<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Iran Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/iran/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/iran</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2026 00:58:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Iran Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/iran</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Cosa sappiamo del drone dell&#8217;Aeronautica Militare italiana distrutto dall&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-del-drone-dellaeronautica-militare-italiana-distrutto-dalliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 04:40:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica Militare]]></category>
		<category><![CDATA[drone]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Kuwait]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=522005</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1773" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216.jpg 1773w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-1024x521.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-1536x781.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-600x305.jpg 600w" sizes="(max-width: 1773px) 100vw, 1773px" /></p>
<p> Un MQ-9A Reaper, o Predator B, dell'Aeronautica Militare Italiana, è stato colpito mentre si trovava nel suo hangar in Kuwait. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-del-drone-dellaeronautica-militare-italiana-distrutto-dalliran.html">Cosa sappiamo del drone dell&#8217;Aeronautica Militare italiana distrutto dall&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1773" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216.jpg 1773w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-1024x521.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-1536x781.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-600x305.jpg 600w" sizes="(max-width: 1773px) 100vw, 1773px" /></p>
<p>Stando a quanto si apprende, il <strong>drone Reaper</strong> dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare Italiana </strong>andato <strong>distrutto in Medio Oriente</strong> era &#8220;<em>rimasto alla base aerea di Ali Al Salem dopo che Roma ha deciso di non trasferirlo per evitare qualsiasi mossa che potesse essere percepita come un coinvolgimento nella guerra contro l&#8217;Iran</em>&#8220;. Il velivolo, distrutto a terra nel corso di un attacco missilistico, è diventato un bersaglio nonostante che l&#8217;Italia non abbia partecipato all&#8217;<strong>Operazione Epic Fury</strong>.</p>



<p>A riportare la notizia è stato il&nbsp;<em>Corriere della Sera</em> che, sulla base di fonti autorevoli e informate sui fatti, ha riferito che il drone andato distrutto nel corso di un attacco iraniano sferrato il 15 marzo contro la base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait, era un <strong>MQ-9A Reaper</strong>, o <strong>Predator B</strong>, dell&#8217;Aeronautica Militare Italiana, colpito mentre si trovava all&#8217;interno del suo hangar. Il velivolo a pilotaggio remoto faceva parte della flotta di sei Predator B del 32° Stormo dell&#8217;Aeronautica Militare Italiana ed era stato assegnato al<strong>Task Group Araba Fenice</strong> del Comando Nazionale Contingente Aereo Italiano/Task Force Aerea Kuwait per svolgere missioni di <em>Intelligence, Surveillance and Reconnaissance</em> nell&#8217;ambito di Prima Parthica, il contributo italiano alla campagna multinazionale contro Daesh in Iraq e Siria. Il Task Group Araba Fenice opera dalla <strong>base aerea di Ali Al Salem</strong>, in <strong>Kuwait</strong>, dall&#8217;ottobre 2014.</p>



<p>Poco dopo l&#8217;attacco, lo Stato Maggiore della Difesa italiano aveva rilasciato la dichiarazione ufficiale: &#8220;<em>Questa mattina, la base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita personale e mezzi statunitensi e italiani, è stata bersaglio di un attacco con droni che ha colpito un hangar che ospitava un velivolo a pilotaggio remoto appartenente all&#8217;Aeronautica Militare Italiana. Il velivolo è stato distrutto. Ho immediatamente parlato con il Colonnello Mangini per accertarmi delle condizioni del personale italiano presente alla base. Al momento dell&#8217;attacco, tutto il personale era illeso e non coinvolto. Ho prontamente informato il Ministro della Difesa Crosetto dell&#8217;accaduto e rimango in costante contatto con lui per monitorare continuamente la situazione di tutti i nostri contingenti all&#8217;estero</em>&#8220;. Secondo quanto si apprende, una delle opzioni prese in considerazione dalla nostra Aeronautica Militare era stata quella di far decollare e dislocare altrove tutti i velivoli schierati nei siti a rischio per evitare che potessero essere colpiti a terra, ma si è ritenuto che una &#8220;<strong>mossa difensiva</strong>&#8221; di questo tipo avrebbe potuto essere interpretata come un atto ostile. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Satellite imagery released by Iran shows the strike on an Italian installation at Ali Al Salem Air Base in Kuwait that destroyed an MQ-9 Reaper in its hangar and, potentially, the satellite antenna associated with the system. (29.336° 47.5334°) 1/6 <a href="https://t.co/UT52W7A7cr">pic.twitter.com/UT52W7A7cr</a></p>&mdash; Fabian Hinz (@fab_hinz) <a href="https://x.com/fab_hinz/status/2036464505547280681?ref_src=twsrc%5Etfw">March 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>All&#8217;epoca dei fatti alcune fonti OSINT diffusero l&#8217;ipotesi che, oltre al drone, <strong>due caccia Eurofighter</strong> dell&#8217;AM fossero stati &#8220;danneggiati&#8221;. Questa informazione non trova ulteriori riscontri né conferme. Sempre stando a quanto riferito, sottolinea <strong>David Cenciotti </strong>di&nbsp;<em>The Aviationist</em>, quattro Eurofighter italiani erano schierati in Kuwait al momento dell&#8217;attacco e tre di questi hanno fatto ritorno in Italia pochi giorni dopo. Ciò ridurrebbe gli eventuali danni a un solo velivolo, qualora tali danni fossero stati effettivamente inflitti. L&#8217;Aeronautica Militare Italiana, lo Stato Maggiore della Difesa e il Ministero della Difesa non hanno rilasciato informazioni in merito. Il drone MQ-9A distrutto a terra nel raid di ritorsione del 15 marzo rimane pertanto l&#8217;unico velivolo perso dall&#8217;AM nello scontro che ha infiammato il Golfo Persico e attende ancora una ricostruzione definitiva.</p>



<p>L&#8217;MQ-9A è un sistema aereo a pilotaggio remoto di classe strategica, capace di operare a media e alta quota con lunga autonomia. È impiegato principalmente in<strong> missioni di intelligence</strong>, <strong>sorveglianza </strong>e <strong>ricognizione (ISR)</strong>, ma può svolgere anche compiti di pattugliamento terrestre e marittimo, ricerca e soccorso, scorta di convogli e protezione di infrastrutture e forze dispiegate. L&#8217;integrazione tra i sensori di bordo e l&#8217;attività degli equipaggi consente di individuare minacce, monitorare vaste aree operative e condividere rapidamente le informazioni raccolte con i partner della coalizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-del-drone-dellaeronautica-militare-italiana-distrutto-dalliran.html">Cosa sappiamo del drone dell&#8217;Aeronautica Militare italiana distrutto dall&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sottomarini iraniani nel Golfo: Teheran minaccia di silurare le navi in transito a Hormuz</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sottomarini-iraniani-nel-golfo-teheran-minaccia-di-silurare-le-navi-in-transito-a-hormuz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Blocco navale]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=516897</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1616" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg 1616w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-300x177.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1024x603.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-768x452.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1536x905.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-600x353.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1616px) 100vw, 1616px" /></p>
<p>L’Iran lancia la sua “minaccia sottomarina” alle rotte petrolifere del Golfo, annunciando lo schieramento dei sottomarini tascabili Ghadir nello Stretto di Hormuz. Possono condurre una feroce guerra asimmetrica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarini-iraniani-nel-golfo-teheran-minaccia-di-silurare-le-navi-in-transito-a-hormuz.html">Sottomarini iraniani nel Golfo: Teheran minaccia di silurare le navi in transito a Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1616" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg 1616w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-300x177.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1024x603.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-768x452.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1536x905.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-600x353.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1616px) 100vw, 1616px" /></p>
<p>L’Iran lancia la sua &#8220;<strong>minaccia sottomarina</strong>” alle rotte petrolifere del Golfo annunciando lo schieramento dei sottomarini tascabili classe Ghadir nello Stretto di Hormuz, facendo leva sui timori di una guerra navale asimmetrica che infliggerebbe un altro duro colpo alla crisi energetica, aggravata dal blocco delle rotte commerciali che collegano le potenze del Golfo al resto del mondo.</p>



<p>Protagonisti di questa strategia sono i <strong>sottomarini tascabili classe Ghadir</strong>, i &#8220;superstiti&#8221; della flotta sommergibile iraniana che potrebbero <strong>andare a caccia di mercantili nel Golfo</strong> e nelle acque a ridosso dello strategico Stretto di Hormuz, innescando una campagna antisommergibile che coinvolgerebbe i pattugliatori aerei, gli elicotteri imbarcati per la lotta antisom e i cacciatorpedinieri dell’US Navy schierati nell’area di responsabilità del Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti che controlla le operazioni in Medio Oriente. <br><br>Paragonabili per dimensioni agli <em>X-Craft </em>della Royal Navy e ai <em>Seehund </em>della Kriegsmarine entrati in azione nella Seconda guerra mondiale, le unità superstiti della flotta, composta originariamente da circa 20 esemplari della classe Ghadir entrati in servizio nel 2005 con la Marina militare della Repubblica Islamica dell’Iran, rappresentano la nuova arma di deterrenza che Teheran potrebbe impiegare contro le navi, militari o civili, che intendono violare il <strong>blocco dello Stretto di Hormuz</strong>.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">I Delfini del Golfo e la strategia di Teheran</h2>



<p>Soprannominati &#8220;<strong>Delfini del Golfo Persico</strong>&#8220;, i Ghadir sarebbero &#8220;a<em>ttualmente schierati in posizioni operative calibrate&#8221;</em> per rafforzare quella che viene considerata una &#8220;<em>più ampia strategia di guerra asimmetrica di Teheran nel Golfo Persico</em>&#8220;. L&#8217;annuncio ha implicazioni strategiche globali, poiché circa il 20-21% delle spedizioni mondiali di petrolio transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Ciò significa che anche operazioni di disturbo limitate potrebbero innescare un&#8217;immediata volatilità del mercato energetico, un&#8217;escalation dei premi assicurativi e la mobilitazione navale multinazionale in tutta la regione del Golfo.</p>



