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	<title>Lgbt Archives - InsideOver</title>
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	<title>Lgbt Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Omonazionalismo: se la comunità gay vira a destra in nome della sicurezza e dell&#8217;identità occidentale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/omonazionalismo-se-la-comunita-gay-vira-a-destra-in-nome-della-sicurezza-e-dellidentita-occidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 05:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-600x280.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-1536x717.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli omosessuali sono pronti a sposare l'agenda conservatrice in cambio di più sicurezza, protezione sociale e difesa dell'identità nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/omonazionalismo-se-la-comunita-gay-vira-a-destra-in-nome-della-sicurezza-e-dellidentita-occidentale.html">Omonazionalismo: se la comunità gay vira a destra in nome della sicurezza e dell&#8217;identità occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-600x280.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-1536x717.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un’epoca in cui molti vanno sostenendo che il soffitto delle ideologie sia stato sfondato, l’elettorato si dimostra sempre più fluido e malleabile tanto che nessuno schieramento può fare affidamento su uno zoccolo duro di votanti a prescindere dai corteggiamenti del passato. Secondo il quotidiano spagnolo <em><a href="https://www.elmundo.es/internacional/2026/07/27/6a662bbf21efa01e088b458e.html">El Mundo</a></em>, <strong>gli omosessuali starebbero virando decisamente a destra in molti Paesi europei</strong>, sposando l’agenda conservatrice a discapito di quella progressita al cui centro c’è sempre stata la battaglia per i diritti civili negli ultimi anni. <strong>La richiesta di maggiore sicurezza e i fallimenti della globalizzazione hanno forgiato il sodalizio tra comunità LGBT e partiti di destra </strong>che è già sotto la lente di ingrandimento degli accademici dai primi del Duemila, in quanto non sarebbe così recente come si crede. Il fenomeno al momento è perlopiù diffuso nell’Europa centro-settentrionale ma anche in Italia sembra che ci siano dei piccoli cambi di rotta. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L’omonazionalismo: gli albori di una nuova alleanza sociopolitica</h2>



<p>Nel 2007, la sociologa americana <strong>Jabir Puar</strong> ha pubblicato il saggio dal titolo <em>Terrorist Assemblages: Homonationalism in Queer Times</em> in cui coniò un termine che spesso non è sentito nominare nel dibattito pubblico ma che potrebbe essere utile per inquadrare il nuovo matrimonio elettorale: <strong>omonazionalismo</strong>. Puar sostenne la tesi secondo cui i Governi occidentali promuovevano una retorica volta a dare risalto alle libertà civili e alle conquiste collezionate sul campo dei diritti, compresi quelli riguardanti la comunità LGBT, da contrapporre all’assenza degli stessi nei Paesi islamici. </p>



<p>In quegli anni era in corso la cosiddetta “guerra al terrore” dopo gli attentati dell’11 settembre contro Iraq e Afghanistan e se da una parte i conflitti erano combattuti con le armi convenzionali, dall’altra si poneva l’accento sulle differenze culturali mettendo in evidenza l’emancipazione delle donne e dei gay nelle democrazie occidentali contro la condizione di marginalità e arettratezza in cui erano relegati dall’altra lato del mondo. Una visione volta a dipingere il blocco occidentale come baluardo delle libertà individuali e della lotta alle discriminazioni.</p>



<p><strong>Tale impostazione fu fatta propria da movimenti politici culturali di stampo conservatore</strong> che puntavano il dito contro l’immigrazione proveniente dal mondo musulmano e si battevano per la tutela di un patrimonio culturale e legislativo di cui fanno parte anche i diritti degli omossesuali. Tra i primi a farsi paladini dell’omonazionalismo è stato il politico olandese <strong>Pim Fortuyn</strong>, dichiarateamente gay, il quale aveva messo in piedi una piattaforma programmatica di destra impernniata sulla valorizazione dell’identità nazionale, il contrasto all’immigrazione di massa e un pieno riconoscimento dei diritti civili.&nbsp;</p>



<p>Se all&#8217;inizio di questo secolo l’iniziativa di Fortuyn poteva non intercettare l’interesse diffuso della comunità LGBT, a distanza di vent’anni si registra un’inversione di trend in tutto il Vecchio Continente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Pen, Weidel, Farage: il boom tra gli LGBT</h2>



<p>A fare incetta di voti tra gli elettori omosessuali è l’<strong>Alternative für Deutschland </strong>in Germania che può contare su circa il 28% del loro supporto. L’elemento di seduzione nei confronti dei gay tedeschi è la  leadership di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/alice-weidel-lanti-merkel-dellafd.html">Alice Weidel</a></strong>, apertamente lesbica e sposata con una donna di origini cingalesi con cui ha adottato due figli. Weidel si è espressa a favore delle unioni civili per le coppie dello stesso sesso spingendosi ad affermare che “la famiglia è dove ci sono i bambini”. La leader dell’AfD ha più volte detto di avere un’idea di famiglia più moderna e liberale del resto del suo partito, sebbene abbia affermato che la legalizzazione del matrimonio egualitario non sia una priorità.</p>



<p>Numeri da record si registrano in Francia per il <strong><em>Rassemblement National </em>di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-marine-le-pen.html">Marine Le Pen </a>e J<a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-jordan-bardella-il-delfino-di-marine-le-pen.html">ordan Bardella</a> </strong>che primeggerebbe nell’ettorato gay conquistando il 27% dei suffragi. Secondo l&#8217;istituto di sondaggio Ifop, il partito di destra è stato in grado di rompere il monopolio della sinistra sui voti degli omessuali, assegnando alla <em>France Insoumise </em>di Jean-Luc Mélenchon il 25% delle preferenze. Il sondaggio evidenzia come le intenzioni di voto siano orientate spesso dal genere di appartenenza in quanto la componente maschile della comunità LGBT predilige Le Pen, mentre la componente femminile preferisce Mélenchon considerando la France Insoumise più sensibile alle istanze femministe. <strong>Il fascino esercitato dalla leader della destra sui gay è in parte riconducibile al processo di <em>dédiabolisation </em>impresso al Rassemblemt National, spogliandolo della veste cucitagli addosso dagli eredi della Repubblica di Vichy per farne un partito conservatore in senso più classico, passando anche dall’apertura alla comunità LGBT</strong>. Marine Le Pen ha avuto per diversi anni come braccio destro <strong>Florian Philippot</strong>, gay dichiarato, e ha più volte dichiarato i rischi per i diritti degli omosessuali nelle periferie francesi a maggioranza arabo-musulmana affermando: “Sento sempre più spesso racconti di come in certi quartieri non sia bello essere donna, o omosessuale, o ebreo, o persino francese o bianco”. </p>



<p>Altro leader prediletto dai gay è il britannico <strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/profili-nigel-farage-il-politico-da-pub-che-prende-a-sassate-la-vecchia-inghilterra.html">Nigel Farage</a></strong> che con il suo Reform UK è nettamente in testa con il 25% delle loro preferenze staccando i laburisti e i conservatori che raccolgono rispettivamente il 18% e il 15%. Negli anni Farage si è espresso a favore delle unioni civili mentre si è detto contrario al matrimonio egualitario rispetto al quale, però, ha promesso di non chiederne l&#8217;abrogazione nel caso in cui si insediasse a Downing Street.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">E in Italia?</h2>



<p>In Italia non ci sono indagini ufficiali condotte da istituti di sondaggio riguardo alle intenzioni di voto della comunità LGBT ma secondo alcune stime calcolate ai tempi delle politiche del 2022 ed è emersa una netta preferenza per i partiti costituenti l’alleanza di centrosinistra (Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, +Europa e Movimento 5 Stelle). Tuttavia, a inizio del 2026 Francesca Pascale &#8211; ex compagna di Silvio Berlusconi &#8211; ha lanciato l’associazione Gay Conservatori e Liberali volta a promuovere l’introduzione dei diritti civili nel programma dei partiti di centrodestra e a contrastare le istanze woke in seno alla comunità omosessuale.</p>



<p><strong>Il quadro che emerge nel resto d’Europa fotografa un elettorato gay che mette ai primi posti esigenze che non coincidono con le battaglie storiche legate all’orientamento sessuale ma che intercettano un interesse del tutto trasversale</strong>. Da una parte, secondo qualcuno, è perché nei rispettivi Paesi si è raggiunto un livello di riconoscimento dei diritti civili piuttosto soddisfacente tanto da non pretendere la regolamentazione prioritaria di ulteriori. Dall’altra, secondo altri, gli omosessuali non sono solo tali ma anche lavoratori, abitanti della grandi città e cittadini comuni agli eterosessuali che vivono sulla loro pelle le storture della Globalizzazione, di un mercato del lavoro sempre più precario e di un’integrazione non sempre riuscita e per cui chiedono più sicurezza, più protezione sociale e valorizzazione delle radici culturali. Se il ceto medio, da un decennio a questa parte, vota in modo crescente per la destra sovranista e sempre meno per la sinistra progressita a fronte delle suddette richieste e non c’è da stupirsi che anche i gay seguono lo stesso trend poiché appartenenti, in gran parte, alla stessa classe sociale.</p>



<p>L’anno prossimo si terranno le elezioni presidenziali in Francia e saranno un primo banco di prova per capire quanto questi sondaggi ci abbiano visto giusto. &nbsp; </p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Indietro tutta sui transgender, la guerra culturale di Trump sbarca nelle forze armate Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-niente-transgender-tra-i-soldati-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 08:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Transessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Trump administration]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per eliminare l'"ideologia transgender" dall'esercito americano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-niente-transgender-tra-i-soldati-usa.html">Indietro tutta sui transgender, la guerra culturale di Trump sbarca nelle forze armate Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 27 gennaio 2025, <strong>Donald Trump</strong> ha firmato un ordine esecutivo volto a eliminare quella che ha definito &#8220;<strong>ideologia transgender</strong>&#8221; dalle forze armate statunitensi. L&#8217;ordine non rappresenta un divieto con effetto immediato, ma incoraggia il Pentagono a sviluppare una politica che consideri la loro presenza nelle forze armate incompatibile con il servizio militare.</p>



<p>Il documento sottoscritto dal Presidente stabilisce anche standard militari riguardanti <strong>pronomi e identità di genere,</strong> impedendo potenzialmente a migliaia di persone appartenenti alla categoria di servire il Paese. Al momento, non è chiaro se ai soldati transgender già in servizio sarà consentito di rimanere e, in caso contrario, come verrebbero sollevati dall&#8217;incarico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il braccio di ferro di Trump</h2>



<p>Trump nell&#8217;ordinanza ha <a href="https://www.thetimes.com/us/news-today/article/trans-military-ban-trump-covid-7j92fjjms?utm_source=chatgpt.com&amp;region=global">affermato </a>che &#8220;molte condizioni di salute fisica e mentale sono incompatibili con il servizio attivo&#8221; e che le forze armate statunitensi &#8220;sono state afflitte da un’ideologia di genere radicale per compiacere gli attivisti&#8221;. Si tratta, però, di affermazioni basate sullo stereotipo secondo cui chi intraprende un percorso di transizione è <strong>confuso, &#8220;malato&#8221; e non sano fisicamente e mentalmente</strong>, ergo non possiede i requisiti adeguati per poter ricoprire ruoli che prevedono una certa responsabilità.</p>



<p>Dal pregiudizio alla confusione il passo è breve. &#8220;L&#8217;adozione di un&#8217;identità di genere incompatibile con il sesso di un individuo&nbsp;è in conflitto con l&#8217;impegno di un soldato verso uno stile di vita onorevole, veritiero e disciplinato, anche nella propria vita personale&#8221;, sostiene Trump. Si dà per scontato che la costruzione di un&#8217;identità che consenta a una persona di vivere al meglio comprometta direttamente il suo impegno all&#8217;onore, come se <strong>il non identificarsi con il genere assegnato alla nascita</strong> fosse un tradimento nei confronti del proprio corpo e della propria identità. Infatti, aggiunge anche che &#8220;l&#8217;affermazione di un uomo di essere una donna e la sua richiesta che gli altri onorino questa falsità non sono coerenti con l&#8217;umiltà e l&#8217;altruismo richiesti a un membro del servizio&#8221;.</p>



<p>Tra le indicazioni fornite a <strong>Pete Hegseth</strong>, ex giornalista di Fox News e neo-confermato segretario alla Difesa, c&#8217;è quella di vietare &#8220;l’uso di pronomi inventati e basati sull’identificazione&#8221; nelle forze armate e proibire a uomini e donne biologici di utilizzare strutture per dormire, cambiarsi e fare il bagno destinate al sesso opposto.</p>



<p>Prima della sua nomina al Pentagono, Hegseth ha scritto un libro, <em>War on Warriors</em>, in cui ha scritto che i transgender non dovrebbero mai essere ammessi al servizio militare, poiché ciò sarebbe dannoso per le reclute, per le forze armate e per la sicurezza nazionale. Da ciò, si può evincere l&#8217;impostazione delle possibili decisioni future.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La situazione prima di Trump</h2>



<p>Prima dell&#8217;attuale amministrazione, le politiche riguardanti le persone transgender nell&#8217;esercito degli Stati Uniti sono state <strong>altalenanti </strong>e hanno subito diverse evoluzioni. Le amministrazioni democratiche hanno sempre tentato di consentire libero accesso al servizio, ma Trump ha più volte minato questo diritto.</p>



