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	<title>Intelligenza artificiale Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2026 23:17:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Intelligenza artificiale Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Ma l&#8217;IA è davvero meno costosa del lavoro umano?</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/ma-lia-e-davvero-meno-costosa-del-lavoro-umano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 23:17:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Intelligenza artificiale" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Per anni l’intelligenza artificiale è stata raccontata come la grande leva per ridurre i costi del lavoro. Ora gli esperti ne dubitano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/ma-lia-e-davvero-meno-costosa-del-lavoro-umano.html">Ma l&#8217;IA è davvero meno costosa del lavoro umano?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Intelligenza artificiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per anni l’intelligenza artificiale è stata raccontata come la grande leva per ridurre i costi del lavoro. Automatizzare, scalare senza assumere, produrre di più con meno persone; questa è stata <strong>la promessa che ha accompagnato l’adozione massiccia dell’AI soprattutto nelle imprese.</strong> Ma nel 2026 questa narrazione ha cominciato ad incrinarsi. Sempre più aziende stanno infatti scoprendo che l’intelligenza artificiale, soprattutto quando passa dalla sperimentazione alla produzione, <strong>non è affatto economica e in alcuni casi costa più del lavoro umano che dovrebbe sostituire.</strong></p>



<p>Un <a href="https://www.axios.com/2026/04/26/ai-cost-human-workers">recente articolo di <em>Axios</em></a> lo mostra con esempi difficili da ignorare. Il responsabile tecnologico di Uber ha ad esempio ammesso di aver già bruciato l’intero budget AI annuale a causa dei soli costi dei token. Uber ha infatti speso l’intero budget destinato all’Intelligenza Artificiale per il 2026 in appena quattro mesi, a causa dell’adozione massiccia di strumenti di <em>coding </em>come Claude Code e Cursor, diventati rapidamente centrali nel lavoro quotidiano degli ingegneri. L’uso è cresciuto così velocemente che i costi API (<em>Application Programming Interface</em>, cioè le spese che un’azienda paga in base all’uso di servizi IA esterni) sono arrivati a <a href="https://www.briefs.co/news/uber-torches-entire-2026-ai-budget-on-claude-code-in-four-months/">oscillare tra 500 e 2.000 dollari al mese per sviluppatore</a>, rendendo l’IA estremamente produttiva ma anche sorprendentemente costosa. Oggi il 95% degli ingegneri Uber utilizza strumenti che aiutano l’automatizzazione di alcuni processi e circa il 70% del codice prodotto è ormai assistito dall’Intelligenza Artificiale, segno di una dipendenza ormai strutturale. Lo stesso CEO di Swan AI (piattaforma di intelligenza artificiale agentica pensata per automatizzare e coordinare attività come marketing e vendite) ha trasformato in un manifesto pubblico la sua costosa fattura di Anthropic, sostenendo che la sua azienda sta crescendo grazie all’Intelligenza Artificiale e non solo al personale. <strong>Amos Bar-Joseph</strong> <a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7446556687861334016/?originTrackingId=5eL39r7LHqD6g%2FtUn0Pq6Q%3D%3D">ha infatti condiviso con orgoglio una fattura mensile da 113 mila dollari di costi AI per un team di sole quattro persone</a>, spiegando che quella spesa non è uno spreco ma il cuore stesso del modello di business.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="611" height="614" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ia-lavor.jpg" alt="" class="wp-image-515062" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ia-lavor.jpg 611w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ia-lavor-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ia-lavor-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ia-lavor-600x603.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ia-lavor-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /></figure>



<p>In Swan AI, i costi dei token sostituiscono intere funzioni aziendali tradizionali: marketing, vendite, supporto, engineering e perfino legale, permettendo di puntare a 10 milioni di dollari di fatturato annuo con meno di dieci dipendenti, senza SDR né budget pubblicitari. Questa filosofia si riflette anche nel prodotto: un agente di <em>coding </em>pensato per i professionisti del go-to-market, non per sviluppatori, che consente ai clienti di costruire autonomamente i propri flussi di lavoro. Con oltre 800 aziende iscritte in 40 giorni, il messaggio chiave è che in un business veramente “agentic” i costi dell’AI crescono rapidamente; quanto rapidamente invece crescano la scalabilità e la leva sull’intelligenza in modo da ridurre la portata delle prossime fatture è tutto ancora da valutare.</p>



