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	<title>manifestazione Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 15 Mar 2024 07:14:37 +0000</lastBuildDate>
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	<title>manifestazione Archives - InsideOver</title>
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		<title>Breve guida per manifestare senza prendere (e dare) legnate</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/breve-guida-per-manifestare-senza-prendere-e-dare-legnate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 07:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LAPRESSE_20190805165205_30134176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LAPRESSE_20190805165205_30134176.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LAPRESSE_20190805165205_30134176-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LAPRESSE_20190805165205_30134176-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LAPRESSE_20190805165205_30134176-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nell’ultimo periodo si è discusso spesso di come sono state gestite le manifestazioni in Italia. Dalle proteste in seguito al femminicidio di Giulia Cecchettin, alle manifestazioni per i diritti delle donne, da quelle pro-Palestina fino ai raduni davanti ai cancelli Rai a seguito del controverso comunicato post Festival di Sanremo. Anche il caso Ilaria Salis &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/breve-guida-per-manifestare-senza-prendere-e-dare-legnate.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/breve-guida-per-manifestare-senza-prendere-e-dare-legnate.html">Breve guida per manifestare senza prendere (e dare) legnate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LAPRESSE_20190805165205_30134176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LAPRESSE_20190805165205_30134176.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LAPRESSE_20190805165205_30134176-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LAPRESSE_20190805165205_30134176-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LAPRESSE_20190805165205_30134176-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nell’ultimo periodo si è discusso spesso di come sono state gestite le <strong>manifestazioni </strong>in Italia. Dalle proteste in seguito al femminicidio di Giulia Cecchettin, alle manifestazioni per i diritti delle donne, da quelle <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/educazione-israeliana-come-la-palestina-e-raccontata-nello-stato-ebraico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pro-Palestina</a></strong> fino ai raduni davanti ai cancelli Rai a seguito del controverso comunicato post Festival di Sanremo. Anche il caso<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-caso-salis-e-lungheria-regno-dellarbitrio-ora-meloni-deve-mollare-orban.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Ilaria Salis</a></strong> ha a che vedere con le manifestazioni, all’estero in questo caso. Sono emersi molti dubbi sulla legittimità dell’uso della forza da parte degli agenti.</p>



<p>Manifestare è un diritto garantito dall’<strong>articolo 17 della Costituzione italiana, </strong>dove si legge che tutti i “<em>cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz&#8217;armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso</em>&#8220;. Allo stesso tempo, la presenza degli agenti è prevista per tutelare tutti i cittadini ed evitare spiacevoli epiloghi, sebbene la realtà sembri dimostrare il contrario.</p>



<p>In tal senso è bene essere consapevoli dei <strong>diritti </strong>dei cittadini in caso di manifestazione. In <em>primis</em>, se quest’ultima si svolge in luogo pubblico, bisogna dare un <strong>preavviso </strong>in Questura di almeno 3 giorni. È possibile farlo compilando l&#8217;apposito modulo disponibile sul sito internet della Polizia di Stato. Nella comunicazione va specificato quando si terrà, in che luogo, il percorso previsto, le motivazioni e una stima dei partecipanti attesi. Il questore potrebbe modificare le modalità di svolgimento e i tempi per ragioni di ordine pubblico, moralità o sanità pubblica e potrebbe anche decidere di non autorizzarla. Nel caso siano necessarie modifiche al programma, dopo la prima comunicazione bisognerà presentare nuovamente la richiesta.</p>



<p>Durante la protesta è importante essere <strong>riconoscibile</strong>, non coprire il volto neanche con un casco protettivo. In tal caso si potrebbe incorrere nell’arresto da 1 a 2 anni. La manifestazione, inoltre, deve essere dichiaratamente <strong>pacifica </strong>e per nessun motivo è ammesso l’utilizzo di armi, intese in maniera estensiva.</p>



