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	<title>Libano Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 03 Jul 2026 22:57:56 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Libano Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Libano e l&#8217;ecocidio delle bombe al fosforo bianco</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-libano-e-lecocidio-delle-bombe-al-fosforo-bianco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Larissa Clelia Remenyi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 22:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[fosforo bianco]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1212" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fosforo bianco" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco-768x485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco-1536x970.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco-600x379.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A pagare il prezzo delle bombe usate da Israele sono oliveti, frutteti e piantagioni, in una regione dove l’agricoltura  è fondamentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-libano-e-lecocidio-delle-bombe-al-fosforo-bianco.html">Il Libano e l&#8217;ecocidio delle bombe al fosforo bianco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1212" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fosforo bianco" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco-768x485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco-1536x970.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/fosforo-bianco-600x379.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Recentemente <strong>Israele ha usato nuovamente il fosforo bianco su aree popolate del Libano.</strong> Lo rivela un’inchiesta del <a href="https://www.nytimes.com/2026/06/06/world/middleeast/white-phosphorous-israel-lebanon.html">New York Times</a> pubblicata a giugno 2026, dopo aver analizzato filmati che documentano l’impiego della sostanza a Nabatieh il 30 maggio e nei pressi della città di Tiro, oltre che in altri tre centri abitati del Libano meridionale — Qlayaa, Khiam e Yohmor — a marzo. A queste segnalazioni si aggiunge quella riportata il 28 giugno dal quotidiano libanese <a href="https://today.lorientlejour.com/article/1539581/israel-military-says-soldier-killed-in-south-lebanon.html">L’Orient-Le Jour</a>, media da sempre distante dalle posizioni di Hezbollah, che ha documentato l’uso di munizioni al fosforo bianco nell’area di Shebaa.</p>



<p>L’accordo che impone all’esercito libanese il disarmo del movimento sciita non ha fermato la guerra. Al contrario, come Gaza ha già dimostrato, rischia di trasformarsi nel pretesto legale per una nuova offensiva israeliana. E non ha fermato neppure il ricorso al fosforo bianco, una sostanza utilizzata per creare cortine fumogene per coprire i movimenti dei militari che, a contatto con l’ossigeno, continua a bruciare provocando incendi devastanti. <strong>Il Protocollo III della Convenzione sulle armi convenzionali ne esclude l’utilizzo in prossimità delle aree civili.</strong> Israele non ha ratificato il Protocollo, ma ciò non lo esonera dagli obblighi imposti dal diritto internazionale umanitario, che vieta gli attacchi indiscriminati e impone la protezione della popolazione civile.</p>



<p>Il <em>New York Times </em>ha sottoposto all’esercito israeliano le coordinate degli episodi analizzati e ha chiesto chiarimenti sulle procedure che regolano l’utilizzo di queste munizioni. Israele, dal canto suo, non ha fornito chiarimenti sui singoli casi, limitandosi a ribadire di possedere munizioni al fosforo bianco e a respingere tutte le accuse sul loro utilizzo contrario al diritto internazionale.</p>



<p>Le organizzazioni per i diritti umani raccontano però un’altra storia. <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2023/10/lebanon-evidence-of-israels-unlawful-use-of-white-phosphorus-in-southern-lebanon-as-cross-border-hostilities-escalate/">Amnesty International</a> documentò già nel 2023 l’uso della sostanza nell’area popolata di Dhayra, che ha provocato feriti, incendi e danni a edifici e veicoli. <strong>L’organizzazione chiese allora che l’episodio fosse indagato come possibile crimine di guerra.</strong> A marzo 2026 <a href="https://www.hrw.org/news/2026/03/09/lebanon-israel-unlawfully-using-white-phosphorus">Human Rights Watch</a> è giunta a conclusioni analoghe analizzando un attacco avvenuto sempre a Yohmor. Attraverso immagini geolocalizzate e materiale video verificato, l’organizzazione ha denunciato l’impiego di munizioni al fosforo bianco su un’area residenziale, giudicandolo incompatibile con gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario.</p>



<p>A rafforzare questo quadro contribuiscono anche i dati raccolti dal ricercatore indipendente della TU Delft&nbsp;<a href="https://whitephosphorus.info/about">Ahmad Beydoun</a>, che ha censito 247 episodi di utilizzo del fosforo bianco nel Libano meridionale tra ottobre 2023 e novembre 2024, analizzando oltre 650 immagini e video verificati. Di questi, il 39% degli attacchi ha interessato aree residenziali, il 17% terreni agricoli e il restante 44% aree boschive o aperte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto su terreni agricoli e foreste</h2>



<p>Non stupisce allora che il ministro dell’Ambiente libanese abbia parlato apertamente di <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/apr/28/lebanon-accuses-israel-ecocide">«ecocidio»</a> nella prefazione di un rapporto di 106 pagine dedicato ai danni inflitti alle risorse naturali del Paese. <strong>Oltre 5.000 ettari di foreste risultano distrutti o gravemente danneggiati,</strong> mentre l’erosione del suolo e il grave danneggiamento di habitat naturali aggravano una crisi che colpisce direttamente le comunità locali. A pagarne il prezzo sono soprattutto oliveti, frutteti e piantagioni di agrumi, in una regione dove l’agricoltura continua a rappresentare una delle principali fonti di sostentamento. La distruzione di migliaia di ettari coltivati e la riduzione delle rese agricole avrebbero già causato oltre mezzo miliardo di dollari di perdite per il settore, in un Paese alle prese con una delle peggiori crisi economiche della sua storia recente. </p>



<p>Le accuse di Beirut trovano ulteriore conferma nei dati raccolti negli ultimi mesi. Secondo il <a href="https://today.lorientlejour.com/article/1538405/white-phosphorus-in-southern-lebanon-immediate-damage-uncertain-long-term-impact.html">Consiglio Nazionale per la Ricerca Scientifica del Libano</a>, una quota significativa degli incendi registrati nel sud del Paese dopo marzo è riconducibile all’impiego di munizioni al fosforo bianco, andando ad aggiungersi ai roghi che durante il conflitto del 2023-2024 devastarono migliaia di ettari tra il Libano meridionale e la valle della Bekaa.</p>



<p>Non si tratta di episodi isolati, ma dell’applicazione della <strong>Dottrina Dahiya,</strong> la strategia militare che prende il nome dal quartiere meridionale di Beirut raso al suolo durante la guerra tra Israele e Hezbollah del 2006, dove venne impiegato anche il <a href="https://www.theguardian.com/world/2006/oct/23/israel">fosforo bianco</a>. Un approccio che le forze armate israeliane hanno perfezionato nel tempo e in cui tutto ciò che può essere ricondotto al “sistema” che sostiene il nemico diventa un obiettivo militare.</p>



<p>Resta però una domanda: quanto di questa devastazione sopravvivrà alla guerra? Le analisi disponibili non mostrano livelli di contaminazione tali da compromettere in modo irreversibile la fertilità dei terreni. <a href="https://today.lorientlejour.com/article/1538405/white-phosphorus-in-southern-lebanon-immediate-damage-uncertain-long-term-impact.html">Rami Zurayk</a>, professore dell’<em>American University</em> di Beirut, invita infatti a guardare altrove. Secondo gli studi condotti dopo il conflitto del 2024, i livelli di fosforo rilevati nei terreni agricoli non hanno evidenziato criticità tali da far temere danni permanenti, pur rendendo necessario un monitoraggio costante. <strong>A preoccuparlo maggiormente è la distruzione sistematica di interi edifici che, abbattuti, rilasciano nell’ambiente sostanze tossiche accumulate nei materiali da costruzione.</strong> E se il fosforo bianco lascia ferite immediatamente visibili nei campi bruciati e nelle foreste distrutte, altre restano sepolte sotto il cemento frantumato e potranno riemergere soltanto quando il Libano meridionale avrà la possibilità di rialzarsi. Israele permettendo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-libano-e-lecocidio-delle-bombe-al-fosforo-bianco.html">Il Libano e l&#8217;ecocidio delle bombe al fosforo bianco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Un  Ponte Per dal Libano: &#8220;Israele sta replicando qui il modello Gaza&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-ponte-per-dal-libano-israele-sta-replicando-qui-il-modello-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jonathan Piccinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:38:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libano" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La prospettiva di una perdita di territorio a Sud e le minaccia dei bombardamenti: l'Ong racconta la situazione e i possibili sviluppi. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/libano-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione in Libano, con gli attacchi aerei israeliani in tutto il Paese e l’evolversi delle situazioni politiche in tutto il Mediterraneo orientale, per la popolazione civile dal punto di vista sociale ed economico è disastrosa. Secondo <a href="https://www.unhcr.org/where-we-work/countries/lebanon?dataset=POP&amp;yearsMode=range&amp;selectedYears=%5B2012%2C2026%5D&amp;level=OPR&amp;category=PTY&amp;fundingSource=ALS&amp;compareBy=%5B%22category%22%5D&amp;levelCompare=%5B%5B%22OLBN_ABC%22%5D%5D&amp;viewType=chart&amp;chartType=bar&amp;contextualDataset=BUD&amp;tableDataView=absolute">l’UNHCR</a>, l’Agenzia Onu per i rifugiati, “il Libano ospita circa 1,3 milioni di rifugiati siriani, oltre a popolazioni minori di iracheni, sudanesi e altre nazionalità. La situazione in termini di protezione è ulteriormente peggiorata in seguito all&#8217;escalation delle ostilità tra Israele e gruppi armati in Libano alla fine del 2024, che ha causato lo sfollamento di oltre un milione di persone e una distruzione diffusa, con bombardamenti sporadici che continuano soprattutto nel Sud”. Abbiamo raggiunto <a href="https://unponteper.it/it/home/">UnPontePer</a>, associazione umanitaria e Ong pacifista che dal 1991 lavora in aree di conflitto tra Asia Occidentale, Nord Africa e Europa tra cui Libano, Palestina Siria e Iraq. <a href="https://unponteper.it/it/country/libano/">UnPontePer</a> è presente in Libano dal 1997, e svolge varie attività per la popolazione civile e i rifugiati per il diritto allo studio, il fabbisogno alimentare e tutto ciò che serve per un popolo martoriato dalla bombe aeree.</p>



<p><strong>Quali sono le principali difficoltà nel lavorare in Libano prima dei bombardamenti israeliani di marzo &#8211; aprile?</strong></p>



