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	<title>Missile Defense Agency Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 13 Aug 2021 16:15:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Missile Defense Agency Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ecco come il Pentagono vuole estendere la copertura antimissile degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-il-pentagono-vuole-estendere-la-copertura-antimissile-degli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2021 16:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Defense Agency]]></category>
		<category><![CDATA[Scudo antimissile]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Aegis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-2048x1367.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La U.S. Missile Defense Agency (Mda) sta esaminando la possibilità di costruire un&#8217;architettura di difesa antimissili balistici “stratificata” per gli Stati Uniti continentali che andrebbe a unirsi e rafforzare il sistema Gmd (Groud-based Midcourse Defense) presente in Alaska e in California, mentre parallelamente vengono sviluppate capacità di nuova generazione. L&#8217;Mda ha presentato il piano nella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-il-pentagono-vuole-estendere-la-copertura-antimissile-degli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-il-pentagono-vuole-estendere-la-copertura-antimissile-degli-stati-uniti.html">Ecco come il Pentagono vuole estendere la copertura antimissile degli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-2048x1367.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>U.S. Missile Defense Agency (Mda)</strong> sta esaminando la possibilità di costruire un&#8217;architettura di difesa antimissili balistici “stratificata” per gli <strong>Stati Uniti</strong> continentali che andrebbe a unirsi e rafforzare il sistema <strong>Gmd</strong> (Groud-based Midcourse Defense) presente in Alaska e in California, mentre parallelamente vengono sviluppate capacità di nuova generazione.</p>
<p>L&#8217;Mda <a href="https://www.defensenews.com/digital-show-dailies/smd/2021/08/09/how-will-the-pentagon-close-the-homeland-missile-defense-gap/" target="_blank" rel="noopener">ha presentato</a> il piano nella sua richiesta di budget per l&#8217;anno fiscale 2021, ma non c&#8217;è molta chiarezza per quanto riguarda la strategia per gli anni successivi, così i legislatori vogliono risposte prima di aprire il rubinetto dei finanziamenti.</p>
<p>Lo sviluppo di una tale architettura, anche se utilizzerebbe per lo più sistemi già in uso, presenta molti ostacoli. Il piano prevedrebbe l&#8217;integrazione del <strong>sistema Aegis</strong>, utilizzante i missili <strong>Sm-3 Block IIA</strong>, nell&#8217;ombrello difensivo antimissile “metropolitano” e la possibile installazione di un Aegis Ashore alle Hawaii. Si pensa anche di includere il <strong>sistema Thaad</strong> in modo da costruire un&#8217;architettura multistrato per l&#8217;intercettazione dei veicoli di rientro.</p>
<p>Questo approccio farebbe guadagnare tempo mentre il Pentagono si affretta a schierare un nuovo intercettore per sostituire i vecchi <strong>Gbi</strong> (Ground-based Interceptor) schierati a <strong>Fort Greely</strong>, in Alaska dove sono presenti 60 silos di lancio, e a <strong>Vandenberg</strong>, in California, che ne ha solo quattro.</p>
<p>Il <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-missile-standard-intercetta-un-icbm-nello-spazio.html" target="_blank" rel="noopener">successo del test del missile Sm-3 Block IIA dello scorso novembre</a>, in cui è avvenuta per la prima volta l&#8217;intercettazione di un Icbm nel suo volo esoatmosferico dopo diversi test falliti, fa ben sperare la Mda di poter avere una soluzione ad interim prima che sia sviluppato un nuovo Gbi.</p>
<p>L&#8217;agenzia, però, vuole prima condurre un altro test, ancora da programmare, contro un Icbm che utilizza falsi bersagli e contromisure (<strong>Penaid – Penetration Aid</strong>).</p>
