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	<title>Isole Spratly Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Nov 2025 01:02:06 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Isole Spratly Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gli Usa muovono la &#8220;Nimitz&#8221; per una dimostrazione di forza alla Cina nel Mar Cinese Meridionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 01:01:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Asean]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Spratly]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mar Cinese Meridionale (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-1024x494.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-1536x741.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-2048x988.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti stanno preparando una dimostrazione di forza nel Mar Cinese Meridionale per scoraggiare le azioni aggressive cinesi </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-muovono-la-nimitz-per-una-dimostrazione-di-forza-alla-cina-nel-mar-cinese-meridionale.html">Gli Usa muovono la &#8220;Nimitz&#8221; per una dimostrazione di forza alla Cina nel Mar Cinese Meridionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mar Cinese Meridionale (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-1024x494.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-1536x741.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-2048x988.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Comando per l&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong> (INDOPACOM) delle forze armate statunitensi ha emesso silenziosamente la scorsa settimana un ordine per preparare una “<strong>dimostrazione di forza</strong>” contro le manovre aggressive cinesi nel <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, secondo quanto appreso dalla <em><a href="https://www.cbsnews.com/news/u-s-show-of-force-chinese-aggression-south-china-sea-trump-xi-meeting/">CBS News</a></em>.</p>



<p>Non è chiaro quando questa operazione avrà luogo (se avrà luogo) ma l&#8217;ordine esecutivo dell&#8217;INDOPACOM ha stabilito di <strong>effettuare una dimostrazione di attacco di precisione</strong> in risposta alle crescenti ostilità della Repubblica Popolare Cinese (RPC) nelle acque contese di quel mare vitale per i commerci globali, in particolare per via delle continue e numerose azioni aggressive svolte nella ZEE (Zona Economica Esclusiva) delle Filippine, ai danni di imbarcazioni civili e militari di Manila. Altre due fonti di CBS avevano confermato che l&#8217;operazione è stata preparata come opzione, ritenendo però improbabile la sua esecuzione.</p>



<p>Questa dimostrazione di forza, secondo le prime indiscrezioni, dovrebbe riguardare il fuoco di precisione e impiegare sistemi come il ben noto lanciarazzi guidati <strong>HIMARS, </strong>ma non solo. Secondo fonti OSINT più recenti, infatti, la portaerei <strong>USS “Nimitz”</strong> (CVN-68) e il suo <em>Carrier Strike Group</em> (CSG), composto dai cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke USS “Gridley” (DDG-101), USS “Wayne E. Meyer” (DDG-108) e USS “Lenah Sutcliffe Higbee” (DDG-123), insieme all&#8217;incrociatore lanciamissili classe Ticonderoga USS “Princeton” (CG-59) e un altro Arleigh Burke, probabilmente l&#8217;USS “Fitzgerald” (DDG-62), stanno attualmente operando nel Mar Cinese Meridionale a circa <strong>100 miglia a Sud del conteso isolotto di Scarborough Shoal</strong>. </p>



<p>Questo posizionamento da parte del CSG-11 e di altre navi da guerra attualmente assegnate all&#8217;INDOPACOM sembra quindi confermare che Washington, nonostante i recenti segnali di distensione giunti dal vertice Trump-Xi in Corea del Sud, abbia deciso di <strong>proseguire nell&#8217;eseguire una dimostrazione di forza in quelle acque </strong>afflitte da un&#8217;annosa diatriba territoriale che vede la RPC rivendicarle nella sua quasi interezza. Tale azione, come accennato, potrebbe comportare il lancio di diversi razzi guidati da parte del sistema missilistico di artiglieria ad alta mobilità HIMARS in servizio nel Corpo dei Marines verso l&#8217;atollo di Scarborough.</p>



<p>L&#8217;isola, che si trova all&#8217;interno della ZEE filippina, è al centro di una lunga disputa territoriale tra RPC e Filippine sui diritti di pesca. Mentre Manila ha diritto di sfruttare le risorse naturali della sua ZEE, coma da Convenzione ONU sul Diritto del Mare (<strong>UNCLOS</strong>), Pechino sta sempre più aggressivamente bloccando l&#8217;accesso filippino all&#8217;isola e alle acque circostanti, giungendo a mettere in atto tentativi di speronamento e utilizzando i cannoni ad acqua delle sue imbarcazioni della Guardia Costiera. Una sentenza dell&#8217;arbitrato internazionale chiamato a dirimere la questione della sovranità sul Mar Cinese Meridionale del 2016 ha stabilito che la RPC stava <strong>illegalmente</strong> impedendo ai pescatori filippini di accedere alle zone di pesca tradizionali. A settembre di quest&#8217;anno, nell&#8217;ennesimo tentativo di mettere la comunità internazionale davanti al fatto compiuto, <strong>Pechino ha dichiarato che Scarborough Shoal sarebbe diventato una <a href="https://www.seafoodsource.com/news/supply-trade/satellite-image-appears-to-show-floating-barrier-around-scarborough-shoal">riserva naturale</a></strong>, in modo da avere un pretesto legale per interdire la navigazione alle unità filippine (e non solo).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le critiche del Pentgono alla Cina</h2>



<p>Come sempre accade, per tastare il polso del reale rapporto tra due Paesi, occorre guardare al punto di vista complessivo, e nonostante il recente accordo tra Washington e Pechino su dazi, soia e sullo stabilire una “<a href="https://apnews.com/article/china-us-asean-south-china-sea-cb665d76fbb965eb616f9209c410fbaa">linea rossa</a>” diretta tra le rispettive entità militari di alto livello, la questione del Mar Cinese Meridionale (e di Taiwan) regola ancora – per il momento – i rapporti diplomatici generali tra le due potenze divise dall&#8217;Oceano Pacifico. </p>



<p>Sabato scorso, infatti, il Segretario alla Difesa statunitense <strong>Pete Hegseth</strong> ha invitato le nazioni del Sud-Est asiatico a mantenere fermezza e a rafforzare le loro difese marittime contro le azioni “destabilizzanti” della RPC in quella che a tutti gli effetti è sembrata <strong>una dura critica alla crescente aggressività di Pechino nel Mar Cinese Meridionale. </strong>Il capo della Difesa USA <strong>ha criticato aspramente</strong> proprio la recente designazione, da parte di Pechino, di “riserva naturale” per l&#8217;atollo conteso, definendola una mossa insincera volta a consolidare il controllo con il pretesto della tutela ambientale. “Non si mettono piattaforme sulle riserve naturali”, ha detto Hegseth, riferendosi alle segnalazioni di strutture e ai pattugliamenti cinesi nella zona. “Questo è l&#8217;ennesimo tentativo di imporre nuove ed estese rivendicazioni territoriali e marittime a vostre spese” ha aggiunto ancora parlando ai ministri della Difesa dell&#8217;<strong>ASEAN</strong> in Malesia. </p>



<p>Hegseth ha esortato i Paesi dell&#8217;ASEAN ad accelerare i negoziati con Pechino sul raggiungimento di un codice di condotta per il Mar Cinese Meridionale, un accordo in discussione da oltre due decenni ma che non ha ancora prodotto un quadro vincolante né mai lo raggiungerà per le dinamiche che regolano i rapporti tra i Paesi rivieraschi: da un lato si cerca l&#8217;appoggio esterno per le proprie rivendicazioni, dall&#8217;altro si cerca di non perturbare troppo il gigante asiatico. All&#8217;ASEAN, comunque, da tempo si è giunti alla conclusione di voler<strong> cercare la “stabilizzazione” della regione</strong> condannando le aggressioni cinesi, ma sino a oggi nessun provvedimento esecutivo è stato mai raggiunto, anche per l&#8217;ingombrante presenza di Pechino.</p>