<p>Nel 2016, sotto l&#8217;<strong>amministrazione Obama,</strong> il Pentagono ha annunciato che le persone transgender potevano prestare servizio nelle forze armate. Ciò stabiliva che le truppe trans già in servizio potevano dichiararsi apertamente<strong>&nbsp;</strong>e che le reclute transgender avrebbero dovuto iniziare a essere accettate entro il 1 luglio 2017. Tuttavia, proprio nel 2017, <strong>durante il primo mandato di Trump</strong>, è stato reintrodotto un divieto che impediva alle persone transgender di arruolarsi, pur consentendo a coloro che già servivano di rimanere. Questo divieto è stato successivamente revocato nel 2021 dall&#8217;<strong>amministrazione Biden</strong>, ripristinando la possibilità per le persone transgender di servire apertamente, sostenendo che tutti gli americani che possiedono i requisiti necessari dovrebbero avere la possibilità di servire.</p>



<p>Non esistono dati certi su quanti soldati transgender siano in servizio attivo o di riserva, ma si stima che il numero di persone transgender nell&#8217;esercito statunitense sia compreso <strong> tra 9mila e 14mila</strong> su circa due milioni di militari in servizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Coerenza con le promesse elettorali</h2>



<p>Se non altro, le recenti decisioni di Trump sono in linea con le promesse fatte durante la sua <strong>campagna elettorale</strong>. Durante i comizi, aveva già espresso l&#8217;intenzione di eliminare l'&#8221;ideologia transgender&#8221; dall&#8217;esercito e di porre fine ai programmi di diversità e inclusione nelle forze armate. Queste misure riflettono la sua visione sicuramente più tradizionale del ruolo militare e rappresentano una chiara critica alle politiche di inclusione adottate dalle precedenti amministrazioni.</p>



<p>Ma il nuovo ordine esecutivo è coerente anche con il discusso<strong> </strong>ordine esecutivo dal titolo <em>Defending women from gender ideology extremism and restoring biological truth to the federal government </em>(Difendere le donne dell&#8217;estremismo dell&#8217;ideologia gender e ripristinare la verità biologica nel governo federale).&nbsp;I destinatari sono le <strong>persone transgender e non-binary</strong> e si stabilisce che il Governo federale riconosce solo due sessi, maschile o femminile, come assegnati alla nascita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Critiche e mobilitazioni degli attivisti</h2>



<p>Le nuove direttive hanno subito suscitato critiche da parte dei <strong>gruppi per i diritti civili,</strong> che le considerano <strong>discriminatorie</strong> e potenzialmente <strong>incostituzionali</strong>. Organizzazioni come <strong>Lambda Legal </strong>e <strong>Human Rights Campaign</strong> hanno <a href="https://lambdalegal.org/newsroom/us_20250127_ll-and-hrc-pledge-quick-action-against-trump-administration-renewed-transgender-military-service-ban/">annunciato </a>l&#8217;intenzione di intraprendere <strong>azioni legali </strong>contro queste misure e citare in giudizio l&#8217;amministrazione Trump, sottolineando la loro crudeltà e il potenziale danno alla sicurezza nazionale.</p>



<p>Lambda Legal e insieme a Modern Military Association of America hanno già <a href="https://lambdalegal.org/case/karnoski-v-trump/">fatto causa</a> all&#8217;amministrazione Trump nel 2017 per bloccare la stessa politica, quando l&#8217;allora presidente annunciò con un tweet l&#8217;intenzione di vietare ai transgender di prestare servizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre ai transgender nell&#8217;esercito&#8230;</h2>



<p>Il provvedimento recentemente approvato fa parte di una serie di ordini esecutivi firmati da Trump che include la <a href="https://www.reuters.com/world/us/trump-fires-coast-guard-commandant-over-dei-security-fox-news-reports-2025-01-21/">destituzione </a>di <strong>Linda Fagan</strong>, comandante della guardia costiera, unica donna a capo di un ramo delle forze armate, nonché prima donna a guidare una branca dell&#8217;esercito statunitense- Tra le spiegazioni del suo sollevamento dall&#8217;incarico, Fagan è stata criticata per &#8220;l&#8217;eccessiva attenzione alle politiche di diversità, equità e inclusione, anche presso l&#8217;Accademia della Guardia costiera degli Stati Uniti, distogliendo risorse e attenzione dagli imperativi operativi&#8221;.</p>



<p>Trump ha poi ordinato la <strong>reintegrazione</strong> <strong>dei no-vax</strong>, ovvero dei militari espulsi per aver rifiutato il vaccino contro il COVID-19 e ha annunciato piani per la costruzione di un sistema di difesa aerea simile alla Cupola di Ferro israeliana. <a href="https://it.insideover.com/difesa/sorpresa-gli-usa-non-hanno-una-vera-difesa-aerea-per-questo-trump-vuole-un-iron-dome.html">L&#8217;<strong>Iron Dome</strong> </a>è stato utilizzato da Israele per intercettare i missili lanciati da Hamas da Gaza e da Hezbollah in Libano. Il sistema è però progettato per contrastare minacce a corto raggio e non è efficace contro i missili intercontinentali, che rappresentano la principale minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti.</p>



<p>Queste ultime decisioni segnano un significativo <strong>cambiamento</strong> nelle politiche militari degli Stati Uniti, evidenziando un preoccupante <strong>ritorno a principi più tradizionali</strong>, in netta opposizione alle recenti iniziative di diversità e inclusione.</p>



<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transgender_personnel_in_the_United_States_military?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p><a href="https://www.thetimes.co.uk/article/trans-military-ban-trump-covid-7j92fjjms?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-niente-transgender-tra-i-soldati-usa.html">Indietro tutta sui transgender, la guerra culturale di Trump sbarca nelle forze armate Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Georgia in stile Russia, entra in vigore la legge anti-Lgbt</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/georgia-in-stile-russia-entra-in-vigore-la-legge-anti-lgbt.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 13:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Georgia]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste in Georgia]]></category>
		<category><![CDATA[Sogno Georgiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241010182123845_9584c81ca7fa48dda33e14defe443bd9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241010182123845_9584c81ca7fa48dda33e14defe443bd9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241010182123845_9584c81ca7fa48dda33e14defe443bd9-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241010182123845_9584c81ca7fa48dda33e14defe443bd9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241010182123845_9584c81ca7fa48dda33e14defe443bd9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241010182123845_9584c81ca7fa48dda33e14defe443bd9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241010182123845_9584c81ca7fa48dda33e14defe443bd9-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Georgia è stata approvata una legge che vieta la "propaganda LGBT", seguendo l'esempio della legge russa del 2013.</p>
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<p>Il&nbsp;presidente del Parlamento della <strong>Georgia</strong>, Shalva Papuashvili, ha firmato e promulgato una legge che vieta quella che viene definita &#8220;<strong>propaganda LGBT</strong>&#8220;, seguendo l&#8217;esempio della controversa normativa approvata in Russia nel 2013. La proposta era stata&nbsp;presentata a marzo&nbsp;da <strong>Sogno Georgiano</strong>, il partito al potere dal 2012. Il tutto accade in prossimità delle elezioni legislative in programma il 26 ottobre.</p>



<p>La legge è stata approvata nonostante la contrarietà dalla presidente filo-occidentale<strong> Salome Zourabichvili</strong>, ormai lungamente in contrasto con la maggioranza parlamentare, che aveva rifiutato di ratificarla. La legge è stata modellata sulla base della legislazione introdotta dalla Russia, che vieta la diffusione di informazioni che potrebbero essere interpretate come promozione di relazioni non eterosessuali ai minori. </p>



<p>Lo scopo è vietare quella che viene definita &#8220;<strong>propaganda delle relazioni omosessuali e dell&#8217;incesto</strong>&#8221; nelle scuole e nelle trasmissioni televisive. Inoltre, la legge rende illegali le operazioni per il cambio di sesso e le adozioni da parte degli omosessuali. Come nel caso russo, i promotori della legge in Georgia giustificano la normativa affermando che ha lo scopo di &#8220;<strong>proteggere i valori</strong> tradizionali e la moralità&#8221; del Paese, prevenendo una presunta influenza negativa sui giovani.</p>



<p>In termini pratici, la legge prevede restrizioni significative sulla rappresentazione pubblica dell&#8217;omosessualità, impedendo ad esempio la diffusione di materiali educativi o culturali che includano contenuti LGBT nelle scuole, nei media o negli eventi pubblici. Inoltre, potrebbe essere vietata la promozione di campagne a favore dei diritti LGBT, comprese le manifestazioni pubbliche come i <strong>Pride</strong>, che in Georgia già affrontano difficoltà logistiche e di sicurezza.</p>



<p>La legge è stata approvata a settembre durante una votazione boicottata dalle opposizioni e criticata dalle organizzazioni per i diritti umani, in particolare per l&#8217;equiparazione tra omosessualità e incesto presente nella sua formulazione. L&#8217;Unione Europea ha reagito all&#8217;emanazione del disegno di legge sospendendo i negoziati di adesione all&#8217;UE, mentre gli Stati Uniti hanno optato per l&#8217;avvio di una &#8220;revisione completa&#8221; delle relazioni con la Georgia.</p>



<p>Questo tipo di legislazione ha effetti devastanti sulla <strong>libertà di espressione</strong> e sui diritti civili delle persone LGBT, poiché <strong>limita il dibattito pubblico</strong> e il riconoscimento della diversità sessuale. Come già avvenuto in Russia, c&#8217;è il rischio concreto che la legge possa creare un ambiente ancora più ostile per le persone non eterosessuali, alimentando discriminazioni, violenze e abusi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto politico e le influenze esterne</h2>



<p>La Georgia è un Paese complesso, situato tra Europa e Asia, con una storia segnata da forti tensioni geopolitiche. Da un lato, il governo e gran parte della popolazione guardano all&#8217;Unione Europea e alla NATO come modelli di riferimento per lo sviluppo economico e la democrazia. Dall&#8217;altro lato, la Russia continua a esercitare una <strong>forte influenza politica</strong> e culturale, soprattutto nelle regioni secessioniste dell&#8217;Abkhazia e dell&#8217;Ossezia del Sud, che sono state al centro di conflitti armati nel recente passato.</p>



<p>Questa nuova legge rappresenta in parte un tentativo di <strong>rafforzare il legame della Georgia con la Russia </strong>sul piano culturale e ideologico, in contrasto con i valori liberali promossi dall&#8217;Occidente. Il Governo georgiano, pur non dichiarando esplicitamente di seguire l&#8217;agenda russa, sembra muoversi in una direzione simile, cercando di placare le fazioni più conservatrici e ortodosse del Paese. Questo ha portato a una crescente divisione interna tra i cittadini che desiderano un&#8217;adesione più stretta ai principi europei di diritti umani e democrazia liberale, e coloro che invece preferiscono mantenere una visione più tradizionalista e &#8220;autenticamente georgiana&#8221; della società.</p>



<p>Le pressioni esterne da parte della Russia, insieme all&#8217;influenza della Chiesa ortodossa georgiana, rappresentano quindi due forze fondamentali che stanno orientando il Paese verso una posizione conservatrice su temi come i diritti LGBT. La<strong> Chiesa ortodossa</strong> ha un&#8217;influenza profondissima nella società georgiana e ha apertamente appoggiato la legge, descrivendo l&#8217;omosessualità come un &#8220;peccato&#8221; e definendo la promozione dei diritti LGBT come una minaccia per l&#8217;identità nazionale e religiosa.</p>



<p>L&#8217;approvazione della legge ha provocato una <strong>reazione</strong> immediata da parte della comunità LGBT e dei loro sostenitori. Le proteste si sono svolte nella capitale, Tbilisi, e in altre città del Paese, con persone che sono scese in piazza per denunciare quella che considerano una grave violazione dei diritti umani. Il governo ha cercato di minimizzare l&#8217;impatto delle proteste, sostenendo che la legge non discrimina le persone LGBT, ma è piuttosto un tentativo di &#8220;proteggere i minori&#8221;. Tuttavia, gli oppositori politici e le organizzazioni internazionali per i diritti umani, come Amnesty International e Human Rights Watch, hanno condannato duramente la normativa, accusando il Governo georgiano di favorire un&#8217;ideologia repressiva e discriminatoria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali scenari si prospettano</h2>



<p>La Georgia si trova ora a un bivio cruciale. Da una parte, le <strong>aspirazioni europee</strong> del Paese rischiano di essere compromesse da questa legislazione, in quanto l&#8217;Unione Europea ha chiaramente espresso la propria opposizione a qualsiasi forma di discriminazione basata sull&#8217;orientamento sessuale. La legge contro la &#8220;propaganda LGBT&#8221; potrebbe rallentare o addirittura bloccare i negoziati per l&#8217;ingresso della Georgia nell&#8217;UE, un obiettivo politico perseguito dalla nazione da oltre un decennio.</p>



