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	<title>Kamikaze Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 29 Sep 2023 17:56:03 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Kamikaze Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>130mila coscritti in Russia, Orban contro Kiev nell&#8217;Unione, attacco kamikaze fa strage in Pakistan: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/130mila-coscritti-in-russia-orban-contro-kiev-nellunione-attacco-kamikaze-fa-strage-in-pakistan-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 17:56:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
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		<category><![CDATA[uranio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-1536x1083.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-2048x1443.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Riyad continuerebbe la normalizzazione anche senza i palestinesi, un attacco kamikaze uccide 52 musulmani in Pakistan, la Russia avvia la coscrizione autunnale, Orban mette in dubbio la membership europea per Kiev e l'uranio russo arriva in Bangladesh per avviare la centrale costruita da Rosatom.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/130mila-coscritti-in-russia-orban-contro-kiev-nellunione-attacco-kamikaze-fa-strage-in-pakistan-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">130mila coscritti in Russia, Orban contro Kiev nell&#8217;Unione, attacco kamikaze fa strage in Pakistan: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-1536x1083.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-2048x1443.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al via la campagna di coscrizione stagionale in Russia, l&#8217;Ungheria non vede di buon occhio l&#8217;adesione ucraina all&#8217;Unione europea, la normalizzazione tra Riyad e Tel Aviv potrebbe procedere senza affrontare il nodo principale del patto: la creazione di uno Stato per i palestinesi. Un attacco dinamitardo contro una processione di musulmani fa più di 50 vittime in Pakistan; l&#8217;uranio proveniente dalla Russia arriva a Rooppur, in Bangladesh, per avviare un nuovo impianto nucleare costruito da Rosatom. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Ungheria non ha una &#8220;voglia irresistibile&#8221; di accettare Kiev nell&#8217;Unione</h2>



<p>All&#8217;Ucraina è stato assegnato lo status di Paese <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-manca-allucraina-per-entrare-nellue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>candidato all&#8217;Unione europea</strong> </a>lo scorso anno in un processo insolitamente veloce rispetto all&#8217;approccio tradizionale dell&#8217;organizzazione che si è mossa contro l&#8217;invasione russa. Oggi, il primo ministro dell&#8217;Ungheria <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Viktor Orban</a> ha espresso<strong> forti dubbi </strong>sul fatto che Kiev inizierà veramente i negoziati nel prossimo futuro, definendo &#8220;irrealistico&#8221; un avvio dell&#8217;iter ora che il Paese è in <strong>guerra</strong>. In un discorso trasmesso via radio, Orban ha ricordato che per ammettere un nuovo Stato nell&#8217;Unione è necessario il sì di tutti e 27 i membri e che nel panorama istituzionale ungherese, il via libera dovrebbe essere dato dal parlamento. Tuttavia, il premier ha confidato: &#8220;quando sono in aula, non percepisco un <strong>irresistibile desiderio</strong> di votare per l&#8217;adesione ucraina entro i prossimi due anni. Pertanto ci andrei cauto con questi piani ambiziosi&#8221;. Alcuni <a href="https://it.insideover.com/politica/scontro-ungheria-ue-la-possibile-exit-strategy-di-orban.html"><strong>fondi europei </strong>per l&#8217;Ungheria sono stati <strong>congelati</strong> </a>per via delle presunte violazioni dello stato di diritto e per corruzione, e il Paese ha una contesa aperta con Kiev per i diritti della minoranza etnica ungara nell&#8217;Ucraina occidentale. Budapest è l&#8217;unica tra i 27 ad aver mantenuto stretti rapporti con Mosca e ad aver osteggiato l&#8217;invio di armi e di assistenza economica all&#8217;Ucraina. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Al via la coscrizione autunnale: Putin convoca 130mila uomini</h2>



<p>Il presidente della Russia <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin </a>ha firmato un decreto che stabilisce l&#8217;inizio dell&#8217;ordinaria campagna di coscrizione autunnale, che normalmente coinvolge <strong>130mila cittadini </strong>per il servizio militare obbligatorio. Tutti gli uomini in Russia sono tenuti a prestare servizio militare <strong>per un anno</strong> tra i 18 e i 27 anni d&#8217;età, o una formazione equivalente nel corso degli studi superiori, e la coscrizione avviene normalmente in autunno e in primavera. La campagna di quest&#8217;anno comincia mentre le forze armate russe insistono con l'&#8221;<strong><a href="https://it.insideover.com/topic/guerra-in-ucraina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">operazione speciale</a></strong>&#8221; in Ucraina, che entra nel suo  ventesimo mese. Oggi il contrammiraglio Vladimir Tsimlyansky, numero due del dipartimento Organizzazione e mobilitazione dello Stato Maggiore russo, ha precisato che i nuovi coscritti verranno dispiegati sul territorio russo ma nessuno di loro andrà nelle cosiddette &#8220;<strong>nuove regioni</strong>&#8220;, cioè le zone occupate degli oblast ucraini di Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La normalizzazione saudita potrebbe procedere anche senza i palestinesi </h2>



<p>L&#8217;Arabia Saudita non bloccherà il processo di pace con Israele anche nel caso in cui questo non facesse grandi <strong>concessioni ai palestinesi </strong>rispetto al loro tentativo di creare un&#8217;entità statale. È quanto riferisce Reuters, citando fonti regionali al corrente dei negoziati in corso. Il popolo palestinese potrebbe quindi  vedere le <strong>restrizioni</strong> che gli sono imposte <strong>allentate</strong>, ma tali decisioni non avrebbero niente a che fare con le loro aspirazioni statali. Come per altri accordi arabo-israeliani siglati negli anni, la principale richiesta palestinese scalerebbe così in <strong>secondo piano</strong>. &#8220;La normalizzazione avverrà tra Israele e Arabia Saudita. Se i palestinesi si opporranno, il Regno proseguirà sulla sua strada&#8221;, ha sottolineato una delle fonti regionali sentite dall&#8217;agenzia che ha continuato: &#8220;Riyad sostiene un piano di pace per i palestinesi, ma questa volta vuole <strong>qualcosa per sé</strong>, non solo per i palestinesi&#8221;. L&#8217;unica certezza che rimane rispetto all&#8217;accordo è che casa Saud non accetterà alcun patto che non includa la garanzia vincolante di avere uno <strong>scudo americano</strong>, quasi sicuramente nella forma di un trattato militare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Grave esplosione durante una processione musulmana in Pakistan: oltre 50 le vittime</h2>



