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	<title>Marina Militare Italiana Archives - InsideOver</title>
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	<title>Marina Militare Italiana Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Marina Militare e il &#8220;Punto 2026&#8221;: il mare, dominio essenziale per il futuro del Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 04:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1536x1018.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il "Punto Nave" della Marina Militare: dall'Artico all'Indo-Pacifico la chiave del successo è innovazione, adattamento e velocità</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-marina-militare-e-il-punto-2026-il-mare-dominio-essenziale-per-il-futuro-del-paese.html">La Marina Militare e il &#8220;Punto 2026&#8221;: il mare, dominio essenziale per il futuro del Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1536x1018.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anche quest&#8217;anno, la <strong>Marina Militare italiana</strong> ha edito un rapporto sulle attività, prospettive, sfide e sulla strategia e le priorità della forza armata nel contesto geopolitico e marittimo globale. Il “Punto Nave” 2026 si focalizza sul mutamento del concetto di “potenza marittima” e <strong>sull&#8217;importanza del mare nella politica di sicurezza nazionale,</strong> precisando come la Marina Militare italiana si adatti alle nuove sfide strategiche globali, puntando su presenza, interoperabilità e innovazione.</p>



<p>Il punto di partenza dell&#8217;analisi è la considerazione della sfumatura della linea di demarcazione tra pace e conflitto. Ancora una volta, si riconosce che il confronto tra Stati non si manifesta soltanto attraverso strumenti militari tradizionali, ma si sviluppa lungo uno <strong>spettro ibrido</strong> che comprende pressioni economiche, campagne informative, attacchi cyber, sabotaggi e azioni indirette contro infrastrutture critiche. In questo contesto il potere marittimo deve evolversi da efficiente a rilevante, con presenza, prontezza e connessione come elementi chiave.</p>



<p>Il mare è tornato centrale nelle competizioni tra potenze come è emerso soprattutto dalla crisi nel Golfo Persico, con vulnerabilità legate a rotte energetiche, infrastrutture critiche e sicurezza regionale. <strong>Per l’Italia, il dominio marittimo è vitale</strong>, essenziale per energia, commercio, dati e infrastrutture strategiche, pertanto la sicurezza marittima è fondamentale per la prosperità e la stabilità nazionale.<strong> </strong></p>



<p>Oggi più che mai si richiede capacità di <strong>adattamento</strong>, di analisi della minaccia e di <strong>velocità di reazione</strong>, e la Marina sta continuando a percorrere la strada intrapresa qualche anno fa di modernizzazione degli assetti, di ampliamento delle capacità del personale e della Flotta e di interazione con alleati e partner nazionali nel quadro di una diffusione delle competenze alla ricerca di una maggiore interoperabilità e della creazione di una rete di Paesi “<em>like minded</em>” per affrontare le nuove sfide globali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Presente in tutti i teatri</h2>



<p>La Marina Militare è – ed è stata – presente in tutti i teatri di rilevanza per la sicurezza nazionale: Artico, Mediterraneo Allargato e Indo-Pacifico. Per la stessa natura del mare, che non ha confini, la Marina è presente in queste macroregioni geografiche offrendo proiezione globale grazie alle maggiori capacità acquisite negli ultimi anni. Questa presenza credibile, fatta di mezzi ma soprattutto di equipaggi ben rodati e amalgamati anche in un contesto internazionale, è il fattore essenziale – ma sarebbe meglio dire l&#8217;unico – per esprimere una <strong>deterrenza credibile</strong>. Soprattutto in un mondo in cui esistono attori statali e non statali in grado di mettere a rischio la libertà di navigazione, oppure di effettuare veri e propri blocchi marittimi <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-ibrida-la-cina-si-esercita-con-la-sua-flottiglia-da-pesca.html">secondo una filosofia asimmetrica</a>, la forza armata deve essere in grado di poter esprimere questa deterrenza in modo efficace ovunque occorra farlo. </p>



<p>Per questo anche nell&#8217;anno trascorso, la Marina Militare ha stabilito una proiezione in Indo-Pacifico con attività di Nave “Marceglia” e di Nave “<a href="https://it.insideover.com/difesa/rimpac-e-pacific-dragon-con-il-bande-nere-la-marina-italiana-torna-nellindo-pacifico.html">Giovanni dalle Bande Nere</a>”, miranti alla tutela di rotte e al mantenimento di alleanze. Le operazioni nel Mediterraneo Allargato e nel Mar Rosso – e in prospettiva quella nel Golfo Persico – come <strong>IRINI </strong>e <strong>ASPIDES </strong>sono state effettuate a tutela delle nostre rotte energetiche e commerciali, <strong>garantendo stabilità economica europea.</strong> Non bisogna nemmeno dimenticare la presenza nel Nord Atlantico e nell’Artico, che rafforza la sicurezza euro-atlantica e l’accesso alle rotte emergenti passanti per i mari artici, ma che soprattutto sono finalizzate alla maggiore conoscenza di un settore del globo in cui i cambiamenti climatici in atto sono più veloci ed evidenti.</p>



<p>Dal punto di vista dell&#8217;innovazione e della cooperazione tecnologica, l&#8217;anno trascorso ha visto la consegna di <a href="https://it.insideover.com/scienza/varo-tecnico-per-la-nuova-nave-oceanografica-della-marina-militare.html">Nave “Quirinale”</a> e la prosecuzione di importanti programmi di rinnovo della flotta come quello per una nuova classe di cacciatorpediniere o per i sottomarini U-212 NFS, senza dimenticare l&#8217;evoluzione delle <strong>fregate FREMM</strong> e la decisione di portare tutti i PPA/MCS allo standard “full”. </p>



<p>Anche l&#8217;attività dedicata alla dimensione subacquea – ma sarebbe ora chiamarlo “<strong>dominio sottomarino</strong>” &#8211; è proseguita al Polo Nazionale della Subacquea di La Spezia, e dal f<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/fondali-cavi-e-gasdotti-modello-italia-contro-guerra-ibrida-2675105.html">orum “Shangri La” di Singapore</a> è arrivata la certificazione internazionale della validità del modello italiano, con anche l&#8217;ampliamento del partenariato per quanto riguarda la sicurezza sottomarina a nuovi partner regionali ma soprattutto globali. Mai come negli ultimi anni è emersa la priorità della protezione delle infrastrutture sottomarine, siano esse cavi di comunicazione o gasdotti, a causa soprattutto delle nuove tecnologie e capacità emerse nel campo della “lotta ai cavi”, ma soprattutto per via della volontà di certi attori internazionali di effettuare azioni distruttive su queste infrastrutture restando al di sotto della soglia di attivazione di un conflitto diretto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Capacità di innovazione e adattamento</h2>



<p>Permettiamoci ora una piccola riflessione: proprio l&#8217;avvento di nuove tecnologie ha permesso una sorta di <strong>democratizzazione della minaccia</strong>. Sebbene in modo diverso rispetto all&#8217;avvento dei “droni kamikaze” per via dei costi imposti da un ambiente totalmente diverso – e ostile dal punto di vista fisico – la possibilità di effettuare importanti azioni di “disturbo” alle infrastrutture sottomarine si è allargata grazie alla negazione plausibile e all&#8217;accessibilità/facilità di utilizzo degli strumenti offensivi. Oggi, ad esempio, i tagli “accidentali” di cavi di comunicazione sottomarina per via del trascinamento di un&#8217;ancora di una nave sono più frequenti rispetto al passato e più geograficamente circoscritti in quelle zone globali di crisi o confronto diretto tra fazioni rivali (Taiwan, Mar Baltico). Chiaramente il nostro Paese, che è proteso nel Mar Mediterraneo e crocevia di condutture sottomarine oltre che di merci, <strong>deve pensare a proteggere queste vitali infrastrutture.</strong></p>



<p>Anche per questo, alla Marina Militare come all&#8217;ecosistema Difesa nazionale è richiesta capacità di innovazione e adattamento rapido: <strong>ridurre i tempi di innovazione</strong> e adattare lo strumento marittimo sono obiettivi chiave per mantenere efficacia e credibilità. L&#8217;appello alla rapidità e all&#8217;adattamento si accompagna alla considerazione dell&#8217;importanza di garantire continuità finanziaria e coerenza programmatica, in modo da evitare discontinuità industriali ma soprattutto per preservare la sovranità tecnologica. In ultima analisi, per continuare ad essere un Paese rilevante nel consesso globale, <strong>la Marina deve seguire direttrici operative/dottrinali ben precise come il controllo del mare,</strong> avere capacità di adattamento, dotarsi di un&#8217;architettura delle forze scalabile, continuare con l&#8217;ampliamento del personale e con la cooperazione internazionale.</p>



<p>Il controllo del mare, per l&#8217;Italia è <strong>una condizione essenziale di sicurezza e prosperità</strong>, e in un mondo dove vige ancora l&#8217;interdipendenza e si assiste all&#8217;assurgere di realtà diverse che minacciano la libertà di navigazione, è imperativo guardare oltre il nostro “giardino di casa”; pena delegare la protezione delle nostre linee di comunicazione a Paesi terzi, e quindi essere obbligati a pagarne il conseguente prezzo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>RIMPAC e Pacific Dragon, con il &#8220;Bande Nere&#8221; la marina italiana torna nell&#8217;Indo-Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/rimpac-e-pacific-dragon-con-il-bande-nere-la-marina-italiana-torna-nellindo-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 04:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Pattugliatori Polivalenti d'Altura (Ppa)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-1024x717.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-1536x1075.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-600x420.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il "Bande Nere" è salpato alla volta dell'Indo-Pacifico per partecipare a importanti esercitazioni e allargare il raggio d'azione della diplomazia navale italiana</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-1024x717.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-1536x1075.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-600x420.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 3 maggio, il Multi-purpose Combat Ship (già noti come PPA – Pattugliatori Polivalenti d&#8217;Altura) “<strong>Giovanni dalle Bande Nere</strong>” della Marina Militare italiana è salpato alla volta dell<strong>&#8216;Indo-Pacifico</strong> dal porto di Taranto. La missione dovrebbe durare circa sei mesi e porterà l&#8217;unità a fare scalo in una dozzina di porti in circa dieci nazioni, col culmine nel Pacifico dove il “Bande Nere” parteciperà a due importanti esercitazioni congiunte che si terranno questa estate: <strong>RIMPAC</strong> e <strong>Pacific Dragon</strong>. Lungo la rotta di andata, la nave effettuerà visite di cortesia in Egitto e Sri Lanka, per poi dirigersi verso Guam – sede di un&#8217;importante base aeronavale USA nel Pacifico Occidentale – e poi verso le Hawaii, per unirsi alle unità navali di altre nazioni che parteciperanno a RIMPAC 2026 e Pacific Dragon, quest&#8217;ultima un&#8217;esercitazione multilaterale incentrata sulla difesa da missili balistici (BMD – <em>Ballistic Missile Defense</em>).</p>



