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	<title>Kabul Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 22 Jun 2023 13:42:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Kabul Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Kabul, cosa può significare l&#8217;attacco all&#8217;ambasciata russa</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/kabul-cosa-puo-significare-lattacco-allambasciata-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2022 14:14:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="664" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/5510495_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/5510495_large.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/5510495_large-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/5510495_large-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Un&#8217;esplosione squarcia la mattina di Kabul. Stando alle informazioni che giungono dalla capitale dell&#8217;Afghanistan, un attentatore è stato ucciso nei pressi dell&#8217;ambasciata russa dopo essere stato identificato dalle guardie di sicurezza della missione consolare, ma i proiettili con cui è stato neutralizzato il kamikaze hanno provocato comunque l&#8217;esplosione non lontano dall&#8217;ingresso dell&#8217;ambasciata. Il bilancio provvisorio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/kabul-cosa-puo-significare-lattacco-allambasciata-russa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="664" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/5510495_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/5510495_large.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/5510495_large-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/5510495_large-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>Un&#8217;esplosione squarcia la mattina di <strong>Kabul</strong>. Stando alle informazioni che giungono dalla capitale dell&#8217;Afghanistan, un attentatore è stato ucciso nei pressi dell&#8217;<strong>ambasciata russa</strong> dopo essere stato identificato dalle guardie di sicurezza della missione consolare, ma i proiettili con cui è stato neutralizzato il kamikaze hanno provocato comunque l&#8217;esplosione non lontano dall&#8217;ingresso dell&#8217;ambasciata. Il bilancio provvisorio delle vittime parla di 20 persone rimaste uccise dalla detonazione, con un numero imprecisato di feriti. Come riportato dalle fonti di sicurezza afghane, molti dei morti e dei feriti erano lì per il rilascio dei visti da parte della missione diplomatica. Il ministero degli Esteri di Mosca ha invece confermato il decesso di due cittadini russi dipendenti dell&#8217;ambasciata.</p>
<p>La notizia ha provocato l&#8217;immediata reazione del governo russo, che attende ora l&#8217;avvio delle indagini e che ha già fatto scattare tutta la rete di intelligence interna all&#8217;Afghanistan. Il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, ha parlato di un &#8220;atto di <strong>terrorismo</strong> assolutamente inaccettabile&#8221;, aggiungendo che in questo momento &#8220;la priorità è ottenere informazioni su cosa è accaduto ai nostri rappresentanti e diplomatici&#8221;. Per ora non trapelano altre indiscrezioni da Mosca. Tuttavia, l&#8217;impressione dalle prime analisi di quanto accaduto a Kabul porta a escludere la casualità della scelta di farsi esplodere davanti all&#8217;ambasciata russa in questo periodo. La scorsa settimana, <a href="https://www.reuters.com/business/energy/taliban-officials-nearing-contract-purchase-gasoline-russia-2022-08-29/">l&#8217;agenzia di stampa <em>Reuters</em> aveva segnalato</a> che il governo talebano era pronto a concludere un <strong>accordo con la Russia</strong> per l&#8217;acquisto di benzina e benzene dalla Russia. Una notizia confermata dallo stesso portavoce del ministero dell&#8217;Economia afghano, Habiburahman Habib, che aveva anzi precisato che la delegazione talebana si trovata a Mosca per discutere di contratti sulla vendita di grano, gas e petrolio russi. Le rivelazioni ottenute da <em>Reuters</em> indicavano l&#8217;evoluzione in senso positivo delle trattative iniziate da Kabul già agli inizi di agosto e confermavano quindi due elementi non secondari: il primo che la Russia aveva la possibilità di rafforzare il proprio rapporto con l&#8217;Afghanistan; il secondo che nonostante l&#8217;isolamento internazionale, l&#8217;Emirato islamico continua ad avere rapporti privilegiati con alcune potenze e mantiene anche relazioni di tipo commerciale.</p>
<p>A un anno dal ritiro statunitense dal Paese, il messaggio che giungeva da Mosca era dunque quello di un rovesciamento dell&#8217;influenza sul Kabul con una svolta in favore dei russi. Come spiegato da diverse fonti, <a href="https://tolonews.com/index.php/business-179571">a partire dall&#8217;afghana <em>Tolonews</em></a>, la Russia per l&#8217;Afghanistan è già il principale fornitore di <strong>petrolio</strong> e generi alimentari, con prezzi anche estremamente competitivi. La scelta serve non solo a continuare a far circolare i propri idrocarburi nonostante le pesanti sanzioni imposte dall&#8217;Occidente, ma anche a blindare i rapporti con quegli Stati che necessitano di beni di prima necessità e materie prime che Mosca può offrire in cambio &#8211; in questo caso &#8211; non tanto di contropartite economiche, quanto politiche e strategiche. Un <em>do ut des</em> che implica però un inserimento massiccio in un ginepraio qual è l&#8217;Afghanistan del post-ritiro americano, oltre a un problema particolarmente interessante: il necessario utilizzo di un Paese terzo come passaggio di queste merci, sia per le sanzioni contro Mosca e Kabul, sia per l&#8217;assenza di rotte commerciali libere da altri Stati.</p>