<p>Dall&#8217;altra parte, c&#8217;è il rischio che il Paese possa scivolare sempre di più verso una forma di <strong>autoritarismo conservatore</strong>, con una crescente repressione delle minoranze e una limitazione della libertà di espressione. Le forze politiche conservatrici stanno guadagnando terreno, alimentate da un crescente nazionalismo e dalla paura di un&#8217;invasione culturale da parte dell&#8217;Occidente. Queste dinamiche ricordano molto la traiettoria intrapresa dalla Russia negli ultimi anni, che ha visto un progressivo allontanamento dai valori democratici e liberali in favore di un sistema politico sempre più autoritario e repressivo.</p>
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		<title>Da &#8220;democratura&#8221; ad autocrazia: la stretta sul dissenso in Russia fino al caso Navalny</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/da-democratura-ad-autocrazia-la-stretta-sul-dissenso-in-russia-fino-al-caso-navalny.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 06:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[autocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[avdeevka]]></category>
		<category><![CDATA[civiltà]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[navalny]]></category>
		<category><![CDATA[occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[stolypin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Forze armate Russia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-1024x668.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La morte di Navalny è arrivata tre giorni dopo la firma di Putin su una nuova legge contro il dissenso. Una coincidenza. Ma la Russia è cambiata e non in meglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/da-democratura-ad-autocrazia-la-stretta-sul-dissenso-in-russia-fino-al-caso-navalny.html">Da &#8220;democratura&#8221; ad autocrazia: la stretta sul dissenso in Russia fino al caso Navalny</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Forze armate Russia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-1024x668.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra i tanti rimandi che la fine drammatica e improvvisa di<a href="https://it.insideover.com/politica/navalny-putin-e-labbaglio-occidentale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Aleksej Navalny</strong></a> ha ispirato, ce n&#8217;è uno che è sfuggito a tutti: il dissidente è morto nella colonia penale IK-3 dell&#8217;Artico tre giorni dopo che Vladimir Putin ha controfirmato, rendendola effettiva, la legge che aggiunge il sequestro dei beni alla pena fino a un massimo di 5 anni di carcere prevista per coloro che diffondono &#8220;notizie false&#8221; sulle forze armate russe. Una coincidenza, certo. Ma un combinato disposto di fatti che gettano piena luce su una realtà indiscutibile: tra le cose che i due anni della guerra in Ucraina, che ricorreranno il 24 febbraio, hanno cambiato in Russia c&#8217;è anche la natura del potere che la regge. </p>



<p>Per molti anni la Russia ha potuto essere definita una <em>demokratura</em>, cioè un regime fortemente centralizzato con spazi di democrazia. D&#8217;altra parte <strong>Vladimir Putin</strong> era stato molto chiaro, una volta arrivato al vertice della politica russa, nel definire le &#8220;sue&#8221; priorità: la prima, riportare coesione nel sistema riportando il centro (Mosca, il Cremlino) al centro di tutto, con le periferie chiamate a eseguire le direttive del Governo (appunto) centrale. </p>



<p><a href="https://lospiegone.com/2019/08/29/ricorda-1999-la-seconda-guerra-in-cecenia/">L&#8217;ultima guerra di Cecenia</a>, che Putin condusse nel modo che sappiamo a cominciare da quand&#8217;era &#8220;solo&#8221; primo ministro, nel 1999, era in essenza il monito definitivo  tutti coloro che, com&#8217;era successo nell&#8217;epoca Eltsin, erano tentati di mettere in discussione l&#8217;unità della Federazione Russa. <strong>D&#8217;altra parte, il pensiero che occorre uno Stato forte all&#8217;interno per essere rispettati e/o temuti all&#8217;esterno è sempre stato presente in Putin.</strong> Però per molti anni la stampa critica ha potuto lavorare, le organizzazioni umanitarie aprire sedi e condurre missioni, l&#8217;opposizione farsi sentire, i giornalisti stranieri viaggiare nel Paese e raccontare ciò che vedevano. Non che fosse facile. I limiti non erano ampi, le intimidazioni non mancavano ma in generale si poteva. Se <strong>Dmitrij Muratov</strong>, direttore della <em>Novaja Gazeta</em>, ha avuto il Premio Nobel per la Pace nel 2021, è perché per anni il suo giornale (che pure ha avuto le sue vittime) è uscito, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BCT5A6AQF3k">ha raccontato una Russia certo non di regime</a> e ha potuto raggiungere i lettori.</p>



<p>Le cose cominciano a cambiare quando le cosiddette &#8220;rivoluzioni colorate&#8221; arrivano in Georgia nel 2003 e in Ucraina nel 2004, cioè ai confini della Russia. L&#8217;allargamento dell&#8217;Unione Europea (2004) a una serie di Paesi usciti dall&#8217;esperienza sovietica con una carico di rancori anti-russi, e il corrispondente allargamento della Nato, cioè di un&#8217;alleanza militare a guida Usa, fanno il resto. Lo Stato forte desiderato da Putin comincia a dotarsi di un pensiero a sua volta forte e a ricostruire la storia patria sulla base delle nuove esigenze politiche. Non è un caso se l&#8217;uomo politico russo più amato da Putin è  <strong>Pjotr Stolypin</strong>, il tedesco ch&#8217;era stato primo ministro dal 1906 al 1911, <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/petr-arkadqevic-stolypin_(Enciclopedia-Italiana)/">grande riformatore e grande fautore dello Stato autoritario</a>. La Russia non è uno Stato ma una forma particolare di civiltà, disconoscere la sua storia (in cui tutto si tiene, dalla <strong>Rus&#8217; culla dell&#8217;ortodossia alla Russia imperiale fino alla Russia post-sovietica</strong>, passando però per Stalin condottiero della lotta dei russi contro il nazismo) e sposare i valori occidentali significa tradirla. In questa fase entrano in vigore i provvedimenti che proibiscono la cosiddetta &#8220;propaganda LGBT&#8221;, perché uno dei tratti distintivi dello Stato-civiltà russo è il suo attaccamento ai &#8220;valori tradizionali&#8221;, patria-famiglia-religione in primo luogo. </p>



<p>In quel modo la <strong><em>demokratura</em>  diventa, appunto, Stato autoritario. Stato del pensiero unico,</strong> condizione che diventa sempre più stringente man mano che il confronto con l&#8217;Occidente si fa più serrato. L&#8217;Euromaidan che scuote l&#8217;Ucraina nel 2014, e che il Cremlino considera non una rivoluzione ma un colpo di Stato a guida americana, convince Putin e i suoi che nessun dialogo è più possibile e nessun varco può essere lasciato aperto. <a href="https://www.amnesty.it/russia-due-anni-dopo-larresto-di-navalny-lopposizione-e-ridotta-al-silenzio-in-carcere-o-in-esilio/">Il cappio al dissenso si stringe piano piano</a>, fino al 2021 in cui Navalny viene arrestato, le sue organizzazioni messe al bando, i suoi collaboratori costretti all&#8217;esilio. È la vigilia dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, e questi due anni di regime di guerra hanno compiuto l&#8217;opera, compimento simboleggiato, come dicevamo, dalla morte dello stesso Navalny.  Ogni spazio viene chiuso con una serie di leggi speciali, la più emblematica delle quali è quella che citavamo all&#8217;inizio: diffondere &#8220;notizie false&#8221; sulle forze armate può costare cinque anni di carcere e il sequestro dei beni. Scrivere, per fare un esempio teorico, che <strong>i russi hanno conquistato Avdeevka</strong> ma hanno perso un sacco di uomini, può essere considerato un notizia falsa, con quel che ne consegue. Il sequestro dei beni, poi, è mirato non alle persone comuni ma a tutti coloro che possono avere molto da perdere: scrittori, intellettuali, artisti, che magari sono emigrati all&#8217;estero senza però potersi portare appresso case, dace, diritti d&#8217;autore o altri possessi materiali. La Russia è ora un&#8217;autocrazia. Il percorso si è compiuto.</p>



<p>     </p>



<p>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/da-democratura-ad-autocrazia-la-stretta-sul-dissenso-in-russia-fino-al-caso-navalny.html">Da &#8220;democratura&#8221; ad autocrazia: la stretta sul dissenso in Russia fino al caso Navalny</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Guardami</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/academy/essere-trans-ritratti-persone-transgender.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arianna Zampini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Transessualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ore di registrazioni audio e centinaia di fotografie scattate. Arianna Zampini immortala la testimonianza di 18 persone transgender.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                        03.02.2023
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                    Guardami
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                        Ore di registrazioni audio e centinaia di fotografie scattate. Arianna Zampini immortala la testimonianza di 18 persone transgender.
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                Arianna Zampini
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<h2 class="wp-block-heading">Il seguente reportage è tra i vincitori del <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-fotogiornalismo-con-marco-gualazzini" target="_blank" rel="noreferrer noopener">corso di fotogiornalismo della Newsroom Academy</a> tenuto da Marco Gualazzini</h2>



<p>Ore di registrazioni audio e centinaia di fotografie scattate. Entrare a contatto con la storia di qualcuno è un atto di fusione con l’altro. Un dono. Così come fotografare e posare per una fotografia. L’immagine dell’altro diventa un insieme di gesti e di micro espressioni che fremono dalla voglia di venir colti quando le parole non bastano.&nbsp;</p>



<p>La necessità d’esprimersi liberamente e d’esistere per se stessi è il filo conduttore che unisce le persone ritratte. Venire ritratti, qui, perde la sua passività e diventa scelta, decisione, gesto attivo.<br>L’esperienza trans è esperienza umana, è oggetto e soggetto. L’esperienza trans è indignazione; è resistenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1700" height="1133" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia.jpg" alt="" class="wp-image-379052" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia.jpg 1700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1700px) 100vw, 1700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Antonia, 50 anni, Milano</figcaption></figure>



<p>&#8220;Quest&#8217;anno compio 50 anni. Sono 28 anni che sono in transizione. Sono arrivata a Milano nel ‘94 e da quel momento ho iniziato la mia transizione verso il femminile.&nbsp;Dal ’94 ad oggi Milano è cambiata, è più accogliente. Nel ’94 la prostituzione era una scelta obbligata, anche per me lo è stata; non c&#8217;era informazione, non c’era l’internet di adesso, c’era solo il passaparola. Oggi come oggi per fortuna noi persone trans abbiamo molte altre opportunità, non esiste solo la prostituzione. La società italiana è un po&#8217; cambiata. Non avrei mai pensato di arrivare a 50 anni. Ho passato una vita davvero travagliata, ma ho affrontato come potevo le varie situazioni. Nel ’94 quando ho &#8216;scelto&#8217; la prostituzione, non c’era una prospettiva di vita a lungo termine, era come vivere alla giornata. La prostituzione, la strada, ti cambiano, ti induriscono, io ho cercato di mantenere il più possibile la mia genuinità, il mio essere. Quando mi guardo indietro e penso a quanta strada ho fatto, penso anche a quanta ancora ne devo fare: sono convinta che io sia ancora qui per aiutare, per dar voce, per provare a cambiare, con la mia esperienza, le vite altrui, la società. Sono felice degli obbiettivi che ho raggiunto, sono felice dei miei 50 anni, voglio vivere tutto, le mie rughe, perché parlano di me, sono saggezza&#8221;.</p>



<p>Antonia</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea.jpg" alt="" class="wp-image-379053" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andrea, 24 anni, Milano</figcaption></figure>



<p>“So di essere trans fin da quando ero bambino. Non sapevo esattamente cosa fosse, non sapevo dargli un nome, ma provavo delle cose. Ho capito cosa stessi vivendo e finalmente dargli un nome, all’età di 16 anni… grazie ai social, a Internet. Nonostante ne avessi preso coscienza, c’è voluto tempo prima di ammetterlo a me stesso. La parte più difficile è stata accettare me stesso come persona. Fino a quando non ho deciso di fare quel passo fondamentale, ovvero l’accettazione di me come ragazzo trans, è stato difficile relazionarmi agli altri, creare rapporti. Questo perché non mi sentivo parte di niente. Di nessun gruppo. Alle superiori è stata dura, sentivo di voler stare con i ragazzi perché mi sentivo più simile a loro, ma il mio corpo era quella di una ragazza e quindi venivo escluso. Stessa cosa valeva per le ragazze, non mi trovavo in linea con i loro interessi&#8221;.</p>



<p>Andrea</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina.jpg" alt="" class="wp-image-379054" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Valentina, 49 anni, Bologna</figcaption></figure>



<p><em>“Avevo paura di non venire accettata. Vivevo la mia vita doppia: ero maschio esternamente ma quando ero </em>sola mi riconciliavo con me tessa, con il mio essere donna, con i miei piccoli momenti in bagno in cui usavo i trucchi di mia mamma. Ricordo ancora l’emozione forte di provare per la prima volta i vestiti di mia madre, avevo 9 anni, non lo scorderò mai. Io ci ho provato a vivere nel mio genere di nascita, e ci sono riuscita per 40 anni ma ad un certo punto non ce l’ho più fatta. Sentivo che dentro me stessa vivere con questa incompletezza mi rendeva infelice ed era giunto il momento che io potessi vivere per quella che sono, Valentina. Io non ho scelto di essere trans, ma ho scelto fino a quando soffrire. Nel 2017 ho quindi iniziato il mio percorso di transizione. Io sono sportiva e non ho mai voluto lasciare lo sport, ma non ce la facevo più a condividere gli spazi maschili, gli spogliatoi maschili, era una violenza per me. Ho svolto molteplici ricerche e mi sono battuta finché sono riuscita a gareggiare in competizioni sportive femminili, diventando la prima donna trans nella storia a gareggiare in competizioni femminili con i documenti ancora maschili. Ormai sono 5 anni dall’inizio del mio percorso. Il mio corpo è cambiato e finalmente riesco a guardarmi allo specchio, nonostante io sia ipovedente [risata], riesco a sentire il mio corpo, un corpo che è cambiato e che ora mi rende felice. Oggi sono felice. Guardo il passato con molto rispetto e il futuro con ottimismo. Il mio sogno è partecipare alle para olimpiadi.”</p>



<p>Valentina</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay.jpg" alt="" class="wp-image-379055" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kay, 31 anni, Mantova</figcaption></figure>



