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	<title>marina cinese Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Sep 2026 22:42:06 +0000</lastBuildDate>
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	<title>marina cinese Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Cina sta chiudendo la &#8220;porta sul retro&#8221; di Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-cina-sta-chiudendo-la-porta-sul-retro-di-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 22:42:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="938" height="679" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg 938w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-768x556.jpg 768w" sizes="(max-width: 938px) 100vw, 938px" /></p>
<p>La Cina da giugno ha avviato stabilmente pattugliamenti navali a est di Taiwan. Si tratta di azioni volte a stabilire una "nuova normalità"</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-sta-chiudendo-la-porta-sul-retro-di-taiwan.html">La Cina sta chiudendo la &#8220;porta sul retro&#8221; di Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="938" height="679" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg 938w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-768x556.jpg 768w" sizes="(max-width: 938px) 100vw, 938px" /></p>
<p>La <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong> ha intensificato la pressione su <strong>Taiwan </strong>dispiegando, <a href="https://www.reuters.com/world/china/china-launches-coast-guard-patrol-east-taiwan-despite-international-pushback-2026-07-04/">a partire da giugno</a>, una media di due navi della Guardia Costiera al mese nelle acque a Est dell&#8217;isola. I pattugliamenti hanno coperto un&#8217;area di 27.100 miglia nautiche quadrate, ma le imbarcazioni sono rimaste al di fuori delle acque territoriali di Taiwan, avvicinandosi però fino a 55 chilometri (30 miglia nautiche) dalla costa orientale.</p>



<p>La Guardia Costiera cinese riferisce trattarsi di “pattugliamenti di routine”, avvisando di volerli intensificare per tutelare i diritti marittimi di Pechino, e la motivazione alla base di questa nuova mossa cinese sullo scacchiere del Pacifico occidentale potrebbe facilmente essere l&#8217;avvio di colloqui tra le <strong>Filippine </strong>e il <strong>Giappone </strong>per definire le proprie <strong>ZEE</strong> (Zona Economica Esclusiva). Colloqui che, per inciso, hanno visto escludere Taiwan. <strong>La RPC, non riconoscendo l&#8217;esistenza di uno Stato taiwanese, ritiene il mare a Est dell&#8217;isola come appartenente alla propria ZEE,</strong> la quale si spinge sino alle coste filippine e comprende le isole meridionali del lungo arcipelago nipponico: le Yaeyama in cui è situata l&#8217;isola di Yonaguni, assurta agli onori delle cronache a febbraio quando Tokyo ha rivelato di volervi posizionare missili da difesa aerea entro il 2031, generando le ire di Pechino.</p>



<p>Lungo la costa orientale di Taiwan, per via dell&#8217;orografia, non ci sono porti commerciali, ma il tratto di mare a Est dell&#8217;isola – che potrebbe essere definito “la porta sul retro” di Taipei – <strong>è fondamentale in caso di conflitto</strong> per una serie di motivi. Innanzitutto la maggior parte dei rifornimenti alleati arriverebbe da questa direttrice per poi ripiegare sui porti principali, posti a Nord e a Sud dello Stretto di Taiwan; secondariamente, <strong>la profondità del mare lo rende un teatro d&#8217;azione perfetto per i sottomarini da attacco</strong> e lanciamissili da crociera di entrambe le parti in causa. Se dovesse scoppiare un conflitto armato per Taiwan, i primi scontri tra le forze aeronavali cinesi e quelle statunitensi/alleate si avrebbero proprio in questo ampio tratto di mare, prima ancora che nello Stretto.</p>



<p>Pechino è cosciente dell&#8217;importanza di questo settore marittimo, e prima ancora di avviare stabilmente i pattugliamenti dei cutter della sua Guardia Costiera, da qualche anno, ha cominciato a effettuare pattugliamenti di aerei e droni militari nello spazio aereo sovrastante, per poi cominciare con pattugliamenti saltuari di navi da guerra e cutter diventati successivamente attività di routine. Negli ultimi quattro anni (a cominciare dall&#8217;agosto 2022), la RPC ha cominciato a effettuare <strong>esercitazioni aeronavali che hanno messo in scena l&#8217;accerchiamento di Taiwan</strong>, in manovre via via più complesse che hanno simulato un blocco dell&#8217;isola. Il 2025 è stato l&#8217;anno in cui l&#8217;attività militare cinese intorno a Taiwan ha avuto <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/cina-taiwan-2025-stato-lanno-record-delle-incursioni-cinesi-2696003.html">il suo picco storico</a>. Più in generale, la Cina ha aumentato notevolmente la sua attività militare <strong>in una vasta area geografica che comprende anche il Mar Cinese Meridionale, l&#8217;arcipelago nipponico ed è arrivata anche oltre la Prima Catena di Isole</strong>, ovvero quegli arcipelaghi del Pacifico occidentale che vanno dal Giappone fino all&#8217;Indonesia passando per le Filippine e che geograficamente “racchiudono” la Cina in una catena che la separa dall&#8217;Oceano Pacifico. A maggio 2026, invece, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/cina-manda-100-navi-attorno-taiwan-segnale-trump-che-2670528.html">più di 100 navi cinesi</a> – tra marina militare, Guardia Costiera e navi oceanografiche &#8211; sono state impiegate nel medesimo arco temporale in attività di pattugliamento ed esercitative dal Mar Giallo, al largo della penisola coreana, fino al Mar Cinese Meridionale e al Pacifico occidentale, comprendendo ovviamente anche i mari intorno a Taiwan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">C&#8217;è anche un risvolto &#8220;italiano&#8221;</h2>



<p>Tornando alla questione legata all&#8217;attività cinese nel tratto marittimo a Est di Formosa, quel mare oltre a essere una linea fondamentale per i collegamenti tra Giappone e le Filippine è attraversato dalla <strong>maggior parte del traffico navale commerciale</strong>: dati desunti da <em>Marine Traffic </em>indicano che a giugno 2026 ci sono stati 527 transiti a est di Taiwan contro i 420 nello Stretto. Le merci trasportate sono petrolio, gas, ferro, prodotti agricoli. Si tratta quindi di una rotta vitale per le commodity globali.</p>



<p>Dal primo giugno 2026, la RPC ha impiegato in media di 2 cutter al mese per il pattugliamento di quel tratto di mare, effettuando rotazioni il 4 luglio e il 4 agosto. I primi mezzi identificati sono il “Daishan” (da 5mila tonnellate di dislocamento) e il “Baita” (da 3mila tonnellate). <strong>Per la prima volta quindi stiamo assistendo a una presenza continua</strong>, non a incursioni brevi come negli anni precedenti. Le operazioni effettuate dalle unità cinesi sono state di polizia con circa 198 controlli effettuati su mercantili stranieri e 3 violazioni contestate.</p>



<p>Pechino con l&#8217;inizio di questa attività sta <strong>modificando a suo favore il regolamento internazionale marittimo</strong>, avvisando il mondo intero che la “porta sul retro” di Taiwan non è più di libero accesso. Questi pattugliamenti servono a stabilire una “<strong>nuova normalità</strong>” cinese e mettere la comunità internazionale davanti al fatto compiuto, come è avvenuto per gli insediamenti cinesi in alcune isole del Mar Cinese Meridionale, occupate da Pechino a partire dai primi anni 2000. </p>



<p>L&#8217;impiego della Guardia Costiera anziché della Marina dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione (PLAN – People&#8217;s Liberation Army Navy) evita scontri militari e <strong>permette a Pechino di presentare tali attività come operazioni di polizia marittima</strong>, stabilendo al contempo la presenza costante necessaria per un futuro blocco navale e ha l&#8217;effetto collaterale di mettere Taipei sotto maggiore pressione per cercare di farla desistere e annetterla senza colpo ferire.</p>



<p>In uno scenario in cui dalla pressione legale nel mare a est di Taiwan si passasse a un vero e proprio blocco per cercare di far capitolare l&#8217;isola, la <em>supply chain</em> e gli approvvigionamenti nazionali – quindi la sicurezza &#8211; ne risentirebbero in modo peggiore di quanto accaduto durante la crisi pandemica: l&#8217;Italia importa chip ad alte prestazioni da quella parte del globo – non solo da Taiwan – e altri beni. Nonostante solo l&#8217;1-2% del nostro commercio passi da quel mare, si tratta di una percentuale che vale di più nella nostra filiera produttiva: <strong>macchinari, elettronica e semiconduttori.</strong> Un blocco a est di Taiwan non colpirebbe quindi solo 24 miliardi di merci, ne colpirebbe circa <strong>850 di investimenti UE in transizione digitale e green</strong> che dipendono da quei chip.</p>
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		<title>Dai caccia stealth alle navi da guerra: la Cina li produce ma chissà se sa anche usarli&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/dai-caccia-stealth-alle-navi-da-guerra-la-cina-li-produce-ma-chissa-se-sa-anche-usarli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 05:05:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Plaaf (People's Liberation Army Air Force)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="938" height="679" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg 938w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-768x556.jpg 768w" sizes="(max-width: 938px) 100vw, 938px" /></p>
<p>La Cina ha compiuto importanti progressi tecnologici in campo militare, ma è davvero in grado di utilizzarli al meglio delle possibilità? </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="938" height="679" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg 938w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-768x556.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 938px) 100vw, 938px" /></p>
<p>Intelligenza artificiale, caccia stealth di quinta generazione, portaerei a propulsione nucleare, cacciatorpediniere lanciamissili e navi da assalto anfibio porta-droni. I progressi tecnologici cinesi nel settore militare durante gli ultimi 20 anni sono stati notevoli, e oggi la <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong> schiera una flotta di velivoli moderni come i J-20 e i J-35 dal disegno stealth, e una squadra navale con 3 portaerei in servizio che si accompagnano a un numero consistente di altre unità di superficie e subacquee che ne fanno la marina da guerra numericamente più grande del mondo. </p>