<p>La detonazione di oggi, in attesa delle indagini e delle prossime evoluzioni dei rapporti che giungono da Mosca, se può essere considerata un segnale rivolto al Cremlino, ma può essere letta anche in chiave di sfida interna. Nell&#8217;<strong>Emirato islamico</strong>, infatti, si assiste da diversi mesi a una lotta di potere intestina al mondo dei talebani dovuta al fatto che non solo le diverse frange rappresentano differenti sponsor internazionali, ma anche clan e centri di potere che non possono permettersi di perdere rendite di posizione ottenute con la presa di Kabul. Il terrorismo è un&#8217;arma con cui si contrappongono anche le stesse fazioni. E un accordo con la Russia che riguarda petrolio, gas e grano, per il presente e il futuro del Paese risulta fondamentale anche nelle gerarchie interne e internazionali dell&#8217;Emirato.</p>
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		<item>
		<title>REPORTAGE &#124; Lasciati indietro</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/lasciati-indietro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 13:03:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1089" height="613" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2.png 1089w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2-334x188.png 334w" sizes="(max-width: 1089px) 100vw, 1089px" /></p>
<p>La “soldato Jane” - non possiamo fare il nome per motivi di sicurezza - che avevamo incontrato a Kabul tra gli zombie dell’Afghanistan talebano è riuscita  a passare il confine ed è finalmente salva. La sua, però, è una eccezione.Sono ancora centinaia gli afghani che hanno collaborato con gli italiani durante questi vent’anni di guerra e che ora vivono sotto il regime dei talebani.</p>
<p>Reportage di Fausto Biloslavo </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/lasciati-indietro">REPORTAGE | Lasciati indietro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1089" height="613" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2.png 1089w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Copia-di-Copy-of-Copy-of-Add-a-heading-2-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1089px) 100vw, 1089px" /></p><p>La “soldato Jane” &#8211; non possiamo fare il nome per motivi di sicurezza &#8211; che avevamo incontrato a Kabul tra gli zombie dell’Afghanistan talebano è riuscita a passare il confine ed è finalmente salva. La sua, però, è una eccezione.Sono ancora centinaia gli afghani che hanno collaborato con gli italiani durante questi vent’anni di guerra e che ora vivono sotto il regime dei talebani.</p>
<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/guerra/sono-finalmente-salva-cosi-e-scappata-la-soldatessa-jane-afghana.html">QUI</a> per il reportage di Fausto Biloslavo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/lasciati-indietro">REPORTAGE | Lasciati indietro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>REPORTAGE &#124; Viaggio nella Kabul talebana</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/viaggio-nella-kabul-talebana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 10:34:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="802" height="440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Immagine-2021-09-20-123248.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Immagine-2021-09-20-123248.png 802w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Immagine-2021-09-20-123248-300x165.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Immagine-2021-09-20-123248-768x421.png 768w" sizes="auto, (max-width: 802px) 100vw, 802px" /></p>
<p>Tra paura per il futuro, e soprattutto per le rappresaglie da parte dei talebani. Ecco com'è la capitale dell'Afghanistan sotto il controllo dei miliziani (Reportage di Fausto Biloslavo)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="802" height="440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Immagine-2021-09-20-123248.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Immagine-2021-09-20-123248.png 802w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Immagine-2021-09-20-123248-300x165.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Immagine-2021-09-20-123248-768x421.png 768w" sizes="auto, (max-width: 802px) 100vw, 802px" /></p><p>Tra paura per il futuro, e soprattutto per le rappresaglie da parte dei talebani. Ecco com&#8217;è la capitale dell&#8217;Afghanistan sotto il controllo dei miliziani</p>
<p>Reportage di Fausto Biloslavo e Gian Micalessin</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/viaggio-nella-kabul-talebana">REPORTAGE | Viaggio nella Kabul talebana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>REPORTAGE &#124; Embedded con i talebani</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/embedded-con-i-talebani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 10:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault-1-300x167.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>«Zanda bad Emirate islami», lunga vita all'Emirato islamico, urlano i talebani in tenuta da combattimento che hanno conquistato l'Afghanistan. Non è facile andare «embedded» con i nuovi padroni del paese, ma una volta accettati si mettono addirittura in posa per farsi scattare una fotografia. «Sono nato talebano» esordisce il comandante maulawi Mohammed Sharif Amadi. A 46 anni combatte con i seguaci di mullah Omar fin dal primo emirato islamico. Barbone nero come la pece e turbante dello stesso colore è orfano di guerra. «Mio padre ha imbracciato le armi nella jihad degli anni Ottanta, ma è stato ucciso dai russi» racconta Amadi. E aggiunge «tutta la famiglia è talebana. Sono orgoglioso di essere il primo ad avere raccolto il testimone combattendo contro gli americani».