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	<title>Medio Oriente Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 24 May 2024 10:38:49 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Medio Oriente Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Usa e Cina si confrontano in Medio Oriente ma hanno un problema che si chiama Mohammed Bin Salman</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-e-cina-si-confrontano-in-medio-oriente-ma-hanno-un-problema-che-si-chiama-mohammed-bin-salman.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 10:38:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mohammed bin Salman" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le priorità di Usa e Cina in Medio Oriente sono contrastanti. I piani di Washington e Pechino per la regione e l'incognita Arabia Saudita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-e-cina-si-confrontano-in-medio-oriente-ma-hanno-un-problema-che-si-chiama-mohammed-bin-salman.html">Usa e Cina si confrontano in Medio Oriente ma hanno un problema che si chiama Mohammed Bin Salman</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mohammed bin Salman" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523205531624_0306adfde405931a6dca32804869f3c3-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le priorità di <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Cina </strong>in <strong>Medio Oriente</strong> sono contrastanti. Se è vero che le due potenze globali vorrebbero rendere la regione un’oasi di pace e stabilità, o almeno un ambiente proficuo per le rispettive agende politiche ed economiche, è altrettanto vero che le modalità proposte da entrambe le parti per conseguire questo scopo differiscono e non poco. </p>



<p>Da un lato abbiamo Washington, che ha fin qui cercato di rafforzare i suoi legami con <strong>Israele </strong>e le <strong>monarchie del Golfo</strong>, in modo tale da avviare un progressivo disgelo tra Tel Aviv e Riyad. Dall’altro c’è invece Pechino, che scommette tutto sulla mediazione tra <strong>Iran </strong>e <strong>Arabia Saudita</strong>, e punta sul rinnovato rapporto tra <strong>Xi Jinping</strong> e <strong>Mohammed bin Salman</strong>.</p>



<p>Quando, lo scorso aprile, la tensione tra Tel Aviv e Teheran aveva raggiunto il limite, i funzionari cinesi avevano del resto subito preso in mano i loro telefoni per contattare i loro omologhi sauditi e iraniani. Il motivo di tanto interesse? Verificare se le scintille israelo-iraniane fossero in qualche modo riuscite a scalfire uno dei principali successi diplomatici del Dragone: il riavvicinamento tra Iran e Arabia Saudita. È tuttavia difficile per Pechino disegnare un <strong>quadro regionale</strong>, o anche solo immaginare le prospettive per il Medio Oriente a medio termine, con due incognite sul tavolo: un conflitto – quello nella Striscia di Gaza – ancora in corso e l’eventualità che quella guerra possa allargarsi fino ad includere attivamente altri Paesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il deus ex machina del Medio Oriente</h2>



<p>La <strong>diplomazia cinese</strong> lascia intendere che esistano almeno due progetti in corso: il <strong>riavvicinamento </strong>tra Arabia Saudita e Iran, sostenuto da Pechino, e la <strong>normalizzazione </strong>delle relazioni tra sauditi e Israele perseguito dagli Stati Uniti. </p>



<p>Per quanto riguarda la Cina, il Dragone si affida al partenariato stretto con Teheran che, a lungo termine &#8211; e date le vaste risorse energetiche iraniane &#8211; potrebbe rivelarsi una scommessa vincente. Di pari passo il governo cinese ha messo in secondo piano le mire strategiche su Emirati Arabi e Qatar, entrati invece nell’orbita americana, così come Israele (al netto delle frizioni su Gaza).</p>



<p>I riflettori sono dunque puntati sull’Arabia Saudita, possibile <em><strong>deus ex machina</strong></em> del Medio Oriente nonché unico vero giocatore altalenante. Riyad cederà alle lusinghe di Xi oppure accetterà di sedersi al tavolo degli Usa (con i quali mantiene stretti legami di Difesa). </p>