<p>È salito ad almeno 52 morti e 66 feriti il bilancio dell&#8217;esplosione che ha avuto luogo nel sud-ovest del Pakistan, dove un&#8217;attentatore suicida ha fatto deflagrare una bomba lungo una <strong>processione religiosa</strong>. L&#8217;attacco è avvenuto vicino alla moschea di Mastung, in una zona instabile della provincia del <strong>Baluchistan</strong>, e ha coinvolto i musulmani che si sono radunati per celebrare la nascita del Profeta Maometto. Tra le vittime, secondo quanto riportato dal vice commissario del distretto, anche un ufficiale di polizia di alto rango. Il ministro dell&#8217;Interno Sarfaraz Ahmed Bugti ha condannato l&#8217;episodio di violenza contro i devoti, ricordando che &#8220;i <strong>terroristi</strong> non hanno né fede né religione&#8221;. Nessun gruppo per ora ha rivendicato la responsabilità dell&#8217;attacco, che si è verificato in un&#8217;area dove sono attive numerose cellule affiliate al gruppo Stato Islamico (<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosa-e-isis-k-talebani-stato-islamico-khorasan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Is-Khorasan</strong> o Is-K)</a>. In questo stesso mese, una bomba stradale ha ucciso 11 persone nella stessa zona, incluso un leader religioso, e in quell&#8217;occasione Is-K ha rivendicato l&#8217;attacco. </p>



<h2 class="wp-block-heading">In Bangladesh arriva l&#8217;uranio russo per avviare la centrale costruita da Rosatom</h2>



<p>Shakwat Akbar, direttore della centrale elettrica di Rooppur ha confermato l&#8217;arrivo del primo carico di <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-loccidente-non-ha-sanzionato-luranio-russo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uranio proveniente dalla Russia</a>, previsto dal progetto nucleare del Bangladesh. Il carico è giunto attraverso una speciale via aerea controllata dall&#8217;esercito, sulla quale non sono stati diffusi i particolari per motivi di sicurezza. Il combustibile radioattivo giunto all&#8217;aeroporto di&nbsp;Dacca è stato trasportato a bordo di&nbsp;veicoli&nbsp;speciali. Il direttore generale di<a href="https://it.insideover.com/energia/fiumi-di-miliardi-a-mosca-cosi-gli-usa-finanziano-il-nucleare-russo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Rosatom</a> (corporazione pubblica russa attiva nel settore dell&#8217;energia nucleare, che raggruppa oltre 360 imprese) e il presidente russo Vladimir Putin dovrebbero unirsi virtualmente alla cerimonia che avrà luogo il prossimo 5 ottobre nella capitale bengalese per ufficializzare la consegna. Rosatom stessa è stata coinvolta nella costruzione dell&#8217;impianto nucleare di Rooppur, che comprende due unità capaci di produrre 1200 Megawatt ciascuna. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov si è recato a Dacca all&#8217;inizio del mese per controllare i progressi dell&#8217;impianto e programmare l&#8217;invio del combustibile. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/130mila-coscritti-in-russia-orban-contro-kiev-nellunione-attacco-kamikaze-fa-strage-in-pakistan-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">130mila coscritti in Russia, Orban contro Kiev nell&#8217;Unione, attacco kamikaze fa strage in Pakistan: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sirte, il kamikaze dell&#8217;Isis</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/sirte-il-kamikaze-dellisis-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 10:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Sirte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1258" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Libia6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Libia6.jpg 1258w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Libia6-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Libia6-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Libia6-1024x521.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1258px) 100vw, 1258px" /></p>
<p>La scena più incredibile è quella di un furgoncino corazzato in maniera artigianale fermo in mezzo alla strada. Sul volante è riverso il corpo di un kamikaze. La lamiera è ridotta ad un groviera dai proiettili di mitragliatrice pesante. Un cecchino deve averlo colpito, ma nel cassone sul retro ci sono ancora bombole di gas, esplosivo e fili per l'innesco. Nessuno osa toccarlo per timore che salti tutto in aria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/sirte-il-kamikaze-dellisis-2">Sirte, il kamikaze dell&#8217;Isis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1258" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Libia6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Libia6.jpg 1258w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Libia6-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Libia6-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Libia6-1024x521.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1258px) 100vw, 1258px" /></p><p><span>La scena più incredibile è quella di un furgoncino corazzato in maniera artigianale fermo in mezzo alla strada. Sul volante è riverso il corpo di un kamikaze. La lamiera è ridotta ad un groviera dai proiettili di mitragliatrice pesante. Un cecchino deve averlo colpito, ma nel cassone sul retro ci sono ancora bombole di gas, esplosivo e fili per l&#8217;innesco. Nessuno osa toccarlo per timore che salti tutto in aria.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/sirte-il-kamikaze-dellisis-2">Sirte, il kamikaze dell&#8217;Isis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I kamikaze si fanno esplodere a Mosul</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/i-kamikaze-si-fanno-esplodere-a-mosul</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 08:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Mosul]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1243" height="665" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Iraq22.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Iraq22.jpg 1243w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Iraq22-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Iraq22-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Iraq22-1024x548.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1243px) 100vw, 1243px" /></p>
<p>Mosul. Il minareto che pende dalla moschea Al Nuri spicca fra le colonne di fumo della battaglia per conquistare il luogo simbolo di Mosul ovest dove Abu Bakr al Baghdadi proclamò il Califfato nel 2014. Gli elicotteri lanciano dal cielo una gragnola di colpi. Le truppe speciali - gli "Scorpioni" addestrati dagli italiani - avanzano metro per metro all'ingresso della città vecchia, diventata ormai un dedalo mortale di viuzze. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-kamikaze-si-fanno-esplodere-a-mosul">I kamikaze si fanno esplodere a Mosul</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1243" height="665" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Iraq22.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Iraq22.jpg 1243w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Iraq22-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Iraq22-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Iraq22-1024x548.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1243px) 100vw, 1243px" /></p><p><span>Mosul. Il minareto che pende dalla moschea Al Nuri spicca fra le colonne di fumo della battaglia per conquistare il luogo simbolo di Mosul ovest dove Abu Bakr al Baghdadi proclamò il Califfato nel 2014. Gli elicotteri lanciano dal cielo una gragnola di colpi. Le truppe speciali &#8211; gli &#8220;Scorpioni&#8221; addestrati dagli italiani &#8211; avanzano metro per metro all&#8217;ingresso della città vecchia, diventata ormai un dedalo mortale di viuzze. </span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tank, cecchini e kamikaze: la battaglia di Sirte continua</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/assalto-finale-a-sirte/tank-cecchini-e-kamikaze-la-battaglia-di-sirte-continua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 14:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Sirte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="680" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Combattenti-libici-sparano-contro-le-postazioni-delle-bandiere-nere-nel-dquartiere-1-di-Sirte-DSC_0211-1024x680.