<p>&#8220;Come giustamente menzioni, il “cessate il fuoco” avvenuto a novembre 2024 si è tradotto in una lunghissima serie di violazioni, di guerra a bassa intensità e di guerra psicologica, con attacchi mirati a edifici e persone e con l’uso costante di droni. Sebbene in linea generale la situazione permettesse di lavorare nel Paese, la situazione era molto diversa a seconda dalle zone, con difficoltà maggiori nei governatorati di Sud Libano e Nabatieh e di Baalbek-Hermel e Bekaa. Essendo basati a Beirut, la difficoltà principale è stata in termini di spostamenti e pianificazione di visite, incontri e attività specie nelle zone precedentemente elencate, trovandoci spesso a dover cancellare i piani in seguito a un attacco. Dall’altro lato, sicuramente sapere o sentire droni o jet israeliani nei cieli libanesi, di lanci di fosforo bianco a Sud e di movimenti al confine ha contribuito al sentimento di sfiducia nei confronti del cosiddetto cessate il fuoco, alimentando lo stress e la tensione soprattutto nelle aree sopra menzionate&#8221;. </p>



<p><strong>Quanto hanno peggiorato la situazione i recenti sviluppi?</strong></p>



<p>&#8220;I recenti sviluppi hanno chiaramente riportato la situazione a un picco di criticità, rispetto a una apparente stabilità precedente, soprattutto all&#8217;inizio di questa nuova escalation, essendo i primi momenti quelli più delicati: numeri degli sfollati in crescita esponenziale in pochissimo tempo, con il sovraffollamento dei rifugi e in molti casi sfollamento urbano, al di fuori di strutture adibite. Un&#8217;altra difficoltà è sicuramente quella della gestione del senso di insicurezza e rischio, sapendo che pochissime aree possono essere considerate sicure, il che causa movimenti a volte confusi e spinti dal panico, cosa che si è vista con i vari ordini di evacuazione massiccia o con gli attacchi simultanei dell&#8217;8 aprile. Questa ulteriore escalation sta quindi progressivamente stremando una popolazione, già direttamente colpita nel 2024, comunque colpita anche solo a livello economico quando non direttamente a livello personale o familiare. Il peggioramento riguarda anche le possibili tensioni inter-comunitarie che vengono intenzionalmente suscitate e riaccese a fronte di attacchi fortemente connotati dal punti di vista settario contro la popolazione sciita. </p>



<p>A tutto questo si aggiunge inoltre la possibilità, sempre più concreta, di un&#8217;effettiva occupazione di una parte del territorio a Sud del Libano, che comporterebbe non solo uno sfollamento temporaneo ma una reale ricollocazione di parte della popolazione civile. Questo rappresenterebbe un grave peggioramento della situazione per tutto il Paese in termini di perdita di unità nazionale, un&#8217;ennesima ferita difficile da rimarginare. Un&#8217;altra questione importante è la difficoltà nel sensibilizzare le persone, che desiderano tornare alle loro case, alla pericolosità di ordigni inesplosi, che sono spesso di nuova produzione e quindi sconosciuti anche per gli addetti ai lavori<em>&#8220;. </em></p>



<p><strong>Il governo libanese e le forze presenti sul terreno si confrontano con organizzazioni come la vostra?</strong></p>



<p>&#8220;Attualmente, la situazione richiede il coordinamento stretto di tutti gli attori presenti sul territorio, governativi, civili, internazionali e locali. In particolare, per la risposta all’emergenza, il coordinamento con le autorità libanesi avviene soprattutto attraverso i rappresentanti del ministero degli Affari sociali, incaricato di supervisionare distribuzioni di cibo, materiali per l’igiene personale e altri generi di prima necessità, oltre che di assicurare coordinamento e scambio in tempo reale delle informazioni sia a livello locale sia nazionale, con il supporto dei diversi gruppi di lavoro settoriali e delle agenzie presenti nel Paese. Come potete immaginare, questo coordinamento non è sempre facile, a causa dell’altissimo numero di persone costrette ad evacuare i propri villaggi e le proprie case, e, in parallelo, dell’intensità degli attacchi israeliani che hanno colpito il pPese almeno fino al &#8220;cessate il fuoco” di metà aprile. Successivamente, si è visto lo spostamento di famiglie o di singoli verso le città di origine, spesso temporaneamente, o verso altri rifugi o case più vicini ad esse. Negli ultimi giorni sono ripresi gli ordini di evacuazione e gli attacchi nei distretti a Sud del Paese, portando a ulteriori movimenti della popolazione e rendendo necessario l’aggiornamento in tempo reale per assicurare una risposta più ampia possibile in termini di beni di prima necessità e servizi&#8221;.</p>



<p><strong>Che cosa chiede, soprattutto, la popolazione civile?</strong></p>



<p>&#8220;Da quella che è la nostra percezione, che rimane parziale e non può essere generalizzata, la popolazione è soprattutto, anche se i ripetuti sfollamenti hanno creato, forse, una sorta di rassegnazione. Tuttavia rimane una forte rivendicazione delle proprie case, terre, villaggi e luoghi d&#8217;origine e della propria memoria. Non ci sono particolari richieste, se non appunto il desiderio di ritorno, che è un diritto e che come tale andrebbe tutelato, sia nell&#8217;offerta di aiuto umanitario che in termini di advocacy per tutti coloro che lavorano a contatto con la popolazione colpita&#8221;.  </p>



<p><strong>Perché oggi si può dire che Israele sta replicando il modello Gaza sul Libano?</strong></p>



<p>&#8220;Israele sta ripresentando il modello già visto a Gaza da vari punti vista, primo tra tutti come distruzione e occupazione territoriale, questo è il modello già implementato anche in Libano storicamente ma che ha visto la sua massima esposizione a Gaza dal 2023 in poi. Inoltre, sta ripetendo il modello Gaza negli attacchi deliberatamente rivolti a civili, personale umanitario, medici, paramedici, strutture ospedaliere, giornalisti e altre categorie notoriamente protette dal diritto umanitario internazionale, approfittando anche del fatto di essere riuscito, in questi anni e proprio attraverso l&#8217;esperienza di Gaza, a far perdere di significato il concetto stesso di diritto e di legalità. Sta in un certo senso approfittando di quanto ottenuto finora in termini di impunità e di propaganda&#8221;.</p>
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		<title>INSIDEOVER LIVE &#8211; Intervista a Alex Martin Astley, il giornalista che ha smascherato la propaganda dell&#8217;IDF in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/eventi/insideoverlive/insideover-live-intervista-a-alex-martin-astley-il-giornalista-che-ha-smascherato-la-propaganda-dellidf-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 05:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[InsideOverLive]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Raffaele Buccolo intervista Alex Martin Astley, il giornalista con base in Libano che ha smontato la propaganda dell'IDF. Per proteggere l'identità di Alex, l'intervista è stata svolta in modalità voce</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/eventi/insideoverlive/insideover-live-intervista-a-alex-martin-astley-il-giornalista-che-ha-smascherato-la-propaganda-dellidf-in-libano.html">INSIDEOVER LIVE &#8211; Intervista a Alex Martin Astley, il giornalista che ha smascherato la propaganda dell&#8217;IDF in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-30-17-53-56-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il 12 aprile, il colonnello dell’IDF Avichay Adraee ha pubblicato su X un post in cui accusava Hezbollah di utilizzare l’ospedale di Bint Jbeil, nel sud del Libano, per scopi militari, diffondendo fotografie di armi come presunta prova. </p>



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<p><br><br>A mettere in dubbio questa ricostruzione è stato il giornalista investigativo Alex Martin Astley, che ha deciso di verificare direttamente le affermazioni contattando le Israel Defense Forces attraverso i canali ufficiali riservati alla stampa, inclusa un’unità attiva anche su WhatsApp. Astley, non riconoscendo nei luoghi mostrati i locali dell’ospedale, ha chiesto chiarimenti sulla provenienza delle immagini: la risposta ricevuta è stata che “la foto serve come prova; le armi sono state prese dall’ospedale e fotografate in un posto vicino”, una dichiarazione che di fatto conferma l’assenza di prove fotografiche della presenza di armi all’interno della struttura sanitaria. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="968" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-04-15-alle-14.43.04-1024x968.jpg" alt="" class="wp-image-515585" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-04-15-alle-14.43.04-1024x968.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-04-15-alle-14.43.04-300x284.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-04-15-alle-14.43.04-768x726.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-04-15-alle-14.43.04-600x567.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-04-15-alle-14.43.04.jpg 1208w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br><br>Dopo che il giornalista ha reso pubblici questi scambi di messaggi, un secondo portavoce dell’IDF ha rilanciato un video su X taggando Astely e sostenendo nuovamente che il video condiviso era una prova delle armi in ospedale, ma anche in questo caso, come sottolineato da Astley, non vi è stato alcun elemento verificabile che lo dimostrasse e, a distanza di settimane, non esistono ancora prove conclusive a supporto della versione iniziale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="LIVE INSIDEOVER: Alex Martin Astley dialoga con Raffaele Buccolo (ENG)" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/T6ZKegXOdF0?start=59&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_T6ZKegXOdF0");</script>
</div></figure>



