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	<title>Islamabad Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 08 Feb 2026 13:40:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Islamabad Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Pakistan è tornato nel mirino del terrorismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 13:40:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Islamabad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260208143814795_69971705da1d5b582df47fdd66513b22.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260208143814795_69971705da1d5b582df47fdd66513b22.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260208143814795_69971705da1d5b582df47fdd66513b22-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260208143814795_69971705da1d5b582df47fdd66513b22-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260208143814795_69971705da1d5b582df47fdd66513b22-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260208143814795_69971705da1d5b582df47fdd66513b22-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260208143814795_69971705da1d5b582df47fdd66513b22-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sul Pakistan torna a calare l&#8217;ombra del terrorismo. Nella giornata di venerdì un attentato suicida ha colpito l’Imam Bargah Qasr-e-Khadijatul Kubra, nel quartiere di Tarlai Kalan alla periferia di Islamabad, causando almeno 30 morti e 169 feriti secondo i dati ufficiali iniziali. Tuttavia, fonti locali riferiscono che il numero reale delle vittime potrebbe essere più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-pakistan-e-tornato-nel-mirino-del-terrorismo.html">[...]</a></p>
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<p>Sul Pakistan torna a calare l&#8217;ombra del terrorismo. Nella giornata di venerdì un attentato suicida ha colpito l’Imam Bargah Qasr-e-Khadijatul Kubra, nel quartiere di Tarlai Kalan alla periferia di Islamabad, causando almeno 30 morti e 169 feriti secondo i dati ufficiali iniziali. Tuttavia, fonti locali riferiscono che il numero reale delle vittime potrebbe essere più alto: <strong>il Deputy Commissioner di Islamabad aveva scritto su <a href="https://www.abc.net.au/news/2026-02-06/explosion-muslim-mosque-in-islamabad/106316320">X che le vittime erano 69</a></strong>, prima di cancellare il post dopo poche ore, alimentando dubbi e confusione sulla reale entità del bilancio.</p>



<p>L’esplosione, avvenuta durante le preghiere del venerdì in un luogo di culto sciita, non è un episodio isolato, ma<strong> l’ennesimo segnale di una minaccia terroristica </strong>sempre più capace di colpire obiettivi urbani e simbolici, anche nella capitale. Secondo le autorità, il personale di sicurezza è riuscito a impedire che l’attentatore raggiungesse la sala principale della moschea, evitando così un bilancio ancora più devastante.<strong> Il ministro della Difesa Khawaja Asif </strong>ha rivelato che l’attentatore avrebbe viaggiato ripetutamente tra Pakistan e Afghanistan: un dettaglio che evidenzia quanto la natura transnazionale del terrorismo rappresenti una minaccia enorme, mostrando al contempo le persistenti falle nel controllo dei flussi militanti lungo il confine occidentale.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Insicurezza strutturale ed endemica&nbsp;</em></h2>



<p>L’attacco di Islamabad si inserisce in una spirale di violenza nazionale ormai consolidata. Il 2025 è stato uno degli anni più sanguinosi dell’ultimo decennio, con almeno 699 attacchi terroristici registrati e oltre 1.000 vittime complessive. Il 2026 non ha segnato alcuna inversione di tendenza: già nelle prime settimane di gennaio si sono verificati numerosi attentati e assalti armati, in particolare nelle province di Khyber Pakhtunkhwa e Balochistan, tradizionali epicentri dell’insurrezione.&nbsp;</p>



<p>Il problema della sicurezza <strong>non è solo il risultato di singoli attentati,</strong> ma riflette un contesto sociale e politico segnato da fragilità istituzionali e divisioni settarie. La presenza di più attori armati, spesso operanti in parallelo ma accomunati da un’elevata capacità offensiva, agisce come un pericoloso moltiplicatore d’instabilità e di insicurezza. La loro abilità nello sfruttare queste debolezze dimostra come il terrorismo sia ormai un fenomeno strutturale, in grado di colpire improvvisamente e di eludere le precarie misure di sicurezza statali.&nbsp;</p>



