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	<title>Innovazione Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 14 Mar 2026 09:44:40 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Innovazione Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Cina: perché abbassare il target di crescita è un segnale positivo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/cina-perche-abbassare-il-target-di-crescita-e-un-segnale-positivo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 09:44:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-1024x751.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-1536x1126.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-600x440.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Un segnale anche al mondo: la Cina sceglie obiettivi macroeconomici che ormai riflettono la crescita di un’economia sviluppata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/cina-perche-abbassare-il-target-di-crescita-e-un-segnale-positivo.html">Cina: perché abbassare il target di crescita è un segnale positivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-1024x751.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-1536x1126.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-600x440.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel discorso di apertura delle Due Sessioni del parlamento cinese, l’evento politico più importante dell’anno tenutosi dal 5 al 12 marzo, il primo ministro <strong>Li Qiang ha annunciato un obiettivo di crescita per il 2026 compreso tra il 4,5% e il 5%</strong>. Un traguardo ambizioso per gli standard europei ma che, per la Cina, rappresenta il più basso dal 1991. Rallentamento economico o lungimiranza strategica?</p>



<p>Il sistema economico cinese si basa su obiettivi strategici di lungo periodo. Il raggiungimento viene scandito da linee guida rilasciate ogni cinque anni, i piani quinquennali, e aggiustamenti annuali. Queste scelte tattiche permettono di adattare la strategia mantenendo saldo l’obiettivo finale: la modernizzazione socialista, spesso definita “modernizzazione con caratteristiche cinesi.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Modernizzazione con caratteristiche cinesi</strong></h2>



<p>A differenza della modernizzazione capitalista occidentale, guidata dal mercato, <strong>in Cina la forza trainante è il Partito.</strong> La realizzazione della modernizzazione socialista rappresenta una missione storica sin dai tempi di <strong>Mao Zedong</strong>. In base allo stadio di sviluppo del Paese, anche le strategie si sono adattate e i piani quinquennali hanno rappresentato lo strumento principale per adeguare le politiche economiche alle diverse fasi di crescita e al contesto internazionale.</p>



<p>Un momento di svolta fu segnato dalla leadership di <strong>Deng Xiaoping,</strong> il successore di Mao. Deng lanciò il piano delle “quattro modernizzazioni” abbandonando l’ideologia rivoluzionaria del predecessore in favore di un pragmatismo necessario per risollevare il Paese dopo la stagnazione della Rivoluzione Culturale. Agricoltura, industria, scienza e tecnologia, e difesa divennero le quattro aree di intervento della politica di “riforma e apertura”. Il cambio di rotta annunciato nel 1978 diede il via a un processo di crescita senza precedenti, basato su un equilibrio tra liberalizzazione economica e controllo statale. <a href="https://www.weforum.org/stories/2025/06/how-china-got-rich-40-year-history-of-economic-transformation/">Un modello che ha sostenuto tassi di crescita superiori al 9% per oltre trent’anni.</a></p>



<p>Una volta salito al potere, <strong>Xi Jinping</strong> ha promosso il suo “sogno cinese” che si realizza anche attraverso il completamento della modernizzazione socialista. Xi ha definito i suoi obiettivi in precisi termini temporali. Tra questi vi è <strong>il raggiungimento dello status di Paese “moderatamente sviluppato” entro il 2035, </strong>raddoppiando il PIL <em>pro capite</em> del 2020. Alla luce di questa prospettiva, il target annunciato del primo ministro Li potrebbe apparire come un segnale di rallentamento. In realtà riflette una scelta tattica e calcolata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo target</strong></h2>



<p>Gli economisti hanno stimato che per raddoppiare il PIL pro capite del 2020, la Cina deve crescere a un <a href="https://www.cnbc.com/2026/03/06/china-economy-gdp-growth-target-lowest-in-decades-tariffs-deflation-.html">tasso medio annuo del 4,17 %</a>. Dunque, seppur più basso, l’obiettivo rimane perfettamente coerente con la traiettoria strategica di Pechino. La scelta del Partito riflette piuttosto l’attuale stadio di sviluppo dell’economia cinese che non punta più a una crescita a ogni costo, ma a uno <a href="https://global.chinadaily.com.cn/a/202603/08/WS69acb999a310d6866eb3c6ff.html">“sviluppo di alta qualità”</a>.</p>



<p><strong>Per decenni la crescita cinese è stata guidata dalle esportazioni e da massicci investimenti nel settore immobiliare e infrastrutturale.</strong> Tuttavia, fattori esterni, come tensioni geopolitiche e dazi, e debolezze strutturali, tra cui una scarsissima domanda interna, hanno minato la sostenibilità di questo modello. La nuova strategia di Pechino, racchiusa anche nel quindicesimo piano quinquennale annunciato durante le Due Sessioni di marzo, <a href="https://biz.chosun.com/en/en-international/2026/03/12/MDXMPOHZ2BDYPK52YQNINK2MAU/">punta all’autosufficienza tecnologica attraverso uno sviluppo trainato dall’innovazione e sostenuto dal consumo domestico</a>.  </p>



<p><a href="https://www.chinadailyasia.com/hk/article/630356">Pechino ha annunciato che la spesa in ricerca e sviluppo crescerà del 10% nel 2026 con l’obiettivo di trasformare</a> l’economia digitale in un motore trainante del PIL, fino a rappresentare il 12,5%. Un altro aspetto cruciale è l’avanzamento della “AI+”, una strategia lanciata nel 2024 volta a integrare l’Intelligenza Artificiale in tutti i settori economici e sociali. Parallelamente, <strong>lo sforzo è direzionato al rafforzamento del consumo interno, sfida strutturale per il Partito.</strong> La crisi immobiliare del 2021 e l’aumento dei tassi di disoccupazione, specialmente giovanile, continuano a minare la fiducia dei cittadini, che percepiscono la performance economica del Paese come fragile. P<strong>echino ha deciso di aumentare i redditi delle famiglie con pensioni più elevate e sussidi per l’assicurazione sanitaria.</strong></p>



<p>Il Partito sceglie di<a href="https://it.insideover.com/politica/noi-e-loro-carnelos-e-arlacchi-leggono-loccidente-alla-prova-del-resto-del-mondo.html"> scommettere sull’innovazione </a>e sui suoi cittadini, ma questo nuovo modello di sviluppo richiede tempo e maggiore flessibilità. Annunciare un target più basso è dunque un segnale di lungimiranza ragionata e prudenza strategica. Un segnale, forse, anche al mondo: che la Cina si muove verso obiettivi macroeconomici che non riflettono più la crescita di un Paese in via di sviluppo, ma quelli di un’economia sviluppata.</p>
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		<item>
		<title>Tecnologia, Ia, futuro: come l&#8217;Italia può essere motore di una nuova Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tecnologia-ia-futuro-come-litalia-puo-essere-motore-di-una-nuova-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 10:37:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072312361355_f69357b57b03045d43830b232ac1b4d0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072312361355_f69357b57b03045d43830b232ac1b4d0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072312361355_f69357b57b03045d43830b232ac1b4d0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072312361355_f69357b57b03045d43830b232ac1b4d0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072312361355_f69357b57b03045d43830b232ac1b4d0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072312361355_f69357b57b03045d43830b232ac1b4d0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025072312361355_f69357b57b03045d43830b232ac1b4d0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è stato un tempo in cui la politica si imparava nelle strade, nelle sezioni di partito, nei comitati territoriali. C’è stato un tempo in cui la carriera politica era frutto di militanza e percorsi articolati, che partivano da quelle che un tempo erano le circoscrizioni sino a raggiungere le stanze del vero potere. In questo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tecnologia-ia-futuro-come-litalia-puo-essere-motore-di-una-nuova-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tecnologia-ia-futuro-come-litalia-puo-essere-motore-di-una-nuova-europa.html">Tecnologia, Ia, futuro: come l&#8217;Italia può essere motore di una nuova Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>C’è stato un tempo in cui la politica si imparava nelle strade, nelle sezioni di partito, nei comitati territoriali. C’è stato un tempo in cui la carriera politica era frutto di militanza e percorsi articolati, che partivano da quelle che un tempo erano le circoscrizioni sino a raggiungere le stanze del vero potere. In questo articolato percorso<strong> si formava il politico</strong>, prendendo dimestichezza sia con il dibattito in aule minori, sia con gli uffici e gli iter amministrativi, sia con il volantinaggio e l’affissione di manifesti (che alla fin fine era il marketing politico degli anni 80). Poi è arrivata la <strong>politica della comunicazione di massa,</strong> e con essa la società gassosa. Si sono chiuse le sezioni ed i circoli per lasciar posto alle pagine Facebook. </p>



<p>Il marketing politico è arrivato nelle tv e sui primi quotidiani digitali. Il politico militante è stato sostituito da volti noti dello spettacolo, dello sport o delle più disparate arti, ed il concetto di percorso formativo è stato soppiantato da quello di popolarità mediatica. <strong>Il fenomeno ha segnato di per sé uno scollamento tra la politica e la realtà dell’elettorato</strong>, e soprattutto tra il potere politico e la capacità di dirigenza politica. </p>



<p>Questa fase, di cui il berlusconismo è stata la massima espressione, ha lasciato il posto alla politica del tweet e del social media marketing. Nei partiti hanno trovato posto esperti della comunicazione, software per l’analisi delle reazioni sociali e strumenti di comunicazione tecnologica. </p>



<p>Pochissimi sono oggi gli attori politici in tutto l’arco parlamentare che possono vantare un formativo percorso di militanza politica. In questo scenario, il fattore tempo è diventato determinante. La politica ha dovuto imparare a fare i conti con una comunicazione molto veloce e con una percezione dello spostamento del consenso altrettanto rapida. È evidente che la politica, per auto-protezione e per evitare l’autocombustione al potere, ha dovuto imparare un nuovo modo di comunicare ponendo l’attenzione più sulla tattica a breve termine che sulla strategia a lungo. </p>



<p>Questo ha portato spesso ad una disattenzione verso i temi strategici per il Paese, concentrandosi spesso su questioni minori ma di più largo consenso. In questo scenario, altri poteri si sono sostituiti al potere politico e non sempre con l’intenzione di fare il bene del Paese, in un momento in cui anche il vecchio establishment finanziario lasciava il posto a nuove alleanze che andavano a sostituire la finanza dei <strong>Rockfeller e dei <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-i-rotschild-imposero-lausterita-al-regno-di-napoli.html">Rothschild,</a> dei Berlusconi e dei De Benedetti </strong>(loro espressione nostrana) stabilendo nuovi assi transnazionali. La disintermediazione del messaggio politico, con quest’ultimo che raggiunge tutti in modo diretto e senza filtri, rappresenta da una parte un grande valore democratico, dall’altra presuppone una capacità universale di saperlo leggere e comprendere in chiave politica. </p>



