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	<title>Mare di Bering Archives - InsideOver</title>
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	<title>Mare di Bering Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le lune di miele che salveranno l&#8217;Alaska</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 07:03:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mare di Bering]]></category>
		<category><![CDATA[Polo Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-Crystal_Serenity_-_Cruise_Ship.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-Crystal_Serenity_-_Cruise_Ship.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-Crystal_Serenity_-_Cruise_Ship-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-Crystal_Serenity_-_Cruise_Ship-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-Crystal_Serenity_-_Cruise_Ship-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Secondo un recente studio della Pew Foundation di Philadelphia, il turismo nella regione artica è aumentato complessivamente del 40 per cento in tre anni. Dovuto alla crescente fascinazione per il Nord estremo alimentata anche da un&#8217;ondata di libri e film ambientati nella wilderness bianca, stile The Revenant così come alla grande insicurezza di aree tradizionalmente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-lune-di-miele-che-salveranno-lalaska.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-Crystal_Serenity_-_Cruise_Ship.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-Crystal_Serenity_-_Cruise_Ship.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-Crystal_Serenity_-_Cruise_Ship-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-Crystal_Serenity_-_Cruise_Ship-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/1280px-Crystal_Serenity_-_Cruise_Ship-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Secondo un recente studio della <strong>Pew Foundation</strong> di <strong>Philadelphia</strong>, il turismo nella regione artica è aumentato complessivamente del <strong>40 per cento</strong> in tre anni. Dovuto alla crescente fascinazione per il <strong>Nord</strong> estremo alimentata anche da un&#8217;ondata di libri e film ambientati nella wilderness bianca, stile The Revenant così come alla grande insicurezza di aree tradizionalmente a vocazione turistica, come il <strong>Sud Mediterraneo</strong>, il <strong>Medio Oriente</strong> e molte regioni asiatiche. Non solo Scandinavia artica e Islanda; l&#8217;ultima frontiera si chiama <strong>Alaska</strong>, anche sul fronte italiano.«Noi verifichiamo una crescita nell&#8217;ordine del <strong>20 per cento l&#8217;anno</strong> di richieste di viaggi in Alaska, soprattutto in estate, ma ora anche in periodi più complicati dal punto di vista logistico», spiega <strong>Guido Cassano</strong>, titolare della <a style="color: #0000ff;" href="http://www.tecnitravel.it/" target="_blank"><em>Tecnitravel </em></a>di Milano, pioniere, oltre vent&#8217;anni fa, nella scelta dell&#8217;Alaska come destinazione esotica.La figlia Ilaria trascorre alcuni mesi dell&#8217;anno a coordinare le operazioni ad <strong>Anchorage</strong>. Cassano spiega come non si tratti più soltanto di aspiranti Jack London, pescatori di salmoni o naturalisti per hobby: «L&#8217;Alaska sta facendo <strong>concorrenza alle Hawaii</strong> come scelta per i viaggi di nozze, molte coppie cercano una luna di miele controcorrente».E così, oltre agli itinerari tradizionali, come il <strong>parco di Denali</strong>, uno dei più spettacolari del mondo, habitat di grizzly, caribù, buoi muschiati, oppure la <strong>Gracier Bay</strong>, regno delle balene e delle orche, piuttosto che il <strong>Klondike</strong> con le sue atmosfere da <strong>Gold Rush</strong>, ora si aprono nuovi territori prima irraggiungibili dai turisti, come Barrow, estremo lembo d&#8217;America sull&#8217;Artico abitato al 90 per cento dagli <strong>eskimo</strong>, cacciatori di balene, così come la regione occidentale che affaccia sullo <strong>Stretto di Bering</strong>, dove è possibile compiere l&#8217;esperienza di una incursione in terra russa.Il sindaco di Anchorage, <strong>Ethan Berkowitz</strong>, figura in ascesa con ambizioni nazionali ed esperto di politica energetica, spiega come il turismo in questo momento sia il petrolio dello Stato: «Con il crollo del prezzo al barile, l&#8217;economia dell&#8217;Alaska è in ginocchio. Il 90 per cento del budget deriva dalle piattaforme sull&#8217;Artico, per dare un&#8217;idea nel 2012 lo Stato ha incassato dieci miliardi di dollari tra royalties e tasse; ora siamo costretti a chiudere scuole, ospedali e distretti di polizia, soprattutto nelle aree più remote e quindi costose. Il sistema delle università pubbliche sta crollando. Siamo poco più di settecentomila abitanti, ma mantenere uno standard di vita a livelli americani sta diventando impossibile&#8230; Mentre il resto del mondo guarisce dalla crisi, noi vi entriamo in modo prepotente», dice nella hall dell&#8217;<strong>Historic Anchorage Hotel</strong>, fondato cent&#8217;anni fa, come la città.