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	<title>Mar Nero Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 19 Dec 2025 06:06:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mar Nero Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Novorossijsk, un altro colpo ucraino contro la flotta russa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/novorossijsk-un-altro-colpo-ucraino-contro-la-flotta-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 06:06:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[classe Kilo]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Voenno-morskoj Flot (Flotta Russa)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="641" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-1024x513.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-600x300.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>L'attacco ucraino a Novorossisjk ha menomato ulteriormente la flotta russa nel Mar Nero decimando la sua potenza di fuoco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/novorossijsk-un-altro-colpo-ucraino-contro-la-flotta-russa.html">Novorossijsk, un altro colpo ucraino contro la flotta russa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="641" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-1024x513.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-600x300.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Lunedì 15 dicembre, il Servizio di Sicurezza Ucraino (SBU) ha <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lintelligence-kiev-colpisce-ancora-affondato-sottomarino-2583523.html">attaccato</a> il porto di <strong>Novorossijsk </strong>– nella regione di Krasnodar – diventato sede di ciò che resta della <strong>Flotta Russa del Mar Nero</strong> con un nuovo tipo di drone killer sottomarino denominato “Sub Sea Baby”.</p>



<p>L&#8217;azione ha coinvolto un sottomarino di classe “<strong>Improved Kilo II</strong>” secondo la denominazione NATO (project 636.3 secondo i russi) ormeggiato lungo la banchina che separa il porto dal mare aperto, e dalle immagini satellitari emerse recentemente si può osservare il risultato dell&#8217;esplosione, che ha distrutto una parte importante della banchina vicino al battello. <strong>Non si è trattato quindi di un colpo diretto a poppavia lungo lo scafo</strong>, sul lato di dritta, come originariamente si era pensato dal video emerso a poca distanza dall&#8217;attacco, bensì di un “<em>near miss</em>”, ovvero di un colpo mancato di poco.</p>



<p>La <strong>valutazione dei danni</strong> al momento non è possibile, ma sebbene la propaganda russa riferisca che il sottomarino non ne abbia subiti, essa è poco credibile per le stesse dinamiche dell&#8217;attacco e per la dinamica dei fluidi. La carica bellica del “Sub Sea Baby” è stata sufficiente a distruggere la banchina portuale con un&#8217;esplosione subacquea, generando un&#8217;<strong>onda d&#8217;urto distruttiva a poca distanza dal battello</strong>: l&#8217;acqua ha una densità circa mille volte superiore rispetto a quella dell&#8217;aria, e date le sue caratteristiche di incomprimibilità, l&#8217;onda d&#8217;urto di un&#8217;esplosione subacquea – oltre a propagarsi più rapidamente – ha effetti maggiori rapportati a quelli di un&#8217;esplosione in atmosfera a parità di quantità di esplosivo utilizzato. Ciò significa che trovandosi alla stessa distanza da un&#8217;esplosione subacquea e da una subaerea, si subiscono più danni dalla prima rispetto alla seconda. Ovviamente l&#8217;attenuazione dell&#8217;onda in funzione della distanza è altresì diversa. <strong>Essendo l&#8217;esplosione del drone ucraino avvenuta a poca distanza dal battello</strong>, sebbene non ci si trovi davanti a un colpo diretto – che avrebbe potuto provocare l&#8217;affondamento del sottomarino – possiamo ipotizzare con un certo grado di sicurezza che l&#8217;unità abbia subito <strong>danni relativamente gravi</strong> a bordo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze dell&#8217;esplosione</h2>



<p>L&#8217;esplosione, da quello che si è potuto osservare, ha interessato la zona poppiera del battello, pertanto è ipotizzabile che <strong>elica e relativo asse</strong> abbiano subito danni che necessiteranno di essere riparati in bacino di carenaggio, ed è anche probabile che i <strong>sensori</strong> di bordo abbiano subito danneggiamenti di qualche tipo. Non esistono foto del battello di prima e dopo l&#8217;esplosione, quindi non è possibile osservarne la linea di galleggiamento e stabilire se ci sia stato allagamento di qualche scompartimento. Sicuramente lo scafo esterno si sarà deformato e anche le <strong>timonerie </strong>presenti a poppa prima del mozzo dell&#8217;elica. Questi danni non potranno essere riparati a Novorossijsk, che <a href="https://it.insideover.com/guerra/attacco-ucraino-a-sebastopoli-cosa-puo-cambiare-dopo-il-blitz-di-kiev.html">non possiede strutture idonee</a> – manca di bacini di carenaggio – pertanto il battello dovrà essere trasportato a Sebastopoli, quindi trovarsi più esposto agli attacchi aerei ucraini, oppure messo fuori servizio. Il battello, come tutte le unità da guerra dei belligeranti, non potrà nemmeno attraversare gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, chiusi dalla Turchia secondo le norme della <strong>Convenzione di Montreux</strong>, quindi non potrà raggiungere i porti russi del Baltico o del Nord per le riparazioni. </p>



<p>La Russia ha un sistema fluviale/artificiale che connette il Mar Nero al Mar Baltico (la via Don-Volga-Baltico) ma è <strong>impraticabile </strong>per le unità navali di medie/grandi dimensioni come un sottomarino della classe Kilo, a meno di importanti, costose e dispendiose in termini di tempo, modifiche alla stessa via d&#8217;acqua. Di conseguenza, il sottomarino danneggiato a Novorossijsk rappresenta <strong>una perdita irreversibile</strong> per tutta la durata della guerra, indipendentemente dal suo status formale sulla carta. Ciò che rimane poco chiaro è quale battello sia stato colpito, se il B-265 “Krasnodar”, il B-268 “Velikij Novgorod” o il B-271 “Kolpino”, gli unici rimasti in servizio nel Mar Nero dopo la messa fuori combattimento del B-237 “Rostov sul Don” per opera di un missile da crociera ucraino a settembre del 2023 mentre era in bacino a Sebastopoli, ma qualunque sia il caso, il risultato è lo stesso: un sottomarino in meno con <strong>capacità di lancio di missili da crociera</strong> da attacco terrestre/antinave “Kalibr” a disposizione della Flotta Russa del Mar Nero.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇷🇺BSF: NOVOROSSIYSK🇷🇺<br>0.5M📷 from 1 Oct 2023. If ever there were a good time to hit Novo&#8230;<br>2x Grigorovich<br>1x Krivak<br>URSA MAJOR (back from Tartus, still loaded)<br>all in close proximity + ⬇️⬇️<br>3x KILO<br>3x Ropucha<br>1x Pr. 22160<br>1x Pr. 21631<br>1x Ivan Gren<br>1x Alligator <a href="https://t.co/35pCVEHEwo">pic.twitter.com/35pCVEHEwo</a></p>&mdash; MT Anderson (@MT_Anderson) <a href="https://twitter.com/MT_Anderson/status/1708649952996688039?ref_src=twsrc%5Etfw">October 2, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Le capacità della flotta russa</h2>



<p>Questo ci porta direttamente all&#8217;aggiornamento delle capacità della flotta di Mosca in quello specchio d&#8217;acqua. Come sappiamo, il comando della marina russa ha stabilito, a fronte dei continui attacchi aerei ucraini, di spostare il grosso della flotta <strong>da Sebastopoli a Novorossijsk</strong> tra la fine di settembre e l&#8217;inizio di ottobre del 2023: essa consisteva in due fregate classe Admiral Grigorovich, una Krivak, tre sottomarini classe Kilo, tre navi da sbarco classe Ropucha, una nave da assalto anfibio classe Alligator e una di classe Ivan Gren, e due corvette lanciamissili. Sei piccole imbarcazioni lanciamissili e diverse navi ausiliarie sono state invece spostate nel porto civile di Feodosia, circa 150 chilometri a Est di Sebastopoli. </p>



<p>Novorossijsk invece si trova a circa 350 chilometri a Est di Sebastopoli. Questa decisione già di per sé rappresenta una <strong>limitazione operativa</strong> e concede all&#8217;Ucraina maggior capacità di risposta agli attacchi marittimi. La Russia, all&#8217;indomani dell&#8217;invasione, aveva trasferito nel Mar Nero da altri distretti militari marittimi (Baltico, Nord) sei grandi navi anfibie, portando così il raggruppamento di navi da sbarco presente nel Mar Nero a tredici unità. Insieme, esse potevano trasportare fino a 5.500 soldati, 100 carri armati e 145 veicoli trasporto truppe. <strong>L&#8217;Ucraina ha</strong> <strong>attaccato pesantemente</strong> la Flotta del Mar Nero arrivando a eliminarla come minaccia dal punto di vista dello sbarco anfibio e della capacità di interdizione marittima: nel corso del conflitto le forze di Kiev hanno affondato o messo fuori combattimento l&#8217;incrociatore “Moskva” della classe Atlant, nave ammiraglia della flotta, una nave anfibia classe Alligator, tre Ropucha, due corvette e una serie di unità minori tra cui anche una nave per intelligence, oltre al già citato sottomarino classe Kilo.</p>



<p>L&#8217;ultimo attacco ucraino ha costretto il comando della flotta a prendere un drastico provvedimento rappresentato dalla <strong>chiusura del porto di Novorossijsk</strong>: immagini satellitari riprese il 17 dicembre mostrano che l&#8217;imboccatura del porto è stata bloccata con l&#8217;affondamento di tre pontoni galleggianti, portando quindi all&#8217;imbottigliamento di tutte le navi da guerra ormeggiate, ovvero quello che è rimasto della Flotta del Mar Nero. Si tratta ovviamente di una <strong>misura provvisoria</strong>, volta a prevenire ulteriori attacchi con droni sottomarini, in attesa di trovare una soluzione definitiva per la protezione del naviglio ormeggiato o alla fonda nel porto. </p>



<p>In ogni caso l&#8217;azione ucraina del 15, e la reazione russa, certifica una volta di più due evidenze: la Flotta Russa del Mar Nero <strong>ha perso circa il 66% del suo potenziale bellico</strong> (<a href="https://www.oryxspioenkop.com/2022/03/list-of-naval-losses-during-2022.html">23 unità</a> di vario tonnellaggio complessivamente), che in termini militari rappresenta trovarsi nell&#8217;<strong>impossibilità di combattere</strong>, e le azioni marittime asimmetriche, ovvero l&#8217;utilizzo di unità sottili, droni di varia natura, sistemi missilistici e ove possibile cacciabombardieri sono efficaci per eliminare la minaccia di una flotta d&#8217;altura come quella russa in determinate condizioni di teatro (flotta “rinchiusa” in un mare periferico/chiuso e con il giusto apporto di <em>situational awareness</em>).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/novorossijsk-un-altro-colpo-ucraino-contro-la-flotta-russa.html">Novorossijsk, un altro colpo ucraino contro la flotta russa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I droni navali ucraini sono sempre più letali,  ora anche armati con missili Sidewinder</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-sono-sempre-piu-letali-ora-anche-armati-con-missili-sidewinder.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2025 01:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni navali]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Marina russa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="840" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995.webp 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995-600x315.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995-300x158.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995-1024x538.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995-768x403.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995-1536x806.webp 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Il drone navale ucraino Magura V7, ora equipaggiato anche con missili Sidewinder, sono riusciti ad abbattere due caccia russi. Ecco come.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-sono-sempre-piu-letali-ora-anche-armati-con-missili-sidewinder.html">I droni navali ucraini sono sempre più letali,  ora anche armati con missili Sidewinder</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="840" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995.webp 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995-600x315.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995-300x158.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995-1024x538.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995-768x403.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Ukraine-HUR-Magura-V7-USV-with-Sidewinders.jpg-e1746543401995-1536x806.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>La prima immagine del drone navale <strong>Magura V7</strong> armato con aria-aria <strong>Sidewinder</strong> mostra al mondo l&#8217;ennesimo avanzamento tecnologico del nuovo sistema d&#8217;arma che Kiev sta impiegando con successo nel<strong> Mar Nero</strong>, dove ha sempre cercato di &#8220;<em>bilanciare le forze</em>&#8221; con la <a href="https://it.insideover.com/guerra/quei-droni-ucraini-che-dal-mar-nero-al-caspio-preoccupano-i-marinai-russi.html">Flotta russa</a> che, per la prima volta nella storia, ha dovuto fare i conti con le potenzialità letali di questo nuovo tipo di minaccia che sta facendo &#8220;<em>scuola</em>&#8221; nella<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/ucraina-si-stanno-riscrivendo-regole-guerra-navale-2336035.html"> <strong>strategia navale</strong></a> delle principali potenze.</p>