<p>In questo sistema, l’informazione diventa veloce, spesso superficiale, influenzabile, intossicabile e spesso non corretta, nonché soggetta a ingerenze di Paesi e poteri terzi. Tutto questo ha probabilmente prodotto una cortina di nebbia che ha fatto distogliere l’attenzione del <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/innovazione-sostegno-alle-imprese-export-le-leve-strategiche-dello-stato.html">Paese dai temi strategici e vital</a></strong>i, attenzione che invece è rimasta altissima nei paesi di regime o di governi totalitari con Russia e Cina in testa. Paesi che non dovendo fare evidentemente i conti con il consenso interno, si sono concentrati su un livello più strategico, recuperando un gap importante nei confronti del vecchio continente e dell’America. <strong>Il complesso scenario mondiale però, e ne sono sicuro, porterà con sé un risveglio della coscienza popolare </strong>ed una maggiore attenzione da parte degli attori del mondo economico e finanziario, che vedranno diminuire la loro competitività se non lavoreranno oltre che per il proprio interesse in un ottica di aiuto al paese ed alla comunità.</p>



<p>Insomma, se si vuole sopravvivere conservando una dignità in questo scenario fatto di governanti di altri continenti desiderosi di mostrare i muscoli, di occupare nuove terre e chiudersi nelle proprie economie mostrando la propria supremazia, c’è bisogno di mettere in campo un cambio di passo, partendo dai nostri punti di forza e di orgoglio nazionale:<a href="https://it.insideover.com/scienza/talenti-e-ricercatori-in-fuga-dagli-usa-lopportunita-che-le-universita-europee-non-devono-perdere.html"> dalle nostre Università,</a> dal mondo della ricerca a da quello delle fondazioni, dalla nostra creatività e dalla capacità di sopravvivere stringendo i denti nel momento del bisogno. </p>



<p><strong>Non abbiamo ricchezza sotto la nostra terra, ma abbiamo ricchezza nella nostra gente</strong>, abbiamo cultura e tradizione, anche se un po&#8217; dimenticate, abbiamo finanche il sole che rimane un valido alleato della serotonina. Abbiamo però bisogno di continuare e sostenere un percorso in parte già iniziato, che riesca a far uscire le nostre tecnologie e le capacità dal mondo universitario e della ricerca, mettendole a disposizione di attori economici che sappiano impiegarle, oltre che per il proprio profitto, per il bene della nazione in primis e poi di tutta la comunità. </p>



<p>Ritengo, inoltre, che ci sia la necessità di portare avanti con decisione quelle tecnologie che ci possono consentire autonomia ed indipendenza, e che sono in grado di generare competitività commerciale, favorendo le economie circolari ed il recupero delle risorse. Nuove fonti energetiche, uso e riuso dell’acqua, industria alimentare e farmaceutica possono rappresentare elementi di vantaggio <strong>competitivo per l’Italia nello scacchiere internazionale, </strong>senza deconcentrarsi dall’ottenimento di soluzioni vincenti in ambito quantistico e dell’AI. L’Italia su molti temi può essere il motore di una nuova Europa. Nello scenario attuale, entrambe vengono tra le righe invitate a difendersi da sole, ma possono dimostrare che, oltre a sapersi difendere sono in grado di progredire , magari anche non consentendo più con tanta amicizia disinteressata di poter attingere alle proprie competenze e risorse senza il dovuto tornaconto in contropartita a discapito di una sana e corretta cooperazione internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tecnologia-ia-futuro-come-litalia-puo-essere-motore-di-una-nuova-europa.html">Tecnologia, Ia, futuro: come l&#8217;Italia può essere motore di una nuova Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ripensare la sanità pubblica con l’Intelligenza artificiale: l&#8217;esempio della Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/ripensare-la-sanita-pubblica-con-lintelligenza-artificiale-lesempio-della-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 10:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[DeepSeek]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1284" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624232708373_47ea0362267d21cfcba30bc5b3e77578.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624232708373_47ea0362267d21cfcba30bc5b3e77578.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624232708373_47ea0362267d21cfcba30bc5b3e77578-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624232708373_47ea0362267d21cfcba30bc5b3e77578-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624232708373_47ea0362267d21cfcba30bc5b3e77578-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624232708373_47ea0362267d21cfcba30bc5b3e77578-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624232708373_47ea0362267d21cfcba30bc5b3e77578-1536x1027.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In centinaia di ospedali cinesi l'Ia è già parte integrante dei processi di diagnosi, cura e decisione. Ma ci sono dei limiti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/ripensare-la-sanita-pubblica-con-lintelligenza-artificiale-lesempio-della-cina.html">Ripensare la sanità pubblica con l’Intelligenza artificiale: l&#8217;esempio della Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>A Pechino, l’intelligenza artificiale non è più un&#8217;idea futuristica ma una componente attiva e strategica della sanità pubblica. Negli ospedali, nei distretti urbani e persino nelle aree rurali, la <strong>Cina</strong> sta costruendo un ecosistema digitale che fonde big data, diagnostica predittiva e automazione clinica. Un’operazione imponente che dice molto non solo delle ambizioni tecnologiche del Dragone, ma anche del modo in cui la leadership cinese intende affrontare uno dei suoi più grandi punti deboli: un sistema sanitario sotto pressione.</p>



<p>Nella capitale, il programma “<strong><a href="https://cset.georgetown.edu/publication/beijing-ai-plan-2024-2025/">Beijing Municipal Action Plan to Promote &#8216;AI+&#8217; (2024–2025)</a>”</strong> promuove l’integrazione dell’AI in &nbsp;in un&#8217;ampia gamma di settori nel 2024 e nel 2025, dalla diagnostica per immagini alla telemedicina, con l’obiettivo di creare una rete sanitaria distribuita, predittiva e centrata sui dati. Tra i vari settori e industrie figurano anche la robotica, l&#8217;istruzione, l&#8217;assistenza sanitaria, la ricerca scientifica, l&#8217;informatica spaziale, il marketing digitale, la propaganda del Partito, la rete elettrica, la sorveglianza e la censura.</p>



<p>All’<strong>Aerospace Center Hospital</strong> di Pechino, algoritmi intelligenti <a href="https://www.chinadaily.com.cn/a/202502/26/WS67bf2ebba310c240449d772d.html?utm">assistono </a>i radiologi nell’identificazione di noduli polmonari, riducendo il tempo per l’analisi delle TAC e aumentando il numero di esami effettuabili ogni giorno. L&#8217;AI ha senza alcun dubbio aiutato i medici a migliorare la precisione nella lettura delle immagini, conseguentemente anche il tempo di lavoro si è ridotto. Il primario del reparto di radiologia ha persino confermato che l&#8217;intelligenza artificiale è stata utilizzata per la prima volta per aiutare a interpretare le immagini mediche presso l&#8217;ospedale già nel 2018. Al <strong>Beijing Children’s Hospital</strong>, invece, una piattaforma AI pediatrica ha affiancato i medici in diagnosi complesse, con risultati che eguagliano l’accuratezza di intere équipe specialistiche. </p>



<p>I campi di applicazione sono stati tanti, dallo screening del cancro cervicale, con l&#8217;implementazione di software basati sull&#8217;intelligenza artificiale in grado aiutare i medici a individuare con maggiore precisione i punti in cui effettuare la biopsia, all&#8217;aggregazione di informazioni sulle malattie rare e dati genetici. </p>



<p>A tutta questa innovazione, fa però da sfondo la consapevolezza che l&#8217;intelligenza artificiale non può sostituire i medici, essenziali per una corretta valutazione caso per caso, e che è necessario affrontare sfide etiche per non incorrere in una possibile sfiducia da parte dei pazienti stessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">DeepSeek, la svolta digitale della medicina in Cina</h2>



<p>L’innovazione, però, non si limita alla capitale. A <strong>Changchun</strong>, presso il Jilin University Hospital, è stato <a href="https://www.ft.com/content/5684fb1f-1a84-4542-8fe9-2fcae9653f87">implementato </a>un sistema basato su<a href="https://it.insideover.com/economia/alessandro-aresu-deepseek-la-sorpresa-cinese-che-fa-il-botto-sullia.html"> <strong>DeepSeek</strong></a> capace di generare piani terapeutici personalizzati, consultando database clinici, linee guida mediche e dati sull’efficacia dei farmaci. La startup DeepSeek, sostenuta dal governo municipale di Pechino, si sta rapidamente diffondendo in ospedali e istituzioni pubbliche in tutta la Cina. Il suo modello di intelligenza artificiale viene impiegato per supportare le diagnosi, ottimizzare i processi clinici e personalizzare le terapie, in linea con la più ampia strategia nazionale che punta a integrare l’AI nei settori chiave del servizio pubblico.</p>



<p>Le applicazioni dell&#8217;AI nella sanità sono infinite, c&#8217;è solo bisogno di poter immaginare. Nel Sud-Ovest della Cina, il <strong>Jinxin Women and Children’s Hospital</strong> ha adottato uno strumento per aiutare le pazienti a <strong>monitorare l’ovulazione</strong> e costruire piani di fertilità personalizzati, incrociando i dati dei test con quelli clinici. In pratica si può parlare di sanità predittiva al servizio della medicina di genere.</p>



<p>In <strong>Hubei</strong>, un ospedale pubblico sembra aver stabilito per direttiva interna che DeepSeek venga utilizzato come <strong>“giudice imparziale”</strong> in caso di disaccordo tra medici. In pratica, l&#8217;AI entra di fatto nei processi decisionali clinici. Una prassi impensabile in contesti occidentali, ma che mostra quanto l’intelligenza artificiale sia già considerata autorità epistemica nella medicina cinese.</p>



<p>E ancora. In strutture di <strong>Wuhan, Chengdu e Hangzhou</strong>, l’AI è impiegata in ruoli più semplici ma essenziali, come assistenti digitali che guidano i pazienti nei reparti o spiegano esami clinici in linguaggio semplificato. Un’innovazione che si propone di migliorare l’accesso alle cure in un sistema sanitario spesso affollato e complesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le basi sperimentali della rivoluzione clinica cinese</h2>



<p>A sostenere questa rivoluzione ci sono startup, come <strong>DeepSeek</strong> appunto, recentemente sostenuta anche a livello statale, che si sta diffondendo in centinaia di ospedali pubblici. Le applicazioni vanno dalla redazione di cartelle cliniche alla consulenza per operazioni chirurgiche, fino alla formazione del personale.</p>



<p>Prima dell’attuale ondata di adozione clinica, l’intelligenza artificiale aveva già mostrato il suo potenziale nella medicina cinese grazie a progetti pionieristici. Nel 2017, l’azienda iFlyTek fece notizia con <strong>Xiaoyi</strong>, un sistema di AI progettato per sostenere l’esame nazionale per l’abilitazione medica. Xiaoyi fu il primo modello a superare l’esame con un punteggio superiore alla media umana, aprendo un dibattito sulla possibilità di impiegare algoritmi nel ragionamento clinico. </p>