<p>Il comandante della Marina iraniana ha dichiarato che sottomarini leggeri di produzione nazionale stanno conducendo operazioni di sorveglianza e monitoraggio nello Stretto di Hormuz e nelle vicine acque del Golfo Persico. Secondo l’agenzia di stampa <em>Fars</em>, il <strong>contrammiraglio Shahram Irani </strong>ha affermato che i sottomarini operano in linea con quelle che ha definito &#8220;<em>minacce in evoluzione</em>&#8220;, esigenze operative e capacità nazionali. Ha aggiunto che le unità sono in grado di rimanere sul fondale marino per lunghi periodi, dove vengono utilizzate per la sorveglianza, il tracciamento e quello che ha descritto come il potenziale ingaggio di navi ostili in questa strategica via d’acqua. Il comandante della Marina ha inoltre dichiarato che i sommergibili sono emersi nello Stretto di Hormuz durante un’operazione intitolata ai martiri del cacciatorpediniere Dena, prima di effettuare manovre in formazione e tornare in acque più profonde per continuare le missioni assegnate.  </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Ghadir Class Submarine&#8230;<a href="https://twitter.com/hashtag/thetruthseeker?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#thetruthseeker</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trending?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trending</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Iran</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/viralreels?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#viralreels</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Ghadir?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ghadir</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trend?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trend</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Submarine?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Submarine</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trendingnow?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trendingnow</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trendingreelsvideo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trendingreelsvideo</a> <a href="https://t.co/XcL4fg5Lga">pic.twitter.com/XcL4fg5Lga</a></p>&mdash; The Truth Seeker (@TruthSeekerHAZ) <a href="https://twitter.com/TruthSeekerHAZ/status/2054089244444926028?ref_src=twsrc%5Etfw">May 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I media iraniani hanno inoltre interpretato il dispiegamento sia come una <strong>rappresaglia simbolica</strong>, sia come una forma di deterrenza operativa. Gli organi d’informazione legati allo Stato hanno descritto i sommergibili come &#8220;<em>pronti all&#8217;azione</em>&#8220;, sottolineando al contempo la loro capacità di condurre prolungate operazioni di sorveglianza in posizione di riposo sul fondale marino, consentendo ai battelli di restare nascosti sul fondale del Golfo mentre monitorano o ingaggiano navi di superficie ostili che transitano attraverso i corridoi di navigazione strategici. Il dispiegamento rafforza inoltre la consolidata <strong>dottrina militare di Teheran</strong> secondo cui i <strong>piccoli sottomarini costieri</strong> a basso dislocamento possono<strong> imporre costi operativi sproporzionati alle forze navali tecnologicamente superiori</strong>, in particolare in acque poco profonde e acusticamente congestionate, inadatte alle operazioni convenzionali dei sottomarini d&#8217;alto mare come quelli che possono essere schierati dagli Stati Uniti nel Mar Arabico o nel Golfo dell&#8217;Oman.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le minacce di Hormuz e una deterrenza sommersa</h2>



<p>La comunicazione navale iraniana relativa alla flotta Ghadir sembra attentamente studiata per segnalare una presenza costante nello Stretto, dove sono state posate le pluricitate <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/incubo-mine-intorno-hormuz-usa-inviano-i-dragamine-cosa-pu-2651656.html">mine navali</a> e incombono le <strong>piccole imbarcazioni armate</strong> e <strong>dronizzate</strong>, da impiegare come “battelli esplosivi” della <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/non-sono-solo-mine-minacciare-stretto-hormuz-cos-mosquito-2637250.html"><strong>Mosquito Fleet</strong></a>, mantenendo un’ambiguità strategica e al contempo complicando la pianificazione operativa delle formazioni antisommergibile della Marina statunitense e delle forze alleate che operano vicino al Golfo e devono prepararsi a un contesto strategico in cui Teheran fa sempre più affidamento su piattaforme navali asimmetriche e difficili da neutralizzare, piuttosto che sul confronto navale convenzionale che è stato in larga parte affondato nelle prime settimane di quella che è stata considerata la <strong>Terza Guerra del Golfo</strong>.<br><br>Emblematico il caso del <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/l-mk-48-e-l-attacco-ecco-sottomarino-nucleare-uss-charlotte-2635092.html">siluramento da parte del sottomarino d’attacco USS Charlotte</a> della <strong>fregata iraniana Iris Dena</strong>, centrata da un siluro Mk-48 il 3 marzo dopo essere stata intercettata al largo dello Sri Lanka. Lo schieramento dei sottomarini Ghadir, considerato “inteso a dimostrare la capacità di sopravvivenza e la continuità operativa delle forze navali” dell’Iran nonostante le perdite subite, è stato legato anche ai “<em>martiri del Dena</em>”. <br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Lunghi 29 metri, con un dislocamento fino a 150 tonnellate i sottomarini tascabili <a href="https://twitter.com/hashtag/Ghadir?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ghadir</a> rappresentano una minaccia rilevante nei fondali bassi dello stretto di <a href="https://twitter.com/hashtag/Hormuz?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Hormuz</a>, dove l&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Iran</a> può condurre una guerra asimmetrica contro gli Usa, colpendo navi sorprese a violare il blocco. <a href="https://t.co/hsNCh8QLIX">pic.twitter.com/hsNCh8QLIX</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2054579430941487168?ref_src=twsrc%5Etfw">May 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Come sottolinea il sito <em>Defese Security Asia</em>, i media iraniani hanno ripetutamente sottolineato la capacità di questi sottomarini che possono condurre <strong>operazioni di lunga durata</strong> rimanendo a ridosso di un fondale <a href="https://defencesecurityasia.com/en/iran-ghadir-submarines-strait-of-hormuz-underwater-threat-global-oil-routes/">estremamente difficile da scandagliare</a>, date le irregolarità geologiche, rimanendo fermi per lunghi periodi ed evitando l&#8217;esposizione ai sonar, riducendo di conseguenza le probabilità di rilevamento nelle trafficate rotte marittime del Golfo, e protraendo le loro missioni di pattugliamento fino a &#8220;50 giorni&#8221;. Gli analisti militari hanno a lungo valutato che la dottrina navale iraniana privilegia la disgregazione per logoramento piuttosto che gli scontri tra flotte, <strong>rendendo piattaforme come il Ghadir strategicamente preziose </strong>nonostante il loro dislocamento e la capacità di carico relativamente limitati.</p>



<p>Lunghi circa 29 metri e con un dislocamento non superiore alle 150 tonnellate a seconda della configurazione operativa, i sottomarini di classe Ghadir trasportano un equipaggio di sette uomini tra marinai e ufficiali, e sono stati costruiti &#8220;specificamente&#8221; per combattere nel Golfo Persico, dove le acque sono relativamente basse e la profondità media è di circa 36 metri. Ideali per compiere missioni di interdizione e imboscate lungo la costa, possono essere armati con <strong>diversi tipi di siluri</strong>, come il <em>Valfajr</em>, che vengono lanciati dai due tubi da 533 mm posti a prua, o attraverso <strong>missili da crociera antinave</strong> come il <em>Jask-2</em>, che l&#8217;Iran ha già testato con successo da un sottomarino Ghadir durante le dimostrazioni volte a mostrare la &#8220;capacità di attacco sottomarino&#8221; della Repubblica islamica. </p>



<p>Le fonti differiscono nel determinare il numero preciso di sottomarini classe Ghadir costruiti e messi in servizio, con stime che vanno dalle <strong>10 alle 23 unità totali</strong>, senza considerare il numero di battelli che potrebbero essere rimasti <strong>distrutti durante i raid israeliani</strong> e <strong>statunitensi</strong>, o potrebbero non essere operativi per guasti o altre ragioni.</p>



<p>In ogni caso, il dispiegamento dei sottomarini Ghadir nelle acque dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico è un chiaro segnale di deterrenza strategica che Teheran intende promuovere sia per rafforzare la percezione che la potenza mediorientale mantiene ancora oggi una &#8220;credibile capacità di rappresaglia&#8221; nonostante gli attacchi stranieri, sia per raggiungere obiettivi di politica interna, presentando la Marina iraniana come resiliente, operativamente preparata e tecnologicamente autosufficiente dopo la distruzione del cacciatorpediniere Dena e delle principali unità di superficie della flotta. Da una pura prospettiva di comunicazione strategica, l&#8217;annuncio funziona come <strong>segnale di deterrenza</strong> in vista della nuova escalation che viene minacciata dagli <strong>Stati Uniti </strong>dopo il <strong>fallimento dei negoziati</strong>.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarini-iraniani-nel-golfo-teheran-minaccia-di-silurare-le-navi-in-transito-a-hormuz.html">Sottomarini iraniani nel Golfo: Teheran minaccia di silurare le navi in transito a Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Pentagono vuole rinnovare la sua flotta di AWACS (ed ecco perché c&#8217;entra anche la guerra in Iran)</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-vuole-rinnovare-la-sua-flotta-di-awacs-ed-ecco-perche-centra-anche-la-guerra-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 00:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Awacs]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[United States Air Force (Usaf)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=517027</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1123" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Nato_awacs.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Nato_awacs.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Nato_awacs-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Nato_awacs-768x575.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Nato_awacs-1024x767.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Pentagono deve rinnovare la sua flotta di aerei E-3 Sentry AWACS. Le perdite subite nella guerra con l'Iran sottolineano questa necessità </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-vuole-rinnovare-la-sua-flotta-di-awacs-ed-ecco-perche-centra-anche-la-guerra-in-iran.html">Il Pentagono vuole rinnovare la sua flotta di AWACS (ed ecco perché c&#8217;entra anche la guerra in Iran)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1123" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Nato_awacs.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Nato_awacs.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Nato_awacs-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Nato_awacs-768x575.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Nato_awacs-1024x767.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il <strong>Pentagono</strong> vuole rinnovare la sua flotta di aerei <strong>E-3 Sentry AWACS</strong>, sigla che sta per <em>Airborne Warning and Control System</em>, un sistema radar aviotrasportato avanzato, installato solitamente su aerei di grandi dimensioni, progettato per la sorveglianza aerea, il comando, il controllo e le comunicazioni a lungo raggio, il riconoscimento di minacce nemiche e il coordinamento delle forze amiche. E, da quanto si apprende, saranno gli<strong>E-7 Wedgetail</strong> a raccogliere il testimone.</p>



<p>L’E-3 Sentry è considerato una piattaforma AWACS ormai <a href="https://www.twz.com/air/pentagons-mindset-on-e-7-radar-aircraft-it-tried-to-axe-has-completely-changed-hegseth">limitata e obsoleta</a> e, data la rilevanza di questo tipo di asset, che ha avuto un ruolo di primo piano nelle operazioni militari condotte contro l’Iran, il programma di rinnovamento è stato definito &#8220;<em>più che mai necessario</em>&#8220;, specie dopo che uno di questi preziosi velivoli è andato perduto durante l’attacco sferrato dagli iraniani sulla <a href="https://it.insideover.com/difesa/awacs-nel-mirino-perche-il-colpo-a-prince-sultan-ridefinisce-le-strategie-della-guerra-nel-golfo.html">base aerea Prince Sultan</a>, in Arabia Saudita, a marzo. Sembra infatti che l’<strong>operazione Epic Fury</strong> e la perdita e il danneggiamento di alcuni velivoli AWACS abbiano “<em>aggravato le già notevoli difficoltà della flotta</em>”, che secondo alcuni analisti è letteralmente &#8220;<em>ridotta all’osso</em>&#8221; e fa affidamento su piattaforme E-3 decisamente datate.</p>



<p>Sebbene il <strong>segretario Pete Hegseth</strong> avesse sostenuto la cancellazione del piano che avrebbe previsto l’acquisizione dei Wedgetail, considerati &#8220;<em>troppo vulnerabili per essere efficaci nei conflitti futuri</em>&#8221; e di secondaria importanza rispetto alle altre risorse ISR che potevano essere acquisite e schierate, qualcosa o qualcuno deve aver fatto notare al Dipartimento della Guerra statunitense che gli E-7 prodotti dalla Boeing sono i candidati perfetti per mandare in pensione i vecchi Sentry e diventare gli &#8220;<em>occhi del cielo</em>&#8221; nelle future operazioni aeree dell’US Air Force.</p>



