<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mar Mediterraneo Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/mar-mediterraneo/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/mar-mediterraneo</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Apr 2025 17:16:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Mar Mediterraneo Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/mar-mediterraneo</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Iraq: si scrive Al Faw, si legge rotta alternativa al Canale di Suez</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iraq-si-scrive-al-faw-si-legge-rotta-alternativa-al-canale-di-suez.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 17:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Canale di suez]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=464441</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Potrebbe essere il costruendo porto iracheno di Al Faw il nuovo terminale in grado di sostituire la rotta commerciale passante da Suez.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iraq-si-scrive-al-faw-si-legge-rotta-alternativa-al-canale-di-suez.html">Iraq: si scrive Al Faw, si legge rotta alternativa al Canale di Suez</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/porto-mare-verde-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le <strong>tensioni nello Yemen</strong> stanno stravolgendo le tradizionali rotte internazionali della navigazione. Il passaggio dal Mar Rosso, per risalire verso il<strong> Canale di Suez </strong>e verso il <strong>Mediterraneo</strong>, da circa diciotto mesi non è più considerato sicuro per via degli attacchi degli Houthi contro le navi occidentali. Il &#8220;collo di bottiglia&#8221; dello Stretto di <strong>Bab El Mandeb</strong> dunque, non è più consigliato. Le navi così sono, al momento, costrette a fare il giro largo dal Sudafrica per risalire verso l&#8217;Europa. Una rotta costosa e dispendiosa, responsabile in parte anche dell&#8217;aumento dei prezzi. Ma in Medio Oriente si sta lavorando a una nuova rotta,<strong> con il Golfo Persico come area di riferimento e l&#8217;Iraq come terminale privilegiato. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il perno del progetto: il porto di Al Faw </h2>



<p>A Baghdad a questa prospettiva credono molto. Nel 2023 il Governo ha anche dato un nome a uno specifico progetto volto a collegare il Paese con la Turchia: &#8220;Nuova via dello sviluppo&#8221;, è questo il nome del programma che tende un po&#8217; a prendere riferimento dalla nuova Via della Seta cinese. Tutto ruota attorno a un piccolo lembo di terra, un vero e proprio corridoio, compreso tra la foce dello Shatt Al Arab e il Kuwait. L&#8217;area è quella di <strong>Al Faw </strong>e qui, da diversi anni, ogni giorno è possibile incontrare quasi unicamente operai a lavoro. Si sta cercando infatti di ultimare il<strong> maxi cantiere del nuovo grande porto di Al Faw</strong> capace, almeno secondo i dati forniti da Baghdad, <a href="https://www.shipmag.it/iraq-11-in-gara-per-il-grand-faw-port-ci-sono-anche-msc-e-cma-cgm/">di movimentare quattro milioni di Teu entro il 2028. </a></p>



<p>Lo scalo è destinato quindi a sostituire quello più modesto di<strong> Umm Qasr</strong>, l&#8217;unico finora del Paese, e a diventare<strong> riferimento per le merci in transito nel Golfo Persico e non solo</strong>. Le opere stanno procedendo e vedono la significativa presenza anche di imprese italiane. Roma è stata anche impegnata nella formazione dei futuri manager dello scalo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli investimenti per portare le merci in Turchia</h2>



<p>Al Faw è il principale terminale, ma l&#8217;Iraq tutto attorno deve costruire infrastrutture tali da garantire l&#8217;effettiva utilità del nuovo grande porto. È proprio per questo che Baghdad, per la nuova via dello sviluppo, <strong>ha messo sul piatto oltre 17 miliardi di dollari</strong>. L&#8217;obiettivo è creare un<strong> corridoio da Al Faw al confine con la Turchia</strong>. Si tratta di<a href="https://www.agenzianova.com/a/67e0c58e64f745.12719750/6015855/2025-03-21/iraq-governo-punta-a-istituire-una-societa-dedicata-al-progetto-development-road"> 1.200 km che devono essere coperti con l&#8217;alta velocità ferroviaria.</a></p>



<p>Il progetto prevede, non a caso, la costruzione di una nuova linea ferrata che grossomodo cammini in parallelo con le attuali autostrade irachene e attraversi <strong>Bassora, Nassiriya, Najaf, Baghdad e Mosul </strong>prima di giungere a <strong>Faysh Khabur</strong>, ultima località irachena prima dell&#8217;ingresso in Turchia. Qui poi, la nuova ferrovia si congiungerebbe con le linee turche per far poi approdare le merci in Europa. Al Faw, in tal modo, diventerebbe attrattivo per tutte le navi che cercano rotte alternative a Suez. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi rispetto alla rotta di Suez</h2>



<p>I miliardi pronti a essere investiti per il progetto, non sono soltanto iracheni. Anche <strong>Ankara</strong>, come prevedibile, è interessata e sta intervenendo con fondi pubblici e privati. La Turchia negli anni è già riuscita a diventare hub europeo del gas, adesso aspira e esserlo anche sotto il profilo commerciale e il progetto iracheno farebbe il caso del Paese anatolico. Ma di mezzo ci sono fondi del <strong>Qatar</strong>, degli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> e di altri Governi dell&#8217;area. Il perché è presto detto: gas e petrolio, grazie al terminal di Al Faw, potrebbero raggiungere i mercati del Vecchio Continente quasi esclusivamente via terra.</p>



<p>Il nuovo corridoio iracheno, in poche parole, non diventerebbe soltanto un&#8217;alternativa provvisoria a Suez. Al contrario, verrebbe visto come<strong> via più semplice per raggiungere l&#8217;Europa e il resto dell&#8217;Asia</strong>. Il discorso vale anche per la stessa <strong>Cina</strong>, le cui navi impiegherebbero meno giorni di navigazione (e quindi meno soldi) per arrivare ad Al Faw e, da qui, le merci proseguirebbero poi via terra. Per ultimare il progetto, il Governo di Baghdad stima comunque ancora molti anni di lavoro: il porto è quasi terminato, <strong>ma sulla ferrovia se tutto va bene le opere inizieranno entro il 2025</strong>. Inoltre, occorrerà anche lavorare sul fronte turco ed europeo, potenziando le attuali vie ferroviarie tra l&#8217;Anatolia, la Grecia e i Balcani. La via alternativa a Suez è dunque stata scovata, ma anche in Iraq non si fanno illusioni: vedrà la luce non prima dei prossimi venti anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iraq-si-scrive-al-faw-si-legge-rotta-alternativa-al-canale-di-suez.html">Iraq: si scrive Al Faw, si legge rotta alternativa al Canale di Suez</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il nuovo asse energetico tra Algeria e Libia: un assist all&#8217;Eni e all&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-nuovo-asse-energetico-tra-algeria-e-libia-un-assist-alleni-e-allitalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2024 10:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=449318</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="886" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482-600x277.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482-1024x473.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482-768x354.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482-1536x709.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’annuncio dell’accordo tra la National Oil Corporation (NOC) libica e Sonatrach, la compagnia petrolifera nazionale algerina, per lo sfruttamento del bacino di Ghadames è un evento che potrebbe segnare una svolta significativa sia per il panorama energetico europeo che per gli equilibri geopolitici nel Mediterraneo. Questo progetto, che coinvolge anche l’Italia tramite ENI, non è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/il-nuovo-asse-energetico-tra-algeria-e-libia-un-assist-alleni-e-allitalia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-nuovo-asse-energetico-tra-algeria-e-libia-un-assist-alleni-e-allitalia.html">Il nuovo asse energetico tra Algeria e Libia: un assist all&#8217;Eni e all&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="886" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482-600x277.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482-1024x473.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482-768x354.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241215114532476_c2dbbdb6eac0a5036b397aa22e868b3a-e1734259846482-1536x709.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’annuncio dell’accordo tra la <strong>National Oil Corporation (NOC) libica e Sonatrach, la compagnia petrolifera nazionale algerina</strong>, per lo sfruttamento del bacino di Ghadames è un evento che potrebbe segnare una svolta significativa sia per il panorama energetico europeo che per gli equilibri geopolitici nel Mediterraneo. Questo progetto, che coinvolge anche<strong><a href="https://it.insideover.com/energia/cane-a-sei-zampee-a-stelle-e-strisce-kkr-acquista-il-25-di-enilive.html"> l’Italia tramite ENI, non è solo un’iniziativa economica</a></strong>, ma un tassello fondamentale nel complesso puzzle delle relazioni internazionali legate alle risorse energetiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un giacimento strategico a un passo dall’Europa</h2>



<p>Il bacino di Ghadames, che si estende per 350.000 chilometri quadrati tra Libia, Algeria e Tunisia, rappresenta una risorsa energetica di dimensioni enormi, finora sfruttata solo marginalmente. La sua estensione territoriale e la presenza di <strong>riserve significative di petrolio</strong> e gas naturale lo rendono una delle più promettenti fonti energetiche del Nord Africa. Inoltre, la vicinanza geografica con l’Europa ne amplifica l’importanza strategica: infrastrutture già esistenti, come i gasdotti transmediterranei, potrebbero facilitare il trasporto delle risorse verso i mercati europei.</p>



<p>Per un’Europa che cerca disperatamente di diversificare le sue forniture energetiche e ridurre la dipendenza dal gas russo, Ghadames potrebbe diventare una soluzione cruciale. L’accordo tra NOC e Sonatrach non solo dà il via a un nuovo capitolo nello sfruttamento del giacimento, ma rappresenta anche un modello di cooperazione regionale che potrebbe stabilizzare il mercato energetico nordafricano, rendendolo meno vulnerabile alle crisi politiche locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’alleanza che rafforza la stabilità regionale</h2>



<p>Il coinvolgimento di tre nazioni — Libia, Algeria e Tunisia — nello sfruttamento del bacino di Ghadames è un elemento che contribuisce a garantire maggiore stabilità al progetto. La Libia, in particolare, ha sofferto per anni di instabilità politica e conflitti interni, che hanno spesso bloccato lo sviluppo delle sue risorse energetiche. Tuttavia, l’attuale calma relativa nella Libia occidentale e il sostegno di Sonatrach e ENI aumentano le probabilità di successo di questo ambizioso progetto.</p>



