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	<title>luna Archives - InsideOver</title>
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	<title>luna Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Energia dai rifiuti nucleari: la nuova frontiera per le missioni lunari</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/rifiuti-nucleari-energia-luna-startup-deep-space-energy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spazio (pixabay)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I rifiuti nucleari possono diventare una risorsa per lo spazio: Deep Space Energy propone di usare l’Americio-241 per alimentare le missioni lunari in modo più efficiente. Un approccio che unisce economia circolare e riduzione dei costi, ridefinendo il ruolo delle scorie.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spazio (pixabay)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/superficielunarepixabay-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel dibattito sulla transizione ecologica, <strong>i rifiuti nucleari</strong> sono tradizionalmente considerati un problema da gestire più che una risorsa da valorizzare. La proposta della startup lettone <strong>Deep Space Energy </strong>ribalta questa logica: <a href="https://www.researchlatvia.gov.lv/en/deep-space-energy-plans-generate-electricity-moon" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trasformare scorie radioattive in infrastruttura energetica per lo spazio</a>. Non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma di un’applicazione avanzata dei principi di economia circolare in un settore – quello aerospaziale – storicamente poco associato a questi paradigmi. Il sistema sviluppato dall’azienda utilizza <strong>Americio-241</strong> &#8211; un isotopo derivato dai rifiuti dei reattori nucleari civili &#8211; <strong>per generare calore e convertirlo in elettricità</strong>. In questo modo, materiali che richiederebbero costosi processi di stoccaggio e isolamento vengono reinseriti in una filiera produttiva ad alto valore aggiunto.</p>



<p>Il punto non è marginale: <strong>la gestione delle scorie nucleari</strong> rappresenta uno dei costi strutturali dell’industria energetica. Riutilizzarle in applicazioni spaziali significa ridurre &#8211; almeno in parte &#8211; il peso economico e ambientale di questi materiali, trasformandoli in asset strategici. In questo senso, lo spazio diventa una nuova frontiera anche per il riciclo avanzato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Deep Space Energy Secures Funding for High Efficiency Lunar Nuclear Power. RIGA, Latvia — Latvian startup Deep Space Energy (DSE) announced on Saturday, February 21, 2026, that it has raised nearly 1 million Euro in combined private investment and&#8230; <a href="https://t.co/yBDJUGbkov">https://t.co/yBDJUGbkov</a> <a href="https://t.co/A2BY7kz61e">pic.twitter.com/A2BY7kz61e</a></p>&mdash; SatNews (@SatNewsEvents) <a href="https://twitter.com/SatNewsEvents/status/2025694194690355423?ref_src=twsrc%5Etfw">February 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Efficienza energetica e scarsità delle risorse</h2>



<p>Il secondo elemento chiave riguarda <strong>l’efficienza</strong>: i tradizionali <strong>generatori a radioisotopi (RTG)</strong> &#8211; utilizzati nelle missioni spaziali sin dagli anni Sessanta &#8211; convertono solo una piccola parte del calore in elettricità. Deep Space Energy sostiene di poter migliorare sensibilmente questo rapporto, arrivando a produrre la stessa energia <strong>con circa un quinto del materiale radioattivo</strong>. Questo dato assume un valore particolare se si considera la scarsità degli isotopi utilizzabili. In passato, la disponibilità di questi materiali era legata alla produzione nucleare militare; oggi, invece, con la riduzione di tali programmi, l’offerta è più limitata e costosa. Secondo quanto indicato dall’azienda, servirebbero circa 2 kg di Americio-241 per generare 50 watt, contro i circa 10 kg richiesti dai sistemi tradizionali.</p>



<p>Ridurre il fabbisogno di isotopi significa quindi <strong>moltiplicare le missioni possibili a parità di risorse disponibili</strong>. In termini di economia circolare, è un passaggio determinante: non solo si riutilizza un rifiuto, ma lo si fa in modo più efficiente, massimizzandone il valore lungo l’intero ciclo di vita. A questo si aggiunge un ulteriore fattore: <strong>il costo di lancio</strong>. Ogni chilogrammo inviato sulla Luna può arrivare a costare fino a un milione di euro. Diminuire la massa del combustibile radioattivo potrebbe quindi avere un impatto diretto sulla sostenibilità economica delle missioni.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="From Nuclear Waste to Lunar Power: The Rise of Deep Space Energy (Latvian Space Startup)" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/bylFN2XzKyI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_bylFN2XzKyI");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">La Luna come laboratorio di economia circolare</h2>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/spazio/artemis-ii-e-in-volo-verso-la-luna.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Luna</a></strong> rende ancora più evidente il valore di questa tecnologia: le lunghe notti lunari &#8211; che durano fino a 14 giorni terrestri &#8211; rendono inutilizzabili i pannelli solari e mettono sotto stress i sistemi di accumulo energetico. In assenza di una fonte continua di energia e calore, i rover e le infrastrutture rischiano di diventare inutilizzabili in poche settimane; un generatore alimentato da radioisotopi riciclati consente invece <strong>una produzione costante di energia</strong>, indipendente dalle condizioni ambientali. Questo non solo garantisce la sopravvivenza operativa dei sistemi, ma ne estende notevolmente la durata.</p>



<p>Secondo le stime fornite dall’azienda, la vita operativa di un rover potrebbe passare da poche settimane a diversi anni. Il risultato è <strong>un cambiamento strutturale nel modello economico delle missioni lunari</strong>: meno sprechi, maggiore rendimento degli investimenti e una riduzione del numero di missioni necessarie per ottenere gli stessi risultati scientifici o industriali. In questa prospettiva, l’economia circolare non riguarda solo il riutilizzo dei materiali sulla Terra, ma si estende fino alla gestione delle risorse nello spazio. La Luna diventa così un banco di prova per modelli produttivi più efficienti e sostenibili, applicati in condizioni estreme.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’energia come asset strategico nelle infrastrutture spaziali</strong></h2>



<p>L’aspetto forse più interessante è <strong>l’intersezione tra sostenibilità e strategia</strong>: la tecnologia di Deep Space Energy non si limita infatti alle missioni scientifiche, ma trova applicazione anche <strong>nel settore della difesa e nei </strong><a href="https://it.insideover.com/spazio/satelliti-spia-europei-per-non-dipendere-piu-dagli-usa-la-nuova-proposta-di-bruxelles.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>satelliti strategici</strong></a>. Secondo quanto emerge dalle dichiarazioni del fondatore <strong>Mihails Ščepanskis</strong>, un sistema energetico indipendente dal Sole può aumentare la resilienza dei satelliti, rendendoli meno vulnerabili a guasti, interferenze o attacchi non cinetici. Questo è particolarmente rilevante in un contesto in cui lo spazio è sempre più integrato nelle architetture di sicurezza nazionale.</p>



<p>La selezione della startup nel programma DIANA della Nato conferma l’interesse verso soluzioni che combinano innovazione tecnologica e autonomia strategica: per l’Europa, in particolare, la capacità di sviluppare tecnologie proprie rappresenta un passaggio decisivo <strong>verso una maggiore indipendenza operativa</strong>. Nel lungo periodo, la vera partita si giocherà sulla capacità di <strong>integrare sostenibilità e competitività</strong>: se i rifiuti nucleari possono diventare una risorsa per alimentare l’economia spaziale, allora la distinzione tra problema ambientale e opportunità industriale tende a sfumare. Ed è proprio in questa zona grigia che si definiranno i nuovi equilibri dell’economia orbitale e lunare.</p>
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		<title>Artemis II è in volo verso la Luna</title>
		<link>https://it.insideover.com/spazio/artemis-ii-e-in-volo-verso-la-luna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 05:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Artemis]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti d'America]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db-600x413.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il vettore di Artmis II ha lasciato con successo la rampa di lancio del Kennedy Space Center per iniziare il suo viaggio verso la Luna</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040209205861_03901cf03141305e38edb3a46dc1f7db-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questa notte, alle 00:24, ora italiana, il vettore di <strong>Artemis II</strong> ha lasciato con successo la rampa di lancio del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, per iniziare il suo viaggio verso la Luna. A bordo dello Space Launch System Block 1, l&#8217;equipaggio composto da quattro astronauti, il comandante <strong>Reid Wiseman</strong>, il pilota <strong>Victor Glover</strong>, la specialista <strong>Christina Koch</strong> e lo specialista <strong>Jeremy Hansen</strong>, ha superato la <em>Linea di Kármán</em>, entrando ufficialmente nello spazio, per compiere la propria missione: raggiungere lo spazio cislunare per compiere l&#8217;inserzione che gli consentirà di sorvolare il satellite della Terra con la navicella Orion, il nuovo veicolo spaziale sviluppato dalla NASA per le missioni del <strong><a href="https://www.nasa.gov/humans-in-space/artemis/">Programma Artemis</a></strong>.</p>



