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	<title>Internet Archives - InsideOver</title>
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	<title>Internet Archives - InsideOver</title>
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		<title>Russia, la grande sfida tra Max e Telegram: sorveglianza statale vs libertà totale</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/russia-la-grande-sfida-tra-max-e-telegram-sorveglianza-statale-vs-liberta-totale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1164" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2-1024x621.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2-768x466.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2-1536x931.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2-600x364.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le autorità russe hanno lanciato Max, una app di messaggistica e non solo che vuole prendere il posto di Telegram. Ma i russi... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/russia-la-grande-sfida-tra-max-e-telegram-sorveglianza-statale-vs-liberta-totale.html">Russia, la grande sfida tra Max e Telegram: sorveglianza statale vs libertà totale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1164" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2-1024x621.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2-768x466.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2-1536x931.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/russia-2-600x364.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una delle battaglie più silenziose ma anche più decisive per il futuro della Russia si sta combattendo non sul fronte ucraino ma su quello interno e potrebbe essere plasticamente rappresentata dal <strong>braccio di ferro tra Max e Telegram.</strong> Ovvero, tra la app voluta dal Cremlino e la app che, insieme con WhatsApp, raccoglie le più vaste preferenze dei russi in fatto di messaging.</p>



<p>Come in ogni saga che si rispetti, qui bisogna fare il classico passo indietro, con un riassunto anche sommario delle puntate precedenti. Da molti anni il Cremlino lavora a un progetto di stampo &#8220;cinese&#8221;, ovvero a <strong>una muraglia informatica che lasci filtrare in Russia solo le comunicazioni gradite o innocue</strong> e che, in caso estremo, possa permettere lo sgancio della Russia dalla Rete globale. Un &#8220;Internet sovrano&#8221; che è stato <strong>avviato nel maggio del 2019 con la legge federale N 90-FZ</strong>, che detta soprattutto due disposizioni: gli operatori di telecomunicazioni (obbligati a iscriversi a un registro statale) sono tenuti a installare apparecchiature statali nei punti di scambio del traffico per analizzare e filtrare il traffico, sia quello interno al Paese sia quello che attraversa il confine russo; e il Roskomnadzor (l&#8217;Agenzia federale per il controllo delle comunicazioni) è incaricato di controllare la gestione della Rete russa e bloccare l&#8217;accesso ai siti vietati in Russia.</p>



<p>L&#8217;iter della legge N 90-FZ coincide (siano nel 2018) con <strong>il primo tentativo delle autorità russe di bloccare Telegram, il social inventato nel 2013 dai fratelli Pavel (il volto noto) e Nikolaj (il genio di famiglia) Durov. </strong>In pochissimo tempo Telegram aveva conquistato gli utenti (100 mila utenti/giorno nel 2013, 15 milioni nel 2014, e nel 2021 diventerà l&#8217;app più scaricata nel mondo) e preoccupato il Cremlino per la totale riservatezza garantita a chi lo usa per messaggiare. La Legge Yarovaja, approvata nell&#8217;aprile 2018, chiedeva a Telegram di conservare le chiavi di crittografia di tutti gli utenti e di passarle all&#8217;FSB, il servizio segreto interno. Durov rispose che le chiavi non erano a sua disposizione perché conservate negli apparecchi degli utenti. Le autorità cominciarono a rallentare il traffico Telegram, poi provarono. bloccarlo (scontrandosi con colossi come Amazon e Google) e, per far breve una storia lunga, <strong>i Durov presero e si trasferirono negli Emirati Arabi Uniti,</strong> dove risiedono tuttora. Impotente, il Cremlino decise di &#8220;perdonarli&#8221; nel 2020, accantonando la questione.</p>



<p>E con questo siamo arrivati ai giorni nostri. Nel 2022 <em>V Kontatke</em>, il Facebook russo ch&#8217;era stato creato da Pavel Durov nel 2006, rilascia un&#8217;app di messaggistica chiamata Max che incontra scarso successo. Ma nel 2024 gli stessi sviluppatori si applicano a una nuova versione di Max dotata di sistemi di pagamento collegati ai colossi Alpha Bank e VTB Bank. È la svolta. Qualcuno, in alto, coglie la potenzialità della app e dopo una riunione cui partecipa anche <strong>Vladimir Putin</strong> arriva l&#8217;annuncio: <strong>Max deve diventare l&#8217;app di messaggistica ufficiale nazionale russa,</strong> sul tipo della giapponese Line, della sudcoreana Kakao Talk, della vietnamita Zalo o della cinese WeChat. Subito dopo Gosuslugi, l&#8217;agenzia russa per l&#8217;accesso ai servizi federali e municipali, viene integrata in Max, la cui installazione diventa obbligatoria per tutti i <em>device </em>in vendita dl 1° settembre del 2025.</p>



<p>Tutto questo è avvenuto dopo che <em>V Kontakte</em> è passato sotto il controllo di grandi aziende vicine al Cremlino (in particolare Gazprom e Sogaz) e si è dato come direttore generale <strong>Vladimir Kirienko</strong>, figlio del potente Sergej Kirienko, già premier ai tempi di Boris Eltsin e da anni uomo di fiducia di Putin (anche nel ruolo di capo della delegazione russa ai negoziati con Usa e Ucraina). E <strong>Max, al contrario di Telegram, trasmette tutti i dati degli utenti, il loro traffico, le conversazioni e le fotografie ai servizi di sicurezza. </strong>E questa è la ragione per cui stenta a sostituire Telegram presso i 120 milioni di utenti russi. Qualche settimana fa Vladimir Kirienko ha annunciato che Max aveva raggiunto la soglia di 107 milioni di utenti. Vero o no che sia, la realtà è che i russi installano Max per mettersi al coperto con le autorità, ma poi lo usano il meno possibile, o solo per le inevitabili relazioni con le amministrazioni locali o federali, continuando a preferire Telegram, anche a costo di dotarsi di VPN per potervi accedere in tranquillità.</p>



<p>E così, motivando il tutto con le solite &#8220;ragioni di sicurezza&#8221;, il Cremlino, che ha già vietato Facebook, Instagram, YouTube e X, ora se la prende con le VPN (un tentativo di bloccarle del tutto, qualche tempo fa, ha provocato enormi problemi alle banche) e con Telegram, che si vorrebbe messo al bando. La ragione è sempre la stessa, quella del 2018: <strong>mentre Max è, di fatto, una succursale tascabile dei servizi di sicurezza, Telegram è una piattaforma da questo punto di vista incorruttibile,</strong> nel bene e nel male aperta a tutti e chiusa alle infiltrazioni. È la filosofia di Durov e per questa ragione (cioè per il rifiuto di &#8220;consegnare&#8221; gli utenti) la Francia lo ha arrestato e altri 31 Paesi lo hanno bloccato in modo temporaneo o permanente. E non si tratta solo di dittature o autocrazie. La Norvegia, per esempio, considera l&#8217;app come una possibile&nbsp;<strong>minaccia alla sicurezza </strong><b>nazionale</b>&nbsp;e nel marzo 2023 lo ha vietato a ministri, segretari di Stato e consiglieri politici sui dispositivi di lavoro. In Cina, Telegram è bloccato dal 2015. In Ucraina è stato sempre molto usato, anche dal presidente Zelensky, fino a quando si è scoperto che anche i russi lo impiegavano per i loro scopi, e allora sono partite le mozioni parlamentari per metterlo al bando, chiedendo che rimuovesse una serie di canali incriminati e aprisse un ufficio a Kiev. In India Telegram è sotto inchiesta, sempre per la stessa ragione: sul canale sono liberi e protetti non solo gli utenti normali ma anche i malfattori. <strong>In Iran, invece, Telegram è bloccato dal 2018</strong>, dopo essere stato usato in modo massivo durante una delle ricorrenti ondate di proteste anti-regime.</p>



<p>E proprio a proposito di Iran e Russia, <strong>Pavel Durov</strong>, al quale sicurezza e ironia non fanno difetto, nei giorni scorsi ha scritto (su Telegram, ovviamente) quanto segue: &#8220;L&#8217;Iran ha bandito Telegram anni fa, con un risultato simile a quello della Russia. Il governo sperava in un&#8217;adozione di massa delle sue app di messaggistica di sorveglianza, ma ha invece ottenuto un&#8217;adozione di massa delle VPN. <strong>Ora ai 50 milioni di membri della Resistenza Digitale in Iran se ne sono aggiunti altri 50 milioni in Russia</strong>&#8220;. La Resistenza Digitale&#8230; Chissà che un giorno non ci tocchi arruolarci. <br><br><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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		<title>La Cambogia progetta una Grande Muraglia digitale: ecco come funziona e a cosa serve</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-cambogia-progetta-una-grande-muraglia-digitale-ecco-come-funziona-e-a-cosa-serve.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 16:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Huawei]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152147125_d66ee07b06945e1eb8ea639d23a74f38.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152147125_d66ee07b06945e1eb8ea639d23a74f38.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152147125_d66ee07b06945e1eb8ea639d23a74f38-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152147125_d66ee07b06945e1eb8ea639d23a74f38-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152147125_d66ee07b06945e1eb8ea639d23a74f38-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152147125_d66ee07b06945e1eb8ea639d23a74f38-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152147125_d66ee07b06945e1eb8ea639d23a74f38-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il National Internet Gateway (NIG) è il progetto del governo cambogiano per centralizzare e controllare tutto il traffico Internet del Paese.</p>
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<p>Si chiama <strong>National Internet Gateway</strong>, abbreviato in Nig. È il piano digitale che la <strong>Cambogia </strong>sarebbe ora intenzionata a costruire, dopo anni di rinvii e rallentamenti, per creare un&#8217;<strong>infrastruttura governativa </strong>attraverso la quale gestire, organizzare, filtrare tutti i <strong>servizi internet</strong> all&#8217;interno del Paese. </p>



