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	<title>Malattie infettive Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 19 Jun 2025 14:00:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Malattie infettive Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Tubercolosi X: la minaccia dimenticata che mette in crisi la sanità e la geopolitica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 14:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie infettive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="350" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-2174567703-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-2174567703-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-2174567703-612x612-1-600x343.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-2174567703-612x612-1-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>La Tubercolosi X avanza nel silenzio globale: tra resistenze estreme e minacce geopolitiche nuove, soprattutto nelle aree calde del Pianeta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/tubercolosi-x-la-minaccia-dimenticata-che-mette-in-crisi-la-sanita-e-la-geopolitica.html">Tubercolosi X: la minaccia dimenticata che mette in crisi la sanità e la geopolitica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="350" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-2174567703-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-2174567703-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-2174567703-612x612-1-600x343.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-2174567703-612x612-1-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>In un’epoca in cui l’attenzione mediatica e politica è catalizzata da minacce emergenti come pandemie virali e biotecnologie militari, la <strong>tubercolosi</strong> continua a mietere silenziosamente più vittime di molte altre malattie infettive messe in prima pagina. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://cdn.who.int/media/images/default-source/products/global-reports/tb-report/2024/fig_1-1-1-2-1.tmb-1920v.png?sfvrsn=242e0e90_1" alt="" style="width:818px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2023 <strong>oltre 10,8 milioni di persone</strong> hanno contratto la tubercolosi e circa <strong>1,25 milioni sono morte</strong> per le sue complicanze, rendendola la principale causa di morte infettiva al mondo (WHO, 2023). Parallelamente, la resistentissima <strong>Tubercolosi X</strong> (XDR TB), con ceppi spesso incurabili, emerge come una minaccia silenziosa. Nel 2022, il numero di nuovi casi di <strong>tubercolosi multiresistente</strong> (MDR/RR TB) è stato stimato in circa 410.000, con 160.000 decessi. Di questi, solo il 43% ha potuto accedere a un trattamento adeguato (WHO, 2023). Inoltre, circa il 19% dei casi MDR presentava resistenza anche ai fluorochinoloni, configurando ceppi pre-XDR. In paesi come l’<strong>India</strong>, la <strong>Russia </strong>e le <strong>Filippine</strong>, l’incidenza è altissima, mentre in Europa e negli Stati Uniti i casi XDR restano rari ma monitorati con estrema attenzione (CDC, 2023; ECDC, 2023).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una mina geopolitica</h2>



<p>La Tubercolosi X, dunque, non è solo un rischio sanitario: è <strong>una mina geopolitica</strong>. La sua diffusione non riguarda soltanto sistemi sanitari fragili ma tocca direttamente gli equilibri globali. Le superpotenze – dagli Stati Uniti alla Cina – si stanno muovendo in ordine sparso nella lotta alla resistenza antimicrobica, spesso mettendo al primo posto la tutela dei propri confini bio-sanitari.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://images.theconversation.com/files/188428/original/file-20171002-12122-1p41lhh.jpg?ixlib=rb-4.1.0&amp;q=30&amp;auto=format&amp;w=600&amp;h=400&amp;fit=crop&amp;dpr=2" alt=""/></figure>
</div>


<p>L’<strong>India</strong>, attuale epicentro della TB-X, si trova al centro di un dilemma: bilanciare esigenze di salute pubblica con la protezione dell’industria farmaceutica locale, una delle più importanti al mondo.<br>A livello internazionale, i meccanismi di accesso ai nuovi farmaci per la tubercolosi riflettono le stesse diseguaglianze che caratterizzano l’intero sistema della sanità globale. L’uso del <strong>bedaquiline </strong>e del <strong>pretomanid</strong> – due dei pochi farmaci efficaci contro le forme MDR e XDR – è limitato da brevetti e vincoli di prezzo. Nonostante regimi terapeutici più brevi ed efficaci siano disponibili in 40 Paesi, nel 2022 solo 175.650 pazienti con MDR/RR TB hanno iniziato un trattamento, pari al 43% dei casi rilevati (WHO, 2023). Per la TB X, i dati sono ancora più allarmanti: il tasso di successo terapeutico globale si aggira intorno al 34%, ben al di sotto del 63% per le forme MDR.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://ethnomed.org/wp-content/uploads/2020/04/ethnomed-tb-treatment-meds.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Nel frattempo, la <strong>Cina</strong> ha fatto leva sulla propria capacità industriale per diventare uno snodo chiave nella produzione di principi attivi, anche attraverso <em>joint venture</em> in Africa e Asia centrale. Questa rete di dipendenze è oggi una forma di influenza diplomatica. India, Brasile e Sudafrica, dal canto loro, guidano un fronte del Sud Globale che reclama un nuovo equilibrio nella distribuzione della proprietà farmaceutica.</p>