<p>RIMPAC è la più grande esercitazione navale del mondo, e si tiene con cadenza biennale (come Pacific Dragon) in un vasto tratto di mare in prossimità delle Hawaii. L&#8217;edizione del 2024 ha visto la partecipazione di personale proveniente da 29 Paesi ma soprattutto si ricorda per la presenza del MPCS “Raimondo Montecuccoli”, <a href="https://it.insideover.com/difesa/per-la-prima-volta-una-nave-della-marina-militare-partecipera-allesercitazione-rimpac-nel-pacifico.html">facendo registrare la prima volta in assoluto per un&#8217;unità della Marina Militare</a>. L’esercitazione simula un conflitto multi-dominio in una serie di scenari: dalla guerra antisommergibile, alla guerra di superficie, agli sbarchi anfibi sino ala difesa del gruppo d’attacco di portaerei. Pacific Dragon invece di solito inizia dopo la fase in mare di RIMPAC, svolgendosi similmente intorno alle isole Hawaii,,e le navi che hanno partecipato alla RIMPAC di solito rimangono per prendere parte alla Pacific Dragon. <a href="https://news.usni.org/2024/08/19/u-s-allies-partner-for-bmd-exercise-russian-and-chinese-ships-sail-near-japan">Così è stato anche per il “Raimondo Montecuccoli” nel 2024</a>, durante la sua lunga missione che lo ha portato ad attraversare il Canale di Panama e procedere, via Hawaii, per i mari del Sudest Asiatico dopo aver toccato il Giappone. </p>



<p>Quest&#8217;anno, il “Bande Nere”, dopo le due importanti esercitazioni, procederà verso il <strong>Giappone </strong>– dove è atteso al porto di Yokosuka sede della Settima Flotta USA – il <strong>Vietnam </strong>al porto di Ho Chi Minh City (già Saigon) e verso <strong>Thailandia, Indonesia e Malesia</strong>. Dopo le visite nel Sudest Asiatico, il “Bande Nere” tornerà ancora in Sri Lanka per fare rotta su Suez, fermandosi in Giordania (al porto di Aqaba) per poi rientrare nel Mediterraneo, dove è atteso verso novembre. </p>



<p>La missione del “Montecuccoli”, oltre ad aver portato preziosa esperienza alla Marina Militare durante le esercitazioni multilaterali, ha <strong>sviluppato rapporti diplomatici</strong> messi a frutto nei due anni successivi: l&#8217;Indonesia, ad esempio, ha acquistato due MPCS costruiti da Fincantieri e ha ordinato anche i velivoli da addestramento avanzato di <a href="https://it.insideover.com/difesa/lindonesia-si-muove-verso-lacquisizione-degli-m-346f-di-leonardo.html">Leonardo M-346</a>, e vedrà presto la cessione a titolo gratuito di nave “Garibaldi”, ormai obsoleta per le esigenze della nostra Marina Militare. </p>



<p>Il “Montecuccoli” è un MPCS in versione <strong><a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2023/10/italian-navy-received-its-first-ppa-light-plus/">Light +</a></strong>, configurazione che offre un sistema di difesa aerea di nuova generazione, capacità di guerra elettronica e di comando e controllo potenziate per far fronte alle minacce aeree e di superficie presenti e future, mantenendo al contempo tutte le capacità di guerra antinave e antiaerea offerte dall&#8217;armamento installato sulle due unità PPA Light già in servizio (“Thaon di Revel” e “Francesco Morosini”). Il “Bande Nere”, invece, è in configurazione <strong>Full Combat</strong> che rispetto alla Light + include un sistema d&#8217;arma e di combattimento completo. Le capacità principali comprendono il radar a dual band avanzato di Leonardo con otto array AESA fissi, il sistema missilistico di difesa aerea SAAM ESD di MBDA Italia, sistemi di lancio verticale (VLS) per missili Aster, incluso il futuro Aster 30 Block 1NT con capacità di difesa contro i missili balistici, e sistemi avanzati di guerra elettronica, sensori elettro-ottici, sistemi antisommergibile e il sistema di gestione del combattimento SADOC 4. </p>



<p>Dei sette MPCS ordinati, quattro sono già stati consegnati alla Marina Militare e i primi tre (“Thaon di Revel”, “Morosini” e “Montecuccoli”) <a href="https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-news/sea/italy-to-upgrade-all-ppa-vessels-to-full-combat-configuration">saranno aggiornati alla configurazione <em>Full Combat</em></a>. Tre MPCS devono ancora essere consegnati: il “Domenico Millelire” costruito in configurazione <em>Full </em>dovrebbe essere consegnato quest&#8217;anno e le altre due unità previste, ancora senza nome, seguiranno la stessa sorte. La Marina Militare ha infatti deciso di portare tutti e sette gli MPCS alla configurazione completa, con un lavoro di retrofit reso possibile dalla modularità by design di queste unità navali. OCCAR prevede che il costo dell&#8217;operazione sia di <strong>392 milioni di euro</strong> e ha anche dichiarato che le modifiche prevedono l&#8217;installazione di <strong>nuove capacità di difesa informatica</strong> non specificate nonché l&#8217;acquisizione di veicoli a comando remoto (ROV) e veicoli sottomarini senza equipaggio (UUV). </p>



<p>Negli ultimi anni, le missioni navali italiane nell&#8217;Indo-Pacifico sono diventate sempre più frequenti, a testimonianza della crescente attenzione del nostro Paese verso quella regione, in un contesto di crescente competizione geopolitica e preoccupazioni per la sicurezza marittima. <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-italia-indo-pacifico.html">Come detto in tempi non sospetti da queste colonne</a>, la sicurezza degli approvvigionamenti nazionali passa anche, per una quota non indifferente, dai mari del Pacifico Occidentale pertanto è di vitale importanza che le linee di navigazione restino aperte e che si stabiliscano relazioni solide con Paesi <em>like minded</em> di quella regione del globo. Secondo le informazioni diffuse nei giorni scorsi, la campagna mira a rafforzare le capacità operative, intensificare la cooperazione con le marine dei Paesi partner e garantire una presenza marittima italiana qualificata in un&#8217;area considerata strategicamente cruciale per il commercio e la sicurezza globali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/rimpac-e-pacific-dragon-con-il-bande-nere-la-marina-italiana-torna-nellindo-pacifico.html">RIMPAC e Pacific Dragon, con il &#8220;Bande Nere&#8221; la marina italiana torna nell&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Varato il primo pattugliatore offshore per la Marina Militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/varato-il-primo-pattugliatore-offshore-per-la-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="574" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Varato il primo nuovo pattugliatore offshore (OPV - Offshore Patrol Vessel) per la Marina Militare italiana. Le sue caratteristiche.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="574" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Sabato 21 febbraio si è svolta, presso il cantiere navale Fincantieri di Riva Trigoso, la cerimonia di varo del pattugliatore offshore di nuova generazione (<strong>OPV &#8211; Offshore Patrol Vessel</strong>) “Ugolino Vivaldi”, primo di quattro unità che Fincantieri sta costruendo per la Marina Militare. Le navi rientrano nel programma affidato a Orizzonte Sistemi Navali, joint venture tra <strong>Fincantieri </strong>(51%) e <strong>Leonardo </strong>(49%), dalla Direzione degli Armamenti Navali, parte della Direzione Nazionale degli Armamenti. La consegna dell’unità alla Marina è prevista per il <strong>2027</strong>.</p>



<p>Il programma OPV è stato avviato il 31 luglio 2023 col finanziamento complessivo di 925 milioni di euro per le prime tre unità, a cui è seguita una quarta ordinata ad agosto del 2024 del valore di circa 236 milioni di euro. L&#8217;avvio del programma OPV risponde alla necessità di continuare a garantire adeguate capacità di presenza e sorveglianza, <strong>vigilanza marittima, controllo del traffico mercantile, protezione delle linee di comunicazione</strong> e della Zona Economica Esclusiva (ZEE), oltre ad attività di tutela dalle minacce derivate dall’inquinamento marino, quali lo sversamento di liquidi tossici. </p>



<p>In particolare, l&#8217;esigenza della Marina Militare era di sostituire i vetusti pattugliatori della <strong>famiglia “Costellazioni”</strong>, meglio noti come classe Cassiopea (quattro unità) e Sirio (due unità). I classe Cassiopea, infatti, sono stati varati tutti tra il 1989 e il 1990 mentre i classe Sirio nel 2002. Il contratto originario dei nuovi OPV include anche opzioni per la costruzione di ulteriori tre unità oltre al potenziamento infrastrutturale per operare e supportare le navi dalle basi operative di Augusta, Cagliari e Messina, suddiviso in diversi lotti.</p>



<p>Gli OPV hanno una lunghezza di circa 95 metri, una larghezza massima di 14,2 e un pescaggio di 5,4 che <strong>permette loro di operare da porti poco profondi.</strong> Il dislocamento è di circa 2.400 tonnellate e possono ospitare a bordo 93 membri d&#8217;equipaggio. Il “Vivaldi” si distingue per la concentrazione di soluzioni tecnologiche, nonché per standard di eccellenza in termini di automazione e manovrabilità, che lo rendono adatto a operare in un ampio ventaglio di scenari tattici e condizioni atmosferiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un hangar per il recupero dei naufraghi</h2>