</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/embedded-con-i-talebani">REPORTAGE | Embedded con i talebani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault-1-300x167.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p>«Zanda bad Emirate islami», lunga vita all&#8217;Emirato islamico, urlano i talebani in tenuta da combattimento che hanno conquistato l&#8217;Afghanistan. Non è facile andare «embedded» con i nuovi padroni del paese, ma una volta accettati si mettono addirittura in posa per farsi scattare una fotografia. «Sono nato talebano» esordisce il comandante maulawi Mohammed Sharif Amadi. A 46 anni combatte con i seguaci di mullah Omar fin dal primo emirato islamico. Barbone nero come la pece e turbante dello stesso colore è orfano di guerra. «Mio padre ha imbracciato le armi nella jihad degli anni Ottanta, ma è stato ucciso dai russi» racconta Amadi. E aggiunge «tutta la famiglia è talebana. Sono orgoglioso di essere il primo ad avere raccolto il testimone combattendo contro gli americani».</p>
<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/terrorismo/lorgoglio-talebano-e-le-voci-dal-bazar-ora-siamo-felici-il-paese-e-sicuro.html">QUI</a> per il reportage di Fausto Biloslavo</p>
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			</item>
		<item>
		<title>REPORTAGE &#124; Kabul, le proteste contro i talebani</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/kabul-le-proteste-contro-i-talebani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 10:27:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="637" height="356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault.jpg 637w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 637px) 100vw, 637px" /></p>
<p>La sparatoria infuocata e le botte che disperdono il corteo di uomini e donne coraggiosi che manifestano contro il nuovo Emirato e per la democrazia non è la fine, ma l'inizio di una disavventura nelle mani dei talebani. Sapevo bene come andava a finire e non potevo tagliare la corda, ma dovevo filmare le fucilate dei talebani. Durante gli spari un miliziano dell'Amyati mili, le forze di sicurezza del nuovo Emirato equipaggiate come gli americani, si avventa sul mio telefonino, che ha filmato tutto. La lotta è furiosa, ma non mollo la presa e mi lancio in mezzo alle donne terrorizzate e accovacciate a terra perché so che non mi correrà dietro in mezzo a decine di afghane velate e urlanti per la paura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/kabul-le-proteste-contro-i-talebani">REPORTAGE | Kabul, le proteste contro i talebani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="637" height="356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault.jpg 637w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/sddefault-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 637px) 100vw, 637px" /></p><p>La sparatoria infuocata e le botte che disperdono il corteo di uomini e donne coraggiosi che manifestano contro il nuovo Emirato e per la democrazia non è la fine, ma l&#8217;inizio di una disavventura nelle mani dei talebani. Sapevo bene come andava a finire e non potevo tagliare la corda, ma dovevo filmare le fucilate dei talebani. Durante gli spari un miliziano dell&#8217;Amyati mili, le forze di sicurezza del nuovo Emirato equipaggiate come gli americani, si avventa sul mio telefonino, che ha filmato tutto. La lotta è furiosa, ma non mollo la presa e mi lancio in mezzo alle donne terrorizzate e accovacciate a terra perché so che non mi correrà dietro in mezzo a decine di afghane velate e urlanti per la paura.</p>
<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/terrorismo/afghanistan-la-guerra-infinita/io-arrestato-e-liberato-dai-talebani.html">qui</a> per il reportage completo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/kabul-le-proteste-contro-i-talebani">REPORTAGE | Kabul, le proteste contro i talebani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le lacrime di Kabul</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-lacrime-di-kabul.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 18:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/AXt-jxRUIh_V5qKLbZfE_LAPRESSE-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/AXt-jxRUIh_V5qKLbZfE_LAPRESSE-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/AXt-jxRUIh_V5qKLbZfE_LAPRESSE-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/AXt-jxRUIh_V5qKLbZfE_LAPRESSE-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/AXt-jxRUIh_V5qKLbZfE_LAPRESSE-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/AXt-jxRUIh_V5qKLbZfE_LAPRESSE-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/AXt-jxRUIh_V5qKLbZfE_LAPRESSE-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I volti di Moahammad, Hassan e Said scompaiono nella folla che riempie l&#8217;aeroporto di Kabul. Le loro storie si perdono, mischiandosi a quelle di tanti altri. C&#8217;è chi ce l&#8217;ha fatta e ora si trova all&#8217;interno del gate, con un aereo che lo aspetta; e c&#8217;è chi, invece, inizia a capire che non c&#8217;è più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-lacrime-di-kabul.html">[...]</a></p>
