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	<title>Mare Adriatico Archives - InsideOver</title>
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	<title>Mare Adriatico Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Croazia e la Slovenia rilanciano la caccia al gas dell&#8217;Adriatico</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-croazia-e-la-slovenia-rilanciano-la-caccia-al-gas-delladriatico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 09:36:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Guerra aperta per la diversificazione energetica in Europa: il rischio di uno shock delle forniture dalla Russia, inaugurato dal decoupling totale delle repubbliche del Baltico, ha aperto la partita del gas in Europa. Oltre alla corsa al Gnl proveniente da Paesi come Usa e Qatar e allo studio di nuove infrastrutture energetiche, infatti, è sul gas presente nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/la-croazia-e-la-slovenia-rilanciano-la-caccia-al-gas-delladriatico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-croazia-e-la-slovenia-rilanciano-la-caccia-al-gas-delladriatico.html">La Croazia e la Slovenia rilanciano la caccia al gas dell&#8217;Adriatico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Guerra aperta </strong>per la diversificazione energetica in Europa: il rischio di uno shock delle forniture dalla Russia, inaugurato dal decoupling totale delle repubbliche del Baltico, ha aperto la partita del gas in Europa. Oltre alla corsa al Gnl proveniente da Paesi come Usa e Qatar e allo studio di<a href="https://it.insideover.com/energia/le-vie-delleuropa-per-uscire-dalla-crisi-del-gas.html" target="_blank" rel="noopener"> <strong>nuove infrastrutture energetiche, </strong></a>infatti, è sul gas presente nel territorio e nei mari d&#8217;Europa che la partita si concentra. E questo, come noto, impatta da vicino il sistema-Paese Italia.</p>
<h2>La battaglia del gas</h2>
<p>Roma ha di recente, col <strong>decreto Energia</strong>, che prevede un aumento di 2 miliardi di metri cubi l&#8217;anno, dettato la linea per aumentare l&#8217;output nazionale. Parliamo di gas da estrarre in prevalenza nel giacimento Argo Cassiopea, nel canale di Sicilia, ma per l&#8217;analista geopolitico <strong>Gianni Bessi </strong>&#8220;siamo molto al di sotto della potenzialità dei nostri giacimenti e non solo se ci limitiamo a considerare quelli dell&#8217;Adriatico, soprattutto nella zona a nord di Goro (oltre 40 miliardi di metri cubi stimati)&#8221;, ha scritto su <a href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/gas_pozzi_adriatico_regalo_croazia-6607877.html"><em>Il Messaggero </em></a>il consigliere regionale dell&#8217;Emilia-Romagna del Partito Democratico.</p>
<p>&#8220;La scelta italiana per sostituire il gas russo oggi punta alla diversificazione degli acquisti, chiedendo quantitativi più elevati ad Algeria, Libia, Egitto, Congo, Mozambico, Qatar e Azerbaijan&#8221;, sottolinea Bessi, che fa dunque notare come il <strong>governo Draghi </strong>abbia per ora tralasciato la volontà di accelerare con decisione sulla riconqusita del gas dell&#8217;Adriatico. Su cui invece si stanno tuffando con forza i Paesi della sponda Est di un mare su cui l&#8217;Italia potrebbe e dovrebbe avere un&#8217;influenza cruciale e su cui si trova invece ad essere marginale.</p>
<h2>La grande strategia della Croazia</h2>
<p>Prendiamo l&#8217;esempio della <strong>Croazia, </strong>nazione che ha scelto con decisione di rilanciare la partita delle trivellazioni in Adriatico per potenziare la sua autonomia energetica. Zagabria l&#8217;anno scorso ha estratto, secondo i dati dell&#8217;Agenzia nazionale per gli idrocarburi, 780 milioni di metri cubi di gas naturale dall&#8217;offshore energetico adriatico; quest&#8217;anno, invece, mira a estrarre ulteriori <strong>285 milioni </strong>di metri cubi ulteriori, superando il tetto del miliardo di metri cubi di estrazione e passando da coprire il 30% a soddisfare il 40% della domanda nazionale con fonti proprie.</p>
<p>&#8220;Dall’Adriatico settentrionale, dove si trovano i pozzi più ricchi di gas, potrebbero arrivare nuove quantità di questo bene energetico che soddisferebbero i fabbisogni croati&#8221;,<a href="https://lavoce.hr/attualita/croazia-aumenta-la-produzione-di-gas-la-slovenia-pensa-al-gas-algerino" target="_blank" rel="noopener"> nota in un&#8217;analisi <em>La Voce del Popolo, </em></a>testata in lingua italiana delle regioni croate dell&#8217;Istria e del Quarnaro. E la questione più importante è che dal fronte adriatico guadagnerà in termini di contratti e appalti anche l&#8217;<strong>italiana Edison, </strong>&#8220;castrata&#8221; assieme ad altri attori sul fronte dell&#8217;offshore nazionale. A partire dal 2019, anno dello stop alle trivelle italiane imposto dal governo Conte I, l&#8217;Italia ha assistito all’accelerazione della <strong>Croazia </strong>per garantirsi l’esclusiva su pozzi e giacimenti adriatici posizionati di fronte alle coste dell’<strong>Emilia-Romagna</strong>. Anche <strong>Albania, Montenegro</strong> e <strong>Bosnia </strong>vogliono partecipare alla gara e hanno avviato progetti di ricerca, gare per le concessioni, esplorazioni che ora completeranno la caccia al gas adriatico, conclusa sul fronte sud dalla Grecia che ha anticipato l&#8217;Italia <a href="https://www.quotidianodipuglia.it/regione/trivelle_mare_puglia_petrolio_permessi_multinazionali_moratoria_scaduta-6231251.html" target="_blank" rel="noopener">nello sfruttamento del <strong>giacimento Fortuna Prospect </strong>sul confine marittimo tra la Puglia e Corfù.</a></p>