<p>Ma basta avere gli ultimi ritrovati tecnologici per combattere e vincere sul campo di battaglia? Più ancora: l&#8217;Esercito Popolare di Liberazione (PLA), in particolare l&#8217;aeronautica e la marina militare, ha davvero le capacità di utilizzare questi ultimi ritrovati tecnologici al meglio delle possibilità e quindi imporsi su un avversario? Le domande non sono retoriche e richiedono un&#8217;analisi delle metodologie di addestramento, delle dottrine e del motore ideologico che ha innescato il salto tecnologico cinese. </p>



<p>In questo senso ci viene in aiuto un recente rapporto del <a href="https://www.airuniversity.af.edu/CASI/Display/Article/4500883/chinese-perceptions-of-stealth-shaping-defense-against-us-capabilities-and-indi/">Department of the Air Force&#8217;s China Aerospace Studies Institute</a>, che analizza come la Repubblica Popolare abbia osservato attentamente i progressi e l&#8217;applicazione in combattimento della <strong>tecnologia aeronautica stealth</strong>, con l&#8217;obiettivo di comprenderne, contrastarne e replicarne i vantaggi, seguendo un approccio però strettamente tecnologico e perseguendo obiettivi strategici che continuano a plasmare l&#8217;approccio cinese ai sistemi stealth e anti-stealth. </p>



<p>Documenti e osservazioni del PLA di pubblico dominio suggeriscono che la visione cinese della tecnologia stealth statunitense sia stata plasmata da una combinazione di <strong>osservazione empirica, distorsioni cognitive e ambizioni tecnologiche</strong>. Questo approccio ha portato a una duplice strategia incentrata sia sul contrasto alle capacità di bassa osservabilità degli Stati Uniti, sia sullo sviluppo di piattaforme stealth autoctone. Tuttavia, queste percezioni sono spesso incomplete o distorte, il che porta a un <strong>eccessivo affidamento sull&#8217;hardware</strong>, ovvero sul sistema in sé, sulla macchina, e a una sottovalutazione dell&#8217;adattabilità operativa delle forze armate USA, insieme a una visione della tecnologia stealth come una questione meramente tecnica piuttosto che operativa. Questo stesso approccio analitico, come vedremo successivamente, si può applicare anche alle nuove costruzioni navali trovando riscontri nelle realtà addestrativa osservabile della PLAN (People&#8217;s Liberation Army Navy), la marina cinese.</p>



<p>L&#8217;Esercito Popolare di Liberazione, e in particolare l&#8217;Aeronautica Militare dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione (PLAAF), considera la tecnologia stealth statunitense un importante vantaggio asimmetrico che da tempo conferisce all&#8217;U.S. Air Force un vantaggio decisivo. Tuttavia, le valutazioni cinesi di questa minaccia sono influenzate da <strong>pregiudizi ricorrenti</strong> che ne minimizzano costantemente la complessità. Queste errate percezioni rientrano in <strong>tre categorie</strong>: eccessiva fiducia e dipendenza dai radar a bassa frequenza come strumenti di contrasto affidabili; considerare la tecnologia stealth come una caratteristica fissa, dipendente esclusivamente dall&#8217;hardware, sottovalutando al contempo la flessibilità operativa degli Stati Uniti; una forte preferenza per soluzioni tecnologiche a scapito dell&#8217;addestramento, della dottrina e dell&#8217;integrazione interforze. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le incertezze della dottrina navale</h2>



<p>Di particolare interesse per la nostra trattazione è l&#8217;ultimo punto. Il PLA considera la <em>stealthness </em>esclusivamente come una proprietà del velivolo, anziché come <strong>parte di un sistema operativo più ampio, adattivo e olistico</strong>. La dottrina statunitense sottolinea che le caratteristiche di bassa osservabilità sono solo un elemento delle capacità di sopravvivenza, in quanto altrettanto importanti sono la pianificazione della missione, la riprogrammazione in tempo reale, il supporto di guerra elettronica, l&#8217;organizzazione delle forze e l&#8217;esperienza acquisita dagli operatori e dal personale di supporto. La Cina, inoltre, mostra una netta preferenza per le soluzioni tecnologiche rispetto ad approcci organizzativi o dottrinali più ampi, mentre le operazioni statunitensi pongono grande enfasi sulle capacità hardware e software di ogni singolo assetto, integrando poi tali capacità nel pacchetto di forze più ampio. Gli strumenti di pianificazione delle missioni e l&#8217;addestramento si concentrano sull&#8217;ottimizzazione del percorso in tempo quasi reale basato sull&#8217;intelligence, sulle capacità di guerra elettronica e su una cultura dell&#8217;addestramento che premia l&#8217;iniziativa e il rapido adattamento. </p>



<p>Dal <strong>punto di vista navale</strong>, sebbene molto recentemente vi siano segnali che fanno pensare a un approccio più multidominio e integrato delle operazioni della PLAN, è possibile trovare molte similitudini con quanto affermato poc&#8217;anzi per le forze aeree. I cantieri navali cinesi stanno varando unità da guerra a un ritmo elevato, che surclassa di un ordine di grandezza quello dei cantieri statunitensi. La PLAN ha in servizio portaerei di ultima generazione – e sta costruendone una a propulsione nucleare – insieme a nuove unità da assalto anfibio, anche di grosso tonnellaggio in grado di trasportare droni pesanti, come il “<a href="https://it.insideover.com/difesa/dalla-turchia-alla-cina-le-navi-porta-droni-come-strumento-di-proiezione-di-potenza.html">Sichuan</a>” (classe Type 076). Sono comparsi droni marittimi e nuovi sottomarini dal disegno innovativo, ed è stata avviata la formazione di un&#8217;<strong>aviazione imbarcata</strong> simile a quella statunitense, che sfrutta caccia stealth come il J-35, ma soprattutto aerei AEW e da guerra elettronica. Le operazioni navali cinesi nell&#8217;ultimo anno si sono fatte più complesse, estendendosi più volte oltre la Prima Catena di Isole e simulando il blocco navale di Taiwan. </p>



<p>Tutti questi dati, se non attentamente analizzati, farebbero pensare che la PLAN possa rivaleggiare alla pari con la U.S. Navy, ma la realtà potrebbe facilmente essere diversa. Anche in ambito navale, la Cina dimostra eccessivo affidamento all&#8217;hardware, con nuove unità innovative e nuovi sistemi d&#8217;arma imbarcati, ma nelle osservazioni dell&#8217;attività addestrativa <strong>risulta mancare della formulazione di una dottrina navale per le operazioni</strong>, che è ancora <em>in fieri</em> come risulta dall&#8217;analisi delle manovre navali dello scorso anno e del primo semestre del 2026.</p>



<p>In un&#8217;esercitazione di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/maxi-addestramento-cina-inquieta-l-asia-cos-pechino-prepara-2679859.html">assalto anfibio del 2025</a>, è stato simulato per la prima volta uno scenario più complesso, su più fronti, e si è sperimentato il coordinamento di assetti militari e civili. L&#8217;esercitazione ha riprodotto non solo uno sbarco su una singola spiaggia, ma anche il coordinamento delle attività su più assi. Risulta anche interessante notare l&#8217;estensione geografica dell&#8217;esercitazione di sbarco: circa 360 chilometri dalle località più meridionali a quelle più settentrionali, che è una distanza paragonabile a quella della costa occidentale di Taiwan, da Taipei a Kaohsiung. Per la prima volta si è quindi simulato uno scenario operativo realistico. <strong>Anche in ambito navale l&#8217;esperienza accumulata conta</strong>, perché permette non solo di mettere alla prova i mezzi e i sistemi, ma di formulare dottrine e metodologie che devono rientrare nella prassi di azione, e in questo senso la PLAN non ne ha ancora maturata a sufficienza. Una marina da guerra è fatta <em>in primis</em> dagli equipaggi, che devono essere avvezzi alle operazioni, ben amalgamati, e poter contare su un&#8217;architettura informativa rapida e affidabile oltre che sull&#8217;appoggio “interforze”, e da questo punto di vista la PLAN appare ancora in fase embrionale.</p>
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		<title>La cantieristica nazionale è un disastro, la marina Usa compra navi da  Giappone e Corea del Sud</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-cantieristica-nazionale-e-un-disastro-la-marina-usa-compra-navi-da-giappone-e-corea-del-sud.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 02:32:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cantieri navali]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1536x1081.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-2048x1441.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli USA prevedono di acquistare navi da guerra costruite in Giappone e Corea del Sud per far fronte alle difficoltà dei propri cantieri navali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cantieristica-nazionale-e-un-disastro-la-marina-usa-compra-navi-da-giappone-e-corea-del-sud.html">La cantieristica nazionale è un disastro, la marina Usa compra navi da  Giappone e Corea del Sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1536x1081.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-2048x1441.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono sulla soglia di una scelta epocale per quanto riguarda la cantieristica navale: affidarsi a <strong>Giappone </strong>e <strong>Corea del Sud</strong> per la costruzione delle navi da guerra da integrare nella U.S. Navy. Nel bilancio del Pentagono per il prossimo anno, compare infatti una richiesta di finanziamento di 1,85 miliardi di dollari che viene considerata non solo come uno studio di fattibilità, ma come <strong>un potenziale preludio a futuri acquisti di navi da guerra da cantieri navali alleati</strong>. Come riportato da <em><a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/06/u-s-eyes-warships-from-japanese-and-south-korean-shipyards/">USNI News</a></em>, il Pentagono ha incaricato la U.S. Navy di <strong>valutare i cantieri navali e i progetti giapponesi e coreani per l&#8217;impiego nella flotta statunitense,</strong> con documenti di bilancio che specificano che i fondi saranno “suddivisi in due distinti studi e progetti di acquisizione, mirati al futuro parco navale di incrociatori/cacciatorpediniere e fregate”. Sempre <em>USNI News</em> ha riportato che il Pentagono sta valutando sia progetti navali stranieri sia la possibilità di costruire componenti in cantieri navali alleati, nell&#8217;ambito del suo sforzo per espandere la capacità di cantieristica della U.S. Navy. </p>