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<p>Tra quelli che restano c&#8217;è la famiglia di C.. Lui e lei, innamorati come pazzi, e due bambini di sette e due anni. Il più piccolo ha rischiato di morire schiacciato, calpestato dalla mandria impazzita che, a ondate regolari, assaltava Abbey Gate, il punto dell&#8217;aeroporto di Kabul che rappresenta il ponte per il nostro Paese. Quando il bimbo è scomparso, anche se solo per un attimo, suo padre ha capito che era arrivato il momento di dire basta. Quel posto era ormai troppo pericoloso per loro quattro. Nel fiume che li separava da un aereo per l&#8217;Italia, con metà gambe immerse nell&#8217;acqua, avevano passato cinque lunghi giorni. Dal 20 agosto, il giorno in cui la Difesa li aveva chiamati, fino alla giornata di ieri. Poi, dopo aver visto che rischio aveva corso il loro figlio più piccolo, se ne sono andati. La speranza aveva ceduto il passo alla paura. Bisognava uscire, salvare la vita. Almeno per un momento. Poi chissà. Ora chiedono che qualcuno li aiuti a raggiungere l&#8217;aeroporto, funestato oggi da due bombe che non hanno fatto solamente 40 morti e oltre 120 feriti, ma che, molto probabilmente, hanno accelerato la fuga dei Paesi occidentali dall&#8217;Afghanistan. &#8220;Gli americani non devono morire in una guerra che a Kabul non combattono&#8221;, ha detto il presidente Joe Biden. Così sarà, non è stato. Sarebbero infatti oltre 10 i marines morti nell&#8217;attentato che ha insanguinato Kabul.</p>
<p>A rimanere non sono solo i ritardatari, quelli che si sono mossi per ultimi e che sono arrivati in aeroporto da pochi giorni. C&#8217;è anche chi è troppo lontano per mettersi in viaggio su strade ormai pericolose. Per un anno, N. ha lavorato con gli italiani nel distretto di Shindand, nella provincia di Herat. Mesi intensi, in cui ne ha viste di tutti i colori. &#8220;Se rimango qui mi troveranno. Ho molta paura&#8221;, racconta. Che fare dunque? La strada per Kabul è lunga e la percezione è quella che gli eserciti occidentali non rimarranno a lungo. &#8220;So che avete poco tempo, l&#8217;aeroporto  per me è irraggiungibile&#8221;. N. si dà così alla macchia, lontano da tutti. Ma con la certezza di aver il fiato sul collo.</p>
<p>S., invece, non ha mai potuto sperare in un volo. Ha cinque figli, di cui uno malato di leucemia. Ha ottenuto il visto da diversi Paesi, ma i talebani non gli hanno mai fatto oltrepassare i checkpoint: &#8220;Mi hanno preso a schiaffi, terrorizzando i miei figli. A loro non importa nulla dei documenti che avevo con me&#8221;. Così ha fatto marcia indietro, si è rifugiato in un posto sicuro e non è più tornato all&#8217;aeroporto. Ma suo figlio necessita di cure e non è detto che ora potrà averle.</p>
<p>L&#8217;attentato di oggi ha stravolto gli animi degli afghani, già tormentati da oltre dieci giorni di incertezze. Il senso di abbandono s&#8217;impossessa di chi non riesce ad avvicinarsi al gate: &#8220;Non posso più aspettare&#8221;, sbotta A., &#8220;ho provato a salvare la mia vita e andare all&#8217;Abbey gate per raggiungere l&#8217;Italia e vivere una vita sicura e migliore. Ma ora mi sento in pericolo, sento su di me la morte e il disonore. Per questo torno indietro&#8221;. Subito però viene bloccato da M.: &#8220;Per parlare così devi essere pazzo. Non sai come si stanno comportando gli italiani e non sai che l&#8217;esercito italiano sta facendo il possibile per portare i suoi alleati afghani all&#8217;interno dell&#8217;aeroporto. Io l&#8217;ho visto con i miei occhi&#8221;.</p>
<p>Ma sono le bombe di oggi a cancellare quel poco di speranza che ancora albergava nel cuore degli afghani. &#8220;Hanno ferito un mio amico e mio fratello minore&#8221;, scrive E., mentre manda la foto di un uomo in un letto di ospedale, coperto solamente da un lenzuolo e attaccato all&#8217;ossigeno. Tutto sembra ormai finito. Due bombe, probabilmente dell&#8217;Isis, hanno messo fine all&#8217;evacuazione dei civili afghani. &#8220;Non sappiamo più cosa fare? Rimaniamo qui o torniamo nei nostri villaggi&#8221;, si chiedono. E nessuno, ora, sa dare una risposta.</p>
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		<title>L&#8217;isolazionismo americano inizia molto prima di Biden e Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lisolazionismo-americano-inizia-molto-prima-di-biden-e-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Aug 2021 11:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-1024x679.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-1536x1019.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-2048x1359.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La precipitosa ritirata degli Stati Uniti dall’Afghanistan, che ha consentito una rapidissima vittoria dei talebani, ricorda a molti la partenza degli ultimi americani da Saigon. Ma, più in generale, pone interrogativi sul neo-isolazionismo statunitense. L’amministrazione Biden non mostra alcun segno di ravvedimento. Il ritiro era considerato &#8220;inevitabile&#8221;, l’esito scontato. Anche il Segretario di Stato Antony &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lisolazionismo-americano-inizia-molto-prima-di-biden-e-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-1024x679.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-1536x1019.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/12865625_large-2048x1359.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La precipitosa ritirata degli <strong>Stati Uniti</strong> dall’<strong>Afghanistan</strong>, che ha consentito una rapidissima vittoria dei <strong>talebani</strong>, ricorda a molti <a href="https://it.insideover.com/guerra/lavanzata-inarrestabile-gli-elicotteri-la-fuga-lafghanistan-come-il-vietnam.html">la partenza degli ultimi americani da Saigon</a>. Ma, più in generale, pone interrogativi sul neo-isolazionismo statunitense. L’amministrazione Biden non mostra alcun segno di ravvedimento. Il ritiro era considerato &#8220;inevitabile&#8221;, l’esito scontato. Anche il Segretario di Stato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/ecco-chi-e-antony-blinken.html"><strong>Antony Blinken</strong></a>, mentre i talebani occupavano il palazzo presidenziale di Kabul, respingeva ogni paragone con Saigon e affermava che tutti gli obiettivi dell’intervento statunitense in Afghanistan fossero stati raggiunti. Se ne deduce che, quel che sta accadendo adesso, sia ormai estraneo agli interessi americani, un atteggiamento tipicamente isolazionista.</p>