<p>Riprendere la corsa al gas naturale italiano dell&#8217;Adriatico è, per Bessi, vitale. E il Pitesai, il documento sulla gestione dell&#8217;energia nazionale recentemente firmato dal governo Draghi, può fermare estrazioni come quella nel &#8220;Campo Giulia oltre 15 chilometri al largo da Rivazzurra (Rimini) per il quale esiste già la struttura monotubolare e la perforazione del pozzo è completata&#8221;, da mezzo miliardo di metri cubi di gas; altri progetti rilanciabili sono &#8220;Benedetta, sempre al largo oltre i 10 chilometri dalla riviera con oltre 1 miliardo di metri cubi stimati di gas, senza poi contare le strutture Ada, a 20 km ad Est di Chioggia di cui si stimano oltre 2 miliardi di metri cubi&#8221;. Numeri importanti ma che vanno messi a sistema con l&#8217;<strong>effettiva volontà di Roma </strong>di proseguire su una strategia di diversificazione <a href="https://it.insideover.com/energia/lagenda-energetica-dellitalia-alla-prova-della-tempesta-ducraina.html" target="_blank" rel="noopener">che, assieme ai nuovi gasdotti e al Gnl, può rendere il Paese un hub del gas nel Mediterraneo.</a></p>
<h2>In campo anche la Slovenia</h2>
<p>Anche un attore dal profilo marittimo limitato come la Slovenia sta guardando all&#8217;Adriatico. L&#8217;<span class="hilg1">Adriatico</span> settentrionale &#8220;<strong>ha un ruolo importante da svolgere</strong>&#8221; nella diversificazione energetica. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri sloveno, <strong>Anze Logar</strong>, in occasione dell&#8217;incontro con gli omologhi di Italia e Croazia, <strong>Luigi Di Maio e Gordan Grlic Radman</strong>, nella città croata di Zapresic avvenuto nella giornata del 4 aprile. Secondo quanto riferisce una nota del ministero di Lubiana citata da <em>Agenzia Nova</em> nel corso dell&#8217;incontro è stata esaminata la cooperazione dei tre Paesi <strong>nei settori della connettività, dell&#8217;economia blu e della protezione ambientale</strong>. Ma la Slovenia, come la Croazia, ha ben in mente la diversificazione energetica tra i suoi obiettivi.</p>
<p>&#8220;L&#8217;<span class="hilg1">Adriatico</span> settentrionale ha un ruolo importante da svolgere nella diversificazione del petrolio e del gas naturale&#8221;, ha dichiarato Logar. Di Maio, in occasione del <strong>Trilaterale dell&#8217;Alto Adriatico, </strong>ha a sua volta parlato di gas. Ma di gas russo, non dell&#8217;Adriatico, parlando della possibilità di sanzionare l&#8217;oro blu proveniente dalla Russia.  Nessuna novità sulle trivelle offshore che il governo in cui era Ministro dello Sviluppo Economico, nel 2019, ha contribuito a fermare e che ora andrebbero fatte ripartire per difendere l&#8217;autonomia energetica nazionale. Mentre il tempo stringe e la possibilità di costruire l&#8217;autonomia energetica nazionale si ridimensiona, i Paesi dell&#8217;estero vicino dell&#8217;Italia agiscono. E questo è indicativo sulle necessità del nostro sistema Paese in ambito di consolidamento dell&#8217;interesse nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-croazia-e-la-slovenia-rilanciano-la-caccia-al-gas-delladriatico.html">La Croazia e la Slovenia rilanciano la caccia al gas dell&#8217;Adriatico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia decide le Zee: il rischio di una trappola balcanica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/italia-zee-croazia-slovenia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2020 21:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Adriatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nave adriatico (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I rappresentanti di Italia, Croazia e Slovenia si incontreranno in un trilaterale a Trieste per parlare di Zone economiche esclusive. Il problema non è di secondaria importanza per nessuno dei tre Paesi. L&#8217;Alto Adriatico, ad oggi, è un punto strategico fondamentale come snodo tra Mediterraneo e Europa centrale e orientale. E i tre Stati, che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-zee-croazia-slovenia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-zee-croazia-slovenia.html">L&#8217;Italia decide le Zee: il rischio di una trappola balcanica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nave adriatico (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/5755920_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I rappresentanti di Italia, Croazia e Slovenia si incontreranno in un trilaterale a <strong>Trieste</strong> per parlare di Zone economiche esclusive. Il problema non è di secondaria importanza per nessuno dei tre Paesi. L&#8217;Alto Adriatico, ad oggi, è un punto strategico fondamentale come snodo tra Mediterraneo e Europa centrale e orientale. E i tre Stati, che non hanno ancora raggiunto un accordo sulla delimitazione delle rispettive Zone economiche esclusive, si trovano adesso a dover trattare su una spartizione che rappresenta anche il frutto di una serie di complessi meccanismi diplomatici, geopolitici ed economici. Il tutto con lo sfondo di dissapori mai completamente rimossi prima e dopo la fine della Jugoslavia.