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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>In Italia non si parla più del genocidio a Gaza. Dopo la tregua, notizie diminuite dell’84%</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/in-italia-non-si-parla-piu-del-genocidio-a-gaza-dopo-la-tregua-notizie-diminuite-dell84.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 08:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Italia quasi tre quarti della popolazione si informa attraverso canali digitali. Secondo le stime più recenti, oltre 43 milioni di persone — circa il 73% degli italiani — accedono quotidianamente a notizie online, che si tratti di articoli sui siti di informazione, contenuti nei feed di Facebook, video su YouTube e TikTok o, sempre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/in-italia-non-si-parla-piu-del-genocidio-a-gaza-dopo-la-tregua-notizie-diminuite-dell84.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/in-italia-non-si-parla-piu-del-genocidio-a-gaza-dopo-la-tregua-notizie-diminuite-dell84.html">In Italia non si parla più del genocidio a Gaza. Dopo la tregua, notizie diminuite dell’84%</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Italia quasi tre quarti della popolazione si informa attraverso canali digitali. Secondo le stime più recenti, oltre <a href="https://www.statista.com/statistics/551095/estimation-of-internet-users-by-data-provider-italy/">43 milioni di persone</a> — circa il 73% degli italiani — accedono quotidianamente a notizie online, che si tratti di articoli sui siti di informazione, contenuti nei feed di Facebook, video su YouTube e TikTok o, sempre più spesso, post e reel su Instagram. Se negli anni passati Facebook ha rappresentato il principale snodo della distribuzione delle notizie, oggi è Instagram a concentrare la quota più dinamica dell’informazione social, diventando di fatto il primo strumento con cui gli italiani oggi si informano.<br><br>Negli ultimi anni numerose pagine editoriali italiane hanno consolidato una presenza significativa su queste piattaforme, accumulando centinaia di migliaia — in alcuni casi milioni — di follower, con una crescita particolarmente marcata durante il periodo pandemico. Parallelamente, con l’intensificarsi del genocidio a Gaza, a livello nazionale e internazionale si è assistito alla proliferazione di account di citizen journalism nati con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla crisi umanitaria nella Striscia anche quando il tema tendeva a uscire dal ciclo delle breaking news.<br><br>E se il citizen journalism oggi si occupa ancora di Gaza, chi dovrebbe esercitare la funzione di watchdog, di guardiano dell’informazione, con milioni di follower a cui parlare, non lo fa. <br><br>In InsideOver ci siamo posti una domanda: cosa è accaduto, nel contesto social informativo italiano, alla copertura&nbsp;del genocidio a Gaza dopo la firma della tregua tra Hamas e Israele del 10 ottobre 2025? La domanda nasce da un presupposto: la tregua è esistita solo sulla carta. Mai rispettata, ha prodotto oltre 600 morti in 3 mesi con decine di donne e bambini massacrati. Ogni giorno, dal 10 ottobre 2025, Israele ha ucciso almeno una persona a Gaza. Alla fine di ottobre si è avuto uno dei bilanci più tragici, <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.theguardian.com/world/2024/oct/27/israeli-strikes-gaza-ramat-hasharon-bus-stop-un-chief&amp;ved=2ahUKEwibg5O_zOeSAxW5nf0HHbodBjkQFnoECEYQAQ&amp;usg=AOvVaw2mqXl5lj-u0onKwvIZX2Bo">oltre 70 morti in 24 ore</a> nonostante una tregua dichiarata. In meno di un mese, tra il 10 ottobre e il 10 novembre 2025, mentre sulle colonne italiane le notizie su Gaza sono totalmente scomparse, Israele <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.aljazeera.com/news/2025/11/11/how-many-times-has-israel-violated-the-gaza-ceasefire-here-are-the-numbers&amp;ved=2ahUKEwiwjruyxeeSAxWBVvEDHYAXBbgQFnoECB4QAQ&amp;usg=AOvVaw2Rwlu6vRpGYqXx6oFNPkfJ">ha violato la tregua</a> quasi 700 volte.</p>



<p>Per rispondere, la redazione di InsideOver ha analizzato i feed Instagram di cinque tra le testate italiane con la maggiore diffusione sui social e contemporaneamente incluse nella <a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/digital-news-report/2025/italy">classifica 2025 del Reuters Institute </a>tra i media ritenuti più affidabili nel Paese. Per ragioni di privacy editoriale, teniamo anonime le testate e le indichiamo come Media A, Media B, Media C, Media D e Media E.<br><br>Nel loro insieme, i cinque profili analizzati parlano a una platea complessiva di <strong>circa 6,3 milioni di follower</strong>, intercettando una porzione rilevante del primetime informativo sui social in Italia. La loro capacità di orientare visibilità e priorità tematiche nel feed di milioni di utenti rende particolarmente significativo l’andamento della copertura osservata. L’analisi ha preso in esame tre finestre temporali: il mese precedente alla tregua (settembre 2025), il mese della firma (ottobre 2025) e il mese successivo (novembre 2025). I dati mostrano una contrazione marcata della presenza del tema del genocidio a Gaza nei contenuti pubblicati sui social tra settembre 2025 e novembre 2025, di seguito il risultato finale.</p>



<p>Nel dettaglio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tra settembre 2025 e novembre 2025, il Media A ha ridotto la copertura sul genocidio a Gaza del <strong>92%</strong></li>



<li>Tra settembre 2025 e novembre 2025, il Media B ha registrato una diminuzione dell’<strong>86%</strong></li>



<li>Tra settembre 2025 e novembre 2025, il Media C ha segnato un calo del <strong>78,6%</strong></li>



<li>Tra settembre 2025 e novembre 2025, il Media D ha ridotto la copertura del <strong>69%</strong></li>



<li> Tra settembre 2025 e novembre 2025, il Media E ha mostrato la contrazione più netta, pari al <strong>94%</strong></li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="904" height="674" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-07.24.00.png" alt="" class="wp-image-506113" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-07.24.00.png 904w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-07.24.00-300x224.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-07.24.00-768x573.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-07.24.00-600x447.png 600w" sizes="(max-width: 904px) 100vw, 904px" /></figure>



<p>Complessivamente, la nostra analisi ha determinato che la copertura social relativa al genocidio a Gaza ha registrato una <strong>riduzione media dell’84%</strong> rispetto al periodo precedente alla firma della tregua tra Israele e Hamas.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="872" height="506" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-08.14.18-1.png" alt="" class="wp-image-506115" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-08.14.18-1.png 872w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-08.14.18-1-300x174.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-08.14.18-1-768x446.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-08.14.18-1-600x348.png 600w" sizes="(max-width: 872px) 100vw, 872px" /></figure>



<p>Accanto alla riduzione percentuale emerge un ulteriore elemento quantitativo che rafforza il quadro. Uno dei cinque media analizzati ha pubblicato una sequenza di <strong>240 lanci social consecutivi</strong> (post) senza alcun riferimento a Gaza, alla Cisgiordania o ai Territori Palestinesi. In termini temporali, si tratta di <strong>circa 22 giorni di pubblicazioni</strong> prive di copertura sul genocidio. Nello stesso arco di tempo, secondo i dati raccolti dal Ministero della salute di Gaza, a Gaza si sono registrate <strong>oltre 60 morti attribuite a bombardamenti o esecuzioni da parte dei militari IDF sui civili</strong>.</p>



<p></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia delle città</title>
		<link>https://it.insideover.com/dossier/litalia-delle-citta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 18:23:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vaticano San Pietro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-1024x497.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Italia è il Paese dei mille campanili e delle molte città peculiari e portatrici di una storia e di una cultura uniche, oltre che di una caratterizzante apertura al mondo che contribuisce, sommandosi al resto del coro, a costruire un Paese unico nel suo genere. InsideOver guida i lettori in un Grand Tour del Belpaese, scoprendo le città tra storia e modernità, tra cultura e proiezione economica, oltre ogni stereotipo e semplificazione.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vaticano San Pietro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-1024x497.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/litalia-delle-citta">L&#8217;Italia delle città</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Marco Santarelli: &#8220;Starlink per l&#8217;Italia? Solo finché non arriva l&#8217;IRIS2 europeo&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/marco-santarelli-starlink-per-litalia-solo-finche-non-arriva-liris2-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 16:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[elon musk]]></category>
		<category><![CDATA[Governo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Starlink]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1418" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1-600x443.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1-1024x756.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1-768x567.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1-1536x1134.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Marco Santarelli, esperto del settore sicurezza, analizza il possibile impatto di Starlink e offre un'ipotesi alternativa.   </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/marco-santarelli-starlink-per-litalia-solo-finche-non-arriva-liris2-europeo.html">Marco Santarelli: &#8220;Starlink per l&#8217;Italia? Solo finché non arriva l&#8217;IRIS2 europeo&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1418" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1-600x443.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1-1024x756.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1-768x567.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1-1536x1134.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una chat di Stato per proteggere dati e conversazioni che devono restare &#8220;segrete&#8221;. Il rischio di spionaggio da parte di intelligence, alleate o avversarie, e i satelliti di <strong>Elon Musk</strong> che preoccupano una parte dell&#8217;Italia. Abbiamo intervistato <strong>Marco Santarelli</strong>, docente di sicurezza ed intelligence e analisi investigative per enti governativi, esperto nel campo dell&#8217;analisi delle reti, infrastrutture critiche, intelligence, big data e energie del futuro, che già in tempi non sospetti aveva affrontato un terreno impervio per l&#8217;opinione pubblica, preoccupata dall&#8217;avvento di<strong> Starlink</strong> e spaventata dalla possibilità che una potenza o degli agenti esterni possano &#8220;violare&#8221; la sicurezza delle comunicazioni più sensibili. Affidando ai <a href="https://www.cybersecurity360.it/cybersecurity-nazionale/una-chat-di-stato-contro-le-intercettazioni-ma-quel-che-serve-davvero-e-piu-consapevolezza/">sistemi crittografati </a>la sicurezza delle <em>trasmissioni</em>. Dal momento che lo stesso vertice del <strong>DIS</strong>, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, ha sottolineato a più riprese come il<strong> rischio di spionaggio</strong> da parte di statali e privati sia <strong>in aumento</strong>. Suggerendo l&#8217;adozione di un sistema con alti livelli di controllo e monitoraggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il rischio di spionaggio che deve spaventare l&#8217;Italia</strong></h2>



<p>Sembrano cose da Guerra Fredda, ma dopo un susseguirsi di casi di cronaca il Governo italiano ha iniziato a pensare se sia giunta l&#8217;ora di adottare una &#8220;<em>chat ad hoc per le conversazioni ufficiali riservate che possa tutelare lo scambio di informazioni sensibili da intercettazioni o accessi non autorizzati da parte di terzi</em>&#8220;. Questa piattaforma potrebbe essere sviluppata da Telsy del gruppo TIM, e offrirebbe le stesse funzionalità delle più popolari WhatsApp, Telegram o Signal, imponendosi come “<em>strumento robusto e sicuro per effettuare comunicazioni sensibili in ogni tipo di ambiente operativo</em>” grazie a “<em>sofisticati layer di sicurezza</em>”. L&#8217;ispirazione viene da <strong>Olvid</strong>, il sistema impiegato dal Governo francese per le conversazioni tra i ministri.</p>



