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	<title>Lupi solitari Archives - InsideOver</title>
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	<title>Lupi solitari Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Manuale per Lupi Solitari&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/manuale-per-lupi-solitari-le-book-dellisis-disponibile-su-telegram.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2017 09:34:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[Lupi solitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2656" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/isis.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/isis.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/isis-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/isis-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/isis-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>La fine del Califfato in Siria e in Iraq non fermerà l’Isis né il terrorismo islamico. E non lo fermerà neanche l’uccisione di Al-Baghdadi. La struttura creata dall’Isis è infatti una formidabile rete internazionale che sfrutta, in ogni parte del mondo, e diversificandosi a seconda del contesto, le risorse che ha a disposizione sul quel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/manuale-per-lupi-solitari-le-book-dellisis-disponibile-su-telegram.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2656" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/isis.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/isis.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/isis-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/isis-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/isis-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>La fine del Califfato in Siria e in Iraq non fermerà l’Isis né il terrorismo islamico. E non lo fermerà neanche l’uccisione di <strong>Al-Baghdadi</strong>. La struttura creata dall’Isis è infatti una formidabile rete internazionale che sfrutta, in ogni parte del mondo, e diversificandosi a seconda del contesto, le risorse che ha a disposizione sul quel territorio. Per molti analisti, la morte di Al-Baghdadi e la fine del Daesh come entità parastatale rappresenta una sfida ancora più grande per le intelligence globali rispetto alle già difficilissime sfide che il terrorismo internazionale pone davanti alle nostre vite. Perché se prima c’era un leader riconosciuto da tutto il mondo e un presunto Stato dove arrivare, combattere e anche morire, adesso il rischio è, che una volta scomparsi questi due elementi, i terroristi non decidano di smettere di combattere la loro “guerra santa”, ma decidano di portarla nel nostro mondo, come già avvenuto in Regno Unito, Francia, Belgio e Germania.</p>

<p>Il jihad dello Stato Islamico si differenzia infatti da qualunque altra forma di terrorismo internazionale conosciuta finora perché a differenza delle altre non ha necessità di gruppi altamente specializzati che mettano in atto progetti terroristici particolarmente complessi. Al contrario, una delle armi dell’Isis nel mondo è stata proprio quella di promuovere un jihad fai-da-te dal potenziale tecnicamente illimitato, bastando un’automobile, un furgone o anche un coltello, fino ad arrivare, chiaramente, a ordigni artigianali. Una conferma di questa forza operativa dell’Isis viene dalla Turchia, dal ramo terroristico turco del Daesh, che<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.washingtontimes.com/news/2017/jul/10/islamic-state-e-book-released-to-home-school-lone-/"> secondo quanto riportato dal <em>Washington Times</em></a>, ha anche pubblicato un manuale e-book per questo nuovo tipo di jihad. Sembra fantascienza, e invece esiste, è stato trasmesso tramite Telegram ed ha anche avuto un grande numero di visualizzazioni: ed ha anche un titolo “Lone Wolf&#8217;s Handbook”, “Manuale per Lupi Solitari”. Quasi un titolo ironico per giocare con l’etichettatura data dai media occidentali a queste nuove modalità di terrorismo. E che gioca soprattutto con le nostre forze d&#8217;intelligence, che non riescono a bloccare sul nascere questi fenomeni così evidenti come un libro elettronico che viaggia su internet</p>

<p>Si tratta di un manuale online di 66 pagine, con centinaia di raffigurazioni e sette grafici per spiegare meglio alcune dinamiche durante gli attentati. È stato trasmesso per la prima volta il 3 luglio ed ha circolato indisturbato per una settimana in tutto il mondo tramite l’utilizzo della piattaforma di Telegram, sistema largamente usato dalle reti islamiche per via degli standard di sicurezza molto più elevati che rendono difficilissimo, per le forze di intelligence, entrare all’interno del sistema. Scritto completamente in turco, il manuale incita i lettori a compiere attentati in Europa e negli Stati Uniti, con un focus naturalmente maggiore sull’Europa visto il notevole numero di lettori in lingua turca presenti nel Vecchio Continente rispetto a quelli presenti Oltreoceano. Nel manuale c’è scritto di tutto, da come appiccare incendi in città e in campagna, come collocare trappole per provocare incidenti mortali per le strade e per le autostrade, come utilizzare al meglio camion per investire le persone in luoghi pedonali, fino alla creazione di ordigni in casa. Un vero e proprio know-how del terrorismo messo a disposizione in e-book e alla mercé di chiunque voglia addentrarsi in questa nuova attività.</p>