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è stata presa da Italia e Croazia durante la visita di <strong>Luigi Di Maio</strong> nella capitale Zagabria. Nella conferenza stampa che il titolare della Farnesina ha tenuto insieme all&#8217;omologo <strong>Gordan Grlic-Radman</strong>, i due ministri hanno parlato della possibilità di marcare &#8211; finalmente. le rispettive Zee nell&#8217;Adriatico lanciando un&#8217;idea che per quanto riguarda quello specchio di mare rappresenterebbe una svolta di non poco conto nella spartizione dei diritti. Una svolta che però non è piaciuta alla Slovenia, almeno non nei termini e nei modi espressi da Di Maio e Grlic-Radman, tanto che il ministro degli Esteri di Lubiana, Anze Logar, per pura coincidenza a Roma (ma Oltretevere), ha chiamato immediatamente il suo collega italiano chiedendo che venisse coinvolto il suo Paese. Il rischio di accendere un nuovo fronte diplomatico era dietro l&#8217;angolo e, per evitare che le trattative si arenassero, Croazia e Italia hanno manifestato immediatamente la necessità di un trilaterale, tanto da convocare a stretto giro di posta un vertice a Trieste per cercare di giungere a un accordo.</p>
<p>Fin qui la cronaca. Ma dietro la distensione dei vertici e la facilità con cui si è giunti a questo trilaterale si nascondono problemi di non poco conto che ricordano come l&#8217;<strong>Adriatico</strong> sia un mare troppo spesso dimenticato da parte dell&#8217;Italia. Errore che il nostro Paese commette in realtà nei confronti di tutte le acque che lo circondano, visto che troppo spesso tralascia la sua natura di penisola e le conseguenze che derivano da questa essenza.</p>
<p>Innanzitutto va capito cosa sia una Zee. Come spiega l&#8217;ammiraglio <strong>Fabio Caffio</strong> nel suo <a href="https://www.difesa.it/SMD_/CASD/IM/ISSMI/Corsi/Corso_Consigliere_Giuridico/Documents/81190_glossariomare.pdf"><em>Glossario di diritto del mare</em></a>, la Zee indica un’area esterna ed adiacente alle acque territoriali in cui lo Stato ha la titolarità di diritti sovrani ai fini dell’esplorazione, sfruttamento, conservazione e gestione delle risorse naturali, viventi o non viventi, compresa la produzione di energia dalle acque, dalle correnti o dai venti. Non solo, sulla Zee lo Stato costiero ha giurisdizione &#8220;in materia di installazione ed uso di isole artificiali o strutture fisse, ricerca scientifica in mare e di protezione e conservazione dell’ambiente marino&#8221;. Tutto in un&#8217;area che può estendersi fino a 200 miglia dalla linea di base.</p>
<p>In base a questa definizione, è abbastanza evidente che ciò che si sta negoziando tra Italia, <strong>Croazia</strong> e <strong>Slovenia</strong> non è una semplice linea immaginaria nell&#8217;Adriatico, ma un qualcosa di estremamente concreto che si basa in particolare su esigenze economiche e strategiche. Non è un caso che a Lubiana abbiano subito odorato il rischio di rimanere intrappolata, <a href="https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2020/12/15/news/zona-economica-esclusiva-in-adriatico-conte-convoca-un-summit-a-tre-a-venezia-1.39662351">come spiega <em>Il Piccolo</em></a>, con possibili svantaggi per il porto di Capodistria. E se a questo si aggiunge il nodo del <strong>golfo di Pirano</strong>, con la disputa sui confini marittimi con i croati, si capisce perché la Slovenia non sia voluta rimanere in disparte.</p>
<p>Se Lubiana ha ben chiare le sue pretese, la domanda che adesso bisogna porsi è se si possa dire lo stesso anche dell&#8217;Italia. Perché a Roma non sembra esserci una strategia ben definita sull&#8217;Adriatico. Dopo l&#8217;incontro tra Di Maio e Grlic-Radman, la palla è passata a livello di capi di governo, con una serie di telefonate tra <strong>Giuseppe Conte</strong>, lo sloveno Janez Janša e il premier croato, Andrej Plenković, che sembrano indicare che a Palazzo Chigi qualcosa si stia muovendo. Ma il pericolo che l&#8217;Italia possa commettere errori imperdonabili è sempre dietro l&#8217;angolo, specialmente quando si tratta di sfruttamento delle risorse e rispetto dei propri diritti.</p>
<p>Il primo fra questi pericoli è rappresentato dal presentarsi al vertice con una Croazia che ha già imposto le proprie condizioni. In questo senso, l&#8217;ammiraglio Caffio, sentito per <em>InsideOver</em>, ricorda come la possibilità non sia così remota visto che nel 2003 &#8220;senza nemmeno consultarci, la Croazia assunse a confine della colonna d&#8217;acqua quello del fondale stabilito tra noi e la ex Iugoslavia nel 1968&#8221;. Zagabria decise unilateralmente di marcare una <strong>Zona di protezione ecologica e della pesca</strong> estendo la propria sovranità per quasi 24mila chilometri quadrati, sospendendone gli effetti dal 2008 solo per i Paesi comunitari. Di fatto, le cose per l&#8217;Italia non è che siano cambiate in maniera preponderante. Basti pensare che in questi anni non è stata realizzata nemmeno una Zona di protezione ecologica come fatto, per esempio, nel Tirreno. E questo comporta che il versante italiano dell&#8217;Adriatico sia più libero di quello croato, con danni anche per la nostra economica, oltre che per lo stesso ambiente.</p>
