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	<title>influenza Archives - InsideOver</title>
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	<title>influenza Archives - InsideOver</title>
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		<title>Globalisti vs tradizionalisti: come funziona l’intreccio tra Russia e Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/globalisti-vs-tradizionalisti-come-funziona-lintreccio-tra-russia-e-africa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jean Marie Reure]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2022 16:25:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
		<category><![CDATA[propaganda]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1518" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia africa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-300x237.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-1024x810.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-768x607.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-1536x1215.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-2048x1620.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“L’élite occidentale, in particolare quella francese, è uno stupratore politico, economico e psicologico plurisecolare”. Questa è solo una delle tante, colorite invettive lanciate contro l’occidente dal panafricanista Kemi Seba, al secolo Stellio Gilles Robert Capo Chichi, nella sua lectio magistralis presso l’Istituto Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (Mgimo). È il 24 Ottobre e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/globalisti-vs-tradizionalisti-come-funziona-lintreccio-tra-russia-e-africa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/globalisti-vs-tradizionalisti-come-funziona-lintreccio-tra-russia-e-africa.html">Globalisti vs tradizionalisti: come funziona l’intreccio tra Russia e Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1518" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia africa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-300x237.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-1024x810.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-768x607.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-1536x1215.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/russia-africa-Agenzia_Fotogramma-1-2048x1620.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“L’élite occidentale, in particolare quella francese, è uno stupratore politico, economico e psicologico plurisecolare”. Questa è solo una delle tante, colorite invettive lanciate contro l’occidente dal panafricanista <strong>Kemi Seba</strong>, al secolo Stellio Gilles Robert Capo Chichi, nella sua lectio magistralis presso l’Istituto Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (Mgimo). È il 24 Ottobre e presso quello che Kissinger definì come “l’Harvard di Mosca” si tiene il forum intitolato “Russia-Africa: what’s next?”. Invitato di spicco è proprio Seba, un attivista franco-beninese legato all’<a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-ce-dietro-al-sentimento-antifrancese-in-africa.html">ecosistema informazionale russo</a>.</p>



<p>Il suo intervento verte sul ruolo del panafricanismo nella resistenza multipolare all’oligarchia occidentale ed è principalmente rivolto ad una platea di giovani universitari russi. Al di là della propaganda, delle espressioni colorite e dei toni profetici, il discorso di Seba è interessante poiché evidenzia il tentativo di costruzione di una narrazione alternativa a quella dell’occidente, volta ad approfondire il legame fra Russia ed Africa. Se il rinnovato interesse russo per l’Africa si manifesta già nel 2019 durante il forum di Sochi, l’<strong>invasione dell’Ucraina</strong> sembra aver accelerato questo processo. </p>



<p>Il Cremlino mirava infatti ad una guerra lampo in Ucraina, eppure a più di 160 giorni dall’inizio delle ostilità il conflitto continua e non si intravede alcuna soluzione negoziale. Il perdurare della guerra porta quindi inevitabilmente a una polarizzazione delle posizioni della comunità internazionale, in una dinamica che potrebbe ricordare quella dei blocchi della <strong>Guerra Fredda</strong>. In quest’ottica per Mosca è fondamentale tessere delle relazioni con Paesi al di fuori dell’occidente, al fine di non rimanere completamente isolata. L’intervento di Kemi Seba permette quindi di comprendere meglio la strategia di Mosca per conquistare cuori e menti delle popolazioni africane e dei loro governanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una narrazione alternativa </h2>



<p>Come ogni discorso revisionista, quello di Seba (e quindi per estensione quello della propaganda russa), si costruisce in opposizione all’Occidente. La prima distinzione che emerge nell’oratoria di Seba è quindi quella fra l’“Occidente collettivo” e il &#8220;non occidente&#8221;. Questa dicotomia, che nelle parole del panafricanista assume anche una sfumatura culturale, ricalca il tema dell’unipolarismo occidentale a guida americana in contrapposizione al multipolarismo inclusivo di cui la Russia è fervente sostenitrice. Cosa unisce quindi Africa e Russia? Non solo il non essere parte dell’<strong>Occidente</strong>, ma anche l’aver subito “le azioni dell’élite occidentale che hanno causato il crollo dell’<strong>Urss</strong>” e che impongono ai popoli africani “una costante instabilità”. </p>



<p>Sono quindi “la violenza, l’arroganza, l’insolenza e l’indecenza dall’élite (occidentale)” ad unire russi e africani. La guerra in Ucraina non è un’invasione ma un atto di difesa della sovranità russa a fronte dell’espansionismo della Nato. La visione di Zelensky, marionetta dell’occidente, ha numerosi epigoni in Africa, da <strong>Macky Sall</strong> (Presidente dell’Unione Africana) a <strong>Mahmat Déby</strong> (Presidente del Ciad e alleato chiave della Francia nello sforzo di stabilizzazione del Sahel). Per Seba il mondo non è quello descritto dalla BBC, dalla CNN o da France24: è un mondo dove l’occidente “<strong>globalista</strong>” ha dichiarato guerra al “resto del mondo”. </p>