<p>Progettato per la Royal Australian Air Force nel quadro del <strong>Project Wedgetail</strong>, questo velivolo AWACS sviluppato sulla <strong>cellula del Boeing 737</strong> è probabilmente la migliore piattaforma di sensori aviotrasportati per l’osservazione dall’alto attualmente disponibile al mondo, particolarmente preziosa per individuare <strong>droni kamikaze</strong> a lungo raggio e missili da crociera. È inoltre adattabile ad altre esigenze operative, tra cui la gestione del campo di battaglia e la funzione di nodo di rete, grazie alla sua ampia suite di comunicazione e condivisione dati. Il sito specializzato <em>The War Zone</em> ha ricordato come un E-7 della <strong>Royal Australian Air Force</strong> sia stato inviato proprio in <strong>Medio Oriente</strong> per &#8220;<em>aiutare gli Stati arabi del Golfo a difendersi dagli attacchi iraniani</em>&#8220;, certificando la fiducia che viene attribuita alla piattaforma, nonostante i risultati della difesa siano stati messi a dura prova dai missili e dai droni lanciati dagli iraniani.</p>



<p>La domanda di piattaforme AWACS nella flotta statunitense, che può contare su altre piattaforme, compresi gli E-2 imbarcati sulle onnipresenti portaerei dell&#8217;Us Navy, è aumentata proprio durante il <strong>recente conflitto con l’Iran</strong>, quando i missili di Teheran hanno centrato e distrutto uno di questi preziosi aerei per il comando e controllo mentre era a terra. L’Aeronautica militare ha dichiarato di stare valutando la possibilità di sostituire diversi aerei persi finora nei combattimenti con Teheran, ma non è ancora chiaro se ciò includerà il recupero di un Sentry precedentemente ritirato dal servizio.</p>



<p>Secondo gli analisti, si tratterebbe comunque di un processo lungo, costoso e complesso, anche perché <strong>non esistono alternative immediat</strong>e per rimpiazzare un E-3, i cui ultimi esemplari furono consegnati all’inizio degli anni Novanta. Ed è proprio questa crescente difficoltà nel mantenere operativa una flotta ormai logorata dal tempo e dall’intensificarsi degli impegni operativi a rendere il passaggio agli E-7 Wedgetail non più una semplice opzione, ma una necessità strategica sempre più urgente per l’USAF. Nel frattempo, la flotta di E-3, già ridotta drasticamente negli ultimi anni, continua a faticare a <strong>soddisfare i requisiti operativi</strong>.<br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-vuole-rinnovare-la-sua-flotta-di-awacs-ed-ecco-perche-centra-anche-la-guerra-in-iran.html">Il Pentagono vuole rinnovare la sua flotta di AWACS (ed ecco perché c&#8217;entra anche la guerra in Iran)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>InsideWar &#8211; Gli Stati Uniti schierano una terza portaerei contro l’Iran: la “pace” prima di un’altra tempesta?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/insidewar-gli-stati-uniti-schierano-una-terza-portaerei-contro-liran-la-pace-prima-di-unaltra-tempesta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 08:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=515083</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1171" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1536x937.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--2048x1249.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi di Hormuz prosegue e gli Stati Uniti, invece di disimpegnare truppe e asset dalla regione, schierano una terza portaerei in Medio Oriente, proprio nell’area di responsabilità del Comando Centrale che conduce le operazioni contro l’Iran, attualmente in stand by per un cessate il fuoco che dipende dai difficili negoziati mediati dal Pakistan. Intanto viene reso noto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/insidewar-gli-stati-uniti-schierano-una-terza-portaerei-contro-liran-la-pace-prima-di-unaltra-tempesta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/insidewar-gli-stati-uniti-schierano-una-terza-portaerei-contro-liran-la-pace-prima-di-unaltra-tempesta.html">InsideWar &#8211; Gli Stati Uniti schierano una terza portaerei contro l’Iran: la “pace” prima di un’altra tempesta?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1171" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1536x937.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--2048x1249.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi di Hormuz prosegue e gli Stati Uniti, invece di disimpegnare truppe e asset dalla regione, schierano una <a href="https://it.insideover.com/guerra/tre-portaerei-nel-golfo-washington-prepara-la-guerra-lunga-contro-teheran.html">terza portaerei in Medio Oriente</a>, proprio nell’area di responsabilità del Comando Centrale che conduce le operazioni contro l’Iran, attualmente in <em>stand by</em> per un cessate il fuoco che dipende dai difficili negoziati mediati dal Pakistan. <br><br>Intanto viene reso noto che una <strong>batteria Iron Dome</strong>, manovrata da truppe delle Forze di Difesa Israeliane, è stata schierata negli<strong> Emirati Arabi Uniti</strong> per sostenere gli sforzi di difesa aerea contro l’Iran e proteggere lo spazio aereo da nuovi attacchi di Teheran (un piccolo segnale?). E per quanto riguarda i <strong>negoziati mediati dal Pakistan</strong>? Rinviati a data da destinarsi, nella speranza che i tre punti essenziali – la riapertura dello Stretto di Hormuz, la consegna dell’uranio e un accordo che assicuri un equilibrio nel Golfo, con particolare attenzione agli arsenali di Teheran e alle armi offensive a lungo raggio che preoccupano Israele, e non solo – possano trovare una linea di compromesso. Anche se la proposta avanzata dagli emissari di Teheran, secondo le indiscrezioni riportate da <em>Axios</em>, punta a un accordo che prevede la <strong>riapertura dello Stretto di Hormuz</strong> e la fine del blocco navale americano, rinviando il <strong>dossier nucleare</strong>, una priorità israeliana, a una “<em>fase successiva</em>”. <br><br>Al centro della nostra attenzione, e quindi dell’articolo dedicato ai nostri abbonati, è il rafforzamento del dispositivo militare degli Stati Uniti, che hanno inviato una <em>Invincibile Armada</em> per porre la parole fine sulle <strong>ambizioni nucleari degli Ayathollah</strong>, e non possono ritirarla in cambio della normalizzazione del transito nello stretto strategico di Hormuz che, prima del suo ingombrante e dispendioso arrivo, era &#8220;<em>aperto</em>&#8220;.</p>



<p><em>Le tensioni nel mondo, dopo una lunga fase di distensione, sono sempre più diffuse nelle latitudini e longitudini del globo soggetto al nuovo assetto multipolare. Per navigare in scenari tanto complessi,&nbsp;<strong>InsideWar,</strong>&nbsp;la newsletter che studia i cambiamenti dei conflitti e delle dinamiche militari, vuole offrire i punti di vista frutto delle analisi, la competenza e l’approfondimento di Paolo Mauri, Mauro Indelicato, e dell’autore della pubblicazione odierna. Per riceverla,&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong>abbonatevi a InsideOver</strong>&nbsp;</a>e potrete essere informati attentamente sui principali campi di battaglia attuali e potenziali del mondo.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/insidewar-gli-stati-uniti-schierano-una-terza-portaerei-contro-liran-la-pace-prima-di-unaltra-tempesta.html">InsideWar &#8211; Gli Stati Uniti schierano una terza portaerei contro l’Iran: la “pace” prima di un’altra tempesta?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fratelli d&#8217;Italia scarica il figlio di Palhavi ma spinge per un gruppo eversivo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/fratelli-ditalia-scarica-il-figlio-di-palhavi-ma-spinge-per-un-gruppo-eversivo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=514299</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Scaricare Ciro Pahlavi e sostenere i "mujaeddin del popolo", per molto anni qualificati come organizzazione terrorista? Succede anche questo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fratelli-ditalia-scarica-il-figlio-di-palhavi-ma-spinge-per-un-gruppo-eversivo.html">Fratelli d&#8217;Italia scarica il figlio di Palhavi ma spinge per un gruppo eversivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una delle dichiarazioni più bizzarre, almeno all&#8217;apparenza, partorite dal <strong>governo Meloni</strong> in politica estera in questi giorni arriva da un senatore di <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong>. È scatenata dalle vacanze romane <a href="https://it.insideover.com/politica/pahlavi-e-non-solo-i-molti-fronti-dellopposizione-iraniana.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/pahlavi-e-non-solo-i-molti-fronti-dellopposizione-iraniana.html">del figlio dell&#8217;ultimo Scià</a>, e riapre una discussione su chi debba essere l&#8217;interlocutore dell&#8217;opposizione iraniana, potenzialmente scatenando anche una piccola crisi diplomatica nella maggioranza. Qualche giorno fa è uscito allo scoperto il senatore <strong>Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata</strong>, un tempo vicino ai <strong>Radicali</strong>, poi ministro degli Esteri nel governo <strong>Monti</strong> e oggi plenipotenziario di incarichi e commissioni straordinari, con un <a href="https://x.com/GiulioTerzi/status/2044287805455471024" type="link" id="https://x.com/GiulioTerzi/status/2044287805455471024">post</a> su X (un tempo chiamato Twitter). Lì definisce <strong>Pahlavi Jr.</strong> un &#8220;autocandidato Scià figlio&#8221; e ricorda il sistema repressivo del padre, un monarca che scatenò la polizia torturatrice del <strong>Savak</strong> contro l&#8217;opposizione. Argomenti, inutile rimarcarlo, che in questi mesi sono stati patrimonio della diaspora iraniana democratica e della sinistra antimperialista.</p>



<p>Una botta di realismo e verità storica, in un mese di ridimensionamento del melonismo trumpiano? Non è così semplice. Si dà il caso che in questi mesi <strong>Terzi</strong> e <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> abbiano dato ampia visibilità a un&#8217;altra esponente dell&#8217;opposizione iraniana: <strong>Maryam Rajavi</strong>, un&#8217;anziana signora rappresentante ed erede dei <strong>Mujahedeen-e Khalq</strong>, &#8220;i mujahiddin del popolo&#8221; (da qui in poi <strong>Mek</strong>), presentandola come <strong>l&#8217;unica voce degna di essere ascoltata</strong> e complimentandosi con la sua «leadership».</p>



<p>Peccato che il <strong>Mek</strong>, <a href="https://x.com/arash_tehran" type="link" id="https://x.com/arash_tehran">scrive</a> uno storico rispettabile come <strong>Arash Azizi</strong> (Yale, <em>The Atlantic</em>), sia un <strong>«culto squilibrato che non rappresenta nessuno se non i propri membri (meno dell&#8217;1% degli iraniani)»</strong>. E se la pretesa di <strong>Pahlavi Jr.</strong> di essere il leader della transizione si è dimostrata priva di fondamento, il <strong>Mek</strong> è decisamente messo peggio. Durante la guerra Iraq-Iran si schierò con l&#8217;Iraq e perse qualunque sostegno in patria. Da allora ha assunto tratti sempre più estremi, antipopolari ed eversivi.</p>