<p>Se non viene dato alcun preavviso, la manifestazione viene definita <strong>non autorizzata</strong>, come nel caso degli eventi di Pisa del 23 febbraio. Può succedere che gli organizzatori decidano di manifestare ugualmente anche senza autorizzazione o che per altri motivi o per semplice ignoranza e dimenticanza, non l’abbiano richiesta. La faccenda è più grave di quel che può sembrare, perché il preavviso è un <strong>obbligo </strong>della legge e se non rispettato prevede <strong>sanzioni </strong>nei confronti degli organizzatori che possono arrivare anche alla reclusione, nel minore dei casi si tratta di una multa. È a discrezione del questore la decisione sui provvedimenti nei confronti di chi ha preso parte alla manifestazione non autorizzata, mentre non rischia niente chi, su invito delle autorità, abbandona la manifestazione prima del termine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando agiscono le autorità</h2>



<p>Ci sono casi in cui le autorità possono obbligare a interrompere la protesta e agire con la forza, ad esempio in caso di condotta <strong>sediziosa</strong>, ovvero per l’utilizzo di una bandiera simbolo di sovversione sociale, che sia ritenuta pericolosa o lesiva del prestigio dell’autorità, o con azioni dirette a fomentare o promuovere un&#8217;aperta rivolta contro i poteri costituiti. Prima di agire, la polizia dovrebbe intimare i manifestanti a sciogliere la manifestazione per almeno <strong>tre volte </strong>in modo chiaro e distinto con le parole o tre squilli di tromba e, se i partecipanti non dovessero disperdersi, gli agenti possono intervenire con l’uso della forza nei limiti stabiliti dalla legge.</p>



<p>Essi, infatti, possono agire solo se c’è un pericolo per la pubblica sicurezza o una minaccia concreta e la reazione non può essere indiscriminata. L’uso delle armi e di strumenti di coazione fisica può essere impiegato per vincere resistenze, impedire violenze e in casi di gravi delitti. Può inoltre essere utilizzata la violenza per legittima difesa, purché sia proporzionale all’offesa. In caso di manifestazioni sediziose, la polizia può quindi <strong>caricare la folla</strong> quando non obbedisce all’ordine di disperdersi. Questo può avvenire quando ad esempio la folla è determinata a superare un certo limite nello spazio, ma non sempre è giustificato in questi casi l’uso dei manganelli.</p>



<p>L’uso del <strong>manganello </strong>deve necessariamente essere limitato alle aree muscolari di cosce e braccia e devono assolutamente essere evitate zone sensibili come la testa. Le cronache degli ultimi mesi, invece, riportano abusi nell’utilizzo dei manganelli e della violenza in generale, dimostrando l’esistenza di un reale problema. Lo scopo dell&#8217;azione dei poliziotti dovrebbe essere quello di far sciogliere la manifestazione e non punire i manifestanti indifesi, salvo casi in cui il pericolo è palese.</p>



<p>Bisogna tenere a mente anche cosa dice la legge in merito all’accusa di <strong>resistenza a pubblico ufficiale</strong>. Infatti, se si usano violenza e minacce per opporsi ad un pubblico ufficiale mentre quest’ultimo compie un atto di pubblico ufficio si può rischiare dai 6 mesi fino a 5 anni di reclusione. Ad esempio, non bisognerebbe utilizzare espressioni ingiuriose, ovvero che dichiarino la volontà di ostacolare l’atto di ufficio; non si intende però un mero sfogo verbale. </p>



<p>Si può essere accusati di resistenza anche in caso di fuga, quando vengono messe in pericolo le altre persone e se si costringono gli agenti a manovre pericolose, ma anche in caso di atti lesivi nei confronti altrui o autolesionistici. Non si è punibili solo quando è il pubblico ufficiale ad aver innescato la reazione agendo oltre i limiti delle sue attribuzioni, ma in questo caso è necessario un atto del tutto arbitrario. Bisognerebbe comunque evitare di utilizzare oggetti che possano essere identificate come “armi improprie” e, in caso di potenziali scontri, bisogna cercare di mantenere un atteggiamento comprensibilmente pacifico. Qualsiasi ribellione, in questi casi, può essere interpretata come resistenza o addirittura come opposizione.</p>