<p>L’idea di ritirarsi dall’Afghanistan non nasce dall’amministrazione Biden. I critici di questa decisione hanno buon gioco a puntare il dito sul suo predecessore repubblicano, Donald Trump, perché è lui che a Doha, il 29 febbraio 2020, ha siglato <a href="https://www.state.gov/wp-content/uploads/2020/02/Agreement-For-Bringing-Peace-to-Afghanistan-02.29.20.pdf">gli accordi</a> con i rappresentanti dei talebani, di fatto spianando la strada al ritiro e ponendo fine al lungo conflitto. Gli accordi di Doha, pur non riconoscendo la legittimità dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan (il governo talebano) prevedevano un calendario di negoziati fra quest’ultimo e il governo (riconosciuto) di Kabul e, al contempo, un piano di ritiro graduale di tutto il personale militare e civile statunitense dal Paese.</p>
<p>In cambio, l’Emirato si è impegnato a garantire la sicurezza degli Stati Uniti, dunque a non fornire più le basi a movimenti terroristici internazionali sul suolo afgano. L’amministrazione Trump aveva promesso di porre fine alla lunga guerra in Afghanistan, sin dalla campagna elettorale del 2016, e ha ritardato questa conclusione, di anno in anno, solo a causa del peggioramento delle condizioni militari sul terreno. L’amministrazione Biden non ha fatto altro che seguire l’agenda dettata dagli accordi di Doha, anche se l’ha accelerata. Contrariamente a Trump, infatti, ha ritirato tutto il personale statunitense nonostante l’offensiva talebana fosse in corso e un accordo fra Emirato e governo di Kabul fosse ormai impossibile.</p>
<p>Tuttavia, non è nemmeno attribuibile a Trump il programma di ritiro delle forze statunitensi dall’Afghanistan, ma risale ai tempi dell&#8217;amministrazione di <strong>Barack Obama</strong>. Nel suo primo mandato, il presidente democratico aveva rafforzato il contingente statunitense, ritenendo quello afgano come una “War of Necessity” (guerra per necessità, dunque indispensabile), contrapponendolo a quello iracheno che era una “War of Choice” (guerra per scelta, meno indispensabile). Obama ha puntualmente ritirato le truppe combattenti Usa dall’Iraq entro il dicembre 2011, come aveva promesso nella sua campagna elettorale del 2008. Però aveva, al contempo, rafforzato il contingente statunitense in Afghanistan, ottenendo anche una maggior partecipazione della Nato.</p>
<p>Nel febbraio 2009, primo anno di Obama, gli Usa inviarono un contingente di 17mila uomini nel Paese asiatico, che si sommarono ai 32mila già schierati. Gli screzi fra comando militare e amministrazione, però, iniziavano già allora. Il generale McChrystal, per aver criticato pubblicamente, in un’intervista su <em>Rolling Stone</em>, la riluttanza di una parte dell’amministrazione a intraprendere una vera escalation, venne rimosso dal comando e sostituito da <strong>David Petraeus</strong>, eroe della guerra in Iraq. McChrystal accusava soprattutto l’allora vicepresidente Joe Biden di essere apertamente contrario alla prosecuzione dell’intervento americano in Afghanistan. Il 2 maggio 2011, <strong>Osama bin Laden</strong> venne ucciso da una squadra di Navy Seals ad Abbottabad: in Pakistan, non in Afghanistan.</p>
<p>La caccia allo “<strong>sceicco del terrore</strong>” e la guerra contro Al Qaeda erano gli obiettivi principali dell’intervento in Afghanistan. Il fatto che l’obiettivo principale fosse stato raggiunto con un raid in Pakistan diede forza alla corrente dell’amministrazione favorevole al ritiro dall’Afghanistan. Un mese dopo, l’allora Segretario alla Difesa <strong>Robert Gates</strong> (un ex direttore della Cia) rivelò per la prima volta alla stampa che erano in corso dei primi contatti segreti “di riconciliazione” con rappresentanti dei talebani. Fu un chiaro segnale di disimpegno americano nella regione.</p>
<p>Il 22 giugno 2011, nemmeno due mesi dopo l’uccisione di bin Laden, Obama annunciò il ritiro dall’Afghanistan: la forza combattente si sarebbe dovuta ridurre di nuovo a 30mila uomini entro un anno e a zero entro il 2014. Da allora il destino della missione fu segnato. Anche i contingenti alleati, inclusi quelli della <strong>Nato</strong>, entrarono nell’ordine di idee di andarsene non appena concluso il lavoro di addestramento di un esercito locale. Tuttavia, nonostante i tentativi di colloqui di &#8220;riconciliazione&#8221; con i talebani, la guerriglia jihadista riprese forza subito dopo il primo annuncio di ritiro statunitense. Così la data finale venne posticipata dal 2014 al 2016, perché gli Usa non intendevano lasciare il Paese nelle mani dei talebani, facendo apparire il loro disimpegno come una sconfitta. Alla fine, sempre a causa dell’escalation della guerriglia talebana, le truppe non tornarono a casa neppure per la fine del 2016. Nella sua campagna elettorale, Trump ebbe buon gioco a promettere di fare quel che Obama aveva solo annunciato.</p>