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/limpresa-italiana-tra-i-ghiacci-del-nord" target="_blank">Per approfondire: L&#8217;impresa italiana tra i ghiacci del Nord</a>Ecco che i quasi <strong>tre milioni di turisti</strong> previsti quest&#8217;anno sono una boccata d&#8217;ossigeno. La nuova frontiera sono le crociere, spesso da brivido perché utilizzano imbarcazioni fatte per il mar dei Caraibi.A rompere il ghiaccio sarà in agosto la gigantesca <strong>Crystal Serenity</strong> che il prossimo agosto inaugurerà il <strong>passaggio a Nord Ovest</strong>. Ma Cassano teme che si finirà per perdere il contatto diretto con una realtà primordiale come l&#8217;Alaska, dove, come dicono gli eschimesi, la realtà è così vera che è ti senti davvero vivo.<strong>Marzio G. Mian</strong></p>
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		<title>L&#8217;impresa italiana tra i ghiacci del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/limpresa-italiana-tra-i-ghiacci-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 06:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Mare di Bering]]></category>
		<category><![CDATA[Oro]]></category>
		<category><![CDATA[Polo Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="515" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Umberto_Nobile_1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Umberto_Nobile_1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Umberto_Nobile_1-300x241.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Lo chiamano ancora il giorno della «Grande Foca Volante». Sembra una creatura uscita dalla fantasia di Buzzati ciò che videro esattamente 90 anni fa un centinaio di eskimo Inupiaq a Teller, un pugno di capanne affacciato qui, sullo Stretto di Bering. Comparve all&#8217;improvviso nella bufera che spazzava la banchisa, gigantesco, ballonzolante, sempre più basso. I &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/limpresa-italiana-tra-i-ghiacci-del-nord.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="515" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Umberto_Nobile_1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Umberto_Nobile_1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Umberto_Nobile_1-300x241.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p>Lo chiamano ancora il giorno della «Grande Foca Volante». Sembra una creatura uscita dalla fantasia di Buzzati ciò che videro esattamente 90 anni fa un centinaio di <strong>eskimo Inupiaq</strong> a Teller, un pugno di capanne affacciato qui, sullo <strong>Stretto di Bering</strong>. Comparve all&#8217;improvviso nella bufera che spazzava la banchisa, gigantesco, ballonzolante, sempre più basso. I bambini si aggrappavano ai <strong>parka</strong> dei padri, indicando il mostro. Ma quando il comandante <strong>Umberto Nobile</strong> fece calare dal <strong>Norge</strong> le lunghe funi, gli uomini e le donne di Teller non esitarono e ancorarono la <strong>Grande Foca</strong>. Dopo giorni che il mondo non aveva notizie, a <strong>Seattle</strong> captarono il segnale: il 13 maggio il <strong>dirigibile italiano</strong> aveva sorvolato il Polo; la destinazione finale della spedizione doveva essere <strong>Nome</strong>, ottanta miglia più a Sud di Teller lungo la costa Nord Occidentale dell&#8217;<strong>Alaska</strong>, sette tecnici italiani avevano costruito l&#8217;hangar e il pilone d&#8217;attracco.Il sindaco <strong>Thomas Gaffney</strong> aveva già predisposto la cerimonia d&#8217;accoglienza e scritto un discorso nel quale ringraziava l&#8217;<strong>Italia</strong> e <strong>Benito Mussolini</strong> (che in quegli anni godeva di grandi simpatie negli Usa). Ma gli uomini del dirigibile erano pronti al peggio. La tormenta li spingeva alla