<p>Nella sua follia, il manuale in e-book dimostra due cose fondamentali: la prima è che il Daesh ha una formidabile capacità di manifestarsi con ogni mezzo messo a disposizione dalla stessa tecnologia occidentale e russa (come Telegram); la seconda è che la guerra al Califfato non è guerra al terrorismo, ma soltanto a una manifestazione del terrorismo, che in Siria, in Iraq e in altri Paesi trova la via della guerra, mentre in altri Paesi intraprende la strada più propriamente terroristica. In questo senso, lo Stato islamico può veramente essere paragonato alla figura mitologica dell’Idra di Lerna, il mostro ucciso da Eracle che per ogni testa mozzata ne vedeva nascere altre due. Tagliare una delle teste dello Stato Islamico sembra veramente essere un fondamentale ma allo stesso tempo vano gesto, perché in ogni caso esso può risuscitare in altra forma. È dunque necessario modificare i parametri della lotta e anticipare il nemico prima che sia capace di ricrearsi, premettendo che, in ogni caso, inutile negarlo, un attentato terroristico, al giorno d’oggi, può davvero esserci ovunque ed in qualsiasi forma: forse questa è la vera grande vittoria dello Stato Islamico, nonostante la sua disfatta in Iraq e in Siria.</p>
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		<title>Non chiamiamoli &#8220;lupi solitari&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/non-chiamiamoli-lupi-solitari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2017 08:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[Lupi solitari]]></category>
		<category><![CDATA[Manchester]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/GETTY_20170523091804_23203281.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/GETTY_20170523091804_23203281.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/GETTY_20170523091804_23203281-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/GETTY_20170523091804_23203281-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/GETTY_20170523091804_23203281-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>A poche ore dall’attentato che ha scosso il Regno Unito, di nuovo prende forma la minaccia dei cosiddetti “lupi solitari”. Sarebbero persone isolate, che si sono auto-radicalizzate, di solito nati o cresciuti nei luoghi che poi colpiscono e in mezzo alla società che feriscono, dopo anni, come per destarsi da un torpore di decenni. C’è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/non-chiamiamoli-lupi-solitari.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/GETTY_20170523091804_23203281.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/GETTY_20170523091804_23203281.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/GETTY_20170523091804_23203281-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/GETTY_20170523091804_23203281-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/GETTY_20170523091804_23203281-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>A poche ore dall’attentato che ha scosso il Regno Unito, di nuovo prende forma la minaccia dei cosiddetti “<strong>lupi solitari</strong>”. Sarebbero persone isolate, che si sono auto-radicalizzate, di solito nati o cresciuti nei luoghi che poi colpiscono e in mezzo alla società che feriscono, dopo anni, come per destarsi da un torpore di decenni. C’è però un errore di fondo che si fa, a volte, quando si cerca di parlare della nuova minaccia terroristica come di minaccia di questi lupi solitari. L’errore è proprio quello di non comprendere, o forse di non voler comprendere, che questi nuovi terroristi che colpiscono l’Occidente non sono affatto solitari, ma crescono e si radicalizzano in luoghi ben noti a tutti.La jihad del Terzo Millennio che colpisce l’Europa, in particolare Francia, Belgio e Regno Unito, ma che può colpire ovunque e chiunque, è una guerra fatta da individui che non sono affatto isolati dal resto del mondo, ma che anzi, proprio dal resto del mondo, dal loro mondo, traggono ispirazione, strumenti, soldi e strategie di attacco. Si cade in errore quindi quando si cerca di trovare un lupo solitario nell’isolamento di Facebook, o nella mitomania di Twitter, perché in realtà, di solito ad attentati conclusi, quando ormai il sangue innocente è stato versato, tutti si accorgono che il personaggio colpevole di un determinato atto terroristico era in realtà legato a una moschea non riconosciuta dove l’intelligence nazionale aveva già puntato il mirino perché legata alla propaganda jihadista o del peggior salafismo. Molte volte siamo stati poi informati che l’attentatore era già stato segnalato alle forze dell’ordine, che era legato a reti criminali o di supporto, anche soltanto informativo, alla jihad globale. Molto spesso sono individui su cui c’è già l’odore di potenziale terrorista o assassino, ma su cui non c’è quel livello di guardia tale da giustificare un suo arresto o un suo controllo specifico.L’attentato di Manchester, per le sue dinamiche, dimostra come vi sia qualcosa di più di un semplice terrorista auto-istruito fra quattro mura domestiche. C’è innanzitutto il <strong>social network</strong> che ormai è divenuto piattaforma di propaganda privilegiata del terrore, e che quindi rende l’attentatore molto meno solitario