<p>Per Phnom Penh si tratta di uno strumento necessario per facilitare le connessioni web, mantenere l&#8217;ordine sociale e, soprattutto, proteggere la <strong>sicurezza nazionale</strong> da ogni tipo di minaccia, tanto interna quanto esterna. Per numerose organizzazioni per i diritti umani si tratterebbe invece di un modo per consentire alle autorità di <strong>censurare le attività online sgradite</strong>, di qualcosa che vari analisti hanno già paragonato al <strong>Great Firewall</strong> della Cina, di una muraglia, appunto, pensata per permettere allo Stato di bloccare siti web, reindirizzare il traffico ed esaminare i dati. </p>



<p>Ebbene, la <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cambogia-al-centro-della-sfida-usa-cina.html">Cambogia</a>, che aveva emanato un regolamento per stabilire la creazione del Nig nel <strong>2021</strong>, sembrerebbe adesso essere pronta a riprendere in mano il dossier. &#8220;Se questo piano venisse attuato, ciò significherebbe che le reti dovrebbero connettersi a sedi stabilite dal governo, aumentando così le barriere tecniche e finanziarie che gli operatori di rete devono affrontare per diventare parte dell&#8217;Internet globale&#8221;, scriveva nel 2023 <em>Internet Society</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103151848671_6519ca4642bb76c573e3c3741e63965c-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-492268" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103151848671_6519ca4642bb76c573e3c3741e63965c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103151848671_6519ca4642bb76c573e3c3741e63965c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103151848671_6519ca4642bb76c573e3c3741e63965c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103151848671_6519ca4642bb76c573e3c3741e63965c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103151848671_6519ca4642bb76c573e3c3741e63965c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103151848671_6519ca4642bb76c573e3c3741e63965c.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il gateway della Cambogia</strong></h2>



<p>Secondo quanto riferito dalla pubblicazione giapponese <em>Nikkei Asian Review</em>, il progetto Nig sarebbe stato riesumato dal primo ministro <strong>Hun Manet</strong>. Un documento del ministero della Pianificazione cambogiano ha infatti offerto nuovi dettagli sulle aspirazioni del Paese, citando tra l&#8217;altro la società statale <strong>Telecom Cambodia</strong> e il <strong>ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni</strong> come i responsabili dei lavori infrastrutturali che inizieranno a partire dal <strong>2026</strong>.</p>



<p>I partner &#8220;istituiranno un <strong>Centro nazionale di gestione del gateway Internet</strong> per facilitare e gestire la connessione Internet, per rafforzare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della riscossione delle entrate nazionali, per proteggere la sicurezza nazionale e mantenere l&#8217;ordine sociale, la cultura e le tradizioni nazionali&#8221;, si legge il piano, parafrasando in parte il sottodecreto del 2021. </p>



<p>&#8220;Attraverso l&#8217;uso dei big data e della tecnologia dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>, il governo può analizzare e gestire le trasmissioni sui social media&#8221;, sottolinea ancora il piano in base a quanto riportato dai media.</p>



<p>L&#8217;organizzazione cambogiana per i diritti umani <strong>Licadho </strong>ha dichiarato a <em>Nikkei Asia</em> che l&#8217;istituzione di un Nig sarebbe un &#8220;<strong>disastro</strong>&#8220;, dato &#8220;il piccolo spazio di libertà di espressione ancora rimasto in Cambogia&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152033934_d58a73a58da1483722639a3d7589114a-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-492269" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152033934_d58a73a58da1483722639a3d7589114a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152033934_d58a73a58da1483722639a3d7589114a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152033934_d58a73a58da1483722639a3d7589114a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152033934_d58a73a58da1483722639a3d7589114a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152033934_d58a73a58da1483722639a3d7589114a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152033934_d58a73a58da1483722639a3d7589114a.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un progetto controverso</strong></h2>



<p>&#8220;Un gateway Internet amplierebbe ulteriormente la <strong>portata repressiva</strong> del governo nello spazio online, dandogli ancora più potere di prendere di mira arbitrariamente media, attivisti, cittadini e informazioni critiche di qualsiasi tipo&#8221;, ha spiegato Naly Pilorge, direttrice della sensibilizzazione del Licadho. </p>



<p>Per il resto, il documento di pianificazione prevede <strong>11,43 milioni di dollari </strong>in costi di costruzione e salari per il centro direzionale, e segnala che sono in corso trattative con la società cinese <strong>Huawei </strong>e altre aziende per il finanziamento. La Cambogia avrebbe bisogno, per completare il progetto, di hardware e software costosi, oltre che ingegneri, esperti e metodi di archiviazione dei dati che il Paese dovrà presumibilmente cercare all&#8217;estero. </p>



<p>Non è da escludere che il governo di Hun Manet possa finire per affidarsi a hardware e software stranieri. Magari proprio quelli della citata <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-storia-segreta-e-pericolosa-di-huawei-la-societa-piu-potente-della-cina.html">Huawei</a>, azienda che ha ampliato la propria presenza nel Paese &#8211; con partnership per la sicurezza informatica, investimenti nel mercato dei data center commerciali e software anti-ransomware, <strong>ma che ha ufficialmente smentito di fornire finanziamenti per il Nig</strong>.</p>



<p>In ogni caso, il governo cambogiano continua a sostenere che il futuro gateway rafforzerà la sicurezza nazionale e contribuirà a reprimere le <strong>frodi fiscali</strong>. &#8220;Tuttavia, l&#8217;impatto sulle connessioni di rete cambogiane colpirà chiunque si connetta a tali reti, il che potrebbe avere gravi conseguenze per la vita sociale ed economica, oltre a mettere potenzialmente a repentaglio la libertà di espressione&#8221;, ha aggiunto ancora l&#8217;<em>Internet Society</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152205214_8bfc7d615309c30202f3b7004ceaecee-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-492270" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152205214_8bfc7d615309c30202f3b7004ceaecee-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152205214_8bfc7d615309c30202f3b7004ceaecee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152205214_8bfc7d615309c30202f3b7004ceaecee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152205214_8bfc7d615309c30202f3b7004ceaecee-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152205214_8bfc7d615309c30202f3b7004ceaecee-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251103152205214_8bfc7d615309c30202f3b7004ceaecee.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-cambogia-progetta-una-grande-muraglia-digitale-ecco-come-funziona-e-a-cosa-serve.html">La Cambogia progetta una Grande Muraglia digitale: ecco come funziona e a cosa serve</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I &#8220;chatter&#8221; filippini, ecco chi sono gli schiavi di Onlyfans</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/i-chatter-filippini-ecco-chi-sono-gli-schiavi-di-onlyfans.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 12:58:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[OnlyFans]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Avete presente OnlyFans, la piattaforma online senza censure dove gli iscritti possono guadagnare pubblicando post per lo più a tema hard e pornografico? Funziona così: i creatori di contenuti (i cosiddetti content creators) condividono sul sito foto e video con i propri abbonati, che dal canto loro pagano una quota mensile &#8211; o acquistano contenuti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/i-chatter-filippini-ecco-chi-sono-gli-schiavi-di-onlyfans.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024160849214_072bdba416f5c2f0dc9c0ce085db8ad3-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Avete presente <strong>OnlyFans</strong>, la piattaforma online senza censure dove gli iscritti possono guadagnare pubblicando post per lo più a <strong>tema hard e pornografico</strong>? </p>



<p>Funziona così: i creatori di contenuti (i cosiddetti <em><strong>content creators</strong></em>) condividono sul sito foto e video con i propri <strong>abbonati</strong>, che dal canto loro pagano una <strong>quota mensile</strong> &#8211; o acquistano contenuti extra &#8211; per accedere al materiale postato. </p>



<p>Alla fine del 2024 c&#8217;erano circa <strong>377,5 milioni di account fan </strong>registrati e <strong>oltre 4,6 milioni di creatori</strong>. La spesa lorda dei primi per accedere al materiale messo in bella mostra dai secondi? Sempre nel 2024, quasi <strong>7,2 miliardi di dollari</strong> per un ricavato netto da parte di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-banna-onlyfans-spazzatura-occidentale-immorale-e-corrotta-e-non-ha-tutti-i-torti.html">OnlyFans </a>– la quota trattenuta dalla piattaforma per ogni post acquistato – di 1<strong>,4 miliardi</strong>. </p>