<p>Il problema principale è infatti sempre lo stesso: i cantieri navali statunitensi sono, da anni, <strong>in affanno</strong> e non riescono a produrre unità a un ritmo tale da soddisfare le necessità della marina statunitense. Il <a href="https://alfred1o1jh.substack.com/p/naval-shipbuilding-and-readiness">paragone numerico</a> coi cantieri navali cinesi è impietoso: <strong>tra il 2020 e il 2025, la Repubblica Popolare Cinese ha probabilmente costruito tra le 50 e le 75 navi da guerra </strong>principali, tra cui cacciatorpediniere, fregate, corvette, sottomarini e navi d&#8217;assalto anfibie. Solo nel 2022, la marina cinese (PLAN – <em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) ha preso in carico 10 navi da guerra e un sottomarino, per un totale di oltre 110mila tonnellate. Nel 2024, la flotta da guerra cinese è cresciuta fino a superare le 370 navi con proiezioni che arrivano a circa 430 entro il 2030. La superiorità cantieristica cinese deriva dal controllo statale diretto sui cantieri, che superano di oltre 200 volte la capacità degli Stati Uniti in termini di tonnellaggio.</p>



<p>Questo vantaggio numerico, tuttavia, non tiene conto del <strong>divario tecnologico tra Stati Uniti e Cina</strong> – che si sta colmando – ma soprattutto della maggiore esperienza della U.S. Navy rispetto alla PLAN, che solo oggi, per la prima volta nella sua breve storia, si affaccia sui mari profondi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tre decenni di scelte sbagliate</h2>



<p>Passando ai cantieri navali USA, nello stesso arco temporale <strong>hanno costruito circa 30-40 navi da guerra</strong> con limitazioni dettate anche da costi elevati, oltre che dalla cronica carenza di manodopera specializzata. La U.S. Navy, forzatamente, ha dato priorità alle piattaforme avanzate, tra cui cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke (circa 10-12), sottomarini di classe Virginia (tra gli 8 e i 10), navi da assalto anfibio (3-5), e le defunte fregate di classe Constellation (1-2). Forse proprio <strong>il progetto Constellation, derivato dalle FREMM italiane,</strong> è quello che rappresenta meglio la condizione disastrosa della cantieristica navale statunitense: la U.S. Navy ha acquisito i diritti di un progetto ben rodato per una classe di fregate eccellenti, le FREMM, per stravolgerlo aumentandone vertiginosamente i costi e le tempistiche di produzione, arrivando al punto da essere costretta ad abbandonarlo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-1024x480.jpg" alt="" class="wp-image-519494" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-1024x480.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-600x282.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn.jpg 1462w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>Nel 2024 la flotta statunitense contava circa 290-292 navi da combattimento, in calo rispetto alle 296 del 2021, poiché le dismissioni avevano superato le nuove entrate. </p>



<p>Bisogna ricordare che a differenza della RPC, che si concentra sul volume, gli Stati Uniti enfatizzano la superiorità tecnologica, con navi progettate per la proiezione di potenza globale. Tuttavia, i colli di bottiglia cantieristici – solo una manciata di cantieri navali è in grado di costruire le principali unità da combattimento – ostacolano la crescita e questa situazione si è originata da almeno 3 decenni di <strong>scellerate politiche industriali</strong>. Col finire della Guerra Fredda, la maggior parte dei cantieri navali è stata dismessa o trasformata, e molto del personale altamente specializzato è andato perduto. <strong>Le decisioni sono state prese soprattutto per calcolo politico interno, come spesso avviene negli USA,</strong> e si sono così determinati scompensi in tutta la filiera produttiva al punto che la stessa manutenzione di routine sul naviglio già in servizio richiedeva tempistiche superiori rispetto al passato, proprio perché uno stesso cantiere doveva far fronte alla manutenzione ordinaria e alla costruzione di nuove unità allo stesso tempo.</p>



<p>Questa decisione ha avuto come conseguenza la <strong>riduzione delle capacità della U.S. Navy</strong> di proiettare la propria forza su scala globale e <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-alleanze-dei-cantieri-navali-nuove-prospettive-di-sviluppo.html">solo recentemente sono stati presi provvedimenti</a> per rivitalizzare l&#8217;industria cantieristica statunitense. Quanto riferito riguardo la possibilità che gli USA possano acquistare navi da guerra prodotte in cantieri nipponici o sudcoreani – nella fattispecie Samsung, Hyunday, Mitsubishi, Kawasaki e Japan Marine United – sembra però essere una <strong>decisione temporanea</strong>, in attesa che i cantieri nazionali riprendano ritmi produttivi in grado di soddisfare le esigenze della U.S. Navy. </p>



<p>La marina statunitense, però, ha un programma ambizioso per i prossimi anni: dal 2026 al 2031 prevede di finanziare<strong> tra le 13 e le 19 navi da guerra ogni anno</strong>, con uno sforzo importante per le navi da sbarco (LSM) e uno altrettanto importante per i sottomarini nucleari da attacco e lanciamissili balistici. In questo sforzo, come sappiamo, sono presenti anche le prime tre nuove “<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-u-s-navy-vuole-le-corazzate-classe-trump.html">navi da battaglia missilistiche</a>” &#8211; o BBG(X) – il cui progetto è stato approvato e finanziato quest&#8217;anno a discapito di una nuova classe di cacciatorpediniere – i DDG(X) – che è stata cancellata per continuare nella produzione degli Arleigh Burke nella loro ultima versione, la Flight III, con 9 unità in totale nel medesimo arco temporale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cantieristica-nazionale-e-un-disastro-la-marina-usa-compra-navi-da-giappone-e-corea-del-sud.html">La cantieristica nazionale è un disastro, la marina Usa compra navi da  Giappone e Corea del Sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La portaerei cinese &#8220;Fujian&#8221; quest&#8217;anno raggiungerà la piena prontezza operativa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-portaerei-cinese-fujian-questanno-raggiungera-la-piena-prontezza-operativa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 04:17:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1536x1090.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-600x426.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La portaerei cinese "Fujian" raggiungerà la piena capacità operativa entro la fine del 2026. La PLAN vuole avere 9 portaerei entro il 2035</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-portaerei-cinese-fujian-questanno-raggiungera-la-piena-prontezza-operativa.html">La portaerei cinese &#8220;Fujian&#8221; quest&#8217;anno raggiungerà la piena prontezza operativa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1536x1090.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-600x426.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo quanto riferito da <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202604/1358721.shtml">media di Stato cinesi</a>, la portaerei “<strong>Fujian</strong>” raggiungerà la piena prontezza operativa (<em>full operational capability</em>) entro il 2026 compiendo anche un&#8217;esercitazione “in alto mare”.</p>



<p>La nave è la terza portaerei a entrare a far parte della Marina dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione (PLAN – <em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) e rappresenta un significativo passo avanti per le capacità navali d&#8217;alto mare di Pechino. Prima dell&#8217;entrata in servizio della “Fujian”, a novembre 2025, le capacità di aviazione imbarcata cinesi erano limitate alle portaerei “<strong>Liaoning</strong>” e “<strong>Shandong</strong>”, da 60mila/70mila tonnellate di dislocamento e ponte di volo con ski jump a prua. Queste navi derivano entrambe da progetti russo/sovietici: di fatto il “Liaoning” era un&#8217;unità costruita in URSS per la Flotta Russa e poi ceduta alla Repubblica Popolare Cinese (RPC) che, dopo anni di trasformazioni e modifiche, ne ha fatto la sua prima portaerei “per esperienze”. Lo “Shandong”, pur essendo la prima portaerei cinese costruita completamente in RPC, è fondamentalmente una copia del “Liaoning”. Il “Fujian”, invece, <strong>concettualmente si avvicina alle portaerei statunitensi </strong>sebbene non abbia la propulsione nucleare – fattore che ne limita l&#8217;autonomia operativa – ma possiede, al pari delle “<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-gioiello-della-us-navy-la-portaerei-uss-gerald-r-ford.html">Ford</a>” della U.S. Navy, le catapulte elettromagnetiche (EMALS – <em>Electromagnetic Aircraft Launch System</em>).</p>



<p>Non è chiaro se la PLAN riuscirà ad accelerare le procedure di qualificazione necessarie per certificare il “Fujian” entro un anno dalla sua entrata in servizio: la portaerei da 80mila tonnellate era stata varata nel 2023 e ha visto prove in mare effettuate con ritmo serrato, compresa la certificazione dell&#8217;EMALS, tuttavia raggiungere la piena capacità operativa significa poter effettuare tutte le missioni e svolgere tutti i compiti per i quali la nave è stata progettata, pertanto aver raggiunto la completa maturità dei sistemi di bordo, gruppo aereo imbarcato compreso. Le aspettative dei media statali cinesi sono in linea con il più ampio rafforzamento della flotta navale del Paese e con l&#8217;aumento della produzione di portaerei: <strong>la previsione della PLAN è infatti di dotarsi di nove portaerei, anche a propulsione nucleare, entro il 2035. </strong></p>



<p>Ben Lewis, fondatore di PLATracker, un&#8217;organizzazione dedicata al monitoraggio delle attività e dello sviluppo militare cinese, a <em><a href="https://news.usni.org/2026/04/20/plan-carrier-fujian-expected-to-achieve-full-readiness-this-year-chinese-state-media-says">USNI News</a></em> ha riferito che “il Fujian ha completato le prove in mare a un ritmo che suggerisce che potrebbe essere vicina o pienamente operativa entro la fine di quest&#8217;anno. Il sistema CATOBAR rappresenta un salto generazionale rispetto a qualsiasi cosa la marina cinese abbia realizzato finora, ma il ritmo delle prove suggerisce che la priorità sia rendere operativa questa capacità il prima possibile”. </p>