<p>Dopo aver ricevuto il &#8220;<em>Go</em>&#8221; per tutti i sistemi dal&nbsp;Centro di controllo missione di Houston, l&#8217;<a href="https://www.nasa.gov/blogs/missions/2026/04/01/live-artemis-ii-launch-day-updates/">Artemis II</a> è decollato per aprire la strada al <strong>nuovo grande passo dell&#8217;esplorazione umana nello spazio</strong>, con l&#8217;obiettivo di portare l&#8217;uomo sulla Luna nel 2028, con le missione Artemis IV e V, che, secondo i piani della NASA, impiegheranno di nuovo la configurazione standard del razzo SLS, Space Launch System, per raggiungere la superficie lunare. Lanciato nel 2022, il programma Artemis prevede infatti una serie di &#8220;<em>missioni di complessità crescente che consentiranno l&#8217;esplorazione umana della Luna e le future missioni su Marte</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Artemis ll, the first manned Lunar Mission by the United States since the 1970s, has successfully lifted off from Launch Pad 39B at NASA’s Kennedy Space Center in Florida, bound for a journey around the Moon. <a href="https://t.co/H6SqBoPKnu">pic.twitter.com/H6SqBoPKnu</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/2039473058411327497?ref_src=twsrc%5Etfw">April 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;equipaggio dell&#8217;Artemis II ha <strong>ripreso contatto con la Terra</strong> dopo 75 minuti di volo, per controllare dati e parametri e confermare l&#8217;integrità strutturale del vettore prima di proseguire il suo viaggio, ottenendo l&#8217;ok dal centro di controllo della NASA per procedere, dopo più di cinquant’anni, verso lo spazio, spingendosi oltre l’orbita terrestre per osservarne il lato nascosto della Luna. A bordo della capsula <strong>Orion</strong>, Wiseman,&nbsp;Glover,&nbsp;Koch&nbsp;e Hansen, seguiranno le orme degli astronauti dell&#8217;<strong>Apollo 17</strong>, l&#8217;ultimo volo spaziale con equipaggio umano che nel 1972 superò l&#8217;orbita terrestre bassa, portando il comandante della missione&nbsp;Eugene Cernan e il pilota del modulo LEM e geologo&nbsp;Harrison Schmitt&nbsp;sul suolo lunare.</p>



<p>Nel comunicato rilasciato dalla <strong>NASA</strong>, l&#8217;amministratore dell&#8217;agenzia spaziale statunitense Jared Isaacman ha affermato: “<em>Il lancio odierno segna un momento cruciale per la nostra nazione e per tutti coloro che credono nell&#8217;esplorazione. Artemis II si basa sulla visione del Presidente Donald J. Trump, riportando l&#8217;umanità sulla Luna per la prima volta in oltre 50 anni e aprendo il prossimo capitolo dell&#8217;esplorazione lunare dopo Apollo. A bordo di Orion ci sono quattro straordinari esploratori che si preparano per il primo volo con equipaggio di questo razzo e di questa navicella spaziale, una vera e propria missione di prova che li porterà più lontano e più velocemente di qualsiasi altro essere umano in una generazione</em>”, concludendo, “<em><strong>Artemis II è l&#8217;inizio di qualcosa di più grande di qualsiasi singola missione</strong>. Segna il nostro ritorno nulla Luna, non solo per visitarla, ma per stabilirci definitivamente sulla nostra base lunare, e pone le basi per i prossimi grandi passi avanti</em>”.</p>



<p>La missione Artemis II è stata pianificata per una durata di circa dieci giorni, durante i quali Orion percorrerà oltre <strong>1.102.400</strong> chilometri complessivi, a una <strong>distanza media dalla Terra</strong> di circa <strong>384.400 chilometri</strong>. Il veicolo è progettato per sostenere un equipaggio di quattro persone fino a 21 giorni, offrendo circa 10 metri cubi di spazio &#8220;abitabile&#8221;. A rendere possibile questo nuovo capitolo dell&#8217;esplorazione spaziale è stato il colossale Space Launch System, il vettore più potente mai sviluppato dalla NASA. Alto quasi 100 metri e con un peso al decollo di <strong>2.600 tonnellate</strong>, il razzo genera una spinta straordinaria, alimentato da oltre&nbsp;2.800.000 litri di idrogeno e ossigeno liquido.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="676" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_II_Launch_NHQ202604010210-1024x676.jpg" alt="" class="wp-image-511615" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_II_Launch_NHQ202604010210-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_II_Launch_NHQ202604010210-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_II_Launch_NHQ202604010210-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_II_Launch_NHQ202604010210-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_II_Launch_NHQ202604010210-600x396.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_II_Launch_NHQ202604010210.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Lo Space Launch System&nbsp;Block segue la traiettoria della missione Artemis II</em></figcaption></figure>



<p>Nonostante Artemis II non preveda un allunaggio, rappresenta un passaggio cruciale: sarà il primo volo con equipaggio del sistema Orion-SLS e il primo sorvolo lunare con astronauti della nuova era Artemis. Un<strong> test fondamentale per validare tecnologie</strong>,<strong> procedure</strong> e <strong>capacità operative</strong> in vista delle missioni successive. Il programma resta tuttavia ambizioso e costoso. Secondo le stime dell’Office of Inspector General della NASA, ogni lancio delle prime missioni Artemis ha un costo medio di circa <strong>4,2 miliardi di dollari</strong>. E come in ogni campagna di lancio, il rischio di rinvii resta concreto: inizialmente previsto per marzo, il decollo è già stato posticipato ad aprile.</p>



<p>Se Artemis II avrà successo, i piani dell&#8217;Agenzia spaziale statunitense, in collaborazione con la privata <strong>SpaceX</strong>, prevedono in progressione la missione Artemis III nel 2027, per effettuare un test in orbita terrestre per i sistemi di allunaggio, la missione Artemis IV nel 2028, per il primo <strong>ritorno sulla superficie lunare</strong>, seguita dalle missioni Artemis V e VI nel 2029 e 2030. Più che un semplice &#8220;ritorno sulla Luna&#8221;, Artemis rappresenta l’inizio di una presenza umana più stabile nello spazio profondo. Un ponte tra il passato delle missioni Apollo e una nuova fase in cui la Luna torna a essere non un traguardo, ma un punto di partenza che ci ricorda ancora una volta la straordinaria storia dell&#8217;umanità che, con gli occhi perennemente rivolti alle stelle, ha lottato per raggiungere il cielo, la stratosfera, lo spazio, e spingersi oltre ogni limite conosciuto per scoprire, e conoscere, ciò che le era precluso. Rievocando, ancora una volta, l&#8217;impronta lasciata delle parole del presidente John Fitzgerald Kennedy nel lontano 1962: &#8220;<em>We choose to go to the moon&#8230; and do the other things, not because they are easy, but because they are hard</em>&#8220;. Questo è l&#8217;essere umano, <strong>per aspera ad astra</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="891" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_2_Crew_Portrait-891x1024.jpg" alt="" class="wp-image-511613" style="aspect-ratio:0.8701281885277742;width:590px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_2_Crew_Portrait-891x1024.jpg 891w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_2_Crew_Portrait-261x300.jpg 261w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_2_Crew_Portrait-768x883.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_2_Crew_Portrait-1336x1536.jpg 1336w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_2_Crew_Portrait-600x690.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Artemis_2_Crew_Portrait.jpg 1670w" sizes="auto, (max-width: 891px) 100vw, 891px" /><figcaption class="wp-element-caption"> <em>Rittratto ufficiale dell&#8217;equipaggio di Artemis II, da sinistra gli astronauti della NASA Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman, e l&#8217;astronauta della <em>Canadian Space Agency </em>Jeremy Hansen.</em></figcaption></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/artemis-ii-e-in-volo-verso-la-luna.html">Artemis II è in volo verso la Luna</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Polvere di stelle: il lungo tramonto dell&#8217;industria spaziale europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/spazio/polvere-di-stelle-il-lungo-tramonto-dellindustria-spaziale-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 11:38:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[SpaceX]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="905" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2-600x424.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2-768x543.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>1. Dopo l'11 settembre gli Usa si sono concentrati sul dominio militare dello spazio 2. L'Europa ha creduto di avere il controllo delle missioni commerciali 3. L'arrivo di Musk e di Space X, con i razzi riutilizzabili, ha cambiato tutto 4. Ora i missili europei Ariane sono obsoleti e troppo costosi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="905" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2-600x424.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ariane_5_Launch_2-768x543.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Guardando alla storia dell’esplorazione spaziale, si scopre che, nonostante l’enfasi sulle imprese scientifiche e civili, come la celebre <strong>corsa alla Luna</strong>, le motivazioni principali sono sempre state di natura militare e geopolitica. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo spazio è diventato il nuovo campo di battaglia delle grandi potenze, uno strumento di dominio globale. In questo contesto, l’Europa ha cercato di costruirsi un ruolo autonomo con il programma Ariane, ma oggi sembra destinata a un inesorabile declino.</p>



<p>Non si può parlare di spazio senza riconoscere il ruolo degli Stati Uniti, che hanno costruito un’egemonia senza pari, consolidata da anni di strategia e innovazione tecnologica. La nascita del sistema GPS, ad esempio, ha garantito agli americani una capacità unica di proiettare potere ovunque nel mondo, senza dipendere dalle infrastrutture locali. Una conquista apparentemente innocua, ma che ha permesso agli Stati Uniti di intervenire militarmente con una precisione e un’efficacia ineguagliate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia Usa di Space Dominance</h2>



<p>Gli attentati dell’<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html">11 settembre 2001</a></strong> hanno segnato un ulteriore spartiacque. Da quel momento, la dottrina americana si è formalizzata in un obiettivo chiaro: impedire l’accesso allo spazio a chiunque potesse rappresentare una minaccia, <strong>inclusi Cina e Russia, senza dimenticare i “vassalli” europei. </strong>Questa politica, definita “Space Dominance”, ha spinto gli Stati Uniti a concentrare i loro sforzi sulle applicazioni militari, abbandonando in gran parte il mercato civile. Nel frattempo, l’Europa, apparentemente al sicuro nel suo ruolo di leader nei lanci commerciali, si è adagiata sugli allori, incapace di vedere le tempeste all’orizzonte.</p>