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Combattenti-libici-sparano-contro-le-postazioni-delle-bandiere-nere-nel-dquartiere-1-di-Sirte-DSC_0211-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Combattenti-libici-sparano-contro-le-postazioni-delle-bandiere-nere-nel-dquartiere-1-di-Sirte-DSC_0211-1024x680-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Combattenti-libici-sparano-contro-le-postazioni-delle-bandiere-nere-nel-dquartiere-1-di-Sirte-DSC_0211-1024x680-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>SIRTE &#8211; Il combattente di mezza età, che ci appare davanti sembra uno spettro. Dal buco di proiettile nella gola il sangue zampilla come una fontana. Si tiene ancora in piedi, ma barcolla. E’ stato appena colpito. Per un attimo i nostri sguardi si incrociano. Sembra chiedermi aiuto, ma sono impietrito. Prima che crolli altri &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/assalto-finale-a-sirte/tank-cecchini-e-kamikaze-la-battaglia-di-sirte-continua.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/assalto-finale-a-sirte/tank-cecchini-e-kamikaze-la-battaglia-di-sirte-continua.html">Tank, cecchini e kamikaze: la battaglia di Sirte continua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="680" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Combattenti-libici-sparano-contro-le-postazioni-delle-bandiere-nere-nel-dquartiere-1-di-Sirte-DSC_0211-1024x680.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Combattenti-libici-sparano-contro-le-postazioni-delle-bandiere-nere-nel-dquartiere-1-di-Sirte-DSC_0211-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Combattenti-libici-sparano-contro-le-postazioni-delle-bandiere-nere-nel-dquartiere-1-di-Sirte-DSC_0211-1024x680-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Combattenti-libici-sparano-contro-le-postazioni-delle-bandiere-nere-nel-dquartiere-1-di-Sirte-DSC_0211-1024x680-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>SIRTE &#8211; Il combattente di mezza età, che ci appare davanti sembra uno spettro. Dal buco di proiettile nella gola il sangue zampilla come una fontana. Si tiene ancora in piedi, ma barcolla. E’ stato appena colpito. Per un attimo i nostri sguardi si incrociano. Sembra chiedermi aiuto, ma sono impietrito. Prima che crolli altri combattenti lo sorreggano per trascinarlo all’ambulanza. La mimetica è inzuppata di sangue. E mentre lo caricano sulla barella l’autista urla all’infermiere nel retro “ferma l’emorragia, ferma l’emorragia”.</p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/3GQSkclcPQQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<p>La battaglia per la liberazione del quartiere 1 sul lungomare di Sirte è dura e senza pietà. I vecchi carri armati di fabbricazione sovietica aprono la strada alle katibe, i reparti libici che combattono lo Stato islamico. Il primo tank è piazzato in mezzo ad un incrocio ad un centinaio di metri da una moschea bucherellata dai proiettili. Il cannone si alza lentamente per vomitare una valanga di fuoco. Un boato pazzesco si mescola ad una vampata rossastra. Poi il carro viene avvolto da una nuvola di fumo provocata dalla granata che parte verso le postazioni delle bandiere nere.I combattenti avanzano appiattiti ai muri di cinta della zona residenziale e noi dietro, con un fuoco d’inferno da tutte le parti che rende impossibile capire chi spara a chi. Per passare da un edificio ad un altro evitando di finire nel mirino dei cecchini i libici più nerboruti portano delle mazze ,che servono a sfondare i muri. Bisogna “scalare” le pareti più alte con mezzi di fortuna. Un libico anti Isis, che parla inglese, ci porta a vedere, orgoglioso, il cadavere semi carbonizzato di un miliziano del Califfo. “Forse viene dal Chad. Questa è la fine che fanno i seguaci di Daesh (Stato islamico nda). Non permettiamo a nessuno di occupare la nostra terra” spiega Mohammed, che parla bene inglese.Ad ogni cannonata i combattenti libici di Misurata, alleati del governo di unità nazionale, urlano “Allah o akbar”, Dio è grande. Durante uno di questi show, la vampata improvvisa e rossastra di un’esplosione ci ricorda che la battaglia non è finita. Un kamikaze si è fatto saltare in aria con una macchina minata. Il sangue schizza fino sul soffitto del rudere che ci protegge. E dei brandelli umani del suicida ci piombano sulla testa. I carri armati sulla strada, che erano l’obiettivo del kamikaze, sono intatti. I miliziani dello Stato islamico continuano a bersagliarli, inutilmente, con il fuoco di armi leggere. I proiettili sollevano sbuffi di fumo grigio, ma neppure scalfiscono la corazza</p>
<p><div id="gallery_190499" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_190499 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Scizzi%20di%20sangue%20del%20kamokaze%20esplsoo%20con%20una%20macchina%20minata%20sulla%20prima%20linea%20della%20battaglia%20per%20il%20controllo%20del%20quartiere%201%20a%20Sirte%20DSC_0219%20%281%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Scizzi%20di%20sangue%20del%20kamokaze%20esplsoo%20con%20una%20macchina%20minata%20sulla%20prima%20linea%20della%20battaglia%20per%20il%20controllo%20del%20quartiere%201%20a%20Sirte%20DSC_0219%20%281%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> 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<p>Dal palazzo in prima linea i combattenti libici sparano con tutto quello che hanno verso le case ancora occupate dalla bandiere nere infilando le armi nelle inferriate delle finestre. La zona residenziale è ridotta ad uno scheletro di cemento annerito e fumante dagli aspri scontri. Dopo 5 ore di battaglia torniamo indietro, ma uscire dal fronte non è facile. Un pick up stracolmo di giovani combattenti, che dovrebbe aprirci la strada si infila in un viale battuto dai cecchini. Un proiettile si infila da dietro nella nostra ruota di scorta, ma con un’accelerata siamo in salvo.</p>
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		<title>Kabul nel mirino dei talebani: attacco kamikaze ai contractor</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/kabul-nel-mirino-dei-talebani-attacco-kamikaze-ai-contractor.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 21:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>I talebani continuano a sferrare attacchi kamikaze a Kabul: l&#8217;ultimo, in cui ha perso la vita un cittadino britannico, era rivolto ad una compagnia di sicurezza britannica come ritorsione nei confronti di un raid aereo statunitense. Gli insorti, che hanno definito questo ennesimo attacco una &#8220;rappresaglia&#8221;, non rinunciano a questa strategia del terrore per infliggere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/kabul-nel-mirino-dei-talebani-attacco-kamikaze-ai-contractor.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>I talebani continuano a sferrare attacchi<strong> kamikaze</strong> a Kabul: l&#8217;ultimo, in cui ha perso la vita un cittadino britannico, era rivolto ad una compagnia di sicurezza britannica come ritorsione nei confronti di un raid aereo statunitense. Gli insorti, che hanno definito questo ennesimo attacco una &#8220;rappresaglia&#8221;, non rinunciano a questa strategia del terrore per infliggere duri colpi alla capitale del paese governata dal presidente <strong>Ashraf Ghani </strong>, che è ritenuto dai talebani un &#8220;burattino occidentale&#8221;.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;attentato suicida lanciato ieri dai talebani ha ucciso cinque membri del G4S Risk Management Group, una società britannica che opera nel settore sicurezza. Charlie Burdridge, direttore operativo della società, ha comunicato che nell&#8217;attacco messo a segno con un <strong>camion-bomba</strong> imbottito di esplosivo sono rimasti feriti altri 32 dipendenti. Secondo le autorità afghane una sesta persona avrebbe perso la vita. Tutti gli assalitori hanno perso la vita nell&#8217;assalto.</p>
