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	<title>infowar Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>infowar Archives - InsideOver</title>
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		<title>La rete di media con cui l&#8217;Iran combatte la guerra dell&#8217;informazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/la-rete-di-media-con-cui-liran-combatte-la-guerra-dellinformazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 14:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[infowar]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b-600x395.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b-1536x1011.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Iran, considerato uno dei principali avversari strategici degli Stati Uniti, ha sviluppato una sofisticata strategia comunicativa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-rete-di-media-con-cui-liran-combatte-la-guerra-dellinformazione.html">La rete di media con cui l&#8217;Iran combatte la guerra dell&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b-600x395.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731235732169_badd4bfa74d58d453ff21d5c59f4733b-1536x1011.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Iran, considerato uno dei <strong>principali avversari strategici degli Stati Unit</strong>i, ha sviluppato una <a href="https://it.insideover.com/politica/rovesciare-la-repubblica-islamica-linefficace-propaganda-di-netanyahu-sulliran.html">sofisticata strategia basata sull&#8217;uso dell&#8217;informazione</a> come mezzo per consolidare il proprio potere e proiettare influenza a livello regionale e globale. Il Paese ha costruito un&#8217;infrastruttura di comunicazione altamente centralizzata e capace di controllare completamente il flusso di informazioni all&#8217;interno dei suoi confini, incluso il blocco totale del traffico internet quando ritenuto necessario. Questo sistema di controllo, che affonda le radici nel periodo della Guerra fredda, <strong>permette a Teheran di plasmare la propria immagine pubblica </strong>e di sostenere la sua politica estera attraverso una rete di media statali e internazionali.</p>



<p>Al centro di questa strategia mediatica vi è l’agenzia di stampa governativa <em>Islamic Republic News Agency</em> (IRNA), insieme alla più imponente emittente radiotelevisiva del paese, l’<em>Islamic Republic of Iran Broadcasting</em> (IRIB). Quest&#8217;ultima rappresenta uno degli strumenti chiave di Teheran per influenzare il discorso pubblico, non solo all&#8217;interno del Paese ma anche all&#8217;estero. L&#8217;IRIB dispone di un bilancio annuale che si aggira intorno al miliardo di dollari e può contare su una forza lavoro di circa <strong>13.000 dipendenti distribuiti in 20 nazioni.</strong> La sua rete è vasta: 42 canali televisivi nazionali e regionali, quattro canali di notizie internazionali e sei canali satellitari, oltre a trenta stazioni radio che trasmettono in onde corte, coprendo diverse lingue.</p>



<p>Uno dei momenti chiave dell&#8217;espansione dell&#8217;influenza mediatica iraniana è stato il lancio, nel 2003, del canale satellitare<em> Al-Alam</em>, creato per raggiungere il pubblico iracheno e sciita, parlando direttamente a una vasta popolazione di lingua araba che condivide affinità religiose e culturali con l’Iran. Successivamente, nel 2007, Teheran ha lanciato <em>Press TV</em>, un canale internazionale che trasmette sia in inglese che in francese, mirato principalmente al pubblico occidentale. La creazione di questo canale è stata vista come una mossa strategica per contrastare la narrativa occidentale e<strong> diffondere una visione alternativa degli eventi globali,</strong> che rispecchiasse le posizioni iraniane. Nel 2013 Teheran ha ulteriormente ampliato la sua influenza lanciando <em>Hispan TV</em>, un canale in lingua spagnola rivolto al pubblico latinoamericano, puntando a coltivare relazioni più strette con i Paesi dell&#8217;America Latina, alcuni dei quali condividono con l’Iran posizioni critiche nei confronti degli Stati Uniti.</p>



<p>Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche, o pasdaran, non sono state da meno in questa offensiva informativa. Oltre a essere una delle forze armate più potenti dell&#8217;Iran, i pasdaran sono anche attivamente coinvolti nella diffusione di propaganda attraverso una propria agenzia di stampa e una rete di istituti culturali e think tank. Queste istituzioni non solo lavorano per <strong>influenzare l’opinione pubblica interna, </strong>ma si rivolgono anche alla diaspora iraniana e alla comunità internazionale, rafforzando il messaggio di resistenza contro l&#8217;influenza occidentale. Questo uso strategico dei media e dell&#8217;informazione permette all&#8217;Iran di esercitare il proprio peso politico e ideologico senza dover ricorrere direttamente a operazioni militari, mantenendo le tensioni sotto la soglia del conflitto aperto.</p>



<p>Un aspetto cruciale della strategia iraniana è il costante monitoraggio e controllo delle informazioni provenienti dall&#8217;estero. Dal 2002, quando gli Stati Uniti hanno lanciato <strong>Radio Farda</strong>, una stazione radiofonica dedicata alla trasmissione di contenuti pro-occidentali in Iran, Teheran ha reagito con misure sempre più sofisticate per bloccare queste trasmissioni e rafforzare il proprio dominio sull&#8217;informazione interna. <strong>Oltre a disturbare le frequenze straniere</strong>, il Governo iraniano ha sviluppato strumenti avanzati per filtrare e censurare i contenuti su internet, impedendo l&#8217;accesso a informazioni che potrebbero minacciare il regime.</p>



<p>Questo senso di minaccia, che alcuni analisti definiscono come &#8220;sindrome della cittadella assediata&#8221;, rappresenta una chiave interpretativa della politica iraniana. I leader di Teheran percepiscono di essere costantemente circondati da potenze ostili, e questa percezione alimenta la loro necessità di adottare misure difensive sul piano informativo, mantenendo allo stesso tempo un forte controllo interno per prevenire insurrezioni o movimenti di dissenso. La capacità dell’Iran di navigare in un ambiente internazionale così complesso attraverso l’uso dell’informazione dimostra come il potere mediatico possa diventare un’arma fondamentale nella geopolitica contemporanea.</p>