<p>Il <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/attentati-esplosioni-e-accuse-cosa-succede-tra-india-e-pakistan.html">Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP) </a></strong>continua a colpire le forze di sicurezza e le infrastrutture statali, i gruppi separatisti balochi mantengono una pressione costante contro lo Stato centrale, mentre l’Islamic State Khorasan Province (ISKP) sembra rafforzare la propria strategia di violenza settaria. Proprio quest’ultimo viene indicato da diversi esperti come il probabile responsabile dell’attacco di ieri. La scelta di un obiettivo sciita, l’uso di un attentatore suicida e il contesto urbano rientrano pienamente nel modus operandi dell’affiliato allo Stato Islamico, già sperimentato su</p>



<p>entrambi i lati del confine afghano-pakistano. Al momento, tuttavia, nessuna rivendicazione ufficiale è stata diffusa.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Controterrorismo reattivo&nbsp;</h2>



<p>La strategia di controterrorismo del Pakistan resta prevalentemente reattiva, sottovalutando la natura strutturale della minaccia e senza affrontare in modo preventivo la radicalizzazione. L’attacco di Islamabad, capitale e simbolo politico del Paese, lo conferma: anche con cellule neutralizzate e operazioni intensificate, i gruppi armati si adattano, colpiscono e continuano a destabilizzare le città, trasformando la violenza in un fenomeno endemico con effetti che rischiano di travalicare i confini nazionali.&nbsp;</p>



<p>Il ruolo dell’ISI, principale servizio di intelligence pakistano, e delle forze militari è centrale per la sicurezza nazionale, sebbene spesso controverso. L’ISI raccoglie informazioni sui gruppi armati interni e transnazionali, monitora i movimenti dei militanti e coordina le operazioni con le agenzie locali e con l’esercito. Le attività di controterrorismo comprendono arresti mirati, raid contro cellule sospette, intercettazioni e controllo dei confini. L’esercito, in collaborazione con l’intelligence, conduce campagne su larga scala nelle aree tribali e rurali, colpendo campi, basi logistiche e reti di supporto. Tuttavia, l’azione resta principalmente tattica: la prevenzione della radicalizzazione e il contrasto strutturale all’ideologia estremista rimangono sfide irrisolte.&nbsp;</p>



<p>Il confine occidentale, la Durand Line, separa il Pakistan dall’Afghanistan ed è un punto di passaggio chiave per militanti, armi e risorse. La situazione è ulteriormente complicata dalla presenza dei Talebani al potere a Kabul, con cui i rapporti restano tesi e ambigui. Islamabad accusa il governo afghano di tollerare, se non sostenere, gruppi come il TTP, ma un intervento diretto oltre confine rischierebbe di aggravare l’instabilità regionale. Di fatto, la Durand Line funziona più come una via di passaggio per militanti e violenza che come una reale barriera di sicurezza, lasciando il Pakistan costantemente vulnerabile.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La paura&nbsp;</h2>



<p>Cittadini e comunità religiose vivono sapendo che un attacco può arrivare in qualsiasi momento, anche in luoghi ritenuti da sempre protetti. Questo senso di vulnerabilità aumenta le tensioni settarie, mina la fiducia nelle istituzioni e isola le comunità, trasformando ogni attentato in un moltiplicatore d’instabilità che supera i confini immediati delle aree colpite. Come racconta un giovane abitante di Peshawar sentito da <em>InsideOver</em>, &#8220;negli ultimi anni, la natura degli attentati terroristici in Pakistan è cambiata. Pur essendo molti formalmente descritti come mirati alle forze di sicurezza, essi vengono spesso eseguiti tramite attentati suicidi che non fanno distinzione tra obiettivi militari e civili. La forza di queste esplosioni si estende ben oltre qualsiasi singolo obiettivo, coinvolgendo le aree circostanti, i luoghi di culto, le istituzioni scolastiche e i mercati pubblici. <strong>Nessuno sa dove colpirà l’esplosione né quali vite o corpi saranno spezzati. </strong>Di conseguenza, la gente prega con paura, studia con paura e affronta la vita quotidiana con la costante consapevolezza che la violenza può esplodere in qualsiasi momento e ovunque&#8221;. Una manifestazione dell&#8217;incertezza che attanaglia un Paese ancora fragile.</p>
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		<title>Le armi di Israele decisive in uno scontro India-Pakistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-armi-di-israele-decisive-in-uno-scontro-india-pakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2019 14:02:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Islamabad]]></category>