<p>Il camion imbottito di esplosivo guidato da un kamikaze si scagliato contro i cancelli di uno compound della società provocando una forte esplosione. In seguito un violento scontro a fuoco ha visto fronteggiassi per oltre un&#8217;ora le forze di sicurezza afghane e un gruppo di insorti talebani armati di granate e armi automatiche. I talebani hanno immediatamente rivendicato l&#8217;azione, dichiarando che l&#8217;attacco suicida è stato una rappresaglia per vendicare un<strong> raid aereo americano</strong> lanciato nella provincia meridionale di Helmand in cui alcune ore prima erano morte 30 persone.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;esplosione, che ha scosso la zona est della città, ha generato un enorme cratere e ha fatto saltare le finestre negli edifici circostanti. Il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha rilasciato un messaggio che dichiara che sono stati uccisi 10 stranieri, ma l&#8217;informazione non è stata confermata né dalle fonti afgane né dall&#8217;agenzia britannica.</p>
<p>Secondo quanto riportato anche dai funzionari locali afgani, la maggior parte delle vittime del raid aereo di Helmand sarebbero state civili &#8211; tra i quali ci sarebbero state anche donne e bambini. Il supporto aereo americano, che secondo funzionari del Pentagono avrebbero colpito una casa nella valle del fiume Helmand, <strong>roccaforte talebana</strong>, è stato rischiato dalle <strong>forze speciali</strong> afgane impegnate in un&#8217;operazione nella quale erano coinvolti alcuni <strong>consulenti statunitensi</strong>. &#8220;Al momento dello strike, la forza di terra [ che ha illuminato o sengnalato l&#8217;obiettivo ] non era a conoscenza di alcun civile all&#8217;interno o intorno al complesso; sapevano solo che i talebani stavano usando l&#8217;edificio come una postazione di combattimento &#8221; ha dichiarato un portavoce del Pentagono.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/stati-uniti-talebani-mosca/" target="_blank" rel="noopener"></a></p>
<p>Quello di ieri è sono l&#8217;ultimo di una numerosa serie di brutali <strong>assalti talebani che quotidianamente scuotono tutto il Paese</strong>, non solo le regioni rurali o la capitale sotto il controllo occidentale. I talebani vedono il governo appoggiato dagli Stati Uniti a Kabul come un burattino asservito con il quale non si può e non si deve negoziare. Gli sforzi per garantire la sicurezza e la pace in questo paese devastato dalla guerra mossi dagli attori internazionali sembrano essere a tuttora inconcludenti invece.</p>
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		<title>Kamikaze si fa esplodere a Grozny  E ora cresce l&#8217;allarme terrorismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 10:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cecenia]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
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<p>Una donna kamikaze si è fatta esplodere sabato pomeriggio nei pressi di un posto di blocco a Grozny, Cecenia. Il fatto è avvenuto intorno alle ore 16 nel distretto di Staropromyslovsky quando l’attentatrice si è avvicinata ad alcune pattuglie di guardia presso il posto di blocco 21; gli agenti, insospettiti, hanno intimato l’alto là e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/donna-kamikaze-si-fa-esplodere-a-grozny-ma-fallisce.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8017700.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8017700.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8017700-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8017700-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8017700-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una donna <strong>kamikaze</strong> si è fatta esplodere sabato pomeriggio nei pressi di un posto di blocco a <strong>Grozny</strong>, Cecenia. Il fatto è avvenuto intorno alle ore 16 nel distretto di Staropromyslovsky quando l’attentatrice si è avvicinata ad alcune pattuglie di guardia presso il posto di blocco 21; gli agenti, insospettiti, hanno intimato l’alto là e sparato alcuni di avvertimento ed è a quel punto che l’attentatrice suicida è corsa verso la pattuglia ed ha detonato l’ordigno.</p>
<p>L’attacco non ha causato vittime tra gli agenti e l’unica deceduta è la donna, successivamente identificata come Karina Omarova Spiridonova, classe 1993, originaria dell’Adighezia ma da anni residente nella regione di Celjabinsk, sugli Urali. Cresciuta assieme alla madre, Karina veniva descritta come appassionata di pedagogia e di pallavolo prima di sposarsi e trasferirsi nel 2016 in Daghestan.</p>
<p>Dopo l’attacco sono emersi alcuni dettagli insoliti sull’attentatrice, in primis una nota scritta a mano su un foglietto dove si legge “Allah perdonami”, frase insolita per un martire che solitamente esalta il proprio operato come ispirato e richiesto da Allah. Un altro aspetto interessante è legato ai documenti d’identità della donna: se infatti nel passaporto e nell’id personale, datati rispettivamente settembre 2016 e novembre 2015, la Spiridonova appare in foto con il velo, nel passaporto rilasciato nel novembre del 2017 è invece senza velo, con i capelli sciolti. Un dettaglio alquanto inusuale per una musulmana molto osservante.</p>
<p>Fondamentale sarà ora capire il giro di frequentazioni che la donna aveva da quando si era trasferita in Daghestan nel 2016. Non è infatti da escludere che sia proprio lì che Karina si sia radicalizzata entrando in contatto con ambienti islamisti legati alle bande che si nascondono nelle foreste e che sono attivi nell’organizzare attacchi contro le forze di sicurezza.</p>
<p>Le ultime operazioni nel Caucaso settentrionale</p>
<p>Lo scorso 11 novembre le forze speciali cecene avevano individuato ed eliminato Sembiev Sulumbek (1994) e Akhmed Yanayev (2001), due jihadisti che stavano organizzando un attentato suicida; assieme a loro veniva abbattuto un terzo individuo la cui identità non è ancora stata resa nota.</p>
<p></p>
<p>Un mese prima, nel vicino Daghestan, gli spetsnaz accerchiavano e uccidevano Dagir Gadijev (19) e Musa Bilalov (29), due jihadisti dell’Isis ricercati per gli omicidi di alcuni civili nel 2017, di un imam del villaggio di Mutsalaul, per la dissacrazione del mausoleo del maestro sufi Said Afandi al-Chirkawi (ucciso dai jihadisti nel 2013) e per l’omicidio di due agenti di polizia nel villaggio di Komsomolskoe.</p>
<p>Gadjiev e Bilalov erano membri della banda capeggiata da Khubaev “Abbas” Yunusovich (23-02-1991), ucciso lo scorso 2 settembre in una zona boscosa nei pressi di Khasavyurt durante un’operazione anti-terrorismo. “Abbas” Yunusovich era a sua volta nella “lista nera” dei ricercati federali per l’imboscata a una pattuglia di agenti di polizia avvenuta lo scorso 20 luglio sull’autostrada federale “Kavkaz” nei pressi di Kizilyurt.</p>