<p>In conclusione, l&#8217;Iran ha sviluppato una vasta infrastruttura mediatica che serve non solo a consolidare il controllo interno, ma anche a proiettare la sua influenza al di fuori dei confini nazionali. Utilizzando canali televisivi, stazioni radio e reti di informazione, il regime iraniano è riuscito a difendere i propri interessi strategici, contrastando le narrative occidentali e cercando di influenzare la percezione globale delle sue politiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-rete-di-media-con-cui-liran-combatte-la-guerra-dellinformazione.html">La rete di media con cui l&#8217;Iran combatte la guerra dell&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>I segreti di TikTok: come e quanto ci usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/i-segreti-di-tiktok-come-e-quanto-ci-usa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Sep 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La quarta app più diffusa al mondo utilizza un algoritmo aggressivo e malleabile che profila profondamente l'utente: dove finiscono tutte quelle informazioni?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Tik_Tok.mp4"></video></figure>



<p>Con un&#8217;impennata da record, <strong>TikTok, </strong>nata solo 4 anni fa dal genio di un ingegnere informatico cinese, all&#8217;inizio del 2023 si è posizionata quarta tra le app più scaricate in tutto il modo, dietro alle ben più anziane Facebook, Youtube e Instagram. Con un <strong>algoritmo</strong> innovativo e <strong>malleabile</strong> riesce a trascinare l&#8217;utente in un loop di contenuti che lo gratificano e lo incollano allo schermo, ma dove finiscono tutti i <strong>dati</strong> che raccoglie sulle nostre <strong>preferenze</strong>, sulle nostre idee?</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:  </strong><a href="https://it.insideover.com/schede/tecnologia/un-arma-chiamata-tiktok.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un’arma chiamata TikTok</a></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Ecco come i siti web russi spiano l&#8217;esercito ucraino</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/ecco-come-i-siti-web-russi-spiano-lesercito-ucraino</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 06:08:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
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		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Attraverso dei portali online di raccolta dati sui militari ucraini, i soldati russi dell'informazione stanno profilando un'importante fetta di popolazione residente nei territori ucraini occupati</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/ecco-come-i-siti-web-russi-spiano-lesercito-ucraino">Ecco come i siti web russi spiano l&#8217;esercito ucraino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Russia_spie_web.mp4"></video></figure>



<p>La popolazione ucraina intrappolata nei territori occupati dai russi è in grave pericolo: chi si affida ai <strong>portali online</strong> per avere notizie su un militare ucraino disperso, prigioniero o deceduto in realtà sta consegnando <strong>informazioni preziosissime</strong> ai russi che stanno dietro a questi siti falsi. Così, Mosca avrebbe già<strong> profilato 170mila militari</strong> di Kiev, più del doppio delle vittime confermate dalle forze armate ucraine. Chi viene scoperto a collaborare con l&#8217;esercito ucraino dai territori illegalmente annessi alla Federazione Russa rischia di essere trovato, <strong>detenuto e deportato</strong>. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più</strong>: <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-spia-lesercito-ucraino-usando-siti-web-falsi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Russia spia l’esercito ucraino usando siti web falsi</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/ecco-come-i-siti-web-russi-spiano-lesercito-ucraino">Ecco come i siti web russi spiano l&#8217;esercito ucraino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La guerra delle fake news: perché la disinformazione non si ferma</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-delle-fake-news-perche-la-disinformazione-non-si-ferma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2022 19:59:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[infowar]]></category>
		<category><![CDATA[Satelliti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=351196</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1140" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-1024x608.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-1536x912.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-2048x1216.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quanto sta accadendo in questi giorni in merito ai massacri (veri o da verificare) di civili compiuti dai russi durante il conflitto in Ucraina, apre una nuova finestra di indagine sulla reale possibilità di mettere in atto pratiche di mascheramento e disinformazione durante una guerra moderna. La Russia ha una lunga tradizione di metodologie di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-delle-fake-news-perche-la-disinformazione-non-si-ferma.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-delle-fake-news-perche-la-disinformazione-non-si-ferma.html">La guerra delle fake news: perché la disinformazione non si ferma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1140" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-1024x608.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-1536x912.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Bucha-1-2048x1216.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quanto sta accadendo in questi giorni in merito ai massacri (veri o da verificare) di civili compiuti dai russi durante il conflitto in Ucraina, apre una nuova finestra di indagine sulla reale possibilità di mettere in atto pratiche di <strong>mascheramento</strong> e <strong>disinformazione</strong> durante una guerra moderna.</p>
<p>La Russia ha una lunga tradizione di metodologie di mascheramento e disinformazione sin dai tempi dell&#8217;Unione Sovietica: <em>maskirovka</em> e <em>dezinformatsiya</em> sono due strumenti di quelle che vengono definite <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-misure-attive-della-russia-disinformazione-sovversione-e-attacchi-informatici.html" target="_blank" rel="noopener">“<strong>misure attive</strong>” (<em>aktivnye meropriyatiya</em><span style="color: #212529;"><span style="font-family: Merriweather, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">) </span></span></span></a>che vengono messe in pratica per condurre operazioni in quella che viene definita “<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/hybrid-warfare-che-cose-la-guerra-ibrida.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>zona grigia</strong></a>”, ovvero in una situazione conflittuale che non prevede apertamente l&#8217;uso dello strumento militare, oppure che lo prevede solo in modo molto limitato e spesso senza ufficialità in modo da avere sempre la possibilità di avere una <strong>negazione plausibile</strong>.</p>