<p>Risale a pochi giorni fa la notizia dell&#8217;<a href="https://www.rsi.ch/info/mondo/Due-caccia-russi-abbattuti-da-droni-marini--2799775.html">abbattimento di due caccia russi </a>del tipo <strong>Su-30 Flanker</strong> che l&#8217;Ucraina ha dichiarato di aver colpito con un drone navale armato con missili aria-aria. Questo evento &#8220;storico&#8221; &#8211; essendo il primo abbattimento di un aereo da combattimento attribuito a un drone navale &#8211; è stato confermato dal tenente generale Kyrylo Budanov, capo della <strong>Direzione dell&#8217;Intelligence della Difesa ucraina</strong>, ed è stato portato a termine proprio da un Magura V7 affidato al Gruppo 13.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro della guerra navale</h2>



<p>I droni navali di superficie senza equipaggio, riportati spesso con l&#8217;acronimo di Usv, rappresentato probabilmente il &#8220;<em>futuro della guerra navale</em>&#8221; dopo i successi ottenuti dalle forze armate ucraine che li hanno affidati, in tutte le loro versioni, a unità per le <strong>operazioni combinate</strong> che uniscono commando della marina e intelligence militare. Ma soprattutto, dimostrano l&#8217;estrema versatilità di un mezzo conducibile in remoto che è stato inizialmente impiegato come &#8220;<em>barchino esplosivo</em>&#8220;, e, gradualmente, è stato elaborato in differenti versioni che comprendono particolari unità appositamente studiate per <strong>abbattere aerei</strong> ed <strong>elicotteri nemici</strong>.</p>



<p>È proprio questo il caso del Magura V7, un drone navale che condivide linee con il Magura V5 e rappresenta un&#8217;evoluzione del <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2025/05/world-first-ukrainian-maritime-drone-shoots-down-russian-flanker-jet/">Magura Sea Dragon</a> armato con <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-drone-navale-ucraino-ha-abbattuto-un-elicottero-russo-nella-strana-guerra-del-mar-nero.html">missili aria-aria Archer</a>. Il nuovo drone ucraino, che dovrebbe misurare approssimativamente 8 metri, è stato immortalato mentre portava in alto mare due missili aria-aria Sidewinder di fabbricazione statunitense montati su rotaie di lancio. La gittata di questi missili, che sono abitualmente trasportati dai caccia della maggior parte degli aerei della Nato, rappresenta un decisivo salto di qualità, <strong>aumentando il raggio d&#8217;azione</strong> del drone a circa 10 km.</p>



<p>Secondo <strong>H.I. Sutton</strong>, analista che si è sempre concentrato sullo sviluppo dei droni ucraini, il Magura V7 è frutto di un <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2025/05/first-image-of-ukraines-sidewinder-armed-magura-v7-surface-drone/">progetto migliore</a> che, grazie a una prua rimodellata e ad altre peculiarità, gli consentirà di mantenere meglio l&#8217;assetto in mare e di partecipare anche a operazioni che gli altri USV della flotta ucraina non potrebbero affrontare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-sono-sempre-piu-letali-ora-anche-armati-con-missili-sidewinder.html">I droni navali ucraini sono sempre più letali,  ora anche armati con missili Sidewinder</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Transnistria: se Putin apre il secondo fronte</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/transnistria-se-putin-apre-il-secondo-fronte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 11:27:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Vladimir Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled-1-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel giro di pochi giorni sapremo se nella guerra tra Russia e Ucraina, e più in generale tra Russia e Occidente, sta per aprirsi un secondo fronte. Ecco le date: mercoledì 28, a Tiraspol, capitale dell&#8217;autoproclamata Repubblica della Transnistria, si svolgerà il Congresso di tutti i rappresentanti eletti, dai deputati ai sindaci dei piccoli villaggi; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/transnistria-se-putin-apre-il-secondo-fronte.html">[...]</a></p>
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<p>Nel giro di pochi giorni sapremo se nella guerra tra Russia e Ucraina, e più in generale tra Russia e Occidente, sta per aprirsi un secondo fronte. Ecco le date: <strong>mercoledì 28</strong>, a Tiraspol, capitale <a href="https://www.wired.it/article/transnistria-referendum-annessione-russia/">dell&#8217;autoproclamata Repubblica della Transnistria</a>, si svolgerà il Congresso di tutti i rappresentanti eletti, dai deputati ai sindaci dei piccoli villaggi; giovedì 29, a Mosca, <strong>Vladimir Putin</strong> parlerà al Consiglio della Federazione, la Camera alta del Parlamento russo. Le due cose sono collegate, perché l&#8217;ipotesi ora più diffusa è che i rappresentanti della Transnistria, convocati e guidati dl leader <strong>Vadim Krasnoselsky</strong>, vogliano chiedere l&#8217;annessione alla Russia e che Putin, nel suo ultimo intervento istituzionale prima delle elezioni presidenziali del 15-17 marzo, voglia ascoltare il &#8220;grido di dolore&#8221; della Repubblica scissionista moldava, <strong>ripetendo l&#8217;operazione di due anni fa, quando <a href="https://youtu.be/A5A0dqJn8Do?si=y6pz0YAHw5Q322gO">riconobbe le Repubbliche di Donetsk e Lugansk (Donbass)</a> separatiste rispetto all&#8217;Ucraina.</strong> Sappiamo quel che successe dopo: l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina. E molti ora temono che l&#8217;eventuale riconoscimento-annessione della Transnistria possa analogamente preludere all&#8217;invasione della Moldavia, che dal giugno 2022 è Paese candidato all&#8217;ingresso nell&#8217;Unione Europea.</p>



<p>La questione dell&#8217;annessione della Moldavia alla Russia non è nuova, e tantomeno legata alle ultime vicende ucraine. <strong>Già nel 2006, infatti, un Congresso analogo decise di indire un referendum sul tema: dalle urne uscì un 97% di voti a favore dell&#8217;annessione</strong> e il proposito di mantenere l&#8217;indipendenza (proclamata nel 1991) fino a quando il processo si fosse compiuto. Ci risiamo, quindi, ma in un contesto internazionale assai più drammatico, in cui nessuno è più incline a considerare folkloristiche certe pretese. Le autorità della Transnistria, a fondamento della nuova iniziativa, invocano la forte crisi economica, secondo loro dovuta alla decisione del Governo moldavo di abolire l&#8217;esenzione dai dazi sulle importazioni prima concessa alle imprese della Transnistria. &#8220;Una catastrofe umanitaria&#8221;, l&#8217;ha definita <strong>Aleksandr Korshunov</strong>, presidente del Parlamento, enfatizzando quella che in realtà è la perdita di un privilegio, pesantissima però per una Repubblica riconosciuta solo da Abkhazia e Ossetia del Sud (i due territori russofoni scissionisti rispetto alla Georgia), <strong>un&#8217;enclave schiacciata tra Moldavia e Ucraina</strong>, con meno di mezzo milione di abitanti e nessuno sbocco al mare. </p>



<p>La realtà, naturalmente, è più ampia e diversa: il punto è che la minoranza russofona moldava che popola la Transnistria è un altro di quei &#8220;pezzetti di Russia&#8221; (le già citate Abkhazia e Ossetia, il Donbass&#8230;) che la fine dell&#8217;Urss si è lasciata indietro. Tra integrarsi nei nuovi Stati e sognare la Madre Russia perduta, questi hanno preferito tentare il ritorno al passato, opportunamente sollecitati da Mosca, che vedeva in essi un utile attrezzo per implementare la politica del cosiddetto &#8220;estero vicino&#8221; (ovvero, la zona in cui il Cremlino avrebbe potuto mantenere un&#8217;influenza geopolitica) <strong>delineata già nei primi tempi di Boris Eltsin presidente.</strong> Di certo, il separatismo della Transnistria ha avuto come propellente l&#8217;eterna crisi di Moldavia e Ucraina, che anche prima di questa guerra erano i due Paesi più poveri d&#8217;Europa.</p>



<p>Se gli eventi seguissero lo scenario più temuto in Occidente, quello dell&#8217;annessione della Transnistria alla Russia, i timori per l&#8217;apertura di un secondo fronte della guerra in Ucraina prenderebbero subito concretezza. La Russia è in crisi sul Mar Nero, dove ha perso cinque delle tredici navi della sua flotta. <strong>Ma ha trasformato la Crimea, riannessa nel 2014, in una piazzaforte</strong> e da lì potrebbe rifornire di uomini e armi la Transnistria, minacciando da un lato la piccola e debole Moldavia e dall&#8217;altro attaccando Odessa, il vero ostacolo alla realizzazione della Novorossija così cara al Cremlino. Il dubbio vero e tutt&#8217;altro che secondario è questo: la Russia ha davvero la forza di battersi su due fronti così impegnativi, sapendo che un&#8217;ulteriore espansione militare provocherebbe, con ogni probabilità, il ripensamento dei Repubblicani Usa, che al momento ancora tengono bloccati gi aiuti militari all&#8217;Ucraina? Poche ore e lo sapremo.</p>



