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	<title>Legione straniera Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 10 May 2024 09:04:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Legione straniera Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Legione Straniera no, legionari stranieri sì. Chi combatte in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-legione-straniera-no-legionari-stranieri-si-chi-combatte-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 05:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito francese]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Legione straniera]]></category>
		<category><![CDATA[mercenari]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1027" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-francesi-La-Presse-e1568973713348.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Militari Francia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-francesi-La-Presse-e1568973713348.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-francesi-La-Presse-e1568973713348-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-francesi-La-Presse-e1568973713348-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-francesi-La-Presse-e1568973713348-1024x548.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La presenza al fronte della Legione straniera francese è stata smentita. Ma è noto che molti stranieri (circa 12 mila, secondo la Russia) combattono con gli ucraini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-legione-straniera-no-legionari-stranieri-si-chi-combatte-in-ucraina.html">La Legione Straniera no, legionari stranieri sì. Chi combatte in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1027" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-francesi-La-Presse-e1568973713348.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Militari Francia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-francesi-La-Presse-e1568973713348.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-francesi-La-Presse-e1568973713348-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-francesi-La-Presse-e1568973713348-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-francesi-La-Presse-e1568973713348-1024x548.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si tratterebbe di un caso di “disinformazione” secondo il ministero degli Esteri francesi, di teorie del complotto o di forzature giornalistiche che si rifanno ad impressioni non sostenute dai fatti: ma in Ucraina la <strong>Legione Straniera</strong> francese non c&#8217;è, e convincersi di ciò non può dare adito al puntuale allarmismo per un&#8217;<em>escalation</em> che coinvolgerebbe la<strong> Nato</strong>. Questo non significa, tuttavia, che non ci siano francesi che combattono in Ucraina. Ma è meglio fare un passo alla volta.</p>



<p>A definire &#8220;<strong>Falsa</strong>&#8221; l&#8217;affermazione secondo cui la Francia avesse schierato in Ucraina i suoi soldati è stata l&#8217;accreditata agenzia di stampa internazionale <em>Associated Press</em>, che citando il ministero degli Esteri francese in una dichiarazione su <em>X</em>, ricordava come la Francia &#8211; nonostante le <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-scusa-il-francesismo-in-ucraina-vacci-tu.html">affermazioni bellicose</a> del presidente Emmanuel Macron &#8211; &#8220;non ha schierato truppe in Ucraina&#8221;. Archiviando tutto, almeno per il momento come semplice “<a href="https://apnews.com/article/fact-check-french-troops-russia-ukraine-deployed-994039088319">disinformazione</a>”. Nella disamina di Ap vengono tuttavia citati i resoconti dello &#8220;spiegamento&#8221; pubblicati <strong>Stephen Bryen</strong> &#8211; vice sottosegretario del Dipartimento della Difesa durante l&#8217;amministrazione Reagan (che abbiamo intervistato<a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-non-attacchera-liran-ora-parla-stephen-bryen.html"> qui</a>) &#8211; ritenuto un esperto attendibile che non nutre fascinazioni per la mistificazione della realtà.</p>



<p>La notizia diffusa sul blog di Bryen è stata presa come &#8220;prova&#8221; del fatto che soldati francesi sono stati inviate a combattere la Russia al fianco dell’Ucraina e per questo diffusa sui profili social particolarmente attivi della loro <strong>missione di propaganda</strong> (da una fazione o dall&#8217;altra) e da alcune testate giornalistiche tra cui possiamo citare l&#8217;<em>Asian Times</em>. In Italia abbiamo <a href="https://www.huffingtonpost.it/esteri/2024/05/06/news/truppe_francesi_in_ucraina-15803009/">letto</a> di questa ipotesi sull&#8217;<em>Huffigton Post</em>. “La Francia ha inviato ufficialmente le sue prime truppe in Ucraina”, si legge nei contenuti di Bryen. “Sono stati schierati a sostegno della 54a brigata meccanizzata indipendente ucraina a Slavyansk. I soldati francesi provengono dal 3° reggimento di fanteria francese, che è uno degli elementi principali della Legione Straniera francese&#8221;, o <strong>Légion étrangère</strong> per dirla alla francese:&nbsp;un&nbsp;corpo militare&nbsp;d&#8217;élite inquadrato nell&#8217;Armée de terre e strutturato su 11 reggimenti di volontari, fondato nel XVIII secolo al fine di reclutare tutti gli <em>stranieri </em>che avessero voluto firmare volontariamente un ingaggio e combattere per la Francia sotto &#8220;identità dichiarata&#8221; o sotto &#8220;identità fittizia&#8221;. Considerato tra i corpi militari più preparati e temibili della Nato, la Legione Straniera francese è permeata da un&#8217;aurea di fascino e fascinazioni dovuta non solo alle sue <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/simbolo-legione-straniera-mano-legno-danjou-1906072.html">gesta</a>, ma anche e per l&#8217;appunto alla sua fama d&#8217;aver dato accoglienza e quartiere ai <em>Dannati della terra</em>, come scriveva nel suo celebre libro Gianni Oliva.</p>



<p>Secondo questa versione dei fatti &#8220;<a href="https://weapons.substack.com/p/about-sources-and-methods-analyzing?utm_source=post-email-title&amp;publication_id=1159397&amp;post_id=144369496&amp;utm_campaign=email-post-title&amp;isFreemail=true&amp;r=2ivlgf&amp;triedRedirect=true&amp;utm_medium=email">Finora sono arrivati 100 soldati francesi</a> sui <strong>1.500 previsti</strong>&#8220;, un&#8217;informazione che si è diffusa ampiamente sui social, portando il Ministero degli Esteri francese ha<strong> negare esplicitamente </strong>lo schieramento di truppe francesi combattenti sul fronte del conflitto ucraino. “Le campagne di disinformazione sul sostegno della Francia all’Ucraina sono più attive che mai. Diamo un&#8217;occhiata. La Francia non ha inviato truppe in Ucraina”, scrivono i canali ufficiali dell&#8217;Eliseo. A questo ricordiamo che gli effettivi della Legione Straniera francese ammontano nella loro totalità approssimativamente a 10.000 uomini. Il <a href="https://www.emsome.terre.defense.gouv.fr/index.php/fr/regiments-ft-ome/134-3e-regiment-etranger-d-infanterie?showall=1">3° reggimento di fanteria</a> straniera francese della Legione Straniera citato, fa base nella Guyana francese.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le parole di Macron</strong></h2>