<p>Parallelamente, l’<strong>Università Tsinghua</strong>, tra i principali centri di ricerca tecnologica del Paese, ha avviato progetti su AI applicata alla diagnostica, all’elaborazione del linguaggio medico e alla medicina di precisione, contribuendo a formare il terreno tecnico e teorico per le applicazioni attuali.<br>Tuttavia, queste innovazioni, pur fondamentali in termini sperimentali e simbolici, non hanno ancora trovato un impiego sistematico nella sanità pubblica cinese, dove oggi dominano modelli più recenti come <strong>DeepSeek</strong>, supportati direttamente da piani strategici delle autorità locali e nazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La via cinese alla sanità digitale è un modello?</h2>



<p>Questa rete di innovazioni è già pronta all’<strong>export</strong>: dai Paesi africani alle economie emergenti del Sud-Est asiatico, la Cina propone i suoi strumenti come parte integrante dell’<a href="https://www.mdpi.com/2673-4060/4/2/21?utm">Iniziativa Belt and Road</a>. Un soft power medico-tecnologico che mira a posizionare Pechino come fornitore globale di soluzioni sanitarie digitali.</p>



<p>A differenza della Cina, l’Occidente procede con cautela, frenato da norme sulla privacy, etica medica e scarsa interoperabilità dei sistemi. La Cina invece <a href="https://www.reuters.com/technology/china-sets-up-ai-standards-committee-global-tech-race-intensifies-2024-12-13/?utm">avanza </a>grazie a una regia centralizzata che favorisce la sperimentazione su larga scala, anche a scapito di standard etici internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra innovazione e rischio</h2>



<p>Nonostante i progressi tecnologici, molte AI cliniche in Cina mostrano limiti significativi in termini di accuratezza e sicurezza. Uno <a href="https://arxiv.org/abs/2505.07205">studio </a>recente che ha valutato modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) specifici per la sanità ha rilevato che senza un adeguato fine-tuning, <strong>questi sistemi raggiungono solo un 40-50% di accuratezza nelle diagnosi e nelle raccomandazioni terapeutiche. </strong>Inoltre, la ricerca sottolinea rischi elevati di bias e errori clinici dovuti a carenze nella supervisione etica e tecnica. La mancanza di protocolli di audit e di regolamentazioni solide rappresenta una sfida importante per un’adozione sicura e affidabile dell’AI in medicina. Il lavoro invita a sviluppare framework di governance sistemici che bilancino innovazione e tutela del paziente.</p>



<p>Tuttavia, la Cina ha scelto di non rallentare, preferendo correggere in corsa piuttosto che fermarsi. Il controllo politico compensa la mancanza di trasparenza con la velocità dell’implementazione. Con l’adozione diffusa dell’AI in medicina, la Cina non si limita a riformare il proprio sistema sanitario, ma punta a ridefinire i parametri stessi della <strong>sanità moderna</strong>. </p>
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		<title>Vaccini senza iniezione: come migliorare la sicurezza globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/vaccini-senza-iniezione-come-migliorare-la-sicurezza-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 10:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Soft power]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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<p>La capacità di sviluppare, produrre e distribuire vaccini e strumenti di prevenzione non è più solo una priorità medica ma anche di sicurezza.</p>
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<p>La pandemia da Covid-19 ha segnato un punto di non ritorno nella concezione della salute pubblica come questione di sicurezza nazionale. Gli Stati, soprattutto le grandi potenze, si sono ritrovati vulnerabili di fronte a un nemico invisibile, capace di fermare economie, eserciti e interi sistemi produttivi. La consapevolezza che la<strong> prossima crisi globale </strong>potrebbe non essere militare ma sanitaria ha spinto governi e istituzioni internazionali a riconsiderare l’intero apparato della preparazione pandemica.</p>



<p>La capacità di sviluppare, produrre e distribuire rapidamente vaccini e strumenti di prevenzione non rappresenta più solo una priorità medica, ma una <strong>leva di potere</strong>, un elemento di influenza nei rapporti internazionali.</p>



<p>Le malattie infettive rappresentano oggi una <strong>minaccia crescente</strong> in termini sia di salute pubblica che di stabilità economica. L’influenza aviaria (H5N1), in rapida diffusione negli Stati Uniti, desta preoccupazioni sempre più ampie, così come altri agenti patogeni ad alto impatto come <strong>Sars</strong>, <strong>Ebola</strong> e lo stesso virus dell’influenza stagionale, troppo spesso sottovalutato. Oggi sappiamo bene che la loro potenziale rapida diffusione può destabilizzare interi Paesi e influenzare gli equilibri internazionali.</p>



<p>Escludendo le patologie più gravi, anche l’influenza comune provoca ogni anno milioni di infezioni e <strong>migliaia di decessi</strong>, oltre a costi sanitari ed economici significativi. Negli Stati Uniti, si stima che le perdite annuali legate all’influenza superino gli <strong>11,2 miliardi di dollari</strong>. In un contesto di interconnessione globale, ogni virus ha il potenziale per <strong>propagarsi oltre i confini</strong>, rendendo evidente la necessità di soluzioni vaccinali rapide, flessibili e scalabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricerca e innovazione: esempi di vaccini senza ago</h2>



<p>Da tempo, la ricerca scientifica lavora a metodi alternativi alla classica siringa. Lo scopo è trovare metodi più efficaci e meno rischiosi per garantire un facile accesso a vaccini e quindi immunizzazione, soprattutto nei Paesi più poveri. </p>



<p>Evitare l&#8217;uso di siringhe diminuirebbe infatti il contagio di altre malattie durante la somministrazione, soprattutto in Paesi con ridotte garanzie di igiene. L&#8217;<strong>Oms</strong> (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima che ogni anno tra i due e i tre milioni e mezzo di persone riportino ferite da aghi, esponendosi a contagi anche gravi come HIV ed epatite B e C. Le nuove tecnologie, oltre a rappresentare una svolta per la<strong> salute pubblica</strong>, assumono un valore strategico per gli Stati: disporre di soluzioni vaccinali flessibili, facili da distribuire e applicabili anche in contesti logistici critici significa poter rispondere con prontezza a crisi sanitarie future, mantenendo autonomia e controllo nelle fasi più delicate delle emergenze.</p>



<p>Uno dei più promettenti è rappresentato dai <strong>vaccini epicutanei</strong>, somministrati tramite cerotti applicabili sulla pelle. Tuttavia, il principale ostacolo alla loro diffusione è ancora legato ai costi di produzione. Nonostante ciò, i progressi sono significativi. </p>



<p>Gli applicatori sviluppati dalla startup australiana <a href="https://www.vaxxas.com/technology-platform/">Vaxxas</a>, che consentono di veicolare i vaccini in modo preciso, sterile e poco invasivo, direttamente sotto la superficie cutanea grazie alle delle <strong>microproiezioni </strong>in condizioni sterili. Uno degli obiettivi è quello di migliorare la salute globale aumentando i tassi di vaccinazione. Oltre al vantaggio logistico, questa tecnologia consente <strong>un uso più efficiente delle dosi</strong>, rendendo possibile vaccinare un numero maggiore di persone con scorte più limitate.</p>



<p>Un’altra innovazione viene da un progetto congiunto di <strong>Emory University</strong> e <strong>Georgia Institute of Technology</strong>, che ha portato alla creazione di un <strong>cerotto con microaghi solubili</strong>, pensato per la somministrazione “fai-da-te” del vaccino antinfluenzale. L’uso è semplice e indolore, con applicazione diretta da parte del paziente stesso.</p>



<p>Uno <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022202X1932682X">studio </a>dell’<strong>Università di Rochester</strong> ha testato l’efficacia di questo sistema, dimostrando la sua validità e sicurezza. Il responsabile della ricerca, <strong>Benjamin Miller</strong>, ha evidenziato l’importanza di soluzioni del genere soprattutto nei contesti a bassa disponibilità sanitaria. &#8220;Per vaccinare la popolazione di un villaggio africano un cerotto è certo meglio di una siringa. Inoltre, questi dispositivi sono più facili da conservare e trasportare, e possono essere usati da chiunque&#8221; ha affermato.</p>



<p>Parallelamente, l’azienda americana <strong><a href="https://pharmajet.com/">PharmaJet</a></strong>, in collaborazione con l’organizzazione no profit <strong>Path</strong>, ha sviluppato un dispositivo a <strong>getto monouso ad alta pressione (DSJI)</strong>, che consente l’iniezione del vaccino sotto la cute senza ago. Una tecnologia pensata per <strong>ridurre i rifiuti sanitari</strong>, minimizzare il rischio di contaminazione e facilitare la somministrazione in situazioni di emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Combattere l&#8217;Herpes Simplex con una chewing gum</h2>



<p>Un’altra innovazione, forse meno convenzionale ma altamente promettente, è il progetto di <strong>chewing gum antivirale</strong>.</p>



<p>L&#8217;<strong>Herpes Simplex </strong>(HSV-1 e HSV-2), diffuso principalmente attraverso il contatto orale, infetta oltre due terzi della popolazione mondiale ed è la principale causa di cecità infettiva nei paesi occidentali. L’assenza di un vaccino efficace contro l’HSV evidenzia l’urgenza di strategie alternative, focalizzate sulla riduzione della carica virale nei principali siti di trasmissione. Nel caso di virus come l’Herpes Simplex, che si diffondono più facilmente attraverso la bocca che per via nasale, ciò implica un’attenzione particolare alla cavità orale come target d’intervento.</p>



<p>Uno <a href="https://www.cell.com/molecular-therapy-family/molecular-therapy/fulltext/S1525-0016(24)00808-6?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS1525001624008086%3Fshowall%3Dtrue">studio</a> innovativo condotto dalla <strong>School of Dental Medicine</strong> dell&#8217;Università della Pennsylvania, in collaborazione con ricercatori finlandesi, ha esplorato l&#8217;uso di un chewing gum contenente la <strong>proteina antivirale Fril </strong>(Lectina Ricca di Fruttosio) per neutralizzare i virus dell&#8217;Herpes Simplex e dell&#8217;influenza. La Fril, estratta naturalmente dai <strong>semi di lablab</strong> (Lablab purpureus), agisce intrappolando i virus attraverso un meccanismo di autoaggregazione, riducendo così la carica virale nella cavità orale, principale via di trasmissione di questi patogeni.</p>



<p>I ricercatori hanno formulato un <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39663701/">chewing gum di grado clinico</a>, conforme alle specifiche della FDA, contenente FRIL. Test in vitro hanno dimostrato che una compressa da 2 grammi del chewing gum, contenente 40 milligrammi di FRIL, è sufficiente per ridurre la carica virale di HSV-1 e HSV-2 di oltre il 95%. La proteina FRIL si è dimostrata stabile per oltre due anni sia nella polvere di lablab che nel chewing gum, mantenendo la sua efficacia antivirale anche a temperatura ambiente.</p>