<p>La richiesta di visionare i <strong>documenti </strong>durante le manifestazioni, benché in qualche caso si possa discutere sulle motivazioni di tale richiesta, è assolutamente legittima in qualsiasi momento. Le forze dell’ordine possono chiedere l’identità anche senza un apparente motivo. In questi casi, però, il cittadino ha il diritto di chiedere all’agente di identificarsi a sua volta mostrando il tesserino con il codice di matricola, soprattutto se in borghese. In quest’ultimo caso, se dovesse rifiutare di farlo senza giustificarne il motivo, non si è più obbligati ad eseguire i suoi ordini, a meno che non sia un agente in divisa. Nel momento in cui l’agente si qualifica o se è in divisa bisogna mostrare un valido documento di identità. </p>



<p>In caso di rifiuto da parte del cittadino o di false generalità, le autorità possono portare la persona in questione in commissariato per accertamenti. Una volta in caserma, possono trattenere per il tempo strettamente necessario all&#8217;identificazione, cioè non più di 24 ore. Devono inoltre tenere l’individuo in una cella con persone dello stesso genere e, passate le 6 ore, si ha diritto a ricevere i pasti. Al rilascio, sono tenuti a restituire tutti gli effetti personali eventualmente sequestrati.</p>



<p>In caso di arresto, invece, dovranno portare l’interessato dal <strong>Pubblico Ministero</strong> seduta stante e informare l’avvocato di riferimento e in sua assenza sarà assegnato un difensore d’ufficio. In tal caso si deve ricevere chiare informazioni scritte circa i propri diritti, come il diritto di sapere di cosa si è accusati, di avere un interprete in caso non si parli l’italiano, di ricevere cure mediche d’urgenza, di avvalersi della facoltà di non rispondere e di informare la famiglia o, nel caso di stranieri, le autorità consolari.</p>



