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	<title>Jihadismo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Jihadismo Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Gli islamisti ora puntano il Burkina Faso</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-islamisti-ora-puntano-il-burkina-faso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 12:48:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo gli assalti del Jnim in Mali, il generale Traorè teme uno sfondamento degli islamisti anche all'interno del proprio Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-islamisti-ora-puntano-il-burkina-faso.html">Gli islamisti ora puntano il Burkina Faso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712175012438_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non esiste forse una regione africana interdipendente e in qualche modo &#8220;integrata&#8221; come quella del <strong>Sahel</strong>. Affinità linguistiche, etniche e culturali rendono soprattutto tre Paesi, ossia <strong>Mali, Burkina Faso</strong> e <strong>Niger</strong>, profondamente legati. Si tratta di nazioni francofone, le quali condividono un comune spazio geografico, una popolazione a maggioranza musulmana e una variegata composizione etnica comprendente componenti subsahariane e tuareg. <strong>È per questo che, nel bene e nel male, i tre Paesi condividono spesso un comune destino</strong>. Non è un caso che proprio qui che è nata l&#8217;<strong>Aes</strong>, l&#8217;Alleanza degli Stati del Sahel, comprendente i tre governi in questione. Governi peraltro retti da <strong>giunte militari animate dalla stessa linea politica anti francese e anti coloniale</strong>. Ma non è nemmeno un caso che proprio qui <strong>il terrorismo jihadista si sia mosso in modo tanto coordinato quanto unitario</strong>. Per questo,<a href="https://it.insideover.com/guerra/assalto-a-goita.html"> dopo l&#8217;assalto contro Bamako da parte del Jnim</a>, ossia la filiale qaedista del Sahel, anche il Burkina Faso inizia a temere per la tenuta della propria giunta guidata dal generale<strong> Ibrahim Traorè. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Una difficile situazione di partenza</h2>



<p> Esattamente come nel Mali, anche in Burkina Faso il governo ha un controllo del territorio piuttosto risicato. Con l&#8217;intensificarsi delle azioni del Jnim e dell&#8217;Isis nel corso degli anni,<strong> oggi l&#8217;esercito regolare burkinabé controlla grossomodo il 50% del Paese</strong> e poco più. Il nord è in gran parte in mano ai qaedisti, mentre lo Stato Islamico è ramificato nell&#8217;area dei tre confini con Mali e Niger. <strong>Una situazione che perdura da almeno un decennio,</strong> da quando cioè i gruppi ricollegabili all&#8217;islamismo nel Sahel hanno iniziato a imperversare nel Paese dopo aver preso possesso di vate aree in Mali. Esattamente come nel Paese confinante, le cause principali della diffusione dei gruppi jihadisti vanno ricercate in primis nella<strong> debolezza dello Stato</strong>. La presenza di &#8220;zone grigie&#8221; e di territori senza un reale controllo da parte delle istituzioni centrali, ha favorito l&#8217;emersione di gruppi fondamentalisti e non ha permesso una rapida repressione del fenomeno. </p>



<p>Le fazioni jihadiste sono così anche riuscite a mettere le mani sulle<strong> varie rotte del contrabbando</strong> che corrono in tutto il Sahel. Da qui, sia verso il Sahara e l&#8217;Europa che verso l&#8217;Africa atlantica, passa di tutto: droga, armi e purtroppo anche esseri umani. I fondamentalisti, seguendo nuovamente la stessa dinamica vista in Mali, hanno potuto autofinanziarsi ed espandersi. <strong>La debolezza dell&#8217;economia locale ha fatto il resto</strong>: la povertà estrema a cui migliaia di persone sono costrette nelle lande più remote del Burkina Faso, ha facilitato l&#8217;opera di proselitismo dei combattenti jihadisti. I due golpe che nel 2022 hanno portato al potere Ibrahim Traorè sono figli di questo contesto, con il generale che ha promesso uno Stato più forte e una lotta incisiva alle fazioni più estremiste. La situazione però, da allora, non è migliorata. Al contrario, nel Paese il Jnim è oggi molto più forte e radicato che mai.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I timori di Traorè</h2>



<p>L&#8217;attuale leader burkinabè è ben consapevole che <strong>ciò che accade in Mali, subito dopo è destinato a ripetersi nel suo Paese</strong>. Del resto, il suo colpo di Stato ha seguito di appena un anno quello che nel 2021 ha portato al governo il generale <strong>Assimi Goita</strong> a Bamako. L&#8217;assalto islamista iniziato il 25 aprile in diverse regioni maliane, potrebbe ora avere una replica anche in Burkina Faso. Non si tratta soltanto della più generica &#8220;influenza reciproca&#8221; tra i Paesi del Sahel, ma anche di una precisa linea del Jnim. <strong>Il gruppo non fa molte distinzioni tra cellula maliana e cellula burkinabè</strong>, lavorando per la costituzione di un califfato interno all&#8217;intera regione. Posizione quest&#8217;ultima leggermente mitigata dagli ultimi proclami in Mali dove,<a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/mali-cosi-gli-islamisti-puntano-al-processo-di-normalizzazione.html"> nel tentativo di farsi accettare dalla popolazione e di ricostruirsi un&#8217;immagine di gruppo di governo</a>, membri del Jnim hanno iniziato a usare toni più nazionalistici. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">🚨🇧🇫Burkina Faso : une position de l’armée a été prise dimanche soir par le JNIM dans le village de Niania, dans la région de Fada N’Gourma. <a href="https://t.co/YNsC8IQnc7">pic.twitter.com/YNsC8IQnc7</a></p>&mdash; LSI AFRICA (@lsiafrica) <a href="https://twitter.com/lsiafrica/status/2051280572274582008?ref_src=twsrc%5Etfw">May 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ad ogni modo,<strong> i qaedisti hanno sempre attaccato all&#8217;unisono e hanno sempre usato le strategie attuate nel Mali anche in Burkina Faso</strong>. I combattenti islamisti non hanno perso molto tempo nel non smentire i timori di Traorè. Il 4 maggio scorso ad esempio, un attacco contro postazioni dell&#8217;esercito nella località di <strong>Niania</strong> ha comportato la morte di dieci soldati. I miliziani hanno inoltre sequestrato armi e moto usate dall&#8217;esercito, oltre che aver saccheggiato e distrutto la base. Altre incursioni sono state registrate in altre aree del Paese, di alcune sono arrivate solo notizie frammentarie. Una situazione tesa, ma che potrebbe diventare ancora più problematica nelle prossime settimane. Diversi analisti danno per certo l&#8217;aumento della pressione jihadista, nel tentativo di destabilizzare definitivamente il regime di Traorè. La capitale <strong>Ouagadougou</strong> sembra per adesso al sicuro, ma per strada diversi testimoni hanno notato l&#8217;aumento della presenza di militari. Da qui in avanti, molto probabilmente, <strong>ogni precauzione non sembrerà mai troppa. </strong></p>
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		<title>Il Sahel oggi come la Siria ieri: si va allo scontro tra Isis e Al Qaeda</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-sahel-oggi-come-la-siria-ieri-si-va-allo-scontro-tra-isis-e-al-qaeda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 01:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226155213172_d0999613db361636ebf58d1d1d055e69.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226155213172_d0999613db361636ebf58d1d1d055e69.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226155213172_d0999613db361636ebf58d1d1d055e69-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226155213172_d0999613db361636ebf58d1d1d055e69-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226155213172_d0999613db361636ebf58d1d1d055e69-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226155213172_d0999613db361636ebf58d1d1d055e69-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260226155213172_d0999613db361636ebf58d1d1d055e69-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I due principali gruppi jihadisti, tramite le proprie sigle locali, sono entrati in conflitto per il controllo di interi territori nel Sahel.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-sahel-oggi-come-la-siria-ieri-si-va-allo-scontro-tra-isis-e-al-qaeda.html">Il Sahel oggi come la Siria ieri: si va allo scontro tra Isis e Al Qaeda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Così come accaduto in Siria alcuni anni fa, <strong>anche in Africa si va verso lo scontro tutto interno al mondo islamista tra Isis e Al Qaeda</strong>. Tra le due sigle, cioè, che più hanno tragicamente rappresentato negli ultimi decenni la galassia jihadista,<strong> capaci nel Sahel di conquistare il controllo di ampie fette di territorio</strong>. Ed è proprio sul controllo del terreno che sono nate le prime dispute, adesso sempre più proiettate a trasformarsi <strong>in veri e propri confronti armati</strong>. A rompere definitivamente gli equilibri è stato uno dei principali leader terroristici della regione: <strong>Saa&#8217;d</strong>, così com&#8217;è conosciuto con il suo nome da battaglia,<a href="https://x.com/BrantPhilip_/status/2026608772685132148"> ha infatti annunciato la propria defezione da Al Qaeda ed è contestualmente passato tra le fila dell&#8217;Isis. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Jnim contro Isgs</h2>



<p>Per la verità, le sigle con cui le due principali organizzazioni terroristiche sono conosciute in Africa hanno svariate declinazioni. L&#8217;Isis ad esempio, a seconda della regione di riferimento, può diventare <strong>Isgs</strong> (Stato Islamico del Grande Sahara) oppure <strong>Iswap</strong> (Stato Islamico dell&#8217;Africa Occidentale). Al Qaeda invece, nella regione subsahariana è più nota con la sigla <strong>Jnim</strong>. Si tratta dell&#8217;acronimo d<em>i Jamaʿat Nusrat al Islam wa muslimin</em>, ossia &#8220;Fronte dell&#8217;Appoggio all&#8217;Islam e ai Musulmani&#8221;. Il gruppo è nato dalla fusione delle varie milizie islamiste che hanno avviato <strong>la guerra civile nel Nord del Mali nel 2012</strong>, lì dove erano riuscite a costruire un vero e proprio califfato.</p>