<p><br><br>Intervenuto in una diretta su X Live con Raffaele Riccardo Buccolo il 27 aprile, e pubblicata sul canale YouTube di InsideOver, il giornalista ha descritto quello che considera un modello ricorrente degli attacchi di Israele in Libano e a Gaza: prima l’attacco e poi il tentativo di legittimarlo attraverso la guerra informativa. Racconta Alex, &#8220;un caso emblematico e simile è quello del giornalista libanese Ali Shaib, ucciso settimane fa, la cui immagine in uniforme di Hezbollah era stata diffusa dalle IDF, circolando per molto. Solo successivamente riconosciuta come ritoccata e non reale. Un caso identico a quello delle armi in ospedale&#8221;.<br><br>La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di operazioni che, come riporta la reporter in Libano Courtney Bonneau, vedono Israele colpire sistematicamente professionisti medici e strutture sanitarie sia durante la guerra sia durante la cosiddetta “tregua”, atti che si configurano come crimini di guerra: dal 2 marzo, secondo le autorità sanitarie libanesi, oltre 100 operatori sanitari sono stati uccisi e più di 120 feriti, mentre circa 136 strutture mediche — tra ospedali, centri sanitari e ambulanze — sono state colpite.<br><br>Più di cinque ospedali sono stati evacuati e oltre 50 centri di assistenza primaria hanno chiuso, riducendo drasticamente la capacità di risposta del sistema sanitario. Episodi specifici documentano un’escalation particolarmente grave: il 15 aprile, a Mayfadoun, 4 paramedici sono stati uccisi mentre cercavano di soccorrere i feriti dopo un raid, e nello stesso giorno un centro ambulanze e l’area dell’ospedale governativo di Tebnine sono stati bombardati provocando un vasto incendio; a Nabatieh è stata registrata una “triple tap”, con ambulanze colpite in sequenza all’arrivo, durante il soccorso e poco dopo, causando almeno quattro morti e sei feriti tra i paramedici; il 13 marzo, a Burj Qalaouiyah, un singolo bombardamento ha ucciso 14 operatori sanitari in servizio. <br><br>Nel complesso, dal 2023 si stimano oltre 330 attacchi contro strutture sanitarie in Libano e più di 300 operatori sanitari uccisi. Astley ha descritto le condizioni estremamente pericolose in cui operano i giornalisti che documentano gli attacchi di Israele: “Gli ultimi due anni sono stati tra i peggiori mai registrati per i giornalisti. L&#8217;anno scorso, secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti, è stato il peggiore in assoluto, il più letale, con 129 giornalisti uccisi, due terzi dei quali dalle forze israeliane. Purtroppo il Libano non fa eccezione. Qui, almeno 21 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi da ottobre 2023. Ora, è difficile parlare di questo argomento come giornalista straniero perché i giornalisti che ne sono maggiormente colpiti, quasi esclusivamente, salvo poche eccezioni, sono libanesi. Sono i giornalisti libanesi a essere per lo più uccisi e feriti. Sono loro che svolgono il lavoro di reportage più coraggioso, più vicini alla prima linea di chiunque altro osi andare, spesso vivendo nel Sud per lunghi periodi. Sul campo indossiamo sempre i nostri giubbotti stampa, ma temo che stiamo arrivando al punto in cui il giubbotto antiproiettile, che in teoria dovrebbe proteggerci, sta diventando sempre più un bersaglio. Quindi, a prescindere dalle precauzioni che prendiamo quando andiamo nel Sud per documentare la guerra, non ci sentiamo mai completamente al sicuro. E credo che, in definitiva, gli attacchi contro giornalisti e operatori sanitari siano facilitati da un senso di impunità. Ogni volta che un giornalista libanese viene ucciso, per gli israeliani non ci sono quasi mai conseguenze&#8230; Lo abbiamo visto a Gaza, e ora lo vediamo in Libano, lo stesso livello di impunità”.</p>
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		<title>Medio oriente: lo stallo e il logoramento progressivo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/medio-oriente-lo-stallo-e-il-logoramento-progressivo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 14:26:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424155045647_d7cfb85503c8562512619a7b9e802377.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Medio oriente: lo stallo e il logoramento progressivo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424155045647_d7cfb85503c8562512619a7b9e802377.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424155045647_d7cfb85503c8562512619a7b9e802377-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424155045647_d7cfb85503c8562512619a7b9e802377-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424155045647_d7cfb85503c8562512619a7b9e802377-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424155045647_d7cfb85503c8562512619a7b9e802377-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424155045647_d7cfb85503c8562512619a7b9e802377-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Paese dei cedri resta uno dei nodi più intricati di questo lungo stallo: Israele non ha nessuna intenzione di ritirarsi dal Libano meridionale né Hezbollah di disarmare.</p>
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<p>Dopo la proroga della tregua con l&#8217;Iran arriva quella sul conflitto libanese, che però a differenza della prima scade tra tre settimane. Un cessate il fuoco bizzarro quello libanese, dal momento che Israele lo viola continuamente innescando le rappresaglie di Hezbollah, che resta resiliente come dimostrano i danni inflitti alle forze dell&#8217;IDF.</p>



<p>Il divieto imposto la scorsa settimana da Trump a Tel Aviv di continuare le operazioni militari è durato pochino, a riprova di quanto conti l&#8217;Imperatore nei calcoli di Netanyahu.</p>



<p>Il Paese dei cedri resta uno dei nodi più intricati di questo lungo stallo, perché non si vede come si possa risolvere: Israele non ha nessuna intenzione di ritirarsi dal Libano meridionale né Hezbollah di disarmare, come chiedono Tel Aviv e Washington, o quantomeno non finché Israele resterà in loco.</p>



<p>Proprio la resilienza di Hezbollah ha convinto Tel Aviv che eliminare manu militari la milizia è impossibile. Da cui le manovre diplomatiche di Washington, che vuole forzare le autorità di Beirut a fare quel che gli israeliani non possono.</p>



<p>Il governo libanese è malleabile, anche perché è stato imposto da Washington come condizione per ottenere il precedente cessate il fuoco. Ma proprio perché è un governo fantoccio non ha la forza per fare quanto richiesto. Non solo per la resilienza di Hezbollah, ma perché non è facile forzare i libanesi in tal senso, non dopo il genocidio di Gaza e la devastazione inflitta da Israele al Libano.</p>



<p>Resta però alto il rischio che tale manovra riesca a innescare un&#8217;altra guerra civile libanese (alla quale parteciperebbe Israele), che poi sembra il piano B degli strateghi israelo-americani, i quali immaginano un esito diverso da quello del conflitto intra-libanese degli anni &#8217;70-&#8217;80, che li vide perdenti.</p>



<p>Ciò perché la Siria, caduta nelle mani degli ex miliziani di al Qaeda, potrebbe non aiutare Hezbollah come allora &#8211; fattore decisivo della sconfitta di Tel Aviv &#8211; anzi potrebbe sostenere le forze opposte.</p>



<p>Ma il rovesciamento del governo siriano, che peraltro potrebbe non avere l&#8217;esito sperato dagli strateghi in questione, non è l&#8217;unico cambiamento geopolitico registrato in Medio oriente negli anni recenti. Altri, come il raffreddamento dei rapporti tra i Paesi del Golfo &#8211; tranne gli Emirati &#8211; e Israele e il rinnovato protagonismo iraniano giocano a favore di Hezbollah. Da cui la problematicità di calcoli geopolitici redatti a tavolino.</p>



<p>La <em>vexata quaestio</em> libanese si inserisce nel più ampio scontro tra Israele-Usa e Iran, dal momento che Teheran sostiene le ragioni di Hezbollah e afferma che non accetterà un&#8217;intesa che non soddisfi anche l&#8217;alleato.</p>



<p>Ciò contribuisce allo stallo attuale, con i negoziati tra Iran e Stati Uniti sempre fermi ai blocchi di partenza. Sottotraccia si negozia, ovviamente per vie indirette (molte delle quali passano per il Pakistan), ma non si intravede nessuna via di uscita. Le richieste americane, pur se defalcate da alcune pretese inaccettabili, restano comunque massimaliste per Teheran, in particolare quella sulla rinuncia al nucleare civile.</p>



<p>Mentre, all&#8217;opposto, l&#8217;America non intende accettare richieste iraniane che certifichino la sua sconfitta in questa guerra. Non solo il diritto al nucleare civile, ma anche la richiesta di una sovranità sullo Stretto di Hormuz, con annessi diritti sulle navi in transito, che Teheran esige come portato della sua vittoria e risarcimento per l&#8217;aggressione subita. Inutile aggiungere che Tel Aviv spinge perché la guerra prosegua finché il suo nemico regionale non venga incenerito, da cui un sovrappiù di complicazioni.</p>



<p>Complicazioni che potrebbero discendere anche dall&#8217;improvvido ordine di Trump di affondare le navi iraniane scoperte a posare mine nello Stretto di Hormuz, scenario perfetto per innescare un conflitto: basta un banale inganno, l&#8217;affondamento di una nave dedita a tutt&#8217;altro ma ricompresa falsamente in tale divieto, con annessa rappresaglia iraniana, e il gioco è fatto. Cessate il fuoco violato, tornano le bombe.</p>



<p>Peraltro, il fatto che ieri la portaerei George H.W. Bush, e la flotta che l&#8217;accompagna, sia giunta nelle acque interessate al conflitto non tranquillizza. Si aggiunge alla Abraham Lincoln e alla Gerald Ford, quest&#8217;ultima riparata in tempi record, a formare una squadra d&#8217;attacco alquanto massiva. Inoltre, al rafforzamento marino, al quale contribuiscono altri navigli giunti in tempi meno recenti, corrisponde un rafforzamento delle forze aeree, come annotano diversi siti specializzati.</p>



<p>Un accumulo di forze che inquieta. L&#8217;Iran, per parte sua, ha comunicato con la massima serietà che è pronto a reagire, avvertendo, nel caso del minacciato attacco alle centrali elettriche del Paese, che può rispondere in maniera altrettanto devastante: dalla distruzione delle infrastrutture energetiche dell&#8217;intera regione all&#8217;attacco alla centrale nucleare di Dimona fino alla possibilità di recidere i <a href="https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/liran-minaccia-di-spegnere-internet-nel-golfo-i-cavi-sottomarini-sono-il-nuovo-bersaglio-di-teheran/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cavi internet</a> che corrono sotto i fondali dello Stretto di Hormuz.</p>



<p>Dal momento che un eventuale attacco a Teheran sarebbe più o meno necessariamente massivo, perché Trump vuole la sua vittoria, gli scenari di cui sopra non appaiono del tutto aleatori.</p>



<p>Detto questo si naviga a vista. La mancanza di lucidità del Comando statunitense, già sconfitto, l&#8217;imprevedibile follia di Trump e la pazzia sanguinaria che alberga a Tel Aviv non offrono punti di riferimento affidabili.</p>



<p>Per ora resta lo stallo e il logoramento reciproco, che di va di pari passo con quello del mondo, sempre più provato dalla furia epica israelo-americana. Il braccio di ferro può durare tempo, con conseguenze catastrofiche.</p>



<p>Ad oggi le criticità energetiche e alimentari globali generate dal blocco di Hormuz sono gestite, ma non durerà. E c&#8217;è il rischio che, più che un aggravio progressivo delle stesse, tutto precipiti di schianto. Come accade quando delle crepe fanno crollare improvvisamente un muro. All&#8217;inizio appaiono poca cosa, poi è troppo tardi per porvi rimedio.</p>



<p>Piccolo spiraglio: secondo <a href="https://www.dawn.com/news/1994680/iranian-delegation-expected-to-arrive-later-tonight-pakistani-sources-say" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fonti pakistane </a>il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragqui starebbe per sbarcare a Islamabad, dov&#8217;è presente una delegazione di basso profilo Usa, per poi recarsi in Oman e Russia&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.dawn.com/news/1994680/iranian-delegation-expected-to-arrive-later-tonight-pakistani-sources-say"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-D-1-1024x362.jpg" alt="Iranian delegation expected to arrive later tonight, Pakistani sources say" class="wp-image-81690"/></a></figure>



