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	<title>Karachi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Karachi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Karachi, la mafia pakistana ha trovato il suo &#8220;oro blu&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/karachi-la-mafia-pakistana-trovato-suo-oro-blu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 07:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Karachi]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1365" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8267923.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8267923.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8267923-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8267923-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8267923-1024x728.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Karachi, cuore pulsante dell&#8217;economia pakistana, è la capitale del Sindh, regione meridionale del Paese che si affaccia sul Mar arabico. Attraversata dal fiume Indo, questa grande metropoli ha conosciuto negli ultimi decenni un&#8217;espansione enorme divenendo in breve tempo la seconda città più popolosa al mondo dopo Shangai. Oltre 24 milioni di abitanti sparpagliati in 18 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/karachi-la-mafia-pakistana-trovato-suo-oro-blu.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1365" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8267923.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8267923.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8267923-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8267923-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8267923-1024x728.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Karachi</strong>, cuore pulsante dell&#8217;economia pakistana, è la capitale del Sindh, regione meridionale del Paese che si affaccia sul Mar arabico. Attraversata dal fiume Indo, questa grande metropoli ha conosciuto negli ultimi decenni un&#8217;espansione enorme divenendo in breve tempo la seconda città più popolosa al mondo dopo Shangai. Oltre 24 milioni di abitanti sparpagliati in 18 distretti, baraccopoli sterminate in cui convivono a fatica decine di etnie diverse con fedi e lingue differenti. Nel 1947, anno di fondazione dello Stato pakistano, gli abitanti erano soltanto 450mila.</p>
<p>Oggi questa città mastodontica ha sete. La &#8220;città delle luci&#8221;, che fino agli anni &#8217;70 affascinava i visitatori occidentali per la sua sregolata vita notturna ha un enorme bisogno di <strong>acqua</strong>. L&#8217;incremento sregolato della popolazione insieme a <strong>fattori climatici</strong> non immediatamente prevedibili hanno drasticamente ridotto la possibilità di accedere al bene più essenziale per la sopravvivenza.</p>
<p>L’Ordine mondiale della sanità ha <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://interactive.aljazeera.com/aje/2017/parched-for-price/index.html">recentemente calcolato</a> che, in media, un essere umano necessita di un minimo di 50 litri di acqua al giorno ad un massimo di 100 per poter sopravvivere. A Karachi la media è di 67,7 litri di acqua pro capite, un nulla se confrontato con gli Stati Uniti (575 litri) o con la Cina (90 litri). Quando parliamo di Karachi non ci si riferisce ad una città dispersa nel deserto o tecnologicamente sottosviluppata, ma di una vera e propria capitale economica; dopo quelle cinesi e indiane, senza ombra di dubbio una delle città più all&#8217;avanguardia di tutta l’Asia.</p>
<h2>Nemmeno il fiume Indo basta a dissetare Karachi</h2>
<p>Negli ultimi cinque anni però, la portata del fiume Indo è diminuita a vista d&#8217;occhio a causa del progressivo scioglimento dei ghiacciai Himalayani. L&#8217;<strong>inquinamento</strong> ha poi reso praticamente inutilizzabile l’acqua del fiume. Si calcola che <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-05-29/a-karachi-cronica-carenza-acqua-20-milioni-persone-hanno-sete-160327.shtml?uuid=AEUfBgwE&amp;refresh_ce=1">il 40% delle morti</a> in città avvenga a causa della contaminazione e dei veleni contenuti nell&#8217;acqua. Il governo ha così deciso di ricercare la propria fonte altrove, importando acqua dal lago di Keenjar, circa 120 chilometri a nord della città.</p>