deriva, il ghiaccio appesantiva le strutture dell&#8217;aeronave, ampi squarci sbrindellavano la copertura. Nobile al comando non dormiva da 52 ore; <strong>Roald Amundsen</strong>, il mitico ed egocentrico esploratore norvegese a capo della spedizione se ne stava in silenzio accovacciato in un angolo avvolto nella pelle d&#8217;orso. Diffidava di quel napoletano che si portava dietro una cagnetta, non sopportava quegli <strong>ufficiali italiani</strong> che a bordo indossavano divise impeccabili e bevevano il caffè in tazze di porcellana. Una volta avvistate le capanne, Nobile prese a lanciare comandi perentori in italiano pure ai norvegesi in cabina e agli inuit a terra, infine la manovra riuscì e fu il momento più alto della sua carriera, poi finita male con un&#8217;altra bufera, stavolta di polemiche, suscitate dalla controversa disfatta del dirigibile Italia due anni dopo: il comandante napoletano venne accusato di aver abbandonato i compagni; Amundsen <strong>perse la vita</strong> per andare in soccorso dell&#8217;«Italia», forse con l&#8217;intenzione di dare una lezione a Nobile il quale, secondo i norvegesi, s&#8217;era preso troppi meriti sull&#8217;impresa del Norge.Tutt&#8217;oggi l&#8217;interno di alcune baracche di Teller è foderato con la tela del Norge, mentre alla missione luterana è ancora esposta la camicia di seta fatta confezionare dal <strong>reverendo Von Zesch</strong> alla moglie con la scritta ricamata che ne celebra l&#8217;origine, «<strong>ricavata con i resti del dirigibile Norge, atterrato a Teller, dopo aver sorvolato il Polo Nord il 13 maggio del 1926</strong>».Nello stesso giorno, novant&#8217;anni dopo, sorvoliamo Teller con un piccolo velivolo della <strong>Bering Airlines</strong>. La giornata è splendida, possiamo osservare la banchisa che si estende nel mare di Bering fino al corridoio d&#8217;acqua che separa il pack della sponda russa, distante solo 80 chilometri. «Non vediamo una bufera di neve da dieci anni in questa stagione, il ghiaccio si rompe due mesi prima rispetto a solo cinque anni fa», dice il pilota. «<strong>Il cambiamento climatico ha scatenato la febbre artica</strong>&#8230;». Intende la <strong>Polar Rush</strong>, la corsa delle grandi potenze alla conquista delle gigantesche ricchezze polari, ora accessibili grazie allo <strong>scioglimento dei ghiacci</strong>, il 30% delle riserve di petrolio e gas, il 35% degli stock di pesce del mondo. Improvvisamente l&#8217;Artico, l&#8217;ultima Thule paradigma di spazi ignoti e metafisici, è diventato centrale nella storia della civiltà. Lo Stretto di Bering è la porta d&#8217;accesso al nuovo Klondike. Con il crollo dell&#8217;<strong>Urss</strong> questo confine d&#8217;acqua era il simbolo di un nuovo mondo, le popolazioni indigene transitavano da una parte all&#8217;altra, per un periodo i rompighiaccio russi assistevano i mercantili americani diretti al rifornimento delle comunità più a Nord dell&#8217;Alaska sul <strong>mare di Chuchi</strong>. Ora quello tra Usa e Russia e l&#8217;unico Grande Freddo che si percepisce nella regione. I <strong>caccia russi</strong> sconfinano a bassa quota per mostrare i muscoli, gli americani pattugliano con sommergibili invisibili e forniscono attrezzature sofisticate di ascolto e controllo ai pescatori di granchio reale alle <strong>isole Aleutine</strong>.<img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-12177 aligncenter" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/06/Bundesarchiv_Bild_102-05737_Stolp_Landung_des_Nordpol-Luftschiffes_-Italia--300x214.jpg" alt="Die glückliche Landung des Nordpol-Luftschiffes "Italia" in Stolp in Pommern! Nach 30 stündigem Fluge landete das italienische Nordpolluftschiff "Italia" unter Führung des Generals Nobile wohlbehalten in Stolp in Pommern. Eine Stabiliesierungsfläche am Luftschiff wurde im Gewittersturm stark beschädigt. General Nobile der Führer des Luftschiffes "Italia" in der Kabine kurz vor der Landung." width="479" height="342" />«Già gli Inuit lo chiamavano la cruna dell&#8217;ago del mondo, o la porta dell&#8217;abbondanza», dice il sindaco di Nome, <strong>Richard Benneville</strong>, ex ballerino di Broadway, uno della vasta schiera di coloro che si sono dimessi dal mondo civile per rifugiarsi nella selvaggia, brutalmente reale Alaska. «La nostra vera ricchezza non è il petrolio, l&#8217;oro o il salmone, ma la Geografia», afferma. <strong>Il traffico marittimo