<p>Ci sono almeno <strong>due indizi</strong> da non sottovalutare: 1) come accade con l’Iran, la Cina è di gran lunga il più grande mercato di esportazione dei sauditi; 2) quando Israele ha colpito l&#8217;ambasciata iraniana a Damasco, l’Arabia Saudita ha condannato pubblicamente l’attacco. Dopo la risposta iraniana, il Regno si è limitato ad esprimere preoccupazione per l&#8217;escalation chiedendo moderazione. In entrambi i casi, la posizione di MBS coincide con quella di Xi. Ed è molto lontana da quella americana che sostiene Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La base di Al Udeid in Qatar</strong></h2>



<p>Se Pechino guarda con estremo interesse all&#8217;Arabia Saudita, gli Usa oltre che su Riyad puntano molto anche su Doha. Il perché è presto detto: il <strong>Qatar </strong>si trova al centro del <strong>Golfo Persico</strong>, le sue acque sono condivise con l&#8217;Iran e dunque il posizionamento geografico del piccolo emirato appare intrinsecamente strategico.</p>



<p>Non è certo un caso se nell&#8217;area meridionale della penisola qatariota sia da anni situata la <strong>base di Al Udeid</strong>. Si tratta di uno degli avamposti militari più importanti degli Stati Uniti, recentemente raggiunto da lavori legati a progetti di un ulteriore allargamento della struttura. Qui, tra le altre cose, ha sede il <strong>Centcom</strong>, ossia il comando centrale Usa nel medio oriente: non c&#8217;è scelta che non passi dagli uffici della grande base stanziata a sud di Doha.</p>



<p>Una circostanza destinata a legare a tempo indeterminato il Qatar con gli Stati Uniti. La (petro)monarchia retta dalla <strong>famiglia Al Thani</strong> è una pedina fondamentale per Washington nel Medio Oriente. Lo dimostrano gli scambi commerciali aumentati specialmente dopo il 2021, anno della fine dell&#8217;embargo imposto dai Saud contro Doha nell&#8217;ambito dello scontro politico tutto interno alla penisola arabica.</p>



<p>In quell&#8217;anno inoltre è arrivato alla Casa Bianca l&#8217;attuale presidente <strong>Joe Biden</strong>, il quale ha iniziato una politica differente rispetto al predecessore <strong>Donald Trump</strong>. Quest&#8217;ultimo, nei suoi quattro anni di amministrazione, ha puntato molto soprattutto sull&#8217;Arabia Saudita nell&#8217;ottica di un riavvicinamento tra gli attori del Golfo e Israele.</p>



<p>Biden ha lavorato per rendere Doha sempre più importante e per fare dell&#8217;emirato un mediatore fondamentale per gli equilibri della regione. La dimostrazione più pratica arriva dai recenti e drammatici fatti relativi alla guerra tra <strong>Hamas </strong>e Israele. Il Qatar ha iniziato già dall&#8217;inizio della crisi, avviata con gli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023, a mediare tra le parti e a svolgere così un ruolo importante anche per le attività diplomatiche Usa nella regione.</p>



<p>In generale, è possibile osservare come negli ultimi anni, nonostante i Saud abbiano conservato il ruolo di principale alleati di Washington in medio oriente, la Casa Bianca si sia avvicinata sempre di più al Qatar e abbia iniziato a vedere negli Al Thani una pedina molto utile nell&#8217;ottica del braccio di ferro regionale con Pechino.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo politico degli Emirati</strong></h2>



<p>L&#8217;altra pedina per gli Usa è senza dubbio rappresentata da Abu Dhabi, perno già durante l&#8217;amministrazione Trump della strategia volta a riavvicinare i Paesi del Golfo con Israele. Nell&#8217;ottica di un duello con la Cina, gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> appaiono più vicini a Washington rispetto a Pechino. I rapporti tra le parti continuano del resto a essere molto solidi, non solo in ambito politico bensì anche sotto il profilo economico.</p>