<p>L’Algeria, con la sua lunga esperienza nell’esplorazione e produzione di idrocarburi, offre competenze tecniche e stabilità politica che bilanciano le incertezze libiche. Al tempo stesso, il coinvolgimento della Tunisia come terzo attore potrebbe fungere da garanzia contro possibili tensioni bilaterali, rafforzando la cooperazione regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Impatto geopolitico: un nuovo asse energetico</h2>



<p>L’accordo NOC-Sonatrach ha implicazioni che vanno ben oltre il Nord Africa. In un momento in cui il panorama energetico globale è profondamente scosso dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni contro la Russia, questa iniziativa rappresenta <strong>una nuova speranza per l’Europa.</strong> Garantire un accesso stabile a petrolio e gas naturale provenienti da una regione vicina, tramite partner relativamente affidabili, potrebbe ridurre significativamente la pressione sul mercato europeo e abbassare i costi energetici.</p>



<p>Tuttavia, questo progetto non è solo una buona notizia per l’Europa. È anche un chiaro messaggio alla <strong>Russia e agli altri grandi fornitori energetici:</strong> il Nord Africa è pronto a giocare un ruolo di primo piano nella ridefinizione degli equilibri energetici globali. La possibilità di un’alleanza energetica tra Libia, Algeria e Tunisia potrebbe infatti sfidare la tradizionale supremazia russa e mediorientale, spostando l’asse del potere verso il Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell’Italia e di ENI: un’occasione da non perdere</h2>



<p>Per l’Italia, l’accordo rappresenta una straordinaria opportunità. ENI, già coinvolta nel progetto, ha una lunga storia di collaborazione con i Paesi nordafricani e potrebbe giocare un ruolo chiave nello sviluppo del bacino di Ghadames. Per Roma, questa è un’occasione non solo di rafforzare la propria sicurezza energetica, ma anche di riaffermare il suo ruolo geopolitico nel Mediterraneo.</p>



<p>Tuttavia, il coinvolgimento italiano non deve limitarsi a un approccio puramente commerciale. È fondamentale che l’Italia utilizzi questa occasione per <strong>promuovere una maggiore stabilità politica nella regione,</strong> sostenendo iniziative che favoriscano la cooperazione tra i Paesi coinvolti e garantiscano una distribuzione equa dei benefici derivanti dallo sfruttamento delle risorse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una vittoria per tutti?</h2>



<p>L’accordo tra NOC e Sonatrach per lo sfruttamento del bacino di Ghadames rappresenta una rara combinazione di interessi convergenti tra Nord Africa ed Europa. Se gestito con attenzione, questo progetto potrebbe offrire benefici significativi a tutte le parti coinvolte: risorse energetiche per l’Europa, sviluppo economico per il Nord Africa e una maggiore stabilità regionale.</p>



<p>Tuttavia, il successo di questa iniziativa dipenderà dalla capacità dei governi e delle aziende coinvolte di superare le sfide politiche e logistiche che inevitabilmente emergeranno. In un mondo sempre più interconnesso, il futuro energetico dell’Europa potrebbe essere scritto non a Bruxelles o a Berlino, ma nei deserti del Nord Africa. E l’accordo di Ghadames potrebbe essere il primo passo verso un nuovo equilibrio energetico globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-nuovo-asse-energetico-tra-algeria-e-libia-un-assist-alleni-e-allitalia.html">Il nuovo asse energetico tra Algeria e Libia: un assist all&#8217;Eni e all&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Libia: la Turchia di Erdogan parla con il generale Haftar e sfida il ruolo dell&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sfida-della-turchia-all-italia-sulla-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 15:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo Allargato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=445083</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ankara si riavvicina anche ad Haftar e lancia una sfida aperta all'Italia sul fondamentale dossier riguardante la Libia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sfida-della-turchia-all-italia-sulla-libia.html">Libia: la Turchia di Erdogan parla con il generale Haftar e sfida il ruolo dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Recep-Tayyip-Erdogan-Turkish-president-2560x1703-1-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal novembre 2019 la Turchia è identificata, con riferimento al dossier libico,<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-libia-ha-chiesto-ufficialmente-alla-turchia-di-intervenire.html"> come principale alleata del governo di Tripoli</a>. Di quell&#8217;esecutivo cioè che rappresenta l&#8217;unico, dei due in carica in Libia da diversi anni, riconosciuto a livello internazionale. Ma da qualche mese la situazione sta cambiando. In particolare, Ankara sta sviluppando rapporti molto importanti anche con il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Khalifa Haftar</a>. Ossia con l&#8217;uomo forte dell&#8217;Est della Libia e che ha impiantato a Bengasi le sue strutture di potere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rapporti tra Haftar e la Turchia</h2>



<p>A ottobre ha suscitato scalpore la foto che ritraeva seduto l&#8217;uno accanto all&#8217;altro due personaggi che, almeno sulla carta, appaiono come due dei più acerrimi rivali nel contesto libico. Da un lato infatti c&#8217;era <strong>Saddam Haftar</strong>, figlio del generale con velleità di successione, al suo fianco invece era ben riconoscibile <strong>Imed Trabelsi</strong>, ossia il ministro dell&#8217;Interno del governo di Tripoli. </p>



<p>La foto è stata scattata nell&#8217;ambito del <em>Saha Expo 2024</em>, l&#8217;appuntamento che riunisce annualmente a Istanbul espositori e investitori del settore della Difesa. Dunque, sia Haftar che Trabelsi hanno ricevuto e accettato l&#8217;invito proveniente direttamente dalle autorità turche. In un dossier intricato come quello libico, questo non costituisce un dettaglio affatto secondario ma, al contrario, ha dato il segno del lavoro diplomatico di questi mesi da parte di Ankara. </p>



<p>L&#8217;obiettivo della Turchia sembra infatti essere quello di<strong> riuscire a dialogare con entrambe le principali parti libiche</strong>. Un obiettivo che è apparso ancor più palese pochi giorni fa, quando i canali social dell&#8217;esercito di Haftar hanno mostrato un incontro avvenuto tra propri generali e l&#8217;<strong>addetto militare turco inviato a Bengasi.</strong> Anche se ai colloqui non ha preso parte lo stesso Haftar, tuttavia la presenza di funzionari turchi a Bengasi è alquanto indicativa sulle vere velleità di Erdogan. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Libyan General Khalifa Haftar’s forces recently met with Turkish military attaché in Benghazi to discuss strengthening military cooperation, marking the first publicly acknowledged meeting between Turkish officials and Haftar’s forces. <a href="https://t.co/6vZmnxx2xP">pic.twitter.com/6vZmnxx2xP</a></p>&mdash; Mike (@Doranimated) <a href="https://twitter.com/Doranimated/status/1855593274825744529?ref_src=twsrc%5Etfw">November 10, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Brutte notizie per l&#8217;Italia</h2>



<p>Fino a oggi a poter vantare rapporti importanti sia con Tripoli che con Bengasi è stata l&#8217;Italia. Il nostro Paese, per esempio, è l&#8217;unico tra quelli occidentali ad avere un&#8217;<strong>ambasciata operativa a Tripoli </strong>e ad avere riaperto un<strong> consolato a Bengasi</strong>. I vari governi alternatisi a Palazzo Chigi nell&#8217;ultimo decennio, pur riconoscendo solo le autorità tripoline, hanno intrattenuto rapporti anche con il generale Haftar. </p>



<p>Il tutto per sfruttare al meglio il <strong>know how italiano in Libia</strong> e accreditare Roma quale principale attore capace di mediare. Questo ha permesso di ridimensionare la portata dell&#8217;alleanza siglata nel 2019 tra Ankara e Tripoli e di continuare a recitare un<strong> ruolo di primissimo piano</strong>, specie a livello economico. </p>



<p>Ma con la nuova strategia inaugurata dalla Turchia, il ruolo dell&#8217;Italia potrebbe essere messo ancora una volta in discussione. L&#8217;impressione è che il presidente turco Erdogan, rimasto insoddisfatto per i pochi guadagni in termini economici e strategici dall&#8217;alleanza con Tripoli, adesso voglia sfidare direttamente Roma e giocarsi il tutto e per tutto in ogni area del Paese nordafricano. Mettendo sul piatto preziose collaborazioni sul piano militare, vitali per evitare di far dipendere Haftar dalle milizie o dall&#8217;aiuto degli ex miliziani Wagner arrivati dalla Russia nel 2016. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sfida-della-turchia-all-italia-sulla-libia.html">Libia: la Turchia di Erdogan parla con il generale Haftar e sfida il ruolo dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Valencia, la tragedia dell&#8217;alluvione ricorda che il Mediterraneo ha un problema con il clima</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/valencia-la-tragedia-alluvione-ricorda-che-il-mediterraneo-ha-un-problema-con-il-clima.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 08:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=334738</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>La Spagna meridionale è travolta dalle piogge torrenziali, Valencia è in ginocchio per l&#8217;esplosione del fiume Turia dopo che nella notte tra il 29 e il 30 ottobre è caduta in 8 ore la stessa quantità di pioggia che si riversa sulla città iberica in sei mesi. A travolgere la città spagnola e a causare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/valencia-la-tragedia-alluvione-ricorda-che-il-mediterraneo-ha-un-problema-con-il-clima.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/valencia-la-tragedia-alluvione-ricorda-che-il-mediterraneo-ha-un-problema-con-il-clima.html">Valencia, la tragedia dell&#8217;alluvione ricorda che il Mediterraneo ha un problema con il clima</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-30_Inundacions_Octubre_de_2024_a_lHorta_Sud_24-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>La Spagna meridionale è travolta dalle piogge torrenziali, <strong>Valencia è in ginocchio per l&#8217;esplosione del fiume Turia</strong> dopo che nella notte tra il 29 e il 30 ottobre è caduta in 8 ore la stessa quantità di pioggia che si riversa sulla città iberica in sei mesi. A travolgere la città spagnola e a causare una massiccia serie di esondazioni che hanno prodotto almeno cento morti un fenomeno climatico estremo molto raro. Direttamente collegabile al fronte climatico del Mediterraneo. </p>



