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	<title>linguaggio Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Oct 2024 14:38:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>linguaggio Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Quando le parole dividono: la comunicazione in una società polarizzata</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/quale-linguaggio-utilizziamo-per-esprimere-le-nostre-opinioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Bertirotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 18:03:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Linguaggio-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Linguaggio-1.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Linguaggio-1-300x200.webp 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Nell&#8217;era della comunicazione istantanea e della condivisione globale di informazioni, il linguaggio che utilizziamo per esprimere le nostre opinioni e pensieri possiede un impatto significativo all’interno delle relazioni politiche, interpersonali e professionali. Il linguaggio polarizzato, caratterizzato da espressioni estreme o giudizi assoluti, che sostanzialmente contraddistingue l’era attuale, sia nei media che nella politica reale, crea &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/quale-linguaggio-utilizziamo-per-esprimere-le-nostre-opinioni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Linguaggio-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Linguaggio-1.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Linguaggio-1-300x200.webp 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Nell&#8217;era della <strong>comunicazione istantanea</strong> e della condivisione globale di informazioni, il linguaggio che utilizziamo per esprimere le nostre opinioni e pensieri possiede un impatto significativo all’interno delle relazioni politiche, interpersonali e professionali.</p>



<p>Il linguaggio polarizzato, caratterizzato da espressioni estreme o giudizi assoluti, che sostanzialmente contraddistingue l’era attuale, sia nei media che nella politica reale, crea barriere comunicative e accentua conflitti.</p>



<p>E penso che tutto questo sia voluto, premeditato e forse utile in chiave elettorale.</p>



<p>Infatti, un linguaggio di altro tipo, <strong>equilibrato</strong> e non polarizzato, faciliterebbe la comprensione reciproca e favorirebbe un’atmosfera più armoniosa. Ci troveremmo di fronte ad una comunicazione che promuoverebbe il dialogo costruttivo, in grado di sviluppare un maggiore equilibrio rispetto a situazioni complesse e spesso difficili.</p>



<p>Invece, ascoltiamo dichiarazioni e leggiamo testimonianze di individui che esprimono <strong>giudizi estremi</strong>, termini assoluti e dichiarazioni divisive. E i termini utilizzati sono “sempre”, “mai”, “tutti” o “nessuno”, mentre un linguaggio non polarizzato si basa, invece, su una scelta accurata delle parole e su un tono che riflette apertura, curiosità e neutralità. È questo ultimo tipo di comunicazione che promuove la chiarezza e riduce la possibilità di malintesi, proprio perché si concentra sui fatti, emozioni e riflessioni proposte con equilibrio e prudenza</p>



<p>Esistono molti esempi che potremmo fare per esprimere l’utilità di un linguaggio equilibrato, e ne proponiamo alcuni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>L’utilizzazione di <strong>dichiarazioni in prima persona</strong> (“Io sento”, “Io penso”) riducono la percezione di attacco e favoriscono un clima di confronto aperto. Dire “Io credo che lei non mi abbia ascoltato” è meno accusatorio rispetto a &#8220;Lei non mi ascolta mai”.</li>



<li>Le <strong>affermazioni assolute oppure le generalizzazioni</strong>, come “Tutti fanno così” o “nessuno capisce il mio punto di vista” possono essere sostituite con espressioni più moderate, come “molte persone fanno così”, o “a volte mi sembra difficile comunicare il mio punto di vista&#8221;.</li>



<li>Nel <strong>linguaggio parlato</strong>, specialmente quando si discute di argomenti controversi (come nei talk show), mantenere un <strong><em>tono</em> pacato</strong> e non provocatorio aiuta a creare un clima di rispetto reciproco.</li>
</ul>



<p>In conclusione, anche se potremmo fare ulteriori esempi, l’utilizzazione di un linguaggio non polarizzato è una competenza comunicativa che trasforma radicalmente il modo in cui interagiamo con gli altri, sia sul lavoro che nella vita privata.</p>



<p>Promuove la <strong>comprensione reciproca</strong>, riduce i conflitti e favorisce la collaborazione.</p>



