100%; height: 650px;" src="https://cdn.knightlab.com/libs/storyline/latest/embed/index.html?dataURL=https%3A%2F%2Fdocs.google.com%2Fspreadsheets%2Fd%2F1ayaMG-MNn-w8PadO3l7g8jNtQgum2ojC96QRHs8mpiM%2Fedit%23gid%3D381911827&amp;dataYCol=chiusura&amp;dataXCol=data&amp;dataDateFormat=%25d%2F%25m%2F%25y&amp;chartDateFormat=%25d%2F%25m%2F%25y&amp;chartYLabel=Valore%20del%20NASDAQ%20alla%20chiusura&amp;sliderCardTitleCol=title&amp;sliderCardTextCol=note" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0"></iframe></p>
<p>Il <strong>coronavirus </strong>è un Giano bifronte perchè crea, al tempo stesso, più e<a href="https://it.insideover.com/politica/coronavirus-colpo-globalizzazione.html"> meno globalizzazione.</a> Isola i popoli, frena i commerci materiali e impone l&#8217;isolamento del lockdown, ma al tempo stesso esalta la centralità e la dipendenza dei sistemi dalle <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/gli-impatti-socio-economia-coronavirus.html">piattaforme tecnologiche</a> </strong>che della globalizzazione risultano la manifestazione più profonda nel contesto economico. Logico che questo si rifletta in un decollo degli indici del tech che, al contempo, riflettono società in larga misura meno colpite relativamente dalla piaga dell&#8217;economia statunitense, la <strong>devastazione del mercato del lavoro </strong>che ha portato a oltre 40 milioni di disoccupati. Con 133 miliardi di dollari in asset e oltre 70 in ricavi a fine 2019, ad esempio, <strong>Facebook </strong>impiegava un numero di dipendenti (44mila) relativamente ridotto se si pensa che un&#8217;azienda tradizionale come <strong>Pwc, </strong>per fare solo un esempio, a fronte di un fatturato di 42 miliardi di dollari detiene un organico di oltre 250mila persone.</p>
<p>Il coronavirus e la fase di lockdown hanno prodotto anche l&#8217;ingresso preponderante di nuovi attori di prima fascia nel mercato. Si pensi per esempio a <strong>Zoom, </strong>la società californiana di servizi di teleconferenze fondata da <strong>Eric Yuan, </strong>che ha visto le sue azioni decollare dal valore di 68,04 dollari del 31 dicembre scorso agli oltre 220 dollari di inizio giugno e ha iniziato la sua collaborazione con gli apparati di sicurezza assumendo nel suo board il <a href="https://blog.zoom.us/wordpress/2020/05/06/zoom-adds-board-member-hr-mcmaster-and-head-of-global-public-policy-and-government-relations-jonathan-kallmer-to-leadership-team/">generale H.R. McMaster,</a> già consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Trump.</p>
<p>Mercoledì 3 giugno il Nasdaq ha poi conosciuto l&#8217;ingresso in borsa tramite <strong>Inital Public Offering (Ipo) </strong>più grande del 2020, assistendo allo sbarco di Warner Music, valutata oltre 13 miliardi di dollari. La nota casa discografica ha fissato il prezzo di collocamento a circa 25 dollari per azione, nella parte più alta della banda di oscillazione prevista tra 23 e 26 dollari, fissando la quantità di azioni che offrirà sul mercatoi in 77 milioni. Un segnale di vitalità del Nasdaq che subirà la prima prova del nove nel momento in cui le società analizzeranno le <strong>trimestrali relative </strong>alla fase più dura del lockdown, ma che non deve ingannare sulla possibilità di una ripresa dell&#8217;economia statunitense e globale legata ai giganti del tech. Il Nasdaq segnala la vitalità della parte già di per sè più sana e in forma del sistema statunitense: non è però col decollo degli indici di Google, Facebook e Zoom che si possono tutelare i disoccupati del settore industriale e gli esclusi della società statunitense, fornire risposte alle inquietudini che covano nel cuore profondo della superpotenza. Forse addirittura acuite dalla divaricazione delle prospettive tra i giganti della tecnologia e il resto del Paese. Le cui domande di sicurezza economica e sociale resteranno comunque sul tavolo.</p>
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