<script type="text/javascript" src="//services.brid.tv/player/build/brid.min.js"></script><div id="Brid_38718" class="brid" style="width:16;height:9;" > </div> <script type="text/javascript"> $bp("Brid_38718", {"id":"45519","width":"16","height":"9","video":"1869096"}); </script>



<p>Come scrive Geopop, &#8220;all&#8217;origine di questo evento estremo c&#8217;è quello che il servizio meteorologico spagnolo chiama DANA (acronimo di Depresion Aislada en Niveles Alto, in italiano “depressione isolata nei livelli alti”). Si tratta di un sistema a bassa pressione con circolazione interna chiusa separato dalla circolazione generale dell&#8217;atmosfera che si muove indipendentemente da quest&#8217;ultima&#8221;.</p>



<p><a href="https://www.geopop.it/alluvioni-in-spagna-a-valencia-almeno-70-morti-cose-un-dana-e-le-cause-del-fenomeno-atmosferico/">Geopop ricorda che questa </a>&#8220;bolla&#8221; a sé &#8220;è scesa di quota e ha incontrato aria più calda e umida al suolo, anche per via di un Mar Mediterraneo con acque superficiali decisamente più calde della media del periodo (anche di 3-4 °C sopra la media)&#8221;. <strong>L&#8217;impatto ha prodotto il vero e proprio ciclone che ha messo in ginocchio la Spagna.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ennesimo evento che mette nel mirino il Mediterraneo</h2>



<p>La tragedia di Valencia ci ricorda che uno dei fronti più caldi dei cambiamenti climatici su scala globale è il <strong>Mar Mediterraneo</strong>. Il “Grande Mare”, bacino chiuso e di dimensione minore rispetto agli oceani del pianeta, sperimenta in forma accelerata le stesse problematiche di surriscaldamento, acidificazione e cambiamento <a href="https://it.insideover.com/ambiente/limportanza-decisiva-degli-oceani-per-il-clima-globale.html">biologico che caratterizzano le grandi masse d’acqua.</a></p>



<p>Questo è oltremodo significativo nel contesto di un mare che è da sempre abitato sulle sue sponde da una delle più ampie, variegate e dense concentrazioni di società e comunità umane e che rappresenta un bacino in perenne dialogo con un’ampia area terrestre di riferimento, dall’Europa al Sahel.</p>



<p>La <a href="https://it.insideover.com/ambiente/cosa-spettarsi-alle-bombe-climatiche.html">pericolosa ondata di caldo </a>del 2021 e la tempesta “Apollo” che hanno toccato la Sicilia, suo malgrado centro non solo geopolitico del Mediterraneo, da agosto di quell&#8217;anno in avanti e le alluvioni dell&#8217;Emilia-Romagna del 2023-2024 hanno segnalato anche nell’opinione pubblica italiana l’immanenza della sfida. Parliamo di eventi climatici estremi che segnalano la rottura di equilibri naturali delicati, di scosse telluriche aventi le loro ripercussioni anche al di là del Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un clima in continuo mutamento</h2>



<p><a href="https://ufmsecretariat.org/climate/">La scienza mostra con certezza che il Mediterraneo si sta riscaldando velocemente</a>, e sempre nuove analisi dettagliano le vere misure del problema. <a href="https://news.mit.edu/2020/why-mediterranean-climate-change-hotspot-0617">Uno studio</a> del Mit di Boston pubblicato nel 2020 sul&nbsp;<em>Journal of Climate</em>, tra le maggiori riviste accademiche di settore, segnala il Mediterraneo intero come un hotspot. Le ricerche sul campo hanno contribuito a sottolineare come l’inaridimento generale delle regioni del Mediterraneo sia da far risalire alla confluenza tra due problematiche: da un lato, un riscaldamento delle masse d’aria delle alte quote atmosferiche; dall’altro, una riduzione graduale e continua del differenziale di temperatura tra terra e mare dovuta al fatto che il Mediterraneo ha un tasso di riscaldamento superiore del 20% alla media mondiale, dato che può comportare <a href="https://wwf.panda.org/wwf_news/?2821966/Mediterranean-is-turning-into-the-fastest-warming-sea-with-irreversible-changes-for-marine-and-human-life">secondo il Wwf un innalzamento medio del livello dei mari di un metro entro il 2100.</a> Nessuna di queste problematiche da sola può contribuire a creare una&nbsp; “bomba” climatica, ma la loro convergenza, legata a dinamiche di lungo periodo in avanzamento su scala mondiale, crea il contesto problematico del Mediterraneo odierno.</p>



<p>Non è un caso che il Grande Mare sia lo scenario in cui la possibilità di una “Grande Tempesta” climatica, <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-la-grande-tempesta-per-leconomia-globale.html">associata dallo storico dell’economia Adam Tooze a uno scenario regionale</a> in un dialogo con <em>Inside Over</em>, è maggiormente ipotizzabile. In particolare, il Mediterraneo subisce un </p>



<p>: se da un lato secondo diversi studi si ritiene che il riscaldamento globale causerà su buona parte del globo un aumento delle precipitazioni, dall’altro i dati riportati anche dal Mit segnalano che il <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/dossier/interesse-nazionale/mediterraneo-italia-interesse-nazionale-marina-militare/">Mediterraneo</a> mostra un andamento opposto: localmente, fino al 40% della precipitazione invernale potrebbe andare persa, oppure rischia di concentrarsi in pochi eventi catastrofici come avvenuto in Sicilia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conseguenze geopolitiche</h2>



<p>La siccità e la “saharizzazione” del clima del bacino del Mediterraneo può imporre anche delle conseguenze sociali, economiche e politiche. Non a caso i fenomeni dominanti nel Mediterraneo <a href="https://ufmsecretariat.org/wp-content/uploads/2019/10/MedECC-Booklet_EN_WEB.pdf">da alcuni anni a questa parte sono le ondate di siccità.</a> La combinazione tra riscaldamento, riduzione delle precipitazioni e siccità, che concentrano l’uscita di piogge e precipitazioni in pochi eventi estremi, è stato pagato con forza dall’Italia in questo 2021: la torrida estate 2021 del&nbsp;<a href="https://www.greenandblue.it/2021/09/09/news/l_estate_del_2021_e_stata_la_piu_calda_in_europa-317111130/">record di caldo in Europa</a> ha visto lo Stivale pagare un prezzo altissimo tanto a livello di siccità quanto di danni alle coltivazioni: quasi ogni regione è risultata in estrema sofferenza per terreni aridi, fiumi a secco, desertificazione e carenza di pioggia e in quelle dove si è riusciti a portare avanti i raccolti grandine ed eventi meteo intensi hanno fatto disastri. E contribuito a sconvolgimenti geopolitici: tra il 2008 e il 2011, ad esempio, dopo un lungo periodo stabile (riscaldamento di un grado di media dal 1931 al 2008) il Medio Oriente e il Nord Africa vicini al Mediterraneo subirono un profondo deficit di precipitazioni, un aumento dell’evaporazione idrica e un’ondata di siccità che ha contribuito a danneggiare i raccolti e aumentare i prezzi delle materie prime alimentari. Questo ha contribuito a innescare la miccia di quelle che sarebbero divenute le <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-fallimento-conclamato-della-primavera-araba-a-dieci-anni-di-distanza.html" target="_blank" rel="noopener">Primavere Arabe,</a> </strong>nate nei mercati e nei suk delle regioni del Maghreb come rivolte per il pane.</p>



<p>Un’altra questione problematica è quella degli stock ittici. “Il riscaldamento delle acque”, <a href="https://www.lindipendente.online/2021/02/08/clima-e-conflitti-geopolitici-i-pescatori-del-mediterraneo-nella-tempesta-perfetta/" target="_blank" rel="noopener">nota </a><em>L’Indipendente, “</em>ha portato molti pescatori a spingersi sempre più a largo alla ricerca di pesce, e ad essere meno esigenti riguardo a dove calano le reti. <a href="http://www.fao.org/3/cb2429en/CB2429EN.pdf">Il rischio è che alcuni uomini finiscano immischiati in controversie territoriali</a>. È il caso dei pescatori italiani che navigavano in acque contese, sequestrati dalle autorità libiche”. </p>



<p>L’incrocio tra la pesca eccessiva, l&#8217;inquinamento causato dalla plastica, l&#8217;acidificazione, il riscaldamento globale sta contribuendo al declino di buona parte della fauna ittica mediterranea e secondo il <a href="https://stecf.jrc.ec.europa.eu/documents/43805/55543/STECF+19-01+adhoc+-+CFP+monitoring.pdf/534ac27c-d0b7-446f-96d0-9a8a1ec68a6c?version=1.1&amp;download=true"><em>report</em></a> sullo stato di salute dei mari pubblicato dalla Commissione europea specie come la sardina iberica e il nasello mediterraneo potrebbero presto estinguersi commercialmente nelle acque mediterranee, danneggiando le comunità che vivono di pesca in Europa e, soprattutto, Nord Africa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Clima mediterraneo addio?</h2>