<p>Da lì un&#8217;intricata serie di acquedotti raggiunge la città fino ad arrivare in quattro centrali pubbliche gestite dalla compagnia privata Kwsb (Karachi Water &amp; Sewerage Board) che dovrebbe consentire a tutta la popolazione un libero accesso all&#8217;acqua potabile. Dovrebbe, perché dei 55 milioni di galloni d’acqua al giorno prelevati dal lago, il 42% viene perso o rubato.</p>
<p>L&#8217;acqua viene letteralmente persa lungo il tragitto che va da Keenjar a Karachi a causa della <strong>carenza delle infrastrutture</strong>. Kwsb si è difesa dalle accuse lamentando una mancanza di fondi per poter investire nella manutenzione. In effetti solo il 60% dei fruitori di acqua potabile pagano regolarmente la tassa sulla fornitura d’acqua. La situazione ha portato l’azienda a registrare un deficit del 59% che l’ha trascinata sull&#8217;orlo della bancarotta.</p>
<p>Questa estate calda ha portato la carenza d’acqua a livelli mai registrati in precedenza: il 40% della metropoli non riceve acqua potabile da 15 giorni. Ovviamente tutto questo sulle spalle degli abitanti dei quartieri più poveri e sovrappopolati nelle periferie della città. Nelle zone residenziali del centro si continua a vivere come se nulla fosse, i giardini nelle ville dei ricchi banchieri pakistani nel centro della città continuano comunque ad essere irrigati. A pochi chilometri di distanza, nelle baraccopoli infinite, chi è in grado si arrangia costruendo dei pozzi privati per prelevare acqua dal terreno. Ma nelle periferie non tutti possono permettersi il lusso di spendere 800 dollari per una pompa drenante. Nelle periferie della città i più fortunati arrivano a guadagnare soltanto 160 dollari al mese. In situazioni come questa, quando lo stato è assente e le aziende private sono sorde ai bisogni reali delle classi più povere, l’unico interlocutore disposto ad ascoltare è il crimine organizzato.</p>
<h2>La &#8220;Mafia dell&#8217;acqua&#8221;: un fatturato da capogiro</h2>
<p>La chiamano la &#8220;<strong>mafia dell’acqua</strong>&#8220;. Migliaia di autobotti sfrecciano per i quartieri assetati della città e vendono acqua sottratta illegalmente al Kwsb ad un prezzo 30 volte più alto. Dei 160 dollari guadagnati dalle fasce più povere in un mese, più di un terzo viene speso per assicurarsi qualche litro di acqua potabile con cui dissetarsi e potersi lavare almeno una volta ogni due settimane.</p>

<p>In tutta Karachi esistono dieci idranti ufficiali a cui le autobotti dell’azienda dovrebbero attingere; accanto a questi però ce ne sono almeno altri cento illegali, sfruttati dalla mafia pakistana che ha trovato nell’acqua il suo “<strong>oro blu</strong>”. Si stima che il guadagno giornaliero si aggiri attorno alle 150 milioni di rupie: 1,43 milioni di dollari ogni 24 ore, un miliardo e mezzo di dollari ogni anno. Cifre mostruose per un paese in cui il crimine organizzato è spesso legato a doppio filo con l’estremismo islamico. I criminali deviano alcuni dei canali che dal lago Keenjhar arrivano fino in città, depredando acqua potabile destinata ai quartieri periferici.</p>
<h2>&#8220;Oggi Karachi è come la Chicago di Al Capone&#8221;</h2>
<p>“Oggi Karachi è come la Chicago ai tempi di Al Capone” ha recentemente scritto l’opinionista pakistano <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://nation.com.pk/06-Dec-2012/finish-the-al-capone-s-of-karachi">Malik Tariq</a>. “È il fallimento totale dello Stato e del suo establishment civile e militare, che ha permesso alla legge e alla legalità di divenire ostaggio dei capricci dei criminali.” Tanti sono i gruppi di criminali che infestano la principale metropoli del Paese. Tra questi potrebbe esserci anche un ramo pakistano della D-company, l’associazione di stampo mafioso guidata dal criminale indiano Dawood Ibrahim. Ricercato in tutto il mondo per i suoi contatti con l’estremismo islamico, la <strong>Cia</strong> sostiene che Ibrahim si trovi oggi proprio a Karachi da cui continua a gestire i propri traffici illeciti in tutta l’Asia.</p>
<p><a href="https://www.samaa.tv/news/2017/12/who-is-behind-tanker-mafia-in-karachi-asks-supreme-court/">Alcuni attivisti ed esponenti del Ppp</a>, storico partito di sinistra, hanno giustamente fatto notare come sia impossibile che tutto questo accada alla luce del sole, senza che nessuno intervenga. È evidente che la mafia dell’acqua si è inserita nei gangli del potere, nella burocrazia, all’interno dell’establishment politico e militare e in diversi settori strategici della vita economica del Paese tra cui quello relativo all’acqua potabile.</p>