<p>Dal Mali poi, la guerriglia jihadista si è spostata rapidamente circa un decennio fa in <strong>Burkina Faso</strong>. Fino a raggiungere, in tempi più recenti, anche il <strong>Niger</strong>. I tre Paesi del Sahel, tutti e tre governati da giunte militari che progressivamente dal 2020 al 2023 hanno preso il potere, sono preda della violenza jihadista. La quale non si manifesta solo con gli attentati, <strong>ma anche con il controllo e l&#8217;amministrazione del territorio.</strong> Si calcola che oltre il 50% del Mali e del Burkina Faso siano oramai fuori dal controllo statale, minore ma comunque importante è la percentuale che riguarda il Niger. <strong>Il Jnim ha sempre rappresentato il gruppo più influente, ma adesso qualcosa sta cambiando</strong>. L&#8217;Isgs vorrebbe costituire qui uno <strong>Stato Islamico </strong>simile al modello visto in Siria e in Iraq tra il 2014 e il 2019. Ed è quindi intenzionata a lanciare uno scontro a tutto campo contro il Jnim. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/BurkinaFaso?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#BurkinaFaso</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Jnim?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Jnim</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Isgs?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Isgs</a> Importante defezione nelle file di Jnin. Uno dei leader del movimento nella zona del burkina faso, Saa&#39;d, sarebbe passato con tutti i suoi effettivi dalla parte di ISGS. Il che fa presagire un&#39;espansione del controllo del califfato a spese di Jnim in… <a href="https://t.co/8vOo32x0f2">pic.twitter.com/8vOo32x0f2</a></p>&mdash; Majakovsk (@Majakovsk73) <a href="https://twitter.com/Majakovsk73/status/2021281571131523436?ref_src=twsrc%5Etfw">February 10, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le defezioni e gli scontri armati</h2>



<p>Saa&#8217;d, come detto in precedenza, ha sparigliato le carte. In un comunicato diffuso sui canali web dell&#8217;Isis, il terrorista ha dichiarato di essere stato deluso dal Jnim. Secondo il leader jihadista, il gruppo affiliato ad Al Qaeda non applicherebbe in modo così rigido la <strong>sharia</strong> e avrebbe portato avanti <strong>tecniche militari non condivise. </strong>Con il suo passaggio all&#8217;Isgs, la sigla più vicina all&#8217;Isis adesso ha guadagnato non poco terreno. Soprattutto in Burkina Faso, principale &#8220;feudo&#8221; di Saa&#8217;d. Qui ora lo Stato Islamico controlla buona parte della cosiddetta &#8220;<strong>area dei tre confini</strong>&#8220;, una zona cioè dove convergono i confini di Burkina Faso, Mali e Niger. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Jama’at Nusrat al-Islam wa al-Muslimin (<a href="https://twitter.com/hashtag/JNIM?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#JNIM</a>) Militants Kill 50 Burkinabe Soldiers in a Large-Scale Armed Assault in <a href="https://twitter.com/hashtag/Tandjari?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Tandjari</a>, <a href="https://twitter.com/hashtag/Gourma?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Gourma</a> Province, <a href="https://twitter.com/hashtag/Burkina?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Burkina</a> Faso <a href="https://t.co/lqxRxwqdhl">https://t.co/lqxRxwqdhl</a> <a href="https://t.co/1jRqEsxhpS">pic.twitter.com/1jRqEsxhpS</a></p>&mdash; TRACTerrorism (@TracTerrorism) <a href="https://twitter.com/TracTerrorism/status/2023824775974703151?ref_src=twsrc%5Etfw">February 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il Jnim però non è rimasto a guardare. Non solo i propri combattenti hanno agito contro l&#8217;Isgs, prendendo di mira le aree dove è forte il radicamento dei combattenti vicini a Saa&#8217;d, <strong>ma ha anche intensificato le azioni contro il governo</strong>. Il 15 febbraio scorso, così come reso noto da diversi media locali, miliziani Jnim hanno ucciso in un&#8217;imboscata oltre 50 soldati burkinabé a <strong>Tandjari</strong>. Segno di come il gruppo abbia oramai alzato il tiro nei confronti di ogni presenza statale. Un modo, tra le altre cose, per dimostrare all&#8217;Isgs la propria forza.</p>
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		<title>Così il terrorismo dilaga nel Sahel (e non solo)</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/cosi-il-terrorismo-dilaga-nel-sahel-e-non-solo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Aug 2025 07:12:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/mali.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mali" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/mali.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/mali-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/mali-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/mali-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Mali, Burkina Faso, Niger, ma adesso anche Benin e Ghana: il terrorismo nel Sahel si sta espandendo a macchia d'olio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/mali.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mali" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/mali.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/mali-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/mali-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/mali-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La situazione, sul fronte del terrorismo, appare preoccupante nel Sahel da almeno un decennio. Dal quando cioè, nel pieno della <strong>guerra civile nel nord del Mali scoppiata nel 2012</strong>, sono emersi i primi califfati islamisti. Le difficoltà dei Paesi in questione di<strong> controllare il territorio</strong>, la <strong>povertà</strong> in grado di facilitare i reclutamenti da parte delle organizzazioni islamiste, al pari dell&#8217;<strong>instabilità</strong> che oramai regna sovrana in tutta la regione, stanno favorendo una diffusione capillare delle attività terroristiche. E adesso il vaso jihadista sta rischiando di tracimare, coinvolgendo anche gli Stati costieri che si affacciano sul Golfo di Guinea. <strong>A partire dal Benin e dal Ghana. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Mali e Burkina Faso, due Paesi sotto scacco </h2>



<p>Il primo fronte di instabilità riguarda anche il primo Paese che ha fatto i conti con la minaccia jihadista, <strong>ossia il Mali.</strong> Qui, tra il 2020 e il 2021, sono andati in porto due colpi di Stato che hanno consolidato la figura del generale <strong>Assimi Goita</strong>, il primo dei militari a guidare una forte retorica anti francese e anti occidentale nella regione. Goita ha progressivamente spostato la sua politica lontana da Parigi, tagliando fuori dal Paese i soldati transalpini arrivati con l&#8217;<strong>operazione Barkhané </strong>inaugurata nel 2013. L&#8217;insuccesso di quella missione, dovuta anche a strategie francesi giudicate più figlie del colonialismo che della volontà di combattere il terrorismo, ha determinato un forte astio verso la presenza di militari occidentali.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇲🇱 <a href="https://twitter.com/hashtag/Mali?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Mali</a>: Jama&#39;at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM) released a 16 minute video depicting their June attack on the Boulkessi military base near the Burkina Faso border.   <br><br>The assault, based on available reports, was more intense than previous strikes. Heavily fortified… <a href="https://t.co/8O07P4cx5j">pic.twitter.com/8O07P4cx5j</a></p>&mdash; POPULAR FRONT (@PopularFront_) <a href="https://twitter.com/PopularFront_/status/1931702623431749634?ref_src=twsrc%5Etfw">June 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Goita ha quindi scelto di affidarsi alla Russia</strong> e, in particolare, alla Wagner prima e ai conctractors dell&#8217;<strong>Africa Corps</strong> in un secondo momento. I risultati però tardano ad arrivare: <strong>Bamako fatica a recuperare terreno nel nord del Paese</strong> e deve fronteggiare minacce che arrivano anche dalle regioni orientali. Non sono mancati blitz coronati da successo contro le cellule jihadiste, ma al tempo stesso è aumentato il numero di soldati morti a causa delle imboscate nemiche. Non va meglio in<strong> Burkina Faso</strong>, lì dove il generale<strong> Ibrahim Traoré</strong> ha sposato la linea di Goita dopo il suo golpe del 2022. Attualmente però, almeno il 50% del territorio nazionale è fuori dal controllo del suo esercito. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Mali?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Mali</a> / <a href="https://twitter.com/hashtag/Russia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russia</a> 🇲🇱🇷🇺: A new video posted by the <a href="https://twitter.com/hashtag/Russian?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russian</a> &quot;Africa Corps&quot; —which shows the Corps fighting against the &quot;Al-Qaeda&quot; (<a href="https://twitter.com/hashtag/JNIM?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#JNIM</a>) militants.<br><br>One of the Russian fighters was seemingly armed with a rare AK-12(M)  assault rifle fitted with GP-25  Under-barrel Grenade Launcher. <a href="https://t.co/pIL5MNuIve">pic.twitter.com/pIL5MNuIve</a></p>&mdash; War Noir (@war_noir) <a href="https://twitter.com/war_noir/status/1940841550843363353?ref_src=twsrc%5Etfw">July 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La crescita dell&#8217;Iswap e di Jnim</h2>



<p>Il terrorismo nel Sahel ha comunque radici molto profonde. Il proprio nucleo può essere fatto risalire ai tempi della <strong>guerra civile algerina dei primi anni &#8217;90</strong>: anche se Algeri ha sconfitto buona parte delle sigle islamiste, nel profondo deserto algerino sono poi sorti quei gruppi che, approfittando dell&#8217;instabilità del Sahel, hanno iniziato a colpire a sud del Sahara. Oggi sono due le sigle più temute: da un parte c&#8217;è l&#8217;<strong>Iswap</strong>, acronimo inglese che indica lo Stato Islamico dell&#8217;Africa Occidentale, dall&#8217;altra invece c&#8217;è il <strong>Jnim</strong>. Il primo gruppo, come emerge dal nome, è affiliato all&#8217;<strong>Isis</strong>, il secondo invece ad<strong> Al Qaeda. </strong></p>