<p>Ci sarebbe poi un&#8217;altra questione poco &#8220;dibattuta&#8221;, come è stato recentemente ricordato dal procuratore <strong>Nicola Gratteri</strong>: l&#8217;Italia acquista auto blindate straniere destinate ai figure chiave e fibra ottica all&#8217;estero, telecamere di sicurezza che <em>&#8220;hanno microchip che portavano il segnale all’estero&#8221;. </em>Ciò comporta un rischio per la sicurezza alla base.</p>



<p><strong>Marco Santarelli, secondo la sua analisi della situazioni, quali sono i potenziali rischi e le criticità che un&#8217;inadeguata serie di accortezze&nbsp;e contromisure per la sicurezza delle comunicazione potrebbe comportare al nostro Paese se si continuerà a limitarsi a scambiare dati, più o meno sensibili, attraverso delle semplici app. che impiegano crittografia end-to-end, cito &#8220;la stessa attualmente utilizzata da piattaforme come WhatsApp&#8221;, che comunque viene usata dai nostri politici. Anche quelli che hanno accesso o devono lavorare con asset strategici, come l&#8217;Eni ad esempio, o con la Difesa?</strong></p>



<p>Intanto partiamo dal presupposto che nell’ambito della sicurezza <strong>nessuna misura è infallibile</strong> o impenetrabile al 100%. Specifichiamo, però, che ci sono <strong>tre elementi</strong>, che fino a poco tempo fa avevano un senso: l’elemento di sicurezza fisica, quella propria delle persone, esposte a situazioni limite; quello della sicurezza delle informazioni, con reparti pubblici e privati che le analizzano per evitare grandi crisi storiche; quello della sicurezza informatica, che sembrava essere completamente slegato dalla vita delle persone. In questo senso è avvenuta una sorta di rivoluzione copernicana, ovvero la vita ideale, la vita che prima sembrava essere una questione marginale soprattutto perché i computer si esaltavano secondo i nostri modelli (quella artificiale del web e dei social network), oggi è diventata una questione primaria poiché, attraverso algoritmi e meccanismi di costruzione in Machine Learning, la stessa sicurezza viene inglobata in un unico sistema in cui <strong>non c’è più nessun confine preciso</strong> tra quei tre elementi sopramenzionati. Come vediamo negli attentati terroristici, si può passare facilmente da elementi tradizionali a elementi contemporanei con un semplice <em>click</em>.</p>



<p>La vita delle persone non è più esposta solo fisicamente, ma anche in maniera eterea e attraverso <strong>i dati che loro stesse mettono a disposizione</strong>. Quindi, si è in un unico mondo, che tanti hanno definito ibrido, in cui l’attività di sicurezza passa attraverso una comunicazione fluida che mette insieme tutti i lati della nostra vita, nessuno escluso. Questo per dimostrare come la pericolosità non sia più qualcosa che si possa tecnicamente prevedere, ma è qualcosa che si delinea attraverso l’unione di più elementi. Uno di questi elementi è proprio il passaggio dei dati da un punto ad un altro, che prima avveniva attraverso sistemi tradizionali, mentre oggi avviene, benché sia tradizionale anch’essa, attraverso la <strong>crittografia</strong>.</p>



<p><strong>Quindi in che modo si può influire per salvaguardare la sicurezza in questa nuova era?</strong></p>



<p>Veniamo al punto: essendo cambiato il concetto di sicurezza che tecnicamente ormai riguarda tutti, dobbiamo passare dalla possibilità di capire cos’è la sicurezza alla capacità e la possibilità di capire come essere sicuri. L’approccio umano non basta più e servono strumenti. Questi ultimi sono il soggetto della&nbsp;maggior parte delle applicazioni o dei sistemi di comunicazione. Uno di questi sistemi è la crittografia end-to-end. Oggi non si devono più proteggere&nbsp;i dati quando vengono “rubati”, ma si deve garantire la vita stessa già nel momento in cui cerchiamo qualcosa sul web.&nbsp;Con la <strong>crittografia end-to-end</strong>, anche l<strong>e aziende tecnologiche che producono applicazioni crittografate</strong> <strong>non hanno le “chiavi” per decifrare il codice</strong>. Anni fa sono stato messo a capo di un progetto per un ente governativo in cui, da buon umanista, non essendo informatico, ho cercato di tradurre, insieme a tutto il gruppo, delle informazioni che provenivano dall’esterno in maniera neutrale e inserirle automaticamente all’interno di un sistema di interscambio informativo.&nbsp;Questo meccanismo ha permesso di capire come la crittografia su cui si devono porre le basi per il futuro non è quella attuale, ma, come dimostrano vari studi, si serve di altri tipi di tecnologie, ancora in fase di ricerca, che permettono di analizzare i messaggi e segnalare il materiale pericoloso senza violare la crittografia o rendere visibile il contenuto dei messaggi.</p>



<p>Una di queste è la “<strong>Scansione automatica</strong>”, che si basa sull’intelligenza artificiale per l’analisi dei contenuti e il confronto con un database di materiale identificato. Attraverso questa tecnologia, il messaggio potrebbe essere bloccato prima dell’invio o segnalato alle forze dell&#8217;ordine o al destinatario. Questa scansione può avvenire lato <em>client</em>, ossia sui dispositivi dell’utente prima che il messaggio venga crittografato e inviato, oppure lato <em>server</em>, quindi, a seguito dell’invio del messaggio e prima che il destinatario lo riceva. La presenza dell&#8217;<strong>Intelligenza Artificiale</strong> in questa tecnologia potrebbe portare al rischio di segnalazioni di messaggi non realmente problematici. Secondo il presidente della piattaforma <strong>Signal</strong>, Meredith Whittaker,&nbsp;“<em>la scansione lato client è un patto faustiano che annulla l’intera premessa della crittografia end-to-end, imponendo una tecnologia profondamente insicura che consentirebbe al governo di controllare letteralmente ogni parola prima che venga espressa</em>”.</p>



<p>Un’altra tecnologia in fase di studio è la “<em>Message franking e forward tracing</em>”. Il <strong>Message franking</strong> sfrutta la crittografia per segnalazioni verificabili di messaggi dannosi, a differenza della tecnologia attuale, che non permette di verificare il contenuto effettivo del messaggio e se il messaggio segnalato è stato manomesso. <strong>Facebook</strong> l’ha proposta nel 2017, incorporando tag che funzionano come firma elettronica digitale in ogni messaggio, così che al momento della segnalazione di messaggio pericoloso, la piattaforma social può verificare tramite il tag se il messaggio segnalato è stato manomesso. Il “<strong>Forward tracing</strong>”, invece, consiste nell’affrancatura dei messaggi per tracciare l’origine dei messaggi crittografati, così che nonostante i vari inoltri a cui sono solitamente sottoposti i messaggi dannosi si possa comunque risalire alla loro provenienza. Anche in questo caso, ci sono dubbi sulla legittimità di <a href="https://www.technologyreview.it/la-lotta-sul-futuro-della-crittografia-spiegata/">questo tipo di sistema</a>.</p>



<p>Nell’attesa della cosiddetta <strong>crittografia quantistica</strong>, in enorme ritardo e con tanti proclami di molti, che dovrebbe risolvere ogni problema perché si basa&nbsp;sulle leggi della fisica, in alcuni ambienti riservati si sta utilizzando di nuovo la cosiddetta&nbsp;<strong>DMZ</strong>, da <strong>Demilitarized zone</strong>, ovvero&nbsp;le reti tra apparati militari, in DMZ, protetti da più farewall in entrata e uscita, decriptano le informazioni attraverso un nodo continuamente diverso dal nodo principale.</p>



<p><strong>Recentemente&nbsp;Franco Bernabé, già amministratore di Telecom Italia, è intervenuto in una trasmissione televisiva nel merito della sicurezza delle informazione, e per questo vorrei conoscere la sua opinione rispetto alla reale capacità (menzionata da Bernabé) di spionaggio tecnologico che prevede o potrebbe aver previsto il &#8220;monitoraggio di informazioni anche su app. crittografate&#8221; da parte di agenzie come NSA e GRU. Queste due agenzie d&#8217;Intelligence, per non menzionarne altre, possono o hanno davvero &#8220;accesso&#8221; a dati sensibili del nostro Governo? Oppure a livello governativo, economico e industriale, le questioni più sensibili come quelle strategiche e o strategico-economiche vengono trasmesse solo attraverso piattaforme differenti, per tenerle &#8220;segrete&#8221; agli alleati come agli avversari o ai competitor?&nbsp;</strong></p>



<p>La domanda è molto complessa e la risposta si può dividere anche qui in <strong>tre parti</strong>. La prima parte, totalmente legata ad un ambito legislativo, riguarda il processo di indagine. Quando è in corso <strong>un’indagine </strong>in cui si hanno tutte le dovute autorizzazioni, ascoltare conversazioni, gestire conversazioni di tipo ambientale, entrare nelle chat e quant’altro, è un’attività investigativa del tutto lecita. Bisogna, tuttavia, fare un distinguo: se durante l’indagine un qualche ente giuridico, tra cui la procura, intende capire se l’indagato è recidivo o all’interno di una posizione compromettente, si possono lecitamente ascoltare le conversazioni e registrarle in via preventiva; se, invece, si acquisiscono le posizioni di un indagato già compromesso, il controllo sulle chat e quello che ne consegue sarà lecito, ma eseguito da tecnici forensi e non in via preventiva. Mentre nel primo caso, pur avendo un mandato o simili, si può entrare con sistemi ad hoc senza che l’individuo se ne accorga, nel secondo caso viene sequestrato il device o gli apparati compromessi.</p>



<p>La seconda parte riguarda un altro livello di sicurezza legata alla <strong>counter-intelligence</strong>, ovvero alla capacità di capire in anticipo, per il benessere proprio di un paese, le mosse di un altro paese o nazione o di un avversario, per poterne mitigare le eventuali <strong>azioni malevole</strong>. Qui ci dobbiamo chiedere qual&#8217;è la visione per cui questi dati o queste informazioni vengono prese. Pensiamo al <strong>caso Snowden</strong>, milioni di informazioni di persone completamente innocue o fuori da un discorso di controspionaggio sono state prese semplicemente perché erano collegate almeno in sei passaggi, i classici <strong>sei gradi di separazione</strong> in matematica, con altri personaggi che invece erano totalmente invischiati in situazioni illecite. Questo vuol dire, anche se non risponde esattamente a dei concetti proprio leciti, che, per proteggersi, in via preventiva, &#8220;<em>senza un mandato</em>&#8221; come si diceva precedentemente, alcuni apparati di sicurezza possono, appunto, sempre per il bene del proprio paese, <strong>captare alcune informazioni </strong>e conversazioni delle persone. Ma questa cosa è diversa rispetto a quello che è accaduto nella Seconda guerra mondiale, perché dal caso Snowden in poi, come detto poc’anzi, le informazioni hanno una predominanza utilitaristica. Faccio un esempio: l’informazione sul danneggiamento di cavi sottomarini, all’interno dei quali transita quasi la totalità dei nostri dati, è di interesse pubblico, mentre l’informazione legata agli individui coinvolti in un conflitto potrebbe essere solo di interesse politico e non di sicurezza globale perché il confine tra colpevoli e colpiti potrebbe non essere ben delineato.</p>



