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	<title>Mar Rosso Archives - InsideOver</title>
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	<title>Mar Rosso Archives - InsideOver</title>
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		<title>Israele riconosce il Somaliland per avere una sua base africana</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-riconosce-il-somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2025 16:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1319" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-1536x1055.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-600x412.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con una mossa a sorpresa oggi Israele è diventato il primo Stato al mondo a riconoscere ufficialmente l&#8217;indipendenza del Somaliland, Stato de facto secessionista nelle aree della Somalia un tempo controllate dal Regno Unito. Tel Aviv ha riconosciuto le autorità di Hargheisa, capitale di un Paese che dal 1991 vive in sostanziale indipendenza e con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-riconosce-il-somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-riconosce-il-somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.html">Israele riconosce il Somaliland per avere una sua base africana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1319" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-1536x1055.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-600x412.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con una mossa a sorpresa oggi <strong>Israele è diventato il primo Stato al mondo</strong> a riconoscere ufficialmente l&#8217;indipendenza del <strong>Somaliland,</strong> Stato <em>de facto</em> secessionista nelle aree della Somalia un tempo controllate dal Regno Unito. Tel Aviv ha riconosciuto le autorità di Hargheisa, capitale di un Paese che dal 1991 vive in sostanziale indipendenza e con una maggiore stabilità interna rispetto al Paese nel caos del Corno d&#8217;Africa. Il richiamo della dichiarazione bilaterale di instaurazione delle relazioni diplomatiche è allo &#8220;spirito degli Accordi di Abramo&#8221; mediati nel 2019 dal presidente Usa Donald Trump.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Somaliland riconosciuto da Israele</h2>



<p><strong>Da tempo Israele aveva accelerato l&#8217;avvicinamento al Somaliland,</strong> che nel grande gioco tra Corno d&#8217;Africa, Golfo di Aden (su cui si affaccia) e Mar Rosso è stato attenzionato anche dall&#8217;Etiopia, che nel 2024<a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/accordo-tra-somaliland-ed-etiopia-quali-implicazioni-170609"> ha ottenuto l&#8217;accesso al mare con il diritto allo sfruttamento del porto di Berbera</a> ed è l&#8217;unico Paese assieme a Taiwan ad aver mandato dei diplomatici ad Hargheisa. <strong>Tel Aviv balza in avanti, e non è un caso</strong> visto il contesto geopolitico di riferimento. Il Somaliland è strategico per avere un affaccio sulla porta meridionale del Mar Rosso.</p>



<p>Il presidente del Somaliland <strong>Abdirahman Mohamed Abdullahi</strong> ha aperto a diverse possibili concessioni in cambio del riconoscimento. Tra queste si include, secondo diversi report,<a href="https://raxanreeb.com/breaking-somaliland-approves-palestinian-resettlement-proposal-sources/"> la possibilità di ricevere piccoli gruppi di palestinesi sfollati o trasferiti da Gaza</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida geopolitica di Israele sul Somaliland</h2>



<p><a href="https://en.majalla.com/node/325996/politics/israel-fast-tracks-plans-army-base-yemens-coast">Al Majalla</a> ha sottolineato come Tel Aviv stesse lavorando da tempo all&#8217;idea di una base in Africa o alle porte dell&#8217;Oceano Indiano per poter monitorare i flussi di armi dirette agli Houthi yemeniti o avviare importanti operazioni di intelligence: &#8220;Israele vuole una base militare e di intelligence per aumentare la sua profondità strategica nel Corno d&#8217;Africa, che gli consenta di monitorare e distruggere le spedizioni di armi marittime iraniane agli Houthi&#8221;, proiettando <strong>la potenza israeliana nell&#8217;Oceano Indiano</strong> e modificando sensibilmente gli equilibri di potere sul piano militare e politico. </p>