<p>L&#8217;organizzazione delle due fazioni, caratterizzate  da singole cellule di medie dimensioni, così come le loro nuove strategie, focalizzate non tanto sul controllo del territorio quanto su una lunga scia di assalti, <strong>stanno rendendo Iswap e Jnim sempre più pericolose</strong>. A contribuire alla loro crescita, è anche la capacità legata al controllo dei traffici e del contrabbando tra il Sahel e il Sahara. Circostanza quest&#8217;ultima in grado di rendere i miliziani sempre più potenti economicamente e, soprattutto, sempre più armati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La diffusione del terrorismo in Benin e nel Ghana</h2>



<p>Se già nel 2012 lo spettro di una diffusione dell&#8217;islamismo radicale aveva assunto connotati preoccupanti, oggi la situazione appare ancora più grave per via del dilagare dell&#8217;Iswap al di là dei confini del Sahel. Gli attacchi islamisti, negli ultimi mesi, sono stati registrati anche nel nord del Benin. Qui le regioni settentrionali vivono in uno stato d&#8217;emergenza. Soltanto a gennaio, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosi-l-isis-ha-iniziato-a-dilagare-a-sud-del-sahel.html">nel Paese africano affacciato sul Golfo di Guinea sono morti 28 soldati a causa di diverse imboscate</a>. E altri episodi del genere si sono ripetuti anche negli ultimi mesi, con almeno 70 vittime registrate tra militari e civili.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇧🇯|<a href="https://twitter.com/hashtag/Benin?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Benin</a>: Some alleged footage of the attack earlier today. A settlement can be seen in the background, looks like some soldiers fled into the bush upon being attacked by a sizeable number of militants. <a href="https://t.co/Cm2V18zwcj">https://t.co/Cm2V18zwcj</a> <a href="https://t.co/CgK2bccDXZ">pic.twitter.com/CgK2bccDXZ</a></p>&mdash; Charlie Werb (@WerbCharlie) <a href="https://twitter.com/WerbCharlie/status/1933196067014660376?ref_src=twsrc%5Etfw">June 12, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Il discorso riguarda anche il <strong>Ghana</strong>, Paese fino a oggi immune dal pericolo jihadista. Il governo di Accra nei giorni scorsi, ha predisposto l&#8217;invio di diversi reparti dell&#8217;esercito nel nord del Paese. Secondo le forze di sicurezza ghanesi, Iswap e Jnim si sarebbero oramai infiltrate nelle aree settentrionali: <em>&#8220;I due grandi gruppi terroristici veterani stanno guadagnando terreno </em>&#8211; ha dichiarato a Reuters <strong>Seidik Abba</strong>, presidente dell&#8217;istituto Cires di Parigi &#8211; <em>La minaccia si sta diffondendo geograficamente&#8221;</em>. Il Ghana, secondo uno studio pubblicato dall&#8217;istituto olandese <strong>Clingendael</strong>, ha prima cercato di &#8220;convivere&#8221; con la presenza di terroristi nella speranza di risultare immune agli attacchi. Ma adesso, anche uno dei più importanti Paesi dell&#8217;area rischia di cadere nel vortice jihadista. Con tutte le conseguenze ben immaginabili a livello regionale. </p>
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		<title>L&#8217;Isis a Fiumicino ma il nostro controspionaggio funziona</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/terrorista-arrestato-a-fiumicino-largine-del-controspionaggio-funziona.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 12:52:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;arresto di un membro attivo dell&#8217;Isis a Fiumicino ha riacceso la luce sulla minaccia jihadista che riguarda, da vicino, anche l&#8217;Italia ma anche, se non soprattutto, sull&#8217;efficacia dell&#8217;argine del controspionaggio nazionale in capo agli apparati di sicurezza. L&#8217;apparato di sicurezza costituito dalla Polizia, dai Carabinieri e dal Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis), l&#8217;organo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/terrorista-arrestato-a-fiumicino-largine-del-controspionaggio-funziona.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/terrorista-arrestato-a-fiumicino-largine-del-controspionaggio-funziona.html">L&#8217;Isis a Fiumicino ma il nostro controspionaggio funziona</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409210321980_98b45620f6555f3c57c61d14186ce22f-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>arresto di un membro attivo dell&#8217;Isis</strong> a Fiumicino ha riacceso la luce sulla <strong>minaccia jihadista</strong> che riguarda, da vicino, anche l&#8217;Italia ma anche, se non soprattutto, sull&#8217;efficacia dell&#8217;<strong>argine del controspionaggio</strong> nazionale in capo agli apparati di sicurezza. L&#8217;apparato di sicurezza costituito dalla Polizia, dai Carabinieri e dal <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/come-funziona-lintelligence-italiana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis)</strong>,</a> l&#8217;organo di coordinamento dell&#8217;intelligence, ha negli anni costruito un antemurale sistemico contro le infiltrazioni jihadiste.</p>



<p>L&#8217;Italia non è mai stata esclusa dall&#8217;attenzione degli operatori del terrorismo internazionale. Diversi casi di attentati sventati in fase di progettazione contro obiettivi civili, militari e religiosi hanno contraddistinto una storia d&#8217;indubbio successo che è giunta fino ai giorni nostri. Nel 2023, si legge nella relazione annuale dell&#8217;intelligence al Parlamento, i servizi hanno &#8220;continuato a monitorare l’eventuale arrivo/ transito sul territorio nazionale di<strong> soggetti “a rischio” – per  background, vicende giudiziarie o comunque segnalati in ambito di cooperazione internazionale</strong> per profili di pericolosità – che potrebbero sfruttare anche i canali <strong>migratori clandestini terrestri e marittimi</strong>&#8220;. </p>



<p>L&#8217;arresto a Fiumicino di <strong>Ilkhomi Sayrakhmonzoda,</strong> 32enne tagiko in arrivo da <strong>Eindhoven, in Olanda</strong>, potrebbe rientrare in questa fenomenologia: soggetti radicali che utilizzano l&#8217;Italia come hub per incontri e confronti sull&#8217;operatività di futuri attentati. Nel 2023 &#8220;si è assistito al proliferare di segnalazioni relative a possibili progettualità ostili in Europa a opera di giovani internauti, perlopiù sostenitori dell&#8217;Isis facenti<br>parte di network virtuali e intenzionati a compiere attentati nei Paesi di residenza&#8221;,<a href="https://www.sicurezzanazionale.gov.it/data/cms/posts/933/attachments/711cf87b-1a38-4864-975a-e253a67cbdba/download?view=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> notava il Dis.</a></p>



<p>Dopo gli <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-svolta-globale-dellisis-k-ci-mostra-che-non-bisogna-scordarsi-dellafghanistan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attentati di Kerman in Iran e di Mosca</a></strong> compiuti tra gennaio e marzo la ripresa di quota di Isis-K, la branca centroasiatica dello Stato Islamico, ha contribuito ad alzare nuovamente il livello d&#8217;allerta. Nella giornata di martedì 9 aprile <strong>lo Stato Islamico ha <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2024/04/09/news/isis_minacce_attacchi_stadi_champions_spagna-422451055/?ref=RHLF-BG-P3-S1-T1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">minacciato Madrid, Londra e Parigi</a></strong> nei giorni in cui nelle tre città si svolgerà l&#8217;andata dei quarti di finale di Champions League. <strong>L&#8217;Italia ha risposto</strong> con una proiezione attiva e di anticipazione. Frutto dell&#8217;attenta capacità del sistema di sicurezza e delle altre autorità che fanno intelligence fuori dal perimetro securitario classico, dalla Guardia di Finanza all&#8217;Unità d&#8217;Informazione Finanziaria della Banca d&#8217;Italia, di traslare dai metodi d&#8217;applicazione classici (lotta a criminalità organizzata e mafie) a quelli dell&#8217;antiterrorismo le <strong>dottrine operative connesse al monitoraggio delle minacce alla pubblica sicurezza</strong>. Che si sommano ai fenomeni</p>



<p>In quest&#8217;ottica la &#8220;diga&#8221; dell&#8217;antiterrorismo vede al centro un&#8217;intelligence sempre più attiva a documentarsi in profondità. E che nella giornata del 9 aprile ha visto annunciata da Palazzo Chigi una <strong>svolta che consolida l&#8217;apparato e la sua continuità</strong>. Il governo di Giorgia Meloni sostituirà <strong>Mario Parente, dirigente uscente del servizio interno, l&#8217;Aisi, con Bruno Valensise</strong>, funzionario d&#8217;alto profilo e vicedirettore di <strong>Gennaro Vecchione prima e Elisabetta Belloni poi al Dis</strong>. Ovvero all&#8217;organo di elaborazione delle informazioni e delle linee operative che aiutano i decisori politici a costruire le strategie riguardo i profili di tutela dell&#8217;ordine interno e della pubblica sicurezza che, tra le altre cose, all&#8217;Aisi pertengono. Il ruolo dell&#8217;intelligence si consolida dopo le precedenti esperienze di ottobre, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/in-corso-operazione-antiterrorismo-milano-arrestate-due-persone-AFDgPAHB" target="_blank" rel="noreferrer noopener">con gli arresti a Milano di due sospetti</a> compiuti dalle forze dell&#8217;ordine dopo un attento screening delle minacce. Prevenire la minaccia è meglio che curarla dopo: <strong>l&#8217;Italia fa scuola nell&#8217;isolare e individuare i fenomeni jihadisti</strong> da diverso tempo. Un fatto a cui concorre l&#8217;assenza di &#8220;terreno fertile&#8221; per gli estremisti. Che trovano nella sicurezza pubblica un argine spesso insormontabile.</p>
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		<title>Mosca, il &#8220;day after&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/mosca-il-day-after.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2024 08:18:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="713" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600-600x357.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600-1024x608.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600-768x456.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Davanti il Crocus City Hall nelle ultime ore è stato un via vai di moscoviti che hanno reso omaggio alle vittime. Il silenzio in questa zona occidentale della capitale russa, è rotto soltanto dai mezzi di soccorso ancora a lavoro per mettere in sicurezza le aree più colpite dall&#8217;attentato di venerdì. L&#8217;eco dell&#8217;attacco sta riproducendo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/mosca-il-day-after.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="713" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600-600x357.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600-1024x608.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324091751511_90bfac6195b48578372339875d711600-768x456.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Davanti il <em>Crocus City Hall</em> nelle ultime ore è stato un via vai di moscoviti che hanno reso omaggio alle vittime. Il silenzio in questa zona occidentale della capitale russa, è rotto soltanto dai mezzi di soccorso ancora a lavoro per mettere in sicurezza le aree più colpite dall&#8217;attentato di venerdì. <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lorrore-piombato-su-mosca.html">L&#8217;eco dell&#8217;attacco</a> sta riproducendo i suoi effetti altrove. </p>