<p>Un&#8217;anomalia che però rientra nel tipico <em>modus operandi</em> italiano per l&#8217;Adriatico, visto che recentemente la moratoria del governo sulle trivellazioni e la ricerca di idrocarburi nel mare che ci divide dalla penisola balcanica ha fatto si che non solo l&#8217;Italia abbia immobilizzato la ricerca e lo sfruttamento dei <strong>giacimenti</strong> presenti nei fondali marini, ma lascia che Croazia e Montenegro, ma anche la Grecia, sfruttino le risorse liberamente. In questo modo l&#8217;Italia non soltanto non ha tutelato realmente l&#8217;ambiente, visto che i suoi dirimpettai esplorano e scavano senza badare alle remore italiane, ma utilizzano anche giacimenti a cavallo delle linee di frontiera italiane. Oltre al danno la beffa.</p>
<p>Roma non deve dunque apparire come trascinata al summit semplicemente dopo che Zagabria ha espresso la volontà di dichiarare ufficialmente la propria Zee. Perché con la Croazia, pur esistendo continui rapporti di vicinato, ci sono ancora nodi da sciogliere di non poco conto. Uno fra tutti, il tema &#8211; troppo spesso taciuto &#8211; dei diritti di pesca su <strong>Pelagosa</strong>, isola dove troppo spesso i pescatori italiani vengono arrestati senza tener conto di quello che spetta all&#8217;Italia. Caffio ha tenuto a ribadire che &#8220;il riconoscimento dei diritti di pesca a Pelagosa va perseguito come restituzione di diritti negati per 70 anni&#8221;, in riferimento agli accordi dopo la Seconda guerra mondiale che prevedevano &#8211; per quell&#8217;isola &#8211; che all&#8217;Italia spettassero gli stessi diritti dei pescatori jugoslavi prima del 1941. Tali accordi autorizzavano alla pesca un numero prefissato di barche per determinati periodi dell&#8217;anno. E la Croazia, succeduta negli accordi dopo la dissoluzione della Jugoslavia, non ha mai espresso la volontà di rivedere le clausole del trattato, pur continuando a fermare e sequestrare le barche italiane che pescano nei pressi dell&#8217;isola come se nulla fosse.</p>
<p>Motivazioni decisamente valide per arrivare a questo summit con le idee più chiare possibili. Il rischio di rimanere intrappolati in una <strong>diatriba balcanica</strong> è molto alto, con Slovenia e Croazia che cercheranno di strumentalizzare il governo italiano per sfidarsi in duello. In più bisognerà finalmente capire cosa si vuole fare dell&#8217;Adriatico: la volontà di accelerare sulle Zee non è un tema di secondaria importanza, e lo dimostrano gli scontri nel Mediterraneo su questo punto. Nel secolo blu, avere il controllo del mare diventa pilastro per qualsiasi strategia nazionale.</p>
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		<title>Così l&#8217;Italia regala i giacimenti di gas e petrolio dell&#8217;Adriatico</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/cosi-litalia-regala-i-giacimenti-di-gas-e-petrolio-delladriatico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2019 06:36:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Adriatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Impiegati-di-Total.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Impiegati di Total al lavoro (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Impiegati-di-Total.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Impiegati-di-Total-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Impiegati-di-Total-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Impiegati-di-Total-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un autogol energetico che ha del beffardo. La Grecia demolisce la retorica sulla revoca alle concessioni per l’estrazione energetica nell’Adriatico accaparrandosi un importante giacimento di metano posizionato al confine tra le acque italiane al largo di Santa Maria di Leuca (Puglia) e la sua isola di Corfù. Il disimpegno italiano dalla concessione di nuovi permessi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-litalia-regala-i-giacimenti-di-gas-e-petrolio-delladriatico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Impiegati-di-Total.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Impiegati di Total al lavoro (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Impiegati-di-Total.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Impiegati-di-Total-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Impiegati-di-Total-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Impiegati-di-Total-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un autogol energetico che ha del beffardo. La <strong>Grecia </strong>demolisce la retorica sulla revoca alle concessioni per l’estrazione energetica nell’Adriatico accaparrandosi un importante giacimento di <strong>metano </strong>posizionato al confine tra le acque italiane al largo di Santa Maria di Leuca (Puglia) e la sua isola di Corfù. Il disimpegno italiano dalla concessione di nuovi permessi estrattivi in seguito all&#8217;approvazione del decreto semplificazioni da parte del governo M5S-Lega e l’assenza di un cambio di rotta da parte del neonato governo Conte II hanno concesso ad Atene di poter pescare a mani basse nel giacimento <strong>Fortuna Prospect</strong> che attraversa i confini marittimi tra i due Paesi mediterranei.</p>