<p>In teoria OF, come viene comunemente abbreviato, è stata creata per consentire a qualsiasi creatore di contenuti, dai musicisti agli influencer, passando agli artisti, di monetizzare direttamente il proprio pubblico tramite abbonamenti. Nella pratica è però diventata popolare tra i creatori di <strong>contenuti erotici o pornografici</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161205910_6d3b000a8e1bc77198de593aa5953337-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-491105" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161205910_6d3b000a8e1bc77198de593aa5953337-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161205910_6d3b000a8e1bc77198de593aa5953337-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161205910_6d3b000a8e1bc77198de593aa5953337-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161205910_6d3b000a8e1bc77198de593aa5953337-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161205910_6d3b000a8e1bc77198de593aa5953337-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161205910_6d3b000a8e1bc77198de593aa5953337.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quello che non sapevi su OnlyFans</strong></h2>



<p>Ma come funziona, in termini concreti, OF? È molto semplice: un utente si iscrive al sito e decide di seguire (abbonarsi) ai profili che più gli interessano. Questi profili postano sulle loro bacheche <strong>foto </strong>e <strong>video </strong>che possono essere visti soltanto dagli abbonati. Ogni content creator decide prezzi, ritmi e tematiche del materiale. </p>



<p>Come detto, la pornografia è il settore più comune data l&#8217;assenza di censura sulla piattaforma e l&#8217;immediatezza dei guadagni, visto che i creatori mantengono l&#8217;<strong>80 % del ricavato</strong>. Un utente può ovviamente <strong>chattare</strong> con un content creator. Può inviargli, o inviarle, messaggi privati, inoltrare richieste particolari e tanto altro. </p>



<p>Ecco, sappiate che non tutti i creatori rispondono in prima persona. Molti delegano le pubbliche relazioni con i fans ad <strong>agenzie terze</strong>, che a loro volta arruolano addetti sperduti in giro per il mondo. </p>



<p>Come ha spiegato la <em>Nikkei Asian Review</em>, quando uno dei quasi 400 milioni di abbonati a OF si collega per chattare con i suoi creatori di contenuti preferiti, è più probabile che interagisca con uno dei tanti <strong>comunicatori delle Filippine</strong>. Sono genitori single, studenti, ragazzi che vogliono mettere da parte qualche risparmio: si chiamano <em><strong>chatter </strong></em>e sono pagati per sostituire i content creator.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="755" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161239299_c27bc8a9b5fc8e23e52db9c4af0c2e8f-1024x755.jpg" alt="" class="wp-image-491107" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161239299_c27bc8a9b5fc8e23e52db9c4af0c2e8f-1024x755.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161239299_c27bc8a9b5fc8e23e52db9c4af0c2e8f-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161239299_c27bc8a9b5fc8e23e52db9c4af0c2e8f-768x566.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161239299_c27bc8a9b5fc8e23e52db9c4af0c2e8f-1536x1133.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161239299_c27bc8a9b5fc8e23e52db9c4af0c2e8f-600x443.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161239299_c27bc8a9b5fc8e23e52db9c4af0c2e8f.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Manila, Filippine</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I chatter filippini</strong></h2>



<p>Pare che le agenzie che lavorano con i creatori di OF abbiano assunto <strong>centinaia di migliaia</strong> di addetti alle comunicazioni tramite gruppi Facebook e thread di Reddit. Una parte considerevole di questi chatter proviene dalle <a href="https://it.insideover.com/difesa/filippine-cina-usa-le-acque-del-pacifico-si-surriscaldano-marcos.html">Filippine</a>, un fornitore leader di <strong>manodopera digitale a basso costo</strong> e in grado di comunicare in <strong>lingua inglese</strong>. </p>



<p>I <em>chatter </em>vengono pagati circa<strong> 3 dollari all&#8217;ora</strong>, guadagnano il doppio del salario minimo filippino ma allo stesso tempo affermano di soffrire per via di turni di lavoro che possono durare fino a <strong>12 ore</strong>; 12 ore di interazioni ininterrotte con anonimi utenti di OF. </p>



<p>Il problema è che, a causa di un&#8217;ambigua regolamentazione del lavoro, i <em>chatter </em>filippini lamentano la <strong>mancanza di tutele</strong> nonostante la firma di contratti, le mansioni impegnative e il continuo streaming di contenuti sessuali. C&#8217;è infatti chi non ha vita sociale, chi ormai vive nella solitudine, chi sta male all&#8217;idea di dover ingannare gli altri per convincerli a comprare altri contenuti e chi finisce in <strong>burnout</strong>. Altro che libertà e indipendenza: OnlyFans si sta rilevando una delle tante conseguenze di un&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/il-big-tech-lancia-lassalto-alla-finanza.html">economia globale</a> sempre più oscura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161339234_ddbe9eb0d28520ffb407a54bbc4bc674-1024x705.jpg" alt="" class="wp-image-491108" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161339234_ddbe9eb0d28520ffb407a54bbc4bc674-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161339234_ddbe9eb0d28520ffb407a54bbc4bc674-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161339234_ddbe9eb0d28520ffb407a54bbc4bc674-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161339234_ddbe9eb0d28520ffb407a54bbc4bc674-1536x1057.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161339234_ddbe9eb0d28520ffb407a54bbc4bc674-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251024161339234_ddbe9eb0d28520ffb407a54bbc4bc674.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-chatter-filippini-ecco-chi-sono-gli-schiavi-di-onlyfans.html">I &#8220;chatter&#8221; filippini, ecco chi sono gli schiavi di Onlyfans</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cina-Pakistan, l&#8217;asse per blindare Internet e il cyberspazio</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/cina-pakistan-lasse-per-blindare-internet-e-il-cyberspazio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 22:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Estremo oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Negli ultimi anni, la Cina ha intensificato la sua influenza globale attraverso investimenti infrastrutturali e tecnologici, in particolare nei paesi coinvolti nella Belt and Road Initiative (BRI). Tra questi, il Pakistan emerge come un partner strategico chiave, non solo per la sua posizione geografica, ma anche per il crescente ruolo delle tecnologie cinesi nel plasmare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cina-pakistan-lasse-per-blindare-internet-e-il-cyberspazio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cina-pakistan-lasse-per-blindare-internet-e-il-cyberspazio.html">Cina-Pakistan, l&#8217;asse per blindare Internet e il cyberspazio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Negli ultimi anni, la Cina ha intensificato la sua influenza globale attraverso investimenti infrastrutturali e tecnologici, in particolare nei paesi coinvolti nella <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/pakistan-e-cina-alleati-contro-il-terrorismo-in-belucistan.html">Belt and Road Initiative (BRI). </a></strong>Tra questi, il Pakistan emerge come un partner strategico chiave, non solo per la sua posizione geografica, ma anche per il crescente ruolo delle tecnologie cinesi nel plasmare il panorama digitale del paese. Recenti sviluppi suggeriscono che Pechino stia supportando Islamabad nella costruzione di un <strong>sistema di censura di internet ispirato al celebre &#8220;<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/droga-armi-malware-e-pedofilia-i-bassifondi-della-rete-necessari-per-la-liberta.html">Great Firewall</a>&#8221; cinese,</strong> con l’obiettivo di rafforzare il controllo sul cyberspazio e proteggere gli interessi economici cinesi. Questo articolo analizza il contesto, le dinamiche e le implicazioni di questa iniziativa, con un focus sul territorio pakistano e sul ruolo delle aziende cinesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contesto: Il Pakistan e la Partnership Sino-Pakistana</h2>



<p>Il Pakistan, con una popolazione di oltre 240 milioni di abitanti e un’economia in crescita, rappresenta un nodo cruciale per la Cina nell’ambito della BRI, in particolare attraverso il <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/non-solo-lattacco-al-treno-il-pakistan-le-relazioni-con-la-cina-e-lincubo-del-separatismo-beluci.html">Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC),</a></strong> un progetto da 62 miliardi di dollari che collega il porto di Gwadar, nel Balochistan, alla regione cinese dello Xinjiang. Questo corridoio non si limita a infrastrutture fisiche come strade, ferrovie e porti, ma include anche investimenti significativi nel settore digitale, come reti 5G, cavi sottomarini e data center.</p>



<p>La dipendenza del Pakistan dalla Cina per finanziamenti e tecnologie ha creato un rapporto asimmetrico, in cui Pechino esercita una forte influenza sulle decisioni politiche ed economiche di Islamabad. In questo contesto, la Cina sembra aver spinto per l’adozione di un sistema di controllo di internet simile al suo Great Firewall, un apparato di censura e sorveglianza che regola l’accesso a contenuti online e monitora le attività digitali dei cittadini. Il Great Firewall cinese, operativo dal 2003 come parte del <strong>Golden Shield Project,</strong> blocca siti stranieri come Google, Facebook e Twitter, filtra parole chiave sensibili e limita la diffusione di informazioni ritenute dannose dal Partito Comunista Cinese.</p>