<p>Questa strategia rappresenta un approccio innovativo nella prevenzione delle infezioni virali, offrendo una modalità di somministrazione non invasiva e potenzialmente efficace per ridurre la trasmissione di virus comuni come l&#8217;Herpes Simplex. Sono ancora necessari ulteriori studi clinici per confermare l&#8217;efficacia e la sicurezza di questo metodo negli esseri umani. </p>



<p>Il vaccino è infatti ancora in fase di sperimentazione, ma &nbsp;in conformità con le specifiche della <a href="https://www.fda.gov/">Fda </a>per i prodotti farmaceutici, e ne hanno riscontrato la sicurezza.<strong> Henry Daniell</strong>, responsabile della ricerca, ha affermato che &#8220;queste osservazioni sono di buon auspicio per la valutazione della gomma di fagioli negli studi clinici sull&#8217;uomo, al fine di ridurre al minimo l&#8217;infezione/trasmissione virale&#8221;.</p>



<p>Lo stesso gruppo di ricerca aveva già esplorato questa via con un altro <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34774754/">studio</a> durante la pandemia, sviluppando un chewing gum contenente la proteina ACE2 per intrappolare <strong>il SARS-CoV-2 </strong>nella saliva e ridurre la trasmissione del virus.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vaccino come strumento di influenza globale</h2>



<p>Oltre all’efficacia medica, ciò che emerge è una <strong>nuova logica strategica</strong>. Chi controlla la produzione e la distribuzione dei vaccini controlla l’accesso alla <strong>protezione sanitaria</strong> e quindi esercita <strong>influenza geopolitica</strong>, come già visto con la cosiddetta <em>vaccine diplomacy</em> durante la pandemia.</p>



<p>La flessibilità di queste nuove tecnologie, cerotti (chewing gum, microaghi) permette una distribuzione più rapida anche in contesti difficili, dai campi profughi alle aree rurali, aumentando la capacità degli Stati di rispondere in modo autonomo o di offrire aiuto sanitario come forma di <strong>soft power</strong>.</p>



<p>Il vaccino, da semplice strumento medico, si trasforma in <strong>arma strategica</strong>, elemento di deterrenza e protezione degli interessi nazionali. La nuova corsa ai vaccini non si gioca più solo nei laboratori o nei consigli di amministrazione delle big pharma, ma nei bilanci statali, nelle alleanze internazionali, nelle strategie militari non convenzionali.</p>



<p>In un mondo in cui la prossima minaccia potrebbe arrivare da un virus, <strong>la sanità pubblica diventa parte integrante della sicurezza globale</strong>. E le tecnologie che rendono la prevenzione più semplice, più veloce e più diffusa potrebbero rivelarsi decisive nella ridefinizione degli equilibri internazionali del XXI secolo.</p>



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		<title>Caro Trump, gli studenti internazionali valgono miliardi di dollari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 04:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Viaggiate, che poi diventate razzisti”, recita un vecchio adagio. Viaggiare per studiare, ancor di più, dovrebbe essere una delle cose più sacre al mondo. In ogni civiltà, i giovani e la conoscenza sono le fondamenta su cui si costruisce il domani. Quando una nazione smette di proteggere, accogliere e nutrire i suoi studenti – specialmente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/caro-trump-gli-studenti-internazionali-valgono-miliardi-di-dollari.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“<em><strong>Viaggiate, che poi diventate razzisti</strong></em>”, recita un vecchio adagio. Viaggiare per studiare, ancor di più, dovrebbe essere una delle cose più sacre al mondo. In ogni civiltà, i giovani e la conoscenza sono le fondamenta su cui si costruisce il domani. Quando una nazione smette di proteggere, accogliere e nutrire i suoi studenti – specialmente quelli che arrivano da lontano per contribuire con idee nuove – è come se cominciasse lentamente a scavarsi la fossa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nazione figlia del genio &#8220;straniero&#8221;</h2>



<p>Per quanto violenta, in declino, complessa possa apparire oggi la nazione americana, il dato di fatto della storia è che <strong>gli Stati Uniti sono nati dall’immigrazione</strong> e hanno fatto dell’immigrazione la loro forza, il nucleo centrale della loro potenza. Erano solo 4 milioni per l’82% d’origine inglese gli abitanti degli Stati Uniti censiti per la prima volta nel 1790, inclusi quasi 800mila schiavi. Dal 1820 al 1870 entrarono in America circa 6 milioni di immigrati che hanno fatto degli Stati Uniti ciò che sono oggi. Così come tutti quelli che sono venuti dopo.</p>



<p>In quasi 250 anni di storia sono i numeri a mettere in evidenza come gli Usa siano stati alimentati da genti provenienti da una serie di altrove lontani dal Nuovo Continente. Ognuna di quelle <strong>ondate migratorie</strong> ha assolto particolari funzioni nella crescita americana. Gli immigrati di fine Ottocento furono la manodopera generalista per lo sviluppo industriale, quelli degli anni Trenta e Quaranta, in fuga dall’Europa, irrobustirono le élite politiche e culturali; i migranti messicani del Dopoguerra infoltirono le schiere del settore agricolo; dagli anni Ottanta, gli immigrati asiatici accrescono la potenzialità scientifica e tecnologica americana. Buona parte di questi immigrati sono stati studenti che sognavano di studiare in America, per restarci o per imparare e tornare indietro poco conta. &#8220;<em>Senza i suoi studenti internazionali, Harvard non sarebbe Harvard</em>”: è quanto ha affermato la più antica e ricca università privata degli Stati Uniti nella sua causa contro l&#8217;amministrazione Trump, che sta cercando di impedire all&#8217;istituzione d&#8217;élite di iscrivere migliaia di studenti internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crociata contro gli studenti internazionali</h2>



<p>La &#8220;forza attrattiva&#8221; delle università americane non è mai stata solo un fatto culturale o simbolico: è stata una precisa strategia di potere, perseguita con coerenza per gran parte del XX secolo. Paradossalmente, la logica che oggi anima questa <a href="https://it.insideover.com/politica/le-universita-usa-alzano-la-testa-trump-rischia-un-sessantotto-al-contrario.html"><strong>crociata anti-universitaria</strong> </a>in nome di una caccia alle streghe in salsa <em>new cold war</em> ricorda proprio ciò che condannò il blocco sovietico alla stagnazione: durante la Guerra Fredda – va ricordato ai deboli di memoria – uno dei fattori decisivi della vittoria americana fu proprio la forza del proprio sistema universitario, usato anche come mezzo di <strong><em>soft power</em></strong>.</p>



<p>L&#8217;amministrazione Trump ha recentemente revocato la certificazione del programma Student and Exchange Visitor Program (SEVP) dell&#8217;Università di Harvard, impedendole di accettare nuovi studenti internazionali e mettendo a rischio lo status legale di quelli già iscritti. La decisione è stata giustificata con <a href="https://it.insideover.com/politica/harvard-respinge-le-richieste-di-trump-lo-scontro-su-inclusione-e-antisemitismo.html">accuse di antisemitismo</a> e presunte influenze straniere all&#8217;interno dell&#8217;ateneo. Harvard ha risposto presentando una causa contro il governo, sostenendo che tali misure violano l&#8217;autonomia accademica e i diritti costituzionali. Parallelamente, il Dipartimento di Stato, guidato da <strong>Marco Rubio</strong>, martedì scorso, ha ordinato alle ambasciate e ai consolati statunitensi di sospendere le interviste per i <strong>visti F, M e J</strong>, utilizzati da studenti internazionali. Questa sospensione è parte di un piano più ampio che prevede <strong>controlli approfonditi sui profili social</strong> dei richiedenti, con l&#8217;obiettivo dichiarato di prevenire l&#8217;ingresso di individui con legami con attività criminali o estremiste.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;valore&#8221; degli studenti stranieri negli Usa</h2>



<p>A novembre, il <a href="https://opendoorsdata.org/wp-content/uploads/2024/11/OD24_Fast-Facts_2024-1.pdf">rapporto <strong>Open Doors 2024</strong></a> sugli scambi educativi internazionali ha annunciato che il numero totale di studenti internazionali nei college e nelle università degli Stati Uniti ha raggiunto il <strong>massimo storico di oltre 1,1 milioni di studenti</strong> per gli anni 2023 e 2024. Un numero di cui la nazione dovrebbe giovarsi e rallegrarsi: scegliere un Paese che non è il proprio, affidarsi giovane all’educazione “straniera” è il più grande atto di fiducia che un ragazzo o una ragazza possa compiere: andarsi a prendere a migliaia di chilometri da casa qualcosa che casa propria non può offrire. È un atto di fiducia. Un’adozione. Ma soprattutto, si tratta di un investimento. Che dovrebbe essere un campo in cui Trump-il tycoon dovrebbe essere dieci spanne sopra agli altri. I legami che si creano oggi tra studenti statunitensi e internazionali sono, infatti, la base delle relazioni future nel mondo degli affari e del commercio, della scienza e dell&#8217;innovazione, e delle relazioni governative.</p>



<p>Secondo i dati del 2023-2024 di Open Doors, l&#8217;<strong>India</strong> è il Paese che ha inviato negli Stati Uniti il maggior numero di studenti internazionali per l&#8217;istruzione superiore, con oltre 331.000 studenti iscritti. Si tratta dello stesso Paese che nelle ultime ore, attraverso la propria ambasciata negli Usa, consiglia ai propri studenti di non saltare le lezioni per evitare di incorrere in procedimenti di espulsione o simili. La <strong>Cina</strong> è il secondo Paese d&#8217;origine con oltre 277.000 studenti, di cui circa 123.000 laureati, che studiano negli Stati Uniti. È la nazione leader per numero di studenti universitari e non laureati inviati negli Stati Uniti. Insieme, India e Cina rappresentano più della metà di tutti gli studenti internazionali nel Paese.</p>



<p>Gli studenti internazionali non arricchiscono solo il tessuto accademico delle università americane: il loro impatto si estende ben oltre i confini del campus, generando decine di miliardi di dollari per l’economia nazionale ogni anno. Secondo i <a href="https://www.nafsa.org/about/about-nafsa/new-nafsa-data-reveal-international-student-economic-contributions-continue">dati pubblicati dalla NAFSA – Association of International Educators</a>, <strong>oltre 1,1 milioni di studenti stranieri iscritti negli istituti statunitensi durante l’anno accademico 2023–2024 hanno contribuito con 43,8 miliardi di dollari al PIL americano</strong>, sostenendo più di 378.000 posti di lavoro in vari settori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calo delle iscrizioni e la miopia strategica di Washington</h2>



