<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Milizie houthi Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/milizie-houthi/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/milizie-houthi</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 21 Dec 2024 07:55:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Milizie houthi Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/milizie-houthi</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Israele bombarda lo Yemen per mandare un messaggio a Iran e Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-bombarda-lo-yemen-per-mandare-un-messaggio-a-iran-e-arabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 07:55:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=449894</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="788" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-768x504.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Le bombe e i missili cadono su Sana&#8217;a, capitale dello Yemen, e sul porto di Hodeida ma i destinatari si chiamano Iran e Arabia Saudita: i raid di Israele sul Paese della penisola arabica nella notte tra il 18 e il 19 dicembre hanno rilanciato l&#8217;azione di Tel Aviv nel quadrante mediorientale e parlano sia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-bombarda-lo-yemen-per-mandare-un-messaggio-a-iran-e-arabia-saudita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-bombarda-lo-yemen-per-mandare-un-messaggio-a-iran-e-arabia-saudita.html">Israele bombarda lo Yemen per mandare un messaggio a Iran e Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="788" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-768x504.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Le bombe e i missili <strong>cadono su Sana&#8217;a, capitale dello Yemen</strong>, e sul porto di <strong>Hodeida</strong> ma i destinatari si chiamano<strong> Iran e Arabia Saudita</strong>: i raid di Israele sul Paese della penisola arabica nella notte tra il 18 e il 19 dicembre hanno <strong>rilanciato l&#8217;azione di Tel Aviv</strong> nel quadrante mediorientale e parlano sia a Teheran, rivale strategico numero uno dello Stato Ebraico, che a Riad, con cui il governo di Benjamin Netanyahu cerca un dialogo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Israele attacca lo Yemen</h2>



<p>I caccia F-16 hanno penetrato le linee dei ribelli yemeniti colpendo terminal energetici, batterie anti-aeree, depositi di armi, <strong>rilanciando il settimo fronte di guerra di Tel Aviv</strong> dal 7 ottobre 2023 a oggi: a <strong>Gaza,</strong> dove nonostante i colloqui la guerra non si ferma, e al <strong>Libano</strong> interessato da un precario cessate il fuoco, si aggiungono la <strong>Cisgiordania</strong>, in cui spingono i coloni sostenuti dal governo,<a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-occupa-altro-territorio-in-siria-e-per-washington-e-autodifesa.html"> la <strong>Siria,</strong> colpita dai caccia </a>dopo la caduta di Bashar al-Assad e sostanzialmente demilitarizzata da Tel Aviv e i tre Paesi su cui Israele ha compiuto raid: <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-cisgiordania-libano-ora-anche-la-siria-netanyahu-cerca-ovunque-la-sua-guerra-mondiale.html">Iraq, Iran e, appunto, Yemen.</a></p>



<p>Qual è l&#8217;obiettivo di Israele? <a href="https://lnkd.in/da-rbGRG"><strong>Enfatizzare la presenza della minaccia degli Houthi</strong> </a>nel Mar Rosso contro il commercio globale come pivot attorno a cui costruire una nuova alleanza nel Medio Oriente, superando le contingenze negative <strong>imposte per la diplomazia dello Stato Ebraico</strong> dalle conseguenze della guerra di Gaza. </p>



<p>Obiettivo di fondo: sperare che il riavvicinamento Tel Aviv-Riad possa emergere sulla scia della <strong>messa a terra di manovre anti-Houthi</strong> che spingano i sauditi a riconsiderare il loro impegno a ridurre il coinvolgimento nello scenario regionale e ripensare il riavvicinamento all&#8217;Iran. Una strategia che parla anche agli <strong>Stati Uniti, i quali da un anno bombardano gli Houthi</strong> e non hanno mancato di rafforzare la loro presenza in Medio Oriente dopo la fine del regime siriano<a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-gli-usa-bombardano-lisis-per-mandare-un-messaggio-ad-al-julani.html">, ufficialmente per contrastare possibili riprese dello Stato Islamico.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo massima pressione?</h2>



<p>In prospettiva, l&#8217;obiettivo ideale di Tel Aviv sarebbe vedere se è possibile plasmare quell&#8217;asse <strong>Israele-Usa-Arabia Saudita</strong> per contenere la proiezione iraniana nella regione e spingere alle porte della Repubblica Islamica il contenimento. La via che Netanyahu vuole seguire passa per l&#8217;offensiva contro gli alleati di Teheran e l&#8217;attesa per nuove mosse contro il <a href="https://it.insideover.com/guerra/nucleare-la-tentazione-di-trump-e-netanyahu-bombardare-liran.html">Paese degli ayatollah da parte dell&#8217;<strong>amministrazione Usa entrante di Donald Trump.</strong></a> </p>



<p>L&#8217;idea che il Trump 2.0 possa avversare nettamente l&#8217;Iran è altamente plausibile, e Netanyahu spinge per colpire le forze legate alla Repubblica Islamica ovunque, magari per spingere Teheran a <strong>una reazione eccessiva, soprattutto sul programma nucleare</strong>, che dia il là a un attacco diretto. Ad oggi tiene solo l&#8217;apparente pace iraniano-saudita, mentre Netanyahu lavora per la distensione col Paese di Mohammad bin Salman ora che i colloqui sono <a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-saudi-arabia-closer-normalisation-deal-report">ripresi a 14 mesi dal massacro del 7 ottobre.</a> <strong>Trump riprenderà il filo degli Accordi di Abramo?</strong> Per vederli realizzati, va ricordato, serve un obiettivo comune. Nel 2019-2020 fu l&#8217;ostilità contro l&#8217;Iran. Ora, va capito se casa Saud sarà della partita prima di dare per ripreso il filo interrotto della politica americana e israeliana in Medio Oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-bombarda-lo-yemen-per-mandare-un-messaggio-a-iran-e-arabia-saudita.html">Israele bombarda lo Yemen per mandare un messaggio a Iran e Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Usa attaccano lo Yemen con i bombardieri invisibili B-2: bombe sugli Houthi, messaggio all&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-attaccano-lo-yemen-con-i-bombardieri-invisibili-b-2-bombe-sugli-houthi-messaggio-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 10:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Bombardiere B-2]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=440935</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I B-2 Usa attaccano in Yemen: bombe sugli Houthi, messaggio all'Iran. Lo bombe che penetrano qualsiasi bunker incoraggiano Netanyahu.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-attaccano-lo-yemen-con-i-bombardieri-invisibili-b-2-bombe-sugli-houthi-messaggio-alliran.html">Gli Usa attaccano lo Yemen con i bombardieri invisibili B-2: bombe sugli Houthi, messaggio all&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017122345283_a352a6289bd8d5d4f0f68bb9729a2978-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le <strong>bombe cadono sugli Houthi</strong> ma il messaggio è per l&#8217;<strong>Iran: Washington non è disposta a lasciare il Medio Oriente</strong> e certamente ancor meno disposta a rinunciare a contenere le ambizioni della Repubblica Islamica. <strong><a href="https://nationalinterest.org/blog/reboot/b-2-bomber-how-americas-most-expensive-bomber-became-legend-209640">L&#8217;uso dei bombardieri</a> stealth </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/bombardieri-b-2-schierati-in-europa-continentale-cosa-ce-dietro-la-mossa-usa.html"><strong>B-2 Spirit</strong> </a>per colpire i depositi d&#8217;armi sotterranei dei guerriglieri yemeniti che operano contro il traffico navi nel Mar Rosso, e sono stati spesso sostenuti dall&#8217;Iran, segna un salto di qualità nell&#8217;impegno di Washington nell&#8217;<strong>Operazione Prosperity Guardian</strong> e indica che le forze armate a stelle e strisce sono pienamente coinvolte nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un segnale all&#8217;Iran: i B-2 contro i bunker degli Houthi</h2>



<p>Messaggio, appunto, dirompente nei giorni in cui gli Usa negoziano con <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/altri-caccia-e-missili-dagli-usa-a-israele-per-combattere-a-gaza-e-trattare-con-liran.html">Israele possibili &#8220;linee rosse&#8221;</a></strong> sugli attacchi che Benjamin Netanyahu starebbe studiando contro siti militari iraniani dopo i raid su Tel Aviv dei missili di Teheran. <strong>Il B-2 Spirit,</strong> aereo dal costo di oltre un miliardo di dollari di cui gli Usa possiedono 19 esemplari, è un bombardiere invisibile ai radar, utilizzabile sia per trasportare il deterrente atomico strategico sia<strong> bombe altamente penetranti</strong>. Il <a href="https://www.nytimes.com/2024/10/17/us/politics/houthis-strike-stealth-bombers.html"><em>New York Times</em> ricorda</a> che i B-2 dovrebbero essere decollati con ogni probabilità dalla base aerea di Whiteman (Missouri) e riforniti in volo per raggiungere lo Yemen.</p>



<p><strong>Appare possibile che gli Houthi</strong> siano stati colpiti nelle loro roccaforti montane con armamenti come la bomba anti-bunker <strong>GBU-57 MOP</strong> <strong>(Massive Ordnance Penetrator), capace di portare una carica di quasi 2,5 tonnellate di esplosivo</strong> bucando colate di cemento profonde anche 60 metri. La MOP è trasportabile solo dal B-2, tornato in azione a oltre sette anni e mezzo dalla missione del 18 gennaio 2017, quando due bombardieri partiti dagli Usa colpirono con 108 bombe guidate da 230 kg un campo di addestramento dell&#8217;Isis a Sirte, in Libia, restando in volo complessivamente<a href="https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2018/07/william-langewiesche-b-2-stealth-bomber/561719/"> per 33 ore consecutive grazie ai rifornimenti.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">La deterrenza contro l&#8217;Iran e le mosse di Netanyahu</h2>