<p>In ogni settore del Pakistan la corruzione è dilagante, ma sotto questo aspetto nessuna città pakistana è peggiore di Karachi. La mafia infatti si è annidata proprio là dove risiede il cuore economico del Paese, quella dell’acqua è soltanto la punta dell’iceberg.</p>

<p>Il neo presidente Imran Khan ha ipotizzato la revoca delle concessioni alla Kwsb, evidentemente compromessa con settori corrotti della società. Ma membri stessi del governo si sono opposti alla decisione presidenziale, minacciando di schierarsi con le opposizioni e far cadere il governo. Per questo la decisione è stata revocata.</p>
<p>La Kwsb resterà, così come rimarranno le autobotti e gli idranti illegali e la vendita clandestina di acqua potabile. A farne le spese sarà, come sempre, la povera gente. Arriverà l’autunno, e con esso le nuove piogge che miglioreranno la situazione; ma negli slums di Karachi, &#8220;città delle luci&#8221;, non passerà il terrore per una nuova estate.</p>
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		<title>L&#8217;Islam che non ti aspetti</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/religioni/lislam-che-non-ti-aspetti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 13:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Karachi]]></category>
		<category><![CDATA[Lahore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/GUM_20170524_pakistan_007.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/GUM_20170524_pakistan_007.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/GUM_20170524_pakistan_007-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/GUM_20170524_pakistan_007-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/GUM_20170524_pakistan_007-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il Pakistan ha una popolazione di 210 milioni di abitanti, è il quinto Stato più popoloso al mondo ed è dunque inevitabile che al suo interno ci sia una variegata presenza di etnie e culture. Ciò che colpisce è come il Pakistan accolga anche diverse e distanti interpretazioni dell’Islam: tristemente famoso negli ultimi anni per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/religioni/lislam-che-non-ti-aspetti.html">[...]</a></p>
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Si va dal sufismo, che rappresenta l’Islam forse più mistico e che nel paese ha un radicamento millenario minacciato dai terroristi, ai musulmani che difendono i cristiani e che si armano per consentire i festeggiamenti della Pasqua nel 2017. Un viaggio in un paese dalle mille contraddizioni, lì dove l’Islam è sì alla base della cultura ma dove la religione presenta diversi aspetti. Da Lahore a Karachi, passando per Islamabad: l’Islam in Pakistan assume spesso forme e sembianze del tutto sorprendenti.</p>
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		<title>Ghetti cristiani ostaggio dei kamikaze</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/religioni/i-cristiani-perseguitati-del-pakistan/ghetti-cristiani-ostaggio-dei-kamikaze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 06:02:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
		<category><![CDATA[Karachi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="360" height="240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Occhi-360x240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Occhi-360x240.jpg 360w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Occhi-360x240-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p>Issa è il nome arabo di Gesù, il nome con cui è nominato nel Corano e Issa Nagri è il nome del quartiere cristiano di Karachi, l&#8217;ex capitale del Pakistan, megalopoli del sud affacciata sul mare. Per arrivare nel ghetto cattolico occorre attraversare la città, dal centro sino a Gulshan town. È assordante Karachi, dicotomica ed &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/religioni/i-cristiani-perseguitati-del-pakistan/ghetti-cristiani-ostaggio-dei-kamikaze.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/religioni/i-cristiani-perseguitati-del-pakistan/ghetti-cristiani-ostaggio-dei-kamikaze.html">Ghetti cristiani ostaggio dei kamikaze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="360" height="240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Occhi-360x240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Occhi-360x240.jpg 360w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Occhi-360x240-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p><p>Issa è il nome arabo di <strong>Gesù</strong>, il nome con cui è nominato nel <strong>Corano</strong> e Issa Nagri è il nome del quartiere cristiano di <strong>Karachi</strong>, l&#8217;ex capitale del Pakistan, megalopoli del sud affacciata sul mare. Per arrivare nel<strong> ghetto cattolico</strong> occorre attraversare la città, dal centro sino a Gulshan town.</p>