<p>In un mondo sempre più interconnesso e complesso, come si sta manifestando anche a livello geopolitico, <strong><em>voler</em></strong> e <strong><em>saper</em></strong> comunicare in modo equilibrato non è solo un’abilità utile, ma una necessità politica che costruisce relazioni personali e internazionali sane.</p>



<p><strong>Adottare</strong> un linguaggio non polarizzato non significa evitare il confronto o il disaccordo, ma approcciare le conversazioni con un atteggiamento di rispetto e apertura, che <strong>valorizzi la diversità</strong> di pensiero e favorisca soluzioni condivise e sostenibili.</p>
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		<title>La battaglia sulla lingua che infiamma la Moldavia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-sulla-lingua-che-infiamma-la-moldavia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Mar 2023 21:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un contesto teso sul fronte politico, il voto del Parlamento della Moldavia che a maggioranza stretta ha riconosciuto come &#8220;rumena&#8221; la lingua del Paese ha creato un ircocervo. Nella giornata del 2 marzo, infatti, la maggioranza centrista e europeista del Parlamento di Chisinau ha con 56 voti su 101 deputati approvato l&#8217;identificazione della lingua &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-sulla-lingua-che-infiamma-la-moldavia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un contesto teso sul fronte politico, il voto del Parlamento della Moldavia che a maggioranza stretta ha riconosciuto come &#8220;<strong>rumena&#8221;</strong> la lingua del Paese ha creato un ircocervo. Nella giornata del 2 marzo, infatti, la maggioranza centrista e europeista del Parlamento di Chisinau ha con 56 voti su 101 deputati approvato l&#8217;identificazione della lingua &#8220;moldava&#8221; come &#8220;rumena&#8221; senza alcuna differenza locale. </p>



<p>Il vernacolo ufficiale della <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-si-allarga-ecco-cosa-succede-davvero-in-moldavia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Repubblica Moldava</a> viene così fatto coincidere, anche nella forma, con la lingua della vicina Romania, cosa che di fatto nella sostanza era ben comprensibile dall&#8217;assenza di grandi differenze tra il parlato di Chisinau e quello di Bucarest.</p>



<p><a href="https://www.romania-insider.com/moldova-identifies-romanian-national-language" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Romania Insider</em> ha spiegato</a> la genesi del voto parlando del fatto che la maggioranza vicina alla presidentessa <strong>Maia Sandu</strong> ha &#8220;recepito nella Costituzione una sentenza precedentemente emessa dalla Corte costituzionale nel 2013, identificando la sua lingua nazionale come rumena e non moldava come in precedenza&#8221;. Il &#8220;moldavo&#8221; era dichiarato lingua ufficiale del Paese nell&#8217;articolo 13 della Costituzione del Paese dichiaratosi indipendente dall&#8217;Unione Sovietica. La Costituzione è stata adottata nel 1994, tre anni dopo la Dichiarazione di Indipendenza del 1991 che invece indica nel &#8220;rumeno&#8221; la lingua del Paese. Secondo la Corte Costituzionale l&#8217;atto del 1991, fondativo dello Stato, ha gerarchia normativa superiore alla Costituzione e anche su una legge parlamentare del 2003 che indica &#8220;rumeno&#8221; e &#8220;moldavo&#8221; come sinonimi intercambiabili.</p>



