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	<title>Marelli Archives - InsideOver</title>
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		<title>Marelli, così una gloriosa storia industriale rischia il tramonto</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/marelli-cosi-una-gloriosa-storia-industriale-rischia-il-tramonto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 12:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Automobile]]></category>
		<category><![CDATA[Marelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620042125629_368f0440b3e293aa09fefb68659896e2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620042125629_368f0440b3e293aa09fefb68659896e2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620042125629_368f0440b3e293aa09fefb68659896e2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620042125629_368f0440b3e293aa09fefb68659896e2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620042125629_368f0440b3e293aa09fefb68659896e2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620042125629_368f0440b3e293aa09fefb68659896e2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620042125629_368f0440b3e293aa09fefb68659896e2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'azienda ha aperto negli Usa la procedura di ristrutturazione del debito. Futuro incerto per il marchio e per 6 mila dipendenti in Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/marelli-cosi-una-gloriosa-storia-industriale-rischia-il-tramonto.html">Marelli, così una gloriosa storia industriale rischia il tramonto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Dalla <strong>produzione e dai macchinari</strong> nelle fabbriche della Lombardia e del Piemonte ai tribunali del <strong>Delaware: Marelli Holdings,</strong> l&#8217;azienda erede della gloriosa <strong>Magneti Marelli</strong>, ha fatto richiesta negli Usa di aderire al Chapter 11, prospettando una procedura di ristrutturazione del debito. L&#8217;azienda vive una fase critica per il suo futuro e, col senno di poi, sconta l&#8217;eredità di un passato recente deciso sul piano finanziario e condizionato da crisi sistemiche sul piano operativo che ne mettono in difficoltà le prospettive future.</p>



<p>La storica azienda milanese leader della componentistica per auto, oggi formalmente non esiste più: esiste <strong>Marelli Holdings, nata nel 2019 fondendo il gruppo nato nel 1919 a Corbetta</strong> con Calsonic, colosso giapponese della componentistica tecnologica, per creare un gruppo unito sotto l&#8217;egida del fondo statunitense Kkr, che aveva rilevato Marelli da Fiat Chrysler Automobiles mettendo sul piatto 6,2 miliardi di euro. <a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-perde-un-altro-pezzo-magneti-marelli-ai-giapponesi.html">Ai tempi <em>InsideOver</em> fu scettico</a> per la prospettiva di distacco industriale da una filiera coerente e strutturata che l&#8217;affare poneva in essere.</p>



<p>Fu la maggiore cessione di <strong>John Elkann e del gruppo Exor</strong> per preparare finanziariamente Fca all&#8217;operazione di fusione in Stellantis, ma anche una manovra che privò il sistema della componentistica italiana di una guida basata sul territorio (Marelli Holdings prese casa in Giappone, a Saitama) su cui si sommarono poi grandi tensioni industriali e produttive: Marelli portò con sé l&#8217;eredità dei ritardi nella svolta di Fca verso il mercato elettrico e, <a href="https://www.qualenergia.it/articoli/crisi-marelli-esempio-cattiva-strategia-non-mali-auto-elettrica/">scriveva nel 2023 QualEnergia, fu gravata da una duplice problematica.</a></p>



<p>Da un lato, &#8220;Kkr acquistò Magneti Marelli tramite un <em><strong>leveraged buyout</strong></em>, un tipo di operazione in cui la società acquirente ne compra un’altra utilizzando molto denaro preso in prestito e usando le attività della stessa società acquisita come garanzia per tutti o una parte dei prestiti ricevuti&#8221; e in sostanza &#8220;caricò Marelli di <strong>nuovi debiti</strong>&#8220;; dall&#8217;altro queste passività si sommarono a un aumento extra-large dei costi: &#8220;la <strong>pandemia</strong>, i colli di bottiglia logistici, i colli di bottiglia produttivi, legati soprattutto alla carenza mondiale di <strong>semiconduttori</strong> e di elettronica di potenza, la guerra in Ucraina, la crisi energetica, il caro-benzina, l’aumento dei tassi d’interesse e la difficoltà a rifinanziare il debito hanno messo molto in difficoltà una società oberata di prestiti come la ex controllata di Fiat&#8221;.</p>



<p>Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Mentre in Stellantis <strong>la francese Faurecia, erede del vecchio gruppo Peugeot,</strong> resta centrale ed è partecipata dall&#8217;azienda nata dalla fusione Fca-Psa, risultando un vero e proprio integratore della subfornitura, Marelli ha avuto difficoltà a porsi come capofila sistemica. Nonostante fatturati vicini ai 10 miliardi di euro, l&#8217;azienda un tempo nel quadro del perimetro Fiat ha faticato a superare il problema strutturale del debito. </p>



<p>La ristrutturazione di quasi 5 miliardi di dollari di passività, ora, mette Marelli di fronte all&#8217;alternativa di attendere tempi più tranquilli cercando l&#8217;intesa coi creditori o di sperare in una vendita a un operatore terzo. Su questo fronte, si è rivelata di ridotto successo la procedura di acquisizione da parte di un fondo di un&#8217;azienda che viveva impastata di grandi dinamiche industriali. E ora il futuro del gruppo e dei suoi 46mila dipendenti, 6mila dei quali in Italia, è un libro bianco ancora tutto da scrivere.</p>



<p><strong><em>Le nuove partite finanziarie, tecnologiche, industriali e commerciali plasmano i rapporti tra potenze e anche le grandi multinazionali diventano, anno dopo anno, soggetti sempre più “geopolitici”. Queste interazioni sono oggetto del nostro studio e del nostro lavoro di approfondimento. Per consentirgli di rafforzarsi,</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong><em>&nbsp;abbonati e schierati fianco a fianco con InsideOver!</em></strong></a></p>
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