<p>Nel frattempo, Washington si è impegnata a <strong>espandere le esercitazioni militari</strong> <strong>congiunte</strong> e i pattugliamenti marittimi coi partner regionali. Il Segretario Hegseth ha accolto con favore l&#8217;esercitazione marittima ASEAN-USA pianificata per dicembre, definendola un passo cruciale verso il miglioramento dell&#8217;interoperabilità e<strong> la garanzia della libertà di navigazione</strong>, un principio fondamentale della politica indo-pacifica statunitense. Forse per questo la dimostrazione di forza USA nel Mar Cinese Meridionale è probabile: si tratta del tipico agire dell&#8217;amministrazione Trump che usa con particolare disinvoltura la forza militare. L&#8217;ASEAN invece si trova ora ad affrontare una <strong>prova decisiva</strong>: o riuscirà a presentare un fronte unito per salvaguardare i suoi diritti marittimi o correrà il rischio di vedere il predominio della RPC nel Mar Cinese Meridionale diventare una realtà irreversibile.</p>
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		<title>Non solo violazioni di sovranità: alta tensione tra Stati Uniti e Cina nel Mar Cinese Meridionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/non-solo-violazioni-di-sovranita-alta-tensione-tra-stati-uniti-e-cina-nel-mar-cinese-meridionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Spratly]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
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<p>La Cina rivendica quasi tutto il Mar Cinese Meridionale. Gli Usa ritengono che Pechino stia cercando di sfidare l’ordine marittimo stabilito.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA36073910-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA36073910-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA36073910-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA36073910-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA36073910-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA36073910-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA36073910-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA36073910-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La goccia che ha fatto traboccare il vaso è scesa dal cielo lo scorso 29 novembre, quando l&#8217;<strong>esercito cinese</strong> ha dichiarato di aver cacciato un incrociatore lanciamissili statunitense (<strong>USS Chancellorsville</strong>) che &#8220;si era introdotto illegalmente&#8221; nelle acque vicino alle <strong>Isole Spratly</strong>, al centro di rivendicazioni incrociate che chiamano in causa molteplici Paesi asiatici. </p>



<p>&#8220;Le azioni delle forze armate statunitensi hanno gravemente violato la sovranità e la sicurezza della Cina&#8221;, ha tuonato Tian Junli, portavoce del Comando del Teatro Meridionale dell&#8217;Esercito di liberazione popolare (Pla) cinese, dando ovviamente per scontato che quell&#8217;area fosse completamente sotto la <strong>sovranità </strong>del proprio Paese. </p>



<p>Secca la replica della Marina Usa, che ha definito la dichiarazione cinese come &#8220;falsa&#8221;, nonché l’ultima di una lunga serie di affermazioni effettuate per travisare le legittime <strong>operazioni marittime statunitensi</strong>. &#8220;L&#8217;USS Chancellorsville (CG 62) ha rispettato il diritto internazionale e poi ha continuato a condurre le normali operazioni in acque in cui si applicano le libertà in alto mare&#8221;, ha replicato Washington.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo ordine marittimo?</h2>



<p>La Cina rivendica quasi tutto il <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>. Le acque della regione si sono così trasformate in uno dei tanti punti critici nel difficile rapporto tra Pechino e Washington, con il governo americano che rifiuta le rivendicazioni cinesi in una regione marittima ricca di risorse. </p>



<p>Negli ultimi anni, le navi da guerra Usa hanno attraversato il Mar Cinese Meridionale con crescente frequenza, nel tentativo di dimostrare la falsità delle affermazioni del gigante asiatico. Come ha sottolineato <em>Asia Times</em>, le recenti attività marittime della Cina nella regione hanno sollevato timori non certo trascurabili. </p>



<p>Le navi del Dragone, infatti, si sono scontrate con imbarcazioni filippine, hanno sparato contro di essere con idranti e usato impulsi sonar vicino a una nave australiana. Gli Stati Uniti e i loro partner ritengono che la Cina stia cercando di sfidare l’<strong>ordine marittimo stabilito </strong>per dare vita ad un nuovo <strong>equilibrio</strong>. Washington ha infatti una visione abbastanza chiara del Mar Cinese Meridionale, dando per scontato che queste acque dovrebbero essere aperte e accessibili a tutti gli Stati, e che i Paesi del sud-est asiatico dovrebbero essere in grado di godere dei propri diritti sulle zone economiche esclusive lungo le loro coste.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni della Cina nel Mar Cinese Meridionale</h2>



<p>L&#8217;episodio sopra descritto, ovvero il transito di una nave americana in una zona contesa con annessi potenziali incidenti indesiderati, è il chiaro esempio dei rischi che corrono le due superpotenze. Vale dunque la pena accendere i riflettori sulle Spratly. Stiamo parlando di un gruppo di isole che comprende barriere coralline, banchi, situato vicino alle Filippine, al Brunei e alla Malesia, e a diverse centinaia di miglia dalle coste della Cina. L&#8217;area è rivendicata dalla Repubblica Popolare Cinese, da Taiwan (come Repubblica Cinese), dal Vietnam, dalle stesse Filippine, Malesia e Brunei. </p>



<p>La Cina rivendica da tempo il controllo (senza usare specificamente il termine “sovranità”) sul territorio all’interno della cosiddetta “<strong>linea dei nove trattini</strong>”, che comprende una regione che abbraccia gran parte del Mar Cinese Meridionale, comprese le Spratly. Tuttavia, Pechino non ha specificato se rivendica solo i territori presenti nell&#8217;area o anche le acque. La Cina sembrerebbe però essere chiaramente intenzionata a costringere le Filippine a lasciare la sua posizione nelle Spratly, indipendentemente dai diritti e dalle rivendicazioni legali formali delle Filippine. </p>



<p>In tutto ciò, se gli <strong>Stati Uniti</strong> dovessero intervenire – in particolare con le navi da guerra della propria Marina – il confronto con la Cina sarà inevitabile. Attenzione però, perché se gli Usa dovessero ignorare la situazione, la loro <strong>credibilità </strong>di Washington come alleato dei Paesi asiatici locali sarebbe messa in discussione. </p>



<p><em>Dulcis in fundo</em>, non dimentichiamoci le Spratly sono comunque nel “cortile” della Cina. Significa che le forze militari del Dragone porterebbero teoricamente mobilitare molte più forze aeree, marittime e missilistiche degli Usa per intervenire in caso di conflitto. Altrettanto importante: le forze cinesi opererebbero potendo contare su una catena logistica molto più efficiente di quella statunitense. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/non-solo-violazioni-di-sovranita-alta-tensione-tra-stati-uniti-e-cina-nel-mar-cinese-meridionale.html">Non solo violazioni di sovranità: alta tensione tra Stati Uniti e Cina nel Mar Cinese Meridionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il mare della tensione: cosa c&#8217;è in gioco nell&#8217;Indo Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-mare-della-tensione-cosa-ce-in-gioco-nellindo-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 18:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Paracelso]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Spratly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1007" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-300x157.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-1024x537.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-768x403.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-1536x806.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-2048x1075.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Mar Cinese Meridionale è al centro di tensioni internazionali che non accennano a raffreddarsi. Ecco gli ultimi aggiornamenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mare-della-tensione-cosa-ce-in-gioco-nellindo-pacifico.html">Il mare della tensione: cosa c&#8217;è in gioco nell&#8217;Indo Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1007" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-300x157.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-1024x537.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-768x403.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-1536x806.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220120081255514_dcb9024e28f85e6bc8142fe6e6d9e120-2048x1075.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> è uno specchio d&#8217;acqua che mette in collegamento l&#8217;Oceano Indiano e il Pacifico attraverso cui passa <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-italia-indo-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un&#8217;importante fetta dei traffici commerciali globali</a>. Esso in particolare si collega all&#8217;Oceano Indiano attraverso tre “strozzature” rappresentate dagli stretti di <a href="https://it.insideover.com/politica/malacca-sonda-lombok-tre-stretti-fondamentali-per-due-oceani.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Malacca, Sonda e Lombok</a> e al Pacifico tramite lo Stretto di Luzon, posto tra Taiwan e l&#8217;arcipelago delle Filippine. Per la sua posizione geografica strategica, il Mar Cinese Meridionale è diventato sede di <strong>tensioni </strong>internazionali da quando la Cina ha cominciato aggressivamente a rivendicarne la sovranità su circa l&#8217;80% della sua estensione. </p>



<p>Pechino agiesce sulla base della cosiddetta “<strong><em>Nine Dash Line</em></strong>” (Linea dei Nove Tratti): una demarcazione risalente al periodo immediatamente successivo al termine della Seconda Guerra Mondiale che ne riprende una ancora precedente, datata 1935. Questa divisione, del tutto arbitraria, esula dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (<strong>Unclos</strong>) – ratificata dalla stessa Cina peraltro – che limita le acque territoriali a uno spazio non superiore alle 12 miglia nautiche dalla costa. Il diritto internazionale ha istituito anche, nel 1982, quella che si definisce Zona di Esclusività Economica (Zee), ovvero la porzione di mare adiacente alle acque territoriali, che può estendersi fino a 200 miglia dalle linee di base dalle quali è misurata l’ampiezza del mare territoriale. Uno Stato costiero, pertanto, può rivendicare diritti esclusivi di sovranità in materia di esplorazione, sfruttamento, conservazione e gestione delle risorse ittiche oltre ad avere giurisdizione in materia di installazione e utilizzazione di isole artificiali, impianti e strutture, e può adottare leggi e regolamenti in molteplici settori. Tuttavia non si può impedire agli altri Stati la navigazione e il sorvolo della Zee, come pure il suo utilizzo per la posa di condotte e cavi sottomarini. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/battaglia-indo-pacifico-1024x650.png" alt="" class="wp-image-332571" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/battaglia-indo-pacifico-1024x650.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/battaglia-indo-pacifico-300x191.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/battaglia-indo-pacifico-768x488.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/battaglia-indo-pacifico-1536x975.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/battaglia-indo-pacifico-2048x1300.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La maggior parte del Mar Cinese Meridionale cade al di fuori del limite delle 200 miglia della Zee cinese, ma nonostante questo Pechino avanza da tempo diritti di sovranità su quasi tutto quello specchio d’acqua, che come detto si estende sino ai vitali accessi dello Stretto della Malacca. </p>