<p><strong>Pechino sta anche lavorando alla costruzione della sua prima portaerei a propulsione nucleare,</strong> denominata <strong>Type 004</strong>. La nave, che si prevede sarà più grande del “Fujian” e di dislocamento paragonabile alle portaerei statunitensi attuali è attualmente in costruzione presso il cantiere navale Dalian Shipbuilding Industry Company.</p>



<p>Il “Fujian” nell&#8217;organigramma della PLAN si trova al centro del primo vero <strong><em>Carrier Strike Group</em> (CSG)</strong> cinese, ovvero il gruppo da attacco imperniato su una portaerei. Secondo quanto noto, il CSG del “Fujian” sarebbe composto da un cacciatorpediniere di classe <strong>Type 055</strong>, tre di classe <strong>Type 052D</strong>, uno di classe <strong>Type 052C</strong>, una fregata di classe <strong>Type 054A</strong> e una nave da rifornimento d&#8217;altura di classe <strong>Type 901</strong>. Se così fosse, un CSG cinese avrebbe un numero di celle VLS (<em>Vertical Launch System</em>) pari a 384, paragonabile a quello di un classico CSG Statunitense (410) considerandolo composto da tre cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke Flight IIA/III e un incrociatore di classe Ticonderoga. </p>



<p>Il gruppo di volo del “Fujian” sarebbe teoricamente il primo nella storia della RPC a utilizzare un velivolo di quinta generazione – il <strong>J-35</strong> – insieme al caccia J-15T, al J-15DT da guerra elettronica e al velivolo AEW (<em>Airborne Early Warning</em>) KJ-600, copia cinese del E-2 “Hawkeye” statunitense. Si ritiene che il gruppo di volo completo, comprensivo di elicotteri da ricerca e soccorso e ASW, comprenda circa 50 velivoli, a fronte dei 90 imbarcabili su una portaerei di classe “Ford”. Soprattutto il gruppo di volo imbarcato, benché abbia recentemente acquisito la capacità di guerra elettronica, <strong>manca ancora di un velivolo per il rifornimento in volo</strong>, presente invece negli stormi imbarcati della U.S. Navy. Questa carenza, oltre a limitare il raggio d&#8217;azione per le operazioni aeree, è anche indice della generale immaturità strategica della PLAN che solo negli ultimi 15 anni ha intrapreso la strada per diventare una <em>blue water navy</em>. Peraltro, <strong>la stessa carenza è condivisa da altre marine dotate di portaerei come quella italiana e quella britannica</strong>, sebbene vada considerato che entrambe non abbiano unità portaerei con sistema di lancio a catapulta ed entrambe basino il gruppo di volo ad ala fissa esclusivamente sugli F-35B.</p>



<p>La sfida posta dalla PLAN non è però rappresentata dalla singola portaerei o dal suo gruppo di volo imbarcato, ma dalla <strong>traiettoria che ha intrapreso ormai da parecchi anni</strong>: la RPC sta ormai percorrendo stabilmente la strada per dotarsi di assetti di proiezione di forza a grande distanza e capaci di operare in ambiente bellico altamente contestato. I caccia imbarcati di quinta generazione (presunta) ma soprattutto una nuova serie di <strong>droni da attacco dal disegno stealth</strong> pensati per operare da portaerei o dalle future navi portadroni come la Type 076 “Sichuan” dimostrano un radicale cambio dottrinario non più prettamente difensivo dei mari interni alla Prima Catena di Isole.</p>
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		<title>Cina, la porta container che può lanciare missili</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cina-la-porta-container-che-puo-lanciare-missili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 02:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Missili antiaerei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1918" height="758" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx.jpg 1918w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx-300x119.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx-1024x405.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx-768x304.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx-1536x607.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx-600x237.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1918px) 100vw, 1918px" /></p>
<p>La Repubblica popolare cinese ha mostrato le immagini di un mercantile dotato di container lanciamissili e di radar.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cina-la-porta-container-che-puo-lanciare-missili.html">Cina, la porta container che può lanciare missili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1918" height="758" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx.jpg 1918w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx-300x119.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx-1024x405.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx-768x304.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx-1536x607.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G9AXYKmb0AEnTpx-600x237.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1918px) 100vw, 1918px" /></p>
<p>La <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> (RPC) ha recentemente mostrato un&#8217;immagine di una nave portacontainer dotata di moduli di lancio di missili. La nave, di medio tonnellaggio, mostra una serie di sistemi di lancio verticali per missili (VLS) in <strong>container </strong>posizionati sul ponte, insieme a diversi sensori e sistemi di difesa. </p>



<p>Si tratta di una soluzione improvvisata per trasformare un qualsiasi mercantile in nave da guerra, una soluzione che è già stata osservata nel passato: <strong>a partire dalla guerra nelle Falkland</strong> dove la Royal Navy ha trasformato una porta container in una portaerei provvisoria, sino alle navi iraniane che possono montare dei sistemi di lancio per droni.</p>



<p>Quanto <a href="https://www.twz.com/sea/chinese-cargo-ship-packed-full-of-modular-missile-launchers-emerges">mostrato</a> dalla RPC, però, sembra dimostrare che si tratti di una soluzione molto più che semplicemente improvvisata: <strong>la nave infatti è munita di un radar a scansione di fase rotante, di sistemi da difesa di punto e di sistemi di telecomunicazione tutti sistemati in container.</strong> La dotazione forse più impressionante però è quella missilistica: il ponte mostra numerosi lanciatori verticali containerizzati ognuno dei quali ospita quattro grandi tubi di lancio. Questa disposizione conferisce alla nave ben <strong>60 celle di lancio verticali</strong> di grandi dimensioni, ovvero i due terzi della capacità VLS di un cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke della US Navy.</p>



<p>La presenza di quel tipo particolare di radar fa supporre che lo scopo di questa nave sia quella di fungere da picchetto &#8211; ovvero <strong>una nave per la scoperta e la difesa aerea avanzata</strong> &#8211; piuttosto che da semplice nave arsenale, ma ciò non significa che i suoi lanciatori in container non possano ospitare altre armi. In ogni caso questa questa particolare soluzione potrebbe fornire capacità di difesa aerea localizzata e persistente in una determinata area.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Navi mercantili per scopi bellici</h2>



<p>La Repubblica popolare ha già dimostrato nel recente passato la volontà e la capacità di utilizzare navi mercantili per scopi bellici: ad esempio durante le esercitazioni militari che simulavano uno sbarco a Taiwan la marina cinese ha utilizzato <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-potrebbe-usare-i-traghetti-per-invadere-taiwan.html">traghetti commerciali</a> per le per le operazioni. <strong>Sono state osservate anche delle piattaforme galleggianti getta ponte</strong> da utilizzare sempre per il medesimo scopo, ovvero la possibile invasione dell&#8217;isola ribelle.</p>



<p>La containerizzazione di sistemi d&#8217;arma è una soluzione molto facile ed economica per la militarizzazione della flotta mercantile, in modo da aumentare rapidamente la propria capacità di fuoco sul mare. Questa soluzione però potrebbe avere dei risvolti negativi: <strong>infatti potrebbe trasformare qualsiasi nave mercantile in un bersaglio per la flotta avversaria</strong>, però se consideriamo la grandezza della flotta mercantile cinese appare comunque una soluzione molto semplice e molto veloce per poter rapidamente aumentare le il proprio potenziale bellico. Questa opzione unita a una capacità di <em>situational awareness</em> efficace potrebbe offrire un&#8217;ottima soluzione per il lancio di <strong>droni <em>one way</em></strong> rendendone molto difficile l&#8217;attribuzione quindi seminando incertezza per quanto riguarda la possibilità di risposta, facendone pertanto uno strumento perfetto per un attacco di sorpresa o un&#8217;azione nel campo della guerra ibrida.</p>



<p>Il posizionamento di più navi dotate di sistemi missilistici celati in container nella vasta regione del Pacifico occidentale rappresenterebbe un serio grattacapo per la US Navy la quale dovrebbe avere delle risorse di intelligence e ricognizione molto diffuse e persistenti per poterle individuare e cercare di eliminarle. </p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>L&#8217;<strong>approccio <em>dual use</em></strong> delle navi mercantili ha anche il vantaggio di poter essere spendibile, nel senso che una marina militare può velocemente aumentare le proprie capacità senza correre il rischio di perdere le più pregiate navi da guerra. Per questo è una soluzione valida non solamente per la marina cinese, ma anche per altre tra cui proprio la US Navy che, come sappiamo, in questo periodo storico sta faticando molto a mettere in cantiere nuove unità navali.</p>



<p>L&#8217;<strong>aspetto più pericoloso</strong> però, secondo chi scrive, non è tanto l&#8217;aver montato dei missili in container su una nave mercantile quanto <strong>la possibilità di utilizzare la stessa identica soluzione per lanciare droni</strong>, che come sappiamo sono molto più semplici da operare avendo un sistema di guida totalmente diverso rispetto ai missili. Questo fa sì che un mercantile anche di piccole dimensioni che trasporta container contenenti droni <em>one way</em>, anche a lungo raggio, possa scivolare inosservato tra le maglie difensive e compiere un attacco di sorpresa.</p>