<p>I negoziati multilaterali, come quelli ospitati dal del WTO, vedono scontrarsi due visioni opposte: da un lato, la tutela dell’innovazione e della competitività industriale, dall’altro, il principio della salute globale come bene comune. In mezzo, si muovono attori non statali – fondazioni, consorzi umanitari, aziende filantropiche – che cercano di colmare le lacune lasciate dai grandi blocchi. Ma finché la Tubercolosi X non sarà trattata come una priorità collettiva, ogni iniziativa resterà parziale e frammentata. Gli Stati Uniti, che ospitano gran parte dei brevetti, e la Cina, che controlla molte delle catene di produzione, stanno usando la leva farmaceutica come strumento di influenza nei negoziati multilaterali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Focolai globali attivi: le aree calde della TB-X</h2>



<p>Secondo il <strong><a href="https://www.who.int/teams/global-programme-on-tuberculosis-and-lung-health/tb-reports/global-tuberculosis-report-2023">Global Tuberculosis Report 2023 dell’OMS</a></strong>, <strong>i cinque Paesi che nel 2022 hanno riportato il maggior numero di casi di tubercolosi multiresistente (MDR-TB) sono India, Cina, Russia, Pakistan e Filippine</strong>. L’India da sola rappresenta circa il 27% dei nuovi casi MDR-TB globali, seguita da Cina (14%) e Russia (8%) (WHO, 2023). In questi Paesi, la densità abitativa, l’accesso diseguale ai servizi sanitari e l’insufficiente controllo sull’uso degli antibiotici amplificano il rischio di evoluzione verso forme XDR.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.who.int/images/default-source/departments/tuberculosis/new_global_lists_of_high_burden_countries_on_tb.tmb-549v.png?Status=Master&amp;Culture=en&amp;sfvrsn=df0eee5_1" alt="" style="width:693px;height:auto"/></figure>
</div>


<p><br>Tuttavia, alcuni Paesi hanno adottato strategie di contrasto particolarmente efficaci. Il <strong>Perù</strong>, ad esempio, è considerato un caso di successo grazie a un <strong>programma di sorveglianza avanzato</strong>, l’impiego di regimi terapeutici innovativi e un approccio integrato alla gestione dei pazienti resistenti. Anche il <strong>Kazakistan</strong> ha ottenuto risultati significativi implementando il trattamento corto all-orale per MDR-TB e investendo nella diagnostica molecolare precoce. In Europa, la Lettonia ha ridotto drasticamente l’incidenza grazie a un piano nazionale aggressivo di contenimento e supporto sociale ai pazienti (ECDC, 2023).</p>



<p>Questi esempi mostrano che, sebbene la minaccia della TB-X sia globale, le risposte efficaci sono possibili quando si investe in infrastrutture sanitarie resilienti, accesso equo ai farmaci e diagnosi precoce supportata da tecnologie avanzate. Nonostante i riflettori puntati altrove, la diffusione della tubercolosi resistente è ormai endemica in diversi focolai globali. L’India resta l’epicentro della Tubercolosi X, con oltre 124.000 casi notificati di MDR-TB nel 2022, di cui una porzione crescente presenta profili di resistenza estesa o totale (WHO, 2023). Le regioni urbane densamente popolate – come Mumbai e Delhi – sono particolarmente colpite, aggravate da sovrappopolazione, inquinamento e ritardi diagnostici.</p>



<p>In <strong>Russia</strong>, in particolare nella Siberia e nell’Estremo Oriente, si sono registrati tassi di resistenza ai farmaci di prima e seconda linea tra i più alti al mondo. Secondo l’ECDC, oltre il 25% dei nuovi casi in alcune aree è classificabile come XDR-TB (ECDC, 2023). In Africa, il Sudafrica è un altro hotspot: nel <strong>KwaZulu-Natal</strong>, oltre il 4% dei casi trattati presenta resistenza multipla, con mortalità particolarmente elevata tra i <strong>pazienti co-infetti da HIV</strong>. Le <strong>Filippine </strong>e il<strong> Pakistan</strong> mostrano tendenze simili: ceppi pre-XDR circolano nelle periferie urbane e nei campi profughi. In contesti di conflitto, come l’<strong>Afghanistan</strong>, la <strong>Somalia </strong>e la regione etiope del <strong>Tigray</strong>, i servizi di laboratorio e le terapie sono intermittenti, il che facilita la diffusione di ceppi resistenti e non trattati. Il fenomeno si estende anche a <strong>popolazioni migranti e rifugiate in Europa e Nord Africa</strong>, rendendo la gestione transfrontaliera della TB-X una sfida sanitaria e politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Minaccia ibrida e sicurezza nazionale</h2>



<p>Il rischio che ceppi totalmente resistenti possano essere trasportati o manipolati in contesti instabili rende la Tubercolosi X una minaccia anche dal punto di vista della <strong>biosicurezza</strong>. Il CDC e l’ECDC hanno già classificato la TB-X tra gli scenari da <strong><em>preparedness</em> militare</strong>. La malattia è considerata un <strong>patogeno ad alta priorità</strong> nella pianificazione della risposta alle crisi. L’Ucraina, l’Afghanistan e alcune regioni del Sahel sono attualmente zone di alta allerta, dove conflitti armati, migrazioni forzate e sistemi sanitari compromessi creano un terreno fertile per l’espansione di ceppi XDR (ECDC, 2023).</p>