<p>In <strong>Tagikistan</strong> ad esempio, Paese di provenienza degli attentatori arrestati sabato mattina. A <strong>Sebastopoli</strong>, lì dove gli ucraini hanno portato avanti nella notte uno degli attacchi più importanti da quando è iniziata la guerra e hanno colpito la città della <strong>Crimea</strong> con almeno trenta missili. E persino in <strong>Polonia</strong> dove, sempre nella notte, per 39 secondi un missile russo diretto a <strong>Leopoli</strong> ha sorvolato lo spazio aereo di Varsavia.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">🇺🇦🇷🇺 | Las Fuerzas Armadas de Ucrania han lanzado esta noche una andanada masiva de misiles de crucero de largo alcance “Storm Shadow” y/o “SCALP-EG” contra la ciudad ocupada por Rusia de Sebastopol en Crimea, y se dice que varias bases utilizadas por el ejército ruso fueron… <a href="https://t.co/aRSIBftBbJ">pic.twitter.com/aRSIBftBbJ</a></p>&mdash; Portal News 🌎 (@inforportalnews) <a href="https://twitter.com/inforportalnews/status/1771745785127845961?ref_src=twsrc%5Etfw">March 24, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>In poche parole, a Mosca si lavora sulle macerie e sul lutto per i morti mentre, da altre parti, i rumori sordi dei missili e degli aerei hanno subito ricordato a tutti che la guerra sta andando avanti inesorabilmente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La pista tagika e gli spettri dell&#8217;Isis-K</h2>



<p>L&#8217;elemento peculiare dell&#8217;attentato al centro commerciale di Mosca, riguarda<strong> l&#8217;assenza di kamikaze</strong>. Una circostanza ancora oggi di difficile lettura. In tutti gli attacchi di matrice islamista, il &#8220;martirio&#8221; non è solo messo in conto dagli assalitori ma in certi casi è anche considerato come il fine ultimo della missione. Venerdì invece, il commando ha pianificato una rapida fuga dall&#8217;edificio assaltato. </p>



<p>Un&#8217;auto bianca ripresa dalle telecamere ha aperto la strada a una specifica pista investigativa, quella <strong>tagika</strong>. Il mezzo era infatti di proprietà di un tagiko e, una volta rintracciato nella regione di <strong>Bryansk</strong>, le forze russe hanno accertato la presenza a bordo di cittadini tagiki. </p>



<p>L&#8217;assenza di kamikaze ha quindi dato modo di arrivare all&#8217;<strong>identificazione </strong>dei presunti responsabili. Se davvero la pista tagika dovesse rivelarsi quella esatta, si aprirebbero molti scenari. Il Tagikistan è un Paese confinante con l&#8217;<strong>Afghanistan</strong>, lì dove a essersi diffuso maggiormente negli ultimi anni è stato l&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-svolta-globale-dellisis-k-ci-mostra-che-non-bisogna-scordarsi-dellafghanistan.html">Isis-K</a></strong>. Ossia la filiale non solo propriamente afghana ma, più in generale, centroasiatica dello Stato Islamico. L&#8217;organizzazione ha raccolto, soprattutto da quando nel 2021 i talebani sono tornati al potere a Kabul, sempre più aderenti sia in Tagikistan e sia tra i tagiki afghani. Questi ultimi rappresentano un&#8217;importante minoranza all&#8217;interno del Paese e, considerando l&#8217;origine etnica pasthun dei talebani, stanno vedendo sempre di più nell&#8217;Isis-K un&#8217;organizzazione di <strong>riferimento</strong>. </p>



<p>L&#8217;attacco portato avanti da tagiki a Mosca dunque, potrebbe aver aperto un fronte da non sottovalutare tanto in Russia quanto da altre parti: è tra i monti del <strong>centro Asia </strong>infatti che potrebbero arrivare le future minacce del terrorismo islamista. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ore cruciali al Cremlino</h2>



<p>Se attorno il centro commerciale attaccato vige un silenzio misto a <strong>ricordo</strong> e <strong>lutto</strong> per le vittime, appaiono invece sempre più febbrili le attività attorno al <strong>Cremlino</strong> e ai palazzi del potere russo. Sabato il presidente <strong>Vladimir Putin</strong> ha parlato e ha promesso di catturare tutti e di impartire a esecutori e mandanti una severa punizione. Ma ha anche accennato a un collegamento tra la pista tagika e quella ucraina: &#8220;I terroristi &#8211; ha dichiarato &#8211; sono stati arrestati vicino l&#8217;Ucraina, lì dove avevano una finestra aperta a loro disposizione&#8221;.</p>



<p>Una frase che, quasi paradossalmente, appare più moderata rispetto alle posizioni espresse da molti deputati della Duma dopo le notizie relative agli arresti. All&#8217;interno del parlamento russo, l&#8217;idea di un coinvolgimento ucraino è stata data quasi per certa. Putin ne ha fatto un cenno, senza però aggiungere altro. Probabilmente perché, osservando anche una semplice cartina, al Cremlino ci si è resi conto che in realtà il confine più vicino al luogo della cattura dei presunti terroristi è quello <strong>bielorusso</strong>. </p>



<p>Inoltre, all&#8217;interno delle sedi presidenziali russe è probabile che in tanti si stiano interrogando su come dei terroristi siano riusciti a percorrere, di fatto indisturbati, più di 300 km. Il tutto senza essere fermati a un posto di blocco o essere riconosciuti nelle stazioni di rifornimento delle autostrade a sud di Mosca. L&#8217;impressione è che il Cremlino è consapevole di avere nel terrorismo islamista un nemico sempre più forte. Un nuovo fronte non del tutto inatteso ma, senza dubbio, certamente non ideale da affrontare in questa fase. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I raid a Sebastopoli e Leopoli</h2>



<p>Forse non sono direttamente collegabili all&#8217;attentato di venerdì, ma i bombardamenti delle scorse ore in città lontane dalle linee del fronte confermerebbero come, anche per via indiretta, l&#8217;assalto islamista possa aver fatto da <strong>acceleratore del conflitto</strong>. Per la prima volta infatti, a 24 ore dagli attentati di Mosca, l&#8217;Ucraina ha lanciato missili contro il centro di Sebastopoli. La città, situata all&#8217;interno della Crimea, è stata bersagliata per diverse ore e alcuni ordigni sono caduti sia nelle aree limitrofe il porto che in quelle centrali. </p>



<p>Dall&#8217;altro lato del fronte invece, i russi hanno lanciato una serie di raid contro Leopoli. Anche qui le sirene anti aeree non risuonavano da parecchio tempo. Uno dei missili ha fatto scattare anche l&#8217;allerta in Polonia, qui dove uno degli ordigni ha viaggiato per 39 secondi all&#8217;interno dello spazio aereo di Varsavia prima di deviare la traiettoria verso il territorio ucraino. Notte movimentata dunque da Mosca fino al confine ucraino-polacco, passando per la Crimea: ore intense mentre si cerca di venire a capo di quanto accaduto venerdì nella capitale russa. </p>
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		<title>Atocha, 2004: vent&#8217;anni fa il terrore di Al Qaeda sbarcava in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/vent-anni-fa-la-prima-strage-di-al-qaeda-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 13:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="794" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/atocha-madrid.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/atocha-madrid.jpg 794w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/atocha-madrid-600x453.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/atocha-madrid-300x227.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/atocha-madrid-768x580.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 794px) 100vw, 794px" /></p>
<p>Quando nelle prime ore del mattino da Madrid sono arrivate notizie di esplosioni a bordo dei treni, subito si è pensato a una nuova azione dell&#8217;Eta. Lo hanno pensato membri del governo spagnolo, così come molti commentatori iberici e non solo. In quel momento, il gruppo terrorista basco era ancora molto attivo e in tutta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/vent-anni-fa-la-prima-strage-di-al-qaeda-in-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="794" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/atocha-madrid.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/atocha-madrid.jpg 794w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/atocha-madrid-600x453.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/atocha-madrid-300x227.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/atocha-madrid-768x580.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 794px) 100vw, 794px" /></p>
<p>Quando nelle prime ore del mattino da <strong>Madrid</strong> sono arrivate notizie di esplosioni a bordo dei treni, subito si è pensato a una nuova azione dell&#8217;<strong>Eta</strong>. Lo hanno pensato membri del governo spagnolo, così come molti commentatori iberici e non solo. In quel momento, il gruppo terrorista basco era ancora molto attivo e in tutta la <strong>Spagna</strong> lo spettro di nuovi attentati rappresentava una forte incognita. </p>



<p>Poco dopo però, è emersa una verità molto diversa. I sospetti sono infatti andati verso cellule di<a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html"> Al Qaeda</a> presenti nella penisola iberica e in grado di mettere in atto un attacco di così vaste proporzioni. In quelle drammatiche ore dell&#8217;<strong>11 marzo 2004 </strong>dunque, si è assistito al <strong>primo grande attentato islamista in Europa. </strong>Vent&#8217;anni fa, a causa delle esplosioni all&#8217;interno dei vagoni frequentati dai pendolari, in 192 hanno perso la vita e le ferite, all&#8217;interno della società spagnola, sono ancora molto evidenti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un attacco contro inermi e innocenti pendolari</h2>