<p>Da qui si capisce la natura strettamente politica dell&#8217;atto, che marca una distanza tra la Moldavia e l&#8217;Est Europa post-sovietico, aprendo alla continuità tra Chisinau e Bucarest e, attraverso essa, l&#8217;Unione Europea e la Nato. &#8220;Rumeno&#8221; sostituirà nei documenti ufficiali tutte le formulazioni utilizzate in Moldavia negli atti pubblici come &#8220;lingua ufficiale&#8221;, &#8220;lingua di stato&#8221; e &#8220;lingua materna&#8221;, tradizionali intercalari per riferirsi alla lingua nazionale. Il <strong>Partito d&#8217;Azione e Solidarietà, </strong>liberaldemocratico, a cui la Sandu appartiene ha spinto per la legge, fortemente contestato dal <strong>Blocco dei Comunisti e dei Socialisti</strong> guidati dall&#8217;ex presidente Igor Dodon e ritenuto più vicino alla Russia. La mossa del blocco pro-Sandu cade nel pieno delle polemiche sulla possibile caduta della Moldavia nelle tensioni alimentate dalla guerra russo-ucraina e rischia di essere <strong>foriera di tensioni</strong>. Si crea una situazione da commedia dell&#8217;inganno. Da pochi giorni in Moldavia è vietato usare alcuna accezione alternativa a &#8220;lingua rumena&#8221;. Tutto questo per marcare l&#8217;avvicinamento all&#8217;Occidente dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, Paese che per indicare le minoranze separa però formalmente tra rumenofoni e parlanti la &#8220;lingua moldava&#8221;. E la <strong>regione separatista della Transnistria</strong> indica il &#8220;moldavo&#8221; assieme ai vernacoli di Russia e all&#8217;Ucraina una delle sue lingue ufficiali.</p>



<p>Per Dodon e i suoi la mossa è un passo della Sandu verso la temuta <em>Unirea</em>, la ricongiunzione della Moldavia alla Romania. Osteggiata &#8211; però &#8211; da buona parte della popolazione di entrambi i Paesi. Il dato è più di bassa lega: Maia Sandu vuole segnare un ulteriore passo in direzione dell&#8217;Occidente e prosegue in una gestione della presidenza molto poco attenta alle molteplici istanze della nazione moldava. Paese alla fine della Pace, <em>limes </em>d&#8217;Europa, formalmente né con la Nato né con la Russia in un&#8217;Europa orientale sempre più polarizzata, Stato in cerca di un&#8217;identità che si richiama alla <strong>Moldavia </strong>storica con i suoi simboli, dall&#8217;uro a <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/stefano-grande-leroe-moldavia-lotta-contro-tutti-2033021.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stefano il Grande</a></strong>, sovrano che difese la contea dalle incursioni di Turchi, Ungheresi e Polacchi, in alternativa alla pressione di Russia e Romania. In Moldavia storia e memoria si confondono e rischiano di sopprimere la complessità di un Paese plurale, in cui oltre alla <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/rischio-invasione-putin-strappa-moldavia-sulla-transnistria-2119024.html">Transnistria</a> vivono enclavi autonomiste come la <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/turanica-e-ortodossa-gagauzia-la-terra-dei-discendenti-dei-lupi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Gagauzia</strong>, &#8220;terra dei lupi&#8221;</a> turanica, ortodossa e attenta al legame con Russia e Turchia e in cui ogni strappo può creare caos politico. La sensazione è che polarizzare la società moldava non aiuti alla stabilità del Paese. E ogni polemica tra Sandu e Dodon rischia di amplificare, piuttosto che ridurre, queste divisioni interne.</p>