<p>Sebbene la tubercolosi non sia tradizionalmente classificata tra gli <strong>agenti biologici di categoria A </strong>(come antrace o vaiolo), l’emergere di ceppi XDR ha attirato l’attenzione delle agenzie per la biosicurezza. Secondo i CDC, la tubercolosi rientra nella <strong>categoria B degli agenti potenzialmente utilizzabili per bioterrorismo</strong>, proprio per la sua trasmissione aerea, la capacità di latenza e la crescente resistenza ai farmaci (CDC, 2023).</p>



<p>La variante XDR-TB, resistente a tutti i principali farmaci antitubercolari, costituisce una minaccia particolarmente seria in scenari di instabilità. Alcuni rapporti dell’ECDC e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno segnalato la possibilità che ceppi altamente resistenti possano emergere o diffondersi in<strong> contesti di guerra</strong>, migrazione forzata o collasso sanitario – ambienti in cui la tracciabilità e la risposta terapeutica risultano minime (ECDC, 2023; WHO, 2023). Non ci sono prove dirette che la Tubercolosi X sia stata sviluppata come<strong> arma biologica</strong>, ma diversi scenari di <em>preparedness</em> NATO, CDC e WHO la includono tra le minacce “slow pathogen”, cioè agenti patogeni a diffusione lenta ma di alto impatto sociale, economico e psicologico. Il suo utilizzo intenzionale appare improbabile, anche per le difficoltà tecniche nella manipolazione, ma l’effetto destabilizzante di una sua diffusione incontrollata è riconosciuto nei documenti di pianificazione militare e civile.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://ars.els-cdn.com/content/image/1-s2.0-S1198743X16303974-gr1.jpg" alt="" style="width:538px;height:auto"/></figure>
</div>


<p><strong>La Tubercolosi X non conosce confini: i focolai si muovono con le persone</strong>. La sua natura silenziosa ma pervasiva rende urgente una sorveglianza epidemiologica coordinata, rafforzando capacità diagnostiche nei punti di ingresso migratorio e garantendo l’accesso ai trattamenti più efficaci nelle aree a rischio.</p>



<p>La Tubercolosi X rappresenta <strong>il paradosso perfetto</strong> della geopolitica della salute: una minaccia nota, evitabile, ma ignorata perché priva di appeal mediatico e distante dai centri del potere globale. Rilanciare l’impegno su ricerca, accesso equo ai farmaci e rafforzamento dei sistemi di sorveglianza non è solo un dovere morale, ma una necessità strategica. Il mondo ha già imparato – troppo tardi – quanto costi ignorare un patogeno emergente. Questa volta, la minaccia è già qui, sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/tubercolosi-x-la-minaccia-dimenticata-che-mette-in-crisi-la-sanita-e-la-geopolitica.html">Tubercolosi X: la minaccia dimenticata che mette in crisi la sanità e la geopolitica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Che cos&#8217;è e come funziona GAVI, l&#8217;alleanza che promuove la salute globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/che-cose-e-come-funziona-gavi-lalleanza-che-promuove-la-salute-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 14:04:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie infettive]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-600x384.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-1536x983.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>GAVI, l'Alleanza Globale per i Vaccini e l'Immunizzazione, è stata fondata nel 2000. Ecco come funziona e perché è importante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/che-cose-e-come-funziona-gavi-lalleanza-che-promuove-la-salute-globale.html">Che cos&#8217;è e come funziona GAVI, l&#8217;alleanza che promuove la salute globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-600x384.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-1536x983.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>GAVI</strong>, l&#8217;Alleanza Globale per i Vaccini e l&#8217;Immunizzazione, è stata fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di garantire l&#8217;accesso ai vaccini che possono salvare la vita, rafforzare i <strong>sistemi sanitari</strong> e promuovere la <strong>salute globale</strong>, con particolare attenzione ai bambini e alle popolazioni più vulnerabili. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La struttura di GAVI</strong></h2>



<p>GAVI è composto da <strong>Governi</strong>, <strong>organizzazioni internazionali</strong>, fondazioni filantropiche, società civile, produttori di vaccini di Paesi industrializzati e in via di sviluppo, nonché da <strong>istituti di ricerca</strong>.</p>



<p>A differenza di quanto si potrebbe pensare, l&#8217;alleanza non si limita alla distribuzione e allo sviluppo di vaccini. Utilizzando nuovi strumenti finanziari come l&#8217;<strong>Advance Market Commitment (AMC)</strong> e l&#8217;<strong>International Finance Facility for Immunisation (IFFIm)</strong>, per esempio, sostiene la ricerca e rafforza i sistemi sanitari locali. Dal 2000 in poi, GAVI ha aiutato a vaccinare centinaia di milioni di bambini, evitando oltre 17 milioni di morti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-472447" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo degli Stati Uniti</strong></h2>