<p>Nella visone del presidente dell’ong Urgences Panafricanistes esistono due blocchi, il primo è formato dai popoli tradizionali che difendono la propria identità, le proprie tradizione e visioni del mondo. L’altro è quello dei globalisti, che si ammantano del termine progresso per promuovere una visione neoliberale della società e dell’economia. Questo secondo blocco si oppone alla tradizione, rifiuta il metafisico e l’immateriale (non crede cioè a Dio) e “opera per diffondere il materialismo, la decadenza, la degenerazione, la distruzione dei valori del popolo e della famiglia”. Il blocco “globalista” tenterebbe quindi di imporre aggressivamente la propria visione della società, attraverso il concetto di democrazia che “non è che un modello di gestione del potere occidentale”.</p>



<p>Paesi quali la Cina, la Turchia, l’Iran e – naturalmente – la Russia assurgono allora a difensori del non-occidente, resistendo alle rivoluzioni dei colori orchestrate dall’occidente per destabilizzare il resto del mondo. Il discorso di Seba, che ricorda almeno in parte la propaganda sovietica negli anni di maggior tensione durante la Guerra Fredda, raggiunge un tale livello di mistificazione della realtà che potrebbe quasi far sorridere un lettore “occidentale”. Eppure, toccando dei punti dolenti della memoria storica della popolazioni russe (come il crollo del regime sovietico) e africane (il colonialismo, l’imposizione dall’alto di un modello di democrazia liberale), riscuote un grande interesse, dimostrato per esempio dal numero di seguaci di Seba sui suoi social.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla teoria alla pratica</h2>



<p>Le parole di Seba e di altri attivisti pro-russi, sebbene (o proprio perché) intrise di propaganda, hanno in realtà un impatto significativo sulla realtà africana, in particolare nella fascia del <strong>Sahel</strong>. Opinioni come quelle di Stellio Capo Chichi costituiscono infatti il brusio di sottofondo che alimenta il sentimento <strong>anti-francese</strong> in Mali, Burkina, Ciad, Repubblica Centrafricana, Togo, Benin ed altri paesi africani. Non sono certo i discorsi di Kemi Seba o Nathalie Yamb ad aver causato due colpi di stato in meno di un anno in Burkina Faso, o ad aver determinato la scelta del colonnello Assimi Goita, Presidente della giunta militare al potere in Mali, di rivolgersi a Mosca rompendo pressoché ogni contatto con Parigi. </p>



<p>Discorsi come quello qui riportato hanno però contributo ad infiammare le folle e a predisporre la popolazione all’arrivo dei famigerati <strong>contractors di Wagner</strong>. Non solo: il sentimento anti-francese alimentato dalla propaganda russa a novembre dell’anno scorso ha anche riunito migliaia di manifestanti nelle strade di Kaya, capoluogo di una provincia settentrionale del Burkina Faso. L’obiettivo della folla era quello di bloccare importanti convogli logistici dell’esercito francese partiti dalla Costa d’Avorio in direzione del Niger, perché accusati di voler ri-colonizzare il Paese senza per altro aver diminuito l’instabilità della regione. </p>



<p>L’episodio di Kaya conferma anche il crescente peso dell’influenza Russa in Africa. Se con le sanzioni varante dall’occidente l’agenzia di stampa russa Sputnik ha perso milioni di lettori in Europa, <em>Sputnik France</em> è stato recentemente rinominato <em>Sputnik Afrique</em>, sottolineando la crescente influenza dell’informazione controllata dal Cremlino in Africa. Non è quindi un caso che il 9 novembre <strong>Emmanuel Macron</strong>, in un discorso pronunciato dall’hangar della portaelicotteri Dixmude, abbia annunciato <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-annuncera-la-fine-della-missione-barkhane-in-sahel-e-adesso.html">la fine dell’<strong>operazione Barkhane</strong></a> contestualmente alla presentazione della <a href="http://www.sgdsn.gouv.fr/uploads/2022/11/revue-nationale-strategique-07112022.pdf">Revue Nationale Strategique</a> (Rns). </p>



<p>L’Rns è un documento programmatico che ha per obiettivo quello di guidare le politiche di difesa e i conseguenti investimenti fino al 2030. L’elemento di maggior novità in questo documento programmatico è l’elevazione del concetto di “influenza” al ruolo di “funzione strategica”. L’influenza consiste proprio nella capacità di vincere i cuori e le menti, di influenzare le popolazioni veicolando determinati sentimenti. Quello anti-francese è sicuramente una delle ragioni che hanno portato alla fine di Barkhane, dato il significativo peggioramento delle condizioni operative. La sfida per la Francia e per l’Occidente collettivo è allora quella di passare da una postura reattiva ad una proattiva. Come si possano però condurre delle campagne di influenza pur rispettando i valori fondanti delle democrazia occidentali rimane per ora una grande incognita.</p>
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		<item>
		<title>Canada, primo essere umano contagiato da un raro ceppo dell&#8217;influenza suina</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/canada-primo-essere-umano-contagiato-da-un-raro-ceppo-dellinfluenza-suina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2020 17:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vaccinazione influenza suina (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il virus H1N2, un raro ceppo dell&#8217;influenza suina, ha infettato per la prima volta un essere umano in Canada. È accaduto lo scorso metà ottobre nella provincia occidentale dell&#8217;Alberta, dove le autorità sanitarie hanno segnalato l&#8217;inaspettato contagio. Il caso positivo è stato scoperto dopo un test per il coronavirus effettuato in ospedale (la prassi, in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/canada-primo-essere-umano-contagiato-da-un-raro-ceppo-dellinfluenza-suina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vaccinazione influenza suina (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Influenza-suina-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>virus H1N2</strong>, un raro ceppo dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/societa/quando-il-mondo-ha-tremato-per-l-influenza-suina.html">influenza suina</a>, ha infettato per la prima volta un essere umano in <strong>Canada</strong>. È accaduto lo scorso metà ottobre nella provincia occidentale dell&#8217;Alberta, dove le autorità sanitarie<a href="https://www.cbc.ca/news/canada/edmonton/alberta-swine-flu-deena-hinshaw-1.5789440"> hanno segnalato l&#8217;inaspettato contagio</a>. Il caso positivo è stato scoperto dopo un test per il coronavirus effettuato in ospedale (la prassi, in caso di positività all&#8217;influenza, è quella di effettuare un ulteriore test per capire di quale virus si tratti).</p>