<p>Ogni attentato ha un luogo simbolo: se l&#8217;11 settembre 2001 è associato alle Torri Gemelle di New York, quando si parla dell&#8217;11 marzo spagnolo la mente rimanda subito alla <strong>stazione di Atocha</strong>, una delle principali di Madrid. Qui alle 7:39 decine di lavoratori e studenti erano seduti a bordo del <strong>treno 21431</strong>, uno dei tanti che percorrono quotidianamente le <strong>Cercanias</strong>, ossia le reti ferroviarie suburbane che mettono in connessione i punti più trafficati della capitale spagnola. L&#8217;esplosione ha colto tutti di sorpresa: c&#8217;è chi, all&#8217;interno dei vagoni, ripassava le ultime lezioni prima di entrare a scuola, chi invece si preparava al proprio turno di lavoro. </p>



<p>Ad Atocha ogni giorno è un gran via vai di migliaia di volti e anime che compongono il variegato mosaico madrileno. Dall&#8217;operaio che ha scelto il treno per evitare il traffico e raggiungere prima il luogo di lavoro, allo studente diretto verso il liceo più vicino, passando per gli impiegati dei tanti uffici del centro cittadino. Le bombe sono planate sulle esistenze proprio di chi stava semplicemente vivendo le prime ore della propria quotidianità. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Madrid Train Bombings - 2004 | Today In History | 11 Mar 17" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ttkqeVBJAaA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_ttkqeVBJAaA");</script>
</div></figure>



<p>Sono stati almeno tre, in quella mattinata dell&#8217;11 marzo 2004, i treni investiti dalle esplosioni nell&#8217;area ferroviaria di Atocha. Stesse scene, nel giro di pochi minuti, sono state poi registrate anche nelle stazioni di <strong>El Pozo</strong> e <strong>Santa Eugenia</strong>. Anche lì, altre bombe e altri ordigni in grado di turbare per sempre l&#8217;esistenza di decine di innocenti. La strage di Madrid è stata soprattutto la strage dei pendolari. Un attacco diretto a cittadini inermi, portato nel cuore di una capitale europea. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze dell&#8217;attentato</h2>



<p>La prima conseguenza di quell&#8217;11 marzo è stata interna alla Spagna. Pochi giorni dopo infatti erano previste le elezioni legislative e, fino a quella mattina, l&#8217;unica incertezza riguardava l&#8217;ampiezza della vittoria del Partito Popolare. Premier uscente era infatti <strong>Josè Maria Aznar</strong>, deciso a lasciare la guida di governo e partito al delfino <strong>Mariano Rajoy</strong>. Il capo del governo però, subito dopo l&#8217;attacco, ha puntato il dito contro l&#8217;Eta. E ha mantenuto questa linea anche nelle ore successive, nonostante le prime evidenze di estraneità ai fatti da parte dei baschi. </p>



<p>Il premier temeva le conseguenze politicamente infauste date da un possibile accostamento tra gli attacchi terroristici e l&#8217;appoggio del suo governo alla<strong> guerra in Iraq.</strong> La Spagna infatti rappresentava in quel momento uno dei principali alleati europei degli Usa, impegnati nei conflitti avviati dopo l&#8217;11 settembre. Forse per questo, fino al momento del voto, l&#8217;esecutivo ha continuato a smentire ogni pista diversa dall&#8217;Eta.</p>



<p>Quando però l&#8217;ipotesi islamista si è fatta concreta, gli spagnoli hanno punito proprio quella prima reazione di Aznar e hanno consegnato il governo ai socialisti guidati da <strong>Zapatero</strong>. Un ribaltone improvviso dei sondaggi, difficilmente spiegabile senza tenere in considerazione quanto avvenuto a bordo dei treni delle Cercanias. </p>



<p>L&#8217;altra conseguenza ha invece riguardato l&#8217;Europa, la quale si è riscoperta <strong>vulnerabile</strong> difronte agli attacchi islamisti. Al Qaeda oramai poteva colpire anche le città europee e terrorizzare così l&#8217;opinione pubblica. Lo hanno sperimentato l&#8217;anno dopo i cittadini londinesi, con gli attacchi del 7 luglio 2005 portati a termine dai seguaci di Bin Laden all&#8217;interno della metropolitana. E lo sperimenteranno, nel corso del decennio successivo, tante altre capitali e grandi città del Vecchio Continente. </p>
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		<title>Erdogan a stelle e strisce, allerta kamikaze in Mali, polveriera sudanese: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/erdogan-a-stelle-e-strisce-allerta-kamikaze-in-mali-polveriera-sudanese-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 18:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[ISIS in Mali]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad in Mali]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1202" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-1536x962.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-2048x1283.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di oggi a New York, Erdogan si è detto felice nel costruire relazioni sempre più forti con gli Stati Uniti. Il Mali non riesce più a gestire le infiltrazioni jihadiste e nella capitale è allarme kamikaze. A Khartoum, capitale del Sudan, gli scontri tra militari e forze ribelli stanno mettendo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/erdogan-a-stelle-e-strisce-allerta-kamikaze-in-mali-polveriera-sudanese-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/erdogan-a-stelle-e-strisce-allerta-kamikaze-in-mali-polveriera-sudanese-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Erdogan a stelle e strisce, allerta kamikaze in Mali, polveriera sudanese: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1202" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-1536x962.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-2048x1283.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di oggi a New York, Erdogan si è detto felice nel costruire relazioni sempre più forti con gli Stati Uniti. Il Mali non riesce più a gestire le infiltrazioni jihadiste e nella capitale è allarme kamikaze. A Khartoum, capitale del Sudan, gli scontri tra militari e forze ribelli stanno mettendo a ferro e fuoco la città. La Russia è pronta ad aiutare la Corea del Nord ad approdare nello spazio. La crisi economica cubana si sta facendo sentire e i cubani lasciano il Paese, ne sono la prova gli otto ballerini del ballet rimasti in Spagna dopo la tournée. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un Erdogan atlantista all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite</h2>



<p>&#8220;Lavoriamo con gli Stati Uniti per costruire un&#8217;amicizia e una cooperazione sempre più forti”, queste le parole del presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> da New York dove è arrivato per l’<strong>Assemblea Generale delle Nazioni Unite</strong> che prenderà il via il 19 settembre. Ha partecipato all’Assemblea anche ministro degli Esteri Hakan Fidan. Erdogan ha sottolineato come la <strong>Turchia</strong> e gli Stati Uniti debbano continuare il loro rapporto di cooperazione malgrado alcune incongruenze. “È normale vi siano divergenze di vedute. Siamo tuttavia consapevoli che vi siano delle convergenze e delle opportunità e sono convinto che i nostri due Paesi produrranno nuovi risultati&#8221;. Al centro degli incontri il riavvicinamento della Turchia all&#8217;Unione Europea e l&#8217;allargamento Nato alla Svezia, per cui si attende la ratifica da parte del Parlamento di Ankara.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nel Mali golpista è allerta kamikaze nella capitale Bamako</h2>



<p>Il <strong>Mali</strong> è nel caos. Oltre agli scontri nel nord tra autorità governative ed ex ribelli Tuareg, arriva l’allerta anche nella capitale <strong>Bamako</strong>. È un documento dell’esercito a farlo trapelare. La capitale sarebbe nel mirino dei <strong>jihadisti</strong> e la minaccia viene descritta come “sera e circostanziata”. Una settimana fa lo <strong>stato maggiore dell’esercito maliano</strong> ha trasmesso ordini a tutte le unità unità della gendarmeria nella regione di Bamako: &#8220;Alto rischio di attacchi kamikaze a Bamako e nelle zone circostanti utilizzando tricicli. Rafforzare la sicurezza all&#8217;interno dei campi, controllare sistematicamente tutti i veicoli, compresi i mototaxi e raddoppiare la vigilanza”. La minaccia jihadista nel Paese è ormai <strong>fuori controllo</strong>. Bamako, fino a poco fa sembrava intoccabile, una&nbsp;delle poche regioni del Paese al &#8220;sicuro&#8221; e ben presidiata dalle autorità golpiste che guidano il Paese. Se prima c’erano gli europei con l’<strong>Operazione Barkane</strong> ad aiutare il Paese contro le organizzazioni terroristiche, adesso le forze golpiste sono rimaste da sole a gestire una situazione ormai fuori controllo. Solo la settimana scorsa è stato sventato un attentato con un camioncino a Kati Koko-Palateu, nella città della guarnigione di Kati, il quartier generale dei golpisti</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si intensificano gli scontri a Khartum, in Sudan</h2>



<p>Nelle ultime ore gli attacchi da parte delle<strong> Forze di supporto rapido (Rsf)</strong> e dalle <strong>Forze armate sudanesi (Saf)</strong>, hanno provocato incendi che hanno colpito edifici governativi e e la torre di controllo della compagnia petrolifera <strong>Greater Nile Petroleum Operating Company (Gnopc)</strong>. La situazione nella capitale è disastrosa. Negli ultimi due giorni gli attacchi sono proseguiti da entrambe le parti. Solo sabato le Rsf hanno pesantemente colpito il quartier generale dell’esercito dando vita a incendi che hanno coinvolto diverse strutture strategiche quali il ministero della Giustizia e l&#8217;Ufficio delle imposte. L’esercito ha risposto con artiglierei pesante diversi quartieri, siti chiave dell’Rsf come Khartum Bhari. La città ormai è diventata una polveriera aggiungendosi alla più grande crisi che coinvolge tutto il <strong>Sahel</strong>, teatro di continui golpe e covo di gruppi terroristici pronti a infiltrarsi. Dall&#8217;inizio del conflitto, il 15 aprile scorso, la guerra in Sudan ha fatto circa <strong>7.500 morti </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La Corea del Nord presto nello spazio? Forse ma solo grazie all’aiuto della Russia</h2>