<p><strong>E &#8220;noi&#8221; quali strumenti abbiamo?</strong></p>



<p>L&#8217;ultima parte che volevo toccare riguarda appunto gli strumenti. Paradossalmente, tali strumenti, dovendo dotarsi di certificazioni mirate, un esempio tra tutti quello dei <strong>microchip</strong> o dei <strong>bluetooth,</strong> sono schedati all’interno di un processo produttivo che coinvolge una quantità enorme di persone, che, dovendo seguire una serie di controlli, conosce anche il contenuto di questi strumenti tecnologici. Questi ultimi, essendo facilmente reperibili, vengono venduti e, di conseguenza, sono attaccabili. In questo senso è fondamentale quello che dice il procuratore Gratteri sull’utilizzo di strumentazione da parte delle forze dell’ordine che proviene da <strong>fornitori esteri</strong>, che possono essere aziende cinesi, russe o aziende potenzialmente legate alla criminalità organizzata. Questi strumenti saranno probabilmente già compromessi alla nascita, per cui le figure impegnate in indagini sulla <strong>criminalità organizzata</strong>, tra cui anche gli investigatori esterni, rischiano di utilizzare sistemi ben conosciuti dai criminali, quindi facilmente scalabili da questi ultimi. A quel punto, un<strong> device</strong> che viene fornito attraverso una gara pubblica, <strong>rischia di essere hackerato</strong> semplicemente perché si conoscono già i circuiti e i modelli che vengono utilizzati all’interno di quel sistema. C’è stata, sotto questo punto di vista, una massificazione degli strumenti che non detengono più un’unicità per la parte investigativa, ma che riguardano tutti e come tali, riguardano anche i malintenzionati.</p>



<p><strong>Secondo lei, Santarelli, quale può essere l&#8217;impattato, i rischi e benefici del rapporto che il nostro Paese sta stringendo con Elon Musk e le sue tecnologie?</strong></p>



<p>Se ci riferiamo a<strong> Starlink</strong>, dobbiamo iniziare dicendo che Starlink è la <a href="http://(https://www.cybersecurity360.it/cybersecurity-nazionale/starlink-italia-sfide-tlc-in-attesa-iris2-errori-da-evitare/">costellazione satellitare</a> progettata dall’azienda spaziale statunitense SpaceX, di cui è proprietario <strong>Elon Musk</strong>, composta da oltre <strong>7.000 satelliti in orbita bassa</strong> e <strong>30.000 in via di autorizzazione</strong>, che ha iniziato ad operare circa sette anni fa con i primi satelliti lanciati in orbita tramite i razzi <strong>Falcon 9</strong>. In questi giorni si è parlato molto del possibile accordo tra il governo italiano e la società di Musk per l’adozione dei suoi satelliti, a quanto pare in fase di trattativa. Non sarebbe la prima volta che l’Italia si rivolge al di fuori dei confini europei, avendolo già fatto con <strong>Google</strong>, <strong>Microsoft</strong> e <strong>Amazon</strong>, e potrebbe essere una soluzione ponte nell’attesa che entri in azione il progetto europeo a cui il nostro Paese ha già aderito, ossia <strong>IRIS2</strong>. </p>



<p>IRIS2, che dovrebbe partire all’incirca nel <strong>2030</strong>, prevede la realizzazione di una costellazione di satelliti propria da sfruttare per le comunicazioni governative e di sicurezza. Tuttavia, per evitare che, come anche ha sottolineato l’eurodeputato Christophe Grudler, Rapporteur e negoziatore per il Parlamento europeo di IRIS2 in un’intervista per <em>Key4biz</em>, il nostro Paese <strong>perda la sua sovranità</strong> e indebolisca il suo ruolo di leadership in IRIS2, mettendo anche a rischio la sicurezza delle informazioni, sarebbe più strategico che resti su un sistema europeo sfruttando GovStaCom, programma spaziale istituito nel 2021, che potrebbe entrare in azione nel corso di quest’anno. Rispetto a IRIS2, non prevede la realizzazione di una infrastruttura dedicata in orbita, ma sfrutta un sistema comune di capacità e servizi già a disposizione a livello nazionale, che collega tramite <em>hub </em>gli utenti governativi ai centri operativi in tutta sicurezza. IRIS2, una volta a regime, sarà in grado di integrarsi a <strong>GovStaCom</strong>.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/marco-santarelli-starlink-per-litalia-solo-finche-non-arriva-liris2-europeo.html">Marco Santarelli: &#8220;Starlink per l&#8217;Italia? Solo finché non arriva l&#8217;IRIS2 europeo&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Marco Dreosto: &#8220;Sulla Via del Cotone corre l&#8217;interesse nazionale&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/marco-dreosto-italia-sulla-via-del-cotone-corre-linteresse-nazionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 08:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo Allargato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="804" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/image0-1-e1736758033606.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/image0-1-e1736758033606.jpeg 804w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/image0-1-e1736758033606-600x410.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/image0-1-e1736758033606-300x205.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/image0-1-e1736758033606-768x525.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 804px) 100vw, 804px" /></p>
<p>Il progetto è chiaramente alternativo all'idea della Nuova via della Seta cinese ed è un vettore di difesa degli interessi dell'Italia. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/marco-dreosto-italia-sulla-via-del-cotone-corre-linteresse-nazionale.html">Marco Dreosto: &#8220;Sulla Via del Cotone corre l&#8217;interesse nazionale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="804" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/image0-1-e1736758033606.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/image0-1-e1736758033606.jpeg 804w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/image0-1-e1736758033606-600x410.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/image0-1-e1736758033606-300x205.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/image0-1-e1736758033606-768x525.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 804px) 100vw, 804px" /></p>
<p>Data l&#8217;attenzione attirata dalle prospettive del <strong>Progetto Imec</strong>,<a href="https://it.insideover.com/economia/il-porto-di-trieste-al-bivio-tra-via-del-cotone-e-via-della-seta.html"> Indo-Middle East-Europe Corridor</a>, abbiamo intervistato il senatore <strong>Marco Dreosto</strong> sulle prospettive di una futura cooperazione tra Italia e India. Il senatore Dreosto, rappresentante dal Friuli Venezia Giulia e membro dell’Ufficio di Presidenza della Commissione Esteri e Difesa, si è recentemente recato in India per una sessione di incontri di alto livello, continuando a curare il piano del nostro Paese che guarda con estremo interesse alle possibilità offerte dalla creazione di questo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-vero-cuore-deuropa-trieste-crocevia-delle-vie-mondiali-del-commercio.html">corridoio strategico</a> che troverebbe un Trieste un <em>hub</em> essenziale.</p>



<p><strong>Senatore, lei ha recentemente visitato l’India, potenza in ascesa con un futuro promettente, per valutare le prospettive di cooperazione tra Roma e Nuova Delhi in vista del progetto IMEC, che mira a connettere Europa, Medio Oriente e Asia, attraverso un corridoio strategico. A che punto è questo progetto?</strong></p>



<p>&#8220;Firmato durante il G20 in India, l’importanza di tale progetto è stata riaffermata più volte dai diversi attori protagonisti, sia dall’India che dall’Italia. Oltre alla mia visita a New Delhi, dove ho voluto riaffermare la strategicità del posizionamento geografico del <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> e del Porto di Trieste alle massime autorità competenti indiane compreso il Ministro dei Porti, anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha citato come Trieste e il FVG possano giocare un ruolo chiave nella ‘messa a terra’ del progetto. Stabilita la comune volontà politica di proseguire, ora serve accelerare sulla sua realizzazione. I <strong>recenti investimenti</strong> di una controllata della Msc a Vadhavan, il porto nel cuore dell’Imec, sembrano andare nella direzione auspicata&#8221;.</p>



<p><strong>Le connessioni strategiche tra l’Indo-Pacifico e il Mediterraneo Allargato, che, sappiamo da precedenti dati e informazioni, dovrebbe vedere nel porto di Trieste e nelle infrastrutture del Friuli Venezia Giulia degli asset cruciali, attualmente sono soggette a una minaccia ormai nota, gli armed-non-state actors come gli Houthi della Yemen. Secondo la sua opinione, questo tipo di minaccia rallenterà il processo di apertura verso il piano IMEC? Gli indiani sono preoccupati da questo scenario?</strong></p>



<p>&#8220;Proprio per questo è importante il corridoio. Per diversificare le rotte commerciali ed energetiche. Il corridoio, passando anche per l’Arabia Saudita, ad esempio, non andrebbe a sovraccaricare il <strong>Canale di Suez</strong> e il Mar Rosso. Inoltre, come Italia, abbiamo un interesse strategico sia alla realizzazione di questo corridoio sia a debellare la minaccia Houthi nel <strong>Mar Rosso</strong> per evitare la penalizzazione dei porti nel Mediterraneo. Ed è questo l’esempio perfetto nell’importanza degli investimenti in difesa: avere una marina militare pronta e reattiva per intervenire con tutte le strumentazioni necessarie a garantire la libera navigazione e delle rotte commerciali è strategico per la difesa dei nostri interessi nazionali, la cui difesa – non mi stancherò mai di dirlo &#8211; deve essere una bussola per il nostro Paese. E gli stessi interessi nazionali vanno difesi anche – se non soprattutto lontano dai confini nazionali&#8221;.</p>



<p><strong>Italia, ma soprattutto una regione strategica come il Friuli Venezia Giulia e Trieste, che, come lei hai detto “potrebbe rafforzare il posizionamento europeo nella nuova architettura commerciale globale”, sono pronte ad affrontare questa ambiziosa sfida? O dobbiamo avvalerci del supporto di altri contraenti? Ad esempio gli americani?</strong></p>



<p>&#8220;Al contrario della <em>Belt and Road </em>che era un progetto geopolitico con un egemone cinese, l’Imec o <strong>Via del Cotone</strong> è un progetto alla pari dove tutti gli Stati sono partner e hanno dei chiari vantaggi. L’idea della Via della Seta era sbagliata in partenza perché pretendeva una sottomissione dei partecipanti alle volontà e ai modi di agire di Pechino che &#8211; ricordo &#8211; è una dittatura comunista. Mentre ritengo che accordi strategici e geopolitici non possano essere presi con Paesi che spesso si sono dimostrati inaffidabili o addirittura ostili come la <strong>Cina</strong>. Questi accordi devono essere presi tra alleati e sicuramente gli Stati Uniti sono il più importante alleato che l’Italia ha&#8221;.</p>



<p><strong>Crede che la nuova Amministrazione statunitense, come la precedente, sarà uno sponsor di questa iniziativa? E se sì, la Cina ha un ruolo in questa propensione che porta verso uno stretto legame tra il mercato indiano e quello del Mediterraneo che ci vede protagonisti da oltre 2000 anni?</strong></p>