di quanto si possa credere. C’è una strategia precisa: l’aver colpito con una bomba piena di chiodi semiartigianale, quindi con un livello tecnologico più complesso di un semplice ordigno rudimentale, in un concerto dove il livello di attenzione era più basso e all’uscita dalla manifestazione, quindi nel momento più sereno e soprattutto meno denso di controlli. Ma quello che conta è che dietro c’è una rete di informazioni, di conoscenza tecniche, di tattiche di guerriglia, di logiche e di ideologie, coadiuvate da centri radicali, che non può riportare tutto alla semplicistica definizione di “lupi solitari”.In questo senso, è più giusto parlare di una nuova forma di terrorismo internazionale, che può essere sia composta di commando armati e strategicamente efficienti, così come del semplice esaltato che si dichiara appartenente a un gruppo jihadista in guerra con l’Occidente. In questo senso, la forza del terrorismo internazionale è proprio quella di aver creato una forma di attacco che può essere molteplice, e di cui non sembra potersi, definitivamente, debellare. Una forma di guerra che può portare, e sicuramente lo sta già facendo, ad una forma di isteria collettiva per cui ormai sarà impossibile comprendere effettivamente quanto una persona sia pronta a colpire, chiunque e ovunque, e se questa persona sia abbastanza addestrata o semplicemente legata a una forma di mitomania.È un rischio enorme, quello che si sta prendendo l’Occidente, di voler ritenere che questi attentati siano il frutto di una mente malata, perché non è affatto così. Le reti terroristiche si conoscono, le centrali di reclutamento anche, le organizzazioni criminali che legano questi terroristi sono altrettanto note, così come sono noti siti internet e piattaforme social da cui è possibile ispirarsi per diventare martiri del Califfato. E dunque è importante sottolineare, ancora una volta, come non siamo di fronte a una minaccia isolata, ma è una nuova forma di organizzazione del terrorismo islamico. Oggi non serve creare attentati pianificati fini all’ultimo secondo, come potevano essere quelli di New York, di Madrid, o lo stesso attacco al Bataclan. Non conviene. Perché è più facile che si addestri un singolo individuo, lo si radicalizzi e lo si conduca, senza che le forze di sicurezza lo possano sapere, al coinvolgimento in un attentato terroristico. Ma sarebbe troppo facile ridurre il tutto a una forma di psicosi collettiva che prende i potenziali attentatori e li trasforma in terroristi in grado di uccidere decine di persone. C’è una strategia, c’è una rete d’informazione e c’è un know-how di tecnologie belliche che non può essere il semplice frutto di una mente malata: è tutto troppo facile.</p>
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		<title>Il contagio del terrore</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/il-contagio-dellorrore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Calogero Migliore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 14:09:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Lupi solitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1290" height="726" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3.jpg 1290w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1290px) 100vw, 1290px" /></p>
<p>Un altro attacco contro il cuore dell&#8217;Europa. un altro attentato in Francia. Questa volta contro una chiesa e un sacerdote. È qualcosa di nuovo e, forse, più inquietante. Ormai non passa giorno che non ci sia un attacco rivendicato da Isis. Si dice che i terroristi sono dei &#8220;pazzi&#8221; e dei &#8220;depressi&#8221;. Ma qualcosa non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-contagio-dellorrore.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1290" height="726" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3.jpg 1290w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/alalam_635950307212002233_25f_4x3-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1290px) 100vw, 1290px" /></p><p><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/terrore-ripiomba-francia-uomini-armati-chiesa-1289427.html" target="_blank" rel="noopener">Un altro attacco contro il cuore dell&#8217;Europa</a>. un altro attentato in Francia. Questa volta contro una chiesa e un sacerdote. È qualcosa di nuovo e, forse, più inquietante. Ormai non passa giorno che non ci sia un attacco rivendicato da Isis. Si dice che i terroristi sono dei &#8220;pazzi&#8221; e dei &#8220;depressi&#8221;. Ma qualcosa non torna. Forse fare un tuffo nel passato, ci aiuta a comprendere lo spirito di emulazione che si sta diffondendo tra i terroristi.</p>
<hr />
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/da-charlie-a-nizza-un-anno-di-bugie/" target="_blank" rel="noopener">Per approfondire: Da Charlie a Nizza: un anno di bugie</a></p>
<hr />
<p>Narra il critico d&#8217;arte Hans Sedlmayr che, quando Goya iniziò a lavorare ai suoi “Sogni” nel 1792, “quando cioè la Rivoluzione francese raggiunse il suo culmine”, il pittore venne colpito da una tremenda malattia, “malattia la cui natura ci è ignota. Siamo nei decenni in cui molti artisti vengono posseduti da <strong>forze demoniache</strong>”. In quegli anni accade davvero di tutto: lo scultore Franz Xaver Messerschmidt realizza i volti delle sue statue dilaniati da urla, quasi fossero imprecazioni. Nell’arte di Johann Heinrich Füssli “sono innegabili gli elementi derivanti da una autentica allucinazione”. Cosa succede? “È come se nell’uomo si sia aperta una porta verso il mondo degli inferi e come se questo mondo minacciasse con la sua follia coloro che hanno visto troppo di quanto esiste in esso”, spiega Sedlmayr. <strong>Si diffonde uno stato d’animo che contagia tutti e tutto</strong>.</p>