<p>&#8220;Mia sorella e mia nonna sono sempre state le mie sostenitrici numero uno. Quando sono andato da mia nonna in lacrime, a dirle di voler cominciare il percorso di transizione, ha tirato un sospiro di sollievo perché pensava le stessi dando una notizia tragica. Dal primo giorno, fino ancora ad oggi, è lei a farmi le iniezioni di testosterone, ci tiene. A livello di famiglia sono stato veramente fortunato. Ho sentito storie orribili di ragazzini giovanissimi che sono stati buttati fuori di casa dopo aver fatto coming-out. Non posso concepire come qualcuno possa avere figli e non accettarli così come sono. […] Credo che l’aver passato certe cose nella vita, mi abbia portato a voler prendermi cura delle persone che ne hanno bisogno. Se qualcuno ha bisogno di me io ci sono ed ascolto. Mi è successo molte volte, al lavoro, che qualche studente mi chieda di rimanere dopo scuola a parlare ed io rimango lì, ad ascoltare. Non voglio vederli come mi sono visto io. I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati, e basta. Era quello che avrei voluto io, che ho ricercato per un sacco di tempo&#8221;.</p>



<p>Kay</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna.jpg" alt="" class="wp-image-379056" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Luna, 26 anni, Bergamo</figcaption></figure>



<p>“Mi appassionano le storie, perché penso che le storie delle persone, dei popoli, ci dicano tanto di noi. Credo che nelle storie ci sia la potenza della rappresentazione. Sono cresciuta in un periodo, in un posto in cui non sapevo che esistessero persone come me e non lo sapevo a tal punto da non sapere chi io fossi. Finché non ho avuto le parole per descrivere ciò che sono non so se lo sono stata per davvero. Fino a che non ho saputo di poter essere transgender non ho cominciato a rivolgermi a me stessa come se lo fossi, quindi non potevo essere onesta con me stessa, non potevo cominciare quel viaggio che le persone fanno per conoscersi. Trovo interessante questa cosa delle storie, come parlando di altre persone, delle storie degli altri, che apparentemente non ci appartengono, possiamo imparare tantissimo su noi stessi, creando nuove storie e ispirando nuove persone. […] Portare avanti il discorso trans nella società ha il senso di una rivoluzione culturale: la nostra esistenza esce dal modo in cui le persone dovrebbero essere, e questo vuol dire che per un sacco di tempo noi non siamo state persone e tutt’oggi in molti posti e per molti esseri umani noi non siamo delle persone. La nostra esistenza sfida concetti, norme, stereotipi e allora le nostre storie diventano fondamentali anche per la liberazione dell’esperienza cisgender [il termine cisgender indica le persone la cui&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Identit%C3%A0_di_genere">identità di genere</a>&nbsp;corrisponde al&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Genere_(scienze_sociali)">genere</a>&nbsp;e al&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sesso_(biologia)">sesso</a>&nbsp;biologico alla nascita], perché soltanto se si può accettare che i ruoli di genere sono una burla, che l’espressione di genere è relativa a spazio e tempo allora possiamo accettare mille altre cose: che una donna cis giochi a calcio o che una persona bianca sia musulmana, ad esempio, però è necessario rompere qualcosa&#8221;.</p>



<p>Luna</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi.jpg" alt="" class="wp-image-379057" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tancredi, 34 anni, Roma</figcaption></figure>



<p>&#8220;L’importante è sapere. Sapere che ci sono altre opzioni. Quando ho iniziato il mio percorso di transizione, trovare qualcuno su Youtube che spiegasse cos’è la disforia [di genere], mi ha salvato. Inizialmente, ai miei 19 anni, pensavo che fosse solo una cosa mia, che riguardasse i miei traumi infantili, che mi sarei trascinato dietro questo dolore per sempre. Invece no! La disforia esiste e la vivono tantissime persone! Quindi ti salva sapere che esista una categoria dove potersi ritrovare. Siamo branco, abbiamo bisogno di simili, di poterci rapportare con persone come noi, creare empatia. Ti salva. Trovare qualcuno che sta vivendo quello che vivi tu, o che può consigliarti, ti fa sentire meno solo. Io lavoro con i bambini e rapportarmi con loro, con i giovani in generale, mi ha aperto un mondo, è molto più facile perché ti accettano per quello che sei, non hai bisogno di dimostrare niente. Io credo fermamente nelle nuove generazioni. Non hanno paura delle esperienze. L’unica speranza è credere nei nuovi, in quelli che arriveranno. Ormai ci siamo talmente aperti che non sarà facile tornare indietro. Le persone non dimenticano, e soprattutto si sentono libere.&nbsp; L &#8216;uomo nasce libero, perché mai dovrebbe rimanere incatenato?&#8221;.</p>



<p>Tancredi</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika.jpg" alt="" class="wp-image-379149" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Marika, 30 anni, Napoli</figcaption></figure>



<p>“Ho capito di essere trans all’età di sette anni, mi sentivo una femmina, mi mettevo i vestiti di mia sorella, mi piaceva! All’età di 11 anni ho fatto coming out. Mio padre non mi parlò per tre mesi. Da adolescente ho passato un brutto periodo, la mia famiglia non lo ha saputo gestire e così mi hanno fatta andare in una struttura educativa, non mi volevano più a casa. Mi sono sentita rifiutata, non capivo, ero solo un’adolescente. Sono stata veramente male. Oggi sono grata a mia mamma, grazie a lei oggi sono Marika. In questa comunità ho imparato tanto, ho fatto un percorso, di 3 anni, stavo meglio e nel contempo mi sono diplomata e sono diventata parrucchiera. Mentre facevo il praticantato prendevo lezioni di danza e ho preso un diploma anche come ballerina.[…] Ho vissuto momenti brutti a causa dell’ignoranza delle persone: se sei trans vieni etichettata come una poco di buono. Le persone mi hanno svuotata, trattata male, non ricordavo più chi fossi. Non è stato facile, ma oggi sono rinata. Oggi non mi manca niente. Ho una bella famiglia, una casetta che mi sono costruita da sola, sono direttrice di un salone di parrucchiere in una zona molto bella di Napoli ed i miei colleghi sono sempre stati squisiti e mi hanno aiutato nel mio cambiamento. Piano piano sto raggiungendo tutti i miei obbiettivi e spero che un domani potrò aprire un salone tutto mio&#8221;.</p>



<p>Marika</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo.jpg" alt="" class="wp-image-379150" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Leo, 25 anni, Milano</figcaption></figure>



<p>“Mi ricordo che alle elementari, in oratorio, una bambina mi disse “ma tu da grande vuoi essere un maschio?” Lei aveva visto qualcosa in me, ma io non pensavo, ai tempi, fosse possibile. Sono sempre stato, anche quando ero una ragazza, molto poco ragazza, fuori dagli stereotipi, anche se ci ho provato, ci ho provato a rientrare nel canone di donna cisgender, ma era evidente che il mio cammino non fosse quello. Il 27 gennaio 2020 sono andato a Torino per la mia prima visita psicologica: Non è stato semplice perché la psicologa va per forza di cose a scavare in certe cose in cui tu non vuoi più tornare, perché le hai già affrontate. Ogni visita era un trauma, mi chiedevo perché dovessi raccontare tutte le mie cose personali ad una terza persona. Sono passati più di due anni, il tempo si è dilatato molto ma finalmente il 16 dicembre 2021 mi hanno fatto la prima iniezione di testosterone all’ospedale, non ho mai avuto ripensamenti. Da lì è iniziato tutto il resto&#8221;.</p>



<p>Leo</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh.jpg" alt="" class="wp-image-379151" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Veet Sandeh, 58 anni, Torino</figcaption></figure>



<p><em>&#8220;</em>Sono un’attivista dal 1982, ho cominciato al MIT di Torino. Ero giovane, non ce l’ho fatta, era troppo per me, ai tempi e la società non mi aiutava quindi ho dovuto mollare. Mi sono ritrovata a prostituirmi ma non mi piaceva. Ci è voluto poco perché diventassi una tossicodipendente. L’eroina in quel periodo mi ha salvata, grazie all’eroina ho sopportato quella vita, perché altrimenti credo che avrei ricorso al suicidio. Dopo 5 anni, attraverso un percorso in comunità, ne sono uscita e nel ’91 avevo una vita nuova, ma la società era sempre la stessa. Per sei mesi l’anno, per 16 anni, ho cominciato a viaggiare in India a cercare me stessa, la mia identità, e quando tornavo in Italia, mi prostituivo per mantenermi, non c’erano molte altre possibilità, in quegli anni. Nel 1995 ho collaborato alla creazione dello sportello trans, al MIT di Torino, il primo in Italia, con l’aiuto della Cgil, con la quale tutelavamo le persone trans sul lavoro. [..] Nel 99’, dopo un viaggio sull’Himalaya durato più di un mese ho smesso definitivamente con la prostituzione, cercando nuovi impieghi per fare denaro. Durante quel viaggio ho trovato, finalmente, la mia identità, la mia vera natura: ho scoperto che la mia è un’identità equilibrata tra il maschile ed il femminile, un’identità binaria. Ho una sensibilità femminile ed è per questo che mi presento al femminile, parlo di me al femminile, ma non dico che sono una donna, perché non mi riconosco totalmente in una donna: riconosco la mia sensibilità femminile ma c’è la consapevolezza che ci sia una parte maschile, che ho accettato e accolto dentro di me. In me ci sono due esseri che si confrontano, si amano, si rispettano e hanno la capacità di stare in equilibrio fra loro.&nbsp;“Non ho mai capito perché ci si soffermi così tanto sull’apparenza fisica, nonostante io comprenda che la chirurgia estetica aiuti tantissimo. Ma soffermarsi solo sulla ricerca ossessiva di somigliare al modello esteriore femminile o maschile proposto dalla società è riduttivo, c’è una paura di fondo, di guardarsi dentro. Secondo me le persone trans devono essere orgogliose di essere trans perché SONO trans, non perché sono donne o uomini. Essere trans è essere sé stessi attraverso l’accettazione di sé, comprendere la nostra unicità che sta nella nostra dualità. Dobbiamo rispettare ed accettare la nostra dualità. Gestirla con fierezza, semplicità, ecco da dove, secondo me, dovrebbe nascere il nostro orgoglio&#8221;.</p>



<p>Veet Sandeh</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan.jpg" alt="" class="wp-image-379152" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ethan, 17 anni, Bolzano</figcaption></figure>



<p>“Il mio nome è Ethan perché, poco tempo fa, ho trovato una lettera che scrissi quando ero piccolino, in cui mi rivolgevo a me stesso al maschile, con quel nome. Io lo so da sempre di essere trans, dovevo solo realizzarlo. Non è una cosa sempre bella accorgersene da così piccoli. Credo che forse avrei affrontato tutto con più tranquillità se l’avessi capito più tardi. Invece ero un bambino e mi tartassavo con questi dubbi, con mille domande. Avevo troppi pochi mezzi per capire quello che mi stava succedendo dentro. Ho dovuto nascondere tanto e questo tanto mi ha cambiato. Mi accorgo di quanto mi sentivo solo da piccolo, di quanto avrei avuto bisogno di sapere che, invece, non ero solo, e quindi sono qui a parlarne. Ci sono tante persone esterne, che non stanno vivendo la nostra situazione che si sentono in diritto di parlarne senza dar voce veramente al mondo trans. Invece, da persona trans, è importante sentire e vedere testimonianze di persone che stanno passando quello che stai passando tu, o che l’hanno già vissuto, per non sentirci più soli al mondo, per non sentirci “strani”, “alieni”.</p>



<p>Ethan</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty.jpg" alt="" class="wp-image-379153" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Betty, 37 anni, Vicenza</figcaption></figure>



<p>“Ho fatto coming out con il responsabile del magazzino in cui lavoro, e per fortuna non c&#8217;è stato nessun problema, ma gli ho chiesto di non dire niente ai colleghi. Immagino quali commenti dietro alle spalle potrebbero fare. Ho sentito più volte commenti omofobi, transfobici, sessisti sul posto di lavoro. Penso sia una realtà comune a certi ambienti di lavoro. Quando sono in magazzino mi devo estraniare da me stessa, mi sono creata uno scudo che metto quando vado a lavorare, di modo che ogni volta che mi sento chiamare con il mio deadname [neologismo che indica il nome di nascita di una persona transgender ed allude a qualcosa che non esiste più, che è “morto” nel momento in cui la persona ha scelto il nome che rappresenta la sua vera identità], la cosa non mi ferisca. Non ho creato legami, dico lo stretto necessario. Ho pensato spesso di andarmene. Ma non saprei da dove cominciare. Nel 2018 ho fatto coming out in famiglia ed inizialmente è andata malissimo. Avevano paura avrei perso il lavoro, che sarei dovuta andare a prostituirmi. Purtroppo è ancora molto forte il binomio transessualità e prostituzione. Prima della transizione venivo lasciata in pace, ora che invece sto portando avanti questo cambiamento anche a livello ormonale, sto provando sulla mia pelle cosa voglia dire essere donna nella società, sperimento il sessismo. A volte mi sento oggettificata, per strada. Ma nonostante questo e tutti i problemi avuti negli altri campi della mia vita, sono felice e non tornerei mai indietro.”</p>



<p>Betty</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah.jpg" alt="" class="wp-image-379154" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Noah, 24 anni, Milano</figcaption></figure>