<p>La fine della lunghissima “War of Necessity”, ampiamente prevedibile sin dall’estate del 2011, non è un caso isolato. La tendenza americana, a ritirare la propria presenza militare, riguarda tutti i teatri di conflitto e potenziale conflitto. Dalla fine della <strong>Guerra Fredda</strong> ad oggi, la presenza militare statunitense in Europa è passata dai 320mila uomini del 1991 ai 64mila odierni. Era nelle intenzioni di Obama, nel 2013, ridurre ulteriormente il contingente nel Vecchio Continente a soli 35mila uomini, ma lo scoppio della <strong>guerra in Ucraina</strong> (dunque la richiesta di maggior protezione da parte, soprattutto, dei Paesi Baltici e della Polonia) lo ha indotto a moderare il suo piano di disimpegno. Anche nel Pacifico settentrionale, altro principale teatro di potenziale conflitto, la presenza Usa è ora ridotta a 80mila uomini in tutto, di cui 55mila in Giappone e 26mila in Corea del Sud. Alla fine della Guerra Fredda erano 40mila nella sola Corea del Sud e sono stati costantemente ridotti, anno dopo anno.</p>
<p>La tendenza statunitense a ritirarsi dal mondo è evidente anche nella politica estera. Sebbene sia ora ricordato come un “falco” interventista per aver iniziato i conflitti in Afghanistan (2001) e in Iraq (due anni dopo), George W. Bush venne votato dalla maggioranza degli americani nel 2000 come <strong>candidato isolazionista</strong>. Gli Usa erano appena intervenuti due volte nei Balcani, sotto l’amministrazione Clinton (1995 e 1999) e non avevano più alcuna intenzione di farsi coinvolgere in guerre all’estero. La politica estera di Bush dovette cambiare drasticamente a causa degli attacchi a New York e Washington dell’<strong>11 settembre 2001</strong>.</p>
<p>Obama vinse nel 2008 dietro la promessa di ritirare le truppe americane dall’Iraq. E diede da subito chiari segni di non volersi impegnare in altri conflitti all’estero. In <strong>Libia</strong>, il 19 marzo 2011, l’intervento militare contro Gheddafi fu iniziato dalla Francia. Il lancio di missili Tomahawk della marina americana, che, dalla Guerra del Golfo del 1991, marcava l’inizio delle operazioni internazionali, fu lanciato ore dopo, come secondo colpo. Nel corso della lunga campagna aerea in Libia che ne seguì, gli Usa mantennero una posizione di “leading from behind”, concettualmente un ruolo di guida, ma da una posizione defilata. Due anni dopo, nel 2013, Obama non intervenne nella <strong>guerra civile di Siria</strong> neppure dopo la denuncia dell’uso di armi chimiche da parte del regime di Damasco. Al di là della veridicità di queste accuse, tuttora disputate, l’amministrazione Obama aveva promesso un intervento nel caso si fosse passata la “linea rossa” (morale) dell’uso delle armi di distruzione di massa. E non rispettò l’impegno. L’amministrazione successiva, quella di Donald Trump, fu la prima, dai tempi di Carter (1976-1980) a non iniziare nuovi interventi americani all’estero.</p>
<p>L’evacuazione, in elicottero, del personale statunitense dall’ambasciata di Kabul e le dichiarazioni di Blinken sugli “obiettivi raggiunti”, dunque, possono sbalordire, ma non stupire. Sono il culmine di una politica di disimpegno di lungo periodo che ora sta giungendo alle sue logiche, estreme, conclusioni.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; La guerra alle porte di Kabul</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-guerra-alle-porte-di-kabul</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 08:47:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="854" height="481" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/copertina-InsideOver2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/copertina-InsideOver2.jpg 854w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/copertina-InsideOver2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/copertina-InsideOver2-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/copertina-InsideOver2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 854px) 100vw, 854px" /></p>
<p>Mentre l'Afghanistan si prepara al voto, continua l'offensiva per arginare l'avanzata dei talebani.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="854" height="481" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/copertina-InsideOver2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/copertina-InsideOver2.jpg 854w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/copertina-InsideOver2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/copertina-InsideOver2-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/copertina-InsideOver2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 854px) 100vw, 854px" /></p><p>Mentre l&#8217;Afghanistan si prepara al voto, continua l&#8217;offensiva per arginare l&#8217;avanzata dei talebani.</p>
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		<title>Afghanistan, si apre il dialogo tra il governo e i talebani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/afghanistan-aperta-la-via-del-dialogo-kabul-talebani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 09:55:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