<p>Questo stato d’animo, ciclicamente, è tornato nella Storia. Con i totalitarismi, durante gli anni di piombo in Italia, e, infine, proprio in questi ultimi anni con l’ascesa di Isis. <strong>Lo stato d’animo crea lo spirito di emulazione</strong>.</p>
<p>È un po’ quello che è successo in Germania la sera del 18 luglio del 2016, quando un giovane afghano, armato di accetta, è salito su un treno regionale che viaggiava sulla linea ferroviaria tra Wurzburg-Heidingsfeld e Ochsenfurt. La strage di Nizza è passata solamente da quattro giorni. Tutti ne parlano ancora. Il tentato golpe contro Recep Tayyip Erdogan in Turchia non ha fatto calare l’attenzione dei media sull’attentato rivendicato dal sedicente Stato islamico.</p>
<p><strong>Muhammad Riyad</strong>, questo il nome dell’attentatore afghano, sale sul treno e comincia a colpire i passeggeri, ferendone quattro. Poco dopo viene ucciso da un commando della polizia tedesca. Il giorno dopo l’attacco, l’agenzia dell’Isis – Amaq – dopo aver rivendicato l’azione (&#8220;L&#8217;autore dell&#8217;accoltellamento in Germania era uno dei combattenti dello Stato islamico) diffonde un filmato in cui si vede il giovane giocare con un coltello e pronunciare le sue ultime parole: &#8220;Sono un soldato del califfato, l&#8217;Isis vi attaccherà ovunque, nei vostri paesi, nelle città, negli aeroporti&#8221;. E ancora: &#8220;Farò un attentato suicida in Germania. Inshallah (se Dio vuole). Vi combatterò fino a quando il sangue mi scorrerà nelle vene&#8221;. Così è stato. Ciò che colpisce di questo attentato, proprio come quello di Nizza, è la semplicità con cui è stato realizzato. Non c’è stato bisogno di armi da fuoco né di tecnologia sofisticata. È bastata un’ascia e un diciassettenne forse galvanizzato da ciò che era successo in Francia.</p>
<hr />
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-verita-non-detta-su-nizza/" target="_blank" rel="noopener">Per approfondire: La verità non detta su Nizza</a></p>
<hr />
<p>Pochi giorni dopo l’attacco di Muhammad Riyad, la Germania è piombata di nuovo nel caos. È la sera di venerdì 22 luglio di quest’anno quando un ragazzino &#8220;depresso&#8221; di nome <strong>Ali Sonboly</strong>, un 18enne cresciuto in Germania, ma di origine iraniana, apre il fuoco nel McDonald&#8217;s all&#8217;interno del centro commerciale Olympia a Monaco di Baviera. Prosegue poi a sparare in strada. Ha con sé una pistola con matricola abrasa e nello zaino almeno 300 proiettili. La prima domanda da porsi è questa: come ha fatto Sonboly, in una Paese come la Germania in cui le norme sulle armi sono rigorosissime, ad ottenere una pistola con matricola abrasa e così tante munizioni? Le forze dell’ordine tedesche dovranno rispondere anche a questo quesito. Ma ciò che val la pena sottolineare è la diffusione di una sorta di “contagio dell’orrore” che si è diffuso in Occidente. Proprio durante i momenti concitati dell&#8217;attentaot, quando non si sapeva ancora la matrice dell’attacco, Enrico Mentana commentava così: il killer di Monaco “di sicuro (…) è un altro frutto avvelenato di questa stagione di terrore, di questa strategia del panico che amplifica ogni allarme e lo moltiplica su scala mondiale, mina la sicurezza di tutti, crea insieme psicosi irrazionali e timori fondati di una prossima volta, che può essere ovunque e in qualsiasi momento. Ecco perché magari non c&#8217;entra niente, ma è comunque l&#8217;Isis la vera beneficiaria della strage di Monaco”.</p>
<p><strong>Il sedicente Stato islamico ha avviato una delle peggiori stagioni di terrore in Occidente</strong>. Ed ora gode ad ogni pazzo che compie una strage. Per questo, troppo spesso, mette il cappello anche in azioni che non sono compiute da jihadisti: perché deve<strong> rafforzare il proprio brand dell’orrore</strong>.</p>
<h2>Rivendicare sempre. Ma perché?</h2>
<p>Lo abbiamo visto dopo la strage di Nizza. Un uomo, apparentemente un pazzo, si getta sulla folla. Potrebbe essere il gesto di uno squilibrato qualunque. Invece no. È un atto terroristico. Il procuratore francese <strong>François Molins</strong>, che ha coperto sia la strage di <em>Charlie Hebdo</em> che gli attacchi al Bataclan, il 21 luglio del 2016, in conferenza stampa, afferma che &#8220;l&#8217;attentatore di Nizza aveva sostegno e complici”. E prosegue dicendo che il jihadista franco-tunisino pianificava l&#8217;attacco da &#8220;diversi mesi&#8221;, ma non era solo a farlo. Bene. Inizialmente, però, si era detto che l’attentatore si era radicalizzato in sole due settimane. Una cosa praticamente impossibile. Chi si lascerebbe convincere a compiere un’azione di questo tipo in così poco tempo?</p>