<p>&#8220;Abbiamo un dialogo fitto con gli amici repubblicani oltreoceano. Sono fiducioso che la nuova <strong>amministrazione Trump</strong> possa dare un contributo alla realizzazione di questo progetto che, ripeto, è tra soggetti pari. La Cina, al contrario, avrebbe voluto il controllo del <strong>Porto di Trieste</strong> creando un problema anche per la nostra sicurezza nazionale. Per fortuna non si è dato seguito a tale accordo e ora, grazie a questo governo, siamo riusciti a uscire dalla Via della Seta rimettendo il nostro territorio in asse con l’interesse nazionale (che è opposto a quello di Pechino) e in linea con gli alleati tradizionali. L’attenzione che i partner internazionali, a partire da Washington, hanno dimostrato alla nostra Regione è l’emblema di questo posizionamento, riaffermato anche dalle numerose visite del Presidente Fedriga oltreoceano&#8221;.</p>



<p><strong>Cambiando discorso, durante la sua missione, la nave scuola della nostra Marina Militare, Nave Vespucci, era alla fonda in India. Osservare un antico fasto così rappresentativo della nostra tradizione marinara, incastonato della prospettiva del futuro, ha suscitato in lei qualche riflessione o pensiero che può condividere con noi?</strong></p>



<p>&#8220;L’importanza del Vespucci Tour è enorme. Promuovere l’Italia, il <strong>Made in Italy</strong> e gli accordi commerciali tra il nostro Paese e gli altri partner attraverso questi strumenti rende il nostro Paese unico. Ringrazio la Marina Militare e tutti gli uomini in divisa per il loro lavoro per il sistema Paese. Siamo veramente orgogliosi di loro!&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/marco-dreosto-italia-sulla-via-del-cotone-corre-linteresse-nazionale.html">Marco Dreosto: &#8220;Sulla Via del Cotone corre l&#8217;interesse nazionale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Italia e Germania: le fondamenta della difesa europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/italia-e-germania-le-fondamenta-della-difesa-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 05:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Italia e Germania stanno ponendo una base industriale per difesa europea. È quanto riporta un articolo pubblicato su The National Interest dedicato ala cooperazione italo-tedesca che, secondo l&#8217;autore Paolo Messa e Valbona Zanelli va considerato come un &#8220;passo fondamentale verso la costruzione di una base industriale di difesa europea unificata&#8220;. Secondo gli autori dell&#8217;articolo, il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/italia-e-germania-le-fondamenta-della-difesa-europea.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/italia-e-germania-le-fondamenta-della-difesa-europea.html">Italia e Germania: le fondamenta della difesa europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Italia</strong> e <strong>Germania</strong> stanno ponendo una base industriale per <a href="https://it.insideover.com/difesa/difesa-comune-europea-un-primo-mattone-ce-il-voto-dira-se-arrivano-gli-altri.html">difesa europea</a>. È quanto riporta un <strong>articolo </strong>pubblicato su <em>The National Interest</em> dedicato ala cooperazione italo-tedesca che, secondo l&#8217;autore Paolo Messa e Valbona Zanelli va considerato come un &#8220;passo fondamentale verso la costruzione di una base industriale di <strong>difesa europea unificata</strong>&#8220;.</p>



<p>Secondo gli autori dell&#8217;articolo, il propellente di questa intesa complessa, è stato senza dubbio &#8220;l&#8217;invasione su vasta scala dell&#8217;<strong>Ucraina</strong> da parte della Russia&#8221;. L&#8217;<strong>aggressione militare</strong> che è sfociata in un conflitto convenzionale &#8211; per quanto sia ormai a tutti ben noto come in Ucraina fosse in corso da anni un conflitto portata avanti con il <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-di-spie-a-est-i-dieci-anni-della-cia-in-supporto-allucraina.html">sostegno di agenti esterni</a> &#8211; ha rappresentato un &#8220;campanello d&#8217;allarme sulla necessità di rivalutare l&#8217;attuale approccio europeo alla sicurezza collettiva e di evidenziare le vulnerabilità nei suoi meccanismi di difesa&#8221;.</p>



<p>È molto probabile che la nuova <strong>amministrazione Trump</strong>, che si insedierà alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio, confermi la richiesta già avanza in passato ai membri dell&#8217;Alleanza Atlantica di &#8220;assumersi maggiori responsabilità in materia di difesa&#8221; e di rispettare il patto di investire il<strong> 2% del PIL </strong>nel comporto difesa. Sopratutto ora che l&#8217;<strong>Europa</strong> è alla presa come le &#8220;crescenti tensioni globali&#8221; che stanno assistendo non solo alla deflagrazione di continuati e nuovi conflitti nell&#8217;aerea del <strong>Mediterraneo Allargato</strong>, ma anche a una serie di azioni che, attraverso la propaganda, la disinformazione, il sabotaggio e la guerra di intelligence stanno pian piano assumendo l&#8217;entità di una diffusa operazione di <a href="https://it.insideover.com/difesa/dalla-norvegia-allucraina-dalla-crimea-alla-finlandia-ecco-i-laboratori-della-guerra-ibrida.html">guerra ibrida</a> in tutto il Vecchio Continente.</p>



<p>La collaborazione citata da Messa e dalla Zanelli non sarebbe &#8220;solo un importante sforzo industriale&#8221; ma una &#8220;necessità strategica per l&#8217;Unione Europea&#8221;, atta a &#8220;consolidare e rafforzare le capacità militari europee per una forte posizione di difesa e per affermare la propria credibilità nelle relazioni transatlantiche in evoluzione, rafforzando l&#8217;<strong>efficacia complessiva della NATO</strong>&#8220;, scrivono i due membri dell&#8217;<em>Atlantic Council’s Europe Center</em>. Ma di cosa si tratta, nel dettaglio?</p>



<p>L’Italia e la Germania sono già partner del programma F-35, il Joint Strike Fighter che equipaggia le principali potenza del rinnovato blocco occidentale e dei suoi partner, garantendo una piattaforma di ultima generazione nel<strong> dominio aereo</strong>, ma sarebbero le recenti<strong> joint venture</strong> tra l&#8217;italiana Leonardo e la tedesca Rheinmetall nello sviluppo di carri armati di nuova generazione e veicoli da combattimento per la fanteria, nel campo del <strong>dominio terrestre</strong>, e la collaborazione tra ThyssenKrupp Marine Systems e Fincantieri, nello sviluppo di sottomarini convenzionali e <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-fincantieri-costruisce-i-sottomarini-che-segneranno-il-futuro-della-marina-militare.html">sistemi di difesa subacquea</a> essenziali a <strong>dominio marittimo</strong>, a segnare un passo di svolta verso l&#8217;idea di una &#8220;Difesa europea&#8221; che, almeno a livelli di produzione, integrazione nelle catene di fornitura della NATO, e minimizzazione di dualità di progetti, potrebbe concretizzarsi.</p>



<p>Ciò contribuirebbe, oltre al miglioramento della Difesa di entrambe le nazioni, a ridurre quella che viene descritta come &#8220;la <strong>frammentazione</strong> e l&#8217;<strong>inefficienza</strong>, facilitando una cooperazione più profonda con altri alleati, in particolare quelli dell&#8217;Europa orientale, e migliorando la prontezza e l&#8217;efficacia della NATO&#8221;, prosegue l&#8217;articolo.</p>



<p>L&#8217;obiettivo finale di Roma e Berlino è quello di &#8220;investire di più e in modo più strategico nelle nuove tecnologie, <strong>evitando duplicazioni </strong>e sfruttando una standardizzazione importante delle armi&#8221;, dimostrando quel citato pragmatismo che dovrebbe&nbsp;aver anticipato, almeno nei primi, il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/trump-potrebbe-essere-problema-lucraina-2248957.html">ritorno di Donal Trump</a> alla Casa Bianca. Dimostrando il proprio &#8220;impegno per la difesa, una questione che va oltre i bilanci per includere capacità industriale e <strong>coerenza strategica</strong>&#8220;. </p>



<p>Una decisone che potrebbe essere seguita dagli altri partner europei della NATO, che, tralasciando il delicato campo dell&#8217;<em>Intelligence</em> &#8211; che dovrà sempre essere separata e solo &#8220;coordinata&#8221; o condivisa negli ambiti necessari &#8211; dovrebbe giungere prima o dopo alla conclusione che sviluppare, produrre, acquisire e schierare i medesimi armamenti potrebbe rappresentare un vantaggio strategico importante nel <strong>confronto globale</strong> sempre più polarizzato su tre posizioni ben note che vede l&#8217;Europa accerchiata da interessi e nuove ambizioni.</p>
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		<title>Quali sono gli aeroporti migliori secondo i passeggeri?</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/quali-sono-gli-aeroporti-migliori-secondo-i-passeggeri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 16:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Aeroporti]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli aeroporti sono delle infrastrutture essenziali nella nostra era globalizzata. Qui transitano ogni giorno milioni di persone che devono mettersi in viaggio per ragioni di lavoro, turismo, salute, affetto. E tutti, almeno una volta nella loro vita, hanno constata autonomamente come alcuni hub siano più apprezzabili di altri per ragioni legate al loro posizionamento rispetto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/quali-sono-gli-aeroporti-migliori-secondo-i-passeggeri.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Aeroporto-credits-Erik-Odiin-via-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli aeroporti sono delle infrastrutture essenziali nella nostra era globalizzata. Qui  transitano ogni giorno milioni di persone che devono mettersi in viaggio per ragioni di lavoro, turismo, salute, affetto. E tutti, almeno una volta nella loro vita, hanno constata autonomamente come alcuni <em>hub</em> siano più apprezzabili di altri per ragioni legate al loro posizionamento rispetto al principale centro urbano, alla loro rete di collegamenti, all&#8217;efficienza dei servizi, alla manutenzione della struttura.</p>



<p>Se siete dei veri <em>Globe-Trotter</em> probabilmente aveva già stilato la vostra personale classifica degli<strong> scali nazionali</strong> e <strong>internazionali</strong> migliore, me in caso contrario,  alcuni report, studi e ricerche di mercato stilati da addetti ai lavori e setacciati da <a href="https://www.holidu.it/casa-vacanze/europa#aeroporti"><strong>Holidu</strong></a>, piattaforma attiva nel servizio di accoglienza, e <strong><a href="https://parkos.it/blog/gli-aeroporti-con-le-distanze-piu-lunghe-da-percorrere-a-piedi/.">Parkos</a></strong>, piattaforma che consente di confrontare e prenotare posti auto presso gli aeroporti quando si viaggia in auto, hanno portato alla luce alcune dati interessanti.</p>



<p>Secondo la&nbsp;classifica dei<strong> migliori aeroporti d&#8217;Europa </strong>del <strong>2024</strong>, stilata&nbsp;sulla base dei punteggi conseguiti su <em>Google Maps</em> e sul numero di recensioni sui 100 aeroporti più frequentati d&#8217;Europa, si evince ad esempio come il podio spetti agli aeroporti di<strong> Istanbul</strong> in Turchia, di <strong>Porto</strong> in Portogallo e di <strong>Atene</strong> in Grecia. </p>