<p>Tuttavia, proprio il caso emiratino è emblematico dell&#8217;attuale situazione regionale: non esistono cioè blocchi perfettamente contrapposti. Abu Dhabi ha sì solidi legami con la Casa Bianca, ma sta sviluppando da anni importanti rapporti con la stessa Cina. Anche in ambiti piuttosto delicati come, tra tutti, quelli militari. In Libia ad esempio, i droni girati dagli Emirati al generale <strong>Khalifa Haftar</strong> hanno marchio e bandiera cinese.&nbsp;</p>
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		<title>Via da Gaza, basta insediamenti e Stato di Palestina: l&#8217;Arabia Saudita detta le sue condizioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/via-da-gaza-basta-insediamenti-e-stato-di-palestina-larabia-saudita-detta-le-sue-condizioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 May 2024 08:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un maxi accordo tra Usa e Arabia Saudita per far tornare in carreggiata la prospettiva di una normalizzazione tra Riad e Israele?" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un maxi accordo tra Usa e Arabia Saudita per normalizzare le relazioni con Israele e tener testa all'Iran? Ecco che cosa vuole in cambio Mohammed bin Salman.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/via-da-gaza-basta-insediamenti-e-stato-di-palestina-larabia-saudita-detta-le-sue-condizioni.html">Via da Gaza, basta insediamenti e Stato di Palestina: l&#8217;Arabia Saudita detta le sue condizioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un maxi accordo tra Usa e Arabia Saudita per far tornare in carreggiata la prospettiva di una normalizzazione tra Riad e Israele?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un <strong>maxi accordo tra Usa e Arabia Saudita</strong> per far tornare in carreggiata la prospettiva di una normalizzazione tra Riad e Israele? <strong>Questo è quello che si pensa</strong> da più parti nei pensatoi strategici americani. Ora che il Dipartimento di Stato lavora alacremente a un accordo quadro su sicurezza e convergenza geopolitica e diplomatica con i sauditi, l&#8217;idea di inserire nel percorso di rafforzamento dell&#8217;alleanza settantennale tra gli Stati Uniti e il regno wahabita una clausola di rilancio della distensione di quest&#8217;ultimo con Tel Aviv stuzzica molti addetti ai lavori.</p>



<p>Joe Biden ricalca Donald Trump e nella fase finale del suo mandato cerca i &#8220;suoi&#8221; <strong>Accordi di Abramo?</strong> Non siamo molto lontani dalla realtà. Numerosi esponenti dell&#8217;<em>intellighenzia</em> democratica americana stanno già pensando all&#8217;idea che un accordo omnicomprensivo Usa-Arabia Saudita possa risolvere il problema mediorientale. Aprendo a una risoluzione della discordia tra sauditi e israeliani emersa dopo lo scoppio della guerra a Gaza, contenendo l&#8217;esuberanza iraniana e, perché no, aprendo alla soluzione della questione palestinese. <strong><em>Vaste programme</em></strong>, verrebbe da dire. Ma non è l&#8217;ottimismo che manca. &#8220;Per l’Arabia Saudita, un accordo bilaterale con gli Stati Uniti rappresenterebbe una vittoria importante, segnando la fine dell’era in cui Biden cercava di indebolire Mohammed bin Salman&#8221;, principe ereditario e tessitore delle strategie del regno, promettendo di trasformare il suo Paese in un “paria” dopo <strong>l’omicidio dell’editorialista del Washington Post Jamal Khashoggi </strong>per mani dei funzionari dell’intelligence saudita in Turchia&#8221;, <a href="https://edition.cnn.com/2024/05/02/middleeast/us-saudi-treaty-israel-palestinian-statehood-intl/index.html">hanno scritto in un servizio i giornalisti della Cnn </a>Becky Anderson, Mostafa Salem e Jennifer Hansler.</p>