<p>Al soggetto infetto, gestito di fatto come un paziente Covid, è stato consigliato di restare a casa per 10 giorni. Si tratterebbe di un <strong>caso isolato</strong> e, a giudicare dalle spiegazioni fornite dai funzionari locali, non vi sarebbe alcun rischio per i cittadini. &#8220;Questo è l&#8217;unico caso di influenza riportato in Alberta finora in questa stagione influenzale&#8221;, hanno sottolineato. Eppure, visto il precedente con <a href="https://it.insideover.com/politica/come-funziona-e-perche-e-pericoloso-il-coronavirus.html">Sars-CoV-1</a>, nessuno se la sente di dormire sogni tranquilli.</p>
<p>Già, perché la misteriosa malattia che a cavallo tra il dicembre e il gennaio 2019 aveva messo in ginocchio Wuhan, assicuravano gli esperti, non avrebbe mai e poi mai potuto trasmettersi tra persone. E invece sappiamo tutti com&#8217;è andata a finire. Dunque, tornando al caso canadese di <strong>H1N2</strong>, la situazione ha destato una certa preoccupazione. Sappiamo che il paziente infetto ha manifestato lievi sintomi, molto simili all&#8217;influenza. È stato testato e poi si è rapidamente ripreso. Al momento, hanno ribadito le autorità, &#8220;non ci sono prove che il virus si sia diffuso ulteriormente&#8221;.</p>
<h2>L&#8217;origine e la provenienza del virus</h2>
<p>Una domanda sorge subito spontanea: come ha fatto il virus H1N2 ad arrivare in Canada? Un altro interrogativo è quasi automatico: com&#8217;è avvenuto il contagio? Nonostante le prime dichiarazioni, <a href="https://www.agi.it/estero/news/2020-11-05/raro-ceppo-influenza-suina-trovato-uomo-infettato-canada-10185922/">fonti di agenzia</a> riportano che le autorità canadesi stanno esaminando la provenienza del virus per verificare che non si sia ulteriormente <strong>diffuso</strong>. La dottoressa Deena Hinshaw, che ricopre il ruolo di direttore sanitario della salute dell&#8217;Alberta, e il dottor Keith Lehman, veterinario provinciale, hanno provato a fare il punto della situazione.</p>
<p>&#8220;Tutti i casi rinvenuti nel passato sono stati collegati al contatto diretto o indiretto con i <strong>suini</strong>, e nessuno dei casi precedentemente segnalati ha causato una trasmissione da uomo a uomo prolungata&#8221;, ha detto Hinshaw. In effetti dal 2005 a oggi sono stati segnalati appena 27 casi in tutto il mondo di persone infettate dall&#8217;H1N2, da non confondere con il più comune virus dell&#8217;influenza suina H1N1. Il ceppo H1N2 non è una malattia legata al cibo e non è trasmissibile agli esseri umani mangiando carne di maiale o altri prodotti suini. &#8220;Questo è un raro tipo di influenza negli esseri umani, tipicamente acquisito dall&#8217;esposizione a suini infetti e non si diffonde facilmente da uomo a uomo&#8221;, hanno specificato i funzionari.</p>
<p>Il governo canadese <a href="https://www.canada.ca/en/public-health/services/diseases/human-influenza-a-h1n2-v-swine-origin.html">ha spiegato</a> che le infezioni umane di H1N2v (dove &#8220;v&#8221; sta per variante) di solito si verificano dopo l&#8217;esposizione diretta o indiretta a suini infetti. &#8220;Quando un maiale infetto tossisce o starnutisce, le sue goccioline respiratorie si diffondono nell&#8217;aria. Se ti trovi nelle vicinanze e inali le <strong>goccioline infette</strong>, puoi essere infettato. Puoi anche essere infettato se tocchi qualcosa di infetto e poi ti tocchi la bocca o il naso&#8221;, si legge nel messaggio.</p>
<h2>Un rebus complesso</h2>
<p>Il rebus è piuttosto complicato. Il paziente infetto, del quale non sono state fornite le generalità, avrebbe potuto contrarre il virus in seguito a una prolungata esposizione con suini infetti, magari in una fattoria. Ma stiamo parlando soltanto di un&#8217;ipotesi tra le tante presenti sul tavolo (seppur la più papabile). Comunque sia, il dottor Lehman sostiene che non vi sarebbe alcun <a href="https://it.insideover.com/societa/focolai-contagi-e-vittime-linferno-dei-mattatoi.html">collegamento con i mattatoi</a>.</p>
<p>Sebbene rarissimo tra gli esseri umani, il virus H1N2 è abbastanza comune nei suini, dove è noto per causare <strong>difficoltà respiratorie</strong> e <strong>febbre</strong>. Il dottor Lehman ha detto che in genere è solito assistere dai 10 ai 30 casi di H1N2 suini ogni trimestre, per lo più situati nel Canada occidentale, aggiungendo che è diventato un po&#8217; più diffuso negli ultimi anni, insieme ad altri ceppi di influenza. In ogni caso, i funzionari sanitari canadesi hanno quasi finito di analizzare tutti i test per Covid e influenza condotti nelle ultime due settimane nell&#8217;Alberta. Fin qui non sarebbe stato registrato alcun nuovo caso di H1N2.</p>
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		<title>Quando finirà davvero il Covid? Che cosa ci insegna la Storia</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/quando-finira-davvero-il-covid-che-cosa-ci-insegna-la-storia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 08:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
		<category><![CDATA[Peste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 17 novembre del 2019, si registra in Cina il primo contagio di Covid-19. I media iniziano a parlare di una &#8220;strana polmonite&#8221; che, poco a poco, colpisce la popolazione dello Hubei. Nessuno può immaginare ciò che accadrà nei mesi a venire. Il virus si muove velocemente, troppo. Xi Jinping dichiara guerra al &#8220;demone&#8221; del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/quando-finira-davvero-il-covid-che-cosa-ci-insegna-la-storia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/quando-finira-davvero-il-covid-che-cosa-ci-insegna-la-storia.html">Quando finirà davvero il Covid? Che cosa ci insegna la Storia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Pandemia-Covid-19-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 17 novembre del 2019, si registra in Cina il primo contagio di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Covid-19</strong></a>. I media iniziano a parlare di una &#8220;strana polmonite&#8221; che, poco a poco, colpisce la popolazione dello Hubei. Nessuno può immaginare ciò che accadrà nei mesi a venire. Il virus si muove velocemente, troppo. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Xi Jinping</strong></a> dichiara guerra al <a href="https://it.insideover.com/societa/il-demone-cinese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;demone&#8221; del coronavirus</a>, ma gli sforzi cinesi &#8211; arrivati dopo ritardi e mancanze &#8211; non bastano a fermare il contagio. In pochi mesi, il nuovo coronavirus è in Germania, Italia, India e Stati Uniti. La peste del XIV secolo ci mise 16 anni per arrivare in Europa. Il Covid-19 riesce a fare lo stesso percorso in pochi mesi. I tempi sono cambiati, gli scambi tra Paesi, anche lontanissimi, sono sempre più frequenti e, soprattutto, veloci. E così il virus è libero di correre.</p>