<p>L&#8217;Italia compare solo 14° posto con l&#8217;aeroporto Leonardo Da Vinci di <strong>Roma-Fiumicino</strong>. Al 19° posto troviamo invece l&#8217;aeroporto di <strong>Milano-Malpensa </strong>&#8220;Silvio Berlusconi&#8221;. Il primo scalo della vecchia Inghilterra compare al posizione 28 della classifica, parliamo dell&#8217;Aeroporto di Heathrow, il più prossimo alla città metropolitana di Londra dopo l&#8217;aeroporto Londra-City. Mentre la <strong>Francia</strong> compare solo in 43° posizione con Aeroporto di Nizza-Costa Azzurra. L&#8217;Aeroporto Internazionale <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html">Charles de Gaulle</a> di <strong>Parigi</strong> si posizione al 61° posto. La <strong>Germania</strong> comporta per la prima volta qualche posizione dopo, con l&#8217;aeroporto di Hannover. L&#8217;Aeroporto Internazionale<a href="https://it.insideover.com/politica/che-cose-la-bad-godesberg-nominata-da-calenda.html"> Willy Brandt </a>di <strong>Berlino</strong> è al 82° posto. Ma non è tutto.</p>



<p>Una seconda analisi si è concentrata &#8220;quali sono gli&nbsp;aeroporti&nbsp;europei con le distanze a piedi più lunghe dall&#8217;ingresso della sala partenza al gate&#8221;. In questo caso la <strong>metodologia della ricerca</strong> ha utilizzando lo strumento di misurazione di <em>Google Earth</em>, ed è stata preso in considerazione il terminal più grande dell’aeroporto e la distanza è stata misurata dall’ingresso fino al <em>gate</em> più lontano.</p>



<p>In base a questo calcolo è quello di Madrid-Barjas Adolfo Suárez l&#8217;aeroporto europeo con la<strong> distanza maggiore</strong>&nbsp;, ossia <strong>2.503 metri</strong>. Anche in quella classifica la Grecia compare sul podio &#8211; benché non sia un vanto &#8211; con l&#8217;Aeroporto Internazionale di Atene e la distanza calcolata di 2.490 metri. Francia, Germania e Regno Unito compaiono tutte nelle <strong>prime cinque posizioni </strong>con l&#8217;Aeroporto di Parigi Charles de Gaulle, 2.346 metri; l&#8217;Aeroporto di Francoforte, 1.835 metri e l&#8217;Aeroporto di Londra Heathrow,  1.798 metri.</p>



<p>L&#8217;<strong>Italia </strong>segna la distanza più lunga, con 1.081 metri che devono essere percorsi nell&#8217;Aeroporto di Roma-Fiumicino mentre l&#8217;aeroporto di Catania-Fontanarossa è considerato come l&#8217;aeroporto italiano con la minore distanza da percorrere tra gate e l&#8217;ingresso, soli <strong>192 metri</strong>. Ovviamente non possiamo non tenere conto di queste analisi da passeggeri la complessità dello sviluppo dei principali aeroporti che devono svilupparsi su <strong>crismi essenzialmente diversi</strong> da quelli considerati per gli hub minori, spesso sviluppati su vecchie piste di aerodromi militari. Lì la distanza da affrontare a piedi si rivelerà sempre piaciuto corta, ma assai più lunga la distanza per collegarsi al tessuto urbano.</p>



<p></p>
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		<title>La patente per il cibo: prodotti agricoli più sani, lavoratori più rispettati</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-patente-per-il-cibo-verso-la-legalita-nella-filiera-agroalimentare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 11:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Caporalato]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="caporalato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo la morte di Satnam Singh, la piaga del caporalato ha attirato l’attenzione dei media e dei politici. La patente del cibo può combatterlo?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="caporalato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla luce degli ultimi avvenimenti, che hanno visto la morte di <strong>Satnam Singh</strong>, il 31enne indiano deceduto in seguito a un incidente sul lavoro nei campi di Latina, <a href="https://it.insideover.com/criminalita/satnam-singh-e-altri-180-mila-come-lui-nuovi-strumenti-per-stroncare-il-caporalato.html#google_vignette">il fenomeno del caporalato</a> ha attirato l’attenzione mediatica e politica, rivelando le condizioni di sfruttamento cui sono sottoposti molti lavoratori agricoli, spesso migranti. Ci si è chiesti in che modo ottemperare ad un problema che riguarda <a href="https://it.insideover.com/societa/indagini-giorgio-armani-ombre-made-italy.html">diversi settori </a>dell’industria italiana. Negli anni, in risposta a questa piaga sociale, si è fatto strada il concetto di <strong>patente per il cibo</strong>, un&#8217;iniziativa volta a certificare la legalità e l&#8217;etica delle filiere agroalimentari.</p>



<p>La patente per il cibo è una <strong>certificazione di legalità e trasparenza</strong> che garantisce che i prodotti alimentari siano coltivati, raccolti e trasportati nel rispetto dei diritti dei lavoratori, in totale assenza di sfruttamento della manodopera. L&#8217;obiettivo principale è quello di creare una filiera agroalimentare più etica e responsabile, assicurando che ogni anello della catena produttiva rispetti normative rigorose in materia di diritti umani e condizioni di lavoro.</p>



<p>In Italia ne ha parlato il sindacalista dell’USB e deputato della Repubblica Italiana <strong>Aboubakar Soumahoro, </strong>che da anni lotta per la realizzazione di questa patente. Il deputato ha spiegato che il processo per la creazione della Patente del Cibo dovrebbe partire dalla creazione di un <strong>programma di partnership</strong> promosso dal <strong>ministero dell’Agricoltura</strong>, coinvolgendo agricoltori, braccianti, sindacati, e aziende alimentari al dettaglio. I soggetti dovranno poi stabilire un “codice di condotta” per delineare le tutele per i lavoratori agricoli, lungo tutta la catena del cibo. Soumahoro ne parla come il primo passo per poter stabilire standard più alti . Conferirebbe anche un maggiore valore al <em>Made in Italy</em>, affinché diventi un’eccellenza anche in termini di giustizia sociale. Quando nel 2020 Soumahoro <a href="https://www.ilpost.it/2020/06/17/protesta-aboubakar-soumahoro/">presentò la proposta</a> a Giuseppe Conte, quest’ultimo la definì “un’idea bellissima” e anche “geniale”. Ma ad oggi resta solo una proposta in via teorica e nulla è stato fatto perché possa diventare un’opzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come funziona la patente per il cibo</strong></h2>



<p>Questa certificazione verrebbe concessa alle aziende che dimostrano di adottare <strong>pratiche etiche </strong>e trasparenti, dalla produzione alla distribuzione. I criteri di valutazione includono la <strong>tracciabilità </strong>dei prodotti, le condizioni di lavoro, la contrattualizzazione regolare dei lavoratori e il rispetto delle normative salariali. Così descritta, sembra una perfetta soluzione al caporalato.</p>



<p>In effetti, la patente per il cibo, promuovendo un sistema di tracciabilità, consentirebbe ai consumatori di conoscere l&#8217;origine dei prodotti e le condizioni di produzione. Con la promessa di una maggiore trasparenza, ad essere maggiormente responsabile dovrà essere ancora una volta il <strong>consumatore</strong>, a cui si demanda di fare scelte più consapevoli, quindi privilegiando i prodotti provenienti da filiere etiche. Più che altro facilitandogli questa scelta tramite un bollino.</p>



<p>È vero che le aziende certificate potrebbero ottenere un vantaggio competitivo, poiché i consumatori sono sempre più attenti alle questioni etiche e ambientali. Inoltre, questo potrebbe incentivare altre aziende a seguire l&#8217;esempio per non perdere quote di mercato. La certificazione impone anche il rispetto dei diritti dei lavoratori, inclusi salari equi, condizioni di lavoro sicure e contratti regolari. Da questo punto di vista potrebbe contribuire a migliorare le condizioni di vita dei lavoratori agricoli e a ridurre il fenomeno del caporalato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono gli ostacoli</strong></h2>



<p>Nonostante i benefici evidenti, la patente per il cibo presenta anche alcuni limiti e sfide. Ad esempio ci sono difficoltà di implementazione. La messa in pratica di un sistema di certificazione efficace richiede risorse significative e un impegno costante da parte delle autorità e delle aziende. Le verifiche e i <strong>controlli </strong>devono essere rigorosi e continui per evitare frodi e abusi.</p>



<p>Per di più, adottare questo sistema comporterebbe <strong>costi aggiuntivi</strong> per le aziende, che potrebbero essere riluttanti ad aderire, soprattutto in un settore dove i margini di profitto sono spesso ridotti. In aggiunta bisogna considerare una certa <strong>resistenza culturale</strong> e sociale, soprattutto in alcune realtà locali, dove potrebbero avere difficoltà nell&#8217;adozione di nuove pratiche. Il cambiamento richiede tempo e soprattutto un cambiamento di mentalità, non sempre è facile da ottenere.</p>



<p>Un altro fattore è il controllo limitato sulle piccole aziende agricole, spesso a conduzione familiare, che possono sfuggire ai controlli più rigorosi e non avere le risorse per adeguarsi ai criteri della certificazione.</p>