nello Stretto aumenta del 40% l&#8217;anno</strong>. Qui transitano i grandi porta container che attraverso la rotta polare dimezzano, rispetto alle tradizionali tratte via Suez e via Panama, il tragitto Asia-Occidente: i cinesi la chiamano operazione Orso, ottenere, con il dominio delle rotte polari, il <strong>monopolio del traffico mercantile mondiale</strong>, che rappresenta il 90% del commercio globale. Ma lo Stretto, sull&#8217;onda della crescente richiesta turistica di Artico, è anche attraversato da ogni genere di navi da crociera, provenienti dalla California, così come dall&#8217;Asia, destinate a costeggiare le sponde dell&#8217;Artico russo oppure a inoltrarsi nel Nord dell&#8217;Alaska, per osservare balene e orche. In agosto da qui transiterà la Crystal Serenity, nave da crociera di quasi novecento piedi e con a bordo 1.700 passeggeri che compirà il mitico passaggio a Nord Ovest, circumnavigando da <strong>Seward</strong>, Alaska, lungo le coste del North Slope e degli arcipelaghi canadesi per scendere a New York. I biglietti, dai 22 ai 130mila dollari, sono andati esauriti in un mese nel 2014 quando è stata annunciata l&#8217;impresa, e i passeggeri hanno dovuto garantire la disponibilità di 50mila dollari per eventuali interventi di salvataggio.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/le-lune-di-miele-che-salveranno-lalaska/" target="_blank">Per approfondire: Le lune di miele che salveranno l&#8217;Alaska</a>Quando gli uomini del Norge arrivarono a Nome via mare da Teller, trovarono uno dei luoghi più folli ed eccitanti del pianeta, nel pieno boom della <strong>corsa all&#8217;oro</strong>: vi circolava così tanta <strong>ricchezza</strong> che, in occasione del terremoto di San Francisco, nel 1906 Nome, in rapporto alla sua popolazione, spedì più assegni che ogni altra città americana. Lungo Front Street, che si affaccia sul Mare di Bering, si assiepavano circa ventimila uomini e una cinquantina di prostitute, 75 saloon e due chiese. La parrocchia di <strong>St Joseph</strong> offrì un banchetto al<strong> Golden Gate Hotel</strong> agli aviatori cattolici italiani. «Il Norge scoprì che oltre il Polo si estendeva il ghiaccio e non terra ferma, come s&#8217;immaginava. Sorvolare il Polo allora era quasi come andare sulla Luna; e fa impressione, novant&#8217;anni dopo, assistere invece alla corsa per lo sfruttamento dell&#8217;Artico&#8230; L&#8217;italiano Nobile fu accolto come un nuovo Cristoforo Colombo&#8230;», dice <strong>Diana Haecker</strong>, direttrice del <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.nomenugget.com/" target="_blank">The Nome Nugget</a></em> (La Pepita di Nome), il quotidiano più antico dell&#8217;Alaska, nato appunto in piena Gold Rush. Oggi qui vivono 3.500 persone, il 60 per cento eschimesi, ma d&#8217;estate arrivano centinaia di ragazzi in cerca di fortuna, attratti dalla popolare serie tv di <em><a href="http://www.discovery.com/" target="_blank">Discovery Channel</a></em>, Bering Sea Gold, perché si sono trovate nuove vene addirittura sul fondo del mare, l&#8217;oro è quotato 1.200 dollari l&#8217;oncia. I ragazzi si ritrovano la sera al <strong>Polar Caffè</strong> intorno al bullshit table, il tavolo delle spacconate tra cercatori d&#8217;oro; invece all&#8217;Aurora Inn, hotel dei frontier man 2.0, si discute dell&#8217;investimento da un <strong>miliardo di dollari</strong> per il nuovo porto, una delle <strong>infrastrutture nevralgiche</strong> della regione artica. Un gruppetto di eskimo staziona tra le bottiglie di whisky davanti a due piccoli monumenti, dedicati alla grande avventura del Norge, 70 ore di volo ininterrotto sulla calotta polare. Uno eretto dai norvegesi, che celebra il solo Amundsen e i suoi uomini, dove non si menziona Nobile. L&#8217;altro, eretto dall&#8217;<strong>Aeronautica militare italiana</strong>, rende omaggio alla coraggiosa conquista del Norge e al suo equipaggio: in cima compaiono i nomi di <strong>Amundsen</strong>, <strong>Lincoln Ellsworth</strong> (il magnate americano che finanziò in parte l&#8217;impresa) e infine Umberto Nobile, il napoletano che guidò la Grande Foca Volante.&nbsp;<strong>Marzio G. Mian</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/limpresa-italiana-tra-i-ghiacci-del-nord.html">L&#8217;impresa italiana tra i ghiacci del Nord</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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