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		<title>Perché Erdogan proverà ancora a mediare tra Russia e Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perche-erdogan-provera-ancora-a-mediare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Feb 2024 04:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul grano]]></category>
		<category><![CDATA[Grano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1466" height="791" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Turchia-Erdogan-La-Presse-e1589403826219.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia Erdogan (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Turchia-Erdogan-La-Presse-e1589403826219.jpg 1466w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Turchia-Erdogan-La-Presse-e1589403826219-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Turchia-Erdogan-La-Presse-e1589403826219-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Turchia-Erdogan-La-Presse-e1589403826219-1024x553.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1466px) 100vw, 1466px" /></p>
<p>Nel cuore della mattinata del 24 febbraio 2022, quando già da alcune ore i missili russi avevano iniziato a colpire il territorio ucraino, da Ankara è emersa una dichiarazione del presidente Erdogan: &#8220;Condanniamo l&#8217;aggressione a uno Stato sovrano&#8221;. Una frase non del tutto inaspettata, ma nemmeno così scontata: la Turchia, pur essendo un Paese Nato, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-erdogan-provera-ancora-a-mediare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1466" height="791" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Turchia-Erdogan-La-Presse-e1589403826219.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia Erdogan (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Turchia-Erdogan-La-Presse-e1589403826219.jpg 1466w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Turchia-Erdogan-La-Presse-e1589403826219-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Turchia-Erdogan-La-Presse-e1589403826219-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Turchia-Erdogan-La-Presse-e1589403826219-1024x553.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1466px) 100vw, 1466px" /></p>
<p>Nel cuore della mattinata del<strong> 24 febbraio 2022</strong>, quando già da alcune ore i missili russi avevano iniziato a colpire il territorio ucraino, da Ankara è emersa una dichiarazione del<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html"> presidente Erdogan</a>: <em>&#8220;Condanniamo l&#8217;aggressione a uno Stato sovrano&#8221;. </em>Una frase non del tutto inaspettata, ma nemmeno così scontata: la <strong>Turchia</strong>, pur essendo un Paese Nato, non ha aderito alle sanzioni mosse contro Mosca e inoltre Erdogan e Putin hanno avviato dal 2016 un percorso di intensa collaborazione. Dal <strong>gas</strong> alla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">guerra in Siria</a> e al <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html">dossier libico</a>, i legami tra Turchia e Russia sono storicamente incentrati su temi comuni e avvertiti come importanti da entrambe le parti. </p>



<p>La condanna dell&#8217;azione russa però non ha scalfito i legami con Mosca. Al tempo stesso, Ankara ha sempre tenuto importanti rapporti anche con Kiev. Per cui, se un giorno la diplomazia dovesse tornare ad avere il sopravvento, la Turchia potrebbe essere la prima candidata a guidare la <strong>mediazione</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il summit di Istanbul del marzo 2022</h2>



<p>Un altro frame importante dei primi mesi del conflitto, è arrivato proprio dalla Turchia. In una sala di uno dei più antichi palazzi di <strong>Istanbul</strong>, Erdogan ha preso la parola da un podio parlando davanti ai suoi ospiti. Le persone in questione facevano parte di due delegazioni: russi da una parte e ucraini dall&#8217;altra. Si trattava del summit, organizzato dalla Turchia, per provare una mediazione tra le due parti. Era il <strong>30 marzo 2022</strong>, in quelle ore i russi <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-dell-assedio-di-kiev.html">stavano abbandonando le proprie posizioni a nord di Kiev</a> dopo che le forze di Mosca non erano riuscite a penetrare all&#8217;interno della capitale ucraina.</p>



<p>Ad oggi, quel summit è rimasto il tentativo più importante di accordo tra i due principali attori del conflitto. Con Erdogan che si è inevitabilmente preso la scena, ergendosi quale unico vero leader in grado di mediare. A quell&#8217;appuntamento il presidente turco è arrivato proprio grazie alla sua posizione espressa prima e dopo lo scoppio della guerra. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché russi e ucraini hanno accettato la mediazione di Erdogan</h2>



<p>Nel febbraio del 2022, i rapporti tra Turchia e Russia erano ai massimi storici. Il punto di svolta delle relazioni è arrivato con il tentato golpe anti Erdogan del luglio 2016: il leader turco in quell&#8217;occasione ha rimarcato come i primi messaggi di solidarietà erano arrivati dal <strong>Cremlino</strong>, avviando un percorso di intenso avvicinamento con la Russia. Da allora i due governi hanno seguito assieme le vicende in Siria e in Libia: qui turchi e russi mediano costantemente per il mantenimento degli equilibri, appoggiando in entrambi i casi due fazioni avverse. In particolare, Mosca in Siria rappresenta la prima alleata del presidente<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html"> Bashar Al Assad</a>, mentre la Turchia sostiene la galassia di sigle islamiste dell&#8217;opposizione. In Libia invece, Ankara è prima alleata del governo di Tripoli, mentre la Russia sostiene il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Khalifa Haftar.</a></p>



<p>Ma tra Putin ed Erdogan c&#8217;è un&#8217;altra questione destinata a legare i due governi, quella del <strong>gas</strong>. L&#8217;Europa non vuole più le materie prime provenienti dal sottosuolo russo, la Turchia al contrario non ha mai aderito alle sanzioni. Per Mosca, il mercato turco non rappresenta solo una valvola di sfogo, ma anche un vero e proprio <strong>hub</strong>. Dalla penisola anatolica passano tutte le interconnessioni con i gasdotti provenienti dal Mar Caspio e dal Mediterraneo orientale. </p>



<p>Al tempo stesso però, il presidente turco non ha mancato di condannare l&#8217;attacco contro l&#8217;Ucraina. Con Kiev che ha quindi visto in Ankara un&#8217;importante <strong>sponda di appoggio</strong>. Del resto, la Turchia negli anni precedenti ha tenuto posizioni gradite al governo ucraino come, tra tutte, il mancato riconoscimento dell&#8217;annessione della <strong>Crimea</strong>. Non solo, ma dal 2014 il Paese anatolico ha fornito agli ucraini decine di esemplari di <strong>Bayraktar</strong>. Ossia i droni che costituiscono il vanto dell&#8217;industria militare turca, importanti e decisivi soprattutto nelle prime fasi di guerra.</p>



<p>In poche parole, per entrambe le delegazioni andare a Istanbul e accreditare la Turchia quale unica mediatrice ha rappresentato un naturale<strong> sbocco politico</strong>. Quel round di colloqui non è però andato a buon fine. Ma ha comunque dato ad Ankara lo scettro di potenziale arbitro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accordo sul grano</h2>



<p>Nei giorni successivi il vertice di Istanbul, sono saltate le fuori le notizie relative alle fosse comuni scoperte a <strong>Bucha</strong> e in altre località a nord di Kiev da dove i russi si erano ritirati. Una circostanza che ha contribuito a interrompere i colloqui tra le parti, vanificando lo sforzo turco di una mediazione. Erdogan però ha continuato a lavorare per tenere aperti alcuni<strong> canali di comunicazione</strong>. Emblematica in tal senso la mediazione durante gli ultimi giorni della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-di-mariupol-spiegata.html">battaglia di Mariupol</a>: tra l&#8217;aprile e il maggio del 2022, con la città affacciata sull&#8217;Azov oramai presa dai russi, decine di combattenti ucraini, appartenenti in gran parte al <strong>Battaglione Azov</strong>, sono rimasti per settimane trincerati all&#8217;interno dell&#8217;acciaieria <strong>Azovstal</strong>. Il lasciapassare per loro è arrivato anche grazie alla mediazione turca.</p>



<p>Ma l&#8217;attività diplomatica di maggior successo da parte di Erdogan è arrivata sulla questione relativa al <strong>grano</strong>. Il blocco delle esportazioni delle derrate alimentari ucraine causato dal conflitto, ha generato nel 2022 importanti problemi nella stessa Turchia e in molti Paesi in via di sviluppo dipendenti dal grano ucraino. Ankara ha quindi promosso la stipula di un accordo tra Mosca e Kiev, con il governo turco quale garante, per consentire ai container di tornare a lasciare il porto di Odessa. L&#8217;intesa è stata firmata nel luglio 2022, ma non è stata rinnovata nell&#8217;anno successivo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I guadagni di Ankara da un&#8217;eventuale tregua</h2>



<p>Erdogan nello scorso mese di settembre è tornato a vedere Putin. I due si sono incontrati a Sochi, luogo caro al presidente russo. Ad oggi, il leader turco è l&#8217;unico del club della Nato ad avere stabili interlocuzioni con il Cremlino, segno di come ad Ankara si creda ancora alla possibilità di una <strong>tregua</strong> e a un proprio ruolo primario per ottenerla. </p>



<p>Sono due i motivi per cui Erdogan punta molto su un accordo mediato dalla propria diplomazia. In primis, un cessate il fuoco darebbe alla Turchia un posizionamento di primo piano nella comunità internazionale. Un <strong>prestigio</strong> senza dubbio gradito dal leader turco. Ma c&#8217;è anche un fattore meno legato alla gloria e più vicino invece a obiettive esigenze pratiche. Per Erdogan la guerra è un <strong>fastidio</strong>: in una fase di inflazione molto alta nel suo Paese e di stagnazione economica, avere un conflitto dietro l&#8217;angolo è un problema non indifferente. </p>



<p>A questo occorre aggiungere la questione relativa al <strong>Mar Nero</strong>, importante per russi e ucraini e altrettanto per i turchi: se le acque che bagnano l&#8217;Anatolia dovessero rimanere agitate a lungo, Ankara potrebbe avere più guai che benefici. Non è quindi difficile pensare che, nel momento in cui dovesse riaprirsi anche un minimo spiraglio diplomatico, Erdogan proverebbe subito a imporsi quale arbitro più affidabile. Anche perché di altri attori non c&#8217;è traccia: la Nato è compatta contro Mosca e la Cina per adesso non ha voluto (o potuto) intromettersi più di tanto nelle dinamiche della guerra. Infine, l&#8217;altro grande potenziale mediatore, ossia Israele, è impegnato al momento nel conflitto contro Hamas.</p>
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		<title>Cosa rimane della Flotta Russa nel Mar Nero</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/cosa-rimane-della-flotta-russa-nel-mar-nero</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Bosforo]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Marina russa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>A partire dall'inizio della guerra, quando è rimasta incompleta con gli stretti d'uscita dal Mar Nero bloccati, la Flotta Russa è stata colpita numerose volte dalle incursioni ucraine con missili e droni navali. </p>
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<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Flotta_russa.mp4"></video></figure>



<p>Non appena la guerra è cominciata, Ankara ha chiuso lo stretto del <strong>Bosforo</strong> e quello dei <strong>Dardanelli</strong>. Prima di lanciare l&#8217;attacco iniziale, la Marina Russa aveva potenziato il proprio organico navale, ma era comunque <strong>incompleta</strong> poiché alcune delle navi maggiori della flotta si trovavano fuori dal Mar Nero, quindi bloccate, e gli <strong>attacchi ucraini</strong> con i missili e i droni navali hanno avuto la meglio in diverse occasioni nei porti russi. L&#8217;ultimo episodio di questa serie risale alla settimana scorsa, ed è costato alla Flotta Russa una nave da sbarco anfibio e un sottomarino.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più: </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/dalla-guerriglia-di-kiev-al-blitz-in-crimea-ecco-cose-rimasto-della-flotta-russa-del-mar-nero.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dalla guerriglia di Kiev al blitz in Crimea: ecco cos’è rimasto della flotta russa del Mar Nero</a></li>
</ul>
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		<title>Cautela e rischi calcolati: perché la Romania non affonda sulla Russia sul drone precipitato</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cautela-e-rischi-calcolati-perche-la-romania-non-affonda-sulla-russia-sul-drone-precipitato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 12:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907124817124_94289eb3cd84ff9e6e2ca11cea3a947b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907124817124_94289eb3cd84ff9e6e2ca11cea3a947b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907124817124_94289eb3cd84ff9e6e2ca11cea3a947b-scaled-600x414.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907124817124_94289eb3cd84ff9e6e2ca11cea3a947b-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907124817124_94289eb3cd84ff9e6e2ca11cea3a947b-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907124817124_94289eb3cd84ff9e6e2ca11cea3a947b-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907124817124_94289eb3cd84ff9e6e2ca11cea3a947b-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907124817124_94289eb3cd84ff9e6e2ca11cea3a947b-2048x1413.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cautela e rischi calcolati: perché la Romania non affonda sulla Russia sul drone precipitato. Le ambizioni Nato del presidente salgono</p>
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<p>La <strong>Romania</strong>, a denti stretti, ha confermato nelle scorse ore che l&#8217;annuncio ucraino della caduta di un drone russo sul territorio nazionale del Paese balcanico era vero, ma non ha compiuto un&#8217;offensiva retorica e politica tale da alzare un vespaio di polemiche contro Mosca.</p>