<p>La Grecia ha infatti avviato la messa in concessione del <strong>Blocco 2 di Fortuna Prospect </strong>alla Total, l’Edison e l’Elpa: ogni retorica sulla tutela del mare, la salute ambientale e la transizione, peraltro di per sé semplificatrice, viene meno. I combustibili fossili sono estratti lo stesso e la Grecia cavalca l’onda della partita geoeconomica sul gas naturale che anima il Mediterraneo a nostro discapito. Un consorzio con <strong>Total</strong> al 50% e le altre due società al 25% avrebbe, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/metano-sara-sfruttato-greci-giacimento-alla-puglia-ACbztem" target="_blank" rel="noopener">secondo </a><em>Il Sole 24 Ore, </em>già ottenuto i permessi di estrazione. Il principio, nei giacimenti energetici marini, è semplice: chi primo arriva meglio alloggia. È come se due persone tentassero di bere la stessa bibita da due cannucce diverse. Logico che se una delle due rinunciasse, l’altra si accaparrerebbe anche la metà spettante a lei. L’autogol è doppio perché, se le trivellazioni di Fortuna Prospect riveleranno un’ingente quantità di gas, la Grecia lo esporterà attraverso il <strong>gasdotto Tap</strong> a cui, invece, il governo Conte I ha garantito il suo avallo.</p>
<p>Lo stop alle trivellazioni nell’Adriatico, che riguarda le nuove concessioni e non quelle preesistenti, sostenuto soprattutto dal <a href="https://it.insideover.com/economia/trivelle-gasdotti-e-interessi-nazionali-i-cinque-stelle-alla-prova-di-maturita.html" target="_blank" rel="noopener">Movimento Cinque Stelle</a>, limiterà a 133 le concessioni per lo sfruttamento di giacimenti di petrolio e di gas e a 72 i permessi di ricercare altri giacimenti. L’<strong>Eni, </strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/metano-sara-sfruttato-greci-giacimento-alla-puglia-ACbztem">ricorda <em>Il Sole 24 Ore</em></a><em>, </em>ha dovuto nel frattempo ritirare un grande progetto da due miliardi di euro per sfruttare ampiamente giacimenti adriatici capaci di garantire cinque miliardi di metri cubi di gas l’anno, oro colato per <a href="https://it.insideover.com/economia/il-paradosso-di-eni-sostenuta-allestero-frenata-in-italia.html" target="_blank" rel="noopener">l’interesse nazionale energetico</a>.</p>
<p>E la mossa greca testimonia come la corsa al vuoto clamorosamente lasciato aperto dall’Italia condotta dalle piccole e medie potenze dei Balcani sia in pieno svolgimento. Nell’estate scorsa abbiamo assistito all&#8217;accelerazione della <strong>Croazia </strong>per garantirsi l’esclusiva su pozzi e giacimenti adriatici posizionati di fronte alle coste dell’<strong>Emilia-Romagna</strong>. Anche <strong>Albania, Montenegro</strong> e <strong>Bosnia </strong>vogliono partecipare alla gara e hanno avviato progetti di ricerca, gare per le concessioni, esplorazioni. Nel frattempo assistiamo al paradosso di un <strong>Eni frenata in patria </strong>da una politica miope, da soggetti che sono i primi a spellarsi le mani per <a href="https://it.insideover.com/politica/eni-sonatrach-nuovo-contratto-algeria.html" target="_blank" rel="noopener">applaudire i successi internazionali del Cane a sei zampe<strong>, </strong></a>dal giacimento egiziano <strong>Zohr </strong>all’espansione in Medio Oriente, ma al tempo stesso frenano il suo operato e quello dell’intera filiera energetica nel territorio nazionale. Mentre nel frattempo quel gas e quel petrolio sono ugualmente estratti, <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/la-partita-globale-del-gas-naturale-intervista-a-gianni-bessi/" target="_blank" rel="noopener">non si pensa al ruolo cruciale del gas o a un piano di crescita sostenibile per la transizione energetica</a> e i nostri concorrenti più o meno piccoli riescono a farsi beffe delle incertezze italiane. Se questo è il “<strong>Green New Deal” </strong>tricolore, iniziamo bene.</p>
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		<title>In Croazia è boom di trivelle. E sfrutteranno il gas al posto dell&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/italia-blocca-croazia-trivelle.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Calogero Migliore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 07:16:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Adriatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/gas-off-shore-piattaforme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/gas-off-shore-piattaforme.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/gas-off-shore-piattaforme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/gas-off-shore-piattaforme-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il governo italiano ha deciso per il blocco delle cosiddette trivelle. Lo ha fatto sotto la spinta del Movimento Cinque Stelle, che ha da sempre avuto nel suo programma l&#8217;obiettivo della sospensione delle attività di perforazione nei mari italiani. E così, una volta arrivato a Palazzo Chigi, il Movimento ha deciso di impegnarsi sul fronte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-blocca-croazia-trivelle.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/gas-off-shore-piattaforme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/gas-off-shore-piattaforme.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/gas-off-shore-piattaforme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/gas-off-shore-piattaforme-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>Il governo italiano ha deciso per il blocco delle cosiddette <strong>trivelle</strong>. Lo ha fatto sotto la spinta del Movimento Cinque Stelle, che ha da sempre avuto nel suo programma l&#8217;obiettivo della sospensione delle attività di perforazione nei mari italiani. E così, una volta arrivato a Palazzo Chigi, il Movimento ha deciso di impegnarsi sul fronte delle esplorazioni e dello <strong>sfruttamento</strong> dei mari, in particolare di quello Adriatico, opponendo una dura resistenza alle possibilità di sfruttare il bacino per estrarre idrocarburi. Evitando a detta della forza di governo, un processo pericoloso e che colpirebbe in maniera sensibile l&#8217;ecosistema, con un impatto sulla salute del mare e sulle attività economiche legate a quello specchio d&#8217;acqua.</p>
