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	<title>Minneapolis Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Jun 2020 06:15:33 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Minneapolis Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Addio generale Lee</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/addio-generale-lee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 05:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di secessione americana]]></category>
		<category><![CDATA[Minneapolis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Robert-E.-Lee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Robert-E.-Lee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Robert-E.-Lee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Robert-E.-Lee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Robert-E.-Lee-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non era bastata la storica sconfitta subita nella città di Gettysburg a cancellare la memoria. Adesso la statua raffigurante il generale confederato Robert E. Lee situata nella capitale dello Stato della Virginia, Richmond, sarà rimossa dopo le predisposizione del suo governatore, Ralph Northam, per essere riposta lontana dagli occhi del popolo. La motivazione? Secondo quanto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/addio-generale-lee.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Robert-E.-Lee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Robert-E.-Lee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Robert-E.-Lee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Robert-E.-Lee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Robert-E.-Lee-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non era bastata la storica sconfitta subita nella città di <strong>Gettysburg</strong> a cancellare la memoria. Adesso la statua raffigurante il generale confederato <strong>Robert E. Lee</strong> situata nella capitale dello Stato della Virginia, Richmond, sarà rimossa dopo le predisposizione del suo governatore, Ralph Northam, per essere riposta lontana dagli occhi del popolo. La motivazione? Secondo quanto dichiarato dal governatore americano e <a href="https://www.bbc.com/news/world-us-canada-52920610">riportato dalla </a><em>Bbc: </em>&#8220;Noi non professiamo più una visione falsa della storia&#8221;, alludendo al <strong>revisionismo</strong> liberista della volontà degli Stati Confederati di mantenere la schiavitù. Tale prerogativa avrebbe infatti permesso in questi anni di mantenere i simboli della guerra civile contro Washington, staccandoli da ogni significato che potesse essere ricondotto al razzismo ed all&#8217;ideologia della supremazia bianca. Tuttavia, nonostante gli applausi scroscianti dopo la sua dichiarazione, la cancellazione del già limitato passato degli Stati Uniti ha infastidito molti americani &#8211; anche tra i non sostenitori delle ideologie confederate. E in questo scenario, la decisione presa dal governatore della Virginia sarà destinata a far discutere, evidenziando anche negli Stati Uniti problemi e <strong>criticità</strong> che sino a poco tempo fa si credevano proprie soltanto dell&#8217;Europa.</p>
<h2>Richmond sarà la Gettysburg del Partito democratico?</h2>
<p>Non bisogna mai sottrarre la propria Storia ad un popolo sperando che la reazione sia quella di cancellare gli errori commessi nel passato. Sin dall&#8217;antichità, quando si aveva la <strong>presunzione</strong> che un&#8217;invasione potesse distruggere le conoscenze di una popolazione, i saggi si impegnavano a mandare a memoria gli scritti dei posteri. Non bisogna poi andare tanto indietro negli anni per ricordarsi il famoso libro di Ray Bradbury, che molto bene aveva messo in evidenza un attaccamento alla conoscenza che non poteva essere cancellato neanche dalle direttive di un totalitarismo. E in questo scenario, è impossibile non notare come la volontà di <strong>ostracizzare</strong> il passato non produca effetto altro che accrescere la sua forza e le sue immagini nel popolo, confermando la massima di Economia aziendale secondo la quale &#8220;Non esiste cattiva pubblicità&#8221;.</p>
<p>La decisione di rimuovere la statua del generale Lee da Richmond, Virginia, segue le rivolte che sono scoppiate negli Stati Uniti a seguito dell&#8217;ennesima uccisione da parte della polizia di un cittadino afroamericano, apparentemente senza motivazione valida alcuna. Il messaggio lanciato alla popolazione, al tempo stesso, doveva essere quello della volontà di superare le difficoltà del passato e di aprire la società americana ad un&#8217;eguaglianza completa che, in effetti, non ha mai davvero avuto. Ma il <strong>tempismo</strong> della decisione e soprattutto la sua carica figurativa non saranno altro che una Caporetto (o meglio, una Gettysburg) per tutti coloro che sperano nell&#8217;immediata scomparsa di ogni ideologia basata sul suprematismo bianco.</p>