<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/6EiquR_o_0I" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>È assordante Karachi, dicotomica ed è sempre l&#8217;opposto di ciò che sembra. Si svela poco a poco. È fatta dai vicoli del centro, dove transitano pullman affollati di viaggiatori, anche sul tetto, richò che formano un reticolato di ingorghi senza sosta, bancarelle e negozi in ogni dove e canali di scolo a cielo aperto. Ma è fatta anche dai lunghi viali che portano al mare, dove transitano suv delle più famose multinazionali e dove si affacciano centri commerciali, McDonald&#8217;s e boutique della Levi&#8217;s.È sacra, con le moschee in ogni dove e i minareti che attaccano il cielo dal centro sino al Golfo, ma anche profana, con il peccato, l&#8217;<strong>alcol</strong> di contrabbando venduto nei vicoli cittadini e l&#8217;<strong>eroina afghana</strong> che lascia i suoi morti distesi sulle aiuole dei viali. È la città dove ha sede il seminario cattolico pachistano e la diocesi dell&#8217;<strong>arcivescovo Joseph Coutts</strong>, ma allo stesso tempo è il luogo in cui sta attecchendo nel tessuto sociale l&#8217;estremismo islamico e dove il Daesh sta trovando nuovi fiancheggiatori.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-strage-di-pasqua/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Per approfondire: Quei cristiani che perdonano i jihadisti</a></p>
<p>I clacson accompagnano il viaggio nelle strade di Gulshan Town, dove è facile vedere persone che rovistano tra i rifiuti e riempiono sacchi con bottiglie di plastica. &#8221;Quelli sono fedeli cristiani, li conosciamo perché abitano a Issa Nagri; molti fratelli per vivere fanno questi lavori. Puliscono le strade o rovistano tra i rifiuti, che poi cercano di rivendere. Quando la discriminazione impedisce di fare dei lavori più dignitosi, la gente per poter mangiare è costretta a fare questo&#8221;.<strong> Padre Bernard Younes Bhatti</strong> parla del quartiere e, una volta arrivati al ghetto cristiano, alla &#8221;città di Cristo&#8221;, prima di entrare, indossa l&#8217;abito talare. &#8221;<strong>Nelle altre zone della città noi sacerdoti non possiamo permetterci di vestire in modo religioso</strong>, è troppo pericoloso e rischieremmo di essere nel mirino di qualche fanatico. Lo facciamo qua e in tutti i quartieri dove vivono i cattolici. Vogliamo andare in mezzo a loro come<strong> rappresentanti della fede</strong>, per ricordare che non sono soli e che anche nella sofferenza noi ci siamo&#8221;.</p>
<div id="gallery_190266" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_190266 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_009%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_009%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_016.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_016-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_012.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_012-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_013%20%281%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_013%20%281%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_014.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_014-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_011%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_011%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script>
<p>Delle mura circondano i palazzi di Issa Nagri e, all&#8217;ingresso, delle vere e proprie porte indicano l&#8217;inizio del ghetto cattolico.  Una fortezza del paradosso, con gli ultimi costretti a rinchiudersi nel proprio stato di segregazione, per proteggersi da <strong>kamikaze</strong> e <strong>attentatori</strong>. Due giorni prima dell&#8217;arrivo di padre Bhatti nel quartiere, tre ordigni sono esplosi: non hanno provocato morti, ma non c&#8217;è anno che trascorra senza che vengano celebrati funerali di residenti uccisi dal fanatismo.Le vie sono strette, abitano oltre 16mila persone e uomini dall&#8217;incedere claudicante, proprio a causa dei sacchetti carichi di rifiuti, ciondolano per il budello di piccole vie. Alcune donne sedute in strada celebrano una veglia funebre e poco distante c’è una sala giochi, dove, all&#8217;ombra di un crocefisso, ragazzini giocano a biliardino. Ma, di nuovo, vicoli angusti, fogne a cielo aperto e una piccola chiesa.