<p>In questo contesto il clima delle aree profonde dell’Africa potrebbe plasmare sempre di più quello della sponda nord del Mediterraneo, portando di fatto alla marginalizzazione delle aree in cui la tipologia di clima che prende il nome <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/lunga-epopea-storica-mediterraneo-crocevia-civilt-1963517.html">dal Grande Mare</a> è dominante. Di questo problema ha segnalato l’importanza una grande società di consulenza strategica del calibro di McKinsey,<a href="https://www.mckinsey.com/business-functions/sustainability/our-insights/a-mediterranean-basin-without-a-mediterranean-climate"> in un ampio e dettagliato studio sugli impatti geoeconomici dei cambiamenti climatici nel Mediterraneo.</a> McKinsey ha segnalato che secondo le sue proiezioni raddoppieranno <strong>da qui al 2050 i giorni con più di 37 gradi in un anno in diverse regioni, dalla Turchia al Sud della Spagna</strong>. Quattro prodotti simbolo dell’agricoltura e della dieta mediterranea (grano, olive, pomodoro, uva) che contribuiscono al 40% del Pil del settore primario nel bacino della regione rischiano di vedere  la loro produzione andare a picco in un contesto che potrà vedere, secondo <a href="https://www.mckinsey.com/~/media/mckinsey/business%20functions/sustainability/our%20insights/a%20mediterranean%20basin%20without%20a%20mediterranean%20climate/a-mediterranean-basin-without-a-mediterranean-climate.pdf">McKinsey, Italia, Spagna, Portogallo e Grecia sperimentare siccità prolungate fino a sei mesi ogni anno.</a>  Una testimonianza della portata degli impatti reali che la grande emergenza ambientale potrà avere nella regione. E che nelle ultime giornate è drammaticamente emersa nel suo epicentro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Apollo mette a nudo la vulnerabilità climatica del Mediterraneo</h2>



<p>L&#8217;imprevedibilità degli eventi estremi è spesso capace di creare, negli stessi contesti geografici, forti fluttuazioni. Un caso di studio è quello della Sicilia del 2021, che ha visto compenetrarsi eventi diversi a poca distanza, nella dimostrazione di una &#8220;nuova normalità&#8221; cui dovremo abituarci. La <a href="https://it.insideover.com/politica/sicilia-il-pivot-strategico-italiano-nel-mediterraneo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sicilia</strong></a> in quel durissimo  2021 ha conosciuto gli estremi opposti. Ad agosto nella cittadina di <strong>Floridia</strong>, in provincia di Siracusa, è stato registrato il livello più alto di temperatura mai avuto in Europa. Quei 48.8 gradi annotati dai termometri hanno segnato un record. Poco dopo quelle stesse zone sono flagellate da <strong>Apollo</strong>, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/onde-4-metri-strade-bloccate-apollo-colpisce-sicilia-1985434.html" target="_blank" rel="noopener">la tempesta tropicale</a> che ha colpito a fine ottobre l&#8217;isola. Per questo in tanti hanno sottolineato come l&#8217;andamento climatico degli ultimi mesi sia figlio dei mutamenti occorsi nella natura.</p>



<p>Il 26 ottobre nella sola Catania in poche ore è caduta tanta acqua quanto solitamente se ne accumula in sei mesi: un&#8217;anticipazione di quel che sarebbe successo a Valencia tre anni dopo. Il disastro è stato inevitabile. Tre vittime e danni materiali ingenti in una zona già tartassata economicamente dal Covid. Il livello di distruzione è stato acuito senza dubbio dalla cementificazione. Anche a Catania e nell&#8217;hinterland di vie di sfogo dell&#8217;acqua ne sono rimaste poche.</p>



<p>Catania ieri, Valencia su scala più grande oggi: la durezza del cambiamento climatico che ha nel Mediterraneo la sua trincea mette il &#8220;Grande Mare&#8221; al centro dell&#8217;attenzione e impone di studiarne le dinamiche per capire una &#8220;nuova normalità&#8221; a cui dovremo abituarci e le cui conseguenze andranno, in futuro, mitigate.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/valencia-la-tragedia-alluvione-ricorda-che-il-mediterraneo-ha-un-problema-con-il-clima.html">Valencia, la tragedia dell&#8217;alluvione ricorda che il Mediterraneo ha un problema con il clima</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tra Europa e Mediterraneo, la grande strategia di Pedro Sanchez</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tra-europa-e-mediterraneo-la-grande-strategia-di-pedro-sanchez.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 08:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=440510</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1385" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-1024x739.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-1536x1108.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pedro Sanchez e il governo spagnolo stanno, negli ultimi anni, costruendo una strategia di proiezione internazionale che garantisce al governo di Madrid un discreto margine d&#8217;azione e permette al titolare della Moncloa di espandere, gradualmente, il peso del Paese negli affari internazionali. L&#8217;ultimo anno ha mostrato tutta la proiezione di Sanchez e del governo guidato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-europa-e-mediterraneo-la-grande-strategia-di-pedro-sanchez.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-europa-e-mediterraneo-la-grande-strategia-di-pedro-sanchez.html">Tra Europa e Mediterraneo, la grande strategia di Pedro Sanchez</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1385" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-1024x739.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-1536x1108.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Pedro Sanchez</strong> e il governo spagnolo stanno, negli ultimi anni, costruendo una strategia di proiezione internazionale che garantisce al governo di Madrid un discreto margine d&#8217;azione e permette al titolare della Moncloa di espandere, gradualmente, il peso del Paese negli affari internazionali. </p>



<p>L&#8217;ultimo anno ha mostrato tutta la proiezione di Sanchez e del governo guidato dal suo <strong>Partito Socialista Operaio di Spagna (Psoe)</strong> in coalizione con un&#8217;ampia congregazione di forze autonomiste e di sinistra radicale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa vista da Madrid</h2>



<p>Per Sanchez l&#8217;attenzione al contesto internazionale e alla grande politica è al contempo frutto e conseguenza del lungo periodo passato al governo, dal 2018 a oggi: <strong>da un lato, per conquistarsi la rielezione il presidente del governo ha unito tutte le forze</strong> ostili alla possibile convergenza tra <strong>Partito Popolare e destra conservatrice di Vox</strong> scommettendo sulla chiusura della questione catalana e sul consolidamento delle riforme laburiste e progressiste per controbilanciare i nuovi venti nazionalisti che soffiano nel Paese. Questo ha indubbiamente contribuito a una situazione interna molto delicata e tuttora il futuro della scommessa del capo di governo resta incerta.</p>



<p>Dall&#8217;altro, l&#8217;esperienza maturata e la necessità di proiettare l&#8217;immagine di un governo operativo e in continuo rafforzamento si sommano a una <strong>chiara percezione degli equilibri globali</strong> e del ruolo della Spagna al suo interno. </p>



<p><strong>Europa e Mediterraneo sono stati gli assi determinanti</strong> della sua politica e al contempo Madrid ha spinto per portare l&#8217;agenda degli organi di riferimento laddove era possibile spingerla verso i campi di suo interesse: <strong>ad esempio, spingendo molto sul tema della transizione energetica</strong>, che per la Spagna è un terreno vergine non essendo Madrid ancorata alle reti del resto dell&#8217;Europa continentale, e facendo muro contro <strong>qualsiasi ipotesi di ritorno a forme estreme di rigore</strong>. </p>



<p>In quest&#8217;ottica, nella &#8220;grande coalizione&#8221; tra Popolari e Socialisti Sanchez ha promosso, col suo partito ormai leader nel campo del centrosinistra europeo al pari di Partito Democratico e socialdemocrazia tedesca, l&#8217;idea di fare da cane da guardia della linea programmatica del proprio campo. Ottenendo in cambio posizioni decisive in Europa:<strong> le due ultime vicepremier di Sanchez, Nadia Calvino e Teresa Ribera,</strong> hanno lasciato l&#8217;esecutivo per ottenere ruoli apicali. Calvino è oggi la presidente della <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/alla-scoperta-della-bei-ecco-il-gigante-nascosto-deuropa.html">Banca europea degli investimenti (Bei)</a></strong>, mentre <strong>Ribera</strong> sarà, nella <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/von-der-leyen-bis-parla-di-lotta-alle-fake-news-peccato-che-somigli-alla-censura.html">seconda commissione di Ursula von der Leyen,</a> titolare di un maxi-portafoglio che allo strategico fronte della Concorrenza unirà ambiente e transizione energetica. Insomma, dalle scrivanie delle due compagne di viaggio di Sanchez passeranno scelte che riguarderanno <strong>investimenti per decine di miliardi di dollari</strong> in infrastrutture, transizione energetica, digitalizzazione.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Due misure del sottovalutato successo europeo di Sanchez. La BEI investe 90 miliardi l&#39;anno e forse dovrà investirne molti di più in futuro. La DGCOMP è la burocrazia più importante di Bruxelles e sono stati approvati in 15 mesi tra 2022 e 2023 730 miliardi di aiuti di Stato.</p>&mdash; Alessandro Aresu (@alearesu) <a href="https://twitter.com/alearesu/status/1836114404288479454?ref_src=twsrc%5Etfw">September 17, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La Spagna e il Mediterraneo secondo Sanchez</h2>



<p>Un peso maggiore per l&#8217;Europa del Sud nell&#8217;Ue vuol dire, al contempo, un rilancio del <strong>ruolo del Mediterraneo nella strategia spagnola</strong>. Tra Europa e Nato, in particolare, Sanchez ha interpretato l&#8217;ultima forma di quel &#8220;<strong>socialismo mediterraneo</strong>&#8221; che tra gli Anni Ottanta e Novanta contraddistinse l&#8217;azione di figure come <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/italia-sovrana-di-bettino-craxi.html">Bettino Craxi</a>, François <a href="https://it.insideover.com/politica/la-verita-sui-rapporti-tra-craxi-e-mitterand.html">Mitterrand</a>, Felipe Gonzalez e Andreas Papandreou</strong> tra Italia, Francia, Spagna e Grecia. Una visione politica che a una chiara connotazione laburista e progressista sul fronte interno univa un <strong>realismo geopolitico</strong> sul ruolo dell&#8217;Europa nel Mediterraneo, verso il mondo arabo e nel dialogo con i Paesi dell&#8217;altra sponda del<a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/il-mar-mediterraneo-crocevia-di-civilita.html"> Grande Mare. </a></p>