<p>Il presidente della Repubblica <strong>Klaus Iohannis</strong>, di fatto figura di riferimento in uno Stato dal potere esecutivo fragile e frastagliato da anni, ha smentito il suo stesso ministero della Difesa, i cui funzionari avevano respinto al mittente la dichiarazione di&nbsp;<strong>Oleg Nikolenko</strong>, portavoce del Ministero degli Esteri ucraino, che riferendosi al Servizio statale di frontiera del suo Paese aveva dato notizia dell&#8217;evento il 4 settembre scorso.</p>



<p>Iohannis è entrato nel dibattito senza forzare la mano. Certo, ha riconosciuto che la notizia rappresenta una&nbsp;<a href="https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/ucraina-romania-pezzi-drone-russo-su-nostro-territorio_6Zpnw58YnebLXPYonwI5tj">“grave violazione della sovranità e dell’integrità territoriale della Romania”.</a>&nbsp;Ma la risposta della Romania appare decisamente distante da quella rabbiosa e durissima della <strong>Polonia, </strong>che nel novembre scorso fece fuoco e fiamme quando un missile russo diretto in Ucraina colpì poco oltre i confini del Paese uccidendo due cittadini polacchi in un&#8217;azienda agricola. Allora il governo polacco di Mateusz Morawiecki andò a pochi passi dal chiedere l&#8217;attivazione delle clausole di sicurezza collettive della Nato, fattispecie che oggi Iohannis si è ben guardato dal paventare.</p>



<p>Con grande senso di responsabilità e <em>understatement</em>, il leader di Bucarest ha ben ponderato l&#8217;uso delle parole e i toni diplomatici. Non è nell&#8217;interesse della <strong>Romania </strong>alzare la tensione. Iohannis ha lasciato che a smentire le voci rincorsesi su social e media rumeni sulla possibilità che Bucarest arrivasse addirittura a chiedere l&#8217;attivazione dell&#8217;<strong>Articolo 5, la clausola di sicurezza colllettiva dell&#8217;Alleanza Atlantica</strong>, fosse il ministro della Difesa romeno, Angel Tilvar, che ha avuto modo di rifarsi dopo esser stato smentito dal capo dello Stato nei giorni scorsi. &#8220;Questo non ci rende certo felici, ma non credo che si possa parlare di attacco. E come ho detto prima,&nbsp;ritengo che dobbiamo saper distinguere tra un atto di aggressione e un incidente&#8221;, ha detto Tilvar. Parole che mostrano la volontà di de-escalation di un Paese diventato un perno della Nato nel quadrante del Mar Nero, ma tutto fuorché fanaticamente anti-russa.</p>



<p>Non dimentichiamo, infatti, che negli ultimi mesi la Russia ha aumentato gli attacchi alle strutture portuali ucraine di aree come<a href="https://www.dw.com/en/romania-nato-ukraine-war/a-66360520"> Izmail e Reni</a>, nella confluenza tra gli affluenti orientali del Danubio e il grande fiume mitteleuropeo a pochi chilometri dalla foce. Come <a href="https://it.insideover.com/reportage/economia/viaggio-a-giurgiulesti-la-piccola-odessa-moldava-che-prova-a-salvare-il-grano-ucraino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>InsideOver</em> ha avuto modo di documentare da Giurgiulesti, in Moldavia</a>, queste infrastrutture si trovano in un&#8217;area in cui tra il Prut e il Danubio <strong>Romania, Moldavia e Ucraina</strong> si trovano estremamente vicine e in poche centinaia di metri i confini di Stato cambiano. Dunque è possibile che un incidente di questo tipo accada. Al tempo stesso, la Romania ha modo di temere dall&#8217;inizio della guerra le <strong>provocazioni russe</strong>, dall&#8217;attacco all&#8217;Isola dei Serpenti del primo giorno del conflitto alle manovre di interdizione sul grano ucraino, e certamente ha un sistema di allerta attivo capace di distinguere, chiaramente, tra attacchi premeditati e manovre frutto di errori.</p>



<p>C&#8217;è, poi, un dato politico da tenere in considerazione. La Romania non ha interesse a seguire Paesi come la Polonia nel loro zelo anti-russo a tutto campo. Bucarest non sta operando <strong>politiche di riarmo</strong> tanto intese come quelle di Varsavia, ha fatto della presenza delle infrastrutture Nato e statunitensi sul suo territorio un fattore di accresciuta rilevanza strategica, partecipa da protagonista alla <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-perche-la-romania-e-decisiva-nella-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sicurezza collettiva in ambiti come l&#8217;innovazione e la cybersicurezza.</a> Ma non ha interesse a fare del Mar Nero uno spazio di rischi e conflittualità che potrebbero mettere a repentaglio la sua fragile prospettiva di sviluppo economico e la sua sicurezza.</p>



<p>Un paper dell&#8217;Institute for Central Europe di Lublino del 2021 <a href="https://ies.lublin.pl/en/policy-papers/romania-nato-and-the-black-seas-geopolitics-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha ben spiegato la <strong>geopolitica rumena</strong> nella regione</a>: &#8220;Il governo rumeno desidera esserne l’iniziatore di una cooperazione estesa fondata sulla fiducia reciproca tra l’Oriente del Vecchio Continente e l&#8217;Europa occidentale. Vuole contribuire a creare condizioni migliori per un’azione comune in campo economico per l’Unione Europea&#8221;, in una dinamica non necessariamente conflittuale con la Russia, &#8220;per coordinare le relazioni culturali ed economiche attraverso precisi processi politici&#8221;. </p>



<p>L’area del Mar Nero è un punto cruciale in Europa, e per la Romania, come ha scritto <a href="https://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/axeinos-storia-e-geopolitica-del-mar-nero/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mirko Mussetti in <em>Axeinos &#8211; Geopolitica del Mar Nero</em>,</a> fare del Ponto Eusino un&#8217;area di bilanciamento geopolitico è, in questa fase, cruciale. Logicamente l&#8217;Ucraina ha spinto sull&#8217;acceleratore per spingere Bucarest ad ammettere la provenienza russa del drone caduto, cosa che Iohannis ha fatto, e scavare un solco tra Nato e Russia. Ma Iohannis ha pensato anche ad equilibri interni all&#8217;Alleanza che fughe in avanti come quella polacca di novembre hanno rischiato di sconvolgere. Del resto, l&#8217;Articolo 5 si può anche invocare. Ma deve essere approvato dagli alleati. E certamente, a novembre nessun Paese Nato avrebbe voluto morire per Varsavia. Men che meno oggi lo farebbe per Bucarest davanti a un caso ingigantito dalla propaganda politica, legittima dal punto di vista ucraino, di una parte in causa. </p>



<p>Iohannis, del resto, capisce i meccanismi Nato e con la gestione di questo caso potrebbe aver gettato le basi per una <strong>solida e credibile</strong> candidatura alla <strong>guida dell&#8217;Alleanza Atlantica</strong> nel 2024. In declino una delle frontrunner, il falco estone <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-russiagate-estone-colpisce-il-governo-il-contrappasso-del-falco-anti-mosca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kaja Kallas</a></strong>, implicata negli scandali riguardanti le attività in Russia del marito, e bloccata ogni proposta da parte dei Paesi dell&#8217;Ovest, Iohannis potrebbe essere il candidato ideale. Esponente dell&#8217;Est, potrebbe essere il primo leader di un Paese ex sovietico a guidare l&#8217;Alleanza Atlantica e &#8211; fattispecie non secondaria &#8211; la prima personalità di etnia tedesca al vertice della sua struttura, tutto questo senza apparire come un candidato eccessivamente sbilanciato nel campo dei &#8220;falchi&#8221; antirussi. La cui posizione cozza con quelle di buona parte dei Paesi dell&#8217;Europa meridionale. Nella de-escalation di Iohannis, insomma, potrebbe esserci il seme di una candidatura per succedere a <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-bilancio-di-jens-stoltenberg-alla-guida-della-nato.html">Jens Stoltenberg</a></strong>. Per il comando di Bruxelles le candidature, almeno informalmente, sono già aperte. E il capo di Stato di Bucarest ha buone e crescenti credenziali.</p>
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		<title>La battaglia per i mari &#8220;europei&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-battaglia-per-i-mari-europei-ecco-i-focolai-del-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Baltico]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=404987</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1235" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-scaled-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-1536x988.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-2048x1318.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Europa è al centro di una grande sfida strategica che passa inevitabilmente anche per il mare: in particolare tre, quelli di "frontiera"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1235" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-scaled-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-1536x988.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/221128-N-HD110-0235-2048x1318.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con l&#8217;inizio del conflitto in Ucraina, l&#8217;<strong>Europa</strong> è tornata al centro dello scacchiere bellico internazionale. La guerra è di nuovo nel cuore del Vecchio Continente, con la frontiera orientale in cui sembra calata una rinnovata cortina di ferro che divide <strong>Russia </strong>e Occidente. Al centro della scenario vi è certamente il Paese invaso, l&#8217;Ucraina. Ma il conflitto ha anche dimostrato come questo scontro sia anche proiettato su altri livelli. Uno di questi è il <strong>mare</strong>, elemento fondamentale che circonda l&#8217;Europa e che ha una sua importanza vitale anche nel teatro ucraino. E lo confermano tutte le dinamiche che hanno interessato l&#8217;evoluzione della guerra scatenata da Mosca, in cui tanto ha avuto peso non solo il Mar d&#8217;Azov, ma anche la Crimea, il controllo dell&#8217;isola dei serpenti fino alla dimensione navale della guerra asimmetrica ucraina per finire nel più intricato e complesso tema delle mine che hanno invaso il Mar Nero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida per il Mar Nero</h2>



<p>Questo mare ha assunto nel corso degli ultimi anni una <strong>rilevanza strategica sempre maggiore</strong>, in cui la guerra in Ucraina ha solo fatto da acceleratore. L&#8217;importanza di questo specchio d&#8217;acqua, infatti, è evidente in quanto porta meridionale della Russia per accedere ai cosiddetti &#8220;mari caldi&#8221;. E questo comporta che Mosca abbia sempre avuto l&#8217;interesse a blindarne le coste e a sottoporlo al proprio controllo. Se questo era abbastanza chiaro durante la<strong> Guerra fredda</strong>, quando l&#8217;Unione Sovietica controllava di fatto buona parte di questo mare ad eccezione della costa turca appartenente alla Nato, ritenendo sostanzialmente un &#8220;lago&#8221; socialista<strong> </strong>condiviso con un partner necessario come Ankara, la questione si è rovesciata con la caduta del blocco comunista e il successivo allargamento dell&#8217;Alleanza Atlantica con Paesi che ora <a href="https://it.insideover.com/difesa/un-sottomarino-per-la-romania-il-mar-nero-verso-nuovi-equilibri.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vogliono rafforzarsi dal punto di vista militare</a>.</p>