<p><a href="http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=4209" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;11 marzo del 2020</a>, l&#8217;Oms dichiara la pandemia: &#8220;Nei giorni e nelle settimane a venire, prevediamo che il numero di casi, il numero di decessi e il numero di paesi colpiti aumenteranno ancora di più &#8211; annuncia il direttore generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-tedros-adhanom-ghebreyesus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Tedros Adhanom Ghebreyesus</strong></a> &#8211; L&#8217;Oms ha valutato questo focolaio 24 ore su 24 e siamo profondamente preoccupati sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia dai livelli allarmanti di inazione. Abbiamo quindi valutato che Covid-19 può essere caratterizzato come una pandemia. Pandemia non è una parola da usare con leggerezza o disattenzione&#8221;. Il Covid-19 diventa così un problema globale. Questo è ciò che, ad oggi, sappiamo del virus. Questo e poco altro. Riusciamo a ripercorrerne la nascita e la diffusione, ma non sappiamo ancora quando uscirà dalle nostre vite.</p>
<p>La Storia, però, può esserci d&#8217;aiuto. <a href="https://www.nytimes.com/2020/05/10/health/coronavirus-plague-pandemic-history.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un articolo del <em>New York Times</em> del 10 maggio scorso</a> (qui la traduzione di <a href="https://www.internazionale.it/notizie/gina-kolata/2020/05/21/quando-come-finisce-pandemia" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Internazionale</em></a>) individuava due momenti fondamentali per dichiarare conclusa una pandemia: &#8220;La <strong>fine sanitaria</strong>, quando crollano l’incidenza e la mortalità, e quella <strong>sociale</strong>, quando sparisce la paura dovuta alla malattia&#8221;. A che punto siamo adesso? Difficile dirlo con certezza. Durante la scorsa estate, sembrava che in Italia il virus avesse perso la propria spinta e fosse meno pericoloso. Da metà maggio fino alla fine di settembre, infatti, i contagi sono stati nell&#8217;ordine di poche centinaia/migliaia al giorno, le terapie intensive erano stabili e i decessi al minimo. Nelle ultime settimane, seguendo il trend europeo, il numero delle persone contagiate in Italia è però schizzato oltre gli 11mila (di cui il 95% asintomatiche, <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/10/14/covid-palu-asintomatico-dei-positivi-irrazionale-inseguirli_tsRjpBnveHkrhIMgd0lVvL.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come ha affermato il virologo Giorgio Palù</a>), le terapie intensive si stanno lentamente riempiendo e il numero di morti risulta stabile. La situazione attuale non è paragonabile a quella dello scorso inverno, <a href="https://www.corriere.it/politica/20_ottobre_18/coronavirus-conte-ferma-rigoristi-non-siamo-marzo-servono-misure-ponderate-1175d890-10bd-11eb-bf58-6564bb782bca.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come ha spiegato anche il presidente del Consiglio <strong>Giuseppe Conte</strong></a>: &#8220;Non siamo a marzo, dobbiamo adottare scelte proporzionate e ponderate&#8221;. Ad oggi, l&#8217;obiettivo del governo è quello di contenere il virus in modo tale che l&#8217;impatto sulle strutture sanitarie sia come un&#8217;onda piccola e costante e non come uno tsunami che tutto travolge. Perché forse, la cosa migliore da fare è imparare a convivere con il virus, smorzandolo il più possibile e riducendo al minimo l&#8217;impatto sugli ospedali.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-293845 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-1024x721.jpg" alt="" width="1024" height="721" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-1536x1081.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-2048x1441.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il secondo modo, forse un po&#8217; brutale, per dichiarare la fine di una pandemia è rappresentato dalla popolazione che, stanca dell&#8217;epidemia, decide di convivere con il virus. Secondo Allan Brandt, storico di Harvard citato dal <em>New York Times</em>, questo scenario potrebbe avverarsi con il Covid-19: &#8220;Come evidenzia il dibattito sulla riapertura, le discussioni a proposito della cosiddetta fine della pandemia non sono determinate dai dati medici e sanitari, ma dal processo sociopolitico&#8221;. La prima cosa da fare per accelerare la fine del coronavirus è raccontare ciò che sta accadendo in modo chiaro, senza però cedere a inutili allarmismi. Ci troviamo certamente di fronte a un virus complesso, ma il Covid-19 non è la <strong>peste</strong>. A proposito: questo morbo, che in diverse occasioni ha decimato la popolazione mondiale, ci insegna una cosa molto importante: le malattie vanno e vengono. A volte in modo misterioso. La &#8220;morte nera&#8221; non è infatti sparita, ma si è solo momentaneamente ritirata: &#8220;Negli Stati Uniti &#8211; riporta il <em>New York Times</em>, la malattia è endemica tra i cani della prateria, roditori che vivono nel sudovest, e può essere trasmessa agli essere umani&#8221;. Recentemente, <a href="https://it.insideover.com/societa/cina-la-peste-bubbonica-torna-a-far-paura-isolato-un-villaggio.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">alcuni casi si sono registrati anche in Cina</a>. &#8220;La peste&#8221; &#8211; fa notare Giuseppe Pigoli ne <em>I dardi di Apollo</em> (Utet) &#8211; &#8220;non è mai stata debellata in modo radicale. In un rapporto dell&#8217;Oms del 2000 sono stati elencati oltre 34mila casi in 24 nazioni nell&#8217;arco di 15 anni. Soprattutto dagli anni Novanta si è assistito ad una recrudescenza del male, al punto che è stata fatta rientrare nel novero delle malattie ri-emergenti&#8221;.</p>
<h2>L&#8217;influenza spagnola</h2>