<p>_______________</p>



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		<title>Chi è Gideon Avraham, lo youtuber israeliano che ha minacciato la giornalista libanese uccisa da Israele Amal Khalil?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/chi-e-gideon-avraham-lo-youtuber-israeliano-che-ha-minacciato-la-giornalista-libanese-uccisa-da-israele-amal-khalil.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 07:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1083" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mercoledì 22 aprile 2026 la giornalista libanese Amal Khalil, corrispondente del quotidiano Al-Akhbar, è stata uccisa durante un bombardamento israeliano nel sud del Libano, nei pressi della località di al-Tayri, mentre si trovava sul campo insieme alla fotoreporter Zeinab Faraj per documentare le conseguenze di attacchi precedenti. Intorno alle 14:45 il veicolo su cui viaggiavano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-e-gideon-avraham-lo-youtuber-israeliano-che-ha-minacciato-la-giornalista-libanese-uccisa-da-israele-amal-khalil.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-e-gideon-avraham-lo-youtuber-israeliano-che-ha-minacciato-la-giornalista-libanese-uccisa-da-israele-amal-khalil.html">Chi è Gideon Avraham, lo youtuber israeliano che ha minacciato la giornalista libanese uccisa da Israele Amal Khalil?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1083" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mercoledì 22 aprile 2026 la giornalista libanese Amal Khalil, corrispondente del quotidiano <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.al-akhbar.com/&amp;ved=2ahUKEwilutyEx4aUAxUa97sIHX3ANpEQFnoECBYQAQ&amp;usg=AOvVaw1sgSnpvECANYPwZ9q3Xilp"><em>Al-Akhbar</em>,</a> è stata uccisa durante un bombardamento israeliano nel sud del Libano, nei pressi della località di al-Tayri, mentre si trovava sul campo insieme alla fotoreporter Zeinab Faraj per documentare le conseguenze di attacchi precedenti. <br><br>Intorno alle 14:45 il veicolo su cui viaggiavano è stato colpito da un attacco aereo; le due sono riuscite ad allontanarsi e a trovare riparo in un’abitazione vicina. Pochi minuti dopo, Khalil ha contattato la redazione per segnalare di essere sotto attacco, contribuendo a rendere pubblica in tempo reale la loro situazione. <br><br>La notizia della presenza di due giornaliste coinvolte si è diffusa rapidamente, spingendo la Croce Rossa e la Protezione Civile libanese ad attivarsi e ad avviare contatti con l’esercito israeliano per ottenere il via libera a un’operazione di evacuazione. Nonostante questo coordinamento fosse in corso e fosse noto che si trattava di personale giornalistico, alle 16:27 circa l’edificio in cui le due si erano rifugiate è stato colpito da un secondo bombardamento. <br><br>Solo dopo questo attacco è stata concessa l’autorizzazione ai soccorsi: Zeinab Faraj è stata estratta viva e trasferita in ospedale, mentre Amal Khalil è rimasta sotto le macerie. Le operazioni di recupero del corpo sono state ritardate per diverse ore; secondo le testimonianze dei soccorritori, durante i tentativi di evacuazione sarebbero stati esplosi colpi d’arma da fuoco nell’area e l’accesso al sito sarebbe stato ostacolato, rallentando ulteriormente i lavori. La morte di Khalil si inserisce in un contesto più ampio di uccisioni di operatori dei media da parte di Israele, con oltre 27 giornalisti uccisi in Libano dal 7 ottobre 2023.<br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Before Israel assassinated her, journalist Amal Khalil revealed:<br><br>“I received death threats on my phone from Mossad, from the Israelis.”<br><br>“They threatened to kill me.”<br><br>“They told me they would sever my head from my shoulders if I didn’t leave South Lebanon.” <a href="https://t.co/A3YZpA4bmz">pic.twitter.com/A3YZpA4bmz</a></p>&mdash; sarah (@sahouraxo) <a href="https://twitter.com/sahouraxo/status/2047305950474723353?ref_src=twsrc%5Etfw">April 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;uccisione indiscriminata di Amal si collega ad una serie di eventi precedenti che riguardano direttamente la giornalista. Già nel 2024 Amal Khalil aveva ricevuto minacce di morte tramite messaggi WhatsApp inviati da un numero anonimo. Lei stessa, nell&#8217;intervista riportata in alto, riferisce di aver avuto minacce sia dal Mossad sia da cittadini israeliani. I contenuti <a href="https://x.com/Lowkey0nline/status/2047107140389609663?s=20">dei messaggi</a> erano espliciti: il mittente faceva riferimento ai suoi spostamenti sul territorio, lasciando intendere un monitoraggio diretto delle sue attività, e la invitava a lasciare il Libano “se vuoi restare in vita, lascia ora il Libano”, con formulazioni che alludevano a un rischio imminente e concreto. Per lungo tempo l’identità del mittente è rimasta sconosciuta, e tali minacce sono state inizialmente interpretate nel contesto più ampio delle pressioni e intimidazioni subite da giornalisti attivi nelle aree di conflitto. Dopo la morte della reporter in una dinamica in cui appare chiaro che la sua attività era seguita da Israele e geolocalizzata, i messaggi trovati sul suo cellulare aprono alla domanda: quale è il ruolo di chi ha lanciato le minacce anonime che si sono trasformate in un&#8217;uccisione?</p>



<p>Un elemento nuovo è emerso nella giornata del 23 aprile, quando la piattaforma investigativa No Frontiers ha attribuito quei messaggi a <a href="https://www.youtube.com/shorts/PLWnvcnI1qI">Gideon Gal Ben Avraham</a>, figura attiva nello spazio mediatico israeliano. Ben Avraham è un commentatore che opera prevalentemente online, attraverso social network e un canale YouTube, dove tratta temi legati alla politica regionale e alle dinamiche geopolitiche del Medio Oriente. Nei suoi profili pubblici si presenta come ricercatore indipendente ed esperto di relazioni internazionali; afferma inoltre di avere una formazione accademica in Israele e di aver avuto un passato militare, suggerendo in alcune occasioni di mantenere contatti con ambienti della sicurezza di intelligence.<br><br>I suoi contenuti sono caratterizzati da una narrazione che coincide con i temi dell&#8217;estrema destra israeliana, parlando dei contesti come Libano e Gaza raccontati come potenzialmente collegati o funzionali a organizzazioni come Hezbollah o Hamas.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="578" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1024x578.jpg" alt="" class="wp-image-514578" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">canale youtube di Ben Avraham</figcaption></figure>



<p>In questo quadro si inserisce la sua relazione con il caso Khalil. In un post pubblicato sulla piattaforma X, lo stesso Ben Avraham ha confermato di essere l’autore dei messaggi minatori inviati alla giornalista nel 2024, spiegando che si trattava, a suo dire, di un avvertimento legato alla sicurezza e alla sua interpretazione del ruolo dei media nei teatri di guerra. Nello stesso intervento ha respinto le accuse secondo cui vi sarebbe un suo coinvolgimento diretto nella morte di Khalil, definendo tali ricostruzioni &#8220;infondate&#8221;. Resta una domanda: visti i legami di Gideon con gli ambienti di sicurezza israeliani, confermati da lui stesso, quanto hanno pesato i suoi messaggi e le sue operazioni di controllo sul campo del lavoro di Amal nell&#8217;uccisione mirata da parte di Israele?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1009" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-1009x1024.jpg" alt="" class="wp-image-514579" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-1009x1024.jpg 1009w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-296x300.jpg 296w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-768x779.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-600x609.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13.jpg 1248w" sizes="auto, (max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></figure>



<p><br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="615" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18-615x1024.jpg" alt="" class="wp-image-514671" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18-615x1024.jpg 615w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18-180x300.jpg 180w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18-768x1278.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18-600x998.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18.jpg 774w" sizes="auto, (max-width: 615px) 100vw, 615px" /></figure>



<p>In un dei video sul suo canale Youtube, Avraham compare con una felpa della Sayeret Nahal (Unità di ricognizione della brigata Nahal) delle forze di difesa israeliane IDF.<br><br>Per indagare le tracce disseminate nel web, scoprire cosa si nasconde dietro volti poco noti o profili sospetti, con InsideOver ho lanciato il primo corso in Open Source Intelligence per giornalisti, pensato per seguire le tracce più nascoste dentro il web.<br><a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/course-landing/osint-luso-delle-fonti-aperte-per-le-indagini-digitali&amp;ved=2ahUKEwiPjomIyYaUAxWpif0HHTR5BIMQFnoECBYQAQ&amp;usg=AOvVaw2Ubyc0nEVlNcjhrug0n8a0">Scoprilo ora a questo link. Ha un costo di soli 60 euro.</a><br><br><br></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cristo si è fermato a Debel</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cristo-si-e-fermato-a-debel.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 18:38:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=514531</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cristo si è fermato a Debel" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2-1536x798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2-600x312.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Un'indignazione vera non dovrebbe iniziare, né finire, con la distruzione di una statua religiosa, per quanto offensiva possa essere tale azione…Si è consumato un genocidio. È questo che deve suscitare una vera indignazione".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cristo-si-e-fermato-a-debel.html">Cristo si è fermato a Debel</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cristo si è fermato a Debel" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2-1536x798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Z2-H-COVER-2-600x312.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il crocifisso profanato a Debel, in Libano, ha suscitato indignazione generale. Israele si è scusato, i responsabili sono stati puniti e al posto del crocifisso profanato ne è stato collocato un altro&#8230; o forse due, non si capisce bene perché l&#8217;IDF afferma di averne eretto un altro, con tanto di foto di un <a href="https://x.com/IDF/status/2046597268904558765?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2046597268904558765%7Ctwgr%5E0e920fe345bb497680a6a38c9b3338ccab6fab1a%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.cbc.ca%2Fnews%2Fworld%2Fisrael-lebanon-crucifix-9.7172071" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crocifisso adornato di icone</a>; ma i soldati dell&#8217;Unifil italiano ne hanno poi collocato un altro ancora, più umile e del tutto simile al precedente. Non si comprende cosa ne è stato del crocifisso dell&#8217;IDF&#8230;</p>