		<category><![CDATA[nuova-delhi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190227093703_28590507.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190227093703_28590507.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190227093703_28590507-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190227093703_28590507-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190227093703_28590507-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I venti di guerra da Nuova Delhi e Islamabad mettono Israele nella condizione di giocare un ruolo “chiave” nel caso si arrivasse ad una guerra tra le due potenze asiatiche. Se il Pakistan ha puntato molto sulle armi cinesi per fornire il suo esercito, Nuova Delhi si è affidata alla tecnologia israeliana per modernizzare le proprie forze armate. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-armi-di-israele-decisive-in-uno-scontro-india-pakistan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-armi-di-israele-decisive-in-uno-scontro-india-pakistan.html">Le armi di Israele decisive in uno scontro India-Pakistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190227093703_28590507.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190227093703_28590507.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190227093703_28590507-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190227093703_28590507-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190227093703_28590507-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I venti di guerra da Nuova Delhi e Islamabad mettono Israele nella condizione di giocare un ruolo “chiave” nel caso si arrivasse ad una guerra tra le due potenze asiatiche. Se il Pakistan ha puntato molto sulle armi cinesi per fornire il suo esercito, Nuova Delhi si è affidata alla tecnologia israeliana per modernizzare le proprie forze armate.</p>
<p>Per questo le armi israeliane potrebbero giocare un ruolo decisivo in una futura guerra, afferma il Jerusalem Post. Negli ultimi anni  l’India ha speso oltre 20 miliardi di dollari in tecnologie militari provenienti dallo Stato ebraico, coinvolgendo nei suoi programmi di modernizzazione le più importanti compagnie di difesa israeliane. Tra i esse compaiono Israel Aerospace Industries, Rafael Advanced Defense Systems, Israel Military Industries ed Elbit.  Le acquisizioni comprendono sistemi radar per la difesa dello spazio aereo e per la guerra elettronica, missili a medio-raggio nelle versioni navali, munizioni per tank, cannoni da 155 mm, fucili d’assalto Tavor, droni Hermes 900 e Hermes 450, ma sopratutto bombe guidate come quelle che sono state impiegate nel raid condotto in Kashmir – azione che ha innalzato la tensione tra i due stati come non si vedeva al 1971. Nei raid sono state lanciate infatti bombe di precisione Spice 1000 trasportate dai Mirage 2000. Un’ampia fornitura di questo munizionamento è stato acquisto per armare anche i Dassault Rafale che Nuova Delhi dovrebbe acquisire sempre dall’azienda francese. Il kit Spice 250 sarebbe invece stato acquistato per armate i caccia multiruolo di produzione indiana Tejas.</p>
<p>L’India rappresenterebbe di fatto il 49% del mercato di esportazione di armi di Israele, e  i frequenti incontri tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il primo ministro indiano Narendra Modi hanno sempre lasciato ampio spazio all’argomento “difesa”.  Le forniture israeliane rappresenterebbero infatti una risorsa importante per colmare una serie di gap nell’apparato di difesa indiano che potrebbe trovarsi a dover fronteggiare un avversario che sta ricorrendo alla tecnologia cinese per rinforzare il proprio apparato offensivo e difensivo.</p>
<p>Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, l’India, che condivide già numerosi progetti in campo militare con la Russia, e che acquista caccia da Francia e Svezia, ha stanziato altre decine di miliardi di dollari per portare a termine la modernizzazione delle sue forze armate, che vengono calcolate come il quarto esercito più potente del mondo – dopo Stati Uniti, Russia e Cina –  con oltre un milione di uomini in forza permanente e due milioni di riservisti, una forza aerea complessiva di 2mila aerei compresi 590 caccia, 5mila carri armati e 295 unità navali comprese due portaerei in cantiere. L’India è inoltre annoverata (come il Pakistan) tra le potenze nucleari: possiede infatti oltre 100 testate nucleari.</p>
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		<title>La Cina avrà una base in Pakistan (e gli Usa perdono un altro alleato)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-cina-avra-base-pakistan-gli-usa-perdono-un-altro-alleato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 06:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Islamabad]]></category>