<p>Questi casi non sono però eccezioni isolate, ma potrebbero essere segnali di un cambiamento sempre più strutturale soprattutto alla luce dei dati che riguardano la spesa in IA. Secondo Gartner, infatti, <a href="https://www.gartner.com/en/newsroom/press-releases/2026-04-22-gartner-forecasts-worldwide-it-spending-to-grow-13-point-5-percent-in-2026-totaling-6-point-31-trillion-dollars">la spesa IT globale raggiungerà nel 2026 i <strong>6,31 trilioni di dollari</strong></a>, con una crescita annua del <strong>13,5%</strong>, dovuta in gran parte a investimenti in intelligenza artificiale, cloud e infrastrutture di calcolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="568" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IA-2-1024x568.png" alt="" class="wp-image-515063" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IA-2-1024x568.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IA-2-300x167.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IA-2-768x426.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IA-2-600x333.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IA-2.png 1034w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sembrerebbe dunque che l’IA non stia davvero, per il momento, sostituendo i costi, ma li stia spostando… dagli stipendi ai data center e dalle risorse umane ai contratti con i grandi modelli (!). Di fronte a questa dinamica, anche il dibattito sta iniziando a cambiare tono. Non si tratta più di chiedersi se l’IA sia potente o innovativa, ma <strong>se sia appunto davvero economicamente sostenibile</strong>. Come riportato da Axios, <strong>Brad Owens </strong>di Asymbl, ha sintetizzato questa fase di interrogativi costanti sull’IA raccontando che la domanda che oggi arriva nei consigli di amministrazione è più strategica che mai: qual è il vero valore di un lavoratore, umano o digitale? In un contesto in cui i principali AI lab aumentano i prezzi e il costo del calcolo continua a crescere, la presunta superiorità economica dell’intelligenza artificiale non può più essere data per scontata e va finalmente analizzata con numeri che iniziano ad essere sempre più disponibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come crescono i costi</h2>



<p>A mettere chiaramente nero su bianco questa intuizione è stato anche l’analista <strong>Charles‑Henry Monchau,</strong> che <a href="https://www.linkedin.com/posts/charles-henry-monchau-cfa-cmt-caia-4003096_breaking-ai-token-vs-humans-which-is-cheaper-share-7444972948328824832-RRxV/">in un post su Linkedin</a> ha provato a smontare in modo molto diretto l’idea, ormai diffusissima, che l’intelligenza artificiale sia automaticamente più economica delle persone. Il punto di partenza dell’autore è che <strong>guardare solo il prezzo dei token è fuorviante</strong>. Sulla carta, una chiamata a un modello IA può costare anche solo <strong>un centesimo</strong>, ma nella realtà aziendale quel centesimo diventano anche <strong>40-70 centesimi</strong> quando si aggiunge tutto ciò che serve per far funzionare davvero l’AI, cioè l’orchestrazione di più modelli, agenti che si passano il lavoro, infrastruttura cloud, controlli di qualità, sistemi di monitoraggio e gestione degli errori. Insomma, è come dire che il modello è solo il motore, ma l’auto completa costa molto di più. Monchau poi entra nel tema della produttività, spiegando un altro equivoco comune. Molti sviluppatori <strong>sentono</strong> infatti di lavorare più in fretta con l’AI e in molti stimano addirittura un +20% di velocità, ma i dati dell’MIT e di Gartner raccontano un’altra storia: nei flussi di lavoro reali, l’output risulta in media <strong>più lento del 19% (!)</strong>. </p>



<p>Com’è possibile? Questo succede perché bisogna correggere errori, riscrivere prompt, verificare risultati e gestire casi limite. Tutto questo tempo “di contorno” non sembra lavoro, ma lo è, e alla fine pesa sui costi e per un team di <strong>10 ingegneri</strong>, questi attriti nascosti potrebbero arrivare a valere circa <strong>270 mila dollari l’anno</strong>. Un altro punto chiave del suo ragionamento che vale la pena riportare è la <strong>complessità dei sistemi agentici</strong>. Quando l’AI non è più un semplice chatbot ma una rete di agenti che decidono, chiamano altri modelli e iterano continuamente, i costi <strong>non crescono in linea retta</strong> ma possono moltiplicarsi anche di <strong>quattro volte mese dopo mese</strong>. È per questo che non è per forza un’esagerazione affermare che solo <strong>il 23% dei lavori oggi esposti all’AI conviene davvero automatizzarli</strong> dal punto di vista economico. E andando avanti nel tempo, cioè <strong>entro il 2030</strong>, alcuni servizi di customer service basati su AI potrebbero <strong>costare più degli stessi operatori umani offshore</strong>.</p>