<p>Tra le innovazioni di spicco, c&#8217;è il <strong>cockpit navale</strong> integrato, sviluppato per le Multi Purpose Combat Ships (già note come PPA) della Marina Militare, frutto della collaborazione tra Fincantieri, NexTech e Leonardo, che rappresenta un salto generazionale. Questa postazione permette il controllo delle macchine, dei timoni e degli impianti di piattaforma, oltre che di alcune funzioni del sistema di combattimento da parte di soli due operatori, il pilota e il copilota, ottimizzando efficienza e sicurezza. Lo scafo degli OPV è caratterizzato da un bulbo prodiero e un&#8217;area di ormeggio completamente coperta, insieme a pinne stabilizzatrici attive a centro nave per garantire la capacità operativa in condizioni di mare mosso e condizioni meteorologiche avverse. </p>



<p>Le sovrastrutture della nave sono divise in due blocchi principali: quello prodiero comprende il Naval Cockpit e il centro operativo di combattimento, mentre il blocco poppiero comprende un ampio hangar per un elicottero di medie dimensioni <strong>NH-90</strong> e un drone AW-Hero Classe 2 a decollo e atterraggio verticale. L&#8217;area di poppa della nave comprende il ponte di volo e un&#8217;area sottostante per i carichi utili di missione, principalmente <strong>i serbatoi galleggianti gonfiabili per contenere il petrolio recuperato</strong> tramite il sistema antinquinamento o, in alternativa, un gran numero di naufraghi che possono essere ospitati nell&#8217;ampio hangar in situazioni di emergenza. Sul ponte principale a centro nave sono posizionate le stazioni di lancio e recupero RHIB (<em>Rigid Hull Inflatable Boat</em>) e le attrezzature per le operazioni antinquinamento.</p>



<p>La <strong>propulsione </strong>è di tipo CODLAD (<em>COmbined Diesel-eLectric And Diesel</em>) su due assi, ciascuno comprendente un motore diesel da 8 MW e un motore elettrico reversibile da 500 kW, direttamente accoppiati a un riduttore ed eliche a passo variabile, mentre i timoni sono di tipo convenzionale. I motori diesel insieme a quelli elettrici garantiscono una velocità massima superiore a 24 nodi, mentre i motori elettrici forniscono velocità operative fino a 10 nodi. L&#8217;autonomia massima è di 3500 miglia a una velocità di 14 nodi, con un&#8217;autonomia massima di missione di 20 giorni. </p>



<p>L&#8217;<strong>armamento</strong> è costituito da un cannone Leonardo 76/62 mm Super Rapido montato a prua con caricatore multi-alimentatore e munizioni guidate DART (adatte per munizioni Vulcano da 76 mm) insieme a due sistemi d&#8217;arma a controllo remoto Leonardo “Lionfish” da 30 mm sui lati della piattaforma. Su richiesta della Marina Militare, Orizzonte Sistemi Navali ha completato, in collaborazione con MBDA Italia e Fincantieri, uno <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2025/01/italys-future-ppx-opv-a-technical-overview/">studio di fattibilità</a> per la potenziale aggiunta del sistema missilistico navale terra-aria <strong>Albatros NG</strong> basato sul missile a medio raggio CAMM-ER, la cui collocazione a bordo è però sarà dipendente da modifiche degli alloggiamenti della nave per trovare lo spazio sufficiente per un ragionevole numero di celle di lancio verticali (si ritiene un massimo di 12) a partire dalle unità della seconda serie. </p>



<p>Se questa soluzione dovesse essere approvata – e finanziata – gli OPV sarebbero in grado di operare come parte di un gruppo operativo marittimo distribuito, condividendo dati tattici e sensoriali con, cacciatorpediniere, fregate, velivoli da pattugliamento marittimo e strutture di comando NATO. In termini operativi, gli OPV non sarebbero più solo una tradizionale piattaforma di polizia marittima, ma un nodo di sorveglianza e interdizione connesso con gli altri strumenti aeronavali nazionali e dell&#8217;Alleanza.</p>
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		<title>Le navi russe al largo della Sardegna e due fregate italiane che le controllano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 05:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[classe Kilo]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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<p>La Marina Militare domenica ha inviato una seconda fregata per monitorare le navi russe al largo della Sardegna</p>
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<p>Domenica 8 febbraio, la <strong>Marina Militare italiana</strong> ha inviato una seconda fregata di classe Bergamini (o tipo FREMM) per sorvegliare il piccolo gruppo navale russo che sta incrociando poco al largo della coste orientale della Sardegna dal 4 febbraio. </p>



<p>Nave “<strong>Emilio Bianchi</strong>” è stata distaccata temporaneamente dall&#8217;operazione Mediterraneo Sicuro (nota sino ad agosto 2022 come Mare Sicuro), la quale vede il dispiegamento di un dispositivo militare marittimo che può contare sino a 6 tra navi e sommergibili, col supporto dei velivoli organici delle unità navali e dei velivoli della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare basati a terra, per assicurare attività di presenza e sorveglianza, <strong>in applicazione della legislazione nazionale e dei vigenti accordi internazionali, in particolare per quanto riguarda i traffici da e verso la Libia. </strong>Tra i compiti di Mediterraneo Sicuro hanno particolare rilevanza la difesa delle linee di comunicazione marittime, il controllo del dominio subacqueo, la salvaguardia delle attività economiche di interesse in alto mare, la protezione delle flotte nazionali, mercantile e peschereccia, nonché dei mezzi appartenenti ad altri corpi dello Stato.</p>



<p>Nave “Bianchi”, per come l&#8217;abbiamo osservata tramite il suo AIS (<em>Automatic Identification System</em>), ha effettuato un pattugliamento della zona interessata dalla presenza di unità navali russe affiancandosi così a nave “Spartaco Schergat”, fregata ASW (<em>Anti Submarine Warfare</em>) <em>Enhanced </em>come la precedente, che sta monitorando <strong>il gruppo navale russo composto da un cacciatorpediniere classe Udaloy, un cargo e una cisterna</strong> da quando hanno improvvisamente virato verso la Sardegna dalla loro rotta originale.</p>



<p>Le navi russe sono state inizialmente prese in carico dal dispositivo navale della <strong>NATO SNMG2</strong> (<em>Standing Maritime Group 2</em>) almeno dal 26 gennaio scorso, quando l&#8217;Alleanza ne ha dato comunicazione ufficiale. Dello SNMG2 fa parte ancora un&#8217;altra fregata nazionale, nave “Virginio Fasan”. Nella foto pubbliche rilasciate dalla NATO a quel tempo, si può riconoscere il cacciatorpediniere “<strong>Severomorsk</strong>”, la cisterna “<strong>Kaman</strong>” e il sottomarino della classe Kilo migliorata (project 636.3) “<strong>Krasnodar</strong>”, in rotta verso il porto siriano di Tartus. A fine gennaio, il gruppo di navi da guerra di Mosca si trovava a Sud-Est della Sicilia.</p>



<p><strong>La presenza del “Krasnodar” in queste acque è più che di routine. </strong>Dal suo debutto in combattimento nel 2017, quando lanciò missili da crociera “Kalibr” dal Mediterraneo verso la Siria, il sottomarino è diventato uno strumento chiave nella proiezione della Russia di capacità di attacco a lungo raggio al di fuori delle sue tradizionali zone operative. Nel contesto di crisi internazionale del 2026, questo dispiegamento riflette una spinta strategica per sfidare il predominio marittimo della NATO e affermare la propria influenza su infrastrutture vitali. L&#8217;intensificazione della posizione navale russa, inclusa la raccolta di informazioni in prossimità di cavi sottomarini in fibra ottica, infrastrutture petrolifere e attività della flotta NATO, <strong>aumenta il rischio di un più ampio confronto su interessi vitali. </strong>L&#8217;impiego del “Severomorsk” a fianco del sottomarino amplifica tale segnale.</p>



<p>Lungo la rotta di ritorno da Tartus – destinazione Russia via Gibilterra – la squadra navale ha scortato il cargo “<strong>Sparta IV</strong>”, probabilmente dopo che quest&#8217;ultimo ha caricato in Siria equipaggiamento relativo al ritiro delle forze russe in quel Paese una volta saltati gli accordi col nuovo governo di Damasco. </p>



<p>Come accennato, il 4 febbraio le navi russe hanno improvvisamente e inusualmente virato verso Nord mentre erano in transito nel Canale di Sicilia, dirigendosi verso il Tirreno occidentale al largo delle coste della <strong>Sardegna</strong>, e una volta raggiunta una posizione più o meno centrale rispetto alla nostra isola maggiore, hanno iniziato una lento e continuo andirivieni in una posizione al di fuori del limite delle acque territoriali (12 miglia nautiche) ma dentro quello della zona contigua (24 miglia nautiche).</p>



<p>Questa improvvisa deviazione di rotta ha innescato la risposta della difesa nazionale che ha mobilitato i suoi assetti aerei e navali per il monitoraggio delle navi russe: oltre alla già citata fregata “Schergat”, che segue le navi da giorni, sono entrati in azione velivoli da pattugliamento P-72A e B e <a href="https://www.itamilradar.com/2026/02/09/an-update-on-the-russian-naval-group-operating-off-sardinia/">Beechcraft B.350ER</a> dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare</strong>. </p>



<p>In questi ultimi giorni si è speculato parecchio sulla motivazione di quell&#8217;improvviso, strano, cambio di rotta delle navi russe, e ora cerchiamo di dare una spiegazione in base ai dati che abbiamo raccolto. Una possibilità è l&#8217;intenzione di <strong>creare una certa pressione – o quantomeno un disagio – per un Paese NATO</strong>, costretto a mantenere una sorveglianza continua, e quindi osservarne i tempi di reazione, le modalità e financo le metodologie di comunicazione. Un&#8217;altra è che <strong>le condizioni del cargo “Sparta IV” potrebbero non essere ottimali</strong> per affrontare anche un mare moderatamente agitato. </p>