<h2>Il suprematismo e il fascismo</h2>
<p>Analogamente a quanto successo in Europa dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, negli Stati Uniti sta prendendo piede nel mondo del Partito Democratico una volontà di superare gli impasse sociali tramite la cancellazione degli errori del passato. Mentre in Europa ciò si è tradotto con l&#8217;ostracizzare le <strong>ideologie fasciste</strong> e con l&#8217;insabbiamento invece di molti fatti compiuti dalle sinistre e dai partigiani, negli Stati Uniti si è deciso di passare tramite la distruzione delle statue dedicate agli eroi confederati della Guerra di Secessione. Tuttavia &#8211; e come si è potuto riscontrare negli ultimi anni nel Vecchio continente &#8211; questa scelta è molto pericolosa, in quanto rischia &#8211; paradossalmente &#8211; di accrescere il favore proprio verso quelle ideologie che si vorrebbero eliminare. Il motivo? Se non sei d&#8217;accordo in linea generale con quanto portato avanti da una determinata linea politica è molto semplice immedesimarsi nel pensiero opposto. E se tale governo identifica un nemico, ecco che proprio i suoi &#8220;valori&#8221; potrebbero essere quelli in cui invece ci si riconosce; e in questo modo, chissà quanti <strong>suprematisti bianchi</strong> si sono appena scoperti tali, a partire dalla pronunciazione del governatore democratico della Virginia.</p>
<h2>Bisogna imparare dagli errori del passato, non cancellarli</h2>
<p>Lo scopo della Storia, in fondo, è quella di <strong>tramandare</strong> il ricordo come esperienza, impedendo di compiere gli errori che sono stati fatti nel passato; come un genitore che tramanda la propria esperienza empirica ad un figlio. Eliminare il passato è come ignorare quanto preventivato dai propri familiari: si può fare, ma presto o tardi porterà alla ripetizione di un errore che invece sarebbe stato evitabile. Ma soprattutto nel mondo della Sinistra questo concetto è sempre stato ignorato, con il risultato però che ben poche volte si è rivelato a loro favore. Come al tempo stesso sono state sempre <strong>sottovalutate</strong> le reali risposte della popolazione.</p>
<p>Non tutti quelli che sono suprematisti bianchi amano il generale Lee (soprattutto dopo la rovinosa sconfitta a Gettysburg) come non tutti quelli che lo amano sono suprematisti bianchi. In Virginia, il suo nome è legato soprattutto alla volontà di opporsi ad un ordine impartito dall&#8217;alto, alla costanza ed alla bravura con cui è stata portata avanti una guerra costernata da mille difficoltà e soprattutto per il carattere del personaggio. Tutti valori in cui anche qualsiasi afroamericano potrebbe rispecchiarsi, anche tra quelli che in questi giorni stanno portando avanti le proteste dopo i fatti di <strong>Minneapolis</strong>.</p>
<p>Eliminare proprio quella statua significa al tempo stesso far passare il messaggio che anche questi valori &#8211; positivi &#8211; siano da considerarsi sbagliati. E questa idea non può essere sicuramente condivisa dal popolo americano, che intravede nella decisione del governatore democratico una violenza ideologica che non rende il Partito Democratico così diverso dalle più estreme correnti del Partito Repubblicano.</p>
<h2>Un assist a Donald Trump?</h2>
<p>Con la campagna elettorale per le presidenziali che si avvicina al periodo più caldo in vista del prossimo novembre, quasi ogni decisione presa dai governatori regionali è volta ad ottenere il massimo dei risultati in termini di voto. E con le proteste nate dall&#8217;uccisione di <strong>George Floyd</strong> anche le proteste della popolazione afroamericana sono diventate un<a href="https://it.insideover.com/politica/laltra-grande-battaglia-che-si-sta-svolgendo-a-minneapolis.html"> infuocato terreno di scontro</a>, in una battaglia che tutti e due gli schieramenti vogliono assolutamente vincere. Ponderando poco le mosse, però, si rischia solamente di fare più danno che reale valore aggiunto: come già messo in evidenzia dal finanziamento dell&#8217;entourage di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"> Joe Biden</a> alla no-profit che paga le cauzioni per i manifestanti imprigionati.</p>
<p>All&#8217;interno del delicato momento che sta attraversando il Paese, in fondo, la decisione di abbattere un ricordo nel cuore di ogni americano più che una scommessa o un &#8220;dovere morale&#8221; rischia di essere un autogol. Soprattutto in uno Stato come la Virginia, fortemente attaccato alla propria storia, e soprattutto in un momento in cui l&#8217;apice delle proteste ha fatto segnare episodi di violenza anche tra coloro che rivendicano i propri diritti, dimenticandosi di quelli degli altri. Ed ecco quindi che, molto velocemente, una mossa elettorale democratica può divenire un <strong>assist</strong> perfetto per l&#8217;uscente presidente repubblicano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/addio-generale-lee.html">Addio generale Lee</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Le teorie del complotto sull&#8217;omicidio di George Floyd</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/le-teorie-del-complotto-sullomicidio-di-george-floyd.