È tutto così il quartiere di Issa Nagri: ripetitivo e labirintico, un dedalo di privazione e annichilimento senza vie di uscita, nel quale sono rimasti prigionieri i fedeli cattolici. Padre Bhatti benedice un bambino di pochi mesi e poi, dopo aver celebrato messa, continua a spiegare: &#8221;La discriminazione è un aspetto radicato nel tessuto sociale e le sue conseguenze non si manifestano solamente nella presenza di questi quartieri che sono delle zone rosse e nel mirino degli attentatori, ma anche negli aspetti più ordinari e portanti della quotidianità: come nell&#8217;istruzione&#8221;.</p>
<div id="gallery_190275" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_190275 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_023%20%281%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_023%20%281%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_018.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_018-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_022%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_022%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_016%20%281%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_016%20%281%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_019.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_019-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_017.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_017-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_020%20%281%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_020%20%281%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_015.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_015-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script>
<p>Il tema dell&#8217;educazione pubblica in Pakistan è una delle questioni che stanno maggiormente a cuore alla minoranza cristiana e al clero cattolico; già nei mesi scorsi l&#8217;arcivescovo Joseph Coutts aveva denunciato il fatto che negli istituti pubblici si registrano casi di discriminazione e non è raro che le insegnanti diano temi ai bambini dal titolo &#8221;Scrivi una lettera a un tuo amico e invitalo a convertirsi all&#8217;Islam&#8221;.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/schiavi-perche-cristiani/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Per approfondire: Schiavi perché</a></p>
<p>cristianiÈ per questo che oggi ci sono <strong>300 scuole cattoliche nel Paese</strong>, istituti privati dove la Chiesa cerca di dare un insegnamento basato sull&#8217;integrazione e la tolleranza agli studenti di diverse confessioni. Una di queste scuole è la Saint Philip High School. Mura e filo spinato a presidiare l&#8217;ingresso e poi telecamere a circuito chiuso. La parrocchia e l&#8217;edificio scolastico sono nello stesso perimetro e a spiegare il perchè di tale prevenzione è sempre padre Bhatti: &#8221;Il fatto che noi <strong>accogliamo bambini di ogni fede</strong> e cerchiamo di insegnare il rispetto tra religioni non è ben visto da molti. Abbiamo dovuto alzare delle reti perché da fuori lanciavano bottiglie e sassi all&#8217;interno del cortile e poi hanno fatto un attacco a colpi d&#8217;arma da fuoco&#8221;. I segni dei proiettili sono ancora presenti nel vetro e nel muro ma sembrano essere l&#8217;evocazione di un altro Pakistan rispetto a quello che si materializza a Saint Philip. Nella scuola infatti bambini col velo e bambini cristiani giocano e studiano insieme, fanno la fila alla fontanella d&#8217;acqua e ridono. E con loro anche i figli delle famiglie induiste. Sono oltre 1100 gli studenti e il sacerdote Bhatti così riflette: &#8221;Sono loro la sola speranza che abbiamo. Loro che già da piccoli capiscono come si è tutti uguali, indipendentemente dalla fede. Noi non vogliamo fare proselitismo, vogliamo solo che il Pakistan sia il riflesso di questo microcosmo, dove i sorrisi sono assoluti e non rimangono ancorati al credo personale&#8221;.</p>
<p><em><strong>Foto di Marco Gualazzini <a href="http://www.marcogualazzini.com/" rel="nofollow">www.marcogualazzini.com</a></strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/religioni/i-cristiani-perseguitati-del-pakistan/ghetti-cristiani-ostaggio-dei-kamikaze.html">Ghetti cristiani ostaggio dei kamikaze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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