<p>Macron ha dichiarato in un’intervista pubblicata la scorsa settimana di &#8220;<strong>non escludere la possibilità</strong> di inviare truppe in Ucraina&#8221;. Non è la prima volta che il presidente francese fa riferimento alla possibilità di uno schieramento di truppe occidentali sul fronte ucraino, e considerando il ruolo fondamentale della Francia nella Nato ed essendo l&#8217;unica potenza nucleare dell&#8217;Unione Europea (in seguito alla Brexit) ciò fa &#8220;eco ai commenti fatti negli ultimi mesi&#8221;, prestando il fianco alle teorie dell&#8217;escalation che potrebbe condurre l&#8217;Occidente verso la <strong>Terza guerra mondiale</strong> per &#8220;proteggere&#8221; l&#8217;Ucraina dall&#8217;invasione russa anche senza alcun vincolo di alleanza formale. Le affermazioni di Macron non hanno comunque  annunciato &#8220;alcun dispiegamento dell&#8217;esercito francese&#8221;. Perciò dire che “La Francia invia truppe in Ucraina” è obiettivamente sbagliato in assenza di prove che possano sostenere l&#8217;affermazione fatta da Bryen il <strong>6 maggio</strong>. Lo stesso non ha citato alcuna fonte e ha riconosciuto la possibilità di “potersi sbagliarsi&#8221; riguardo al &#8220;presunto dispiegamento della Francia in Ucraina&#8221;.</p>



<p>Bryen ha citato alcune voci di fonti russi circolate su canali paralleli come i canali Telegram. In passato si è fatto anche riferimento a non meglio identificati &#8220;prigionieri&#8221; catturati dai russi con documenti francesi o soldati appartenenti alla Brigata Internazionale, francesi o francofoni, <a href="https://kyivindependent.com/french-soldier-of-ukraines-international-legion-killed-in-action/">caduti in combattimento</a>. In risposta alla smentita pubblica da Associated Press, Bryen ha scritto: “per quanto riguarda le smentite, i francesi negano sempre di avere qualcuno in Ucraina”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;appello di Kiev all&#8217;Occidente e i contractors dalle Brigate internazionali</strong></h2>



<p>Kiev ha fatto più volte appello all&#8217;Occidente e alle truppe occidentali di prendere parte alla difesa dell&#8217;Ucraina in nome della libertà. Il presidente ucraino Vlodimir Zelensky ha richiesto, fin dall&#8217;inizio delle ostilità, la presenza di una &#8220;Brigata Internazionale&#8221; su modello di quella che combatté nella <strong>Guerra Civile Spagnola</strong>, ma più recentemente ha promosso una petizione che richiede &#8220;lo spiegamento di truppe straniere in Ucraina&#8221;. &#8220;Chiedo che venga presa una decisione il più presto possibile sulla richiesta di assistenza militare da parte di ciascuno degli Stati membri dell&#8217;Unione europea, Regno Unito e Stati Uniti, affinché introducano le loro truppe nel territorio dell&#8217;Ucraina&#8221; ha scritto Zelensky, pur sapendo cosa significherebbe <strong>coinvolgere contingenti della Nato</strong> nel conflitto attivo con la Russia.</p>



<p>Dopo la conferenza sull’Ucraina tenutasi a Parigi il <strong>26 febbraio</strong> il presidente francese Emmanuel Macron aveva affermato che i &#8220;partecipanti avevano preso in considerazione l’invio di truppe di terra in Ucraina&#8221;. Questo, riportava <em>Tass</em>, sebbene non sia stato raggiunto alcun consenso, ha &#8220;lasciato la porta aperta per uno <strong>scenario </strong>del genere <strong>in futuro</strong>&#8220;. Successivamente i rappresentanti della nazioni che hanno preso parte all’incontro di Parigi hanno dichiarato di &#8220;non avere intenzione di inviare forze in Ucraina&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Per Mosca ci sono mercenari provenienti da 50 paesi in Ucraina</strong></h2>



<p>Gli apparati di sicurezza russi hanno dichiarato in passato di aver identificato e inserito oltre &#8220;700 stranieri che <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-e-cosa-vogliono-i-volontari-che-combattono-in-ucraina.html">combattevano in Ucraina</a>&#8221; nella lista dei ricercati che verrebbero trattenuti se individuati dal Cremlino. La Direzione Principale dell’Intelligence del ministero della Difesa ucraino, per noi <strong>G</strong>UR, ha affermato che in Ucraina opera personale proveniente da <a href="https://tass.com/world/1756827?fbclid=IwAR2TD84ERcQ45oDeOiOKhoqAMO7tWJURZHC-d7fNi-TwAFKRnHzELKM_9MY">più di 50 paesi</a>. Tra questi compaiono ovviamente Stati Uniti e Gran Bretagna. Essi prestano servizio nella cosiddetta &#8220;Legione internazionale&#8221;. Ma è notorio che in passato agenti della CIA e dell&#8217;MI6 hanno transitato in Ucraina per <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-di-spie-a-est-i-dieci-anni-della-cia-in-supporto-allucraina.html">affiancare l&#8217;intelligence</a> di Kiev.</p>



<p>&#8220;La legione ha unito volontari provenienti da più di 50 paesi. (&#8230;) Nei ranghi dell&#8217;unità GUR ci sono combattenti esperti, veterani delle forze per operazioni speciali e altre unità militari provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Danimarca e altri paesi in Europa, Asia, Africa e Sud America&#8221; ha affermato l&#8217;intelligence di Kiev; mentre nel luglio del 2023 il ministero della Difesa russo ha dichiarato che &#8220;un totale di 11.675 mercenari provenienti da 84 paesi erano ufficialmente arrivati in Ucraina dal 24 febbraio 2022 per partecipare alle ostilità dalla parte di Kiev&#8221;. Questi proverrebbero dalla Polonia (oltre 2.600), dagli Stati Uniti e dal Canada (900 o più) e dalla Georgia (oltre 800), ma sono stati segnalati anche <strong>contractors</strong> provenienti dai Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, e dall&#8217;Italia.</p>



<p>In <strong>conclusione</strong>, è da escludere, almeno fino a prova contraria, che l&#8217;Eliseo nella sua libertà decisionale in quanto ad azioni di guerra abbia schierato volutamente personale militare francese inquadrato nelle sue forze speciali, in Ucraina. Ciò n<strong>on significa</strong>, tuttavia, che non possano essere presenti, in loco, mercenari che sono appartenuti alle forze armate francesi, in passato; alla Legione Straniera, dalla quale hanno ottenuto cittadinanza e francofonia, e in ultimo, agenti dell&#8217;intelligence francesi o ex-membri del DGSE, inviati come osservatori al pari di altra nazione occidentali. Nei conflitti moderni, lo sappiamo bene ormai, le linee e i ranghi non sono tracciati come quelli delle <strong>guerre napoleoniche</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-legione-straniera-no-legionari-stranieri-si-chi-combatte-in-ucraina.html">La Legione Straniera no, legionari stranieri sì. Chi combatte in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Veterani e legionari: i soldati americani in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/veterani-e-legionari-i-soldati-americani-in-ucraina</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2023 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[esercito ucraino]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Legione straniera]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Non è ancora chiaro in quanti siano partiti, ma sappiamo bene quanti non torneranno più: i numeri e i motivi dei soldati americani sul fronte ucraino </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Volontari_americani_Ucraina.mp4"></video></figure>