<p>La diatriba coinvolge gli Stati che si affacciano su quel mare (Taiwan, Vietnam, Filippine, Malesia, Indonesia, Brunei) e gli Stati Uniti, che da potenza talassocratica difendono la <strong>libertà di navigazione</strong>. La tensione che da anni caratterizza questa particolare area geografica è altrettanto elevata quanto quella per Taiwan, l&#8217;isola “ribelle” al centro delle mire espansionistiche cinesi. Dalle nostre colonne abbiamo sempre osservato il corso degli eventi nel Mar Cinese Meridionale, e pertanto possiamo offrire una panoramica storica che ne dimostra la maggiore instabilità nonostante gli sforzi internazionali per cercare di far tornare la tensione sotto il livello di guardia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell&#8217;Asean</h2>



<p>Cominciamo proprio da quest&#8217;ultimo punto e dal summit dell&#8217;<strong>Asean</strong> tenutosi in Indonesia il 7 settembre: in un documento diffuso dalla presidenza indonesiana, si sono riaffermati i principi dell&#8217;Unclos che “stabilisce il quadro giuridico all&#8217;interno del quale devono essere svolte tutte le attività negli oceani e nei mari ed è di importanza strategica come base per l&#8217;azione e la cooperazione nazionale, regionale e globale nel settore marino, e la sua integrità deve essere mantenuta”. Proprio quei principi che la Cina viola con le sue azioni aggressive volte a <strong>nazionalizzare </strong>la quasi totalità del Mar Cinese Meridionale. </p>



<p>Il primo atto giuridico cinese in questo senso si è avuto <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-fa-il-primo-vero-passo-verso-la-nazionalizzazione-del-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a settembre 2021</a> quando Pechino ha unilateralmente stabilito che un certo tipo di naviglio in transito in quello specchio d&#8217;acqua debba comunicare i propri dati alla Guardia Costiera cinese. Il secondo atto si è <a href="https://it.insideover.com/politica/la-mappa-della-discordia-della-cina-che-si-prende-un-pezzo-di-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avuto più di recente</a>, quando ad agosto una mappa pubblicata sul sito web del servizio cartografico standard del ministero delle Risorse Naturali cinese ha ufficializzato la sovranità sul Mar Cinese Meridionale, oltre ad aver inglobato un pezzo di Russia e di India, causando le proteste vivaci di Nuova Delhi e, al contrario, la scontata indifferenza russa. </p>



<p>In mezzo a questi due eventi, c&#8217;è stata una miriade di “incidenti” che hanno coinvolto tutti gli attori regionali (ed extra regionali come gli Usa) ma che hanno avuto come denominatore comune la condotta aggressiva cinese in quel mare che però non ha generato casus belli, come da precisa tattica del &#8220;<em>salami slicing</em>&#8220;. </p>



<p>Restando negli ultimi 10 giorni, il 31 agosto il <strong>Vietnam </strong><a href="https://baoquocte.vn/viet-nam-phan-doi-moi-hanh-vi-su-dung-vu-luc-doi-voi-cac-tau-ca-cua-viet-nam-hoat-dong-binh-thuong-tren-bien-240415.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha fatto sapere</a> che “si oppone a tutti gli atti di uso della forza contro i pescherecci vietnamiti che operano normalmente in mare, minacciando la vita e la sicurezza e causando danni alle proprietà e agli interessi dei pescatori, contrariamente al diritto internazionale, alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto di pesca del 1982” come risposta all&#8217;ennesimo intervento aggressivo della Guardia Costiera cinese contro pescatori vietnamiti nei pressi delle <strong>Isole Paracelso</strong>, rivendicate da entrambi i Paesi. </p>



<p>Medesima azione condotta venerdì 8 settembre anche contro <strong>vascelli filippini</strong> (due unità della Guardia Costiera e due rifornitori) che si sono avvicinati all&#8217;atollo Second Thomas Shoal nelle <strong>Isole Spratly</strong>, dove peraltro la Cina da tempo ha creato <a href="https://it.insideover.com/politica/mar-cinese-meridionale-le-fortificazioni-cinesi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">installazioni portuali e aeroportuali che sono state militarizzate</a>. Anche in questo caso si è trattato del secondo incidente in pochi giorni nella medesima zona. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta Usa alle sortite cinesi</h2>



<p>La risposta della Casa Bianca e dei suoi alleati alle azioni aggressive e all&#8217;atto giuridico rappresentato dalla nuova mappa non si è fatta attendere: <a href="https://news.usni.org/2023/09/05/japanese-u-s-the-philippines-drill-in-the-south-china-sea-china-contests-u-s-position-on-territorial-disputes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lunedì 4 settembre</a> unità navali giapponesi hanno effettuato esercitazioni antisom nel Mar Cinese Meridionale, mentre la U.S. Navy e la marina filippina hanno effettuato una navigazione congiunta lo stesso giorno. Nel frattempo, la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione e la Royal Thai Navy hanno iniziato domenica 3 un&#8217;esercitazione congiunta che si svolge intorno al Golfo di Thailandia e alla Thailandia orientale. </p>



<p>Tornando all&#8217;aspetto politico, la mappa cinese ha scatenato le reazioni di tutti gli Stati rivieraschi con la <strong>Malesia </strong>che rifiuta la demarcazione geografica e l&#8217;<strong>Indonesia</strong> che ha rafforzato i suoi legami con gli Stati Uniti: i due Paesi hanno annunciato congiuntamente il 6 settembre di voler elevare il loro livello di cooperazione in molti settori, tra cui quello della sicurezza marittima, della Difesa e della risposta alle minacce regionali. </p>



<p>Il quadro generale si fa più fosco quindi, considerando anche che la questione del Mar Cinese Meridionale oppone i contendenti tra di loro oltre che contro la Cina: proprio <a href="https://focustaiwan.tw/politics/202308290018" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a fine agosto</a> il governo di Taiwan ha riaffermato il diritto di condurre esercitazioni militari dentro e intorno a un&#8217;isola controllata da Taipei in quello specchio d&#8217;acqua conteso, dopo che il governo vietnamita ha protestato contro manovre tenutasi all&#8217;inizio del mese scorso. “Il Vietnam si oppone risolutamente a questo atto e chiede a Taiwan di non ripetere violazioni simili”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri vietnamita Pham Thu Hang, a dimostrazione che a volte non è sufficiente avere un nemico comune per <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-vietnam-contro-la-cina-per-il-gas-nel-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">far nascere un idillio</a>.</p>
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		<title>La Cina costruisce nuove isole artificiali nel Mar Cinese Meridionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-cina-costruisce-nuove-isole-artificiali-nel-mar-cinese-meridionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 14:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Paracelso]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Spratly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="713" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Portaerei-cinese-La-Presse-e1636484049320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Portaerei cinese (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Portaerei-cinese-La-Presse-e1636484049320.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Portaerei-cinese-La-Presse-e1636484049320-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Portaerei-cinese-La-Presse-e1636484049320-1024x522.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Portaerei-cinese-La-Presse-e1636484049320-768x391.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Prosegue con costanza la penetrazione cinese nello specchio d&#8217;acqua conteso del Mar Cinese Meridionale: a Lankiam Cay, conosciuta come Panata Island nelle Filippine, Whitsun Reef e a Sandy Cay, sono stati osservati cambiamenti fisici che sono il risultato dell&#8217;attività di posa di sedimenti, effettuata per strappare più terraferma al mare in modo da costruire infrastrutture &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-costruisce-nuove-isole-artificiali-nel-mar-cinese-meridionale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="713" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Portaerei-cinese-La-Presse-e1636484049320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Portaerei cinese (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Portaerei-cinese-La-Presse-e1636484049320.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Portaerei-cinese-La-Presse-e1636484049320-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Portaerei-cinese-La-Presse-e1636484049320-1024x522.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Portaerei-cinese-La-Presse-e1636484049320-768x391.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Prosegue con costanza la penetrazione cinese nello specchio d&#8217;acqua conteso del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>: a Lankiam Cay, conosciuta come Panata Island nelle Filippine, Whitsun Reef e a Sandy Cay, sono stati osservati cambiamenti fisici che sono il risultato dell&#8217;attività di posa di sedimenti, effettuata per strappare più terraferma al mare in modo da costruire infrastrutture sugli atolli. </p>