<p>Il successo di GAVI è stato possibile grazie al sostegno finanziario degli <strong>Stati Uniti</strong>. Con contributi che hanno raggiunto i 300<strong> milioni di dollari all&#8217;anno</strong> e un impegno di almeno <strong>1,58 miliardi di dollari </strong>per il prossimo ciclo di finanziamento, Washington è il terzo maggior donatore e il secondo tra i Governi.</p>



<p>Secondo quanto riportato dal <em><a href="https://www.nytimes.com/2025/03/26/health/usaid-cuts-gavi-bird-flu.html">New York Times</a></em>, l&#8217;attuale amministrazione statunitense potrebbe pianificare di interrompere il sostegno a GAVI, e cancellare una sovvenzione da 2,6 miliardi di dollari prevista fino al 2030. La riduzione del contributo degli Stati Uniti rappresenterebbe un pericolo reale. Secondo le stime interne di GAVI, senza questi fondi 75 milioni di bambini potrebbero non ricevere le vaccinazioni di routine nei prossimi cinque anni, portando a oltre 1,2 milioni di decessi per <strong>malattie infettive prevenibili</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-472445" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;impegno per i più poveri</strong></h2>



<p>Sebbene la missione principale di GAVI sia quella di assistere i <strong>Paesi a basso e medio reddito</strong>, il suo impatto va ben oltre quest&#8217;unico obiettivo. Le epidemie e le pandemie non hanno infatti confini: la capacità di relegare rapidamente un focolaio in una regione remota protegge anche i <strong>Paesi industrializzati</strong>, impedendo alla diffusione di patogeni in tutto il mondo. </p>



<p>L&#8217;esempio concreto di tutto questo è lo “stockpile” mondiale di vaccini contro il <strong>virus Ebola</strong>, gestita e finanziata da GAVI in collaborazione con <strong>OMS</strong>, <strong>UNICEF</strong>, <strong>IFRC </strong>e <strong>MSF </strong>e situato in Svizzera. </p>



<p>Una riserva strategica di 500.000 dosi del vaccino ERVEBO, per esempio, è mantenuta in un magazzino e ciò consente una <strong>risposta rapida</strong> ed equa in caso di focolai di virus Ebola, garantendo che i vaccini siano disponibili e distribuiti entro pochi giorni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-472444" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un investimento internazionale</strong></h2>



<p>GAVI è un <strong>modello di cooperazione globale</strong>, dalla risposta alla pandemia di COVID-19, al contenimento delle epidemie di Ebola e all&#8217;introduzione di nuovi vaccini contro la malaria e il papillomavirus. </p>



<p>Il rafforzamento di GAVI è fondamentale per la salute dei Paesi più poveri e per la sicurezza della salute globale. Tagliare i finanziamenti a GAVI, da un punto di vista operativo, significa aumentare la probabilità di nuove pandemie, compromettere la salute pubblica globale e i progressi raggiunti in decenni di cooperazione internazionale. </p>



<p>Nel corso dei prossimi cinque anni, la <strong>mancanza di finanziamenti</strong> potrebbe mettere a rischio le vaccinazioni di routine per milioni e milioni di bambini e significare, nello scenario intermedio, oltre 1 milione di decessi per malattie infettive prevenibili (come morbillo, polio, pertosse e diarrea da rotavirus).</p>



<p>La riduzione della copertura vaccinale globale renderebbe più difficile il contenimento delle epidemie perché complicherebbe la loro <strong>sorveglianza </strong>e soprattutto la <strong>prevenzione</strong>. E ancora: i progressi nella riduzione della <strong>mortalità infantile</strong> e nel controllo delle malattie infettive negli ultimi decenni rischierebbero di essere vanificati, con un impatto negativo sulle economie e sulla stabilità sociale delle nazioni. </p>