<p>Tra le decine e decine di migliaia di vittime provocate dalla&nbsp;<strong>guerra in Ucraina</strong>&nbsp;troviamo anche i nomi di diversi&nbsp;<strong>soldati americani</strong>, partiti per il fronte contro la Russia come privati cittadini. Difficile credere che la modesta paga di chi si arruola nella Legione straniera in Ucraina sia il motivo per cui sono partiti: chi è sopravvissuto parla piuttosto della volontà di difendere i valori di <strong>libertà e democrazia</strong> impartiti dallo stesso esercito statunitense. Finora, i soldati americani che hanno<strong> perso la vita</strong> combattendo l’esercito russo al fianco degli uomini di&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a> sono 16. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più: </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/veterani-legionari-soldati-americani-combattono-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Veterani e legionari: l’ombra dell’esercito americano in Ucraina</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/veterani-e-legionari-i-soldati-americani-in-ucraina">Veterani e legionari: i soldati americani in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Legione straniera lancia l&#8217;allarme: ecco perché ci sono sempre più disertori</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-legione-straniera-lancia-lallarme-ecco-perche-ci-sono-sempre-piu-disertori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jul 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Legione straniera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=402757</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>A partire dal conflitto ucraino, si sono registrate molte diserzioni. E sono sempre di più i francesi che vanno a combattere</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-legione-straniera-lancia-lallarme-ecco-perche-ci-sono-sempre-piu-disertori.html">La Legione straniera lancia l&#8217;allarme: ecco perché ci sono sempre più disertori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/legion-straniera-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Allarme rosso a Aubagne, quartier generale della<strong> Legione Straniera,</strong> il primo (e forse oggi l’unico) ferro di lancia delle molto smagrite forze terrestri francesi. Dall’inizio della <strong>guerra in Ucraina </strong>ad oggi un numero importante di volontari ha rotto bruscamente il contratto quinquennale con la <em>Lègion</em> e sono partiti a combattere per le rispettive patrie. Su ogni fronte, su ogni trincea. Ucraini e russofoni. Sino a ieri fratelli d’arme sotto il tricolore francese, oggi tutti si accoppano vicendevolmente, con rara ferocia, molto piacere e tanta professionalità, nelle putride trincee del Donbass.</p>



<p>Un’emorragia di uomini che ha fatto sobbalzare il generale di brigata <strong>Alain Lardet</strong>, dal 24 giugno 2020 comandante della <em>Lègion</em>. Un veterano (nove campagne, tante decorazioni) ma anche una “testa d’uovo”. Tra una missione oltremare e l’altra, Lardet ha collaborato, in funzioni apicali, con il ministero della Difesa e con il ministero degli Esteri. Dunque, non uno sprovveduto e tanto meno un ottuso.</p>



<p>L’anno scorso, allo scoppiare del conflitto, il generale, molto attento alla composizione etnica dei suoi uomini &#8211; oltre un migliaio di ucraini e russi sui 9mila effettivi, suddivisi in undici unità sparse tra la Francia metropolitana e i teatri operativi, una percentuale importante -, concesse con il pieno consenso del ministero e fatto straordinario per la <em>Lègion</em>, una licenza di due settimane per i legionari che volevano rientrare in patria per aiutare le famiglie. Un bel gesto. Peccato che quasi nessuno dei “vacanzieri” sia poi ritornato in caserma. Riposto il basco verde, ognuno di loro ha scelto la propria strada e la propria bandiera. Da allora altri 60 hanno tagliato la corda<strong> </strong>per raggiungere &#8211; ognuno a suo modo &#8211; sulla linea del fuoco i propri rispettivi “fratelli d’arme” e sparare, uccidere, forse morire.</p>



<p>Un casino terribile che il ministero della Difesa transalpino ha cercato di minimizzare. Per Parigi i disertori “sono solo delle giovani reclute, senza una completa preparazione militare”, ma intanto la Legione, a scanso d’equivoci e speculazioni mediatiche, ha preferito sospendere, “per ragioni di sicurezza”, l’arruolamento di russi e ucraini.</p>



<p>Altrettanto inquietanti sono i dati forniti dalla <em>Direction général de la sècuritè intèrieure</em>, il servizio di sicurezza interno. Dal febbraio 2022 circa <strong>800 cittadini francesi</strong> sono partiti verso Est per combattere chi con gli ucraini (due terzi) chi con i russi (un terzo). Secondo gli analisti risulta un quadro composito in cui si mescolano legami familiari e affettivi, voglia d’avventura, idealismo e, in qualche caso, sete di guadagno. Ciò che maggiormente preoccupa è l’orientamento politico di alcuni “volontari”. Sotto le bandiere di Kiev hanno servito o stanno militando <strong>120 membri dell’ultradestra </strong>e <strong>40 <em>gauchistes</em>,</strong> mentre dalla parte di Mosca sono stati individuati al momento 25 estremisti d’ogni colore, di cui una decina inquadrati nelle fila della <strong>Wagner</strong>. Uno spezzone ristretto ma attentamente monitorato dai servizi d’oltralpe.</p>