<p>Dopo che il Segretario di Stato <strong>Antony</strong> Blinken è volato a Riad il 29 aprile per incontrarsi con il Ministro degli Esteri dell&#8217;Arabia Saudita, il principe <strong>Faisal bin Farhan bin Abdullah</strong>, ai margini del vertice tra Usa e Gulf Cooperation Council anche la storica firma del <a href="https://www.nytimes.com/2024/05/02/opinion/israel-saudi-arabia.html"><em>New York Times</em>, esperto di Medio Oriente e tre volte Premio Pulitzer <strong>Thomas Friedman</strong> ha speso parole al miele per la ritrovata sintonia Washington-Riad</a>. La quale potrebbe diventare presto una formale alleanza che, nota Friedman, &#8220;potrebbe isolare l’Iran, frenare l’influenza della Cina in Medio Oriente e ispirare pacificamente un cambiamento più positivo in questa regione rispetto alle invasioni statunitensi di Iraq e Afghanistan&#8221;. Friedman nota poi come gli avanzamenti di Mbs sul fronte del riavvicinamento agli Usa possano e debbano essere presi al balzo dal governo israeliano di estrema destra. Aggiungendo che <strong>sarebbe solo l&#8217;ideologia radicale del governo Netanyahu</strong> a evitare che si saldino l&#8217;alleanza con gli Usa e la necessaria convergenza coi Paesi arabi in chiave anti-iraniana: &#8220;Israele oggi non può convocare le coalizioni di cui ha bisogno per prosperare come nazione, perché ciò porterebbe alla disgregazione della coalizione di governo di cui Netanyahu ha bisogno per sopravvivere come politico&#8221;.</p>



<p>Friedman nota poi che l&#8217;accordo aprirebbe alla triangolazione Washington-Riad-Tel Aviv se Israele seguisse le logiche dell&#8217;alleanza e le condizioni saudite: &#8220;Lasciare Gaza, congelare la costruzione di insediamenti in Cisgiordania e intraprendere un “percorso” da tre a cinque anni per stabilire uno stato palestinese nei territori occupati&#8221;. <em>En passant</em>, però, con buona pace dei suoi inviti alla modernizzazione Bin Salman sta lanciando messaggi chiari a Israele sulla sua reale considerazione della questione palestinese: come <strong>riporta <em>Bloomberg</em>, da settimane in Arabia Saudita vengono arrestati coloro</strong> che sui social criticano pubblicamente <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-05-01/saudi-arabia-steps-up-gaza-arrests-as-israel-ties-edge-closer?embedded-checkout=true">Israele e le sue azioni a Gaza.</a></p>