<p>La patente per il cibo rappresenta un passo importante verso la costruzione di una filiera agroalimentare più giusta e trasparente. Sebbene non sia una soluzione definitiva al problema del caporalato, può contribuire in modo significativo a migliorare le condizioni di lavoro e a promuovere una maggiore consapevolezza tra i consumatori. Affinché questa iniziativa abbia successo, però, è necessario un impegno coordinato da parte delle istituzioni, delle aziende e della società civile per superare le sfide e garantire una reale trasformazione del settore agroalimentare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-patente-per-il-cibo-verso-la-legalita-nella-filiera-agroalimentare.html">La patente per il cibo: prodotti agricoli più sani, lavoratori più rispettati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quei missili invisibili dall&#8217;Italia a Kiev per colpire le navi russe</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/quei-missili-invisibili-dallitalia-a-kiev-per-colpire-le-navi-russe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2024 08:11:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi all&#039;Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[missile]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Base-Raf-di-Akrotiri-Tornado-La-Presse-e1570820979457.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Caccia Tornado della Royal Ai Force britannica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Base-Raf-di-Akrotiri-Tornado-La-Presse-e1570820979457.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Base-Raf-di-Akrotiri-Tornado-La-Presse-e1570820979457-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Base-Raf-di-Akrotiri-Tornado-La-Presse-e1570820979457-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Base-Raf-di-Akrotiri-Tornado-La-Presse-e1570820979457-1024x497.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministro  della Difesa inglese spiega che anche l'Italia fornisce all'Ucraina i micidiali missili Storm Shadow. Ma è impossibile saperlo perché... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/quei-missili-invisibili-dallitalia-a-kiev-per-colpire-le-navi-russe.html">Quei missili invisibili dall&#8217;Italia a Kiev per colpire le navi russe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Base-Raf-di-Akrotiri-Tornado-La-Presse-e1570820979457.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Caccia Tornado della Royal Ai Force britannica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Base-Raf-di-Akrotiri-Tornado-La-Presse-e1570820979457.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Base-Raf-di-Akrotiri-Tornado-La-Presse-e1570820979457-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Base-Raf-di-Akrotiri-Tornado-La-Presse-e1570820979457-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Base-Raf-di-Akrotiri-Tornado-La-Presse-e1570820979457-1024x497.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Italia avrebbe fornito all&#8217;<strong>Ucraina </strong>sistemi d&#8217;arma offensivi &#8220;essenziali&#8221; per quelle che sono considerate tra le operazione più efficaci dell<strong>&#8216;intero conflitto</strong>. Stiamo parlando dei missili da crociera <a href="https://www.difesaonline.it/mondo-militare/siria-battesimo-del-fuoco-il-sistema-scalp-eg">Scalp-Eg</a>, o &#8220;Storm Shadow&#8221; per i britannici che hanno rivelato l&#8217;informazione in un momento estremamente delicato per il nostro Paese, alle prese con la nazionalizzazione di importanti<a href="https://it.insideover.com/economia/la-russia-nazionalizza-ariston-e-bosch-la-risposta-di-mosca-alle-sanzioni.html"> aziende</a> da parte di Mosca. A rivelare il nostro ruolo nella fornitura di questo <strong>sofisticato missile aviolanciabile</strong> è stato <strong>Grant Shapps</strong>, lo stesso segretario alla Difesa del Regno Unito che mesi fa aveva lasciato &#8220;intuire&#8221; al Cremlino come le loro navi, colpite e affondate mentre erano alla fonda, erano entrate nel mirino di un non meglio identificato sistema d&#8217;arma fornito dagli Occidentali. Lo Storm Shadow appunto.<strong> Missile strategico aviolanciabile </strong>progettato appositamente per limitare la sua &#8220;firma radar&#8221; e diventare a tutti gli effetti un missile <em>fantasma</em> attraverso la sua capacità <strong>Stealth</strong>.</p>



<p>Secondo i dati desecretati, il missile che noi e i francesi chiamiamo Scalp-Eg può raggiungere una velocità massima di Mach 0,8 e colpire obiettivi posti a una distanza &#8220;compresa tra i 250 e 560 km&#8221; dal punto di lancio attraverso un sistema di guida<em> fire and forget</em>; sistema basato su sensori sofisticatissimi che gli permettono di<em> </em>raggiungere il suo target seguendo il profilo del terreno per concludere la sua corsa attraverso il sistema che lo rende completamente autonomo, “confrontando l’immagine vista dal sensore con quella del bersaglio immagazzinata nella memoria”. Un arma estremamente efficace e letale, come hanno potuto constatare i russi che hanno perso dalle 3 alle 5 unità navali attraverso l<a href="https://it.insideover.com/guerra/i-missili-stealth-compliscono-ancora-gli-storm-shadow-allertano-mosca.html">&#8216;impiego di quest&#8217;arma</a>. E che le attribuiscono anche la distruzione del sito industriale di Luhansk, e di aver colpito il ponte stradale e ferroviario di Chonhar, in Crimea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;esternazione imprudente</h2>



<p>&#8220;<em>Penso che Storm Shadow sia stata un&#8217;arma straordinaria</em>&#8220;, ha sempre sostenuto il segretario alla Difesa britannico Grant Shapps nei suoi interventi e nei suoi post diffusi su X, ma durante una recente visita al sito di produzione dove vengono assemblati questi missili da crociera prodotti dal consorzio Mbda, ha anche dichiarato: “Sono il <strong>Regno Unito</strong>, la <strong>Francia</strong> e l’<strong>Italia</strong> a posizionare queste armi per l’uso, in particolare <strong>in Crimea</strong>. Queste armi stanno facendo una differenza molto significativa”. Esortando poi la Germania a fornire missili da crociera <strong>Taurus</strong> agli ucraini. A riportare le parole precise è stato il quotidiano <em>Times</em>. Esternazioni che sono entrata immediatamente nei radar di David Cenciotti invece, esperto analista del campo aeronautico militare che ha <a href="https://theaviationist.com/2024/04/28/italian-supply-storm-shadow-missiles-ukraine/">riportato il fatto</a> sul sito <em>The Avionist</em>. Secondo quanto esposto, dunque, il nostro Paese, insieme a Francia e Regno Unito, avrebbe fornito missili da crociera a Kiev consentendole di <strong>colpire obiettivi strategici</strong> da grade distanza, e garantendo agli equipaggi degli aerei che li hanno lanciati di rimare &#8220;fuori pericolo&#8221;. </p>



<p>Sarebbe la prima volta che l’Italia &#8220;figura&#8221; apertamente tra le nazioni che forniscono questo tipo di missili all’Ucraina. E questo nonostante il governo italiano &#8211; che mantiene notoriamente un &#8220;basso profilo&#8221; quando si tratta di questioni legate alla fornitura di armi o alla sua partecipazione in operazioni militari &#8211; non abbia mai annunciato ufficialmente il trasferimento del sistema d&#8217;arma sviluppato per essere lanciato da velivoli come il Panavia Tornado e gli Eurofighter in forza alla Royal Air Force britannica e all&#8217;Aeronautica Militare italiana, ai Dassault Rafale e Mirage 2000 in forza all&#8217;Armée de L&#8217;Air francese, ma anche da un vettore aereo come il <strong>Sukhoi Su-24</strong>: l’unico aereo in forza all’<strong>Aeronautica militare ucraina</strong> che può impiegarlo.</p>



<p>Il Su-24, codice identificativo Nato “Fencer&#8221;, è bombardiere tattico supersonico e si da il caso che l&#8217;Ucraina sia riuscita a proteggere la sua esigua flotta di bombardieri strategici per impiegarli in questo tipo di missioni &#8211; tra le più efficaci condotte nell&#8217;arco della guerra &#8211; in stretta collaborazione con il Gur, l&#8217;intelligence militare ucraina che sta &#8220;selezionando&#8221; i bersagli russi da colpire, e quello che si ritiene essere stato l&#8217;appoggio esterno delle <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-di-spie-a-est-i-dieci-anni-della-cia-in-supporto-allucraina.html">intelligence occidentali</a> che avrebbero concesso l&#8217;appoggio dei loro satelliti per completare la missione.</p>



<p>Secondo David Cenciotti &#8220;non abbiamo motivo di credere che Shapps abbia commesso un errore nel menzionare l&#8217;Italia tra i fornitori di Storm Shadow, anche se questa è ancora una possibilità&#8221;. L&#8217;unica conferma può giungere dal Ministero della Difesa italiano, che per adesso non ha commentato né smentito. Si ricorda in questo contesto che al termine di marzo il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> ha affermato che il valore delle forniture autorizzate all&#8217;Ucraina per il 2023 ammontava a <strong>417 milioni di euro</strong>. L&#8217;elenco di armi, veicoli e attrezzature militari che sono state fornite all&#8217;Ucraina e, secondo l&#8217;approvazione del Parlamento, verranno seguite da ulteriori <em>tranche</em> nel 2024, rimane comunque, formalmente,<strong> riservato</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/quei-missili-invisibili-dallitalia-a-kiev-per-colpire-le-navi-russe.html">Quei missili invisibili dall&#8217;Italia a Kiev per colpire le navi russe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Montecassino &#8217;44: silenzio e memoria nell&#8217;abbazia martire della guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/montecassino-44-silenzio-e-memoria-nellabbazia-martire-della-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2024 11:46:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008-600x405.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008-768x518.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ai piedi dell&#8217;abbazia di Montecassino, candida e sacrale struttura architettonica che svetta come un antico castello in dominio d&#8217;ogni panorama circostante, c&#8217;è una piccola strada di terra grigia senza pretese, che si svolge minuta e in linea retta verso un terrapieno sormontato da quella che alla distanza ricorda la forma di una croce. Dall&#8217;altezza della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/montecassino-44-silenzio-e-memoria-nellabbazia-martire-della-guerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008-600x405.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Cassino008-768x518.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ai piedi dell&#8217;abbazia di <strong>Montecassino</strong>, candida e sacrale struttura architettonica che svetta come un antico castello in dominio d&#8217;ogni panorama circostante, c&#8217;è una piccola strada di terra grigia senza pretese, che si svolge minuta e in linea retta verso un terrapieno sormontato da quella che alla distanza ricorda la forma di una croce. </p>



<p>Dall&#8217;altezza della collina, che sovrasta il livello del mare di ben 516 metri e sulla quale ci si arrampica agilmente solo con gomme e motore, superando stretti e numerosi tornanti, la forma a croce salta all&#8217;occhio non appena ci si sporge dalle bianche balaustre di marmo che cingono il chiostro del Paradiso. E nonostante lo spettacolo concesso dal panorama che guarda alla <strong>Valle del Liri</strong>, e coperte a sprazzi da nuvole basse in inverno svela i <strong>Monti Ausoni e il Monte Cairo,</strong> quella croce distante, che pare fatta di piccole piante rigogliose, non si può fare a meno di notarla assieme un piazzola, grigia anch&#8217;essa, dove sventolano senza posa una coppia di bandiere poste ad equa distanza. </p>



<p>Esso ho scoperto essere il <strong>cimitero militare</strong> polacco di Montecassino, eretto nel 1944, lo stesso anno in cui l&#8217;abbazia fondata nel&nbsp;529 da <strong>san Benedetto da Norcia</strong>, e dalla quale io mio affacciavo tra le nuvole, venne completamente rasa al suolo da 253 tonnellate di bombe ad alto potenziale miste a bombe incendiarie sganciate bombardieri Alleati. Il <strong>15 febbraio</strong> di ottanta anni fa.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418524030_950974906415829_6199522659952469537_n-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-414179" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418524030_950974906415829_6199522659952469537_n-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418524030_950974906415829_6199522659952469537_n-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418524030_950974906415829_6199522659952469537_n-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418524030_950974906415829_6199522659952469537_n-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418524030_950974906415829_6199522659952469537_n-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418524030_950974906415829_6199522659952469537_n-2048x1366.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418524030_950974906415829_6199522659952469537_n-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p></p>