<p>Con l’avvento di SpaceX, però, lo scenario è cambiato radicalmente.<strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/starship-cosi-il-super-razzo-di-elon-musk-puo-cambiare-la-geopolitica-della-corsa-allo-spazio.html"> Elon Musk, inizialmente considerato un outsider, ha rivoluzionato il settore,</a></strong> riducendo i costi dei lanci spaziali in modo drastico grazie alla tecnologia dei razzi riutilizzabili. Mentre l’industria europea si concentrava su Ariane V, un razzo eccessivamente costoso e sovradimensionato rispetto al mercato, SpaceX costruiva un modello di business basato su efficienza e innovazione. Ariane V, nonostante fosse tecnicamente affidabile, si è rivelato un fallimento commerciale, incapace di competere con i costi molto più bassi di SpaceX.</p>



<p>L’introduzione di Ariane VI avrebbe dovuto rappresentare una rinascita per l’industria spaziale europea, ma i ritardi e i costi crescenti ne hanno compromesso il lancio. <strong>Previsto per il 2025, Ariane VI sembra già obsoleto</strong>, incapace di competere con i razzi riutilizzabili di SpaceX sia in termini di prezzo che di frequenza dei lanci. L’Europa, con un massimo di 11 lanci all’anno, è ormai fuori dai giochi rispetto agli <strong>oltre 180 lanci previsti da SpaceX per il 2025.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Musk pigliatutto</h2>



<p>Il declino europeo non si limita ai lanciatori. Anche l’industria dei satelliti, un tempo fiore all’occhiello del continente, è in crisi. Con l’ascesa di costellazioni come <strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/marco-santarelli-starlink-per-litalia-solo-finche-non-arriva-liris2-europeo.html">Starlink,</a></strong> l’Europa si trova a dover competere con un modello che combina economia di scala e innovazione tecnologica. <strong>Elon Musk, con i suoi oltre 7.000 satelliti già in orbita, possiede oggi più satelliti operativi di qualsiasi altra nazione</strong> o consorzio al mondo. In risposta, l’Europa ha lanciato il progetto IRIS², che prevede una costellazione di appena 300 satelliti. Un numero irrisorio se confrontato con le migliaia di unità programmate dagli Stati Uniti e dalla Cina.</p>



<p>Le conseguenze sono già visibili. <strong>Airbus Defense &amp; Space e Thales Alenia Space</strong>, i due principali attori europei nel settore satellitare, stanno affrontando perdite significative e massicci licenziamenti. <strong>Il deficit di Airbus, pari a 1,6 miliardi di euro nel 2024, è un segnale inequivocabile della crisi. </strong>Eppure, la risposta europea è sempre la stessa: fusioni, razionalizzazioni, tagli. Una strategia che non affronta il problema alla radice, ovvero la mancanza di visione e innovazione.</p>



<p>Nel frattempo, altre potenze si preparano a sfidare il dominio americano. <strong>La Cina, con piani per costellazioni di decine di migliaia di satelliti, e la Russia</strong>, sebbene più cauta, stanno costruendo infrastrutture per competere nello spazio. <strong>Anche l’Africa</strong>, con un budget spaziale complessivo di 10 miliardi di dollari nel 2024, si sta preparando a entrare in gioco, mentre il Medio Oriente, a eccezione dell’Iran, resta ancorato a politiche subordinate agli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Irrilevanti in un settore strategico</h2>



<p>Questa stagnazione europea riflette un problema più profondo: un sistema burocratico e centralizzato che ricorda, per certi versi, le inefficienze dell’ex Unione Sovietica. Mentre gli Stati Uniti e la Cina lasciano spazio all’iniziativa privata, <strong>l’Europa continua a fare affidamento su progetti statali</strong>, spesso lenti e inefficaci. IRIS², con i suoi numeri ridicoli rispetto ai concorrenti, è solo l’ultimo esempio di questa miopia strategica.</p>



<p>Il futuro dell’industria spaziale europea appare cupo. Senza un cambiamento radicale, <strong>l’Europa rischia di diventare un attore irrilevante</strong> in uno dei settori più strategici del XXI secolo. Innovazione, investimenti privati e una visione più ambiziosa sono le uniche strade per evitare il tracollo definitivo. Ma il tempo stringe, e l’inerzia potrebbe già aver compromesso ogni possibilità di recupero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/polvere-di-stelle-il-lungo-tramonto-dellindustria-spaziale-europea.html">Polvere di stelle: il lungo tramonto dell&#8217;industria spaziale europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Chi controlla la Luna, controlla la Terra&#8221;: e parte la corsa alle onde radio del satellite</title>
		<link>https://it.insideover.com/spazio/chi-controlla-la-luna-controlla-la-terra-e-parte-la-corsa-alle-onde-radio-del-satellite.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jan 2025 08:47:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[Telecomunicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="897" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3-600x449.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3-1024x765.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3-768x574.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La nuova corsa allo spazio prevede di essere un importante game-changer nell&#8217;economia internazionale e le società di telecomunicazione di tutto il mondo stanno già operando come protagoniste, non solo per puntare alla partita dell&#8217;internet via satellite ma anche, in prospettiva, a un obiettivo ancora più ambizioso: l&#8217;etere della Luna. L&#8217;Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (Itu)&#160;ha registrato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spazio/chi-controlla-la-luna-controlla-la-terra-e-parte-la-corsa-alle-onde-radio-del-satellite.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/chi-controlla-la-luna-controlla-la-terra-e-parte-la-corsa-alle-onde-radio-del-satellite.html">&#8220;Chi controlla la Luna, controlla la Terra&#8221;: e parte la corsa alle onde radio del satellite</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="897" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3-600x449.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3-1024x765.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Astrophoto3-768x574.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La <strong>nuova corsa allo spazio</strong> prevede di essere un importante game-changer nell&#8217;economia internazionale e le <strong>società di telecomunicazione</strong> di tutto il mondo stanno già operando come protagoniste, non solo per puntare alla partita <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/iris2-la-sfida-europea-a-starlink-e-musk-parte-troppo-tardi.html">dell&#8217;<strong>internet via satellite</strong> </a>ma anche, in prospettiva, a un obiettivo ancora più ambizioso: l&#8217;etere della Luna. </p>



<p>L&#8217;Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (Itu)&nbsp;ha registrato negli ultimi quattro anni ben <strong>cinquanta richieste di società che intendono acquisire</strong> diritti per trasmettere nello spazio elettromagnetico del nostro satellite, scommettendo da un lato che <strong>il ritorno umano </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-si-prepara-alla-corsa-alla-luna.html"><strong>sulla Luna sia questione di pochi anni</strong> </a>e dall&#8217;altro che sia <strong>destinato a essere permanente.</strong> Lo riporta una ricerca del <em>Financial Times</em>, che certifica l&#8217;attenzione commerciale, e non solo scientifico, per il satellite in un anno che è destinato a segnare un&#8217;accelerazione nella <strong>nuova corsa alla Luna.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-si-prepara-alla-corsa-alla-luna.html">Come l&#8217;Italia si prepara alla corsa alla Luna</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">La competizione per le onde radio della Luna</h2>



<p>&#8220;Si prevede&#8221;<a href="https://www.ft.com/content/4de3dce6-f94e-4b1b-b4a0-380386b5836c">, nota il Ft, </a>&#8220;che quest&#8217;anno si terranno diversi tentativi commerciali di sbarco sulla Luna, stimolati dalle<strong> ambizioni a lungo termine di Stati Uniti, Cina e Russia di stabilire basi permanenti sulla superficie lunare</strong>&#8220;. In particolare, &#8220;Intuitive Machines, Firefly Aerospace e Astrobotic degli Stati Uniti invieranno lander come parte dell&#8217;iniziativa<strong> Commercial Lunar Payload Services della NASA, in cui l&#8217;agenzia spaziale statunitense utilizza aziende private</strong> per spedire dispositivi scientifici e compiere esperimenti sulla Luna&#8221;, mentre &#8220;anche la giapponese ispace tenterà un atterraggio sulla Luna dopo la sua missione fallita nel 2023&#8221;.</p>



<p>Secondo l&#8217;<a href="https://www.analysysmason.com/research/content/reports/lunar-markets-nsi015/">ultimo rapporto </a>della società di consulenza Analysys Mason, la &#8220;Lunar Economy&#8221; permetterà di generare un ampio giro di affari entro i prossimi dieci anni, pari a 151 miliardi di dollari, il 75% dei quali dovuti a operazioni di agenzie governative per <strong>stabilire basi o compiere operazioni sul suolo del satellite</strong>. Al culmine di ciò c&#8217;è, ovviamente, il progetto <strong>Artemis degli Stati Uniti</strong> per riportare l&#8217;uomo sulla Luna dopo il triennio di <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/starship-cosi-il-super-razzo-di-elon-musk-puo-cambiare-la-geopolitica-della-corsa-allo-spazio.html">sbarchi dal 1969 al 1972,</a> ma non solo. Anche le <strong>agenzie spaziali di Cina, Russia e </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/le-ambizioni-spaziali-dellindia-obiettivo-luna.html"><strong>India</strong> </a>prospettano nuove missioni dopo quelle degli anni passati, e non a caso i quattro attori sono i Paesi da cui provengono più richieste di accesso alle onde radio lunari.</p>



<p>La corsa alle onde radio, in un contesto di crescente <strong>competizione politica per l&#8217;accesso alle orbite e allo spazio</strong>, prefigura una futura partita geopolitica per dominare la Luna? Con un esercizio di futurologia potremmo pensare che nei prossimi decenni il ritorno in forze dell&#8217;essere umano oltre le frontiere dell&#8217;atmosfera terrestre possa mirare a un <strong>crescente trend di competizioni</strong> per egemonizzare gli spazi esterni al nostro pianeta e che anche per il nostro satellite possa emergere una competizione attiva. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla geopolitica alla selenopolitica</h2>