<p>Come sempre quando si tratta di nuovi prodotti dell&#8217;industria bellica cinese ci si chiede <strong>se siamo davanti a un modello oppure a un&#8217;esemplare di serie</strong>, soprattutto ci si chiede se le fotografie emerse siano o meno state fatte ad arte per pura e semplice propaganda. In questo momento non è possibile rispondere a queste domande, anche se nelle immagini ci sono alcune indicazioni: l&#8217;installazione del radar ad esempio appare un po&#8217; bassa rispetto alle sovrastrutture del mercantile e questo fa sì che esso non possa coprire totalmente il cielo intorno alla nave. Ciò non toglie che vista la soluzione in moduli containerizzati adottata essi non possano essere spostati in posizioni più vantaggiose per quanto riguarda il loro utilizzo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cina-la-porta-container-che-puo-lanciare-missili.html">Cina, la porta container che può lanciare missili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cina: il mistero del sottomarino ibrido</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cina-il-mistero-del-sottomarino-ibrido.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 23:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La Cina mostra le immagini di un vascello misterioso: un ibrido tra un trimarano e un sottomarino. Qual è il suo scopo? </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7NGp01bgAAODEF-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>L&#8217;impulso dato alla cantieristica navale cinese è ben evidenziato non solo dal rateo di costruzioni – superiore a quello statunitense – o dal varo di unità portaeromobili (siano essi <a href="https://it.insideover.com/difesa/dalla-turchia-alla-cina-le-navi-porta-droni-come-strumento-di-proiezione-di-potenza.html">droni</a> o caccia), ma anche dall&#8217;emergere di evidenze fotografiche che mostrano come la Repubblica Popolare stia costruendo una flotta di <strong>UUV</strong> (<em>Unmanned Underwater Vehicle</em>) anche di grandi dimensioni e imbarcazioni che appaiono futuristiche. Da quest&#8217;ultimo punto di vista, <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2025/10/unusual-black-trimaran-drone-ship-spotted-in-chinese-shipyard/">a fine ottobre</a> fa era circolata la notizia di un nuovo <strong>trimarano </strong>che mostrava caratteristiche di un sottomarino: un <strong>ibrido</strong> tre le due imbarcazioni che però solleva molti interrogativi. </p>



<p>Recentemente è emersa un&#8217;immagine di questo “battello” che svela qualche dettaglio in più: l&#8217;imbarcazione è dipinta di nero (come i sottomarini) e <strong>incorpora caratteristiche sia di navi di superficie sia subacquee</strong>. La forma slanciata e arrotondata dell&#8217;imbarcazione che era stata precedentemente notata, indicherebbe un&#8217;elevata efficienza all&#8217;avanzamento subacqueo mentre la scelta dello scafo trimarano un&#8217;attenzione alle prestazioni in superficie. Tuttavia, vista dall&#8217;angolazione in cui è stata ripresa la fotografia, la nave <strong>lunga circa 65 metri</strong> non sembra essere stata necessariamente progettata per prestazioni elevate, almeno non come priorità assoluta.</p>



<p>Alcuni analisti di settore, ripresi da <em><a href="https://www.twz.com/sea/chinas-mysterious-submarine-ship-hybrid-breaks-cover">The War Zone</a></em>, riferiscono che il disegno generale dell&#8217;unità navale ricorda più quello di un sottomarino, compreso il sistema propulsivo all&#8217;estrema poppa che potrebbe essere di tipo <em>pump-jet</em>, o <strong>idrogetto</strong> in italiano. Questo tipo di propulsione è adatto alle alte velocità ed elimina l&#8217;effetto di cavitazione dell&#8217;elica – con sensibile riduzione del rumore e della manutenzione della pale (la cavitazione è corrosiva per il metallo) – ma è anche più dispendiosa in termini di carburante consumato. Interessante notare che nella <strong>vela/falsatorre</strong>, esattamente come in un classico sottomarino, sono presenti antenne, quello che sembra un periscopio e quello che appare uno <strong>snorkel</strong>, ovvero un sistema che consente al sottomarino di azionare il motore termico per ricaricare le batterie elettriche restando in immersione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Con equipaggio o senza?</h2>



<p>Una delle domande che sta circolando nell&#8217;ambiente degli analisti del settore Difesa è se questa particolare unità navale sia del tipo <em>manned </em>o <em>unmanned</em>, ovvero se ci troviamo davanti a <strong>quello che potrebbe essere un enorme drone sottomarino oppure no.</strong></p>



<p>Sappiamo che la PLAN, la marina cinese, <a href="https://euro-sd.com/2024/11/major-news/41485/chinese-orca-trimaran-usv/">ha svelato</a> lo scorso anno un trimarano USV (<em>Unmanned Surface Vehicle</em>) di dimensioni paragonabili questo nuovo battello (lunghezza circa 58 metri per 420 tonnellate di dislocamento), che è risultato essere molto simile al “<strong>Sea Hunter</strong>”, USV in fase di sviluppo nella U.S. Navy che ha già effettuato una serie di esercitazioni secondo il principio “<em>teaming manned/unmanned</em>”. </p>



<p>Effettivamente, il misterioso trimarano ibrido cinese ricorda nel suo disegno il trimarano USV, ed è probabile che quest&#8217;ultimo abbia fortemente influenzato il primo nel concetto produttivo, quindi facilmente potremmo trovarci davanti a un UUV, o per meglio dire a un <strong>XLUUV</strong> (Extra Large UUV). </p>



<p>Un altro mistero, per il momento irrisolvibile, riguarda <strong>lo scopo</strong> di questa unità ibrida. Alcuni ritengono che ci si possa trovare davanti a una “<strong>nave arsenale</strong>”, ovvero un&#8217;unità navale – in questo caso sommergibile – <strong>dotata di un elevato numero di missili per affiancare le operazioni delle unità maggiori.</strong> La soluzione ideale, in questo caso, sarebbe per una nave senza equipaggio, o con un equipaggio ridotto ai minimi termini, e sappiamo che questo concetto è in fase di studio in diverse marine militari. La fotografia emersa però non permette di vedere il ponte davanti alla falsatorre, e quindi non possiamo sapere se su di esso vi siano state ricavate le aperture del sistema di lancio verticale (VLS – <em>Vertical Launch System</em>) per i missili. </p>



<p>Un altro esperto, H.I. Sutton, sostiene che quest&#8217;unità possa essere una “<strong>nave madre</strong>” per droni più piccoli, siano essi di superficie o sottomarini. Si pensa che potrebbe ospitare anche UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) ma non essendo stato notato nessun ponte di volo, si presume che, qualora fosse così, saremmo davanti al possibile utilizzo di droni <em>one way</em> lanciabili verticalmente o da sistema di lancio inclinato. Si potrebbe anche pensare che <strong>possa impiegare UAV dal decollo e atterraggio verticale</strong>, che non richiedono molto spazio sul ponte, ma si tratta di speculazioni che non trovano riscontro finché non disporremo di evidenze fotografiche migliori.</p>



<p>Un&#8217;altra possibilità è che il vascello possa essere <strong>usato per le forze speciali</strong>: internamente avrebbe quindi un alloggio per ospitare team di incursori che potrebbero essere messi a mare in modalità sommersa o emersa. </p>



<p>L&#8217;ultima possibilità, quella forse più plausibile, è che non ci si trovi davanti a un prototipo o primo esemplare di una nuova classe di vascelli ibridi, ma che sia semplicemente una <strong>nave per esperienze</strong>, ovvero un banco di prova natante per sperimentare nuove tecnologie da impiegare su prossime unità navali ancora da costruire.</p>
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		<title>Dalla Turchia alla Cina: le navi porta-droni come strumento di proiezione di potenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/dalla-turchia-alla-cina-le-navi-porta-droni-come-strumento-di-proiezione-di-potenza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 05:37:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[drone]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1048" height="587" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv.jpeg 1048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv-300x168.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv-1024x574.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv-768x430.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv-600x336.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1048px) 100vw, 1048px" /></p>
<p>Navi porta-droni. Cosa ci dice la scelta di Turchia e Repubblica Popolare Cinese di mettere in servizio queste particolari unità navali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1048" height="587" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv.jpeg 1048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv-300x168.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv-1024x574.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv-768x430.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/G35KrSgXUAAtKxv-600x336.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1048px) 100vw, 1048px" /></p>
<p>Il <strong>drone</strong>, intendendo lo UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) di dimensioni medio/piccole, ha rivoluzionato il campo di battaglia terrestre nei conflitti convenzionali e asimmetrici, come dimostrato e dimostrabile da quanto osservato nella guerra in Ucraina e nella crisi del Mar Rosso.  Essendo annoverato tra le tecnologie “dirompenti”, soprattutto in quanto passibile di vedere installato un certo grado di intelligenza artificiale, <strong>lo UAV oggi non è più appannaggio di forze aeree e terrestri</strong>, ma viene visto anche dalle forze navali come uno strumento che va a integrare le proprie capacità, ampliandole in alcuni importanti settori, come la <em>situational awareness</em>, l&#8217;ASW, l&#8217;ASuW e l&#8217;EW.</p>



<p>L&#8217;impiego di piccoli UAS (<em>Unmanned Air System</em>) – anche in forma di elicottero – è già da tempo in corso di <strong>sperimentazione e integrazione a bordo di unità navali</strong> di superficie, date le dimensioni contenute di questi assetti particolari, ma esistono Paesi che guardano agli UAV in modo diverso e stanno dimostrando di voler utilizzare UAV medio/grandi in modo simile a quanto avviene coi cacciabombardieri imbarcati.</p>



<p>I due casi più eclatanti sono dati dalla <strong>Turchia </strong>e dalla <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>, che per motivi diversi – come vedremo a breve – sono i primi due Paesi al mondo che hanno messo in servizio – o sono prossimi a farlo – due unità navali in grado di imbarcare questi particolari assetti. </p>