<p>A vederla dalla facciata principale, dove sul grande arco d&#8217;ingresso troneggia la parola <em>Pax</em>, in rosso bordò, passeggiando con ossequioso silenzio nel giardino verdissimo che occupa il cortile rinascimentale contornato dagli archi barocchi e colonne corinzie di granito orientale su marmo bardiglio, nessun neofita della storia e dell&#8217;architettura potrebbe immaginare che questi ventimila metri quadrati di candida bellezza sono stati ridotti ad un cumulo di macerie dalla pioggia di bombe sganciare dalle &#8220;<strong>Fortezze Volanti</strong>&#8221; americane, i bombardieri B-17, e sono stati nascondiglio, avamposto e retroguardia, linea di contatto e ultimo baluardo di difesa dei <em>fallschirmjäger</em> tedeschi, i famigerati &#8220;diavoli verdi&#8221; della Luftwaffe che solo dopo la devastazione del luogo sacro vi basarono nidi di mitragliatrici e postazioni da mortaio per respingere gli Alleati; decisi a &#8220;rompere&#8221; la <strong>linea Gustav</strong> ed erroneamente convinti che proprio l&#8217;abbazia di Montecassino, vista come un&#8217;inespugnabile e temibile fortezza, fosse presieduta dal grosso della guarnigione nemica posta a difesa del settore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418707212_1596835981146797_4649513069282274912_n-1024x826.jpg" alt="" class="wp-image-414182" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418707212_1596835981146797_4649513069282274912_n-1024x826.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418707212_1596835981146797_4649513069282274912_n-scaled-600x484.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418707212_1596835981146797_4649513069282274912_n-300x242.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418707212_1596835981146797_4649513069282274912_n-768x620.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418707212_1596835981146797_4649513069282274912_n-1536x1239.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418707212_1596835981146797_4649513069282274912_n-2048x1652.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418707212_1596835981146797_4649513069282274912_n-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Alla base dell&#8217;atroce e immotivato gesto, c&#8217;è l&#8217;errore del generale neozelandese <strong>Bernard Freyberg</strong>, che ha ricevuto l&#8217;ordine di conquistare Cassino dall&#8217;alto comando Alleato, e l&#8217;avvistamento da parte di un ricognitore aereo di &#8220;truppe&#8221; tedeschi nei pressi dell&#8217;abbazia che domina la valle da una posizione strategica. Il generale Freyberg andrà per le spicce, ignorando il patrimonio artistico e la storia millenaria dell&#8217;abbazia. Richiede il bombardamento immediato della posizione nonostante la contrarietà del generale Clark, comandante in capo della forza di spedizione statunitense.</p>



<p>Il <strong>bombardamento aereo</strong>, annunciato dal tiro dei cannoni da campagna che avevano già bersagliato l&#8217;abbazia privata dei suoi tesori dai nazisti e resasi rifugio per civili e sfollati, avverrà in due ondate. E per un giorno intero le cineprese dei report di guerra immortaleranno l&#8217;anticamera dell&#8217;inferno. L&#8217;abbazia, martellata dai bombardieri provenienti dalle basi del sud d&#8217;Italia e dall&#8217;Africa, si gretola su se stessa in una nuvola di fumo che si nota per decine e decine di chilometri. Una dopo l&#8217;altra, le formazioni di B-25 Mitchell e B-26 Marauder aprono i portelli ventrali e lasciano cadere dozzine di bombe aeronautica, convenzionali e incederai. Poi la volta dei cacciabombardieri P-47, i Thunderbolt, e poi ancora di altre formazioni. Crollano le mura esterne, collassano le fondamenta, scoppiano come tronchi d&#8217;alberi secchi le colonne di marmo. Mutilante, per lo spostamento d&#8217;aria provocato dalle esplosioni, sono le statue che verrano sbriciolate una dopo l&#8217;altra. Non è dato sapere in quanti trovarono la morte dove avevano cercato la salvezza nel riparo. Molti erano gli sfollati. Ma ancora peggiore del danno provocato dalla <strong>decisione folle</strong> e cieca del generale Freyberg, sarà la beffa che lo attende.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="929" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/1920px-The_Battle_of_Cassino_January-may_1944_C4363-1024x929.jpg" alt="" class="wp-image-414181" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/1920px-The_Battle_of_Cassino_January-may_1944_C4363-1024x929.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/1920px-The_Battle_of_Cassino_January-may_1944_C4363-600x544.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/1920px-The_Battle_of_Cassino_January-may_1944_C4363-300x272.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/1920px-The_Battle_of_Cassino_January-may_1944_C4363-768x697.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/1920px-The_Battle_of_Cassino_January-may_1944_C4363-1536x1394.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/1920px-The_Battle_of_Cassino_January-may_1944_C4363.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il neozelandese, che crede di averla avuta vinta con quelle centinaia e centinaia di tonnellate di bombe, non manda &#8220;i suoi&#8221; a conquistare ciò che resta dell&#8217;abbazia e con essa la collina sita in una posizione strategica. Saranno i tedeschi a farlo. </p>



<p>E impadronendosi della rovine dell&#8217;Abbazia che è diventata la porta dell&#8217;apocalisse, perfetta per affrontare il nemico, ben trincerati, per decimarlo tra le rovine dove la posizione di vantaggio dell&#8217;altezza vince, e il difensore stabilisce il tiro del fuoco incrociato. Arresteranno l&#8217;avanzata degli Alleati per tre mesi. Decimando interi reggimenti nelle <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/carnaio-allombra-dellabbazia-battaglia-cassino-1914445.html">quattro battaglie</a> che verranno. Lasciando tra le macerie caduti neozelandesi, inglesi, americani, francesi, i gurkha e i polacchi. Almeno fino alla metà di maggio. Quando il 18 del mese una pattuglia del <strong>12º Lancieri &#8220;Podolski&#8221;</strong> si arrampica fino al monastero e penetra tra le rovine, affrontando ciò che resta dei tedeschi, ed issando la propria bandiera oltre l&#8217;ambita <strong>Quota 593</strong>. </p>



<p>Sarà allora, che tra le macerie e i morti di così tante nazioni, un trombettiere suonerà le note dell&#8217;<em>Hejnał</em>, melodia militare polacca che trovava la sua genesi nel lontano XII secolo. Interrompendo la &#8220;chiamata a raccolta&#8221;, questo era l&#8217;Hejnał, come la tradizione vuole: dato che la <strong>prima sentinella</strong> che suonò quelle note la prima volta per avvertire i compagni dell&#8217;assalto dei Tartari, venne trafitta a morte da una freccia scoccata dal nemico prima di poter proseguire. O almeno, così narra la leggenda.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="773" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/420690674_366385165951829_8889070298622223933_n-773x1024.jpg" alt="" class="wp-image-414184" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/420690674_366385165951829_8889070298622223933_n-773x1024.jpg 773w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/420690674_366385165951829_8889070298622223933_n-scaled-600x795.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/420690674_366385165951829_8889070298622223933_n-227x300.jpg 227w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/420690674_366385165951829_8889070298622223933_n-768x1017.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/420690674_366385165951829_8889070298622223933_n-1160x1536.jpg 1160w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/420690674_366385165951829_8889070298622223933_n-1547x2048.jpg 1547w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/420690674_366385165951829_8889070298622223933_n-1933x2560.jpg 1933w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/420690674_366385165951829_8889070298622223933_n-scaled.jpg 1450w" sizes="auto, (max-width: 773px) 100vw, 773px" /></figure>



<p>Quando addentrandomi per quella strada grigia e dritta, meno stretta di quanto appariva dall&#8217;alto, ma semplice e austera come l&#8217;avevo immaginata, prima di voltarmi ad ammirare l&#8217;<strong>abbazia restaurata</strong> tra il 1948 e il 1956 nel rispetto della pianta originale, per capire quale atto di coraggio avessero compiuto i soldati in uniforme marrone che l&#8217;avevano presa d&#8217;assalto sotto il fuoco delle mitragliatrici, lessi subito la placca che annunciava la natura del luogo dove mi trovavo. Diceva: &#8220;Passante, dì alla Polonia che siamo caduti fedeli al suo servizio&#8221;. </p>



<p>Oltre mille soldati del secondo corpo d&#8217;armata polacco sono seppelliti al cimitero militare di Montecassino. Tra loro sono custodite le spoglie mortali del generale&nbsp;<strong>Władysław Anders</strong>, deceduto a Londra nel 1970, e tumulato secondo le sue ultime volontà con i suoi soldati. Nella frazione di Caira, è il sacrario militare germanico di Cassino dove riposano le spoglie di 21.000 caduti dell&#8217;Italia del sud e sulla linea Gustav. Nel <strong>cimitero di guerra del Commonwealth di Cassino</strong> riposano oltre 4.000 soldati di tutti i vecchi domini dell&#8217;Impero britannico. Sono 3.000 i soldati che riposano presso il Cimitero Monumentale Francese di Venafro. I soldati americani caduti in questo settore riposano a nel cimitero militare di Nettuno. </p>



<p>Del sacrario polacco una cosa mi è rimasta impressa dall&#8217;anno della mia visita, e spesso mi sovviene alla mente, il continuo scampanare di mucche fulve, che stagliate a dozzine nel scorcio di prato verde che in un giorno di pioggia contrastava fortemente il grigio-blu del cielo pieno, mi ricordavano soldati, anzi, forse delle semplici anime, come quelle dei soldati in eterno riposo in quella valle, che si erano rese sentinelle e amiche. È un pensiero strano, non saprei dire: si diventa sempre sentimentali al cospetto dei cimiteri e dell&#8217;eterno riposto di chi ha dato la vita per una causa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="663" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418012936_1372291006744765_2543674555608987582_n-copia-1024x663.jpg" alt="" class="wp-image-414185" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418012936_1372291006744765_2543674555608987582_n-copia-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418012936_1372291006744765_2543674555608987582_n-copia-scaled-600x388.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418012936_1372291006744765_2543674555608987582_n-copia-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418012936_1372291006744765_2543674555608987582_n-copia-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418012936_1372291006744765_2543674555608987582_n-copia-1536x994.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418012936_1372291006744765_2543674555608987582_n-copia-2048x1325.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/418012936_1372291006744765_2543674555608987582_n-copia-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/montecassino-44-silenzio-e-memoria-nellabbazia-martire-della-guerra.html">Montecassino &#8217;44: silenzio e memoria nell&#8217;abbazia martire della guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli angeli del fango</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/gli-angeli-del-fango.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Isabel Demetz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 13:19:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1296" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-600x405.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-300x202.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-1024x691.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-768x518.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-1536x1037.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-2048x1382.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notte tra il 16 e il 17 maggio l'Emilia Romagna è stata colpita da una delle peggiori alluvioni degli ultimi decenni. Al via il processo di ricostruzione, tra il fango e la polvere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/gli-angeli-del-fango.html">Gli angeli del fango</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1296" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-600x405.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-300x202.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-1024x691.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-768x518.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-1536x1037.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCF1038SantAgata-2048x1382.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                        05.06.2023
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                    Gli angeli del fango
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                        La notte tra il 16 e il 17 maggio l&#8217;Emilia Romagna è stata colpita da una delle peggiori alluvioni degli ultimi decenni. Al via il processo di ricostruzione, tra il fango e la polvere.
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<p>“Vedi l’orologio lì, in alto? Le lancette sono ferme alle 03:45, l’ora esatta in cui l’acqua ha raggiunto la piazza. Da lì è rimasto fermo, proprio come il resto del paese.” A raccontarlo è Giovanni (nome di fantasia, <em>ndr</em>), volontario della Protezione civile, mentre si avvicina a un tendone allestito dalla stessa in piazza Umberto I, piazza centrale di Sant’Agata sul Santerno, comune a ovest di Lugo, in Provincia di Ravenna. Unico segno di vita in un centro che fino a poco fa era vissuto dagli abitanti del paese: un autocarro dal quale distribuiscono caffè, circondato da pile di succhi in scatola e di biscotti. “Qui i ‘Baiocchi’ e il succo d’ananas sono diventati il simbolo dell’emergenza dell’Emilia Romagna”, scherza la ragazza che sta dietro il bancone della camionetta. Anche lei fa parte della Protezione civile, come tutte le persone sedute all’ombra del tendone.</p>