		<category><![CDATA[Mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8780969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8780969.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8780969-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8780969-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8780969-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kabul è pronta ad aprire una via di dialogo senza dettare alcuna condizione preliminare con gli insorti talebani. L&#8217;obiettivo è quello di negoziare la pace nel paese e di redigere una nuova costituzione. Sarebbero queste le intenzioni di Kabul secondo quanto riferito da un alto funzionario del governo a seguito di una conferenza di pace tenutasi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/afghanistan-aperta-la-via-del-dialogo-kabul-talebani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8780969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8780969.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8780969-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8780969-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8780969-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Kabul è pronta ad aprire una via di dialogo senza dettare alcuna condizione preliminare con gli insorti talebani. L&#8217;obiettivo è quello di<strong> negoziare la pace</strong> nel paese e di redigere una <strong>nuova costituzione</strong>.</p>
<p>Sarebbero queste le intenzioni di Kabul secondo quanto riferito da un alto funzionario del governo a seguito di una conferenza di pace tenutasi a <strong>Mosca</strong>. Il governo afghano non imporrà alcuna condizione preliminare questa volta, per intavolare i colloqui diretti che negozieranno la pace con i talebani. Ha riportare la notizia rilasciata dal portavoce per <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.hpc.org.af/english/index.php">l&#8217;Alto Consiglio di Pace</a> del paese,<strong> Ehsan Taheri</strong>, è stata l&#8217;agenzia d&#8217;informazione russa <em>RIA Novosti</em>, che ha <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.rt.com/news/445600-kabul-ready-to-dialogue-taliban/?fbclid=IwAR3MxBj-gKi1AFp1QIQirVv4USbFc-RXVNIMJc_GA-AgX7MwUV5lNjeQ9O8">intervistato </a>il portavoce a margine della conferenza tenutasi nella capitale della Federazione Russa.</p>

<p>In precedenza Kabul aveva sempre preteso che il movimento degli insorti &#8211; il cui governo è stato rovesciato nel 2001 dall&#8217;invasione statunitense &#8211; <strong>deponesse le armi e rispettasse la costituzione</strong>, ma dopo anni di conflitto senza una vittoria totalizzante il governo centrale, che ha ricominciato a perdere il controllo, a poco a poco, dei distratti rurali, sembra aver rinunciato a questa pretesa. &#8220;Al giorno d&#8217;oggi, noi [il governo e l&#8217;Alto Consiglio per la Pace] dichiariamo che non ci sono riserve da parte nostre per iniziare dei nuovi colloqui&#8221;, ha detto il portavoce Taheri.</p>
<p>Istituito nel 2010 dall&#8217;allora presidente<strong> Hamid Karzai</strong>, l&#8217;Alto Consiglio per la Pace è un organismo incaricato di negoziare con i talebani; che dopo l&#8217;invasione e l&#8217;occupazione militare degli Stati Uniti e del Regno Unito, che permisero l&#8217;insediamento del governo moderato di Karzai oggi passato sotto la leadership del presidente <b>Ashraf Ghani</b>, si ritirarono mano a mano nei distretti rurali, non perdendo mai il controllo di larghe aeree del paese.<b> </b></p>
<p>Questi negoziati di pace estremamente attesi potrebbero iniziare nel giro di un anno. C&#8217;è &#8220;un crescente desiderio&#8221; tra i comandanti talebani di impegnarsi nei <strong>colloqui</strong> <strong>senza intermediari</strong>, secondo quanto dichiarato dal funzionario; pertanto Kabul è aperta a discutere &#8220;qualsiasi questione cruciale per il futuro dell&#8217;Afghanistan&#8221; con gli esponenti delle milizie talebane, per scoprire se ci siano i presupposti adeguati a raggiungere la tanta agognata pace.</p>

<p>I colloqui comprenderebbero un confronto per redigere inoltre una nuova costituzione. Non ci sarebbero &#8220;problemi&#8221;, né per il governo, né per i talebani, nel discutere di una nuova costituzione che comprenderebbe una serie di modifiche importati che consentirebbero di includere disposizione per apportare emendamenti &#8211; si pensi al già citato caso delle norme che regolano in maniera incompleta lo sfruttamento e la cessione delle <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/non-ce-solo-oppio-afghanistan-anche-minerali-rari-contesi/">terre rare e dei giacimenti di metalli preziosi</a>.</p>
<p>Secondo le inaspettate informazioni riportate da Mosca dunque, ora starebbe solo ai talebani rispondere a questa <strong>enorme apertura</strong> negoziale dei funzionari di Kabul, ha osservato Taheri. Il movimento talebano ha sempre rifiutato le offerte di negoziare avanzate dal governo di Kabul, ritenendo i presidenti del governo centrale dei &#8220;burattini&#8221; degli Stati Uniti che avrebbero condotto per procura ogni genere di trattativa. L&#8217;invio di alcuni emissari per incontrare i funzionari del governo afghano a Mosca all&#8217;inizio di novembre ha aperto però una <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/stati-uniti-talebani-mosca/">&#8220;seconda via&#8221;</a>, che sta preoccupando non poco il <strong>blocco occidentale</strong> che perderebbe così una guerra non solo sul terreno, ma anche in campo diplomatico.</p>
<p>I colloqui a Mosca hanno segnano per la prima volta l&#8217;inatteso ritorno degli emissari talebani nella scena pubblica del confronto internazionale. Evento che non si verifica dal rovesciamento del potere da loro ottenuto nel 1996; poi rovesciato in seguito dell&#8217;invasione militare del 2001. L&#8217;incontro mediato dai diplomatici russi ha contribuito a spianare la strada per un futuro dialogo tra Kabul e gli insorti che sembra aver portato a degli <strong>sviluppi</strong>.</p>