<p>A fine settembre era invece il turno di Shamil Bilalov (1992), leader della banda jihadista “Endirei”, individuato e abbattuto nei pressi del villaggio daghestano di Talgi, dove quindici giorni prima erano stati uccisi altri tre membri della sua stessa banda.</p>
<p>La strategia di contrasto al radicalismo in Russia</p>
<p>La lotta all’estremismo di matrice jihadista e al terrorismo nella Federazione russa si basa su una serie di strategie preventive, cautelative ed educative che sono state sistematicamente implementate nel tempo, con l’obiettivo di debellare il problema alla radice.</p>
<p>La prevenzione è basata su un’infiltrazione e un controllo capillare del territorio, con eventuali azioni che vanno a stroncare sul nascere qualsiasi tipo di input radicalizzante; nel frattempo le autorità provvedevano a chiudere tutte quelle ONG straniere sospettate di supporto ai jihadisti, tagliando così i canali di finanziamento. Una volta colpito nei suoi punti vitali e privato del suo appoggio internazionale, il terrorismo islamista del Caucaso settentrionale non è più stato in grado di coordinarsi e organizzare attacchi come quelli dei primi anni del 2000 e sono i dati a dimostrarlo. Un altro aspetto vincente della strategia preventiva di Mosca è stato il coordinamento con le autorità islamiche ufficiali, con le quali si è provveduto a sensibilizzare i giovani che diventavano spesso bersaglio della propaganda jihadista. Esponendo, sia in moschea che sul web, la corretta visione dell’Islam hanno di fatto isolato e marginalizzato la propaganda wahhabita. Un programma che ha anche permesso di scongiurare diverse partenze di giovani disposti ad arruolarsi nello Stato Islamico. Nel frattempo le forze di sicurezza russe hanno sistematicamente preso di mira le varie bande e cellule attive sul territorio, riducendo drasticamente le loro capacità di azione, come dimostrano anche le operazioni anti-terrorismo dell’ultimo anno e tutt’ora in corso.</p>
<p></p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61452"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61452" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>
<p>Va inoltre sottolineato che dal 10 al 13 novembre in Daghestan è stata organizzata una conferenza tra le autorità russe e quelle del mondo islamico (Russia-Islamic World Strategic Vision Group) dedicata al contrasto dell’estremismo religioso e del jihadismo, con lo scopo di migliorare la collaborazione tra Russia e mondo islamico in risposta all’emergenza della minaccia terroristica. All’evento hanno partecipato autorità governative e religiose di più di 25 paesi tra cui Libano, Giordania, Turchia, Iraq, Arabia Saudita, Kuwait, Egitto, Emirati Arabi, Tunisia, Senegal, Iran, Indonesia e Malesia.</p>
<p>Alcune osservazioni</p>
<p>Un’ultima riflessione va dedicata all’attentato di sabato a Grozny con il quale si è aperto il pezzo e va sottolineato come ancora una volta i jihadisti hanno fallito, non sono riusciti a mietere vittime e l’unico decesso registrato è stato quello dell’attentatrice stessa.</p>
<p>Ulteriore fallimento di un jihadismo interno (seppur ideologicamente non autoctono) che senza i necessari appoggi internazionali non riesce più a colpire dentro la Federazione russa. Il caso più evidente è stato quello dei Mondiali di calcio di Russia della scorsa estate: un bersaglio ambito per l’Isis e per i qaedisti che non sono però riusciti ad andare oltre le minacce.</p>
<p>Ci sono poi alcuni numeri su cui ponderare, come già recentemente <a href="http://www.occhidellaguerra.it/cosi-la-diaspora-cecena-puo-un-problema-lue/" target="_blank">esposto</a>, per quanto riguarda i jihadisti ceceni unitisi a Isis e al-Qaeda in Siria e Iraq. Dalla Cecenia sono infatti partiti circa 600 foreign fighters su una popolazione che si aggira intorno a 1.395mila abitanti; un rapporto indubbiamente elevato, ma che poteva essere peggiore considerato i trascorsi ceceni degli ultimi 30 anni.</p>
<p></p>
<p>Se si prendono però in considerazione i 2.400 jihadisti ceceni partiti dalla diaspora europea allora risulta evidente come il fulcro principale del problema per quanto riguarda la radicalizzazione cecena è in Europa, un aspetto che non può essere sottovalutato.</p>
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		<title>Una flotta di droni kamikaze Ecco la nuova arma del Sultano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/droni-kamikaze-erdogan-la-turchia-avvia-produzione-massiccia-mini-droni-armati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2017 07:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Anche i soldati di Erdogan avranno i loro droni kamikaze: Ankara ha avviato la produzione di una “flotta” di mini-droni killer che si ispirano al concetto di ‘munizionamento intelligente’ sviluppato già da USA, Israele e Cina. Dalle dimensioni approssimativi al metro, lanciabili da dispositivi portatili che ricordano i sistemi ‘LMAMS’ americani, i droni-killer possono essere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/droni-kamikaze-erdogan-la-turchia-avvia-produzione-massiccia-mini-droni-armati.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Anche i soldati di Erdogan avranno i loro droni kamikaze: Ankara ha avviato la produzione di una “flotta” di mini-droni killer che si ispirano al concetto di ‘munizionamento intelligente’ sviluppato già da USA, Israele e Cina.</p>
<p>Dalle dimensioni approssimativi al metro, lanciabili da dispositivi portatili che ricordano i sistemi ‘LMAMS’ americani, i droni-killer possono essere controllati in remoto da un operatore o essere ‘autonomi’: condotti sull’obiettivo dall’intelligenza artificiale che attraverso algoritmi precaricati nel sistema individuano, valutano la situazione, agganciano l&#8217;obiettivo e conducono il drone sul bersaglio in modalità ‘kamikaze’.</p>
<p></p>
<p>Presentati ufficialmente da Ankara, che ha confermato una messa in produzione massiccia dei diversi modelli della famiglia, i mini-droni armati con cariche esplosive sviluppati in Turchia si chiamano Alpagu, Kargu e Togan. Prodotti dalla STM, azienda ingegneristica specializzata in tecnologia bellica per le Forze armate turche, sono stati presentanti alla 13° Fiera Internazionale dell&#8217;Industria della Difesa che si è tenuta a Istanbul lo scorso maggio. Secondo il sottosegretario Ismail Demir i droni-killer «Saranno inviati molto presto alle forze di sicurezza turche».</p>
<p><strong>Alpagu</strong> &#8211; che significa ‘uomo coraggioso’ &#8211; è un drone ad ala alta estensibile ‘a scatto’ con una lunghezza di 65 centimetri e un’apertura alare di 125 centimetri. Pesa 3,7 chilogrammi. Lanciabile da un dispositivo portatile  &#8211; come lo &#8216;Switchblade&#8217; americano &#8211; ha la peculiarità di avere sensori e telecamere sviluppati sul muso che ricordano quasi occhi e bocca di un giocattolo micidiale. Autonomo o manovrato dal lanciatore attraverso un tablet,  è dispiegabile in soli 45 secondi e basta a distruggere un pick-up o una postazione non fortificata. Con un range operativo di 5 chilometri e un’autonomia di 10 minuti verrà distribuito all’esercito turco per eliminare gli obiettivi a corto raggio.</p>
<p></p>
<p><strong>Kargu</strong> pesa 6,3 chilogrammi e prevede un impiego simile al precedente, ma è un mini-copter configurato su 4 rotori manovrabile in remoto sull’obiettivo in modalità kamikaze. <strong>Togan</strong> è stato descritto come un mini-copter da sorveglianza di dimensioni maggiori del precedente per un peso di 7,5 chilogrammi.</p>