<p></p>
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		<title>Geopolitica dell&#8217;italiano: così da Dante a oggi la lingua ha plasmato l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/geopolitica-dellitaliano-cosi-da-dante-a-oggi-la-lingua-ha-plasmato-litalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 10:59:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dante Alighieri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-300x193.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-1024x660.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-768x495.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-1536x990.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-2048x1320.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il prossimo 14 settembre l&#8217;Italia celebrerà il settecentesimo anniversario della scomparsa di Dante Alighieri, &#8220;padre&#8221; della cultura moderna della nostra nazione e in un certo senso dell&#8217;autoidentificazione dell&#8217;Italia come spazio comune, plasmato a partire dalla definizione, tutt&#8217;altro che banale, di un primo preciso canone idiomatico. Perché se è vero che già nella Roma imperiale di Ottaviano Augusto si poté iniziare a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/geopolitica-dellitaliano-cosi-da-dante-a-oggi-la-lingua-ha-plasmato-litalia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dante Alighieri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-300x193.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-1024x660.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-768x495.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-1536x990.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Dante-Alighieri-la-presse-2048x1320.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il prossimo <strong>14 settembre </strong>l&#8217;Italia celebrerà il settecentesimo anniversario della scomparsa di <strong>Dante Alighieri, </strong>&#8220;padre&#8221; della cultura moderna della nostra nazione e in un certo senso dell&#8217;autoidentificazione dell&#8217;Italia come spazio comune, plasmato a partire dalla definizione, tutt&#8217;altro che banale,<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/la-profondita-strategica-della-lingua-italiana/" target="_blank" rel="noopener"> di un primo preciso canone idiomatico</a>. Perché se è vero che già <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/cos-roma-invent-strategia-geopolitica-1943532.html" target="_blank" rel="noopener">nella <strong>Roma imperiale </strong>di Ottaviano Augusto</a> si poté iniziare a precisare l&#8217;esistenza di un&#8217;Italia intesa come spazio geopolitico, è solo a partire dal Medioevo che l&#8217;autopercezione dell&#8217;Italia, divisa politicamente dalla <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/ruolo-decisivo-dei-longobardi-nel-plasmare-lidentit-italiana-1949078.html" target="_blank" rel="noopener">calata longobarda nel VI secolo</a> fino al 1861, iniziò a definirsi.</p>
<p>L&#8217;elemento linguistico è importante anche ai giorni nostri per definire concretamente il soft power di una nazione e, nell&#8217;era della globalizzazione, acquisire un vantaggio competitivo in determinati settori che può contribuire a ricadute d&#8217;ordine diplomatico, commerciale, strategico. In una parola, <strong>geopolitico</strong>. Potenze come <strong>Regno Unito e Francia </strong>lo hanno capito da tempo, come<a href="https://it.insideover.com/schede/societa/churchill-lultimo-leone-dellimpero.html" target="_blank" rel="noopener"> già del resto Winston Churchill</a> aveva da un lato inteso parlando di destino comune delle <em>English-speaking countries </em><a href="https://it.insideover.com/storia/larte-del-comando-secondo-charles-de-gaulle.html" target="_blank" rel="noopener">e Charles de Gaulle</a> e i suoi epigoni della Quinta Repubblica, dall&#8217;altro, ripreso cercando di plasmare attorno alla <em>Francophonie </em>un tratto di continuità tra Parigi e il suo ex impero coloniale africano. Certamente l&#8217;Italia non ha un passato imperiale o coloniale paragonabile a quello di Londra o Parigi, ma l&#8217;<strong>italiano </strong>è forte di una capacità di proiezione collegato al ruolo di <strong>superpotenza culturale </strong>del Belpaese.</p>