<p>&#8220;L&#8217;atmosfera è stata molto amichevole alla fine della conferenza&#8221;, ha dichiarato all&#8217;agenzia d&#8217;informazione russa il portavoce Taheri. Che ha descritto come &#8220;a suo agio&#8221; la delegazione di Kabul, seduta di fronte ai funzionari talebani che rappresentano a ogni modo una milizia armata che in questi mesi sta travolgendo le forze governative, uccidendo oltre 1000 soldati regolari al mese. Negli ultimi mesi i talebani avrebbero inviato altre delegazioni ufficiali nel vicino<strong> Uzbekistan</strong>, intavolando colloqui anche con diplomatici statunitensi in <strong>Qatar</strong>, dove l&#8217;ala politica dei militanti ha un ufficio di collegamento non ufficiale che intrattiene rapporti con gli emissari del blocco occidentale; che ora subiscono una doppia pressione nell&#8217;ambito di quel confronto senza fine che si è dimostrato essere l&#8217;Afghanistan.</p>
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		<title>Kabul nel mirino dei talebani: attacco kamikaze ai contractor</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/kabul-nel-mirino-dei-talebani-attacco-kamikaze-ai-contractor.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 21:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>I talebani continuano a sferrare attacchi kamikaze a Kabul: l&#8217;ultimo, in cui ha perso la vita un cittadino britannico, era rivolto ad una compagnia di sicurezza britannica come ritorsione nei confronti di un raid aereo statunitense. Gli insorti, che hanno definito questo ennesimo attacco una &#8220;rappresaglia&#8221;, non rinunciano a questa strategia del terrore per infliggere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/kabul-nel-mirino-dei-talebani-attacco-kamikaze-ai-contractor.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8873611-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>I talebani continuano a sferrare attacchi<strong> kamikaze</strong> a Kabul: l&#8217;ultimo, in cui ha perso la vita un cittadino britannico, era rivolto ad una compagnia di sicurezza britannica come ritorsione nei confronti di un raid aereo statunitense. Gli insorti, che hanno definito questo ennesimo attacco una &#8220;rappresaglia&#8221;, non rinunciano a questa strategia del terrore per infliggere duri colpi alla capitale del paese governata dal presidente <strong>Ashraf Ghani </strong>, che è ritenuto dai talebani un &#8220;burattino occidentale&#8221;.</p>

<p>L&#8217;attentato suicida lanciato ieri dai talebani ha ucciso cinque membri del G4S Risk Management Group, una società britannica che opera nel settore sicurezza. Charlie Burdridge, direttore operativo della società, ha comunicato che nell&#8217;attacco messo a segno con un <strong>camion-bomba</strong> imbottito di esplosivo sono rimasti feriti altri 32 dipendenti. Secondo le autorità afghane una sesta persona avrebbe perso la vita. Tutti gli assalitori hanno perso la vita nell&#8217;assalto.</p>
<p>Il camion imbottito di esplosivo guidato da un kamikaze si scagliato contro i cancelli di uno compound della società provocando una forte esplosione. In seguito un violento scontro a fuoco ha visto fronteggiassi per oltre un&#8217;ora le forze di sicurezza afghane e un gruppo di insorti talebani armati di granate e armi automatiche. I talebani hanno immediatamente rivendicato l&#8217;azione, dichiarando che l&#8217;attacco suicida è stato una rappresaglia per vendicare un<strong> raid aereo americano</strong> lanciato nella provincia meridionale di Helmand in cui alcune ore prima erano morte 30 persone.</p>

<p>L&#8217;esplosione, che ha scosso la zona est della città, ha generato un enorme cratere e ha fatto saltare le finestre negli edifici circostanti. Il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha rilasciato un messaggio che dichiara che sono stati uccisi 10 stranieri, ma l&#8217;informazione non è stata confermata né dalle fonti afgane né dall&#8217;agenzia britannica.</p>
<p>Secondo quanto riportato anche dai funzionari locali afgani, la maggior parte delle vittime del raid aereo di Helmand sarebbero state civili &#8211; tra i quali ci sarebbero state anche donne e bambini. Il supporto aereo americano, che secondo funzionari del Pentagono avrebbero colpito una casa nella valle del fiume Helmand, <strong>roccaforte talebana</strong>, è stato rischiato dalle <strong>forze speciali</strong> afgane impegnate in un&#8217;operazione nella quale erano coinvolti alcuni <strong>consulenti statunitensi</strong>. &#8220;Al momento dello strike, la forza di terra [ che ha illuminato o sengnalato l&#8217;obiettivo ] non era a conoscenza di alcun civile all&#8217;interno o intorno al complesso; sapevano solo che i talebani stavano usando l&#8217;edificio come una postazione di combattimento &#8221; ha dichiarato un portavoce del Pentagono.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/stati-uniti-talebani-mosca/" target="_blank" rel="noopener"></a></p>
<p>Quello di ieri è sono l&#8217;ultimo di una numerosa serie di brutali <strong>assalti talebani che quotidianamente scuotono tutto il Paese</strong>, non solo le regioni rurali o la capitale sotto il controllo occidentale. I talebani vedono il governo appoggiato dagli Stati Uniti a Kabul come un burattino asservito con il quale non si può e non si deve negoziare. Gli sforzi per garantire la sicurezza e la pace in questo paese devastato dalla guerra mossi dagli attori internazionali sembrano essere a tuttora inconcludenti invece.</p>
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