<p>A partire dalla scorsa settimana, infatti, una serie di importanti perturbazioni di origine atlantica ha cominciato a flagellare il Mediterraneo Occidentale, con un <strong>susseguirsi di tempeste</strong> che hanno determinato anche la chiusura dei terminal merci nei porti di quella regione. Probabilmente il cargo russo, in determinate condizioni di carico oppure per la natura del carico stesso, non è in grado di tenere il mare molto agitato e si è preferito restare al riparo della Sardegna in attesa che passi la tempesta. In alternativa, la decisione potrebbe essere legata proprio alla natura del carico trasportato dalla nave, ma non si capisce per quale motivo i russi possano sentirsi più al sicuro in acque prospicienti il territorio nazionale piuttosto che lungo il resto della loro rotta, data la pesante scorta al cargo.</p>



<p>Da <strong>escludere totalmente</strong>, invece, è la possibilità che siano in quella zona per un qualche tipo di attività di spionaggio (o peggio sabotaggio) sui cavi sottomarini: i collegamenti tra Sardegna e continente si trovano a Cagliari e Olbia/Golfo di Aranci, mentre i cavi posati in senso Nord-Sud nel Tirreno sono molto più a Est, in mare aperto. Probabilmente i cavi c&#8217;entrano ma non nel senso appena confutato: <strong>i russi sanno che lì non ce ne sono</strong>, così come lo sa la nostra Difesa, pertanto per non innescare ulteriori tensioni hanno deciso di posizionarsi in quel particolare braccio di mare.</p>



<p>In ogni caso, e quale che sia il vero motivo, le navi di Mosca hanno attivato la risposta dello strumento aeronavale nazionale oltre a quello della NATO, e la Marina Militare ha mandato un segnale inequivocabile distaccando nave “Bianchi” dalla sua normale missione di routine al largo della Libia.</p>



<p><strong>&#8211; AGGIORNAMENTO-</strong></p>



<p>La flottiglia russa nella serata di ieri, lunedì 9 febbraio, ha <strong>lasciato il Tirreno</strong> occidentale dirigendosi verso il Canale di Sicilia per riprendere la rotta originaria verso Gibilterra, sotto continua scorta di nave &#8220;Schergat&#8221;. A quanto risulta le condizioni meteo nel Mediterraneo occidentale sono migliorate al punto da poter far riprendere il viaggio alle navi di Mosca</p>
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		<title>Varo tecnico per la nuova nave oceanografica della Marina Militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/varo-tecnico-per-la-nuova-nave-oceanografica-della-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 04:28:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Col varo della nuova nave idro oceanografica della Marina militare il nostro paese fa un passo avanti verso l'autonomia strategica.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Il 26 gennaio, presso il cantiere navale <strong>Fincantieri </strong>di Riva Trigoso, è avvenuta la cerimonia di varo tecnico della &#8220;Quirinale&#8221;, la nuova Nave Idro-Oceanografica Maggiore (NIOM) della <strong>Marina Militare</strong>. Lunga circa 110 metri e con un dislocamento di circa 6mila tonnellate, la nuova nave idro-oceanografica potrà imbarcare fino a 140 persone tra equipaggio e personale scientifico, ed è dotata di un sistema di propulsione elettrico a basse emissioni, idoneo anche alla navigazione in aree ambientalmente sensibili. </p>



<p><a href="https://www.fincantieri.com/it/newsroom/news-e-comunicati-stampa/2026/fincantieri-varata-la-nave-idro-oceanografica-maggiore-quirinale-della-marina-militare">Progettata </a>per operare in condizioni climatiche estreme, fino a <strong>temperature di -16°C</strong> (ma non come un rompighiaccio), l’unità dispone di strumentazioni scientifiche avanzate per rilievi idrografici, oceanografici e geofisici, ed è <strong>equipaggiata con un veicolo subacqueo autonomo (AUV) e di superficie (USV)</strong>. La dotazione tecnica comprende inoltre sistemi di sollevamento dedicati alle operazioni scientifiche e un sistema di posizionamento dinamico, che garantisce elevata precisione e stabilità durante le attività di ricerca. </p>



<p>La nave è stata progettata con la massima attenzione alla sostenibilità ambientale, adottando tecnologie per il contenimento delle emissioni, <strong>propulsione diesel-elettrica</strong>, forme di carena ottimizzate e materiali a basso impatto. Ulteriore attenzione è stata data al tema <em>Health&amp;Safety</em>, con soluzioni tecniche dedicate per garantire la sicurezza del personale durante la vita operativa della nave. L’unità è stata progettata per attività di <strong>mappatura e monitoraggio</strong> scientifico con capacità di effettuare rilievi sino a 10mila metri di profondità, e supporterà le iniziative dell’<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/listituto-idrografico-della-marina-il-cuore-scientifico-della-marina-militare.html">Istituto Idrografico</a></strong>, rafforzando le capacità di ricerca e sicurezza marittima nazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il supporto alla comunità scientifica</h2>



<p>Da <a href="https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/pilastro-operativo/mezzi/forze-navali/Pagine/quirinale.aspx">specifiche</a>, nave “Quirinale” è dotata anche di ponte di lavoro di circa 550 mq idoneo per ospitare <em>container</em> e attrezzature idro-oceanografiche, portale laterale per verricelli e carotatore; portale <em>A-frame</em> di poppa, una vasta suite di sensori in apposita appendice a scafo (gondola) e diversi ecoscandagli a fascio singolo o multiplo per tutte le profondità nonché di un ponte di volo poppiero in grado di ospitare un elicottero <strong>NH-90</strong>, o in emergenza un EH-101. In dotazione, avrà anche due imbarcazioni oceanografiche da circa 12 metri e due RHIB (<em>Rigid Hull Inflatable Boat</em>) da 7,33 metri. </p>



<p>Il programma è stato finanziato per 300 milioni di euro e la consegna alla Marina Militare è prevista per <strong>novembre del 2027</strong>. <a href="https://www.rid.it/shownews/7826/varata-la-nave-idro-oceanografica-quirinale">Interessante </a>la propulsione “tutta elettrica” tipo <em><strong>integrated full electric propulsion</strong></em> strutturata su quattro diesel generatori (frutto della collaborazione tra MAN e Isotta Fraschini) da 2,5 MW ciascuno che azionano 2 pod azimutali Kongsberg da circa 3 MW. In più, la nave è dotata di 2 propulsori ausiliari prodieri che permettono di avere capacità di posizionamento dinamico tipo <a href="https://www.onesteppower.com/post/difference-dp1-dp2-dp3-vessels">DP2</a>. <strong>La nuova nave andrà a rimpiazzare l’attuale “Magnaghi”</strong> e completerà l’allestimento presso il cantiere Fincantieri di Muggiano (Sp) ove sarà trasportata tramite chiatta nei prossimi giorni.</p>



<p>Nave “Quirinale”, oltre ad adempiere i compiti d&#8217;istituto della Difesa afferenti alle potenziali problematiche connesse all&#8217;aggiornamento della cartografia nautica e, conseguentemente, alla sicurezza della navigazione, sarà anche in grado di operare in supporto sia della comunità scientifica nazionale, per quanto attiene alle attività degli <strong>enti di ricerca</strong> e delle università, sia dell&#8217;<em>International Hydrographic Organization</em> (IHO), nell&#8217;ambito dell&#8217;ampio panorama della cooperazione internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per l&#8217;Italia autonomia strategica</h2>



<p>La Marina Militare opera, attraverso l’Istituto Idrografico, al Polo Nord sin dal 2017 in un programma che riprende la storica attività in quegli ambienti iniziata a fine Ottocento. Si tratta di un programma prettamente scientifico, però con una valenza strategica dato l&#8217;attuale contesto internazionale in cui l&#8217;Artide è diventata nuovamente teatro di <strong>confronto tra potenze globali</strong>. Con l&#8217;ingresso in servizio di nave “Quirinale”, i<strong>l nostro Paese potrà effettuare operazioni in Artide o in Antartide in autonomia</strong>, in quanto l’unità potrà partire direttamente dall’Italia. Un passo importante verso l’autonomia gestionale dei mezzi e quella strategica in considerazione del fatto che l&#8217;unità attualmente utilizzata, nave “Alliance”, è di proprietà della NATO quindi anche la sua strumentazione scientifica fissa.</p>



<p>Il nostro Paese è uno dei pochi ad avere una propria <strong>strategia artica</strong>, molto recentemente aggiornata e pubblicata. Essa è coordinata dal Ministero degli Esteri e della Difesa e si articola con tante organizzazioni che si occupano di Artico: <strong>dall’industria <em>hi tech</em>, a quella per lo sfruttamento minerario</strong>, passando per chi si occupa degli aspetti climatici come le università e i centri di ricerca e, naturalmente, per l’Istituto Idrografico della Marina. <strong>L&#8217;Italia infatti fa parte del Consiglio Artico</strong> in qualità di Stato osservatore, e considera infatti il Consiglio il principale foro di cooperazione internazionale in Artico, partecipando , per quanto le compete, attivamente ai suoi lavori. L’Italia reputa fondamentale il ruolo del Consiglio nel mantenimento dell’Artico quale area caratterizzata da un basso grado di tensione ed un elevato livello di cooperazione ed intende continuare ad assicurare il suo contributo per un futuro di pace e armonico sviluppo nella regione attenendosi ai principi di sovranità nazionale e del diritto internazionale marittimo secondo quanto stabilito dall&#8217;UNCLOS. </p>