<p>Questi strumenti bellici sono il frutto dell’essenziale ammodernamento delle armi che Ankara intende impiegare fuori e entro i propri confini per rispondere a minacce esterne o interne &#8211; come il PKK curdo &#8211;  e nelle operazione antiterrorismo. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha recentemente affermato: «Faremo tutto il necessario per tenere questo Stato vivo. Lo faremo con i carri armati, con i cannoni, e con i droni armati. Lo faremo dotando le nostre forze di sicurezza di tutte le armi necessarie».</p>
<p></p>
<p><strong>I droni turchi contro il PKK</strong></p>
<p>La Turkish Armed Forces ha già impiegato contro il PKK il suo UAV (unmanned aerial vehicle) Bayraktar TB2 &#8211; drone Medium Altitude Long Endurance sviluppato dalla Kale-Baykar con un’apertura alare di 12 metri, peso massimo al decollo di 650 kg e un’autonomia approssimative alle 24 ore. Il Bayktar è armabile con 2 missili anti-carro a lunga distanza UMTAS. L&#8217;8 settembre 2016 il Baraktar TB2 ha registrato la sua prima ‘uccisione’ proprio durante un&#8217;operazione contro il PKK.</p>
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		<title>Le donne kamikaze di Mosul</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/donne-kamikaze-lultima-arma-del-daesh-a-mosul.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2017 09:31:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Mosul]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1020" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170704163244_23652668.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170704163244_23652668.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170704163244_23652668-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170704163244_23652668-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170704163244_23652668-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Continua senza tregua la battaglia per la conquista di Mosul. Un inferno in terra fatto di morti, feriti gravi, bambini orfani e traumatizzati e con due eserciti che sanno perfettamente che l’unico scopo è di eliminarsi totalmente, senza alcuna possibilità di tregua. La città vecchia di Mosul, come riportano le fonti sul luogo, è ormai &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/donne-kamikaze-lultima-arma-del-daesh-a-mosul.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1020" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170704163244_23652668.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170704163244_23652668.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170704163244_23652668-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170704163244_23652668-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170704163244_23652668-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Continua senza tregua la battaglia per la conquista di <strong>Mosul</strong>. Un inferno in terra fatto di morti, feriti gravi, bambini orfani e traumatizzati e con due eserciti che sanno perfettamente che l’unico scopo è di eliminarsi totalmente, senza alcuna possibilità di tregua. La città vecchia di Mosul, come riportano le fonti sul luogo, è ormai un paesaggio di morte, reso ancora più difficile dalle macerie dai continui attacchi terroristici da parte dello Stato Islamico. Nella sua ritirata dalla guerra, in cui Mosul rappresenta l’ultimo grande bastione del Califfato in terra irachena, lo Stato Islamico sa che deve giocarsi ogni tipo di carta. Se non per vincere, almeno per mietere più vittime possibili tra i soldati dell’esercito iracheno ma anche tra i civili feriti e in fuga, accusati di essere traditori della fede e del sedicente Stato che si ritiene suo unico rappresentante.</p>
<p>Una delle tecniche che sta impiegando il Califfato tra le strade dei vecchi quartieri di Mosul è quella degli attacchi suicidi &#8211; sono stati già trentaquattro da domenica &#8211; ma questa volta con una particolarità: i terroristi sono in larga parte delle donne. La mancanza di uomini, di mezzi e soprattutto l’accerchiamento da parte dell’esercito iracheno, sono stati fattori che hanno determinato l’impiego massiccio di donne suicide. Solo negli ultimi tre giorni, i soldati iracheni hanno ucciso sette donne che stavano tentando di compiere attacchi suicidi. Purtroppo, molti latri sono andati a segno causando decine di vittime. Una strategia criminale da parte del Daesh in ritirata, che ha deciso di utilizzare le donne non solo come arma finale, ma anche come quelle più vigliacca, confondendole fra le famiglie e le donne in fuga dalla Città Vecchia, e uccidendo così non solo civili innocenti ma anche militari impegnati nel difficile controllo degli sfollati.</p>
<p></p>
<p>Negli ultimi giorni le forze di sicurezza irachene hanno applicato misure drastiche per frenare il rischio di attentati suicidi nella città: agli uomini viene chiesto di uscire a petto nudo per evitare che portino giubbotti esplosivi; alle donne si richiede di non indossare il niqab, per far sì che non possano nascondere cinture esplosive o altri tipi di ordigni sotto le vesti. Uno dei risultati più importanti ottenuto dalle truppe irachene nel controllo preventivo, è stato quello di riuscire ad arrestare tre donne impegnate nella preparazione di attentati suicidi. Con una particolarità che dimostra, ancora una volta, l’importanza della rete jihadista in tutto il mondo arabo: due donne erano tunisine e una marocchina. L’arresto di queste tre donne straniere manifesta con chiarezza quanto il fenomeno dei foreign fighters sia radicato nella guerra in Iraq e in Siria e quanto il ruolo delle donne combattenti sia cambiato nel corso degli anni.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;519&#8243; gal_title=&#8221;BILO AVANZA 23&#8243;]</p>
<p></p>
<p>Per molto tempo, e soprattutto senza una chiara percezione dei dati statistici e delle notizie che giungevano dalla guerra, il jihad è stato visto come un tema strettamente rivolto al mondo maschile. La donna, rapidamente declinata a oggetto per una mancanza di conoscenza dell’islam, è stata per lungo tempo vista come vittima di questa ideologia perversa della guerra santa e non come soggetto in grado di discernere la realtà e di prendere la propria strada. Invece la guerra del Califfato ha scoperchiato un velo d’ipocrisia che per molto tempo ha evitato di parlare del fenomeno delle donne foreign fighters. Che sono presenti non soltanto in quanto mogli di combattenti partiti prima di loro, ma anche come vere e proprie miliziane &#8211; e in questo senso, l’esempio della cittadina italiana arrestata poche settimane fa ne è una dimostrazione. Il Califfato ha compreso prima dell’Occidente l’importanza della donna musulmana radicata come strumento del proprio potere e non ha mai nascosto di volerla considerare parte attiva del processo di costruzione dello Stato Islamico anche relegandolo in ruoli subalterni.</p>
<p>La donna vista come miliziana del jihad non è una novità del mondo musulmano, basti pensare al terrorismo ceceno, ma è una novità il fatto che queste donne partano da Paesi europei, nordafricani e mediorientali e si uniscano a uno Stato che combatte la guerra santa. Questo è effettivamente un dato interessante che, inoltre, deve porre in allarme tutti i sistemi di sicurezza degli Stati interessati al fenomeno dei foreign fighters. Perché non è un caso che, delle tre donne arrestate, due provengano dalla Tunisia e una dal Marocco. Questi due Stati, lontani dal conflitto siriano e iracheno, sono due tra i Paesi con il più alto tasso di combattenti partiti per unirsi all’esercito del Daesh. La Tunisia, in particolare, è tra i primi Paesi esportatori di terroristi, e i numeri parlano approssimativamente di circa tremila tunisino che combattono in Siria, più altre migliaia sparse fra Libia, Iraq e altri fronti, fino anche ad arrivare nelle Filippine. Numeri che devono allarmare anche l’Italia, vista la vicinanza alle nostre coste.</p>