<p>In sintesi, il depotenziamento di GAVI da parte degli Stati Uniti (e non solo loro) avrebbe ripercussioni significative, sia sull’aumento della diffusione di epidemie che nella riduzione dei progressi sanitari globali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-472448" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/che-cose-e-come-funziona-gavi-lalleanza-che-promuove-la-salute-globale.html">Che cos&#8217;è e come funziona GAVI, l&#8217;alleanza che promuove la salute globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il ritorno di fiamma della tubercolosi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-ritorno-di-fiamma-della-tubercolosi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 14:08:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie infettive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Virus al microscopio (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutti i riflettori sono puntati sulla pandemia di coronavirus, che da gennaio a oggi ha provocato oltre 855mila decessi e quasi 26 milioni di contagi globali. Eppure, come hanno più volte provato a spiegare alcuni scienziati, nonostante i governi del mondo stiano concentrando tutte le loro energie (e risorse) sull&#8217;emergenza Covid-19 è necessario che i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-ritorno-di-fiamma-della-tubercolosi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Virus al microscopio (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Virus-microscopio-Fort-Detrick-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tutti i riflettori sono puntati sulla pandemia di <strong>coronavirus</strong>, che da gennaio a oggi <a href="https://www.worldometers.info/coronavirus/">ha provocato</a> oltre 855mila decessi e quasi 26 milioni di contagi globali. Eppure, come hanno più volte provato a spiegare alcuni scienziati, nonostante i governi del mondo stiano concentrando tutte le loro energie (e risorse) sull&#8217;emergenza Covid-19 è necessario che i Paesi tengano sotto controllo anche <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/le-malattie-degli-altri.html">l&#8217;azione delle altre malattie infettive</a>.</p>
<p>A questo proposito è di estrema urgenza prestare la massima attenzione alla <strong>tubercolosi</strong>. Stiamo parlando di una malattia infettiva e contagiosa provocata dal batterio denominato Mycobacterium tuberculosis, più noto con il nome di Bacillo di Koch. Gli esperti di sanità pubblica hanno lanciato i primi allarmi: la Tbc sta avendo una rinascita e si sta diffondendo silenziosamente in alcune regioni del pianeta.</p>
<p>Il motivo di un simile ritorno di fiamma è da ricercare in quanto abbiamo spiegato all&#8217;inizio dell&#8217;articolo. Con tutte le attenzioni dirottate sul Covid-19 e i <strong>sistemi sanitari</strong> calibrati a fronteggiare l&#8217;emergenza coronavirus, diagnosticare e trattare altre infezioni resta assai complicato. Soprattutto per alcuni Stati che non possono contare su un&#8217;efficiente sanità. È per questo che, ha scritto il<a href="https://www.scmp.com/news/china/science/article/3098820/world-grapples-covid-19-pandemic-tuberculosis-having-resurgence"><em> South China Morning Post</em></a>, la tubercolosi, la malattia infettiva più mortale al mondo, è improvvisamente uscita dal dimenticatoio in cui era finita.</p>
<h2>La rinascita della tubercolosi</h2>
<p>I numeri diffusi dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità sono emblematici. Nel 2018 ben 10 milioni di persone hanno contratto la Tbc, un&#8217;infezione batterica che solitamente colpisce i <strong>polmoni</strong>. Tra loro, 1,5 milioni di pazienti hanno perso la vita. Quest&#8217;anno la situazione potrebbe essere peggiore. Madhukar Pai, direttore del McGill International Tb Center presso la McGill University, in Canada, è stato chiaro: &#8220;Non sappiamo quale sarà il numero, ma la previsione è che sarà molto più alto di quello registrato nel 2018 a causa della pandemia Covid-19, dei blocchi e delle restrizioni che molti Paesi hanno dovuto imporre&#8221;.</p>
<p>Detto in altre parole, i sistemi sanitari pubblici di un elevato numero di nazioni sono stati travolti da un&#8217;ondata di pazienti infettati dal nuovo coronavirus. Impossibile per il personale sanitario affrontare la tubercolosi e altre malattie. Anzi, in molti casi i <strong>reparti</strong> dedicati alla Tbc venivano convertiti per curare i soggetti con Covid.</p>
<p>Prendiamo l&#8217;<strong>India</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/lindia-e-il-primo-paese-per-velocita-di-diffusione-del-coronavirus.html">attualmente il primo Paese per velocità di diffusione del coronavirus</a>. Nel 2018, anno delle ultime rilevazioni, questo Paese ha totalizzato un quarto dei casi di tubercolosi nel mondo: circa 270mila. Da quando <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a> ha imposto il lockdown a causa del Covid, il numero di nuovi casi legati alla TBC è sceso vertiginosamente. Attenzione però, perché questo non vuol dire che la malattia sia sparita. Semplicemente nessuno aveva tempo (e modo) di diagnosticare i nuovi casi. I pazienti malati, invece, hanno faticato a ottenere i farmaci di cui hanno bisogno.</p>
<h2>Un rischio enorme</h2>