<p>Rinunciare al potenziale degli studenti internazionali significa indebolire la preparazione globale degli studenti americani, rallentare la crescita e sottrarre nutrimento a settori strategici come la ricerca scientifica e l’innovazione. Guardando al primo trimestre del 2025, alcuni dati suggeriscono un <strong>calo delle iscrizioni di studenti internazionali</strong>, con una diminuzione dell&#8217;11,33% da marzo 2024 a marzo 2025. Si tratta di un calo significativo, che potrebbe avere un impatto sulle finanze delle università e sull&#8217;economia globale della conoscenza. Sebbene gli Stati Uniti rimangano una destinazione popolare, vi sono preoccupazioni circa la stabilità del contesto politico per gli studenti internazionali. Alcuni studenti stanno prendendo in considerazione paesi ospitanti alternativi a causa di potenziali problemi di immigrazione e restrizioni sui visti. Questa è già di per sé una sconfitta.</p>



<p>È noto, ad esempio, che oggi gli Stati Uniti formino meno ingegneri e tecnici rispetto a Paesi come la Russia. Una carenza che, nel contesto geopolitico attuale, si traduce in una limitata capacità di riconvertire l’apparato industriale per sostenere la produzione militare — una difficoltà evidente nel supporto all’Ucraina. In settori come l’informatica, l’<strong>intelligenza artificiale</strong> e l’ingegneria, il ruolo degli studenti provenienti da Paesi asiatici è stato semplicemente decisivo. È grazie a questo capitale umano importato che gli Stati Uniti hanno potuto dominare la scena globale dell’innovazione. Alle minacce di <em>ban</em> agli studenti stranieri si aggiungono poi quelle dei <strong>tagli previsti nella manovra finanziaria promossa da Trump</strong>, attualmente in discussione al Senato. La proposta prevede una significativa riduzione dei fondi pubblici destinati alla ricerca scientifica. Se approvata, porterebbe gli Stati Uniti sempre più lontani dai livelli di investimento di Cina ed Europa — proprio nel momento in cui la competizione economica globale entra in una nuova fase di intensità.</p>



<p>&#8220;<em>The Goliath of totalitarianism will be brought down by the David of the microchip</em>”, disse una volta <strong>Ronald Reagan</strong>, tanto per citare uno che non la toccava piano come Trump. E come si producono i microchip senza l’apporto dell’ingegno del resto del mondo? Einstein non avrebbe avuto la possibilità di continuare a essere Einstein se gli Stati Uniti non avessero saputo accoglierlo. Come lui, decine di scienziati, innovatori e premi Nobel arrivarono in America perché trovarono un sistema che investiva nel sapere. Ogni ostacolo posto oggi agli studenti internazionali è un passo indietro rispetto a quella tradizione. E un rischio reale di perdere, domani, i prossimi Einstein.</p>
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		<item>
		<title>Il disastro delle start-up tech negli Usa: fallimenti su del 60%</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-disastro-delle-start-up-tech-negli-usa-fallimenti-su-del-60.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 14:25:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;economia americana sta assistendo a una moria di start-up senza precedenti con il numero di nuove insolvenze di aziende nate come promettenti talenti cresciuto in un anno del 60% e circa 250 fallimenti già constatati tra le aziende sostenute dai fondi di venture capital in cerca di scommesse vincenti nell&#8217;economia a stelle e strisce e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-disastro-delle-start-up-tech-negli-usa-fallimenti-su-del-60.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240819173851437_e0f8c6412193fd3fdbfbc0ffd93cbb8f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>economia americana</strong> sta assistendo a una <strong>moria di start-up</strong> senza precedenti con il numero di nuove insolvenze di aziende nate come promettenti talenti cresciuto in un anno del 60% e <strong>circa 250 fallimenti già constatati </strong>tra le aziende sostenute dai fondi di venture capital in cerca di <strong>scommesse vincenti nell&#8217;economia a stelle e strisce</strong> e giunte alla fine del processo di iniezione iniziale di denaro. A riportarlo una ricerca della società di servizi Carta citata dal <em>Financial Times</em>, che spiega come le aziende che avevano ricevuto iniezioni di capitali a partire dal 2021-2022 da parte di fondi di investimento in cerca di ritorni stanno iniziando a soffrire le conseguenze dei mancati ritorni.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/2808ad4c-783f-4475-bcda-bddc0299095e">Tra queste aziende il F</a>t cita &#8220;il sito web di live streaming Caffeine, che ha raccolto oltre 250 milioni di dollari da investitori tra cui Fox Corp, Andreessen e Sanabil Investments, una divisione del fondo sovrano dell&#8217;Arabia Saudita; la start-up sanitaria Olive, valutata l&#8217;ultima volta a 4 miliardi di dollari nel 2021; e la società di autotrasporti Convoy, valutata a 3,8 miliardi di dollari nel 2022. La società di gestione di spazi di co-working <strong><a href="https://www.true-news.it/economy/fallimento-wework-coworking-futuro-spalle">WeWork</a></strong>, che aveva raccolto circa 16 miliardi di dollari in debiti e azioni da SoftBank e dal suo Vision Fund, ha chiuso a novembre dopo essere diventata quotata nel 2021&#8243;. </p>



<p>Molte di queste società hanno ricevuto denaro prima che l&#8217;impennata dei tassi d&#8217;interesse inaridisse le disponibilità di molti operatori per finanziare le azioni delle nascenti start-up prima che il loro business decollasse. A febbraio era <strong>stato profetico un</strong><a href="https://www.linkedin.com/pulse/coming-vc-crisis-jimmy-song-g2ewe/"><strong> post pubblicato su LinkedIn da Jimmy Song</strong>, esperto di bitcoin e investitore,</a> sulla &#8220;crisi del venture capital&#8221;. Song notava che &#8220;il problema è che c&#8217;è troppa domanda. Cioè, ci sono troppi fondi di VC che inseguono troppo poche startup. Di conseguenza, abbiamo avuto il fenomeno delle startup che hanno ottenuto valutazioni folli perché c&#8217;era così tanto denaro appena stampato che inseguiva una fornitura piuttosto piccola&#8221;. Ne consegue un dato di fatto: &#8220;Le startup di oggi <strong>sono meno sane di quelle di vent&#8217;anni fa </strong>perché sono state coccolate da troppi soldi.&#8221;. Ma, ha notato Song, &#8220;i tassi di interesse più elevati più di recente hanno significato che c&#8217;è stata meno stampa di denaro e quindi meno denaro è fluito nelle società di venture capital&#8221;.</p>



<p>Con <strong>4 milioni di persone</strong> che negli Usa lavorano nelle aziende sostenute dai venture capitalist, ricorda il Ft, il dato da tenere d&#8217;occhio è tanto quello osservabile a ritroso quanto quello in prospettiva: che ne sarà dei dipendenti delle <strong>aziende finanziate con finanziamenti imponenti nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale</strong> tra il 2023 e il 2024? Che prospettive si apriranno per ulteriori scommesse a rischio se il costo del denaro, calando, favorirà investimenti a debito e altissima leva potenziale e rischio? Come mediare tra una situazione che vede molte aziende tecnologiche cercare miliardi di dollari per i loro algoritmi e la più grande rivoluzione tecnologica in atto far fare soldi, per ora, solo <a href="https://it.insideover.com/economia/nvidia-ha-fatto-splash-come-perdere-mezzo-trilione-di-dollari-con-lintelligenza-artificiale.html">ai <strong>costruttori di hardware come Nvidia</strong>?</a> In passato le start-up erano <strong>portatrici di grandi idee capaci di scalare il mercato</strong> con la speranza di <strong>esplodere con il sistema del venture capital</strong> e diventare solide. Ora il rischio che emerge è che siano diventate, in larga parte, cacciatrici di finanziamenti desiderose di mettersi solo in una seconda fase alla prova del mercato. Con tutti i rischi del caso qualora a scoppiare fosse una bolla di start-up legate all&#8217;Ia. Al cui confronto l&#8217;attuale fase di crisi apparirebbe una parentesi serena.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-disastro-delle-start-up-tech-negli-usa-fallimenti-su-del-60.html">Il disastro delle start-up tech negli Usa: fallimenti su del 60%</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Politici lenti, investitori avari. Se l&#8217;Europa perde il treno dell&#8217;innovazione tecnologica&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/europa-sta-perdendo-la-corsa-globale-alla-tecnologia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2024 11:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672-600x426.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672-1536x1090.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante sforzi e impegni che spingono per un più profondo impegno del Vecchio Continente in molti settori ad alta intensità di innovazione, dall&#8217;industria dei semiconduttori a quella per la transizione green, l&#8217;Europa sta restando indietro nella corsa alla tecnologia di frontiera. Su un&#8217;ampia serie di ambiti, Cina e Stati Uniti fanno gara a sé e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/europa-sta-perdendo-la-corsa-globale-alla-tecnologia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/europa-sta-perdendo-la-corsa-globale-alla-tecnologia.html">Politici lenti, investitori avari. Se l&#8217;Europa perde il treno dell&#8217;innovazione tecnologica&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672-600x426.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618090739267_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1740672-1536x1090.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante sforzi e impegni che <strong>spingono per un più profondo impegno del Vecchio Continente</strong> in molti settori ad alta intensità di innovazione, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/governi-universita-aziende-la-triplice-alleanza-che-spinge-il-boom-globale-dei-chip.html">dall&#8217;industria dei semiconduttori </a>a quella per la transizione green, l&#8217;Europa sta <strong>restando indietro nella corsa alla tecnologia di frontiera.</strong> Su un&#8217;ampia serie di ambiti, <strong>Cina e Stati Uniti</strong> fanno gara a sé e oggigiorno per il Vecchio Continente il rischio di perdere il treno buono è elevato.</p>



<p><strong>Questa l&#8217;opinione presentata da <em>Politico.eu</em> </strong>in un editoriale firmato da <strong>Mark Boris</strong> , membro del consiglio di amministrazione dell&#8217;Istituto europeo di innovazione e tecnologia, Senior Fellow dell&#8217;Atlantic Council e già ministro per la Trasformazione Digitale della <a href="https://it.insideover.com/politica/un-dovere-morale-anche-la-slovenia-riconosce-la-palestina.html">Slovenia</a>, e <strong>Philip Meissner</strong>, fondatore e direttore del Centro europeo per la competitività digitale. Meissner e Andrijanič sono convinti che la scala di investimenti richiesti e la competitività necessaria a primeggiare in un&#8217;ampia gamma di campi, dalle <strong>scienze medico-farmaceutiche all&#8217;intelligenza artificiale</strong>, impongano cambiamenti nella gestione delle politiche industriali e di ricerca europee.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo delle economie di scala</h2>



<p>Per i due competenti studiosi si parte da un problema di scala: &#8220;L’Europa deve superare la sua trasformazione digitale a due velocità. Uno dei principali vantaggi delle tecnologie digitali è che, una volta create, possono essere ampliate a un costo quasi pari a zero. In altre parole, quando in un Paese europeo esiste un’app <strong>governativa di livello mondiale,</strong> perché non dovrebbe diventare lo standard per tutte le nazioni d’Europa?&#8221;.</p>