<p>Ma la <em>dezinformatsiya</em>, così come la <em>maskirovka</em>, prosegue anche durante un conflitto convenzionale come quello che stiamo vedendo in Ucraina. Due esempi lampanti di disinformazione sono l&#8217;articolo di propaganda pubblicato su <em>Ria Novosti</em> ad opera del politologo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-timofey-sergeytsev-il-giornalista-russo-che-vuole-denazificare-gli-ucraini.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Timofey Sergeytsev</strong></a>, che arriva a distanza di quasi un anno di un altro in cui viene usata la stessa retorica “denazificante”, e i <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-ce-dietro-alle-accuse-di-mosca-sulle-presunte-armi-biologiche-ucraine.html" target="_blank" rel="noopener">documenti prodotti dal Ministero della Difesa russo</a> che evidenzierebbero la presenza di <strong>armi biologiche</strong> fabbricate col <em>placet</em> e la consulenza scientifica degli Stati Uniti in Ucraina. Mentre per il primo caso la natura propagandistica dell&#8217;articolo è talmente evidente che è possibile farlo rientrare in quella campagna ideologica volta a giustificare il conflitto sul fronte interno con motivazioni pseudostoriche e capziose, nel secondo caso i documenti sui laboratori biologici, benché si possa loro concedere il beneficio del dubbio in merito all&#8217;autenticità o meno, sembrano comunque essere il classico esempio di “misura attiva” atta a fuorviare l&#8217;opinione pubblica estera generando il caso mediatico internazionale.</p>
<p>Viene pertanto da chiedersi se, nell&#8217;era dei satelliti e delle riprese video “in diretta” effettuate da droni o osservatori casuali armati di smartphone, sia ancora possibile fabbricare “disinformazione” di livello pari a quella data da semplici documenti cartacei artefatti.</p>
<p>Nell&#8217;epoca digitale si è portati a pensare che sia più difficile creare una “notizia falsa”: un video ripreso con un telefono cellulare, un&#8217;immagine satellitare di un operatore commerciale (<em>open source</em>) oppure la stessa possibilità di geolocalizzare un evento fanno ritenere che sia impossibile distorcere la realtà oppure inventare un fatto completamente.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3wGCejo" target="_blank" rel="noopener">Che cos&#8217;è la guerra ibrida</a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3LOpkEj" target="_blank" rel="noopener">Chi è Timofey Sergeytsev</a></li>
<li><a href="https://bit.ly/35LSBQN" target="_blank" rel="noopener">I presunti documenti sulle armi biologiche in Ucraina</a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3r7B8tE" target="_blank" rel="noopener">Maskirovka, dezinformatsiya e altre misure attive della Russia</a></li>
</ul>
<hr />
<p>Proprio l&#8217;alto livello tecnologico raggiunto, però, è quello che permette di confezionare “da zero” un fatto da usare per la disinformazione. Pensiamo solamente a quanto accaduto coi numerosi video degli attacchi aerei che hanno sommerso il web in queste settimane di guerra: alcuni di essi (in realtà molto pochi) erano solamente degli spezzoni di videogiochi in altissima risoluzione. Questo ha contribuito a gettare ombre sull&#8217;autenticità di tutti i video apparsi, anche quelli che, dopo attenta analisi, si sono dimostrati veri. Spesso sono anche comparsi video di conflitti precedenti, rilanciati dai media occidentali senza aver fatto un adeguato – e lungo – controllo online, mentre altre volte la geolocalizzazione del filmato non è stata possibile ma si è comunque presa “per buona” la fonte.</p>
<p>Risulta chiaro quindi “<strong>il vizio</strong>” che si affianca al pericolo dell&#8217;uso spregiudicato di videoriprese provenienti da fonti terze per documentare un conflitto: siamo portati a definire come reale quello che più si avvicina alla nostra opinione/ideologia rifiutando tutto quanto se ne discosta e bollandolo come “falso” anche quando non lo è. Il pericolo quindi è quello di un&#8217;informazione “di parte”, inesatta e fuorviante che viene sfruttata dalle parti belligeranti secondo i propri fini propagandistici.</p>
<p>La stessa <strong>geolocalizzazione</strong> di un video, se non fatta da personale esperto in grado di dimostrare la metodologia usata per farla, è del tutto inefficace per lo scopo della ricerca “della verità”, e, anzi, diventa un&#8217;arma a doppio taglio: si corre il rischio di essere smentiti nella metodologia andando così a inficiare la veridicità di quanto ripreso. Gli stessi video, siano essi provenienti da un drone commerciale o da uno smartphone, possono essere ritoccati con software di grafica di altissimo livello per nascondere o creare particolari fondamentali, quindi, ancora una volta, le cosiddette <a href="https://it.insideover.com/difesa/qual-e-il-rischio-di-un-conflitto-per-lucraina.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>fonti OSINT</strong> (<em>Open Source Intelligence</em>)</a> rappresentate da osservatori casuali vanno attentamente vagliate. Le stesse <strong>fotografie satellitari</strong> pubblicamente diffuse, se provenienti da operatori commerciali che negli ultimi anni stanno ritagliandosi una nicchia di mercato importante, non sono garanzia di veridicità: innanzitutto la loro risoluzione è inferiore rispetto a quelle catturate dagli operatori militari, in secondo luogo la datazione può essere cambiata arbitrariamente e il pubblico, così come il giornalista, difficilmente è capace di riconoscere questo artificio. Due fotografie satellitari scattate a pochi giorni di distanza, ad esempio, potrebbero essere facilmente scambiate se non si è in grado di avere un <strong>record fotografico</strong> che mostri l&#8217;evoluzione temporale quotidiana del luogo ripreso, e qualora persistano dubbi sulla datazione (che può essere artefatta per il grande pubblico) sarebbe necessario comunque affiancare osservazioni certificabili da parte di personale o strumenti in loco, in grado di confermarne l&#8217;andamento nel tempo (ad esempio video o fotografie di strumenti ottici di sorveglianza).</p>