<p><a href="https://geopoliticalfutures.com/geopolitics-and-the-moon/"><em>Geopolititical Futures </em>ha provato a immaginare </a>trend futuri nel ruolo che la Luna potrebbe avere nella <strong>competizione tra le grandi potenze</strong>. Dalla geopolitica alla <strong>selenopolitica, insomma:</strong> &#8220;Se, come si suppone, la Luna ha le risorse necessarie per sostenere una presenza a lungo termine, energia per controllare lo spazio vicino e armi con cui difendersi&#8221;, nota il think tank fondato da George Friedman, in futuro si dovrà prendere in considerazione &#8220;seriamente il principio secondo cui &#8220;<strong>Chi controlla la luna controlla la Terra&#8221;</strong>. </p>



<p>Come mai? Per gli esseri umani la Luna &#8220;potrebbe diventare una base militare da cui un nemico ostile potrebbe bombardare la Terra con energia solare o proiettili procurati dalla superficie della luna. Altrettanto importante, è un <strong>punto difensivo eccellente cper armi offensive nascoste sotto la sua crosta,</strong> in grado di resistere ad attacchi, persino nucleari&#8221;. In quest&#8217;ottica, si prevede che in futuro &#8220;una base lunare ben difesa sarebbe in grado di intercettare gli attacchi nell&#8217;area Terra-Luna dello spazio e proteggere le installazioni minerarie e industriali&#8221;. La <strong>selenopolitica</strong> è solo agli albori. Ma ormai anche i grandi pensatoi strategici non mancano di <strong>inserire il nostro satellite nei loro calcoli</strong>. E l&#8217;attenzione alle onde radio del satellite è un <em>proxy </em>di una competizione sempre più attiva per influenzare la corsa al controllo futuro del corpo celeste a noi più vicino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/chi-controlla-la-luna-controlla-la-terra-e-parte-la-corsa-alle-onde-radio-del-satellite.html">&#8220;Chi controlla la Luna, controlla la Terra&#8221;: e parte la corsa alle onde radio del satellite</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;India sulla Luna, Wagner come al Qaeda e i Brics contro la Guerra fredda: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/india-sulla-luna-wagner-come-al-qaeda-e-i-brics-contro-la-guerra-fredda-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2023 17:52:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brics]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo Wagner]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYoiwZtREhBTRHBRejBv_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYoiwZtREhBTRHBRejBv_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYoiwZtREhBTRHBRejBv_ANSA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYoiwZtREhBTRHBRejBv_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYoiwZtREhBTRHBRejBv_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYoiwZtREhBTRHBRejBv_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYoiwZtREhBTRHBRejBv_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYoiwZtREhBTRHBRejBv_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La missione Chandrayaan-3 dell&#8217;India ha avuto successo, portando a quattro il numero di Paesi atterrati sulla Luna. Il presidente Usa Joe Biden rischia l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta per impeachment al Congresso. Dalla Cina alla Corea del Sud in moto d&#8217;acqua e il pugno duro del Regno Unito contro il gruppo Wagner. Infine, a Johannesburg proseguono i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/india-sulla-luna-wagner-come-al-qaeda-e-i-brics-contro-la-guerra-fredda-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
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<p>La missione Chandrayaan-3 dell&#8217;India ha avuto successo, portando a quattro il numero di Paesi atterrati sulla Luna. Il presidente Usa Joe Biden rischia l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta per impeachment al Congresso. Dalla Cina alla Corea del Sud in moto d&#8217;acqua e il pugno duro del Regno Unito contro il gruppo Wagner. Infine, a Johannesburg proseguono i lavori del summit dei Brics: <strong>ecco le cinque notizie del giorno</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;India nella storia: atterrata sulla Luna la navicella Vikram</h2>



<p>Reduci dal recente fallimento della sonda russa, l&#8217;umanità da oggi può contare ben 4 Paesi sulla Luna. Oggi, intorno alle due del pomeriggio (ora italiana), la navicella indiana Vikram con il rover Pragyan è atterrata con successo sul suolo lunare. &#8220;L&#8217;India è sulla luna&#8221;, ha detto il premier Narendra Modi nell&#8217;annunciare il prestigioso primato che porta il suo Paese nel gruppo di nazioni che sono arrivate sul satellite terrestre oltre a Stati Uniti, Cina e Russia. &#8220;Questo successo appartiene a tutta l&#8217;umanità e aiuterà altri Paesi nel futuro&#8221;, ha aggiunto il capo del governo di Nuova Delhi, in collegamento dal vertice Brics in Sudafrica. La missione indiana sarà la prima a esplorare il Polo sud della Luna, regione misteriosa dove saranno approfonditi gli studi sull&#8217;acqua ghiacciata qui presente. Il risultato dell&#8217;India è stato apprezzato dagli Usa con un messaggio da parte dell&#8217;amministratore della Nasa, Bill Nelson: &#8220;Siamo lieti di essere il vostro partner in questa missione&#8221;, ha scritto su X.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I repubblicani potrebbero mettere Biden sotto accusa al Congresso</h2>



<p>Nuovi guai in vista per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Lo speaker della Camera dei Rappresentanti, Kevin McCarthy, potrebbe lanciare un&#8217;indagine per l&#8217;impeachment del capo della Casa Bianca se questi non dovesse pubblicare documenti bancari tra cui l&#8217;estratto conto del suo conto corrente e delle sue carte di credito. I repubblicani sospettano che Biden possa aver incassato una tangente da aziende all&#8217;estero, movimenti, secondo l&#8217;accusa, tenuti nascosti grazie alla complicità del dipartimento della Giustizia della sua amministrazione. &#8220;Se ci fornissero i documenti, non ci sarebbe bisogno di un&#8217;inchiesta per impeachment&#8221;, ha spiegato McCarthy. &#8220;Ma se non ci forniranno i documenti e si batteranno come hanno fatto ora per non fornire all&#8217;opinione pubblica americana ciò che merita di sapere, procederemo con l&#8217;inchiesta di impeachment quando torneremo in sessione&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La folle fuga di un dissidente cinese in Corea del Sud</h2>



<p>Voleva attraversare il mar Giallo a bordo di una moto d&#8217;acqua per fuggire dalla Cina, ma è stato fermato in Corea del Sud. L&#8217;attivista cinese per i diritti umani Kwon Pyong ha viaggiato da Shandong per 300 km prima di venire arrestato dalla guardia costiera di Seul che l&#8217;ha individuato. Con solo un binocolo e una bussola per giostrarsi tra le acque agitate del mar Giallo, Pyong, 35 anni, ha lasciato il Paese dove ha criticato il presidente Xi Jinping, gesto che in passato gli è costata la reclusione in carcere. L&#8217;uomo è stato trovato dalle autorità sudcoreano con un casco in testa e un giubbotto di salvataggio. &#8220;Ha fatto rifornimento di benzina durante il viaggio e ha scaricato i barili vuoti in mare&#8221;, si legge in una nota della guardia costiera, che ha spiegato come Pyong, la cui identità non è stata confermata, volesse &#8220;introdursi clandestinamente&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come al Qaeda: la Wagner diventa illegale in Uk</h2>



<p>La Wagner è un&#8217;organizzazione terroristica. Lo ha stabilito il governo del Regno Unito, pronto, secondo fonti di Downing Street citate dal Financial Times, a mettere al bando il gruppo di mercenari russo fondato da Evgenij Prigozhin. Londra, e in particolare il ministro dell&#8217;Interno Suella Braverman, si avvarrà dei poteri previsti dal Terrorism Act 2000 per intervenire con un atto ad hoc che bandirà totalmente la compagnia privata di miliziani attiva ora in Bielorussia e segnalata anche in Polonia con l&#8217;obiettivo di destabilizzare le democrazie occidentali. I contractor della Wagner e le principali personalità collegate sono già state colpite dalle sanzioni economiche introdotte dopo l&#8217;inizio della guerra in Ucraina, alla quale i soldati russi hanno partecipato sostituendo l&#8217;esercito regolare in Donbass. L&#8217;affiliazione al Gruppo diventerà così un reato sullo stesso livello dell&#8217;appartenenza ad al Qaeda, Isis ed Hezbollah.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Brics uniti per un nuovo ordine globale multilaterale</h2>



<p>Seconda giornata di lavori al summit del Brics a Johannesburg. Oggi sono intervenuti i leader dei Paesi membri (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) ospiti del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa. Come annunciato da tempo, il capo del Cremlino Vladimir Putin ha partecipato in collegamento video da Mosca, l&#8217;unica soluzione a cui si è dovuto adeguare per evitare il mandato d&#8217;arresto della Corte penale internazionale valido in Sudafrica. Il presidente russo ha rilanciato il valore dell&#8217;organizzazione di cui il suo Paese fa parte, attaccando di nuovo il blocco occidentale. &#8220;Ci opponiamo a egemonie di ogni genere e allo status eccezionale al quale alcuni Paesi aspirano, come alla politiche di continuo neocolonialismo&#8221;, ha detto Putin. Frasi simili pronunciate anche dal presidente cinese Xi Jinping, convinto della centralità dei Brics nell&#8217;ordine internazionale del futuro: &#8220;La mentalità della Guerra fredda sta ancora perseguitando il nostro mondo e la situazione geopolitica sta diventando tesa. I paesi del Brics dovrebbero mantenere la direzione dello sviluppo pacifico e consolidare la loro partnership strategica&#8221;.</p>
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		<title>Da Marte alla Luna: cosa non ha funzionato nel programma spaziale russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/da-marte-alla-luna-cosa-non-ha-funzionato-nel-programma-spaziale-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[allunaggio]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[Roscosmos]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mosca costretta a rivedere i propri piani spaziali e a temere una concorrenza internazionale sempre più forte  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La missione russa <strong>Luna 25</strong> <a href="https://www.ilgiornale.it/news/attualit/collisione-suolo-lunare-distrutta-sonda-luna-25-2198924.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è fallita proprio nella fase finale</a>. Dopo il lancio della sonda che avrebbe dovuto raggiungere il polo sud della <strong>Luna</strong>, uno dei punti più misteriosi del nostro satellite, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/luna-decollata-sonda-russa-soyuz-corsa-conquista-spazio-2195823.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per circa dieci giorni </a>il viaggio sembra non aver fatto emergere anomalie. Qualcosa è andato storto poco prima dell&#8217;allunaggio, mentre nella sede di Mosca della <strong>Roscosmos</strong>, l&#8217;agenzia spaziale russa, ci si preparava a raccogliere le prime immagini inviate dalla sonda. Tra il 19 e il 20 agosto, si legge in una nota di Roscosmos, sono stati persi i contatti con Luna 25 e ogni tentativo di riconnessione non è andato a buon fine. Infine la conferma: il dispositivo che doveva arrivare nelle aree più remote del nostro satellite si è schiantato al suolo. Una circostanza che potrebbe avere anche<strong> connotazioni politiche</strong>, all&#8217;interno come all&#8217;esterno della Russia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni di Mosca nello spazio </h2>