<p>E questo è solo un esempio. Sono ben pochi i <strong>campioni tecnologici europei di taglia e scala globale</strong>. Tra questi,<a href="https://www.true-news.it/future/asml-vola-in-borsa-i-segreti-del-meno-noto-tra-i-giganti-deuropa"> <strong>Asml</strong></a><strong>,</strong> colosso olandese della litografia per i semiconduttori; <strong>Spotify</strong>, nata in Svezia; la danese <strong>Novo Nordisk</strong>, regina delle <em>lifesciences</em>; <strong>Sap</strong>, tedesca, autrice dell&#8217;omonimo sistema gestionale digitalizzato. Il nodo delle <strong>economie di scala e dei vincoli di mercato</strong> è indubbiamente di grande rilevanza per il Vecchio Continente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La propensione al rischio</h2>



<p>Ma c&#8217;è anche un altro tema: la ritrosia dei capitali di rischio privati a puntare, con forza e decisione, sulle scommesse nelle imprese ad alto potenziale. I due autori si limitano a un esempio lampante: &#8220;Secondo lo <a href="https://stateofeuropeantech.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">State of European Tech Report 2023,</a> solo lo 0,02% del patrimonio totale dei fondi pensione europei – stimato a <strong>3,4 trilioni di dollari </strong>– è stato investito in iniziative tecnologiche europee nel 2022. Ma negli Stati Uniti e nei Paesi nordici, i fondi pensione svolgono un ruolo significativo nel guidare gli investimenti tecnologici&#8221;.</p>



<p><strong>L&#8217;Europa sta provando a supplire con l&#8217;European Chips Act da 43 miliardi di euro</strong> ma questo non nasconde un dato di fatto significativo: la carenza di investimenti privati in sinergia con la mano pubblica spinge le nazioni Ue a porre il freno soprattutto sul tema del capitale di rischio. Per questo motivo, ad esempio, in Ia nel decennio 2013-2023 gli Usa hanno sommato investimenti privati per 335 miliardi di dollari, la Cina 103,7, l&#8217;Europa continentale meno del totale del Regno Unito, fermo a 22,3 miliardi. <strong>Fare squadra,</strong> per  Meissner e Andrijanič, è vitale per <strong>provare a tracciare una rotta </strong>per il futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ricordo della &#8220;sfida americana&#8221;</h2>



<p>Il futuro è, del resto, già qui, ma spesso in Europa facciamo fatica a riconoscerlo. Già negli Anni Sessanta, il giornalista francese <strong>Jean-Jacques Servan-Schreiber </strong>aveva intuito questa tendenza nel suo libro <strong><em>&#8220;La sfida americana&#8221;</em></strong>, in cui prevedeva che i Paesi europei avrebbero perso rilevanza geopolitica a causa del distacco dalla locomotiva dell’innovazione globale, gli Stati Uniti. Questi, alleati e dominatori di un&#8217;Europa sempre più satellite, hanno guidato il progresso tecnologico con internet, GPS, colossi della ricerca online, logistica, e aziende come Microsoft e Netflix. Queste imprese, sostenute da ingenti capitali pubblici e appoggi politici, hanno tracciato le rotte dell&#8217;innovazione e dei nuovi mercati digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le rotte dell&#8217;Europa</h2>



<p>Nel corso degli anni, la competizione si è intensificata con l&#8217;ascesa di un nuovo sfidante: la<strong> Cina.</strong> Questo Paese ha introdotto i suoi &#8220;campioni nazionali&#8221; e ha avanzato rapidamente nelle nuove frontiere dell&#8217;innovazione, come il 5G, l&#8217;intelligenza artificiale e il calcolo quantistico. <strong>La Cina si è così posta come unica nazione in grado non solo di competere con gli standard tecnologici </strong>stabiliti dagli Stati Uniti, ma anche di crearne di nuovi.</p>



<p>In questo contesto di duello tra giganti, l&#8217;Europa si trova in una posizione intermedia. Pur disponendo delle risorse necessarie, come capitale umano e centri di ricerca, <strong>per competere sulla scena tecnologica globale,</strong> all&#8217;Europa è mancato uno stimolo politico sistematico per promuovere un progetto di autonomia strategica in campo tecnologico e per valorizzare i propri giganti digitali. Il rischio di perdere la versione moderna della partita globale ipotizzata da Servan-Schreiber, la sfida sino-americana, è concreta. Ma esistono i presupposti per invertire la rotta. Che dovranno essere presi in esame dai prossimi vertici comunitari europei.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/europa-sta-perdendo-la-corsa-globale-alla-tecnologia.html">Politici lenti, investitori avari. Se l&#8217;Europa perde il treno dell&#8217;innovazione tecnologica&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Da Milano al mondo, il &#8220;Poli&#8221; per lo sviluppo nazionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/da-milano-al-mondo-il-poli-per-lo-sviluppo-nazionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 14:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politecnico di Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ultima edizione del ranking Qs sulla reputazione degli atenei internazionali ha posizionato tra le prime cento università del mondo una sola italiana, il Politecnico di Milano. 82esima, con un balzo di diciassette posizioni, nel rating compilato da Quacquarelli Symonds, società britannica di consulenza. E anche nel quadro dell&#8217;aleatorietà del giudizio di classifiche che restano, va &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/da-milano-al-mondo-il-poli-per-lo-sviluppo-nazionale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/da-milano-al-mondo-il-poli-per-lo-sviluppo-nazionale.html">Da Milano al mondo, il &#8220;Poli&#8221; per lo sviluppo nazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024060512125771_95d622f6fa11ca0a412e119c4e09433b-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ultima edizione del ranking Qs sulla <strong>reputazione degli atenei internazionali</strong> ha posizionato tra le prime cento università del mondo una sola italiana, il <strong>Politecnico di Milano</strong>. <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/universita-balzo-politecnico-milano-ranking-qs-e-miglior-ateneo-italiano-AGkXYTP">82esima, con un balzo di diciassette posizioni</a>, nel rating compilato da Quacquarelli Symonds, società britannica di consulenza. <strong>E anche nel quadro dell&#8217;aleatorietà del giudizio di classifiche</strong> che restano, va ricordato, giudizi di enti privati con una grande propensione a favorire gli atenei anglosassoni per similarità di mindset e prospettive sulla ricerca, è bene ricordare che anche l&#8217;<strong>ateneo di Piazza Leonardo da Vinci non può essere ignorato.</strong> E questo, anche in una prospettiva di sistema-Paese, va tenuto in considerazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un ateneo al centro dell&#8217;innovazione</h2>



<p>Tra gli atenei, non c&#8217;è infatti dubbio che il Politecnico di Milano possa e debba rappresentare un <strong>modello d&#8217;eccellenza</strong> per altri atenei nazionali. E la selezione dell&#8217;ateneo milanese deve ricordare che, nel nostro Paese, tra le eccellenze da promuovere e valorizzare ci sono, senz&#8217;altro, le ricerche a carattere scientifico. La cui forza è stata sottolineata nel 2021 dal simbolico conferimento del Nobel per la Fisica all&#8217;italiano <strong>Giorgio Parisi</strong><a href="https://it.insideover.com/scienza/il-valore-strategico-della-scienza-per-la-proiezione-dellitalia.html">. Scrivevamo allora che </a>&#8220;la scienza, la ricerca e il mondo della tecnica italiani sono protagonisti nel mondo oggi come lo erano ai tempi di <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/guglielmo-marconi-il-genio-italiano-che-ha-cancellato-le-distanze.html">Guglielmo Marconi,</a> Enrico Fermi </strong>e dei ragazzi di <strong>Via Panisperna</strong>. Nel mezzo, una storia pluridecennale costellato di figure iconiche: <strong>Carlo Rubbia </strong>e<strong> Rita Levi Montalcini, </strong>due dei Nobel più noti degli ultimi decenni, ma anche <strong><a href="https://www.italian.tech/2021/11/09/news/la_macchina_zero_la_storia_incredibile_di_mario_tchou-325554236/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mario Tchou</a>, </strong>“padre” della tecnologia elettronica dell’Olivetti&#8221;.</p>



<p>Ebbene, il PoliMi può in quest&#8217;ottica fornire una traccia per consentire che molti protagonisti della ricerca nazionale possano esserlo, in futuro, anche nel sistema italiano e non solo come eccellenze italiane all&#8217;estero, come il proliferare di scienziati e ingegneri di punta dal Cern all&#8217;Esa testimonia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso del Politecnico nella ricerca</h2>



<p>Dal 2007 al 2020, il PoliMi, giusto per citare qualche dato, <a href="https://www.polimi.it/en/the-politecnico/about-polimi/politecnico-di-milano-figures">ha promosso ben <strong>718 progetti</strong> in campi che vanno dalla fotonica alla ricerca biomedicale;</a> nel quadro del bilancio europeo 2021-2027 ha ottenuto dall&#8217;acceleratore <strong>Horizon Europe</strong> fondi per <strong>130 milioni di euro </strong>e attivato diversi progetti &#8220;Marie Curie&#8221; per progetti che vanno dal riciclo dei materiali plastici alla fibra ottica, passando per<a href="https://www.polimi.it/en/scientific-research/research-at-the-politecnico/research-projects/msca-marie-sklodowska-curie-actions-1"> ricerche in campi che vanno dalla quantistica all&#8217;architettura.</a> Oltre un sesto degli studenti, 8.300 su 48mila, è straniero, un trend in controtendenza a un problema di <strong>fuga dei cervelli che rende <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/la-fuga-laureati-non-si-ferma-132mila-ultimi-dieci-anni-AGh4lBK">l&#8217;emigrazione dei talenti,</a> e non l&#8217;immigrazione dei bisognosi, la vera emergenza nazionale</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un potere in ascesa a Milano</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, l&#8217;ateneo ha postura internazionale rimanendo, al contempo, milanese. Negli ultimi anni, soprattutto durante la gestione dell&#8217;ex rettore <strong>Ferruccio Resta, in carica dal 2017 al 2022</strong> dopo aver guidato la strategica area del trasferimento tecnologico dell&#8217;ateneo, il Politecnico si è innervato con crescente consapevolezza nelle strutture cittadine. </p>



<p><strong>Diventando un caso atipico di potere in ascesa</strong> in una città ove la corsa globale della visibilità, della ricchezza, degli investimenti andava di pari passo con un riassetto dei centri d&#8217;influenza. Col Politecnico sempre più arrembante, tanto da arrivare a esprimere tramite il predecessore di Resta, <strong>Giovanni Azzone</strong>, la presidenza della strategica <strong>Fondazione Cariplo</strong>. Una certificazione del fatto che il valore strategico dell&#8217;ateneo e della sua leadership nella Milano che conta è chiara a tutti i poteri ambrosiani.</p>