<p>Questo non significa che si debba sempre dubitare di tutto: le risorse utilizzate dagli Stati, se attivate, sono in grado di dare un ragionevole grado di certezza, ma bisogna sempre considerare che tali risorse possono essere utilizzate per “confezionare” notizie false o parzialmente tali da dare in pasto all&#8217;opinione pubblica, quindi, nel caso di crimini di guerra, è preferibile un <strong>atteggiamento prudente</strong> finché non vengono prodotte prove inconfutabili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-delle-fake-news-perche-la-disinformazione-non-si-ferma.html">La guerra delle fake news: perché la disinformazione non si ferma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le &#8220;misure attive&#8221; della Russia: disinformazione, sovversione e attacchi informatici</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-misure-attive-della-russia-disinformazione-sovversione-e-attacchi-informatici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2022 05:15:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber warfare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[infowar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Aктивные мероприятия (aktivnye meropriyatiya), che si può tradurre con “misure attive”, era (ed è) una terminologia usata dall&#8217;Unione Sovietica per descrivere una gamma di operazioni segrete e negabili di influenza politica e sovversione, inclusa (ma non limitata a) la creazione di organizzazioni di facciata, il sostegno di movimenti politici amichevoli, l&#8217;orchestrazione di disordini interni e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-misure-attive-della-russia-disinformazione-sovversione-e-attacchi-informatici.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-misure-attive-della-russia-disinformazione-sovversione-e-attacchi-informatici.html">Le &#8220;misure attive&#8221; della Russia: disinformazione, sovversione e attacchi informatici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>Aктивные мероприятия</em> (aktivnye meropriyatiya), che si può tradurre con “<strong>misure attive</strong>”, era (ed è) una terminologia usata dall&#8217;Unione Sovietica per descrivere una gamma di operazioni segrete e negabili di influenza politica e sovversione, inclusa (ma non limitata a) la creazione di organizzazioni di facciata, il sostegno di movimenti politici amichevoli, l&#8217;orchestrazione di disordini interni e la diffusione della disinformazione.</p>
<p>Le “<a href="https://press.armywarcollege.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1388&amp;context=parameters" target="_blank" rel="noopener">misure attive</a>” erano (e sono ancora) sfruttate dalla <strong>maskirovka</strong>, traducibile con “mimetizzazione”, che sottintende a tutte le attività legate alla conservazione del segreto e all&#8217;inganno del nemico riguardo ai piani, capacità e intenzioni delle forze armate. La maskirovka russa richiede “immaginazione” e “disponibilità di risorse”, come si legge nei vecchi testi del periodo sovietico, e le cui tecniche di attuazione devono essere adattate a ogni situazione peculiare.</p>
<p>La maskirovka è suddivisa in <strong>tattica</strong>, <strong>operativa</strong> e <strong>strategica</strong> a seconda del livello di attività che deve coprire. Quella tattica è simile alle tecniche occidentali di mascheramento, occultamento e inganno, ma effettuate con maggiore intensità. Quella operativa, oltre all&#8217;impiego di unità di forze speciali e convenzionali, prevede lo schieramento di equipaggiamenti falsi che fungono da esca, oppure lo spostamento continuo di uomini e mezzi su un fronte, l&#8217;utilizzazione di tutto lo spettro dell&#8217;<strong>EW</strong> (<em>Electronic Warfare</em>) con la generazione, ad esempio, di falso traffico di segnali, l&#8217;attivazione di tecniche di <strong><em>Cyber Warfare</em></strong> e la diffusione di notizie false o parzialmente tali (<strong>dezinformatsiya</strong>). Per implementare la maskirovka strategica vengono mobilitate tutte le risorse dello Stato fra le quali la diplomazia, la propaganda e appunto le già citate “misure attive” che riguardano anche il sabotaggio, l&#8217;appoggio ai movimenti terroristici e l&#8217;eliminazione di personalità o entità politiche avverse, nonché quella di “delatori” e collaboratori di governi stranieri.</p>
<hr />
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3wGCejo" target="_blank" rel="noopener">Che cos&#8217;è la Guerra Ibrida</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/34bkBfX" target="_blank" rel="noopener">La differenza tra i contractor russi e quelli occidentali</a></strong></li>
</ul>
<hr />
<p>Le misure attive, al tempo dell&#8217;Unione Sovietica, riflettevano la mentalità “<strong>da tempo di guerra costante</strong>” della leadership russa. Per il KGB, infatti, le misure attive divennero sempre più centrali nella sua attività all&#8217;estero, come esplicitato dall&#8217;allora direttore dell&#8217;agenzia Yuri Andropov nella sua Direttiva numero 0066 del 1982. Significativo, a tal proposito, che la definizione ufficiale di “intelligence” per il KGB fosse “una forma segreta di lotta politica che si avvale di mezzi e metodi clandestini per acquisire informazioni segrete di interesse e per attuare misure attive per esercitare un&#8217;influenza sull&#8217;avversario e indebolirne le posizioni politiche, economiche, scientifiche e tecniche e militari”.</p>
<p>Tali pratiche sono diventate meno comuni durante l&#8217;era Gorbaciov e poi negli anni &#8217;90, a causa della caotica dissoluzione dell&#8217;URSS e della profonda crisi in cui versava la Russia che aveva riflessi su tutti gli organismi dello Stato, ma anche, in parte, per il desiderio di migliorare le relazioni con l&#8217;Occidente.</p>
<p>Con l&#8217;avvento di Vladimir Putin, i servizi di intelligence estera russa (Il KGB è stato diviso tra <strong>FSB</strong> e <strong>SVR</strong> dopo la fine dell&#8217;Unione Sovietica) sono stati riportati ai vecchi livelli di finanziamento e attività. Già alla metà degli anni 2000, le “misure attive” dell&#8217;SVR non erano più solo confinate nei paesi del <strong><em>near abroad</em></strong> (estero vicino) dello spazio post-sovietico, ma erano nuovamente viste come una componente centrale della più ampia strategia di politica estera di Mosca.</p>
<p>Questa ritrovata attenzione per l&#8217;attività all&#8217;estero rifletteva un ampio cambiamento nella prospettiva strategica russa, meglio sintetizzata da Alexander Vladimirov, un generale in pensione che ha poi presieduto il gruppo di esperti militari del Consiglio per gli Affari Internazionali, un influente <em>think tank</em> vicino all&#8217;amministrazione presidenziale russa. Nel 2007 scriveva che “le guerre moderne si fanno a livello di coscienza e di idee” e che “l&#8217;umanità moderna esiste in uno stato di guerra permanente” in cui “oscilla tra fasi di vera lotta armata e costante preparazione per essa”.</p>