<p>Il Sistema di Censura in Pakistan: Un &#8220;Grande Firewall&#8221; Locale</p>



<p>Secondo fonti recenti, la Cina sta collaborando con il Pakistan per sviluppare un sistema di censura digitale che replichi alcune delle funzionalità del Great Firewall. Questo progetto coinvolge aziende tecnologiche cinesi come Huawei, ZTE e Alibaba, che già dominano il mercato delle telecomunicazioni e delle infrastrutture digitali pakistane. Huawei, in particolare, ha fornito apparecchiature per reti 5G e sistemi di sorveglianza in diverse città pakistane, mentre ZTE è attiva nella posa di cavi in fibra ottica e nello sviluppo di data center.</p>



<p>Il sistema di censura pakistano, ancora in fase di sviluppo, mira a <strong>monitorare e filtrare il traffico internet, bloccando contenuti ritenuti “pericolosi”</strong> per la sicurezza nazionale o contrari agli interessi del governo. Tra gli obiettivi dichiarati vi sono la lotta al terrorismo online, la prevenzione di propaganda estremista e il controllo di narrazioni politiche che potrebbero destabilizzare il governo di Islamabad. Tuttavia, critici e analisti internazionali, come Freedom House, avvertono che tale sistema potrebbe essere utilizzato per sopprimere il dissenso, limitare la libertà di espressione e consolidare il controllo dello stato sul cyberspazio, seguendo il modello cinese.</p>



<p>Un elemento chiave di questo progetto è l’adozione di tecnologie di deep packet inspection (DPI), che consentono di analizzare il contenuto dei dati trasmessi online, identificando e bloccando parole chiave o siti specifici. Questo approccio, già ampiamente utilizzato in Cina, permette un controllo granulare del traffico internet. Inoltre, il Pakistan ha introdotto normative come il Prevention of Electronic Crimes Act (PECA) del 2016, che conferisce al governo ampi poteri per monitorare e censurare contenuti online, creando un quadro legale favorevole all’implementazione di un sistema di censura avanzato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Ruolo delle Aziende Cinesi e gli Interessi Economici</h2>



<p>Le aziende cinesi coinvolte nel progetto non si limitano a fornire tecnologie, ma svolgono un ruolo attivo nel plasmare l’ecosistema digitale pakistano. Huawei, ad esempio, ha stabilito centri di formazione in Pakistan per addestrare tecnici locali, rafforzando la dipendenza da soluzioni cinesi. Alibaba, attraverso la sua piattaforma cloud, sta espandendo la propria presenza nel paese, offrendo servizi di hosting e archiviazione dati che potrebbero essere soggetti a supervisione governativa. Queste aziende beneficiano direttamente delle politiche di censura, poiché il blocco di piattaforme straniere come Google e Facebook crea opportunità per alternative cinesi come Baidu, WeChat e Youku.</p>



<p>Gli interessi economici della Cina in Pakistan sono molteplici. In primo luogo, il CPEC rappresenta un investimento strategico per garantire l’accesso della Cina al Mar Arabico, bypassando lo Stretto di Malacca. Un internet controllato aiuta a proteggere questi investimenti, limitando la diffusione di critiche o proteste contro i progetti cinesi, specialmente nella regione del Balochistan, dove gruppi separatisti hanno attaccato infrastrutture legate al CPEC. In secondo luogo, un sistema di censura consente a Pechino di monitorare le attività digitali che potrebbero minacciare la sicurezza dei suoi cittadini e delle sue aziende operanti in Pakistan. Infine, esportando il suo modello di governance digitale, la Cina rafforza la propria influenza geopolitica, promuovendo un approccio alla “sovranità di internet” che contrasta con il modello occidentale di rete aperta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Territorio Pakistano: Un Contesto Geopolitico Complesso</h2>



<p>Il Pakistan si estende su una superficie di circa 881.913 km², con una geografia che varia dalle pianure dell’Indo alle montagne dell’Himalaya e del Karakorum. Il paese è diviso in quattro province (Punjab, Sindh, Khyber Pakhtunkhwa e Balochistan), due territori amministrativi (Gilgit-Baltistan e Azad Kashmir) e la capitale Islamabad. La sua posizione strategica, al confine con India, Afghanistan, Iran e Cina, lo rende un crocevia geopolitico, ma anche un terreno fertile per instabilità politica e conflitti interni.</p>



<p><strong>Il controllo di internet è particolarmente rilevante in regioni come il Balochistan</strong>, dove movimenti separatisti utilizzano piattaforme online per organizzare proteste e diffondere propaganda. Allo stesso modo, nelle aree tribali al confine con l’Afghanistan, il governo pakistano cerca di limitare la diffusione di contenuti estremisti. Tuttavia, l’implementazione di un sistema di censura su scala nazionale presenta sfide logistiche, data la frammentazione infrastrutturale e la limitata penetrazione di internet (circa il 36% della popolazione aveva accesso a internet nel 2023). Le città principali, come Karachi, Lahore e Islamabad, dispongono di infrastrutture digitali avanzate, spesso fornite da aziende cinesi, mentre le aree rurali rimangono scarsamente connesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni Geopolitiche e Sociali</h2>



<p>L’adozione di un sistema di censura ispirato al Great Firewall cinese solleva numerose preoccupazioni. In primo luogo, rischia di restringere ulteriormente lo spazio per la libertà di espressione in Pakistan, un paese già classificato come “non libero” da Freedom House per quanto riguarda la libertà di internet. Le leggi esistenti, come il PECA, sono state criticate per la loro vaghezza e per il loro uso contro giornalisti, attivisti e oppositori politici. Un sistema di censura più avanzato potrebbe esacerbare queste tendenze, limitando l’accesso a informazioni indipendenti e rafforzando il controllo del governo sull’opinione pubblica.</p>



<p>In secondo luogo, il progetto rafforza la dipendenza del Pakistan dalla Cina, non solo economicamente ma anche tecnologicamente. Mentre le aziende cinesi traggono vantaggio dall’espansione nel mercato pakistano, il paese rischia di rimanere isolato dal panorama digitale globale, con piattaforme straniere bloccate e alternative locali che potrebbero non soddisfare gli stessi standard di innovazione o accessibilità. Questo potrebbe avere ripercussioni sull’economia creativa e sull’attrattività del Pakistan per investitori stranieri non cinesi.</p>



<p>A livello geopolitico, l’influenza cinese nel cyberspazio pakistano potrebbe complicare i rapporti con altri attori, come gli Stati Uniti e l’India. Washington, attraverso iniziative come il programma Clean Network, cerca di limitare l’espansione delle tecnologie cinesi nei paesi alleati, mentre l’India, rivale regionale del Pakistan, guarda con preoccupazione alla crescente presenza cinese nel subcontinente. Inoltre, il controllo di internet potrebbe essere percepito come un’ingerenza di Pechino negli affari interni pakistani, alimentando tensioni tra i due paesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>La collaborazione tra Cina e Pakistan per la costruzione di un sistema di censura di internet rappresenta un’estensione logica della partnership strategica tra i due paesi, ma solleva interrogativi sul futuro della libertà digitale e sull’autonomia del Pakistan. Il progetto, guidato da aziende cinesi e motivato dalla necessità di proteggere gli interessi economici di Pechino, riflette il modello cinese di “sovranità di internet”, che privilegia il controllo statale sulla libertà di accesso alle informazioni.</p>



<p>Mentre il Pakistan cerca di bilanciare le esigenze di sicurezza nazionale con le pressioni economiche e geopolitiche, l’implementazione di un “Grande Firewall” locale potrebbe consolidare il potere del governo e delle aziende cinesi, ma a costo di alienare settori della società civile e di limitare l’integrazione del paese nell’ecosistema digitale globale. In un mondo sempre più connesso, la scelta di emulare il modello cinese di censura potrebbe avere conseguenze durature per il Pakistan, sia a livello interno che internazionale.</p>



<p><strong><em>L&#8217;alleanza strategica tra Cina e Pakistan è uno dei capitoli più controversi e interessanti della politica asiatica, ed è temibile il loro progetto per &#8220;blindare&#8221; la Rete. Ma non è l&#8217;unico capitolo da seguire nell&#8217;eterna battaglia tra le potenze. Vuoi saperne di più? Segui InsideOver, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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		<title>In Messico “Internet per tutti” (grazie alla Cina)</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/in-messico-internet-per-tutti-grazie-alla-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 17:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[5G]]></category>
		<category><![CDATA[Huawei]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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<p>La partecipazione di Huawei a Internet para Todos è stata cruciale per il successo del programma lanciato dal Messico.</p>
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<p>Qualche anno fa il <strong>Messico </strong>lanciava <em><strong>Internet para Todos</strong></em>, un&#8217;ambiziosa iniziativa per garantire l&#8217;<strong>accesso gratuito a Internet </strong>a banda larga nelle zone rurali e più remote del Paese, dove i servizi tradizionali sono spesso assenti o troppo costosi. L&#8217;obiettivo finale: espandere le tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione mobile in tutta la nazione. </p>