<p>Va inoltre aggiunto che, a differenza degli aspiranti guerrieri che partivano verso la Siria e l’Iraq per arruolarsi nelle file della Jihad islamica &#8211; incappando dal 2014 nelle severe leggi anti terrorismo &#8211; i “volontari” al loro ritorno non devono temere alcuna grana legale, al massimo un interrogatorio se richiesto dai servizi di Intelligence. Gli unici ad aver avuto problemi sono stati due militanti destrosi rientrati portandosi dei “souvenir” dal fronte: fucili d’assalto e ottiche militari. Denunciati per detenzione e trasporto d’armi sono stati condannati a 15 mesi di prigione. Al solito, il troppo storpia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-legione-straniera-lancia-lallarme-ecco-perche-ci-sono-sempre-piu-disertori.html">La Legione straniera lancia l&#8217;allarme: ecco perché ci sono sempre più disertori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il problema &#8220;radicalizzazione&#8221; nella Legione Straniera</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/il-problema-radicalizzazione-nella-legione-straniera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 08:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Islam radicale]]></category>
		<category><![CDATA[Legione straniera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Legione-straniera.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La Legione straniera (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Legione-straniera.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Legione-straniera-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Legione-straniera-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Legione-straniera-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso ottobre Parigi veniva scossa da un attentato con arma bianca compiuto da un jihadista all&#8217;interno della stazione di polizia di Île de la Cité, conclusosi con cinque morti, tra cui il terrorista, e due feriti. Contrariamente alla norma, però, il protagonista non corrispondeva all&#8217;identikit del radicalizzato medio, ossia un immigrato di seconda o terza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-problema-radicalizzazione-nella-legione-straniera.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Legione-straniera.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La Legione straniera (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Legione-straniera.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Legione-straniera-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Legione-straniera-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Legione-straniera-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo scorso ottobre Parigi veniva scossa da un attentato con arma bianca compiuto da un jihadista all&#8217;interno della stazione di polizia di Île de la Cité, conclusosi con cinque morti, tra cui il terrorista, e due feriti. Contrariamente alla norma, però, il protagonista non corrispondeva all&#8217;identikit del radicalizzato medio, ossia un immigrato di seconda o terza generazione con poche o nulle prospettive di integrazione e mobilità sociale, residente nelle banlieu, avvicinato da qualche predicatore estremista durante una detenzione o nella moschea di quartiere mantenuta operativa con petrodollari.</p>
<p>L&#8217;attentatore si chiamava Mickaël Harpon, era un tecnico informatico, con alle spalle <strong>16 anni di carriera</strong> nell&#8217;unità di intelligence del comando di polizia e un nulla osta di sicurezza per l&#8217;accesso ad informazioni riservate inerenti la lotta al terrorismo e il monitoraggio di terroristi e radicalizzati noti o presunti. Il suo atto ha contribuito a porre sotto la luce dei riflettori l&#8217;annosa questione dell&#8217;<strong>infiltrazione jihadista nelle istituzioni francesi</strong> che, a soli due mesi di distanza, travolge un nuovo corpo: la Legione Straniera.</p>
<h2>L&#8217;inchiesta</h2>
<p>Il Centro d&#8217;Analisi del Terrorismo (Cat) ha annunciato la prossima pubblicazione di &#8220;<em>Soldati e Jihad</em>&#8220;,<a href="https://sofrep.com/news/dozens-of-french-foreign-legion-soldiers-and-commandos-have-become-terrorists/"> un rapporto</a> incentrato sul problema della radicalizzazione all&#8217;interno delle forze armate francesi, una realtà colpevolmente ignorata e sottovalutata fino ai tempi recenti. Il Cat ha scoperto che, dal 2012 ad oggi, almeno<strong> 23 cittadini francesi</strong> che hanno servito nell&#8217;esercito, soprattutto nei reparti speciali e nella Legione straniera, si sono poi arruolati in organizzazioni terroristiche, nello <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener">Stato islamico</a> principalmente, restando in patria o partendo per<strong> Siria </strong>e <strong>Iraq.</strong></p>
<p>Il Cat ha comprovato che le abilità e le competenze degli ex militari francesi sono state <strong>preziosissime</strong> per i capi-jihadisti, avendo contribuito a rendere i combattenti più disciplinati, organizzati e capaci nelle arti belliche, dall&#8217;utilizzo delle armi da fuoco alla preparazione di ordigni fai da te.</p>
<p>Nel complesso, l&#8217;arrivo degli ex militari ha incrementato <strong>significativamente </strong>il potenziale letale degli attentati, condotti in Francia e all&#8217;estero, e molto spesso tale aiuto è stato ricambiato attraverso promozioni e mobilità in ascesa all&#8217;interno delle organizzazioni. La maggior parte degli ex soldati, infatti, ha raggiunto posizioni di vertice all&#8217;interno dei reggimenti del Daesh che hanno devastato il Medio oriente.</p>
<p>Ad inquietare non è soltanto il numero elevato di soldati divenuti jihadisti, ma che alcuni &#8220;si sono radicalizzati dopo l&#8217;arruolamento nell&#8217;esercito francese, altri dopo aver lasciato l&#8217;esercito  [&#8230;] mentre alcuni pianificavano di raggiungere gruppi jihadisti prima del reclutamento nelle forze armate francesi&#8221;.</p>
<p>Il rapporto, praticamente, denuncia l&#8217;incapacità di Parigi di monitorare cosa succede all&#8217;interno delle forze armate oltre che di controllare la provenienza degli aspiranti soldati, essendo che alcuni hanno già manifestato atteggiamenti ambigui prima dell&#8217;arruolamento.</p>
<h2>L&#8217;Eliseo sa</h2>
<p>Negli anni scorsi sono stati arrestati diversi ex membri delle forze armate francesi con l&#8217;accusa di pianificare attentati nel Paese, mentre altri sono stati identificati nei teatri di guerra del Siraq dopo esser stati detenuti o uccisi in battaglia. Un <a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2019/12/18/thirty-former-french-soldiers-joined-jihadist-groups-middle/">rapporto parlamentare</a> precedente all&#8217;inchiesta del Cat aveva già indagato sul fenomeno, stimando che fossero almeno 30 gli ex soldati divenuti terroristi.</p>
<p>Preoccupa soprattutto il fatto che i reclutatori hanno la capacità di attrarre soldati <strong>di ogni categoria</strong>: paracadutisti, comando aereo, operazioni terrestri e subacquee. Una scelta, quella di volere esperti in ogni campo bellico, che è ovviamente strategica e ha reso possibile al Daesh di migliorare le proprie competenze in numerosi settori.</p>
<p>In <a href="https://www.valeursactuelles.com/societe/legionnaires-commandos-parachutistes-ces-soldats-francais-qui-ont-rejoint-letat-islamique-114057">alcuni casi,</a> come quello di un tale Boris V., l&#8217;entrata nell&#8217;esercito è avvenuta proprio con lo scopo di ottenere la formazione necessaria in un determinato ruolo, concludendo l&#8217;esperienza ad obiettivo raggiunto, partendo poi per il fronte. Si è anche scoperto che un ex legionario, tale Abdelilah H., era stato a capo di una brigata nella quale fecero parte anche i futuri stragisti del <strong>Bataclan.</strong></p>