<p>Il nome del progetto Luna 25 non era casuale. La denominazione si poneva in continuità con un&#8217;altra missione, quella chiamata Luna 24 e che risaliva al 1976. Un&#8217;era dove la corsa allo spazio appariva come uno dei campi di battaglia della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guerra fredda tra Mosca e Washington</a>. Proprio la corsa verso la Luna e verso una maggior conoscenza dell&#8217;universo ha in qualche modo inaugurato il duello tra le due super potenze di allora, <strong>Urss</strong> e <strong>Usa</strong>. Se Washington può annoverare l&#8217;arrivo del primo uomo sulla Luna, Mosca dal canto suo può rivendicare il primato del primo satellite artificiale mandato in orbita attorno la Terra, del primo uomo nello spazio e della prima donna nello spazio. </p>



<p>Obiettivi presentati più di mezzo secolo fa come successi del sistema sovietico e che hanno dato alla Russia una <strong>tradizione</strong> nei voli spaziali di assoluto rispetto. Rimettere mano ai progetti di Roscosmos, ha quindi inevitabilmente rappresentato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una priorità dell&#8217;era Putin</a>. L&#8217;attuale presidente russo ha visto nel rispolvero della tradizione spaziale russa uno degli elementi in grado di ricordare, dentro e fuori la federazione, il ruolo di potenza di Mosca. Da qui le ambizioni sia sulla Luna che su Marte.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">I limiti dei progetti spaziali russi</h2>



<p>Il Cremlino però già da un decennio è costretto a fare i conti con la <strong>realtà</strong>. La situazione di oggi è ben diversa da quella dei primi anni di Guerra fredda. I progetti e i programmi drenano molti soldi dal bilancio statale russo e inoltre la stessa Roscosmos è stata raggiunta da scandali e sospetti di corruzione. Un aumento dei finanziamenti decretato durante il secondo mandato di Putin, ha determinato la formazione di un ambizioso <strong>programma</strong> di missioni relative sia all&#8217;esplorazione della Luna che di Marte. </p>



<p>Molti obiettivi però non sono stati raggiunti. Nel gennaio 2012 ha suscitato scalpore il fallimento della missione <strong>Fobos Grunt</strong>, il cui vettore avrebbe dovuto raggiungere proprio Fobos, uno dei satelliti di Marte. Sviluppata insieme all&#8217;agenzia spaziale cinese grazie a un accordo siglato nel 2007, la missione sotto il profilo politico era destinata anche a cancellare l&#8217;onda del fallimento di <strong>Mars 96</strong>. Quest&#8217;ultimo era il nome dato al progetto, sviluppato questa volta con le agenzie spaziali europee nel 1996, per lanciare la concorrenza alla Nasa nell&#8217;esplorazione di Marte. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Failed Russian space probe plunging back to Earth" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/q6CHdwrWpJQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_q6CHdwrWpJQ");</script>
</div></figure>



<p>La sonda Mars 96 ha finito la sua corsa, nel novembre del 1996, nell&#8217;Oceano Pacifico a causa del malfunzionamento del razzo vettore Proton. Nel gennaio 2012 la stessa sorte è toccata per l&#8217;appunto alla sonda Fobos Grunt. Lanciata nel novembre del 2011, il satellite è rimasto in orbita attorno alla Terra per poco più di due mesi e un malfunzionamento ha impedito la prosecuzione del viaggio verso Fobos e Marte. Il 15 gennaio successivo, la sonda è così precipitata a largo delle coste cilene. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fallimento di Luna 25</h2>



<p>Accantonati i progetti relativi a Marte, Mosca si è quindi concentrata sulla Luna. La missione Luna 25 aveva tra gli obiettivi proprio quello di un ritorno della Russia nell&#8217;esplorazione lunare, interrotta negli anni &#8217;70 quando la corsa allo spazio non ha più rappresentato un elemento decisivo nell&#8217;ambito del confronto con gli Usa. Ma anche in questo caso, lo schianto della sonda sulla superficie lunare ha costretto il Cremlino ad ingoiare l&#8217;ennesima delusione su questo fronte. </p>



<p>Incidenti del genere sono sempre messi in conto, tanto in Russia quanto negli Usa e negli altri Paesi che stanno sviluppando programmi simili, ma il fallimento di una nuova missione apre<strong> numerosi interrogativi</strong>. Luna 25 è costata svariati milioni di Rubli, al pari della Fobos Grunt. E dopo ritardi nella progettazione e nel lancio delle sonde, in entrambi i casi gli obiettivi non sono stati raggiunti. In futuro, l&#8217;opinione pubblica potrebbe quindi non dare un forte sostegno ai prossimi programmi. E c&#8217;è chi sospetta come, specialmente da adesso in poi, lo sviluppo di eventuali progetti da parte di Roscosmos potrebbero essere visti come uno sperpero di denaro piuttosto che come uno strumento scientifico e politico in mano alla Russia. </p>



<p>A livello internazionale poi, il fallimento di Luna 25 è uno smacco non indifferente. Nel pieno della <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-ucraina-inizio-situazione.html">guerra in Ucraina</a>, dover annotare lo schianto della propria sonda sul nostro satellite non aiuta certo i piani del Cremlino volti a presentare la Russia come una potenza antagonista all&#8217;attuale ordine statunitense. Sul caso è stata già annunciata un&#8217;inchiesta interministeriale, ulteriore segno di come il fallimento della missione potrebbe avere risvolti in grado di andare ben oltre Roscosmos. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno della corsa allo spazio tra le grandi potenze</h2>



<p>Mosca inoltre deve confrontarsi con un altro elemento di novità rispetto agli anni della guerra fredda. La corsa allo spazio non è più solo un affare tra Stati Uniti e Russia. Altre potenze si stanno affacciando e altri attori sono pronti a ritagliarsi un proprio ruolo nell&#8217;esplorazione spaziale. Nei prossimi giorni, proprio sulla Luna è previsto l&#8217;arrivo di una sonda indiana lanciata lo scorso 14 luglio. <strong>Chandrayaan-3</strong>, questo il nome della sonda, rappresenta ad oggi il fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;industria spaziale di <strong>New Delhi</strong>. Un settore su cui si sta investendo molto e che appare sempre più in crescita. </p>



<p>C&#8217;è poi ovviamente la <strong>Cina</strong>, da molti considerata come la vera candidata a un ruolo di antagonista agli Usa nelle future esplorazioni spaziali. Il successo delle missioni lunari <strong>Chang&#8217;e</strong>, sviluppate tra il 2007 e il 2020, ha dato a Pechino credenziali importanti anche in vista di possibili missioni su Marte. Anche <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Giappone</strong> stanno intensificando i propri sforzi nel settore, così come è da tenere in considerazione il contributo dell&#8217;Agenzia Spaziale Europea (<strong>Esa</strong>) nelle varie missioni internazionali.</p>



