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Guerra

REPORTAGE | Lasciati indietro

La “soldato Jane” - non possiamo fare il nome per motivi di sicurezza - che avevamo incontrato a Kabul tra gli zombie dell’Afghanistan talebano è riuscita a passare il confine ed è finalmente salva. La sua, però, è una eccezione.Sono ancora centinaia gli afghani che hanno collaborato con gli italiani durante questi vent’anni di guerra e che ora vivono sotto il regime dei talebani.Reportage di Fausto Biloslavo

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REPORTAGE | Embedded con i talebani

«Zanda bad Emirate islami», lunga vita all'Emirato islamico, urlano i talebani in tenuta da combattimento che hanno conquistato l'Afghanistan. Non è facile andare «embedded» con i nuovi padroni del paese, ma una volta accettati si mettono addirittura in posa per farsi scattare una fotografia. «Sono nato talebano» esordisce il comandante maulawi Mohammed Sharif Amadi. A 46 anni combatte con i seguaci di mullah Omar fin dal primo emirato islamico. Barbone nero come la pece e turbante dello stesso colore è orfano di guerra. «Mio padre ha imbracciato le armi nella jihad degli anni Ottanta, ma è stato ucciso dai russi» racconta Amadi. E aggiunge «tutta la famiglia è talebana. Sono orgoglioso di essere il primo ad avere raccolto il testimone combattendo contro gli americani».

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REPORTAGE | Kabul, le proteste contro i talebani

La sparatoria infuocata e le botte che disperdono il corteo di uomini e donne coraggiosi che manifestano contro il nuovo Emirato e per la democrazia non è la fine, ma l'inizio di una disavventura nelle mani dei talebani. Sapevo bene come andava a finire e non potevo tagliare la corda, ma dovevo filmare le fucilate dei talebani. Durante gli spari un miliziano dell'Amyati mili, le forze di sicurezza del nuovo Emirato equipaggiate come gli americani, si avventa sul mio telefonino, che ha filmato tutto. La lotta è furiosa, ma non mollo la presa e mi lancio in mezzo alle donne terrorizzate e accovacciate a terra perché so che non mi correrà dietro in mezzo a decine di afghane velate e urlanti per la paura.

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Le lacrime di Kabul

I volti di Moahammad, Hassan e Said scompaiono nella folla che riempie l’aeroporto di Kabul. Le loro storie si perdono, mischiandosi a quelle di tanti altri. C’è chi ce l’ha fatta e ora si trova all’interno del gate, con un...

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