<p>&#8220;Ho proposto che, se necessario, potremmo addestrare e lanciare un cosmonauta coreano”, ha detto ai giornalisti venerdì scorso <strong>Yury Borisov</strong>, amministratore delegato della società spaziale statale russa Roscosmos. Così la <strong>Russia</strong> si impegna ad aiutare <strong>Pyongyang</strong> a sviluppare una partnership spaziale dopo il successo dell’incontro a Sochi, nell’estrema Russia orientale, avvenuta tra i due leader <strong>Vladimir Putin</strong> e <strong>Kim Jong Un</strong>. Sono anni che la Corea del Nord cerca di approdare nello spazio ma senza successo. Adesso il Cremlino le sta tendendo la mano. Ancora non ci sono state discussioni dettagliate al riguardo,&nbsp;&#8220;di norma, se ne discute nell&#8217;ambito di una commissione intergovernativa, e questo è stato un formato di visita diverso&#8221;, ha detto Borisov. Tutto però lascia pensare a un prossimo incontro che porterà proprio a un possibile programma di cooperazione spaziale. Ne è la prova il guantone regalato da Putin a Kim, risalente a un viaggio russo nello spazio.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fuga di talenti da Cuba dovuta alla grave crisi economia</h2>



<p>Durante una tournée in <strong>Spagna</strong>, otto ballerini cubani del <strong>Ballet de Camaguey</strong> hanno lasciato la compagnia per non tornare in patria. La fuga di talenti da <strong>Cuba</strong> è lo specchio della <strong>gravissima crisi economica</strong> che sta attraversando il Paese da più di due anni. Infatti nell’isola l’inflazione è salita alle stelle e i beni di prima necessità scarseggiano di mese in mese. A aggiungersi il grave deficit fiscali e la de facto dollarizzazione dell’economia. Così molti talenti stanno lasciando il Paese. Non è la prima volta che i ballerini del Ballet scappano. È la direttrice della compagnia<strong>, Regina Balaguer</strong> a raccontarlo al quotidiano ufficiale regionale Adelante elencando quanti ballerini negli anni hanno lasciato la compagnia una volt in tournée. “È un problema complesso. Al momento è molto più intenso, ma il Balletto di Camaguey nel corso della sua storia ha avuto degli esodi. Le persone si sviluppano qui e poi vanno all&#8217;Avana, all’estero, per una questione di salari e prezzi”, ha dichiarato.&nbsp;</p>
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		<title>I russi avanzano verso Kharkiv, i jihadisti colpiscono ancora in Siria, gli Stati Uniti cercano il dialogo con Pechino: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/i-russi-avanzano-verso-kharkiv-i-jihadisti-colpiscono-ancora-in-siria-gli-stati-uniti-cercano-il-dialogo-con-pechino-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 16:46:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1250" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230826184238389_b97ab8696663d83d7a92a73b1c436c7f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230826184238389_b97ab8696663d83d7a92a73b1c436c7f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230826184238389_b97ab8696663d83d7a92a73b1c436c7f-scaled-600x390.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230826184238389_b97ab8696663d83d7a92a73b1c436c7f-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230826184238389_b97ab8696663d83d7a92a73b1c436c7f-1024x666.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230826184238389_b97ab8696663d83d7a92a73b1c436c7f-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230826184238389_b97ab8696663d83d7a92a73b1c436c7f-1536x1000.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230826184238389_b97ab8696663d83d7a92a73b1c436c7f-2048x1333.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente Xi Jinping azzarda una visita nello Xinjiang, i jihadisti di Idlib avanzano verso sud, Washington invia Raimondo in Cina, sempre più conferme sulla pista ucraina nell'attentato al Nord Stream: ecco i fatti del giorno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-russi-avanzano-verso-kharkiv-i-jihadisti-colpiscono-ancora-in-siria-gli-stati-uniti-cercano-il-dialogo-con-pechino-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">I russi avanzano verso Kharkiv, i jihadisti colpiscono ancora in Siria, gli Stati Uniti cercano il dialogo con Pechino: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Gli Stati Uniti inviano la segretaria al Commercio in Cina ad usare il bastone e la carota; i russi respingono gli attacchi ucraini e migliorano le posizioni nell&#8217;area di Kupyansk, il presidente Xi Jinping compie un&#8217;inconsueta visita in Xinjiang per accelerare la &#8220;sinicizzazione&#8221; dell&#8217;Islam. I jihadisti di Hts colpiscono ancora a Idlib, uccidendo 13 soldati governativi, e la stampa tedesca si dice certa: dietro all&#8217;attentato al Nord Stream c&#8217;è Kiev: <strong>ecco le cinque notizie del giorno.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La segretaria al Commercio americana vola in Cina per promuovere il commercio (e limitarlo)</h2>



<p> <strong>Gina Raimondo</strong>, segretaria al Commercio degli Stati Uniti, si dirige oggi verso Pechino e Shanghai con due obiettivi contrapposti: rafforzare le <a href="https://it.insideover.com/politica/il-disgelo-e-linsidia-dei-falchi-che-cercano-lescalation-cosa-succede-tra-cina-e-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>relazioni commerciali</strong> americane con Pechino</a> e comunicare alcune <strong>sanzioni</strong> tra le più dure mai imposte al commercio cinese. Raimondo si augura &#8220;discussioni costruttive su questioni relative alla relazione commerciale tra Stati Uniti e Cina, alle sfide affrontate dalle aziende americane e alle aree per una potenziale cooperazione&#8221;. Il ruolo di Raimondo prevede la promozione di legami estensivi tra le economie dei due Paesi, ma i rapporti tra Washington e Pechino si sono raffreddati da quando la Cina è diventata <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scontro-con-la-cina-scalda-gli-usa-innescano-leffetto-domino-in-asia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">più assertiva</a> nel mostrare il suo potere economico e militare. Il colosso asiatico, seconda economia al mondo, rimane un <strong>importante partner economico</strong> per gli Stati Uniti, ma i funzionari americani vedono il Paese sempre più come una <strong>minaccia</strong> e hanno imposto una quantità di nuove restrizioni per paralizzare l&#8217;accesso di Pechino a <strong>prodotti tecnologici</strong> che potrebbero essere utilizzati per rafforzare ulteriormente l&#8217;esercito o i servizi di sicurezza cinesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I militari russi avanzano in direzione di Kupyansk</h2>



<p>Il capo del Dipartimento dell&#8217;informazione del Ministero della difesa russa, generale Igor Konashenkov, ha dichiarato che i militari di Mosca hanno <strong>respinto cinque attacchi</strong> da parte delle truppe d&#8217;assalto ucraine nella <a href="https://it.insideover.com/guerra/centomila-russi-a-kupyansk-cosa-succede-sul-fronte-orientale-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">zona di Kupyansk</a>, nella regione ucraina di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-della-battaglia-di-kharkiv.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Kharkiv</strong>.</a> &#8220;Il Battaglione Ovest, nel corso di operazioni sostenute da unità dell&#8217;aeronautica e dell&#8217;artiglieria, ha <strong>migliorato le posizioni</strong> lungo la linea del fronte nella zona di Kupyansk&#8221;. Secondo il generale &#8220;nelle ultime 24 ore sono stati respinti attacchi delle Forze Armate ucraine nelle aree degli insediamenti di Sinkovka nella regione di Kharkiv, Novoselovskoye, Raygorodok e Novoegorovka della Repubblica popolare di Luganskk&#8221;. Secondo Konashenkov, gli ucraini avrebbero<strong> perso &#8220;fino a 50 truppe&#8221;</strong>, oltre a mezzi e attrezzatura militare.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">I jihadisti di Hts continuano ad avanzare nel nord-est della Siria </h2>



<p>È salito a 13 morti e 20 feriti il bilancio dell&#8217;ultima imboscata tesa dal gruppo jihadista nella provincia siriana di Idlib. I terroristi hanno attaccato i soldati siriani nella regione nord-occidentale della Siria, già flagellata dalla guerra, detonando degli <strong>esplosivi</strong> piazzati in tunnel sotterranei scavati sotto le posizioni dell&#8217;esercito governativo mentre attaccavano frontalmente i militari anche con fuoco d&#8217;artiglieria. L&#8217;attacco ha coinvolto gli estremisti del gruppo<a href="https://it.insideover.com/guerra/abu-mohammad-al-julani-jihadista-bifronte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Hayat Tahrir al Sham (Hts)</strong></a> e del <strong>Partito Islamico del Turkestan</strong> (Tip) e ha avuto luogo a sud di Idlib, dove i jihadisti hanno preso anche il controllo del villaggio di al-Malajah nel corso di un&#8217;<strong>operazione su larga scala</strong> che ha preso di mira un campo delle forze governative. Nelle ultime settimane, la roccaforte dell&#8217;opposizione di Idlib ha assistito a un&#8217;escalation di violenze, con un aumento degli attacchi aerei russi in risposta agli attacchi con i droni da parte del gruppo armato islamista Hts, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-tra-la-perdita-di-leadership-e-le-sfide-dei-gruppi-affiliati.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ex affiliato di Al Qaeda in Siria</a>.<a href="javascript:void(0)"></a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il presidente Xi Jinping e l&#8217;ardita visita allo Xinjiang</h2>