<p>Nonostante questo, i servizi segreti francesi reputano &#8220;basso&#8221; l&#8217;allarme posto dall&#8217;infiltrazione jihadista nelle strutture militari e che nessun caso, di quelli attenzionati attualmente, costituisce un rischio immediato.</p>
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		<title>&#8220;Io, legionario cristiano contro il Califfato&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/religioni/io-legionario-cristiano-contro-lisis.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 16:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[Legione straniera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="602" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/4f57c2ab-e17d-454f-897f-74a09f8c9394.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/4f57c2ab-e17d-454f-897f-74a09f8c9394.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/4f57c2ab-e17d-454f-897f-74a09f8c9394-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/4f57c2ab-e17d-454f-897f-74a09f8c9394-768x482.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>C&#8217;è un indole antica sopita negli uomini è l&#8217;istinto al combattimento, alla reazione, alla difesa. Una tradizione che ricorre spesso nella storia europea. Oggi che la pace e il benessere, propri dell&#8217;occidente, sono erosi dalla crisi, umana prima ancora che economica, e scricchiolano sotto i colpi del terrorismo internazionale che ha messo la nostra società &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/religioni/io-legionario-cristiano-contro-lisis.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="602" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/4f57c2ab-e17d-454f-897f-74a09f8c9394.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/4f57c2ab-e17d-454f-897f-74a09f8c9394.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/4f57c2ab-e17d-454f-897f-74a09f8c9394-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/4f57c2ab-e17d-454f-897f-74a09f8c9394-768x482.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>C&#8217;è un indole antica sopita negli uomini è l&#8217;istinto al combattimento, alla reazione, alla difesa. Una tradizione che ricorre spesso nella storia europea. Oggi che la pace e il benessere, propri dell&#8217;occidente, sono erosi dalla crisi, umana prima ancora che economica, e scricchiolano sotto i colpi del terrorismo internazionale che ha messo la nostra società difronte alla sua inadeguatezza, non deve stupire, se dalla massa, discretamente, si distacchino piccole “cellule impazzite” che decidano, come nel nostro caso, di non arrendersi, alla fatalità “politically correct” e un po vittimista ma  si lancino, a loro rischio, in una avventura che molti non esiterebbero a definire folle.</p>
<p>Per cui, oggi, che viviamo in un epoca in cui persino i tagliagole dell&#8217;Isis “twittano” e “chattano” sui social,  può capitare di leggere un messaggio del genere: ”Sono un ex Legionario, non potevo restare inattivo in seguito agli attentati di Parigi e in particolare di Charlie Hebdo. Motivato dalla paura d&#8217;essere invaso dal terrorismo e dalla immigrazione di massa in Europa, ho deciso di partire da raggiungere l&#8217;esercito curdo e i peshmerga in Iraq, per portare le mie capacità militari e tentare di fermare questi assassini”. A scrivere e Gregory R. un ex della gloriosa legione straniera francese d&#8217;origine polacca, che ha deciso, come si legge, di mettere la sua esperienza a disposizione di chi lotta contro l&#8217;Isis.</p>
<p><strong>Ma perché?</strong></p>
<p>Se mi chiedete il perché io abbia deciso di mettere a disposizione la mia esperienza militare vi dirò che questa scelta è maturata ben prima dell&#8217;attentato al giornale satirico Charlie Hebdo, al tempo leggevo molte informazioni su internet o le vedevo alla tv che mostravano le atrocità inflitte da Daesh (Isis) sulla popolazione siriana e irachena, ho visto che al tempo un solo popolo, oltre a quello siriano, lottava veramente contro l&#8217;Isis ed erano i Kurdi di Kobanee, siccome, a mio avviso, nessun paese era veramente impegnato a supporto di questa lotta ho deciso di raggiungere i curdi per lottare conto il male alla fonte.</p>
<p><strong>Certo c&#8217;è da dire che spesso in passato chi faceva il mestiere delle armi come lei era frettolosamente etichettato come mercenario.</strong></p>
<p>È vero si parla spesso di mercenari, sopratutto per gente con il mio &#8220;curriculum&#8221;, ma io non mi ritengo assolutamente un mercenario, non ricevo alcuno stipendio qua e nessuna ricompensa sotto qualunque forma. Io sono un volontario e definire tutto questo e totalmente differente, da quando sono arrivato qui in Kurdistan sette mesi fa ho finanziato io il mio armamento i miei vestiti e tutto l&#8217;equipaggiamento, e vi dirò che questo mi è costato enormi sacrifici, finanziari e non, sopratutto perché non ho alcun supporto logistico.</p>
<p><strong>Ma perché proprio l&#8217;Iraq, è stata una scelta mirata?</strong></p>
<p>In realtà non esattamente, il motivo per cui ho scelto l&#8217;Iraq è che all&#8217;inizio del 2014 ho provato a raggiungere lo YPG &#8211; L&#8217;Unità di Protezione Popolare della regione a maggioranza curda nel nord della Siria-, avevo un buon contatto ma non avevo i soldi necessari per intraprendere il viaggio così è passato troppo tempo e ho perso l&#8217;occasione, io non mi sono perso d&#8217;animo e grazie ai social e una rete di amici ho raggiunto un gruppo che si preparava per partire in Iraq per combattere affianco alla milizia cristiana Dwekh Nawsha &#8211; un gruppo combattente d’autodifesa formato da membri del popolo assiro,”i pronti al sacrificio” secondo la traduzione del nome dall&#8217;aramaico. Il gruppo alla fondazione contava una quarantina di combattenti, attivi in coordinazione con le forze curde nella difesa dei villaggi cristiani della provincia di Ninive dalle incursioni dell&#8217;Isis- ho sfruttato questa buona occasione nel settembre del 2015 sono arrivato in Iraq con loro. Pensavo di andare subito sul fronte ma purtroppo dopo due settimane non era ancora successo nulla e l&#8217;inattività cominciava ad essere frustrante, così, ho deciso, assieme a due miei commilitoni, di raggiungere i peshmerga curdi e una volta entrati in contatto e dopo essere stati &#8220;arruolati&#8221;, siamo subito stati impiegati in prima linea, per fortuna. Questo è il perché sono arrivato in Iraq. Perché qua si combatte.</p>
<p><strong>Ora che sei sul fronte “faccia a faccia” con l&#8217;Isis come hai vissuto la notizia degli attacchi a Parigi e Bruxelles?</strong></p>
<p>Dopo gli attacchi a Bruxelles e Parigi è aumentata la mia motivazione a combattere. Ho sentito il dolore delle famiglie e degli amici delle vittime e per me tutto questo non sarebbe mai dovuto succedere. Noi europei dobbiamo essere capaci di vivere a casa nostra in pace. è chiaro che per farlo l&#8217;Europa dovrebbe cambiare politica ma non voglio mettermi il governo contro facendo esternazioni troppo politiche, visto che già quello che faccio qui è al limite della legalità.</p>
<p><strong>Un timore condivisibile vista anche la caccia ai cosiddetti foreign fighters a cui non vuole essere minimamente accostato, ma come passi un giornata su quello che potremmo definire il fronte caldo della guerra al terrorismo?</strong></p>