<p>Non è un caso che il <strong>Mek</strong> sia stato designato come <strong>&#8220;organizzazione terrorista&#8221; per oltre un decennio da Stati Uniti e dall&#8217;Unione Europea</strong>. Non è nemmeno un caso che quella designazione sia stata eliminata a partire dal 2009, in occasione delle proteste antiregime degli iraniani di allora, quando l&#8217;élite politica clintoniano-bushista decise di investirci come possibile alternativa agli ayatollah. Figure come <strong>Rudy Giuliani</strong>, <strong>Mike Pompeo</strong> e <strong>John McCain</strong> hanno sostenuto o ricevuto soldi dal <strong>Mek</strong>. Un ex membro del gruppo raccontò come l&#8217;11 settembre 2001, in uno dei campi di rieducazione con tratti maoisti, si festeggiò l&#8217;attacco alle Torri Gemelle tra applausi, musica e dolci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fazioni che si odiano tra loro</h2>



<p>Quella iraniana è una società straordinariamente variegata, con colori politici d&#8217;ogni tipo: pro regime, monarchici, pro Israele, marxisti, ecc. Ma se c&#8217;è una cosa su cui la stragrande maggioranza concorda è che <strong>il Mek on è un «movimento di resistenza», bensì una setta disprezzata</strong>. Eppure abbiamo visto in questi mesi il <strong>Mek</strong> in Parlamento, senza che nessun grande media approfondisse, mentre riviste glamour presentavano <strong>Rajavi</strong> come figura prestigiosa senza spiegarne le origini.</p>



<p>Dall&#8217;altra parte, anche <strong>Pahlavi</strong> è stato ricevuto alla Camera dei deputati: non era una visita di Stato, ci mancherebbe, ma un incontro organizzato da alcuni parlamentari di <strong>Forza Italia</strong> e <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> che ha finito per diventare un caso politico. Scaricato da <strong>Donald Trump</strong>, <strong>Pahlavi</strong> trova un <strong>Daniele Capezzone</strong>, ex <strong>Radicali</strong> anche lui, che lo chiama «principe» mentre lo intervista senza la minima contestazione. Il cimitero degli elefanti italiano è generoso: <strong>Maurizio Molinari</strong> su <strong><em>Repubblica</em></strong> e <strong>Cinque minuti</strong> da <strong>Bruno Vespa</strong> gli lasciano usare toni manichei e <a href="https://x.com/Maumol/status/2044669820419854715" type="link" id="https://x.com/Maumol/status/2044669820419854715">squinternati</a>. Il regime degli ayatollah sarebbe &#8220;sull&#8217;orlo del collasso&#8221; e le recenti operazioni militari occidentali sarebbero una sorta di <strong>&#8220;intervento di soccorso umanitario&#8221; per un popolo in ostaggio</strong>, con l&#8217;Iran paragonato alla Germania nazista. Se è difficile per i Paesi occidentali scegliere con chi parlare quando si immagina un futuro dopo il regime iraniano, nella Penisola parlano tutti i peggiori.</p>



<p>Ma forse sarebbe meglio prendere sul serio questa pantomima, perché la bizzarria dell&#8217;uscita di <strong>Terzi di Sant&#8217;Agata</strong> è solo apparente: è chiaro a questo punto che una parte del governo <strong>Meloni</strong>, o almeno di <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong>, abbia interesse a <strong>promuovere il Mek come unica alternativa per l&#8217;opposizione iraniana</strong>, nell&#8217;ignoranza generale. Adottando, per lo scopo, persino formule demolitorie contro quello stesso <strong>Pahlavi</strong> idolatrato nelle manifestazioni italiane del <strong>Terzo Polo</strong> e accolto con riverenza dal nostro mainstream.</p>



<p>Roma non sa a quale leader dell&#8217;opposizione dare visibilità, ma in ogni caso finisce per <strong>&#8220;tifare&#8221; in una competizione interna tra fazioni che spesso si detestano tra loro quanto detestano il regime di Teheran</strong>.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fratelli-ditalia-scarica-il-figlio-di-palhavi-ma-spinge-per-un-gruppo-eversivo.html">Fratelli d&#8217;Italia scarica il figlio di Palhavi ma spinge per un gruppo eversivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iran. L&#8217;ultimatum di Trump e l&#8217;ossessione di Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-lultimatum-di-trump-e-lossessione-di-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 14:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=512331</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. L&#039;ultimatum di Trump e l&#039;ossessione di Netanyahu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Qualcosa nel fine settimana si era mosso, tanto che Trump aveva affermato che c'erano "buone possibilità" di trovare un'intesa. Ciò nonostante il fatto che Israele si fosse prodigato per far fallire il negoziato uccidendo il principale mediatore iraniano, l'ex ministro degli Esteri Kamal Kharazi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-lultimatum-di-trump-e-lossessione-di-netanyahu.html">Iran. L&#8217;ultimatum di Trump e l&#8217;ossessione di Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. L&#039;ultimatum di Trump e l&#039;ossessione di Netanyahu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407153709224_9c2b2a2951726db9e045dee07a1a753f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Stasera scade l&#8217;ultimatum all&#8217;Iran: o accetta di riaprire Hormuz o l&#8217;esercito americano bombarderà tutte le sua stazioni elettriche e i ponti. Inutile sottolineare quanto sia criminale la minaccia (dettagliata successivamente in &#8220;<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog-april-7-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un&#8217;intera civiltà morirà stanotte</a>&#8220;), che fa il paio con quella israeliana di prendere di mira le ferrovie. Gaza ha fatto scuola anche oltreoceano.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog-april-7-2026/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-TOI-18-1024x384.jpg" alt="Ahead of deadline, Trump warns ‘a whole civilization will die tonight’ if Iran doesn’t open Hormuz" class="wp-image-81399"/></a></figure>



<p>Sperare che si arrivi a un&#8217;intesa entro la scadenza è arduo, ma doveroso. Mentre si può forse riporre un barlume di speranza sul fatto che Trump proroghi la scadenza accordando più tempo alla diplomazia, anche se, solito, è stato netto sulla definitività della tempistica.</p>



<p>Nell&#8217;attesa si può però accennare al fatto che qualcosa nel fine settimana si era mosso, tanto che Trump aveva affermato che c&#8217;erano &#8220;buone possibilità&#8221; di trovare un&#8217;intesa. Ciò nonostante il fatto che Israele si fosse prodigato per far fallire il negoziato uccidendo il principale mediatore iraniano, l&#8217;ex ministro degli Esteri Kamal Kharazi.</p>



<p>A far intravedere che la trattativa non era stata affondata in via definitiva anche il sorprendente post pubblicato <a href="https://x.com/araghchi/status/2040377895953047771?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2040377895953047771%7Ctwgr%5E68666993a04c13b1d9fa8f79734c970c5ac5b3e1%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.dawn.com%2Flive%2Firan-israel-war" target="_blank" rel="noreferrer noopener">su X</a> dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi (il quale evidentemente aveva dato mandato a Kharazi di trattare): &#8220;La posizione dell&#8217;Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi [diplomatici] <em>e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad</em>. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://x.com/araghchi/status/2040377895953047771?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2040377895953047771%7Ctwgr%5E68666993a04c13b1d9fa8f79734c970c5ac5b3e1%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.dawn.com%2Flive%2Firan-israel-war"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-X-3-1024x411.jpg" alt="" class="wp-image-81401"/></a></figure>



<p>Ma chiudere un accordo resta comunque complicato. Tutto dipende dagli Stati Uniti, dal momento che le condizioni poste dall&#8217;Iran sono alquanto lineari, in particolare la richiesta di un&#8217;intesa definitiva che gli eviti una successiva aggressione, che poi è il punto su cui tutto sta o cade (sulle altre richieste si può trattare).</p>



<p>Quindi, tutto dipende dalla bozza di intesa inviata da Washington, se cioè contiene o meno tale prospettiva. La bozza è stata ricevuta e Teheran ha risposto inviando una controproposta in 10 punti, ma ad oggi non ci sono indiscrezioni né in un senso né nell&#8217;altro, con la minaccia dell&#8217;escalation che pende come una spada di Damocle.</p>



<p>A complicare la chiusura di un accordo le pressioni del partito della guerra. Netanyahu ha telefonato a Trump domenica <a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahu-said-to-ask-trump-not-to-move-forward-with-iran-ceasefire-at-this-stage/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per sollecitarlo a non accettare un cessate il fuoco</a>, mentre il giorno precedente la notizia della <a href="https://www.youtube.com/watch?v=lf0kza_hHSc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">morte di Trump</a> era diventata virale sui social.</p>



<p>Non una banale Fake, ma un avvertimento, come si usa in situazioni del genere. La notizia, infatti, fa il paio con l&#8217;allarme lanciato da <a href="https://www.youtube.com/shorts/9Dz8GobRUe0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tucker Carlson</a>: &#8220;Tutti a Washington hanno paura di essere colpiti fisicamente da Israele&#8221;.</p>



<p>Nel frattempo, il salvataggio dei due aviatori americani sopravvissuti all&#8217;abbattimento del loro F-15 (nelle prime ore si parlava di un F-35, come avevamo erroneamente riportato anche noi). La vicenda ha fatto il giro del mondo, ma non ci appassiona più di tanto.</p>



<p>Sul punto rimandiamo a <a href="https://ronpaulinstitute.org/what-the-hell-happened-with-the-rescue-of-the-f-15e-wso-in-iran/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricostruzioni altrui</a> che tentano di rischiarare punti oscuri, anzitutto se il salvataggio celasse anche un&#8217;operazione segreta per sottrarre all&#8217;Iran l&#8217;uranio arricchito nascosto sottoterra poco distante e se è stata coronata da successo, come da vanterie di Trump, o meno (le foto di elicotteri e velivoli colpiti dagli iraniani durante l&#8217;operazione di salvataggio <a href="https://www.tehrantimes.com/news/525201/Defeat-with-a-side-of-luck" target="_blank" rel="noreferrer noopener">interpellano</a>).</p>



<p>Nell&#8217;attesa di quanto si deciderà a Washington, il <a href="https://www.dawn.com/live/iran-israel-war" target="_blank" rel="noreferrer noopener">drammatico allarme</a> lanciato da Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar: &#8220;Dal 2023 avvertiamo che un&#8217;escalation incontrollata ci porterà a una situazione incontrollabile e siamo molto vicini a quel punto. Per questo motivo esortiamo tutte le parti a trovare una soluzione per porre fine a questa guerra prima che sia troppo tardi&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.dawn.com/live/iran-israel-war"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-D-1-1024x548.jpg" alt="War returns to Iran with Israel, US strikes" class="wp-image-81403"/></a></figure>



<p>Concludiamo con quanto scrive su Haaretz da Rogel Alpher, il quale tratteggia un indovinato parallelo tra l&#8217;ossessione di Benjamin Netanyahu per la distruzione dell&#8217;Iran e quella di Achab per uccidere Moby Dick. La pulsione monomaniacale di Achab per la balena bianca, infatti, fa il paio di quella di Bibi per Teheran.</p>



<p>Anche Bibi, come Achab zoppica; un&#8217;invalidità generata dai continui fallimenti dei suoi nefasti propositi verso Teheran: &#8220;è riuscito a convincere Donald Trump a ritirarsi dall&#8217;accordo sul nucleare&#8221;, nonostante Teheran lo &#8220;rispettasse nella lettera e nello spirito&#8221;, nell&#8217;idea che le sanzioni avrebbero fatto crollare il nemico o avrebbero generato un regime-change. Così non è stato.</p>