<p>“Sento che la mia vita sia in pausa. Voglio fare tantissime cose, tra cui l’università, ma voglio farle con i nuovi documenti. Sto guardando la posta tutti i giorni ma non so quando e come arriveranno, è molto frustrante. Ho iniziato il percorso due anni e mezzo fa, sto decisamente aspettando da troppo e penso di essere uno tra i fortunati. Per me è stato umiliante dover assumere un avvocato e trovarmi in tribunale a dover dare spiegazioni davanti ad un giudice che sceglierà per la mia vita: io non ho mai fatto nulla di male. Fa tanta rabbia. Quando ci sei dentro non vedi l’ora che finisca. Il mio sogno più grande è girare il mondo per dare aiuti umanitari. Mi piace entrare in contatto con le persone. Ascoltare le storie delle persone nei differenti contesti culturali, qui diamo troppe cose per scontate e la cosa mi fa male. Qui a Milano sto cercando di aprire una casa-rifugio per persone trans, sarà una bella occasione per fare qualcosa di concreto, ci vorrà tempo ma ci credo. Ho aperto una raccolta fondi e ho anche già trovato il posto perfetto per aprirlo!”</p>



<p>Noah</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania.jpg" alt="" class="wp-image-379155" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tania, 46 anni, Roma</figcaption></figure>



<p>“Nel 2000 ho conosciuto un uomo, che oggi, nel 2022 è ancora con me. Dopo due anni che stavamo assieme ho cominciato a farmi delle domande, la mia situazione era favorevole, avevo fatto coming out come omosessuale e la mia famiglia e amici avevano accettato la cosa, tanto che il mio compagno era venuto a vivere con me e i miei genitori. Nonostante stessi bene con il mio compagno, non ero felice, c’era qualcosa in me che non andava bene. Tra i vari pensieri e parlando con i ragazzi del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, per cui lavoro da 10 anni, ho notato che c’erano delle grandi differenze fra me e l’esperienza delle persone omosessuali con cui parlavo. Da lì sono sorti dubbi che sono diventate riflessioni che alla fine si sono tramutate in certezze e quindi, un giorno, io e Markus, mio attuale marito, ne abbiamo parlato e ho deciso di intraprendere un percorso di transizione, di modo che tutto il mio corpo si allineasse con quella che sono dentro, la mia essenza.&nbsp; Ed eccoci qua.&nbsp;Nel 2008 ho concluso il mio percorso chirurgico e dopo aver cambiato i documenti io e Markus ci siamo sposati, all’epoca non c’erano le unioni civili, quindi abbiamo dovuto aspettare il cambio dei documenti.”</p>



<p>Tania</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg" alt="" class="wp-image-379156" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Simona, 18 anni, Salerno</figcaption></figure>



<p>“Non è mai stato semplice, né nell’ambito personale, né nell’ambito sentimentale, ho avuto problemi a trovare il mio spazio nella società, il mio posto. Ci ho messo tanto a guardarmi allo specchio, a vedere chi ero davvero. Non ne potevo più di nascondermi, ma avevo tantissima paura. Paura del percorso perché non sapevo nulla a riguardo, non conoscevo il mondo trans in generale. Ci sono andata con cautela, mi sono informata tanto, sentivo che non sarebbe stato semplice, ma non capivo a pieno cosa volesse dire quella voglia frenetica di cambiare, di vedermi donna. Non capivo. Ero confusa. Questo percorso non lo capisci fino a quando non lo vivi. E’ una cosa enorme, che ti cambia la vita. Io mi sento me stessa, mi sento libera: sono qui! Sono forte! Esisto! Sono come gli altri! Io so chi sono e non lo cambierò mai. Tanti mi dicono “tu hai scelto di essere così”, ma no, io non ho scelto di essere così, io ho scelto di seguire la mia natura, questa è la scelta che ho fatto nella mia vita, e penso di aver fatto la scelta più bella che si possa fare. Fate quello che vi pare, sentitevi forti, potenti, liberi di amare e di essere chi vi pare&#8221;.</p>



<p>Simona</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre.jpg" alt="" class="wp-image-379157" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">André, 25 anni, Milano</figcaption></figure>



<p><em>&#8220;</em>A febbraio 2021 ho iniziato a prendere il testosterone. I miei amici e famiglia mi hanno accolto davvero bene, ero pronto a fare guerra ed invece mi sono stupito. Sento tante storie di persone che sono in terapia da anni e vengono ancora misgenderate [dall’inglese misgendering; è un termine che si riferisce all’atto di utilizzare – intenzionalmente o meno- pronomi o nomi che si riferiscono al sesso biologico della persona e non al genere nel quale la persona si identifica] dai propri familiari! Quindi non mi lamento della mia situazione. Bisogna fare attenzione con i pronomi, perché ferisce quando ti chiamano con il tuo dead name o ti danno del “lei” nonostante tu abbia fatto coming out come ragazzo trans e chiesto esplicitamente di chiamarti con i pronomi maschili. Chiaramente a volte non è intenzionale, non tutti lo fanno per ferirti. Infatti, ci tengo a focalizzarmi su questo: ci sono persone ignoranti ma non cattive, al quale io spiego la mia situazione perché so che da lì potrei creare consapevolezza&#8221;.</p>



<p>André&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia.jpg" alt="" class="wp-image-379158" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Claudia, 33 anni, Napoli</figcaption></figure>



<p><em>&#8220;</em>Ho cominciato la mia transizione a 23 anni, è stata dura, ho passato gli 8 anni più brutti della mia vita poiché la mia famiglia non ha voluto accettare la mia situazione. Ho dormito per strada, in macchina… ma grazie al mio istinto combattente sono riuscita ad andare avanti senza tradire me stessa. Le mie amiche mi hanno aiutato tantissimo. Oggi con la mia famiglia va meglio, stiamo bene e mi amano per quella che sono. Mia mamma in passato aveva paura che io finissi sulla strada a prostituirmi, perché purtroppo qui a Napoli tantissime ragazze trans finiscono sulla strada. Non sono ragazze che vanno condannate, perché è facile cadere in quella trappola, la maggior parte sono giovani che non hanno avuto una famiglia alle spalle che le supportasse. In questa società è difficile, da ragazza trans, trovare un lavoro e di conseguenza la prostituzione sembra l’unica scelta possibile. Io sono stata fortunata e non giudico chi ha preso strade diverse. Oggi ho un’impresa di pulizie tutta mia e la sera lavoro in una pizzeria. Ho lavorato tantissimo per crearmi quello che ho oggi<em>&#8220;.</em></p>



<p>Claudia</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia.jpg" alt="" class="wp-image-379159" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sofia, 20 anni, Bolzano</figcaption></figure>



<p>“Mi è venuto un crollo nervoso e non sono riuscita a camminare per due mesi. Avevo 12 anni. Mi è successo di nuovo, poi, quando ero al liceo, a 16 anni. Avevo represso troppo. Ho represso per troppo a lungo il fatto di essere trans. Ho perso l’utilizzo delle gambe per 4 o 5 mesi, non lo ricordo. Ho dovuto imparare di nuovo a camminare. Capire come muovermi, come bilanciare il mio peso. Non vedevo l’ora di tornare a scuola, dai miei compagni di classe. Per tanto tempo non ho saputo cosa fare, come esprimermi, se chiudermi o aprirmi. Non sapevo a chi dar retta. Ho dato retta alle persone sbagliate, perché comunque mi davano una sicurezza, dicendomi cosa fare. Quando ho imparato ad ascoltare me stessa ho imparato a fidarmi di chi mi dimostra che mi vuole bene. E non significa necessariamente che si tratti di chi ti ha cresciuto.&nbsp;Forse può sembrare banale, ma ho la certezza che il male non possa vincere sempre. Un animo puro, nelle circostanze in cui vive, sopravvivrà sempre. Nonostante abbiamo perso tante battaglie e troppe persone per colpa di tutto questo male, sento che questa purezza continuerà ad esistere. Ho letto una bellissima frase in un libro, che ricordo sempre e porto con me: &#8216;In un mondo spesso governato da corruzione e arroganza è difficile rimanere fedele ai propri principi, ma bisogna cercare in tutti i modi di farlo'&#8221;.</p>



<p>Sofia</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery.jpg" alt="" class="wp-image-379160" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Valerie, 22 anni, Bolzano</figcaption></figure>



<p>È possibile una società in cui l’identità e l’espressione di genere non siano più motivo di discriminazione?&nbsp; In cui, la disforia di genere, non sia più motivo di disagio? È possibile una società in cui ogni essere umano abbia la medesima libertà?&nbsp;È possibile una società in cui le categorie del patriarcato vengano definitivamente soppresse?&nbsp;È vitale. È la meta ultima.</p>



<p>Connessione. Manifestazione. Unione. Informazione. Lotta. Resistenza. Dialogo. Divulgazione. Arte. Ascolto. Empatia. Scambio. Aiuto. Libertà. E ancora sovversione, giustizia, pace. Uguaglianza. Parole che evocano i mezzi con cui raggiungere l’obbiettivo.&nbsp;</p>



<p>La possibilità, la scelta, l’autodeterminazione, secondo Judith Butler, non possono essere un lusso, ma sono cruciali come il pane.&nbsp;</p>
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		<title>La sfida delle bandiere è solo l’inizio dei grattacapi di Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sfida-delle-bandiere-e-solo-linizio-dei-grattacapi-di-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 13:42:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Ultranazionalisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113143416969_f2d6ebb232bc42b716d87fa064bc4e22-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113143416969_f2d6ebb232bc42b716d87fa064bc4e22-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113143416969_f2d6ebb232bc42b716d87fa064bc4e22-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113143416969_f2d6ebb232bc42b716d87fa064bc4e22-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113143416969_f2d6ebb232bc42b716d87fa064bc4e22-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113143416969_f2d6ebb232bc42b716d87fa064bc4e22-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113143416969_f2d6ebb232bc42b716d87fa064bc4e22-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel mare di stelle di David che sventolavano sulle strade di Tel Aviv durante le proteste antigovernative dello scorso sabato 7 gennaio sono spuntate anche alcune bandiere palestinesi, che hanno destato grande sdegno nel nuovo ministro della sicurezza nazionale d’Israele, Itamar Ben Gvir. Bandiere scomode, ministri scomodi Al comandante della polizia è stato subito trasmesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sfida-delle-bandiere-e-solo-linizio-dei-grattacapi-di-netanyahu.html">[...]</a></p>
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<p>Nel mare di stelle di David che sventolavano sulle strade di <strong>Tel Aviv</strong> durante le proteste antigovernative dello scorso sabato 7 gennaio sono spuntate anche alcune bandiere palestinesi, che hanno destato grande sdegno nel nuovo ministro della sicurezza nazionale d’Israele, Itamar Ben Gvir. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Bandiere scomode, ministri scomodi</h2>



<p>Al comandante della polizia è stato subito trasmesso l’ordine di rimuoverle, in una dimostrazione di forza senza precedenti. L’input è infatti arrivato dal neo ministro della sicurezza ultranazionalista, forte dei poteri accordatigli dal premier <strong>Benjamin Netanyahu</strong> durante i recenti negoziati per formare il suo sesto governo. </p>



<p>Tale decisione unilaterale ha suscitato imbarazzo nella polizia, che fino a quel momento aveva applicato le precedenti disposizioni dell’<strong>Alta Corte di Giustizia</strong>. In base a queste, le bandiere palestinesi andavano rimosse solo in presenza di un rischio reale di turbamento della pace. Mentre l’esposizione del tricolore palestinese era stata sempre permessa con molta discrezione in base al luogo e al momento. Le disposizioni di Ben Gvir non lasciano più alcun spazio d’interpretazione: le bandiere “simbolo del terrorismo” – altrove definite come “incitamento all’odio contro lo Stato di Israele”- sono tassativamente vietate nei luoghi pubblici<strong>.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="iw" dir="rtl">שמאלנים יקרים, לא תצליחו לסלף. חופש ביטוי &#8211; כן. על מלא. הנפת דגלי טרור &#8211; לא. הנפת סמלים נאצים &#8211; לא. הפרת הסדר וחסימות כבישים בניגוד לחוק &#8211; לא. חוק הוא חוק והוא חל על כולם. <a href="https://t.co/8Ys7YV0Eyk">pic.twitter.com/8Ys7YV0Eyk</a></p>&mdash; איתמר בן גביר (@itamarbengvir) <a href="https://twitter.com/itamarbengvir/status/1612529276347113524?ref_src=twsrc%5Etfw">January 9, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Già lo scorso 3 gennaio <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-si-parla-di-tensione-dopo-la-passeggiata-di-ben-gvir.html">una visita del neoministro alla Spianata delle Moschee</a> aveva causato grosse tensioni: a pochi giorni dall’insediamento del nuovo governo, Ben Gvir si è recato alla moschea di Al Aqsa, punto notoriamente caldo nella <strong>Gerusalemme Est occupata</strong>, da dove ha pronunciato parole dure, riprese da <a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-ben-gvir-storms-al-aqsa-deliberate-provocation" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diversi media regionali come </a><em><a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-ben-gvir-storms-al-aqsa-deliberate-provocation" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Middle East Eye</a>:</em> “Il Monte del Tempio (nome ebreo della luogo, ndr) è il luogo più importate per il popolo di Israele. Manterremo la libertà di movimento per musulmani e cristiani, ma vi saliranno anche gli ebrei, e alle minacce risponderemo col pugno di ferro. Non ci arrenderemo alle minacce di Hamas”.  </p>



<p>Il giorno prima l’ex primo ministro <strong>Yair Lapid</strong> aveva già <a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-ben-gvir-storms-al-aqsa-deliberate-provocation" target="_blank" rel="noreferrer noopener">definito la visita</a> in programma una “deliberata provocazione” che sarebbe costata vite umane, mentre il portavoce dell’autorità palestinese Nabil Abu Rudeineh ha poi <a href="https://english.wafa.ps/Pages/Details/132627" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commentato</a> lo sconfinamento di Ben Gvir come “una sfida al popolo palestinese, alla nazione araba e alla comunità internazionale”.</p>