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2020 08:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Minneapolis]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste sociali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="971" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-1024x663.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le rivolte scoppiate in varie città statunitensi in seguito all&#8217;omicidio di George Floyd diventano sempre più violente, con auto della polizia assalite e date alle fiamme, scontri tra manifestanti e forze dell&#8217;ordine, auto della polizia che passano sopra i dimostranti, stazioni della polizia bersagliate da molotov, vetrine di negozi spaccate e non potevano ovviamente mancare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/le-teorie-del-complotto-sullomicidio-di-george-floyd.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/le-teorie-del-complotto-sullomicidio-di-george-floyd.html">Le teorie del complotto sull&#8217;omicidio di George Floyd</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="971" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-1024x663.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le rivolte scoppiate in varie città statunitensi in seguito all&#8217;omicidio di <strong>George Floyd</strong> diventano sempre più violente, con auto della polizia assalite e date alle fiamme, scontri tra manifestanti e forze dell&#8217;ordine, auto della <strong>polizia</strong> che passano sopra i dimostranti, stazioni della polizia bersagliate da molotov, vetrine di negozi spaccate e non potevano ovviamente mancare i saccheggi ai negozi, il cosiddetto &#8220;<strong>looting</strong>&#8220;, oramai un classico di ogni protesta seguita da un abuso della polizia, fin dai tempi del caso &#8220;Rodney King&#8221; del 1991.</p>
<p>La <strong>società americana</strong> appare in stato confusionale, con la polizia divisa tra chi passa sopra i manifestanti con l&#8217;auto e usa le maniere forti e chi invece decide di togliersi il casco e stringere la mano ai dimostranti. Nella Third Ward di Houston, quartiere dove era cresciuto George Floyd, il capo della polizia della città texana, <a href="https://www.chron.com/news/houston-texas/article/Acevedo-Houston-George-Floyd-protest-viral-video-15308172.php">Art Acevedo</a>, ha prima tenuto un discorso per solidarizzare con i manifestanti e li ha poi invitati a manifestare pacificamente, unendosi egli stesso al loro corteo. Persino le minoranze etniche appaiono confuse, con i <strong>latinos</strong> che se in alcuni casi scendono in strada per manifestare contro la brutalità della polizia, in altri casi recriminano che nessuno scende in strada a protestare quando tocca a loro essere vittime di soprusi. Eloquente il post di un ispanico del Texas con una foto di bambini trattenuti all&#8217;interno di una recinzione dell&#8217;Ice e la scritta &#8220;perché nessuno scende in strada per noi quando ci chiudono in gabbia&#8221;? Un altro utente denuncia invece il fatto che si scende in strada a devastare auto della polizia quando un agente uccide qualcuno, ma ci si guarda bene dal manifestare quando degli spacciatori uccidono una bambina di sette anni.</p>
<p>Una divisione sociale accompagnata anche da tutta una serie di fantasiose <strong>teorie complottiste</strong> che vanno dal coinvolgimento dei cartelli messicani nei disordini fino ad arrivare ai soliti piani segreti dei russi per dividere l&#8217;America e condizionare le elezioni presidenziali. C&#8217;è poi chi arriva addirittura a ipotizzare che George Floyd non sia realmente morto.</p>
<h2>Il complottismo dilaga</h2>
<p>Il Presidente americano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donald Trump</strong></a> ha reso noto che gli <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-gli-antifa-il-movimento-di-sinistra-radicale-nel-mirino-di-trump.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Antifa</strong></a> saranno inseriti nella &#8220;black list&#8221; delle organizzazioni terroristiche e di fatto è anche una decisione condivisibile. Se per indicare il &#8220;terrorismo&#8221; utilizziamo la definizione di Boaz Ganor dell&#8217;ICT di Herzliya e cioè: &#8220;Violenza perpetrata nei confronti di civili per motivi politici&#8221;, allora il provvedimento può essere considerato più che legittimo. Il fatto che eventuali Antifa possano essersi infiltrati tra i manifestanti per cavalcare le proteste non stupisce perché si tratta di un tipico modus operandi più volte attuato.</p>
<p>La faccenda diventa però un po&#8217; più colorita nel momento in cui subentrano affermazioni come quelle di alcuni attivisti della destra che hanno tirato in ballo una foto del Procuratore generale del Minnesota, Keith Ellison, con una copia dell&#8217; &#8220;Anti-Fascist Handbook&#8221;, come se fosse una prova incriminante di non si sa bene quale piano malefico partito dall&#8217;alto.</p>