<p><strong>Il riconoscimento israeliano del Somaliland è prodromico a un piano di questo tipo? Non è ancora certo</strong> ma indubbiamente plausibile, così come è possibile che Tel Aviv miri a <strong>muoversi per controbilanciare l&#8217;influenza sul Corno d&#8217;Africa della Turchia,</strong> che proprio sulla Somalia ha da tempo un importante affaccio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il braccio di ferro con la Turchia</h2>



<p>Mogadiscio <a href="https://greydynamics.com/somalia-key-anchor-of-turkiyes-africa-strategy/">è pienamente nella zona d&#8217;influenza turca</a>, sul territorio somalo l&#8217;intelligence di Ankara si muove liberamente per monitorare in profondità le minacce jihadiste e securitarie e aprire la strada alla proiezione militare e strategica, certificata dal 2017 dalla presenza nella capitale somala della base Camp TURKSOM, la più grande mai operata da Ankara all&#8217;estero.</p>



<p><a href="https://hornreview.org/2025/12/22/turkey-as-a-new-protectorate-oil-gas-and-fishing-pacts/">Horn Review </a>ha sottolineato la pervasività dell&#8217;influenza turca, spiegando che &#8220;a totalità dell&#8217;influenza, dal comando per la sicurezza e il controllo delle infrastrutture ai diritti proprietari sulla futura ricchezza di risorse, va oltre la semplice alleanza&#8221; e che &#8220;la situazione rivela un<strong> criterio di influenza moderna in cui le acute esigenze di sicurezza, investimenti e supporto istituzionale</strong> di uno Stato delicato sono soddisfatte da un partner che in cambio si assicura sistematicamente <strong>leve di comando sulla sua economia, sul suo patrimonio naturale e sul suo apparato difensivo&#8221;.</strong> Sarà lo stesso per Israele e Somaliland? Si aprirà una partita a scacchi e un nuovo fronte <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-contro-netanyahu-la-turchia-rompe-i-rapporti-diplomatici-con-israele.html">nella grande rivalità tra Tel Aviv e Ankara<strong>, dopo la Siria e Cipro?</strong> </a>Tutto lascia presagire che ciò sia possibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Mar Rosso e il Golfo di Aden, epicentro di crisi</h2>



<p>Israele preparava questa mossa da tempo, e ha valutato delle priorità strategiche ben precise (la proiezione regionale e il duello con Ankara) per giustificarla. Resta però un problema: il Paese che in casa propria si oppone fermamente alla statualità palestinese e<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/report-israeli-official-warns-somaliland-recognition-undermines-stance-on-palestinian-statehood/"> rivendica un&#8217;occupazione pressoché totale della Terra Santa ora legittima</a>, per primo, l&#8217;amputazione territoriale della Somalia. </p>



<p>Del resto, altrove, la scelta di Tel Aviv era stata favorevole a processi di occupazione come quello operato dal Marocco nel <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-marocco-il-compromesso-di-sanchez-su-commercio-immigrazione-e-sahara.html">Sahara Occidentale, riconosciuto integralmente sotto la sovranità di Rabat</a>.</strong> La realtà dei fatti parla di un contesto regionale sempre più frammentato. Sul Mar Rosso e il Golfo di Aden ora insistono il Sudan nel pieno della guerra civile, lo Yemen con lo scontro tra i rivali del fronte anti-Houthi in corso e il Somaliland &#8220;prenotato&#8221; come alleato da Tel Aviv in funzione anti-Iran, anti-Houthi e anti-turca. Per un&#8217;arteria strategica per i flussi globali di merci, parliamo di una serie di patate bollenti tutt&#8217;altro che secondarie nel quadro di un sistema geopolitico in evoluzione verso un caos crescente su scala globale.</p>
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		<title>La guerra invisibile dei cavi: il Mar Rosso al centro di una sfida strategica globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-guerra-invisibile-dei-cavi-il-mar-rosso-al-centro-di-una-sfida-strategica-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 05:40:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cavi sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/houthi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="houthi" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/houthi.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/houthi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/houthi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/houthi-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Per la rotta del Mar Rosso passano tra il 15 e il 20% dei flussi internet mondiali che collegano Europa, Africa, Medio Oriente e Asia. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/houthi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="houthi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/houthi.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/houthi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/houthi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/houthi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La cosiddetta “guerra dei cavi sottomarini” nel Mar Rosso non riguarda solo questioni tecniche: è una partita geopolitica ed economica di prim’ordine. In questa rotta passano tra il<a href="https://it.insideover.com/guerra/minaccia-ai-cavi-sottomarini-non-solo-mar-rosso-il-nuovo-dominio-da-tenere-docchio.html"> 15 e il 20% dei flussi internet mondiali</a> che collegano Europa, Africa, Medio Oriente e Asia. Una rete delicata di fibre ottiche che sostiene cloud, transazioni finanziarie, comunicazioni militari e interconnessioni digitali globali. Ed è proprio qui che <strong>i ribelli Houthi</strong> hanno individuato una leva di pressione strategica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cavi sotto tiro</h2>