<p>Il presidente cinese Xi Jinping ha compiuto un&#8217;inusuale trasferta nella <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-lo-xinjiang-e-perche-e-cosi-importante.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regione dello<strong> Xinjiang</strong> </a>nel corso della quale ha chiesto ai funzionari di preservare la &#8220;<strong>stabilità sociale</strong> <strong>duramente conquistata</strong>&#8221; nella regione autonoma uigura dove Pechino, per i conclamati atti intimidatori contro le minoranze etniche musulmane, è stata accusata di gravi <strong>violazioni dei diritti umani</strong>. Nel discorso tenuto oggi nel capoluogo Urumqi, il presidente ha rimarcato la necessità di mantenere le misure antiterrorismo e di procedere a un&#8217;ulteriore &#8220;<strong>sinicizzazione</strong>&#8221; dell&#8217;Islam che &#8220;dovrebbe essere approfondita per poter gestire efficacemente tutti i tipi di attività religiose illegali&#8221;. Il governo cinese ha attuato una decennale campagna contro quelli che definisce <a href="https://it.insideover.com/politica/che-cosa-succede-davvero-nello-xinjiang.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">terrorismo ed estremismo islamico</a> nella regione nord-occidentale del Paese, incarcerando un gran numero di <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/chi-sono-gli-uiguri-la-minoranza-musulmana-cinese.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uiguri</a> e altri musulmani. Un rapporto delle Nazioni Unite del 2022 rivelava che le azioni del governo cinese nello Xinjiang potrebbero costituire dei <strong>crimini contro l&#8217;umanità</strong>, mentre gli Stati Uniti e altri Paesi hanno etichettato le politiche governative nella regione come &#8220;<strong>genocide</strong>&#8221; – accuse che Pechino ha più volte negato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Secondo la stampa tedesca c&#8217;è Kiev dietro all&#8217;attentato al Nord Stream</h2>



<p>Il settimanale tedesco Der Spiegel e la televisione pubblica Zdf hanno pubblicato un&#8217;inchiesta che svela i metadati dei membri dell&#8217;equipaggio dello <strong>Yacht Andromeda</strong>, utilizzato dai presunti attentatori che hanno trasportato l&#8217;esplosivo e l&#8217;hanno deposto sui fondali in prossimità dei <strong><a href="https://it.insideover.com/video/chi-ha-fatto-esplodere-il-gasdotto-nord-stream" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gasdotti Nord Stream</a></strong> lo scorso 26 settembre 2022. Le analisi proverebbero che i membri in questione, prima e dopo il sabotaggio, si trovavano <strong>effettivamente in Ucraina</strong>. Il giornale e il canale citano fonti della Procura generale e dell&#8217;Ufficio federale anticrimine di Wiesbaden, che da mesi indagano sull&#8217;attentato inizialmente attribuito ai servizi segreti russi. Oggi, i <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-sapevano-del-piano-di-kiev-la-rivelazione-sullattacco-al-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sospetti sulla pista ucraina</a> che già a maggio il Der Spigel denunciava si sono rafforzati tanto che la ministra degli Interni tedesca, Nancy Faeser, reagendo alle nuove rivelazioni ha assicurato di voler fare &#8220;<strong>piena luce</strong>&#8221; sui retroscena dell&#8217;attentato, auspicando l&#8217;apertura di un processo contro i presunti responsabili.</p>



<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-russi-avanzano-verso-kharkiv-i-jihadisti-colpiscono-ancora-in-siria-gli-stati-uniti-cercano-il-dialogo-con-pechino-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">I russi avanzano verso Kharkiv, i jihadisti colpiscono ancora in Siria, gli Stati Uniti cercano il dialogo con Pechino: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Non solo Niger: incognita Burkina Faso sulle politiche occidentali in Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/non-solo-niger-incognita-burkina-faso-sulle-politiche-occidentali-in-africa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 12:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra Wagner e Usa, i golpisti del Burkina Faso chiedono aiuto a Washington contro la Jihad. Cosa succederà ora? Una prova per il Niger</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/non-solo-niger-incognita-burkina-faso-sulle-politiche-occidentali-in-africa.html">Non solo Niger: incognita Burkina Faso sulle politiche occidentali in Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230807141545450_6cc0a49ddfd4d1566e49733410d8d1dc-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un dilemma, anzi un &#8220;trilemma&#8221;: questo quanto si trova di fronte l&#8217;Occidente a guida statunitense in Burkina Faso. Abbandonare un regime golpista nonostante la minaccia dell&#8217;insorgenza jihadista? Oppure sostenerlo nonostante il pessimo segnale politico che ciò comporterebbe dopo il recente golpe in Niger? O, infine, mantenere lo status quo lasciando però spazio agli <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/movimenti-di-truppe-e-nuovi-misteri-cosa-succede-alla-wagner-in-africa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arci-rivali della Wagner </a></strong>e, dunque, alla <strong>Russia</strong>? Nella geopolitica a frattali dell&#8217;Africa subsahariana non c&#8217;è spazio per scelte di comodo.</p>



<p>Gruppi jihadisti come Ansar ul-Islam, formazioni affiliate ad Al Qaeda e la filiale locale dello Stato Islamico hanno da tempo portato nel Sahel il cuore delle loro attività. <a href="https://it.insideover.com/politica/il-niger-e-lo-scramble-for-africa-3-0.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Burkina Faso si trova tra l&#8217;incudine e il martello:</a> da un lato l&#8217;insorgenza jihadista che prosegue da otto anni e negli ultimi mesi ha preso vigore, dall&#8217;altro la delicata situazione internazionale della giunta militare guidata da <strong>Ibrahim Traoré</strong>. Dopo aver rovesciato il predecessore <strong>Paul-Henri Sandaogo Damiba</strong>, salito al potere col primo golpe del gennaio 2022, con il colpo di Stato del settembre 2022 il giovane Traoré, capitano 34enne dell&#8217;esercito, è stato proclamato dai militari ribelli insorti in quell&#8217;occasione presidente ad interim. Ha ereditato una situazione securitaria sempre più deteriorata in cui la sicurezza del Burkina Faso è stata in larga parte appaltata a milizie esterne, prima tra tutte la sempre più preponderante Wagner.</p>



<p><a href="https://ria.ru/amp/20230729/podderzhka-1887066013.html">Proprio il 29 luglio la Russia ha, a tal proposito</a>, riaperto l&#8217;ambasciata a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Assieme al Mali, il Burkina Faso è oggi il Paese ove le giunte militari manifestano il maggior spirito anti-occidentale e filorusso, un canovaccio su cui Washington e l&#8217;Unione Europea temono che anche la giunta nigerina si possa armonizzare. Ma proprio negli stessi giorni, il Burkina Faso ha chiesto un rilancio dell&#8217;<strong>assistenza securitaria a Washington</strong> per affrontare il duro emergere dell&#8217;escalation jihadista.</p>



<p>Alla Casa Bianca i funzionari vicini al presidente <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-riparte-da-bali-ma-il-g20-rischia-di-essere-un-altro-flop.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Joe Biden</strong>,</a> nota il <em><a href="https://www.washingtonpost.com/world/2023/08/02/africa-burkina-faso-niger-security/">Washington Post</a></em>, sono enormemente preoccupati del possibile collasso securitario del Paese: &#8220;l&#8217;amministrazione teme che il Burkina Faso diventerà una porta d&#8217;accesso per il terrorismo nei paesi costieri dell&#8217;Africa occidentale&#8221; se l&#8217;insorgenza jihadista non sarà arginata e ci sono pochi dubbi sul fatto che la Wagner e la Russia vogliano un Paese sostanzialmente debole. Il quotidiano della capitale americana sottolinea che &#8220;in telefonate urgenti e incontri privati, alti funzionari burkinabè hanno fatto appello ai diplomatici stranieri per chiedere aiuto per sconfiggere gli insorti&#8221; in un conflitto ove però nessuna parte in causa sta risparmiando efferatezza. A aprile a Aourema, nel nord del Paese, 6 militari burkinabé <a href="https://www.liberation.fr/international/afrique/au-moins-150-civils-massacres-dans-le-nord-du-burkina-20230423_LG4TT2XLW5ETZO6OGH3I36JPKM/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono stati uccisi in un attentato che ha causato complessivamente 75 morti.</a> </p>



<p>In risposta, l&#8217;esercito di Ouagadougou è stato accusato di aver promosso una rappresaglia a tutto campo il 20 aprile successivo. Entrando nel villaggio di Karma, sperduto avamposto di 400 anime nel nord-ovest del Paese, il 3° battaglione della Brigata d&#8217;Intervento Rapido dell&#8217;esercito nazionale ha compiuto un efferato eccidio in quella che era ritenuta essere una roccaforte ribelle. Il villaggio è stato dato alle fiamme e la popolazione dispersa o uccisa: 156 persone sarebbero state giustiziate a sangue freddo, nell&#8217;ultima e più grave manifestazione dello scarso <a href="https://www.africanews.com/2023/05/01/survivors-of-karma-massacre-recount-ordeal/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rispetto per i diritti umani del regime burkinabè. </a></p>



<p>Gli Stati Uniti si trovano dunque di fronte a un grave <strong>problema securitario</strong>. Dopo la caduta di fatto del Mali nelle braccia della Russia, lo slittamento della Repubblica Centrafricana, l&#8217;oscillare del Ciad e la sfida del Niger, anche il Burkina Faso è una pedina-chiave. Si riscopre a tutto campo il <strong>peso decisivo dell&#8217;Africa</strong> e delle scelte politiche complesse che questo continente in subbuglio impone. Il <em>Washington Post</em> parla di riflessioni a tutto campo negli apparati Usa sul Burkina Faso. Da un lato si discute del trasferimento di armamenti come di un&#8217;opzione non sostenibile per il rischio di uso sui civili, dall&#8217;altro la corsa ideale al fianco di Ouagadougou può essere nella direzione di una più efficace campagna di addestramento alla controinsorgenza dell&#8217;esercito locale. In cambio, Biden e i suoi potrebbero chiedere a Traoré garanzie sull&#8217;effettiva apertura a svolgere elezioni democratiche<a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-63998458"> entro il luglio 2024 come promesso dopo il golpe autunnale.</a></p>