<p>I sostenitori della sinistra Dem e di quella radicale hanno invece tirato in ballo i soliti oscuri complotti russi che vengono &#8220;estratti dal cappello&#8221; ogni qualvolta che la sinistra americana è in crisi o anche solo semplicemente per attaccare Donald Trump. La docente di Giurisprudenza dell&#8217;Università del Michigan, Barb McQuade, ha <a href="https://twitter.com/barbmcquade/status/1266895403083083777">twittato</a> un link all&#8217;articolo del <em>New York Times</em> con il commento &#8220;rapporti dell&#8217;intel indicano che l Russia sta cercando di seminare il caos in America prima delle elezioni. Missione compiuta&#8221;.</p>
<p>Una tattica, quella della &#8220;<strong>russofobia</strong>&#8221; che è deleteria per le stesse agenzie di sicurezza statunitensi ed anche soltanto per una questione di immagine. Se infatti il Cremlino avesse realmente tutta questa capacità di penetrazione strutturale in Usa, allora ci sarebbe veramente da chiedersi cosa fanno tutto il giorno le agenzie americane per la sicurezza.</p>
<p>Il governatore del Minnesota <strong>Tim Walz</strong> e il sindaco di Minneapolis <strong>Jacob Frey</strong> sono arrivati addirittura a puntare il dito contro i suprematisti bianchi e contro i cartelli messicani della droga per le violenze scatenatesi in città, come riportato dal <a href="https://nypost.com/2020/05/30/white-supremacists-cartels-add-to-george-floyd-chaos-governor/">New York Post</a>.</p>
<p>Nella serata di sabato sui social sono persino comparsi post che accusavano la MS13-Mara Salvatrucha, famigerata gang salvadoregna ampiamente presente anche in Usa, di essere i &#8220;burattinai&#8221; delle manifestazioni svoltesi in California, al punto che un membro della gang interpellato da <em>Insideover</em> ha riferito: &#8220;Ci tirano in mezzo anche quando non abbiamo fatto niente&#8221;.</p>
<h2>Morti strane e misteriosi personaggi</h2>
<p>Vi sono poi alcuni che arrivano persino a mettere in discussione la reale morte di George Floyd, come un utente californiano che scrive:&#8221; Qualcuno ha visto il filmato di George Floyd mentre veniva portato via? Lo hanno preso gli agenti? È arrivata un&#8217;ambulanza? Lo hanno messo su una barella?&#8230;.Mi chiedo se sia realmente morto&#8221;.</p>
<p>Un altro utente pubblica un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=GaZk4yIkQgI&amp;fbclid=IwAR3SijE9DLhgaSFaBsDNyTgDBr4_Mm98DBXVM8IrYCAJGE8hamY4vVr5tgI&amp;app=desktop">filmato</a> dove si vedono due individui con uniforme della polizia che escono da un&#8217;ambulanza con una barella e caricano Floyd per portarlo via e si chiede come mai non vi fosse personale medico, sottolineando anche la strana maniera, poco professionale, con la quale l&#8217;arrestato viene messo sulla barella.</p>
<p>Immancabile poi l&#8217;<a href="https://www.news.com.au/technology/online/who-is-umbrella-man-speculation-and-conspiracy-theories-rage-over-identity-of-mysterious-protester/news-story/12789b5cc700b66ec6b6610c3f8ecb5c">uomo del mistero</a>, un uomo bianco <span style="font-size: 1rem;">con cappuccio nero e maschera anti-gas dai filtri fuxia (ottimo per passare inosservati) che camminava con l&#8217;ombrello aperto e spaccava a martellate le vetrate di un negozio di auto di Minneapolis. Alcuni manifestanti lo hanno redarguito, ma lo strano personaggio ha evitato battibecchi ed è sparito. A quel punto è subito stato ipotizzato che si potesse trattare di un agente provocatore, al punto che il Dipartimento di Polizia di Minneapolis si è trovato costretto a smentire la cosa. Intanto il medesimo personaggio veniva avvistato in altre città americane.</span></p>
<p>Come già <a href="https://it.insideover.com/societa/il-caso-di-george-floyd-il-problema-non-e-il-razzismo-ma-una-societa-violenta.html">detto</a> lo scorso 31 maggio, le cause del pandemonio scatenatosi in Usa vanno ricercate in tutta una serie di fattori che includono anche problematiche inter-etniche (definirlo semplice razzismo sarebbe riduttivo) ma che si coniugano con una società tendenzialmente violenta dove gli eccessi arrivano sia da parte di chi porta il distintivo che da parte di chi infrange la legge. I video dell&#8217;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=vzzRahdMzDg">aggressione</a> a una donna su sedia a rotelle (a sua volta armata di coltello), piuttosto che la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=gfwuNW2PlPY&amp;t=18s">devastazione</a> di auto della polizia a Philadelphia parlano chiaro. Eppure c&#8217;è chi preferisce cercare misteriose mani nascoste e strani complotti quando le ragioni di tutto ciò sono più che evidenti.</p>