<p><a href="https://www.open.online/2020/06/27/influenza-spagnola-e-covid-19-similitudini-differenze-e-cosa-dobbiamo-imparare-dalla-storia-intervista-storico-medicina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Molti hanno paragonato il Covid-19 all&#8217;<strong>influenza spagnola</strong></a> che, tra il 1918 e il 1920, infettò 500 milioni di persone, uccidendone (secondo alcune stime) 50 milioni. A distanza di cento anni, non si sa ancora dove sia nato questo virus. Le ipotesi sono le più disparate: c&#8217;è chi ritiene che si sia inizialmente diffuso nella contea di Haskell in Kansas e portato dai soldati americani in Europa e chi sostiene che, a far da super diffusori, furono 96mila lavoratori cinesi infetti inviati sul fronte occidentale durante la <strong>Prima guerra mondiale</strong> per aiutare le truppe inglesi e francesi. Come fa notare Pigoli nel volume citato, &#8220;la malattia si presentava come una <strong>&#8216;banale&#8217; influenza</strong>: febbre, dolori alle articolazioni e debolezza. Nel volgere di pochi giorni però il quadro clinico subiva un peggioramento drammatico: la febbre conosceva un brusco rialzo e comparivano muco e sangue nei bronchi che &#8216;annegavano&#8217; le persone colpite portando rapidamente a morte individui sino a poco prima sani&#8221;. Una descrizione, questa, che ricorda molto il Covid-19.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-293846 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_10263932-1024x694.jpg" alt="" width="1024" height="694" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_10263932-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_10263932-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_10263932-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_10263932-1536x1041.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_10263932-2048x1389.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_10263932-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Contrariamente a quanto si possa pensare, però, ad essere colpiti non furono le persone più fragili e gli anziani, come il coronavirus, ma uomini tutto sommato giovani. Stanchi, sporchi e sfiniti dal fango delle trincee, i militari furono il bersaglio preferito del morbo, che infatti ne inghiottì a migliaia. Nel maggio del 1918, i tassi di mortalità toccarono il 70%. Fu l&#8217;inizio del massacro: tornando a casa, i reduci portarono con sé il morbo, che colpì anche i loro parenti: &#8220;Le cronache parlano di funerali celebrati di continuo, di persone che portavano mascherine protettive e di intere famiglie colpite, segregate in case di cui le forze dell&#8217;ordine sorvegliavano le porte&#8221;. Dopo due anni, la &#8220;spagnola&#8221; sparì all&#8217;improvviso. Fa notare Pigoli che &#8220;i virus trovano la propria ragione di sopravvivenza camuffandosi per sfuggire agli anticorpi. La storia di queste mutazioni è ricca di episodi che ci rendono chiaro come questo agente infettivo sia pressoché invincibile e di come, nonostante ogni anno le autorità sanitarie approntino nuovi vaccini, saltuariamente si verifichino epidemie virulente, difficilmente controllabili, come quelle avvenute nel 1957, 1968 e 1977&#8221;.</p>
<p>I virus, dunque, vanno e vengono. E sono, come ha scritto Andrew Nikiforuk ne <em>Il quarto cavaliere</em>, &#8220;un promemoria mutante di come è la vita&#8221;.</p>
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		<title>Come mai ci sono meno casi di influenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/come-mai-ci-sono-meno-casi-di-influenza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 14:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1350" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-1024x720.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-1536x1080.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-2048x1440.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pandemia di coronavirus si è, nel corso del 2020, espansa a tutto il pianeta e attualmente sta colpendo con dura forza anche i Paesi dell&#8217;emisfero australe, avviati alla conclusione della loro stagione invernale. L&#8217;America Latina, in particolare, ha subito con inaudita violenza l&#8217;urto del contagio, che dal Brasile alla Colombia, passando per il Perù, non ha risparmiato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/come-mai-ci-sono-meno-casi-di-influenza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1350" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-1024x720.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-1536x1080.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Coronavirus-2048x1440.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>pandemia di coronavirus </strong>si è, nel corso del 2020, espansa a tutto il pianeta e attualmente sta colpendo con dura forza anche i Paesi dell&#8217;emisfero australe, avviati alla conclusione della loro <strong>stagione invernale</strong>. L&#8217;America Latina, in particolare, ha subito con<a href="https://it.insideover.com/societa/seconda-ondata-la-minaccia-dellamerica-latina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> inaudita violenza</a> l&#8217;urto del contagio, <a href="https://it.insideover.com/societa/ecco-come-la-pandemia-sta-mettendo-in-ginocchio-il-brasile.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">che dal Brasile</a> alla Colombia, passando <a href="https://it.insideover.com/societa/il-dramma-peruviano-ai-tempi-del-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per il Perù,</a> non ha risparmiato alcuna nazione, mentre oltre Atlantico Paesi come il Sudafrica contano a loro volta centinaia di migliaia di casi.</p>
<p>Nel corso dei mesi in cui il contagio ha corso nel Sud del mondo, studiosi e centri medici hanno notato l&#8217;insorgere di un fenomeno peculiare: alla corsa galoppante del Sars-Cov-2, che sta portando a nuovi record nel <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2020/09/14/coronavirus-oms-record-casi-nel-mondo-307.930-in-24h_093da641-683d-4c56-9a3c-3ee525a5f7e6.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dato dei contagi quotidiani</a>, si è, in molti Paesi, aggiunto un parallelo calo dei casi accertati di <strong>influenza stagionale, </strong>che nell&#8217;inverno australe sembra esser praticamente scomparsa.</p>