<p>C&#8217;è una <strong>previsione</strong> che fa accapponare la pelle. Lo scorso maggio uno studio portato avanti da Stop Tb Partnership, Imperial College London e Johns Hopkins University ha stimato che, tra il 2020 e il 2025, a livello globale potrebbero esserci 6,3 milioni di casi di tubercolosi e 1,3 milioni di morti legati alla malattia. Questo scenario potrebbe verificarsi a fronte di un periodo di lockdown di tre mesi e una &#8220;ripresa&#8221; stimata in dieci mensilità.</p>
<p>Diamo uno sguardo alle cifre cinesi. Oltre la Muraglia, nel 2018, sono state 866mila le persone ad aver contratto la Tbc. Nei primi tre mesi del 2020, ovvero da quando è scoppiata l&#8217;emergenza Covid-19, il numero delle visite nelle cliniche per la tubercolosi è diminuito di 260mila unità rispetto al trimestre precedente, passando da 800mila a 700mila. Gli esperti hanno collegato il fenomeno a una serie di ragioni, tra cui il divieto per gli abitanti di <strong>spostarsi</strong> da una città all&#8217;altra, la paura di essere contagiati dal coronavirus frequentando le <strong>cliniche</strong> e l&#8217;aver dovuto trasformare alcuni centri Tbc in siti dedicati al trattamento Covid-19.</p>
<p>Gli esperti temono che in condizioni del genere la tubercolosi possa fare più danni del coronavirus. Anche perché in India, <a href="https://www.scmp.com/lifestyle/health-wellness/article/3083927/tuberculosis-crisis-india-disease-kills-most-people-world">dove ogni giorno muoiono oltre mille persone di Tbc</a>, il numero di casi rilevati di questa malattia ad aprile è sceso dell&#8217;<strong>80%</strong>. Molte persone hanno evitato di fare test e molti laboratori hanno abbassato la saracinesca. Nel frattempo i portatori di Tbc non diagnosticati hanno infettato altre persone.</p>
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		<title>Le epidemie sono davvero più frequenti rispetto al passato?</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/le-epidemie-sono-davvero-piu-frequenti-rispetto-al-passato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 16:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie infettive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1171" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-microscopio-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronaviurs microscopio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-microscopio-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-microscopio-La-Presse-300x234.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-microscopio-La-Presse-768x600.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-microscopio-La-Presse-1024x799.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;attuale pandemia da coronavirus Covid-19 ha fatto riemergere nell&#8217;uomo l&#8217;atavico timore delle malattie infettive, che, forse troppo sbrigativamente, è andato dimenticato soprattutto in Occidente. Al netto delle origini dell&#8217;attuale malattia, ovvero dei meccanismi che hanno permesso il salto di specie da animale a uomo al virus diffusosi a partire dalla Cina, è interessante cercare di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/le-epidemie-sono-davvero-piu-frequenti-rispetto-al-passato.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1171" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-microscopio-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronaviurs microscopio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-microscopio-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-microscopio-La-Presse-300x234.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-microscopio-La-Presse-768x600.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-microscopio-La-Presse-1024x799.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;attuale pandemia da <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener">coronavirus Covid-19</a> ha fatto riemergere nell&#8217;uomo l&#8217;atavico timore delle <strong>malattie infettive</strong>, che, forse troppo sbrigativamente, è andato dimenticato soprattutto in Occidente. Al netto delle origini dell&#8217;attuale malattia, ovvero dei meccanismi che hanno permesso il salto di specie da animale a uomo al virus diffusosi a partire dalla <strong>Cina</strong>, è interessante cercare di capire se le epidemie che hanno accompagnato la storia umana recente siano più frequenti rispetto al passato e per quale motivo.</p>
<p>Prima di addentrarci nella trattazione diventa però interessante fornire qualche cenno di carattere scientifico che ci permetterà di trarre delle conclusioni che non siano esclusivamente basate sulle cronache degli ultimi cento anni di storia dell&#8217;umanità.</p>
<p>Il primo ad affrontare il tema della &#8220;storia delle epidemie&#8221; è stato lo storico francese <strong>Mirko Grmek</strong> che alla fine degli anni &#8217;60 del secolo scorso ha proposto di leggere in chiave ecologico-evolutiva le trasformazioni che hanno subito le malattie, soprattutto quelle infettive, che nelle diverse epoche hanno colpito l&#8217;uomo. Utilizzando come modello la nozione di biocenosi, che nell’ecologia definisce l’insieme di tutti gli organismi presenti in un ecosistema, Grmek ha proposto il concetto di patocenosi, inteso come l’insieme di stati patologici presenti all’interno di una data popolazione in un determinato momento.</p>