<p>Poi, nonostante le sue insistenze sull&#8217;impotenza iraniana rispetto alla macchina da guerra israelo-americana, Teheran continua a far piovere missili all&#8217;intono. Netanyahu zoppica &#8220;perché l&#8217;Iran gli ha già fatto pagare un prezzo quando era ancora immerso nella sua arroganza, nella sua presunzione e nella sua ispirazione per la missione divina. Netanyahu avrebbe dovuto imparare la lezione. Invece, la sua ossessione, degna di quella di Achab, non ha fatto altro che aumentare&#8221;.</p>



<p>Ma &#8220;L&#8217;Iran e Hezbollah lo tengono in pugno. La gomena che ha lanciato, conficcando i suoi arpioni nella loro carne durante l&#8217;inseguimento (iniziato con un&#8217;ondata di adrenalina, eccitazione e vigoria) ora gli si è attorcigliata intorno ai testicoli e Moby Dick [&#8230;] sta correndo a tutta velocità verso gli abissi&#8221;, trascinandolo con sé, e con lui tutto l&#8217;equipaggio della nave, che poi è Israele. Immagine invero plastica, che necessita di una specifica: negli abissi Netanyahu sta trascinando il mondo intero.</p>



<p>_____________</p>



<p><em>Piccolenote è collegato da affinità elettive a&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/">InsideOver</a>. Invitiamo i nostri lettori a prenderne visione e, se di gradimento, a sostenerlo tramite&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonamento</a>.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-lultimatum-di-trump-e-lossessione-di-netanyahu.html">Iran. L&#8217;ultimatum di Trump e l&#8217;ossessione di Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ritorno degli A-10 sulla scena: il &#8220;facocero&#8221; non pensionabile entra in azione in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-ritorno-degli-a-10-sulla-scena-il-facocero-non-pensionabile-entra-in-azione-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 00:21:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[droni navali]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=510539</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il vecchio Warthog, "facocero", forse il miglior aereo da attacco al suolo di tutti i tempi, è tornato al centro della scena.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ritorno-degli-a-10-sulla-scena-il-facocero-non-pensionabile-entra-in-azione-in-iran.html">Il ritorno degli A-10 sulla scena: il &#8220;facocero&#8221; non pensionabile entra in azione in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/200629-F-GZ700-9011-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’<strong>A-10 Thunderbolt</strong> è ufficialmente entrato in azione in <strong>Iran</strong> per fronteggiare due minacce incombenti e in un certo senso non comprese tra gli avversari classici del venerabile aereo d’attacco al suolo dell’USAF.   </p>



<p>Il vecchio Warthog, <em>facocero</em> nella nostra lingua, forse il miglior aereo da attacco al suolo di tutti i tempi, è tornato al centro della scena a Hormuz, in Iraq e in altri spazi aerei del Golfo Persico, dove sta contribuendo in modo decisivo a <strong>smantellare le capacità navali iraniane</strong>, e secondo gli analisti, potrebbe avere ancora qualche asso nella manica per<em> </em><strong>fronteggiare i droni suicidi </strong>che funestano le basi statunitensi, e, in particolare, i loro apparati radar.</p>



<p>Sebbene questi velivoli siano tradizionalmente associati al supporto ravvicinato alle truppe di terra, e siano stati sviluppati in origine come dei moderni cacciacarri da impiegare nel caso la Guerra Fredda avesse alzato la sua temperatura, possono svolgere con successo missioni di attacco contro bersagli navali come i piccoli battelli esplosivi dronizzati della componente navale del <strong>Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica</strong>, e financo contro le mine che sarebbero state posate per inibire il transito ai mercantili non autorizzati. Attualmente sono autorizzate al transito solo navi appartenenti a nazioni che non hanno intrapreso azioni contro l’Iran, in gran parte mercantili che battono bandiera cinese e indiana.   </p>



<p>Il portale specializzato <em>The War Zone</em> ha <a href="https://www.twz.com/air/a-10-warthogs-are-prowling-for-iranian-boats-in-the-strait-of-hormuz">sottolineato</a>&nbsp;come i piloti di A-10 si siano “addestrati per decenni” proprio per operare in uno scenario che li avrebbe visti impegnati nel contrastare le flotte di motoscafi veloci, come quelli della <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/non-sono-solo-mine-minacciare-stretto-hormuz-cos-mosquito-2637250.html">Mosquito Fleet</a> iraniana che operano nello stretto strategico di Hormuz e nelle aree circostanti.</p>



<p>Il contributo dei Warthog in questo scenario è stato confermato dal Capo di Stato Maggiore Congiunto dell’Aeronautica Militare statunitense, generale <strong>Dan Caine,</strong> che durante una conferenza al Pentagono ha dichiarato: “<em>L’A-10 Warthog è ora impegnato nei combattimenti sul fianco meridionale [dell’Iran] e sta dando la caccia e distruggendo motovedette veloci nello Stretto di Hormuz</em>”. Gli A-10 stanno operando accanto agli <strong>elicotteri d’attacco AH-64 Apache</strong> contro bersagli “<em>lenti</em>” che possono essere colpiti a bassa quota con la vasta gamma di sistemi d’arma che possono trasportare, seguendo l’impiego che ne hanno fatto gli israeliani.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">USAF A-10 Warthog flying alongside a KC-135 tanker while supporting US strikes on Iran. <a href="https://t.co/tfLnPfqsM7">pic.twitter.com/tfLnPfqsM7</a></p>&mdash; OSINTtechnical (@Osinttechnical) <a href="https://twitter.com/Osinttechnical/status/2033915021042847859?ref_src=twsrc%5Etfw">March 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br>Attualmente gli A-10 impegnati nell’<strong>Operazione Epic Fury</strong> operano lungo il fianco meridionale dell’Iran, con il compito di individuare e distruggere unità navali leggere. Secondo Caine, gli attacchi hanno già colpito oltre 120 imbarcazioni e decine di unità posamine, in linea con l’obiettivo dichiarato di neutralizzare la marina iraniana.</p>



<p>&#8220;<em>Il continuo impiego dell&#8217;A-10 in Medio Oriente contraddice la narrazione prevalente secondo cui il Warthog dovrebbe essere dismesso perché la sua utilità sul moderno campo di battaglia è limitata. Questa argomentazione non è priva di fondamento, ma presuppone che ogni mezzo aereo tattico in dotazione debba essere in grado di combattere in prima linea fin dal primo giorno di un conflitto con un avversario di pari livello, e che non vi siano molti altri compiti da svolgere oltre a sparare i colpi in prima linea durante un simile conflitto. Vale anche la pena notare che l&#8217;A-10 rimane il jet tattico meno costoso da gestire nell&#8217;arsenale dell&#8217;USAF</em>&#8220;, ha dichiarato il vertice dell&#8217;Aeronautica americana, che ha sottolineato: <em>&#8220;Indipendentemente dal destino imminente dell&#8217;A-10, la sua capacità di effettuare attacchi rapidi e altamente precisi su bersagli piccoli e in rapido movimento, e la sua capacità di stazionare a lungo in volo assorbendo il fuoco delle armi leggere, significa che le sue capacità possono essere applicate direttamente al dominio marittimo&#8221;.</em></p>



<p>Nonostante venga spesso definito un velivolo monomissione arrivato al termine della sua carriera, l’A-10 continua a dimostrare una notevole versatilità, e poco prima dell’<strong>escalation</strong>, immagini diffuse dal Pentagono lo mostravano impegnato in esercitazioni con unità della US Navy nel Golfo Persico, a conferma di <strong>una capacità operativa che contraddice la narrativa di un sistema ormai superato.</strong></p>



<p>Come osserva <em>The War Zone</em>, il valore del Warthog risiede nella sua capacità di colpire con precisione bersagli piccoli e veloci e di restare a lungo in volo, caratteristiche ideali per contrastare minacce asimmetriche come i motoscafi armati. <strong>Questo tipo di minaccia rappresenta infatti uno dei pilastri della strategia iraniana. </strong>I Pasdaran hanno investito per anni in flotte di imbarcazioni veloci, spesso equipaggiate con missili antinave, razzi o cariche esplosive, difficili da individuare e neutralizzare. A queste si aggiungono oggi i droni navali kamikaze, già sperimentati in altri teatri e ora impiegati per bloccare il traffico nello stretto di Hormuz.  </p>



<p>Ma c’è di più: secondo gli analisti l’A-10 si dimostrerebbe particolarmente adatto ad affiancare le LCS classe Independence come la USS Tulsa e la USS Santa Barbara, le navi da combattimento costiero configurate per operazioni di dragaggio mine che verranno <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/navi-usa-verso-hormuz-sfidare-mine-iraniane-missione-ad-alto-2639681.html">schierate in Medio Oriente</a> per bonificare lo Stretto di Hormuz. Gli A-10 potrebbero contribuire a proteggere le navi dagli attacchi di piccole imbarcazioni e droni, non solo navali.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Hours ago, U.S. forces successfully employed multiple 5,000-pound deep penetrator munitions on hardened Iranian missile sites along Iran’s coastline near the Strait of Hormuz. The Iranian anti-ship cruise missiles in these sites posed a risk to international shipping in the… <a href="https://t.co/hgCSFH0cqO">pic.twitter.com/hgCSFH0cqO</a></p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://twitter.com/CENTCOM/status/2034040698954031326?ref_src=twsrc%5Etfw">March 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I Warthog possono trasportare una vasta gamma di munizioni a guida di precisione che potrebbero essere impiegate contro imbarcazioni iraniane, siano esse ferme in porto o in movimento nello S<strong>tretto di Hormuz</strong> e nelle aree circostanti, affidando il loro tiro letale al famigerato cannone a canne rotanti GAU-8/A da 30 mm, ai missili aria-aria AIM-9M Sidewinder, o alla versione ottimizzata del <a href="https://it.insideover.com/difesa/decine-di-migliaia-di-munizioni-di-precisione-a-basso-costo-per-la-marina-statunitense.html">razzo aria-aria APKWS II</a>, perfetto per distruggere i droni a basso costo.</p>



<p>Secondo Stephen Bryen di&nbsp;<em>Weapons and Strategy</em>, il conflitto con l’Iran starebbe segnando una vera e propria “<strong>rinascita</strong>” operativa dell’A-10, che nonostante il <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-addio-aerei-tank-killer-ecco-perche-vogliono-ritirarli.html">pensionamento reclamato</a> da una parte del Congresso, viene impiegato in un ampio ventaglio di missioni, molto più rispetto al passato. Con armamento migliorato, nuove reti dati e intelligenza artificiale, questo velivolo sta &#8220;<em>giocando un ruolo fondamentale nella guerra contro l&#8217;Iran</em>&#8220;; non solo nelle rodate missioni di supporto ravvicinato alle truppe di terra, ma fungendo da piattaforma multi-ruolo capace di intercettare <strong>droni Shahed-136</strong>, proteggere le rotte marittime nel Golfo Persico, colpire batterie missilistiche costiere e neutralizzare le milizie filo-iraniane in Iraq.</p>