<p>Apprendiamo che la convalida di una possibile integrazione dell&#8217;Sm-3 non si fermerebbe ad alcuni test, ma che saranno necessari aggiornamenti in base alle nuove minacce e dovrà esserne certificato il sistema di combattimento. Occorrerà una stretta collaborazione con la <strong>U.S. Navy</strong> per determinare dove dovrebbero essere schierate le navi Aegis, inoltre la Mda dovrà anche determinare il rateo di produzione futuro dei missili. Se quanto previsto per l&#8217;Aegis avrà successo, l&#8217;agenzia potrebbe fare altrettanto col Thaad, quindi poi lavorare sul coordinamento dei sistemi per avere un&#8217;architettura multilivello efficace.</p>
<p>A fine maggio, quando la richiesta di finanziamenti per il 2022 è stata pubblicata, è stato indicato che sarebbero stati impiegati per il sistema di comando e controllo, gestione del combattimento e comunicazioni in modo da integrare le capacità di Aegis e Thaad per la difesa del continente americano, ma ad oggi non è stata presa ancora nessuna decisione in merito. La questione, però, <strong>resta prioritaria</strong> per il Pentagono. Infatti la preoccupazione principale, quando è stata discussa per la prima volta la difesa antimissile multilivello per la <em>homeland</em>, era che la dotazione missilistica esistente avrebbe iniziato a perdere la sua affidabilità mentre il nuovo sistema Gbi prevedeva una scadenza temporale per la sua immissione in servizio che faceva nascere un “vuoto tecnologico” nella rete di difesa antimissile. I progetti per un sistema intercettore basato a terra di nuova generazione proseguono vedendo la competizione tra Lockheed Martin e Northrop Grumman.</p>
<p>Intanto che la politica si interroga e chiede conto dei finanziamenti dei vari programmi, il Pentagono dovrebbe presentare un rapporto, entro la fine del 2021, sui piani di sviluppo e dispiegamento di una rete antimissile utilizzante il sistema Aegis con gli intercettori Sm-3 Block IIA che dovrebbe indicare in <strong>Fort Drum</strong>, New York, una delle località della costa orientale per gli intercettori basati a terra. I militari ritengono anche che sia necessaria un&#8217;analisi di come l&#8217;impiego “casalingo” dei cacciatorpediniere lanciamissili della classe <strong>Arleigh Burke</strong> influenzerebbe le capacità di prontezza e proiezione di forza globale della U.S. Navy: un certo numero di unità dovrebbe, forzatamente, restare “inchiodata” nelle acque continentali statunitensi.</p>
<p>Il progetto, però, con la nuova amministrazione è a <strong>rischio tagli di bilancio</strong>: già ne sono stati fatti per 203,7 milioni di dollari, di cui 98,96 che hanno praticamente azzerato lo sviluppo del sistema di difesa missilistica nazionale Aegis Bmd, e altri 64,56 per uno studio simile riguardante il Thaad.</p>
<p>La commissione per gli stanziamenti della Difesa della Camera ha fatto notare che il taglio dei fondi è dovuto alla mancanza della convalida dei requisiti e di una strategia di acquisizione, ma la questione reale è da ricercarsi nella politica: una parte influente del <strong>Partito Democratico</strong> statunitense vorrebbe tagliare sia l&#8217;acquisizione di nuovi missili intercontinentali, sia gli ulteriori sviluppi della rete di difesa antimissile.</p>
<p>Aegis e Thaad, per poter essere integrati nel sistema Abm “metropolitano”, dovranno subire <strong>miglioramenti software e hardware</strong> che saranno importanti indipendentemente dal fatto che finiscano o meno schierati per supportare la difesa degli Stati Uniti continentali.</p>
<p>Questi sistemi, infatti, sono nati come strumenti di difesa regionale e la loro continua evoluzione andrà a beneficio delle basi oltremare, come Guam, oppure dei Paesi alleati degli Usa che li ospitano (Corea del Sud e Giappone).</p>