<p>Spesso si immagina la guerra come una cosa che si sviluppa al mattino e si conclude la sera, come e fosse un lavoro d&#8217;ufficio, in realtà la storia è un po più complicata. Da qualche mese nel kurdistan iracheno c&#8217;è una frontiera delimitata dalla linea del fuoco tra curdi e Isis ci sono molti posti di combattimento distanti appena due o trecento metri, facciamo la guardia 24 ore su 24 facendo di fatto una un guerra di posizione.</p>
<p><strong>Ma quindi non si combatte più?</strong></p>
<p>Tutt&#8217;altro, siamo sulla difensiva è vero e finché non interverranno accordi trai il governo dell&#8217;Iraq e il kurdistan i peshmerga non prenderanno l&#8217;iniziativa. Non senza un accordo almeno generale. Ma una giornata quindi può essere molto tranquilla o molto movimentata, ci sono parecchi colpi di mortaio che cadono vicino alle nostre trincee, il pericolo più grande poi, è che può capitare di essere assaltati con i gas che ora l&#8217;Isis ha ottenuto da chissà dove. In generale la normalità è di doversi scambiare colpi di mitragliatrice per testare la resistenza del nemico ma quaggiù abbiamo anche subito molti attacchi suicidi.</p>
<p><strong>A proposito di jihad e kamikaze, l&#8217;Isis parla di guerra santa, in Europa si parla di nuove crociate, per te questa è una guerra di religione?</strong></p>
<p>No, non credo che questa sia un guerra di religione o fra religioni come alcuni in europa la vorrebbero far passare, per esempio in questo contesto io lotto contro l&#8217;Isis al fianco dei peshmerga kurdi. lo faccio da cristiano cattolico tra mussulmani che rispettano la mia religione, nessuno prova a impormi o vietarmi qualcosa. Una volta ho visto un video di miliziani di Daesh (Isis) che decapitano un peshmerga e anche loro concordano che questi terroristi sono il diavolo incarnato. l&#8217;Isis è una organizzazione terroristica che vuole imporre qualcosa che è esistito 700 anni fa, e questo lo rifiuta sia un cristiano sia un mussulmano. In più personalmente io credo che un vero credente non mette in mostra la sua fede ma la vive spiritualmente in modo personale, dentro di sé.</p>
<p><strong>Vero, è un discorso che mi sono sentito fare anche in Siria recentemente ma non mi stupisce che persone coinvolte in qualche modo nella stessa battaglia abbiano sviluppato una comune sensibilità sulla questione. Ma da “casa” qualcuno sa quello che fai? Approvano?</strong></p>
<p>Grazie ai social ho il piacere di vedere il sostegno e l&#8217;incoraggiamento dei miei amici e della popolazione e anzi ne approfitto per ringraziarli. Penso che il mio impegno è visto bene da loro e da molti altri che hanno compreso questa lotta e questo sacrificio. Magari non da tutti ma ognuno, si sa ha le sue opinioni.Sì, in Europa ognuno ha la sua. Bonne chance.</p>
<p></p>
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		<title>&#8220;Casa mia? La Legione straniera&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-legione-e-diventata-la-mia-casa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 08:42:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Legione straniera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2106" height="1848" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/FFLegionokk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/FFLegionokk.jpg 2106w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/FFLegionokk-300x263.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/FFLegionokk-768x674.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/FFLegionokk-1024x899.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2106px) 100vw, 2106px" /></p>
<p>La vita di Danilo Pagliaro può essere divisa in due parti: prima e dopo il suo ingresso nella Legione straniera. Una «vocazione adulta», la sua. Recentemente ha scritto Mai avere paura. Vita di un legionario non pentito. Un libro che non parla di guerra. O meglio: ne parla in maniera accidentale, perché per un militare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-legione-e-diventata-la-mia-casa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2106" height="1848" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/FFLegionokk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/FFLegionokk.jpg 2106w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/FFLegionokk-300x263.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/FFLegionokk-768x674.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/FFLegionokk-1024x899.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2106px) 100vw, 2106px" /></p><p>La vita di Danilo Pagliaro può essere divisa in due parti: prima e dopo il suo ingresso nella Legione straniera. Una «vocazione adulta», la sua. Recentemente ha scritto <em>Mai avere paura. Vita di un legionario non pentito</em>. Un libro che non parla di guerra. O meglio: ne parla in maniera accidentale, perché per un militare la guerra fa parte del mestiere. Mai avere paura è un inno d&#8217;amore alla Legione straniera. A 36 anni Danilo cercava un nuovo lavoro e, assieme alla sua prima moglie, si trasferisce in Francia, dove conosce la Legione. Che è ancora la sua casa dopo 20 anni.<strong>Poi cosa è successo?</strong>«Ho scoperto che una base della Legione si trovava vicino a casa mia e, così, sono andato a una commemorazione della battaglia di Camerone. In quell&#8217;occasione mi sono reso conto che tutte le cose che avrei voluto fare nella vita erano davanti a me. Ho trovato la possibilità, a 36 anni, quindi tardissimo, di entrare nella Legione».<strong>Come ha influito sulla sua vita?</strong>«Me l&#8217;ha cambiata. Non solo praticamente (la Legione ti dà anche tante garanzie), ma anche a livello di avventure. Come si entra nella Legione? Ai miei tempi ci si presentava e c&#8217;era una prima visita molto sommaria per verificare le condizioni di salute del candidato. Poi si entrava in caserma. Ciò che importava allora e che importa ancora oggi è essere sani e solidi».<strong>Quindi non bisogna esser «super uomini»&#8230;</strong>«Assolutamente no. Lo ripeto: bisogna essere sani e solidi. Sia fisicamente che psicologicamente. Spesso, però, scherzando dico anche che per arruolarsi da noi non bisogna avere tutte le rotelle a posto. Per me essere psicologicamente solidi significa avere la forza di reagire. Non puoi essere uno che dice che ha freddo e poi non fa nulla per scaldarsi. In Legione bisogna non voler subire. E tutto questo è ironico perché da noi c&#8217;è una disciplina ferrea».<strong>Cosa cambia quando si entra in Legione?</strong>«Una volta che sei entrato nella Legione incontri amici e camerati che diventano la tua famiglia e che non vuoi deludere. Bisogna fare un esercizio. Loro ce la fanno e tu no. Ma devi riprovarci perché loro si aspettano che anche tu ce la faccia. Perché anche tu, come loro, hai fame e freddo e sei stanco».<strong>Ma allora perché è così difficile restare nella Legione?</strong>«Perché i ragazzi di oggi non sono come quelli di ieri. Abbiamo generazioni che non hanno coraggio. Hanno la mamma che dà tutto, il motorino, l&#8217;auto, la Play Station e tutte le comodità. Non sanno cosa sia la vita vera. Ma non c&#8217;è solo del negativo in queste generazioni: hanno bei principi. La Patria e l&#8217;onore per esempio. Fanno solo fatica a restare in Legione perché la sveglia è alle 6, devono fare le corvée negli spazi comuni e fare sport con qualsiasi clima. In Legione puoi avere qualsiasi grado, ma ogni mattina devi andare a correre. Il difficile, lo ripeto, non è arruolarsi, ma restarci».