<p><br>Questa potenziale riduzione dell’opportunità economica dell’IA non segnala però un fallimento della tecnologia ma una dinamica storica ricorrente sintetizzabile nella cosiddetta <strong>J‑curve dell’adozione tecnologica</strong>. Secondo tale dinamica all’inizio i costi salgono, l’efficienza non arriva subito e il lavoro umano non viene rimpiazzato come previsto. È successo con gli <strong>sportelli automatici</strong>, che hanno impiegato decenni a ridurre davvero il numero di cassieri, ed è successo con i <strong>fogli di calcolo</strong>, che invece di eliminare i contabili hanno finito per moltiplicarli. Se dunque l’AI rimane uno strumento potentissimo, essa non è una scorciatoia economica immediata e confondere potenziale tecnologico con risparmio reale è uno degli errori più costosi che oggi le aziende possano fare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/ma-lia-e-davvero-meno-costosa-del-lavoro-umano.html">Ma l&#8217;IA è davvero meno costosa del lavoro umano?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nella corsa all&#8217;Ia la Cina stacca gli Usa sul fronte dell&#8217;energia</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/nella-corsa-allia-la-cina-stacca-gli-usa-sul-fronte-dellenergia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2025 09:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Generazione e rete elettrica, la Cina nella corsa all'Ia stacca gli Usa sul fronte dell'energia e delle reti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nella-corsa-allia-la-cina-stacca-gli-usa-sul-fronte-dellenergia.html">Nella corsa all&#8217;Ia la Cina stacca gli Usa sul fronte dell&#8217;energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250820173757505_193f3b962f74553de041bdab132d5507-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella corsa all&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> gli Stati Uniti rivendicano di avere le migliori tecnologie, i maggiori capitali, le aziende più dinamiche (<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-volo-di-nvidia-sopra-i-4mila-miliardi-trainato-dalla-riapertura-della-cina.html">a partire da Nvidia</a>) e il <strong><a href="https://it.insideover.com/scienza/cervelli-per-la-cina-il-nuovo-soft-power-di-pechino-passa-da-laboratori-e-universita.html">capitale umano qualificato</a></strong>, ma c&#8217;è un fronte su cui il confronto con la <strong>Cina è pesantemente penalizzante</strong> per Washington: quello della rete elettrica e della generazione dell&#8217;immensa capacità di energia necessaria a alimentare i data center e l&#8217;aumento della potenza di calcolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;energia che serve a far correre l&#8217;Ia</h2>



<p>Per fare un esempio, come analizzato dall&#8217;analista di strategie energetiche <strong>Mark Nelson, il progetto <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/parte-stargate-openai-sfida-i-colossi-cinesi-ma-resta-senza-fine-di-lucro.html">Stargate </a>da 500 miliardi di dollari</strong> richiederà, per i suoi 5 siti volti a alimentare la capacità di calcolo di <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/son-altman-lalleanza-tra-finanza-e-ia-per-spingere-stargate.html">OpenAI</a> negli Usa, un&#8217;energia paragonabile al consumo di <strong>25 milioni di cittadini americani</strong>, praticamente come se d&#8217;un tratto la popolazione statunitense salisse del 7%.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">PROJECT STARGATE ENERGY ANALYSIS<br><br>Project Stargate is going to need an enormous amount of power: each of the five Stargates needs about 5 gigawatts (about five million people&#39;s worth) of constant electricity for each ~$100b supercomputer project.<br><br>Let&#39;s break it down.<br><br>Each… <a href="https://t.co/HQSvGAnOPh">https://t.co/HQSvGAnOPh</a></p>&mdash; Mark Nelson (@energybants) <a href="https://twitter.com/energybants/status/1881860142108377412?ref_src=twsrc%5Etfw">January 22, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>&#8220;Negli Stati Uniti&#8221;,<a href="https://qz.com/ai-power-us-china-infrastructure-grid-limits"> nota Quartz</a>, &#8221; i limiti energetici sono diventati il principale ostacolo allo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale, con i tassi di sfitto dei data center che hanno raggiunto il minimo storico del 2,3%&#8221;, in un contesto in cui &#8220;l&#8217;<a href="https://qz.com/ai-chips-data-centers-electricity-power-deloitte" target="_blank" rel="noreferrer noopener">impennata della domanda</a> ha creato uno squilibrio senza precedenti tra ciò di cui le aziende hanno bisogno e ciò che la rete può offrire&#8221;, mentre una rete vecchia e non adatta a gestire la potenza di carico vede i costi del nuovo transito ricadere anche sulle bollette dei cittadini comuni, che <strong>pagano l&#8217;extra-traffico dettato dall&#8217;Ia.</strong> Su questo fronte, la <strong>Cina può vantare una combo invidiabile</strong>: più generazione, una rete rinnovata da investimenti recenti e margini di riempimento dell&#8217;offerta ancora accettabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa energetica della Cina</h2>