<p></p>
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		<title>Dove si muore per Dio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 07:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Lahore]]></category>
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<p>È una folla eterogenea quella che la domenica mattina attraversa il quartiere di Youhanabad, a Lahore, per recarsi a messa. Il cortile della chiesa è gremito di gente e alla spicciolata i fedeli entrano nel tempio. Sono molti i cattolici di Lahore; nel solo quartiere di Youhanabad sono più di 40mila e sono la rappresentazione di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/terrorismo/i-cristiani-perseguitati-del-pakistan/i-martiri-di-lahore.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/apertura_occhi-1-e1468908137838.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/apertura_occhi-1-e1468908137838.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/apertura_occhi-1-e1468908137838-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/apertura_occhi-1-e1468908137838-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/apertura_occhi-1-e1468908137838-1024x515.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È una folla eterogenea quella che la domenica mattina attraversa il quartiere di Youhanabad, a <strong>Lahore</strong>, per recarsi a messa. Il cortile della <strong>chiesa</strong> è gremito di gente e alla spicciolata i fedeli entrano nel tempio. Sono molti i <strong>cattolici</strong> di Lahore; nel solo quartiere di Youhanabad sono più di 40mila e sono la rappresentazione di un orgoglio degli ultimi elevato a condotta di vita senza compromessi. La chiesa, infatti, nel marzo 2015 è stata al centro di un <strong>attacco kamikaze</strong> dei talebani e ogni domenica, ancor oggi, pregare un Dio discriminato significa esporsi a una perpetua minaccia e a un possibile attacco di un esercito invisibile, forgiato nell&#8217;odio e nel parricidio di ogni rimorso umano.</p>
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<p>Arrivano a piedi e in richò i credenti, si sottopongono ai <strong>controlli di sicurezza</strong> e poi entrano nel cortile della parrocchia. Non è un atto di coraggio fine a se stesso, un abbandono senza condizione all&#8217;affronto della paura. È altro. Perché la Cattedrale di Saint John, con ancora i simboli dell&#8217;esplosione impressi sui muri, con le ferite nella pelle di chi quella domenica di marzo era presente, è il frontone dell&#8217;anima violentata di un&#8217;intera comunità. Eccoli quindi i padri con i bambini per mano, le donne con veli dai colori dell&#8217;iride pregare alla statua della Vergine, eccoli varcare la Chiesa con l&#8217;imperativo di esserci, per non accettare una violenza mirata alla remissione della propria identità e alla prigionia di una vita sottomessa alla negazione di se stessi.Fuori dalla Chiesa e sui tetti circostanti, volontari armati con fucili a canne mozze, Ak47 e pistole automatiche, presidiano ogni via e ogni movimento.</p>
<p><strong>In Pakistan la guerra non c&#8217;è e allo stesso tempo é presente</strong>: è una questione di prospettive. Punti di vista che dipendono dalla causalità di essere nati in grembo a una madre che pregava un Dio non accettato o di un&#8217;altra che salmodiava l&#8217;aiuto di un Supremo che, oggi, a certe latitudini, viene invocato per accogliere una nuova vita, ma anche per benedire la morte altrui.</p>
<p>È lo stesso Pakistan, figlio della partizione dell&#8217;India britannica del 1947, ad essere nato in seno a una spaccatura religiosa. La storia del Paese è travagliata, fatta di difficili equilibri etnici, di interessi geopolitici internazionali, di colpi di stato che si susseguono e di un conflitto sempre pressante alle frontiere: sia sul fronte indiano, che sul lato afghano. È negli anni &#8217;70, nelle logiche della Guerra Fredda, che però avviene l&#8217;<strong>involuzione islamista</strong> che trascina la &#8221;terra dei puri&#8221; ad essere l &#8216;incubatrice del terrorismo di forma odierna e la culla del fanatismo talebano.</p>
<p><div id="gallery_190224" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_190224 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_009.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_009-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_010.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_010-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_013.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_013-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_011.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_011-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_001.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_001-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_008.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_008-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>Il governo di Bhutto viene abbattuto dal putsch di Mohammed Zia che incomincia a islamizzare la società, introducendo anche il carcere a vita per chi ha un atteggiamento irrispettoso nei confronti del Profeta e del Corano. Pena che nell&#8217;86 viene sostituita dall&#8217;<strong>esecuzione capitale</strong>. Il Pakistan si avvicina sempre più a posizioni estremiste e all&#8217;interno della guerra dei blocchi diviene il Paese deputato ad accogliere e preparare i mujaheddin afghani. Gli americani finanziano i guerriglieri in chiave anti sovietica, i sauditi investono capitali e aprono madrasse in ogni dove per diffondere il credo waabbita e la presenza delle due componenti sfocia nella nascita dei talebani che nel territorio pakistano trovano terreno fertile. La radicalizzazione islamica, negli anni, diviene sempre più pressante e manifesta, soprattutto dopo l&#8217;<strong>11 settembre</strong>. Il primo ministro <strong>Benazir Bhutto</strong> viene assassinata per le sue posizioni contro i talebani,<strong> Shabhaz Bhatti</strong>, ministro delle minoranze e unico cattolico all&#8217;interno del governo del presidente Zardari, anch&#8217;egli è ucciso e la stessa sorte tocca a Salmaan Taseer, governatore del Punjab, che si era opposto alla legge contro la blasfemia.</p>
<p>E proprio la <strong>legge contro la blasfemia</strong> è lo strumento principale attraverso cui avviene la discriminazione nei confronti delle minoranze religiose e, negli ultimi 25 anni oltre 1000 persone sono finite a processo. Il caso più noto è quello di <strong>Asia Bibi</strong>, donna cristiana che lavorava nei campi di Lahore e che è stata denunciata da un gruppo di contadine musulmane, che l&#8217;hanno accusata di aver offeso Maometto. Da 7 anni è in carcere in attesa della sentenza capitale.Il Pakistan è anche il Paese del terrorismo, oltrechè della discriminazione, e dal 2001 al 2014 è stato il terzo Paese più colpito al mondo da azioni terroristiche che hanno provocato 18mila morti. Ad agire: i gruppi talebani; ma ora, nella regione del Waziristan, l&#8217;Isis ha dichiarato di aver aperto centri di addestramento e Tehrik-i-Taliban Pakistan, il braccio talebano pakistano, ha deciso di avvicinarsi al Daesh.</p>