<p>Fatto sta che, subito dopo l’attentato, tutti hanno parlato apertamente di strage compiuta da Isis. Ci sono voluti alcuni giorni prima che arrivasse la rivendicazione ufficiale. Rivendicazione che è stata colta con grande sollievo dal procuratore di Parigi, il già citato François Molins. Opinione assolutamente non condivisa dall’<strong>Europol</strong> che, il 20 luglio, diffondeva un dossier in cui si affermava che &#8220;sebbene l&#8217;Isis abbia rivendicato gli attacchi di Orlando, Magnaville, Nizza e Wurzburg, <strong>nessuno dei 4 sembra essere stato pianificato, logisticamente sostenuto o eseguito direttamente dall&#8217;Isis</strong>&#8220;.</p>
<p>Prosegue poi l’Europol nella sua analisi: &#8220;Non ci sono prove che l&#8217;attentatore di Nizza si considerasse un membro Isis. È stato detto che si era radicalizzato in poco tempo e aveva consumato propaganda Isis prima dell&#8217;attacco&#8221;. Un po’ come l’afghano di Wurzburg, che, secondo i media, conservava nella propria stanza una bandiera dell’Isis fatta a mano. Ma, conclude l’Euopol, la loro &#8220;affiliazione al gruppo non è chiara&#8221;. Così come le rivendicazioni non sono chiare. L’agenzia dello Stato islamico – Amaq – afferma di aver ricevuto informazioni da una fonte non identificata, &#8220;in contrasto con la chiara responsabilità&#8221; espressa per Parigi e Bruxelles.</p>
<p><strong>Il sedicente Stato islamico ha però formalmente rivendicato</strong>. Perché? Lo spiega Aaron Zelin, citato nel libro di Bruno Ballardini Isis, il marketing dell’apocalisse: “Lo Stato islamico ha adottato una strategia mediatica semplice per telegrafare quello che sta accadendo sul campo di battaglia, per mostrare ai suoi sostenitori, alle potenziali reclute e ai nemici che in realtà sta ottenendo dei risultati. Questo funziona di più, anche se in questo modo sembra che lo Stato islamico stia facendo di più di quello che effettivamente fa, rispetto alla prassi di Al Qaeda di attendere che un’operazione esterna riesca per poi rivendicarne il successo a cose fatte”.</p>
<p>Questo spiega perché Isis cerchi sempre di “mettere il cappello” anche su attentati che nulla hanno a che fare con il jihad. <strong>Per posizionarsi meglio nel mercato del terrore.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-contagio-dellorrore.html">Il contagio del terrore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La nuova sfida dei lupi solitari</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/la-nuova-sfida-dei-lupi-solitari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 13:38:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Lupi solitari]]></category>
		<category><![CDATA[Orlando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="674" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf.jpeg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf-768x431.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>“Un nuovo tipo di terrorismo che comprende atti di violenza casuali che possono essere in parte ispirati dallo Stato islamico, ma non sono in alcun modo diretti dai leader del gruppo”. È così che il New York Times, tirando le somme della sparatoria che nella notte di domenica ha provocato 49 morti nel club gay &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-nuova-sfida-dei-lupi-solitari.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="674" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf.jpeg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf-768x431.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/sdf-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p>“Un <strong>nuovo tipo di terrorismo</strong> che comprende atti di violenza casuali che possono essere in parte ispirati dallo <strong>Stato islamico</strong>, ma non sono in alcun modo diretti dai leader del gruppo”. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.nytimes.com/2016/06/14/us/politics/orlando-shooting-omar-mateen.html?action=click&amp;pgtype=Homepage&amp;clickSource=story-heading&amp;module=span-abc-region&amp;region=span-abc-region&amp;WT.nav=span-abc-region&amp;_r=0">È così che il New York Times</a>, tirando le somme della sparatoria che nella notte di domenica ha provocato 49 morti nel club gay Pulse, ad <strong>Orlando</strong>, in Florida, descrive la nuova minaccia che l’intelligence statunitense ed europea si trovano a dover fronteggiare.“L’estremismo interno” è la nuova sfida jihadistaNon più gruppi organizzati, ma singoli individui, con una buona dose di <strong>instabilità mentale</strong>, che si radicalizzano autonomamente, in breve tempo, soprattutto attraverso il <strong>web</strong>. Omar Mateen, infatti, è stato descritto dalla sua famiglia come un uomo non particolarmente religioso. Eppure, nella notte di domenica, ad Orlando, si è trasformato in un soldato del Califfato, non avendo, apparentemente, alcun contatto con cellule dell’organizzazione terroristica.