<p>La polizia ha il dovere di gestire le manifestazioni senza l’uso della forza, quando non strettamente necessaria. Inoltre, non dovrebbe apparire intimidatoria, magari con uno schieramento di agenti troppo numeroso, poiché potrebbe dare l’impressione di essere una minaccia per i manifestanti e non un supporto, come dovrebbe essere.</p>
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		<title>Praga, 70mila persone in piazza. Esplode la protesta per energia e guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/praga-70mila-persone-in-piazza-esplode-la-protesta-per-energia-e-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2022 12:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Praga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Praga, protesta contro il governo (ANSA)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Circa 70mila persone si sono radunate a Praga, capitale della Repubblica Ceca, per protestare contro il governo di Peter Fiala. L&#8217;esecutivo, a detta degli organizzatori della manifestazione, è colpevole di non avere dato risposte adeguate alla crisi economica che ha investito il Paese, e, secondo diversi esponenti politici intervenuti all&#8217;incontro, di non avere perseguito gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/praga-70mila-persone-in-piazza-esplode-la-protesta-per-energia-e-guerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Praga, protesta contro il governo (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMDwVpUfIwVIdR8y0o__ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Circa 70mila persone si sono radunate a <strong>Praga</strong>, capitale della <strong>Repubblica Ceca</strong>, per protestare contro il governo di Peter Fiala. L&#8217;esecutivo, a detta degli organizzatori della manifestazione, è colpevole di non avere dato risposte adeguate alla crisi economica che ha investito il Paese, e, secondo diversi esponenti politici intervenuti all&#8217;incontro, di non avere perseguito gli interessi cechi ma quelli di altri, a partire dall&#8217;Ucraina. Una scelta di parole e di campo particolarmente importante, che fa capire come gli effetti della spirale speculativa sui prezzi dell&#8217;energia stiano iniziando a farsi sentire in tutto il continente: con rischi per la tenuta del sistema politico, economico e sociale che sono solo agli inizi.</p>
<p>Quanto accaduto a Praga, infatti, fa riflettere su alcuni importanti elementi che potrebbero ripetersi anche in altri Paesi non soltanto dell&#8217;Europa orientale, ma anche potenzialmente di quella centrale e in parte occidentale. Le decine di migliaia di persone intervenute in piazza San Venceslao, cuore di una capitale che ha subito l&#8217;invasione dei carri armati sovietici, rappresentano infatti segmenti della popolazione ceca accusati di essere <strong>&#8220;filorussi&#8221;</strong> o spinti direttamente da Mosca, ma che appaiono come estremamente trasversali. La presenza di bandiere nazionali, movimenti populisti, movimenti di destra così come anche di figure del Partito comunista di Boemia e Moravia indicano che esiste una spinta dal basso che chiede non soltanto la caduta del governo conservatore, ma anche un cambio di rotta abbastanza rilevante sul piano economico e internazionale. Diverse sigle extraparlamentari comuniste e nazionaliste si sono unite in piazza sotto un unico slogan: <strong>&#8220;Repubblica Ceca Prima&#8221;</strong>. E le richieste, così come gli slogan apparsi in piazza confermano un insieme di elementi che uniscono tutti i cosiddetti movimenti populisti degli ultimi anni, sobillati ora dal rincaro dell&#8217;energia, <a href="https://www.praguemorning.cz/czechs-have-most-expensive-electricity-in-europe-despite-exporting-huge-amounts-of-power-abroad/">che Praga sta subendo in maniera estremamente pesante</a>.</p>
<p>L&#8217;esecutivo ha evidenziato che gli organizzatori dell&#8217;evento hanno a cuore altri interessi, non quelli cechi, alludendo quindi all&#8217;ipotesi di un coordinamento russo. <a href="https://www.idnes.cz/zpravy/domaci/v-centru-prahy-budou-dnes-lide-protestovat-proti-vlade-demonstrace-cesko-na-prvnim-miste.A220903_075230_domaci_lre">Il premier Fiala ha parlat</a>o di un insieme di sigle &#8220;di orientamento filorusso, vicine all&#8217;estremismo e contrarie agli interessi della Repubblica Ceca&#8221; e che interpretano i fatti in un modo che coincide &#8220;con la posizione russa&#8221;. Tuttavia non va sottovalutato il dato politico e numerico, al punto che lo stesso ministro dell&#8217;Interno, <strong>Vit Rakusan</strong>, ha scritto su Twitter di &#8220;prendere sul serio&#8221; le preoccupazioni dei manifestanti e che il governo lavora per &#8220;soluzioni che allevieranno la paura del futuro delle persone&#8221;, ribadendo però che le soluzioni a questa crisi &#8220;non risiedono nell&#8217;inclinazione verso la Russia di Putin&#8221;.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="cs" dir="ltr">Obavy lidí, kteří přišli na Václavák, beru vážně. Rozkol společnosti je jeden z cílů hybridní války, které čelíme. Nesmíme ho dopustit. Proto pracujeme na řešeních,která strach lidí z budoucnosti zmírní.<br />Ta řešení ale neleží v příklonu k Putinovu Rusku,v tom se s řečníky neshodnu</p>