<p>Europa e Mediterraneo come punti di riferimento prima dell&#8217;Occidente: Sanchez, come in Italia Craxi negli Anni Ottanta, ha prestato molta attenzione a dare questo riferimento alla sua politica. Nasce da questo l&#8217;attivo ruolo per esercitare influenza nell&#8217;estero vicino, anche a costo di scelte dolorose come l&#8217;<strong>apertura alla sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale</strong> che ha scontentato l&#8217;Algeria. Il governo di Sanchez ha, del resto, spinto sulla chiusura della questione catalana proprio <strong>per recuperare una regione strategica per la proiezione nel Mediterraneo</strong> e evitare una &#8220;mina&#8221; geopolitica interna. Scelta complementare all&#8217;accordo diretto con la Francia siglato nel 2023.</p>



<p>Al contempo, l&#8217;economia di trasformazione spagnola vive, anche se non soprattutto, di interscambio col mondo e dunque l&#8217;export del Paese, non escluso quello massiccio di automobili che guida l&#8217;industria nazionale, <strong>è garantito dalla sicurezza delle rotte marittime</strong>. In piccolo, una visione della strategia simile a quella italiana che ha portato Sanchez a enfatizzare la <strong>sicurezza dell&#8217;ambito mediterraneo</strong>, in cui vede &#8220;il cuore d&#8217;Europa&#8221;, come prioritaria per gli interessi del Paese e dell&#8217;Unione. A luglio il diplomatico spagnolo Javier Colomina è stato nominato <strong>inviato speciale della Nato per il fianco Sud</strong>. Un ulteriore segno della proiezione internazionale del governo Sanchez, che inoltre forte di fronte agli alleati occidentali di una linea coerente e ferma di <strong>sostegno all&#8217;Ucraina</strong> ha potuto permettersi un gradiente notevole di autonomia sulla <strong>crisi di Gaza.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le mosse su Gaza</h2>



<p>Tra il 2023 e il 2024 Sanchez ha duramente criticato l&#8217;escalation israeliana a Gaza dopo i massacri di Hamas del 7 ottobre 2023. Inoltre, ha spinto dall&#8217;inizio per la linea del <strong>cessate il fuoco in cambio del rilascio degli ostaggi e l&#8217;ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia</strong> che per primo,<a href="https://www.true-news.it/venti-di-guerra/liberare-gli-ostaggi-e-finire-il-massacro-la-linea-francesco-sanchez-la-chiave-per-la-guerra-a-gaza"> assieme a Papa Francesco, </a>ha difeso molto in anticipo rispetto al momento in cui è diventata la linea dominante delle cancellerie internazionali. </p>



<p>Sanchez ha poi compiuto il passo di <strong>garantire il riconoscimento spagnolo dello </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-sanchez-la-spagna-riconosce-ufficialmente-la-palestina-assieme-a-irlanda-e-norvegia.html"><strong>Stato di Palestina</strong> assieme a Irlanda, Norvegia</a> e, in un secondo momento, <a href="https://it.insideover.com/politica/un-dovere-morale-anche-la-slovenia-riconosce-la-palestina.html">Slovenia</a> per mandare un messaggio a Benjamin Netanyahu. Al quale, dopo le bombe lanciate da Israele sulla missione Unifil in Libano di cui la Spagna è uno dei maggiori contributori,<a href="https://it.insideover.com/guerra/meloni-sveglia-e-ora-di-mandare-un-segnale-basta-armi-a-israele.html"> ha assieme a Emmanuel Macron chiesto di <strong>fermare ogni forma di spedizione di armi.</strong></a></p>



<p>Il senso della Spagna per la crisi di Gaza è chiaro: gli effetti regionali e la destabilizzazione che impone contribuiscono a <strong>rendere instabile quel quadrante mediterraneo</strong> su cui insistono gli <strong>interessi vitali di Madrid</strong>. A ciò si aggiunge la volontà di Sanchez di ribadire la storica vicinanza tra il socialismo mediterraneo e le istanze di pacificazione della questione israelo-palestinese, che in questa fase prendono le mosse del rifiuto contemporaneo dell&#8217;estremismo di Hamas e di quello nazionalista della destra xenofoba israeliana. Una linea che impone coerenza politica per essere difesa. E che mostra l&#8217;<strong>ampiezza della proiezione spagnola</strong>, che vive una fase di espansione della sua politica estera. E oramai gioca da grande sia in Europa che nella regione di riferimento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-europa-e-mediterraneo-la-grande-strategia-di-pedro-sanchez.html">Tra Europa e Mediterraneo, la grande strategia di Pedro Sanchez</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Meloni, sveglia! È ora di mandare un segnale, basta armi a Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/meloni-sveglia-e-ora-di-mandare-un-segnale-basta-armi-a-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 09:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Unifil]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=440408</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-1536x1018.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Meloni, sveglia! Sullo stop alle armi a Israele Sanchez e Macron battono la premier e mostrano di avere una visione strategica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/meloni-sveglia-e-ora-di-mandare-un-segnale-basta-armi-a-israele.html">Meloni, sveglia! È ora di mandare un segnale, basta armi a Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-1536x1018.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Continuare a fornire armi a Israele alla luce del carnaio di Gaza, dell&#8217;attacco al Libano e delle bombe sulla missione <a href="https://it.insideover.com/dossier/bombe-su-unifil">Unifi</a>l? Per <strong>Emmanuel Macron e Sanchez</strong> non se ne parla. Quanto a <strong>Giorgia Meloni</strong>, la questione genera più imbarazzo. Il <strong>recente vertice dell&#8217;EuroMed,</strong> il summit che riunisce i nove Paesi mediterranei e del Sud Europa membri dell&#8217;Unione Europea (Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta,<a href="https://it.insideover.com/politica/un-dovere-morale-anche-la-slovenia-riconosce-la-palestina.html"> Slovenia</a> e Croazia), tenutosi a Pafo (Cipro) ha mostrato questa diversità di vedute. </p>



<p><strong>Il comunicato finale parla chiaro: Roma, Parigi e Madrid</strong> sono concordi nel dettare la linea del rifiuto degli attacchi di Tel Aviv alla missione internazionale in Libano, si schierano compatte per la de-escalation e chiedono a Benjamin Netanyahu moderazione. Manca, nel comunicato, ogni riferimento allo stop delle armi a Tel Aviv. La <strong>posizione di Macron e<a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-sulla-palestina-sanchez-ha-vinto-la-sua-scommessa.html"> Sanchez</a></strong> è nota. Da tempo il presidente del governo spagnolo ha <strong>chiesto lo stop</strong> alle forniture a Israele, e nel recente incontro con Papa Francesco ha messo a terra la richiesta di una pressione internazionale sul tema. Macron ha alzato l&#8217;asticella dopo l&#8217;invasione del Libano. E Meloni? <strong>Tergiversa, e non è un bene</strong>.</p>



<p>L&#8217;assenza del tema delle armi dal comunicato indica un vuoto politico. E quel vuoto non può che essere quello italiano. Una dimostrazione di debolezza che va in controtendenza con le <strong>dure parole del ministro della Difesa Guido Crosetto</strong> dopo le prime bombe su Unifil e la netta presa di posizione della stessa Meloni con Netanyahu sul rifiuto di ritirare la missione. <strong>Spagna e Francia, sommate, hanno un contingente in Unifil</strong> paragonabile a quello italiano e Madrid ha anche il comando in questa fase, quindi hanno lo stesso titolo per parlare di Roma. La cui <a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-un-anno-dopo-litalia-e-il-suo-governo-alla-prova-della-guerra-di-gaza.html"><strong>prova della verità</strong> è adesso</a>. E bisogna pensare al fatto che oggi più che mai la <strong>deterrenza verso Israele</strong> può essere esercitata con efficacia mostrando che calpestare le linee rosse della comunità internazionale comporta un danno ai rapporti amichevoli con i Paesi partner.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/unifil-e-tutto-il-resto-basta-far-finta-di-non-vedere-basta-prendere-ordini-da-netanyahu.html">&#8220;Basta prendere ordini da Netanyahu&#8221;: l&#8217;editoriale di Fulvio Scaglione</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Cosa detta la reticenza italiana? Il timore di perdere <strong>poche commesse residue il cui congelamento potrebbe far emergere però un tema politico</strong> importante? La volontà di non mostrarsi in scia a Francia e Spagna? Il timore di creare imbarazzo laddove, soprattutto a Washington, il governo Meloni guarda per i suoi riferimenti geopolitici? Il dato di fatto è che si è persa l&#8217;occasione di <strong>mettere pressione a Tel Aviv</strong> con una semplice applicazione politica del vecchio detto di Archimede: datemi una leva (in questo caso il blocco di accordi marginali e già in larga parte disapplicati) e vi solleverò il mondo (facendo presente a Israele le linee rosse dell&#8217;Italia). <strong>Parigi e Madrid hanno colto questa necessità, Roma no</strong>: sarebbe interessante capire perché sugli armamenti ci sia questa reticenza, quando <strong>anche capi di Stato Maggiore di ieri (<a href="https://it.insideover.com/guerra/senza-unifil-in-libano-si-rischia-la-guerra-di-tutti-contro-tutti-parla-il-generale-camporini.html">Vincenzo Camporini</a>) e di oggi (Luciano Portolano)</strong> denunciano l&#8217;eccessiva tensione creata dalle truppe d&#8217;Israele e si impone il rispetto dell&#8217;impegno internazionale.</p>