<p>A oggi le azioni e gli attentati però portano tutte la firma degli &#8221;studenti&#8221;, proprio come l&#8217;attentato contro la Chiesa di Lahore a Youhanabad della domenica del 15 marzo 2015, quando oltre 15 persone persero la vita e i feriti furono più di 70.Youssef Rahmad e Qaiser Pervaiz erano due delle guardie che quel giorno vennero coinvolte nell&#8217;attacco. Partecipano oggi alla funzione nella chiesa di Saint John insieme alle centinaia di cristiani, ascoltano le parole di padre Francis Gulzar che dall&#8217;altare dice ai fedeli &#8221;San Tommaso è arrivato sin qua, in Pakistan, e noi siamo i suoi figli. Non dobbiamo mai avere paura, perché<strong> la nostra fede è più forte di ogni terrorismo</strong>&#8221;. Poi, terminata la messa, difronte a una tazza di <em>chai</em>, rievocano quanto accaduto nella domenica di sangue di un anno prima. Youssef era una delle guardie che presidiavano l&#8217;ingresso al tempio. È stato il primo ad essere ferito dalle pallottole del kamikaze del gruppo Jamaat ul Ahrara e ancor oggi mostra le cicatrici sul corpo. &#8221; Lui ha sparato, io ho risposto al fuoco e sono riuscito a colpirlo, ma l&#8217;ho preso di striscio e quindi l&#8217;attentatore è arrivato al cancello, dove si è fatto esplodere&#8221;.</p>
<p><div id="gallery_190233" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_190233 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_026.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_026-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_023.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_023-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_022.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_022-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_024.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_024-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_025.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_025-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_020.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_020-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_021.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20160515_pakistan_021-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>Al momento dell&#8217;esplosione la deflagrazione ha investito anche un trasformatore dell&#8217;alta tensione, il liquido bollente è schizzato in ogni dove travolgendo Qaiser che mostra i segni delle ustioni, delle schegge e delle operazioni subite e le indica con ascetica tranquillità, soffermandosi in modo solenne su ogni sfregio di quel suo corpo divenuto un libro su cui è stato scritto un capitolo indelebile di un odio religioso senza concessioni. Raccontano degli attimi di paura, dei corpi esanimi e poi evocano il nome di <strong>Akash Bashir</strong>. Lo ringraziano e lo pregano e dicono che se oggi i loro figli, i parenti e gli amici sono vivi, è grazie a lui.Il volto di Akash, un ragazzo 19enne cristiano, è nelle case dei fedeli, all&#8217;ingresso della chiesa, lo si trova in ogni dove a Youhanabad e una gigantografia lo ritrae proprio là dove è stato ucciso. I genitori lo chiamano eroe e dicono che era un figlio modello; l&#8217;intera comunità lo ringrazia e lo prega come un santo. Akash è il ragazzo che il 15 marzo si è stretto al terrorista rimanendo aggrappato a lui per impedirgli di entrare in chiesa e provocare la strage ed è sempre rimasto avvinghiato all&#8217;attentatore, anche quando questi ha azionato la cintura esplosiva.</p>
<p>È un racconto che provoca commozione, è la vita propria donata per quella degli altri, è il volto di sua madre che insegna il perdono e invita all&#8217;inclemenza nei confronti del rancore, è purezza di fede primigenia nel cuore del Pakistan; è, il nome di un ragazzo cristiano che, per salvare dei fratelli, è morto sfregiando l&#8217;odio, con un estremo gesto di misericordia, sacrificando la propria vita, stretto in un abbraccio senza fine con il proprio assassino.</p>
<p><em><strong>Foto di Marco Gualazzini <a href="http://www.marcogualazzini.com/" rel="nofollow"> www.marcogualazzini.com</a></strong></em></p>
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		<title>Tutti i kamikaze del Califfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-kamikaze-del-califfo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 08:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="530" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/isis-23-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/isis-23-4.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/isis-23-4-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/isis-23-4-768x407.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Amaq News Agency, un ramo di propaganda dei tagliagole, sostiene che lo Stato Islamico ha eseguito 489 “operazioni di martirio” in Iraq, Siria e Libia nel corso dei primi cinque mesi del 2016. Gli attacchi suicidi dei terroristi sarebbero stati  85 a gennaio, 90 a febbraio, 112 a marzo, 83 ad aprile e 119 a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-kamikaze-del-califfo.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="530" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/isis-23-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/isis-23-4.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/isis-23-4-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/isis-23-4-768x407.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p><em>Amaq News Agency</em>, un ramo di propaganda dei tagliagole, sostiene che <strong>lo Stato Islamico ha eseguito 489 “operazioni di martirio” in Iraq, Siria e Libia nel corso dei primi cinque mesi del 2016</strong>. Gli attacchi suicidi dei terroristi sarebbero stati  85 a gennaio, 90 a febbraio, 112 a marzo, 83 ad aprile e 119 a maggio.I numeri diffusi sono difficili da verificare, ma gli esperti li reputano ragionevoli, visto l’entità dei combattimenti che i terroristi hanno affrontato nell’ultimo periodo. La maggior parte degli attacchi suicidi effettuati dallo Stato Islamico nei primi cinque mesi dell’anno, infatti, sarebbero stati fatti nelle zone dove gli scontri sono più accesi.Stando ai dati riportati dall’agenzie del Califfo, circa la metà degli attentati in Iraq  sono avvenuti nella provincia di Anbar, dove i jihadisti sono impegnati in feroci combattimenti con le forze governative e le milizie sciite.Anche in Siria le zone più colpite sono le provincie più calde di Aleppo, Hasakah, Deir el-Zor, Homs e Raqqa, la capitale dei tagliagole.In Libia gli attentati hanno colpito soprattutto la zona nei dintorni di Sirte, la base centrale del gruppo nel Paese. La zona è stata teatro di scontri pesanti per diverse settimane ed è probabile che lo Stato Islamico abbia tentato di ostacolare l’avanzata degli avversari.Ora, ripetiamo, non sappiamo se i numeri diffusi da <em>Amaq News Agency</em>, siano solo propaganda o corrispondano alla realtà. Ma se dovessero essere veri, significherebbe che <strong>i miliziani dello Stato Islamico avrebbero potenziato gli attacchi in maniera molto significativa</strong>.All’inizio di giugno, infatti, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.state.gov/j/ct/rls/crt/2015/257526.htm" target="_blank">il Dipartimento di Stato Americano ha diffuso un rapporto</a> dove sostiene che gli attacchi kamikaze nel mondo, nel 2015, sarebbero stati 726.</p>
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