<p>Un salto qualitativo reso possibile da <strong>una profonda modernizzazione che ha puntato sulle nuove armi di precisione a basso costo </strong>come i razzi Apkws II, sulla capacità di cooperazione avanzata con assetti di quinta generazione come l’F-35 attraverso il <strong>datalink Link 16</strong>, e sull’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale in grado di analizzare i bersagli e suggerire in pochi secondi le migliori soluzioni d’ingaggio. Questa evoluzione tecnologica si accompagna a un ritorno di centralità strategica, anche alla luce della crescente minaccia rappresentata da droni e sciami a basso costo, contro cui i sistemi tradizionali di difesa aerea – come Patriot o THAAD – risultano economicamente insostenibili.</p>



<p> In questo contesto, sottolinea Bryen, e non si può non essere d&#8217;accordo, un velivolo come il Warthog (che è stato rifiutato dagli ucraini, <em>ndr</em>) sta emergendo come una soluzione efficace nel contrastare minacce asimmetriche, impiegano munizioni a basso costo come minacce a basso costo, riequilibrando, di fatto, uno scenario che necessita di velivoli che possono inseguire bersagli piccoli, veloci o lenti, con una buona autonomia e la capacità di volare a bassa quota, incassando il fuoco nemico e e garantendo la capacità di sostenere lunghi tempi di permanenza sull’obiettivo. </p>



<p>Bryen sottolinea come il Pentagono potrebbe persino riconsiderare il destino degli esemplari stoccati nel “<em>boneyard</em>” dell’Arizona, ipotizzandone il riutilizzo per la difesa di basi sensibili, soprattutto sul territorio nazionale, sempre più esposte a incursioni di droni. In un paradosso che riflette le contraddizioni della guerra moderna, il velivolo progettato per fermare le colonne corazzate sovietiche nel <strong>Fulda Gap</strong> potrebbe trovare la sua nuova ragion d’essere proprio nella lotta contro minacce leggere, diffuse e difficili da intercettare, confermando come, anche nell’era della guerra ad alta tecnologia, la resilienza e la semplicità restino fattori decisivi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="tr" dir="ltr">🔴ABD Merkez Komutanlığı:<br><br>ABD Hava Kuvvetleri&#39;ne ait A-10 Thunderbolt II saldırı uçakları, Epic Fury Operasyonu sırasında İran donanma gemilerine yönelik saldırılarda kullanıldı. <a href="https://t.co/dkbH94ukv4">pic.twitter.com/dkbH94ukv4</a></p>&mdash; 3. Dünya Savaşı (@ww3mediaa) <a href="https://twitter.com/ww3mediaa/status/2036805579314807067?ref_src=twsrc%5Etfw">March 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Mentre le <a href="https://www.rainews.it/maratona/2026/03/iran-guerra-trump-abbiamo-vinto-ora-negoziati-ma-schiera-paracadutisti-un-piano-in-15-punti-a3fcafb8-fa62-4a47-9656-60be5891f28c.html">informazioni contrastanti</a> sui negoziati tra Iran e Usa si susseguono e gli animi più ottimisti vengono raffreddati da espressioni come lo “<em>state negoziando con voi stessi</em>”, pronunciata da Teheran dopo aver respinto la proposta dei 15 punti di Washington, che riguarda il programma missilistico e nucleare, restano problemi centrali come una strategia concreta per riaprire lo stretto di Hormuz e l’opzione, sempre più “<em>menzionata</em>”, di <strong>operazioni anfibie</strong> su obiettivi chiave come l’isola di Kharg o lungo la costa iraniana. Scenari in cui la flotta di <em>vecchi facoceri</em> dell&#8217;USAF, schierati presso le basi aeree di Muwaffaq al-Salti in <strong>Giordania</strong>, Al-Dhafra negli <strong>Emirati Arabi</strong> e in altri hub temporanei nel Golfo, potrebbe comunque tornare in scena nel ruolo più consueto, quello del <strong>Close Air Support</strong>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ritorno-degli-a-10-sulla-scena-il-facocero-non-pensionabile-entra-in-azione-in-iran.html">Il ritorno degli A-10 sulla scena: il &#8220;facocero&#8221; non pensionabile entra in azione in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Colpito il più grande giacimento di gas del mondo: South Pars finisce nel mirino di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/colpito-il-piu-grande-giacimento-di-gas-del-mondo-south-pars-finisce-nel-mirino-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 16:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[bombardamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=509676</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1908" height="834" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 1908w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1908px) 100vw, 1908px" /></p>
<p>Israele ha colpito il bacino gasifero South Pars, infrastruttura critica cogestita assieme al Qatar, considerata il più grande giacimento di gas al mondo. L’attacco a questo giacimento e alla raffineria di Asaluyeh, sistema centrale di approvvigionamento energetico di Teheran, rappresenta per alcuni analisti la &#8220;prima vera offensiva diretta contro le infrastrutture strategiche del Golfo&#8221; dall’inizio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/colpito-il-piu-grande-giacimento-di-gas-del-mondo-south-pars-finisce-nel-mirino-di-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/colpito-il-piu-grande-giacimento-di-gas-del-mondo-south-pars-finisce-nel-mirino-di-israele.html">Colpito il più grande giacimento di gas del mondo: South Pars finisce nel mirino di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1908" height="834" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 1908w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/F-15-Israeliano-La-Presse-e1773852209372.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1908px) 100vw, 1908px" /></p>
<p>Israele ha colpito il bacino gasifero <strong>South Pars</strong>, infrastruttura critica cogestita assieme al Qatar, considerata il più grande giacimento di gas al mondo. L’attacco a questo giacimento e alla <strong>raffineria di Asaluyeh</strong>, sistema centrale di approvvigionamento energetico di Teheran, rappresenta per alcuni analisti la &#8220;<em>prima vera offensiva diretta contro le infrastrutture strategiche del Golfo</em>&#8221; dall’inizio di quella che ormai possiamo tranquillamente definire la <strong>Terza guerra del Golfo</strong>.</p>



<p>Secondo quanto si apprende dall’agenzia di stampa iraniana <strong>Fars</strong>, &#8220;<em>diversi serbatoi e impianti sono stati colpiti, costringendo il personale all’evacuazione</em>&#8221; del sito, dove le squadre antincendio stanno lottando per domare e circoscrivere l’<strong>incendio</strong> provocato dai <strong>raid aerei israeliani</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Israele?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Israele</a> ha colpito il bacino gasifero <a href="https://twitter.com/hashtag/SouthPars?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#SouthPars</a>, infrastruttura critica cogestita assieme al Qatar, considerata il più grande giacimento di gas al mondo <a href="https://t.co/dpMeBc0bSF">pic.twitter.com/dpMeBc0bSF</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2034305071555489850?ref_src=twsrc%5Etfw">March 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Fonti citate da <strong>Axios </strong>indicano che l’operazione israeliana sarebbe stata coordinata e a<a href="https://www.axios.com/2026/03/18/israel-strikes-iran-natural-gas-infrastructure">pprovata dall’amministrazione Trump</a>. Ciò segna un &#8220;<em>cambio di rotta rispetto alla precedente opposizione di Washington a colpire depositi energetici senza un consenso preventivo</em>&#8220;. La scorsa settimana la Casa Bianca aveva &#8220;<em>espressamente</em>&#8221; richiesto a Israele di<strong> non colpire infrastrutture energetiche</strong> nella regione. Stando a quanto riportato sempre dalla stessa fonte, un funzionario della Difesa statunitense avrebbe confermato che l’attacco aereo condotto dalle forze aeree israeliane, che oggi hanno colpito anche la costa di Hormuz, è stato “<em>coordinato e approvato</em>” dal Pentagono.</p>



<p>Il <strong>Qatar</strong>, che cogestisce con l’Iran il controllo di questo gigantesco<a href="https://www.agi.it/economia/news/2026-03-18/south-pars-iran-attacco-petrolio-36171338/">&nbsp;<strong>giacimento di gas offshore</strong>&nbsp;</a> – 9.700 chilometri quadrati che contengono riserve stimate in 14 trilioni di metri cubi di gas e 18 miliardi di barili di condensati, considerate essenziali per l’approvvigionamento dell’Iran, in cui oltre il 70% della produzione elettrica dipende dal gas naturale – ha definito l’attacco israeliano un’<strong>escalation “pericolosa e irresponsabile”</strong> attraverso il portavoce del Ministero degli Esteri.</p>



<p>Il Corpo delle<strong> Guardie Rivoluzionarie Islamiche</strong>, IRGC, aveva &#8220;avvertito&#8221; che diverse infrastrutture energetiche in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar avrebbero dovuto &#8220;<em>essere evacuate a causa di potenziali attacchi</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">A number of Middle East oil and gas facilities have evacuated after Iran threatened wide retaliation for Israel&#39;s strike on the South Pars gas field today- Bloomberg <a href="https://t.co/mzG13qIrUf">pic.twitter.com/mzG13qIrUf</a></p>&mdash; OSINTtechnical (@Osinttechnical) <a href="https://twitter.com/Osinttechnical/status/2034283391311364153?ref_src=twsrc%5Etfw">March 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il governo di Doha, che ha condannato l’attacco israeliano, definendolo una &#8220;<strong>minaccia alla sicurezza energetica globale</strong>&#8220;, è estremamente preoccupato per un eventuale “coinvolgimento diretto degli altri produttori del Golfo” che possa rendere ancora più difficile, se non impossibile, il recupero del mercato globale, già sottoposto allo <strong>shock</strong> provocato dal blocco dello <strong>Stretto di Hormuz.</strong></p>



<p>Mentre il Brent tocca un picco di <a href="https://ageei.eu/attacco-al-giacimento-di-south-pars-il-petrolio-brent-vola-e-liran-minaccia-il-golfo/">108,60 dollari </a> e il West Texas Intermediate sale a 98,12 dollari, le rotte commerciali che attraversano lo stretto di Hormuz restano interdette ed esposte alla minaccia delle Guardie della Rivoluzione, che hanno già <strong>colpito 9 mercantili</strong> tra il golfo settentrionale, quello meridionale e le acque in prossimità dello<strong> stretto strategico</strong> che, secondo le più insperate indiscrezioni riguardanti possibili opzioni militari, potrebbe anche diventare scenario di una complessa e insidiosa <strong>operazione militare terrestre</strong> nelle prossime settimane.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/colpito-il-piu-grande-giacimento-di-gas-del-mondo-south-pars-finisce-nel-mirino-di-israele.html">Colpito il più grande giacimento di gas del mondo: South Pars finisce nel mirino di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spionaggio, sabotaggio  e &#8220;messaggi a onde corte&#8221; verso Teheran</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 06:04:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=508814</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="970" height="482" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 970w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></p>
<p>Rumore di fondo e la voce di un uomo che ripete una sequenza di numeri in farsi, l’idioma indoeuropeo parlato in Iran, l&#8217;antica Persia. La sera del 28 febbraio, il giorno in cui ha avuto inizio l&#8217;operazione militare congiunta di Israele e Stati Uniti nei cieli dell&#8217;Iran, sulle frequenze radio a onde corte quella voce &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html">Spionaggio, sabotaggio  e &#8220;messaggi a onde corte&#8221; verso Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="970" height="482" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 970w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></p>
<p>Rumore di fondo e la voce di un uomo che ripete una sequenza di numeri in <em>farsi, </em>l’idioma indoeuropeo parlato in Iran, l&#8217;antica Persia. La sera del 28 febbraio, il giorno in cui ha avuto inizio l&#8217;operazione militare congiunta di Israele e Stati Uniti nei cieli dell&#8217;Iran, sulle frequenze radio a onde corte quella voce ha iniziato a ripetere <em>“Tavajjoh! Tavajjoh! Tavajjoh!”, </em>che segnifica “<em>Attenzione!</em>”, per ripetere in seguito una sequenza numerica indecifrabile, considerata da molti un’attività anomala che può essere collegata a una <strong>Numeber Station </strong>non identificata. Scomparso a seguito di forti interferenze, forse legate a un&#8217;azione di sabotaggio, questa misteriosa trasmissione, captata sulla frequenza 7910 kHz e ricomparsa sulla frequenza <strong>7842 kHz</strong>, dove la stessa voce, a distanza di una settimana, è tornata a inviare nell’etere quella strana sequenza numerica. Ma per quale ragione un <strong>messaggio a onde corte</strong> e in particolare un messaggio cifrato in farsi dovrebbe interessarci? La risposta è semplice: potrebbe essere un modo per comunicare con gli <strong>agenti esteri</strong> infiltrati in Iran.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Number Station e spionaggio a onde corte</h2>