<p>Abbiamo provato a elaborare, in tal senso, alcuni <strong>esempi di strategie con cui Roma</strong> potrebbe, in caso di escalation, mostrare a Tel Aviv di esistere e resistere sul caso Unifil. Nessuna di queste politiche potrebbe essere letta come una minaccia esistenziale alla sicurezza israeliana o un pregiudizio ai rapporti con lo Stato Ebraico. Tutte, però, avrebbero un sistemico peso politico.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Cosa può fare, realisticamente, l&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/Italia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Italia</a> per pressare <a href="https://twitter.com/hashtag/Israele?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Israele</a> e tenere il punto su <a href="https://twitter.com/hashtag/UNIFIL?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UNIFIL</a>? Alcune opzioni di politiche paventabili per influenza o deterrenza:<br>1. Revisione via golden power di accordi in settori strategici<br>2. Congelamento di contratti per forniture armi 1/</p>&mdash; Andrea Muratore (@Murandrea1) <a href="https://twitter.com/Murandrea1/status/1845505405977243896?ref_src=twsrc%5Etfw">October 13, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">6. Revisione di accordi e investimenti <a href="https://twitter.com/hashtag/Eni?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Eni</a> nel settore energetico di <a href="https://twitter.com/hashtag/Israele?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Israele</a><br>7. Spinta sui Paesi del corridoio <a href="https://twitter.com/hashtag/IMEC?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#IMEC</a> per condizionare avanzamento a buona condotta di Tel Aviv<br>8. Raffreddamento fino a nuovo ordine della condivisione di Intelligence<br>9. Richiamo ambasciatore</p>&mdash; Andrea Muratore (@Murandrea1) <a href="https://twitter.com/Murandrea1/status/1845505410704585092?ref_src=twsrc%5Etfw">October 13, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il tema delle forniture d&#8217;armi è uno dei nove possibili scenari di pressione, <strong>ma forse il più emblematico</strong> per il potenziale politico e simbolico che garantirebbe. Madrid e Parigi, in scia a Londra, l&#8217;hanno capito. </p>



<p><strong>Meno complesso, ad esempio, della pressione su Eni per raffreddare le politiche energetiche </strong>nel mare israeliano o della revisione tramite <strong>golden power</strong> degli investimenti israeliani in campi strategici, dalla tecnologia per la difesa ai semiconduttori, rappresenterebbe un perno politico notevole. E avvicinerebbe un&#8217;<strong>unità europea</strong> non dando più giustificazioni all&#8217;ultimo big europeo, la Germania, che è ancora reticente, per via del trauma storico che l&#8217;accompagna, a una posizione più diretta nei confronti dell&#8217;escalation israeliana. Berlino potrà sempre farsi scudo dietro Roma se alle parole non faremo seguire i fatti. E allora sì che potremo parlare di un&#8217;occasione mancata. Macron e Sanchez l&#8217;hanno capito. Meloni deve ancora prendere coraggio. Il coraggio, soprattutto, di deludere Netanyahu e gli Stati Uniti e di contribuire a plasmare un&#8217;<strong>unità europea d&#8217;intenti</strong> ora più che mai necessaria. Anche per valorizzare l&#8217;interesse nazionale nel Mediterraneo, che passa dalla fine dell&#8217;escalation israeliana in Libano e dalla tutela di Unifil.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/meloni-sveglia-e-ora-di-mandare-un-segnale-basta-armi-a-israele.html">Meloni, sveglia! È ora di mandare un segnale, basta armi a Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Tunisia, salvata dai petrodollari del golfo, si allontana dall&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-direzione-presa-dalla-tunisia-salvata-dalle-petromonarchie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 08:47:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[nord Africa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=436092</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="784" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tunisia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883-600x245.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883-300x123.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883-1024x418.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883-768x314.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883-1536x627.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Tunisia al voto tra mille incognite, a partire dal posizionamento geopolitico sempre più incerto da parte di Kais Saied.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-direzione-presa-dalla-tunisia-salvata-dalle-petromonarchie.html">La Tunisia, salvata dai petrodollari del golfo, si allontana dall&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="784" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tunisia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883-600x245.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883-300x123.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883-1024x418.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883-768x314.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913234731559_7c2a58fa3d8f96628e2f0774cf99e484-e1726303770883-1536x627.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 6 ottobre<strong> la Tunisia andrà al voto</strong>, anche se per la verità il risultato appare scontato. Come per la vicina Algeria, dove l&#8217;uscente <strong>Abdelmadjid Tebboune</strong> ha vinto con oltre il 94% dei consensi, anche qui il presidente in carica è quasi certo della vittoria.<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kais-saied-il-nuovo-uomo-forte-della-tunisia.html"> Kais Saied</a> si prepara al suo secondo mandato, il tutto in un quadro dove, in barba alla <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-primavera-araba.html">primavera araba del 2011</a>, il potere appare sempre più accentrato nelle mani del capo dello Stato. Il voto tunisino dunque, non sarà determinante per la scelta del presidente ma da esso arriveranno spunti interessanti per capire in che <strong>direzione</strong> andrà il Paese nordafricano. Anche perché, su di esso, spirano sempre più forti<strong> i venti provenienti dal Golfo. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;aiuto delle petromonarchie</h2>



<p>C&#8217;è una costante nella Tunisia di questo primo quarto di secolo: a prescindere dal presidente in carica e dal suo sistema politico, il Paese è sempre stato in<strong> crisi economica</strong>. La stessa che animato le proteste anti Ben Alì nel 2011 e la stessa che, nel 2019, ha spinto la gente a dare fiducia a Kais Saied. Quest&#8217;ultimo, all&#8217;epoca docente indipendente poco conosciuto, ha vinto con la promessa di tagliare i ponti con la corruzione e di rilanciare l&#8217;economia.</p>



<p>Ma i tunisini continuano a convivere con <strong>inflazione</strong> e <strong>disoccupazione</strong> alle stelle. E il deficit nel frattempo è diventato sempre più insostenibile. <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/tunisia-elezioni-presidenziali-allinsegna-dellincertezza-179843">Così come sottolineato dalla ricercatrice Ispi Caterina Roggero</a>, Tunisi per salvare il suo bilancio ha drenato soldi dalla Banca centrale per un totale di 2.3 miliardi di dollari. Ma questo ovviamente non può bastare. Il prestito dell&#8217;<strong>Fmi</strong> da 1.9 miliardi di dollari è in <em>stand by</em> per i dissidi tra l&#8217;istituto con sede a Washington e il presidente Saied.</p>



<p><strong>La sopravvivenza è arrivata dal Golfo</strong> e, in particolare, dall&#8217;Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti. I primi nei mesi scorsi hanno staccato un assegno da oltre un miliardo di dollari, Abu Dhabi dal canto suo si sta concentrando in diversi investimenti all&#8217;interno del Paese nordafricano. Tunisi, al pari de Il Cairo, è &#8220;too big to fail&#8221;, troppo grande (almeno a livello politico, nonostante un&#8217;economia debole) per fallire. Le petromonarchie sono arrivate in soccorso e hanno messo la fatidica, ma non certo definitiva, pezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa aspettarsi dalla Tunisia orientata verso il Golfo</h2>



<p>L&#8217;Europa è non pervenuta.<strong> Giorgia Meloni </strong>lo scorso anno ha fatto la spola, assieme alla presidente della commissione Ue<strong> Ursula Von Der Leyen</strong>, tra Roma e Tunisi per cercare accordi soddisfacenti. Bruxelles ha stornato una manciata di milioni di Euro, percepiti da Saied come un&#8217;elemosina e poco più. Il presidente tunisino si aspettava probabilmente qualcosa di diverso, anche perché il 2023 è stato l&#8217;anno <strong>record delle partenze di migranti </strong>verso l&#8217;Italia e sperava in un &#8220;soccorso&#8221; più incisivo da parte del Vecchio Continente.</p>



<p>Con un bilancio di fatto retto dai soldi delle petromonarchie, occorre aspettarsi quindi una Tunisia<strong> sempre più vicina ai Paesi del Golfo.</strong> Per l&#8217;Europa, si tratta di un <strong>azzardo</strong>: i petrodollari hanno da un lato evitato l&#8217;avvicinamento definitivo con Mosca e Pechino (impegnate da tempo nel corteggiare Saied), ma dall&#8217;altro potrebbero comunque portare Tunisi fuori dall&#8217;orbita europea. Soltanto dopo le elezioni sarà quindi possibile capire cosa accadrà e cosa occorrerà aspettarsi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-direzione-presa-dalla-tunisia-salvata-dalle-petromonarchie.html">La Tunisia, salvata dai petrodollari del golfo, si allontana dall&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi era Bija, il trafficante di esseri umani ucciso a Tripoli</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/chi-era-bija-il-pericoloso-trafficante-ucciso-a-tripoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 12:53:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=434717</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-1024x475.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ha destato scalpore la morte di Bija, famoso per essere nello stesso tempo trafficante e membro della Guardia Costiera libica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/chi-era-bija-il-pericoloso-trafficante-ucciso-a-tripoli.html">Chi era Bija, il trafficante di esseri umani ucciso a Tripoli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-1024x475.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una divisa della<strong> Guardia Costiera libica</strong>, un blocchetto degli appunti poggiato sul tavolino e una penna tenuta a fatica con la mano destra, menomata a causa dello scoppio di un ordigno durante la guerra contro Gheddafi. Davanti alle telecamere, nell&#8217;ottobre del 2019, <strong>Abdel-Rahman Milad</strong>, meglio noto come <strong>Bija</strong>, si presentava così. E provava a mostrare, <a href="https://www.la7.it/propagandalive/video/esclusivo-lintervista-di-francesca-mannocchi-a-bija-25-10-2019-289737">di fronte alle incalzanti domande della giornalista italiana Francesca Mannocchi</a>, il suo volto più &#8220;presentabile&#8221;. Quello cioè, per l&#8217;appunto, di membro della Guardia Costiera impegnato contro il traffico di esseri umani. </p>



<p>Ma il suo era un <strong>doppio ruolo</strong>: con quella divisa giocava a fare il controllore, quando in realtà era lui a essere in cima alla lista dei potenziali controllati. Un gioco contorto, su cui l&#8217;<strong>Onu</strong> da tempo aveva messo gli occhi: in diversi rapporti infatti, Bija viene presentato come uno dei più pericolosi trafficanti di esseri umani. Nei giorni scorsi, la sua parabola si è interrotta bruscamente: qualcuno, all&#8217;uscita dall&#8217;accademia navale di Janzour, lo ha centrato con una raffica di pallottole mentre era a bordo di un fuoristrada. E la sua morte sta già destando clamore, non soltanto in Libia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il suo viaggio in Italia </h2>