<p>Lo spazio attorno alla Terra è quindi sempre più &#8220;trafficato&#8221; e solcato da mezzi e satelliti di diversi Paesi. Per Mosca questo si traduce in una maggiore concorrenza, impossibile però al momento da arginare solo facendo un richiamo ai fasti della propria tradizione. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>La sfida tra Occidente e Oriente per la riconquista della Luna</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/corsa-luna-occidente-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 16:46:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=316317</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="nasa luna" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Luna è tornata al centro di una nuova corsa che ricorda molto quella degli anni &#8217;60 del secolo scorso, quando Usa e Urss hanno gareggiato per essere le prime nazioni a far sbarcare l&#8217;uomo sul nostro satellite naturale. Dopo 50 anni dall&#8217;Apollo 11 si è delineata una nuova gara per far tornare l&#8217;uomo sul &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/corsa-luna-occidente-oriente.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="nasa luna" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nasa-luna-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Luna</strong> è tornata al centro di una nuova corsa che ricorda molto quella degli anni &#8217;60 del secolo scorso, quando Usa e Urss hanno gareggiato per essere le prime nazioni a far sbarcare l&#8217;uomo sul nostro satellite naturale.</p>
<p>Dopo 50 anni dall&#8217;<strong>Apollo 11</strong> si è delineata una nuova gara per far tornare l&#8217;uomo sul suolo lunare, questa volta per restarci. La finalità, condivisa da <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>Cina</strong> e <strong>Russia</strong>, è infatti impiantare una base semipermanente per poi, in prospettiva, compiere quel balzo verso Marte che è atteso da decenni, oltre che per sfruttare le risorse minerarie del nostro satellite (acqua, Terre Rare ed elio-3).</p>
<p>Si tratta quindi di una corsa diversa rispetto alla precedente, e non solo per una questione di scopo. Per la prima volta nella storia si è aperta la porta dell&#8217;esplorazione spaziale, o per meglio dire dello spazio esterno, all&#8217;<strong>impresa privata</strong>. Almeno in Occidente.</p>
<h2>Non solo SpaceX</h2>
<p>L’avventura di <strong>SpaceX</strong>, del miliardario Elon Musk, è lì a testimoniarlo. Sebbene ai più possa apparire “anacronistico” usare razzi e navicelle che, solo concettualmente, sono uguali a quelle usate a partire dagli anni &#8217;60 del secolo scorso, si è aperta la possibilità &#8211; fino ad oggi solo ipotizzata – di utilizzare vettori privati nello spazio.</p>
<p>Per fare un paragone, quando l’aereo cominciò ad affermarsi come mezzo militare, nella Prima Guerra Mondiale, ci fu chi pensò che potesse potenzialmente rivoluzionare il mondo dei trasporti, e tra gli anni ’20 e ’30 progettò il primo velivolo commerciale per trasporto passeggeri in grado di volare da una parte all’altra dell’Atlantico, rivoluzionando quindi il mondo e aprendo la strada alle imprese private.</p>
<p>Lo stesso ragionamento vale per lo spazio: la corsa per costruire navette riutilizzabili del mondo dell’imprenditoria privata permetterà non solo l’<strong>abbattimento dei costi</strong> della ricerca pubblica, ma anche la futura diffusione dei voli orbitali e suborbitali per l’uomo comune che potrà andare da Roma a Hong Kong in una manciata di minuti. Non solo. Questa sfida tra privati per lo spazio, e nella fattispecie per la Luna, garantirà maggiore flessibilità in fase di progettazione.</p>
<p>Una concorrenza tra privati che però viene attentamente sottoposta al controllo delle agenzie pubbliche. La <strong>Nasa</strong>, infatti, è l&#8217;ente ultimo che sceglie quali vettori utilizzare, un po&#8217; seguendo lo stesso principio che vige per le costruzioni militari occidentali create da privati e utilizzate dalle Forze Armate. Per fare un esempio, nel 2014, l&#8217;agenzia spaziale statunitense aveva assegnato due contratti di produzione a costruttori esterni: 4,2 miliardi di dollari alla <strong>Boeing</strong> per la costruzione del suo <strong>Starliner</strong>, e 2,6 miliardi di dollari a SpaceX, per la creazione di una versione con equipaggio della navicella spaziale Dragon, che stava già trasportando merci da e verso la Stazione Spaziale Internazionale.</p>
<p>Non c&#8217;è solo Elon Musk, ma è una gara “tra miliardari”. Jeff Bezos, uno dei due proprietari di Amazon e fondatore di <a href="https://www.blueorigin.com/blue-moon/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Blue Origin</strong></a>, società di <em>start up</em> per voli spaziali, si è messo in concorrenza col magnate di origini sudafricane nel campo dei vettori spaziali e anche per quanto riguarda la costruzione del nuovo <strong><em>lander</em> </strong>che riporterà l&#8217;uomo sulla Luna. L&#8217;ultima notizia riguarda proprio la causa intentata da Bezos alla Nasa per aver preferito il mezzo costruito da SpaceX: un contratto del valore di 2,9 miliardi di dollari su cui aleggerebbe lo spettro della concorrenza sleale. Una delle altre facce della medaglia quando in gioco ci sono i privati.</p>
<p>Musk e Bezos non sono gli unici privati a interessarsi allo spazio. Già anni addietro, il miliardario proprietario della Virgin, Richard Branson, aveva aperto le porte dei voli spaziali al mondo dell&#8217;imprenditoria privata con la sua compagnia <strong>Virgin Galactic</strong>, caratterizzata però più da esiti infausti e annosi ritardi che da successi: di fatto solo la VSS Unity ha raggiunto lo spazio nel 2018.</p>
<p>Ben diversa la <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-il-lancio-di-crew-dragon-e-un-momento-storico.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sorte di <strong>Crew Drago</strong>n di SpaceX</a>, che, come sappiamo, ha effettuato il primo storico aggancio con la Stazione Spaziale Internazionale lo scorso maggio. Operazione ripetuta due volte con le missioni Crew 1 e 2, l&#8217;ultima agganciatasi all&#8217;Iss lo scorso 24 aprile.</p>
<p>Da quando la Nasa ha mandato in pensione lo Space Shuttle &#8211; l’8 luglio del 2011 la “Endeavour” partì da Cape Canaveral (Florida) per la sua ultima missione, la Sts-135 – gli Stati Uniti hanno dovuto fare affidamento alla Russia per far giungere uomini e materiale sulla Iss. Ora grazie a SpaceX hanno riacquistato la propria indipendenza: un fattore non da poco in questo periodo di crisi internazionale.</p>
<h2>Obiettivo Luna</h2>
<p>Il nuovo obiettivo è la Luna, questa volta per restarci, come dicevamo. Sul nostro satellite gli Stati Uniti intendono <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-gli-stati-uniti-vogliono-tornare-sulla-luna.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stabilire una colonia</a> che fungerà da insediamento permanente dell’uomo per il futuro sviluppo di missioni umane verso il Sistema Solare. A tal proposito la Nasa vuole costruire una stazione spaziale che orbiterà intorno al satellite, che si chiamerà <strong>Getaway</strong>.</p>
<p>Sulla stazione, gli Stati Uniti ed i suoi partner si prepareranno ad affrontare lo spazio profondo testando nuove tecnologie e sistemi mentre si costruiranno le infrastrutture di supporto alle missioni sulla superficie lunare preparando nel contempo le missioni verso Marte.</p>
<p>Il Getaway sarà anche una piattaforma atta all’assemblaggio dei carichi e sistemi per le esplorazioni spaziali, sarà un modulo di comando riutilizzabile per le missioni di esplorazione lunare e una sorta di “stazione di servizio” e piattaforma di supporto per gli astronauti in rotta verso Marte. Un programma ambizioso con la presenza di altri Paesi alleati (tra cui l&#8217;Italia) che prende il nome di <a href="https://www.nasa.gov/artemisprogram" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Artemide</strong></a>.</p>
<p>Se sul fronte occidentale esiste una commistione tra pubblico e privato, con quest&#8217;ultimo risultante avere molto più peso rispetto al passato, su quello orientale vige ancora il controllo statale su tutte le fasi di un programma spaziale.</p>
<p><strong>Russia</strong> e <strong>Cina</strong> hanno in essere altrettanti progetti per la (ri)conquista della Luna. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-alla-luna-della-cina-il-programma-di-pechino.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Da parte cinese</a>, con i vettori <strong>Chang’e</strong>, che danno il nome all&#8217;intero programma, si era stabilito di mettere piede sulla Luna, per installarvi una base lunare permanente, tra il 2036 ed il 2045. La Russia, invece, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-corsa-della-russia-verso-la-luna.html">prevedeva di lanciare</a> la prima missione con equipaggio tra il 2031 ed il 2035.</p>
<p>Vicende pandemiche, geopolitiche ed intoppi economici hanno sia ritardato le tempistiche di entrambi – la missione Chang&#8217;e 6 che avrebbe dovuto partire lo scorso anno <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/dalla_cina/2021/04/25/cina-lancio-sonda-lunare-change-6-nel-2024_fd2688fa-989c-4474-b81d-53fcddde36e2.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è stata rimandata al 2024</a> – sia, com&#8217;è logico, portato i due avversari degli Stati Uniti sulla strada delle cooperazione.</p>
<h2>Uno spartiacque spaziale</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/una-base-sulla-luna-che-parla-russo-e-cinese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo scorso febbraio</a> è stato infatti siglato un memorandum d&#8217;azione tra l&#8217;agenzia spaziale russa, la <strong>Roscosmos</strong>, e quella cinese, la <strong>Guójiā Hángtiānjú</strong>, per una collaborazione volta a stabilire una base completamente automatica al polo sud lunare. Già stabilita la tabella di marcia: inizio delle operazioni con le missioni Chang’e-6, 7 e 8, proseguimento con la missione russa Luna 27 e stabilimento di una presenza umana semipermanente fra il 2036 e il 2045.</p>
<p>Anche oggi, quindi, esiste, a livello macroscopico, uno <strong>spartiacque</strong> tra Est ed Ovest sebbene di tipo leggermente diverso rispetto al passato, vivendo ormai in un&#8217;era che si potrebbe definire (coi dovuti distinguo) “post ideologica”: da un lato la presenza, sempre più incisiva, del settore privato, dall&#8217;altro, invece, sono ancora gli organismi statali ad avere in mano tutta la filiera dell&#8217;esplorazione spaziale.</p>