<p>Sono qui evidenti le profonde commistioni e analogie con la <strong><em>Hybrid Warfare</em></strong> russa, infatti la Guerra Ibrida di Mosca fa ampio ricorso, tra gli altri metodi, alle “misure attive”. Nel 1995 il generale Machmut Achmetovic Gareev pubblica il saggio “<em>If war comes tomorrow? The contours of future armed conflict</em>” che contribuisce a lanciare – e svecchiare – la visione del <em>warfare</em> russo verso quella che viene definita <em>Political Warfare</em>, o Guerra Ibrida. Egli sposta il classico concetto di “difesa di profondità” che si basa sulla distanza fisica che divide un opponente all’altro, verso una teoria più ampia, identificabile come <strong><em>Information Warfare</em></strong>, che però ha un’accezione diversa rispetto a quella occidentale avendo una postura prettamente strategica e con uno spettro d’azione a 360 gradi. Il generale Gareev, cioè, preconizza che le guerre del futuro devono essere (anche) condotte sul piano della propaganda e della disinformazione mirata, che sono utili per agire sia sulla società civile, minandone la fiducia nel sistema nazionale o creando disordini pubblici, sia sulle forze armate in generale, indebolendone la struttura con un impegno costante.</p>
<p>Quindi non più un conflitto aperto, dichiarato, che implicherebbe una difesa convenzionale (in profondità) ma <strong>una provocazione costante</strong>, “invisibile”, attuata su più fronti per fratturare il tessuto sociale avversario, la sua economia, la sua sicurezza e capacità di controllo politico. Una guerra “indiretta” (o <em>non-contact</em>) che comprende “attacchi di precisione senza contatto diretto contro uno Stato e i suoi sistemi di controllo militari, le sue comunicazioni, la sua economia” come descritto da un contemporaneo di Gareev, il generale Vladimir Slipcenko.</p>
<p>Torna quindi prepotente il concetto di “<strong>conflitto permanente</strong>” del periodo sovietico. A febbraio del 2013 il generale <strong>Valery Vasilievic Gerasimov</strong>, attuale capo di Stato maggiore della Difesa russo, pubblica “<em>The value of science is in the foresight: new chall</em>enges <em>demand rethinking the forms and methods of carrying out combat operations</em>” che dettaglia ulteriormente il modello di <em>Hybrid Warfare</em> precedentemente messo a punto da Gareev e Slipcenko aggiungendo un misto di componenti diplomatiche, pressione economica e politica e altre ingerenze non militari (facendo tesoro quindi della metodologia occidentale) per riuscire ad annientare il nemico.</p>
<hr />
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3HH74Lx" target="_blank" rel="noopener">Non solo Wagner: i contractor russi</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3NHMY7z" target="_blank" rel="noopener">Gli omicidi politici: uno strumento usato da Mosca sin dai tempi dell&#8217;URSS</a></strong></li>
<li><a href="https://bit.ly/3u4MzUS" target="_blank" rel="noopener"><strong>Chi è Valery Vasilievich Gerasimov</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Per il generale è l’<strong>aspetto politico</strong> quello che più incide nella guerra di nuova generazione ed è solo grazie alla sua formulazione che vengono per la prima volta nominati i corpi paramilitari e le <strong>Pmc</strong> (<em>Private Military Companies</em>) in modo aperto come strumenti essenziali di questa dottrina. In particolare la “Dottrina Gerasimov” individua metodi “non militari” di contrasto in grado di ottenere obiettivi strategici, e il generale valuta che il rapporto tra misure non militari e militari sia di 4 a 1.</p>
<p>In realtà la Hybrid Warfare così come la conosciamo oggi è dovuta a un&#8217;estensione della “Dottrina Gerasimov” ad opera di due militari russi in pensione diventati accademici di alto livello: il colonnello Sergey Cekinov e il generale Sergey Bogdanov. Sono loro, infatti, a inserire elementi come l’uso strumentale delle <strong>Ong</strong>, quello dei media di ogni livello e dei <strong>social network</strong>, l’azione delle istituzioni culturali in loco, e di attori di alto profilo nel campo dell’ecologia, della guerra psicologica e dello spionaggio. Recentemente abbiamo assistito a un ulteriore ampliamento degli strumenti di Guerra Ibrida con l&#8217;utilizzo delle <strong>ondate migratorie</strong> provocate <em>ad hoc</em> per minare la credibilità di uno Stato a livello internazionale e dividere la sua opinione pubblica.</p>
<p>Andando più in dettaglio di alcuni metodi di “misure attive”, utilizzate sin dai tempi dell&#8217;Unione Sovietica, troviamo la <strong>manipolazione della stampa estera</strong>, attraverso la diffusione di notizie false in modo da costruire una narrazione favorevole a Mosca; la <strong>produzione di documenti falsi</strong> per fuorviare governi stranieri, media e opinione pubblica, che possono essere anche falsi piani di guerra o documenti riguardanti ricerche scientifiche o belliche in modo da creare tensioni tra gli Stati avversari; la già citata <strong>disinformazione</strong> ovvero la diffusione di pettegolezzi, voci, insinuazioni e distorsioni di fatti per screditare governi e leader stranieri; la <strong>manipolazione economica</strong> sfruttando i legami commerciali o semplicemente le leggi del mercato; le <strong>operazioni di influenza politica</strong> che, ancora oggi hanno una grande importanza, sfruttanti i contatti con la politica negli Stati bersaglio, i dati economici e dei media, per garantirsi la collaborazione attiva con Mosca; l&#8217;<strong>uso di accademici e giornalisti</strong> russi, che spesso sono accettati all&#8217;estero come legittime controparti da parte di loro pari, che hanno il compito di propagandare una visione “alternativa” o addirittura di diffondere ostilità nel mondo accademico e dei media per l&#8217;agire dell&#8217;Occidente; senza dimenticare il <strong>sostegno ai movimenti pacifisti</strong>, visti come strumento per dividere l&#8217;opinione pubblica e quindi dirigere l&#8217;agenda politica di uno Stato avversario, il ricorso ad azioni aggressive nel campo <em>cyber</em> (attacchi informatici, furto e alterazione di dati), e l&#8217;affidarsi ai social network per screditare governi, personaggi politici o pubblici, e diffondere la propria propaganda secondo gli schemi della <em>Information Warfare</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-misure-attive-della-russia-disinformazione-sovversione-e-attacchi-informatici.html">Le &#8220;misure attive&#8221; della Russia: disinformazione, sovversione e attacchi informatici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ucraina, una guerra (anche) dell&#8217;informazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-una-guerra-anche-dell-informazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 14:55:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[infowar]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=348163</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1442" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220331165527155_67b5196e4fc3ff3376feb540bf726647-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220331165527155_67b5196e4fc3ff3376feb540bf726647-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220331165527155_67b5196e4fc3ff3376feb540bf726647-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220331165527155_67b5196e4fc3ff3376feb540bf726647-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220331165527155_67b5196e4fc3ff3376feb540bf726647-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220331165527155_67b5196e4fc3ff3376feb540bf726647-1536x1154.