<p>L&#8217;italiano è oggigiorno la lingua franca di una vera e propria potenza diplomatica e spirituale <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-vaticano-un-asse-centrale-per-la-diplomazia-e-il-soft-power.html" target="_blank" rel="noopener">come la <strong>Chiesa cattolica</strong>;</a> è la lingua del melodramma, del teatro e di autori che, oltre a Dante, hanno estimatori su scala planetaria. Giovanni Boccaccio, Giacomo Leopardi e Antonio Gramsci, per fare esempi eterogenei tra loro, vantano decine di milioni di lettori che si approcciano alle loro opere spesso interessati alle edizioni e agli studi originali; inoltre, l&#8217;italiano si riflette sulla grande pervasività del nostro Paese come <strong>meta turistica </strong>e culturale e sulla sua intrinseca attrattività. Nel 2017 fece molto parlare di sé la proposta del Presidente della Società Dante Alighieri <strong>Andrea Riccardi</strong> di istituire una sorta di “Commonwealth italiano” a cui parteciperebbero “solo alcuni Stati, ma anche Paesi, regioni, <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/la-citta-come-soggetto-della-globalizzazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-type="post" data-id="2771">città del mondo</a> interessati a mantenere un legame con l’Italia. L&#8217;imprenditore ed ex presidente della Regione Lombardia <strong>Piero Bassetti </strong>ha definito come &#8220;italici&#8221; coloro che mantengono, anche senza un diretto collegamento etnico o di sangue, un interesse pervasivo per la cultura, la storia, le tradizioni della Penisola. In quest&#8217;ottica la proposta di Riccardi ha pienamente senso e valore strategico.</p>
<p>Bassetti ritiene che fuori dalle nostre frontiere sussista un sentimento di appartenenza al sentimento dell’italianità in numerosissimi soggetti non legato all’Italia da questioni burocratiche o dal classico passaporto. Gli italiani hanno irrorato e fertilizzato la soggettività dei cittadini di tutti i paesi del mondo: se si assumesse la presenza di “comunità di sentire”, si comprenderebbe come il modo di vivere italiano non finisce ai confini nazionali, ma si presenta in versioni più o meno sfumate in diversi luoghi del mondo.</p>
<p>Sarebbero circa 250 milioni, secondo Bassetti, le persone legate nel mondo alla presenza storica dell’italianità. Gli “italiani d’Italia” sono qualcosa di molto diverso dagli italiani all’estero e dagli eredi degli emigranti e dei simpatizzanti italiani distribuiti nel mondo. Per Bassetti rendere consapevoli i portavoce dell’italianità all’estero potrebbe portare a un procedimento simile a quello compiuto dalla Gran Bretagna attraverso la costituzione del Commonwealth, chiudendo così il cerchio aperto da Riccardi. Nel mondo il prestigio dell’Italia cresce perché la gente ha scoperto nel nostro modo di stare al mondo (cucina, design, letteratura, moda e così via) un’estrazione di elementi valoriali e senzienti che, applicati a soggetti individuali diversi, hanno portato al riconoscimento di una comune tradizione storica. E la lingua può essere<a href="https://it.insideover.com/politica/il-soft-power-italiano-nella-cucina-e-nella-moda.html" target="_blank" rel="noopener"> il <strong>fattore abilitante </strong>per permettere un punto di riconoscimento tra gli italofili di tutto il mondo e una nazione</a> che, vista sul profilo idiomatico, si scopre più omogenea e coesa rispetto a diversi parigrado europei.</p>
<p>Settecento anni dopo la morte di Dante &#8220;il bel Paese dove il sì risuona&#8221; può e deve approcciarsi alla globalizzazione in maniera proattiva e decisa, evitando che la parallela sovrapposizione tra la perdita del suo <strong>estero vicino </strong>e le pressioni omologanti sul piano culturale e dei consumi facciano venire meno e deteriorino il bacino di opportunità legato all&#8217;indubbio prestigio dell&#8217;Italia nel mondo che attraverso la valorizzazione della lingua come strumento di proiezione nazionale può essere opportunamente sfruttato. In quest&#8217;ottica, lascia ben sperare la recente scelta del governo Draghi di provvedere all’istituzione della Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale nel contesto della Farnesina. Nella speranza che possa diventare un polmone di <a href="https://it.insideover.com/politica/le-potenzialita-non-sfruttate-dellitaliano-il-ruolo-strategico-della-lingua-nellera-globale.html" target="_blank" rel="noopener">proiezione e valorizzazione del nostro idioma nazionale. Cruciale per il ruolo geopolitico dell&#8217;Italia nel mondo.