<p>Una violenza che si rispecchia tra l&#8217;altro anche nella politica, dove oramai da tempo si cerca di screditare i candidati presidenziali a colpi di scandali e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-limpeachment-e-come-funziona.html" target="_blank" rel="noopener">impeachment</a>. Abraham Lincoln e John F. Kennedy non ebbero invece questo privilegio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/le-teorie-del-complotto-sullomicidio-di-george-floyd.html">Le teorie del complotto sull&#8217;omicidio di George Floyd</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;altra (grande) battaglia che si sta svolgendo a Minneapolis</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/laltra-grande-battaglia-che-si-sta-svolgendo-a-minneapolis.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 18:29:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Minneapolis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Proteste-ad-Atlant-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste Stati Uniti polizia La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Proteste-ad-Atlant-Usa-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Proteste-ad-Atlant-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Proteste-ad-Atlant-Usa-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Proteste-ad-Atlant-Usa-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sono giorni di fuoco &#8211; nel vero senso della parola &#8211; quelli che stanno vivendo gli Stati Uniti d&#8217;America, a seguito della nuova insurrezione contro le istituzioni della comunità nera a seguito dell&#8217;omicidio da parte delle forze dell&#8217;ordine dell&#8217;afroamericano di 46 anni George Floyd. Uno scenario inquietante, che vede le caserme dei poliziotti americani venir &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/laltra-grande-battaglia-che-si-sta-svolgendo-a-minneapolis.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/laltra-grande-battaglia-che-si-sta-svolgendo-a-minneapolis.html">L&#8217;altra (grande) battaglia che si sta svolgendo a Minneapolis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Proteste-ad-Atlant-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste Stati Uniti polizia La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Proteste-ad-Atlant-Usa-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Proteste-ad-Atlant-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Proteste-ad-Atlant-Usa-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Proteste-ad-Atlant-Usa-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sono giorni di <strong>fuoco</strong> &#8211; nel vero senso della parola &#8211; quelli che stanno vivendo gli Stati Uniti d&#8217;America, a seguito della nuova insurrezione contro le istituzioni della comunità nera a seguito dell&#8217;omicidio da parte delle forze dell&#8217;ordine dell&#8217;afroamericano di 46 anni <strong>George Floyd</strong>. Uno scenario inquietante, che vede le caserme dei poliziotti americani venir incendiate dai manifestanti e le cariche delle forze dell&#8217;ordine sulla manifestazione, in un clima che si avvicina molto ad una guerra civile. E in un momento così complicato per gli Stati Uniti, già alle prese con i mutati equilibri geopolitici internazionali e con la graduale uscita dal <em>lockdown</em>, la battaglia che si sta volgendo sul suolo americano potrebbe ben presto prendere i connotati non soltanto di uno scontro sociale ma anche politico, con <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> che hanno già scelto il proprio schieramento.</p>
<h2>L&#8217;entourage di Biden paga le cauzioni degli insorti</h2>
<p><a href="https://www.reuters.com/article/us-minneapolis-police-biden-bail/biden-staff-donate-to-group-that-pays-bail-in-riot-torn-minneapolis-idUSKBN2360SZ">Stando a quanto riportato dall&#8217;agenzia di stampa <em>Reuters</em></a>, già tredici membri della squadra di Biden avrebbero compiuto donazioni nei confronti della società no-profit della Minnesota Freedom Fund, la quale ottempera al compito di pagare la <strong>cauzione</strong> per coloro che vengono imprigionati a seguito delle proteste. Una posizione, questa che evidenzia molto bene la fazione che il candidato democratico in corsa contro Trump per le prossime presidenziali abbia deciso di sostenere. A causa però delle che gli sono giunte da molti esponenti politici &#8211; anche democratici &#8211; Biden ha dovuto però precisare come il suo appoggio si limiti alle marce pacifiche ed alla manifestazione dell&#8217;uguaglianza razziale, <strong>condannando</strong> però gli episodi di violenza e di criminalità che stanno circondando l&#8217;evento, quasi incessante da una settimana a questa parte.</p>
<h2>Trump accusa Biden, ma le paure sono tante</h2>
<p>A seguito della diffusione della notizia legata ai finanziamenti alla no-profit da parte dell&#8217;entourage del rivale, Trump ha condannato il comportamento, sostenendo come <strong>favorisca</strong> un&#8217;insurrezione nei confronti dell&#8217;ordine costituito. Inoltre &#8211; e a seguito dell&#8217;espansione a macchia d&#8217;olio delle proteste &#8211; ha dichiarato la sua intenzione di portare avanti la repressione dei comportamenti più violenti, con lo scopo di riportare il Paese nella stabilità.</p>