<p>I progetti SEA-ME-WE 6 — una dorsale in fibra ottica lunga oltre 20.000 km con 16 coppie di fibre — e 2Africa Pearls, sviluppato da un consorzio che include Meta, Microsoft e China Mobile, sono oggi bloccati nella loro fase finale di posa. Navi posacavi e operatori civili temono infatti attacchi di droni e imbarcazioni armate degli Houthi.</p>



<p>La situazione non è teorica: <strong>sospetti sabotaggi hanno già colpito segmenti critici </strong>come SMW4 e IMEWE, provocando rallentamenti su piattaforme cloud, tra cui Microsoft Azure, e interruzioni diffuse in Asia e Medio Oriente nel febbraio 2024 e nel settembre 2025. Nonostante il cessate il fuoco mediato dal presidente Donald Trump tra Israele e gli Houthi, la tregua è fragile e la minaccia rimane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vulnerabilità globali e rotte alternative costose</h2>



<p>La posta in gioco è enorme. I cavi sottomarini non hanno la visibilità delle grandi pipeline energetiche, ma la loro interruzione può bloccare servizi bancari, militari e infrastrutture digitali globali in poche ore. Le rotte alternative, come l’aggiramento dell’Africa passando per Capo di Buona Speranza, aumentano la latenza del traffico del 20-30% e fanno lievitare i costi operativi. Operatori globali valutano <strong>nuove dorsali terrestri attraverso India, Medio Oriente ed Europa</strong>, ma l’instabilità nell’area yemenita rende difficili anche le operazioni di riparazione e manutenzione dei cavi già esistenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Minacce ibride e competizione tra potenze</h2>



<p>La minaccia Houthi è asimmetrica e ibrida: combina capacità navali, mine, droni e cyber-attacchi. Questo rende complessa la difesa di infrastrutture civili sommerse, lunghe migliaia di chilometri e difficili da proteggere militarmente. Le grandi potenze digitali — <strong>Stati Uniti, Europa e Cina</strong> — osservano con crescente preoccupazione perché la sicurezza dei cavi è anche sicurezza strategica: chi controlla i nodi e le rotte digitali controlla una parte essenziale dell’economia globale. Progetti come Blue-Raman o Africa-1 sono a loro volta coinvolti da ritardi e incertezze operative, mentre i servizi cloud e i mercati finanziari si preparano a scenari di ridondanza forzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica delle fibre ottiche</h2>



<p>Il Mar Rosso diventa così un nuovo teatro di confronto strategico, dove <strong>attori regionali e globali si scontrano per il controllo di un’infrastruttura invisibile ma essenziale</strong>. La vulnerabilità delle dorsali sottomarine è un moltiplicatore di potere: minacciarle significa poter esercitare pressione su economie interconnesse. La partita che si gioca nei fondali tra Africa e Asia non è meno rilevante di quella che si combatte nei cieli o nei mercati energetici. È la guerra silenziosa della connettività globale.</p>
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