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/levoluzione-del-terrorismo-individuale/" target="_blank">Per approfondire: L&#8217;evoluzione del terrorismo individuale</a>È per questo che il presidente degli Stati Uniti, <strong>Barack Obama</strong>, ha parlato di “<strong>estremismo interno</strong>”. L’attentatore ha infatti proclamato la propria adesione all’Isis “all’ultimo minuto”. Ma è proprio questo, per l’Isis, l’unico requisito sufficiente a trasformare un cittadino americano qualunque, in un miliziano del Califfato. Il meccanismo, dunque, è molto semplice. Lo Stato Islamico, attraverso il suo articolato sistema di propaganda, incita i potenziali jihadisti di tutto il mondo a sollevarsi contro gli infedeli. Ma a rispondere alla chiamata, sempre più spesso, non sono cellule organizzate, ma “lupi solitari”, con scarsa o nessuna esperienza in tecniche militari e nessun supporto da organizzazioni esterne, che agiscono individualmente e diventano “soldati del Califfato” soltanto proclamando la propria affiliazione al gruppo jihadista nella rivendicazione dell’attentato. E per fare questo basta una semplice telefonata o un post sui social network: come è successo ad Orlando, a San Bernardino, o, ancora prima, al Curtis Culwell Center di Garland, in Texas.O come è avvenuto stanotte in una <strong>banlieu di Parigi</strong>, dove il venticinquenne francese di origine araba, Larossi Abballa, già condannato nel 2013 per “associazione a delinquere finalizzata alla preparazione di atti terroristici”, ha ucciso a coltellate un poliziotto e sua moglie davanti al figlio della coppia, un bambino di tre anni. Anche Abballa, si sarebbe radicalizzato su internet e non mostrerebbe, ad una prima analisi, affiliazioni dirette con cellule dell’Isis in Iraq, in Siria o in altri Paesi.Lupi solitari: anche l’Italia è a rischioPer questo motivo, scrive il<em> New York Times</em>, “sventare un attentato terroristico dello Stato islamico in America, non è più come sventare un tradizionale attentato terroristico, ma come cercare di prevenire una sparatoria in una scuola o in un teatro”. Così le azioni di singoli esaltati  si affiancano a quelle delle<strong> cellule delocalizzate</strong>, dei<strong> foreign fighters</strong> e dei terroristi cosiddetti “home grown”, in contatto con esponenti dell’organizzazione, ponendo un nuovo problema alla sicurezza europea e mondiale.Per questo, come evidenziava già la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/wp-content/uploads/2016/03/Relazione-2015.pdf">Relazione sulla politica della sicurezza del 2015</a>, presentata in Parlamento lo scorso febbraio, il “rischio zero” diventa una eventualità “oggettivamente impossibile”. E se a mettere a rischio più di tutto la sicurezza durante Euro 2016, come dimostra l’attacco di ieri notte, e come ha affermato anche il Questore della Camera dei Deputati, Stefano Dambruoso, è proprio l’azione dei “lupi solitari”, l’Italia non è esclusa da un rischio di questo tipo. Anzi, come comunicano i nostri servizi di sicurezza, il nostro Paese sarebbe sempre più esposto.Sarebbero <strong>400</strong> infatti,<a style="color: #0000ff" href="http://www.iltempo.it/esteri/2016/06/13/ecco-tutti-i-lupi-solitari-pronti-a-colpire-l-italia-1.1549088"> secondo il quotidiano <em>Il Tempo</em></a>, che cita fonti dell’Antiterrorismo, <strong>i lupi solitari potenzialmente attivi sul nostro territorio</strong>, che vengono “attenzionati” dalle Forze dell’Ordine. Tra questi ci sono italiani convertiti, immigrati di seconda generazione, foreign fighters o combattenti ritornati sul suolo nazionale. Soggetti che si sono radicalizzati non solo su internet ma anche grazie a contatti personali con estremisti espulsi dall’Italia o foreign fighters, all’inserimento in gruppi etnici a forte componente islamica, alla frequentazioni di luoghi di aggregazione islamica non autorizzati e permeabili alla propaganda estremista, oppure negli ambienti carcerari. Tutti soggetti che, secondo i nostri servizi di sicurezza, vengono incitati dai gruppi jihadisti, tramite “la diffusione di testi o elaborati tradotti nella nostra lingua”, sia a raggiungere i territori del Califfato in Siria o in Iraq, sia ad agire come lupi solitari nel proprio Paese, “adottando un codice comportamentale improntato a segretezza e cautela”.La strage di Orlando e l’attacco di ieri notte a Parigi, avvenuto, inoltre, in una fase di massima allerta legata allo svolgimento dei campionati europei di calcio, dimostra quindi come l’universo jihadista sia sempre meno controllabile e come il pericolo sia diventato sempre più interno e radicato in casa nostra. Una nuova sfida che impone ai servizi di sicurezza di tutto il mondo un cambio di strategia per fermare il terrore.</p>
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		<title>Il manuale per uccidere i &#8220;crociati&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/il-manuale-per-uccidere-i-crociati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2016 09:27:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Lupi solitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="694" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/Cattura-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/Cattura-1.jpg 694w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/Cattura-1-300x223.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></p>