<p>Al 2024, la Cina produceva <a href="https://ember-energy.org/data/yearly-electricity-data/">oltre 30.800 TWh annui di energia,</a> il triplo degli Usa secondi, e rispetto al passato ha ridotto dal 50 al 30% la dipendenza del carbone. Escludendo il nucleare, la Cina ha immesso in rete oltre 9.000 TWh di energia rinnovabile, per la metà da idroelettrico, risultando la<strong> prima produttrice al mondo</strong>, doppiando gli Usa e coprendo da sola un terzo dell&#8217;offerta mondiale. Questo ha offerto spazio per diversificare le fonti e potenziare la rete.</p>



<p>&#8220;Nel 2024, la Cina era responsabile di quasi il 65% delle costruzioni di energia rinnovabile a livello mondiale, installando così tanti pannelli solari e turbine eoliche da far <a href="https://futurism.com/china-green-energy-emissions">diminuire</a> per la prima volta le <a href="https://it.insideover.com/ambiente/dai-pannelli-solari-alle-auto-elettriche-cosi-la-tecnologia-green-cinese-fa-respirare-il-mondo.html">emissioni di CO2 del Paese,</a> nonostante una domanda di energia record&#8221;, <a href="https://futurism.com/us-china-ai-race-energy">nota Futurism,</a> mentre il South China Morning Post segnala che nel 2025 saranno installati impianti rinnovabili per una <a href="https://www.scmp.com/news/article/3317136/china-power-grid-record-renewable-energy-ai-spurs-demand">potenza <strong>pari a ben 500 GW aggiuntivi</strong>.</a></p>



<p>Tutte queste tecnologie possono consentire alla Cina di programmare attivamente la sua rivoluzione dell&#8217;Ia potendo scegliere, complice la disponibilità di vasti spazi a ridotta densità di popolazione ma capaci di accedere facilmente a fonti idriche, dove posizionare i data center e come integrarli in una rete che, anche secondo gli esperti americani, è resiliente e robusta. Rui Ma, analista di Tech Buzz China e tra le commentatrici di dinamiche tecnologiche più attente tra le figure basate negli Usa, ha parlato di un &#8220;problema risolto&#8221; riferendosi alla generazione energetica per l&#8217;Ia in Cina.</p>



<p>&#8220;Gli investimenti del governo cinese nell&#8217;energia sostenibile – dall&#8217;idroelettrico avanzato al nucleare di nuova generazione – significano che, rispetto a molti altri mercati, l&#8217;approvvigionamento elettrico è sicuro ed economico&#8221;, ha scritto Ma su X.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">4/ Energy is considered a solved problem. The Chinese government’s investment in sustainable energy — from advanced hydropower to next-generation nuclear — means that, relative to many other markets, electricity supply is secure and inexpensive. Everywhere we went, people treated…</p>&mdash; Rui Ma (@ruima) <a href="https://twitter.com/ruima/status/1955040979259650267?ref_src=twsrc%5Etfw">August 11, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La sfida energetica</h2>



<p>Mentre Washington sta iniziando a valutare l&#8217;ipotesi dell&#8217;<strong>esternalizzazione di parte degli obiettivi di piani come Stargate</strong> creando una catena di data center tra gli Usa e diversi Paesi alleati, <a href="https://it.insideover.com/energia/lia-spinge-il-mini-nucleare-ce-spazio-anche-per-litalia.html">come <strong>Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti</strong> </a>che mirano alla combo Ia-nucleare, la Cina tira dritta. E dovrà piuttosto gestire un altro problema: come ovviare, nota Tom&#8217;s Hardware, al fatto che  &#8220;<a href="https://www.tomshardware.com/tech-industry/artificial-intelligence/chinas-ai-data-center-boom-goes-bust-rush-leaves-billions-of-dollars-in-idle-infrastructure">molti data center cinesi siano inattivi o sottoutilizzati</a>&#8221; in una fase in cui &#8220;Pechino sta sviluppando una rete per  <a href="https://www.tomshardware.com/desktops/servers/china-is-developing-nation-spanning-network-to-sell-surplus-data-center-compute-power-latency-disparate-hardware-are-key-hurdles">creare un mercato che venda capacità in eccesso</a> , ma deve ancora affrontare delle sfide, soprattutto legate alla latenza e ai diversi ecosistemi tecnologici esistenti&#8221;. </p>



<p>Problemi operativi, non di approvvigionamento, che presuppongono una sicurezza delle forniture. Non è poco. Sarà una sfida vitale per il settore negli anni a venire. La partita dell&#8217;Ia si vince tanto con le tecnologie quanto sul fronte delle reti. Senza cui non c&#8217;è energia, non c&#8217;è potenza di calcolo e, a conti fatti, non c&#8217;è Ia.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nella-corsa-allia-la-cina-stacca-gli-usa-sul-fronte-dellenergia.html">Nella corsa all&#8217;Ia la Cina stacca gli Usa sul fronte dell&#8217;energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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