<p>Il <strong>Mar Nero</strong>, infatti, si è trasformato nel tempo in uno specchio d&#8217;acqua sempre più conteso, dove agli interessi delle potenze rivierasche, spesso confliggenti l&#8217;uno con l&#8217;altro, si è aggiunto il tema della spaccatura tra Russia e Occidente. Uno scontro che si è ampliato naturalmente con lo scoppio della guerra in Ucraina e che certifica anche l&#8217;importanza del <strong>fronte marittimo </strong>per un conflitto che apparentemente non sembra intaccare questo tipo di dominio.</p>



<p>In realtà, a ben vedere, da un punto di vista strategico lo scontro per il Mar Nero è uno dei pilastri di questo conflitto, dal momento che la Russia ha avviato questo lungo conflitto con Kiev &#8211; iniziato ben prima del 2022 &#8211; con l&#8217;occupazione e successiva annessione della <strong>Crimea</strong>. La scelta di fare propria questa regione dove già c&#8217;era la base della flotta russa a Sebastopoli nasce dall&#8217;esigenza di Mosca di assicurarsi un bastione in quello specchio d&#8217;acqua che permettesse di manovrare liberamente fin oltre il Bosforo, assicurando i traffici commerciali diretti verso il Mediterraneo. La conquista della Crimea senza un corridoio sicuro che la collegasse alla nuova madrepatria è però sempre stato un pallino di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a>, consapevole della difficoltà di assicurare il legame della Crimea con la Federazione solo con il ponte di Kerch. Quest&#8217;idea si è così palesata nell&#8217;invasione della parte meridionale del Donbass, dove l&#8217;occupazione dei territorio sulla costa del <strong>Mar d&#8217;Azov</strong> ha non solo assicurato questo piccolo specchio d&#8217;acqua alla Russia, ma ha permesso di unire via terra l&#8217;avamposto della Crimea.</p>



<p>D&#8217;altro canto, la partita del Mar Nero vede in questo momento non solo un&#8217;Ucraina sempre più impegnata sul fronte della <strong>guerra asimmetrica</strong>, combattuta grazie a un rapido sviluppo delle capacità belliche garantite dal sostengo occidentale, ma anche un ulteriore coinvolgimento Nato sotto diversi aspetti. Il controllo del Mar Nero è infatti assicurato non solo dall&#8217;appartenenza della Turchia all&#8217;Alleanza, ma anche da altri due attori non altrettanto potenti ma molto rilevanti: Bulgaria e Romania. L&#8217;ingresso di questi due Paesi nel 2004 ha blindato la costa meridionale e occidentale di questo mare, consolidando il pieno monitoraggio del <strong>Bosforo </strong>da parte del blocco occidentale. Il regime di passaggio degli Stretti turchi resta appannaggio di Ankara con <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-blocca-bosforo-navi-militari-stretti-turchi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la <strong>convenzione di Montreux</strong></a>, in cui non rientrano altri attori esterni ai Paesi rivieraschi. Al momento, ad esempio, la Turchia ha chiuso l&#8217;ingresso di navi militari al di fuori di quelle che rientrano nelle rispettive basi, escludendo di fatto l&#8217;accesso di nuove unità nel Mar Nero anche a scapito della flotta russa. Tuttavia, il segnale lanciato da Washington e Bruxelles è stato quello di evitare che Mosca potesse avere una piena libertà di manovra nelle sue attività navali, come dimostrato del resto dal dispiegamento di forze prima e dopo l&#8217;inizio della guerra e dalle esercitazioni che hanno consolidato questo aspetto. La più importante di essa è (era) <a href="https://www.analisidifesa.it/2021/07/sea-breeze-la-nato-sfida-la-flotta-del-mar-nero/">Sea Breeze</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Baltico, il nuovo &#8220;lago&#8221; Nato</h2>



<p>Un altro aspetto marittimo del conflitto tra Russia e Ucraina, ma in particolare della sfida tra Russia e Occidente è quello legato al <strong>Baltico</strong>. Qui la partita, anch&#8217;essa radicata ai tempi della Guerra fredda, si gioca su diversi livelli. Innanzitutto Mosca ha in questo mare una parte importante della propria flotta, quella appunto racchiusa nella flotta del Baltico. Attraverso i due grandi hub strategici su questo specchio d&#8217;acqua, <strong>Kaliningrad </strong>e <strong>San Pietroburgo</strong>, il Cremlino manovra le proprie forze su rotte sempre più ridotte ma sempre fondamentali. La libertà di manovra, ridimensionata soprattutto con il blocco dei cieli della regione, rimane in ogni caso un elemento necessario per la strategia russa, che specialmente per Kaliningrad implica anche la stessa sopravvivenza del bastione russo incastonato tra Polonia e Lituania.</p>



<p>Come per il Mar Nero, la questione per la <strong>Nato</strong> ha cambiato radicalmente prospettiva (e così anche per Mosca) con la caduta dell&#8217;Urss e la successiva scelta dei Paesi baltici di entrare a far parte dell&#8217;Alleanza atlantica e dell&#8217;Unione europea. Questo ha comportato un chiaro ampliamento delle prospettive baltiche della Nato, che prima ne era di fatto esclusa a causa dell&#8217;Urss, della neutralità di Finlandia e Svezia e della presenza di Repubblica democratica tedesca e repubbliche socialiste tra Polonia e Paesi baltici. Dal <strong>1999 </strong>(ingresso della Polonia) al <strong>2004 </strong>(Estonia, Lettonia e Lituania) per poi raggiungere il <strong>2023 </strong>con l&#8217;adesione della Finlandia e, forse, della Svezia, i ruoli si sono completamente ribaltati. Il mar Baltico è diventato di fatto un <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-mare-nato-alle-porte-di-mosca-gli-equilibri-nel-baltico-con-la-svezia-nellalleanza-atlantica.html">&#8220;lago&#8221; del blocco euroatlantico</a>, sovvertendo quindi quella condizione che lo rendeva una rotta privilegiata e sicura per Mosca ai tempi della Guerra Fredda.</p>



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<p>Se questo è visibile sul piano politico e militare, non va dimenticato anche un altro aspetto della &#8220;guerra&#8221; per la regione, quello energetico. Questi Paesi, in particolare quelli ex socialisti, erano fino allo scoppio della guerra in Ucraina ancorati alla politica energetica russa, dipendendo in tutto o in parte dalle forniture di Mosca. Non solo: la <strong>Germania</strong>, proprio attraverso il Baltico, aveva costruito insieme alla Russia quel <strong>gasdotto Nord Stream</strong> &#8211; e successivo raddoppio &#8211; che costituiva l&#8217;architrave della partnership strategica tra Berlino e Mosca. Tutto questo è stato rivoluzionato dalla guerra. <a href="https://it.insideover.com/energia/cosa-sappiamo-del-sabotaggio-contro-il-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il sabotaggio al gasdotto</a> russo-tedesco ha sancito il distacco della Germania dal russo anche dal punto di vista fisico, simboleggiando la distanza tra questi due Paesi un tempo di fatto amici. Inoltre, l&#8217;inaugurazione del <strong>Baltic Pipe</strong>, gasdotto che unisce Norvegia e Polonia, ha sancito al contrario l&#8217;ascesa della partnership atlantica anche sul piano energetico, rafforzando i legami tra Oslo e la regione baltica. Nello stesso tempo, i Paesi dell&#8217;area si sono ampiamente proiettati sul gas naturale liquefatto, aprendo quindi il Baltico alle rotte delle <strong>navi per il trasporto del Gnl</strong>, costruendo quindi le basi per un pieno distacco dalla Federazione russa unito alla decisione di puntare sulle energie rinnovabili attraverso impianti offshore. Tutto questo implica non solo una rivoluzione strategica, ma anche la possibilità che il Baltico assista a una nuova sfida completamente diversa: quella per le infrastrutture sottomarine. Che inevitabilmente dopo Nord Stream sono diventate e potranno essere ancora di più in futuro un obiettivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/navi-1024x575.jpg" alt="" class="wp-image-405073" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/navi-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/navi-scaled-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/navi-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/navi-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/navi-1536x863.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/navi-2048x1151.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/navi-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/navi-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Navi che partecipano all&#8217;esercitazione Baltic Operations (Baltops) 2023 transitano in formazione nel Mar Baltico, il 4 giugno 2023. Baltops è la principale esercitazione marittima della regione baltica. L&#8217;esercitazione, guidata dalle Forze navali statunitensi Europa-Africa ed eseguita dalle Forze navali d&#8217;attacco e di supporto della Nato, offre un&#8217;opportunità di addestramento unica per rafforzare la capacità di risposta combinata, fondamentale per preservare la libertà di navigazione e la sicurezza nel Mar Baltico. Foto del Corpo dei Marine degli Stati Uniti, Staff Sgt. Shawn Coover.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il Mediterraneo tra Nato, Russia e attori indipendenti</h2>



<p>Nella battaglia per i mari europei, il Mediterraneo è certamente l&#8217;altro dei grandi teatri. Su questo punto va fatta una premessa importante: la sfida tra potenze si allarga a molti <strong>attori esterni all&#8217;Alleanza Atlantica</strong>. Tutta la costa meridionale è slegata dal blocco occidentale, idem quella del Mediterraneo orientale escludendo Grecia e Turchia. E questo comporta quindi un controllo e una capacità di controllo e influenza ben diversi rispetti a Baltico e Mar Nero, che di fatto sono una partita più o meno a due.</p>



<p>Questo non implica però che il Mediterraneo non sia al centro di una sfida che riguarda anche in questo caso Russia e Stati Uniti (questi ultimi attraverso la Nato). E lo dimostrano una serie di elementi. In primis, l&#8217;importanza assegnata da Mosca alla <strong>base siriana di Tartus</strong>, diventata un hub strategico fondamentale per l&#8217;agenda russa, ancora di più che la &#8220;chiusura&#8221; del Bosforo. Dall&#8217;inizio dell&#8217;appoggio di Vladimir Putin a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bashar al Assad</a>, Tartus ha ripreso quota nella gerarchia militare del Cremlino fino a trasformarla in un elemento essenziale per il Mediterraneo e il Medio Oriente. E questo lo si è visto anche attraverso l&#8217;aumento dell&#8217;attività e della presenza di unità nel porto.</p>



<p>Il dinamismo russo si è accentuato nel corso degli anni fino a sfociare, dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina, in una vera e propria esplosione dei <strong>movimenti delle navi e dei sottomarini di Mosca</strong>. Movimenti di cui hanno lanciato spesso <a href="https://it.insideover.com/difesa/navi-russe-e-riarmo-nel-mediterraneo-lavvertimento-della-marina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avvertimenti anche della <strong>Marina Militare Italiana</strong></a>. Questi hanno più volte sottolineato come si sia sempre trattato di manovre regolari e non di minaccia, tuttavia, il segnale lanciato dalla Marina russa è stato spesso molto chiaro e si è assistito più volte a un&#8217;escalation di tensione anche con l&#8217;avvicinamento di queste unità a quelle atlantiche, soprattutto statunitensi.</p>