		<category><![CDATA[Pechino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2664" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20171228144229_25367321-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20171228144229_25367321-1.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20171228144229_25367321-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20171228144229_25367321-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20171228144229_25367321-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Islamabad e Pechino sempre più vicine: la luna di miele tra questi due paesi, mai interrotta dal 1951 e cioè da quando il governo pakistano è stato tra i primi a riconoscere la Cina di Mao quale interlocutore (a discapito invece da quella di Taiwan e dei nazionalisti sconfitti pochi anni prima), adesso appare sempre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-avra-base-pakistan-gli-usa-perdono-un-altro-alleato.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2664" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20171228144229_25367321-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20171228144229_25367321-1.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20171228144229_25367321-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20171228144229_25367321-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20171228144229_25367321-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>Islamabad e Pechino sempre più vicine: la luna di miele tra questi due paesi, mai interrotta dal 1951 e cioè da quando il governo pakistano è stato tra i primi a riconoscere la Cina di Mao quale interlocutore (a discapito invece da quella di Taiwan e dei nazionalisti sconfitti pochi anni prima), adesso appare sempre più marcata e pronta a far decollare ulteriormente le relazioni tra le due nazioni asiatiche. Prima la <strong>costruzione del porto di Gwdar</strong>, vitale per implementare la strategia della cosiddetta ‘nuova via della seta’, poi il<strong> progetto della ferrovia ad alta velocità tra la nuova struttura portuale e la regione cinese dello Xinjiang</strong>, passando per la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lastampa.it/2018/01/03/economia/il-pakistan-yuan-anzich-dollari-nel-commercio-con-la-cina-A242Fxhk9xxObb8YzMTfaJ/pagina.html">scelta di Islamabad di commercializzare in Yuan con la Cina</a> al posto dell’utilizzo del Dollaro, annuncio quest’ultimo dato all’indomani della<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/ora-gelo-pakistan-ed-usa-la-cina-non-stara-guardare/"> mossa del governo USA di cancellare aiuti militari </a>per più di un miliardo di Dollari accusando il Pakistan di connivenza con il terrorismo. Adesso però, il legame con Pechino per il governo pakistano sembra assumere proporzioni sempre più grandi: da giorni infatti, si è iniziato a parlare della costruzione di una base militare cinese proprio a Gwdar.</p>
<p>L’importanza per la Cina di aver un hub militare in Pakistan</p>
<p>Quando già sul finire dello scorso decennio sono trapelate le prime indiscrezioni circa la costruzione di un grande porto nel sud del Pakistan, ben si comprendevano le intenzioni cinesi in questa parte del continente asiatico: Pechino, in particolare, sfruttando le sempre ottime relazioni con Islamabad, <strong>ha visto nelle coste pakistane l’opportunità ghiotta di creare una propria aria di influenza</strong> capace, soprattutto, di accogliere importanti infrastrutture volte a dar manforte alla propria strategia commerciale. Gwdar, in tal senso, si è prestata molto bene a questo obiettivo: è vicina al confine iraniano, non è lontana dalla acque del Golfo Persico e dalle coste della penisola arabica e, inoltre, la sua posizione la pone come terminal ideale della futura ferrovia che scenderà dallo Xinjiang; un porto da queste parti dunque, per la Cina ha voluto significare la creazione un vero e proprio hub in grado di andare oltre la sua importanza commerciale.</p>