<p>Un&#8217;opzione fattibile? Ad oggi gli spazi di manovra per gli Usa restano pochi. Il ragionamento cinicamente pragmatico della Russia e della Wagner ha spiazzato l&#8217;Occidente in più campi. Ma la prova generale di quello che l&#8217;Occidente può fare per dialogare coi golpisti nigerini si può vedere nella capacità che Washington avrà di saper chiedere formali contropartite al governo militare del Burkina Faso di fronte a una fase di necessità acuta di quest&#8217;ultimo. <strong>Affidarsi totalmente ai volubili mercenari</strong> russi non è nemmeno nel pensiero di un regime tutt&#8217;altro che critico di Mosca come quello installato a Ouagadougou, ma resta tutta da valutare la dimensione del &#8220;desiderio di Occidente&#8221; residuale nella regione anche di fronte a sfide esistenziali come l&#8217;insorgenza jihadista. Che nel buco nero del Sahel potrebbe espandersi in futuro. Dalla risposta alla crisi burkinabé si capiranno dunque le leve negoziali dei Paesi occidentali per gestire i rapporti con governi di dubbia legittimità ma chiamati a gestire sfide comuni anche per la sfera euroatlantica. E che il recente passato insegna essere impossibili da ignorare.</p>
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		<title>Uccisa la &#8220;mente&#8221; degli attacchi Isis in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/uccisa-la-mente-degli-attacchi-isis-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Idlib]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È ancora una volta Idlib il terreno di scontro tra l&#8217;Isis e la coalizione a guida Usa anti califfato. Lo Stato islamico non c&#8217;è più da almeno tre anni, ma gli elementi di spicco del gruppo jihadista che lo hanno fondato nel 2014 occupano ancora una posizione di rilievo. Come ad esempio nel caso del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/uccisa-la-mente-degli-attacchi-isis-in-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/uccisa-la-mente-degli-attacchi-isis-in-europa.html">Uccisa la &#8220;mente&#8221; degli attacchi Isis in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230404175158732_99249d8fe7df4849350789ccadcd9587-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È ancora una volta <strong>Idlib</strong> il terreno di scontro tra l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a> e la <strong>coalizione a guida Usa</strong> anti califfato. Lo Stato islamico non c&#8217;è più da almeno tre anni, ma gli elementi di spicco del gruppo jihadista che lo hanno fondato nel 2014 occupano ancora una posizione di rilievo. Come ad esempio nel caso del terrorista <strong>Khalid Ayyd Ahmad al Jabouri</strong>, considerato la mente dietro i progetti di attentati in Europa e ucciso nelle scorse ore proprio a Idlib. È in questa provincia siriana, l&#8217;unica fuori dal controllo del governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Assad</a>, che tutti i principali leader dell&#8217;Isis sono stati scovati e uccisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il raid Usa</h2>



<p>Nelle prime ore del mattino siriano il <strong>Centcom</strong>, ossia il Comando Centrale degli Stati Uniti, ha annunciato l&#8217;uccisione di Al Jabouri. Si è trattato di un&#8217;operazione chirurgica svolta con un <strong>drone</strong>. Il responsabile Centcom dell&#8217;area, il generale<strong> Michael Kurill</strong>, ha spiegato che il blitz è scattato una volta identificato il soggetto ricercato. </p>



<p>Ulteriori dettagli sono stati aggiunti dall&#8217;Ong &#8220;Osservatorio Siriano dei Diritti Umani&#8221;, stanziata a Londra ma con diverse ramificazioni in Siria. Il direttore<strong> Rami Abderrahman</strong> ha dichiarato ad <em>Al Jazeera</em> di aver avuto informazioni più specifiche sul blitz. In particolare, Al Jabouri sarebbe stato messo nel mirino delle forze Usa da almeno una decina di giorni. Da quando cioè il terrorista ha lasciato la provincia di<strong> Deir Ezzor</strong>. É qui che Al Jabouri viveva assieme alla sua famiglia e in costante contatto con la rete di fiancheggiatori. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">U.S. Central Command has announced that Coalition Forces have carried out an Airstrike in Syria today resulting in the Death of Aydd Ahmad al-jabouri, a Senior ISIS Leader who was planning Terrorist Attacks across Europe. <a href="https://t.co/jKEk4dTAna">pic.twitter.com/jKEk4dTAna</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/1643113778047770624?ref_src=twsrc%5Etfw">April 4, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Una volta raggiunta Idlib, sono scattati i piani per individuarlo e ucciderlo. Il terrorista era evidentemente seguito dai servizi segreti Usa e tenuto sotto stretto controllo. Questa mattina, come raccontato sempre da Abderrahman, una volta uscito dal suo nascondiglio situato a pochi chilometri da Idlib, Al Jabouri è stato colpito dall&#8217;ordigno sganciato da un drone statunitense. L&#8217;esponente jihadista è stato sorpreso mentre parlava a telefono passeggiando nell&#8217;isolato attorno l&#8217;edificio in cui abitava. Segno forse di un eccesso di fiducia sulla <strong>sicurezza</strong> del proprio ultimo nascondiglio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Al Jabouri all&#8217;interno dell&#8217;Isis</h2>



<p>Il generale Kurill si è detto certo che grazie a quest&#8217;ultimo blitz adesso lo Stato Islamico avrà più difficoltà a organizzare attentati. Soprattutto sul suolo europeo. Al Jabouri era infatti ritenuto il principale artefice di attacchi jihadisti nel Vecchio Continente. &#8220;Il terrorista &#8211; si legge in una dichiarazione di Michael Kurill &#8211; stava pianificando attacchi in Europa ed era responsabile dello sviluppo della struttura gerarchica del gruppo&#8221;.</p>



<p>Un ruolo cruciale quindi, sia a livello logistico che organizzativo. In una fase contrassegnata dal rapido susseguirsi di leader dell&#8217;Isis, con almeno tre &#8220;califfi&#8221; uccisi in altrettanti raid dal 2019 a oggi, la figura di Al Jabouri ha garantito fino a oggi un <strong>riferimento</strong> essenziale per i membri dell&#8217;Isis. Secondo i servizi di sicurezza Usa, il terrorista ucciso in questo martedì stava pianificando attentati ed era in procinto di dare ordini per compiere azioni di stampo jihadista in Europa. &#8220;La morte di Al Jabouri &#8211; ha concluso Kurill &#8211; priverà temporaneamente l&#8217;Isis della capacità di organizzare attacchi all&#8217;estero&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quei raid mirati sulla provincia di Idlib</h2>



<p>L&#8217;attacco &#8220;chirurgico&#8221; contro Al Jabouri è molto simile ad altri blitz operati dagli Usa contro i capi dell&#8217;Isis. Il più importante è stato senza dubbio quello dell&#8217;ottobre 2019, quando in una cittadina all&#8217;interno della provincia di Idlib è stato scovato e ucciso il fondatore dell&#8217;Isis, <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/abu-bakr-al-baghdadi-chi-era.html">Abu Bakr Al Baghdadi</a>. In quell&#8217;occasione, un commando di forze speciali ha fatto irruzione nell&#8217;ultimo nascondiglio del primo califfo dello Stato Islamico. Qui Al Baghdadi si è fatto esplodere assieme a uno dei suoi figli. </p>



<p>Lo stesso scenario si è avuto nel febbraio 2022, quando con un altro blitz chirurgico e indirizzato verso la propria abitazione, è stato ucciso il successore di Al Baghdadi, ossia<a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/chi-e-abdullah-qardash-il-nuovo-califfo-dello-stato-islamico.html?_gl=1*15egkku*_ga*MTcyOTk5NDU4LjE1OTUyNjQ5NzQ.*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY4MDYxNTg1Ny42NjQuMC4xNjgwNjE1ODU3LjAuMC4w&amp;_ga=2.91383133.650563003.1680615858-587293415.1601365185"> Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi</a>. Tre blitz quindi aventi in comune le modalità di esecuzione e l&#8217;area in cui sono stati effettuati. Ossia, per l&#8217;appunto, quella della provincia di Idlib. E qui vale la pena soffermarsi su altri due dettagli non certo secondari. </p>



<p>Idlib infatti non è mai stata una roccaforte dello Stato Islamico. Anzi, la regione è controllata da quasi un decennio dai successori del <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria.html">Fronte Al Nusra</a>, a sua volta erede della &#8220;costola&#8221; siriana di<a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html"> Al Qaeda</a>. I due gruppi tra il 2012 e il 2013, nell&#8217;ambito della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">guerra civile siriana</a>, si sono dati battaglia e da allora appaiono in costante conflitto. Eppure, tutti i principali leader dell&#8217;Isis hanno trovato qui le proprie ultime dimore. </p>



<p>L&#8217;altro dettaglio riguarda invece i rapporti diretti tra <strong>Usa</strong> e <strong>Russia</strong>. Anche se la provincia di Idlib è fuori dal controllo di Damasco, il suo spazio aereo invece è pienamente in mano all&#8217;aviazione russa. Mosca infatti, impegnata dal 2015 nel supporto al governo di Assad, controlla i cieli delle aree occidentali della Siria. Gli Usa invece, impegnati a loro volta nell&#8217;appoggio alle forze curde, hanno la propria influenza sullo spazio aereo a est dell&#8217;<strong>Eufrate</strong>. C&#8217;è quindi un accordo non scritto tra Mosca e Washington che delimita i rispettivi campi di azione. Quando gli Stati Uniti colpiscono a Idlib, non sono da escludere comunicazioni tra i vertici della sicurezza della Casa Bianca e del Cremlino. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/uccisa-la-mente-degli-attacchi-isis-in-europa.html">Uccisa la &#8220;mente&#8221; degli attacchi Isis in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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