<p>Dall&#8217;altra parte dello schieramento, la presenza navale Usa e Nato è garantita da tutto il sistema atlantico che lega il cosiddetto fronte sud. Dalla penisola iberica fino alla <strong>Turchia</strong>, oltre alle basi britanniche di Cipro, l&#8217;intera costa settentrionale della Nato è oggi completamente coperta dall&#8217;ombrello atlantico. Una copertura garantita non soltanto dalla presenza statunitense, ma anche delle decisive capacità militari delle flotte delle potenze regionali. <strong>Spagna</strong>, <strong>Francia</strong>, Italia, Grecia e Turchia riescono infatti a garantire un monitoraggio costante ed efficiente dell&#8217;intero Mare Nostrum.</p>



<p>Diverso è il tema del fronte sud, dove la partita è, come detto, molto più complessa. Il <strong>caos libico</strong> resta ancora un punto interrogativo strategico, anche se la presenza turca ha in un certo senso imposto la presenza di un partner Nato a Tripoli insieme anche agli altri alleati occidentali (Italia compresa). La Cirenaica resta tuttavia un nodo irrisolto, con la <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wagner</a> che ancora oggi è presente nella regione. L&#8217;<strong>Algeria</strong> è uno dei migliori partner russi del Nord Africa, ed è un alleato strategico di Mosca confermato più volte da visite e accordi, pur avendo forti legami con l&#8217;Italia e l&#8217;Occidente. L&#8217;<strong>Egitto</strong> a sua volta ha una politica estremamente autonoma, in cui particolare rilevanza hanno gli accordi militari con attori molto eterogenei e anche la partnership con la <strong>Cina</strong>, potenza interessata al canale di Suez.</p>



<p><strong>Israele </strong>a sua volta ha un&#8217;agenda specifica che coniuga legami con l&#8217;Occidente, alleanza con gli Stati Uniti, con una <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-strategia-mare-saar.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">forte crescita della propria marittimità</a>. Obiettivo questo fortemente connesso alla scoperta di importanti giacimenti di gas nel Levante e che hanno portato anche all&#8217;interesse dell&#8217;Iran di rafforzare la propria rete di <em>proxy </em>tra Libano e Gaza E anche in questo caso, la <strong>politica energetica</strong>, specialmente per quanto riguarda la parte orientale del Mediterraneo, può essere fondamentale per capire la grande partita sul Mare Nostrum, dove chiaramente ogni attore si comporta in modo da dare e avere garanzie non solo come alleato di un blocco più grande, ma anche per i propri interessi strategici nazionali, come dimostrato dal gioco della Turchia sul gas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-battaglia-per-i-mari-europei-ecco-i-focolai-del-futuro.html">La battaglia per i mari &#8220;europei&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Saltano gli accordi del grano: torna la &#8220;guerra psicologica&#8221; della Russia?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/saltano-gli-accordi-del-grano-torna-la-guerra-psicologica-della-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 15:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Grano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-scaled-600x414.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-2048x1413.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla guerra psicologica sul gas a quella sul grano. Ecco cosa cambia con le mosse della Russia nel Mar Nero</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/saltano-gli-accordi-del-grano-torna-la-guerra-psicologica-della-russia.html">Saltano gli accordi del grano: torna la &#8220;guerra psicologica&#8221; della Russia?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-scaled-600x414.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230718144933469_ca87e2cfd064a8de8e922eda73096f55-2048x1413.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla partita geopolitica ed economica sul gas a quella sul grano. Se nell&#8217;estate 2022 con le sue manovre improvvise sugli stop alle forniture di gas e le spinte al rialzo dei prezzi la <strong>Russia</strong> ha lanciato una &#8220;<a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-sta-perdendo-la-guerra-psicologica-sul-gas-con-la-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guerra psicologica</a>&#8221; sui mercati del gas, con l&#8217;obiettivo di tenere alti i prezzi e rendere onerosa la diversificazione europea dall&#8217;oro blu di Mosca, quest&#8217;anno potrebbe essere un&#8217;analoga manovra ad aver spinto il <strong>ritiro dagli accordi sul </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/dalla-crimea-alla-russia-cosi-mosca-e-accusata-di-rubare-il-grano-ucraino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>grano ucraino</strong>.</a> Arrivati a scadenza e<a href="https://it.insideover.com/economia/stop-allaccordo-sul-grano-cosa-blocca-le-navi-nel-mar-nero.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> non rinnovati</a> anche, se non soprattutto, per la reticenza di Mosca.</p>



<p>La conseguenza di questa mossa può essere una grande instabilità. La Black Sea Grain Initiative mediata nel maggio 2022 dal presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan </strong>e dal segretario generale dell&#8217;Onu Antonio Guterres apriva alla prospettiva di veder approfondito il traffico di cereali prodotti in Ucraina nel Mar Nero con la formale clausola che le navi di Kiev avrebbero potuto viaggiare partendo alla volta di Paesi in difficoltà alimentare. Il solo porto di Odessa sfama <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-missione-africana-accordo-grano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">400 milioni di persone</a></strong> tra <strong>Africa sub-sahariana, Medio Oriente e subcontinente indiano. </strong>Mosca accusa l&#8217;Ucraina di usare l&#8217;uscita del grano ucraino come pretesto per rifornire mercati ben più saturi e ottenere valuta pregiata. E nelle mosse del Cremlino e di Vladimir Putin potrebbe esserci, <em>mutatis mutandis</em>, una logica simile a quella dello scorso anno.</p>



<p>&#8220;Il blocco delle esportazioni cerealicole dal bacino del Mar Nero ha infatti un enorme potenziale distruttivo sul piano economico, come testimoniato dalla spirale inflazionistica dei prezzi del cibo verificatasi all’indomani dell’inizio delle ostilità&#8221;, <a href="https://formiche.net/2023/07/motivi-ritiro-della-russia-accordo-grano/">nota <em>Formiche</em>.</a> La spirale si è verificata &#8220;soprattutto in quei Paesi (per la maggior parte africani) con una forte dipendenza dalle importazioni del grano ucraino&#8221;.</p>



<p>E dunque, &#8220;così come il raggiungimento dell’accordo sul grano ha poi permesso di far rientrare almeno parzialmente l’emergenza, una sua revoca potrebbe rimettere in moto l’intero processo&#8221;. Facendo sentire il fiato sul collo all&#8217;Occidente e &#8211; perché no &#8211; anche a quella Turchia con cui la Russia ha un rapporto positivo ma non <strong>privo di crepe</strong>, come è tipico di tutte le potenze che trescano con Erdogan ma sono puntualmente lasciate al palo dai suoi numerosi giri di valzer. In questo caso manifestatesi con un <strong>nuovo protagonismo</strong> in campo atlantico al summit di Vilnius, conclusosi con l&#8217;accoglienza della Svezia con il benestare di Ankara.</p>



<p>Alla Borsa di Chicago, nota il <em><a href="https://www.wsj.com/livecoverage/stock-market-today-dow-jones-07-17-2023/card/wheat-prices-rise-after-russia-says-black-sea-grain-deal-is-over-5pTTIAmK1iOKG7DCawwQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wall Street Journal,</a></em> l&#8217;annuncio della fine dell&#8217;accordo da parte del portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha prodotto un&#8217;impennata del 34% del future sul grano a 6,84 dollari al bushel. I mercati internazionali avevano già interiorizzato nei mesi scorsi l&#8217;<strong>aumento prevedibile dei prezzi</strong> per uno stop agli accordi e nelle ultime settimane il clima era stato segnato, piuttosto, dai dati positivi sui raccolti in arrivo che avevano <a href="https://www.barrons.com/articles/russia-withdraws-ukraine-grain-exports-wheat-price-436ca3c4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raffreddato i mercati.</a> Con la Black Sea Grain Initiative 36,2 milioni di tonnellate di cereali sono usciti al sicuro dai porti ucraini in poco più di un anno. L&#8217;Ucraina, lo ricordiamo, esporta anche mais e&nbsp;<a href="https://apnews.com/article/russia-ukraine-putin-business-health-europe-c6a2d11380d3cb0c48d4c22703d1954e" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la Russia è il primo produttore al mondo di fertilizzanti</a>, quindi lo stop alla catena del valore globale può avere conseguenze politiche a tutto campo.</p>



<p>A cosa può puntare la Russia? Da un lato, a far sentire il <a href="https://www.bls.gov/opub/btn/volume-12/high-grain-prices-rippled-throughout-the-economy.htm">peso crescente della crisi alimentare</a> in un Occidente in cui la <em>disruption </em>delle catene del valore può colpire duramente.<a href="https://www.1news.co.nz/2023/07/13/food-prices-rise-at-fastest-rate-since-1987/"> Il carrello della spesa </a>è già aumentato del 25% in due anni nel Regno Unito e alcuni beni sono saliti anche del 175%, mentre <a href="https://www.marketwatch.com/story/as-food-prices-rise-in-june-analysts-warn-of-a-tipping-point-for-americans-3af44f52">analoghi timori si registrano negli Usa</a>. La <strong>guerra psicologica</strong> sul gas colpiva il prezzo Ttf del gas di Amsterdam. Quella sul cibo può agire a Chicago, cuore delle negoziazioni sui cereali. La guerra economica è portata in casa agli avversari.</p>



<p>Dall&#8217;altro, Mosca può contribuire non rinnovando gli accordi a far crescere la pressione al fianco Sud dell&#8217;Europa e dell&#8217;Occidente. Una crisi alimentare può creare le condizioni per una nuova bomba migratoria e per un risveglio delle periferie che può creare altri fronti ai suoi rivali. In quest&#8217;ottica, Mosca mira a scaricare sull&#8217;Occidente e l&#8217;Ucraina le colpe per il mancato rinnovo adducendo le condizioni eccessive poste in termini di ristrettezza dell&#8217;esclusione dalle sanzioni di banche russe e la mancanza di contropartite industriali e commerciali a Mosca negli accordi. Ma al contempo può usufruire di un&#8217;<strong>arma ibrida</strong> che, cinicamente, è in grado di diventare una spina nel fianco ai suoi rivali. </p>



<p>Quest&#8217;ultima mossa può rivelarsi, però, un Frankenstein. Troppo pericoloso il pensiero della <strong>crisi alimentare mondiale</strong> come arma di reazione della Russia alle sanzioni per essere preso in considerazione come manovra non priva di conseguenze geopolitiche globali. E la Russia prima di tirare troppo la corda dovrebbe guardare i dati sul caro vita in due Paesi a lei molto vicini: Nigeria e India. Nel gigante centrafricano il governo ha varato <a href="https://finance.yahoo.com/news/surging-food-prices-spur-nigeria-110243278.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo stato d&#8217;emergenza per il carovita</a> alimentare mentre l&#8217;inflazione è al 22,79%. In India alcuni alimenti sono raddoppiati nel solo 2023 e <a href="https://www.bls.gov/opub/btn/volume-12/high-grain-prices-rippled-throughout-the-economy.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vicino Mumbai sono già <strong>scoppiati tumulti</strong>.</a> Lo stop agli accordi del grano può creare il disordine mondiale non verificatosi nel 2022, anno in cui comunque le crisi alimentari e le proteste<strong> furono all&#8217;ordine del giorno.</strong></p>