<p>Non è quindi un caso se è proprio vicino a questo nuovo porto che, nel giro di pochi anni, potrebbe sorgere la nuova base militare cinese, che per Pechino sarebbe la seconda all’estero; i vertici del colosso asiatico hanno bisogno di maggiori infrastrutture commerciali e militari in questa zona del pianeta, da cui transitano gran parte delle merci cinesi destinate all’Europa: <strong>la decisione del governo cinese, appare perfettamente in linea con la politica del presidente Xi Jinping</strong>, il quale ha da sempre coniugato strategia commerciale e militare e che vede, nella nuova via della Seta, la strada in grado di governare non solo lo sviluppo del suo paese ma, soprattutto, anche quello della via cinese alla globalizzazione. La rivelazione del piano di Pechino per impiantare a Gwdar la sua nuova base militare, <a href="http://www.scmp.com/news/china/diplomacy-defence/article/2127040/first-djibouti-now-pakistan-port-earmarked-chinese">è arrivata ad inizio anno dal quotidiano South China Morning Post</a>, da sempre molto attento alle strategie militari del proprio paese.</p>
<p></p>
<p>Secondo le fonti a cui fa riferimento la testata sopra citata, la necessità di costruire una base vera e propria a Gwdar nasce dall’impossibilità di sfruttare il porto, progettato e costruito dagli stessi cinesi, come sede per i mezzi militari: “Le navi da guerra hanno bisogno di determinati servizi – si legge sul SCMP – Che il porto di Gwdar non può fornire essendosi trasformato in una struttura meramente commerciale”. Come detto, per la Cina la nuova base potrebbe costituire un elemento importante sotto il profilo della sicurezza per le tante navi commerciali che transitano dalle acque dell’Oceano Indiano, ma<strong> il tutto potrebbe avere anche risvolti politici:</strong> Pechino assisterebbe alla definitiva virata filo cinese di Islamabad e, soprattutto, porterebbe in dote una nuova infrastruttura militare nel confronto con gli USA per l’influenza sull’area.</p>
<p>Per Pechino è la seconda base militare all’estero</p>
<p>La base militare in Pakistan non sarà la prima per la Cina al di fuori dei propri confini nazionali; già dallo scorso mese di luglio infatti, è attiva una base a <strong>Gibuti</strong>, piccolo Stato affacciato sul Mar Rosso non a caso soprannominato ‘<em>la caserma d’Africa</em>’, visto che al suo interno oltre ai militari della madrepatria francese sono stanziati anche americani, inglesi, giapponesi, olandesi, spagnoli e vi è, tra le altre cose, anche un contingente italiano di trecento uomini che opera all’interno della nostra base dedicata all’ufficiale Amedeo Guillet. La posizione di Gibuti e del suo porto è strategica ed ha attratto numerose potenze straniere, le quali da qui intendono controllare il corno d’Africa ed operare contro la pirateria presente nelle acque del Mar Rosso; lo stesso governo di Pechino, nell’attivare la sua prima base militare all’estero, ha fatto più volte riferimento alla necessità di avere in zona un importante supporto per la sua flotta impegnata nella difesa di uno dei più importanti corridoi commerciali del pianeta.</p>
<p>L’installazione a Gibuti della prima base militare cinese, ha già fatto non poco scalpore: in pochi, anche all’interno delle cancellerie occidentali, si aspettavano una Cina già pronta ad avere delle basi fuori dai propri confini; per tal motivo, il clamore che potrebbe suscitare l’eventuale prossima apertura di una nuova base, per giunta all’interno di un territorio (quale quello pakistano) che dopo l’11 settembre è stato considerato quasi come un ‘giardino di casa’ degli USA, sarebbe ancora più importante e si tradurrebbe, da un punto di vista politico, in una nuova dimostrazione di come la Cina sia pronta a recitare ruoli sempre più importanti nelle aree più calde del pianeta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-avra-base-pakistan-gli-usa-perdono-un-altro-alleato.html">La Cina avrà una base in Pakistan (e gli Usa perdono un altro alleato)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Viaggio nel Pakistan che &#8220;tollera&#8221; i trans</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 07:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È notte e nella prima periferia di Lahore, fuori da un edificio anonimo, continuano ad arrivare taxi e richò carichi di persone. Molti uomini, giovani e non solo, scendono dai mezzi, entrano nel vecchio palazzo e salgono al primo piano, dove una musica da discoteca e delle luci stroboscopiche accolgono chi arriva. Appena presa familiarità &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/lislam-che-non-ti-aspetti/viaggio-nel-pakistan-tollera-trans.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È notte e nella prima periferia di Lahore, fuori da un edificio anonimo, continuano ad arrivare taxi e richò carichi di persone. Molti uomini, giovani e non solo, scendono dai mezzi, entrano nel vecchio palazzo e salgono al primo piano, dove una musica da discoteca e delle luci stroboscopiche accolgono chi arriva. Appena presa familiarità con il livello del volume e ecco che subito si capisce di essere arrivati in una delle numerose feste che si svolgono in clandestinità, di notte, in Pakistan. Si tratta di un party illegale e fuori dall&#8217;ordinario: il compleanno di Lady Roma, una transgender pakistana.</p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/_GoQj6vmuRY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<h2>Un&#8217;apparente tolleranza</h2>