<p>Il programma, ancora in fase di svolgimento, è stato a lungo gestito da <strong>CFE-Telecomunicaciones e Internet para Todos</strong>, una sussidiaria della <strong>Comisión Federal de Electricidad (Cfe)</strong> istituita nel 2019, che adesso verrà sciolta e diluita all&#8217;interno della stessa Cfe. </p>



<p>I risultati fin qui conseguiti sono degni di nota, visto che il programma ha raggiunto una copertura del <strong>96,4%</strong> della popolazione messicana, pari a circa 120 milioni di persone. Sono poi state installate oltre 12mila torri di telecomunicazione, di cui oltre 10.000 sono già operative, e attivati quasi 99mila punti di accesso gratuito a Internet in scuole, ospedali, piazze pubbliche e altri spazi comunitari. </p>



<p>La copertura nelle aree rurali è così aumentata dal 48,4% nel 2021 al 66% nel 2024. Sono inoltre state connesse oltre 6mila comunità isolate che prima non avevano alcun accesso a servizi di telecomunicazione. La copertura cellulare nazionale ha quasi raggiunto il 100%.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240922112340241_d6e3d90a69cc70568f356e939e4ead2c-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-437319" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240922112340241_d6e3d90a69cc70568f356e939e4ead2c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240922112340241_d6e3d90a69cc70568f356e939e4ead2c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240922112340241_d6e3d90a69cc70568f356e939e4ead2c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240922112340241_d6e3d90a69cc70568f356e939e4ead2c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240922112340241_d6e3d90a69cc70568f356e939e4ead2c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240922112340241_d6e3d90a69cc70568f356e939e4ead2c.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo di Huawei in Messico</strong></h2>



<p>Ma come funziona <em>Internet para Todos</em>? Il programma consente ai cittadini messicani meno abbienti di richiedere, gratuitamente, una scheda Sim o un chip Internet Cfe con un pacchetto annuale di 5 GB, 1.500 minuti di chiamate e 500 sms al mese. Mentre Cfe gestisce la parte operativa del piano, altre aziende alimentano la connettività del Paese costruendo <strong>torri di telecomunicazione</strong> e <strong>punti di accesso Wi-Fi</strong> in tutto il Paese, con un focus nelle aree più emarginate del <a href="https://it.insideover.com/criminalita/la-guerra-ai-narcos-che-sta-sconvolgendo-il-messico.html">Messico</a>. </p>



<p>È qui che entranono in gioco <strong>Altan Redes</strong>, il consorzio incaricato della realizzazione della rete (Red Compartida), e la coppia <strong>Huawei-Nokia</strong>, entrambi scelti come fornitori tecnologici principali del progetto. Nello specifico la società cinese <a href="http://La partecipazione di Huawei a Internet para Todos è stata cruciale per il successo del programma lanciato dal Messico">Huawei </a>era stata incaricata del dispiegamento della tecnologia nelle regioni centrali e meridionali del Messico, mentre Nokia ha operato nel nord. </p>



<p>Il colosso di Shenzhen ha fornito l&#8217;infrastruttura tecnologica necessaria per estendere la copertura a comunità isolate che precedentemente non erano raggiunte da operatori tradizionali. La sua partecipazione a <em>Internet para Todos</em> è stata dunque cruciale per il successo del programma. </p>



<p>Ebbene, gli <strong>Stati Uniti</strong> sono parecchio infastiditi del fatto che Huawei operi nel loro cortile di casa. Ricordiamo infatti che, durante la prima amministrazione Trump, e in seguito sotto l&#8217;ex presidente Biden, l&#8217;azienda cinese di telecomunicazioni è stata bandita dal mercato statunitense, sanzionata e accusata da Washington di <strong>spionaggio </strong>nonché del <strong>furto di segreti commerciali</strong> americani.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141934145_4559ccfb024b380c3ab21a8635a77530-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-452354" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141934145_4559ccfb024b380c3ab21a8635a77530-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141934145_4559ccfb024b380c3ab21a8635a77530-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141934145_4559ccfb024b380c3ab21a8635a77530-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141934145_4559ccfb024b380c3ab21a8635a77530-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141934145_4559ccfb024b380c3ab21a8635a77530-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141934145_4559ccfb024b380c3ab21a8635a77530.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La collaborazione che infastidisce gli Usa</strong></h2>



<p>Nonostante questo Huawei sta aumentando la sua presenza e il suo potere in Messico, il principale partner commerciale degli Stati Uniti. E per di più lo sta facendo in un settore sensibile e delicato come quello delle <strong>telecomunicazioni</strong>. I giornali statunitensi hanno più volte scritto che l&#8217;azienda cinese rappresenta una <strong>minaccia </strong>per la sicurezza nazionale e per le attività commerciali del Paese in Messico, e che la vicinanza di queste aziende al confine è fonte di ansia nei corridoi della Casa Bianca. </p>



<p>Dal canto suo Huawei opera in Messico da oltre vent&#8217;anni. Ha istituito in loco un importante centro di formazione regionale, un centro di ricerca e sviluppo, un hub di cloud computing e un call center. Risulta essere persino il gestore e fornitore dell&#8217;infrastruttura negli uffici presidenziali e di alcuni ministeri chiave di Città del Messico. Le altre aziende di telecomunicazioni messicane come Telefonica del miliardario <strong>Carlos Slim</strong>, che un tempo consideravano Huawei una rivale, hanno stretto una partnership con il colosso di Shenzhen e lo utilizzano come fornitore. </p>



<p>Il gigante tlc asiatico, come abbiamo visto, ha inoltre svolto un ruolo dominante nell&#8217;implementazione dell&#8217;<strong>infrastruttura 5g </strong>in Messico. E non è finita qui perché dal 2022, in Messico, è operativa anche <strong>China United Network Communications Group</strong>, nota come China Unicom, che ha ottenuto un permesso trentennale dall&#8217;<strong>Istituto Federale delle Telecomunicazioni (FTI)</strong> segnando una tappa significativa nella sua espansione globale. Dall&#8217;altra parte del confine messicano, intanto, la preoccupazione cresce di giorno in giorno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141912467_81c29518c33a9b4ca59474ed06b2f482-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-452355" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141912467_81c29518c33a9b4ca59474ed06b2f482-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141912467_81c29518c33a9b4ca59474ed06b2f482-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141912467_81c29518c33a9b4ca59474ed06b2f482-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141912467_81c29518c33a9b4ca59474ed06b2f482-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141912467_81c29518c33a9b4ca59474ed06b2f482-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113141912467_81c29518c33a9b4ca59474ed06b2f482.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Vuoi ringiovanire? Staccati dal cellulare</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/vuoi-ringiovanire-staccati-dal-cellulare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 15:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wathsapp spia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’elisir di lunga vita non è ancora stato scoperto ma il modo di ringiovanire pare essere a portata delle nostre dita: ridurre l’accesso a Internet e le interazioni sui social network. Uno studio pubblicato sulla rivista Pnas Nexus  e condotto dall’Università del Texas e dalla canadese British Columbia ha dimostrato che è possibile invertire l’invecchiamento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/vuoi-ringiovanire-staccati-dal-cellulare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wathsapp spia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’elisir di lunga vita non è ancora stato scoperto ma il modo di ringiovanire pare essere a portata delle nostre dita: ridurre l’accesso a Internet e le interazioni sui social network. Uno studio pubblicato sulla rivista <em>Pnas Nexus</em>  e condotto dall’Università del Texas e dalla canadese British Columbia ha dimostrato che è possibile <strong>invertire l’invecchiamento cerebrale di un decennio</strong> se non stiamo connessi alla rete mobile 24h su 24. I partecipanti coinvolti nella sperimentazione hanno constatato dei benefici notevoli nelle sfere della salute mentale, del benessere psicologico e dell’attenzione “prolungata”, ovvero della capacità di concentrarsi a lungo e senza distrazioni su un target specifico, rispolverando <strong>capacità cognitive con un potenziale pari a quello di quando erano 10 anni più giovani</strong>. La pubblicazione dello studio ha subito alimentato uno stimolante dibattito in seno alla comunità scientifica e non solo, riguardo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-dannati-della-notifica-una-giornata-per-disconnettersi-almeno-un-po-prima-dai-social.html">all’uso della tecnologia e alla connettività perenne </a>a cui siamo sottoposti noi tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I risultati dell’esperimento</h2>