<p>Nel 2022 la guerra psicologica sul gas fu depotenziata da conseguenze esterne: un inverno mite che evitò all&#8217;Europa di restare al freddo coi consumi di gas ai massimi e i prezzi in volo. <a href="https://www.politico.eu/article/russia-ukraine-war-black-sea-grain-deal-food-export/">Oggi, scrive <em>Politico.eu</em>, </a>la soluzione potrebbe essere il piano B ucraino, almeno nel breve periodo: &#8220;L&#8217;Ucraina ha preparato un piano di riserva per far uscire le sue spedizioni di grano senza l&#8217;accordo. Ciò dipende in parte da un fondo di garanzia di 500 milioni di dollari per coprire eventuali danni o spese sostenute dalle navi che attraversano il Mar Nero e in parte sulla spedizione di più grano attraverso il Danubio europeo&#8221; e i fiumi collegati, tra cui il sistema dei porti imperniato sullo scalo fluviale moldavo di <a href="https://it.insideover.com/reportage/economia/viaggio-a-giurgiulesti-la-piccola-odessa-moldava-che-prova-a-salvare-il-grano-ucraino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Giurgiulesti</strong> alle foci del Prut, in Moldavia.</a> Molto dipenderà non tanto dalla capacità di creare forniture alternative, che come nel caso del gas esistono, quanto piuttosto dalla spinta a governare l&#8217;irrazionalità dei mercati. Da cui in questa fase possono, nel breve periodo, dipendere la fame o la sazietà di milioni di persone. A cui non sarà tanto la mancanza di grano, quanto piuttosto i prezzi esplosivi imposti dalla fine del patto mediato dall&#8217;Onu, a cagionare il maggior rischio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/saltano-gli-accordi-del-grano-torna-la-guerra-psicologica-della-russia.html">Saltano gli accordi del grano: torna la &#8220;guerra psicologica&#8221; della Russia?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Stop all&#8217;accordo sul grano: cosa blocca le navi nel Mar Nero</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/stop-allaccordo-sul-grano-cosa-blocca-le-navi-nel-mar-nero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2023 10:02:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Grano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-scaled-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-2048x1337.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'accordo sul grano ucraino in uscita dal Mar Nero traballa. Vediamo le richieste di Mosca e cosa blocca la trattativa sul rinnovo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/stop-allaccordo-sul-grano-cosa-blocca-le-navi-nel-mar-nero.html">Stop all&#8217;accordo sul grano: cosa blocca le navi nel Mar Nero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-scaled-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230705120624968_29a245464072e6e9c6c630f44b89adfe-2048x1337.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata del 4 luglio la <strong>Russia</strong> ha respinto al mittente la proposta della Commissione europea di aprire <a href="https://www.reuters.com/world/europe/eu-considers-russian-bank-concession-safeguard-black-sea-grain-deal-ft-2023-07-03/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una maglia nelle sanzioni al Cremlino</a> per consentire a un veicolo bancario russo di partecipare al proseguimento della Black Sea Grain Initiative, l&#8217;accordo sulle esportazioni del grano nel Mar Nero che la <strong>guerra russo-ucraina</strong> ha da febbraio 2022 messo a repentaglio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This map shows how Ukrainian grain will be exported from its Black Sea coast to Turkey <a href="https://t.co/yIqFIpv1wX">pic.twitter.com/yIqFIpv1wX</a></p>&mdash; Samuel Ramani (@SamRamani2) <a href="https://twitter.com/SamRamani2/status/1554177957438038016?ref_src=twsrc%5Etfw">August 1, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Siglato il 22 luglio 2022 al Palazzo Dolmabahçe di Istanbul dopo la forte mediazione turca, alla presenza di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-turchia-ecco-tutte-le-sfide-di-erdogan-dopo-il-voto.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Recep Tayyip Erdogan</a></strong>, del segretario generale dell&#8217;Onu <strong>Antonio Guterres,</strong> del ministro della Difesa russo <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/prigozhin-minaccia-ancora-una-volta-shoigu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sergej Shoigu</a></strong> e del ministro ucraino delle infrastrutture <strong>Oleksandr Kubrakov</strong> l&#8217;accordo scadrà il 18 luglio. Ora né Kiev né Mosca sono intenzionate a portare fino in fondo i negoziati per il rinnovo alle stesse condizioni di un patto che ad oggi ha permesso di portare fuori dai porti ucraini, Odessa in primis, ben 32 milioni di tonnellate di cereali destinati a 45 Paesi di tre diversi continenti. Lo scalo della città costruita da Caterina la Grande sfama, direttamente o indirettamente, 400 milioni di persone nel mondo con le sue esportazioni e l&#8217;accordo sul grano è stato visto come un&#8217;opportunità per contenere la <strong>crisi alimentare</strong> in corso nei Paesi in via di sviluppo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">3/3 Map of vessel movements under the Black Sea <a href="https://twitter.com/hashtag/Grain?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Grain</a> Initiative:<br><br>From the <a href="https://twitter.com/USDAForeignAg?ref_src=twsrc%5Etfw">@USDAForeignAg</a>: <a href="https://t.co/Ac9w9m9X8t">https://t.co/Ac9w9m9X8t</a> <a href="https://t.co/iZ9FVCDzYM">pic.twitter.com/iZ9FVCDzYM</a></p>&mdash; farmdoc daily (@farmdocDaily) <a href="https://twitter.com/farmdocDaily/status/1673736886412623885?ref_src=twsrc%5Etfw">June 27, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Mosca non ne vuole sapere di legittimare, in questo contesto, un via libera di fatto alle sanzioni europee sull&#8217;accesso delle sue banche al sistema Swift accettando una sanatoria per una banca che Bruxelles proponeva di far partecipare creando una succursale europea. E poco importa se la banca individuata da Bruxelles sia la <strong><a href="https://www.ft.com/content/d3e5c2df-3ba2-4420-a115-e437214ad509" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Russian Agricultural Bank, </a></strong>completamente di proprietà pubblica e a lungo guidata dall&#8217;attuale Ministro dell&#8217;Agricoltura Dmitri Patrushev, figlio del <strong>segretario del Consiglio di sicurezza</strong> del Cremlino Nikolai Patrushev, &#8220;falco&#8221; anti-ucraino per eccellenza e fedelissimo di Vladimir Putin. Mosca ha rilanciato con un&#8217;offerta impossibile da accettare per Bruxelles: riammettere completamente la Rab nel sistema Swift per depotenziare, nei fatti, le sanzioni. E avviarne il rollback graduale: una banca russa riammessa nello Swift completamente avrebbe permesso a tutte le altre di rientrarvi di fatto triangolandosi con Russian Agricultural Bank. Troppo per Bruxelles, che non ha neanche preso in considerazione l&#8217;idea. </p>



<p>Già a giugno Putin stesso aveva detto che non c&#8217;erano margini per il rinnovo dell&#8217;accordo. Mosca ha da tempo posto condizioni importanti per il rinnovo dei patti. <a href="https://maritime-executive.com/article/russia-rejects-compromise-proposal-for-black-sea-grain-initiative" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il <em>Maritime Executive</em> ha ricordato </a>tra queste &#8220;la ripresa delle esportazioni di ammoniaca attraverso un gasdotto ucraino e l&#8217;aumento delle vendite russe di prodotti agricoli&#8221; finiti. </p>



<p><a href="https://www.wionews.com/world/no-grounds-to-renew-ukraine-grain-deal-says-russia-611931" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come ricorda <em>Wion</em>, inoltre,</a> Mosca lamenta il fatto che le nazioni più svantaggiate indicate dall&#8217;Onu e dalla Turchia come più vulnerabili allo shock delle forniture di grano, ovvero Etiopia, Yemen, Afghanistan, Sudan e Somalia, hanno ricevuto solo un quarantesimo del totale del grano ucraino esportato complessivamente. </p>



<p>E certamente non è stato ben digerito al Cremlino il fatto che l&#8217;Ucraina abbia pubblicamente accusato Mosca <a href="https://www.dw.com/en/drifting-black-sea-mines-put-fishermen-at-risk/video-65447852" target="_blank" rel="noreferrer noopener">di aver minato le acque internazionali del Mar Nero</a>. Un fatto che ha posto problemi ai pescherecci di Paesi neutrali come Romania e Turchia ma che è stato <strong>contestato dal Cremlino</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">1/ The issue of Mine Risk in the <a href="https://twitter.com/hashtag/BlackSea?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#BlackSea</a> is on the agenda again. I drew a map, the <a href="https://twitter.com/hashtag/Russia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russia</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Ukraine?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ukraine</a> regions on the front, the areas where the mine risk is high in the Black Sea are marked, the activity areas of the Russian Black Sea Fleet, the Snake Island region are marked. <a href="https://t.co/BPf7NkGXy6">pic.twitter.com/BPf7NkGXy6</a></p>&mdash; Gursel Tokmakoglu (@GurselTokmakogl) <a href="https://twitter.com/GurselTokmakogl/status/1534800776924745729?ref_src=twsrc%5Etfw">June 9, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Del resto, la Marina militare ucraina è stata di fatto neutralizzata nei primi giorni di guerra e la componente navale del conflitto si è sostanziata solo attraverso i duelli a distanza tra navi di Mosca e artiglieria costiera di Kiev, come nel caso dell&#8217;affondamento dell&#8217;incrociatore Moskva, o per mezzo di iniziative asimmetriche ucraine con mezzi leggeri. Risulta difficile pensare a una campagna di posa di mine massiccia da parte della Russia, mentre del resto non esistono conferme del fatto che, per l&#8217;interdizione navale, i <strong>militari di Kiev</strong> possano aver fatto altrettanto. Ma l&#8217;accusa ha sicuramente contribuito a irrigidire notevolmente la posizione negoziale turca.</p>



<p>I funzionari di Onu e Turchia spingono per il rinnovo del patto, le speranze per la cui conferma sono però ridotte al lumicino. In una guerra sempre più paralizzata sul campo di battaglia, dove la parità tattico-strategica è sempre più palese, in cui come ricordato da molti strateghi e generali la vittoria di una parte sull&#8217;altra appare remota e il compromesso negoziale è ritenuta la via maestra per la fine delle ostilità e su cui Mosca e Kiev si stanno logorando l&#8217;<strong>accordo sul grano rappresentava una discontinuità</strong>. La cui perdita non faciliterà il lavoro a chi, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/vaticano/ecco-perch-missione-zuppi-non-stata-flop-2174924.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dal Vaticano</a> al <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-errori-coi-mediatori-che-possono-mettere-in-difficolta-lucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Brasile di Lula</a>, sta lavorando per riportare la pace al centro del discorso. Un lavoro fino ad oggi concretizzato dal solo Erdogan. E che sarà, dal 18 luglio, più arduo per tutti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/stop-allaccordo-sul-grano-cosa-blocca-le-navi-nel-mar-nero.html">Stop all&#8217;accordo sul grano: cosa blocca le navi nel Mar Nero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dai delfini ai cani anticarro: gli animali &#8220;arruolati&#8221; in guerra dalla Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dai-delfini-ai-cani-anticarro-gli-animali-arruolati-in-guerra-dalla-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
		<category><![CDATA[Carro armato]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Marina russa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=402125</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-scaled-600x417.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-2048x1423.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli animali possono ancora giocare ruoli fondamentali in conflitti e missioni militari. Ecco alcuni esempi che chiamano in causa la Russia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dai-delfini-ai-cani-anticarro-gli-animali-arruolati-in-guerra-dalla-russia.html">Dai delfini ai cani anticarro: gli animali &#8220;arruolati&#8221; in guerra dalla Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-scaled-600x417.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703143546272_5439feb4aeeed471210321930f6d3507-2048x1423.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sfruttare le caratteristiche degli animali per ottenere vantaggi materiali nei conflitti armati. Oggi se ne parla sempre meno. Si dà per scontato che le guerre siano ormai combattute solo ed esclusivamente da soldati attraverso l&#8217;utilizzo di apparecchiature e mezzi sempre più tecnologici. Eppure, accanto a <strong>droni</strong>, <strong>carri armati</strong> e <strong>missili</strong>, possono ancora giocare ruoli fondamentali anche alleati non umani insospettabili.</p>