<p>Insomma, parliamo di una strategia a tutto campo con cui Biden e Blinken potrebbero cercare di chiudere l&#8217;attuale mandato. E provare a salvare capra e cavoli tenendo assieme tutto: <strong>la necessità disperata di segnare un punto sul piano diplomatico</strong>, la tutela della relazione coi <strong>maggiori alleati regionali,</strong> la volontà di <strong>puntellare l&#8217;Iran</strong> nella regione, la necessità di cercare <strong>vie d&#8217;uscita dalla </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/le-universita-usa-insorgono-gaza-oggi-come-il-vietnam-nel-sessantotto.html"><strong>catastrofe di Gaza</strong> e</a> prospettive per non appiattirsi su Netanyahu senza abbandonare Tel Aviv, la spinta a <strong>ampliare il novero di alleanze militari</strong>. Un all-in difficilissimo e rischioso. Che sembra però poco al passo coi tempi, ricalcando l&#8217;insoddisfacente strategia volta a saldare l&#8217;asse israelo-saudita perseguita da Donald Trump contro Iran, Siria e Hezbollah durante la sua presidenza. L&#8217;unica differenza è che prima della guerra a Gaza Netanyahu era il <strong>primo attore e oggi uno dei primi ostacoli a tale strategia</strong>. Ma la filosofia appare convergente con quella degli Accordi di Abramo: plasmare un Medio Oriente capace di saldare Israele e blocco sunnita contro l&#8217;Iran da un lato e cercare una soluzione esogena alla questione palestinese dall&#8217;altra. Né l&#8217;una né l&#8217;altra strategia si sono dimostrate capaci di funzionare sistemicamente negli anni scorsi. Cambiano i presidenti, ma sul Medio Oriente <a href="https://piazzalevante.it/il-sentiero-stretto-di-trump-sul-conflitto-a-gaza-perche-spera-che-finisca-prima-delle-elezioni/">la miopia resta</a>. E le posizioni Usa nella regione continuano a scricchiolare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/via-da-gaza-basta-insediamenti-e-stato-di-palestina-larabia-saudita-detta-le-sue-condizioni.html">Via da Gaza, basta insediamenti e Stato di Palestina: l&#8217;Arabia Saudita detta le sue condizioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Missili iraniani sul Colosseo: la provocazione shock del Ministro degli Esteri israeliano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/missili-iraniani-sul-colosseo-la-provocazione-shock-del-ministro-degli-esteri-israeliano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 10:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/20240421_114527.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/20240421_114527.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/20240421_114527-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/20240421_114527-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/20240421_114527-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/20240421_114527-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/20240421_114527-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/20240421_114527-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/20240421_114527-1536x1536.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>&#8220;Il recente attacco dell&#8217;Iran a Israele è solo un&#8217;anteprima di ciò che le città del mondo devono aspettarsi se il regime iraniano non verrà fermato&#8221;: a scriverlo, su X, è Israel Katz, ministro degli Esteri di Benjamin Netanyahu e &#8220;falco&#8221; nel governo di ultradestra di Tel Aviv. Nel post campeggia un monito inquietante: un montaggio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/missili-iraniani-sul-colosseo-la-provocazione-shock-del-ministro-degli-esteri-israeliano.html">[...]</a></p>
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<p>&#8220;Il recente attacco dell&#8217;Iran a Israele è solo un&#8217;anteprima di ciò che le città del mondo devono aspettarsi se il regime iraniano non verrà fermato&#8221;: a scriverlo, su X, è <strong>Israel Katz, ministro degli Esteri di Benjamin Netanyahu </strong>e &#8220;falco&#8221; nel governo di ultradestra di Tel Aviv. Nel post campeggia un monito inquietante: un montaggio con sei missili diretti verso il Colosseo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iran&#39;s recent attack on Israel is just a preview of what cities around the world can expect if the Iranian Regime is not stopped. <br><br>The world must designate the IRGC as a terrorist organization and sanction Iran&#39;s ballistic missile program, before it&#39;s too late. <a href="https://twitter.com/SecBlinken?ref_src=twsrc%5Etfw">@SecBlinken</a>… <a href="https://t.co/rK37prUCCJ">pic.twitter.com/rK37prUCCJ</a></p>&mdash; ישראל כ”ץ Israel Katz (@Israel_katz) <a href="https://twitter.com/Israel_katz/status/1781622204259508406?ref_src=twsrc%5Etfw">April 20, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Katz chiede, contestualmente, di definire come organizzazione terroristica il corpo delle Guardie della Rivoluzione, i cosiddetti Pasdaran, che in Iran, come ha ricordato ai nostri microfoni <a href="https://it.insideover.com/guerra/khamenei-e-i-pasdaran-netanyahu-e-gli-usa-chi-frena-e-chi-spinge-per-la-guerra.html">Alessandro Cassanmagnago</a>, controllano<strong> il programma missilistico e le due applicazioni strategiche. </strong>Katz tagga nel post i Ministri degli Esteri di Germania, Italia, Francia e Usa. Ovvero Annalena Baerbock, Antonio Tajani, Stephane Sejourné e Tony Blinken. All&#8217;elenco manca significativamente il Regno Unito perché <a href="https://vinepair.com/cocktail-chatter/nutella-production-stats/">Rishi Sunak</a> si è dimostrato il leader occidentale più risoluto a sostenere Tel Aviv dopo i raid della notte tra 13 e 14 febbraio con cui Teheran ha risposto all&#8217;attacco alla sua legazione di Damasco di lunedì 1 aprile.</p>