<p>L&#8217;Occidente da questo punto di vista ha un vantaggio: il meccanismo è ben rodato e ha dimostrato di avere avuto successo. Il <em>lander</em> delle missioni Apollo, il <strong>Lem</strong>, era costruito dalla Grumman (società privata) per conto della Nasa (agenzia statale), e lo stesso vale anche per tutte le altre costruzioni aerospaziali statunitensi.</p>
<p>Sul fronte opposto, se pure ci sono stati successi nello stesso campo (i vettori Soyuz e le sonde Chang&#8217;e stesse), le aziende a partecipazione statale (quando non di Stato) russe e cinesi devono raccogliere una sfida, quella per la Luna, che il modello occidentale ha già dimostrato di poter vincere 50 anni fa. Un compito non facile in tempi in cui non è più possibile, per motivi contingenti diversi che distinguono la Russia dalla Cina, inondare di soldi pubblici un programma costoso come quello spaziale.</p>
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		<title>Perché gli accordi di Artemide rafforzeranno l&#8217;asse russo-cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-gli-accordi-di-artemide-rafforzeranno-lasse-russo-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 15:23:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Artemide]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A sei mesi di distanza dalla firma dell&#8217;ordine esecutivo di Donald Trump che ha gettato le basi per la legittimazione e la regolamentazione delle attività di sfruttamento commerciale dello spazio extraterrestre, superando e rigettando i contenuti del Trattato sui Principi che governano le Attività degli Stati nell’Esplorazione e nell’Uso dello Spazio del 1967 e dell’accordo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-accordi-di-artemide-rafforzeranno-lasse-russo-cinese.html">[...]</a></p>
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<p>Quel che risalta, ma non sorprende, è l&#8217;elenco dei grandi esclusi da questo partenariato internazionale dal potenziale rivoluzionario: Francia, Germania, Russia e Cina; ossia i principali rivali dell&#8217;agenda estera dell&#8217;amministrazione Trump. La loro esclusione, però, lungi dal determinarne l&#8217;estromissione totale dalla competizione extraterrestre, potrebbe favorire la nascita di iniziative alternative e parallele, <strong>e persino antagonistiche</strong>, a quella statunitense.</p>
<h2>Gli accordi, cosa dicono</h2>
<p>Gli accordi di Artemide (<em>Artemis Accords</em>) erano stati annunciati a inizio maggio e, già all&#8217;epoca, era stato comunicato che, con elevata probabilità, Russia e Cina sarebbero state escluse dal tavolo delle trattative. Il 13 ottobre, dopo cinque mesi di sessioni di lavoro estremamente intense, <a href="https://www.nasa.gov/press-release/nasa-international-partners-advance-cooperation-with-first-signings-of-artemis-accords">gli accordi sono stati formalizzati</a> e i firmatari sono stati confermati definitivamente: oltre agli Stati Uniti, Australia, Canada, Emirati Arabi Uniti, Giappone, <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-verso-la-luna-al-fianco-degli-usa-quali-implicazioni-geopolitiche.html">Italia</a>, Lussemburgo e Regno Unito. Entro fine anno, o comunque nei prossimi mesi, altri Paesi si uniranno.</p>
<p>Il trattato internazionale prende il nome dall&#8217;ambizioso progetto della Nasa, l&#8217;agenzia spaziale statunitense, di &#8220;portare la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna&#8221;, intitolato anch&#8217;esso Artemide. Questo nome, proveniente dalla mitologia dell&#8217;Antica Grecia, è stato selezionato con cura: Artemide è la dea della caccia e sorella gemella di Apollo, colui al quale fu dedicato il primo programma di allunaggio della Nasa.</p>
<p>La missione non si limiterà a riportare degli esseri umani sul satellite terrestre, essa nasce con il duplice obiettivo di costruire una &#8220;presenza robusta e sostenibile sulla Luna&#8221;, funzionale alla preparazione dei lavori &#8220;per una storica missione umana su Marte&#8221;. Il partenariato tra la Nasa e le agenzie spaziali degli altri Paesi firmatari servirà ad ammortizzare i costi dell&#8217;oneroso programma, ripartendoli tra i partecipanti, e a moltiplicare le probabilità di riuscita delle missioni sul satellite e sul pianeta rosso, per mezzo di un multilateralismo strategico, garante di condivisione di conoscenze, competenze e tecnologia.</p>
<h2>L&#8217;impatto sull&#8217;asse Mosca-Pechino</h2>
<p>Gli<a href="https://tass.com/science/1157255"> appelli alla cooperazione</a> in direzione della Nasa lanciati dall&#8217;agenzia spaziale russa, Roscosmos, sono rimasti inascoltati: Mosca è stata esclusa dagli accordi di Artemide e le prospettive di un miglioramento del dialogo bilaterale nel settore spaziale sembrano affievolirsi con il passare del tempo. Il 12 ottobre, alla vigilia della firma ufficiale del trattato internazionale che riscriverà la corsa allo spazio, la Russia <a href="https://tass.com/science/1211373">ha comunicato il proprio ritiro parziale</a> dal programma<strong> Lunar Gateway</strong>, il programma congiunto di Nasa, Esa e Roscosmos per la costruzione di una stazione spaziale cislunare.</p>
<p>Lo spazio è la nuova frontiera della competizione tra le grandi potenze – e sarà anche l&#8217;ultima – e, mentre gli Stati Uniti possono contare sull&#8217;appoggio di una serie di alleati e sul prezioso supporto dei grandi privati, la Russia non dispone né di un circuito di alleanze solide né di una rete abbastanza vasta di ricchi investitori e imprenditori privati. Tale situazione non potrà che spingere il Cremlino ad approfondire ulteriormente il partenariato strategico con la Cina, con la quale stanno venendo portate avanti<a href="https://www.insideover.com/politics/russia-and-china-team-up-to-conquer-the-moon.html"> diverse iniziative a livello di spazio extraterrestre</a>.</p>
<p>Entrambe le potenze sono interessate, allo stesso modo degli Stati Uniti, allo stabilimento di una presenza umana duratura sul suolo lunare che possa fungere da trampolino di lancio per lo sbarco su Marte e, a latere, per la conquista dello spazio inoltrato. Risalgono a novembre 2017 un piano quadriennale per la conduzione di programmi tecnologici congiunti e a giugno 2018 un memorandum d&#8217;intesa riguardante lo sviluppo di iniziative e progetti miranti alla Luna e allo spazio profondo.</p>
<p>Fino ad oggi la collaborazione sino-russa nello spazio è stata quasi esclusivamente circoscritta alla condivisione di conoscenze e competenze per la co-realizzazione di tecnologia all&#8217;avanguardia dal possibile utilizzo militare, dalle armi laser alla strumentazione per la distruzione di detriti orbitali, e all&#8217;accesso alle infrastrutture, ma l&#8217;entrata in vigore degli accordi di Artemide potrebbe dare impulso all&#8217;estensione della collaborazione.</p>
<p>La Russia, ad esempio, potrebbe iniziare a valutare con serietà <a href="https://tass.com/science/1211407">la proposta cinese</a> di costruire (e gestire) congiuntamente una base lunare. Quell&#8217;idea, che da mesi era ferma allo stadio dei lavori preliminari per via di un probabile disinteresse del Cremlino, è stata riesumata simbolicamente il 12 ottobre dal direttore di Roscosmos. Non è da escludere, inoltre, che i due Paesi possano tentare di dar vita ad un sistema di Artemide parallelo, attraendo Paesi del Sud globale con ambizioni spaziali.</p>
<p>In breve: gli sforzi degli Stati Uniti di assumere una posizione egemone nella corsa allo spazio, precludendo la partecipazione di Russia e Cina a partenariati internazionali di alto livello, potrebbero suscitare l&#8217;effetto contrario di cementificare ulteriormente la loro collaborazione. L&#8217;unica maniera di evitare l&#8217;estensione dell&#8217;asse Mosca-Pechino dalla Terra al sistema solare sarebbe il ricorso alla carta Kissinger: ossia riportare il dialogo tra Nasa e Roscosmos ai livelli del dopo-guerra fredda e, possibilmente, invitare il Cremlino a far parte della maxi-alleanza spaziale.</p>
<p>Ultimo ma non meno importante, la curiosa decisione di escludere Francia e Germania dall&#8217;alveo prestigioso dei &#8220;padri fondatori&#8221; degli accordi di Artemide – anche se probabilmente vi entreranno in una fase successiva – potrebbe avere effetti perversi in termini di dialogo e cooperazione tra le due sponde dell&#8217;Atlantico, acuendo ulteriormente il divario formatosi durante l&#8217;ottennato Obama e ampliatosi durante Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-accordi-di-artemide-rafforzeranno-lasse-russo-cinese.html">Perché gli accordi di Artemide rafforzeranno l&#8217;asse russo-cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Italia si prepara alla corsa alla Luna</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/litalia-si-prepara-alla-corsa-alla-luna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2020 07:41:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=293055</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il recente accordo tra l&#8217;Italia e gli Stati Uniti per la partecipazione di Roma al programma Artemis si è preannunciato fin da subito come in grado di generare dividendi notevoli per il mondo scientifico e l&#8217;industria strategica italiana. L’Italia, che vanta aziende di assoluto valore nel comparto aerospaziale e, assieme a big come Leonardo e Avio, può vantare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-si-prepara-alla-corsa-alla-luna.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-si-prepara-alla-corsa-alla-luna.html">L&#8217;Italia si prepara alla corsa alla Luna</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nasa-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il recente accordo tra l&#8217;<strong>Italia </strong>e gli <strong>Stati Uniti </strong>per la <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-verso-la-luna-al-fianco-degli-usa-quali-implicazioni-geopolitiche.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">partecipazione di Roma al programma Artemis</a> si è preannunciato fin da subito come in grado di generare dividendi notevoli per il mondo scientifico e l&#8217;industria strategica italiana. <a href="https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2020/08/14/spazio-corsa-competizione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’Italia, che vanta aziende di assoluto valore</a> nel comparto aerospaziale e, assieme a big come Leonardo e Avio, può vantare una galassia di <strong>piccole e medie imprese </strong>che presidiano settori di nicchia come il mercato dei satelliti di piccole dimensioni e l&#8217;elettronica integrata, punta a valorizzare sul lungo periodo l&#8217;ingresso nel progetto a guida statunitense.</p>