<p>Ma, al di là, alcune considerazioni, iniziando dalla più importante: &#8220;Un&#8217;indignazione vera non dovrebbe iniziare, né finire, con la distruzione di una statua religiosa, per quanto offensiva possa essere tale azione&#8221;, scrive il pastore Munther Isaac su <a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2026/4/22/beyond-the-desecrated-statue-what-truly-demands-our-outrage" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al Mayadeen</a>. &#8220;Concentrare la nostra reazione su ciò significa restringere la portata di quel che dovrebbe davvero turbarci. Dov&#8217;è l&#8217;indignazione quando i civili vengono presi di mira? Quando i quartieri vengono ridotti in macerie? Quando le famiglie vengono sepolte sotto i detriti e lo sfollamento diventa permanente? Si è consumato un genocidio. È questo che deve suscitare una vera indignazione&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2026/4/22/beyond-the-desecrated-statue-what-truly-demands-our-outrage"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z1-AJ-copia-1024x431.jpg" alt="Beyond the desecrated statue: What truly demands our outrage" class="wp-image-81681"/></a></figure>



<p>&#8220;La devastazione di Gaza, insieme agli schemi analoghi che ricorrono in Libano, ha già infranto qualsiasi seria pretesa di rispetto dei diritti umani o persino delle regole di guerra. L&#8217;entità della distruzione, colpire la vita civile e la normalizzazione delle punizioni collettive dimostrano che non si tratta di un caso eccezionale, ma di una prassi consolidata. Il video è inquietante proprio perché riflette una realtà più ampia&#8221;.</p>



<p>Quindi l&#8217;altra considerazione, importante quanto la pregressa, che traiamo dall&#8217;editoriale di <a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2026-04-23/ty-article-opinion/israel-cares-more-about-a-statue-of-jesus-than-about-living-palestinians/0000019d-b6d3-ded5-abdd-b6fbec1e0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>&nbsp;che rileva le subitanee scuse delle autorità israeliane e la pronta punizione dei rei per commentare: &#8220;È un peccato che i funzionari israeliani non si preoccupino dei palestinesi viventi tanto quanto si preoccupano di una statua di Gesù. Ciò che sta accadendo in Cisgiordania rivela una totale mancanza di interesse: ogni giorno, i coloni invadono le terre dei villaggi e delle comunità palestinesi, spesso accompagnati da uomini armati che prestano servizio nei Battaglioni di Difesa Regionale&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2026-04-23/ty-article-opinion/israel-cares-more-about-a-statue-of-jesus-than-about-living-palestinians/0000019d-b6d3-ded5-abdd-b6fbec1e0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z2-H-COPIA-1024x518.jpg" alt="Israel Cares More About a Statue of Jesus Than About Living Palestinians" class="wp-image-81682"/></a></figure>



<p>&#8220;Anche se questi episodi di &#8216;attrito&#8217; vengono deliberatamente creati con l&#8217;obiettivo di espellere i palestinesi dalle loro case, continuano senza interferenze da parte delle autorità né si vede alcun tentativo di far rispettare la legge. Dall&#8217;inizio della guerra di Gaza, 13 palestinesi sono stati uccisi a causa di invasioni di coloni e 12 da colpi d&#8217;arma da fuoco. Nella maggior parte dei casi, gli assassini, coloni in servizio di riserva, non vengono arrestati ma interrogati e rilasciati&#8221;.</p>



<p>Solo negli ultimi tempi, a motivo delle pressioni Usa, si sono registrati alcuni arresti, ma le violenze non sono finite, anzi &#8220;sono aumentate&#8221;. Il perché, secondo Haaretz, è di facile intuizione: non si vuole fermare la violenza che continuerà &#8220;finché il governo non deciderà di porre fine al fenomeno, ma è chiaro che non ha alcun interesse a farlo&#8221;. Tutto vero, ma tali considerazioni dovrebbero necessariamente ampliarsi agli orrori che vengono perpetrati a Gaza. Così torniamo al punto precedente.</p>



<p>La terza considerazione la prendiamo da un articolo di Fifi Abou Dib pubblicato sull<a href="https://www.lorientlejour.com/article/1504553/le-christ-sest-arrete-a-debel.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8216;Orient le Jour</a>, da cui abbiamo ripreso anche il titolo della nostra nota. &#8220;Quanta accaduto avrebbe potuto essere solo un&#8217;altra scena della guerra israeliana. Una profanazione tra le tante, a cui l&#8217;esercito che si autodefinisce &#8216;il più morale del mondo&#8217; non ha saputo resistere&#8221;. E dettaglia i tanti abusi consumati dai soldati israeliani nelle case ormai disabitate, gli indumenti femminili esposti al pubblico ludibrio e tanto altro.</p>



<p>E prova a interrogarsi senza astio sul perché di tali abusi, concludendo: &#8220;Sembra che questo oblio forzato della civiltà sia il prezzo da pagare per proteggere il proprio territorio. Come ritornare, in seguito, alla civiltà che si credeva di difendere è un&#8217;altra storia&#8221;.</p>



<p>&#8220;Debel&#8221;, scrive poi Abou Dib &#8220;è un piccolo villaggio nell&#8217;estremo sud del Libano, quasi esclusivamente cristiano. Gli archeologi avrebbero addirittura scoperto un antico sito cristiano, il che lo renderebbe uno dei più antichi luoghi di culto cristiano al mondo. Un grande crocifisso di gesso, un cippo territoriale, un&#8217;offerta votiva o una professione di fede, si ergeva in un giardino&#8221;.</p>



<p>&#8220;Avrebbe potuto essere solo l&#8217;ennesimo atto di profanazione. Un soldato israeliano, uno di quelli che pattugliano tra le linee blu e gialle, non ha resistito alla tentazione di colpirlo con un martello. Soddisfatto di aver decapitato la statua, si è fatto fotografare, credendo di aver compiuto un gesto eroico.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Cosa passa per la testa di una persona quando attacca, da un lato, una statua di gesso e, dall&#8217;altro, un&#8217;altra religione? Il problema, però, è che i seguaci di questa stessa religione, gli evangelici americani, sono preziosi sostenitori di Donald Trump nella sua campagna anti-iraniana a supporto del governo di Netanyahu&#8221;.</p>



<p>&#8220;Se il bellicoso ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, capace di usare il linguaggio più brutale quando si tratta di denigrare l&#8217;avversario, si è affrettato a scusarsi (con nessuno in particolare) e a criticare il soldato, non è stato in nome della moralità, né &#8216;dell&#8217;esercito più morale del mondo&#8217;. È stato semplicemente perché Israele, la cui immagine è costantemente offuscata, non può permettersi altro rigetto&#8221;.</p>



<p>&#8220;Così, a Debel, quasi deserta, a Debel circondata, assediata, con gli ultimi abitanti cristiani che hanno scelto di rimanerci non sapendo dove altro andare – in una scena felliniana – d&#8217;improvviso e senza cerimonie, è stata donata una croce di consolazione&#8221;.</p>



<p>&#8220;L&#8217;umile statua di gesso decapitata, ricettacolo di tante preghiere e devozioni, santuario di lacrime per una popolazione sfinita dalla paura e dal dolore è stata sostituita da qualcosa che pretende di essere &#8216;la stessa cosa, anzi migliore&#8217;: un Cristo dorato, icone alle estremità della croce, eretta in questo luogo per nessuno. Le statue si possono sostituire. Gli esseri viventi no&#8221;.</p>



<p>_____________</p>



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		<title>Le armi di Hezbollah nell’ospedale? L’IDF ammette: la foto è stata scattata altrove</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/idf-accusa-ecco-le-foto-di-covo-armi-di-hezbollah-in-un-ospedale-libanese-il-giornalista-alex-martin-astley-dal-libano-smonta-le-prove-il-suo-racconto-a-insideover.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:42:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
		<category><![CDATA[israel]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 12 aprile, il colonnello Avichay Adraee, ex capo delle comunicazioni dell’IDF, ha pubblicato un post su X in cui annunciava che l’ospedale di Bint Jbeil, nel sud del Libano, sarebbe stato utilizzato da Hezbollah per scopi militari. A supporto dell’accusa, venivano diffusi un’immagine e alcuni video. Nel post X, Adraee scrive: “Ecco come l&#8217;ospedale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/idf-accusa-ecco-le-foto-di-covo-armi-di-hezbollah-in-un-ospedale-libanese-il-giornalista-alex-martin-astley-dal-libano-smonta-le-prove-il-suo-racconto-a-insideover.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 12 aprile, il colonnello Avichay Adraee, ex capo delle comunicazioni dell’IDF, ha pubblicato un post su X in cui annunciava che l’ospedale di Bint Jbeil, nel sud del Libano, sarebbe stato utilizzato da Hezbollah per scopi militari. A supporto dell’accusa, venivano diffusi un’immagine e alcuni video. Nel post X, Adraee scrive: “Ecco come l&#8217;ospedale governativo di Bint Jbeil si è trasformato in una roccaforte terroristica di Hezbollah!!!”. A supporto dell’accusa, veniva diffusa un’immagine presentata, implicitamente, come prova visiva della militarizzazione della struttura.</p>