<strong>Quali sono i valori dei legionari?</strong>«Quando mi sono arruolato prendevo un terzo in meno dello stipendio minimo garantito in Francia. Non c&#8217;erano soldi e rimanevamo sempre in caserma. Eravamo una vera e propria famiglia. Oggi un legionario prende di più, può uscire, ma il senso di cameratismo è rimasto. Famiglia e cameratismo, questi sono i valori più importanti della Legione. I valori di base della nostra società si stanno sgretolando. Io ho avuto la fortuna di ritrovarli nella Legione».<strong>Nel suo libro alcune pagine sono dedicate alle difficoltà con i legionari musulmani. Perché?</strong>«Perché c&#8217;è un&#8217;islamizzazione galoppante in tutto l&#8217;Occidente e, quindi, anche in Francia e nella Legione. Quando in mensa c&#8217;è un piatto con il maiale, per esempio, ce n&#8217;è pure uno senza. Prima le cose non erano così. Si è cominciato con il maiale, poi con il ramadan e infine con legionari musulmani che non vogliono più andare a combattere contro i loro fratelli».<strong>Nonostante i cambiamenti, cosa augura alla Legione del futuro?</strong>«Ne abbiamo passate tante. Dopo la guerra in Algeria, la Legione è ripartita da zero, adattando il suo modo di fare e il suo modo di essere. Oggi come ieri, la Legione si adatterà e uscirà dai problemi ancora più forte.<strong> A ottobre scorso è stato invitato dalla Folgore per commemorare la battaglia di El Alamein. Cosa pensa dei parà italiani?</strong>«Sono splendidi. Quei ragazzi mi hanno emozionato fino alle lacrime e li ringrazio ancora per avermi dato la possibilità di conoscere la parte migliore d&#8217;Italia. Il nostro Paese ha ancora una speranza fino a quando ci saranno questi uomini disposti a morire per quel benedetto tricolore»</p>
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		<title>&#8220;Vi racconto la mia vita nella Legione&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/vi-racconto-la-mia-vita-nella-legione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 07:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Legione straniera]]></category>
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<p>Premessa: Mai avere paura. Vita di un legionario non pentito, libro scritto dal legionario italiano Danilo Pagliaro, non parla di guerra. O meglio: ne parla in maniera accidentale, perché per un militare, come ovvio, la guerra fa parte del mestiere. In realtà Mai avere paura è un inno d’amore alla Legione Straniera. Tutto qui. Pagliaro, a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/vi-racconto-la-mia-vita-nella-legione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Legione_occhi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Legione_occhi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Legione_occhi-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Legione_occhi-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Legione_occhi-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Legione_occhi-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Premessa: <em>Mai avere paura. Vita di un legionario non pentito</em>, libro scritto dal legionario italiano <strong>Danilo Pagliaro</strong>, non parla di guerra. O meglio: ne parla in maniera accidentale, perché per un militare, come ovvio, la guerra fa parte del mestiere. In realtà <em>Mai avere paura</em> è un inno d’amore alla <strong>Legione Straniera</strong>. Tutto qui. Pagliaro, a un certo punto della sua vita, ha deciso di abbandonare gli abiti &#8220;civili”, ha preso la macchina e si è diretto ad Aubagne, il quartier generale della Legione. È stato scartato una prima volta, ma poi è tornato alla carica ed è riuscito ad entrare nel corpo militare d’élite più ambito al mondo. La Legione rappresenta un’eccezione in tutto il mondo militare. Qui non conta il colore della tua pelle o il tuo credo. Conta solamente la tua voglia di entrare in questa grande famiglia. O Patria in miniatura (ma con la P maiuscola), come recita il motto: <em>Legio Patria Nostra</em>.<strong>Perché si entra in Legione?</strong>Ci sono innumerevoli ragioni e ognuno ha le sue. Ci tengo però a precisare una cosa: non puoi arruolarti per scappare dalla Legge. Non puoi uccidere qualcuno e venire qui a nasconderti. Se il crimine da cui stai scappando è grave allora la Legione ti consegna alle forze di polizia. Questo deve essere chiaro.<strong>Quali sono i requisiti per essere arruolarsi?</strong>Bisogna essere perfettamente sani e solidi sia fisicamente che psicologicamente. Siamo in un corpo d’élite, se hai l’asma o le allergie non puoi entrare. Per scherzare, spesso dico: per arruolarsi in Legione non bisogna avere tutte le rotelle a posto. Scherzi a parte, bisogna essere psicologicamente solidi: non puoi essere uno che dice che ha freddo e poi non fai nulla per scaldarsi. In Legione bisogna non voler subire. E tutto questo è ironico perché da noi c’è una disciplina ferrea.&nbsp;[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;89&#8243; gal_title=&#8221;Danilo Pagliaro&#8221;]<strong>Cosa cambia quando si entra in Legione?</strong>Una volta che sei entrato nella Legione incontri amici, camerati che diventano la tua famiglia e che non vuoi deludere. Bisogna fare un esercizio. Loro ce la fanno e tu no. Ma devi riprovarci perché loro si aspettano che anche tu ce la faccia. Perché anche tu, come loro, hai fame e freddo e sei stanco. Questo però avviene una volta che sei arruolato.<strong>Nel tuo libro hai parole molto dure contro i “legionari da tastiera”, quelli che sul web si dicono pronti a partire da un momento all’altro ma che poi non arrivano mai ad Aubagne…</strong>C’è chi dice che parlo contro l’Italia, ma non è vero. Perché questa gente si ferma all’apparenza? Perché tanta gente dice di essere quello che in realtà non è? In Francia c’è il mito sessuale degli uomini in divisa: il legionario e il pompiere. Tanta gente si fa passare per legionario per questo motivo. Poi ci sono gli insoddisfatti che si sono creati una vita parallela. Qualsiasi persona che si spaccia per legionario e che non vuole fornire la sua matricola sta mentendo. Non siamo dei servizi segreti, siamo solo obbligati alla discrezione come ogni militare. Poi ci sono quelli che vengono e che si accorgono che la nostra vita è diversa da quella dei film. Tutti vogliono fare gli addestramenti, le marce e andare oltre i propri limiti. In tv sembra duro. Nella realtà è duro. Alla fine hai le spalle che sanguinano, lo zaino ti lima la schiena. Quando la gente si accorge che la Legione è sangue, sudore e botte allora scappa.<strong>E poi ci sono i disertori…</strong>La totalità degli italiani che hanno prestato servizio tra il 2001 e il 2007 nel mio reggimento ha abbandonato. La colpa non è mia, è di chi diserta. Non ho statistiche precise, quello che è sicuro – e questa è una verità – è che una percentuale così alta è raggiunta solo dagli italiani. In Legione c’era un sottufficiale della Marina italiana che si lamentava dell’eccessivo lavoro. Quando un italiano arriva a Aubagne ci pensano dieci volte prima di prenderlo perché sanno che molto probabilmente se ne andrà.<strong>Quali sono i valori della Legione? Oggi come si concretizzano?</strong>Quando mi sono arruolato prendevo un terzo in meno dello stipendio minimo garantito in Francia. Non c’erano soldi e rimanevamo sempre in caserma. Eravamo una vera e propria famiglia. Oggi un legionario prende di più, può uscire, ma il senso di cameratismo è rimasto. Famiglia e cameratismo, questi sono i valori più importanti della Legione. I valori di base della nostra società si stanno sgretolando. Io li ho ritrovati nella Legione.<strong>Ad ottobre scorso sei stato invitato dalla Folgore per commemorare la battaglia di El Alamein. Cosa pensi dei parà italiani?</strong>Sono splendidi. Quei ragazzi mi hanno emozionato fino alle lacrime e li ringrazio ancora per avermi dato la possibilità di conoscere la parte migliore d’Italia. Il nostro Paese ha ancora una speranza fino a quando ci saranno questi uomini disposti a morire per quel benedetto tricolore. Sono una forza d’élite che ha gli stessi valori della Legione. Io voglio ringraziare i ragazzi con il basco amaranto davanti a tutta l’Italia: è stata una scoperta incredibile.</p>
