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	<title>mar medierraneo Archives - InsideOver</title>
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	<title>mar medierraneo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Alexis Tsipras in Turchia: le novità del suo viaggio ad Ankara</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/alexis-tsipras-in-turchia-ecco-le-novita-emerse-dal-suo-viaggio-ad-ankara.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 19:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[mar medierraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9188595.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9188595.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9188595-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9188595-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9188595-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anche se tra i due, da qualche anno a questa parte, tutto sommato corre buon sangue, una visita di un capo di governo greco in Turchia non è certo all&#8217;ordine del giorno. I due paesi sono rivali storici nell&#8217;area del Mediterraneo nord orientale, molte sono le questioni in sospeso tra Atene ed Ankara a partire &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/alexis-tsipras-in-turchia-ecco-le-novita-emerse-dal-suo-viaggio-ad-ankara.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9188595.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9188595.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9188595-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9188595-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9188595-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Anche se tra i due, da qualche anno a questa parte, tutto sommato corre buon sangue, una visita di un capo di governo greco in Turchia non è certo all&#8217;ordine del giorno. I due paesi sono rivali storici nell&#8217;area del Mediterraneo nord orientale, molte sono le questioni in sospeso tra Atene ed Ankara a partire da quella cipriota. Eppure i due governi tengono aperti importanti canali di dialogo e la visita di Alexis Tsipras in queste ore in Turchia è significativa per gli equilibri della regione.<strong> Sul piatto non poche questioni</strong>: da quella economica a quella della difesa, passando anche per la visita del premier greco presso il <strong>seminario di Halki. </strong></p>
<p>Erdogan: &#8220;Tutti i problemi tra noi ed i greci si risolvono in modo equo e pacifico&#8221; </p>
<p>A riportare nel dettaglio i toni ed i termini della conferenza stampa congiunta tenuta ad Ankara da Alexis Tsipras ed il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ekathimerini.com/237394/article/ekathimerini/news/tsipras-erdogan-stick-to-positions-after-ankara-talks">è il quotidiano greco Ekathimerini</a>. I volti dei due sembrano essere distesi, i colloqui sarebbero andati positivamente secondo i giornalisti ellenici presenti nella capitale turca. Diverse le questioni sulle quali i due leader sembrano convergere. Del resto tra Grecia e Turchia non pendono solo rivalità storiche e culturali, ma anche progetti e problemi comuni. A livello economico ad esempio, avanza<strong> il progetto dell&#8217;alta velocità tra Istanbul e Salonicco</strong>, opera che avvantaggerebbe entrambi i paesi visti i più rapidi collegamenti tra il porto ateniese del Pireo e l&#8217;Anatolia. Secondo quanto riportato da Ekathimerini inoltre, tra Erdogan e Tsipras si discute della <strong>creazione di un forum economico congiunto a Salonicco</strong>. Importante, sul piatto del bilaterale, anche la questione migratoria: &#8220;Per tutti i problemi che possono esserci tra noi ed i greci &#8211; dichiara Erdogan dinnanzi alla stampa &#8211; Risolveremo tutto sempre in modo equo e pacifico&#8221;.</p>
<p>E di problemi infatti non ne mancano. Al fianco delle liete note sopra riportate, dominano anche aspetti negativi di non secondaria importanza. <strong>A partire dai militari turchi rifugiati in Grecia dopo il fallito colpo di Stato del luglio 2016</strong>: &#8220;La Grecia &#8211; afferma ancora Erdogan &#8211; Deve sapere come trattare i rifugiati. Se essi sono terroristi deve consegnarli, la Grecia non può diventare rifugio di assassini. Quei militari sono responsabili di numerose morti durante il fallito colpo di Stato&#8221;. </p>