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220331165527155_67b5196e4fc3ff3376feb540bf726647-2048x1539.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra è, da sempre, anche una questione di psicologia. Perché il nemico, oltre che fisicamente, va vinto anche mentalmente, psicologicamente. Questo è il motivo per cui gli antichi si dipingevano la faccia, per cui i guerrieri maori danzavano alternando grida e pose guerresche prima della battaglia. Questo è il motivo per cui i più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-una-guerra-anche-dell-informazione.html">[...]</a></p>
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<p>Psicologia, la guerra è anche, e soprattutto, una questione di psicologia. E l&#8217;avvento prima della stampa e poi di Internet, a seconda del punto di vista, ha cambiato tutto o non ha cambiato niente. Non ha cambiato niente perché il nucleo delle operazioni psicologiche (<em>psyop</em>) è rimasto lo stesso: terrificare il nemico, sollevare il morale del proprio popolo. Ha cambiato tutto perché oggi è possibile immortalare una psyop in una foto, in un video, e internazionalizzarla in tempo zero grazie a piattaforme sociali come YouTube, Facebook e Twitter.</p>
<p>Le piattaforme sociali sono dei luoghi di incontro virtuali, il simbolo del mondo diventato villaggio globale, ma in un contesto bellico, e anche in altre occasioni, possono essere convertite in amplificatori della (dis)informazione, alteratori di percezioni e costruttori di consenso. Le tesi sulla psico-guerra di <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/edward-bernays-una-vita-dedicata-a-manipolare-le-masse.html">Edward Bernays</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/charles-douglas-jackson-lo-psico-guerriero-della-casa-bianca.html?fbclid=IwAR1UfZBrifweJuJK9XdEugXomRxtJ5Km4KiZ9ucwb3DpGuOAala1OPqJc7k">Charles Douglas Jackson</a> attualizzate e trasposte sui media sociali. La militarizzazione di ogni cosa e persona, dai prodotti di intrattenimento come<a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/telenovelas-e-cinema-le-nuove-armi-di-turchia-e-arabia-saudita.html"> musica e pellicole</a> agli <a href="https://www.vision-gt.eu/publications1/analytical-dossier/psyops-in-an-ever-changing-world-the-age-of-influencers/">influencer</a>.</p>
<p>Oggi, epoca delle guerre senza limiti, dove tutto è o può essere trasformato in un&#8217;arma, nessuno è al riparo da operazioni psicologiche e guerre dell&#8217;informazione. Nessuno. E quanto sta accadendo in <strong>Ucraina</strong>, laboratorio a cielo aperto di nuovi modi di penetrare la mente delle persone, ne è la prova.</p>
<h2>La strategia ucraina</h2>
<p>Comico nato, abituato alle telecamere e con la battuta sempre pronta,<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html"> Volodymyr Zelenskij</a> è riuscito nel mirabile tentativo, senza precedenti storici, di trasformare un teatro di guerra in un palcoscenico. Verrà ricordato anche per questo, per essere stato il primo &#8220;e-leader in tempo di guerra&#8221;. I social network, anziché i bunker, come rifugio.</p>
<p>La strategia comunicativa di Zelenskij è stata sin dall&#8217;inizio ad alto impatto, dalla scelta di abbandonare giacca e cravatta per vestire gli abiti delle masse – diventando <em>uno del popolo</em> – al ricorso massiccio ad una &#8220;mediaticità intelligente&#8221;: dirette, messaggi preregistrati e visite improvvise tra le macerie e negli ospedali, naturalmente davanti alle telecamere, sullo sfondo di un tour virtuale dei parlamenti e dei congressi occidentali. L&#8217;effetto complessivo è stato dirompente, straordinariamente incisivo, tanto che non è esagerato affermare che il &#8220;fattore Zelenskij&#8221; è stato fondamentale sia nel foraggiare una resistenza civile di vaste proporzioni sia nel convincere un riluttante Occidente ad agire con maggiore fermezza nei confronti della Russia.</p>
<p>A livello prettamente informativo, cioè di notizie e prodotti propagandistici, l&#8217;Ucraina ha puntato molto sulla realizzazione di contenuti simil-pubblicitari concepiti per suscitare sommovimenti emotivi tra i soggetti più sensibili, <a href="https://www.lastampa.it/esteri/2022/03/10/video/lucraina_prima_e_dopo_linvasione_russa_le_immagini_della_guerra_a_confronto_con_quelle_delle_bellezze_del_paese-2871205/">come i video sulla nazione prima e durante la guerra</a>, sull&#8217;attivismo social degli influencer, dai cantanti agli sportivi, dimostrando di aver interiorizzato le<em> misure attive</em> di sovietica memoria – fatte proprie, aggiornate e potenziate.</p>
<h2>La strategia russa</h2>
<p>Rimasti vittime del proprio inganno, <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-ucraina-ha-vinto-biden-vi-spieghiamo-perche.html">e caduti nell&#8217;abile tranello dell&#8217;amministrazione Biden</a>, i russi hanno iniziato una guerra, fuori di ogni logica strategica – <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-il-rischio-calcolato-male-di-putin.html">dato il rapporto costi-benefici tutto a danno di Mosca</a> –, che non avevano mai voluto realmente combattere. E il loro modo di fare la guerra informativa è la prova di quanto fossero impreparati: strategia comunicativa diretta all&#8217;esterno debole, quasi farsesca – si pensi, ad esempio, all&#8217;utilizzo di &#8220;operazione militare speciale&#8221; in luogo di guerra e/o invasione – e poco o nulla persuasiva, strategia comunicativa diretta all&#8217;interno delineata soltanto con l&#8217;incedere della guerra.</p>