<p>Il problema è che l&#8217;Adriatico è molto piccolo. E quindi, gli obiettivi ambientalisti del governo composto da Lega e <strong>Movimento Cinque Stelle</strong> rischiano di essere del tutto disattesi. Il motivo è semplice: dall&#8217;altra parte del mare, ovvero in Croazia e, in parte, in Montenegro e Grecia, nessuno ha intenzione di arrestare né le ricerche né le perforazioni. Arrivando al paradosso che l&#8217;Italia, per difendere la salute dell&#8217;Adriatico, non solo otterrà scarsi risultati sotto il profilo ecologico (perché a poche miglia, le trivelle sono attive), ma riuscirà anche a farsi togliere il gas e il petroli eventualmente scoperti nei fondali adriatici.</p>

<p>Il caso emblematico e che deve destare allarme è quello della <strong>Croazia</strong>. Allarme non per le legittime mire croate sul gas, ma perché i primi a poter subire pesanti ripercussioni siamo proprio noi, che distiamo pochi chilometri dalle loro trivelle.</p>
<p>Il governo di Zagabria ha da tempo messo in atto un&#8217;importante strategia energetica che punta a rendere il Paese un vero e proprio <strong>hub</strong> degli idrocarburi nei Balcani. Sostenuto dall&#8217;<strong>Unione europea</strong> e dagli <strong>Stati Uniti</strong>, il piano croato prevede almeno tre punti.</p>

<p>Il primo si basa sulle trivellazioni nel mare Adriatico. Ed è qui in particolare si gioca la partita più importante con l&#8217;Italia. Perché, come spiega <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2019-02-02/ecco-come-croazia-punta-giacimenti-dell-adriatico-il-dell-italia-trivelle--100258.shtml?uuid=AFXVtjE"><em>Il Sole 24 Ore</em></a>, &#8220;sotto il fondo del mare Adriatico vi sono numerosi giacimenti, soprattutto di metano. Spesso sono a cavallo fra le due aree di competenza, quella italiana e quella dei dirimpettai sloveni, croati, montenegrini e albanesi. E nei giacimenti funziona come con le granite: la prima cannuccia che arriva al fondo sugge tutto lo sciroppo&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;immagine semplice che però fa capire meglio di qualsiasi altra spiegazione cosa significhi per un Paese abbandonare del tutto queste ricerche. E infatti, soprattutto dalle parti di <strong>Ravenna</strong>, sono in molti ad aver protestato contro la decisione dell&#8217;esecutivo. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/trivelle-gas-grecia-croazia/">Come già spiegato su questa testata testata</a>, il rischio infatti è di regalare i giacimenti di gas e petrolio ai nostri vicini balcanici, senza ottenere alcun vantaggio nemmeno in termini ecologici.</p>

<p>Ma l&#8217;idea croata è quella di andare più in là. Non c&#8217;è infatti solo il gas nei fondali marini, ma anche quello sulla <strong>terraferma</strong>. E da un po&#8217; di tempo, il governo di Zagabria ha dato il via libera all&#8217;esplorazione di vaste aree del Paese, in un&#8217;area che, come confermato dal ministro dell&#8217;Energia e dell&#8217;ambiente<strong> Tomislav Coric</strong> misura 12.134 chilometri quadri. In particolare, l&#8217;area di riferimento è quella delle <strong>Dinaridi</strong>. E come ricorda <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2019/02/12/news/piano-energetico-la-croazia-da-l-ok-alle-trivellazioni-nelle-dinaridi-1.17749393?fbclid=IwAR3rjPIMw6l1TE3XSIuKdF435pwO9djPxx_9nwc2JMgKnA93M3rPOWfsODk"><em>Il Piccolo</em></a>, lo stesso ministro ha voluto ribadire che questa manovra dell&#8217;esecutivo croato ha lo scopo di migliorare l&#8217;<strong>indipendenza energetica</strong> del Paese balcanico. Un interesse strategico cui si aggiunge la creazione di posti di lavoro anche specializzati e gli introiti derivanti dalle <strong>tasse</strong>. Tutto negli standard ecologici richiesti dalla legislazione nazionale ed europea.</p>
<p>Infine, terzo punto. E che riguarda ancora il rapporto con l&#8217;Italia e il mare Adriatico. La Croazia ha infatti deciso di puntare anche su un altro progetto: quello del <strong>rigassificatore di Veglia</strong>. L&#8217;obiettivo dell&#8217;esecutivo di Zagabria è quello di movimentare, attraverso questo progetto, una quantità di gas naturale liquefatto di circa 2,6 miliardi di metri cubi di all&#8217;anno. A fine gennaio <a href="https://www.agenzianova.com/a/5c51d23759b273.69781747/2286406/2019-01-30/speciale-infrastrutture-croazia-governo-approva-finanziamento-prima-fase-progetto-rigassificatore-isola-di-veglia">è arrivato l&#8217;ok</a> del governo di <strong>Andrej Plenkovic</strong> al finanziamento definitivo dell&#8217;impianto off-shore. E l&#8217;obiettivo è quello di realizzarlo entro il 2021. E così, mentre l&#8217;Italia blocca trivelle rigassificatori nell&#8217;area, la Croazia rischia di strapparci non solo il gas dei fondali, ma anche quello che arriva dalle navi.</p>