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/geopolitica-dellitaliano-cosi-da-dante-a-oggi-la-lingua-ha-plasmato-litalia.html">Geopolitica dell&#8217;italiano: così da Dante a oggi la lingua ha plasmato l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il significato (nascosto) delle parole cinesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-significato-nascosto-delle-parole-cinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2020 05:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="647" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Parole-cinesi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Parole-cinesi.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Parole-cinesi-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Parole-cinesi-768x518.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Conoscere la lingua cinese è un&#8217;impresa ostica visto che per parlare correttamente questo idioma è necessario sapersi orientare in un complicato sistema linguistico. Ma la grammatica cinese è più facile rispetto a quella delle lingue indoeuropee e il motivo è semplice: si basa sulle cosiddette variazioni sintattiche dei termini all&#8217;interno delle singole frasi. I singoli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-significato-nascosto-delle-parole-cinesi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="647" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Parole-cinesi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Parole-cinesi.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Parole-cinesi-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Parole-cinesi-768x518.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>Conoscere la <strong>lingua cinese</strong> è un&#8217;impresa ostica visto che per parlare correttamente questo idioma è necessario sapersi orientare in un complicato sistema linguistico. Ma la grammatica cinese è più facile rispetto a quella delle lingue indoeuropee e il motivo è semplice: si basa sulle cosiddette variazioni sintattiche dei termini all&#8217;interno delle singole frasi.</p>
<p>I singoli vocaboli che esprimono genere e numero non variano, così come resta inalterata anche la loro coniugazione. Detto altrimenti, non c&#8217;è una distinzione tra un nome <strong>maschile</strong> e uno <strong>femminile</strong>, tra un <strong>singolare</strong> o <strong>plurale</strong>. In certi casi, per enfatizzare l&#8217;idea di pluralità, si aggiunge il suffisso 们 (-men) in fondo alla parola desiderata: il gioco è fatto. Per quanto riguarda i <strong>verbi</strong>, come detto, non hanno coniugazioni e vengono espressi sempre alla forma infinita.</p>
<p>Facciamo un esempio. La frase &#8221;egli va in Cina&#8221; si esprime con i seguenti caratteri: 他去中国. Dovessimo tradurre alla lettera, ci troveremo di fronte la seguente costruzione: &#8221;egli-andare-Cina&#8221;. Dove si nasconde, dunque, la difficoltà della lingua cinese? Nei suoi <strong>caratteri</strong> e nei toni. Senza avere la pretesa di scendere nel dettaglio di un argomento accademico e complesso, è importante sottolineare come il cinese non si affidi alle classiche lettere dell&#8217;alfabeto, bensì ai cosiddetti caratteri.</p>
<h2>Toni, caratteri e radicali</h2>
<p>Ci sono più o meno 60mila caratteri nella lingua cinese, anche se per leggere in tutta tranquillità un giornale basta conoscerne circa 3mila. Ogni carattere cinese corrisponde foneticamente a una sillaba e, da un punto di vista morfologico, a un morfema, cioè la parte più piccola unità linguistica portatrice di significato. A proposito di <strong>toni</strong>, il tono è l&#8217;andamento melodico di un morfema.</p>
<p>Ogni carattere rappresenta una parola e ogni parola può essere formata anche da più caratteri. I radicali sono dei &#8221;suggerimenti&#8221; che consentono di far comprendere il significato e la <strong>pronuncia</strong> dei caratteri. Su questo torneremo più tardi. Ciascun carattere è dotato di un certo tono, indicato dall&#8217;apposito accento posizionato sulla vocale &#8221;trascritta&#8221;. I toni sono quattro: alto, basso, decrescente e crescente. Il quinto viene definito neutro.</p>