<p>Le foto satellitari diffuse da <em><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-12-20/china-accused-of-building-on-unoccupied-reefs-in-south-china-sea?leadSource=uverify%20wall" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bloomberg News</a></em> e ottenute da fonti della Difesa statunitense, raffigurano inoltre una nave cinese che scarica un escavatore idraulico anfibio, lo stesso utilizzato nei progetti di bonifica cominciati nel 2014 a Eldad Reef, isola delle Spratlys settentrionali. Dopo la prima fase di costruzione di isole artificiali, la Cina <a href="https://it.insideover.com/politica/mar-cinese-meridionale-le-fortificazioni-cinesi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha proceduto nella loro militarizzazione</a> una volta <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-isole-occupate-dalla-cina-nel-mar-cinese-meridionale-sono-vulnerabili.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">erette tutte le infrastrutture necessarie</a>, come piste di decollo e scali portuali. </p>



<p>Pertanto in un lasso temporale abbastanza ampio, si è determinata una pausa nell&#8217;espansione dell&#8217;occupazione delle isole nel Mar Cinese Meridionale, ma nell&#8217;ultimo anno nuove formazioni di terra sono apparse in altri atolli situati in quel mare conteso. Alla richiesta di rispondere in merito a quanto osservato, il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato: “Il rapporto in questione è puramente fatto dal nulla”.<br></p>



<p>La Cina rivendica la sovranità su oltre l&#8217;80% del Mar Cinese Meridionale sulla base della cosiddetta “<strong>Nine Dash Line</strong>” (Linea dei Nove Tratti): una demarcazione risalente al periodo immediatamente successivo al termine della Seconda Guerra Mondiale che ne riprende una ancora precedente, datata 1935. Questa divisione, del tutto arbitraria, esula dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (Unclos) – ratificata dalla stessa Cina peraltro – che limita le acque territoriali a uno spazio non superiore alle 12 miglia nautiche dalla costa. Il diritto internazionale ha istituito anche, nel 1982, quella che si definisce Zona di Esclusività Economica (Zee), ovvero la porzione di mare adiacente alle acque territoriali, che può estendersi fino a 200 miglia dalle linee di base dalle quali è misurata l’ampiezza del mare territoriale. Uno Stato costiero, pertanto, può rivendicare diritti esclusivi di sovranità in materia di esplorazione, sfruttamento, conservazione e gestione delle risorse ittiche oltre ad avere giurisdizione in materia di installazione e utilizzazione di isole artificiali, impianti e strutture, e può adottare leggi e regolamenti in molteplici settori. Tuttavia non si può impedire agli altri Stati la navigazione e il sorvolo della Zee, come pure il suo utilizzo per la posa di condotte e cavi sottomarini. La maggior parte del Mar Cinese Meridionale cade al di fuori del limite delle 200 miglia della Zee cinese, ma nonostante questo Pechino avanza da tempo diritti di sovranità su quasi tutto quello specchio d’acqua, che si estende sino ai vitali accessi dello <a href="https://it.insideover.com/politica/malacca-sonda-lombok-tre-stretti-fondamentali-per-due-oceani.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stretto della Malacca</a>. </p>



<p>Per questo la Cina è entrata in contrasto con gli altri Stati rivieraschi, in particolare con Vietnam, Filippine, Indonesia e Malesia, che non intendono accettare questa prevaricazione del diritto internazionale, supportati dagli Stati Uniti, che si sono sempre eretti a garanti della libertà di navigazione dei mari e dei cieli. </p>



<p>Soprattutto, molto prima del recente aumento delle tensioni, nel <strong>2002 </strong>Pechino aveva firmato una “dichiarazione di condotta” non vincolante con le nazioni del sud-est asiatico che invitava le parti ad astenersi da “l&#8217;insediarsi su isole, scogli, banchi, isolotti e altre peculiarità attualmente disabitate”. Nel 2016, un tribunale internazionale sostenuto dalle Nazioni Unite stabilì che le rivendicazioni della Cina non avevano basi legali. Pechino, in quella occasione, respinse la sentenza, affermando che il tribunale non aveva giurisdizione e ha continuato la sua politica di penetrazione nell&#8217;area. </p>



<p>Una penetrazione lenta ma costante, mantenuta “di basso profilo” o come si dice nell&#8217;ambiente militare “al di sotto della soglia del conflitto”. Pechino, infatti, utilizza per mettere davanti al <em>fait accompli</em> la comunità internazionale la sua imponente flotta da pesca che viene scortata da unità della Guardia Costiera. I pescherecci cinesi, però, sono spesso e volentieri armati e operati da quella che è una vera a propria milizia paramilitare. </p>



<p>Il principio è infatti quello dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-e-le-possibilita-di-guerra-ibrida-per-contenere-la-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hybrid Warfare</a></strong>, qui applicata in modo da avere una negazione plausibile nel contesto giuridico internazionale in caso di risposta armata da parte di qualcuno degli altri Paesi rivieraschi o degli stessi Stati Uniti, che stanno sostenendo l&#8217;impegno del rispetto delle norme del diritto internazionale per quanto riguarda la libertà di navigazione. </p>



<p>Proprio da quest&#8217;ultimo punto di vista, la Cina ha stabilito a <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-fa-il-primo-vero-passo-verso-la-nazionalizzazione-del-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settembre del 2021</a> che che diverse categorie di navi debbano comunicare i propri dati alla Guardia Costiera cinese (Msa – Maritime Safety Administration) prima di entrare nel Mar Cinese Meridionale. Il primo vero passo verso la nazionalizzazione di quel mare. </p>



<p>Passi lenti ma costanti, come accennato, che si inquadrano perfettamente nella politica assertivo/aggressiva cinese definita “<em><strong>salami slicing</strong></em>” (traducibile come “dell&#8217;affettare il salame”): tanti piccoli eventi che, singolarmente, non rappresentano un <em>casus belli</em> ma che tutti insieme permettono di ottenere un risultato strategico. Questa metodologia dovrebbe essere ben studiata e compresa, nella sua declinazione nel Mar Cinese Meridionale, perché caratterizza l&#8217;agire cinese in tutti gli ambiti della politica estera, anche in quelli non militari come il settore commerciale. La penetrazione cinese è sempre lenta e costante, e come la famosa “<em>gutta</em>” che “<em>cavat lapidem</em>” ottiene risultati su un orizzonte temporale lungo: del resto anche i piani economici e sociali di Pechino hanno obiettivi fissati al 2050 e oltre.</p>
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		<title>Le &#8220;portaerei inaffondabili&#8221; della Cina: così il Dragone penetra nell&#8217;Indo-Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-portaerei-inaffondabili-della-cina-cosi-il-dragone-penetra-nellindo-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2022 15:46:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Spratly]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221113164626976_e2423f2439e6a018ba70a2b1d5c28d4a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221113164626976_e2423f2439e6a018ba70a2b1d5c28d4a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221113164626976_e2423f2439e6a018ba70a2b1d5c28d4a-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221113164626976_e2423f2439e6a018ba70a2b1d5c28d4a-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221113164626976_e2423f2439e6a018ba70a2b1d5c28d4a-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221113164626976_e2423f2439e6a018ba70a2b1d5c28d4a-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221113164626976_e2423f2439e6a018ba70a2b1d5c28d4a-2048x1413.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Edifici, radar, hangar, aeroporti, campi militari. La Cina ha ulteriormente fortificato le sue isole artificiali nel Mar Cinese Meridionale nel tentativo, affermano alcuni analisti, di assicurarsi maggiore proiezione strategica nel cuore dell&#8217;Indo-Pacifico. Le immagini scattate dal fotografo filippino Ezra Acayan hanno immortalato strutture a più piani, strade asfaltate e altre infrastrutture. Come ha sottolineato il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-portaerei-inaffondabili-della-cina-cosi-il-dragone-penetra-nellindo-pacifico.html">[...]</a></p>
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<p>Edifici, radar, hangar, aeroporti, campi militari. La <strong>Cina </strong>ha ulteriormente fortificato le sue <strong>isole artificiali</strong> nel <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> nel tentativo, affermano alcuni analisti, di assicurarsi maggiore <strong>proiezione strategica </strong>nel cuore dell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>. </p>