<p>“Danneggiate l’economia americana uccidendo gli imprenditori nelle loro case. L&#8217;assassinio è un tributo efficace alla guerra. Il profeta ha ordinato l&#8217;uccisione di molti leader criminali utilizzando questi metodi ed eccoci a seguire le sue orme nell’affrontare nemici ed amici&#8221;.Pubblicato sulla rete il nuovo numero di Inspire , magazine online, scritto in lingua inglese e pubblicato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-manuale-per-uccidere-i-crociati.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="694" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/Cattura-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/Cattura-1.jpg 694w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/Cattura-1-300x223.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></p><p>“<strong>Danneggiate l’economia americana</strong> uccidendo gli imprenditori nelle loro case. L&#8217;assassinio è un tributo efficace alla guerra. Il profeta ha ordinato l&#8217;uccisione di molti leader criminali utilizzando questi metodi ed eccoci a seguire le sue orme nell’affrontare nemici ed amici&#8221;.Pubblicato sulla rete il nuovo numero di <em>Inspire</em> , magazine online, scritto in lingua inglese e pubblicato da <strong>al-Qaeda</strong> nella penisola araba. È uno dei tanti strumenti utilizzati da Al Qaeda, per suscitare reazione nei fondamentalisti sparsi per il mondo. Non avendo un vero e proprio esercito per combattere in campo aperto, Al Qaeda mira alla creazione di <strong>piccole unità non rintracciabili</strong>, cellule del tutto insospettabili che fanno del proprio anonimato l’arma migliore.Nel quindicesimo numero della rivista, si sollecitano i terroristi islamici radicali nell’<strong>emulare i palestinesi</strong> che uccidono gli ebrei per strada. &#8220;Fate così con gli americani – si legge in un approfondimento del nuovo numero – accoltellateli a morte&#8221;.Il magazine on line fu scoperto per la prima volta nel luglio del 2010 dal <em>Site</em>, l’Istituto nazionale per la ricerca di entità terroristiche internazionali. Nacque come strumento per tradurre in lingua inglese i messaggi di <strong>Osama Bin Laden</strong> per i musulmani in Inghilterra ed America. Ma non solo. L’obiettivo della rivista <em>Inspire</em> è giustificare gli attentati, producendo una letteratura alternativa alla realtà raccontata dagli occidentali.La nuova copertina di <em>Inspire</em> recita testualmente “Assassini professionali: omicidi dentro le mura di casa”. È raffigurato un killer incappucciato che insegue una vittima nella sua lussuosa casa americana.<img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-10052" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/05/Inspire5-1024x659.jpg" alt="Inspire5" />Scrive a pagina tre l’editore della rivista, il terrorista <strong>Yahya Ibrahim</strong>: “La nostra è una guerra alla ricerca della verità contro la menzogna. Nel precedente numero abbiamo parlato degli omicidi sui posti di lavoro come quello avvenuto nella redazione di <em>Charlie Hebdo</em>. I nostri fratelli hanno ben organizzato il piano, sistematicamente eseguito. Vi abbiamo spiegato i dettagli dell’operazione in modo da essere adattabile al Mujahid Lone”.È evidente il riferimento dei terroristi che hanno modificato la terminologia corrente di Lone Wolf  (per alcuni “studiosi” ed “esperti” tale minaccia è un’invenzione letterale: le bombe alla maratona di Boston hanno affermato il contrario e dimostrato l’efficacia degli <strong>attacchi asimmetrici</strong>).“In questo numero continueremo a discutere di omicidi. Vi forniremo nuovi metodi e mezzi professionali. Vi raccomandiamo una formazione costante cosi da raggiungere la perfezione”.<img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-10053" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/05/Inspire3-1024x657.jpg" alt="Inspire3" />Nella rubrica chiamata &#8220;Open Source Jihad&#8221;, gli autori di<em> Inspire</em> cercano di motivare ed istruire gli aspiranti jihadisti, coloro che non hanno la possibilità di ricevere una formazione specifica.Il “Mujahid Lone”, erede del Lupo Solitario, è probabilmente una delle armi più letali della strategia asimmetrica. Il “Lupo Solitario” è quasi sempre il vicino della porta accanto.Anche i terroristi hanno una propria definizione di Lone Jihad: “È un termine composto di due parti. Il primo è Jihad: fare ogni sforzo per lottare contro il nemico. Il secondo è Fardy (individualmente): agire singolarmente ed indipendentemente nella terra del kuffar, senza dover fare riferimento alla leadership Mujahideen”.In un fotomontaggio è raffigurato il fondatore di Microsoft, Bill Gates, mentre giace a terra in una pozza di sangue. La nuova kill list pubblicata sull’ultimo numero di <em>Inspire</em>, propone diversi obiettivi (distaccandosi dallo<strong> Stato islamico</strong> che ha invece sollecitato l&#8217;uccisione di militari statunitensi) tra politici, manager, imprenditori. Si spiega che l’attentato in se non deve essere visto come la semplice detonazione di un ordigno, ma come uno strumento che possa danneggiare l’economia del nemico.  Entrambi i gruppi estremisti sunniti sostengono le uccisioni di massa.Oltre alla sezione principale dedicata agli omicidi, la rivista presenta anche un dettagliato approfondimento per la fabbricazione delle bombe. In questo numero sono fornite le informazioni per realizzare un’auto bomba, un pacco esplosivo e svariati tipi di innesco domestico con alcune raccomandazioni.<img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-10051" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/05/Inspire7-1024x661.jpg" alt="Inspire7" />“L&#8217;autobomba serve per uccidere le persone, ma non per distruggere gli edifici. Pertanto cercate occasioni specifiche come le campagne elettorali o le feste di beneficenza”.Nella rivista, disponibile soltanto on line ed in formato pdf nonostante i tentativi degli hacker americani di bloccare ogni sua diffusione, trovano poi spazio altri articoli come quello postumo del martire Anwar al Awlaki, ucciso da un drone Usa nel settembre del 2011.</p>