<p>Ogni carattere deve essere pronunciato con il proprio tono, perché cambiando toni si modifica anche il <strong>significato</strong> dell&#8217;intera frase. Anche qui ricorriamo a qualche esempio standard utilizzato nei libri di grammatica. La frase 我买几个苹果 può significare sia &#8220;compro qualche mela&#8221; che &#8220;vendo qualche mela&#8221;. Tutto dipende dal tono del secondo carattere. Nel primo caso avremo &#8220;Wǒ mǎi jǐ ge píngguǒ&#8221; mentre nel secondo &#8220;Wǒ mài jǐ ge píngguǒ&#8221;.</p>
<h2>Lingua e cultura</h2>
<p>Quanto fin qui scritto serviva per introdurre brevemente il lettore all&#8217;interno del sistema linguistico cinese. Già, perché mai come in questo caso la lingua di un popolo ne rispecchia la <strong>cultura</strong> millenaria. Studiando i caratteri è infatti possibile imbattersi in moltissime curiosità degne di nota, utili anche per capire l&#8217;attuale politica estera della Cina. Prendiamo il carattere 国(guó), cioè &#8221;<strong>nazione</strong>&#8221;. È formato dal radicale ⼞ (wéi), &#8221;recinto&#8221; e 玉 (yù), &#8221;giada&#8221;. Scendendo nel dettaglio abbiamo 王(wáng), &#8221;sovrano&#8221; e丶(diǎn), &#8221;punto&#8221;. Alla lettera il concetto di nazione è espresso simbolicamente da un territorio delimitato che ospita al suo interno un sovrano, con tanto di sigillo di giada (usato all&#8217;epoca per i riti religiosi).</p>
<p>Facciamo un altro esempio: l&#8217;ideogramma 好 (hǎo), &#8221;<strong>bene</strong>&#8221; è composto dal radicale 女 (nü), &#8221;donna&#8221;, e dal radicale 子 (zì), &#8221;bambino&#8221; o &#8221;figlio&#8221;. In questo caso il &#8221;bene&#8221; è espresso dall&#8217;amore di una madre per suo figlio. Ma l&#8217;unione dei caratteri regala moltissime altre sorprese letterarie.</p>
<p>&#8221;<strong>Lasciarsi</strong>&#8221; è formato da 分 (fēn), &#8221;dividere&#8221;, e 手 (shǒu), &#8221;mani&#8221;: separare le mani, cioè lasciarsi, separarsi. Proseguiamo con i nostri esempi: in cinese &#8221;<strong>crisi</strong>&#8221; si esprime con il termine 危机 (Wéijī): il primo carattere significa &#8221;pericolo&#8221;, il secondo &#8221;opportunità&#8221; (secondo altri &#8221;punto cruciale&#8221;, ovvero qualcosa che inizia o che cambia). Quindi una crisi è un momento pericoloso nel quale gli scenari nascondono opportunità (o, nell&#8217;altra visione, iniziano a modificarsi).</p>
<h2>Huawei: il &#8221;successo cinese&#8221;</h2>
<p>Giocando sui toni è interessante analizzare due termini collegati a <strong>Huawei</strong>, il noto colosso cinese attivo nel campo delle telecomunicazioni. Questo nome è formato da due caratteri: 华 (Huá), &#8221;fiore&#8221;, e 为 (wèi), &#8221;azione&#8221;. Il primo carattere, oltre a rimandare al simbolo del brand, un fiore, viene utilizzato per riferirsi alla Cina.</p>
<p>Di conseguenza Huawei può essere tradotto come &#8221;<strong>successo cinese</strong>&#8221;. Non a caso l&#8217;azienda di Shenzen è uno degli strumenti con il quale Pechino <a href="https://it.insideover.com/economia/il-ruggito-di-huawei-tra-pochi-anni-domineremo-il-mondo.html">sta cercando di farsi valere sui mercati globali</a>. Sempre riferito a Huawei, vale la pena considerare <strong>HarmonyOs</strong>, cioè il sistema operativo a cui sta lavorando. In cinese si indica usando i seguenti caratteri 鸿蒙 (Hóngméng ) alla lettera traducibili come &#8221;principio vitale&#8221;. Ma basta invertire i toni (Hóngmèng ) e i caratteri significano &#8221;sogno rosso&#8221;. Queste parole possono rimandare al capolavoro della letteratura cinese &#8220;Sogno del palazzo rosso&#8221; ma anche a &#8221;grande sogno&#8221; (宏梦). Un&#8217;altra possibile interpretazione rinvia invece al <strong>Sogno cinese</strong>, il termine usato da Xi Jinping. Inoltre Hongmeng, nella mitologia cinese, è anche lo stato del principio del mondo; una sorta di genesi o primo giorno dell&#8217;universo. La pronuncia Harmony, infine, rimanda al concetto di armonia.</p>