<p>Le immagini scattate dal fotografo filippino Ezra Acayan hanno immortalato strutture a più piani, strade asfaltate e altre infrastrutture. Come ha sottolineato il <em>South China Morning Post</em>, che ha passato in rassegna le foto citate, dal portfolio di Acayan si possono cogliere diversi <strong>indizi </strong>legati alla ipotetica <strong>strategia regionale</strong> di Pechino. </p>



<p>In particolare, è stato notato un <strong>aereo KJ-500H</strong> di rifornimento sulla pista di rullaggio di Fiery Cross Reef. Questo mezzo è un velivolo di controllo e allarme rapido di terza generazione, in grado di garantire alla Cina migliori capacità di monitoraggio nel Mar Cinese Meridionale. Per farsi un&#8217;idea, stiamo parlando dello stesso tipo di aereo inviato, nel recente passato, in missioni di pattugliamento a lungo raggio nell&#8217;area e nello Stretto di Taiwan. </p>



<p>In un&#8217;altra foto, nei pressi di Mischief Reef &#8211; una barriera corallina nelle <strong>Isole Spratly</strong>, arcipelago collocato tra le coste del Vietnam e delle Filippine &#8211; si notano due imbarcazioni missilistiche <strong>catamarano Type 22</strong> con caratteristiche stealth e in grado di trasportare fino a otto missili antinave subsonici YJ-83. Sempre a Mischief Reef, in un&#8217;altra immagine, è ben visibile un <strong>aereo da trasporto Y-8</strong> a medio raggio di medie dimensioni. L&#8217;Y-8, continuamente aggiornato, è un popolare aereo da trasporto con molte varianti. L&#8217;hangar dove era di stanza può riparare gli aerei da ambienti caldi, umidi e ad alta salinità, ma, hanno fatto notare gli analisti, la sua costruzione non sembra sufficientemente robusta per difendersi dagli attacchi nemici. </p>



<p>Su un angolo di Cuarteron Reef, altra barriera corallina delle Spratly, ecco apparire sistemi d&#8217;arma simili al <strong>cannone navale H/PJ-26</strong> da 76 mm e al <strong>cannone difensivo H/PJ-</strong>13B, oltre a diversi soldati, sulla sommità di due torri che forniscono potenza di fuoco antiaerea, in un&#8217;ipotetica ultima linea di difesa nel caso di uno scontro militare. </p>



<p>La carrellata di immagini fornisce altri dettagli. Ancora a Cuarteron Reef si vede un <strong>grande radar</strong> simile al radar di allerta precoce tridimensionale SLC-7, un radar anti-stealth teoricamente in grado di rilevare e tracciare più bersagli. Su Subi Reef, notiamo dei presunti <strong>camion </strong>probabilmente posizionati sulla pista per impedire l&#8217;atterraggio forzato di aerei stranieri sull&#8217;isola. Due <strong>piattaforme di atterraggio mediche</strong> &#8211; con una croce rossa dipinta su un pad quadrato bianco – sono infine visibili sia su Mischief Reef che su Fiery Cross Reef.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-grande-balzo-in-avanti-della-marina-cinese.html"><strong>Il “grande balzo in avanti” della marina cinese</strong></a></li><li><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/cosi-la-dottrina-navale-di-xi-prepara-la-cina-alla-guerra-delle-isole-con-taiwan.html">La dottrina navale di Xi</a></strong></li><li><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/difesa/il-jolly-di-xi-in-vista-del-congresso-i-nuovi-sottomarini-nucleari-della-cina.html">I nuovi sottomarini nucleari della Cina</a></strong></li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza strategica delle isole artificiali della Cina</h2>



<p>A detta di vari analisti tutte queste attività non dovrebbero essere trascurate. Quelli che sono all&#8217;apparenza isolotti disabitati, costruiti dalla Cina in aree geografiche contese, possono infatti trasformarsi in potenziali piattaforme da utilizzare in <strong>ambito militare</strong>. </p>



<p>C&#8217;è chi, come Malcolm Davis, analista senior dell&#8217;Australian Strategic Policy Institute, parla esplicitamente di <strong>basi</strong>. &#8220;I cinesi hanno fatto dei progressi nel rendere le basi un po&#8217; più ospitali. In termini di uso tattico, queste basi consentono all&#8217;aeronautica militare dell&#8217;esercito cinese di dispiegarsi in una crisi verso strutture preparate, completamente attrezzate con rifugi per aerei rinforzati e altre infrastrutture di supporto, per le operazioni nel Mar Cinese Meridionale&#8221;, ha spiegato Malcom. &#8220;Penso che agiscano anche come <strong>portaerei inaffondabili</strong> per l&#8217;aviazione cinese e per le piattaforme di guerra anti-sottomarino della marina cinese, con l&#8217;intenzione di cacciare i sottomarini nell&#8217;area&#8221;, ha aggiunto. </p>



<p>Vale quindi la pena approfondire l&#8217;utilità di questi punti di appoggio. La Cina potrebbe in teoria usarli strategicamente per contestare il <strong>transito di aerei e navi</strong> di un altro Paese, mediante un blocco o la dichiarazione di una zona di identificazione della difesa aerea. Mediante la sua presenza in loco, inoltre, l&#8217;esercito cinese può espandere le capacità di condurre <strong>operazioni di sorveglianza</strong>, minacciare la <strong>navigazione </strong>nemica e ridurre i <strong>tempi di allerta</strong> qualora dovesse rendersi necessaria un&#8217;azione militare contro le Filippine o uno Stato limitrofo (con i quali, ricordiamo, sono ancora in gioco diverse contese marittime). </p>



<p>È pur vero che i <strong>vantaggi strategici</strong> offerti da queste rinominate &#8220;portaerei inaffondabili&#8221; possono teoricamente essere compensati dalla loro <strong>vulnerabilità </strong>durante un conflitto. Al netto di una documentata militarizzazione, infatti, non mancano i punti deboli, a cominciare dalla loro distanza dalla Cina continentale, dalle piccole dimensioni e dalle molteplici rotte dalle quali potrebbero essere attaccate. In ogni caso, e giusto per capire l&#8217;entità del tema, secondo la <em>CSIS Asia Maritime Transparency Initiative</em>, dal 2013 la Cina avrebbe costruito <strong>sette isole artificiali</strong> nel Mar Cinese Meridionale, creando più di 1.000 ettari di nuova terra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo Indo-Pacifico</h2>



<p>Citando <strong>John C. Aquilino</strong>, ammiraglio della Marina degli Stati Uniti, in servizio come comandante del comando indo-pacifico, la scorsa primavera il <em>Guardian </em>scriveva che la Cina aveva completamente militarizzato almeno tre delle numerose isole costruite nel Mar Cinese Meridionale, armandole con <strong>sistemi missilistici antinave e antiaerei</strong>, apparecchiature laser e di disturbo, e jet da combattimento, in una mossa sempre più aggressiva volta a minacciare le nazioni operanti nelle vicinanze. </p>



<p>Dal canto suo, Pechino continua a ribadire che che il suo profilo militare è puramente difensivo, organizzato per proteggere quelli che considera i suoi diritti sovrani. Il recente sviluppo che ha coinvolto alcune di queste isole artificiali sembra tuttavia essere in linea con la <strong>dottrina navale cinese</strong>. </p>



<p>In un report firmato Lyle Goldstein e William Murray, e intitolato <em>Undersea Dragons: China’s Maturing Submarine Force</em>, viene evidenziato come la Cina consideri i suoi <strong>sottomarini </strong>alla stregua di una piattaforma asimmetrica da utilizzare contro la superiore potenza navale statunitense. Da questo punto di vista la dottrina cinese dei sottomarini è sempre più orientata alla <strong>guerra antisommergibile</strong> (ASW), in linea con l’adagio che la migliore arma antisommergibile è rappresentata da un altro sottomarino. </p>