<p>Analizzando la questione da un punto di vista strategico, e non tecnico, il Pentagono si è reso conto che Fort Greely e Vandenberg non sono più sufficienti a garantire una difesa antimissile adeguata al continente americano: i due siti erano (e sono) efficaci per le minacce provenienti da occidente (<strong>Corea del Nord</strong> e parzialmente anche la <strong>Cina</strong>) ma hanno ben poche capacità di intercettare gli Icbm in arrivo con traiettoria polare dalla <strong>Russia</strong>. Il fatto che si sia deciso di aprire un nuovo sito sulla costa orientale (Fort Drum) e di installare ovunque un&#8217;architettura multilivello, è sintomatico sia del deterioramento dei rapporti con Mosca sia, soprattutto, del timore verso i suoi nuovi sistemi <strong>Hgv</strong> (Hypersonic Glide Vehicle) tipo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-russia-schierera-il-secondo-reggimento-di-avangard-entro-il-2023.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Avangard</strong></a>, in grado, per le loro caratteristiche, di poter eludere il Gmd. Il Pentagono, infatti, pone molta fiducia nella U.S. Navy e nella possibilità che usando l&#8217;Aegis <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-gli-stati-uniti-pensano-di-abbattere-i-missili-ipersonici.html" target="_blank" rel="noopener">dotato di missili Sm-6, Sm-3 e Gpi (Glide Phase Interceptor)</a> – un’arma ancora in fase di sviluppo che andrà a colpire le testate Hgv durante la fase di planata della loro traiettoria – si possa neutralizzare questa minaccia.</p>
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		<item>
		<title>Gli Stati Uniti verso un&#8217;unica rete antimissile</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-verso-ununica-rete-antimissile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2020 14:44:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[difesa antimissile]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Defense Agency]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudit Patriot missile" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-1024x543.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Agenzia di difesa missilistica (Mda, Missile Defense Agency) statunitense, sotto l’impulso del Pentagono, sta premendo sulle industrie con l’obiettivo di rendere disponibili, il prima possibile, un sistema di sensori a infrarossi di nuova generazione così da ridurre i tempi di preavviso in caso di attacco. Un modo questo per fornire ai comandanti militari e politici &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-verso-ununica-rete-antimissile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudit Patriot missile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-1024x543.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’<strong>Agenzia di difesa</strong> <strong>missilistica</strong> (Mda, Missile Defense Agency) statunitense, sotto l’impulso del Pentagono, sta premendo sulle industrie con l’obiettivo di rendere disponibili, il prima possibile, un sistema di sensori a infrarossi di nuova generazione <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/us-military-wants-give-president-trump-more-time-respond-nuclear-attack-164667">così da ridurre i tempi di preavviso in caso di attacco</a>. Un modo questo per fornire ai comandanti militari e politici un maggiore tempo in cui approntare la difesa e decidere la risposta da mettere in atto. Per far ciò, alle industrie della difesa è stato chiesto di concentrare gli sforzi sullo sviluppo di sistemi dotati di un’elevata capacità di analisi autonoma dei dati raccolti, connessi in un’unica rete informatica dove verranno trasferite tutte le informazioni inviate dai sensori di rilevamento <strong>antimissile</strong> presenti nei 4 domini “tradizionali” (terra, mare, aria e spazio).</p>
<h2>Un unico cloud di gestione</h2>