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		<title>La beffa dello stop alle trivelle Regaleremo gas a Grecia e Croazia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trivelle-gas-grecia-croazia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2019 18:26:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1237" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Jack-up-rig-in-the-caspian-sea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Jack-up-rig-in-the-caspian-sea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Jack-up-rig-in-the-caspian-sea-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Jack-up-rig-in-the-caspian-sea-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Jack-up-rig-in-the-caspian-sea-1024x660.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il tesoro dell&#8217;Adriatico è in uno scrigno che ancora deve essere aperto. I Paesi che si affacciano sul mare che divide l&#8217;Italia dalla penisola balcanica hanno avviato da tempo un&#8217;intensa ricerca di idrocarburi nei suoi fondali. L&#8217;equilibrio dell&#8217;Adriatico E l&#8217;Italia, insieme a Croazia e Grecia, non è esente da questa caccia che può assegnare un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trivelle-gas-grecia-croazia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trivelle-gas-grecia-croazia.html">La beffa dello stop alle trivelle Regaleremo gas a Grecia e Croazia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1237" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Jack-up-rig-in-the-caspian-sea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Jack-up-rig-in-the-caspian-sea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Jack-up-rig-in-the-caspian-sea-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Jack-up-rig-in-the-caspian-sea-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Jack-up-rig-in-the-caspian-sea-1024x660.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il tesoro dell&#8217;<strong>Adriatico</strong> è in uno scrigno che ancora deve essere aperto. I Paesi che si affacciano sul mare che divide l&#8217;<strong>Italia</strong> dalla penisola balcanica hanno avviato da tempo un&#8217;intensa ricerca di <strong>idrocarburi</strong> nei suoi fondali.</p>
<p>L&#8217;equilibrio dell&#8217;Adriatico</p>
<p>E l&#8217;Italia, insieme a Croazia e Grecia, non è esente da questa caccia che può assegnare un vero e proprio bottino fatto di gas e petrolio. E che può essere un elemento estremamente importante per il futuro degli Stati adriatici. Una corsa all&#8217;oro nero e blu che è impegnativa e che si gioca in un mare molto piccolo e, proprio per questo, le decisioni di uno Stato sullo sfruttamento delle risorse incidono notevolmente sulle capacità di poter primeggiare  nella sfida. Perché le doverose limitazioni allo sfruttamento delle risorse, necessarie in un&#8217;ottica di salvaguardia ambientale, hanno delle conseguenze notevoli sugli<strong> equilibri adriatici</strong>. </p>
<p class="chapter-paragraph">E queste conseguenze vanno valutate attentamente per evitare di perdere un vantaggio molto rilevante nell&#8217;Adriatico. Così come di colpire un&#8217;industria potenzialmente molto rilevante in un momento in cui <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/conte-ammette-recessione-mi-aspetto-contrazione-pil-1636761.html">il Pil appare in contrazione</a>.</p>
<p>Il no alle trivelle e il caso Ravenna</p>
<p class="chapter-paragraph">Il simbolo di questa scelta e delle sue ricadute è dato dalle trivelle. Il &#8220;no&#8221; imposto dal <strong>Movimento 5 Stelle</strong> è parte da sempre del programma del partito. Ed era chiaro sin da subito che il governo composto da una maggioranza largamente pentastellata avrebbe avuto fra i suoi obiettivi quello di fermare le cosiddette trivellazioni. Una scelta dettata soprattutto da motivi di difesa e tutela dell&#8217;ambiente. E che soprattutto dopo l&#8217;ok al Tap e le incertezze sulla Tav è diventato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/trivelle-trovato-laccordo-stop-18-mesi-e-canoni-aumentati-1633654.html">l&#8217;ultimo baluardo del M5S di governo</a>.</p>

<p class="chapter-paragraph">Il problema è che questo &#8220;no&#8221; rischia di avere un impatto estremamente rilevante. Sia in termini di occupazione, sia in termini di rapporti di forza nell&#8217;Adriatico. Sotto il primo punto di vista, non è un caso che in questi giorni <strong>Stefano Bonaccini</strong>, presidente della Regione Emilia-Romagna, abbia chiesto che l&#8217;off-shore di Ravenna sia fuori dalla sospensiva sulle trivelle. Dal Tavolo petrolchimico regionale, è stato chiesto che gli accordi territoriali già realizzati siano rispettati.</p>
<p class="chapter-paragraph">&#8220;Questi accordi sono il risultato di un processo di concertazione e partecipazione della popolazione che sta già portando efficacemente verso la sostenibilità, preoccupandosi al contempo dell&#8217;attività di de-commissioning, ovvero di riconversione dell&#8217;attività estrattiva. Proprio per questa ragione chiediamo che <strong>l&#8217;offshore di Ravenna</strong> sia fuori dalla sospensiva. Diversamente il Governo si prepari a gestire lo stato di crisi del settore e la perdita di migliaia di posti di lavoro qualificati&#8221;. </p>
<p>Il regalo alla Croazia</p>