<p>La ricerca ha visto la partecipazione di 467 persone con un’età media di 32 anni, alcune delle quali erano già integrate nel mercato del lavoro mentre altre erano ancora tra i banchi del college. A tutti i partecipanti è stato chiesto di scaricare un’app sul proprio smartphone che bloccasse ogni accesso a Internet e alle piattaforme social; è stato invece concesso di effettuare telefonate e di inviare messaggi ai loro contatti. La disconnessione social dal proprio cellulare è stata programmata per due settimane e i soggetti coinvolti hanno svolto dei test prima, durante e dopo il periodo di 14 giorni oltre ad aver riportato le loro impressioni personali. Il 91% di loro ha riscontrato dei&nbsp; miglioramenti almeno o a livello di capacità cognitive o di benessere psicologico, mentre il 71% sostiene di aver colto dei benefici in termini di salute mentale in misura maggiore, almeno per parte di questi, rispetto all’assunzione di antidepressivi. Senza la navigazione in rete, più di 400 persone sono passate da una media quotidiana di circa 300 a una di 160 minuti di interazione tra le dita e lo schermo del proprio telefono, notando <strong>una diminuzione dello stress percepito giorno dopo giorno</strong> che si è tradotta in una maggiore conciliazione del sonno, più tempo dedicato all’attività fisica e un crescente “slancio” a socializzare.&nbsp;</p>



<p>Adrian Ward, professore di marketing presso l’università del Texas, ha commentato gli esiti dei test sostenendo che i partecipanti si siano resi conti di avere un maggiore controllo sulle loro decisioni, giungendo alla seguente conclusione: &#8220;La nostra grande domanda era: siamo in grado di gestire una connessione costante a tutto, in ogni momento? I dati suggeriscono di no.&#8221;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa ci suggerisce questo studio</h2>



<p>In un mondo <a href="https://it.insideover.com/societa/tra-algoritmi-e-identita-come-la-rivoluzione-digitale-ha-cambiato-tutti-noi.html">dominato dalla tecnologia e plasmato dai contenuti digitali</a>, la ricerca in questione ci manda dei segnali piuttosto inequivocabili: stacchiamoci da Internet e il nostro cervello ne beneficerà. Se si pensa alla vita che tanti di noi conducono, una tale raccomandazione può sembrare del tutto inattuabile: il lavoro che assorbe gran parte del nostro tempo e delle nostre energie, gli impegni familiari che ci impongono di essere sempre reperibili e la ricerca bulimica di informazioni in un mondo che corre troppo veloce. Ormai si potrebbe affermare che gli smartphone siano diventate le nostre bombole d’ossigeno quotidiane poiché senza di essi l’aria ci sembrerebbe venire meno e noi ci troveremmo in affanno annaspando alla ricerca di un touch screen su cui posare la mano per non sentirci tagliati fuori dal mondo. </p>



<p>Secondo Ward, però, trascorrere più tempo offline potrebbe darci vantaggi non di poco conto e il mercato del lavoro dovrebbe tenerne conto. Non è un caso che diverse società stiano considerando <strong>l’uso limitato dei cellulari durante l’orario di lavoro</strong> o <strong>l&#8217;impostazione di sistemi bloccanti per gli annunci pubblicitari</strong> sui computer aziendali. Stessa filosofia si potrebbe applicare agli studenti per accrescere i loro livelli di attenzione durante le ore di lezione; il ministero dell’Istruzione e del Merito pare sposare tale approccio visto che con la circolare dell’11 luglio 2024 si è stabilito <strong>il divieto di utilizzo dei dispositivi mobili fino ai 14 anni</strong>.<br></p>



<p>Le generazioni più giovani sono quelle che più di altre vedono il loro equilibrio psicologico messo a dura prova dalle insidie che si annidano nei meandri del web e, non per nulla, gli esperti puntano il dito contro <a href="https://it.insideover.com/societa/disturbi-alimentari-autolesionismo-suicidi-il-dramma-della-generazione-dei-social-e-del-covid.html">le piattaforme social quale causa di gesti e pensieri autolesionistici per la Gen Z</a>. Forse gli psicologi, se lo studio di cui vi abbiamo parlato farà scuola, potrebbero consigliare un periodo di pausa <em>digital </em>per ritrovare la pace dei sensi e potrebbero essere proprio i giovanissimi a dimostrare che una vita senza connessione h24 è possibile.</p>
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		<title>Muro di fuoco, Scudo d&#8217;oro&#8230; Così la Cina controlla Internet col pugno di ferro</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/muro-di-fuoco-scudo-doro-cosi-la-cina-controlla-internet-col-pugno-di-ferro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 13:10:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1442" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina-600x451.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina-1536x1154.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La svolta con le Olimpiadi del 2008: il regime capisce le possibilità di Internet e comincia a costruire un implacabile sistema di controllo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1442" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina-600x451.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/cina-1536x1154.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando Internet fece il suo ingresso in Cina, sembrava l’inizio di una nuova era. La rete prometteva di portare con sé la globalizzazione, un’innovazione senza precedenti e persino una maggiore libertà di espressione. Ma la Cina, guidata dal Partito Comunista (PCC), è riuscita non solo a cavalcare questa rivoluzione, <strong>ma anche a trasformarla in uno strumento di controllo capillare</strong>. Oggi, la rete cinese è l’emblema di come un mezzo originariamente concepito per abbattere barriere possa essere piegato alla volontà di un regime autoritario.</p>



<p><strong>Internet in Cina: un sogno soffocato</strong></p>



<p>All’inizio degli anni 2000, il potenziale di Internet in Cina sembrava sconfinato. Attivisti e dissidenti, connessi alla rete, iniziarono a intravedere la possibilità di denunciare al mondo le contraddizioni di un sistema opprimente. Per un breve periodo, il sogno di una Cina più libera sembrava alla portata. Ma l’entusiasmo venne presto soffocato.</p>



<p>Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Pechino nel 2008, la leadership del PCC comprese il rischio rappresentato da una Rete non controllata. La straordinaria visibilità internazionale di quell’evento portò con sé un aumento delle critiche e delle proteste online. Fu allora che Pechino decise di agire. Le autorità cinesi diedero il via a una serie di misure repressive che culminarono nella costruzione di una rete di sorveglianza e censura senza precedenti. Blog e forum vennero chiusi, i dissidenti arrestati, e il Great Firewall —la grande muraglia digitale— divenne pienamente operativo.</p>



<p><strong>Il Great Firewall e il Golden Shield: la doppia strategia del controllo</strong></p>



<p>Il Great Firewall è conosciuto nel mondo come il simbolo della censura cinese. Grazie a questo sistema, il Governo blocca i siti considerati pericolosi e filtra i contenuti che non si allineano alla propaganda del Partito. Ma questa è solo la punta dell’iceberg.</p>



<p>Il vero pilastro del controllo digitale è il&nbsp;<strong>Golden Shield Project</strong>, un’iniziativa lanciata ufficialmente nel 2003. Si tratta di un sistema integrato che va ben oltre la censura online. Il Golden Shield raccoglie e analizza dati da una vasta gamma di fonti: informazioni online, registri offline, telecamere di sorveglianza e database criminali. Tutto viene centralizzato e utilizzato per costruire profili dettagliati di cittadini e organizzazioni.</p>



<p>Questo sistema non si limita a reagire alle minacce, ma le anticipa. Grazie alla raccolta massiva di dati e all’uso dell’intelligenza artificiale, il Golden Shield ha posto le basi per un modello di&nbsp;<em>polizia predittiva</em>&nbsp;che oggi rappresenta uno dei capisaldi del regime di Xi Jinping.</p>



<p><strong>La transizione sotto Hu Jintao e l’apice sotto Xi Jinping</strong></p>



<p>Tra il 2001 e il 2012, durante il mandato di Hu Jintao, il Partito lavorò incessantemente per trasformare il sistema di sicurezza interno. L’implementazione del&nbsp;<em>Safe City Project</em>&nbsp;nel 2005 segnò un passo cruciale. Questo progetto mirava a diffondere su larga scala l’uso di telecamere di sorveglianza, integrandole con l’Internet of Things. Telecamere private, dispositivi installati su veicoli, sensori e database criminali vennero unificati in una rete nazionale al servizio delle forze di sicurezza.</p>



<p>Questa evoluzione culminò con l’introduzione, sotto Xi Jinping, del progetto&nbsp;<em>Sharp Eyes</em>&nbsp;nel 2015. Il nome riflette chiaramente la sua ambizione: rendere ogni cittadino visibile al regime, in ogni momento e in ogni luogo. Grazie ai Big Data e all’intelligenza artificiale, il sistema Sharp Eyes permette di monitorare i comportamenti quotidiani e prevedere potenziali minacce, consolidando così il controllo del Partito.</p>



<p><strong>Il prezzo umano del controllo digitale</strong></p>



<p>Dietro questi sistemi di sorveglianza c’è un costo umano altissimo. La scrittrice Te-Ping Chen, nella sua raccolta di racconti&nbsp;<em>Terra dei grandi numeri</em>, descrive il destino di due gemelli cinesi, un ragazzo e una ragazza, che incarnano le contraddizioni di Internet in Cina. La ragazza, brillante e ribelle, usa la rete per denunciare le ingiustizie del regime, ma viene arrestata e condannata. Il ragazzo, più conformista, sfrutta le piattaforme digitali per diventare un campione di videogiochi, trovando fama e ricchezza.</p>