<p>La natura di deterrente anti-iraniano dell&#8217;offensiva in Yemen è stata ben esplicitata dal Pentagono e dal Segretario per la Difesa dell&#8217;amministrazione Biden, <strong>Lloyd Austin</strong>, che nel comunicato ufficiale hanno ricordato la &#8221;&nbsp;capacità degli Stati Uniti di colpire strutture che i nostri avversari cercano di tenere fuori dalla portata,&nbsp;non importa quanto siano profondamente sepolte, rinforzate o fortificate&#8221;. <a href="https://www.twz.com/air/b-2-spirits-just-sent-a-very-ominous-message-to-iran-that-only-they-can">E <em>The War Zone</em> </a>indica che questo vuol dire che gli Usa sono capaci di bombardare, potenzialmente, ognuno dei complessi asset fortificati a disposizione dell&#8217;Iran. Essi, nota il portale, &#8220;includono centri di comando e controllo e&nbsp;<a href="https://www.twz.com/37440/iran-now-has-automated-missile-launching-magazines-for-its-underground-bases">strutture di lancio</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.twz.com/28292/latest-video-of-irans-bond-villain-like-ballistic-missile-lairs-shows-key-new-detail">stoccaggio di missili</a>&nbsp;,&nbsp;<a href="https://www.twz.com/iran-unveils-underground-fighter-caves-housing-f-4-phantoms">nonché aree di stoccaggio di aeromobili</a>&nbsp;, scavate nelle montagne. E, soprattutto, <a href="https://www.twz.com/iranian-underground-nuclear-facility-may-be-a-hard-target-for-americas-biggest-bunker-busters">&#8220;siti estremamente rinforzati correlati al programma nucleare iraniano</a>&#8220;. </p>



<p>Insomma, Washington attacca in Yemen, manda un avvertimento a Teheran e, implicitamente, <strong>rafforza la solerzia di Tel Aviv</strong> nel suo confronto muscolare con l&#8217;Iran. La motivazione potrebbe essere quella di <strong>spingere Israele a scegliere bersagli mirati</strong> nei suoi possibili raid, facendo capire che gli Usa sono pronti a colpire i target più preziosi in caso di estrema necessità. Ma l&#8217;uso dei B-2 potrebbe, al contempo, anche ringalluzzire Netanyahu facendogli pensare di avere gli Usa alle spalle in qualsiasi caso. Invitandolo così <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-35-sui-terminal-petroliferi-o-attacchi-cyber-agli-impianti-nucleari-gli-scenari-della-risposta-di-israele-alliran.html">al colpo grosso </a>nella sua azione anti-Teheran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-attaccano-lo-yemen-con-i-bombardieri-invisibili-b-2-bombe-sugli-houthi-messaggio-alliran.html">Gli Usa attaccano lo Yemen con i bombardieri invisibili B-2: bombe sugli Houthi, messaggio all&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Minaccia ai cavi sottomarini, non solo Mar Rosso: il nuovo dominio da tenere d&#8217;occhio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/minaccia-ai-cavi-sottomarini-non-solo-mar-rosso-il-nuovo-dominio-da-tenere-docchio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 08:11:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cavi sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=415067</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1098" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cavi sottomarini" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website.jpg 1098w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website-600x355.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website-1024x606.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website-768x455.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1098px) 100vw, 1098px" /></p>
<p>La presunta operazione di sabotaggio della rete di cavi sottomarini nel Mar Rosso di cui si è parlato nei giorni scorsi e che ha visto molti analisti adombrare sospetti sul ruolo degli Houthi yemeniti è ancora tutta da confermare. Ma la partita delle infrastrutture sottomarine, oggigiorno, è cruciale per analizzare i nuovi domini di confronto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/minaccia-ai-cavi-sottomarini-non-solo-mar-rosso-il-nuovo-dominio-da-tenere-docchio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/minaccia-ai-cavi-sottomarini-non-solo-mar-rosso-il-nuovo-dominio-da-tenere-docchio.html">Minaccia ai cavi sottomarini, non solo Mar Rosso: il nuovo dominio da tenere d&#8217;occhio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1098" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cavi sottomarini" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website.jpg 1098w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website-600x355.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website-1024x606.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Undersea-Cables-image-for-website-768x455.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1098px) 100vw, 1098px" /></p>
<p>La <strong>presunta operazione di sabotaggio</strong> della rete di cavi sottomarini nel Mar Rosso di cui si è parlato nei giorni scorsi e che ha visto molti analisti adombrare sospetti sul ruolo degli Houthi yemeniti è ancora tutta da confermare. Ma la partita delle <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/cavi-sottomarini-e-big-tech-lultima-frontiera-del-dominio-tecnologico-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">infrastrutture sottomarine</a>,</strong> oggigiorno, è cruciale per analizzare i <a href="https://www.true-news.it/venti-di-guerra/il-mar-rosso-svela-il-teatro-sottomarino-della-guerra-senza-limiti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovi domini </a>di confronto ibridi e convenzionali. Della necessità di tenere d&#8217;occhio il dominio <em>underwater</em> oggi <em>InsideOver</em> dialoga con <strong>Luca Galantini,</strong> Political and Research Analyst di <strong>Frascà&amp;Partners</strong>, società di consulenza strategica specializzata nell&#8217;analisi geopolitica e di politica internazionale ed attento conoscitore di questo dominio di confronto.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Qual è la minaccia più importante che pone il dominio <em>underwater</em> oggigiorno?</strong></h4>



<p>La minaccia maggiore di questo dominio alla nostra sicurezza è quella portata alla rete globale e regionale dei gasdotti, oleodotti e cavi di comunicazione sottomarini, che si configurano tra le principali infrastrutture critiche del nostro tempo, ma che non possono essere efficacemente protette se non nei loro punti terminali. Per esempio, la dipendenza delle odierne società digitali dai cavi di comunicazione sottomarini per le telecomunicazioni globali e la connettività Internet introduce una serie di vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate dagli avversari in un conflitto convenzionale o ibrido. Per costrizione geografica, queste infrastrutture che poggiano sui fondali marini devono spesso passare attraverso dei colli di bottiglia (o <em>chokepoints</em>) di straordinaria importanza strategica, come il Mar Rosso che permette di collegare il Mar Mediterraneo e l’Oceano Indiano attraverso i suoi stretti. Ciò le rende ulteriormente più vulnerabili.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Che impatto avrebbe un danneggiamento delle reti sottomarine?</strong></h4>



<p>Interrompere o sabotare gravemente uno o più di questi cavi transnazionali potrebbe avere conseguenze economiche e strategiche significative, influenzando non solo le operazioni militari ma anche il commercio globale, i mercati finanziari, l’approvvigionamento energetico, il funzionamento del settore sanitario o le semplici comunicazioni interpersonali. Il sabotaggio del Nord Stream 2 nel settembre 2022 ha reso noto al grande pubblico la valenza strategica e geopolitica del dominio <em>underwater</em>. Come ha dimostrato quest’ultimo caso, è estremante difficile individuare con certezza un responsabile a un attacco sottomarino. Mari e oceani offrono un ambiente vasto, profondo e difficile da monitorare, e gli <em>underwater vehicles</em> possono operare in modo molto silenzioso. Inoltre, le tecnologie per individuare e tracciare i movimenti dei mezzi sottomarini sono limitate, specialmente in aree remote e lontane dalla costa.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Si parla di un attacco ai cavi nel Mar Rosso. Che notizie abbiamo?</strong></h4>



<p>Le notizie sono ancora incerte, perché ancora non si ha conferma ufficiale del danno da parte di tutte le aziende che gestiscono i cavi che sarebbero stati danneggiati, mentre le società di monitoraggio della linea Internet locale hanno fornito dati contrastanti. Senza almeno la conferma ufficiale dell’accaduto, è possibile solo fare ipotesi su informazioni non troppo verificabili. Secondo la testata giornalistica israeliana Globes, che è stata la prima a lanciare la notizia e che è stata ripresa a domino dagli altri <em>media</em> prima nazionali e poi internazionali, tra il 25 e 26 febbraio il gruppo ribelle Houthi avrebbe danneggiato 4 degli almeno 15 cavi sottomarini transnazionali che, posati sul fondale marino del Mar Rosso, collegano Europa, Asia e Africa. I cavi in questione sarebbero Europe India Gateway (EIG), Asia-Africa-Europe 1 (AAE-1), TGN Eurasia (TGN-EA) e un cavo dell’azienda SEACOM. Al momento, solo quest’ultima ha confermato il danno presso una parte della sua rete che viaggia lungo la rotta subacquea Kenya-Egitto. La responsabilità degli attacchi è stata subito attribuita ai ribelli yemeniti Houthi, già conosciuti dal pubblico per la campagna di attacchi con razzi e droni contro i convogli commerciali e navi porta-<em>container</em> che transitano nel Mar Rosso dall’Oceano Indiano verso il Mar Mediterraneo.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Houthi che con le loro mosse hanno mostrato di far alzare l’asticella della conflittualità in Medio Oriente…</strong></h4>