<p>È proprio da questa festa che inizia il <strong>viaggio nel mondo LGBT Pakistano</strong>. Partendo da quello che è un momento di apparente allegria, in realtà si viene a scoprire un mondo complesso, contraddittorio e drammatico. Se, formalmente, in Pakistan i transessuali godono di maggiori diritti rispetto a molti altri Paesi al mondo, nei fatti, però, sono vittime di stigmatizzazioni, pregiudizi e discriminazione. La Corte Suprema di Islamabad ha riconosciuto infatti il &#8221;terzo genere&#8221; nel 2009 e poco tempo prima era stato garantito il diritto di voto ai membri della <strong>comunità LGBT</strong>. Ciò, in apparenza, fa pensare che esista una tolleranza e un&#8217;integrazione dei transessuali ma, in realtà, la situazione è molto più complicata e occorre andare a ritroso nei secoli per comprendere l&#8217; attuale contesto sociale in cui vivono i lady boy nel Paese asiatico.</p>
<p>Nel 1500-1600 d.C. gli Hijra o Khawaja Sira, termine con cui vengono definiti i transessuali in Pakistan e in India, alla corte degli imperatori Moghul godevano di enorme considerazione e ricoprivano alcune delle cariche più importanti in ambito amministrativo, oltreché militare. <strong>La situazione però è cambiata radicalmente durante il colonialismo britannico</strong>. Gli inglesi hanno accusato i transgender di violare la decenza pubblica, hanno introdotto il reato di omosessualità all&#8217;interno del codice penale del 1860 e la stessa visione omofoba è stata poi ereditata dal dittatore Muhammad Zia nel 1978. E oggi, quindi, sebbene la legge sia cambiata, in realtà a livello sociale il mondo transgender è vittima ancora di enormi stigmatizzazioni; infatti i Khawaja Sira sono nel mirino dei gruppi conservatori e in quello degli estremisti islamici e, per vivere, la stragrande maggioranza di loro mendica, si prostituisce o danza in occasioni dei battesimi, delle circoncisioni o di altre feste, poiché sono rinomati per le loro doti coreografiche e perché godono della fama di essere dei portatori di buona sorte.</p>
<p>La festeggiata Lady Roma è seduta su un trono, mentre i fotografi consumano i flash nell&#8217;immortalarla. È vestita in modo appariscente e come lei altre decine di colleghe. All&#8217;interno della sala continuano ad arrivare anche gli spettatori, giovani e non solo, che stanno seduti sulle poltrone in attesa di vedere le danzatrici esibirsi. E, non appena viene dato il via ai festeggiamenti, le hijra iniziano a dimenarsi sulla pista, ad ancheggiare, a cercare di essere sensuali e attirare a sé i presenti che le circondano e lanciano loro banconote mentre danzano. &#8221;La festeggiata è una mia allieva e sono molto contenta di questo evento, perché tutte le ragazze stanno ballando molto bene e c&#8217;è molta gente che è venuta qua per divertirsi con loro senza mancare di rispetto&#8221;. A parlare è Gehta Babi, una guru, il capo di una comunità di trans che insegna ai propri adepti a danzare, a comportarsi in modo femminile, che trova opportunità di lavoro e garantisce protezione.</p>
<p><div id="gallery_211051" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_211051 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_015.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_015-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_029.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_029-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_007.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_007-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_005---Copia.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_005---Copia.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_015---Copia.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_015---Copia.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<h2>&#8220;In Moschea solo con abiti da uomo&#8221;</h2>