<p>Questa storia, seppur narrativa, riflette la realtà di milioni di cinesi. Chi si adatta alle regole del Partito può prosperare, ma chi osa sfidare il sistema viene emarginato, arrestato o peggio. La rete cinese è diventata una macchina perfettamente oliata: un motore economico per chi si conforma e un’arma letale contro chi dissente.</p>



<p><strong>Un modello inquietante per il futuro</strong></p>



<p>La trasformazione digitale della Cina rappresenta una sfida per il mondo intero. Da un lato, il Paese ha dimostrato una capacità senza pari di integrare tecnologia e governance. Dall’altro, il modello cinese mostra come la tecnologia possa essere utilizzata per ridurre le libertà individuali, anziché ampliarle.</p>



<p>Oggi, il sistema di sorveglianza cinese è un simbolo inquietante del futuro che ci attende se i governi non sapranno bilanciare sicurezza e libertà. Mentre il mondo osserva, la Cina di Xi Jinping continua a perfezionare il suo controllo digitale, dimostrando che, almeno per ora, la libertà non è un prerequisito per il progresso tecnologico.</p>
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		<title>Data center, IA, Internet&#8230; Usa e Cina combattono in Asia la battaglia per il futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/data-center-ia-internet-usa-e-cina-combattono-in-asia-la-battaglia-per-il-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 17:39:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Data center]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sfida digitale tra Usa e Cina in corso nel continente asiatico riguarda data center, intelligenza artificiale e cavi sottomarini.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017175846992_da6bb1b39aecaab6124a71140b7ce128-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non solo investimenti nelle infrastrutture tradizionali, come strade, ferrovie e aeroporti, o nei grandi progetti urbani, dai centri commerciali a condomini nuovi di zecca. Negli ultimi anni il denaro delle due principali potenze del mondo, <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Cina</strong>, si sta riversando sempre di più nel <strong>settore tecnologico</strong>, soprattutto in Asia. Qui, nella regione economicamente più dinamica del pianeta, i temi caldi coincidono con <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligenza-artificiale-nello-spazio-la-nuova-frontiera-della-difesa-usa-e-ue.html">intelligenza artificiale</a></strong>, <strong>data center</strong>, <strong>cavi sottomarini</strong>, e <strong>Internet </strong>(e <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/biden-e-modi-lanciano-lasse-india-usa-sui-chip-una-sfida-alla-cina.html">pure semiconduttori</a>). Tutto quello che fa rima, insomma, con futuro. </p>



<p>La sfida tra Washington e Pechino è appena iniziata, e diventerà cruciale nel medio-lungo periodo, quando chi controllerà gli ambiti-chiave alla base della prossima rivoluzione economica primeggerà su qualsiasi altro rivale. Il riflesso della sfida digitale Usa-Cina in corso nel continente asiatico è in ogni caso ben visibile presso il <strong>Nusajaya Tech Park</strong>, uno dei parchi industriali – ancora in fase di completamento &#8211; che sorge a <strong>Johor</strong>, Stato situato nella parte meridionale della <strong>Malesia</strong>, a pochi passi dal confine con Singapore. Le <strong>infrastrutture digitali </strong>statunitensi e cinesi sono letteralmente affiancate e in aperta competizione tra loro: vicino a Equinix, un host di data center americano, trova spazio Gds, rivale di Pechino nonché fornitore preferito di Tencent e Alibaba.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dove si decide la sfida tra Usa e Cina</strong></h2>



<p>Il Nusajaya Tech Park è a sua volta soltanto uno dei numerosi progetti presenti a Johor, nuovo epicentro di data center e strutture digitali per lo più appartenenti a grandi gruppi provenienti da Stati Uniti e Cina. Nel giro di una manciata di anni, forse anche prima, queste aree si trasformeranno in <strong>parchi industriali</strong> che accoglieranno numerosi edifici che ospiteranno computer ad alta velocità, server e router incaricati di archiviare, elaborare e distribuire enormi quantità di <strong>dati</strong>. La crescente dipendenza mondiale dalla tecnologia basata sul <strong>cloud</strong>, del resto, ha favorito la crescita dei data center, e Johor è diventato uno dei centri nevralgici di questa partita. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Cheap energy and land make Johor a magnet for data centre operators" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/koBIYooF7mQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_koBIYooF7mQ");</script>
</div></figure>



<p>Lo stato malese è vicino al centro finanziario di <strong>Singapore</strong>, abbonda di terreni edificabili e può contare su energia elettrica a basso costo. Nvidia, AirTrunk, Gds International, Ytl Power e Princeton Digital Group, giusto per fare qualche nome, hanno già insediato le loro attività in loco. E pure <strong>Microsoft </strong>avrebbe acquistato un terreno a Kulai per aprire – indovinate? – un data center.&nbsp;</p>



<p>Nel resto della Malesia, strutture del genere sono dislocate tra Klang Valley, Penang Kedah e Sarawak, mentre a Cyberjaya, la capitale tecnologica della Malesia, non distante da Kuala Lumpur, si conterebbero 13 data center operativi.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Washington contro Pechino (ancora una volta)</strong></h2>



<p>L’<em>Economist</em> ha fatto notare che, tra le grandi aziende cloud, la Cina controlla tutti i cluster di cloud computing in <strong>Thailandia </strong>e <strong>Filippine</strong>, e questo nonostante il fatto che gli Usa considerino Bangkok e Manila importanti alleati regionali. Non solo: su 12 Paesi asiatici presi in esame, ben sette (oltre a Cina, Thailandia e Filippine, anche Malesia, Hong Kong, Indonesia e Singapore) hanno la maggior parte dei loro <strong>cluster cloud</strong> gestiti da <strong>aziende cinesi</strong>. Soltanto Giappone, India e Corea del Sud vantano una predominanza statunitense, in aggiunta ad Australia e Taiwan.</p>



<p>Ma perché la competizione digitale è importante? Semplice: chi controlla le &#8220;fondamenta fisiche&#8221; di Internet, controlla la rete e quindi le <strong>telecomunicazioni</strong>. Gli Usa hanno dominato l&#8217;infrastruttura delle comunicazioni dalla Seconda Guerra Mondiale a pochi anni fa, ma adesso sono insediati dalla Cina. Che intende stabilire nuove regole a colpi di investimenti digitali. Intanto nel cortile di casa asiatico, poi si vedrà. &nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/data-center-ia-internet-usa-e-cina-combattono-in-asia-la-battaglia-per-il-futuro.html">Data center, IA, Internet&#8230; Usa e Cina combattono in Asia la battaglia per il futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cina, sei &#8220;drogato&#8221; da Internet? Via nel campo a rieducarti!</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cina-sei-drogato-da-internet-via-nel-campo-a-rieducarti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2024 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 2002 in poi, migliaia di adolescenti cinesi sono stati etichettati come "dipendenti da internet" e inviati in appositi centri di recupero</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/cina-sei-drogato-da-internet-via-nel-campo-a-rieducarti.html">Cina, sei &#8220;drogato&#8221; da Internet? Via nel campo a rieducarti!</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154731165_1f8dac2206fc84609ee6cbb2e891c231-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In <strong>Cina </strong>qualcuno ricorda ancora la storia raccontata la scorsa primavera dal programma televisivo <em>Xiaoli to the Rescue</em>, specializzato nell&#8217;aiutare le persone bisognose. Nella provincia dello Henan, un tale signor Cheng si era rivolto agli autori dello show per recuperare i risparmi della sua famiglia, 200mila yuan, circa 28mila dollari, sperperati dal figlio 15enne nel <strong>gioco d&#8217;azzardo online</strong>. Il ragazzo aveva dilapidato l&#8217;ingente somma di denaro in appena tre mesi, dopo essere diventato dipendente da una lotteria virtuale. L&#8217;episodio in sé racconta due enormi problemi sociali della Cina: l&#8217;elevato numero di <strong>utenti di Internet minorenni</strong> ma, soprattutto, la dipendenza di giovani e giovanissimi dal web.</p>



<p>Un doppio male assoluto che il Governo cinese ha cercato di rimuovere alla radice, inasprendo le regole sull&#8217;accesso alla rete e proponendo <strong>soluzioni drastiche</strong> per curare chi non riesce a staccarsi da smartphone e dispositivi elettronici. Oltre la Muraglia ci sono 191 milioni di utenti Internet minorenni: circa 20 milioni di loro sono considerati dipendenti dalla rete. Che fare per recuperarli?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154745524_f94c226e13f87c1da16cefcc37ddcc41-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-432010" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154745524_f94c226e13f87c1da16cefcc37ddcc41-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154745524_f94c226e13f87c1da16cefcc37ddcc41-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154745524_f94c226e13f87c1da16cefcc37ddcc41-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154745524_f94c226e13f87c1da16cefcc37ddcc41-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154745524_f94c226e13f87c1da16cefcc37ddcc41-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154745524_f94c226e13f87c1da16cefcc37ddcc41.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La medicina cinese</strong></h2>