<p>&mdash; Vít Rakušan (@Vit_Rakusan) <a href="https://twitter.com/Vit_Rakusan/status/1566076974396841986?ref_src=twsrc%5Etfw">September 3, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>La creazione di un potenziale blocco critico nei confronti delle sanzioni alla <strong>Russia</strong> e anche dello stesso sostegno all&#8217;Ucraina nella resistenza contro le truppe di Mosca è indicativo di un malcontento che può fondere quindi diverse esigenze e anche ideologie profondamente diverse. La presenza in contemporanea di movimenti dichiaratamente comunisti e di altri invece avvicinabili alla destra più radicale, ma anche a settori dell&#8217;economia nazionale (a partire dagli agricoltori) comporta quindi una spaccatura diversa rispetto a quella tradizionale di alcune regioni europee e di alcuni Paesi. E non è un caso che lo stesso ministro dell&#8217;Interno di Praga abbia parlato di divisione della società come di un obiettivo della <strong>guerra ibrida</strong> di Mosca. Perché appunto il fenomeno ora non è più solo la polarizzazione tra destre e sinistre, ma una polarizzazione che coinvolge inevitabilmente diversi fronti della politica di uno Stato, fondendo la politica interna e quella internazionale di un unico sistema di protesta, perché appunto è impossibile scindere le scelte di politica estera dalle loro conseguenze in ambito nazionale.</p>
<p>Cosa che è avvenuta a Praga quando si sono uniti gli oppositori del governo, i contrati alla Nato, chi critica il sostegno a Kiev e chi chiede interventi sul <strong>caro bollette</strong> per evitare ulteriori rincari componendo dei blocchi sociali inediti, apparentemente &#8220;anarchici&#8221; ma che comunque possono essere particolarmente incisivi nel dibattito pubblico ma anche nella stessa stabilità degli esecutivi coinvolti. La critica diventa universale e la richiesta di risposte nette nei confronti di un problema che unisce tutta l&#8217;Europa diventa via via sempre più urgente. La stabilità dell&#8217;Unione europea, di cui forse non solo simbolicamente la presidenza di turno sarà proprio prossimamente della Repubblica Ceca, passa inevitabilmente per la reazione alla spirale speculativa che sta investendo il <strong>mercato energetico</strong> e di cui l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina è una componente essenziale anche dal punto di vista mediatico e psicologico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/praga-70mila-persone-in-piazza-esplode-la-protesta-per-energia-e-guerra.html">Praga, 70mila persone in piazza. Esplode la protesta per energia e guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa c&#8217;è dietro alle violente proteste in Sri Lanka</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-alle-violente-proteste-in-sri-lanka.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 16:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Sri Lanka la popolazione è scesa per le strade a manifestare chiedendo le dimissioni di tutto il governo e un cambiamento radicale del potere istituzionale. Le manifestazioni sono state violentemente represse dai militari e gli scontri sembrano non placarsi. L&#8217;Isola sta attraversando la più grave crisi economica ed istituzionale da quando nel 1948 raggiunse l’indipendenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-alle-violente-proteste-in-sri-lanka.html">[...]</a></p>
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<h2>La crisi economica</h2>
<p>La rabbia è alimentata da una profonda crisi non recente che risiede in una cattiva gestione dei fondi pubblici e di una profonda corruzione in seno al governo cingalese che è al pari di un vero e proprio clan familiare. Il presidente <strong>Gotabaya Rajapaksa</strong>, eletto nel novembre 2019, ha infatti da subito installato fratelli e parenti ai posti più ambiti delle istituzioni. Suo fratello <strong>Mahinda</strong> ad esempio, anch’esso presidente dal 2005 al 2015, è<span class="Apple-converted-space"> </span>adesso primo ministro, mentre le finanze sono state affidate a un altro fratello, Basil. In tutto sono ben cinque i Rajapaksa che occupano posizioni governative.</p>