<p>Ma non finisce qui. Come <a href="https://www.tag43.it/politecnico-milano-resta-sciuto-dasero-sole-24ore-parzani-borsa-italiana/">raccontato su <em>Tag43</em>,</a> l&#8217;interconnessione di consigli d&#8217;amministrazione e vertici dirigenziali ha creato una <strong>rete d&#8217;influenza trasversale tra PoliMi, Borsa Italiana e Sole 24 Ore</strong> che ridisegna il perimetro dei legami tra istituzioni di sistema in una città che cresce trainata, oggi, dalla spinta all&#8217;innovazione. Un&#8217;altra sinergia si è creata con la <strong>Bocconi, in una crescente cooperazione interuniversitaria</strong> di grande prestigio che ha prodotto il <a href="https://www.unibocconi.it/it/news/bocconi-e-politecnico-una-nuova-laurea-magistrale-diventare-top-manager-della">lancio di corsi di studio comuni</a>. E ha il suo perno nell&#8217;insediamento alla guida di <strong>Human Technopole</strong>, uno dei principali enti di ricerca e trasferimento tecnologico nati nell&#8217;ex area di Expo oggi trasformata nel <strong>Mind (Milano Innovation District)</strong> anche col sostegno del Politecnico di Milano, del rettore dell&#8217;ateneo di Via Sarfatti, <strong>Gianmario Verona.</strong></p>



<p>E non finisce qui: <strong>il Politecnico, al contempo</strong>, gioca un ruolo anche nello sviluppo economico e industriale. Dal 2000 a oggi <strong>sono state incubate 116 start-up</strong> in ateneo, 80 delle quali risultavano operative al 31 dicembre 2023. A sostenerle, dal 2019, il fondo Poil360, con 60 milioni di euro di capitale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide future del Politecnico</h2>



<p>Restano, al contempo, aperte anche alcune sfide: a Nord di Milano l&#8217;ateneo partecipa con la riqualificazione del progetto <strong>Bovisa-Goccia</strong> al <strong>piano di rigenerazione urbana</strong> della città, <strong>progettando l&#8217;espansione dell&#8217;università nell&#8217;area dell&#8217;ex Gasometro</strong> in una partita dall&#8217;importanza strategica anche per il real estate.<a href="https://www.lettera43.it/politecnico-milano-progetto-bovisa-goccia/"> Il progetto, firmato Renzo Piano, </a> si trova oggi in una fase di stallo per i ritardi <a href="https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/politecnico-campus-goccia-fermo-2f96ec86">nell&#8217;assegnazione di alcuni bandi a causa del boom dei costi dei materiali.</a> </p>



<p>Dal suo futuro dipenderà molto della <strong>presenza fisica dell&#8217;ateneo in una città che sta imparando, gradualmente</strong>, a conoscere il peso strategico del Politecnico in termini di ritorni scientifici, economici e, soprattutto, di valorizzazione del <strong>capitale umano</strong>. Ciò che oggi serve per competere a livello globale. Un modello, dunque, per un&#8217;eccellenza che può fare scuola. E ricordare come l&#8217;innovazione può essere il volano per una crescita di sistema che si trasmette al Paese intero.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/da-milano-al-mondo-il-poli-per-lo-sviluppo-nazionale.html">Da Milano al mondo, il &#8220;Poli&#8221; per lo sviluppo nazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La rivoluzione del Quantum Compunting</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/rivoluzione-tecnologica-e-scenari-geopolitici-verso-il-futuro-con-il-quantum-compunting.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuele Avilloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 15:02:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1092" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_472232762-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_472232762-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_472232762-scaled-600x341.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_472232762-300x171.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_472232762-1024x582.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_472232762-768x437.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_472232762-1536x874.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/AdobeStock_472232762-2048x1165.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ormai da qualche giorno è stata pubblicata la relazione annuale sul sistema di informazione per la sicurezza nazionale. Tra le diverse tematiche evidenziate vi è un focus sulle tecnologie di frontiera e tra queste vi è il Quantum Computing, una tecnologia in rapida evoluzione che si inserisce in complessi scenari geopolitici e strategici. Big tech &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/rivoluzione-tecnologica-e-scenari-geopolitici-verso-il-futuro-con-il-quantum-compunting.html">[...]</a></p>
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<p>Ormai da qualche giorno è stata pubblicata la relazione annuale sul<strong> sistema di informazione per la sicurezza nazionale</strong>. Tra le diverse tematiche evidenziate vi è un focus sulle tecnologie di frontiera e tra queste vi è il Quantum Computing, una tecnologia in rapida evoluzione che si inserisce in complessi scenari geopolitici e strategici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Big tech e super computer</strong></h2>



<p>Una innovazione quella dei computer quantistici che vede la competizione delle grandi big tech e di diverse aziende che hanno attivato <strong>progetti di sperimentazione </strong>nel campo della finanza, della ricerca, nel settore energetico, in quello farmaceutico e molto altro. Ma cosa sono i Quantum Computer? Sono macchine che sfruttano le<strong> leggi della meccanica quantistica </strong>per risolvere problemi altamente complessi impossibili da risolvere per i computer classici, anche per i super computer.</p>



<p>I quantum computer sono macchine diverse da quelle che tutti noi conosciamo ed è difficile paragonarle a qualcosa, perché a cambiare sono anche i parametri del confronto, insomma non è solo una questione di velocità di calcolo, ma anche di profondità della ricerca. In una intervista rilasciata nel febbraio 2023 a <em>Wired Italia</em>, Simone Severini, professore di fisica dell’informazione alla&nbsp;<strong>University College London</strong>, nonché direttore dell’unità di&nbsp;<em>quantum computing</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Amazon Web Services</strong>&nbsp;(Aws), paragona i computer quantistici a dei telescopi in grado di guardare più lontano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una struttura complessa</strong></h2>



<p>Ma torniamo alle macchine, cosa sono? La loro unità fondamentale è il <strong>bit quantistico</strong> (qubit). Abbandoniamo quindi il sistema binario del metodo classico, assumendo che il qubit può essere 0, 1 o zero e uno contemporaneamente. Insomma, grazie alla sovrapposizione degli stati quantistici possiamo eseguire dei calcoli in parallelo riducendone la durata.</p>



<p>Come possiamo immaginare, simili macchine per poter funzionare hanno bisogno di una struttura complessa che richiede la massima efficienza, insomma la qualità è più importante della loro dimensione (in qubit). I computer quantistici, inoltre, hanno <strong>la necessità di lavorare a temperature molto basse</strong>, vicine allo zero assoluto (-273° C) e per poterlo fare si ricorre ai gas liquidi. Sebbene il primo computer quantistico sia stato lanciato da IBM nel 2019, oggi la corsa all’innovazione vede più attori concorrere tra loro e la Cina è tra i protagonisti. Inizialmente i diretti competitor erano IBM e Google, ma la Cina ha mostrato una progressione notevole nello sviluppo di questa innovazione, tanto che nel mese di giugno del 2023 ha lanciato una piattaforma online di calcolo quantistico a 176 qubit chiamata&nbsp;<strong><em>Zuchongzhi</em>&nbsp;</strong>(nome che già era stato assegnato alla prima macchina a 56 qubit in onore del matematico e astronomo cinese Zu Chongzhi). Insomma, una piattaforma aperta a utenti globali per la sperimentazione di calcoli quantistici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un giro d&#8217;affari miliardario</strong></h2>



<p>Secondo IBM, che mette a disposizione anche una certificazione per la programmazione del suo ambiente di esecuzione nel quantum computing, quella dei computer quantistici è un settore che entro il 2030 raggiungerà<strong> un giro d’affari da 65 miliardi di dollari </strong>mentre per la società di Consulenza McKinsey &amp; Company il <strong>mercato potenziale è di 106 miliardi di dollari entro il 2040</strong>.</p>



<p>Ma nonostante tutte queste premesse, per chi non ha mai sentito parlare di questa rivoluzione tecnologica, i campi di applicazione sono ancora qualcosa di astratto e le implicazioni strategiche, geopolitiche e di sicurezza rimangono una questione da esperti. Proviamo allora a fare un po&#8217; di chiarezza. Partiamo dall’idea che i computer classici, benché potenziati da migliaia di processori, per risolvere problemi matematici complessi impiegherebbero tempi lunghissimi, anni oppure decenni, e questo perché la metodologia resta uguale, a variare è solo la potenza di calcolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una rivoluzione pericolosa?</strong></h2>



<p>Proprio sulla complessità di calcolo si basano alcuni dei nostri sistemi di sicurezza relativi ai dati: la crittografia sfrutta infatti i modelli degli algoritmi crittografici la cui risoluzione per un elaboratore classico sarebbe nell’ordine di decine di anni. A questo proposito, Giorgio Sbaraglia, Consulente in Cybersecurity e membro del direttivo de<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/litalia-nel-cybermirino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l <strong>CLUSIT </strong>(Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica),</a> in suo articolo del 15 novembre 2023 su <em>cybersecurity360.it</em>, mette in guardia sull’evoluzione del quantum computing e su come il suo progresso possa <strong>mettere in crisi la crittografia della nostra società digitale</strong>. Sul modello crittografico si basa infatti la sicurezza di molte delle nostre attività digitali quotidiane, dalle conversazioni in chat istantanee alla firma digitale. Sebbene la minaccia non sia imminente, in una visione a lungo termine è ipotizzabile che sia l’evoluzione dei computer quantistici a guidare l’aggiornamento dei nostri sistemi di sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Verso il futuro</strong></h2>



<p>Attualmente anche la <strong>NASA </strong>sta impiegando tecnologie quantistiche per indagare lo spazio e i cambiamenti climatici. Per farlo si avvale di una branca chiamata Quantum Sensing, tecnologia che si avvale di avanzati sensori dall’impressionante sensibilità per migliorare il modo in cui raccogliamo, elaboriamo e interpretiamo i fenomeni. I dati analizzati vengono raccolti a livello atomico e la sensibilità dei sensori quantistici permette di rilevare segnali estremamente deboli. Proprio per questa loro caratteristica il loro studio interessa a numerose discipline sia civili che militari. Il loro impiego coinvolge diversi settori, dal monitoraggio, alla sorveglianza e fra i possibili scenari vi <a href="https://it.insideover.com/guerra/minaccia-ai-cavi-sottomarini-non-solo-mar-rosso-il-nuovo-dominio-da-tenere-docchio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è anche il <strong>monitoraggio dei fondali marini</strong>.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un dibattito necessario</strong></h2>



<p>La domanda sorge spontanea, siamo un paese pronto a questa innovazione? Le prime a lanciarsi in questo settore sono state diverse società di consulenza che operano in Italia. Un’altra risposta la troviamo dal mondo accademico con il lancio, al Politecnico di Torino, del primo percorso di laurea in Quantum Engineering.</p>