<p>Ma per comprendere meglio il mondo della comunità dei transgender pakistani, dalla festa di Lady Roma ci dirigiamo a bussare alla porta della comunità del guru Diba Lal, nella città di Pattoki. In una stanza tre hijra stanno suonando e altri muovendosi a ritmo di musica, infrangendo quello che è uno dei dettami della legge islamica, che vieta alle donne di danzare in presenza di uomini; poi, durante la cena, Diba Lal racconta: &#8221;Io qui vivo come una madre con i suoi figli. Oggi sono un guru , ma per anni anche io sono stata un&#8217;allieva. A 16 anni vivevo insieme a dei circensi e mi esibivo durante gli spettacoli, in seguito ho conosciuto il mio attuale compagno, entrambi siamo venuti a vivere in questa comune e oggi io porto avanti il lavoro che hanno iniziato le altre maestre prima di me&#8221;.</p>
<p><div id="gallery_193158" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_193158 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_014.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_014-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_019---Copia.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_019---Copia-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_020.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_020-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_018.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_018-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_021.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_021-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>E poi, quella che le altre hijra chiamano <em>mum</em> (mamma), prosegue: &#8221;Noi viviamo insieme per essere anche più protette e aiutarci. I trans sono molto discriminati in Pakistan. In Moschea possiamo andare solo se indossiamo abiti maschili e non dobbiamo essere truccate; ci sono molti fanatici che vogliono vederci morte e, a proposito: guarda!&#8221;. Diba Lal estrae il cellulare e mostra i video di una conoscente che, aggredita in casa, è stata poi uccisa. Le immagini sono commentate da un silenzio assordante e la ferocia delle istantanee che passano in rassegna sullo schermo del device portano alla luce quello che è il problema con cui devono rapportarsi costantemente i transgender del Pakistan: la discriminazione, la persecuzione, l&#8217;intolleranza, le minacce, la violenza e anche la morte.<strong>In Pakistan la comunità LGBT comprende dalle 350 alle 500 mila persone</strong>. Numeri precisi non ci sono, anche se il governo Pakistano per il 2017 ha indetto un nuovo censimento e, per la prima volta nella storia, verranno conteggiati anche i transgender come terzo genere. Di nuovo ecco quindi la dicotomia di una realtà che, da una parte sembra ufficialmente molto più progressista rispetto a tanti altri contesti al mondo, ma poi nasconde enormi aspetti inquietanti.</p>
<h2>L&#8217;ong per i diritti della comunità Lgbt</h2>
<p>Per intendere nel dettaglio questa situazione occorre allora recarsi anche nella sede dell&#8217;ong Khawaja Sira Society, che si batte per i diritti di trans e omosessuali. All&#8217;interno dell&#8217;organizzazione alcuni trans ballano, altri leggono, c&#8217;è anche una piccola clinica medica dove vengono fatti test hiv gratuiti, perché una delle piaghe che affligge la comunità transgender è proprio la diffusione della malattie sessualmente trasmissibili: basti pensare che<strong> il 6.8% dei 22mila trans di Lahore sono sieropositivi</strong>; qua, a parlare, è Moon Ali, direttrice dell&#8217;Ong: &#8221;In Pakistan, occorre dirlo, i transgender non hanno diritti. Non basta essere riconosciuti come terzo genere per avere dei diritti sociali. Quella è una formalità. Quando un&#8217;ampia fetta della popolazione per vivere non ha altre possibilità che prostituirsi o fare dell&#8217;intrattenimento alle feste, allora vuol dire che quella minoranza è discriminata. Oggi noi trans non abbiamo alternative!&#8221;.</p>
<p>Moon Alì quindi prosegue: &#8221;Io vado all&#8217;università, vivo con la mia famiglia, che ha accettato la mia condizione, e non mi sono mai venduta. Ma voglio che il nostro mondo cambi! È necessario che anche i transgender escano da questa realtà fatta di mercificazione e che inizino a studiare, ad ambire a lavori di prestigio e a cariche pubbliche. In molti ci odiano, gli estremisti islamici <em>in primis</em>: alcune di noi vengono uccise, ma dobbiamo avere coraggio, cultura di noi stesse e forza d&#8217;animo per attuare il cambiamento; solo così possiamo dire di avere dei diritti e non essere solo oggetto di sfogo sessuale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Foto di Marco Gualazzini</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/lislam-che-non-ti-aspetti/viaggio-nel-pakistan-tollera-trans.html">Viaggio nel Pakistan che &#8220;tollera&#8221; i trans</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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