<p>Per capire di cosa stiamo parlando, dato che il senso e il contenuto del messaggio cifrato è, e probabilmente resterà, segreto, bisogna innanzitutto ripercorrere la storia delle Number Station; e il libro “<em><a href="https://www.amazon.it/Spionaggio-onde-corte-Lincredibile-radiotrasmissioni-ebook/dp/B0C43RF8XP">Spionaggio in onde corte</a></em>”, compendio dell’incredibile storia delle stazioni numeriche e delle radiotrasmissioni di messaggi segreti dalla Guerra Fredda ai giorni nostri (edito da Italia Storica), può tornaci decisamente utile. Ricordandoci come strumenti semplici, sicuri e affidabili possono essere ancora estremamente utili alle <strong>attività di spionaggio</strong> condotte in territori altamente ostili.</p>



<p>Queste cosiddette Numbers Stations, spiega Andrea Lombardi, sono delle trasmissioni radio in onde corte, che vengono trasmesse &#8220;<em>nelle più diverse ore del giorno  con durate variabili, reperibili su molte frequenze</em>&#8220;. Queste trasmissioni misteriose, che generalmente consistono in voci registrate che leggono &#8220;<em>gruppi di numeri o di lettere in alfabeto fonetico radiofonico</em>&#8220;, in segnali in <strong>codice morse</strong> o <strong>impulsi sonori</strong>, sono &#8220;<em>precedute spesso da segnali di inizio trasmissione consistenti in brevi brani musicali, sequenze di lettere o scale di note, ciclicamente ripetuti a orari prefissati</em>&#8221; che richiamano l&#8217;attenzione del ricevitore.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">👀⚠️<br>The mysterious Farsi-language Numbers-Station on 7910kHz, received in 🇮🇹Milan at 18:00 UTC on March 3, 2026. <br>Probably the most interesting radio signal in recent times. <a href="https://t.co/CeKdGzc5Sy">pic.twitter.com/CeKdGzc5Sy</a></p>&mdash; Shortwave Observer (@shortwave78) <a href="https://twitter.com/shortwave78/status/2028895990405599345?ref_src=twsrc%5Etfw">March 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br>Secondo gli studi condotti indipendentemente da esperti di telecomunicazioni, molte di queste trasmissioni sono state impiegate da diversi servizi segreti per trasmettere dei brevi messaggi di testo ai loro &#8220;<em>agenti sotto copertura o dormienti</em>”. Impiegato per la prima volta durante la Grande Guerra, e adottato regolarmente dagli Alleati nel Secondo conflitto mondiale, quando l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/storia/quando-la-bbc-annuncio-il-d-day-con-strani-messaggi-cifrati.html">emittente BBC inviava dei radiomessaggi in codice </a> attraverso la lettura di particolari frasi, come i versi della poesia <em>Canzone d&#8217;autunno </em>di Paul Verlaine, per allertare gli agenti del SOE, lo <strong>Special Operations Executive</strong> e la Resistenza di azioni imminenti nell&#8217;Europa occupata, venne adottato negli anni della Guerra Fredda da <strong>CIA</strong>, <strong>KGB</strong> e <strong>Mossad</strong> per mezzo di decine di Numbers Stations in onde corte attraverso le quali &#8220;<em>aspre voci femminili, recitanti litanie di numeri nell’etere, tra lo statico di scariche elettromagnetiche e carillon distorti&#8221;</em> annunciavano informazioni segrete della massima rilevanza, o l&#8217;inizio di &#8220;<em>operazioni segrete e manovre di destabilizzazione</em>&#8220;.<br><br>Proprio il Mossad, sarebbe stato captato su quella che venne definita la “Female Phonetic Alphabet Stations&#8221;, secondo quanto riporta il libro di Tom Kneitel <em>Guide to Embassy and Espionage Stations</em>, secondo cui la teoria più&nbsp;plausibile era che essa fosse operata dai servizi segreti israeliani, che emetteva un segnale identificativo costituito da tre lettere che veniva ripetuto prima che una voce femminile dicesse &#8220;<em>End of message. End transmission</em>&#8220;. Lo scopo di questi messaggi è ancora<strong> ignoto</strong>.<br><br>Un ex operativo della Cia che ha avuto a che fare con le stazioni numeriche e i programmi di addestramento clandestini, ha dichiarato al <em>Financial Times</em> che le Number Station sono ancora fondamentali per contattare agenti o fonti di alto livello. &#8220;<em>Se internet si interrompe o i servizi telefonici vengono interrotti, si ha comunque un modo per contattare le proprie fonti</em>&#8220;. Ciò che è tuttavia estremamente interessante, almeno per le persone comuni, è la possibilità di captare e ascoltare questi messaggi composti da <em>&#8220;<strong>lunghe liste di numeri</strong> in gruppi di quattro o cinque cifre</em>&#8220;, con il solo ausilio di un semplice ricevitore che possa essere sintonizzato su onde medie e corte, magari dotato di un&#8217;antenna telescopica e delle cuffie chiuse.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="811" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-1024x811.jpg" alt="" class="wp-image-509345" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-1024x811.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-300x238.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-768x608.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-600x475.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07.jpg 1172w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un agente del SOE ascolta messaggi radio in Grecia durante la seconda guerra mondiale</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un messaggio in persiano disturbato dall&#8217;Iran</h2>



<p>Nel caso del messaggio in lingua farsi comparso il 28 febbraio sulla frequenza 7910 kHz, e ricomparso il 5 marzo sulla frequenza 7842 kHz, il radioamatore noto con il nome di <strong>Shortwave Observer </strong>(che a suo dire è stato allertato da un membro della RAF) dopo aver captato e analizzato il messaggio ha dichiarato alla stampa che: “<em>Il segnale di disturbo sui 7910 kHz che blocca le trasmissioni in lingua persiana della Numbers Station è identico al disturbo che da tempo disturba &#8220;Radio Farda&#8221;, una stazione radio a onde corte anti-regime iraniano&#8221;. </em>Ciò lo ha portato ad affermare che l&#8217;origine del disturbo era decisamente <em>&#8220;iraniana”</em>, e per questo si è potuto supporre che quei messaggi numerici in lingua farsi anticipati da un messaggio di allerta venissero inviati dallo spionaggio militare israeliano o statunitense. Anche se altri radioamatori &#8220;non concordano&#8221; con queste ipotesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un vecchio metodo ancora efficace nello spionaggio</h2>



<p>La Number Station in farsi, che è stata codificata come <strong>V32</strong>, trasmette due volte al giorno &#8211; alle 2 del mattino e alle 18.00 di sera, <em>Greenwich Mean Time</em> &#8211; cambiando il suo codice numerico cifrato, che, almeno in passato, veniva decodificato attraverso le cosiddette &#8220;<strong>One Time Pad</strong>&#8220;: blocchi monouso che contengono gruppi numerici o fonetici casuali. <br><br>Se chi invia e chi riceve il messaggio possiede la chiave di cifratura — che può essere anche molto lunga — il contenuto diventa di fatto impossibile da decifrare per chiunque altro, purché la chiave non venga riutilizzata. Un sistema efficace e semplice da utilizzare anche nell&#8217;<strong>era di Starlink</strong>, che come ci ha dimostrato di recente il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/avanzata-lampo-nella-zona-grigia-cos-kiev-ha-ripreso-78-2611554.html">conflitto russo-ucraino</a>, può essere inibito dallo stesso operatore per impedire le comunicazioni. Per questo motivo le Number Station e i messaggi a onde corte sono considerati, sotto alcuni aspetti, persino più sicure delle comunicazioni digitali: non solo il messaggio resta <strong>incomprensibile</strong> senza la chiave, ma la natura pubblica della trasmissione rende impossibile identificare il destinatario, mentre molti sistemi digitali lasciano comunque delle tracce. <br><br>Per un ex operativo della Cia che ha avuto a che fare con questo sistema e i programmi di addestramento clandestino, le Number Station sono ancora fondamentali per c<strong>ontattare agenti</strong> o <strong>fonti di alto livello</strong>: &#8220;<em>Se internet si interrompe o i servizi telefonici vengono interrotti, si ha comunque un modo per contattare le proprie fonti</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇺🇸🇮🇱🇮🇷<br>Farsi/Persian-language ciphered transmission, known as Numbers-Station “V32”, sending numbers on 7842kHz. <br><br>Loud and clear in northern Italy🇮🇹 via IK2WBG webSDR at 18:11 UTC March 14  2026 <a href="https://t.co/JEak34K7f4">pic.twitter.com/JEak34K7f4</a></p>&mdash; Shortwave Observer (@shortwave78) <a href="https://twitter.com/shortwave78/status/2032886792903417984?ref_src=twsrc%5Etfw">March 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le ipotesi della CIA</h2>



<p>In un articolo condiviso dall&#8217;ex capo stazione della CIA a Roma, e vertice dell&#8217;agenzia in Italia, Robert Gorelick, si legge che il segnale in farsi che è stato captato al preludio delle operazioni militari in Iran potrebbe essere collegato alla &#8220;<strong>guerra segreta</strong>&#8221; combattuta dall&#8217;intelligence all&#8217;interno dell&#8217;Iran, come segnale dell&#8217;inizio di una &#8220;<em>nuova fase</em>&#8220;. Ex <strong>funzionari dell&#8217;intelligence statunitense</strong> avrebbero affermato che le trasmissioni &#8220;<em>probabilmente</em>&#8221; erano una &#8220;<em>misura di emergenza che permetteva a Washington di <a href="https://www.hashtag.al/en/index.php/2026/03/11/stacioni-qe-dergon-mesazhe-misterioze-drejt-iranit/">mantenere i contatti</a> con gli agenti all&#8217;interno dell&#8217;Iran</em>&#8220;. John Sipher, ex capo della stazione CIA a Mosca, ha dichiarato: &#8220;<em>Se ci si sta dirigendo verso la guerra, è una soluzione di riserva perfetta</em>&#8220;. </p>