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		<title>Tra quei &#8220;soldati maledetti&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nella-legione-straniera-tra-i-soldati-maledetti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Calogero Migliore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 23:01:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Legione straniera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/turchia3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/turchia3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/turchia3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/turchia3-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/turchia3-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È una delle forze militari più temute di sempre. Ed è, ovviamente, blindatissima.Stiamo parlando della Legione Straniera. La sua storia inizia in modo singolare: Luigi Filippo di Francia &#8211; siamo nel 1831 &#8211; arruola tutti gli stranieri che lo desiderano e li manda a combattere in Algeria. La neonata Legione si comporta in maniera esemplare, tanto da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/nella-legione-straniera-tra-i-soldati-maledetti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/turchia3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/turchia3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/turchia3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/turchia3-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/turchia3-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È una delle forze militari più temute di sempre. Ed è, ovviamente, blindatissima.Stiamo parlando della <strong>Legione Straniera</strong>.</p>
<p>La sua storia inizia in modo singolare: Luigi Filippo di Francia &#8211; siamo nel 1831 &#8211; arruola tutti gli stranieri che lo desiderano e li manda a combattere in Algeria. La neonata Legione si comporta in maniera esemplare, tanto da guadagnarsi le spalline rosse e verdi dei Granatieri e il tricolore francese. Non hanno nulla da perdere i legionari. Possono solo sperare contro ogni speranza. Combattono in Crimea e in Messico, più precisamente a <strong>Camerone</strong>.</p>
<p>Qui i legionari guidati dal capitano <strong>Danjou</strong> vengono attaccati su ogni lato. È una strage. Tremila messicani contro 62 legionari decisi a non arrendersi, Gian Carlo Fusco racconta così quella battaglia: &#8220;Cadde, con un supremo grido di incitamento, il prode Danjou, levando al firmamento la mano artificiale applicatagli al posto di quella persa quattro anni prima in combattimento. Si abbatté sul terreno sassoso il vicecomandante Vilain, schiacciato da uno sciamo di piombo. Il terzo e ultimo ufficiale della compagnia, l&#8217;imberbe sottotenente Maudet, rotolò in un fosso, gravemente ferito. Quando la fucileria tacque, i messicani, impressionati dall&#8217;epico comportamento del nemico, presentarono le armi ai morti e ai quattro sopravvissuti&#8221;.</p>
<p>Ogni anno, il 30 aprile, i legionari sfilano davanti alla &#8220;reliquia&#8221; del capitano Danjou. Un&#8217;emozione senza fine, come racconta un ex legionario siciliano: &#8220;Il richiamo di Camerone è come un istinto naturale. Gli arriva dritto al cuore, perché è parte del suo stesso dolore. È un grosso promemoria, per ricordare al legionario che avrà sempre <strong>la sabbia negli occhi</strong>, il campo di battaglia sarà sempre svantaggioso, che la disparità di forze è troppo alta, la causa non basta a giustificare la sua morte e le armi di cui dispone sono sempre quelle sbagliate. E, soprattutto, che nessuno si preoccupa che lui vinca o perda, che viva o muoia. Camerone dà al legionario la forza di convivere con la sua disperazione. Gli ricorda che non può vincere, ma gli fa sentire che esiste una dignità anche nell&#8217;essere sconfitto&#8221;.</p>
<p>Passano due guerre mondiali e la Legione è sempre in prima linea e sempre la stessa: la meta di chi cerca l&#8217;avventura, di chi vuole mettere alla prova la propria virilità, di chi è spinto da motivi ideologici oppure di chi scappa da una vita di stenti o dalla polizia. Dalla Legione sono passati tutti: principi (Pietro di Serbia, per esempio), ministri (Giuseppe Bottai) e scrittori (Ernst Jünger). La Legione ha accolto tutti e ha trattato tutti egualmente male. Già, perché una volta varcate le mura di Aubagne, iniziano subito i test fisici, di intelligenza e psicologici di base. L&#8217;obiettivo è quello di eliminare le reclute più deboli, soprattutto mentalmente. Perché il fisico nella Legione conta fino a un certo punto. Quello che conta è la <strong>forza di volontà</strong>.</p>
<p><strong>Ordine </strong>e <strong>pulizia</strong>. Queste sono le parole base dell&#8217;addestramento dei legionari, come ricorda un volontario inglese di nome Tony Sloane: &#8220;Tutto doveva essere immacolato. Ogni mattina entro le sei ci lavavamo, ci sbarbavamo, disfacevamo i letti e piegavamo le coperte, lavavamo le camerate e i bagni&#8221;. Poi di corsa fuori. Tutto viene fatto sotto pressione. Gli istruttori ti urlano in faccia e tu non sai come comportarti. Ma è proprio questa la sfida: imparare ad agire in ogni condizione, anche quelle più stressante, come ricorda un irlandese: &#8220;Ci veniva chiesto di fare l&#8217;impossibile &#8211; e il gruppo degli istruttori voleva vedere come reagivamo alla pressione, allo sfinimento, al caos, al senso di inutilità e forse anche alla disperazione&#8221;. Si marcia tanto nella legione. E si canta a squarciagola, come spiega una recluta inglese dei primi anni &#8217;50, Colin John: &#8220;La Legione ha un gran numero di canti per la marcia. Sono quasi tutti canti di origine tedesca, cui sono state adattate le parole francesi, e alcuni sono davvero belli. I comandanti della Legione attribuiscono molta importanza al fatto che i distaccamenti in marcia cantino all&#8217;unisono questi inni, con melodioso e ritmico vigore. Ritengo che il cantare in coro sia il grande aiuto nell&#8217;inculcare <em>l&#8217;esprit de corps</em> in uomini che non hanno alcuna via per comunicare reciprocamente tutti insieme&#8221;. Si canta e si marcia. Cinque chilometri all&#8217;ora.</p>
<p>L&#8217;addestramento base dura quattro mesi. Poi ci si specializza. Ci si esercita fino alla sfinimento, spesso in condizioni estreme, come ci ha spiegato un ex legionario, e senza particolari protezioni. Ed è così che si diventa legionari. A suon di marce, di botte e di canti a squarciagola. Il legionario andrà ovunque richiesto in battaglia e non oserà mai dire bah: &#8220;Lui che è diventato figlio della Francia, non per il sangue ricevuto, ma per il sangue versato&#8221;.</p>
<p></p>
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