<p>Katz chiede azioni decise contro Teheran e soprattutto si trova a doversi appellare alla comunità Internazionale. Tel Aviv sa che ogni risposta muscolare alla proiezione iraniana non può prescindere dal consenso dell&#8217;occidente, Usa in testa, che ha fatto capire di preferire la distensione come opzione.</p>



<p>Del resto Tel Aviv si è trovata dipendente dall&#8217;appoggio aereo occidentale per respingere i raid iraniani che, li ricordiamo, hanno coinvolto principalmente <strong>droni e non missili</strong>. E per Teheran hanno rappresentato la fine del confronto e non l&#8217;inizio di una escalation.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Minaccia emotiva e leva emotiva = propaganda inefficace</h2>



<p>Katz usa il<strong> piano emotivo</strong> come leva e <strong>la minaccia di immagine </strong>per spingere a un&#8217;azione. Ma l&#8217;effetto è quella della <strong>propaganda poco efficace</strong>. Innanzitutto, Katz chiede in particolare agli Usa di agire pur avendo Washington già inserito i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, unici al mondo a farlo assieme a Bahrein, Arabia Saudita e Svezia, nel 2019. Ma Washington teme escalation pericolose e frena Netanyahu e i suoi da colpi di testa rovinosi per gli equilibri regionali. Il secondo dato da sottolineare è che anche l&#8217;immagine appare un fake grossolano: l&#8217;Iran non potrebbe colpire Roma.</p>



<p>Come ricorda &#8220;<a href="https://www.rid.it/">Rivista Italiana Difesa</a>&#8220;, infatti, &#8220;il missile più temibile nell&#8217;arsenale iraniano è il <strong>SEJIL, noto anche come ASHURA</strong>. Si tratta di un missile bi-stadio a propellente solido – il propellente solido consente tempi di allerta e messa in opera molto più rapidi del propellente liquido – accreditato di un raggio di azione di 2.000 km ed una testata da circa 1.000 kg (il peso varia a seconda delle versioni)&#8221;. Tale missile ha portata di gran lunga inferiore agli oltre 3mila km che separano Roma e l&#8217;Iran. E anche la distanza dal Libano, ipotizzando un lancio dalle basi Hezbollah improbabile per motivi strategici, non sarebbe sufficiente, essendo la distanza di Roma superiore a 2.100 km.</p>



<p>La mossa di Katz allontana Israele dalla possibilità di apparire un player ragionevole in Medio Oriente. E pone di fronte al rischio che l&#8217;estrema destra israeliana possa cercare di forzare la mano agli alleati per consolidare il sostegno alle sue mosse meidorientali, riguardanti non solo l&#8217;Iran ma anche Gaza. E rappresentanti il vero punto di domanda per il futuro della precaria stabilità regionale. </p>
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		<title>Il vero ruolo della Cina nella crisi in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-vero-ruolo-della-cina-nella-crisi-in-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 13:07:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240417102515132_fc6636c825c95a9664985795136854fa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240417102515132_fc6636c825c95a9664985795136854fa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240417102515132_fc6636c825c95a9664985795136854fa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240417102515132_fc6636c825c95a9664985795136854fa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240417102515132_fc6636c825c95a9664985795136854fa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240417102515132_fc6636c825c95a9664985795136854fa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240417102515132_fc6636c825c95a9664985795136854fa-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Occidente chiede alla Cina di intervenire in Medio Oriente. Ma Pechino ha un raggio d’azione più limitato di quanto non si possa pensare.</p>
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<p>La <strong>Cina</strong> è quasi sempre considerata dall’<strong>Occidente</strong> una rivale sistemica (Unione Europa) se non una una vera e propria minaccia (Stati Uniti). Eppure, ogni volta che una <strong>crisi regionale</strong> minaccia di infiammare il mondo intero, Pechino viene invocata da Usa e Ue come <em>deus ex machina </em>in grado di risolvere ogni rebus. </p>