<p>La Turchia, da circa due anni, ha in servizio l&#8217;<strong>Anadolu</strong>, un&#8217;unità a metà tra la nave da assalto anfibio e la portaerei che ha lo stesso disegno della spagnola “Juan Carlos I”. Si tratta di una nave di medio tonnellaggio (tra le 24 e le 26mila tonnellate di dislocamento) che originariamente era stata pensata per essere una normale LHD (<em>Landing Helicopter Dock</em>) e poi, con la partecipazione turca al <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html">programma JSF (<em>Joint Strike Fighter</em>)</a>, diventata una portaerei per la versione B dell&#8217;F-35, con l&#8217;allungamento del ponte di volo e aggiunta di <em>ski-jump</em>. L&#8217;esclusione turca dal programma, determinata dalla scelta di Ankara di acquistare i sistemi da difesa aerea russi S-400, <strong>ha portato la marina turca a convertire un&#8217;altra volta l&#8217;unità nella prima nave porta-droni al mondo</strong>, grazie all&#8217;integrazione di UAV di fabbricazione nazionale a bordo. L&#8217;”Anadolu” può infatti imbarcare i droni <strong>Bayraktar TB3</strong> e <strong>Kizilelma</strong>, disegnati e costruiti specificatamente per essere impiegati sull&#8217;unità navale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La diversa concezione cinese</h2>



<p>La Repubbica Popolare Cinese, invece, ha varato da poco una nuova unità simile – per concetto – a quella turca, battezzata <strong>Sichuan</strong> della classe Type 076. Anche in questo caso la nave è ufficialmente una LHD ma <strong>attrezzature di bordo e dislocamento ne fanno una nave da assalto anfibio dalle spiccate capacità portaerei</strong>, o in questo caso, porta-droni. Il “Sichuan” è lungo circa 255 metri con un dislocamento di 50mila tonnellate, ma soprattutto è la prima unità da assalto anfibio al mondo a essere dotata di ponte di volo con <strong>catapulta elettromagnetica (EMALS)</strong>. L&#8217;unità è stata varata a dicembre 2024 e ha appena concluso, il 16 novembre, le sue prime prove in mare durate circa tre giorni. </p>



<p>L&#8217;unica EMALS a bordo è pensata per poter lanciare principalmente due tipologie di UAV/UCAV cinesi: il <strong><a href="https://theaviationist.com/2025/11/01/china-gj-21-naval-ucav/">GJ-21</a></strong>, versione navale del GJ-11 “Sharp Sword”, e probabilmente anche il WZ-7. Il GJ-21 è un UCAV, ovvero uno UAV da combattimento, ad ala volante con caratteristiche stealth capace di circa 2mila kg di carico bellico in stiva. La PLAN (<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) prevede di utilizzare droni di questo tipo anche dalla portaerei “Fujian” e dalla nuova Type 004 che è attualmente ai lavori di costruzione, quindi la decisione di dotare la LHD “Sichuan” di catapulta per droni implica che la marina cinese stia acquisendo capacità di <strong>Amphibious Ready Group</strong> <strong>(ARG)</strong> simile a quello statunitense.</p>



<p>Prima di addentrarci meglio in questa rivoluzione per la PLAN, è bene sottolineare come invece la Turchia abbia optato per una nave porta-droni per ampliare le sue capacità aeree imbarcate in senso stretto, <strong>avendo come riferimento strategico l&#8217;area del Mediterraneo e del Corno d&#8217;Africa</strong>, regolandosi come una media potenza regionale senza eccedere nella capacità di azione di lunghissimo raggio. Soprattutto, il connubio “Anadolu”- UAV nasce da una necessità contingente data dall&#8217;esclusione di Ankara dal programma F-35 e dalla volontà di aumentare le capacità del proprio strumento navale.</p>



<p>La RPC, invece, punta decisamente a investire risorse in uno strumento marittimo più globale per cercare di rivaleggiare le capacità della U.S. Navy. La nuova portaerei di classe Type 004 sarà infatti la prima a propulsione nucleare, mentre già il “Fujian”, con le sue dimensioni e capacità di bordo, si pone a un livello superiore rispetto alle portaerei “<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cose-la-portaerei-cinese-liaoning.html">Liaoning</a>” e “Shandong”. L&#8217;adozione di UAV e UCAV a bordo del “Sichuan”, secondo chi scrive, rappresenta una soluzione particolare <strong>per avere capacità di attacco e proiezione di potenza anfibia a lungo raggio</strong> anche senza considerare che l&#8217;EMALS, potenzialmente, potrebbe lanciare i cacciabombardieri pilotati in servizio nella PLAN (come il nuovo J-35), ma non è chiaro ancora la modalità di arresto dei velivoli all&#8217;appontaggio. Quello che è certo è che la PLAN sta sviluppando molto le sue capacità di assalto anfibio e questa tipologia di unità, la prima della sua classe, sarà sicuramente il perno intorno a cui ruoterà il futuro ARG della marina cinese al pari delle statunitensi classe America o della vecchia classe Wasp.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/dalla-turchia-alla-cina-le-navi-porta-droni-come-strumento-di-proiezione-di-potenza.html">Dalla Turchia alla Cina: le navi porta-droni come strumento di proiezione di potenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le mine navali, il vero perno dell&#8217;interdizione marittima cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-mine-navali-il-vero-perno-dellinterdizione-marittima-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 05:55:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[mine]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="743" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/cina-marina-esercitaizoni-La-Presse-e1574956607652.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina marina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/cina-marina-esercitaizoni-La-Presse-e1574956607652.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/cina-marina-esercitaizoni-La-Presse-e1574956607652-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/cina-marina-esercitaizoni-La-Presse-e1574956607652-768x297.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/cina-marina-esercitaizoni-La-Presse-e1574956607652-1024x396.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le mina navali rappresentano il punto di forza principale nella strategia cinese di controllo degli specchi marittimi contigui, ma non solo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-mine-navali-il-vero-perno-dellinterdizione-marittima-cinese.html">Le mine navali, il vero perno dell&#8217;interdizione marittima cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Missili ipersonici, caccia di quinta generazione, nuove portaerei, missili balistici antinave. Al di là delle nuove risorse militari messe in campo dalla <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong>, sicuramente più appariscenti ma che dimostrano un cambio dottrinario <em>in fieri</em>, la strategia di <strong><em>sea denial</em></strong> di Pechino ruota intorno a un&#8217;arma molto meno complicata, piccola, e disponibile in gran numero: le <strong>mine navali</strong>.</p>



<p>Il <em>sea denial</em> cinese, ovvero le operazioni di interdizione marittima, per il momento si applica ai mari contigui il territorio continentale della RPC, che vede la presenza di due aree di crisi (tre considerando l&#8217;arcipelago nipponico delle Senkaku) al centro dell&#8217;agenda del PLA (People&#8217;s Liberation Army): <strong>il Mar Cinese Orientale e quello Meridionale, separati dall&#8217;isola di Taiwan.</strong> Entrambi i mari sono all&#8217;interno della Prima Catena di Isola, un gruppo di arcipelaghi che va dal Giappone sino alle Filippine che rappresenta, secondo la dottrina militare cinese, il “giardino di casa” della RPC.</p>



<p>Il Politburo sta da tempo dando enfasi alle capacità navali nazionali, con un imponente piano di nuove costruzioni, che non dimentica la componente subacquea, centrata su SSN e SSBN ma che possiede numerosi battelli più piccoli del tipo <strong>SSK</strong>, appositamente messi in servizio per avere capacità di <em>sea denial</em> nei propri mari contigui. </p>



<p>Gli strateghi della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLAN) sostengono che le mine marine siano “facili da piazzare e difficili da ripulire; il loro potenziale di occultamento è forte; il loro potere distruttivo è elevato; e il valore della minaccia è di lunga durata”. Gli obiettivi chiave per una strategia offensiva cinese riguardante l&#8217;impiego di mine sarebbero “il <strong>blocco delle basi</strong> nemiche, dei porti e delle rotte marittime; la <strong>distruzione delle capacità di trasporto</strong> marittimo del nemico; l’attacco o la <strong>limitazione della mobilità</strong> delle navi da guerra; e la paralisi e l’esaurimento della forza di combattimento nemica”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Libro Bianco sulla difesa della Cina</h2>



<p>Per la futura guerra costiera, si dice che “le mine marine costituiscono la principale minaccia per ogni marina, e in particolare per i gruppi di battaglia delle portaerei e i sottomarini”. Inoltre, questa enfasi corrisponde alla valutazione del PLAN secondo cui “rispetto ad altre aree di missione di combattimento, <strong>le capacità di guerra con mine [della Marina statunitense] sono estremamente deboli”</strong>. Gli strateghi navali cinesi notano che delle diciotto navi da guerra perse o gravemente danneggiate dal termine della Seconda Guerra Mondiale, quattordici sono state colpite da mine navali. L&#8217;analisi della PLAN riferisce che “quando gli esperti militari gettano lo sguardo sulla vasta area di battaglia navale […] i sottomarini in agguato che attaccano con siluri e l’ingegnoso dispiegamento di mine sono ancora il principale equipaggiamento da battaglia di una marina moderna.”</p>



<p>Il ruolo prominente del “posamine” nella dottrina militare cinese contemporanea è evidenziato dal fatto che questo termine è stato utilizzato non meno di tre volte nel Libro Bianco sulla difesa della Cina del 2008. Mentre molti Paesi stanno approntando in larga parte le proprie capacità di contromisure mine, <strong>pochi perseguono così sfacciatamente la guerra offensiva con questi strumenti bellici. </strong>Parallelamente alle capacità sottomarine, quindi, la RPC è ora impegnata in uno sforzo significativo per <strong>potenziare la sua capacità di guerra con mine</strong>.</p>



<p>I sottomarini a propulsione nucleare sono grandi e difficili da nascondere, e diverse agenzie di intelligence di altre potenze sono senza dubbio in sintonia con la portata e le dimensioni di questi importanti sviluppi. Al contrario, le capacità di guerra con mine (<strong>Mine Warfare &#8211; MIW</strong>) sono facilmente occultabili e costituiscono quindi un vero e proprio “proiettile d&#8217;argento” nel caricatore della PLAN. Facendo ampio affidamento sulle mine marine, la marina militare cinese è già pienamente in grado di <strong>bloccare Taiwan</strong> e altre cruciali linee di comunicazione marittime nell&#8217;area del Pacifico occidentale, anche per via della particolare morfologia dei fondali che vedono, in alcune aree, acque poco profonde (ad esempio nello Stretto di Taiwan). </p>