<p>Gli attacchi si inseriscono nella cornice della guerra tra Israele e Hamas, e nell’appoggio degli Houthi verso la causa palestinese, sebbene si leghino agli eventi della Guerra Civile dello Yemen e più in generale nelle tensioni geopolitiche dell’area mediorientale. Tuttavia, il gruppo Houthi non ha rivendicato gli attacchi sottomarini; al contrario, il Ministero delle Telecomunicazioni di Sanaa ha affermato che gli Houthi non sono coinvolti in alcun atto di sabotaggio di cavi e di altre infrastrutture di telecomunicazione nel Mar Rosso. In ogni caso, le minacce (a livello di dichiarazioni) degli Houthi contro la rete di comunicazione sottomarina non sono nuove, ma negli ultimi mesi si sono intensificate. A inizio febbraio, le yemenite General Corporation for Telecommunications e TeleYemen, che fanno riferimento al legittimo governo yemenita ad Aden, avevano rilasciato un comunicato in cui si avvertiva delle minacce Houthi di considerare come obiettivo la rete dei cavi marittimi internazionali posati sul fondale del Mar Rosso. L’avvertimento è arrivato dopo che un canale Telegram collegato agli Houthi ha pubblicato una mappa che mostrava i percorsi dei cavi sottomarini nelle acque di fronte alla costa yemenita, assieme a una serie di affermazioni sulla criticità e importanza di queste infrastrutture.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>In che misura si può pensare che gli Houthi abbiano le capacità operative necessarie a sabotare le infrastrutture sottomarine del <a href="https://www.true-news.it/venti-di-guerra/una-mano-iraniana-dietro-lattacco-ai-cavi-sottomarini-parla-lammiraglio-sanfelice" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mar Rosso</a>?</strong></h4>



<p>Molto difficile da stabilire, anche perché non è ancora chiaro come gli Houthi possano aver tecnicamente portato l’attacco o quali specifiche sezioni dei cavi sia state prese di mira. Con un certo grado di sicurezza, è possibile affermare che i ribelli yemeniti non dispongono autonomamente di queste capacità. Nelle settimane passate, molti analisti avevano escluso la possibilità di un attacco alla rete dei cavi sottomarini nel Mar Rosso, declassando la minaccia a semplice <em>bluff</em>, proprio per la mancanza di <em>underwater capabilities</em> da parte del gruppo Houthi. Al massimo si considerava reale la minaccia di un attacco a un terminale, ma non ai cavi stessi. Questa considerazione si basava ovviamente sull’assunto che i principali <em>sponsor</em> esterni dei ribelli, <em>in primis</em> Teheran, non avrebbero appoggiato e/o consentito una simile azione da parte dell’alleato yemenita, per due ragioni. Da un lato, ciò avrebbe esteso la portata della minaccia degli Houthi dal dominio del mare di superficie a quello subacqueo, e quindi potuto determinare una grave <em>escalation</em> con possibili ritorsioni nei confronti degli stessi alleati esterni dei ribelli. Dall’altro, avrebbe inevitabilmente allargato la minaccia all’intera comunità internazionale, dal momento che i cavi sottomarini sono strumenti di interconnessione globale di cui fruiscono virtualmente tutti gli Stati, non solo Israele o i Paesi attualmente impegnati nel contrastare gli attacchi Houthi nel Mar Rosso. Evidentemente, se confermata, questa azione non è stata valutata come troppo rischiosa dal punto di vista strategico da parte di chi ha pianificato l’attacco.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>È plausibile pensare a un sostegno esterno al sabotaggio nel Mar Rosso?</strong></h4>



<p>Qualora dovesse essere appurata la responsabilità del gruppo Houthi nel sabotaggio, anche in virtù di quando detto sopra, un appoggio esterno all’iniziativa è praticamente scontato. La profondità media delle acque del Mar Rosso è quasi di 500 metri, mentre quella dello specifico Stretto di Bab-el-Mandeb è superiore ai 180 metri. Anche ipotizzando che gli attacchi ai cavi siano stati portati nel punto di posa più prossimo alla superficie, è comunque necessario essere in possesso di droni sottomarini o altri strumenti tecnologici avanzati per recare un danno significativo alla rete. Il principale indiziato per la fornitura di questi <em>underwater systems</em> è ovviamente la Repubblica Islamica dell’Iran, che sostiene militarmente il gruppo Houthi da almeno l’inizio della Guerra Civile in Yemen nel 2014, in funzione anti-saudita, e più recentemente negli attacchi portati dai ribelli yemeniti ai convogli commerciali in transito nel Mar Rosso, quale riflesso della guerra tra Israele e Hamas. Non dimentichiamo che gli Houthi sono un gruppo armato a prevalenza sciita che appartiene al cosiddetto “Asse della Resistenza” sostenuto dall’Iran in funzione anti-americana, anti-israeliana e anti-saudita, di cui fanno parte anche Hamas in Palestina ed Hezbollah in Libano. Il sostegno iraniano può essere stato poi non solo materiale, ma anche di supporto nel mappare la rete sottomarina e nell’individuare i punti migliori dove arrecare il danno all’infrastruttura. Segnalo che la rete dei cavi sottomarini è almeno parzialmente pubblica o comunque di non difficile reperibilità in rete, ma un conto è avere conoscenza della posizione generica del cavo, un altro è localizzarlo fisicamente a centinaia di metri sotto la superficie dell’acqua.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Come si stanno attrezzando le grandi potenze alla gestione della guerra sotto i mari negli anni a venire?</strong></h4>



<p>Assieme a quello spaziale e cibernetico, il dominio sottomarino è stato negli ultimi anni sempre più al centro del dibattito negli ambienti della Difesa occidentali, cinesi e russi. Non a caso, le principali potenze stanno perfezionando le loro dottrine strategiche e militari sulla <em>underwater warfare</em> e <em>submarine warfare</em>, per aggiornarle sia alle ultime novità in termini tecnologici, sia al nuovo contesto rappresentato dalla società digitale, il cui funzionamento dipende in modo critico dalle infrastrutture di comunicazione sottomarine. Proprio l’innovazione tecnologica e l’importanza strategica delle infrastrutture critiche posizionate sui fondali marini (come gasdotti, oleodotti e cavi di comunicazione) ha reso il dominio subacqueo di grande rilevanza nella competizione tra Stati.&nbsp; Al di là dell’aspetto prettamente militare, l’importanza dello scenario subacqueo in chiave securitaria è stata (finalmente) colta anche a livello politico, come dimostra la recentissima Raccomandazione della Commissione Europea sulla sicurezza e resilienza delle infrastrutture di cavi sottomarini. Tornado all’aspetto militare, e parlando di mezzi, negli ultimi anni è stata posta un’enfasi significativa sullo sviluppo e impiego di droni sottomarini e altri <em>unmanned underwater vehicles</em> (UUVs) per vari scopi, tra cui ricognizione, sorveglianza, contromisure antimine e persino operazioni offensive, tra cui quelle di danneggiamento delle infrastrutture critiche subacquee. Questi nuovi strumenti offrono il vantaggio di ridurre i rischi per il personale umano estendendo al contempo le capacità operative subacquee. Allo stesso tempo, grandi e medie potenze hanno migliorato le loro capacità nel campo della anti-submarine warfare (ASW) per individuare, tracciare e neutralizzare efficacemente i sistemi <em>underwater</em> nemici. Ciò include l’impiego di piattaforme ASW specializzate, come aerei da guerra antisommergibile, navi di superficie dotate di sistemi di rilevamento avanzati e reti di sensori sottomarini. La regione artica e quella dell’Indo-Pacifico saranno probabilmente quelle aree in cui la dimensione <em>underwater</em> acquisirà ulteriore importanza nei prossimi anni. È qui infatti dove le capacità di guerra sottomarina delle potenze rivali stanno avanzando rapidamente, portando a potenziali rischi di <em>escalation</em> e sfide nel mantenimento della stabilità strategica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/minaccia-ai-cavi-sottomarini-non-solo-mar-rosso-il-nuovo-dominio-da-tenere-docchio.html">Minaccia ai cavi sottomarini, non solo Mar Rosso: il nuovo dominio da tenere d&#8217;occhio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Hezbollah, Houthi e milizie: la costellazione di forze in mano all&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/hezbollah-houthi-e-milizie-la-costellazione-di-forze-in-mano-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 09:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie sciite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=413656</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dallo Yemen all'Iraq, dal Libano alla Siria, Teheran sa come mettere pressione a forze Usa e Israele. Che ora reagiscono in modo chirurgico</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hezbollah-houthi-e-milizie-la-costellazione-di-forze-in-mano-alliran.html">Hezbollah, Houthi e milizie: la costellazione di forze in mano all&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21748179_large-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tensione che ha invaso tutto il Medio Oriente e che ha come epicentro la Striscia di Gaza coinvolge soprattutto l’<strong>Iran</strong> che, in via indiretta, è protagonista su diversi fronti. La Repubblica islamica, dall’inizio del conflitto a Gaza, ha sostenuto pienamente la causa di Hamas, nonostante le divergenze ideologiche e religiose tra la sua essenza sciita e l’organizzazione palestinese di matrice sunnita. Ma oltre ai confini di Israele e dell’exclave palestinese, l’insieme delle forze legate all’Iran in tutta la regione ha avviato una serie di confronti con le forze occidentali e con quelle israeliane che hanno mostrato la rete di alleanze e di partnership di Teheran in molti Paesi dell’area. Una galassia che compone un sistema in grado di mettere a repentaglio non solo la sicurezza di Israele, ma anche la stabilità della regione, le forze occidentali (in particolare statunitensi) presenti “boots on the ground” in <strong>Medio Oriente</strong>, ma anche la stessa economia globale.</p>



<p>Il ruolo di protagonista in queste settimane lo hanno assunto gli <strong>Houthi</strong>, la milizia filoiraniana che dallo Yemen lancia droni e missili diretti contro le navi commerciali che fanno rotta verso Israele attraverso il <strong>Mar Rosso</strong>. Da Sanaa, la forza yemenita si è riuscita a imporre nel panorama internazionale nonostante anni di oblio sul conflitto che ha insanguinato il Paese: un fronte drammatico e dimenticato di quel gigantesco arco di crisi avviato con le Primavere arabe. E i 25 attacchi da novembre segnalati dal Comando centrale degli Stati Uniti (<strong>Centcom</strong>) confermano la rilevanza strategica delle forze houthi al pari della decisione di molte compagnie di navigazione di interrompere le tratte per lo stretto di Bab el-Mandeb mentre continuano a piovere missili e droni o a muoversi barchini diretti contro i cargo o verso il porto di Eilat.</p>