<p>La creazione di un tale sistema permetterebbe al <strong>Pentagono</strong> di gestire in modo rapido qualsiasi attacco missilistico che minacci gli Stati Uniti e i suoi alleati europei e asiatici. Migliorare i sistemi di preallarme e aggiornarli con l’emergere di nuove tecnologie sono, infatti, tra i capisaldi della <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwi5uv3HptHqAhXM2qQKHXRsBSoQFjADegQIBBAB&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.defense.gov%2FPortals%2F1%2FInteractive%2F2018%2F11-2019-Missile-Defense-Review%2FThe%25202019%2520MDR_Executive%2520Summary.pdf&amp;usg=AOvVaw3j0vAtLuULxBkNkpXWMIJx">Missile Defense Review</a> pubblicata nel 2019, anche perché è considerato -non a torto- l’unico modo per aumentare le <strong>capacità difensive</strong> in caso di conflitto, nucleare o convenzionale. Inoltre, aggiornare e integrare in un’unica rete tutto l’apparato di difesa missilistica darà modo di aumentare l’efficacia in caso di necessità operativa.</p>
<p>L’utilizzo di un unico <strong>cloud</strong> permetterebbe all’<strong>intelligenza artificiale</strong> di elaborare in tempi rapidi le informazioni, suggerendo -inoltre- quale sistema antimissile utilizzare per intercettare la minaccia. Ciò assicurerebbe alle autorità politiche e militari un maggior tempo per organizzare la risposta all’attacco. Per poter funzionare alla perfezione le industrie coinvolte nel programma dovranno realizzare una rete resiliente a ogni possibile attacco informatico e capace di immagazzinare una grande quantità di informazioni acquisite dai <strong>sensori antimissile</strong>, specialmente quelli situati nello spazio. Questi, infatti, avranno il compito principale, ovvero rilevare tramite gli infrarossi il calore e la luce generata dal lancio di un missile, inviando tutti i dati nel cloud dove saranno connessi i siti difensivi terrestri e navali, oltre alla Casa Bianca e al Pentagono. Dati che saranno analizzati in tempi rapidi dall’intelligenza artificiale, fornendo così ai decisori politici e militari un’analisi precisa e -praticamente- immediata sulla tipologia e sulla provenienza della minaccia.</p>
<h2>Un possibile duplice uso?</h2>
<p>In questo modo la risposta verrebbe approntata in breve tempo riducendo il rischio che un missile balistico colpisca il territorio statunitense o di un Paese alleato. Per renderlo funzionante, il Pentagono ha chiesto anche alle industrie, alla Space Force e all’Aeronautica di incrementare il numero di satelliti in orbita e di far sì che sia possibile sincronizzare nel cloud tutti i dati raccolti, creando così una fittissima rete di sensori di rilevamento.</p>
<p>I satelliti dotati di sensori a infrarossi, però, potrebbero avere anche un <strong>utilizzo civile</strong>, perché nella rete militare verranno raccolti anche dati riguardanti <a href="https://www.defensenews.com/native/raytheon/2020/03/25/the-data-forge/">ogni fonte di calore</a> sulla Terra. In questo modo, per esempio, potrà essere possibile individuare, nella loro fase iniziale, eventuali incendi boschivi assicurando così sia un tempo di intervento maggiore sia un minor impatto ambientale. Un duplice ruolo simile, in parte, a quello del Gps, sviluppato per esigenze militari ma diventato fondamentale anche nella vita di tutti i giorni.</p>
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		<title>Le sfide del nuovo direttore dell&#8217;agenzia di difesa missilistica Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-sfide-del-nuovo-direttore-dellagenzia-di-difesa-missilistica-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 14:43:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aegis Ashore]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia di difesa missilistica]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Balistico Intercontinentali (Icbm)]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Defense Agency]]></category>
		<category><![CDATA[Missili balistici a raggio intermedio]]></category>
		<category><![CDATA[RIM-161 SM-3]]></category>