<p>Una conseguenza immediata dell’accaduto ha messo in difficoltà il premier Netanyahu, la cui visita negli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> (la prima dopo la normalizzazione dei rapporti tra i due paesi con gli accordi di Abramo) è stata rimandata dopo che Abu Dhabi ha condannato <a href="https://wam.ae/en/details/1395303116070" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“l&#8217;irruzione”</a> del ministro Israeliano alla Spianata. <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/far-right-israeli-security-minister-postpones-planned-visit-to-al-aqsa-mosque/2778285" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Secondo l&#8217;agenzia turca Anadolu</a> pare che Netanyahu stesso avesse concordato con Ben Gvir di posporre la visita, decisione poi disattesa dal ministro. Diverse critiche internazionali hanno duramente condannato l&#8217;iniziativa di Ben Gvir. Tra questi, l&#8217;ambasciatore americano in Israele Tom Nides ha <a href="https://www.timesofisrael.com/us-envoy-says-hes-not-boycotting-ben-gvir-but-will-primarily-deal-with-netanyahu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bollato l&#8217;episodio</a> come inaccettabile per il mantenimento dello status quo, mentre il ministero degli esteri dell&#8217;Autorità Palestinese in una <a href="http://www.mofa.pna.ps/ps/ps312023" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazione ufficiale</a> ha ritenuto Netanyahu stesso responsabile per &#8220;l’assalto&#8221; ad Al Aqsa da parte di Ben Gvir e per le sue conseguenze sul conflitto arabo-israeliano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le numerose preoccupazioni di Netanyahu </h2>



<p>L’iniziativa del ministro Ben Gvir e le reazioni che ha scatenato si aggiungono alle già numerose preoccupazioni del neo premier infiammando il sentimento antigovernativo pronto a sfociare in una nuova serie di proteste. Tra i malumori spicca la preoccupazione per il primato giuridico della Corte Suprema, minacciato da una riforma proposta dal ministro della giustizia Yariv Levin in base alla quale il governo potrebbe avere mano libera sulla selezione dei membri della Corte, e il potere di controllo della stessa sulle leggi proposte dalla <strong>Knesset</strong> sarebbe significativamente ridimensionato. <a href="https://www.ft.com/content/f8d84969-c087-42d9-8a2d-4604d4379093" target="_blank" rel="noreferrer noopener">A detta di Aharon Barak</a>, che ha presieduto la Corte dal 1995 al 2006, tali modifiche metterebbero in serio pericolo la democrazia israeliana e fungerebbero da “fertilizzante per lo sviluppo di una tirannia della maggioranza”.</p>



<p>Altre bandiere che hanno creato non poco nervosismo a Tel Aviv sono state quelle arcobaleno. Infatti, un’ulteriore questione che allarma i protestanti israeliani, e in particolare membri e sostenitori della comunità LGBTQ+, riguarda la presenza di politici come <strong>Avi Maoz</strong> nella coalizione di governo. Il fondatore del partito ultra-conservatore Noam è solito infatti descrivere le persone omosessuali come un abominio di natura. </p>



<p>Il leader spirituale della formazione, il <strong>rabbino Zvi Tau</strong>, sostiene l’esistenza di un collegamento diretto tra omosessualità, pedofilia e meticciato. Quest’ultimo è un altro grande tema nella retorica del partito, che rigetta la distinzione tra etnia e religione e <a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-meet-avi-maoz-proudly-homophobic-powerbroker" target="_blank" rel="noreferrer noopener">propone</a> l’immigrazione come mezzo per purificare lo stato di Israele da coloro che sono ritenuti “non abbastanza ebrei”. Grande preoccupazione è destata dal fatto che proprio a Maoz è stata affidata un’unità del ministero dell’Istruzione che si occupa della compilazione dei curricula scolastici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spuntano i cartelli &#8220;Palestinians lives matter&#8221;</h2>



<p>Non da ultimo, sono spuntati altri cartelli al fianco alle stelle di Israele nei cortei pro-democrazia del 7 gennaio, quelli che recitavano “<em>Palestinians lives matter</em>”, in riferimento all’intenzione dichiarata dal governo Netanyahu ancor prima dell’insediamento ufficiale di espandere gli insediamenti nei territori della <strong>Cisgiordania</strong> occupata e delle <strong>Alture del Golan</strong>, ritenuti illegali da molte voci dell’opinione pubblica. Dal punto di vista dei dimostranti, la sensazione è che ulteriori allargamenti territoriali potrebbero allontanare la soluzione dei due Stati, che nella sua ultima formulazione era stata accolta con tiepido entusiasmo.  </p>