<p>A mettere in discussione questa ricostruzione è stato Alex Martin Astley, giornalista investigativo basato in Libano, che ha deciso di verificare direttamente la fondatezza delle affermazioni israeliane. Astley ha quindi contattato l’IDF attraverso i canali ufficiali riservati ai giornalisti- una unità stampa attiva anche su WhatsApp — chiedendo chiarimenti sull’origine della fotografia utilizzata come prova. Dal confronto è emerso un punto centrale: i luoghi presenti nell’immagine condivisa dall’IDF non corrispondono all’ospedale indicato. Nessuna fotografia o materiale video ritrae stanze riconducibili all’ospedale Bint Jbeil. Come scrive l’IDF in un messaggio a Astley: “La foto ha lo scopo di servire come prova; le armi sono state prese dall&#8217;ospedale e fotografate in una vicina posizione. Alcune delle immagini delle armi mostrate nel tweet sono state confiscate dall&#8217;ospedale e trasferite in territorio israeliano attraverso un sequestro di armi”. Questo conferma che nelle evidenze presentate dall’IDF non c’è alcuna prova che indichi “armi ritrovate nei locali dell’ospedale Bint Jbeil”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The <a href="https://twitter.com/hashtag/IDF?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#IDF</a> claimed that a hospital in southern <a href="https://twitter.com/hashtag/Lebanon?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Lebanon</a> was being used by <a href="https://twitter.com/hashtag/Hezbollah?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Hezbollah</a>. <br><br>Then, the IDF admitted to me that a photo they shared, ostensibly as evidence, was not taken at the hospital.<br><br>There is, as yet, no hard evidence to back these claims. <a href="https://t.co/ZtBYr3mHvO">https://t.co/ZtBYr3mHvO</a> <a href="https://t.co/U9WF3f16Yt">pic.twitter.com/U9WF3f16Yt</a></p>&mdash; Alex Martin Astley (@AlexMAstley) <a href="https://twitter.com/AlexMAstley/status/2044116838481617288?ref_src=twsrc%5Etfw">April 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Abbiamo contattato Astley per approfondire la vicenda. Il giornalista ha spiegato ad InsideOver che i primi dubbi sono emersi proprio dall’analisi visiva del materiale diffuso: l’immagine pubblicata “non corrispondeva all’aspetto reale dell’ospedale in questione”.<br><br>A seguito delle sue richieste di chiarimento, l’esercito israeliano non ha fornito prove alternative in grado di sostenere l’accusa iniziale. “Non ho ricevuto ulteriori elementi e non ho ancora visto prove conclusive a sostegno delle loro affermazioni”, ha spiegato Astley. Un elemento altrettanto significativo riguarda l’assenza di qualsiasi rettifica pubblica da parte dell’IDF: dopo la diffusione delle evidenze da parte di Astley, l’IDF non ha emesso correzioni né chiarimenti ufficiali.<br><br>Nel pomeriggio del 15 aprile, un membro dell&#8217;IDF ha pubblicato<a href="https://x.com/ltc_shoshani/status/2044419014919688474?s=46"> su X un post</a> di risposta verso Astley. Nel post è presente un video in cui si vedono alcune armi in una stanza. Come ha confermato lo stesso Astley ad InsideOver però, non ci sono evidenze nel video che dimostrino che il filmato è stato girato all&#8217;interno dell&#8217;ospedale Bint Jbeil in Libano<br><br>Il caso si inserisce in un quadro più ampio. Come sottolineato dallo stesso giornalista, negli ultimi mesi sono state avanzate più volte accuse — analogamente a quanto avvenuto a Gaza — secondo cui strutture sanitarie in Libano verrebbero utilizzate per scopi militari, senza che emergano prove verificabili a sostegno. Sempre Astely ci ha raccontato: “Tutto questo avviene mentre, parallelamente, proseguono gli attacchi contro il sistema sanitario libanese: secondo il ministero della Salute, almeno 87 operatori sanitari sono stati uccisi dagli attacchi israeliani dal 2 marzo”.<br><br>Secondo i dati disponibili, dal 2 marzo, in meno di un mese, <a href="https://it.insideover.com/guerra/dopo-gaza-israele-porta-avanti-un-medicidio-anche-in-libano.html">le forze israeliane hanno colpito circa 135 strutture</a> sanitarie in Libano — tra ospedali, centri medici e mezzi di soccorso — uccidendo almeno 87 operatori sanitari e ferendone circa 120, con una media di quasi due operatori uccisi al giorno. Più di cinque ospedali sono stati completamente evacuati e oltre 54 centri di assistenza primaria hanno chiuso.</p>



<p>Le testimonianze raccolte sul campo descrivono inoltre l’uso della pratica del <em>double-tap</em>: un primo attacco colpisce civili, seguito da un secondo bombardamento a pochi minuti di distanza, diretto contro i soccorritori intervenuti. A Nabatieh, secondo operatori della protezione civile, le squadre sono state ridotte al minimo per il timore di nuovi attacchi durante le operazioni di emergenza.<br>Il fenomeno non è recente. Tra il 7 ottobre 2023 e la fine del 2024, quasi 230 operatori sanitari sono stati uccisi in Libano e sono stati registrati almeno 187 attacchi contro il sistema sanitario. Complessivamente, si stimano oltre 285 operatori sanitari uccisi e più di 330 attacchi dall’inizio dell’escalation nel 2024. Organizzazioni internazionali come Amnesty International hanno parlato di un “modello” di attacchi contro il sistema sanitario, mentre Medici Senza Frontiere e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno lanciato ripetuti appelli per la protezione di civili e strutture mediche.<br><br>In questo contesto, il caso dell’ospedale di Bint Jbeil solleva interrogativi profondi sul ruolo delle informazioni in tempo di guerra. L’uso di immagini difficilmente verificabili, l’assenza di prove conclusive e la mancanza di rettifiche ufficiali contribuiscono a un clima in cui la distinzione tra obiettivi militari e infrastrutture civili rischia di diventare sempre più fragile, con conseguenze dirette sulla sicurezza dei civili e sull’integrità del sistema sanitario.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/idf-accusa-ecco-le-foto-di-covo-armi-di-hezbollah-in-un-ospedale-libanese-il-giornalista-alex-martin-astley-dal-libano-smonta-le-prove-il-suo-racconto-a-insideover.html">Le armi di Hezbollah nell’ospedale? L’IDF ammette: la foto è stata scattata altrove</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Netanyahu e le Tenebre eterne</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-e-le-tenebre-eterne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 12:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Beirut]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu e le Tenebre eterne" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In precedenza Netanyahu aveva scelto di evocare tematiche bibliche per le sue operazioni belliche, secondo un'interpretazione alquanto sanguinaria del sacro libro, stavolta ha optato per un esplicito satanismo, peraltro in tema con il propiziatorio sacrificio umano di massa consumato nel Paese dei cedri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-e-le-tenebre-eterne.html">Netanyahu e le Tenebre eterne</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu e le Tenebre eterne" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/BEIRUT-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Oscurità eterna&#8221;: le autorità israeliane non potevano scegliere un nome più precipuo per l&#8217;operazione lanciata ieri contro il Libano, che i jet dell&#8217;IDF hanno flagellato con un bombardamento intensivo che in soli dieci minuti ha provocato 254 morti e 1156 feriti (bilancio provvisorio).</p>



<p>Con questo appellativo hanno voluto dare un tocco di colore, ovviamente tenebroso, alle &#8220;guerre infinite&#8221; avviate nel post 11 settembre che l&#8217;aggressione di ieri intendeva rilanciare straziando, oltre che i libanesi, il cessate il fuoco appena annunciato da Trump.</p>



<p>E ciò sia perché violava uno dei fondamenti del cessate il fuoco concordato tra Iran e Usa e accettato da Tel Aviv, cioè che la tregua fosse estesa a tutta la regione, Libano compreso (Hezbollah che vi aveva aderito <a href="https://www.thenationalnews.com/news/mena/2026/04/08/lebanon-reels-as-israel-expands-strikes-despite-ceasefire/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">annullando propri attacchi</a>), ma anche per la portata dell&#8217;aggressione, che non era di carattere militare, piuttosto mirata a consumare stragi indiscriminate, così da urgere una scomposta reazione iraniana.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.thenationalnews.com/news/mena/2026/04/08/lebanon-reels-as-israel-expands-strikes-despite-ceasefire/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a1-n-1-1024x559.jpg" alt="Lebanon reels as Israel expands strikes despite ceasefire" class="wp-image-81451"/></a></figure>



<p>Così ieri il Libano ha conosciuto una Pasqua di sangue, dal momento che l&#8217;attacco ha avuto luogo nell&#8217;Ottava di Pasqua. Un attacco in cui, per restare in tema di religione, le autorità israeliane hanno infine disvelato la vera natura della loro religiosità.</p>



<p>Se in precedenza Netanyahu aveva scelto di evocare tematiche bibliche per le sue operazioni belliche, secondo un&#8217;interpretazione alquanto sanguinaria del sacro libro, stavolta ha optato per un esplicito satanismo, peraltro in tema con il propiziatorio sacrificio umano di massa consumato nel Paese dei cedri.</p>



<p>Possibile che quanto accennato susciti perplessità nei nostri lettori, ché la geopolitica, di cui la guerra è nefasta ramificazione, vive e si muove per interessi. Vero, ma il conflitto che sta incendiando il Medio oriente è innervato da una variabile religiosa che lo rende più folle di altri; e se non si tiene presente tale variabile poco o nulla si comprende di quel che realmente vi accade.</p>



<p>Una variabile che ha un peso ponderale sia in Israele che nel suo alleato d&#8217;oltreoceano e che ha fatto impazzire le dinamiche proprie della geopolitica, turbando con la sua pazzia il mondo intero che ieri notte, prima della tregua annunciata da Trump, poteva sprofondare nelle tenebre, eterne, secondo la declinazione proposta da Tel Aviv, di un conflitto termonucleare.</p>



<p>Una situazione che riecheggia quanto tratteggiato nell&#8217;Apocalisse di Giovanni, con il falso profeta che, &#8220;alleato dell&#8217;Anticristo, rappresenta una forza ingannatrice che spinge ad adorare la prima bestia (il potere politico anticristico)&#8221;, come da sintesi dell&#8217;AI di google.</p>



<p>Non si tratta per noi di indulgere nell&#8217;apocalittico, non siamo certo così presuntuosi da pensare di aver contezza di tempi e modi della fine dei tempi (che lasciamo volentieri a chi di dovere), piuttosto di descrivere la religiosità impazzita che permea la conflittualità attuale, che miscela con stolida leggerezza derive apocalittiche a pulsioni sataniche, caduta inevitabile di una declinazione perversa di ebraismo e cristianesimo.</p>



<p>Comunque, al netto dell&#8217;eclatante escalation di ieri e delle dichiarazioni di alcuni alti dirigenti iraniani, secondo i quali il bombardamento poneva fine alla tregua e rendeva inutili i negoziati (diffidenza legittima), il fragile cessate il fuoco, o come si voglia chiamare questo momento di sospensione, ha tenuto.</p>



<p>Nessuno scambio significativo di colpi tra Usa e Iran e i negoziati previsti per questo fine settimana non sono stati dichiarati decaduti, anzi. E Islamabad attende la delegazione iraniana per i colloqui a porte chiuse con quella americana guidata dal vicepresidente J.D. Vance.</p>



<p>L&#8217;unica misura intrapresa per ora da Teheran a seguito degli attacchi al Libano è stata una rinnovata chiusura dello Stretto di Hormuz, che ieri aveva aperto al libero transito. Decisione inevitabile: dopo che l&#8217;Iran è stato ingannato per ben due volte, venendo attaccato da Washington nel corso di trattative promettenti, ha inteso chiarire che non ci sarà una terza volta brandendo la leva più forte di cui si può avvalere nei confronti della controparte.</p>



<p>L&#8217;inevitabilità di tale decisione discende più che dall&#8217;operazione israeliana in sé &#8211; che pure ha il suo peso &#8211; dall&#8217;ambiguità di Washington. Trump, infatti, si è piegato per l&#8217;ennesima volta a Netanyahu dichiarando che il Libano era escluso dalla tregua e che Teheran deve accettare di non arricchire affatto il suo uranio, privandola della possibilità di sviluppare un programma nucleare per uso civile, in contrasto la proposta iraniana che pure aveva accolto.</p>