<p>Tuttavia, gli odierni scenari geopolitici ci costringono a interrogarci sulle nostre capacità di far fronte a questa innovazione. Quella di una “<strong>guerra cibernetica diffusa</strong>” è un aspetto silente che tuttavia è determinante quando si svolgono delle analisi sulle nostre fragilità. In una <a href="https://it.insideover.com/criminalita/hacker-russi-tra-mito-e-realta.html">recente intervista</a> rilasciata a <em>InsideOver</em>, un’esperta italiana di sicurezza informatica rimasta anonima ci mette in guardia su quanto, per altri paesi, il tema della cybersicurezza e dell’innovazione in tale ambito sia un qualcosa di connaturato nelle loro scelte geopolitiche e non semplicemente un ambito verso il quale destinare qualche investimento pubblico.</p>



<p>Sebbene la scienza sembri voler fornire ancora una volta un ponte di collegamento fra nazioni e comunità internazionale, ad oggi non si è ancora verificata una vera e propria <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/armi-fantascientifiche-e-reti-blindate-la-cina-prepara-la-rivoluzione-quantistica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conferenza mondiale sul quantum computing</a></strong>. Eppure, gli sviluppi in questo settore richiamano ciò che in passato si verificò con la prima conferenza mondiale sull’uso pacifico dell’energia nucleare, svoltasi a Ginevra nel 1955. Fu una conferenza che coinvolse 5000 scienziati provenienti da ben 67 paesi che vide la scelta delle nazioni, tra cui anche l’URSS, di aprire le porte della propria tecnologia in cambio del confronto per il progresso. </p>



<p>Nel frattempo, come lo è stato per l’uso pacifico del nucleare, continuiamo a sperare in un Congresso mondiale nel quale tutte le nazioni garantiscono libero accesso alle loro ricerche più avanzate.</p>
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		<title>L&#8217;Europa può evitare di diventare una periferia del capitalismo?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/leuropa-puo-evitare-di-diventare-una-periferia-del-capitalismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 11:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mondo dell&#8217;economia italiana ed europea, in questa fase, si trova di fronte a una serie di dilemmi legati, sostanzialmente, alla difficoltà che i Paesi del Vecchio Continente sperimentano nel restare ancorati alle grandi aggregazioni su cui si vanno disegnando le rotte del potere economico globale. Fondate sul dualismo sino-statunitense e sul capitalismo delle piattaforme digitali, politicizzato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-puo-evitare-di-diventare-una-periferia-del-capitalismo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/11310377_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il mondo dell&#8217;economia italiana ed europea, in questa fase, si trova di fronte a una serie di dilemmi legati, sostanzialmente, alla difficoltà che i Paesi del Vecchio Continente sperimentano nel restare ancorati alle grandi aggregazioni su cui si vanno disegnando le rotte del potere economico globale. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-mossa-degli-usa-per-isolare-la-cina.html" target="_blank" rel="noopener">Fondate sul dualismo </a><strong>sino-statunitense </strong>e sul <a href="https://it.insideover.com/economia/la-frontiera-infinita-delle-nuove-tecnologie.html" target="_blank" rel="noopener">capitalismo delle piattaforme digitali</a>, politicizzato e battente bandiera nazionale nella sua strutturazione ma globale nella sua espansione, legato a un livello di accumulazione finanziaria senza precedenti nella storia dell&#8217;economia.</p>
<p>Un&#8217;economia che si fonda, ora più che mai, sull&#8217;immateriale, i dati e la loro gestione, il cloud computing, sul passaggio dall&#8217;informatica e il digitale tradizionali alla <strong>realtà aumentata </strong>dell&#8217;intelligenza artificiale, dell&#8217;internet delle cose, del mondo plasmato dal 5G. Cui corrispondono aggregazioni di valori borsistici e finanziari ormai completamente slegate dall&#8217;andamento di imprese e società nell&#8217;economia reale, soprattutto negli <strong>Stati Uniti </strong>in questa fase di attività frenetica nelle borse.</p>
<p><a href="https://www.milanofinanza.it/news/periferia-del-nuovo-capitalismo-2528795" target="_blank" rel="noopener">Parlando con <em>Milano</em> <em>Finanza</em> Edoardo Narduzzi,</a> fondatore e presidente di Mashfrog, gruppo del business digital con base a Londra, ha segnalato alcuni esempi: &#8220;Banca <a href="https://www.milanofinanza.it/quotazioni/dettaglio/intesa-sanpaolo-2ae0056">Intesa Sanpaolo</a> è la più grande banca italiana, ma in Borsa capitalizza meno di CrowdStrike, una società di successo che offre soluzioni di cyber-sicurezza nel cloud. <a href="https://www.milanofinanza.it/quotazioni/dettaglio/leonardo-2ae00b2">Leonardo</a>, che dopo l&#8217;uscita di <a href="https://www.milanofinanza.it/quotazioni/dettaglio/stellantis-2ae00be">Stellantis</a> dal perimetro italiano è la più grande azienda manifatturiera del paese, è dieci volte più piccola per capitalizzazione di Borsa di Workday, una società di Boston che offre soluzioni in cloud per gestire le risorse umane. <a href="https://www.milanofinanza.it/quotazioni/dettaglio/eni-2ae0017">Eni</a>, il campione nazionale dell&#8217;energia, vale in Borsa sei volte di meno di Shopify, azienda canadese specializzata nel commercio elettronico in cloud delle Pmi&#8221;.</p>
<p>Narduzzi è pessimista sulle prospettive di ripresa per il Vecchio Continente e ritiene che &#8220;è già periferia del nuovo capitalismo; non coglie il mondo che verrà, è diffidente al rischio imprenditoriale digitale&#8221;. Certo, si può dire che <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/leuropa-ha-perso-sfida-americana-1950323.html" target="_blank" rel="noopener">dopo la <strong>sfida americana </strong>persa negli Anni Settanta</a> che ha impedito all&#8217;Europa di diventare cuore pulsante della grande rivoluzione digitale ora si sia aggiunta anche la non secondaria <strong>sfida cinese </strong>a schiacciare su un bipolarismo che marginalizza l&#8217;Europa il contesto tecnologico e digitale globale. Ma d&#8217;altro canto non si può dire che la situazione sia compromessa e irreversibile.</p>
<p>L&#8217;Europa non dispone dell&#8217;iper-potenza finanziaria statunitense né delle capacità di investimento che consentono al Partito comunista cinese di programmare strategicamente i piani quinquennali. Dispone però di un&#8217;importante <strong>base industriale </strong>e di un capitale umano consolidato; di un mercato interno tuttora ricco nonostante il depauperamento della crisi; dispone, negli ultimi anni, della consapevolezza crescente che una postura di medio-lungo periodo può essere messa in campo anche in questi settori.</p>
<p>L&#8217;<strong>industria</strong>, il mondo delle applicazioni concrete delle nuove tecnologie, la costruzione di filiere consolidate nei materiali e nei prodotti più strategici possono essere il volano per la ripresa della competitività europea. Microchip, semiconduttori, batterie elettriche,<a href="https://it.insideover.com/energia/dallafrica-allucraina-la-geopolitica-dellidrogeno-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener"> idrogeno</a>, impianti per le telecomunicazioni, cavi, e così via: molti prodotti aspettano solo di essere realizzati con grandi aggregazioni nel contesto veterocontinentale, in grado di mediare tra la possibilità di fare affari con i contendenti della guerra tecnologica, il rispetto della scelta di campo occidentale e la ricerca di una via per la massimizzazione dell&#8217;utile e del profitto per l&#8217;Europa.</p>
<p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/lezione-dimenticata-sul-successo-mondiale-delleuropa-1948476.html" target="_blank" rel="noopener">Il <strong>Vecchio Continente </strong>ha dominato il mondo ai tempi delle &#8220;vele&#8221; e dei &#8220;cannoni&#8221; narrati da Carlo Cipolla</a>, non lo farà ora nell&#8217;epoca del cloud e del 5G. La Seconda guerra mondiale ha sancito definitivamente il passaggio dello scettro in mani altrui. Ma può scegliere con cura i settori in cui potersi rilanciare e giocare da protagonista. In questa fase, la possibilità che i Paesi europei creino aziende come Google, Amazon, Huawei e Alibaba è vicina a zero. È diverso, per esempio, il discorso delle scienze della vita, sulla transizione ecologica, sullo sviluppo infrastrutturale, sulle automobili ibride, sull&#8217;elettronica di base, nell&#8217;automazione industriale, nella meccatronica. Tutti campi dove ci sono importanti capacità europee e su cui la crisi in atto può essere un acceleratore, anche attraverso operazioni su scala continentale dei vari fondi sull’innovazione che, del resto, si sono già dimostrati efficaci sul fronte dello sviluppo del vaccino <strong>Pfizer-Biontech</strong>.</p>
<p>Campi in cui la competitività si gioca ancora sulla capacità di costruire e realizzare. Sull&#8217;industria, le catene del valore e le filiere. Sul possesso di competenze progredite in campo tecnico, ingegneristico, industriale. Da valorizzare e promuovere spendendo sull&#8217;attrazione dei talenti e sulla ricerca. In questi campi l&#8217;Italia ha capacità da spendere: <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-litalia-era-una-superpotenza-delle-infrastrutture.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>WeBuild, </strong>colosso delle infrastrutture</a>; <strong>Comau e Brembo, </strong>campioni dell&#8217;automazione e della componentistica; <a href="https://it.insideover.com/energia/industria-e-innovazione-litalia-puo-diventare-una-superpotenza-delle-rinnovabili.html" target="_blank" rel="noopener">la galassia di <strong>Enel e Terna, </strong>che rendono il Paese una superpotenza della ricerca e dell&#8217;innovazione per la transizione energetica.</a> Sono solo alcune delle aziende che, con dimensioni e prospettive diverse, giocano da campioni nei loro campi. E che le politiche pubbliche e il Recovery Fund possono rafforzare e moltiplicare.</p>
<p>Darsi un indirizzo strategico e programmatico è fondamentale: nei settori di riferimento, per molte aziende non c&#8217;è capitalizzazione e potenza finanziaria che tenga per i concorrenti d&#8217;oltre Atlantico e d&#8217;Oriente. La pandemia ha insegnato, del resto, che le società occidentali, e non solo, sono dipendenti in maniera vitale, dall&#8217;industria e dall&#8217;economia &#8220;concreta&#8221;, produttiva, manifatturiera. Ricostruire e rafforzare la base industriale nei settori delocalizzati e valorizzare quella dei comparti più strategici può essere il futuro dell&#8217;Europa. Garanzia di benessere, prosperità e rilevanza globale nei prossimi decenni. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-allautonomia-strategica-europea-e-nellinteresse-italiano.html">Ovvero di quell&#8217;<strong>autonomia strategica </strong>di cui spesso si parla.</a></p>
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