<p><a href="https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2020/08/14/spazio-corsa-competizione/">Come ricordato su </a><em>Econopoly, </em>gli investimenti in aerospazio hanno la capacità di mobilitare sviluppi sistemici e risorse tali da comprimere notevolmente i tempi di sviluppo dei progetti favorire celeri ritorni dei capitali investiti per le sempre nuove prospettive che il mercato riserva. La partecipazione italiana a Artemis non fa eccezione. Arruolata nella missione statunitense per tornare sulla Luna entro il 2024, la realtà aerospaziale italiana si è subito fatta trovare pronta. Mentre per il programma Artemis è previsto a breve un ulteriore passaggio istituzionale, dopo la firma della <strong>dichiarazione di intenti </strong>da parte del sottosegretario Riccardo Fraccaro, che  porterà all&#8217;adesione agli &#8220;Artemis Accords&#8221; da parte di tutti i Paesi che vi aderiranno, l&#8217;industria si prepara a ricevere ordini e commesse.</p>
<p>L’intesa storica siglata tra Italia e Stati Uniti “ammonta potenzialmente a circa un miliardo di euro per l’industria nazionale”, ha dichiarato in una nota l&#8217;ad del colosso della difesa e aerospazio Leonardo, <strong>Alessandro Profumo. </strong>La direzione dell&#8217;intervento italiano seguirà con ogni probabilità la road map indicata dal direttore dell&#8217;Agenzia Spaziale Italiana <strong>Giorgio Saccoccia </strong>ai microfoni dell&#8217;Ansa. Saccoccia immagina future integrazioni tra il contributo italiano ad Artemis e il <strong>Lunar Gateway </strong>attualmente in via di sviluppo che vede Roma impegnata nel contesto Esa.</p>
<p>&#8220;Per quanto riguarda i moduli abitativi, Space Home è il nome che anche l&#8217;industria sta utilizzando da tempo e che evoca l&#8217;idea di una casa spaziale come un concetto di focolare domestico caro all&#8217;Italia&#8221;, <a href="https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2020/10/12/cosi-litalia-si-prepara-alla-luna-_17d54900-d7ce-4fdd-b021-2f5c3bdce065.html">ha dichiarato il presidente dell&#8217;Asi</a>. &#8220;L&#8217;altro elemento chiave, al momento soggetto a una gara, è la realizzazione del moduli abitativo del Lunar Lander&#8221;, ha aggiunto riferendosi all&#8217;erede di &#8220;Eagle&#8221;, il modulo che operativamente nel 2024 (o negli anni a venire) si poserà sulla superficie selenica. L&#8217;industria italiana sfrutterà quindi conoscenze e competenze ben consolidate, sviluppate rifornendo per anni le missioni Usa con tecnologie funzionali a ottimizzare moduli pressurizzati e strutture operative. Mercato privilegiato per futuri accordi con la Nasa anche secondo l’amministratore delegato di Thales Alenia Space, joint venture tra la francese Thales (67%) e l’italiana Leonardo (33%), <strong>Massimo Comparini.</strong></p>
<p>L&#8217;ex Finmeccanica, tra investimenti diretti e partecipazioni in aziende come <strong>Avio</strong>, copre oltre i due terzi dell&#8217;aerospazio nazionale, genera un volume d&#8217;affari di oltre 1 miliardo e mezzo di euro e occupa 5mila addetti; complementare alle sue attività c&#8217;è però un&#8217;intera galassia di imprese giovani e dinamiche, come <a href="https://formiche.net/2020/10/luna-spazio-fraccaro-profumo-saccoccia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Argotec, realtà torinese che, spiega <em>Formiche,</em> </a>&#8220;già collabora direttamente con la Nasa sul programma lunare e che ha presentato ad aprile una costellazione di piccoli satelliti (Andromeda) per supportare le telecomunicazioni delle future attività sul satellite naturale&#8221;. Da non sottovalutare anche il comparto delle tecnologie di ricerca per il lato scientifico della missione: recentemente la istema idrico composto da <strong>tre laghi salati</strong> nascosti sotto la calotta di ghiaccio del Polo Sud di <a href="https://www.wired.it/scienza/spazio/2020/07/18/missioni-marte-mars-2020-tianwen-1-hope/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Marte</strong></a> è stata garantita dal radar <strong>Marsis</strong> (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionospheric Sounding) sviluppato alla Sapienza di Roma, mentre Leonardo fornirà le trivelle destinate alla missione ExoMars 2022. Le frontiere dell&#8217;economia spaziale, se i programmi sono messi a sistema, sono in continua espansione: e in Artemis ci sono tutti i presupposti per vedere l&#8217;Italia protagonista ad ogni livello della filiera, dal lato industriale all&#8217;esplorazione scientifica.</p>
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		<title>La Nasa sceglie Bezos e Musk per la Luna</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-nasa-sceglie-bezos-e-musk-per-la-luna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2020 12:28:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spazio, il primo volo senza equipaggio della navetta di SpaceX (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con la scelta delle tre società che si contenderanno l&#8217;appalto per la costruzione del lander lunare, la Nasa ha dato ufficialmente il via alla corsa per tornare sulla Luna, con l&#8217;obiettivo di far camminare la prima donna della storia sul satellite terrestre. Ad annunciarlo, come riportato dalla testata giornalistica The Guardian, è lo stesso amministratore dell&#8217;organizzazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-nasa-sceglie-bezos-e-musk-per-la-luna.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spazio, il primo volo senza equipaggio della navetta di SpaceX (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con la scelta delle tre società che si contenderanno l&#8217;appalto per la costruzione del lander lunare, la <strong>Nasa</strong> ha dato ufficialmente il via alla corsa per tornare sulla Luna, con l&#8217;obiettivo di far camminare la prima donna della storia sul satellite terrestre. Ad annunciarlo, come riportato dalla testata giornalistica <a href="https://www.theguardian.com/science/2020/apr/30/nasa-moon-landing-bezos-musk-blue-origin-spacex"><em>The Guardian</em></a>, è lo stesso amministratore dell&#8217;organizzazione spaziale americana, <strong>Jim Bridenstine</strong>, il quale ha ribadito come la scelta sia ricaduta su quelle tre aziende che avevano proposto i progetti reputati più innovativi nel campo dell&#8217;esplorazione spaziale.</p>
<p>La <strong>Blue Origin</strong> controllata dal fondatore del colosso americano del commercio online Jeff Bezos, la <strong>SpaceX</strong> del proprietario dell&#8217;azienda automobilistica Tesla Motors, Elon Musk, e la <strong>Dynetics</strong> dell&#8217;Alabama dovranno dunque convincere i tecnici della Nasa del valore dei propri progetti nei prossimi 10 mesi, prima di iniziare la costruzione dei prototipi. A seguito di questa prima fase di analisi, l&#8217;organizzazione spaziale americana sceglierà quale sarà la proposta maggiormente in linea con le richieste del programma spaziale americano. In questo elenco ha però destato scalpore l&#8217;esclusione del colosso dell&#8217;aviazione <strong>Boeing</strong> che aveva come le contendenti depositato la propria domanda di partecipazione. Tuttavia, sebbene manchino ancora le dichiarazioni ufficiali da parte sia della Nasa sia della Boeing, l&#8217;esclusione sembra dovuta al <strong>fallimento</strong> negli scorsi mesi del volo di prova del prototipo presentato per il concorso.</p>
<h2>Bezos e Musk a confronto</h2>
<p>Sono anni in fondo che soprattutto Bezos e Musk avevano già messo gli occhi sullo Spazio, intravisto come importante finestra di <strong>guadagni</strong> economici per il prossimo futuro. E la possibilità di entrare in diretta collaborazione con l&#8217;agenzia spaziale americana è un&#8217;opportunità che nessuno dei due intende lasciarsi sfuggire di mano, nonostante i progetti presentati siano molto differenti sia nel funzionamento che nei costi di realizzazione.</p>
<p>Il <strong>progetto</strong> della Blue Origin è infatti stimato in oltre 500milioni di dollari, composto da un lander che in fase di rientro abbandonerebbe sul suolo lunare i propulsori per agevolare il rientro sul nostro pianeta. Il progetto della SpaceX, invece, sarebbe maggiormente adattabile a qualsiasi tipo di razzo ed avrebbe un costo di realizzazione decisamente più contenuto e stimato sulla cifra di 135milioni di dollari americani, con la possibilità di essere eventualmente<strong> riutilizzato</strong> e in linea con le scelte ambientalistiche della cordata capitanata da Tesla Motors.</p>
<h2>Adesso anche lo spazio viene privatizzato</h2>
<p>Nella sua ottica di profonda revisione della spesa pubblica americana, l&#8217;amministrazione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> non ha potuto esentare dai tagli anche la sua agenzia spaziale, nonostante le ambizioni di ricerca mai nascoste dagli Stati Uniti. Ed in questo scenario, la decisione di appaltare parte dello sviluppo delle missioni ai privati è stata intravista come una possibilità per <strong>ridurre</strong> i costi e al tempo stesso contare sull&#8217;affidabilità delle società private operative nel campo tecnologico.</p>
<p>Con l&#8217;inasprirsi della competizione in campo spaziale, che negli ultimi anni ha visto l&#8217;ingresso dirompente anche dell&#8217;<strong>India</strong> di <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a> col suo programma spaziale &#8220;low cost&#8221; e con quello satellitare di <strong>Teheran</strong>, la scelta di Washington è <em>de facto </em>diventata obbligata, confermando l&#8217;interesse americano per lo Spazio. E da qui, la decisione di intraprendere il percorso che, entro il 2024, dovrebbe portare la prima donna a calpestare la superficie lunare.</p>
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