<p>Prendiamo il <strong>Medio Oriente</strong> nuovo epicentro delle tensioni internazionali. Nei giorni scorsi i diplomatici occidentali hanno fatto pressione sul Dragone per richiamare all’ordine l’<strong>Iran</strong> ed <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-non-attacchera-liran-ora-parla-stephen-bryen.html">evitare che Teheran lanciasse un attacco di rappresaglia contro Israele</a> (cosa poi accaduta &#8220;a ranghi ridotti&#8221;). I funzionari statunitensi ed europei stanno tuttavia percorrendo una strada controversa, denunciando la Cina come un rischio commerciale, ma sollecitandola anche ad usare la sua notevole <strong>influenza diplomatica</strong> per attenuare guerre e conflitti. </p>



<p>Il motivo? Pechino fa paura per come può alterare l’economia mondiale (pensiamo al tema delle auto elettriche) ma, allo stesso tempo, è anche un <strong>partner commerciale</strong> chiave di Russia e Iran, e cioè delle due nazioni al centro di altrettante crisi regionali con prospettive globali. Pechino, Mosca e Teheran sono anche membri del gruppo <strong>Brics</strong> e dunque, agli occhi dell’Occidente sono in qualche modo interconnessi. </p>



<p>Washington e le cancellerie dell’Ue, in sostanza, credono che <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html/amp">Xi Jinping</a> possa attivare una o più leve per frenare iraniani e russi. La realtà è però diversa. Cina, Russia e Iran condividono un solo minimo comune denominatore: una rete di partnership economiche incrociate, imbastite appositamente per alterare l’ordine politico-commerciale globale (e renderlo meno a &#8220;trazione occidentale&#8221;). Il resto, ovvero che Pechino sia in grado di controllare le mosse dei suoi partner, è puro <em><strong>whisful thinking</strong></em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La “vendetta” di Pechino: corsi e ricorsi storici</h2>



<p>La Cina ha espresso &#8220;profonda <strong>preoccupazione</strong>&#8221; per l&#8217;escalation delle tensioni in Medio Oriente invitando &#8220;le parti interessate a esercitare calma e moderazione per prevenire ulteriori escalation&#8221;. Il ministero degli Esteri di Pechino ritiene inoltre l’azione di Teheran contro Tel Aviv &#8220;una ricaduta del conflitto di Gaza&#8221;. &#8220;La Cina invita la comunità internazionale, in particolare i Paesi con influenza, a svolgere un ruolo costruttivo per la pace e la stabilità della regione&#8221;, ha quindi aggiunto il ministero. </p>



<p>In una chiamata con la sua controparte iraniana, <strong>Hossein Amir-Abdollahian</strong>, il ministro degli Esteri cinese, <strong>Wang Yi</strong>, ha ribadito che la Cina &#8220;condanna fortemente e si oppone fermamente&#8221; al bombardamento israeliano di un edificio diplomatico iraniano a Damasco. La posizione cinese è presumibilmente comprensibile, visto che Pechino ha subito qualcosa del genere nel <strong>1999</strong>, quando un raid aereo della Nato in Jugoslavia ha colpito (in quel caso, pare, accidentalmente) <strong>l&#8217;ambasciata cinese a Belgrado</strong>, provocando tre vittime. È anche per questo che il governo cinese ritiene che la risposta dell’Iran sia un &#8220;<strong>atto di autodifesa</strong>&#8221; e non un’azione da condannare in pubblico. </p>