		<category><![CDATA[Space Development Agency]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Vice-Admiral-John-Hill-e1566571375405.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Vice-Admiral-John-Hill-e1566571375405.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Vice-Admiral-John-Hill-e1566571375405-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Vice-Admiral-John-Hill-e1566571375405-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Vice-Admiral-John-Hill-e1566571375405-1024x522.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per il viceammiraglio Jon Hill, nuovo direttore dell&#8217;agenzia di difesa missilistica (Mda, Missile Defense Agency) degli Stati Uniti, le priorità per il prossimo futuro sono la modernizzazione dell&#8217;approccio strategico, il miglioramento della lotta alle minacce di nuova generazione come i missili ipersonici, lo sviluppo di sensori spaziali e la protezione dai missili balistici. Per giungere a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-sfide-del-nuovo-direttore-dellagenzia-di-difesa-missilistica-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-sfide-del-nuovo-direttore-dellagenzia-di-difesa-missilistica-usa.html">Le sfide del nuovo direttore dell&#8217;agenzia di difesa missilistica Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Vice-Admiral-John-Hill-e1566571375405.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Vice-Admiral-John-Hill-e1566571375405.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Vice-Admiral-John-Hill-e1566571375405-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Vice-Admiral-John-Hill-e1566571375405-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Vice-Admiral-John-Hill-e1566571375405-1024x522.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Per il viceammiraglio <strong>Jon Hill</strong>, nuovo direttore dell&#8217;agenzia di difesa missilistica (Mda, Missile Defense Agency) degli <strong>Stati Uniti</strong>, le priorità per il prossimo futuro sono la modernizzazione dell&#8217;approccio strategico, il miglioramento della lotta alle minacce di nuova generazione come i <strong>missili ipersonici</strong>, lo sviluppo di <strong>sensori</strong> <strong>spaziali</strong> e la protezione dai missili balistici. Per giungere a ciò Hill, <a href="https://www.defensenews.com/pentagon/2019/08/19/us-missile-defense-agency-boss-reveals-his-goals-challenges-on-the-job/">intervistato</a> da <em>Defense News</em>, ha sottolineato il bisogno di rivedere tutti i programmi in atto per razionalizzare al meglio gli investimenti, focalizzandoli sulle effettive necessità per la difesa missilistica degli Stati Uniti. Tra queste vi sono la messa in servizio del <strong>RIM-161 SM-3 Block IIA</strong> e il miglioramento delle capacità radar e missilistiche del <strong>Thaad</strong> (<em>Terminal High Altitude Area Defense</em>). L&#8217;altra sfida cruciale per il futuro è lo sviluppo di sensori spaziali che possano individuare e intercettare ogni potenziale lancio di missili balistici, ma per far questo Hill ha rimarcato la necessità di collaborare attivamente con l&#8217;agenzia per lo sviluppo spaziale (<strong>Space Development Agency</strong>, Sda), istituita recentemente in seno al Pentagono e posta sotto la guida di <strong>Michael Griffin</strong>, anche sottosegretario alla Difesa per la ricerca e l&#8217;ingegneria. Hill e Griffin avranno il compito di convincere il Segretario alla Difesa e, soprattutto, il Congresso sulla necessità di stanziare ingenti fondi per sviluppare dei satelliti che possano tracciare i missili balistici già dalla fase di lancio, dando così modo ai sistemi difensivi navali e terrestri di intervenire in tempo per sventare la minaccia. L&#8217;obiettivo del nuovo direttore dell&#8217;Mda è di mettere in orbita un satellite con queste capacità il prima possibile per dimostrarne l&#8217;efficacia. Uno step necessario per arrivare a creare una costellazione di sonde che garantiscano la sicurezza quasi totale degli Stati Uniti, e di conseguenza dei Paesi alleati, da ogni minaccia, tra cui quella portata dai missili ipersonici.</p>
<h2>Il principale obiettivo: i sensori spaziali</h2>