<p>Se è vero che il binomio sottomarino più portaerei è imprescindibile per la Cina, per il gigante asiatico è altrettanto fondamentale affidarsi a <strong>punti di appoggio</strong> incastonati nel cuore del Mar Cinese Meridionale. Per gli Stati Uniti, e non solo, le apparenti e innocue isole artificiali cinesi servirebbero dunque proprio a questo scopo.</p>
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		<item>
		<title>Il Vietnam rafforza le sue posizioni nel Mar Cinese Meridionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-vietnam-rafforza-le-sue-posizioni-nel-mar-cinese-meridionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2021 07:32:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Spratly]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Ngo-Xuan-Lich-ministro-Vietnam-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ngo Xuan Lich, ministro della Difesa del Vietnam (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Ngo-Xuan-Lich-ministro-Vietnam-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Ngo-Xuan-Lich-ministro-Vietnam-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Ngo-Xuan-Lich-ministro-Vietnam-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Ngo-Xuan-Lich-ministro-Vietnam-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>La querelle sulla sovranità del Mar Cinese Meridionale che interessa Cina, Vietnam, Filippine, Malesia, Indonesia, Brunei e Taiwan è ben nota, ed altrettanto note sono le mosse di Pechino in quello specchio d&#8217;acqua sempre più militarizzato e soggetto alla dominazione cinese. La Cina, però, non è la sola ad aver intrapreso il processo di militarizzazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-vietnam-rafforza-le-sue-posizioni-nel-mar-cinese-meridionale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Ngo-Xuan-Lich-ministro-Vietnam-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ngo Xuan Lich, ministro della Difesa del Vietnam (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Ngo-Xuan-Lich-ministro-Vietnam-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Ngo-Xuan-Lich-ministro-Vietnam-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Ngo-Xuan-Lich-ministro-Vietnam-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Ngo-Xuan-Lich-ministro-Vietnam-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>La querelle sulla sovranità del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> che interessa Cina, Vietnam, Filippine, Malesia, Indonesia, Brunei e Taiwan è ben nota, ed altrettanto note sono le mosse di Pechino in quello specchio d&#8217;acqua sempre più militarizzato e soggetto alla dominazione cinese. La Cina, però, non è la sola ad aver intrapreso il processo di militarizzazione delle isole degli arcipelaghi contestati che costellano quel tratto di mare, anche il <strong>Vietnam</strong>, se pur in tono minore, ha adottato la medesima politica.</p>
<p>La strategia principale di Hanoi per contrastare l&#8217;aggressività cinese ed affermare i propri diritti di sovranità, infatti, passa per la diplomazia bilaterale e l&#8217;affermazione del diritto internazionale, in particolare appellandosi alla Convenzione delle <strong>Nazioni Unite</strong> sul diritto del mare (Unclos).</p>
<p>Il Vietnam, insieme all&#8217;altro principale rivale della Cina nel Mar Cinese Meridionale, le Filippine, ha intrapreso anche la via del rafforzamento delle sue posizioni nelle acque contese attraverso un allargamento del raggio dei <strong>pattugliamenti navali</strong> e con una più stretta cooperazione con gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/cambio-di-passo-degli-usa-nel-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stati Uniti</a> e le altre potenze schierate con Washington.</p>
<p>Alcune recenti mosse cinesi, come la decisione di permettere l&#8217;uso della forza alla sua Guardia Costiera e alle altre forze paramilitari che solcano quel mare per difendere quello che considerano il proprio esclusivo diritto di sfruttamento e navigazione, o le costanti implementazioni dei dispositivi militari collocati nelle isole occupate, hanno portato Hanoi a raddoppiare gli sforzi per salvaguardare i propri interessi marittimi. Un recente rapporto dell&#8217;Asia Maritime Transparency Initiative (Amti), con sede a Washington, mostra che il Vietnam, che avanza rivendicazioni sia sulle isole Paracelso sia sulle Spratly, sta rapidamente rafforzando le proprie posizioni anche tramite l&#8217;installazione di sistemi di difesa aerea e costiera su quelle isole delle <strong>Spratly</strong> che occupano. Nella fattispecie sono state costruite postazioni per questi sistemi su terreni sottratti al mare a West Reef e Sin Cowe Island.</p>
<p>A West Reef, in particolare, negli ultimo due anni – <a href="https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2021/02/26/vietnam-strengthens-fortifications-in-disputed-south-china-sea-satellite-images-reveal/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come si legge sempre nel rapporto</a> &#8211; sono state erette anche diverse installazioni per edifici amministrativi, piattaforme di cemento e bunker, e una grande struttura a torre presumibilmente per le comunicazioni Sigint (Signal Intelligence).</p>
<p>Nel frattempo, l&#8217;isola di Sin Cowe ha visto la costruzione di una serie di installazioni sulla costa settentrionale, tra cui tunnel, fortificazioni costiere e bunker.</p>
<p>Si ritiene che queste costruzioni servano per sistemi mobili di artiglieria di difesa costiera, sebbene in teoria potrebbero anche ospitare sistemi di artiglieria a lungo raggio e lanciatori terrestri di missili antinave, che porterebbero le installazioni militari cinesi costruite nelle isole circostanti nel loro raggio d&#8217;azione.</p>
<p>È stato anche notato che il Vietnam ha apportato lavori minori ad altre isole sotto il suo controllo sempre nello stesso periodo di tempo, inclusi nuovi edifici e una cupola che si ritiene possa ospitare un sistema di comunicazione o rilevamento sconosciuto a Pearson Reef e Namyit.</p>
<p>Hanoi sembra quindi lavorare per affrontare una potenziale imposizione di una <strong>zona di identificazione della difesa aerea</strong> cinese (Adiz) sul Mar Cinese Meridionale. Tutti i segnali, infatti, lasciano supporre che Pechino intenda proseguire con la nazionalizzazione di quel mare conteso, e l&#8217;imposizione arbitraria di una Adiz significherebbe che questo processo è praticamente concluso: implicherebbe, infatti, la costituzione di uno spazio aereo soggetto all&#8217;autorità nazionale cinese, quindi, conseguentemente, quello al di sopra delle isole sarebbe equiparato a quello della Cina continentale.</p>
<p>I due “vicini di casa” non hanno mai avuto rapporti idilliaci negli ultimi decenni. Oltre al breve conflitto che li contrappose nel 1979, poco meno di un decennio dopo, nel <strong>1988</strong>, si scontrarono nuovamente proprio per le isole Spratly, con dozzine di vittime tra le truppe vietnamite. Hanoi quindi sta facendo in modo di trovarsi in una posizione molto migliore se simili scaramucce dovessero avvenire in mezzo alle controversie marittime che la vedono contrapporsi a Pechino e che stanno aumentando in numero ed intensità.</p>
<p>Recentemente, infatti, Hanoi ha presentato protesta formale a Pechino quando <a href="https://www.maritime-executive.com/article/report-chinese-vessel-rams-vietnamese-fishing-boat-in-s-china-sea" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lo scorso giugno</a> un peschereccio vietnamita è stato affondato dopo essere stato colpito da una nave della <strong>Guardia Costiera cinese</strong> vicino alle Isole Paracelso. Il Vietnam in quella occasione aveva affermato che il vascello cinese aveva speronato il peschereccio, mentre la Cina ha affermato che questi aveva improvvisamente cambiato rotta, scontrandosi così con il cutter cinese.</p>
<p>Entrambi i Paesi, poi, <a href="http://asianews.it/news-en/Armed-guards-and-fishermen-in-the-South-China-Sea-49385.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno armato i propri pescherecci</a> che incrociano in quelle acque: personale militare e paramilitare è imbarcato su battelli da pesca nel tentativo di affermare il proprio diritto di sfruttamento e parimenti di intimidire l&#8217;avversario.</p>
<p>Oltre alle <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-pesca-cina-pacifico.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">risorse ittiche</a>, anche la questione degli <strong>idrocarburi</strong> non è affatto secondaria: la Cina più volte <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-pericolosa-partita-a-tre-nel-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha intrapreso azioni aggressive all&#8217;indirizzo di navi da ricerca e prospezione geologica</a> che operavano per conto del Vietnam, o della Malesia.</p>
<p>Hanoi però, in questo momento, sta cercando di non alzare troppo i toni dello scontro, sia perché dipendente economicamente dalla Cina, sia perché si trova in una posizione di svantaggio tattico proprio perché in “inferiorità numerica” per quanto riguarda gli assetti militari disponibili.</p>
<p>Una condizione, soprattutto quella della dipendenza economica, che potrebbe presto cambiare. I rapporti tra Vietnam e <strong>Stati Uniti</strong> si fanno sempre più stretti: in un recentissimo rapporto al Congresso Usa leggiamo che il volume degli scambi commerciali tra due Paesi, nel 2020, ammontava a 90 miliardi di dollari complessivi facendo registrare un +17% rispetto all&#8217;anno precedente. Washington, poi, sta continuando a elargire sempre più fondi ad Hanoi: per l&#8217;anno fiscale in corso ammontano a 170 milioni di dollari, circa 20% più rispetto all&#8217;amministrazione precedente, lasciando così intendere che sta lavorando proprio per troncare la dipendenza del Vietnam dalla Cina e avere un altro alleato forte nell&#8217;area.</p>