<p>Tuttavia, da parte della Casa Bianca sono molte le <strong>preoccupazioni</strong> legate alla recente ondata di manifestazioni e non riguardano principalmente la situazione statica del momento, che con uno sguardo empirico sarà presumibilmente rientrata nell&#8217;arco di poche settimane. Le maggiori paranoie derivano invece dalla possibilità che il non riuscire a garantire l&#8217;ordine pubblico &#8211; come al tempo stesso una sua repressione troppo forte &#8211; possano sfavorire la campagna presidenziale di novembre, con la figura del Tycoon che rischia di uscirne <strong>indebolita</strong>. Non soltanto nei confronti della popolazione afroamericana &#8211; che già non simpatizza per il repubblicano &#8211; quanto più tra quei conservatori che vedono nella recente ondata di proteste un&#8217;incapacità nel saper gestire l&#8217;ordine pubblico federale. E proprio quest&#8217;ultimo fattore è quello che sta preoccupando maggiormente la destra americana, <strong>paralizzando</strong> una risposta centralizzata che in questa situazione sarebbe più che necessaria ed in linea con quanto fatto dallo stesso Trump in questi tre anni e mezzo di gerenza americana.</p>
<h2>&#8220;Diritti e Uguaglianza&#8221; contro &#8220;Ordine e Tradizione&#8221;</h2>
<p>È impossibile non accorgersi di quanto i recenti avvenimenti che si stanno verificando negli Stati Uniti abbiano cambiato le carte in tavola per quanto riguarda la <strong>campagna elettorale</strong>, che sino a questo momento era stata giocata sul classico dualismo economico-sociale al quale gli usa ci hanno abituato dall&#8217;inizio dello scorso secolo. In questo scenario alterato, infatti, ci si rende conto di come la battaglia venga spostato in un terreno sconosciuto &#8211; e minato &#8211; per entrambi i candidati, costretti a giocarsi la partita sulle tematiche sociali e culturali del Paese, in un contesto ancora divisivo in quasi tutto il Paese. Mentre una <strong>risposta netta</strong> di entrambe le parti permetterebbe infatti di fortificare il consenso nelle proprie roccaforti, dall&#8217;altra minerebbe la possibilità di fare breccia nelle terre contese: quanto mai discriminanti nelle elezioni presidenziali. E in questo scenario, forse, tutte le rilevazioni che sono state fatte dalle agenzie di statistica sono quasi da gettare nel dimenticatoio: le regole del gioco sono state cambiate.</p>
<p>Da qui, ci si aspetterebbe dunque che la campagna elettorale democratica venga giocata sui diritti della comunità afroamericana &#8211; estesa in generale alle minoranze &#8211; mentre quella repubblicana sulla necessità di unità di intenti e di ordine pubblico. Tuttavia, entrambe le strategie se non ponderate rischiano di non ottenere la fiducia degli elettori, impauriti a loro volta delle conseguenze di una<strong> polarizzazione</strong> dell&#8217;idea politica attorno agli avvenimenti che stanno avendo luogo nel Paese.</p>
<p>Dopo la presa di posizione di Biden &#8211; non a caso, ben <strong>ponderata</strong> dalla critica alle manifestazioni di violenza &#8211; adesso la palla passa però al presidente Trump: che dovrà scegliere la tattica offensiva per girare nuovamente la partita a proprio favore, in un contesto comunque tutt&#8217;altro che favorevole. In fin dei conti, infatti, il candidato repubblicano rappresenta lo stereotipo stesso del maschio bianco americano, ossia l&#8217;avversario, insieme alle forze dell&#8217;ordine, del fronte di protesta afroamericano; situazione questa che lo mette nella condizione di dover agire fuori dall&#8217;atteso per sfilarsi dalle critiche e salvare la propria immagine. Quale che sia questa mossa, però, al momento è soltanto ipotizzabile, ma traducibile in una condanna ed una <strong>repressione</strong> delle proteste più violente unita ad una risposta ferma anche nei confronti delle <strong>forze dell&#8217;ordine</strong>: insomma, non uno ma due nemici contro cui scagliare l&#8217;attenzione popolare. E se l&#8217;asso verrà calato nel modo corretto, ecco che allora lo stesso Biden potrebbe rimanere vittima della propria mossa a sostegno dei rivoltosi, obbligandolo ad una nuova rincorsa con pochi pigli però sui quali potersi agganciare.</p>