<p>A livello esterno, perlomeno in Occidente, la guerra informativa della Russia ha attecchito poco per via della censura preventiva applicata dai regolatori dell&#8217;informazione e dalle grandi piattaforme sociali ai media russi in qualche modo legati e/o finanziati dal Cremlino, come RT e Sputnik, i cui canali sono stati rimossi da Facebook e YouTube, le cui trasmissioni sono state sospese e il cui normale accesso da Google è stato bloccato.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">I soprascritti organi di informazione, prima che venissero censurati, stavano concentrandosi sulla mera ripetizione dei pretesti utilizzati dal Cremlino per giustificare l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina: la presunta esistenza di un programma militare nucleare sotterraneo, il presunto sviluppo di armi di distruzione di massa nei bio-laboratori statunitensi localizzati nel Paese, la conduzione di un genocidio fisico e culturale ai danni della minoranza russofona, il potere politico detenuto da una cricca neonazista. Pretesti forti e deboli al tempo stesso: forti per le accuse rivolte a Kiev e a Washington, deboli nel contenuto effettivo.</span></p>
<p>Minimizzate le possibilità di portare avanti una campagna propagandistica a mezzo della stampa virtuale, il Cremlino ha ripiegato su tattiche vecchie, come la negazione di fatti compiuti – vedasi il bombardamento dell&#8217;ospedale di Mariupol, inizialmente negato e poi ammesso &#8220;a proprio modo&#8221; –, e nuove, come l&#8217;utilizzo dei famigerati eserciti di troll telecomandati dall&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-l-internet-research-agency-la-fabbrica-di-troll-del-cremlino.html">Internet Research Agency</a>, che ha aperto pagine e profili su Facebook, Telegram e Twitter per diffondere contenuti atti a denigrare le forze armate ucraine, quando identificandole come naziste e quando come effeminate ed omosessuali – un ritratto che se nel liberale Occidente otterrà scarsi risultati, in Russia e nel resto del mondo stuzzicherà nazionalisti, conservatori e religiosi,<a href="https://it.insideover.com/guerra/putin-cirillo-e-la-guerra-santa-in-ucraina.html"> conformemente alla volontà di spiegare questa guerra anche in termini di confronto civilizzazionale</a>.</p>
<p>La campagna comunicativa diretta all&#8217;opinione pubblica domestica è stata ed è sicuramente più solida, nonché maggiormente persuasiva, perché il Cremlino, rispondendo pan per focaccia alla censura occidentale, ha prima silenziato gli organi informativi europei ed americani e dopo ha stretto la morsa sui propri e avviato una campagna di incensamento all&#8217;insegna del trascinante slogan<em> Za pobedu</em> (let. Fino alla vittoria). Una tecnica, questa, mutuata dal passato sovietico – il celebre<em> Za mir</em> (per la pace) dell&#8217;era staliniana – e che si riallaccia al mito della Grande guerra patriottica contro la Germania nazista, sul quale<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html"> Vladimir Putin</a> ha costruito una parte significativa dell&#8217;identità della Russia postsovietica.</p>
<h2>Chi sta vincendo la guerra informativa?</h2>
<p>La guerra informativa della Russia, in sintesi, ha avuto e ha come colonne portanti la pubblicizzazione della propria narrativa sui fatti bellici, il trascinamento della propria opinione pubblica attraverso l&#8217;utilizzazione della &#8220;Z&#8221;, divenuta il simbolo della cosiddetta operazione militare speciale – venendo dipinta sui carri armati, sui palazzi e sulle strade, venendo stampata nelle magliette e nelle felpe e apparendo persino nei video propagandistici del governo –, e l&#8217;utilizzo dell&#8217;IRA per demonizzare gli ucraini, a fasi alterne dipinti come nazisti e omosessuali.</p>
<p>Con l&#8217;esclusione del mondo occidentale, dove la collaborazione tra governi, stampa e piattaforme sociali, da Facebook a TikTok, ha ridotto al minimo il potenziale della guerra informativa, analisi basate sull&#8217;intelligence delle fonti aperte (OSINT)<a href="https://www.theguardian.com/world/2022/mar/19/russia-ukraine-infowar-deepfakes"> hanno catturato una tendenza interessante</a>: la narrativa russa ha trovato terreno fertile e riscosso consenso in Latinoamerica, Africa subsahariana e Asia, ovvero in (quasi) tre quarti del mondo. <strong>È solo in Occidente</strong>, in pratica, che la narrativa ucraina sembra aver egemonizzato il panorama pubblico e alimentato estese simpatie verso la causa di Zelenskij.</p>
<p>Debole in Occidente, ma forte in gran parte del pianeta, la strategia informativa russa potrebbe condurre a esiti sorprendenti nel dopoguerra – perché l&#8217;ingegneria del consenso non è mai fine a se stessa, in quanto funzionale alla costruzione e/o al consolidamento di relazioni interstatali. Qualcosa su cui riflettere: la guerra informativa russa ha perso, sì, ma solo in un piccolo giardino, l&#8217;Occidente, che non rappresenta il mondo intero. Un&#8217;ulteriore prova della natura paradigmatica di questa guerra: <a href="https://www.ilnuovobaracchino.it/2022/03/15/terza-guerra-mondiale-a-pezzi/">spartiacque di questa parte di XXI secolo e catalizzatrice di una nuova globalizzazione,</a> compartimentata e a più velocità, all&#8217;interno della quale l&#8217;Occidente non sarà che una delle diverse polarità esistenti.</p>
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		<title>Una falla nella cortina di silenzio russa rende noto il numero dei caduti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/una-falla-nella-cortina-di-silenzio-russa-rende-noto-il-numero-dei-caduti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2022 09:49:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[infowar]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29745146-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29745146-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29745146-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29745146-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29745146-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29745146-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA29745146-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Durante un conflitto la propaganda di guerra impone ai belligeranti di ridimensionare le proprie perdite e di esasperare quelle del nemico. Che siano democrazie liberali o dittature il procedimento è sempre lo stesso, se pur effettuato con accorgimenti diversi: da quando esiste la stampa questa viene in qualche modo “piegata” alle esigenze governative di mantenere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-falla-nella-cortina-di-silenzio-russa-rende-noto-il-numero-dei-caduti.html">[...]</a></p>
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<p>Ecco perché durante il conflitto che sta imperversando in Ucraina da quasi un mese, il numero dei rispettivi caduti e feriti comunicato da ambo le parti può discostarsi, anche di molto, dalla realtà, e lo stesso discorso è valido per i mezzi perduti o per quelli messi fuori combattimento al nemico.</p>