<p>Più in dettaglio la patocenosi si articola su <strong>tre punti</strong> fondamentali: l’insieme degli stati patologici presenti in una determinata popolazione a un momento storico dato; il principio secondo cui la frequenza e la distribuzione di ogni malattia dipendono, oltre che dai fattori endogeni ed ecologici, dalla frequenza e dalla distribuzione di tutte le altre malattie che possono ostacolare, favorire o essere indifferenti nella diffusione;  infine il principio che la patocenosi tende verso uno stato di equilibrio, in particolare in una situazione ecologica stabile.</p>
<p>Avendo in testa questo principio risulta interessante dare uno sguardo alla storia dell&#8217;uomo sin dai suoi albori. I nostri antenati ominidi avevano diversi “patogeni di famiglia”, cioè parassiti, condivisi con gli antenati dell’ordine dei primati, come pulci, vermi, protozoi, enterobatteri, stafilococchi e streptococchi. Le punture di insetti, i morsi di animali, la lavorazione e il consumo di cibo contaminato sono stati all’origine di zoonosi come tubercolosi, leptospirosi, schistosomiasi, tetano, tripanosmiasi e trichinosi. Fintanto che l&#8217;uomo aveva una vita ed una società articolate sull&#8217;essere <strong>cacciatore/raccoglitore</strong> alcuni patogeni, come il morbillo o il vaiolo, non riuscivano a trovare terreno fertile e a diventare quindi endemici nella popolazione.</p>
<p>Il passaggio da un&#8217;economia di caccia e raccolta a una basata sull&#8217;<strong>agricoltura</strong> ha però stravolto l&#8217;equilibrio. Questo importantissimo cambiamento, anche conseguente ai cambiamenti climatici cominciati <strong>18mila anni fa</strong> quando avvenne quello che in geologia si chiama <strong>Lgm</strong> (Last Glaciation Maximum), ha modificato non solo la nostra società ma anche la nostra biologia.</p>
<p>La transizione all’agricoltura e l’addomesticamento e allevamento degli animali espongono l’uomo a nuovi agenti infettivi, e a nuove cause di malattia anche non trasmissibili, modificando quindi per la prima volta nella storia dell&#8217;umanità la nostra <strong>patocenosi</strong>. Gli insediamenti umani costituiscono una nuova nicchia ecologica per gli agenti patogeni per tutta una serie di motivi che spazia dall&#8217;aumento della densità di popolazione, all&#8217;impatto delle coltivazioni e degli allevamenti sull&#8217;ecosistema. Inoltre l&#8217;economia agricola primordiale non dava il corretto apporto energetico all&#8217;uomo rendendolo debole e quindi più esposto ai contagi di malattie infettive anche in considerazione della mutata biocenosi data dagli insediamenti urbani con insetti e roditori che hanno cominciato a vivere &#8220;in simbiosi&#8221; con le nostre città e villaggi.</p>
<p>Grazie agli allevamenti e agli animali domestici poi, decine di malattie effettuano il <strong>salto di specie</strong> e si diffondono nell&#8217;uomo proprio a partire dal 6000 a.C. Tra di essi si ricordano: scabbia, morbillo, vaiolo, tubercolosi, carbonchio, influenza e la terribile peste.</p>
<p>La rapida <strong>urbanizzazione</strong> conseguente al nascere di civiltà ed imperi ha accelerato questo fenomeno tanto che le prime società organizzate del Medio Oriente, dell’Egitto e dell’<strong>Asia</strong> (sud-est e centrale) acquisiscono ognuna una distinta serie di malattie infettive, ma soprattutto, ed è il fattore più interessante, quando tra queste si stabiliscono i primi contatti, si creano le condizioni per la nascita di gravi epidemie, soprattutto nel caso di campagne di conquista o guerre, quando si scontrano le diverse patocenosi.</p>
<p>Insomma già nell&#8217;antichità l&#8217;uomo doveva fare i conti con pestilenze ed epidemie, e uno studio condotto su testi greci che raccolgono casi di malattie ha mostrato che i tipi e le proporzioni tra esse presenti in quel tempo sono già grosso modo quelli che caratterizzeranno la storia dell’Europa fino alla metà del diciannovesimo secolo. Esistono chiaramente delle differenze: per esempio il morbillo, la rosolia e diverse malattie virali che caratterizzano l’età moderna sono assenti nell&#8217;antichità, così come la sifilide, il vaiolo, la lebbra, il colera e soprattutto l&#8217;influenza.</p>
<p>Quello che è importante sottolineare è che con l’<strong>intensificarsi di viaggi</strong> e guerre tra civiltà contigue dell’Eurasia, le malattie infettive che hanno origine nell’Asia cominciano a diffondersi ma ancora a fasi alterne che, non casualmente, dipendono dalla storia degli imperi: dalla metà del quinto secolo d.C. gli scambi commerciali in Europa diminuiscono e le grandi città cominciano a spopolarsi con l’arrivo dei popoli invasori, che portano nuove malattie ma che troveranno meno terreno fertile proprio perché la società urbana era in crisi.</p>
<p>Fino al sesto secolo, infatti, ci sono meno epidemie, ma a partire dal 541 ricompare in Europa il vaiolo, e nel 542 per la prima volta le peste bubbonica, che da Costantinopoli, dove è arrivata dal Mar Rosso, giunge a Roma nel 543. Circa 20 ondate si susseguono dal 541 al 767, quanto la malattia scompare sia dall’Europa che dall’Asia e dall’Africa.</p>