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		<title>Le isole occupate dalla Cina nel Mar Cinese Meridionale sono vulnerabili</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-isole-occupate-dalla-cina-nel-mar-cinese-meridionale-sono-vulnerabili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2020 07:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Paracelso]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Spratly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mar Cinese Meridionale (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-1024x494.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-1536x741.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-2048x988.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le isole artificiali che la Cina ha costruito nel Mar Cinese Meridionale sono vulnerabili agli attacchi ed è improbabile che contribuiscano molto a qualsiasi azione di combattimento in caso di conflitto. Questa lapidaria sentenza non arriva da un think tank statunitense o da un istituto di analisi strategica occidentale, bensì è quanto si legge in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-isole-occupate-dalla-cina-nel-mar-cinese-meridionale-sono-vulnerabili.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mar Cinese Meridionale (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-1024x494.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-1536x741.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-2048x988.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le isole artificiali che la <strong>Cina</strong> ha costruito nel <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> sono <strong>vulnerabili</strong> agli attacchi ed è improbabile che contribuiscano molto a qualsiasi azione di combattimento in caso di conflitto. Questa lapidaria sentenza non arriva da un <em>think tank</em> statunitense o da un istituto di analisi strategica occidentale, bensì è quanto si legge in un articolo comparso nell&#8217;ultima edizione di <em>Naval and Merchant Ships</em>, una rivista mensile con sede a Pechino molto vicina agli ambienti governativi e militari.</p>
<p>La Cina, a partire da <strong>2015</strong>, ha cominciato una progressiva e costante occupazione e militarizzazione degli atolli del Mar Cinese Meridionale per rivendicare la sovranità su quel bacino marino condiviso con Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei. La diatriba, che sostanzialmente vede la Cina da una parte e gli altri Paesi rivieraschi da quella opposta, è ben nota ed è stata ampiamente dibattuta da queste colonne: Pechino rivendica quel mare in forza della suddivisione effettuata dal Kuomintang negli anni &#8217;40 del secolo scorso, la <a href="https://theprint.in/theprint-essential/what-is-nine-dash-line-the-basis-of-chinas-claim-to-sovereignty-over-south-china-sea/469403/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nine Dash Line</strong></a> (Linea dei Nove Tratti) tracciata dal geografo Yang Huairen.</p>
<p>La critica, che arriva da <em>Naval and Merchant Ships</em>, e quindi, se non dagli Stati maggiori del <strong>Pla</strong>, l&#8217;Esercito di Liberazione Popolare, da alcuni esponenti di esso, ha evidenziato i <strong>punti deboli</strong> delle isole, artificiali e non, in quel braccio di mare conteso individuando quattro passaggi fondamentali: la distanza dalla terraferma, le loro piccole dimensioni, la capacità limitata delle loro piste di atterraggio e le molteplici direzioni dalle quali potrebbero essere attaccate in caso di conflitto aperto.</p>
<p>Come possiamo leggere sul <a href="https://www.scmp.com/news/china/military/article/3112419/beijings-south-china-sea-military-bases-are-vulnerable-attack?utm_source=Twitter" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>South China Moring Post</em></a> che riporta stralci dell&#8217;articolo della pubblicazione edita dalla China State Shipbuilding Corporation, che costruisce navi per la Marina Cinese, il problema delle isole è che non hanno ancora raggiunto capacità offensive significative.</p>
<p>“Queste isole artificiali hanno vantaggi unici nel salvaguardare la sovranità cinese e nel mantenere una presenza militare nelle profondità dell&#8217;oceano, ma hanno svantaggi naturali nell&#8217;autodifesa” viene detto nella rivista. Le isole, secondo l&#8217;autore della critica, sarebbero <strong>lontane</strong> dalla Cina continentale e non avendo una “catena” di approvvigionamento fissa sarebbe difficile fornire supporto in caso di attacco. “Prendiamo l&#8217;esempio del Fiery Cross Reef. Adesso ha una pista, ma dista mille chilometri (600 miglia) dalla città di Sanya, nella provincia di Hainan” il che significa che le navi di supporto più veloci della Cina avrebbero bisogno di più di 20 ore per raggiungere l&#8217;isola. Critica inoppugnabile, ma Fieri Cross Reef, che è una delle isole più meridionali nel Mar Cinese Meridionale, ha alle spalle altri avamposti come Mischief Reef, Subi Reef (tutti nelle Spratly) sino a Woody Island nelle Paracelso più a nord, molto più vicine all&#8217;isola di Hainan, facente parte della Cina continentale. La tattica quindi potrebbe essere quella di un “salto della rana” tra i vari isolotti per rifornire gli atolli più lontani, ma Pechino, in questa fase storica, teme la distanza più di ogni altra cosa in quanto è conscia che la capacità di <strong><em>sea</em></strong> (e <strong><em>air</em></strong>) <strong><em>control</em> </strong>della Marina statunitense è ancora preponderante nonostante l&#8217;installazione delle sue <a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/le-bolle-difensive-della-russia-preoccupano-loccidente.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bolle <strong>Anti-Access/Area Denial</strong></a> (A2/AD) nell&#8217;area.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-286970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa-1002x1024.png" alt="esercitazioni usa mar cinese meridionale" width="1002" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa-1002x1024.png 1002w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa-294x300.png 294w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa-768x785.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa-1503x1536.png 1503w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa-2004x2048.png 2004w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa.png 1879w" sizes="auto, (max-width: 1002px) 100vw, 1002px" /></p>
<p>La critica prosegue, infatti, affermando che le isole sono troppo lontane per schierare efficacemente il caccia J-16, il velivolo multiruolo più avanzato della Cina. I caccia non potrebbero pattugliare l&#8217;area con efficacia a causa della distanza e potrebbero essere facilmente intercettati o attaccati dalle navi di superficie. Inoltre la maggior parte delle isole ha solo una pista di decollo e non ha spazio sufficiente per le strutture in grado di operare più di un aereo alla volta.</p>
<p>In caso di conflitto, questo significa che un aereo che scarica o fa rifornimento dovrebbe rimanere sulla pista, impedendo ad altri aerei di utilizzarla. Viene anche fatto notare che le piste di atterraggio sono molto vicine all&#8217;oceano e questo potrebbe esporle a danni in caso di forti mareggiate.</p>
<p>Le isole artificiali sarebbero anche troppo piccole per sopravvivere a gravi attacchi e non fornirebbero ripari naturali al personale, inoltre si trovano a breve distanza dai Paesi confinanti, ed avversari della Cina (come le Filippine), che quindi potrebbero colpirle con facilità.</p>
<p>Una serie di critiche che, oltre ad aver dimostrato il <strong>timore</strong> per la potenza aeronavale statunitense che alberga ancora nelle menti di alcuni esponenti delle Pla (<a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/la-cina-adesso-mette-nel-mirino-gli-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ma non in tutti</a>), servirà a scuotere la direzione politica sulla via della continuazione della militarizzazione delle isole. Militarizzazione avvenuta “in sordina” e mai ammessa da Pechino, che dapprima ha negato la presenza di installazioni militari negli arcipelaghi, poi ha ammesso la pura natura difensiva delle stesse: un mero <em>escamotage</em> dialettico data la natura di certi armamenti dispiegati (<a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/bombardieri-cinesi-isole.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come i bombardieri o gli stessi caccia</a>) che possono essere sia offensivi che difensivi.</p>
<p>Un pregio ulteriore di questo articolo, è quello di aver per la prima volta cambiato proprio questa dialettica: Pechino ammette che le isole contese e da lei rivendicate sono<strong> parte integrante</strong> del suo strumento militare, e che, anche a discapito di certe criticità, sono fondamentali per “salvaguardare la sovranità cinese” e per “mantenere una presenza militare nelle profondità dell&#8217;oceano”. Del resto, dopo cinque anni e dopo i progressi effettuati in questo lasso di tempo, continuare a negare la presenza militare nelle isole occupate (e alcune create dal nulla), sarebbe perfettamente inutile, anzi, diventerebbe anche controproducente per la finalità di Pechino che è quella di porre la comunità internazionale davanti al fatto compiuto e quindi ottenerne il riconoscimento.</p>