<p>L&#8217;attuale inventario di mine navali cinese comprende una vasta gamma di armi. Le stime, effettuate tramite fonti pubbliche, variano <strong>da cinquantamila a centomila armi singole</strong>. Vale la pena notare che le scorte di mine sono facilmente occultabili, pertanto queste stime devono essere trattate con notevole cautela. Secondo fonti cinesi, la RPC possiede oltre cinquantamila mine, composte da “oltre 30 varietà di mine marine a contatto, magnetiche, acustiche, a pressione d&#8217;acqua e a reazione mista, mine marine telecomandate, mine a razzo e mine mobili”. </p>



<p>La postura incentrata sull&#8217;<strong>uso offensivo delle mine</strong> è particolarmente evidente quando si osserva che la PLAN ha diversi tipi di mine lanciabili da sottomarini in grado di navigare sino al loro obiettivo: questo permettere di colpire o bloccare aree marittime e porti che sarebbero inaccessibili con altri mezzi di posizionamento. Analizzando le piattaforme di sgancio mine, si può osservare che nelle forze armate cinesi esse sono diversificate: sottomarini, cacciatorpediniere, fregate, alcune unità contromisure mine e da assalto anfibio, elicotteri, bombardieri H-6, cacciabombardieri (tipo JH-7) e perfino <strong>vascelli civili</strong> come pescherecci attrezzati. Ovviamente, i programmi di addestramento riflettono questa postura, e impiegano anche i reggimenti di aviazione della East Sea Fleet e della South Sea Fleet, a ulteriore sottolineatura della maggiore enfasi nella capacità di sea denial nei mari contigui. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il principio del &#8220;primo controllo&#8221;</h2>



<p>Un aspetto preoccupante delle attività di posa delle mine della PLAN è la cooperazione civile per integrare le risorse militari. Negli ultimi anni, ogni unità della marina cinese ha organizzato <strong>forze paramilitari</strong> (milizie civili armate) che costituiscono una forza importante nella futura guerra marittima. Il Libro Bianco della difesa cinese del 2008 menziona esplicitamente che è probabile che le forze di riserva siano coinvolte nella guerra di mine (sia nella posa che nella rimozione) e sono state condotte, nel corso degli anni (almeno a partire dal 2004), esercitazioni della East Sea Fleet con navi civili, che operavano anche nelle attività di bonifica di vari tipi di mine. </p>



<p>Di particolare interesse, dal punto di vista dottrinario, è il concetto di “<strong>primo attacco</strong>”, che permea la dottrina del PLA, ed è particolarmente rilevante per la guerra con le mine. Questa espressione, che compare spesso negli scritti cinesi riguardanti la Mine Warfare, suggerisce una forte tendenza preventiva, pertanto <strong>la posa clandestina di mine marine potrebbe offrire il vantaggio della sorpresa. </strong>Secondo un articolo di Naval and Merchant Ships, “le mine sono diventate una componente importante delle operazioni di combattimento basate sul principio del &#8216;primo controllo&#8217;”, e parimenti viene individuata la problematica che, qualora la stesa di mine non possa essere effettuata rapidamente in modo preventivo, sarà probabilmente impossibile farlo nel momento dello scoppio di un conflitto.</p>



<p>Gli avanzati studi nel settore degli <strong>UUV</strong> (compresi XLUUV) e <strong>USV</strong>, come anche osservato nella recente parata militare di Pechino, lasciano supporre quindi che la PLAN abbia in essere un programma per il Mine Warfare che preveda l&#8217;utilizzo di questi strumenti <em>unmanned</em> e autonomi.</p>
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		<title>La Cina e la guerra sottomarina: una questione di sensori</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-cina-e-la-guerra-sottomarina-una-questione-di-sensori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Aug 2025 06:26:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Sosus]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1389" height="728" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino cinese (la Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504.jpg 1389w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-1024x537.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-768x403.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1389px) 100vw, 1389px" /></p>
<p>La Cina teme la rete statunitense di sensori per scoperta dei sottomarini, ma ritiene che sia relativamente fragile</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1389" height="728" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino cinese (la Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504.jpg 1389w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-1024x537.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-768x403.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1389px) 100vw, 1389px" /></p>
<p><br><br><br>La marina militare della <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong>, ovvero la <strong>PLAN (<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>)</strong>, possiede una serie di sottomarini per compiti diversi e tra di essi alcuni battelli per l&#8217;attacco nucleare strategico che assolvono al ruolo di deterrente atomico insieme ai missili balistici intercontinentali e ai bombardieri con capacità nucleare. Garantire la sopravvivenza dei sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN o <em>boomer</em> in gergo militare) è fondamentale per mantenere capacità di rappresaglia in caso di escalation atomica e quindi per mantenere un arsenale atomico che possa avere una capacità di <strong>deterrenza credibile</strong>.</p>



<p>Gli Stati Uniti, che sono stati i primi, insieme all&#8217;Unione Sovietica, a mettere in servizio questo tipo di unità navali, <strong>hanno sviluppato una rete di sensori – fissi e mobili – diffusa in alcune aree chiave dei mari del mondo</strong> per poter individuare i sottomarini avversari. Questa rete, che in caso di sensori fissi sui fondali prende il nome di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-il-sosus.html">SOSUS</a></strong>, rientra negli strumenti della dottrina ASW (<em>Anti Submarine Warfare</em>) statunitense e alleata, ed è un punto fondamentale di essa.</p>



<p>Gli analisti militari cinesi considerano la rete statunitense di sensori per la scoperta di sottomarini una minaccia alla propria flotta di <em>boomer</em> (e di sottomarini nucleari da attacco &#8211; SSN), pertanto alcuni ufficiali della PLAN stanno proponendo <strong>un piano volto al tentativo di distruggerla/disarticolarla in caso di conflitto aperto.</strong> Esso includerebbe l&#8217;eliminazione, il sabotaggio o la manipolazione degli idrofoni utilizzando una varietà di contromisure: dai droni sottomarini all&#8217;enorme flotta cinese di pescherecci commerciali.</p>



<p><em><a href="https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2025/08/13/chinas-military-wants-to-target-us-undersea-sensor-network-analysis/">Defense News</a></em> riporta che gli esperti cinesi ritengono che il sistema di sorveglianza sottomarina statunitense soffra di una serie di vulnerabilità, amplificate dall&#8217;enorme portata dello spazio di battaglia del Pacifico occidentale, come ha scritto <strong>Ryan Martinson</strong>, professore presso il China Maritime Studies Institute presso l&#8217;U.S. Naval War College, in un saggio per il <em>Center for International Maritime Security</em>. Pertanto se un numero sufficiente di nodi viene degradato, il sistema nel suo complesso potrebbe perdere la sua funzionalità.</p>



<p>Per capire la criticità di questa affermazione è bene analizzare meglio l&#8217;architettura della rete di sorveglianza sottomarina USA. Il SOSUS è l’acronimo di <em>Sound Surveillance System</em>, un sistema di sorveglianza idroacustica fisso subacqueo nato per rilevare la presenza di sottomarini avversari e localizzarli. Esso, insieme al suo equivalente imbarcato <strong>SURTASS</strong> (<em>Surveillance Towed Array Sensor System</em>), prende il nome di <strong>IUSS</strong> (<em>Integrated Undersea Surveillance System</em>). Attualmente, la catena di sensori SOSUS copre le due coste del continente nordamericano, il GIUK Gap (acronimo di Greenland, Iceland, UK), il tratto di mare tra le Svalbard e la Norvegia, i passaggi tra l’Alaska e il Giappone, parte del Mar Cinese Orientale e delle Filippine, il Mediterraneo Centrale, più qualche punto di ascolto dislocato tra le Hawaii, la porzione centrale dell’Atlantico Settentrionale e Meridionale e dell’Oceano Indiano. </p>



<p>Tutte le navi SURTASS con l’emergere della minaccia cinese nel Pacifico erano state trasferite alla flotta statunitense di quell&#8217;enorme scacchiere nel 2003, ma è ragionevole supporre che negli ultimi anni qualcuna di esse <strong>sia tornata sotto il comando atlantico</strong>, per via della maggiore attività dei sottomarini russi. Il sistema IUSS non ha eguali al mondo, e viene continuamente implementato con l&#8217;ingresso in servizio di nuove tipologie di sonar passivi sulle navi SURTASS.</p>



<p>La PLAN ritiene necessario quindi <strong>colpire i sensori SOSUS e le navi SURTASS</strong> per eliminare la possibilità di tracciamento dei propri sottomarini da parte statunitense, ed è altresì convinta che basti mettere fuori uso una manciata di sensori sottomarini, o affondare qualche nave, per degradare fortemente la capacità di rilevamento dello IUSS. Pechino teme anche che le capacità ASW generali statunitensi e alleate siano tali da mettere a rischio di sopravvivenza la sua flotta di sottomarini, e proprio per questo da qualche anno sta dando notevole impulso alla cantieristica. <strong>Il Pentagono prevede che la PLAN raggiungerà i 65 battelli in servizio entro quest&#8217;anno</strong> e gli 80 entro il 2035. La RPC può già schierare sei SSBN e sei SSN, oltre a un gran numero di sottomarini convenzionali armati di missili antinave, tra cui 21 battelli <em>hunter/killer</em> (SSK) diesel-elettrici di tipo moderno della classe Yuan.</p>