<p><a href="https://www.advisory.com/daily-briefing/2020/07/24/coronavirus-restrictions" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il centro di ricerca <strong>Advisory Board </strong>ha segnalato</a> l&#8217;esempio di tre Paesi australi, Argentina, Sudafrica e Nuova Zelanda, che hanno posto in essere s<strong>trette misure </strong>di confinamento in contrasto al Covid-19. Nel grande Paese latinoamericano il calo su base annua è stato del 64% nel semestre gennaio-giugno: da oltre 420mila a 151mila casi, <a href="https://www.worldometers.info/coronavirus/country/argentina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">a fronte di oltre mezzo milione di contagiati da coronavirus;</a> la <strong>Rainbow Nation, </strong>invece, non ha riportato abbastanza casi da poter dire di aver sperimentato un&#8217;epidemia influenzale, mentre in Nuova Zelanda si è assistito a un calo del 90% dei casi di influenza e del 60% delle altre malattie respiratorie.</p>
<p>Altri Paesi, dal Brasile al Cile, pur non avendo sperimentato <strong>lockdown</strong> paragonabili presentano dati simili. E in <strong>Australia</strong> fa specie l&#8217;esempio di giugno, dove dagli oltre 22mila casi di influenza del 2019 si è scesi solo a 85 nuovi infetti ufficialmente registrati.</p>
<p>Cosa significa tutto questo? Le lezioni per l&#8217;emisfero boreale, che ha subito il contagio da Covid-19 nell&#8217;imminenza del passaggio dall&#8217;inverno alla primavera e mentre l&#8217;influenza stagionale aveva già scavallato il picco sono molteplici. La prima è lapalissiana: le <strong>misure di contenimento</strong> per il Covid-19 hanno direttamente abbattuto anche i casi di influenza, con il virus che ha potuto creare problemi maggiori a causa della maggiore virulenza. Richard Medlicott, un medico neozelandese, ha segnalato che nei Paesi che sono entrati in lockdown totale a fare la differenza è stato lo stop alla mobilità <a href="https://www.advisory.com/daily-briefing/2020/07/24/coronavirus-restrictions" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per <strong>bambini e ragazzi in età scolare, </strong>i</a> principali propagatori dell&#8217;influenza stagionale. Vi è poi da sottolineare che, essendo il Sars-Cov-2 insorto nei Paesi colpiti in maniera anticipata rispetto ai picchi di influenza, attorno maggio o giugno, nell&#8217;emisfero australe centinaia di migliaia di persone possono o aver visto i sintomi influenzali coperti da quelli più virulenti del Covid-19 o aver dovuto subire, in caso di contagio non letale, la malattia come principale prova per il <strong>sistema immunitario</strong>. Una massiccia reazione al contagio da coronavirus, in questo contesto, può aver alzato le barriere immunitarie  contro la più blanda influenza stagionale.</p>
<p>Questo significa che nel caso in cui nuovi lockdown non siano necessari nei prossimi mesi nell&#8217;emisfero boreale la sfida maggiore sarà, per i sistemi sanitari europei e nordamericani, evitare una sovrapposizione tra i picchi influenzali e una nuova ondata di Covid-19. <strong>Abbattere la curva dell&#8217;influenza </strong>aiuta a decongestionare gli ospedali ed evitare una pericolosa &#8220;infodemia&#8221; per le persone impossibilitate a distinguere tra i primi sintomi del Covid-19 e quelli invece propri dell&#8217;influenza nella fase iniziale della malattia. Una politica di vaccinazione di massa anti-influenzale per le categorie più a rischio di fronte al coronavirus o per i soggetti, come i ragazzi in età scolare, maggiormente in grado di propagarla, appare come una <strong>scelta strategica </strong>che può aiutare a prevenire un nuovo picco epidemico del ben più pericoloso coronavirus. Kanta Subbarao, direttore del centro di ricerca sull&#8217;influenza dell&#8217;Oms basato a <strong>Melbourne, </strong><a href="https://www.vaxbeforetravel.com/influenza-no-showed-southern-hemispheres-flu-season" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha dichiarato che</a> non è detto in partenza che l&#8217;emisfero boreale conoscerà trend simili a quelli dell&#8217;emisfero australe in cui il lockdown ha frenato la malattia stagionale. Urge <strong>giocare d&#8217;anticipo </strong>e sensibilizzare sul tema delle vaccinazioni e delle prevenzioni: alzando un muro contro l&#8217;influenza si potrà nel migliore dei modi abbattere il rischio di una propagazione incontrollata del coronavirus.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Così l&#8217;influenza può facilitare la diffusione del Covid-19</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cosi-linfluenza-puo-facilitare-la-diffusione-del-covid-19.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2020 09:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=289096</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-1536x1004.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-2048x1339.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una seconda ondata di coronavirus in contemporanea con il risveglio della classica influenza stagionale. È questa la più grande paura degli epidemiologi in vista dei prossimi mesi quando, a cavallo tra l&#8217;autunno e l&#8217;inverno, raffreddori, tossi e febbri varie sono all&#8217;ordine del giorno. Il problema è che adesso, con l&#8217;arrivo tra noi del Sars-CoV-2, una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/cosi-linfluenza-puo-facilitare-la-diffusione-del-covid-19.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/cosi-linfluenza-puo-facilitare-la-diffusione-del-covid-19.html">Così l&#8217;influenza può facilitare la diffusione del Covid-19</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-1536x1004.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-Spagna-2048x1339.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una seconda ondata di <strong>coronavirus</strong> in contemporanea con il risveglio della classica <strong>influenza </strong>stagionale. È questa la più grande paura degli epidemiologi in vista dei prossimi mesi quando, a cavallo tra l&#8217;autunno e l&#8217;inverno,<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/distinguere-linfluenza-covid-1885563.html"> raffreddori, tossi e febbri varie sono all&#8217;ordine del giorno</a>. Il problema è che adesso, con l&#8217;arrivo tra noi del Sars-CoV-2, una banale febbre, con una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi, una tosse insistente per qualche allergia o un semplice malanno dovuto a uno sbalzo termico, sono sufficienti a far scattare tutti gli allarmi del caso.</p>