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		<title>Tutte le faglie sociali degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/tutte-le-faglie-sociali-degli-stati-uniti-floyd-incubo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2020 12:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Minneapolis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1148" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Scontri-Minneapolis-America-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Scontri Minneapolis America (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Scontri-Minneapolis-America-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Scontri-Minneapolis-America-La-Presse-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Scontri-Minneapolis-America-La-Presse-768x588.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Scontri-Minneapolis-America-La-Presse-1024x784.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La questione più grave scoperchiata dall&#8217;omicidio di George Floyd, l&#8217;afroamericano 46enne morto lunedì 26 maggio a Minneapolis, dopo che un poliziotto gli ha premuto per cinque minuti il ginocchio sul collo, non è nè quella legata all&#8217;arbitrio delle forze dell&#8217;ordine nè quella della problematica sociale circa l&#8217;emarginazione degli afroamericani nel contesto statunitense: entrambe sono realtà già tristemente note da tempo. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/tutte-le-faglie-sociali-degli-stati-uniti-floyd-incubo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1148" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Scontri-Minneapolis-America-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Scontri Minneapolis America (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Scontri-Minneapolis-America-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Scontri-Minneapolis-America-La-Presse-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Scontri-Minneapolis-America-La-Presse-768x588.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Scontri-Minneapolis-America-La-Presse-1024x784.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La questione più grave scoperchiata dall&#8217;omicidio di <strong>George Floyd</strong>, l&#8217;afroamericano 46enne morto lunedì 26 maggio <a href="https://www.startribune.com/sack-cartoon-i-can-t-breathe/570815132/?refresh=true">a <span class="_5afx"><span class="_58cm">Minneapolis</span></span></a>, dopo che un poliziotto gli ha premuto per cinque minuti il ginocchio sul collo, non è nè quella legata all&#8217;arbitrio delle forze dell&#8217;ordine nè quella della problematica sociale circa l&#8217;emarginazione degli afroamericani nel contesto statunitense: entrambe sono realtà già tristemente note da tempo. Tra il 2015 e il 2019, secondo dati raccolti da testate come il <em><a href="https://www.washingtonpost.com/graphics/national/police-shootings/">Washington Post</a> </em>e il <em><a href="https://www.theguardian.com/us-news/series/counted-us-police-killings">Guardian</a>, </em>sono state 2.348 le uccisioni accertate ad opera di <strong>funzionari di polizia </strong>nel Paese (per quanto si stima che la vera cifra possa essere ancora più alta, una media di 1,28 al giorno per cinque anni. Al contempo, molto spesso le comunità afroamericane negli Usa risultano quelle a maggior rischio di <strong>povertà, esclusione sociale e minaccia </strong>da parte della criminalità, che si è insidiata in profondità in contesti oramai celebri come il South Side di Chicago o la 8 Mile Road di Detroit.</p>
<p>Tali problematiche basterebbero di per sè a rendere la questione estremamente grave. Ma c&#8217;è di più: le tensioni sociali esplodono sempre sulla scia di un catalizzatore al tempo stesso emotivo e concreto. E nel caso di Floyd, oltre alla grave questione dell&#8217;arbitrio di un esponente della legge, è necessario considerare il delicato sviluppo del contesto sociale statunitense delle ultime settimane.</p>
<p>La crisi del <span class="_5afx"><span class="_58cm">coronavirus</span></span>, che negli Stati Uniti ha causato già<a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-di-trump-contro-il-coronavirus.html"> oltre 100mila vittime,</a> è l&#8217;ennesimo catalizzatore di dinamiche già in atto: la sanità pubblica si dimostra sottofinanziata e in ritardo, molte proteste riguardo la <strong>fine del l<span class="_5afx"><span class="_58cm">ockdown</span></span></strong> segnalano l&#8217;esistenza di un dubbio terribile tra il timore di morire di virus e quello di morire di fame, i <a href="https://it.insideover.com/economia/boom-di-disoccupati-negli-usa-trump-riscopre-roosevelt.html">disoccupati</a> hanno oramai raggiunto <a href="https://nl.nytimes.com/f/newsletter/kjyFCUi2_Tmg6zQwxUqO9g~~/AAAAAQA~/RgRgsjUNP0TraHR0cDovL3d3dy5ueXRpbWVzLmNvbS8yMDIwLzA1LzI4L2J1c2luZXNzL3VuZW1wbG95bWVudC1zdG9jay1tYXJrZXQtY29yb25hdmlydXMuaHRtbD9jYW1wYWlnbl9pZD02MCZlbWM9ZWRpdF9uYV8yMDIwMDUyOCZpbnN0YW5jZV9pZD0wJm5sPWJyZWFraW5nLW5ld3MmcmVmPWN0YSZyZWdpX2lkPTc3MTEyNjY0JnNlZ21lbnRfaWQ9Mjk0MTAmdXNlcl9pZD1iY2UwMDY2Y2U0ZTQwZDFkYzA4NjAzYjA2OTcwZGJlY1cDbnl0QgoAJg2wz17DMrniUhVhbmRyZWFtdXI5NEBnbWFpbC5jb21YBAAAAAA~">quota 41 milioni in 10 settimane</a>.</p>