<p>La RPC sta investendo molto nella cantieristica sottomarina, in quanto, come detto, gli SSBN/SSN sono strumenti preziosi e di alto valore tattico/strategico, ma nel campo dei sottomarini il loro valore si misura non solamente nelle dotazioni di bordo (armamenti e sensori) ma soprattutto nelle caratteristiche intrinseche dei battelli che li rendono non rilevabili (o rilevabili con molta difficoltà). In una parola, un sottomarino è un assetto pregiato ed efficace se è in grado di colpire efficacemente <strong>ma per farlo deve essere “silenzioso”</strong>. Non essere scoperti è quindi fondamentale, e Pechino teme che la catena IUSS possa inficiare questa possibilità, anche in considerazione del livello di rumorosità dei suoi battelli che per il momento è superiore rispetto a quelli statunitensi e occidentali, ma paragonabile a quelli russi (ad esclusione dei Kilo migliorati).</p>



<p>Un articolo del novembre 2023 scritto da tre ufficiali della marina cinese su <strong><em>Military Art</em></strong>, una rivista militare interna cinese, riporta con incredibile franchezza il timore che i sottomarini della PLAN possano essere surclassati da quello che gli autori descrivono come un “sistema di sorveglianza tridimensionale integrato”, ovvero lo IUSS. Nell&#8217;articolo viene riferito anche, senza mezzi termini, che “la probabilità che <strong>i sottomarini della Repubblica Popolare Cinese vengano scoperti</strong> mentre salpano da un porto è estremamente alta” e che “c&#8217;è una probabilità piuttosto alta che i sottomarini della RPC vengano individuati e intercettati mentre operano nei mari vicini”. </p>



<p>Probabilmente gli autori hanno deliberatamente esagerato le loro conclusioni per ottenere più fondi (del resto tutto il mondo è Paese), ma è bene precisare che, in ogni caso, la RPC si è mossa in tal senso dedicando grande attenzione ad analizzare il sistema IUSS così <strong>come hanno fatto per tutti i gangli nervosi dell&#8217;apparato militare statunitense</strong>. Da qui l&#8217;aumento della capacità ASW cinesi osservabile in ogni forza armata (recentemente sono apparsi nuovi droni per la lotta ASW/ASuW) e l&#8217;approfondito studio dello IUSS che ha portato alla conclusione che i cavi e le reti sottomarine sono abbastanza fragili e facilmente colpibili, mentre i sistemi di comando e controllo – che gli ufficiali cinesi definiscono il “tallone d&#8217;Achille” della rete IUSS – possono essere distrutti o interrotti tramite attacchi cinetici o <em>cyber</em>.</p>



<p></p>
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		<title>Nave spia cinese nelle acque hawaiane per seguire le esercitazioni militari</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/nave-spia-cinese-nelle-acque-hawaiane-per-seguire-le-esercitazioni-militari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2025 04:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="938" height="679" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg 938w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-768x556.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 938px) 100vw, 938px" /></p>
<p>Una nave spia cinese è presente nelle acque delle Hawaii da almeno una settimana per osservare le manovre militari appena iniziate</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="938" height="679" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg 938w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-768x556.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 938px) 100vw, 938px" /></p>
<p>Le forze militari statunitensi stanno monitorando una n<strong>ave spia cinese</strong> che si è posizionata al largo delle coste delle <strong>Hawaii </strong>da circa una settimana. Mercoledì scorso, un portavoce del comando USA per l&#8217;Indo-Pacifico , ha <a href="https://www.military.com/daily-news/2025/07/10/military-watching-chinese-naval-ship-near-hawaii.html">confermato </a>che stanno monitorando “una nave (dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione cinese) che opera in acque internazionali nelle vicinanze delle Hawaii”. Il comando statunitense ha fornito <strong>pochi dettagli sull&#8217;avvistamento della nave spia cinese vicino alle Hawaii</strong>, che oltre a essere sede del comando per l&#8217;Indo-Pacifico, sono costellate di molte basi aeree e navale, come a Pearl Harbor che è il centro nevralgico della U.S. Navy in tutto il Pacifico. </p>



<p>Per questo, è ragionevole pensare che la Repubblica Popolare Cinese (RPC) abbia inviato la sua nave spia per osservare l&#8217;attività navale e captare i segnali di comunicazione in un periodo particolarmente intenso per quanto riguarda le operazioni militari: <a href="https://it.insideover.com/difesa/reforpac-gli-stati-uniti-recuperano-unesercitazione-da-guerra-fredda.html">come sappiamo</a>, hanno preso il via due importanti esercitazioni militari alleate. La prima è la <strong>REFORPAC</strong>, una manovra che prevede lo spostamento di ingenti forze aeree (circa 300 velivoli) da diverse basi negli Stati Uniti continentali verso le Hawaii e oltre. REFORPAC, che è sostanzialmente una REFORGER per il Pacifico, è cominciata il 10 luglio e terminerà dopo circa 14 giorni. </p>



<p>La seconda grande esercitazione, stavolta multilaterale, è <strong>Talisman Sabre</strong> che però si terrà nelle acque australiane, ma vedrà impegnare diversi assetti aeronavali statunitensi tra cui anche una forte componente anfibia. L’esercitazione multinazionale è la più grande dell’Indo-Pacifico, dopo RIMPAC, e si tiene ogni due anni a partire dal 2005. Alle manovre, che sono cominciate il 13 luglio e termineranno il 4 agosto, <strong>parteciperanno oltre 35mila militari statunitensi, australiani e di altre nazionalità.</strong> Entrambe queste esercitazioni hanno il chiaro obiettivo di preparare le forze USA e alleate alla possibilità di un conflitto su larga scala con la Repubblica Popolare, ed è normale che Pechino sia interessata a “captare” più informazioni possibili, anche solo osservando e registrando il traffico di comunicazioni tra i comandi per capire lo schema che si potrebbe riproporre in caso di reale movimentazione per un conflitto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Via mare e via terra</h2>



<p>Questo però potrebbe non essere l&#8217;unico motivo di una presenza così lontano dalla coste cinesi di una nave spia di Pechino: la RPC vuole anche <strong>affermare chiaramente la propria presenza</strong> nello sterminato teatro del Pacifico, dimostrando di poter competere con la superpotenza aeronavale statunitense. In questo modo, Pechino può guadagnare <em><strong>smart power</strong></em> con alcune nazioni dell&#8217;Indo-Pacifico e dimostrare ai suoi avversari regionali di poter essere in grado di operare a lunghissima distanza dalla madrepatria, e quindi non solo nei mari più prossimi come il Mar Cinese Meridionale o Orientale. Del resto la PLAN (People&#8217;s Liberation Army Navy), quest&#8217;anno ha effettuato diverse <strong>missioni oltre la Prima Catena di Isole</strong>, raggiungendo per la prima volta la Seconda Catena di Isole con le sue portaerei in un chiaro segnale di proiezione di forza in profondità. Una proiezione di forza che, in caso di conflitto aperto per Taiwan o il Mar Cinese Meridionale, significa lotta alle linee marittime di rifornimento statunitensi in prossimità della Prima e Seconda Catena di Isole. </p>



<p>La RPC poi si è impegnata per integrare molte nazioni insulari nella sua <strong>Belt and Road Initiative</strong>, e si ritiene che molti dei progetti infrastrutturali cinesi presentano applicazioni “a duplice uso” che non solo promuovono il commercio, ma potenzialmente creano aree in cui le forze armate e l&#8217;intelligence cinesi potranno operare in futuro. Pechino ha dato anche prova di rafforzare gli aiuti e l&#8217;impegno diplomatico nelle isole del Pacifico con il ritorno in carica del presidente <strong>Donald Trump</strong>, temendo un maggiore impegno statunitense nell&#8217;area, ma sebbene il comando per l&#8217;Indo-Pacifico Usa non sia stato toccato dai tagli stabiliti all&#8217;inizio di questa amministrazione, la <strong>chiusura di USAID</strong> ha provocato la fine del finanziamento ad alcuni Paesi chiave dell&#8217;Indo-Pacifico, col rischio di aprire le porte agli investimenti cinesi.</p>



<p>Ultimamente, gli schieramenti di navi da guerra cinesi nel Pacifico sono diventati più visibili e molto più decisi. A febbraio, gli aerei di linea in volo tra la Nuova Zelanda e l&#8217;Australia sono stati dirottati dopo che navi unità navali cinesi, in navigazione <strong>lungo la costa orientale dell&#8217;Australia</strong>, avevano condotto esercitazioni a fuoco vivo nelle acque tra i due Paesi. Le navi da guerra cinesi hanno navigato dentro e fuori dalla zona economica esclusiva australiana circumnavigando il continente prima di dirigersi nuovamente a nord verso l&#8217;Indonesia all&#8217;inizio di marzo. Il viaggio ha suscitato scalpore in Australia, mentre il Paese riflette sullo stato delle proprie forze armate e sulla possibilità di essersi affidato eccessivamente agli Stati Uniti per la propria difesa, considerando i recenti ripensamenti statunitensi per quanto riguarda uno dei pilastri del <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html">trattato AUKUS</a>, ovvero il pilastro dei sottomarini da attacco a propulsione nucleare per Canberra. </p>



<p>Ci sono stati diversi casi in passato di navi spia cinesi vicino alle Hawaii e, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/hawaii-regno-unito-e-mediterraneo-lattivita-delle-navi-spia-russe.html">anche di navi spia russe</a></strong>, del resto questo tipo di attività, condotta anche dagli Stati Uniti e dai loro alleati, è del tutto legale e conforme al diritto del mare se avviene in acque internazionali. Il numero però degli avvistamenti di navi spia russe o cinesi, e non solo in quella parte del globo, sta aumentando riportandoci ai tempi della Guerra Fredda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/nave-spia-cinese-nelle-acque-hawaiane-per-seguire-le-esercitazioni-militari.html">Nave spia cinese nelle acque hawaiane per seguire le esercitazioni militari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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