<p>Che cosa succederà quando sempre più persone verranno contagiate dalla normale influenza? La maggioranza di loro penserà probabilmente di avere il Covid e si fionderà negli <strong>ospedali</strong>, intasando così il sistema sanitario italiano. Il worst-case scenario prosegue con il possibile cortocircuito della sanità italiana, ipotesi tra l&#8217;altro tirata in ballo da vari esperti.</p>
<p>A proposito di influenza, c&#8217;è uno studio congiunto, a opera dell&#8217;Istituto Max Planck in Germania e dell&#8217;Istituto Pasteur in Francia, che ha dimostrato come la collisione di pandemia di Covid e influenza possa contribuire a <strong>raddoppiare</strong> la trasmissione del Covid. La ricerca, <a href="https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.09.07.20189779v1">pubblicata su <em>Medrxiv.org</em></a>, e ancora da sottoporre a peer-review, ha attirato l&#8217;attenzione di vari scienziati. Se non altro perché affronta un tema determinante in vista dell&#8217;imminente futuro: il rapporto-legame tra nuovo coronavirus e influenza.</p>
<h2>Trasmissione raddoppiata</h2>
<p>Detto in altre parole, l&#8217;influenza potrebbe più che raddoppiare la <strong>velocità di trasmissione</strong> del nuovo coronavirus. La citata ricerca, riportata anche dal <a href="https://www.scmp.com/news/china/science/article/3101048/coronavirus-scientists-find-collision-pandemic-and-flu-doubles"><em>South China Morning Post</em></a>, ha infatti dimostrato come un paziente infettato dal Sars-CoV-2 sia mediamente in grado di trasmettere il Covid-19 ad altre due persone. Ma se quella stessa persona avesse anche l&#8217;influenza, sarebbe in grado di aiutare il misterioso virus a trasferirsi nell&#8217;organismo di <strong>quattro</strong> o <strong>cinque persone</strong>. Il titolo dello studio è emblematico: &#8220;L&#8217;influenza può facilitare la diffusione della SARS-CoV-2&#8221;.</p>
<p>I ricercatori, guidati dall&#8217;epidemiologo tedesco Matthieu Domenech de Celles, hanno affermato che i risultati del loro lavoro sono stati &#8220;inequivocabili&#8221;. Il grande spauracchio si chiama <strong>seconda ondata</strong> (di Covid). A oggi nessuno sa se, come, quando e con quale intensità questa ondata si abbatterà sul mondo intero. Per cercare di fare chiarezza il team di esperti ha sviluppato un <strong>modello</strong> capace di simulare la co-circolazione dell&#8217;influenza stagionale e del nuovo coronavirus. Analizzando i dati relativi al Covid-19 registrati nei Paesi eurpei, tra cui Italia, Spagna e Belgio, gli scienziati hanno provato a disaccoppiare l&#8217;impatto provocato dalle due malattie infettive.</p>
<p>Due sono le opinioni ricorrenti all&#8217;interno della comunità scientifica. C&#8217;è chi ritiene che l&#8217;infezione dei ceppi influenzali possa produrre nei pazienti una <strong>risposta immunitaria</strong> in grado di fornire una protezione parziale al Covid, e chi la pensa in modo diametralmente opposto. Questi ultimi sostengono che l&#8217;influenza possa solo peggiorare la situazione, visto che un paziente coinfettato da entrambe le malattie debba combattere contemporaneamente contro due differenti virus. Non solo: alcuni sintomi influenzali, come tosse e starnuti, favorirebbero la diffusione del nuovo coronavirus.</p>
<h2>Il vaccino antinfluenzale serve?</h2>
<p>Lo studio ha poi messo sul tavolo un&#8217;altra ipotesi: il calo dei nuovi casi dopo la prima ondata di Covid della scorsa primavera non sarebbe stato causato solo dalle misure di blocco e dal distanziamento sociale, ma anche dalla fine della <strong>stagione influenzale</strong>. Come se non bastasse, i ricercatori hanno scoperto che dal 30% al 50% delle coinfezioni avvenute durante la prima oandata non sono state rilevate. Il nuovo coronavirus richiede infatti più di cinque giorni per manifestarsi con i primi sintomi, e questo è un periodo di incubazione molto più lungo di quello influenzale.</p>
<p>Nel 1918 la pandemia provocata dal virus H1N1 ha infettato un terzo della popolazione mondiale, uccidendo 50 milioni di persone. Si è verificata in più ondate, e alcuni scienziati ritengono che queste fossero aggravate dall&#8217;influenza stagionale. C&#8217;è poi uno studio molto più recente, condotto a maggio da Google e dal Cold Spring Harbor Laboratory, che ha scoperto come l&#8217;influenza possa aumentare la quantità di enzimi di conversione dell&#8217;angiotensina nell&#8217;organismo umano (<strong>ACE2</strong>). Ricordiamo che ACE 2 è il principale recettore usato dal nuovo coronavirus per legarsi alle cellule ospiti. È forse anche per questo che in Cina e negli Stati Uniti molti medici esortano i cittadini a farsi <strong>vaccinare</strong> contro l&#8217;influenza prima che arrivi l&#8217;inverno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/cosi-linfluenza-puo-facilitare-la-diffusione-del-covid-19.html">Così l&#8217;influenza può facilitare la diffusione del Covid-19</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Russia vuole conquistare il Corno d&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-russia-vuole-conquistare-il-corno-dafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 04:40:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8297955.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8297955.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8297955-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8297955-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8297955-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una recente visita a Mosca di Gedu Andargachew, ministro degli Esteri di Addis Abeba, ha aperto nuove prospettive sulle relazioni tra Russia ed Etiopia. Andargachew  ha incontrato il suo omologo Sergey Lavrov ed i due hanno avuto modo di discutere dell&#8217;implementazione di piani di investimento congiunto nel settore dell&#8217;energia nucleare ed idroelettrica, ricordando inoltre l&#8217;importante ruolo svolto da compagnie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-vuole-conquistare-il-corno-dafrica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-vuole-conquistare-il-corno-dafrica.html">La Russia vuole conquistare il Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8297955.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8297955.