<p>Malattie e carestie, dipendenti da fattori esterni come cambiamenti climatici o strutturali come il <strong>rinascere delle città</strong> nell&#8217;epoca comunale, hanno continuato ad accompagnare l&#8217;umanità sino ad arrivare a quella che è forse la pestilenza più conosciuta in Europa: la <strong>peste nera</strong> che ha devastato un intero continente dal 1347 al 1352, sterminando tra il 25 e il 50% della popolazione e portando con sé grandi cambiamenti nell’economia, nella geopolitica e anche nella religione.</p>
<p>Peste che ritornerà, famosissima essendo stata consegnata alla letteratura da Alessandro Manzoni, quasi tre secoli dopo tra il 1629 ed il 1633, e che, solo in Italia settentrionale, si stima che uccise un milione e centomila persone su 4 milioni di abitanti.</p>
<p>Era un mondo molto diverso, ma la corsa della malattia, che in cinque anni, nel quattordicesimo secolo, fece il giro d&#8217;Europa, sarebbe stata sicuramente più lenta se la società fosse stata ancora quella primitiva, ovvero senza quella frequenza di scambi commerciali che la caratterizzavano.</p>
<p>Oggi le malattie infatti corrono, anche grazie al tipo di società in cui viviamo caratterizzato da grandi assembramenti di popolazione nelle città. Venendo a tempi recenti e limitandoci alle <strong>pandemie influenzali</strong> del ventesimo secolo, possiamo vedere come ci sia una differenza di velocità e maggiore diffusione spaziale delle epidemie rispetto ai secoli scorsi: la <a href="https://www.cdc.gov/flu/pandemic-resources/1918-pandemic-h1n1.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;spagnola&#8221;</a>, uccise tra i 50 e i 100 milioni di persone in due anni, tra il 1918 e 1919, portata in giro per il mondo dai soldati che rientravano in Patria dopo la Prima Guerra Mondiale; la <a href="https://www.cdc.gov/flu/pandemic-resources/1957-1958-pandemic.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;asiatica&#8221;</a>, nata forse a Singapore, uccise due milioni di persone in un periodo più o meno simile tra il 1957 e il 1958; <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Influenza_di_Hong_Kong" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;influenza di Hong Kong nel 1968</a> uccise tra le 750mila ed i 2 milioni di persone nell&#8217;arco di un anno, infine la <strong>Sars</strong> e la <strong>Mers</strong> si sono diffuse in pochissime mesi ma sono state contenute grazie ad efficaci politiche sanitarie. Anche l&#8217;attuale <a href="https://it.insideover.com/politica/come-funziona-e-perche-e-pericoloso-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener">pandemia di coronavirus</a> ha fatto il giro del mondo in pochissime settimane.</p>
<p>Le cause di questa rapidità nella diffusione sono molteplici ma principalmente possono essere ridotte a due: la prima di carattere sociale causata da un sentimento di falsa sicurezza tecnologica, la seconda data dalla <strong>globalizzazione</strong> spinta e dallo stesso progresso che ci permette di viaggiare da una parte all&#8217;altra del globo in poche ore.</p>
<p>Per quanto riguarda <a href="https://core.ac.uk/download/pdf/41168731.pdf" target="_blank" rel="noopener">quella che è stata chiamata &#8220;illusione tecnologica&#8221;</a>, possiamo dire, riassumendo, che l&#8217;avvento dei <strong>vaccini</strong>, il progresso della scienza medica dai tempi di Jenner passando per Pasteur e la genetica, ma soprattutto l&#8217;eradicazione del vaiolo ha diffuso un falso sentimento di sicurezza non solo tra la popolazione, ma anche tra i vertici scientifici: alla fine degli anni sessanta l’Oms organizzava delle riunioni di esperti ponendo domande del tipo &#8220;le malattie infettive sono ancora importanti?&#8221; ed anche se la risposta era stata positiva il fatto stesso che la domanda fosse stata posta mostra la prevalente atmosfera di ottimismo.</p>
<p>La globalizzazione ha poi un ruolo fondamentale, anche se duplice: se da un lato lo sviluppo ed implementazione delle relazioni internazionali e quindi lo <strong>scambio e la condivisione di informazioni</strong> di tipo medico grazie alla stipula di apposite convenzioni sanitarie internazionali e all’organizzazione di congressi e riunioni scientifiche, ha permesso di affrontare le malattie in modo uniforme mettendo a sistema le eccellenze dei singoli Stati, dall&#8217;altro la stessa società globalizzata ha permesso alle patologie di &#8220;correre&#8221; ben al di là della loro patocenosi e diffondersi molto più rapidamente rispetto al passato.</p>
<p>Del resto se oggi per fare da Pechino a Roma bastano poco più di 17 ore di volo, cento anni fa ci sarebbero volute settimane, e trecento anni fa il viaggio avrebbe richiesto mesi: una malattia, a seconda della virulenza, avrebbe quindi potuto fermarsi molto prima della destinazione uccidendone il portatore o dandogli tempo di guarire.</p>
<p>Quindi, per rispondere alla domanda di partenza, forse le epidemie non sono più frequenti rispetto al passato se le guardiamo dal punto di vista dell&#8217;intera umanità, ma <strong>si muovono più velocemente</strong> e quindi arrivano con più facilità in tutti i punti del globo rispetto solamente ad un secolo fa.</p>
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