<p>Più a nord, a fare la voce grossa nell’equilibrio mediorientale e a ridosso dei confini israeliani è <strong>Hezbollah</strong>. Il partito-milizia di <strong>Hassan Nasrallah</strong>, che continua a minacciare lo Stato ebraico pur senza scatenare uno scontro diretto con le Israel defense forces, è impegnato da mesi in un confronto serrato con le forze israeliane, e proprio per questo motivo, sia Washington che Beirut premono sull’organizzazione sciita affinché fermi qualsiasi ipotesi di escalation militare con Israele. Hezbollah ha già perso un centinaio di combattenti: ma nonostante l’ultimo raid chirurgico che ha colpito il numero due di Hamas in una delle roccaforti del Partito di Dio a Beirut, il movimento libanese non ha ricevuto il via libera da Teheran per compiere un attacco. L’Iran sa di poter contare su un <strong>arsenale </strong>ai confini di Israele e sul Mediterraneo. Ma sa anche che il vantaggio, in questa fase, è rappresentato proprio dal fatto che Hezbollah rappresenta una minaccia strategica verso Israele. La milizia nel corso degli ultimi anni si è addestrata e si è rafforzata. La guerra in Siria ha permesso a Teheran di costruire un canale di collegamento diretto con il <strong>Libano </strong>e il Paese si è trasformato in un banco di prova fondamentale per testare la forza dell’alleanza sciita. Nasrallah, inoltre, ha saputo tessere la sua rete di alleanze: come dimostrato anche dal possibile impiego di missili antinave russi da parte del movimento.</p>



<p>Se la <strong>Siria</strong>, con l’alleato Bashar al Assad al timone di Damasco, rappresenta un solido pilastro della cosiddetta Mezzaluna sciita, a fare ora da ulteriore pilastro del sistema di alleanze iraniane sono le milizie sciite in <strong>Iraq</strong>. La tensione, anche in questo angolo di Medio Oriente, è latente da mesi. Dall’inizio della guerra a Gaza, fazioni armate irachene legate all’Iran hanno colpito o tentato di colpire la basi Usa presenti in territorio iracheno o al di là del confine siriano. E in questi giorni, ha assunto una particolare rilevanza l’attacco americano a Baghdad che ha ucciso un leader di una di queste milizie, <strong>Abu Taqwa Al-Saidi</strong>, vicecomandante del <strong>movimento Al Nujaba</strong>. Le milizie dell’Iraq hanno annunciato risposte immediate all’attacco ordinato da Washington e sono stati riportati dei droni lanciati contro un campo di addestramento vicino alla base di Al-Tanf, al confine tra Iraq, Siria e Giordania, e il campo petrolifero di al-Omar.</p>