<p>Diverse sono le voci radicali che Netanyahu dovrà imbrigliare per sedare le proteste che agitano le piazze israeliane. La presenza di animi estremi ma necessari nel suo esecutivo rende difficile la missione anche per un premier esperto come lui. Il suo compito si complica ulteriormente se la posta in palio &#8211; la tenuta del governo &#8211; è per Netanyahu anche garanzia di immunità che lo scherma dal processo per corruzione e frode aperto contro di lui oramai tre anni fa. A questo proposito, nel dimostrare la necessità della riforma del giudiziario, che <a href="https://www.ft.com/content/6713e1bd-7def-4c45-ab1d-54c6ea5db383" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a sua detta</a> negli ultimi anni è stato eccessivamente attivo e ha esercitato poteri che non gli erano mai stati formalmente assegnati per promuovere un agenda faziosa e di sinistra, il premier si è premurato di assicurare che gli effetti di tali riforme non avrebbero alcuna influenza sul suo stesso processo.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina non ferma la &#8220;guerra civile occidentale&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lucraina-non-ferma-la-guerra-civile-occidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2022 12:24:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina, specialmente in Europa – per ragioni di geografia emozionale –, ha adombrato tutto o quasi quello che sta accadendo sia all&#8217;interno del Vecchio Continente sia nel resto del mondo. Dalla pandemia di COVID19, quasi scomparsa dai riflettori, all&#8217;assassinio di Shinzo Abe, rapidamente mangiato da altre notizie, tutto assume una rilevanza secondaria &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lucraina-non-ferma-la-guerra-civile-occidentale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lucraina-non-ferma-la-guerra-civile-occidentale.html">L&#8217;Ucraina non ferma la &#8220;guerra civile occidentale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717141003105_54401ab7a1e1367a9ea77dfbac34ae09-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La guerra in Ucraina, specialmente in Europa – per ragioni di geografia emozionale –, ha adombrato tutto o quasi quello che sta accadendo sia all&#8217;interno del Vecchio Continente sia nel resto del mondo. Dalla pandemia di COVID19, quasi scomparsa dai riflettori, all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/abe-vittima-del-giappone-profondo.html">assassinio di Shinzo Abe</a>, rapidamente mangiato da altre notizie, tutto assume una rilevanza secondaria davanti alla crisi ucraina. E, in parte, è giusto così: perché l&#8217;Ucraina è il dito, la transizione multipolare è la Luna.</p>
<p>Sullo sfondo e in concomitanza della guerra in Ucraina, però, tanti eventi, fenomeni e processi hanno avuto e stanno avendo luogo. Perché la storia non si ferma. Mai. E uno di questi è il proseguimento della<strong> guerra civile occidentale</strong>, come rammentato dal <a href="https://it.insideover.com/storia/roe-wade-storia-diritto-aborto-usa.html">rovesciamento della Roe contro Wade negli Stati Uniti</a> e dal rilancio del braccio di ferro sui diritti tra Eurocommissione e asse Varsavia-Budapest.</p>
<h2>Bruxelles contro Varsavia, ma pesa l&#8217;incognita Kiev</h2>
<p>Il 13 luglio è stato pubblicato il rapporto annuale dell&#8217;Eurocommissione sullo stato di diritto – e per <strong>Polonia</strong> e <strong>Ungheria</strong> non è una bella notizia. Dalle informazioni raccolte dagli inquirenti di Bruxelles, invero, nessuno dei due Paesi si è adeguato alle richieste di riforma lanciate da Bruxelles né mostra volontà di allineamento nel prossimo futuro.</p>
<p>Varsavia, ad esempio, per via dell&#8217;agenda PiS per il sistema giudiziario, è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea al pagamento di una penale giornaliera di un milione di euro. Un totale di <strong>trecento milioni di euro accumulati</strong>, dalla sentenza alla pubblicazione del rapporto, che l&#8217;esecutivo non ha ancora pagato. E che non sembra avere intenzione di pagare, nella convinzione, forse, che Bruxelles non possa permettersi gesti eclatanti – come il congelamento a tempo indefinito dell&#8217;accesso ai fondi di ripresa – perché da una Polonia stabile e prospera dipendono la salvaguardia dell&#8217;Ucraina e la sicurezza nel fianco orientale dell&#8217;Alleanza Atlantica.</p>
<p>Nonostante il fondo di ripresa per la Polonia sia stato approvato – una cifra pari a 35,4 miliardi di euro –, il conto corrente risulta ancora bloccato. Ed è precisamente su questo, sulla <strong>dilazione a oltranza</strong> dell&#8217;apertura del conto, che punta l&#8217;Unione Europea per persuadere l&#8217;esecutivo polacco ad avallare le riforme richieste nel giudiziario. Ma tirare eccessivamente la corda, data la centralità della Polonia nei nuovi assetti europei, potrebbe lavorare in senso contrario all&#8217;Interesse superiore europeo – attualmente corrispondente alla coesione tra membri e tra membri e istituzioni per massimizzare gli sforzi in Ucraina – e, non è da escludere, persino irritare gli <strong>Stati Uniti</strong> – guardiani a distanza del Cristo d&#8217;Europa.</p>
<h2>Gli occhi su Budapest</h2>
<p>Nel rapporto annuale dell&#8217;Eurocommissione sullo stato di diritto è stato dedicato dello spazio anche all&#8217;altra grande spina nel fianco dell&#8217;Unione Europea, e cioè l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-prospettive-di-fidesz-il-partito-di-viktor-orban.html">Ungheria di Fidesz</a>. Dove, per gli euro-osservatori, la situazione è finanche più critica che in Polonia: problemi di corruzione, mancanza di pluralismo nel mondo dell&#8217;informazione, abuso dei poteri emergenziali, diritti arcobaleno e altro ancora.</p>
<p>Contrariamente a Varsavia, che per via del fattore Kiev ha ottenuto lo sblocco dei fondi di ripresa in tempi record, Budapest non ha ancora ricevuto semaforo verde per l&#8217;erogazione dei sette miliardi e duecento milioni di euro previsti e, secondo fonti comunitarie, difficilmente potrà attingervi a breve. L&#8217;obiettivo (di Bruxelles) è ritardare l&#8217;approvazione del pacchetto di aiuti per Budapest, con tutto ciò che ne consegue per l&#8217;economia reale, nella speranza-aspettativa di strappare qualche concessione a<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html"> Viktor Orban</a>.</p>
<p>Poiché Budapest è il perno centrale dell&#8217;euroscetticismo, e la centrale elettrica dell&#8217;internazionale conservatrice, è qui più che a Varsavia che Bruxelles concentrerà sforzi e pressioni di vario tipo. Come raccontano il ricorso contro l&#8217;interruzione delle trasmissioni di Klubradio, il ricorso contro la <a href="https://it.insideover.com/politica/ungheria-la-legge-contro-la-propaganda-gay-che-scuote-l-europa.html">legge sulla propaganda gay</a> e l&#8217;apertura della procedura d&#8217;infrazione per una legge che favorisce gli automobilisti con targa magiara. Perché l&#8217;Ucraina non ha cancellato niente: ha catalizzato alcuni fenomeni e ne ha adombrati altri, talvolta mettendoli in un temporaneo stand-by, come la guerra civile occidentale tra conservatori e progressisti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lucraina-non-ferma-la-guerra-civile-occidentale.html">L&#8217;Ucraina non ferma la &#8220;guerra civile occidentale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Autoritarismo e antisemitismo: gli errori del fronte anti-Orbán che spingon Fidesz</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/autoritarismo-e-antisemitismo-gli-errori-del-fronte-anti-orban-che-spingon-fidesz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2022 07:46:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Fidesz]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-1024x656.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-768x492.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-1536x984.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-2048x1311.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Man mano che si avvicina la data delle prossime elezioni parlamentari in Ungheria, fissate per il 3 aprile, il sentimento popolare diventa sempre più sinusoidale. A conferma che la tornata elettorale sarà particolarmente delicata, e che gli oppositori di Viktor Orbán, primo ministro dal 2010, hanno davvero discrete chance di vittoria. Il leader della larga &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/autoritarismo-e-antisemitismo-gli-errori-del-fronte-anti-orban-che-spingon-fidesz.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-1024x656.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-768x492.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-1536x984.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120083826421_da131d66180211e31f1f412e137c5dbf-2048x1311.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Man mano che si avvicina la data delle prossime elezioni parlamentari in <strong>Ungheria</strong>, fissate per il 3 aprile, il sentimento popolare diventa sempre più sinusoidale. A conferma che la tornata elettorale sarà particolarmente delicata, e che gli oppositori di <strong>Viktor Orbán</strong>, primo ministro dal 2010, hanno davvero discrete chance di vittoria.</p>
<p>Il leader della larga coalizione che si oppone al premier, il 49enne Péter <strong>Márki-Zay</strong>, ha da settimane il vento in poppa, e da quando venne eletto sindaco della piccola città di Hódmezővásárhely, (meno di 45mila abitanti) si è ritagliato giorno dopo giorno il ruolo di <a href="https://it.insideover.com/politica/cattolico-e-conservatore-peter-marki-zay-e-lorban-dellopposizione-ungherese.html">anti-Orbán</a>, una sorta di aura mistica nata intorno a lui poiché era riuscito a diventare primo cittadino da indipendente (ormai quasi 4 anni fa) in una città che gli esponenti di <em>Fidesz</em> guidavano ininterrottamente dal 1990.</p>
<p>Il piano elettorale di Márki-Zay è semplice: cavalcare, anziché smorzare, la retorica del voto come referendum intorno alla figura di Orbán. Polarizzando più possibile l&#8217;opinione pubblica, Márki-Zay punta ad aggirare le criticità che stanno emergendo inevitabilmente in un fronte politico apparentemente <strong>incompatibile</strong>, composto tanto dai socialdemocratici di <em>Coalizione Democratica</em> quanto dai socialisti di <em>MSZP</em>, quanto ancora dai liberali di <em>Movimento Momentum</em> e dai <em>Verdi</em> ungheresi, fino a <em>Jobbik</em>, descritto da <em>Human Rights First</em> nel 2015 come un &#8220;partito estremista virulentemente antisemita e antirom&#8221;.</p>
<p>Uno schieramento davvero insolito, un tutti contro Orbán capeggiato da un leader comunque di formazione cattolica-conservatrice, trasversale nei consensi ma esposto a un rischio enorme: andare in frantumi nell&#8217;esatto momento in cui dovrà iniziare a parlare di contenuti. Per questo, e soprattutto perché il 3 aprile si voterà in Ungheria anche per il <strong>referendum</strong> sulla legge che vieta la &#8220;propaganda LGBT&#8221; tra i minori (con la Commissione europea che ha già avviato a suo tempo una procedura di infrazione), la grande opposizione vuole fare in modo che si parli solo di Orbán e del dissenso che intorno a lui inizia a serpeggiare in Ungheria negli ultimi anni.</p>
<p>Ma Márki-Zay non è invulnerabile, e soprattutto gli esponenti di <em>Fidesz</em> sanno come evitare di fare il gioco di un politico non così navigato da riuscire a far ombra al premier magiaro. Già accusato di avere un approccio troppo accomodante e di non aver ancora avviato una vera campagna di opposizione da parte dei suoi stessi alleati, contro Márki-Zay, per ironia della sorte, si sono scatenate anche alcune delle critiche che di norma vengono rivolte al flagello dei burocrati di Bruxelles. Approfittando di un paio di scivoloni maldestri di Márki-Zay, infatti, <em>Fidesz</em> è di nuovo <strong>avanti nei sondaggi</strong>, con le ultime previsioni che danno il partito di Orbán al 49%, davanti all&#8217;Opposizione Unita al 45%.</p>
<p>Una delle bucce di banana calpestate da Márki-Zay riguarda la pandemia e il suo effetto sulla composizione dell&#8217;elettorato. Nel suo video di Capodanno, il candidato dell&#8217;opposizione aveva detto che <em>Fidesz</em> potrà contare su meno elettori di quattro anni fa, ipotizzando sia che i giovani si siano allontanati da Orbán sia che il Covid abbia &#8220;decimato gli ungheresi anziani che erano più propensi a votare <em>Fidesz</em>&#8220;. Una tesi <strong>cinica</strong> (oltre che <a href="https://hungarytoday.hu/marki-zay-covid-fidesz-coronavirus-victims-press/">tutta da dimostrare</a> visto che molti over 70 votano anche per i socialdemocratici) che non è piaciuta praticamente a nessuno.</p>
<p>E ancora, questa sua sorta di conservatorismo sociale, con cui cerca di contrastare Fidesz dal punto di vista della narrazione, del linguaggio e del target elettorale (l&#8217;Ungheria rurale), ha scatenato gravi accuse di <strong>razzismo</strong> e di <strong>antisemitismo</strong>, particolarmente pesanti. In un articolo recentemente pubblicato sul <em>Times of Israel</em> da László Bernát Veszprémy, viene citato il sostegno aperto da parte politici presumibilmente antisemiti a Márki-Zay. E per cercare di negare le accuse, il candidato premier ha peggiorato le cose quando ha osservato che rispetta le origini etniche e l&#8217;orientamento sessuale di tutti, ma ha detto letteralmente: &#8220;Ci sono alcuni ebrei nel partito <em>Fidesz</em>, solo pochi però&#8221;. Márki-Zay ha poi chiamato Veszprémy &#8220;un bugiardo di <em>Fidesz</em>&#8221; gettando benzina sul fuoco in un clima che ha portato il reporter e la sua famiglia ad essere pesantemente minacciati sui social.</p>
<p>Frasi che hanno scatenato <a href="https://magyarnemzet.hu/english/2022/01/objections-to-marki-zays-latest-anti-semitic-comments">forti reazioni</a> sia delle comunità ebraiche che di intellettuali, politici e osservatori di sinistra. Gli stessi ambienti progressisti, poi, non possono fare a meno di constatare che l&#8217;astio nei confronti di Orbán e della sua volontà di limitare la diffusione dell'&#8221;ideologia LGBT&#8221; faccia il paio con le posizioni ad esempio fortemente <strong>contrarie ai matrimoni gay</strong> dello stesso Márki-Zay.</p>
<p>Infine, curioso che Márki-Zay e in generale tutta l&#8217;opposizione unita stiano cercando di puntare tutto il loro programma politico sull&#8217;abbattimento del &#8220;sistema-<em>Fidesz</em>&#8221; poiché, a loro dire, si baserebbe sulla manipolazione dell&#8217;istituto costituzionale, e che per &#8220;ripristinare lo stato di diritto&#8221; vogliano sottoporre al popolo i cambiamenti costituzionali tramite referendum. Curioso perché non sono pochi i gruppi ungheresi a tutela dei diritti umani che hanno già chiesto che i risultati del referendum contro la propaganda LGBT indetto da <em>Fidesz</em> vengano <strong>annullati</strong>.</p>
<p>Insomma: accuse di anti-semitismo, estremismo-cattolico, autoritarismo. È incredibile come come il piano dell&#8217;opposizione per disfare il lavoro di <em>Fidesz</em> si basi sulle istanze che di norma vengono utilizzate per delegittimare <em>Fidesz</em>. Una questione che al momento, però, viene affrontata solo in Ungheria. Al di fuori della realtà magiara non si sono mai sollevate perplessità circa il profilo di Márki-Zay e del suo progetto politico. La <strong>priorità</strong>, infatti, al momento, è sbarazzarsi di Orbán. Costi quel che costi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/autoritarismo-e-antisemitismo-gli-errori-del-fronte-anti-orban-che-spingon-fidesz.html">Autoritarismo e antisemitismo: gli errori del fronte anti-Orbán che spingon Fidesz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti e il prezzo della diplomazia dei diritti arcobaleno</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-e-il-prezzo-della-diplomazia-dei-diritti-arcobaleno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 12:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mutano i mezzi, cambiano i volti e trascorrono gli anni, ma il fine degli Stati Uniti è uno, imperituro e inalterabile: la costruzione di un mondo che sia fatto a loro immagine e somiglianza. Profondamente e convintamente persuasi che il Divino avesse condotto i Padri pellegrini in America per una ragione – la fondazione di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-e-il-prezzo-della-diplomazia-dei-diritti-arcobaleno.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Rainbow-usa-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mutano i mezzi, cambiano i volti e trascorrono gli anni, ma il fine degli <strong>Stati Uniti</strong> è uno, imperituro e inalterabile: la costruzione di un mondo che sia fatto a loro immagine e somiglianza. Profondamente e convintamente persuasi che il Divino avesse condotto i Padri pellegrini in America per una ragione – la fondazione di una Nuova Gerusalemme –, i Padri fondatori avrebbero gettato le basi per la trasformazione degli Stati Uniti in quell&#8217;Impero della Libertà (<em>Empire of</em> <em>Liberty</em>) operante nel mondo in veste di <span style="font-size: 1rem;">Poliziotto globale (</span><em style="font-size: 1rem;">Global policeman</em><span style="font-size: 1rem;">) e nel nome di</span> un Destino manifesto (<em>Manifest destiny</em>), cioè chiaro ed evidente.</p>
<p>Mutano i termini, cambiano le facce e si alternano le epoche, ma la logica dell&#8217;Impero della Libertà che combatte per il benessere dell&#8217;intera umanità è ancora lì, in piedi e in salute, <span style="font-size: 1rem;">grazie ad un&#8217;incredibile capacità di autorinnovamento che la rende </span><span style="font-size: 1rem;">in grado di resistere all&#8217;erosione degli agenti del tempo. E una delle grandi battaglie di quell&#8217;America che è tornata (<em>America Is Back</em>) al centro delle relazioni internazionali, dopo il breve e<em> sui generis</em> paragrafo simil-isolazionista che è stato il trumpismo, è rappresentata dalla questione arcobaleno, ovvero dai diritti LGBT.</span></p>