<p>L&#8217;idea del <strong>viceammiraglio Hill</strong> è di unire le necessità difensive degli Stati Uniti alle <a href="https://www.fbo.gov/index?s=opportunity&amp;mode=form&amp;tab=core&amp;id=034c3210e7b5b148d66aaf291fa74b1a">otto priorità</a> per lo spazio indicate, il 1 luglio, dalla nascente Sda. Tra queste, ovviamente, vi sono la creazione di una serie di sensori per il rilevamento e per il tracciamento di ogni tipologia di minaccia, con l&#8217;obiettivo di assicurare la difesa a 360° del territorio e degli interessi statunitensi. Questo per il nuovo direttore dell&#8217;agenzia di difesa missilistica sarà cruciale, anche perché agli standard attuali è impossibile intercettare in tempo un missile che viaggia a velocità ipersoniche. L&#8217;alternativa sarebbe quella di sviluppare e realizzare dei radar terrestri molto potenti, ma ciò comporterebbe sia la costruzione di impianti di grandi dimensioni sia l&#8217;emissione di onde ad altissima frequenza dannose per gli esseri umani. Soprattutto per questo motivo lo spazio sarà la<strong> futura “frontiera” della difesa missilistica</strong> degli Stati Uniti che così potrebbero ridurre le emissioni di onde radar nell&#8217;atmosfera terrestre, “liberando” al tempo stesso zone a terra e sulle navi dove dispiegare nuovi missili. I sensori spaziali da soli non potranno far molto, ma la richiesta futura di investimenti riguarderà anche lo sviluppo di nuovi missili e il miglioramento dei sistemi di controllo di fuoco, capaci di rispondere in maniera più veloce a una minaccia che viaggia a velocità maggiori di Mach 5, ovvero cinque volte la velocità di propagazione del suono. L&#8217;idea, ovviamente, è quella di continuare ad assicurare la deterrenza nucleare, rispondendo appieno ai requisiti posti dall&#8217;ultima <a href="https://media.defense.gov/2019/Jan/17/2002080666/-1/-1/1/2019-MISSILE-DEFENSE-REVIEW.PDF">Missile Defense Review</a> pubblicata dal Pentagono nella quale viene sottolineata la necessità di sviluppare sistemi di difesa di nuova generazione che possano prevenire ogni potenziale minaccia.</p>
<h2>I missili RIM-161 SM-3 Block IIA</h2>
<p>Per questo motivo non ci sarà solamente lo sforzo e la necessità di mettere in orbita una costellazione di satelliti per il rilevamento di missili balistici, perché l&#8217;obiettivo rimarrà anche quello di migliorare le attuali capacità di difesa incentrate sul <strong>Thaad</strong> e sull&#8217;<strong>Aegis Ashore</strong>. Il principale oggetto di sviluppo saranno i <strong>RIM-161 SM-3 Block IIA</strong>, per i quali è previsto un nuovo test nel corso del 2020, che seguirà quello riuscito lo scorso ottobre. Il prodotto di <strong>Raytheon</strong>, che nello sviluppo dell&#8217;ultima versione ha collaborato con la giapponese <strong>Mitsubishi Heavy Industries</strong>, quando diventerà operativo permetterà al sistema Aegis navale e all&#8217;Ashore terrestre di intercettare e distruggere minacce ad altissima quota. Ciò sarà possibile soprattutto al nuovo motore del secondo stadio che incrementerà l&#8217;autonomia e la spinta in fase di avvicinamento al bersaglio. Non solo però, perché la <a href="http://www.designation-systems.net/dusrm/m-161.html">versione IIA</a> del RIM-161 SM-3 avrà una testata con una maggiore manovrabile e sarà assistito dal nuovo sistema di puntamento a infrarossi, che garantirà una maggiore capacità di individuare il bersaglio. Il test del prossimo anno sarà cruciale per assicurare lo stanziamento di nuovi fondi da parte del Congresso, necessari per proseguire lo sviluppo del RIM-161 SM-3 Block IIA che nel prossimo futuro dovrebbe essere dispiegato prima sui 5 incrociatori lanciamissili <em>classe Ticonderoga</em> e sui 25 cacciatorpedinieri classe <em>Arleigh Burke</em> equipaggiati con i radar di difesa antimissile, e in seguito sulle postazioni Ashore in <strong>Romania</strong> e in <strong>Giappone</strong>.</p>
<h2>Gli aggiornamenti del Thaad</h2>