<p>L&#8217;inviato speciale della Cina in Medio Oriente, <strong>Zhai Jun</strong>, ha invece avuto un incontro, lunedì scorso, con <strong>Irit Ben-Abba Vitale</strong>, ambasciatore di Israele in Cina, e ha ribadito l&#8217;appello di Pechino per un &#8220;cessate il fuoco immediato e la cessazione delle ostilità&#8221; a Gaza, oltre che &#8220;profonda preoccupazione&#8221; per l&#8217;escalation delle tensioni regionali. </p>



<p>Emergono così le due necessità cinesi: scongiurare che le fiammate israelo-iraniane possano generare un incendio allargato in Medio Oriente e, di pari passo, vendicarsi idealmente di quanto subito 15 anni fa a Belgrado. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero ruolo della Cina </h2>



<p>Detto altrimenti, la Cina osserva da lontano quanto sta accadendo in Medio Oriente, non intende sporcarsi le mani in prima persona ma, in ogni caso, auspica che le tensioni non coinvolgano l’intera regione. Una regione sulla quale Pechino ha investito molto, soprattutto in termini di <strong><em>soft power</em></strong>.</p>



<p>Fino a non molti mesi fa, infatti, il Dragone ripeteva di esser pronto <a href="https://it.insideover.com/politica/petrolio-rotte-commerciali-e-sfida-agli-usa-il-piano-della-cina-per-il-medio-oriente.html/amp">a svolgere un ruolo costruttivo </a>nella gestione delle problematiche nei punti caldi globali, tanto più in quella stessa area mediorientale che aveva inghiottito i precedenti tentativi dei rivali statunitensi di fare altrettanto. Insomma, il <em>modus operandi</em> cinese, costituito da un elevato pragmatismo, avrebbe dovuto riuscire laddove quello liberaldemocratico di Washington aveva fallito. </p>



<p>Altro aspetto rilevante: la Cina, seconda economia più grande del mondo, acquista circa il <strong>72%</strong> del suo <strong>petrolio</strong> dal Medio Oriente (mentre era autosufficiente dal punto di vista petrolifero fino agli inizi degli anni Novanta, e mentre Washington è diventato ormai un esportatore netto grazie al boom del fracking). Tutto questo per dire che Pechino non è <strong>spettatore disinteressato</strong> dei fatti mediorientali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Raggio d’azione limitato</h2>



<p>Xi starebbe allora evitando di intervenire per danneggiare Europa e Stati Uniti &#8211; a costo di mettere in conto qualche piccolo contraccolpo interno &#8211; come sostengono i leader occidentali?</p>



<p>È vero che la Cina è stata il più grande partner commerciale dell&#8217;Iran nell&#8217;ultimo decennio, e che Pechino acquista ancora oggi il 90% delle esportazioni di petrolio iraniano, fornendo un&#8217;ancora di salvezza a Teheran contro le sanzioni statunitensi (e fornendo anche attrezzature di sicurezza e sorveglianza). È vero anche che il Dragone ha mediato un riavvicinamento storico tra l&#8217;Arabia Saudita e l&#8217;Iran, due rivali regionali di lunga data. Ma aspettarsi un intervento del Dragone, adesso, e come vorrebbero i leader occidentali, è pressoché <strong>utopico</strong> (se non un tentativo di scaricare onori e oneri su un rivale sistemico). </p>



<p>Utopico intanto per una questione di coerenza con il principio diplomatico numero uno di Pechino: la non ingerenza negli affari di altri Paesi. Poi, perché un eventuale ingresso in campo di Xi volto a ostacolare la risposta iraniana minaccerebbe la grande strategia mondiale cinese di sviluppare stretti legami economici in tutto il <strong>Sud globale</strong> (del quale l’Iran fa parte). La Cina, insomma, concepisce ben altri modi di cooperare per una pace mondiale.</p>
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