<p>Il volto di Bija nel nostro Paese era noto ben prima dell&#8217;intervista dell&#8217;ottobre del 2019. Pochi mesi prima, <strong>Nello Scavo</strong> su <em>Avvenire</em> aveva infatti<a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-armi-e-petrolio-tre-mesi-di-misteri-su-bija"> pubblicato altre sue immagini risalenti al 2017</a>. Scatti che Bija non aveva affatto gradito. Lo si intuisce dalle minacce fatte pervenire allo stesso giornalista italiano, costretto per diverso tempo a farsi accompagnare da una scorta. E del resto, quelle foto svelavano dei legami su cui ancora adesso non è stata fatta ampia luce.</p>



<p>Le immagini lo ritraevano all&#8217;interno di alcune riunioni organizzate, nell&#8217;ambito della collaborazione tra Roma e Tripoli al contrasto all&#8217;immigrazione irregolare, in <strong>Sicilia</strong>. Bija era in giacca e camicia, al tavolo con ufficiali e rappresentanti sia italiani sia libici. Gli incontri si erano tenuti al <strong>Cara di Mineo</strong>, ma in quegli stessi giorni Al Milad è stato immortalato anche tra le banchine del<strong> porto di Catania</strong>. Sempre su Avvenire, si è parlato all&#8217;epoca anche di viaggi a <strong>Roma</strong> dove avrebbe partecipato ad altri colloqui all&#8217;interno degli uffici della nostra Guardia Costiera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prima con Roma poi con Ankara</h2>



<p>&#8220;Ero stato invitato dall&#8217;Italia e dall&#8217;Oim (l&#8217;agenzia per i rifugiati dell&#8217;Onu, ndr)&#8221;, ha dichiarato nel 2019 durante l&#8217;intervista condotta da Francesca Mannocchi. Tutto regolare quindi? Non proprio. Le immagini pubblicate da Nello Scavo hanno suscitato clamore proprio perché il nome di Bija, a livello internazionale, era già famoso e non certo per nobili motivi. </p>



<p>La Corte Penale Internazionale de L&#8217;Aja ha ancora un fascicolo aperto su di lui per accuse molto gravi: si va dal <strong>traffico di esseri umani </strong>a presunte <strong>torture</strong> contro i migranti. Gli investigatori di diverse procure siciliane, in base alle testimonianze dei migranti sbarcati a Lampedusa, hanno accertato contatti tra Bija e almeno tre soggetti in carcere con l&#8217;accusa di aver procurato ferite mortali a diversi migranti.</p>



<p>Una caratura criminale confermata anche da altri rapporti dell&#8217;Onu, tanto che il Consiglio di Sicurezza a un certo punto ha chiesto al governo di Tripoli l&#8217;allontanamento di Al Milad da ogni ruolo all&#8217;interno della Guardia Costiera. Ma lui, alla fine, era sempre lì. E questo grazie soprattutto ai contatti politici che riusciva a costruire: &#8220;Dopo il 2020 &#8211; commenta su X l&#8217;analist<strong>a Jalel Harchaoui</strong> &#8211; Bija era diventato una risorsa preziosa per la Turchia. In precedenza, tra il 2017 e il 2018, risultava più allineato all&#8217;Italia&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">In the years following 2020, <a href="https://twitter.com/hashtag/Bidja?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Bidja</a> had become a valuable asset for Turkey. He helped with <a href="https://twitter.com/hashtag/security?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#security</a> for Turkey’s naval base in Janzur, which houses hundreds of Syrian mercenaries.<br><br>Previously, during 2017-2018, Bidja had been more closely aligned with the Italian state. However,… <a href="https://t.co/dFnndiTVag">https://t.co/dFnndiTVag</a> <a href="https://t.co/NBXgkv1rDY">pic.twitter.com/NBXgkv1rDY</a></p>&mdash; Jalel Harchaoui جلال حرشاوي (@JMJalel_H) <a href="https://twitter.com/JMJalel_H/status/1830336156736819625?ref_src=twsrc%5Etfw">September 1, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un miliziano diventato boss</h2>



<p>Viene da chiedersi, a questo punto, come mai Bija era riuscito ad acquisire così tanto potere. Del resto, si trattava di uno dei tanti giovani miliziani <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html">saltati fuori dopo la caduta di Gheddafi nel 2011</a>. La risposta va cercata proprio nel contesto della Libia del dopo Rais. Ogni milizia ha iniziato a governare il proprio territorio e Bija, nativo di <strong>Zawiya</strong>, è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante tra i miliziani attivi lungo le coste a Ovest di Tripoli.</p>



<p>Lo scatto decisivo probabilmente è stato dato dalla <strong>gestione del traffico di migranti</strong>, capace di fargli piovere soldi in tasca e accrescere il suo prestigio a Zawiya come nella stessa Tripoli. Prestigio che ha potuto investire sul piano politico, considerando soprattutto la<strong> debolezza delle istituzioni libiche</strong> e la necessità per i vari governi post 2011 di agganciarsi alle milizie locali per garantire ordine almeno in Tripolitania.</p>



<p>Ed è così dunque che Bija ha potuto incunearsi in quella <strong>zona grigia</strong> dove, il più delle volte, controllori e controllati coincidono. Da miliziano ha potuto gestire il traffico di esseri umani e, al contempo, presentarsi con la divisa della Guardia Costiera libica per regolare il flusso dei migranti a seconda delle proprie convenienze. Il suo matrimonio, celebrato in pompa magna nel 2021 con tanto di corteo di auto al centro di Zawiya, testimonia il prestigio acquisito nel tempo. Ma tanto prestigio ha favorito anche l&#8217;emersione di una lunga lista di nemici. Ed è per questo che, al momento, è molto difficile capire chi ha premuto il grilletto per eliminarlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/chi-era-bija-il-pericoloso-trafficante-ucciso-a-tripoli.html">Chi era Bija, il trafficante di esseri umani ucciso a Tripoli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;allarme di Lancet: boom di morti da caldo in Italia, Grecia e Spagna</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/lallarme-di-lancet-boom-di-morti-da-caldo-in-italia-grecia-e-spagna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Aug 2024 09:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Lancet]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[surriscaldamento globale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=433325</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Italia, Grecia e Spagna possono vedere triplicate le morti annue per patologie o eventi collegati alle ondate di caldo entro fine secolo a seguito delle sempre più persistenti fasi in cui temperature anomale contraddistinguono i Paesi dell&#8217;Europa mediterranea. A lanciare l&#8217;allarme è un approfondito studio pubblicato da Lancet Public Health e condotto sulla base di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lallarme-di-lancet-boom-di-morti-da-caldo-in-italia-grecia-e-spagna.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lallarme-di-lancet-boom-di-morti-da-caldo-in-italia-grecia-e-spagna.html">L&#8217;allarme di Lancet: boom di morti da caldo in Italia, Grecia e Spagna</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240822094536678_1818eed51ec369b0e634b07c135f94fd-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Italia, Grecia e Spagna</strong> possono vedere triplicate le morti annue per patologie o eventi collegati alle ondate di caldo entro fine secolo a seguito delle sempre più persistenti fasi in cui<a href="https://it.insideover.com/societa/fa-caldo-e-dormite-male-ce-un-magico-frullato-che-puo-aiutarvi.html"> temperature anomale</a> contraddistinguono i Paesi dell&#8217;Europa mediterranea. A lanciare l&#8217;allarme è un approfondito studio pubblicato da <strong>Lancet Public Health</strong> e condotto sulla base di una ricerca coordinata da David Garcià-Leon, ricercatore del Joint Research Centre della Commissione Europea di Siviglia.</p>



<p>Lo studio<strong><em><a href="https://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(24)00179-8/fulltext#%20"> Temperature-related mortality burden and projected change in 1368 European regions: a modelling study</a></em></strong> si ripropone di modellizzare la <strong>mortalità in eccesso prodotta nelle stagioni calde</strong> in varie regioni europee dall&#8217;aumento medio delle temperature e dal riscaldamento globale. &#8220;Tra il 1991 e il 2020, il numero di decessi correlati al freddo è stato 2,5 volte più alto nell&#8217;Europa orientale rispetto all&#8217;Europa occidentale, e i decessi correlati al caldo<strong> sono stati 6 volte più alti nell&#8217;Europa meridionale rispetto all&#8217;Europa settentrionale</strong>&#8220;, ricordano gli studiosi coordinati da Garcia-Leon. </p>



<p>Gli studiosi parlano di una mediana di 43.729 decessi all&#8217;anno in Europa per il caldo-record che nel 2100 potrebbe toccare gli 80.676 morti, arrivando a sfiorare il raddoppio trainata da crescite anomale nell&#8217;area del Mediterraneo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/ambiente/mediterraneo-la-nuova-trincea-dei-cambiamenti-climatici.html">Il Mediterraneo e il problema dei cambiamenti climatici</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>&#8220;Si prevede&#8221;, notano gli studiosi, &#8220;che i tassi di mortalità correlati al calore aumenteranno di <strong>17,3 decessi aggiuntivi ogni 100.000 persone </strong>in base allo scenario di riscaldamento di 3°C in Europa&#8221;. La ricerca sulla crescita della mortalità correlata al caldo-record mostra che secondo la modellizzazione il numero di decessi in Europa &#8220;aumenterà in tutti i paesi con un chiaro gradiente da nord a sud, con un aumento maggiore della mortalità correlata al calore verso le regioni meridionali, amplificando così gli attuali modelli di rischio correlati al calore. Nell&#8217;Europa settentrionale, l&#8217;aumento sarebbe di circa dieci decessi aggiuntivi ogni 100.000 persone, mentre nelle regioni più meridionali potrebbe essere 3-4 volte superiore&#8221;.</p>