<p>Proprio la proposta iraniana, dettagliata in 10 punti, è al centro della controversia attuale, con Vance che ha ribadito quanto affermato dal suo presidente, spiegando che c&#8217;era stato un malinteso sulla proposta di Teheran accolta da Washington, dal momento che l&#8217;Iran avrebbe inviato tre diverse proposte e quella recepita da Trump non prevedeva la tregua in Libano (esplicitamente citata, invece, dalle autorità pakistane, che hanno mediato tra le parti, quando hanno annunciato ufficialmente la<a href="https://x.com/GovtofPakistan/status/2041756463845265500" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> sospensione delle ostilità</a>).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://x.com/GovtofPakistan/status/2041756463845265500"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a2-x-4-1024x535.jpg" alt="" class="wp-image-81453"/></a></figure>



<p>La prosecuzione dell&#8217;aggressione israeliana al Libano, più di altre criticità oggetto di controversia, può vanificare sul nascere il negoziato. Così gli appelli a porvi fine, che stanno giungendo da diverse nazioni, significativi quelli di Francia e Gran Bretagna, sono più che benvenuti, anche se servirà ben altro per far deporre le armi a Tel Aviv.</p>



<p>Trump e Vance appaiono incapaci di mettere la mordacchia a Netanyahu &amp; soci, anche per le pressioni che stanno subendo in patria dal partito della guerra globale. Per ora si limitano a minimizzare il peso dell&#8217;aggressività israeliana, anche se sembra che sottotraccia stiano lavorando per porvi fine.</p>



<p>Infatti, Trump ha definito quanto avvenuto ieri nel Paese dei cedri &#8220;<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/04/08/trump-i-raid-di-israele-sul-libano-scaramucce-va-tutto-bene_674b74d9-f999-40b3-a1b4-9d27483f2bd6.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scaramucce</a>&#8221; e Vance gli ha fatto eco affermando che Israele gli ha assicurato che avrebbe &#8220;<a href="https://www.axios.com/2026/04/08/lebanon-attacks-israel-iran-ceasfire" target="_blank" rel="noreferrer noopener">limitato</a>&#8221; gli attacchi in Libano durante i colloqui. Allo stesso tempo, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qBfafGPDoEI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicato</a> che &#8220;Trump è in contatto con Netanyahu&#8221; sul Libano. Tante ambiguità, tante spinte incendiarie, nessuna certezza, il destino del mondo resta in sospeso.</p>



<p>_____________</p>



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		<title>Dopo Gaza, Israele porta avanti un medicidio anche in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dopo-gaza-israele-porta-avanti-un-medicidio-anche-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:22:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[medicidio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=511793</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 13 marzo un bombardamento israeliano nel villaggio di Burj Qalaouiyah, nel distretto di Bint Jbeil, contro un centro sanitario ha ucciso 14 operatori sanitari in un solo giorno — tra medici, infermieri e paramedici — mentre erano in servizio. Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato: “Le uccisioni nelle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/dopo-gaza-israele-porta-avanti-un-medicidio-anche-in-libano.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 13 marzo <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.nytimes.com/2026/03/14/world/middleeast/lebanon-medical-workers-killed.html&amp;ved=2ahUKEwil05v-jNGTAxVa3QIHHTzOHoo4ChAWegQIGBAB&amp;usg=AOvVaw3nXJ0rceZ7ZU-iuiLbK51-">un bombardamento</a> israeliano nel villaggio di Burj Qalaouiyah, nel distretto di Bint Jbeil, contro un centro sanitario ha ucciso 14 operatori sanitari in un solo giorno — tra medici, infermieri e paramedici — mentre erano in servizio. Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, <a href="https://x.com/DrTedros/status/2032853185996743140?s=20">ha dichiarato</a>: “Le uccisioni nelle ultime 24 ore di 14 operatori sanitari nel sud del Libano segnano uno sviluppo tragico nella crescente crisi in Medio Oriente”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Paramedic Ali Hassan Ghazi Bazzi was martyred while carrying out his humanitarian duty after the Islamic Health Authority center and an ambulance were bombed near Bint Jbeil Governmental Hospital in south Lebanon.<br><br>The strike hit a medical response point as crews were performing… <a href="https://t.co/HBnQ9Hpdia">pic.twitter.com/HBnQ9Hpdia</a></p>&mdash; Pheebs (@galpalpheebs) <a href="https://twitter.com/galpalpheebs/status/2038173280721379434?ref_src=twsrc%5Etfw">March 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Gli attacchi contro personale sanitario e strutture mediche si inseriscono in un contesto più ampio di bombardamenti in Libano, che hanno segnato, il 2 aprile, il primo mese di operazioni militari israeliane nel Paese dalla ripresa dei bombardamenti.<br><br>Medicidio (<em>healthocide</em>) è un termine impiegato nel contesto della Striscia di Gaza per descrivere l’eliminazione deliberata e sistematica delle infrastrutture sanitarie, del personale medico e delle risorse mediche. In pratica Israele induce volutamente un collasso del sistema sanitario con bombardamenti, uccisioni mirate e attacchi sulla macchina dei soccorsi.<br><br>Il termine già utilizzato a Gaza descrive quello che Israele ha provocato al sistema sanitario della Striscia: in meno di tre anni sono stati registrati 772 attacchi contro il sistema sanitario, con il 94% degli ospedali danneggiati o distrutti e oltre 1.500 operatori sanitari uccisi.<br><br>Ora lo stesso termine può essere impiegato per descrivere la situazione in Libano.</p>



<p>Secondo i dati disponibili, dal 2 marzo, in meno di un mese, le forze israeliane hanno colpito circa 135 strutture sanitarie in Libano — tra ospedali, centri medici e mezzi di soccorso — uccidendo almeno 53 operatori sanitari e ferendone circa 120. Una media di quasi 2 operatori uccisi al giorno, ogni giorno. Più di cinque ospedali sono stati totalmente evacuati, mentre oltre 54 centri di assistenza sanitaria primaria hanno chiuso.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨 LEBANESE AMBULANCES HIT BY ISRAEL AIRSTRIKES<br><br>At least 52 health workers have been killed as Israeli strikes target medical teams in southern Lebanon. A recent drone strike on an ambulance in Bint Jbeil killed a paramedic and a patient. 🇱🇧🚑💥<br><br>Sources: WHO / AFP / The… <a href="https://t.co/H0WnvEfU2r">pic.twitter.com/H0WnvEfU2r</a></p>&mdash; Macro Pulse (@Macropulse01) <a href="https://twitter.com/Macropulse01/status/2038877970220380651?ref_src=twsrc%5Etfw">March 31, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Testimonianze raccolte sul campo indicano che i soccorritori vengono colpiti mentre intervengono sui luoghi dei bombardamenti attraverso la <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.aljazeera.com/news/2025/8/26/what-are-double-tap-strikes-that-israel-used-to-hit-a-hospital&amp;ved=2ahUKEwjFj8zVjdGTAxX7gf0HHVdzMV4QFnoECBoQAQ&amp;usg=AOvVaw2gCcI8oYG8iNT82-mfrQwA">pratica del <em>double-tap</em></a>: un primo attacco colpisce i civili seguito da un secondo bombardamento a distanza di pochi minuti, diretto contro le squadre di emergenza. A Nabatieh, secondo quanto riferito da Khodr Ghandour, operatore della protezione civile, le squadre operative sono state ridotte a solo due persone per intervento per la paura degli attacchi double-tap.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">More tragedy in southern Lebanon today, with nine paramedics killed in five attacks on health care, taking the number of health personnel killed this month to 51. Seven medics were wounded in the strikes.<br><br>March has been the second most deadly month for health workers in Lebanon… <a href="https://t.co/vJDvchSMNa">pic.twitter.com/vJDvchSMNa</a></p>&mdash; Tedros Adhanom Ghebreyesus (@DrTedros) <a href="https://twitter.com/DrTedros/status/2037943877601050821?ref_src=twsrc%5Etfw">March 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il medicidio in Libano però non è incominciato il 2 marzo 2026. Dati precedenti indicano che tra il 7 ottobre 2023 e la fine del 2024 quasi 230 operatori sanitari sono stati uccisi in Libano da Israele. Nello stesso periodo, l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha registrato 187 attacchi contro il sistema sanitario. Secondo Abdinasir Abubakar, rappresentante dell’OMS in Libano, tra il 7 ottobre 2023 e il 18 novembre si contano 226 morti e 199 feriti tra il personale sanitario.</p>



<p>Aggregando i dati dei diversi attacchi, contiamo che dal 7 ottobre 2023 sono oltre 285 gli operatori sanitari uccisi in Libano, con più di 330 attacchi contro il sistema sanitario.</p>



<p>Kristine Beckerle, vice direttrice regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa di Amnesty International, <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2026/03/lebanon-israel-must-halt-attacks-on-healthcare-workers-medical-facilities-and-first-responders/">ha dichiarato</a>: “Israele ora sta applicando lo stesso schema di morte utilizzato nel 2024 in Libano per uccidere decine di operatori sanitari e devastare i servizi sanitari. Le ricerche precedenti di Amnesty International hanno evidenziato come l’esercito israeliano abbia ripetutamente condotto attacchi illegali contro strutture sanitarie e operatori sanitari durante l’escalation del 2024, e più volte abbiamo chiesto che questi attacchi fossero indagati come crimini di guerra. L’esercito israeliano ha inoltre attaccato ripetutamente e illegalmente strutture sanitarie e squadre mediche a Gaza, come parte di un modello più ampio di distruzione dei servizi essenziali. Non vi è ancora stata alcuna responsabilità o riparazione per queste violazioni, e ora vediamo di nuovo operatori sanitari uccisi e feriti”.</p>



<p>Tejshri Shah, direttrice generale di Medici Senza Frontiere. “Chiediamo la protezione dei civili e delle strutture mediche in ogni momento, consentendo alle persone di continuare ad accedere all’assistenza sanitaria e ad altri servizi essenziali”.</p>