<p>I più recenti attacchi da parte di Stati Uniti e Israele (più o meno rivendicati) hanno fatto capire che le due potenze hanno iniziato a reagire in modo più chirurgico e letale nei confronti del cosiddetto “asse della Resistenza”. Il bombardamento a Baghdad, l’omicidio di<strong> Saleh el Arouri</strong> a Beirut e prima ancora l’assassinio di Mousavi, sempre in un raid, in Siria hanno confermato la capacità dell’intelligence israeliana e di quella statunitense di individuare e colpire ovunque e in qualsiasi momento. E anche la pressione sugli Houthi sta aumentando sensibilmente, pur se tra molte difficoltà nel decollo di <strong>Prosperity Guardian</strong>. Segno che per l’alleanza sciita non è semplice mantenere questo equilibrio, rischiando di alzare troppo il tiro. Ma indizio anche di come l’Iran sia riuscito negli anni a consolidare un sistema di forze non solo fedeli alla Repubblica islamica, ma anche di incidere in modo sensibile sulla stabilità del quadrante mediorientale. Una minaccia costante e capace di infiammare l’intera regione mettendo pressione tanto allo Stato ebraico quanto alle forze Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hezbollah-houthi-e-milizie-la-costellazione-di-forze-in-mano-alliran.html">Hezbollah, Houthi e milizie: la costellazione di forze in mano all&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Houthi colpiscono l&#8217;aeroporto di Abu Dhabi con droni</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-houthi-colpiscono-laeroporto-di-abu-dhabi-con-droni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 19:09:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=340541</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-1536x1032.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-2048x1376.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di lunedì 17 gennaio un importante impianto di stoccaggio carburanti presso l&#8217;aeroporto internazionale di Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, è stato colpito da un attacco utilizzante, molto probabilmente, dei droni. L&#8217;attacco, che ha causato un incendio e la morte di tre persone, come riferito da Associated Press, è stato rivendicato dagli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-houthi-colpiscono-laeroporto-di-abu-dhabi-con-droni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-houthi-colpiscono-laeroporto-di-abu-dhabi-con-droni.html">Gli Houthi colpiscono l&#8217;aeroporto di Abu Dhabi con droni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-1536x1032.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117200859704_a4a93204dbb44530ffd6228783b04a6d-2048x1376.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella giornata di lunedì 17 gennaio un importante impianto di stoccaggio carburanti presso l&#8217;aeroporto internazionale di <strong>Abu Dhabi</strong>, capitale degli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, è stato colpito da un attacco utilizzante, molto probabilmente, dei droni. L&#8217;attacco, che ha causato un incendio e la morte di tre persone, come riferito da <a href="https://apnews.com/article/business-dubai-united-arab-emirates-abu-dhabi-yemen-8bdefdf900ce46a6fd6c7bc685bf838a?utm_source=Twitter&amp;utm_campaign=SocialFlow&amp;utm_medium=AP" target="_blank" rel="noopener"><em>Associated Press</em></a>, è stato rivendicato dagli <strong>Houthi</strong>, i ribelli yemeniti che combattono una coalizione guidata dall&#8217;Arabia Saudita.</p>
<p>A quanto sembra tre autocisterne hanno preso fuoco nella struttura, mentre un altro incendio si è sviluppato nell&#8217;aeroporto della capitale emiratina. Secondo i primi rapporti della polizia locale, sembra che ci fossero dei “piccoli oggetti volanti”, forse droni, in volo, quindi si suppone che potrebbero aver causato l&#8217;esplosione e l&#8217;incendio.</p>
<p>L&#8217;attacco è solo l&#8217;ultimo e arriva a poco tempo dal <a href="https://www.aljazeera.com/news/2022/1/3/yemen-houthis-seize-uae-vessel-carrying-military-supplies" target="_blank" rel="noopener">sequestro</a>, da parte dei ribelli yemeniti, di una nave cargo battente bandiera degli Emirati che sarebbe stata carica di “rifornimenti militari” mentre era in navigazione nel Mar Rosso. Il sequestro della Rwabee è <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovo-attacco-a-una-petroliera-nel-mar-rosso-si-sospettano-gli-houthi.html" target="_blank" rel="noopener">solo l&#8217;ultimo atto</a> di “pirateria” in quelle acque attraversate da una rotta cruciale per il commercio internazionale e le spedizioni di fonti energetiche. Gli Houthi sembrano così voler colpire ancora una volta gli Emirati, in questo momento “anello debole” della coalizione, che sebbene abbiano in gran parte ritirato le proprie forze dal conflitto in <strong>Yemen</strong>, sono ancora attivamente impegnati nel sostegno alle milizie locali che combattono i ribelli sostenuti dall&#8217;Iran.</p>
<p>Gli Emirati Arabi Uniti sono in guerra in Yemen dall&#8217;inizio del 2015 è sono stati un membro chiave della coalizione guidata dai sauditi che combatte gli Houthi. Abu Dhabi, però, dal 2019 <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-emirati-arabi-smantellano-la-loro-base-in-eritrea.html" target="_blank" rel="noopener">sembra volersi lentamente sfilare dal conflitto</a> – molto probabilmente dietro pressioni statunitensi che passano anche dalle possibili vendite di armamenti, <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-perche-gli-emirati-ora-frenano-sugli-f-35.html" target="_blank" rel="noopener">F-35 compresi</a> – sebbene ci siano segnali che lasciano pensare che gli Eau non intendano completamente mollare la presa sullo Yemen.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/difesa/chi-ce-dietro-alla-misteriosa-base-aerea-comparsa-a-largo-dello-yemen.html" target="_blank" rel="noopener">Lo scorso maggio</a> vi avevamo raccontato della comparsa di una “misteriosa” base aerea in costruzione sull&#8217;isola di Mayun, situata nello strategico <strong>Stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Chi stia costruendo l&#8217;infrastruttura è ancora un mistero, ma funzionari del governo Yemenita e analisti di Janes ritengono possibile che dietro ci siano ancora gli Emirati Arabi Uniti. Si potrebbe anche pensare che gli Eau, ritenendo il Corno d&#8217;Africa “un luogo pericoloso” a causa della presenza di nazioni concorrenti e dei rischi connessi ai conflitti locali, abbiano ripiegato su Mayun per avere un sito prezioso per il monitoraggio del traffico navale da e per il Mar Rosso, piuttosto che una base per proseguire il conflitto in Yemen.</p>
<p>Gli Houthi recentemente sono stati messi sotto pressione e stanno subendo pesanti perdite poiché le forze yemenite, alleate e sostenute dagli Emirati Arabi Uniti, hanno respinto i ribelli nelle principali province meridionali e centrali del paese, vanificandone gli sforzi per completare il controllo dell&#8217;intera metà settentrionale dello Yemen. Le forze allineate al governo regolare sono state aiutate dalle <strong>Brigate dei Giganti</strong> sostenute da Abu Dhabi e hanno avuto il supporto degli attacchi aerei sauditi.</p>
<p>Tornando a quanto accaduto oggi, Etihad Airways ha affermato che “le misure precauzionali hanno provocato la breve interruzione di un numero limitato di voli” ma che le operazioni aeroportuali sono tornate alla normalità. L&#8217;altra serie di esplosioni ha colpito tre autocisterne nei pressi della raffineria della <strong>Abu Dhabi National Oil Co.</strong> nella zona industriale di Musaffah. Il terminal petrolifero è situato a circa 22 chilometri dal centro di Abu Dhabi, e vede a presenza di 36 serbatoi di stoccaggio carburante. È anche a breve distanza dall&#8217;importante base aerea di <strong>al-Dhafra</strong>, un&#8217;installazione militare che ospita le forze statunitensi e francesi.</p>
<p>Sebbene non sia ancora chiaro se effettivamente siano stati utilizzati droni, quindi non sappiamo nemmeno di che tipo possano essere, è noto che gli Houthi sono soliti condurre attacchi con questi piccoli velivoli carichi di bombe per colpire obiettivi in Arabia Saudita o negli Eau. Il gruppo ha anche lanciato missili balistici e da crociera, di fabbricazione iraniana, contro aeroporti, impianti petroliferi e oleodotti sauditi, nonché ha utilizzato barche con trappole esplosive per attacchi nelle principali rotte marittime.</p>
<p>La <strong>guerra asimmetrica</strong> degli Houthi in Yemen vede pertanto il coinvolgimento di importanti attori regionali che si affrontano “per procura” in un fronte che spesso travalica i confini yemeniti: recentemente alcune <strong>milizie sciite irachene</strong> sostenute dall&#8217;<strong>Iran</strong> hanno minacciato gli Emirati Arabi in risposta alla presunta interferenza di Abu Dhabi nella politica interna di Baghdad e a pochi giorni da un <a href="https://abcnews.go.com/International/wireStory/iraqi-officials-rockets-target-us-embassy-baghdad-82246448" target="_blank" rel="noopener">tentato attacco con razzi alla legazione statunitense</a>, parzialmente neutralizzato dal <a href="https://it.insideover.com/guerra/razzi-sulla-green-zone-di-baghdad-entra-in-azione-il-sistema-centurion.html" target="_blank" rel="noopener">sistema C-Ram</a> dell&#8217;ambasciata. L&#8217;attacco nella capitale dell&#8217;Iraq è l&#8217;ultimo di una serie che ha preso di mira la presenza americana nel Paese dall&#8217;inizio dell&#8217;anno in occasione del secondo anniversario dell&#8217;assassinio del generale iraniano <strong>Qassem Soleimani</strong> e del comandante della milizia irachena Abu Mahdi al-Muhandi. Giovedì 6 sono state prese di mira le truppe americane in Iraq e Siria: razzi hanno colpito una base militare irachena che ospita truppe statunitensi nella provincia occidentale di Anbar e nella capitale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-houthi-colpiscono-laeroporto-di-abu-dhabi-con-droni.html">Gli Houthi colpiscono l&#8217;aeroporto di Abu Dhabi con droni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Londra invia i militari a difendere i pozzi in Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/londra-invia-i-militari-a-difendere-i-pozzi-in-arabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 17:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=299285</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Petrolio-in-Arabia-Saudita-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petrolio in Arabia Saudita (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Petrolio-in-Arabia-Saudita-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Petrolio-in-Arabia-Saudita-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Petrolio-in-Arabia-Saudita-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Petrolio-in-Arabia-Saudita-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Qualche giorno fa ha destato scalpore oltre Manica, la notizia che il governo britannico ha dispiegato un contingente di truppe in Arabia Saudita all&#8217;insaputa del parlamento (e dell&#8217;opinione pubblica). Si tratta di uomini del 16esimo reggimento di artiglieria che operano un radar tipo Giraffe di fabbricazione svedese a difesa dei campi petroliferi sauditi, così si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/londra-invia-i-militari-a-difendere-i-pozzi-in-arabia-saudita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/londra-invia-i-militari-a-difendere-i-pozzi-in-arabia-saudita.html">Londra invia i militari a difendere i pozzi in Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Petrolio-in-Arabia-Saudita-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petrolio in Arabia Saudita (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Petrolio-in-Arabia-Saudita-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Petrolio-in-Arabia-Saudita-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Petrolio-in-Arabia-Saudita-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Petrolio-in-Arabia-Saudita-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Qualche giorno fa ha destato scalpore oltre Manica, la notizia che il <strong>governo britannico</strong> ha dispiegato un contingente di truppe in <strong>Arabia Saudita</strong> all&#8217;insaputa del parlamento (e dell&#8217;opinione pubblica). Si tratta di uomini del 16esimo reggimento di artiglieria che operano un radar tipo Giraffe di fabbricazione svedese a difesa dei campi petroliferi sauditi, così si legge sul quotidiano <a href="https://www.independent.co.uk/news/uk/politics/uk-troops-saudi-arabia-arms-oil-fields-mod-parliament-secret-b1762474.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>The Independent</em></a>.</p>