<p class="chapter-paragraph">Ma se per Ravenna e l&#8217;Emilia-Romagna (e quindi per tutto il Nord italia), il &#8220;no&#8221; equivale a posti di lavoro persi, per il Sud la questione è anche più complessa. Perché a essere persi non saranno solo i posti di lavoro, ma anche i proventi dell&#8217;estrazione di gas e petrolio che andranno direttamente alla <strong>Croazia</strong> e alla <strong>Grecia</strong>. Con il paradosso che l&#8217;Adriatico non solo non sarà tutelato a livello ambientale (è un mare piccolo e quindi non può essere solo l&#8217;Italia a incidere sul suo stato di salute) ma le sue ricchezze andranno direttamente a Zagabria e Atene.</p>
<p class="chapter-paragraph">Per quanto riguarda la Croazia, <a href="https://www.corriere.it/opinioni/19_febbraio_02/paradosso-adriaticotrivelle-vista-d-occhioma-petrolio-croati-04379776-2727-11e9-a470-fc09ad5adcfe.shtml?intcmp=googleamp&amp;fbclid=IwAR0-kCGfI0pyaVRjfpIPfkI_Z7nEi6PQOAC9GTXZzVrQEFT8YsJJrT2Oh2o"><em>Il Corriere della Sera</em></a> riporta l&#8217;esempio delle <strong>isole Pelagosa</strong>. Le isole, un tempo italiane, sono più vicine alla costa del Gargano meno delle Tremiti. &#8220;E adesso che Zagabria le considera un tesoro, &#8211; spiega il quotidiano -, i &#8216;no triv&#8217; pugliesi, da Vieste, nonostante le proteste si ritroveranno le trivelle a vista d&#8217;occhio. Che regaleranno gas e petrolio ai croati&#8221;. Insomma, non solo l&#8217;Italia non potrà tutelare il suo mare perché a poche miglia sarà la Croazia a scegliere come sfruttare le acque e secondo la sua legislazione, ma vedrà anche sottrarre il possibile oro presente nei fondali adriatici.</p>
<p>Il governo diviso</p>
<p class="chapter-paragraph">Un&#8217;idea sostenuta anche da <strong>Vannia Gava</strong>, deputata della <strong>Lega</strong> e Sottosegretario all&#8217;Ambiente, che ha dichiarato: &#8220;Il punto è molto semplice: le autorizzazioni nazionali si limitano a permettere o impedire il posizionamento di stazioni di trivellazioni all&#8217;interno delle proprie acque territoriali. Ma poi, una volta installata una stazione di questo tipo, la ricerca dei giacimenti di petroli e di metano nel sottosuolo, è libera&#8221;.</p>
<p class="chapter-paragraph">&#8220;Il risultato è che, come ben sintetizza oggi Michelangelo Borrillo sul <em>Corriere</em> &#8211; spiega Gava -, ci sono trivelle posizionate in acque croate (e che quindi continuano ad essere presenti nel panorama e più in generale nell&#8217;ecosistema del mediterraneo) libere di cercare ed estrarre petrolio e metano mentre le aziende italiane devono stare ferme a guardare. Sul tema delle Trivelle, la posizione della Lega è sempre stata chiara: bisogna andare avanti: questo significa progettare il futuro senza dimenticare il presente. Ma significa anche <strong>evitare di farsi del male da soli</strong>, imponendosi vincoli esagerati che oltre a non produrre vantaggi ambientali, finiscono per danneggiare la nostra economia. Non vogliamo essere quelli del &#8216;non fare&#8217; ma vogliamo essere invece quelli del &#8216;fare bene'&#8221;.</p>
<p class="chapter-paragraph">La divergenza all&#8217;interno dell&#8217;esecutivo è stata sottolineata anche dalla forzista <strong>Mara Carfagna</strong>: &#8220;Uno è no Tav, l&#8217;altro sì Tav. Uno difende Maduro, l&#8217;altro è contro i &#8216;regimi comunisti&#8217;, il primo è per fermare tutte le trivelle, l&#8217;altro le vuole. L&#8217;M5S annuncia il ritiro delle truppe dall&#8217;Afghanistan, la Lega denuncia i rischi di questo modo di fare. Domanda: su cosa vanno d&#8217;accordo, a parte l&#8217;aumento delle tasse e il perdere tempo?&#8221;.</p>
<p>Il regalo alla Grecia</p>
<p class="chapter-paragraph">Una beffa che si aggiunge anche a un&#8217;altra, più a Sud, e che riguarda i fondali tra Italia e Grecia vicino <strong>Santa Maria di Leuca</strong>, in Puglia. La sospensione delle attività perforative e di ricerca energetica, infatti, non solo va a colpire un settore che potrebbe essere fondamentale, se non trainante, per l&#8217;economia locale e per la manodopera qualificata. Ma rsichia anche di regalare alla Grecia fondali estremamente interessanti sotto il profilo della ricerca degli idrocarburi: in particolare del gas.</p>
<p class="chapter-paragraph">La moratoria sulle perforazioni infatti fa sì che il giacimento condiviso fra Italia e Grecia possa essere sfruttato solo da Atene. Perché mentre il governo di <strong>Alexis Tsipras</strong> non sta assolutamente fermando le ricerche a Ovest del Paese, l&#8217;Italia ha deciso di imporre la rivisitazione delle opere di ricerca. Così, mentre l&#8217;Italia non potrà impossessarsi del gas scoperto, lo potrà fare la Grecia.</p>

<p class="chapter-paragraph">Un rischio che ricorda da vicino quello accaduto con il contrasto al <a href="http://www.occhidellaguerra.it/gasdotto-tap/">gasdotto Tap</a>. Giusto tutelare l&#8217;ambiente: ma si rischia anche di perdere una posizione di vantaggio nel Mediterraneo che adesso l&#8217;Italia non può permettersi di non avere. Diventare hub dell&#8217;oro blu può essere fondamentale. Altrimenti sarà qualcun&#8217;altro a prendere il nostro posto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trivelle-gas-grecia-croazia.html">La beffa dello stop alle trivelle Regaleremo gas a Grecia e Croazia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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