<p>Il clan familiare è ritenuto responsabile di non aver saputo gestire la crisi ma anzi di aver approfittato delle finanze del paese e di aver fatto degli investimenti sbagliati sperperando soldi pubblici. Uno dei tanti è stato voler trasformare il paese nel primo a eliminare i fertilizzanti e diventare totalmente bio, azione non riuscita e che ha provocato l’ira degli agricoltori. Un altro investimento non riuscito è stato quello di modernizzare le infrastrutture turistiche ma che ha portato il Paese a indebitarsi ancora di più.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il crollo economico è anche dovuto da altri fattori: il calo del turismo dovuto alla pandemia di Covid-19, una politica fiscale non adeguata, la decisione di abolire alcune tasse e il gravoso debito pubblico pari a 51 miliardi di dollari. Adesso lo Sri Lanka ha le casse praticamente vuote e non dispone più di valuta estera per poter comprare i beni di prima necessità. Così da gennaio i prezzi dei generi alimentari e dell’energia sono aumentati vertiginosamente e lo Stato è a corto di tutto costringendo la popolazione a vivere con carenze e interruzioni di corrente. Manca tutto: cibo, gas, benzina, medicine.</p>
<p>L’inflazione è alle stelle toccando il 19% a marzo e la Borsa si è contratta del 3,6%. A tutto ciò si aggiungono anche le conseguenze della guerra in Ucraina che stanno stravolgendo tutto il mondo e più di tutti i paesi già in estrema difficoltà come lo Sri Lanka. Per cercare di tamponare la situazione il governo a gennaio ha cercato di attuare delle politiche che però non hanno avuto successo: un piano di aiuti di un miliardo di euro che avrebbe riguardato almeno due milioni di cittadini. Non avendo però accostato a questo piano un aumento delle tasse si è così incrementato ancora di più il debito pubblico. Per la penuria di cibo è stato chiesto alla popolazione di coltivarsi da soli verdure e ortaggi, per l’energia invece si è chiesto aiuto &#8211; non per la prima volta &#8211; all’India che ha inviato 40.000 tonnellate di gasolio a inizio aprile. La popolazione, stanca dei prezzi diventati insostenibili e capito che il governo non sarebbe stato in grado di risolvere la situazione, ha deciso quindi di scendere in piazza a manifestare.</p>
<h2>Le proteste e le dimissioni del presidente</h2>
<p>I cingalesi da subito hanno chiesto le dimissioni del governo che in quel momento aveva appena chiesto al Fondo Monetario Internazionale un prestito di 3-4 miliardi di dollari. Dopodiché il 12 aprile il paese ha annunciato il default sul debito estero. Da quel momento le manifestazioni sono diventate più cruente e la richiesta di dimissioni più pressante. Decine di migliaia di automobilisti hanno bloccato le strade per protestare contro l’aumento del carburante. Rajapaksa ha cercato di tamponare la situazione nominando un nuovo governo e rimuovendo alcuni suoi familiare ma mantenendo suo fratello Mahinda come primo ministro.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Nel tentativo di disinnescare la crisi, il 9 maggio il Presidente Rajapaksa ha nominato un nuovo governo, dal quale sono stati rimossi due suoi fratelli e un nipote. Lo stesso giorno il primo ministro Mahinda, fratello del presidente, ha dato le sue dimissioni, segnando un gran cambiamento. Le dimissioni del premier hanno portato automaticamente allo scioglimento del governo<strong>.</strong> Da quel giorno le manifestazioni si sono radicalizzate portando i sostenitori del presidente ad attaccare armati di bastoni e manganelli gli accampamenti creati dai manifestanti davanti al palazzo presidenziale. Quesi hanno risposto e durante la notte del 10 maggio sono usciti per le strade della capitale e hanno dato fuoco alle case di vari politici.</p>
<p>A sud dell’Isola invece alcuni rivoltosi hanno attaccato e distrutto la residenza storica della famiglia Rajapaksa. Le proteste sembrano non volersi placare. Il 10 maggio, nonostante le rassicurazioni da parte del presidente di un cambiamento in seno al governo e a tutto il sistema politico, le occupazioni di strade e piazze sono continuate. Il presidente ha quindi deciso di schierare ancora più forze dell&#8217;ordine e infine l&#8217;esercito ha ordinato di sparare munizioni vere per evitare &#8220;l&#8217;anarchia&#8221;. Ormai quelli che potevano essere dei manifestanti stufi ed arrabbiati sono diventati un vero e proprio movimento insurrezionale che chiede un cambiamento radicale, un ribaltamento totale delle istituzioni a loro avviso legate direttamente al clan Rajapaksa. Il presidente sta cercando di correre ai ripari annunciando di voler rinunciare alla maggior parte delle sue prerogative, di voler nominare un nuovo premier e di essere disposto ad affidare più poteri al Parlamento.</p>
<p>Per <strong>Alan Keenan</strong> dell&#8217;International Crisis Group, i cingalesi hanno capito che la causa principale del fallimento dello Stato è da attribuire alla famiglia Rajapaksa che adesso dovrebbe prendersi le sue responsabilità e lasciare definitivamente il potere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-alle-violente-proteste-in-sri-lanka.html">Cosa c&#8217;è dietro alle violente proteste in Sri Lanka</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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