<p>Dal 2002 in poi, migliaia di adolescenti cinesi sono stati etichettati come &#8220;<a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/reportage-container-cina/eroina-elettronica.html">dipendenti da internet</a>&#8221; e inviati in appositi <strong>centri di recupero</strong>. Nel 2008, la Cina è diventata la prima nazione a dichiarare la <strong>dipendenza </strong>da <a href="https://it.insideover.com/politica/investimenti-e-diplomazia-2-0-il-blitz-digitale-della-cina-in-africa.html">Internet </a>un <strong>disturbo clinico</strong>.  Sono così sorti decine di istituti, alcuni privati altri collegati a ospedali ed enti pubblici, il cui scopo consiste nel fornire cure per “la dipendenza da Internet”. C&#8217;è chi li chiama “<strong>campi di addestramento</strong>” visto che gli alunni costretti a frequentarli subiscono trattamenti durissimi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Boot camp to help kick Internet addiction" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/S4VztCWchwg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_S4VztCWchwg");</script>
</div></figure>



<p>L&#8217;<em>Internet Addiction Treatment Centre</em>, a Sud di Pechino, per esempio, accetta ragazzi di età compresa tra i 13 e i 26 anni. Dai tre mesi (permanenza minima) ai nove nei casi più gravi, i &#8220;drogati della rete&#8221; restano qui, senza avere accesso al mondo esterno. Si svegliano alle 6:30 del mattino e vengono sottoposti ad una disciplina pressoché marziale, con tanto di esercizi fisici di stampo militaresco, attività di recupero e psicologiche. Centri del genere sono popolarissimi, nonostante le passate controversie sulle pratiche impiegate da alcuni siti, come il pestaggio dei pazienti e la <strong>terapia con elettroshock</strong>. Nel 2009, l&#8217;emittente statale cinese <em>CCTV </em>aveva realizzato un servizio che descriveva nei dettagli l&#8217;uso di quest&#8217;ultima terapia da parte di un centro. Il Ministero della Salute cinese avrebbe poi vietato la pratica.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Guarda il reportage: <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/reportage-container-cina/eroina-elettronica.html"><strong>Eroina elettronica</strong></a></h2>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una piaga da estirpare (ma occhio al business!)</strong></h2>



<p>Nel 2023, le autorità cinesi hanno deciso di porre un freno alla dipendenza dai social media dei bambini e di “controllare” i contenuti che gli adolescenti consumano online. La Cyberspace Administration of China (CAC), il principale organo di regolamentazione di Internet del Paese, ha infatti invitato i produttori di dispositivi mobili, sistemi operativi, applicazioni e app a creare una funzione chiamata &#8220;<strong>modalità minore</strong>&#8220;. Si tratta, in sostanza, di un sistema di classificazione dei contenuti che, in base all&#8217;età degli utenti, stabilisce limiti temporali di utilizzo. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154752448_211f104dc46e9f17d4f5073fe67a3cb6-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-432011" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154752448_211f104dc46e9f17d4f5073fe67a3cb6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154752448_211f104dc46e9f17d4f5073fe67a3cb6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154752448_211f104dc46e9f17d4f5073fe67a3cb6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154752448_211f104dc46e9f17d4f5073fe67a3cb6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154752448_211f104dc46e9f17d4f5073fe67a3cb6-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240808154752448_211f104dc46e9f17d4f5073fe67a3cb6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Non solo: nei prossimi mesi Pechino ha deciso di bloccare l&#8217;accesso a Internet dei minori dalle 22:00 alle 6:00. La medicina è stata ben accolta dai genitori, ma ha portato una nuova sfida per le <strong>aziende tecnologiche</strong>, che si sono ritrovate costrette ad affrontare un ostacolo non da poco per i loro business dorati. Nel 2023, i ricavi del gaming hanno superato i 300 miliardi di yuan (quasi <strong>42 miliardi di dollari</strong>), dopo un aumento più che triplicato nell&#8217;ultimo decennio.</p>
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		<title>Internet delle cose: se il mio frigo va in Rete</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/internet-delle-cose-se-il-mio-frigo-va-in-rete.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 16:18:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_671050949B.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_671050949B.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_671050949B-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_671050949B-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_671050949B-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_671050949B-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_671050949B-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;IoT (Internet of Things), italianizzato in &#8220;internet delle cose&#8220;, è una realtà che ormai diamo per scontata. Gli oggetti smart, ovvero quegli oggetti &#8211; piccoli e grandi &#8211; con la possibilità di connettersi alla rete internet, ci circondano e difficilmente riusciremmo a farne a meno. Smartphone, smartTv, automobili, frigoriferi, forni a microonde, caldaie, orologi, giocattoli. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/internet-delle-cose-se-il-mio-frigo-va-in-rete.html">[...]</a></p>
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<p>L&#8217;IoT (Internet of Things), italianizzato in &#8220;<strong>internet delle cose</strong>&#8220;, è una realtà che ormai diamo per scontata. Gli oggetti smart, ovvero quegli oggetti &#8211; piccoli e grandi &#8211; con la possibilità di connettersi alla rete internet, ci circondano e difficilmente riusciremmo a farne a meno. Smartphone, smartTv, automobili, frigoriferi, forni a microonde, caldaie, orologi, giocattoli. L&#8217;elenco potrebbe essere lungo. Se volete fare un esercizio, distogliete lo sguardo dallo schermo dell&#8217;oggetto smart che stringete tra le mani in questo momento e guardatevi intorno: provate a contare gli oggetti smart da cui siete circondati. Non riuscireste a scovarli tutti. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Numero destinati a crescere</strong></h2>



<p>Nel 2021 (e a distanza di tre anni i numeri non possono che essere aumentati) gli smartphone connessi alla rete IT in Italia erano 55 milioni, a fronte di 20 milioni di computer. Nel 2023 gli oggetti smart connessi erano<strong> 140 milioni</strong>. Numeri che difficilmente diminuiranno. </p>



<p>Se tutto questo rappresenta il futuro verso cui andiamo incontro, se è vero che l&#8217;IoT ha per certi aspetti migliorato la nostra vita, è altrettanto vero che &#8211; con questi numeri &#8211; la superficie di attacco offerta a un qualsiasi cyber criminale è sconfinata. Qualche esempio? </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una superficie di attacco sconfinata</strong></h2>



<p>Il <strong>DefCon </strong>è un importante convegno hacker che si tiene ogni anno a Las Vegas, durante il quale (tra le altre cose) diversi esperti in materia testano la sicurezza dei dispositivi elettronici usciti in commercio. Nel 2016, per il secondo anno consecutivo, è stato dedicato uno spazio al tema dell&#8217;internet delle cose. I risultati dell&#8217;anno precedente erano stati sconfortanti: 66 diverse vulnerabilità scoperte in 28 dispositivi prodotti da 18 aziende. Si sperava dunque che i produttori fossero corsi ai ripari. E invece no. Il 2016 registrò 47 falle nella sicurezza di 23 sistemi messi in commercio da 21 diversi produttori. Nel 2017 il numero delle vulnerabilità era semplicemente eccessivo, così come eccessivo era il numero delle aziende coinvolte. </p>



<p>In quel contesto, i ricercatori sono riusciti in vario modo a<strong> prendere il controllo e sabotare gli oggetti più insoliti</strong>: un virus è stato installato nei termostati di un impianto di climatizzazione domestico, invertendone il funzionamento. Il messaggio che appariva sul monitor al malcapitato proprietario lo invitava a pagare un riscatto in Bitcoin per riprendere il controllo della temperatura di casa. Altri sono riusciti a sfruttare dei baby monitor per inviare messaggi audio degni di un film dell&#8217;orrore. Per non parlare delle automobili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;automobile che si trasforma in arma</h2>



<p>Proprio nell&#8217;ambito dell&#8217;automotive, gli attacchi simulati nel corso degli anni hanno dato risultati inquietanti. Gli attacchi hanno consentito, per esempio, di <strong>dirottare il veicolo</strong> intervenendo sul sistema di navigazione o di guida automatica; di<strong> scatenare un incendio</strong> durante la fase di ricarica elettrica. Un&#8217;automobile è stata addirittura utilizzata come vettore per iniettare un malware destinato alla rete elettrica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida del futuro</h2>



<p>Uno scenario piuttosto preoccupante. E se valutiamo l&#8217;accessibilità dei sistemi, la loro complessità gestita spesso da diverse intelligenze artificiali che dialogano tra loro, e a questo aggiungiamo le diverse debolezze e vulnerabilità di ognuna delle tecnologie in gioco, possiamo ben renderci conto della moltiplicazione e dilatazione dei rischi, che è proporzionale alle opportunità offerte. </p>



<p>La sfida dei prossimi anni sembra proprio questa: da un lato implementare la sicurezza e la sostenibilità degli oggetti smart che ci circondano; dall&#8217;altro sensibilizzare l&#8217;utente finale, il cittadino che di questi oggetti si serve quotidianamente avendo ben chiari i benefici, ma ignorando completamente i pericoli che potrebbero annidarsi. </p>
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