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<p>Nell&#8217;arco di 15 giorni, dal 2 al 17 maggio, in Emilia Romagna è caduta una quantità d’acqua che di solito si registra in 7 mesi di pioggia, secondo quanto dichiarato dal meteorologo e presidente dell’Ampro Pierluigi Randi. A Sant’Agata si stima che nella sola notte del 16 maggio siano caduti tra i 100 e i 150 millimetri di pioggia. “Sono stato mandato qui in pre-allerta, l’acqua è arrivata verso le 4:00 del mattino, noi eravamo in campo alle 08:30”, racconta Giovanni. Il tendone sotto il quale sta sorseggiando il suo caffè è l’unico rimasuglio di una vita “normale”, interrotta dall’alluvione. I volontari e la Protezione civile sembrano aver preso il posto degli abitanti, infatti, solo pochi di loro transitano la piazza, che rimane perlopiù deserta: una coppia a spasso col cane, un signore in bici.</p>


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<p>Le strade circostanti non sono diverse. L’unico movimento è quello dei mezzi pesanti e delle macchine della Protezione civile che con le loro ruote alzano nubi di polvere che tinteggiano strade ed edifici di giallo. &#8220;Sembra il Far West&#8221;, commenta un residente. Lì dove il fango non si è ancora asciugato c’è chi cammina a fatica, cercando di non scivolare. Tranne che per il grugare delle tortore, il silenzio viene interrotto solamente dal rumore di trapano, pompe e getti d’acqua che cercano di lavare il pavimento. Testimoni di una ricostruzione che si rieccheggia per le strade, i cui attori, però, rimangono perlopiù dietro le quinte. L&#8217;unica eccezione: i volontari.</p>



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<p>“Gli angeli del fango”. È così che li chiama Giovanni, riprendendo il nome con cui sono stati battezzati dalla popolazione e dalla stampa. Flavio, dipendente del Comune di Sant’Agata, spiega che all’inizio dell’emergenza i volontari sono arrivati a centinaia. “Siamo partiti da una presenza di 1.600 volontari (Sant’Agata conta circa 2.860 abitanti, <em>ndr</em>). Questo ci ha dato la possibilità di rispondere a qualsiasi segnalazione, mandando anche 30 persone a compiere un lavoro per cui ne sarebbero bastate 5, permettendoci così di aiutare in fretta e su diversi fronti. Siamo arrivati al punto da poter mandare i volontari sul campo a raccogliere le segnalazioni di aiuto”. Ma la presenza dei volontari non è rimasta costante: “Ora, a due settimane dall’alluvione, molte persone sono tornate a lavorare, le aziende hanno riaperto e quindi il numero è calato significativamente. Adesso sono i residenti a dover venire da noi a segnalare se hanno bisogno e dobbiamo cercare di distribuirli in modo tale da soddisfare le richieste di tutti.”</p>


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<p>Il cuore pulsante di questa azione si trova lungo via Roma, presso la scuola elementare di Sant’Agata: qui, accanto al campo base della Protezione civile della Lombardia, è stata allestita la sede temporanea del Comune, dopo che il municipio è rimasto inaccessibile a causa delle alluvioni. Del prato verde su cui giocavano i bambini durante gli intervalli è rimasto solo una spianata di fango. Ora l’attività maggiore si concentra sotto un tendone blu, posto davanti l’ingresso del Comune. I volontari, tra pale, badili e panni appesi ad asciugare, restano in attesa di aver assegnato loro un lavoro: chi andrà a spalare, chi invece si occuperà della distribuzione di beni. Fra loro vi sono due amici, entrambi provenienti da Bologna, uno dei quali ha preso il permesso dal lavoro per poter scendere a Sant’Agata a dare una mano. Altri tre ragazzi provengono invece dall’Università di Bologna e tra un esame e l’altro, in piena sessione, si sono presi un giorno anche loro per aiutare i residenti del paese. Ci sono anche Flavia, Andrea e Roberto: “Via Bachelet 12” è l’indicazione che viene data a loro. Lì risiede una coppia anziana che proprio poco fa era venuta in Comune per segnalare il bisogno di avere alcuni volontari che li aiutassero a liberare il loro giardino dal fango.</p>



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<p>“Ci siamo svegliati alle 3:30 del mattino”, racconta il signore, la voce agitata dal ricordo di quella notte, “abbiamo guardato fuori dalla finestra e la strada intera era coperta d’acqua. Non vedevamo il muretto, le piante, tutto coperto dal fango”. Indica il portone del garage dietro di sé, sul color petrolio si staglia una linea color sabbia, all’incirca ad altezza d’uomo: “L’acqua è arrivata fin lì. Fortuna ha voluta che scorresse verso la fine della strada, una fiumara che ha continuato per sette, otto ore”. Nel frattempo, i tre volontari stanno lavorando, muniti di pale, per aiutare la coppia: strato dopo strato levano il fango dal loro giardino, le piante sono tuttora ricoperti da un sottile velo di polvere. La terra viene accumulata davanti alla casa in un mucchio, simile a tanti altri visibili per il paese.</p>



<p>Linee come quelle della casa in via Bachelet sono sparse per tutto il villaggio. Nella piazzetta della chiesa, alle spalle di piazza Umberto I, la notte del 16 maggio l’acqua ha ristagnato e sulla parete dell’edificio ecclesiastico i mattoni ancora bagnati segnano l’altezza che ha raggiunto: 1,60 metri. Ma non è l’unico testimone dell&#8217;alluvione, le case e le strade parlano da sé: decine sono i pian terreni le cui finestre sono spalancate sul buio, un vuoto che fino a pochi giorni fa era riempito di mobili e oggetti di valore, travolti da acqua e fango e ora riversati in cumuli sulle strade, in attesa di essere raccolti e portati al macero. In un panificio che da sulla strada principale vi sono sacchi di farina e di lievito, non ancora eliminati, che fermentano contaminati dall’acqua, mentre il cimitero, come visibile dal ponte, è ricoperto ancora da uno strato di fango.</p>



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<p>In questa apparente desolazione spicca ogni tanto la figura di una persona impegnata nella pulizia e nel censimento dei danni. Fra questi anche Girolamo Serrapica, dipendente della Segreteria Generale di Palazzo Marino, mentre valuta lo stato della piccola stazione di Sant’Agata, situata in cima alla collina. Come spiega, Girolamo fa parte del contingente personale amministrativo, inviato da parte del Comune di Milano in risposta alla richiesta dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Anche lui batte le strade del luogo, cercando di registrare e valutare dei danni che necessitano ancora di intervento. Fra questi anche i cumuli di macerie e mobili, appunto, che attendono l’arrivo dei mezzi della Protezione civile. Una volta compiuto il sopralluogo, dovrà poi coordinare i vari interventi con l’aiuto del Comune e della Protezione civile.</p>



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<p>L’intervento in ambito amministrativo comprende anche l’assistenza ai residenti che devono presentare la domanda di contributo per l’autonoma sistemazione, ovvero un contributo per coloro che sono sfollati e che ora devono trovarsi un altro luogo di abitazione e la domanda di contributi per l’immediato sostegno alla popolazione. Fra questi vi è la volontaria Monje, che spiega la fila di residenti che si sta creando dinnanzi all’ingresso del Comune: “La Regione ha finalmente pubblicato i moduli per la domanda per i contributi di sostegno; dunque, ci aspettiamo un grande afflusso durante la giornata di oggi e nei prossimi giorni”. I moduli sono stati in parte creati basandosi su quelli preesistenti, redatti durante le emergenze sismiche, ma “c’era bisogno di controllarli per vedere se potessero andare bene per un’emergenza alluvionale come questa”. La difficoltà sta anche nei tempi necessari per comprendere i moduli stessi, i documenti necessari e garantire una risposta e un servizio il più veloce possibile a chi ne necessita. Infatti, durante il mattino, a chi si avvicina in cerca di aiuto viene chiesta pazienza: “Devo prima studiarmeli io, poi vi saprò dire cosa serve”, è la risposta tipica che si sentono dire gli abitanti. “Passate oggi pomeriggio a partire dalle 14:00”.</p>


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<p>Nel frattempo si è fatta l’ora di pranzo e dietro la scuola, in un parcheggio, la Protezione civile di Parma sta distribuendo i pasti ai propri uomini e ai residenti. Fra i tavoli vi sono anche alcuni volontari, essendo pochi gli è stato detto che avrebbero potuto rivolgersi anche loro al banco cibo. “Sono molto gentili qui. Ci era stato detto di portarci dietro acqua, da mangiare e gli attrezzi necessari a lavorare, ma in realtà ci hanno fornito praticamente tutto loro. Sarà anche perché siamo di meno”, osserva Danilo, uno dei ragazzi addetti a spalare. </p>



<p>Giunto da Rimini, uno dei luoghi meno colpiti dal maltempo, stava lavorando fino a poco fa, insieme a due amici, in una via parallela. Il padrone di casa, a lavoro terminato, ha voluto cogliere l’occasione per ringraziarli: “Dico solo che che se non fosse stato per voi volontari oltre che nel fango saremmo stati nella…”, ha scherzato con i ragazzi di fronte a lui, per poi, d&#8217;un tratto, farsi serio: “Sapete, nella tragedia, nel disagio, ho visto anche una grande umanità e solidarietà. Voglio dire, non ti senti solo. Da tutto questo disastro riesce a emergere comunque un aspetto positivo”. I tre ragazzi hanno annuito. </p>



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<p>“Certo, a uno verrebbe da chiedere, quale aspetto positivo? Ci sono persone che hanno perso casa, mobili, tutto. Però continua ad affiorare questa grande umanità, che è importante. Ho visto persone, anche di una certa età, che si sono messe a piangere davanti ad una vita piena di sacrifici andata completamente persa. C’è gente che stava ancora pagando il mutuo.” &nbsp;In seguito alle alluvioni gli abitanti del paese, come quelli di molti altri comuni, sono rimasti senza luce. &#8220;Siamo rimasti due, tre notti senza elettricità. Durante queste sono arrivati gli sciacalli, hanno rubato pezzi di macchine, alcuni si sono persino spacciati come assistenti stradali e, muniti di carro attrezzi, hanno portato via interi veicoli&#8221;.</p>



<p>In una situazione, dunque, come quella a Sant’Agata sul Santerno e in Romagna può sembrare facile perdersi nel disastro dell’alluvione. La speranza rischia di coprirsi di quella patina di polvere che avvolge case, strade e macchine e ogni tentativo di ricostruzione potrebbe sembrare vano di fronte a certe tragedie. “Ci sono stati tre morti, non lontano da qui”, il signore alza la mano per indicare la direzione, “due erano in sedia a rotelle, morti annegati perché nessuno è riuscito a recuperarli.”</p>


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                                    Isabel Demetz
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