<p>In particolare, con un aumento medio delle temperature di 3 gradi da qui al 2100 in estate le morti per caldo sarebbero in crescita da 1.730 all&#8217;anno a 4.767 in media in Grecia entro fine secolo, <strong>da 10.433 a 28.285 in Italia</strong> e esploderebbero in <a href="https://elpais.com/sociedad/2022-07-18/la-ola-de-calor-deja-510-muertes-en-espana-entre-el-10-y-el-16-de-julio.html">Spagna, </a>Paese in cui solo tra fine luglio e inizio agosto un&#8217;ondata di caldo eccessiva quest&#8217;anno ha prodotto 1.300 morti in eccesso: da 4.414 morti medi per il caldo nell&#8217;ultimo trentennio la Spagna potrebbe superare i 20mila entro fine secolo. Raddoppierebbe, da 1.008 medi a 2.284 decessi, la quota anche il Portogallo e esploderebbe, pur nel contesto di una popolazione più ridotta, il dato di Malta: da 78 a 604 morti l&#8217;anno. Insomma, un trend palese che racconta molto della <strong>tropicalizzazione del clima e della natura di trincea dei Paesi del Mediterraneo</strong> di fronte a un mutamento strutturale <strong>della termoregolazione del pianeta</strong>. Di fronte al quale, con una popolazione in invecchiamento e nuove fragilità, Stati come Grecia, Spagna e Italia dovranno pensare a nuove forme di mitigazione dei rischi e a una convivenza sempre più forzata con contesti torridi e minacciosi per la salute umana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lallarme-di-lancet-boom-di-morti-da-caldo-in-italia-grecia-e-spagna.html">L&#8217;allarme di Lancet: boom di morti da caldo in Italia, Grecia e Spagna</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cina ed Egitto insieme nel Mediterraneo: il Mare Nostrum è sempre meno “nostro”</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cina-ed-egitto-insieme-nel-mediterraneo-il-mare-nostrum-e-sempre-meno-nostro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Aug 2024 05:09:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=433494</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="606" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce.jpg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Ancora un'esercitazione navale tra Cina ed Egitto nel Mediterraneo che certifica la maggiora attenzione di Pechino per il Mare Nostrum</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cina-ed-egitto-insieme-nel-mediterraneo-il-mare-nostrum-e-sempre-meno-nostro.html">Cina ed Egitto insieme nel Mediterraneo: il Mare Nostrum è sempre meno “nostro”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="606" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce.jpg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Mercoledì 21 agosto si è tenuta nel <strong>Mediterraneo orientale</strong>, nelle acque al largo di Alessandria d&#8217;Egitto, un&#8217;esercitazione navale congiunta tra unità della PLAN (<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) ed egiziane. Le manovre, che hanno visto la partecipazione da parte cinese di un cacciatorpediniere della classe Type 052D (il “Jiaozuo”) e di un rifornitore di squadra della classe Type 903A (lo “Honghu”) e da parte egiziana di una fregata classe FREMM (lo “al-Galala”), si sono tenute dopo una visita di cortesia delle unità della PLAN durata cinque giorni. </p>



<p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202408/1318457.shtml">fonti ufficiali cinesi</a>, l&#8217;esercitazione ha riguardato attività di navigazione in formazione, coordinamento delle comunicazioni, manovre di posizionamento per il rifornimento marittimo. La PLAN riferisce anche che durante le manovre navali, le unità delle due marine si sono alternate al comando in stretto coordinamento e hanno completato con successo tutti gli addestramenti programmati prima di tenere una cerimonia di “addio”. </p>



<p>Durante la visita delle navi da guerra cinesi ad Alessandria d&#8217;Egitto, dal 15 agosto al 20 agosto, i marinai delle due parti hanno visitato le rispettive imbarcazioni e hanno preso parte ad attività tra cui scambi professionali e partite amichevoli di calcio: un modo per approfondire l&#8217;amicizia tra i due Paesi. Prima della sosta in Egitto, le due navi militari cinesi, facenti parte del 46° Gruppo di Scorta, hanno visitato <strong>San Pietroburgo</strong> per celebrare la giornata della marina russa, dopodiché hanno tenuto un&#8217;esercitazione congiunta con la <em>Voenno Morskoj Flot</em> nel Golfo di Finlandia a fine luglio. Prima dello scalo nel porto di Alessandria, le navi da guerra cinesi hanno fatto tappa a Casablanca, in <strong>Marocco</strong>, per cinque giorni di rifornimento, riposo e sosta tecnica. Il 46° gruppo di scorta è partito dalla provincia del Guangdong, nella Cina meridionale, a febbraio e ha condotto missioni di scorta nel Golfo di Aden e nelle acque al largo della Somalia, con compiti simili a quelli dell&#8217;EUNAVFOR Atalanta dell&#8217;UE, prima di navigare fino a San Pietroburgo e poi ad Alessandria nel viaggio di ritorno. </p>



<p>Questa visita delle unità navali cinesi in Egitto è la quarta dal 2002 ma negli ultimi anni stiamo assistendo a una <strong>maggiore frequenza</strong> della presenza di navi da guerra battenti bandiera rosso stellata nel <em>Mare Nostrum</em>.  Ricordiamo, ad esempio, le <a href="https://www.egyptindependent.com/egyptian-chinese-naval-forces-starts-training-in-mediterranean-sea/">manovre </a>tenutesi ad agosto del 2019 che hanno visto la partecipazione di un cacciatorpediniere della classe Type 052C (lo “Xian”) ancora insieme alla marina egiziana, mentre a luglio del 2017 navi da guerra cinesi hanno effettuato <a href="https://apnews.com/article/c461c233040649dab554963e09d6e722">esercitazioni a fuoco</a> durante il loro passaggio nel Mediterraneo; senza considerare i numerosi transiti sulla via dell&#8217;Atlantico e dei freddi mari del Nord Europa per raggiungere la Russia.</p>



<p>Questa maggiore presenza cinese nel nostro emisfero riflette sia il desiderio di addestrare i propri equipaggi a operazioni a lunga e lunghissima distanza, nella ricerca di una <em><strong>blue water navy</strong></em>, ovvero una marina d&#8217;altura capace di fronteggiare quella statunitense; sia la necessità di proteggere i crescenti interessi cinesi a livello globale e in particolare nel continente africano e in Medio Oriente. Guardando agli ultimi lustri, infatti, la presenza cinese nei porti africani e mediorientali è aumentata esponenzialmente grazie a investimenti in infrastrutture e società commerciali.</p>



<p>Restando in Egitto, la presenza della Cina nel settore marittimo egiziano è <a href="https://www.mei.edu/publications/chinas-growing-maritime-presence-egypts-ports-and-suez-canal">multiforme </a>e coinvolge aziende private e statali che cercano di acquisire concessioni operative e acquistare quote. Dal punto di vista operativo, l&#8217;azienda cinese <strong>Hutchison Ports</strong> ha investito più di 1,5 miliardi di dollari in Egitto, stringendo una collaborazione a lungo termine con la marina egiziana per costruire e gestire un nuovo terminal container all&#8217;interno della base navale di Abu Qir sulla costa del Mediterraneo. Questa partnership è accompagnata da una concessione di 38 anni. Hutchison Ports gestisce altri due porti vitali: Alessandria ed el-Dekheila, entrambi essenziali per l&#8217;attività commerciale egiziana, con il solo porto di Alessandria che gestisce quasi il 60% del commercio estero della nazione. Da qui capiamo il doppio valore della recente visita di cortesia delle navi da guerra cinesi.</p>



<p>A marzo 2023, Hutchison Ports ha annunciato un piano per stabilire un terminal ad alta tecnologia all&#8217;interno del porto di Ain Sokhna. Hutchison è solo uno dei tanti attori cinesi nel settore portuale egiziano. Otto anni fa, l&#8217;autorità portuale di Damietta annunciò che la <strong>China Harbor Engineering Company Ltd</strong>., di proprietà statale, aveva in programma di costruire un terminal container nel porto di Damietta, sulla costa del Mediterraneo. L&#8217;ottantacinque percento dei fondi necessari avrebbe dovuto provenire dalla banca cinese per lo sviluppo. Sebbene non vi siano prove che confermino che il piano si sia concretizzato, un&#8217;altra società statale cinese, la <strong>COSCO Shipping Ports</strong>, ha acquisito partecipazioni in due porti strategici egiziani: East Port Said, il porto che si affaccia sul Canale di Suez, e il porto di Ain Sokhna, altro passaggio fondamentale sul Mar Rosso. Alla COSCO è stata concessa una concessione di 30 anni e una quota del 25% nel prossimo terminal di Ain Sokhna.</p>



<p>Insomma lo <strong>schema</strong> è sempre lo stesso visto altrove: dapprima arrivano le società cinesi, poi arrivano le navi da guerra. Se pensiamo poi che il Dragone sta costruendo porti nel continente africano o si propone per il loro ampliamento, è difficile non pensare a un <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-filo-di-perle-cinese-la-rete-di-basi-per-lassalto-ai-mari.html">uso duale</a></strong> degli stessi con la possibilità, non molto remota, di vedere basi navali o militari come quella di Gibuti. Del resto Pechino ha bene in mente di voler diventare una potenza globale in tutti gli ambiti e di voler rivaleggiare con gli Stati Uniti. Forse quindi il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> non aveva torto <a href="https://asia.nikkei.com/Politics/International-relations/European-naivete-on-China-is-over-Macron-says">quando disse</a>, nel 2019, che l&#8217;Europa peccava di “ingenuità” nei suoi rapporti con la Cina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cina-ed-egitto-insieme-nel-mediterraneo-il-mare-nostrum-e-sempre-meno-nostro.html">Cina ed Egitto insieme nel Mediterraneo: il Mare Nostrum è sempre meno “nostro”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 54/712 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-06-05 20:15:17 by W3 Total Cache
-->