<p>Cani, gatti, piccioni, asini, cammelli, delfini e pipistrelli: la lista potrebbe essere lunghissima. Più o meno direttamente, nel corso della storia queste e altre <strong>specie </strong>hanno sempre risposto presente se chiamate in causa, mostrandosi validissime per qualsiasi scenario. Anche per quelli più impervi e proibitivi. Svariate le mansioni svolte: protettori e compagni dei militari, mezzi di trasporto, ricerca e salvataggio, unità mediche, messaggeri e spie insospettabili o anche sabotatori a tradimento. </p>



<p>Sarebbe impossibile affrontare un tema del genere facendo una rassegna storica prendendo in considerazione qualsiasi epoca storica, visto che, soprattutto nei secoli passati, era prassi diffusa affidarsi agli <strong>animali </strong>(pensiamo ai cavalli utilizzati al posto dei veicoli). A partire dal XX secolo la meccanizzazione e modernizzazione delle forze armate hanno preso il sopravvento, limitando il coinvolgimento delle bestiole nelle campagne militari. Ciò nonostante, esistono ancora casi recenti &#8211; seppur limitati &#8211; di animali in prima linea, arruolati in missioni delicatissime e fondamentali. Basta dare un&#8217;occhiata alla <strong>Russia </strong>nella <strong>guerra in Ucraina</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I delfini nella guerra in Ucraina</h2>



<p>I riflettori si sono accesi su questo tema in seguito alla notizia dell&#8217;utilizzo dei <strong>delfini </strong>da parte della <strong>Marina russa </strong>nell&#8217;attuale guerra in Ucraina. E proprio la Russia è uno degli attori che ha più recentemente investito sull&#8217;arruolamento di animali in mansioni militari. </p>



<p>Qualche settimana fa, in uno dei suoi aggiornamenti quotidiani di intelligence, il ministero della Difesa britannico spiegava che la Marina militare russa aveva potenziato le difese per proteggere la propria flotta nel porto di <strong>Sebastopoli</strong>, nel <strong>Mar Nero</strong>. In che modo? Presumibilmente usando anche i delfini per contrastare l&#8217;azione di probabili <strong>sommozzatori nemici</strong>. Le foto analizzate dagli 007 di Londra mostravano un elevato numero di recinti nei pressi del suddetto scalo. </p>



<p>&#8220;Dalle immagini si può vedere che il numero di recinti di mammiferi nel porto è quasi raddoppiato. Molto probabilmente contengono delfini. Nell&#8217;Artico, la flotta utilizza anche balene e foche. La Russia utilizza animali <strong>addestrati </strong>per vari compiti. Quelli di stanza nel porto di Sebastopoli, molto probabilmente sono lì per contrastare i sommozzatori nemici&#8221;, si poteva leggere nell’analisi. </p>



<p>Dall&#8217;estate del 2022, Mosca ha investito in importanti miglioramenti della sicurezza della base della Flotta del Mar Nero, inclusi almeno quattro strati di reti e sbarramenti all&#8217;ingresso del porto. Di recente, queste <strong>difese </strong>sono state probabilmente incrementate anche da un maggior numero di mammiferi marini addestrati. </p>



<p>Ma, nello specifico, che ruolo possono ricoprire i delfini? Gli animali marini sono addestrati a trovare nuotatori da combattimento e rilevare <strong>mine</strong>. Possono inoltre indossare un&#8217;imbracatura dotata di <strong>fotocamera </strong>o <strong>dispositivi sonar</strong>, così da inviare segnali e informazioni chiave ai militari.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Latest Defence Intelligence update on the situation in Ukraine &#8211; 23 June 2023.<br><br>Find out more about Defence Intelligence&#39;s use of language: <a href="https://t.co/ALCbH4WFSc">https://t.co/ALCbH4WFSc</a><br><br>🇺🇦 <a href="https://twitter.com/hashtag/StandWithUkraine?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#StandWithUkraine</a> 🇺🇦 <a href="https://t.co/lCXZ3gySdu">pic.twitter.com/lCXZ3gySdu</a></p>&mdash; Ministry of Defence 🇬🇧 (@DefenceHQ) <a href="https://twitter.com/DefenceHQ/status/1672118745991397376?ref_src=twsrc%5Etfw">June 23, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Balene e foche</h2>



<p>La Marina russa avrebbe utilizzato <strong>balene beluga</strong> e <strong>foche </strong>per una serie di missioni nelle <strong>acque artiche</strong>, dove si sta giocando una partita fondamentale per il controllo di ampie porzioni marittime ricche di risorse strategiche. Pochi giorni fa, le autorità norvegesi hanno raccontato che nel 2019 una balena beluga era stata avvistata per la prima volta nella Norvegia artica. L&#8217;animale era munito di quella che sembrava essere un&#8217;imbracatura di fabbricazione russa. Da questo particolare, c&#8217;è chi ha ipotizzato che la bestiola potesse provenire da una struttura militare di Mosca. </p>



<p>In ogni caso, nel 2016 il ministero della Difesa russo ha cercato di acquistare cinque delfini come parte dei tentativi di rilanciare il suo uso dell&#8217;era sovietica dei cetacei altamente intelligenti per compiti militari. Ricordiamo che sia l&#8217;Unione Sovietica che gli Stati Uniti hanno sfruttato i delfini durante la <strong>Guerra Fredda</strong>, addestrandoli a rilevare sottomarini, mine e individuare oggetti o individui sospetti vicino a porti e navi. </p>



<p>Un colonnello sovietico in pensione ha raccontato all&#8217;<em>Afp</em> che Mosca ha persino addestrato i delfini a piazzare ordigni esplosivi sulle navi nemiche. Sapevano come rilevare siluri abbandonati e navi affondate nel Mar Nero, ha dichiarato <strong>Viktor Baranets</strong>, che ha affermato di aver assistito all&#8217;addestramento militare dei delfini nell&#8217;era sovietica e post-sovietica. </p>



<p>Per la cronaca, la Marina degli Stati Uniti ha utilizzato i <strong>leoni marini</strong>; li ha “schierati” in Bahrain nel 2003 per sostenere l&#8217;operazione <em>Enduring Freedom</em> dopo gli attacchi dell&#8217;11 settembre a New York e Washington.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli asini spagnoli in Afghanistan</h2>



<p>Quarant&#8217;anni fa i sovietici usarono <strong>asini spagnoli</strong> in <strong>Afghanistan</strong>. Le catene montuose afgane si rivelarono un ostacolo insormontabile all&#8217;avanzata sovietica, i cui strateghi decisero di incaricare un gruppo di comunisti andalusi di inviare loro un centinaio di asini maschi tra il 1981 e il 1982 per ottenere i muli che avrebbero necessari per porre fine alla loro guerra contro l&#8217;Afghanistan. </p>



<p>Questa storia, ripresa dall&#8217;<em>Agi</em>, è stata raccontata a <em>Efe</em> dal leader di quell&#8217;operazione, <strong>Francisco Gordo</strong>, un comunista di 76 anni veterano che è stato segretario dell&#8217;organizzazione del Partito comunista di Spagna (Pce) di Camas (Siviglia) 20 anni fa. A quanto pare, i sovietici avrebbero voluto far accoppiare gli asini spagnoli con le giumente per ottenere i muli con cui alleggerire il carico di una guerra che sembrava impantanata e che, in effetti, durò fino a dieci anni. </p>



<p>L&#8217;ordine arrivò attraverso il Psuc, un&#8217;organizzazione comunista catalana sorella del Pce che nel 1982 era diretta da Gregorio Lòpez Raimundo e alla quale il partito comunista dell&#8217;Unione sovietica aveva dato l&#8217;incarico per ottenere gli asini. &#8220;Non ho detto nulla dei miei viaggi alla ricerca degli asini, neppure a mia moglie&#8221;, ha ricordato Francisco Gordo sulle sue gite nelle città di Siviglia, Badajoz, Càceres e Salamanca &#8211; &#8220;Guijuelo era il posto più lontano che siamo andati a prendere un asino&#8221;, ha precisato, mentre chi comprava in Portogallo veniva fatto passare di notte oltre confine per evitare ogni controllo che avrebbe rovinato il trasferimento. </p>



<p>&#8220;Facevamo i trasferimenti con un camion che avevamo noleggiato perchè nessuno di noi aveva un mezzo di trasporto adeguato, e quasi sempre mettevamo la benzina di tasca nostra&#8221;, ha precisato, per sottolineare che l&#8217;operazione è stata effettuata per motivi strettamente ideologici , per obbedienza al partito e in solidarietà con i sovietici. Il Psuc avrebbe inviato circa <strong>tre milioni di pesetas</strong> per l&#8217;acquisto degli asini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I cani anticarro</h2>



<p>Un altro esempio emblematico risale al 1945. Durante la <strong>Seconda guerra mondiale</strong>, nella battaglia tra la Germania di Adolf Hitler e l&#8217;Unione sovietica, tra gli altri stratagemmi adottati i sovietici si affidarono ai <strong>cani </strong>per colpire il nemico. </p>



<p>Gli animali venivano addestrati per infilarsi sotto i <strong>carri armati</strong> nemici, con una decina di chilogrammi di <strong>tritolo </strong>legata al loro colpo. La tecnica era inumana, visto che, a fronte della distruzione del mezzo tedesco, le bestiole erano spesso destinate a morire. Secondo alcune stime, difficili da confermare, in questo modo Mosca avrebbe distrutto centinaia di cingolati rivali. </p>



<p>La strategia era dunque tanto semplice quanto brutale, ma necessaria a causa dell&#8217;insufficienza di armi a disposizione dei sovietici. L&#8217;idea originale era che questi &#8220;soldati a quattro zampe&#8221; portassero delle bombe, attaccate al loro corpo per mezzo di un&#8217;imbracatura, fino al raggiungimento di obiettivi militari nemici, spesso coincidenti con carri armati. I cani avrebbero quindi dovuto rilasciare gli ordigni tirando un guinzaglio a rilascio automatico e sarebbero tornati indietro, mentre la bomba sarebbe stata fatta esplodere da un telecomando. </p>



<p>Il metodo si rivelò inizialmente inefficace. Gli animali, infatti, si comportavano bene se c&#8217;era da prendere in considerazione un solo bersaglio, ma si <strong>confondevano </strong>se la posizione di quest&#8217;ultimo era in movimento. Spesso, inoltre, tornavano indietro senza sganciare la bomba. I sovietici furono così costretti a semplificare il tutto: le bestiole avrebbero continuato a portare le bombe attaccate ai loro corpi fino a raggiungere i bersagli designati. Ma sarebbero <strong>esplosi </strong>assieme alla bomba.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dai-delfini-ai-cani-anticarro-gli-animali-arruolati-in-guerra-dalla-russia.html">Dai delfini ai cani anticarro: gli animali &#8220;arruolati&#8221; in guerra dalla Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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