<p>La visita di Tsipras al seminario ortodosso di Halki </p>
<p>A settembre in Grecia si vota e Tsipras, che sotto il profilo economico non viene ben visto per via del non miglioramento delle condizioni di vita dei suoi concittadini, viene osteggiato anche dai nazionalisti. Questo perchè, tra il timore di un ridimensionamento della Chiesa ortodossa greca e l&#8217;ultimo <a href="http://www.occhidellaguerra.it/anche-la-grecia-ratifica-l-accordo-di-prespa/">accordo con Skopje che riconosce la nascita di una Repubblica denominata con il nome della regione ellenica della Macedonia,</a> in tanti lo vedono quasi come vero e proprio traditore della patria. Ed ecco perchè proprio lui, primo premier a non giurare sulla Bibbia al momento dell&#8217;insediamento, diventa però anche il primo capo del governo greco in carica <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2296341/2019-02-06/turchia-grecia-premier-tsipras-compie-storica-visita-al-seminario-ortodosso-di-halki">a visitare il seminario ortodosso di Halki. </a>Dopo la visita ad Ankara, Tsipras si reca proprio in uno dei simboli della rivalità tra turchi e greci. Il monastero infatti, tra i più importanti seminari ortodossi, <strong>è chiuso dal 1971</strong>. L&#8217;Akp di Erdogan non avrebbe nulla in contrario alla riapertura, ma gli alleati di governo nazionalisti non vedono la circostanza di buon occhio. Degli spiragli però potrebbero esserci, la visita di Tsipras ne è un significativo elemento in tal senso.</p>

<p>Il caso del seminario di Halki viene citato anche in conferenza stampa ad Ankara. Erdogan non si mostra scettico sulla riapertura, anche perchè la chiusura avviene quasi mezzo secolo fa per via di una legge voluta da un governo laico, ma collega la questione a quella della <strong>minoranza musulmana presente nella Tracia occidentale</strong>. Secondo il presidente turco, la vicenda si può risolvere ma a patto che si chiarisca anche la posizione di Atene sui mufti che il governo greco nomina per la minoranza musulmana presente al confine tra i due paesi. La visita di Alexis Tsipras al monastero di Halki comunque, in Grecia viene vista come un primo passo verso la riapertura della struttura. Un evento che dona al bilaterale greco &#8211; turco di queste ore ancora più significativi messaggi. </p>
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		<title>Migranti, il Qatar finanzia i rimpatri (e adesso lancia un segnale all&#8217;Italia)</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/il-qatar-finanzia-i-rimpatri-dei-migranti-e-lancia-un-segnale-all-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2019 17:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[mar medierraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Che qualcosa bolle, nel pentolone del confronto tra anti e filo Fratelli Musulmani, lo si vede in Libia soprattutto, oramai principale terreno di scontro in tal senso, ma in generale nelle ultime manovre politiche di sostenitori e detrattori internazionali della fratellanza. E adesso, all&#8217;interno della partita tra i due fronti, entra anche la questione dell&#8217;immigrazione. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-qatar-finanzia-i-rimpatri-dei-migranti-e-lancia-un-segnale-all-italia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180613124414_26614723-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Che qualcosa bolle, nel pentolone del confronto tra anti e filo Fratelli Musulmani, lo si vede in Libia soprattutto, oramai principale terreno di scontro in tal senso, ma in generale nelle ultime manovre politiche di sostenitori e detrattori internazionali della fratellanza. E adesso, all&#8217;interno della partita tra i due fronti, entra anche la questione dell&#8217;<strong>immigrazione</strong>. Ed è il Qatar a tirare fuori maggiormente gli artigli, ma soprattutto i soldi: da Doha si annunciano milioni di investimenti per favorire i rimpatri dalla Libia.</p>