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		<title>I problemi della Cina nelle metafore di Xi Jinping</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/problemi-della-cina-nelle-metafore-xi-jinping.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2019 17:02:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="966" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-1024x707.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Decifrare le metafore di Xi Jiping per capire i problemi della Cina. Chiunque voglia avere una visione più chiara sul gigante asiatico deve cimentarsi in questa attività. I discorsi del Presidente cinese nascondono messaggi in codice, moniti, avvertimenti. In sintesi: le prossime mosse economiche e politiche del Dragone. Capire le metafore di Xi Se i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/problemi-della-cina-nelle-metafore-xi-jinping.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="966" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-1024x707.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Decifrare le metafore di <strong>Xi Jiping</strong> per capire <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-nuova-cina-di-xi-jinping-tra-ricchezza-a-pioggia-e-riscoperta-del-passato/">i problemi della Cina</a>. Chiunque voglia avere una visione più chiara sul gigante asiatico deve cimentarsi in questa attività. I discorsi del Presidente cinese nascondono messaggi in codice, moniti, avvertimenti. In sintesi: le prossime mosse economiche e politiche del Dragone.</p>
<p>Capire le metafore di Xi</p>
<p>Se i leader occidentali utilizzano <em>Twitter</em> e <em>Facebook</em> per interagire con l&#8217;elettorato, Xi si tiene a debita distanza dal mondo dei social network. E non potrebbe essere altrimenti vista l&#8217;ortodossia dell&#8217;ideologia socialista cinese. Il Pensiero del &#8220;Nuovo Mao&#8221; è entrato dritto nella Costituzione, proprio come i suoi più illustri predecessori. Qualcosa vorrà pur dire. E in effetti i comizi di Xi Jinping straripano di slogan che fungono da bussola per il suo popolo. Attenzione però, perché non siamo ai livelli della più becera propaganda. Dietro a ogni parola si nasconde un concentrato di saggezza singolare.</p>
<p>Cigni neri e rinoceronti grigi</p>
<p>Nelle sue ultime uscite Xi si è focalizzato <a href="https://timesofindia.indiatimes.com/business/international-business/xi-jinping-keeps-china-on-high-alert-for-black-swan-events-report/articleshow/67626266.cms">su due immagini: i cigni neri e i rinoceronti grigi</a>. Cosa c&#8217;entrano mai questi concetti con la politica della Cina? Più di quanto si possa pensare. Nelle metafore del Presidente si nascondono i suoi pensieri più nascosti, tutto quello che non potrebbe dire apertamente. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-cina-alle-prese-con-la-crisi-delle-nascite/">Le preoccupazioni per il futuro economico del Paese </a>ma anche la denuncia di crisi interne o aspirazioni per una società più equa. Torniamo ai nostri esempi. I cigni neri e i rinoceronti grigi riguardano l&#8217;economia, in particolare il Pil che è cresciuto meno del previsto. Xi ha convocato i dirigenti e li ha avvisati di due ostacoli che potrebbero destabilizzare la Cina. Attenzione ai cigni neri (gli imprevisti) e rinoceronti grigi (le minacce ignorate). Tutto chiaro?</p>
<p>Avvisi politici e preoccupazioni per il futuro</p>
<p>Ma ci sono tantissimi altri esempi. Quando si Xi si è rivolto al Politburo, ovvero al corpo centrale del Partito, ha criticato la burocrazia cinese. Il Presidente doveva trovare il modo di arrivare al punto senza essere esplicito. <em>&#8220;La montagna è alta, l&#8217;imperatore è lontano</em>&#8220;. Ecco la trovata del leader cinese. Una sintesi perfetta, ripresa da un antico proverbio, per sottolineare il distacco tra apparato burocratico e sistema politico. La lotta alla corruzione è invece tutta nel seguente avviso: &#8220;le stoviglie dove si mangia devono sempre essere pulite&#8221;.</p>
<p>La app dello Xi Pensiero</p>
<p>Il<strong> Pensiero di Xi Jinping</strong> è stato rielaborato in uno schema composto da 30 elementi. Ogni parte è suddivisa in sottosezioni e quindi altre subordinate. Il grafico si trova sull&#8217;applicazione per smartphone del <em>Quotidiano del Popolo</em>. C&#8217;è chi ha storto il naso: la mappa di Xi è fin troppo confusa, si fatica a seguirla. Dal giornale hanno risposto che basta usare lo zoom per mettere a fuoco l&#8217;immagine.</p>
<p></p>
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