Un Ponte Per dal Libano: “Israele sta replicando qui il modello Gaza”
La prospettiva di una perdita di territorio a Sud e le minaccia dei bombardamenti: l'Ong racconta la situazione e i possibili sviluppi.
La prospettiva di una perdita di territorio a Sud e le minaccia dei bombardamenti: l'Ong racconta la situazione e i possibili sviluppi.
Raffaele Buccolo intervista Alex Martin Astley, il giornalista con base in Libano che ha smontato la propaganda dell'IDF. Per proteggere l'identità di Alex, l'intervista è stata svolta in modalità voce
Il Paese dei cedri resta uno dei nodi più intricati di questo lungo stallo: Israele non ha nessuna intenzione di ritirarsi dal Libano meridionale né Hezbollah di disarmare.
Mercoledì 22 aprile 2026 la giornalista libanese Amal Khalil, corrispondente del quotidiano Al-Akhbar, è stata uccisa durante un bombardamento israeliano nel sud del Libano, nei pressi della località di al-Tayri, mentre si trovava sul campo insieme alla fotoreporter Zeinab Faraj...
"Un'indignazione vera non dovrebbe iniziare, né finire, con la distruzione di una statua religiosa, per quanto offensiva possa essere tale azione…Si è consumato un genocidio. È questo che deve suscitare una vera indignazione".
Il 12 aprile, il colonnello Avichay Adraee, ex capo delle comunicazioni dell’IDF, ha pubblicato un post su X in cui annunciava che l’ospedale di Bint Jbeil, nel sud del Libano, sarebbe stato utilizzato da Hezbollah per scopi militari. A supporto...
In precedenza Netanyahu aveva scelto di evocare tematiche bibliche per le sue operazioni belliche, secondo un'interpretazione alquanto sanguinaria del sacro libro, stavolta ha optato per un esplicito satanismo, peraltro in tema con il propiziatorio sacrificio umano di massa consumato nel Paese dei cedri.
Il 13 marzo un bombardamento israeliano nel villaggio di Burj Qalaouiyah, nel distretto di Bint Jbeil, contro un centro sanitario ha ucciso 14 operatori sanitari in un solo giorno — tra medici, infermieri e paramedici — mentre erano in servizio....
Il punto è che la visita deve aver irritato non poco Israele, perché, mentre la tappa turca era motivata dalla ricorrenza nicena - che ricollega Leone XIV direttamente a Benedetto XVI, il quale indisse l'Anno delle Fede che nel Credo ha il suo Simbolo - quella in Libano non ha altro scopo se non quello di portare un messaggio di speranza e di pace in una regione così flagellata dalla guerra.
Le ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte dell'IDF non hanno suscitato nessuna reazione da parte dei leader occidentali, come se la parola tregua abbia tacitato tutto, come se i morti e i feriti, che a Gaza non possono neanche accedere a cure vere e proprie date le restrizioni e la devastazione del sistema sanitario, siano qualcosa che non meriti nessuna attenzione. Israele ha accettato il cessate il fuoco e questo basta. Sotto questo ombrello tutto si può derubricare a quisquilia.
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