<p>L&#8217;altro capitolo di investimento saranno i radar e i missili del sistema Thaad di Lockheed Martin. Per il sistema di difesa d&#8217;area terminale sarà cruciale far sì che possa essere impiegato per la sorveglianza terrestre di un&#8217;ampia area, riuscendo a intercettare e a colpire non solo Srbm (missile balistico a corto raggio), Mrbm (missile balistico a medio raggio) e Irbm (missile balistico a raggio intermedio), ma anche gli Icbm prima dell&#8217;inizio della fase di rientro della testata atomica o convenzionale. L&#8217;obiettivo del nuovo direttore dell&#8217;agenzia di difesa missilistica è quello di far sì che possano essere stanziati fondi per modernizzare il radar AN/TPY-2, estendendone il raggio di individuazione e tracciamento di ogni tipologia di missile balistico nella fase di lancio o di volo. Una soluzione che potrebbe garantire al Thaad una maggiore possibilità operativa. Saranno questi i primi passi necessari per aumentare le capacità difensive degli Stati Uniti, a cui dovrà seguire lo sviluppo di sensori spaziali per rilevare anche vettori che viaggiano a velocità ipersoniche, sui quali hanno investito in modo ingente la Cina e la Russia &#8220;minacciando” di far decadere il principio strategico basato sulla deterrenza nucleare.</p>
<h2>Il test del missile cruise a raggio intermedio</h2>
<p>Nel futuro dei sistemi missilistici statunitensi non ci saranno solamente strumenti difensivi, perché il <strong>Pentagono</strong> ha <a href="https://www.defense.gov/Newsroom/Releases/Release/Article/1937624/dod-conducts-ground-launch-cruise-missile-test/">annunciato di aver condotto lo scorso 18 agosto</a> il primo test di un missile terrestre da crociera a raggio intermedio. Una conseguenza questa della cessazione del <strong>Trattato Inf </strong>che vietava lo sviluppo e l’impiego degli <strong>Irbm</strong> (missili balistici a raggio intermedio), arrivata dopo che il presidente Donald Trump ha deciso di ritirare gli Stati Uniti dall&#8217;accordo bilaterale siglato nel 1987 con l’Unione Sovietica, accusando la Russia di averlo violato con lo sviluppo e il dispiegamento del missile <strong>9M729 Novator</strong>. Difficilmente sarà un test estemporaneo e il programma statunitense proseguirà quasi sicuramente nei prossimi anni. Ciò che fa immaginarlo è il fatto che il lancio del missile sia avvenuto utilizzando il lanciatore <strong>Mark 41</strong>, ovvero quello impiegato dall&#8217;<strong>Aegis Ashore</strong> e che potrebbe far immaginare a una sua riconversione anche in sistema offensivo. Già Mosca aveva accusato gli Stati Uniti di violare il Trattato Inf nel momento in cui è stato dispiegato il sistema di difesa missilistico in Polonia e in Romania, sospettando che in futuro potesse essere utilizzato per lanciare missili da crociera o balistici a raggio intermedio. Sospetti e timori al momento infondati, ma che potrebbero diventare reali qualora nei prossimi test del vettore venissero utilizzati sempre i lanciatori Mark 41.</p>
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<h2>Un tema chiave nei dibattiti politici futuri?</h2>
<p>Da verificare sarà quanto gli Stati Uniti reputano effettivamente necessario continuare a sviluppare un missile capace di colpire bersagli posti a distanze comprese tra i 500 e i 3500 km. Lo scoglio principale è rappresentato dalla politica dal momento che la <strong>Camera dei Rappresentanti</strong>, a guida democratica, ha negato l’aumento dei fondi per lo sviluppo di questi sistemi d’arma, vincolando il via libera a una spiegazione dettagliata riguardo alla necessità di destinare 96 milioni di dollari per la ricerca e sviluppo degli Irbm. Un dibattito, probabilmente, destinato a durare a lungo e che sarà caratterizzato dalla difficoltà di far coincidere le esigenze strategiche delle Forze Armate statunitensi con la volontà politica di non intraprendere una nuova corsa agli armamenti, dannosa per l’economia e minacciosa per la pace mondiale. Probabilmente il tema non sarà oggetto della prossima campagna elettorale per le <strong>presidenziali del 2020</strong>, ma quasi certamente lo stanziamento di fondi per lo sviluppo di Irbm sarà un punto cardine per il futuro inquilino della <strong>Casa Bianca</strong>. Il motivo è racchiuso nel fatto che i missili a raggio intermedio assicurerebbero teoricamente, almeno in Europa, una maggiore deterrenza teorica contro eventuali attacchi da parte della Russia.</p>
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