<p>Il 28 marzo, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Ghebreyesus ha riportato ulteriori dati sugli attacchi contro il personale sanitario nel sud del Libano in un post su X:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">More tragedy in southern Lebanon today, with nine paramedics killed in five attacks on health care, taking the number of health personnel killed this month to 51. Seven medics were wounded in the strikes.<br><br>March has been the second most deadly month for health workers in Lebanon… <a href="https://t.co/vJDvchSMNa">pic.twitter.com/vJDvchSMNa</a></p>&mdash; Tedros Adhanom Ghebreyesus (@DrTedros) <a href="https://twitter.com/DrTedros/status/2037943877601050821?ref_src=twsrc%5Etfw">March 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>“Un’altra tragedia nel sud del Libano oggi, con nove paramedici uccisi in cinque attacchi contro l’assistenza sanitaria, portando a 51 il numero di operatori sanitari uccisi questo mese. Sette operatori sono stati feriti negli attacchi. Marzo è stato il secondo mese più letale per gli operatori sanitari in Libano da quando l’OMS ha iniziato a monitorare gli attacchi contro l’assistenza sanitaria nel Paese nell’ottobre 2023. Più di 120 operatori sanitari sono stati inoltre segnalati come feriti dall’inizio dell’escalation in Libano il 2 marzo, in gran parte nel sud del Paese. Negli incidenti di oggi, squadre mediche operative in cinque villaggi libanesi sono state colpite mentre erano in servizio sul campo. A Zoutar al-Sharqiya, cinque operatori sanitari sono stati uccisi in un attacco e due sono rimasti feriti, uno in condizioni critiche. Altri due operatori sanitari sono stati uccisi e tre feriti a Kfar Tibnit; un paramedico è morto in un attacco a una struttura sanitaria a Ghandouriyeh, mentre un altro è stato ucciso in un attacco a Jezzine. Due persone sono rimaste ferite in un attacco a Kfar Dajjal. I ripetuti attacchi contro l’assistenza sanitaria stanno compromettendo gravemente l’erogazione dei servizi nel sud del Libano. Quattro ospedali e 51 centri di assistenza sanitaria primaria sono ora chiusi, limitando in modo significativo l’accesso alle cure essenziali in un momento in cui sono più necessarie. Diverse altre strutture sanitarie hanno subito danni parziali e operano a capacità ridotta. Gli operatori sanitari sono protetti dal diritto internazionale umanitario e non dovrebbero mai essere presi di mira”.</p>



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<p></p>
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		<title>Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-genocidio-di-gaza-e-la-visita-di-papa-leone-xiv-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 15:11:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=495707</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-1024x702.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-1536x1053.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-600x411.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il punto è che la visita deve aver irritato non poco Israele, perché, mentre la tappa turca era motivata dalla ricorrenza nicena - che ricollega Leone XIV direttamente a Benedetto XVI, il quale indisse l'Anno delle Fede che nel Credo ha il suo Simbolo - quella in Libano non ha altro scopo se non quello di portare un messaggio di speranza e di pace in una regione così flagellata dalla guerra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-genocidio-di-gaza-e-la-visita-di-papa-leone-xiv-in-libano.html">Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-1024x702.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-1536x1053.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-600x411.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>&#8220;Il cessate il fuoco [a Gaza] rischia di creare la pericolosa illusione che la vita nella Striscia di Gaza stia tornando alla normalità.</strong> Ma, sebbene le autorità e le forze armate di Israele abbiano ridotto la portata degli attacchi e consentito l’ingresso di una limitata quantità di aiuti umanitari, il mondo non deve lasciarsi ingannare: il genocidio non è finito”. Così<a href="https://www.amnesty.it/il-genocidio-israeliano-nella-striscia-di-gaza-continua/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Agnès Callamard</a>, segretaria generale di Amnesty International.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.amnesty.it/il-genocidio-israeliano-nella-striscia-di-gaza-continua/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-A-4-1024x469.jpg" alt="Il genocidio israeliano nella Striscia di Gaza continua" class="wp-image-79474"/></a></figure>



<p>&#8220;A oggi&#8221;, ha aggiunto, &#8220;<strong>non c’è nessun segnale che Israele stia prendendo provvedimenti reali per invertire l’impatto mortale</strong> dei suoi crimini e non c&#8217;è nessuna prova di un cambiamento delle sue intenzioni. Le autorità israeliane stanno continuando a portare avanti le loro spietate politiche, restringendo l’accesso agli aiuti umanitari e ai servizi essenziali e imponendo deliberatamente condizioni di vita intese a distruggere fisicamente la popolazione palestinese”.</p>



<p>Dichiarazioni riportate in un comunicato di Amnesty nel quale si legge: &#8220;Pur in presenza di alcuni miglioramenti più che modesti, Israele continua a limitare di molto<strong>&nbsp;l’ingresso delle forniture e il ripristino di servizi essenziali</strong> per la sopravvivenza della popolazione civile, ad esempio vietando l’ingresso di attrezzature e materiali che servono a riparare infrastrutture necessarie per la vita umana e per rimuovere ordigni inesplosi, macerie contaminate e rifiuti, causando rischi potenzialmente irreversibili per la salute pubblica e per l’ambiente&#8221;.</p>



<p>“I palestinesi restano bloccati in meno della metà del territorio della Striscia di Gaza, nelle aree che hanno meno possibilità di sostenere la vita umana&#8221;, ha proseguito la Callamard, &#8220;mentre gli aiuti umanitari sono ancora molto limitati. Ancora oggi, nonostante i ripetuti moniti di organismi internazionali, tre serie di ordini giuridicamente vincolanti della Corte internazionale di giustizia, due pareri consultivi della medesima Corte e gli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario e dal diritto internazionale dei diritti umani in quanto potenza occupante e soggetto coinvolto in un conflitto armato, <strong>Israele continua deliberatamente a non fornire né a consentire la fornitura di quanto necessario alla popolazione civile della Striscia di Gaza</strong>”.</p>



<p>E ha concluso: “<strong>Il cessate il fuoco non deve diventare una cortina fumogena dietro la quale Israele continua a portare avanti il genocidio</strong>. La costante condotta israeliana, che comprende il diniego deliberato e illegale di aiuti salvavita ai palestinesi, molti dei quali feriti, malnutriti e a rischio di contrarre gravi malattie, continua a minacciare la loro sopravvivenza. La comunità internazionale non può permettersi di essere compiacente: <strong>gli Stati devono tenere alta la pressione su Israele</strong> affinché consenta il pieno accesso agli aiuti umanitari, annulli il blocco illegale e ponga fine al genocidio in corso. Le aziende devono immediatamente sospendere ogni operazione che contribuisca o sia direttamente collegata al genocidio”, ha concluso la Callamard.</p>



<p>Nel frattempo, l&#8217;IDF e i coloni continuano a imperversare altrove, perseverando nell&#8217;espansionismo pregresso. Ieri i bombardamenti massivi contro il Libano e l&#8217;attacco contro la Siria, che si aggiungono alle diuturne aggressioni contro la Cisgiordania (intensificate dopo il cosiddetto cessate il fuoco di Gaza), che negli ultimi giorni registra attacchi massivi ai campi profughi di Jenin, Tulkarem e Nur Shams, che hanno provocato la fuga in massa di oltre 30mila residenti.</p>



<p>Ciò avviene mentre, in parallelo, la Commissione per gli Affari esteri e la Difesa di Israele hanno redatto un disegno di legge che renderebbe più facile per gli ebrei acquistare terreni in Cisgiordania, proposta ora al vaglio del parlamento.</p>



<p>Di ieri, appunto l&#8217;attacco alla Siria meridionale, che ha fatto <a href="https://www.france24.com/en/middle-east/20251128-several-syrians-killed-six-idf-soldiers-wounded-in-israeli-army-operation-in-southern-syria" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strame di dieci vite</a>, tra cui donne e bambini. Nell&#8217;attacco sono rimasti feriti, anche in modo grave, sei soldati, vulnus che probabilmente porterà Israele a incrementare le operazioni militari contro lo Stato confinante, aggredito senza nessuna provocazione, anzi con il presidente del post Assad che aveva espresso pubblicamente la propria volontà di un appeasement con il bellicoso vicino.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.france24.com/en/middle-east/20251128-several-syrians-killed-six-idf-soldiers-wounded-in-israeli-army-operation-in-southern-syria"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-FR-1024x563.jpg" alt="Damascus calls deadly Israeli operation in southern Syria a ‘war crime’" class="wp-image-79476"/></a></figure>



<p>E di ieri anche l&#8217;attacco al Libano, il più massivo dal cessate il fuoco siglato esattamente un anno prima e che Israele ha violato circa 10mila volte, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/2024_Israel%E2%80%93Lebanon_ceasefire_agreement" target="_blank" rel="noreferrer noopener">denunciato dall&#8217;Unifil</a>, la missione Onu che in teoria dovrebbe vigilare sulla tregua. Un bizzarro modo di celebrare l&#8217;anniversario.</p>



<p>A ciò va aggiunta, a margine, una considerazione: di fatto l&#8217;attacco di ieri appare anche un monito indiretto a <a href="https://it.insideover.com/religioni/pace-unita-diplomazia-parte-dalla-turchia-il-viaggio-di-leone-xiv-in-medio-oriente.html">papa Leone XIV</a> che si appresta ad approdare nel Paese dei cedri dopo aver visitato la Turchia in occasione dei 1700 anni dall&#8217;adozione del Credo da parte della Chiesa nel Concilio di Nicea. Il primo viaggio del Papa dalla sua elezione.</p>



<p>Forse può apparire azzardato accennare alla possibilità che l&#8217;attacco abbia tale scopo, ma non c&#8217;è altro modo per spiegare l&#8217;irragionevole escalation alla vigilia della visita del Papa, avvenimento che, al contrario, avrebbe dovuto indurre Tel Aviv a trattenere le pistole nelle fondine.</p>



<p>Il punto è che la visita deve aver irritato non poco Israele, perché, mentre la tappa turca era motivata dalla ricorrenza nicena &#8211; che ricollega Leone XIV direttamente a Benedetto XVI, il quale indisse l&#8217;Anno delle Fede che nel Credo ha il suo <a href="https://www.exsurgatdeus.org/2023/04/12/tutto-il-denzinger-sentenza-per-sentenza-1-i-simboli-della-fede/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Simbolo</a> &#8211; quella in Libano non ha altro scopo se non quello di portare un messaggio di speranza e di pace in una regione così flagellata dalla guerra.</p>



<p>Una pace altra da quella immaginata da Israele, che la pretende per sé negandola ai propri vicini a suon di bombe. Di fatto, a essere bombardato non è stato solo il Libano, ma anche, in modalità simbolica appunto, il messaggio di pace inscritto nella visita papale.</p>



<p>D&#8217;altronde, la stessa parola &#8220;pace&#8221; è ormai considerata con ostilità dal partito della guerra globale, che vede Israele accompagnarsi ai neocon-liberal Usa e ai &#8220;volenterosi&#8221; europei, ambiti consegnati al Credo delle guerre infinite dove tale parola è bandita per essere sostituita dalla parola &#8220;sicurezza&#8221;, che attualmente vede declinazioni alquanto inquietanti.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-genocidio-di-gaza-e-la-visita-di-papa-leone-xiv-in-libano.html">Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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