<p>Il <strong>radar Giraffe,</strong> che opera nel medio e corto raggio, è stato dispiegato in Arabia Saudita già da <strong>febbraio</strong> di quest&#8217;anno e viene utilizzato per rilevare i possibili attacchi con droni o sistemi missilistici come quelli che, l&#8217;anno scorso, hanno colpito alcune infrastrutture petrolifere saudite.</p>
<p>Secondo il Ministero della Difesa britannico i giacimenti petroliferi di Riad sono &#8220;infrastrutture economiche critiche&#8221; e che Londra, proprio a seguito degli attacchi del 14 settembre 2019, ha avviato una collaborazione con il Ministero della Difesa saudita e altri partner internazionali per “considerare come rafforzare la difesa della sua infrastruttura economica critica dalle minacce aeree”.</p>
<p>Di questa operazione, a quanto pare, non c&#8217;è traccia se non <a href="https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/928741/6.6565_MoD_Annual_Report_and_Accounts_2019-20_211020_WEB_3_.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nel rapporto annuale sulla Difesa del 2020</a>, dove, al capitolo “proiettare la nostra influenza globale”, si legge, nel paragrafo “Medio Oriente e Nord Africa”, che Londra ha dispiegato un radar Giraffe a Riad a febbraio 2020 per aiutare l&#8217;Arabia Saudita a tracciare meglio e identificare gli oggetti volanti nel suo spazio aereo.</p>
<p>Il portavoce del Ministero della Difesa non risponde alle domande sul motivo per cui non era stato fatto alcun annuncio in parlamento o altrove in merito al dispiegamento di truppe britanniche su suolo saudita, limitandosi a dire che l&#8217;operazione, che è attualmente ancora in corso, costa circa <strong>840mila sterline</strong> (930mila euro) ai contribuenti britannici.</p>
<p>La notizia, si diceva, ha destato scalpore e indignazione nell&#8217;opposizione politica: viene infatti rimarcato che il governo non solo ha venduto armi a un governo impegnato in un conflitto (quello in Yemen) in cui vengono commessi azioni criminali contro i civili, ma è anche privo di “morale” per aver dispiegato truppe a sostegno di Riad.</p>
<p>Il riferimento è al divieto, rimasto in vigore fino allo scorso luglio, imposto dalla Corte d&#8217;appello di autorizzare le esportazioni militari a causa dei timori che le forze saudite stessero commettendo crimini di guerra nel loro conflitto con i ribelli <strong>Houthi</strong> in <strong>Yemen</strong>.</p>
<p>Attualmente risulta sia in corso un&#8217;azione legale nei tribunali britannici per ripristinare tale il divieto, che il governo ha fatto decadere in estate dopo aver ritenuto che i 500 presunti crimini di guerra fossero solo “possibili” violazioni del diritto internazionale umanitario e fossero comunque “incidenti isolati”.</p>
<p>Come spesso accade in politica si mescolano i piani e si tende a colpire l&#8217;avversario sul piano morale confondendo gli ambiti. Se è lecito, per un governo, decidere di bloccare le esportazioni di armi verso un Paese che si ritiene le utilizzi per compiere crimini di guerra (ma bisognerebbe aprire un&#8217;ampia parentesi su cosa sia un crimine di guerra in un conflitto asimmetrico non dichiarato), risulta difficile accusarlo di “amoralità” per aver inviato assetti radar, quindi puramente difensivi, a un partner che ha richiesto assistenza.</p>
<p>La stessa decisione, peraltro, è stata seguita da altri Paesi, come lo stesso portavoce della Difesa britannico aveva accennato. Sappiamo infatti che, proprio nel medesimo periodo, la <strong>Francia</strong> ha inviato in Arabia Saudita un altro radar militare per sorvegliare gli approcci orientali alla penisola araba, sempre per via degli attacchi alle installazioni petrolifere portati l&#8217;anno precedente.</p>
<p>Come riportato da <a href="https://www.lefigaro.fr/flash-actu/la-france-a-deploye-un-systeme-radar-en-arabie-saoudite-20200117" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Le Figaro</em></a> il 17 gennaio il Ministero della Difesa francese aveva annunciato la creazione della <strong>Task Force Jaguar</strong> sempre imperniata sul medesimo radar Giraffe. Il giorno precedente <strong>Emmanuel Macron</strong> aveva fatto riferimento a misure di “rassicurazione” del regno saudita dopo i bombardamenti che hanno colpito le sue installazioni petrolifere.</p>
<p>Già in occasione di un viaggio a <strong>Manama</strong> (Bahrein) alla fine di novembre 2019 l&#8217;Eliseo aveva lasciato intendere le sue intenzioni quando il ministro della Difesa, <strong>Florence Parly</strong>, aveva annunciato il dispiegamento di un sistema di allerta precoce nel Golfo che avrebbe incluso un sofisticato radar destinato a prevenire nuovi attacchi.</p>
<p>Sebbene quindi l&#8217;Arabia Saudita non sia appoggiata in modo ufficiale dai Paesi occidentali nel suo conflitto contro gli Houthi, che periodicamente ha dei parossismi da ambo le parti che vedono coinvolgere anche il <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovo-attacco-a-una-petroliera-nel-mar-rosso-si-sospettano-gli-houthi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">traffico navale petrolifero</a> (unico obiettivo effettivamente pagante per gli Houthi), Riad può contare su “amicizie” che si schierano in difesa di quegli assetti considerati universalmente strategici come gli impianti petroliferi. Del resto il flusso di greggio verso l&#8217;Europa e l&#8217;Occidente è fondamentale che resti costante e quindi le cancellerie si sono adoperate affinché le infrastrutture dell&#8217;industria <strong>Oil&amp;Gas</strong> siano protette da attacchi esterni. Più che un conflitto asimmetrico tra Iran (e i suoi <em>proxy</em>) e l&#8217;Arabia Saudita (e i suoi partner) qui si tratta esclusivamente di un mero calcolo economico e commerciale: le linee di rifornimento del greggio e la sua catena di produzione (estrazione e raffinazione) devono restare aperte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/londra-invia-i-militari-a-difendere-i-pozzi-in-arabia-saudita.html">Londra invia i militari a difendere i pozzi in Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovo attacco a una petroliera nel Mar Rosso, si sospettano gli Houthi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nuovo-attacco-a-una-petroliera-nel-mar-rosso-si-sospettano-gli-houthi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 08:15:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
		<category><![CDATA[petroliere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=298387</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petroliera iraniana (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse-2048x1337.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella corso della mattina del 25 novembre una petroliera battente bandiera maltese ormeggiata presso un terminal saudita nel Mar Rosso, è stata oggetto di un attacco tramite quelle che sembrano essere delle limpet mine, ovvero delle “mine patella” che vengono attaccate magneticamente allo scafo. Inizialmente i danni sono stati imputati a una mina da fondo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovo-attacco-a-una-petroliera-nel-mar-rosso-si-sospettano-gli-houthi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovo-attacco-a-una-petroliera-nel-mar-rosso-si-sospettano-gli-houthi.html">Nuovo attacco a una petroliera nel Mar Rosso, si sospettano gli Houthi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petroliera iraniana (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Iran-La-Presse-2048x1337.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella corso della mattina del 25 novembre una petroliera battente bandiera maltese ormeggiata presso un terminal saudita nel <strong>Mar Rosso</strong>, è stata oggetto di un attacco tramite quelle che sembrano essere delle <strong><em>limpet mine</em></strong>, ovvero delle “mine patella” che vengono attaccate magneticamente allo scafo.</p>
<p>Inizialmente i danni sono stati imputati a una mina da fondo, di quelle classiche che, ad attivazione magnetica o per contatto, vengono posate per interdire il passaggio alle navi in un braccio di mare, ma risulta che gli stessi siano al di sopra della linea di galleggiamento della petroliera, quindi impossibile che si tratti di questo tipo di ordigni.</p>
<p>Resta quindi solo la possibilità che si tratti di una <em>limpet mine</em>, stante il fatto che non sono stati osservati né missili né un attacco portato da un barchino esplosivo, che ad alta velocità potrebbe sollevare la prua in modo sufficiente da colpire una nave relativamente al di sopra della linea di galleggiamento.</p>
<p>Se si tratta di una <em>limpet mine</em> significa che, fattualmente, del personale si è avvicinato alla petroliera e ha attaccato l&#8217;ordigno allo scafo, per poi allontanarsi.</p>
<p>La petroliera è la <strong>MT Agrari</strong>, che inalbera la bandiera di Malta, ma è gestita da una compagnia di navigazione greca, la <strong>Tms Tankers</strong>. La Agrari era originariamente salpata da Rotterdam, in Olanda, trasportando un carico non specificato che è stato scaricato presso la centrale elettrica di <strong>Shuqaiq</strong> prima dell&#8217;attacco, come riporta l&#8217;<a href="https://apnews.com/article/dubai-saudi-arabia-united-arab-emirates-jiddah-yemen-79ab505c8576520935bf3e757e2d2b80" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Associated Press</em></a>. Shuqaiq si trova sulla costa meridionale dell&#8217;Arabia Saudita che si affaccia sul Mar Rosso, a circa 160 chilometri a nord del confine con il martoriato <strong>Yemen</strong>.</p>
<p>“La nave è stata attaccata da una fonte sconosciuta”, afferma in una dichiarazione la società armatrice greca. “L&#8217;Agrari è stata colpita a circa 1 metro sopra la linea di galleggiamento e ha subito una breccia nello scafo. È stato confermato che l&#8217;equipaggio è al sicuro e non ci sono stati feriti”.</p>
<p>La petroliera è ancora a galla ma dalle immagini satellitari che ci sono giunte in queste ore si può vedere una scia di un qualche liquido non identificato fuoriuscire dalla nave e spargersi sulla superficie marina.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Impressive work by <a href="https://twitter.com/wammezz?ref_src=twsrc%5Etfw">@wammezz</a> in possibly geolocating the <a href="https://twitter.com/hashtag/Agrari?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Agrari</a> Crude Oil Tanker ! As for this morning November 25th 2020 07:22:27 UTC the same unknown substance appears to keep on leaking from the vessel near <a href="https://twitter.com/hashtag/Shuqaiq?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Shuqaiq</a> Power Plant <a href="https://twitter.com/hashtag/KSA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#KSA</a> . <a href="https://t.co/cMj1NrO3pW">https://t.co/cMj1NrO3pW</a> <a href="https://t.co/vwdiFHPCbR">pic.twitter.com/vwdiFHPCbR</a></p>
<p>&mdash; The Intel Lab (@TheIntelLab) <a href="https://twitter.com/TheIntelLab/status/1331624480045666304?ref_src=twsrc%5Etfw">November 25, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>La paternità dell&#8217;attacco, come detto, è incerta, ma la <strong>dinamica</strong> è sostanzialmente identica a dei precedenti attacchi attuati contro petroliere e portati molto probabilmente dalle <strong>Guardie della Rivoluzione iraniana</strong> (le <strong>Irgc</strong> o meglio note come <em>Pasdaran</em>), che <a href="https://it.insideover.com/guerra/sabotate-petroliere-saudite-nel-golfo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lo scorso anno a maggio</a> sono sospettate aver colpito quattro petroliere, due saudite, una norvegese e una degli Emirati Arabi Uniti, ormeggiate al largo delle coste emiratine.</p>