<p>Nella giornata di ieri, però, questa cortina fumogena imposta dagli eventi bellici, per un attimo è sembrata sollevarsi quando un quotidiano russo, legato al Cremlino, ha pubblicato un articolo in cui si diffondeva un comunicato del ministero della Difesa di Mosca dove, oltre al rapporto delle operazioni di guerra, <strong>si è rivelata l&#8217;entità delle perdite</strong> umane russe con la finalità di smentire quelle abnormi comunicate da Kiev.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3LlwSz9" target="_blank" rel="noopener">La consistenza e l&#8217;organizzazione dell&#8217;esercito di Mosca</a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3o4u4fH" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;esercito ucraino prima del conflitto </a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3Itty27" target="_blank" rel="noopener">Gli armamenti usati nella guerra in Ucraina</a></li>
<li><a href="https://bit.ly/36dPv8r" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;avanzata russa al 19 marzo: come sono cambiate le operazioni belliche</a></li>
</ul>
<hr />
<p>La <em>Komsomolskaya Pravda</em>, un tabloid che durante il periodo sovietico era l&#8217;organo ufficiale di comunicazione del Komsomol, il partito comunista giovanile dell&#8217;URSS, ha infatti affermato il 20 marzo che “secondo le stime preliminari dello Stato maggiore delle forze armate ucraine, dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione militare speciale in Ucraina al 20 marzo, le forze armate della RF (Federazione Russa n.d.r.) hanno perso 96 aerei, 118 elicotteri e 14,7 mila militari” e invece Mosca smentisce tramite le parole del ministero della Difesa che “confuta le informazioni dello Stato maggiore ucraino sulle presunte perdite su larga scala delle forze armate RF in Ucraina. Secondo il ministero della Difesa della Federazione Russa, durante l&#8217;operazione speciale in Ucraina, <strong>le forze armate russe hanno perso 9861 persone uccise</strong>, 16153 persone sono rimaste ferite”.</p>
<p>L&#8217;articolo, come già accennato, riporta anche l&#8217;andamento delle operazioni usando le parole del generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, che afferma che “le unità delle forze armate russe stanno completando la sconfitta del battaglione nazionalista &#8216;Donbass&#8217; “, aggiungendo che durante la giornata le forze armate russe sono avanzate di 12 chilometri e, insieme alle unità della DPR (Repubblica Popolare di Donetsk n.d.r.), hanno bloccato l&#8217;insediamento di Sladkoe da tre lati. Viene anche detto che due carri armati, tre veicoli da combattimento di fanteria, sei pezzi di artiglieria da campo e mortai, nonché circa 60 militanti di una formazione nazionalista ucraina sono stati eliminati. Il comunicato prosegue affermando che “ora c&#8217;è una battaglia per la cattura degli insediamenti di Sladkoe, Novoukrainka e Shakhtarskoe con i resti di militanti e unità della 54a brigata meccanizzata separata delle truppe ucraine”, e secondo il portavoce del ministero della Difesa, domenica 20 marzo sono state colpite 89 strutture militari ucraine, inclusi posti di comando, installazioni di sistemi di lancio multiplo, armi di artiglieria, depositi di armi e munizioni e luoghi in cui era concentrato equipaggiamento militare, mentre sette droni ucraini sono stati abbattuti in aria.</p>
<hr />
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<hr />
<p>Mosca, quindi, avrebbe perso quasi 10mila uomini in meno di un mese di guerra, senza considerare i feriti e quelli fatti prigionieri. Possiamo quindi <a href="https://edition.cnn.com/2022/03/17/europe/russian-casualties-ukraine-military-readiness/index.html" target="_blank" rel="noopener">ritenere accettabili le stime dell&#8217;intelligence occidentale</a> affermanti che l&#8217;esercito russo ha subito perdite che si aggirano tra i 7mila e i 10mila uomini, anzi, se consideriamo la totalità del personale “fuori combattimento”, quindi la somma di morti, feriti e catturati, le cifre sono molto più elevate e si aggirano intorno al 13% del totale delle forze mobilitate per quest&#8217;operazione, ovvero circa 190mila uomini. Una valutazione simile dei caduti russi <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/03/22/in-ucraina-15mila-perdite-tra-i-russi.-putin-ha-mandato-forze-giovani-e-poco-motivate_00831fb7-252a-4173-81ee-9dd3b3d85d86.html" target="_blank" rel="noopener">è stata comunicata</a> anche dal capo di Stato Maggiore della Difesa italiana, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che durante l&#8217;audizione odierna alle commissioni difesa del Parlamento, ha affermato che si assesterebbero intorno alle 15mila unità.</p>
<p>L&#8217;articolo “incriminato” di <em>Komsomolskaya Pravda</em> è stato prontamente eliminato dal web, <a href="https://archive.ph/f0A2Y#selection-1439.0-1463.363" target="_blank" rel="noopener">ma ne è rimasta una copia “salvata” nell&#8217;archivio virtuale</a>. Quanto accaduto va preso comunque con le pinze: potrebbe essere l&#8217;ennesima forma di <strong><em>dezinformatsiya</em> </strong>russa volta a confondere le acque in occidente con la finalità di confermare quelle che sono le impressioni sulla difficoltà dell&#8217;esercito russo, per poi assestare il “colpo finale”.</p>
<p>Questa possibilità però ci sembra molto remota, e alquanto contorta come ragionamento, proprio perché ogni giorno ci arrivano quasi costantemente evidenze che mostrano quella che è una vera a propria crisi del sistema logistico russo, che deve affidarsi anche a mezzi di origine civile per trasportare rifornimenti, e più in generale di tutto il sistema militare collegato a questa operazione, che sta raccogliendo volontari da Cecenia, Siria e a quanto pare anche dalla Libia, da utilizzare nel conflitto a seconda delle necessità, che per alcuni – i ceceni – possono anche essere di tipo <em>combat</em>, come abbiamo visto a Mariupol, per altri saranno quasi sicuramente inerenti al controllo del territorio conquistato, in modo da liberare le truppe russe da questa incombenza per utilizzarle “al fronte”. Del resto l&#8217;ulteriore mobilitazione delle riserve russe, che arrivano anche dai distretti militari più orientali, richiede tempo: non si tratta di truppe <em>combat ready</em> quindi vanno equipaggiate ma soprattutto istruite. La notizia diffusa per errore dal quotidiano russo potrebbe quindi essere veritiera, e dimostrerebbe l&#8217;elevato costo di questa operazione bellica per Mosca se consideriamo ad esempio che le perdite statunitensi in tutta la campagna irachena cominciata nel 2003 ammontano a 4491 uomini.</p>
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