<p>Il nostro Paese nella nuova strategia artica riconosce che l’Artico non rappresenta più esclusivamente uno spazio di cooperazione scientifica e ambientale, ma costituisce oggi una <strong>dimensione strategica interconnessa con la sicurezza euro-atlantica</strong> e con gli equilibri globali. Ciò richiede un approccio consapevole e proporzionato, coerente con il ruolo dell’Italia quale Stato non artico, ma alleato in ambito NATO, membro dell’Unione Europea e Stato osservatore del Consiglio Artico, fortemente impegnato nel rispetto del diritto internazionale e nella promozione della stabilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/varo-tecnico-per-la-nuova-nave-oceanografica-della-marina-militare.html">Varo tecnico per la nuova nave oceanografica della Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>InsideWar: La bandiera di combattimento del trieste e il Burevestnik</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/insidewar-la-bandiera-di-combattimento-del-trieste-e-il-burevestnik.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 07:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Burevestnik]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/248993fa0f1e623f26f2c4325491083a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/248993fa0f1e623f26f2c4325491083a.jpg 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/248993fa0f1e623f26f2c4325491083a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/248993fa0f1e623f26f2c4325491083a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/248993fa0f1e623f26f2c4325491083a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Nave Trieste riceve la bandiera di combattimento &#124; Test del missile da crociera Burevestnink &#124; Le purghe di Xi per Osservatorio PLA</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/insidewar-la-bandiera-di-combattimento-del-trieste-e-il-burevestnik.html">InsideWar: La bandiera di combattimento del trieste e il Burevestnik</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="900" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/248993fa0f1e623f26f2c4325491083a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/248993fa0f1e623f26f2c4325491083a.jpg 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/248993fa0f1e623f26f2c4325491083a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/248993fa0f1e623f26f2c4325491083a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/248993fa0f1e623f26f2c4325491083a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Care lettrici, gentili lettori</p>



<p>Sabato scorso, nel capoluogo della Regione Friuli Venezia-Giulia, è stata consegnata la bandiera di combattimento alla nostra unità da assalto anfibio &#8220;Trieste&#8221;, entrata in servizio il 7 dicembre scorso. La più grande nave della Marina Militare italiana dal dopoguerra ora può orgogliosamente rappresentare il nostro Paese.</p>



<p>Passando a tematiche più tecniche, la Russia ha recentemente testato il missile da crociera a propulsione nucleare &#8220;Burevestnik&#8221;, una nuova arma che in realtà non è così nuova. Cosa sappiamo?</p>



<p>Osservatorio PLA. Le purghe di Xi Jinping alla vigilia del plenum del Comitato Centrale. EMALS anche per una nave da assalto anfibio, la prima nella storia a montare questa particolare catapulta.</p>



<p>Questo è solo un assaggio della nostra newsletter di questa settimana. Volete saperne di più? La&nbsp;<strong>newsletter InsideWar&nbsp;</strong>è disponibile per gli abbonati e ogni martedì vi porterà, al mattino, nella casella mail gli aggiornamenti principali dai campi di battaglia e dalle aree di crisi di tutto il mondo.&nbsp;<strong>Iscrivetevi ora</strong>&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonandovi&nbsp;</a></strong>per iniziare sul pezzo le vostre settimane! </p>
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		<title>Il Documento Programmatico per la Difesa 2025: più fondi e avvio di nuovi programmi</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-documento-programmatico-per-la-difesa-2025-piu-fondi-e-avvio-di-nuovi-programmi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 04:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1120" height="747" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy.jpg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p>Rilasciato il DPP Difesa 2025-2027. Tra i vari programmi, si avvia quello per i nuovi pattugliatori marittimi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1120" height="747" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy.jpg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p>Recentemente è stato pubblicato il <strong>Documento Programmatico Pluriennale (DPP) per la Difesa 2025-2027</strong>. Il documento di quest&#8217;anno, più scarno rispetto agli anni passati, evidenzia alcune novità da lungo attese e definisce una spesa maggiore rispetto agli anni precedenti, anche grazie a nuovi parametri di conteggio. Prima di addentrarci nella trattazione di alcuni di questo aspetti – i più peculiari – è bene dare uno sguardo a quanto viene indicato sull&#8217;approccio strategico nazionale e sulle traiettorie geopolitiche future. </p>



<p>Viene ribadito anche quest&#8217;anno il contesto internazionale di <strong>instabilità e di crisi persistente</strong> nella nostra area di fondamentale interesse strategico rappresentata dal Mediterraneo Allargato: <strong>guerra russo-ucraina, conflitto israelo-palestinese, situazione in Siria, crisi del nucleare iraniano</strong>. Si afferma che la guerra in Ucraina ha ridato centralità al dibattito pubblico sull’impiego dello strumento militare in un conflitto tra Stati, producendo marcati riflessi sullo scacchiere mondiale, pur con diverse percezioni ed effetti nelle diverse aree del globo. Tra le principali ripercussioni, <strong>emerge la necessità di rivedere le catene di approvvigionamento energetico</strong> e la crescente rilevanza delle infrastrutture critiche, siano esse logistiche, energetiche o di comunicazione. Tale situazione evidenzia l’urgenza di rafforzare la resilienza nazionale attraverso un approccio integrato alla sicurezza. Infatti è evidente che la costruzione di una difesa moderna non possa prescindere da una profonda trasformazione tecnologica.</p>



<p>Di particolare interesse è la menzione a due teatri particolari: il DPP 2025 rileva la crucialità assunta dall’<strong>area indo-pacifica</strong> nello scacchiere della competizione globale. L’Italia ha rafforzato il proprio impegno in questa regione per consolidare i legami commerciali e industriali, incluso il settore della Difesa, con i partner regionali, mettendo nero su bianco quanto osservato in questi ultimi due anni con le missioni in Indo-Pacifico di Marina e Aeronautica Militare e l&#8217;avvio di un importante partenariato strategico col Giappone. La Difesa concentra infine, sempre maggiore attenzione sull’<strong>Artico</strong>, in considerazione della crescente rilevanza che la regione assumerà nei prossimi anni per la possibile apertura stabile di nuove linee di comunicazione marittima. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Terre rare, petrolio e gas</h2>



<p>Per quanto riguarda le traiettorie geopolitiche future, viene rilevato che nei prossimi quindici anni, le vulnerabilità legate alla sostenibilità e le tensioni sull’approvvigionamento di <strong>materie prime</strong> potrebbero determinare significativi cambiamenti negli equilibri geopolitici e nelle alleanze strategiche. In questo scenario, si delinea una tendenza verso una competizione nella quale le principali potenze globali si contendono lo spazio di influenza. In particolare quelle strategiche, come<strong> le Terre Rare, il petrolio e il gas </strong>saranno cruciali per il mantenimento del vantaggio tecnologico in tutti i settori critici quali l’intelligenza artificiale, lo sfruttamento delle energie rinnovabili, la mobilità sostenibile e, non ultimo, i sistemi di difesa (con una tendenza futura agli interessi strategici connessi alle attività di deep mining).</p>



<p>La posizione dominante della <strong>Cina </strong>nella produzione e raffinazione delle Terre Rare potrebbe evolvere in una situazione prossima al monopolio potenzialmente capace di influenzare la politica economica sui Paesi produttori in Africa e Asia. L&#8217;Artico, per la sua crescente accessibilità, diventerà una nuova area di confronto fra le grandi potenze per via delle sue risorse minerarie e per l&#8217;apertura di nuove linee di navigazione, soggette a una politica di nazionalizzazione. <strong>La crescita di Cina e India potrebbe ridefinire il commercio globale</strong>, con iniziative come la Nuova Via della Seta (o BRI – <em>Belt and Road Initiative</em>) che aumenteranno l’influenza cinese, generando nuove alleanze e rivalità. Sarà determinante tenere il passo con il progresso tecnologico per acquisire e conservare il vantaggio strategico nelle tecnologie dirompenti (IA ecc); la principale sfida in tale mutevole contesto consisterà nell’analizzare in modo predittivo le principali innovazioni, mirando ad anticipare le emergenti traiettorie di sviluppo.</p>



<p>Altrettanto rilevanti sono le dinamiche che interessano il <strong>dominio spazio</strong> che, da ambito esclusivamente scientifico e civile, si è trasformato in un settore strategico per la Difesa e la sovranità nazionale per via della sua crescente militarizzazione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Così si arriva al 2,01% del Pil</h2>



<p>Veniamo ora al bilancio, che nel documento è stato scorporato in diversi settori (mezzi aerei, navali, terrestri, sostegno, infrastrutture ecc), ma che risulta un po&#8217; difficile da decifrare. Il volume complessivo del Bilancio ordinario della Difesa per il 2025 ammonta a <strong>31, 298 miliardi di euro</strong>, mentre per il 2026 e il 2027, gli stanziamenti previsionali ammontano invece rispettivamente a 31,208 e 31,749 miliardi. Di questo, per il 2025, la “funzione difesa” viene finanziata con <strong>22,845 miliardi di euro</strong> rispetto ai 20,848 dell&#8217;anno precedente. Alle legge di bilancio concorrono, come da ormai consuetudine, fondi del MEF, MIMIT e PNRR portando così il <strong>bilancio integrato a 35,492 miliardi di euro</strong> per il 2025, ovvero a un valore di <strong>1,58% del PIL</strong> secondo la <a href="https://www.adn24.it/blog/2025/04/26/pil-italiano-in-crescita-nel-2025-2-244-miliardi-di-euro-ma-pesa-il-rallentamento-nei-ponti-festivi/">previsione di quest&#8217;anno</a> che vede il prodotto interno lordo attestarsi sui 2.244 miliardi di euro. </p>



<p>Viene indicato il “<strong>bilancio in chiave NATO</strong>”, a cui, “secondo parametri standardizzati per esigenze di omogeneità, in modo da poter essere comparati con quelli forniti dalle altre nazioni” sono state aggiunte le pensioni sostenute dall’INPS e le contribuzioni aggiuntive, includendo solo la quota <em>deployable </em>del personale dell’Arma dei Carabinieri, il budget per contesti, domini e settori a cui è stato attribuito un focus più militare, e i progetti di cooperazione militare (ad es. la <em>Military Mobility</em>). Così facendo, e con la detrazione dei fondi destinati alla Funzione Sicurezza fatto salvo la quota per il personale dei Carabinieri impegnati in operazioni fuori area e l’importo afferente all’Arma dei Carabinieri, a meno della quota parte impiegabile presso i teatri operativi, dalle pensioni provvisorie del personale in ausiliaria, il bilancio complessivo per quest&#8217;anno sale a <strong>45,315 miliardi di euro</strong>, ovvero il <strong>2,01% del PIL</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per il 90% fornitori italiani</h2>



<p>Interessante la tabella che ricapitola l&#8217;origine del <em>procurement</em> militare. In questo modo si conferma come l&#8217;industria nazionale, insieme alle compartecipate europee, rappresenti più del <strong>90% dei fornitori di sistemi d&#8217;arma</strong>. L&#8217;industria statunitense è rappresentata, quest&#8217;anno, solo per quanto riguarda il sistema lanciarazzi HIMARS, i velivoli Gulfstream, C-130J e i droni “Predator”, le <em>Small Diameter Bomb</em>, i missili “Stinger” e gli AIM-9X, e le radio tattiche.</p>



