Netanyahu e l’opzione Sansone
Durante la campagna elettorale, Netanyahu applaude sulle note di “Zochreini Na”, l’inno kahanista della vendetta contro i palestinesi.
Durante la campagna elettorale, Netanyahu applaude sulle note di “Zochreini Na”, l’inno kahanista della vendetta contro i palestinesi.
Da aprile, 5.000 camion cisterna al giorno trasportano petrolio dallo Stretto fino al porto siriano di Baniyas, passando per l’Iraq. Ora, su quella stessa rotta, Trump vuole un’infrastruttura progettata per trasferire due milioni di barili al giorno. Una mossa che permette ad al-Sharaa di consolidare il suo ruolo di partner strategico di Washington.
Israele sta rimuovendo milioni di tonnellate di macerie da Gaza, senza fornire dettagli sull’operazione né garantire una supervisione indipendente. Tra quei detriti si trovano i resti di migliaia di palestinesi “scomparsi” e prove fondamentali dei crimini commessi nella Striscia. Un’operazione che, secondo Euro-Med Human Rights Monitor, rischia di cancellare le tracce del genocidio, mentre il Board of Peace di Trump finanzia parte della rimozione. Tutto questo avviene mentre i palestinesi continuano a scavare tra le macerie per recuperare i propri morti e mentre Israele impedisce l’ingresso ai giornalisti internazionali.
Gli Stati Uniti ricorrono allo strumento militare ma puntano sulle sanzioni economiche, mentre l'Iran non rinuncia a colpire nella regione.
La ripresa della guerra cinetica la dice lunga sulla disperazione dell'amministrazione Trump che, varando quest'ultimo piano, segnala di non credere al penultimo, cioè che l'incremento delle sanzioni piegherà Teheran.
Il punto è che Trump, pressato dai falchi, impantanato nei suoi fallimenti e impossibilitato dal suo narcisismo a una retromarcia, non sa che pesci prendere.
Cosa aspettarsi dopo gli ultimi raid statunitensi e la risposta iraniana: sia Washington che Teheran usano le armi ma guardano all'economia
Da oltre un secolo, la regione che continua ad essere chiamata Medio Oriente, un retaggio orientalista imposto dal Colonial Office britannico, rappresenta una sfida geopolitica e geoeconomica per tutte le grandi e medie potenze che si sono impegnate e continuano...
L'Iran minaccia di rivolgere contro gli Usa la teoria della "guerra preventiva", elevata a dottrina degli Stati Uniti dopo l'11 settembre.
Nel 1938 Wingate creò le “squadre notturne speciali”, piccoli reparti composti da soldati britannici e uomini dell’Haganah.