<h2>I diritti Lgbt, l&#8217;ultimo fronte del Mondo libero</h2>
<p>Il motivo per cui la questione arcobaleno sta infiammando l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> – <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20210304IPR99219/il-pe-dichiara-l-unione-europea-una-zona-di-liberta-lgbtiq">che lo scorso marzo è stata dichiarata dall&#8217;Europarlamento</a> una &#8220;zona di libertà LGBTIQ&#8221; – è che in gioco, oltre a dei diritti, v&#8217;è l&#8217;esistenza stessa dell&#8217;agenda estera della Casa Bianca per il ventunesimo secolo. Un&#8217;agenda che vede nell&#8217;esportazione globale della questione arcobaleno uno dei <em>pivot</em> strategici dell&#8217;America, al di là del colore politico dell&#8217;inquilino dello Studio ovale, e che è stata perseguita con ardore, anche se in maniera differente, dalle varie amministrazioni che si sono susseguite nel dopo-Bush.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-barack-obama.html">Barack Obama</a> è stato colui che, più di ogni altro, ha investito e creduto nel potenziale geopolitico della causa arcobaleno, trasformandola in una linea di faglia tra l&#8217;Occidente e il resto del mondo, in particolare l&#8217;Oriente a guida sino-russa. Questo è il motivo per cui, mentre in <strong>Russia</strong> veniva approvata la celebre legge contro la propaganda gay, negli Stati Uniti si assisteva ad una sequela di eventi che, in breve tempo, avrebbe provocato un terremoto culturale a livello di relazioni internazionali:</p>
<ul>
<li>La costituzionalizzazione del matrimonio omosessuale – che ha generato un effetto valanga nel mondo, come mostrato dalle legalizzazioni avvenute fra il 2011 e il 2016 in <strong>Brasile</strong>, <strong>Irlanda</strong>, <strong>Lussemburgo</strong>, <strong>Malta</strong>, <strong>Nuova Zelanda</strong>, <strong>Regno Unito</strong> e <strong>Uruguay</strong>.</li>
<li>La trasformazione di agenzie federali per la cooperazione allo sviluppo e sedi diplomatiche (ambasciate e consolati)<a href="https://www.nbcnews.com/feature/nbc-out/obama-legacy-quiet-mission-export-gay-rights-overseas-n673861"> in entità delegate</a> &#8220;all&#8217;uso di diplomazia e aiuti esteri per promuovere e proteggere i diritti umani delle persone lgbt&#8221; – alla quale ha fatto seguito la pratica, totalmente inedita, di introdurre sanzioni e altre misure punitive nei confronti di quei governi rei di violare i diritti arcobaleno.</li>
<li>La creazione della figura dell&#8217;inviato speciale per i diritti umani delle persone lgbti in seno al dipartimento di Stato – che ha accresciuto ulteriormente la centralità della questione arcobaleno nella conduzione di relazioni ed affari con l&#8217;estero.</li>
<li><a href="https://www.nytimes.com/2015/12/21/world/africa/us-support-of-gay-rights-in-africa-may-have-done-more-harm-than-good.html">L&#8217;utilizzazione di cifre senza precedenti per la promozione dei diritti gay nel mondo</a> – 41 milioni di dollari nel solo periodo 2012-15, ai quali va affiancata &#8220;una porzione&#8221; (dal volume ignoto) dedicata alle &#8220;cause e alle comunità omosessuali&#8221; e proveniente dai 700 milioni spesi nello stesso triennio per aiutare le &#8220;comunità marginalizzate&#8221;.</li>
</ul>
<p>Oggi, a distanza di dieci anni da quel fatidico 2011 che vide la Corte suprema degli Stati Uniti sentenziare a favore del riconoscimento dei matrimoni omosessuali sull&#8217;intero territorio federale, la questione arcobaleno continua a tenere banco in tutto il mondo,<a href="https://it.insideover.com/politica/ungheria-la-legge-contro-la-propaganda-gay-che-scuote-l-europa.html"> specialmente all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea</a>, e non potrà che venire galvanizzata dal grande ritorno alla Casa Bianca dell&#8217;internazionalismo liberale.</p>
<p>Perché quell&#8217;America Is Back era ed è da leggere anche come un &#8220;<em>The Rainbow Diplomacy Is Back</em>&#8220;; lo suggeriscono <a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/presidential-actions/2021/02/04/memorandum-advancing-the-human-rights-of-lesbian-gay-bisexual-transgender-queer-and-intersex-persons-around-the-world/">il memorandum di inizio febbraio</a> sull&#8217;utilizzo dei corpi diplomatici all&#8217;estero per promuovere i diritti gay nel mondo, <a href="https://www.reuters.com/article/us-usa-election-lgbt-idUSKBN1WP20A">la promessa elettorale</a> di condizionare l&#8217;erogazione degli aiuti allo sviluppo allo status delle comunità omosessuali e <a href="https://eu.usatoday.com/in-depth/news/politics/2021/06/30/biden-has-vowed-use-us-clout-foreign-aid-promote-lgbtq-rights/5309939001/">la recente nomina di Jessica Stern</a> quale inviata speciale per i diritti umani delle persone lgbti – un posto che l&#8217;amministrazione Trump aveva lasciato vacante. Che il mondo si prepari ad un nuovo effetto valanga in materia di legalizzazioni di matrimoni omosessuali (e diritti annessi, <em>in primis</em> l&#8217;adozione) e che le forze conservatrici dell&#8217;Unione Europea si abituino a piazze in fermento: la diplomazia dell&#8217;arcobaleno è tornata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-e-il-prezzo-della-diplomazia-dei-diritti-arcobaleno.html">Gli Stati Uniti e il prezzo della diplomazia dei diritti arcobaleno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ungheria, la legge contro la propaganda gay che scuote l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ungheria-la-legge-contro-la-propaganda-gay-che-scuote-l-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 09:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fidesz]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2022 verrà ricordato dai posteri come l&#8217;anno del fatidico redde rationem per l&#8217;esperimento Fidesz, la cui effettiva storicità sarà messa alla prova del voto, e per la stessa internazionale conservatrice, che, duramente colpita dall&#8217;uscita di scena di Donald Trump, verrebbe ferita mortalmente dalla caduta di Budapest, cuore pulsante dell&#8217;alleanza Visegrad, baricentro dell&#8217;euroscetticismo e piccolo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ungheria-la-legge-contro-la-propaganda-gay-che-scuote-l-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ungheria-la-legge-contro-la-propaganda-gay-che-scuote-l-europa.html">Ungheria, la legge contro la propaganda gay che scuote l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/orban-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 2022 verrà ricordato dai posteri come l&#8217;anno del fatidico <em>redde rationem</em> per l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-prospettive-di-fidesz-il-partito-di-viktor-orban.html">esperimento Fidesz</a>, la cui effettiva storicità sarà messa alla prova del voto, e per la stessa internazionale conservatrice, che, duramente colpita dall&#8217;uscita di scena di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>, verrebbe ferita mortalmente dalla caduta di Budapest, cuore pulsante dell&#8217;<strong>alleanza Visegrad</strong>, baricentro dell&#8217;euroscetticismo e piccolo ponte tra ponente e levante.</p>
<p>Perché il popolo magiaro, il prossimo anno, non sarà chiamato ad estrarre una carta da un mazzo di finte alternative, in realtà tra loro perfettamente equivalenti, ma a prendere una decisione dinanzi al bivio della storia. Bivio che richiederà agli ungheresi di scegliere tra passato e futuro, tra magiarismo ed europeismo e fra tradizione e modernità. In palio, dunque, più che un semplice mandato parlamentare, vi sono una visione nazionale – corrispondente all&#8217;orbaniana &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-della-democrazia-secondo-orban.html">democrazia cristiana</a>&#8221; – e un intero movimento politico-culturale transnazionale – il conservatorismo.</p>
<p>Fidesz, nella consapevolezza della posta in gioco e sapendo che alle future parlamentari dovrà fronteggiare una maxi-coalizione sestapartitica, <a href="https://it.insideover.com/politica/fidesz-alla-conquista-della-gioventu-ungherese.html">sta cercando di ringiovanire la propria immagine</a>, in maniera tale da catturare il voto della gioventù, in simultanea all&#8217;accelerazione dei lavori in merito alla traslazione in realtà della democrazia cristiana, nella speranza-aspettativa di complicarne lo smantellamento in caso di sconfitta elettorale. In questo contesto si inquadrano, ad esempio, tre accadimenti recenti quali <a href="https://it.insideover.com/politica/lultima-battaglia-dellalleanza-visegrad-contro-lunione-europea.html">lo scontro con l&#8217;Unione europea sullo stato di diritto</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/ungheria-la-difesa-della-famiglia-naturale-entra-nella-costituzione.html">l&#8217;introduzione dei cosiddetti &#8220;valori tradizionali&#8221; nella costituzione</a> e l&#8217;approvazione di una legge contro la propaganda gay nelle scuole, un&#8217;operazione in controtendenza rispetto all&#8217;operazione italiana con il ddl zan.</p>
<h2>L&#8217;anti-ddl Zan magiaro</h2>
<p>Il mese di giugno si sta rivelando estremamente caldo in Ungheria. Il 15 giugno <a href="https://hungarytoday.hu/hungary-ban-gays-homosexuals-homophobic-lgbtqi-law/">il Parlamento ha approvato una legge antipropagandistica</a> che,<em> de jure et de facto</em>, mette al bando l&#8217;insegnamento di tematiche arcobaleno nelle scuole e nello spazio pubblico ungheresi con la scusante di combattere la &#8220;promozione o la rappresentazione esagerata di pornografia, pedofilia e [stile di] vita transgenere e omosessuale tra i minori di diciotto anni&#8221;.</p>
<p>La nuova legislazione ha sorpreso e scandalizzato dentro e fuori la nazione magiara, ma<a href="https://it.insideover.com/politica/ungheria-la-difesa-della-famiglia-naturale-entra-nella-costituzione.html"> in un&#8217;analisi a caldo sulla riforma costituzionale dello scorso dicembre</a> avevamo avvisato i lettori: gli emendamenti, specie quelli riguardanti &#8220;il <span style="font-size: 1rem;">diritto del bambino all’autoidentificazione con il sesso alla nascita&#8221; e &#8220;un</span><span style="font-size: 1rem;">’istruzione in accordo con i valori basati sull’identità costituzionale e sulla cultura cristiana dell’Ungheria&#8221;, preludiavano ad una prossima restrizione dello &#8220;</span><span style="font-size: 1rem;">spazio dell’ideologia di genere nel panorama magiaro&#8221;. Quanto predetto è accaduto: la nuova costituzione è stata utilizzata per dare fondamento e legittimità ad una legislazione che, </span><span style="font-size: 1rem;">oltre a prevedere un inasprimento delle pene detentive per i crimini sessuali di stampo pedofilico, vieta la pubblicizzazione presso i minori dell&#8217;omosessualità e di argomenti quali il cambio di sesso e la transizione di genere.</span></p>
<p>I punti-chiave della legge, che stanno portando organizzazioni nongovernative e partiti dell&#8217;opposizione in piazza e che hanno suscitato reazioni diplomatiche ufficiali da parte di <strong>Unione Europea</strong> e <strong>Stati Uniti</strong>,<a href="https://dailynewshungary.com/materials-about-gender-change-promoting-homosexuality-forbidden-in-schools/"> sono i seguenti</a>:</p>
<ul>
<li>Il materiale didattico impiegato nelle scuole al fine dell&#8217;insegnamento dell&#8217;educazione alla sessualità non potrà contenere riferimenti al transgenderismo né promuoventi l&#8217;omosessualità;</li>
<li>Gli insegnanti di educazione sessuale non potranno avvalersi liberamente del contributo di soggetti esterni, ma dovranno selezionare personale appartenente ad organizzazioni inserite in un albo continuamente aggiornato e monitorato – questo punto potrebbe ridurre i margini di manovra delle organizzazioni nongovernative di stampo liberal-progressista all&#8217;interno dei curricoli scolastici magiari;</li>
<li>Il diritto dei bambini all&#8217;autoidentificazione con il sesso alla nascita sarà garantito dalle autorità competenti;</li>
<li>Introduzione di sanzioni per coloro che espongono i minorenni a contenuti, anche di natura pubblicitaria, pornografici e/o ritenuti suscettibili di promuovere omosessualità e transgenderismo;</li>
<li>Introduzione di maggiori controlli volti ad accertare che le stazioni televisive avvisino i telespettatori circa la presenza nel palisensto di programmi e/o pellicole non adatte ai minori e che non diano spazio a contenuti pubblicitari e intrattenitivi vietati per legge, cioè promuoventi transgenderismo e omosessualità.</li>
</ul>
<h2>Le conseguenze</h2>
<p>Unione europea e Stati Uniti stanno protestando pubblicamente contro il testo, ritenuto contrario ai valori occidentali e fortemente lesivo nei confronti della comunità arcobaleno, e lo stanno paragonando magniloquentemente alla legge russa sulla propaganda gay, <a href="https://hungarytoday.hu/hungary-homosexuals-law-homosexuality-lgbtqi-bill/">sullo sfondo delle minacce velate di delocalizzazione provenienti dalle multinazionali tedesche presenti nel mercato magiaro</a>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo della campagna concertata della triade Ue-Usa-produttori tedeschi è duplice: creare un muro isolante attorno ad Orban, identificato con <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a>, cioè uno dei due avversari principali dell&#8217;Occidente, e persuadere l&#8217;esecutivo a fare un passo indietro attraverso la minaccia di gravi ritorsioni economiche – dalla privazione di fondi comunitari alla fuga delle multinazionali all&#8217;estero.</p>
<p>Le pressioni dall&#8217;alto stanno venendo affiancate da quelle provenienti dal basso, cioè da società civile e organizzazioni nongovernative. Tra le principali iniziative dell&#8217;opposizione anti-orbaniana figurano le proteste davanti al Parlamento, <a href="https://hungarytoday.hu/hungary-homosexuals-law-homosexuality-lgbtqi-bill/">partecipate mediamente da 5-10mila persone</a>, ed una raccolta firme da parte del comitato organizzatore del Budapest Pride, suggestivamente intitolata &#8220;Non vogliamo leggi omofobiche in stile russo!&#8221; (<em>Nem akarunk orosz</em> <em>mintaju homofob torvenyeket!</em>) e<a href="https://szabad.ahang.hu/petitions/nem-akarunk-orosz-mintaju-homofob-torvenyeket?fbclid=IwAR12uqWRBlujWo7L1n8rYamlEAB8WmKuIIVy8udCZfYKwqueOxkpMB75HyQ"> che ha superato in quattro giorni le 130mila sottoscrizioni</a>.</p>
<p>Contrariamente alle apparenze, però, Fidesz non è solo e la legge presenta tanti rischi quante opportunità in termini elettorali. Più che il frutto di una grave discalculia, infatti, la legge magiara sulla propaganda gay sembra essere stata concepita appositamente per <strong>fratturare</strong> l&#8217;opposizione unita in prossimità delle parlamentari. Perché <strong>Jobbik</strong>, secondo partito d&#8217;Ungheria e motore della coalizione sestapartitica, ha votato a favore del testo – passato con 157 sì ed un no – nel tentativo di mostrare al proprio elettorato, che è e resta conservatore, che l&#8217;anti-orbanismo a oltranza non equivale ad un rinnegamento<em> tout court</em> dei propri valori.</p>
<h2>Un messaggio per l&#8217;Italia e l&#8217;Europa</h2>
<p>La legge magiara sulla propaganda gay, considerabile un vero e proprio &#8220;anti-ddl Zan&#8221;, viene approvata nel vivo della guerra culturale tra conservatori e progressisti per l&#8217;egemonizzazione dell&#8217;Occidente e tocca <em>il</em> tasto dolente per eccellenza: la questione arcobaleno. Guerra culturale che ha diviso in due la <strong>Polonia</strong>, <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-la-questione-lgbt-sta-dividendo-la-polonia.html">palesandone il lato <span style="font-size: 1rem;">crescentemente </span></a><span style="font-size: 1rem;">postcristiano, che da almeno trent&#8217;anni dilania gli Stati Uniti e che riguarda anche l&#8217;<strong>Italia</strong>, dove è in corso il dibattito relativo al ddl Zan, che ha mobilitato <em>influencer</em>, stampa, aziende e personaggi pubblici.</span></p>
<p>Scrivere e parlare della guerra culturale tra conservatori e progressisti è di importanza fondamentale se si vuole comprendere lo scenario internazionale contemporaneo. Perché questo conflitto delle idee (e dei valori) è, a tutti gli effetti, un capitolo legato a doppio filo alla terza guerra mondiale a pezzi. Non è una coincidenza che i detrattori di Orban stiano impiegando una suggestiva &#8220;<em>reductio ad Putinium</em>&#8221; per isolarlo a livello internazionale e demonizzarlo a livello interno, veicolando l&#8217;idea che abbia trasformato l&#8217;Ungheria in una democrazia illiberale ricalcante la Federazione russa post-eltsiniana e<a href="https://it.insideover.com/politica/la-strategia-economica-di-orban-il-sovranista-che-fa-affari-con-la-cina.html"> coinvolta sentimentalmente con la Cina</a>, indi in una minaccia diretta e imminente all&#8217;Occidente.</p>
<p>In gioco, dunque, più che la vita e la libertà degli omosessuali – che non vengono intaccate, dato che la legislazione magiara non criminalizza l&#8217;omosessualità, quanto l&#8217;ideologia di genere –, v&#8217;è la foggiatura di una nuova anima per l&#8217;Occidente, un blocco civilizzazionale che sta traversando una storica fase di transizione e che, proprio come la piccola Ungheria, si trova ad un bivio tra passato e futuro, tra cristiano e postcristiano, tra umano e transumano e tra identità note, stabili e statiche e identità nuove, fluide e liquide.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ungheria-la-legge-contro-la-propaganda-gay-che-scuote-l-europa.html">Ungheria, la legge contro la propaganda gay che scuote l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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