<p>Un favore ad Al Sarraj </p>
<p>La svolta arriva nei giorni scorsi, durante la visita del segretario della Unione Africana,<strong> Moussa Faki Mahamat</strong>, nel piccolo emirato del Golfo. È in quella sede che il ministro degli esteri del Qatar, <strong>Mohammed Bin Abdulrahman Bin Jassim Al Thani</strong>, annuncia<a href="https://it.sputniknews.com/politica/201901147096499-Qatar-stanzia-milioni-rimpatriare-clandestini-in-libia-africani/"> lo stanziamento di venti milioni di dollari </a>per favorire, assieme alla stessa Unione Africana, i rimpatri dei migranti presi in Libia nei propri paesi di origine. Si tratterebbe, in particolare, di un programma volto a rintracciare coloro che dai paesi del Sahel arrivano nel martoriato paese nordafricano e favorire un loro rientro in patria. Ma non solo: assieme all&#8217;Unione Africana si potrebbero mettere a punto dei programmi di reinserimento sociale nei paesi da cui si è partiti, tramite formazione scolastica e lavorativa. Una prospettiva, quella del finanziamento qatariota, che piace allo stesso numero uno dell&#8217;Unione Africana. In una conferenza stampa congiunta tenuta a Doha infatti, Moussa Faki Mahamat si dichiara entusiasta dell&#8217;apporto del Qatar, rivendicando anche i successi che questo programma già prima risulta aver ottenuto: si parla, in particolare, di qualcosa come trentamila migranti rimpatriati nei paesi di origine negli ultimi anni.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61704"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61704" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_libia.jpg" alt="strip_occhi_articolo_libia" /></a></p>

<p><strong>La mossa di Doha sembra un assist ad Al Sarraj</strong>. Il suo governo, attualmente attraversato da beghe interne ed indebolito dallo spettro di nuovi scontri a Tripoli, ha nella questione relativa ai migranti presenti nel paese uno dei principali temi in discussione. La pressione migratoria indebolisce specialmente nel sud le già fragili (per non dire inesistenti) istituzioni libiche: per via dei gruppi di criminali che si arricchiscono grazie al traffico di esseri umani, così come per l&#8217;evidente difficoltà di controllare i confini con il Niger, Al Sarraj appare in forte difficoltà a livello interno ed internazionale. L&#8217;aiuto del Qatar al programma di rimpatrio quindi, può essere letto come la mano tesa da parte di Doha verso lo stesso Al Sarraj. Un gesto politico, prima ancora che finanziario, volto ad indicare come l&#8217;emirato sul golfo sostiene il pur indebolito leader di Tripoli il cui esecutivo, a sua volta, ha al suo interno diversi rappresentanti dei Fratelli Musulmani. </p>
<p>Ed un favore all&#8217;Italia</p>
<p>Ben si conosce poi come la questione relativa ai migranti presenti in Libia appaia fortemente avvertita in Italia. Lungo la rotta libica gli sbarchi risultano essere in diminuzione, ma quella delle partenze dalle coste tripoline è una spina nel fianco di Roma. Ed ecco perchè, con lo stanziamento di venti milioni di Dollari a favore dei rimpatri dei migranti, il Qatar sembra voler strizzare l&#8217;occhio all&#8217;Italia. Non che i rapporti tra i due paesi sembrino messi in discussione, tutt&#8217;altro: Salvini ad ottobre si è recato a Doha, l&#8217;emiro Al Thani un mese dopo è stato ricevuto dal Quirinale.<strong> I legami tra Italia e Qatar risultano solidi</strong>, a partire dal discorso energetico. Ma sulla Libia Roma e Doha manifestano alcuni interessi contrapposti: in particolare, l&#8217;Italia dopo aver sostenuto unicamente Al Sarraj, da qualche mese risulta impegnata nel dialogo anche con Haftar ed il resto dell&#8217;est della Libia. Dunque, questo implica concessioni allo stesso uomo forte della Cirenaica che vede nei Fratelli Musulmani dei nemici.</p>
<p>La preoccupazione del Qatar è che la coperta italiana, non sempre così capiente, arrivi a coprire unicamente Haftar ed i suoi alleati, lasciando soli i Fratelli Musulmani. Dunque, per Doha è fondamentale mostrare a Roma il proprio impegno (e la propria disponibilità finanziaria) sul dossier libico. </p>
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