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8297955-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8297955-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8297955-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://moderndiplomacy.eu/2019/09/13/ethiopia-and-russia-need-to-catch-up/">Una recente visita</a> a Mosca di <strong>Gedu Andargachew</strong>, ministro degli Esteri di Addis Abeba, ha aperto nuove prospettive sulle relazioni tra Russia ed Etiopia. Andargachew  ha incontrato il suo omologo Sergey Lavrov ed i due hanno avuto modo di discutere dell&#8217;implementazione di piani di investimento congiunto nel settore dell&#8217;energia nucleare ed idroelettrica, ricordando inoltre l&#8217;importante ruolo svolto da compagnie come Russian Railways e Rosatom nel Paese africano. Nel mese di aprile il ministro etiope della Tecnologia ed Alexey Likhachev, amministratore delegato di <strong>Rosatom</strong>, avevano <a href="http://www.globalconstructionreview.com/news/ethiopia-and-russia-sign-three-year-nuclear-power-/">siglato un accordo triennale</a> che dovrebbe portare, come risultato finale, alla costruzione di una centrale nucleare in <strong>Etiopia</strong>.</p>
<p>Gli scambi economici tra i due Paesi sono, al momento, poco consistenti ma hanno un grande potenziale di crescita, grazie anche all&#8217;interesse in tal senso mostrato da Addis Abeba. Andargachew ha anche posto l&#8217;accento sulla volontà di intensificare la<a href="https://www.urdupoint.com/en/world/ethiopia-hopes-to-boost-trade-relations-with-709645.html"> cooperazione militare con Mosca</a>, che attualmente ha programmi di addestramento per le forze armate etiopi e le rifornisce di armi. La Federazione Russa sembra sempre più intenzionata ad espandere la propria influenza politica in Africa, cercando di riprendersi quello spazio che un tempo fu dell&#8217;Unione Sovietica. Il rinnovato interesse di Mosca è però destinato a scontrarsi con due avversari di peso: Stati Uniti e Cina.</p>
<h2>L&#8217;importanza strategica del Corno d&#8217;Africa</h2>
<p>Negli ultimi mesi la <strong>Federazione Russa</strong> ha cercato di rinforzare le proprie relazioni anche con la Somalia, una nazione chiave dal punto di vista strategico e dove da anni continua ad operare il gruppo radicale islamico degli <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/speranze-sgretolate-la-somalia-al-shabaab-e-la-fine-delle-illusioni-di-pace.html">Al-Shabaab</a>. Mohamed Abdullahi Mohamed, il capo dello Stato somalo, visiterà Sochi a ottobre, dove prenderà parte al <a href="https://www.garoweonline.com/en/news/somalia/somalia-eyes-strengthened-relationship-with-russia">primo summit commerciale</a> tra Russia ed Africa. In questa occasione ci saranno incontri con gli alti vertici del Cremlino ed è già stata anticipata l&#8217;aspettativa per un deciso miglioramento dei rapporti diplomatici tra Mosca e Mogadiscio. Il summit di Sochi sarà inoltre un&#8217;importante occasione per cercare di approfondire i rapporti economici con molte altre nazioni africane desiderose di diversificare i propri partner commerciali.</p>
<p>La rimozione da parte delle comunità internazionale delle <a href="https://russiabusinesstoday.com/economy/russia-lifts-economic-sanctions-on-eritrea-after-10-years/">sanzioni contro l&#8217;Eritrea</a>, determinata <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-dell-eritrea-che-adesso-esce-dall-isolamento.html">dall&#8217;accordo di pace</a> firmato tra Addis Abeba ed Asmara, apre nuovi spazi alla penetrazione russa nella regione del <strong>Corno d&#8217;Africa</strong>. Il governo eritreo, retto sin dall&#8217;indipendenza avvenuta nel 1993 dal Presidente Isaias Afewerki, potrebbe essere interessato a potenziare i propri scambi con il resto del mondo. Dalla Repubblica di Gibuti potrebbero però giungere i tentativi di disturbo più significativi al rinnovato attivismo moscovita. La piccola nazione ospita l&#8217;importante <a href="https://news.usni.org/2019/04/19/panel-u-s-base-in-djibouti-key-to-american-interests-in-africa">base militare americana di Camp Lemmonier</a>, considerata di importanza strategica da parte di Washington per monitorare ciò che accade nell&#8217;area del Mar Rosso. Gli americani, però, non sono soli in quanto Gibuti è anche sede della <a href="https://it.insideover.com/guerra/scintille-nel-gibuti-gli-stati-uniti-accusano-la-cina-di-interferire-con-le-operazioni-americane.html">prima base costruita dalla Cina</a> al di fuori dei confini nazionali.</p>
<h2>Le strategie</h2>
<p>La Russia ha iniziato ad interessarsi all&#8217;Africa con un certo ritardo rispetto a <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Cina,</strong> che hanno avuto modo, nel tempo, di rinsaldare i propri interessi politico-economici nel continente. Le prospettive del Cremlino sono comunque buone, tenendo conto della necessità di molte nazioni di diversificare le proprie entrate per migliorare le possibilità di sviluppo. Mosca, inoltre, ha due vantaggi nei confronti dei propri competitor. A differenza di Washington non imposta le proprie relazioni con i molti regimi autocratici africani insistendo sui fattori della democratizzazione e del rispetto dei diritti umani.</p>
<p>Questo garantisce alla Russia una più estesa rete di partner ed una maggiore disponibilità, da parte di questi ultimi, a stipulare accordi commerciali bilaterali. Mosca ha infine una tradizione storica, risalente ai tempi dell&#8217;Unione Sovietica, di relazioni cordiali con Somalia ed Etiopia che, sino al 1991, erano rette da regimi marxisti. Il futuro diplomatico del Corno d&#8217;Africa potrebbe così non essere quello di legarsi al solo duopolio formato da Cina e Stati Uniti (con la Francia sullo sfondo) ma, piuttosto, di sviluppare relazioni con tutte e tre le superpotenze mondiali. Questo stato di cose beneficerebbe <em>in primis</em> le economie impoverite della regione ed andrebbe a generare un mosaico di influenze tattiche e strategiche divergenti in un&#8217;area chiave per la sicurezza del continente africano e delle rotte commerciali che attraversano il Mar Rosso. La grande corsa all&#8217;Africa si arricchisce così di un nuovo ed agguerrito partecipante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-vuole-conquistare-il-corno-dafrica.html">La Russia vuole conquistare il Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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