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		<title>Mar Cinese, saltano i colloqui: alta tensione Pechino-Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mar-cinese-saltano-colloqui-alta-tensione-pechino-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 16:48:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Spratly]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_5801656-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_5801656-2.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_5801656-2-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_5801656-2-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_5801656-2-1024x665.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Venerdì a Washington si è tenuta la seconda tornata di colloqui di quest&#8217;anno tra i più alti livelli delle diplomazie di Cina e Stati Uniti che avevano l&#8217;obiettivo di disinnescare le tensioni andate acuendosi per le questioni del Mar Cinese Meridionale e di Taiwan. Il segretario di Stato Mike Pompeo ha incontrato Yang Jiechi, direttore dell&#8217;Ufficio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/mar-cinese-saltano-colloqui-alta-tensione-pechino-washington.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_5801656-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_5801656-2.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_5801656-2-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_5801656-2-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_5801656-2-1024x665.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Venerdì a <strong>Washington</strong> si è tenuta la seconda tornata di colloqui di quest&#8217;anno tra i più alti livelli delle diplomazie di <strong>Cina</strong> e <strong>Stati Uniti</strong> che avevano l&#8217;obiettivo di disinnescare le tensioni andate acuendosi per le questioni del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> e di Taiwan.</p>
<p>Il segretario di Stato <strong>Mike Pompeo</strong> ha incontrato <strong>Yang Jiechi</strong>, direttore dell&#8217;Ufficio Affari Esteri di Pechino e il ministro della Difesa <strong>Wei Fenghe</strong> dopo che il summit di settembre era stato annullato dalla Cina come protesta per l&#8217;elevazione di sanzioni da parte degli Stati Uniti in risposta all&#8217;acquisto dei sistemi da difesa aerea <a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato/" target="_blank">S-400</a> e di caccia Sukhoi Su-35.</p>
<p>Washington infatti, si riserva il diritto di sanzionare qualsiasi Paese che compri materiale bellico <em>made in Russia</em> grazie al <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.treasury.gov/resource-center/sanctions/Programs/Pages/caatsa.aspx" target="_blank">Caatsa</a>, un atto ratificato lo scorso agosto dal presidente Trump. Sanzioni che però non valgono per tutti, come <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gli-stati-uniti-pensano-sanzioni-lindia-comprera-gli-s-400-russi/" target="_blank">abbiamo già avuto modo di vedere per il caso indiano</a>.</p>
<p>La situazione tra Cina e Stati Uniti</p>
<p>I colloqui quindi si inseriscono in un contesto di <strong>gelo dei rapporti</strong> tra i due Paesi a seguito sia della guerra dei dazi voluta da Trump, sia soprattutto delle manovre &#8220;poco amichevoli&#8221; delle rispettive Forze Armate nelle acque del Mar Cinese Meridionale.</p>
<p>Oltre le <strong>sanzioni</strong> di Washington già citate, elevate ad agosto, e oltre le accuse rivolte a Pechino di aver interferito nelle elezioni di mid-term, a fine settembre un cacciatorpediniere cinese Type 052C, il Lanzhou, è <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://edition.cnn.com/videos/world/2018/10/04/us-navy-china-destroyers-south-china-sea-confrontation-walker-pkg-vpx.cnn" target="_blank">quasi entrato in collisione</a> con l&#8217;USS Decatur, una unità simile della classe Arleigh Burke che stava incrociando a 12 miglia dall&#8217;arcipelago conteso delle <strong>Spratly</strong>, più precisamente nei pressi dell&#8217;atollo di Gaven Reef.</p>
<p> L&#8217;incidente in mare è arrivato a pochissimi giorni dall&#8217;annuncio americano della futura <strong>vendita a Taiwan di componenti per aerei</strong> militari e pertanto non risulta essere un caso.</p>
<p>La Cina ha inoltre chiuso, negli ultimi tre mesi, i canali diplomatici con gli Stati Uniti che riguardano le questioni militari ed economiche generando così uno stallo nelle relazioni tra i due Paesi che non lasciava presagire nessuna via di uscita rispetto alla crisi che intercorre.</p>
<p>I colloqui sono stati inutili</p>
<p>Ciò premesso si può capire perché i colloqui di venerdì tra le due delegazioni di alto livello si siano <strong>risolti in un nulla di fatto</strong>, con la Cina e gli Stati Uniti fermi sulle loro posizioni.</p>
<p>Fonti del <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/2172603/us-china-diplomatic-and-security-talks-fail-produce-way-out" target="_blank">South China Morning Pos</a>t</em> rivelano infatti che le due parti, nonostante lo scambio di opinioni, non abbiano chiarito nulla più di quanto fosse stato fatto in precedenza.</p>
<p>Da una parte gli Stati Uniti hanno ribadito la loro preoccupazione per quanto la Cina sta facendo oltre i propri confini terrestri, con la politica di espansione verso i suoi mari prospicienti, in particolare il Mar Cinese Meridionale, che è foriera di <strong>destabilizzazione</strong>, non dimenticando di citare anche il problema dei diritti umani e della libertà di religione che non sarebbero garantiti da Pechino.</p>
<p>In particolare Pompeo e il segretario della Difesa <strong>Mattis</strong> hanno per la prima volta detto in un&#8217;occasione ufficiale che Pechino deve <strong>attivarsi per disarmare le sette isole artificiali</strong> che ha costruito nell&#8217;arcipelago delle Spratly, fatto che rappresenta da solo una &#8220;prima&#8221; per la politica americana verso la Cina che sino ad oggi è rimasta ancorata al <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lo-spazio-aereo-sovranita/" target="_blank">diritto di navigazione e sorvolo</a> di obamiana memoria.</p>
<p>Washington, durante le amministrazioni precedenti, non è mai stata incisiva infatti in merito alla <em>vexata quaestio</em> delle isole contese, e si è limitata sempre ad appellarsi al diritto internazionale lasciando i commenti in merito all&#8217;escalation militare cinese in quel tratto di mare a fonti non ufficiali.</p>
<p>Agli Stati Uniti manca ancora una strategia risolutiva</p>
<p>Il problema per Washington è appunto quello di <strong>non avere ancora stabilito una strategia</strong> che possa risolvere la questione senza creare uno scontro diretto con la Cina che si risolverebbe in un conflitto armato, non voluto da entrambe le parti.</p>
<p></p>
<p>La Casa Bianca, infatti, sta <strong>perseguendo nella politica di Obama</strong> di difesa del diritto internazionale ma, così come accaduto per l&#8217;amministrazione precedente, questa non sta avendo nessun risultato tangibile se non quello di aver rafforzato la presenza militare cinese nel Mar Cinese Meridionale, ormai considerato da Pechino come alla stregua di un &#8220;mare interno&#8221;.</p>
<p>I sorvoli di bombardieri B-52, le &#8220;incursioni&#8221; di naviglio militare leggero come può essere un cacciatorpediniere Arleigh Burke se paragonato a un incrociatore o addirittura a un gruppo di scorta di una portaerei, non sono affatto risolutive ed hanno come unico risultato quello di aumentare l&#8217;irritazione della Cina.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61452"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61452" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>
<p>Cina che dall&#8217;altro lato si comporta più amichevolmente con un solido alleato degli Stati Uniti, il <strong>Giappone</strong>, che è un importante partner commerciale per Pechino.</p>
<p>In un &#8220;incidente&#8221; simile a quello accaduto lo scorso settembre al caccia USS Decatur, sempre il Lanzhou ha intercettato il cacciatorpediniere tuttoponte nipponico Kaga che incrociava nel Mar Cinese Meridionale con un amichevole, e alquanto ironico, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.scmp.com/news/china/military/article/2171618/chinese-warship-says-good-morning-japanese-helicopter-carrier" target="_blank">messaggio radio</a> che recitava &#8220;Buongiorno, felici di vedervi&#8221;.</p>
<p>Il non accordo tra le due potenze</p>
<p>L&#8217;unico risultato tangibile dell&#8217;incontro al vertice di Washington è che Cina e Stati Uniti hanno convenuto che questo tipo di confronto sul piano militare, se limitato a queste modalità, stabilizza le tensioni tra i due Paesi e aiuta a prevenire un conflitto che nessuno dei due vuole.</p>
<p>Ma nonostante questo barlume di buona volontà entrambe le parti hanno dimostrato, durante i colloqui, che <strong>non c&#8217;è fiducia reciproca</strong> tanto che lo spazio per la cooperazione su altri fronti, come quello afghano o coreano, è stato relegato sbrigativamente in fondo all&#8217;agenda della giornata.</p>
<p></p>
<p>Una cosa però è certa: se gli Stati Uniti davvero hanno intenzione di far valere il diritto internazionale, non solo in merito alla libertà di navigazione, e di far sloggiare i cinesi dal Mar Cinese Meridionale come vorrebbero i loro alleati nell&#8217;area, il <strong>cambio di passo</strong> deve essere una priorità perché la storia recente ha dimostrato che qualche sorvolo di bombardiere e qualche puntata di unità navale non è affatto risolutiva.</p>
<p>Un cambio di passo che però è alquanto delicato perché, se effettuato bruscamente, come ad esempio avvenuto per la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/nord-corea-uranio/" target="_blank">crisi coreana</a> o per quanto sta avvenendo con l&#8217;<a href="http://www.occhidellaguerra.it/perche-lembargo-usa-sulliran-vale-tutti-tranne-litalia/" target="_blank">Iran</a>, potrebbe davvero portare ad un aperto conflitto con la Cina.</p>
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