<p>Più ancora, un attacco con <em>limpet mine</em> è ritenuto essere la causa del <a href="https://www.thedrive.com/the-war-zone/28574/u-s-releases-new-evidence-of-irans-involvement-in-tanker-attacks" target="_blank" rel="noopener noreferrer">danneggiamento della <strong>Kokuka Couragoueos</strong></a>, una cisterna di proprietà giapponese attaccata lo scorso giugno dopo aver imbarcato un carico di metanolo saudita. Quel particolare attacco fu subito attribuito all&#8217;Iran prima ancora che <a href="https://www.youtube.com/watch?v=WFcjzKAcC-c" target="_blank" rel="noopener noreferrer">venisse pubblicato un video</a>, da parte degli <strong>Stati Uniti</strong>, in cui immagini probabilmente tratte da un drone da ricognizione mostravano del personale, ritenuto essere dei Pasdaran, rimuovere altri ordigni magnetici dallo scafo della Kokura Courageous.</p>
<p>Quell’azione, infatti, <a href="https://it.insideover.com/guerra/messaggio-petroliera-sequestrata-iran-pasdaran.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come ha scritto Lorenzo Vita lo scorso agosto</a>, arrivò in un momento preciso: la petroliera giapponese venne attaccata proprio mentre il premier nipponico, Shinzo Abe, era a Teheran per una storica visita di Stato che serviva a far riconoscere Tokyo quale ponte diplomatico fra Stati Uniti e Iran, e che serviva però anche a manifestare la volontà giapponese di elevarsi al rango della Cina nello scacchiere internazionale e mediorientale. Viaggio che si rivelò un fallimento, anche a causa di quell’attacco, ma che non può non essere collegato al sabotaggio della petroliera.</p>
<p>Il sospetto di quest&#8217;ultimo attacco ricade quindi sugli <strong>Houthi</strong>, i ribelli yemeniti appoggiati dall&#8217;<strong>Iran</strong> che stanno combattendo l&#8217;Arabia Saudita a tutto campo, essendo stati protagonisti di numerosi attacchi missilistici anche ad installazioni petrolifere saudite.</p>
<p>In particolare questo atto arriva proprio il giorno successivo all&#8217;annuncio, da parte della coalizione a guida saudita, della rimozione e distruzione di cinque mine navali di fabbricazione iraniana posate dagli Houthi nel Mar Rosso meridionale, in prossimità dello stretto di <strong>Bab el-Mandeb</strong>, <em>choke point</em> cruciale per i traffici commerciali marittimi mondiali. Lo stretto si trova a circa 585 chilometri (363 miglia) a sud di Shuqaiq e l&#8217;interdizione al passaggio di naviglio mercantile è uno degli obiettivi dichiarati degli Houthi: nel 2018, Saleh al-Samad, allora capo del gruppo poi eliminato in un raid aereo, aveva affermato di voler “tagliare fuori il Mar Rosso e la navigazione internazionale” tra le altre “opzioni strategiche” prendendo di mira la coalizione a guida saudita nello Yemen.</p>
<p>Un attacco con <em>limpet mine</em> ha bisogno di personale portato in loco con mezzi di superficie, possibilmente veloci: Shuqaiq è relativamente vicina allo Yemen per poter essere raggiunta da un mezzo abbastanza grande e dotato di sufficiente autonomia, ma esiste anche un&#8217;altra possibilità tutta da confermare. In passato una nave iraniana che si ritiene essere operata dai Pasdaran, la <strong>M/V Saviz</strong>, è stata accusata di fornire supporto ad attività di supporto agli Houthi ed è stata più volte osservata proprio nel braccio di Mar Rosso in cui è avvenuto il recente attacco. Se la sua presenza nella zona venisse confermata, potrebbe essere una prova in più che dimostrerebbe la paternità “iraniana” dell&#8217;azione di sabotaggio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovo-attacco-a-una-petroliera-nel-mar-rosso-si-sospettano-gli-houthi.html">Nuovo attacco a una petroliera nel Mar Rosso, si sospettano gli Houthi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Arabia Saudita intercetta nuovi missili dallo Yemen</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/larabia-saudita-intercetta-nuovi-missili-dallo-yemen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 09:36:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Missili balistici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=266854</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="974" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Soldato-saudita-Yemen-La-Presse-e1585560976567.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Arabia Saudita guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Soldato-saudita-Yemen-La-Presse-e1585560976567.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Soldato-saudita-Yemen-La-Presse-e1585560976567-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Soldato-saudita-Yemen-La-Presse-e1585560976567-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Soldato-saudita-Yemen-La-Presse-e1585560976567-1024x520.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Arabia Saudita ha annunciato tramite le sue fonti governative di aver intercettato un attacco missilistico proveniente dallo Yemen e diretto verso i propri territori, a metà tra la capitale Riad e la città meridionale di Jazan. Come sottolineato dall&#8217;agenzia di stampa Reuters, le indagini per risalire al mandante dell&#8217;operazione militare e per stabilire quale fosse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/larabia-saudita-intercetta-nuovi-missili-dallo-yemen.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/larabia-saudita-intercetta-nuovi-missili-dallo-yemen.html">L&#8217;Arabia Saudita intercetta nuovi missili dallo Yemen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="974" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Soldato-saudita-Yemen-La-Presse-e1585560976567.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Arabia Saudita guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Soldato-saudita-Yemen-La-Presse-e1585560976567.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Soldato-saudita-Yemen-La-Presse-e1585560976567-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Soldato-saudita-Yemen-La-Presse-e1585560976567-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Soldato-saudita-Yemen-La-Presse-e1585560976567-1024x520.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Arabia Saudita ha annunciato tramite le sue fonti governative di aver intercettato un <strong>attacco missilistico</strong> proveniente dallo Yemen e diretto verso i propri territori, a metà tra la capitale Riad e la città meridionale di Jazan. Come sottolineato dall&#8217;agenzia di stampa <em>Reuters</em>, le indagini per risalire al mandante dell&#8217;operazione militare e per stabilire quale fosse lo scopo dell&#8217;attacco sono ancora in corso, sebbene sia parso chiaro sin dal principio il coinvolgimento delle forze separatiste yemenite degli <strong>Houthi</strong>. Grazie all&#8217;intervento della contraerea saudita sono stati evitati sia danni strutturali che vittime civili, in quello che sarebbe stato il secondo attacco dopo quello avvenuto lo scorso settembre ai grossi <a href="https://it.insideover.com/politica/attacchi-ad-aramco-piovono-accuse-contro-teheran.html">stabilimenti petroliferi della nazionalizzata Saudi Aramco</a>.</p>
<h3>Le tensioni nel Golfo rimangono alte</h3>
<p>Come espresso dalle fonti saudite negli scorsi mesi, dietro agli attacchi rivolti all&#8217;Arabia Saudita sarebbe da ricercarsi la mano di Teheran: ipotesi avanzata dopo il sabotaggio agli impianti di produzione del greggio dello scorso autunno. Tuttavia, mentre nel precedente caso lo studio della traiettoria aveva fatto ipotizzare ad un attacco proveniente proprio dal territorio iraniano, questa volta il sentiero di volo avvalora la tesi yemenita. In ogni caso, data l&#8217;alleanza tra Teheran e le forze separatiste Houthi, anche in questo caso non vedere la mano dei <strong>pasdaran</strong> dietro all&#8217;operazione risulta davvero difficile.</p>
<p>Dopo i danni riportati a seguito dell&#8217;attacco balistico alla Saudi Aramco, il governo saudita si è mobilitato per aumentare l&#8217;allerta nel Paese per prevenire futuri sabotaggi ai propri stabilimenti. E con la situazione con l&#8217;Iran che non accenna a migliorare col passare dei mesi, la sensazione è che il clima di <strong>instabilità</strong> permanga ancora per molti mesi a venire.</p>
<h3>Lo Yemen è al centro del problema?</h3>
<p>Nonostante la pandemia ed i problemi legati alla svalutazione del prezzo al barile del greggio, le tensioni nell&#8217;area rimangono molto alte, con le rispettive forze armate pronte ad agire da ambo le parti. Ed in questo scenario, lo stesso <strong>peggioramento</strong> della situazione proprio a San&#8217;a rischia di essere il nuovo cerino in grado di far esplodere una nuova stagione di scontri: con l&#8217;Arabia Saudita intenzionata a continuare la sua opera di contrasto all&#8217;escalation sciita nel Paese.</p>
<p>Considerando la presenza degli attori internazionali impegnati nello Yemen, la sensazione è che il futuro della stabilità della regione possa dipendere proprio dagli accadimenti del Paese. Un <strong>inasprirsi</strong> della situazione yemenita potrebbe essere davvero la discriminante in grado di dare avvio a una nuova stagione di scontri, che riporterebbe la penisola al centro delle attenzioni internazionali.</p>
<p>In fondo, forse, sono proprio delle tensioni nell&#8217;area che potrebbero giocare un ruolo favorevole a livello economico, andando a incidere positivamente sul <strong>prezzo del petrolio</strong> al barile e mitigando la flessione causata dalla pandemia di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Covid-19</a>. Ed in questo scenario andrebbero dunque anche considerate le granitiche chiusure della parti in causa, intenzionate a non procedere con la minima apertura verso le controparti, nonostante le continue minacce balistiche; e con i problemi attualmente attraversati dalla popolazione mondiale, inoltre, il tutto potrebbe passare in sordina, lasciando contestualmente un più ampio margine d&#8217;azione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/larabia-saudita-intercetta-nuovi-missili-dallo-yemen.html">L&#8217;Arabia Saudita intercetta nuovi missili dallo Yemen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Arabia Saudita colpisce obiettivi strategici nello Yemen</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/larabia-saudita-colpisce-obiettivi-strategici-nello-yemen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2020 13:18:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=263057</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="898" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Yemen-guerra-ribelli-legati-agli-Houti-La-Presse-e1583673528754.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Yemen, miliziani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Yemen-guerra-ribelli-legati-agli-Houti-La-Presse-e1583673528754.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Yemen-guerra-ribelli-legati-agli-Houti-La-Presse-e1583673528754-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Yemen-guerra-ribelli-legati-agli-Houti-La-Presse-e1583673528754-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Yemen-guerra-ribelli-legati-agli-Houti-La-Presse-e1583673528754-1024x479.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante negli ultimi mesi si sia parlato in più di un&#8217;occasione della possibilità di una graduale riappacificazione della regione, lo Yemen continua ad essere scosso dalla guerra. Le forze Houthi, sostenute da Teheran, non hanno sostanzialmente alterato il proprio piano d&#8217;azione, esattamente come le forze lealiste supportate dall&#8217;Arabia Saudita che sperano di riuscire nell&#8217;opera di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/larabia-saudita-colpisce-obiettivi-strategici-nello-yemen.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/larabia-saudita-colpisce-obiettivi-strategici-nello-yemen.html">L&#8217;Arabia Saudita colpisce obiettivi strategici nello Yemen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="898" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Yemen-guerra-ribelli-legati-agli-Houti-La-Presse-e1583673528754.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Yemen, miliziani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Yemen-guerra-ribelli-legati-agli-Houti-La-Presse-e1583673528754.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Yemen-guerra-ribelli-legati-agli-Houti-La-Presse-e1583673528754-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Yemen-guerra-ribelli-legati-agli-Houti-La-Presse-e1583673528754-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Yemen-guerra-ribelli-legati-agli-Houti-La-Presse-e1583673528754-1024x479.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nonostante negli ultimi mesi si sia parlato in più di un&#8217;occasione della possibilità di una graduale riappacificazione della regione, lo <strong>Yemen</strong> continua ad essere scosso dalla guerra. Le forze <strong>Houthi</strong>, sostenute da Teheran, non hanno sostanzialmente alterato il proprio piano d&#8217;azione, esattamente come le forze lealiste supportate dall&#8217;Arabia Saudita che sperano di riuscire nell&#8217;opera di riunificazione dello Yemen.</p>