<p>Le statistiche sulle vittime del virus e sulle fasce di popolazione più colpite dalla crisi indicano come &#8220;perdenti&#8221; più svantaggiati le categorie già ai margini dell&#8217;American Dream: i disoccupati cronici, gli esclusi del sistema, gli abitanti delle periferie, in molti casi membri della popolazione<span class="text_exposed_show"> afroamericana, costituiscono una massa letteralmente <strong>confinata al di fuori</strong> del modello celebrato dall&#8217;American Dream, con le sue scintillanti promesse di realizzazione individuale, ascesa sociale, stabilità economica, progresso continuo. Un mito che, anno dopo, anno, vede gli esclusi crescere in numero in tutti gli Stati Uniti: in Stati progressisti come il Minnesota e l&#8217;Illinois così come nelle roccaforti conservatrici quali il Texas, nelle metropoli e nella periferia.</span></p>
<p><strong>John Steinbeck, </strong>nel suo romanzo <em>Furore, </em>ha narrato la disperazione e lo spaesamento degli sconfitti della Grande Depressione. I fatti di Minneapolis, le proteste massicce, il caos urbano strisciante oggi prefigurano una nuova divaricazione sociale, una nuova spaccatura: e nelle èlite di Washington di questo sembra esserci poca consapevolezza. <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a></strong> e la Casa Bianca hanno negli ultimi anni avallato politiche sociali ed economiche che hanno distanziato la massa degli esclusi dal gotha della popolazione, foraggiato con <a href="https://it.insideover.com/economia/decollo-di-wall-street-e-disuguaglianze-i-due-volti-della-trumpnomics.html">massicci sconti fiscali, sanatorie e favoreggiamenti</a>; il candidato democratico <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>, </strong>in un recente intervento televisivo, ha addirittura dichiarato che solo gli afroamericani che lo voteranno potranno essere <a href="https://www.bbc.com/news/world-us-canada-52773555">definiti &#8220;veri neri&#8221;</a>, non capendo che nella determinazione dell&#8217;appartenenza a una reale collocazione sociale e politica, in un grande Paese democratico, dovrebbero pesare ben altri fattori che il colore della pelle.</p>
<p>La morte di Floyd e le conseguenti proteste scoperchiano il vaso di Pandora della fragilità statunitense. Una fragilità già manifesta quattro anni fa, col voto polarizzato tra gli Stati rivieraschi e l&#8217;America profonda trumpiana, ma che anno dopo anno è andata acuendosi: milioni di persone si sentono esclusi o non rappresentati dal modello sociale degli States, un modello in cui serviva l&#8217;arrivo del coronavirus per sottrarre terreno al dominio della <strong>legge di mercato </strong>sulle questioni sanitarie, in cui può succedere che <a href="https://www.ft.com/content/db574838-0f40-41ce-9bcd-75039f8cb288">Disney, una società in cui il rapporto tra salario del Ceo e stipendio medio è di 900 a 1,</a> lasci a casa senza colpo ferire 100mila dipendenti con un semplice tratto di penna.</p>
<p>&#8220;Come fa un paese a mantenere il primato geopolitico ai danni di Cina e Russia con milioni di americani che stanno perdendo il lavoro – regolato da leggi ultraflessibili – e fanno domanda di sussidio di disoccupazione, che pesa sulle casse dello Stato?&#8221; si chiedeva retoricamente <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/il-coronavirus-e-gli-usa-colpo-al-cuore-dellimpero/">lo storico Matteo Luca Andriola su <em>Osservatorio Globalizzazione </em>nella fase di esplosione del contagio oltre Atlantico</a>. &#8220;<strong>Come fa&#8221;, aggiungeva, </strong>&#8220;a frenare un’epidemia mai vista prima, accentuata dalla globalizzazione, con un sistema sanitario nazionale ridotto all’osso<strong>, </strong>dove prevale quello privato e dove i posti in terapia intensiva sono dosati col contagocce, dove un tampone costa 3.000 dollari e dove due settimane di degenza ospedaliera, senza copertura assicurativa, costa al privato cittadino ben 35.000 dollari?</p>
<p>C&#8217;è un male oscuro che sta tornando, prepotentemente, a danneggiare gli Stati Uniti: l&#8217;ascesa prepotente di un modello sociale sempre più diseguale, su cui si innesta la percezione che ha dato fuoco alle polveri del caso Floyd. E cioè la percezione che l&#8217;arbitrio della legge possa scatenarsi solo contro gli ultimi della società, gli esclusi del modello a stelle e strisce, gli sconfitti di ieri e oggi in una società ipercompetitiva, altamente pericolosa per la tenuta sociale degli States. Perchè una <strong>superpotenza </strong>non può predicare la libertà a Hong Kong, ove mai la polizia cinese è stata ripresa a compiere gesti pari a quelli di Minneapolis, e lasciar sviluppare un problema tanto inquietante al suo interno. La <em>Divided America </em>di cui si è a lungo parlato è sempre più spaccata, e la crisi sociale ed economica del coronavirus insegna che in futuro sarà impossibile accettare passivamente che decine di milioni di persone vivano fuori da ogni possibilità di ascesa sociale e sicurezza economica. Dal sogno americano all&#8217;incubo americano, la minaccia di una vita di continua esclusione, il passo sarebbe altrimenti breve.</p>
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