<p>Per Goerlick di tratta di un&#8221;<em>metodo di comunicazione efficace, economico e molto sicuro</em>&#8220;. Il fatto che la trasmissione sia stata temporaneamente oscurata da scariche di suoni elettronici, come <em>bip </em>e <em>chirp</em>, sarebbe la conferma di un tentativo da parte dell&#8217;Iran di disturbare il segnale. <br><br>La stazione V32, la prima a trasmettere in persiano da circa un quarto di secolo, avrebbe solo un precedente simile nella storia, e si tratta proprio di una stazione attiva durante l&#8217;<strong>invasione statunitense dell&#8217;Afghanistan</strong> del 2001, operazione&nbsp;<strong>Enduring Freedom</strong>. Tuttavia, la sequenza numerica utilizzata all&#8217;epoca aveva &#8220;<em>indotto alcuni osservatori a sospettare che potesse essere gestita dalla Russia</em>&#8220;. Molto interessante anche l&#8217;ipotesi secondo cui la Number Station V32 sia stata progettata solo allo scopo di <strong>tenere impegnato</strong> e s<strong>otto pressione il controspionaggio iraniano</strong>, &#8220;<em>suggerendo l&#8217;esistenza di agenti di alto livello a Teheran in attesa di ordini da Washington o Tel Aviv</em>&#8220;. Un&#8217;idea che il capo della CIA in Italia avrebbe sposato se fosse ancora un operativo.</p>



<p>Inoltre, &#8220;<em><strong>non è una coincidenza</strong> che sia iniziata proprio il giorno in cui è scoppiata la guerra</em>&#8221; secondo un altro ex funzionario del controspionaggio statunitense che ha trascorso anni a rintracciare spie che ricevevano ordini da Cuba tramite segnali simili al misterioso codice numerico ascoltato sulla frequenza 7910 kHz all&#8217;inizio delle operazioni militari che, di fatto, hanno innescato la <strong>Terza guerra del Golfo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html">Spionaggio, sabotaggio  e &#8220;messaggi a onde corte&#8221; verso Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Suoli contaminati e piogge “nere”: le conseguenze ambientali in Iran potrebbero essere devastanti</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/attacchi-impianti-petroliferi-iran-conseguenze-ambientali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 08:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=508654</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1201" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9-1536x961.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9-600x375.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I raid alle infrastrutture petrolifere iraniane non stanno producendo soltanto conseguenze militari ed economiche: secondo diversi analisti internazionali, i bombardamenti potrebbero aprire anche un fronte ambientale dagli effetti potenzialmente devastanti destinati a protrarsi nel tempo, con conseguenze per la salute pubblica e per gli ecosistemi della regione. Gli attacchi che hanno colpito diversi impianti energetici &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/attacchi-impianti-petroliferi-iran-conseguenze-ambientali.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/attacchi-impianti-petroliferi-iran-conseguenze-ambientali.html">Suoli contaminati e piogge “nere”: le conseguenze ambientali in Iran potrebbero essere devastanti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1201" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9-1536x961.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307142136125_489aed2894933e4bfdf05af7f7a6a1c9-600x375.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I raid alle infrastrutture petrolifere iraniane non stanno producendo soltanto conseguenze militari ed economiche: <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/mar/10/bombing-of-irans-oil-infrastructure-to-have-major-environmental-fallout-experts-warn" target="_blank" rel="noreferrer noopener">secondo diversi analisti internazionali</a>, i bombardamenti potrebbero aprire anche <strong>un fronte ambientale dagli effetti potenzialmente devastanti</strong> destinati a protrarsi nel tempo, con conseguenze per la salute pubblica e per gli ecosistemi della regione. Gli attacchi che hanno colpito diversi impianti energetici nei pressi di <strong>Teheran</strong> &#8211; tra cui il deposito petrolifero di Shahran e il sito di stoccaggio di Shahr-e Rey &#8211; hanno innescato <strong>incendi di grandi dimensioni </strong>che per giorni hanno continuato a bruciare. Le immagini diffuse nelle ore successive mostrano <strong>dense colonne di fumo nero</strong> che si alzano sopra la capitale iraniana, prova della combustione di petrolio e carburanti industriali.</p>



<p>Colpire infrastrutture energetiche significa inevitabilmente liberare nell’ambiente grandi quantità di sostanze nocive e inquinanti, ma non si tratta esclusivamente di un effetto collaterale della guerra: quando raffinerie, depositi e serbatoi vengono distrutti, il petrolio e i suoi derivati possono disperdersi nell’aria e nel territorio circostante, creando una miscela complessa di composti chimici potenzialmente pericolosi e altamente tossici. <strong>L’Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> ha segnalato che danni di questo tipo alle strutture petrolifere possono contaminare <strong>aria, acqua e catene alimentari</strong>, con rischi particolarmente elevati per le fasce più vulnerabili della popolazione come bambini, anziani e persone con malattie respiratorie.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Footage shows a massive fire raging at the Shahran oil depot on the outskirts of northern Tehran after an Israeli attack late Saturday. The Israeli military says it struck fuel storage and related sites it alleges are linked to the Iranian armed forces. <a href="https://t.co/VvlWiUjGTT">pic.twitter.com/VvlWiUjGTT</a></p>&mdash; Al Jazeera Breaking News (@AJENews) <a href="https://twitter.com/AJENews/status/2030424830768455689?ref_src=twsrc%5Etfw">March 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La nube tossica sulla capitale iraniana</h2>



<p>Le conseguenze più immediate si stanno manifestando proprio a <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/cosa-cambia-a-teheran-con-la-nuova-repubblica-dinastica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Teheran</a>. Dopo i bombardamenti, le autorità iraniane hanno invitato i residenti a <strong>restare nelle proprie abitazioni</strong> a causa delle sostanze chimiche rilasciate nell’atmosfera dagli incendi: secondo i ricercatori che studiano l’impatto atmosferico degli incendi petroliferi, l’esplosione di depositi di combustibili fossili libera una combinazione di <strong>fuliggine, particolato fine, idrocarburi e composti contenenti zolfo e azoto</strong> e proprio queste sostanze possono diffondersi rapidamente nell’aria, reagendo con le condizioni meteorologiche.</p>



<p>Nel caso di Teheran, una perturbazione atmosferica che stava attraversando l’Iran ha creato le condizioni per un fenomeno osservato in alcune zone della città: <strong>precipitazioni scure, soprannominate “pioggia nera”</strong>. Secondo il ricercatore <strong>Akshay Deoras</strong> dell’Università di Reading, questo tipo di pioggia può formarsi quando fuliggine e particelle di petrolio si mescolano con le nuvole e cadono al suolo insieme alle precipitazioni. Dal punto di vista della chimica atmosferica, gli incendi petroliferi producono <strong>ossidi di zolfo e azoto</strong> che, dissolvendosi nell’acqua, <a href="https://www.aljazeera.com/features/2026/3/9/israeli-attacks-on-iran-fuel-sites-aim-to-break-resilience-of" target="_blank" rel="noreferrer noopener">possono generare piogge acide</a>, i cui effetti immediati per la popolazione possono includere irritazioni agli occhi e alla pelle, mal di testa e difficoltà respiratorie, soprattutto per chi soffre di asma o altre patologie polmonari.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Tehran shrouded in toxic cloud after US-Israeli strikes on oil depots • FRANCE 24 English" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/RNMGKxrTyeY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_RNMGKxrTyeY");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio di contaminazione a lungo termine</h2>



<p>Ma gli effetti più preoccupanti potrebbero manifestarsi nel medio e lungo periodo: quando le infrastrutture petrolifere vengono distrutte, il petrolio non brucia completamente, ma una parte può <strong>percolare nel terreno o disperdersi nell’ambiente</strong>. Il greggio, infatti, contiene numerosi elementi chimici, tra cui composti aromatici e metalli che possono accumularsi nel suolo e nelle acque. Secondo diversi chimici, tra le sostanze rilasciate durante incendi di questo tipo vi sono composti in grado di interagire con il DNA<strong> </strong>e associati a <strong>un aumento del rischio di tumori </strong>in caso di esposizione prolungata.</p>



<p>Inoltre, una volta distrutti i sistemi di contenimento – serbatoi, tubature e infrastrutture di sicurezza – il petrolio può diffondersi nel territorio circostante. Questo aumenta la probabilità che gli inquinanti raggiungano <strong>falde idriche, terreni agricoli e corsi d’acqua</strong>, creando problemi ambientali che potrebbero durare anni. Le autorità sanitarie iraniane hanno già denunciato i primi segnali di <strong>contaminazione nei suoli e nelle risorse idriche</strong> nelle aree vicine agli impianti colpiti, anche se la reale portata dell’impatto resta ancora difficile da valutare.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em><strong>Vuoi andare oltre le notizie e capire davvero cosa sta succedendo nel mondo? InsideOver propone corsi on demand tenuti dai nostri esperti, con la possibilità di iscriversi gratuitamente alle anteprime e scegliere il percorso più adatto a te. Scopri tutti i corsi su </strong></em><strong><em><a href="https://it.insideover.com/academy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/academy</a></em></strong></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Un conflitto sempre più difficile da monitorare</h2>



<p>Il problema &#8211; spiegano diversi osservatori internazionali &#8211; è che <strong>la guerra rende estremamente complicato valutare con precisione i danni ambientali</strong> e per questa ragione, le organizzazioni che monitorano l’impatto ecologico dei conflitti ammettono di avere solo una visione parziale della situazione. Secondo il <strong>Conflict and Environment Observatory</strong> &#8211; organismo che studia gli effetti ambientali delle guerre &#8211; sono già stati registrati <strong>centinaia di episodi potenzialmente dannosi </strong>per l’ambiente in diverse aree della regione.</p>



<p><strong>Il numero reale potrebbe però essere molto più alto</strong>: le restrizioni alle comunicazioni, la difficoltà di ottenere immagini satellitari aggiornate e l’accesso limitato alle aree colpite rendono complicato ricostruire il quadro completo. Inoltre, con l’evoluzione del conflitto, <a href="https://it.insideover.com/guerra/bombe-su-teheran-le-prime-reazioni-internazionali.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gli attacchi</a> stanno coinvolgendo sempre più spesso <strong>infrastrutture civili e industriali</strong>, comprese quelle energetiche. Questo significa che, accanto alle conseguenze militari ed economiche, si sta progressivamente ampliando anche la dimensione ambientale dello scontro.</p>



<p>Ricostruire l’impronta ecologica di questa guerra potrebbe richiedere anni, ma una cosa appare già chiara agli analisti: quando i combattimenti colpiscono il cuore energetico di un Paese, <strong>gli effetti non restano confinati al campo di battaglia</strong>, ma si estendono all’ambiente, alla salute pubblica e agli equilibri regionali, con conseguenze potenzialmente drammatiche che difficilmente potranno essere mitigate nel tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/attacchi-impianti-petroliferi-iran-conseguenze-ambientali.html">Suoli contaminati e piogge “nere”: le conseguenze ambientali in Iran potrebbero essere devastanti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 61/643 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-07 06:22:15 by W3 Total Cache
-->