<h3>L&#8217;Arabia Saudita colpisce obiettivi Houthi nel Salif</h3>
<p>Benché negli ultimi mesi gli scontri si siano notevolmente ridimensionati, la <strong>guerra civile</strong> in atto nel Paese è ancora contraddistinta da combattimenti e da attacchi ai rispettivi obiettivi militari. L&#8217;ultimo in ordine cronologico &#8211; stando a quanto riportato dall&#8217;agenzia di stampa <a href="https://www.reuters.com/article/us-saudi-yemen/saudi-led-coalition-carries-out-an-operation-in-yemens-salif-state-tv-idUSKBN20U0YY"><em>Reuters</em></a> &#8211; è stato portato a termine dall&#8217;esercito saudita nella regione costiera del Salif &#8211; territorio attualmente controllato dalle forze Houti. L&#8217;obiettivo dell&#8217;attacco erano gli <strong>stabilimenti</strong> utilizzati per la costruzione di imbarcazioni e di droni militari per compiere attacchi in territorio saudita e &#8211; potenzialmente &#8211; nel resto della penisola. Stando a quanto riferito dai portavoce dell&#8217;Arabia, l&#8217;offensiva sarebbe stata portata a compimento, con gli obiettivi dell&#8217;attacco che sono stati completamente distrutti; infliggendo ai rivali Houti un colpo difficile da stabilizzare nel breve periodo ed in grado di mettere fuori uso la loro offensiva balistica.</p>
<p>Secondo quanto riferito dall&#8217;emittente televisiva si stato saudita, nessun civile e nessun operatore sarebbero rimasti feriti o uccisi nell&#8217;attacco. Tuttavia, nessuna conferma e smentita è ancora giunta dalle fonti vicine agli Houti e che ancora non hanno commentato l&#8217;accaduto.</p>
<h3>Nessuna luce in fondo al tunnel</h3>
<p>Nonostante sul piano sociale siano stati portati avanti importanti miglioramenti tra il finire del 2019 e l&#8217;inizio del 2020 &#8211; <a href="https://it.insideover.com/guerra/si-apre-un-ponte-aereo-per-la-popolazione-malata-dello-yemen.html">come nel caso del ponte aereo</a> &#8211; da un punto di vista prettamente locale la situazione è rimasta inalterata. Tutto questo proprio mentre l&#8217;economia ed i commerci interni hanno subito l&#8217;ennesimo duro colpo dettato dalla doppia valuta interna del Paese, che ha accresciuto i costi del mercato e creando non pochi problemi agli operatori del commercio; disguidi che, logicamente, si sono quindi riflessi sulla stessa popolazione.</p>
<p>Non sono state sufficienti dunque le <strong>promesse</strong> di avviare un importante tavolo di trattative per mettere la parola fine alla guerra civile dello Yemen. Parallelamente alle aperture, infatti, si sono verificati scontri ed accadimenti che suggeriscono come la possibilità che la popolazione locale possa anche solo intravedere una luce in fondo al tunnel sono molto scarse. E, con il morale già a terra, le notizie che arrivano dal fronte bellico non possono che peggiorare le preoccupazioni del popolo yemenita.</p>
<h3>Le tensioni nel Medio Oriente hanno peggiorato la situazione</h3>
<p>L&#8217;escalation di tensioni del 2020 che ha interessato la regione del Medio Oriente non ha fatto altro che contribuire al <strong>peggioramento</strong> della situazione nello Yemen, nel quale è in atto un conflitto che vede coinvolte le grandi potenze della regione. E l&#8217;acuirsi delle tensioni tra Iran ed il resto del blocco ha contribuito anche alla scelta di Teheran accrescere ulteriormente il proprio supporto alla linea degli Houti, polarizzando ancora di più le posizioni nella regione.</p>
<p>In questo scenario lo Yemen si è rivelato &#8211; per l&#8217;ennesima volta &#8211; essere alla mercé degli accadimenti del Medio Oriente e della Penisola araba, teatro di scontri tra le parti laddove altri territori sarebbero troppo pericolosi e troppo importanti allo stesso tempo per essere interessati dai combattimenti. E la popolazione yemenita si conferma ancora elemento <strong>sacrificabile</strong> dei grandi interessi internazionali, colpevoli soltanto di essere nati nel paese più povero della regione e costretti ad essere spettatori degli scontri tra i sostenitori dell&#8217;Iran ed i seguaci dell&#8217;Arabia saudita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/larabia-saudita-colpisce-obiettivi-strategici-nello-yemen.html">L&#8217;Arabia Saudita colpisce obiettivi strategici nello Yemen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nuova frontiera del conflitto yemenita: le banconote</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-frontiera-del-conflitto-yemenita-le-banconote.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jan 2020 07:41:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile yemenita]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=253964</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Milizie-impegnate-contro-Al-Qaeda-nella-penisola-arabica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Forze di sicurezza yemenite schierate contro Aqap (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Milizie-impegnate-contro-Al-Qaeda-nella-penisola-arabica.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Milizie-impegnate-contro-Al-Qaeda-nella-penisola-arabica-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Milizie-impegnate-contro-Al-Qaeda-nella-penisola-arabica-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Milizie-impegnate-contro-Al-Qaeda-nella-penisola-arabica-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra civile dello Yemen ha raggiunto una nuova fase di conflitto, spostando l&#8217;interesse sulle questioni legate alla valuta del Paese. I separatisti Houthi, sostenuti da Teheran, hanno infatti messo al bando il nuovo conio di valuta del Paese, sostenendo che si tratti di una misura volta a scongiurare una pesante inflazione che colpirebbe lo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-frontiera-del-conflitto-yemenita-le-banconote.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-frontiera-del-conflitto-yemenita-le-banconote.html">La nuova frontiera del conflitto yemenita: le banconote</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Milizie-impegnate-contro-Al-Qaeda-nella-penisola-arabica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Forze di sicurezza yemenite schierate contro Aqap (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Milizie-impegnate-contro-Al-Qaeda-nella-penisola-arabica.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Milizie-impegnate-contro-Al-Qaeda-nella-penisola-arabica-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Milizie-impegnate-contro-Al-Qaeda-nella-penisola-arabica-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Milizie-impegnate-contro-Al-Qaeda-nella-penisola-arabica-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/punto-la-guerra-nello-yemen.html">La guerra civile dello <strong>Yemen</strong></a> ha raggiunto una nuova fase di conflitto, spostando l&#8217;interesse sulle questioni legate alla valuta del Paese. <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-gli-houthi.html">I separatisti <strong>Houthi</strong></a>, sostenuti da Teheran, <a href="https://www.reuters.com/article/us-yemen-economy-currency-idUSKBN1ZH034">hanno infatti messo al bando il nuovo conio di valuta del Paese</a>, sostenendo che si tratti di una misura volta a scongiurare una pesante inflazione che colpirebbe lo Stato della penisola arabica. Al loro posto, secondo le volontà delle forze sciite separatiste, andrebbero utilizzate esclusivamente le banconote di vecchio conio, disincentivando così la tiratura di <strong>nuove banconote</strong>. La posizione contraria alla svalutazione del riyal è stata espressa anche dal responsabile per le operazioni bancarie estere della banca centrale yemenita di San&#8217;a, Sami al-Siyaghi.</p>
<p>Il governo riconosciuto dalle autorità internazionali ha però ribadito la necessità per il Paese di passare ai nuovi tagli monetari, in parte per adattare le banconote all&#8217;inflazione e in parte perché la cartamoneta circolante attualmente risulta assai logora. Tuttavia, le posizioni delle due più importanti fazioni coinvolte nello scontro civile sono distanti e non sembra che un punto di contatto possa essere raggiunto prossimamente.</p>
<p>Secondo i cittadini del Paese, la nuova diatriba legata alle valute sarà causa di ulteriori problemi, oltre a creare il <strong>caos</strong>. Il problema principale, che è già diventato evidente nei giorni successivi all&#8217;annuncio del bando, è la differenza del valore di cambio tra le due valute parallele. Le vecchie banconote sono diventate infatti più forti, sia per la loro crescente scarsezza sia perché utilizzate in entrambi i territori, e detengono attualmente un tasso di cambio migliore nei confronti del dollaro (564 a 1 contro 642 a 1, stando alle rilevazioni).</p>
<p>Gli stessi <strong>commerci interni</strong> al Paese non sono stati esenti da un accresciuto numero di problemi, essendo costretti a cambiare la valuta più volte per portare a termine le trattazioni. Mentre infatti ad Aden (capitale del governo ufficiale) sono accettate entrambe le valute, a San&#8217;a è al momento valido esclusivamente il vecchio conio e l&#8217;approvvigionamento delle due valute non è esente da costi di cambio.</p>
<p>Nello Stato dello Yemen attualmente sono operative <strong>due banche centrali</strong>, rispettivamente degli Houthi e del governo riconosciuto, che hanno adottato due politiche monetarie agli antipodi. Mentre la banca di Aden ha infatti immesso nuovi valori sul mercato utilizzando la nuova cartamoneta, quella di San&#8217;a ha cercato di limitare l&#8217;impatto di un accresciuto numero di contante in circolazione, scegliendo di conseguenza di mantenere attive esclusivamente le vecchie banconote.</p>
<p>La posizione contraria alla svalutazione del riyal tenuta da San&#8217;a è da interpretarsi anche nella logica della guerra civile che sta attraversando il Paese. Una minore competitività (oltre a quella già persa negli ultimi anni) peggiora le possibilità di rifornirsi all&#8217;estero dei beni di prima necessità e, soprattutto, degli <strong>armamenti</strong>. Nonostante l&#8217;Iran supporti la fazione separatista degli Houthi, l&#8217;acquisto delle armi da Teheran è subordinato comunque al pagamento di denaro, per quanto di favore sia il prezzo pattuito. Un peggiore tasso di cambio rende di conseguenza più costoso acquisire merci dall&#8217;estero, particolare ben conosciuto dal governo di unità nazionale, che negli ultimi mesi ha spinto la nuova valuta anche per questo fine. Con il popolo dello Yemen che, ancora una volta, si trova i mezzo ad un conglitto che rischia di peggiorare ulteriormente la carestia che sta mettendo in ginocchio il Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-frontiera-del-conflitto-yemenita-le-banconote.html">La nuova frontiera del conflitto yemenita: le banconote</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/489 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-15 14:03:34 by W3 Total Cache
-->