Rimandato il summit tra Paesi del Golfo e Iran. Vince la guerra
A comunicarlo le autorità omanite e quelle di Teheran, con queste ultime che hanno esplicitato la causa del rinvio: a chiederlo è stata l'Arabia Saudita.
A comunicarlo le autorità omanite e quelle di Teheran, con queste ultime che hanno esplicitato la causa del rinvio: a chiederlo è stata l'Arabia Saudita.
"Gli insediamenti sono Israele e Israele è gli insediamenti. La Linea Verde è scomparsa molto tempo fa e nessun'altra linea separa la Cisgiordania da Israele, a parte la linea dell'Apartheid. Siamo tutti israeliani e siamo tutti coloni. Siamo tutti responsabili di ciò che viene fatto in nostro nome".
Il vero fallimento non sarebbe negoziare con l’Iran, ma combattere senza capire quale sistema costruire il giorno dopo.
Un summit di rilevanza tettonica se si considera non solo la storia di rivalità tra il blocco sunnita e l'Iran e l'oggetto del summit: la gestione dello Stretto di Hormuz da parte di Iran e Oman, che la presenza degli inviati degli altri Paesi arabi in qualche modo ratifica.
La leva di Bab-el-Mandeb appare potenzialmente in mano ai ribelli yemeniti, e questo modifica il quadro regionale.
Di portata minore, ma non per questo non importante, il rovescio subito dall'Arabia saudita che, rilanciando recentemente la guerra contro gli Houti - iniziata nel 2014 e messa in pausa negli ultimi due anni (750mila morti) - si è suicidata.
Per gentile concessione di Newton Compton Editori, pubblichiamo un estratto del libro“C'era una volta l'America - Dall'11 settembre a Trump, la crisi di una superpotenza fragile" di Andrea Muratore (pp.224, euro 14,90, collana "I volti della Storia")
La conquista di Al-Makha da parte degli Houthi può modificare gli equilibri militari, energetici e commerciali dell’intera regione.
Naftali Bennet, ex primo ministro ha dichiarato di "sapere per certo che il rapporto [di Haaretz] è vero", aggiungendo: “Non voglio parlare dei miei rapporti con nessuno. Vi sto dicendo che so per certo che questo fatto è vero".
Una nuova drammatica escalation tra il movimento sciita, sostenuto da Teheran, e le forze governative appoggiate da Riyad.