<p>Veniamo ora ad alcune novità più importanti per quanto riguarda le nuove acquisizioni. Nel campo spaziale, spicca la voce di bilancio per i satelliti di comunicazione LEO (<em>Low Earth Orbit</em>) che probabilmente si riferisce alla collaborazione con <a href="https://www.economia-italia.com/comando-operazioni-spaziali-segreti-dei-satelliti-militari-italiani.html">Leonardo</a>, che sta sviluppando una costellazione di 18 satelliti militari, di cui 12 standard e 6 a infrarossi. </p>



<p>Per quanto riguarda le <strong>forze terrestri</strong>, presenti i finanziamenti per i nuovi MBT e delle piattaforme A2CS, insieme a un programma di previsto avvio per nuovi veicoli blindati anfibi (programma congiunto EI-MM) del valore di 33,6 milioni di euro per l&#8217;anno in corso. Passando alle <strong>forze navali</strong>, proseguono i programmi FREMM, OPV, LXD e DDX (per il quale sono stanziati 53 milioni nel 2025 e 164 nel 2026), ma soprattutto è stato avviato un programma che prevede lo studio di nuove tecnologie come la costruzione di una portaerei di nuova generazione e i Next Generation Submarine, basati sul concetto del multi <em>capability carrier</em>. Previsto l&#8217;avviamento anche di un programma che prevede il prolungamento della vita operativa dei due sottomarini Classe Sauro IV Serie per assicurare il mantenimento di adeguate capacità operative e un livello di prontezza adeguato all’attuale contesto internazionale sino al 2034 &#8211; quando potranno essere dismessi al completamento del programma U212NFS – e l’adeguamento delle capacità operative dei sottomarini U212A I Serie, ormai prossimi ai 20 anni di vita operativa. Avviata, dopo il nulla osta governativo, la costruzione di due nuovi “navi spia” secondo il programma J3MS. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il programma congiunto Marina-Aeronautica</h2>



<p>Passando alle <strong>forze aeree</strong>, l&#8217;Aeronautica prevede l&#8217;avvio del potenziamento del segmento operativo <em>land-based</em> per gli F-35, consentendo di affrontare gli scenari futuri alla luce delle lezioni apprese dalla recente situazione geopolitica. Restando sugli F-35, quest&#8217;anno vengono stanziati 735 milioni (961 nel 2026) per proseguire il programma di acquisizione di 115 velivoli di cui 75 F-35A e 40 F-35B, questi ultimi suddivisi equamente fra AM ed MM. Il GCAP, il velivolo di sesta generazione costruito da Italia, UK e Giappone, vedrà quest&#8217;anno 624 milioni di euro di finanziamento (274 nel 2026). </p>



<p>Molto interessante la comparsa dell&#8217;avvio del programma congiunto tra Marina e Aeronautica che mira a colmare l’attuale lacuna capacitiva derivante dalla dismissione dei pattugliatori marittimi BR1150, attraverso l’acquisizione di <strong>6 Maritime Multi Mission Aircraft (M3A)</strong>, destinati a soddisfare l’esigenza nazionale di disporre di una capace piattaforma aerea in grado di condurre operazioni ASW, ASuW, AWW (<em>Above Water Warfare</em>), MW (<em>Mine Warfare</em>), e attività di ISTAR ed EW. Viene riferito che il programma sarà finanziato a partire dal 2027 per un totale di <strong>1,136 miliardi di euro</strong>. Questo finanziamento lascia aperta la possibilità di vedere diverse piattaforme, come il giapponese P-1, ma anche il P-8 “Poseidon” statunitense, considerato che la macchina di Boeing ha un <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2024/03/boeing-awarded-3-4-billion-contract-for-17-p-8a-poseidon-aircraft/">costo unitario di 200 milioni di dollari</a>, pari a circa 172 milioni di euro, pertanto 6 “Poseidon” costerebbero 1,032 miliardi di euro.</p>



<p>Da ultimo, per mancanza di spazio, riferiamo che la <strong>capacità <em>deep strike</em> e antinave</strong> di previsto avvio è stata finanziata con 260 milioni di euro attraverso risorse a “fabbisogno”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-documento-programmatico-per-la-difesa-2025-piu-fondi-e-avvio-di-nuovi-programmi.html">Il Documento Programmatico per la Difesa 2025: più fondi e avvio di nuovi programmi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Consegnata la decima fregata FREMM alla Marina Militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/consegnata-la-decima-fregata-fremm-alla-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 03:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=480275</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fincantieri ha consegnato la decima e ultima fregata FREMM alla Marina Militare, la sesta in configurazione antisom, e la seconda enhanced</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/consegnata-la-decima-fregata-fremm-alla-marina-militare.html">Consegnata la decima fregata FREMM alla Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di ieri, presso il cantiere navale del Muggiano, a La Spezia, <strong>Fincantieri</strong> ha consegnato la decima fregata tipo <strong>FREMM</strong> alla Marina Militare italiana. Alla cerimonia hanno partecipato il direttore generale della Divisione Navi Militari di Fincantieri, <strong>Dario Deste</strong>, l’AD di Orizzonte Sistemi Navali, <strong>Giovanni Sorrentino</strong>, il direttore di OCCAR, generale <strong>Joachim Sucker</strong>, l’ammiraglio di divisione <strong>Flavio Biaggi</strong>, comandante del Comando Interregionale Marittimo Nord, il direttore di NAVARM, ammiraglio <strong>Giuseppe Abbamonte</strong> e il sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio <strong>Giuseppe Berutti Bergotto</strong>.</p>



<p>L&#8217;unità, battezzata “Emilio Bianchi”, è in versione antisom <em>enhanced</em>, ed è la seconda di questa tipologia di sei totali ad uso per la guerra sottomarina, completando così la dotazione richiesta dalla <strong>Marina Militare</strong> per questa particolare missione. Complessivamente, <strong>il programma FREMM per la Marina è stato quindi completato</strong> e comprende, oltre alle sei fregate antisom, altre quattro in configurazione multiruolo (<em>general purpose</em>).</p>



<p>Nave “Emilio Bianchi”, dotata dei più avanzati sistemi prodotti da Fincantieri, Leonardo, MBDA ed Elettronica è caratterizzata, come le altre unità FREMM, da un’elevata flessibilità d’impiego e ha la capacità di operare in tutte le situazioni tattiche. Ha una lunghezza di 144 metri fuori tutto, una larghezza di 19,7 e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Può raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi con una capacità massima di circa 200 persone imbarcate. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;eccellenza in Europa</h2>



<p>Le FREMM rappresentano lo standard di riferimento tecnologico in Europa distinguendosi per le loro caratteristiche innovative e per l’<strong>elevata cyber resilienza</strong>, frutto di un profondo lavoro progettuale e gestionale. L’elevato grado di automazione, i sistemi di bordo di ultima generazione e l’ottimizzazione delle operazioni di manutenzione garantiscono un’elevata disponibilità operativa. Studi approfonditi di ergonomia hanno contribuito alla realizzazione di ambienti funzionali, pensati per migliorare l’efficienza operativa e la qualità della vita dell’equipaggio. <strong>La nave garantisce inoltre un’importante autonomia</strong> &#8211; circa 6.000 miglia nautiche a 15 nodi &#8211; che le consente di operare anche per lunghi periodi al di fuori del Mediterraneo.</p>



<p>Si chiude così il divario capacitivo della Marina Militare apertosi nel biennio 2020/2021, quando due FREMM già in consegnate alla MM erano state vendute all&#8217;<strong>Egitto</strong> per un valore di 1,2 miliardi di euro. Le ex fregate italiane sono in configurazione multiruolo e armate con un cannone Leonardo da 127/64 mm LightWeight (LW), un cannone Super Rapido da 76/62 mm e due cannoni da 25 mm oltre al sistema missilistico fa difesa aerea MBDA SAAM-ESD dotato di missili Aster. Alcune apparecchiature sensibili specifiche della Marina italiana, compresi i sistemi da guerra elettronica, sono state <a href="https://www.analisidifesa.it/2023/11/contratto-a-fincantieri-per-la-manutenzione-delle-due-fremm-della-marina-egiziana/">rimpiazzate</a> da equipaggiamenti di altra provenienza. </p>



<h2 class="wp-block-heading">In cantiere l&#8217;evoluzione</h2>



<p>Fincantieri, in continuità con gli obiettivi del progetto FREMM, ha attualmente in corso la realizzazione di ulteriori due fregate di nuova generazione in versione “evolution”, denominate <strong>FREMM EVO</strong>, in costruzione presso i cantieri di Riva Trigoso e Muggiano con consegna della prima unità prevista nel 2029 e la seconda nel 2030. Il <a href="https://it.insideover.com/difesa/impostata-la-prima-fregata-tipo-fremm-evo-per-la-marina-militare.html">taglio della prima lamiera</a> della prima unità di questo tipo è avvenuto il 3 aprile di quest&#8217;anno a Riva Trigoso e il contratto è stato firmato da Orizzonte Sistemi Navali (OSN), joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%). Le FREMM EVO saranno unità molto diverse dalle precedenti: i lavori di miglioramento riguarderanno infatti il <em>Cyber-resilient Ship Management System</em>, l’impianto di condizionamento e distribuzione elettrica, l’implementazione di soluzioni specifiche al fine di migliorare l’impronta green dell’unità per la parte Platform System. Inoltre il sistema di combattimento sarà aggiornato con il moderno <em>Cyber-resilient Combat Management System</em> SADOC 4, i sensori radar (in particolare con radar Dual Band DBR-X-C a faccia fissa) in grado di supportare la difesa contro le minacce TBM (<em>Theater Ballistic Missile</em>), la guerra elettronica (EW), i sistemi di artiglieria e missili, la suite sonar, il sistema di comunicazione e i collegamenti dati tattici in grado di garantire il più alto ed efficace livello di interoperabilità. </p>