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		<title>Il futuro dell&#8217;Isis: i lupi solitari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-futuro-dellisis-i-lupi-solitari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 15:58:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Lupi solitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="644" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/download-6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/download-6.jpg 644w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/download-6-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/download-6-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
<p>Nella settimana in cui l’ISIS ha terrorizzato Bruxelles con i suoi attacchi all’aeroporto di Zaventem e alla stazione metropolitana di Maelbek, portando al centro del dibattito europeo e non solo il tema dell’Islam in Europa e le coperture di cui gode l’ISIS nel nostro continente, si registra sul fronte siriano e su quello iracheno un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-futuro-dellisis-i-lupi-solitari.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-futuro-dellisis-i-lupi-solitari.html">Il futuro dell&#8217;Isis: i lupi solitari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="644" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/download-6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/download-6.jpg 644w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/download-6-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/download-6-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p><p>Nella settimana in cui l’I<strong>SIS</strong> ha terrorizzato Bruxelles con i suoi attacchi all’aeroporto di Zaventem e alla stazione metropolitana di Maelbek, portando al centro del dibattito europeo e non solo il tema dell’Islam in Europa e le coperture di cui gode l’ISIS nel nostro continente, si registra sul fronte siriano e su quello iracheno un ulteriore arretramento dello Stato Islamico.Sono infatti di ieri le notizie secondo le quali da una parte l’esercito di <strong>Assad</strong> starebbe riconquistando la città di Palmira e dall’altra l’esercito iracheno avrebbe lanciato un’offensiva per riconquistare Mosul. Palmira e Mosul, dunque due città simbolo delle conquiste dell’ISIS, stanno per esser liberate e questo conferma sostanzialmente il trend che vede il Califfato in affanno e in ripiegamento.A determinare questa evoluzione dello scenario siriano e di quello iracheno contribuiscono in maniera differente le operazioni militari di Assad sostenuto da russi, iraniani ed Hezbollah libanesi, le operazioni della coalizione guidata dagli Stati Uniti, all’interno della quale i miliziani curdi stanno giocando un ruolo di primo piano, e la ritrovata capacità di combattimento dell’esercito iracheno.Come è noto, gli attuali protagonisti del conflitto siriano non condividono le stesse priorità, nonostante questo, i risultati sul campo di battaglia così come il protrarsi del cessate il fuoco stanno contribuendo alla parziale distensione dello scenario. Del tutto diverso il flusso dei foreign fighters che dal SIRAQ starebbero prendendo non solo la strada della Libia ma la direttrice europea. Già lo scorso novembre, da quanto emerso dalle stime NATO, circa il 20 % dei foreign fighters presenti nel SIRAQ sarebbero tornati nei loro paesi di origine e circa 8.000 combattenti sul totale delle milizie del Califfato, pari a 70.000 combattenti totali, sarebbero morti in combattimenti e raid delle coalizioni. Le stime fornite lo scorso ottobre dall’International Centre for Counter Terrorism già indicavano che un centinaio dei circa 440 combattenti partiti dal Belgio erano tornati in patria, così come 271 francesi sui circa 1.200 che erano andati a combattere. Il ritorno dei combattenti coinvolge anche altri paesi come la Gran Bretagna dove sarebbero rientrati 250 su un totale di 700, la Bosnia Herzegovina con 51 su 217 e l’Olanda con 35 su 210.Numeri importanti che però potrebbero rappresentare solo una parte dell’esercito del Califfato in Europa e ai quali si devono aggiungere i potenziali lupi solitari. Per comprendere infatti la minaccia dei lupi solitari dobbiamo tornare alla chiamata globale al jihad di al Baghdadi nel giugno del 2014. In quell’occasione il Califfo invitava tutti i fedeli a recarsi in Siria e in Iraq per la costruzione del Califfato e, al tempo stesso, invitava coloro che non potevano recarsi in SIRAQ a combattere nel proprio paese. Le contraddizioni delle banlieue parigine così come la fitta rete di omertà che ha protetto Salah Abdeslam, abbinate alle versioni radicali e deviate dell’Islam sunnita, sono il terreno in cui cresce e si sviluppa il moderno radicalismo jihadista. Un radicalismo che in molti casi non necessita nessun contatto con le moschee e per il quale sono sufficienti indottrinamento e istruzioni tramite Twitter, YouTube o Instagram. È questa forse la più grande sfida lanciata da al Baghdadi. Una sfida che rischia di andare oltre la sopravvivenza dell’ISIS nel SIRAQ.</p>
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