<p>Le sovrastrutture saranno quindi diverse rispetto alle FREMM in servizio, e ospiteranno lo stesso radar Leonardo Kronos Dual-Band Radar (DBR) con le quattro antenne piatte AESA del Kronos Quad in banda C dei Pattugliatori Polivalenti d&#8217;Altura (o MCS – <em>Multipurpose Combat Ship</em>) e lo stesso numero di antenne per il Kronos StarFire in banda X. Soprattutto saranno le prime ad avere <strong>capacità C-UAS</strong> (<em>Counter Unmanned Air System</em>) by design.</p>



<p>Troviamo ancora relativamente insoddisfacente la <strong>dotazione missilistica</strong> “di serie”: le FREMM EVO, da progetto iniziale, nascono con 16 celle di lancio verticali più la predisposizione di altre 16, per missili Aster, tutte a prua. Ci auguriamo che si preveda, se non l&#8217;installazione di ulteriori celle per lancio di vettori da attacco in profondità come si vocifera attualmente, almeno l&#8217;installazione di celle “multimissile”. In ogni caso la dotazione di 32 celle di lancio verticali – se confermata – sarebbe in linea con le costruzioni navali di altri Paesi per le stesse classi di unità, come la Repubblica Popolare Cinese (le Type 054A) e gli USA (le Constellation).</p>
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		<title>Il Rapporto Marina 2024: prospettive, innovazioni e cambio di passo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-rapporto-marina-2024-prospettive-innovazioni-e-cambio-di-passo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2025 06:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2024 è stato l'anno in cui la Marina Militare ha avuto il suo punto di svolta per tutta una serie di motivi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0473-min-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Marina Militare</strong> italiana ha recentemente pubblicato il rapporto delle attività svolte nel 2024, un anno che possiamo definire, senza timori, di <strong>svolta epocale</strong> per la nostra forza armata e per tutto il sistema Italia. Prima di spiegare la motivazione di questa affermazione, ben chiarita dalla Marina, è bene soffermarsi sui <strong>cambiamenti del quadro strategico</strong> e sull&#8217;impegno della Forza Armata per soddisfare gli impegni stabiliti dalla Difesa che ne derivano. </p>



<p>Il 2024 è stato caratterizzato da due teatri di guerra che hanno pesantemente influenzato le aree di interesse del nostro Paese e, in generale, si è distinto per dinamiche geopolitiche e strategiche connotate da una rapidità nei cambiamenti senza precedenti, competizione, instabilità e incertezza. In tale situazione, la Marina ha focalizzato il proprio impegno per soddisfare esigenze imprescindibili quali <strong>essere presenti in mare e nei teatri operativi, per non risultare esposti all&#8217;iniziativa altrui</strong> e proteggere gli interessi nazionali; preparare lo strumento aeronavale (sistemi d&#8217;arma, dotazioni, efficienza, equipaggiamenti, formazione, supporto, etc.) per essere pronti a fronteggiare il confronto militare ad alta intensità in tutti i domini e <strong>anticipare gli eventi piuttosto che inseguirli</strong>; addestrarsi con il massimo realismo per essere rilevanti nel contrasto delle più attuali minacce, recependo in modo adattivo i ritorni dal campo; incrementare le attività di cooperazione, perché nessuno può fare da solo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Diplomazia, cultura e Made in Italy</h2>



<p>La Marina ricorda che siamo <strong>un Paese con oltre 8.000 km di coste, posto al centro del Mediterraneo </strong>(Allargato), con un’economia fortemente legata al mare (e che dovrebbe avere una <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-alla-frontiera-del-mediterraneo-allargato-nuovi-indirizzi-pratici-di-strategia-marittima.html">vocazione marittima</a></strong>) e alla dimensione subacquea, dove le infrastrutture critiche sono sempre più esposte a rischi, come evidenziato dagli attacchi nel Baltico e in altre parti del globo. Quello della Marina è stato un impegno essenziale per proteggere il cluster marittimo nazionale, per mantenere aperte le vie di comunicazione marittima e gli stretti, per sorvegliare e mantenere sicuri i fondali e <strong>per proiettare diplomazia, cultura e <em>Made in Italy.</em> </strong></p>



<p>Questo sforzo è ben rappresentato dal <strong>numero di mezzi e uomini</strong> che quotidianamente è impegnato nelle varie attività: si tratta di 30 unità navali di vario tipo, 2 compagnie del Reggimento San Marco, 12 aeromobili, 2 sommergibili, 10 stazioni radar costiere e altrettante sale operative. Come detto, si tratta di assetti impegnati quotidianamente, 365 giorni l&#8217;anno. </p>



<p>Per rispondere alle sfide di un mondo sempre meno sicuro, la Marina ha accelerato la sperimentazione già in corso di alcune capacità e l’adattamento di altre, <strong>esplorando ogni utile forma di sinergia con l’industria nazionale</strong>, alla quale è stato richiesto un improcrastinabile cambio di passo, sia per quanto riguarda la produzione di mezzi e munizionamento, sia nell’innovazione dei prodotti e dei relativi processi di realizzazione, affinché ciò che si progetta e realizza possa recepire, in modo “adattivo” e nel minor tempo possibile, le esigenze dettate dallo scenario e dai ritorni dal campo, che sono sempre più dinamici e, per certi versi, imprevedibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La proiezione in Indo-Pacifico</h2>



<p>Il 2024 è stato un anno chiave per una serie di motivazioni, prima su tutti la <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/diplomazia-navale-in-azione-la-marina-militare-nellindo-pacifico.html">missione in Indo-Pacifico</a></strong> che ha certificato la IOC (<em>Initial Operational Capability</em>) della componente F-35B di nave Cavour, ma anche perché quella lunga esperienza dall&#8217;altra parte del globo ha permesso di migliorare la sinergia intra ed inter arma (sul Cavour erano presenti F-35B dell&#8217;Aeronautica Militare), di sviluppare meglio la cooperazione con alleati e partner (pensiamo all&#8217;esercitazione Pitch Black in Australia) e soprattutto di implementare le relazioni con altri Paesi chiave per la nostra politica di sicurezza nella più classica delle azioni di <em>naval diplomacy</em>. <strong>La campagna di proiezione in Indo-Pacifico</strong> ha permesso poi di accelerare il processo di sviluppo del primo CSG (<em>Carrier Strike Group</em>) nazionale, che operando con caccia di quinta generazione rappresenta una capacità nazionale di assoluto pregio per la Difesa, e una capacità che solo le marine di Stati Uniti e Regno Unito dispongono oltre alla nostra.</p>



<p>La Marina è stata impegnata, con varie missioni e anche sotto comandi diversi, in tutto il Mediterraneo Allargato e anche oltre: nel Golfo di Guinea, l&#8217;attività di sorveglianza e anti-pirateria è stata costante; missioni sono state svolte in ambito europeo, come <strong>Aspides </strong>di protezione al traffico navale nel Mar Rosso che <strong>ha coinvolto unità navali di superficie in attività <em>combat </em>vere e proprie </strong>(generando quindi preziosa esperienza); altre sono state svolte in ambito NATO e altre ancora hanno riguardato l&#8217;attività scientifica in Artico, dove nave Alliance ha continuato la missione <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/lartico-diventa-una-nuova-siria-come-la-corsa-al-nord-coinvolgera-anche-litalia.html">High North</a></strong> cominciata nel 2020.</p>



<p>Nel 2024 la Marina si è concentrata sull’<strong>approntamento dello strumento marittimo</strong> per affrontare lo spettro più alto del confronto militare, come accade in Mediterraneo, dove sempre più attori internazionali sono presenti coi propri assetti militari (ad esempio la Cina), e dove la flotta russa, pur non costituendo una minaccia diretta, rappresenta una minaccia immanente, o in Mar Rosso. A fronte di uno scenario così dinamico è stato intensificato e rifocalizzato l’addestramento, adottando un vero e proprio cambio di mentalità nel perseguire il realismo, in piena attinenza al paradigma del “<em>train as you fight</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Capacità, sostenibilità e connettività</h2>



<p>In tale contesto, a maggio 2024 è stata effettuata, coinvolgendo la Marina francese, l’esercitazione <strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/due-gruppi-dattacco-di-portaerei-si-sfidano-a-mare-aperto-2024.html">Mare Aperto – Polaris</a></strong>, evento addestrativo di grandezza senza precedenti nel Mediterraneo, ad altissima intensità e spiccato realismo, cui hanno partecipato 50 navi, 6 sottomarini, 63 velivoli, 300 mezzi anfibi e oltre 10mila militari di 26 nazioni. È stata un’attività unica nel suo genere, con la contrapposizione dei gruppi portaerei di Italia e Francia e conseguenti azioni nel campo del <em>Sea Control, Sea Denial, Power Projection Ashore</em> e <em>Maritime Security Operations</em>, termini che definiscono i vari aspetti del più ampio concetto di Dominio del mare. Il 2024 è stato anche l&#8217;anno in cui il <strong>PNS </strong>(Polo Nazionale della dimensione Subacquea) ha visto l&#8217;emissione i primi bandi per la ricerca ed è stato <strong>l&#8217;anno in cui è entrata in servizio <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/consegnata-nave-trieste-alla-marina-militare-italiana.html">nave Trieste</a>,</strong> una nave da assalto anfibio che ha una spiccata vocazione multiruolo (è in grado di operare con gli F-35B) che andrà a comporre il prossimo (temporalmente parlando) <em><strong>Amphibious Task Group</strong></em> (ATG) insieme a rifornitori e navi di scorta (fregate/PPA/cacciatorpediniere).</p>



<p>Come sarà il futuro? La Marina afferma che lo sviluppo dello strumento marittimo è rivolto all’obiettivo di avere una flotta di mezzi di superficie, aerei e subacquei capace di generare “massa critica” per produrre effetti rilevanti dove e quando serve, attraverso la rispondenza a requisiti preminenti quali <strong>la capacità di fuoco</strong> (qualificata dal numero e tipologia di sistemi di lancio e di munizioni), <strong>la sostenibilità</strong> (qualificata dall’autonomia logistica assicurata dalla singola unità e dal supporto afloat esprimibile dal gruppo navale) e <strong>la connettività</strong>: le unità e i sistemi d’arma imbarcati sono parte integrante di un “sistema di sistemi” basato su una solida architettura di Comando e Controllo e di scambio dati, tali da consentire la piena interconnessione di tutti i mezzi, sensori ed effettori imbarcati e proiettati sul campo di battaglia. Altro importante elemento che qualifica l’approccio italiano alla progettazione delle unità di superficie è la versatilità, ossia la predisposizione per assolvere un ampio spettro di missioni, anche ad alta intensità.</p>



<p>In quest&#8217;ottica rivolta al futuro, la Marina ha espresso (o sta esprimendo) progetti/concetti per nuovi cacciatorpediniere (DDX), nuove fregate (<a href="https://it.insideover.com/difesa/impostata-la-prima-fregata-tipo-fremm-evo-per-la-marina-militare.html">FREMM EVO</a>) e nuovi sottomarini a propulsione nucleare.</p>
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		<title>L’Artico diventa una nuova Siria? Come la corsa al Nord coinvolgerà anche l’Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lartico-diventa-una-nuova-siria-come-la-corsa-al-nord-coinvolgera-anche-litalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 05:11:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La corsa all'Artico vede tre contendenti principali che stanno rendendo quella regione una "Siria" ghiacciata. Cosa può fare l'Italia?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lartico-diventa-una-nuova-siria-come-la-corsa-al-nord-coinvolgera-anche-litalia.html">L’Artico diventa una nuova Siria? Come la corsa al Nord coinvolgerà anche l’Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Attivita-di-ricerca_Nave-Alliance-in-navigazione-tra-i-ghiacci_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1440-1-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Artico</strong> si sta trasformando da spazio isolato e “terra di frontiera” a teatro geopolitico ad alta tensione. Le motivazioni di questa trasformazione, cominciata da almeno tre lustri, vanno ricercate in una serie di fenomeni strettamente interconnessi. Il riscaldamento del clima globale, i cui effetti sono più evidenti proprio in questa regione remota, sta aprendo al maggiore <strong>sfruttamento </strong>dell&#8217;Artico da parte dei Paesi che vi si affacciano, ma non solo: nazioni non artiche, come la <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong>, hanno intrapreso una politica artica proprio per cercare di essere protagoniste in una porzione di globo che promette interessanti prospettive dal punto di vista dello sfruttamento delle risorse minerarie e soprattutto da quello dell&#8217;apertura di nuove linee di navigazione. </p>



<p>La <strong><em>Northern Sea Route</em></strong>, che mette in comunicazione l&#8217;Oceano Atlantico col Pacifico passando per i freddi mari artici, potrebbe diventare una rotta redditizia dal punto di vista dei trasporti marittimi in quanto accorcerebbe i tempi di navigazione tra Asia ed Europa/Nord America. Parimenti, lo scioglimento dei ghiacci perenni e l&#8217;arretramento della linea del <em>pack</em>, apre alla possibilità di sfruttare vecchie e nuove risorse minerarie, nonché di installare relative infrastrutture di raccolta/trasporto che potrebbero essere operative per più mesi all&#8217;anno rispetto al passato.</p>



<p>Parlando di <strong>infrastrutture</strong>, la possibilità di avere mari liberi dai ghiacci per un arco temporale più lungo sta avendo come conseguenza lo stanziamento di maggiori investimenti nel settore portuale ed energetico, soprattutto da parte della <strong>Russia</strong>, la quale ha rimesso mano alla sua politica per il Grande Nord individuando una <a href="https://it.insideover.com/economia/il-piano-della-russia-per-lartico-cosi-punta-la-rotta-del-nord.html">strategia </a>fatta anche di rafforzamento militare di tutta la sua vasta regione artica. Proprio queste prospettive stanno riacutizzando le rivendicazioni territoriali nel Mar Glaciale Artico e ancora una volta è la Russia a essere protagonista (sebbene non sia l&#8217;unica), con Mosca che rivendica per sé la sovranità su gran parte della piattaforma continentale siberiana spingendosi anche oltre quello stesso limite fisico: in ballo non c&#8217;è solamente la possibilità di sfruttamento di nuovi giacimenti di idrocarburi, ma anche di accedere a risorse minerarie presenti sui fondali come i noduli metalliferi. Oltretutto, la Russia sembra avere intenzione di <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-russia-ha-blindato-lartico.html">nazionalizzare la rotta Nord</a>, avendo preso provvedimenti unilaterali che riguardano la navigazione in quel tratto di mare al di fuori delle sue acque territoriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa ora devono rincorrere</h2>



<p>Si ritrovano qui parecchi elementi di altre aree di crisi, come il Mar Cinese Meridionale, ma forse il <strong>paragone più calzante è quello che accomuna l&#8217;Artico a uno Stato “fallito” come la Siria</strong>, dove sono presenti diversi attori internazionali che si contendono quello spazio terrestre per poter espandere la propria influenza in un&#8217;area più vasta.</p>



<p>Gli Stati Uniti stanno tardivamente <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-e-lartico-una-nuova-strategia-per-fermare-lespansione-di-russia-e-cina.html">rispondendo</a> a questa nuova corsa verso l&#8217;Artico, recuperando l&#8217;utilizzo dei propri avamposti in Alaska, cercando di penetrare più in profondità in <a href="https://it.insideover.com/economia/la-centralita-della-groenlandia-nella-guerra-sulle-terre-rare.html">Groenlandia </a>(sotto sovranità danese) e inaugurando una nuova campagna di costruzioni navali <em>ad hoc</em>, sostenuta in questo sforzo da alcuni alleati della NATO come <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/rompighiaccio-per-dominare-lartico-gli-usa-si-accordano-con-canada-e-finlandia.html">Finlandia e Canada</a>. La Federazione russa, infatti, può contare su 40 navi rompighiaccio, di cui alcune di tipo “pesante” alimentate a energia nucleare, mentre la Repubblica Popolare possiede una flotta di 8 rompighiaccio di vario tipo. <strong>Gli Stati Uniti, al contrario, a oggi possiedono solamente 3 di queste navi</strong> particolari, di cui una usata come fonte di pezzi di ricambio.</p>



<p>La politica artica della RPC rappresenta un caso di studio particolare, che andrebbe affrontato singolarmente, ma ai fini della nostra trattazione è interessante riportare come essa, un <em>non arctic State</em>, facendo parte del <strong>Consiglio Artico</strong> (dal 2013) si attenga solo in questo caso ai principi della libertà di navigazione e di mantenimento di un Artico “libero e accessibile”, quando invece, come sappiamo, nel Mar Cinese Meridionale – altro spazio marittimo conteso – affermi l&#8217;esatto opposto, rivendicando per sé la sovranità sulla quasi totalità di quello specchio d&#8217;acqua.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell&#8217;Italia</h2>



<p>Anche l&#8217;<strong>Italia</strong> fa parte dal 2013 del Consiglio Artico pur non essendo una nazione artica, ma alle spalle ha una lunga tradizione di esplorazioni in quella regione cominciate alle fine dell&#8217;Ottocento e che sono state capitalizzate dalla <strong>Marina Militare</strong> attraverso il suo <a href="https://it.insideover.com/difesa/listituto-idrografico-della-marina-il-cuore-scientifico-della-marina-militare.html">Istituto Idrografico</a>, che opera al Polo Nord sin dal 2017 con le missioni <a href="https://it.insideover.com/ambiente/litalia-nellartico-con-la-missione-high-north-2020-della-marina-militare.html">High North</a>, effettuate a livello nazionale ma sfruttando nave &#8220;Alliance&#8221; della NATO, sebbene con equipaggio e bandiera italiani.</p>



<p>Queste missioni hanno un&#8217;alta <strong>valenza scientifica e strategica</strong> per il nostro Paese e per i nostri alleati e partner: l&#8217;Artico funge da banco di prova ideale per lo sviluppo di nuove tecnologie, in particolare sistemi <em>unmanned</em>, con potenziali applicazioni nella raccolta dati, nella sicurezza marittima e nel monitoraggio ambientale; soprattutto la crescente rilevanza geopolitica ed economica di questa regione permette di intessere relazioni bi/multi-laterali sulla strada di un approccio coordinato che garantisca lo sviluppo sostenibile nel rispetto delle normative internazionali. In questo senso la <strong>sfida</strong> per l&#8217;Italia è doppia: avere maggiori capacità artiche – anche in un&#8217;ottica di addestramento in climi estremi – e stabilire partenariati che possano condurre a un&#8217;architettura di sicurezza per scongiurare uno sfruttamento dell&#8217;Artico irresponsabile e/o in spregio dei regolamenti internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attività scientifica a rischio</h2>



<p>Questa nuova <strong>corsa all&#8217;Artico</strong>, che vede tre concorrenti principali (USA, Russia e Cina), rischia di escludere Stati propriamente artici e altri che pur non essendolo hanno attività nell&#8217;Artico, in quanto la competizione si sviluppa principalmente negli ambiti dello sfruttamento delle risorse minerarie e del controllo dei mari artici (e relativi accessi). <strong>L&#8217;attività puramente di ricerca scientifica,</strong> a fronte della maggiore assertività dei contendenti principali, potrebbe infatti essere messa a rischio, ma soprattutto non essere più sufficiente per avere libero accesso a quella regione in un futuro non troppo lontano.</p>



<p>In questo senso, come analizzato in una recente conferenza della Marina Militare, Italia e <strong>Giappone </strong>sono già fortemente impegnati a promuovere la ricerca scientifica artica attraverso programmi di cooperazione a lungo termine in un format che è possibile replicare con altri Paesi più propriamente artici in Europa, secondo un <strong>approccio multilaterale</strong> di nazioni che condividono la stessa visione politico/strategica, cercando parallelamente di sviluppare una cantieristica che possa permettere l&#8217;accesso all&#8217;Artico in modo autonomo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lartico-diventa-una-nuova-siria-come-la-corsa-al-nord-coinvolgera-anche-litalia.html">L’Artico diventa una nuova Siria? Come la corsa al Nord coinvolgerà anche l’Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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