<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Indo-Pacific Deterrence Initiative (Ipdi) Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/indo-pacific-deterrence-initiative-ipdi/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/indo-pacific-deterrence-initiative-ipdi</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Jul 2024 04:22:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Indo-Pacific Deterrence Initiative (Ipdi) Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/indo-pacific-deterrence-initiative-ipdi</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>USA, Giappone e Corea del Sud, un patto di cooperazione militare per fermare la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/usa-giappone-e-corea-del-sud-un-patto-di-cooperazione-militare-per-fermare-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2024 04:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacific Deterrence Initiative (Ipdi)]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=430771</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 28 luglio è stato siglato uno storico patto di collaborazione militare tra Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-giappone-e-corea-del-sud-un-patto-di-cooperazione-militare-per-fermare-la-cina.html">USA, Giappone e Corea del Sud, un patto di cooperazione militare per fermare la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/18-1-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di domenica 28 luglio, i ministri della Difesa di <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Giappone </strong>si sono riuniti a Tokyo per un vertice bilaterale esteri e difesa a cui hanno invitato anche il loro collega della <strong>Corea del Sud</strong> con il quale hanno firmato un memorandum d&#8217;intesa di cooperazione militare trilaterale. </p>



<p>Lloyd Austin e Monoru Kihara <a href="https://www.defensenews.com/pentagon/2024/07/27/us-to-revamp-its-command-in-japan-amid-renaissance-in-defense-ties/">hanno annunciato</a> nuovi impegni tra USA e Giappone per costruire e riparare armi congiuntamente, condividere in modo sicuro informazioni di intelligence ed espandere la presenza nelle isole Aud-occidentali dell&#8217;arcipelago nipponico che si trovano vicino a Taiwan.</p>



<p>Parallelamente è stata annunciata l&#8217;apertura di un <strong>nuovo comando nippo-statunitense</strong> che si è reso necessario per via del <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/giappone-nuovi-missili-per-contenere-cina-russia-e-corea-del-nord-e-il-caccia-costruito-con-italia-e-uk.html">cambiamento di postura</a></strong> delle forze di autodifesa di Tokyo, che stanno abbandonando una dottrina puramente difensiva per abbracciare la possibilità di azioni offensive, se pur secondo la logica della “difesa in profondità”. </p>



<p>Come sappiamo, infatti, il Giappone ha in essere un importante programma di acquisizione di missili da crociera di fabbricazione statunitense tipo “Tomahawk” che daranno la possibilità di colpire obiettivi a lungo raggio, senza dimenticare le possibilità di strike date dalla componente aeronavale che ruota intorno alle portaerei classe Izumo e agli F-35B. </p>



<p>Pertanto, gli Stati Uniti hanno reputato necessario istituire un nuovo comando congiunto per coordinare meglio questa capacità offensiva data dai nuovi sistemi d&#8217;arma in servizio nelle forze di autodifesa nipponiche. </p>



<p>La partecipazione – inattesa &#8211; del ministro della Difesa sudcoreano Shin Won-sik rappresenta un <strong>fatto storico</strong>: per la prima volta dopo 15 anni, la massima carica della Difesa di Seul si è recata in Giappone per incontrare gli omologhi giapponesi e statunitensi. È stata anche la prima volta che questo vertice trilaterale si è svolto in uno dei due Paesi asiatici che fino a poco tempo fa sono stati coinvolti in un&#8217;annosa disputa sull&#8217;eredità del dominio coloniale giapponese nella Penisola Coreana. </p>



<p>“Stiamo collaborando in modi che molti esperti non avrebbero mai previsto un decennio fa, nemmeno cinque anni fa”, ha detto un alto funzionario della difesa statunitense ai giornalisti prima del viaggio in Giappone. </p>



<p>Ad appianare le divergenze politiche tra Tokyo e Seul e a cambiare radicalmente la politica di Difesa nipponica (e in parte anche quella sudcoreana), è stato il progressivo <strong>aumento dell&#8217;aggressività cinese</strong> nei mari del Pacifico Occidentale, dove Pechino ha in essere delle dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale e per l&#8217;arcipelago delle Senkaku, che si trovano tra Taiwan e le Ryukyu. </p>



<p>Washington è venuta incontro alle esigenze di sicurezza dei due alleati più importanti che ha in quella vasta regione di globo, e ha sbloccato la consegna di diversi sistemi d&#8217;arma che sino a qualche anno fa sarebbe stato impossibile vedere in consegna a quei Paesi: addirittura sappiamo che per la Corea del Sud <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/sottomarini-nucleari-corea-sud-lammiraglio-usa-pensa-sia-2347018.html">si parla apertamente</a> della possibilità di collaborazione con gli USA per la costruzione del primo sottomarino da attacco a propulsione nucleare (o <strong>SSN</strong>).</p>



<p>Tornando al nuovo comando congiunto, l&#8217;idea risale ad aprile di quest&#8217;anno in concomitanza della visita del premier nipponico Fumio Kishida a Washington e la ristrutturazione delle Forze Armate statunitensi in Giappone sostituirà il modello esistente, che svolge principalmente lavoro amministrativo e deve attendere gli ordini dall&#8217;<strong>Indo-Pacific Command</strong>, situato a 3500 miglia di distanza alle Hawaii. L&#8217;intento è di dare più autorità a un ufficiale statunitense a tre stelle in Giappone, in modo che possa equipaggiare, addestrare e operare le forze congiunte, in modo più snello e proficuo. </p>



<p>È probabile quindi che per mantenere il ruolo di <strong>deterrenza </strong>e per ricoprire i nuovi compiti, le forze statunitensi in Giappone aumenteranno nel corso del tempo rispetto alle attuali <strong>50mila unità</strong>, come riferito dallo stesso funzionario della Difesa USA. </p>



<p>Molti dettagli, però, non sono ancora certi, tra cui quanto costerà la nuova struttura e di quante persone avrà bisogno, ma sappiamo che il nuovo patto bilaterale è di natura diversa rispetto a quello che lega gli Stati Uniti alla Corea del Sud in caso di guerra: qui, le forze USA non prenderanno il comando di entrambi gli eserciti in caso di conflitto. Il Pentagono ha iniziato a informare il Congresso USA sui piani e si attende pertanto il nulla osta della politica.</p>



<p> Da sottolineare come in agenda ci sia stata anche la discussione degli impegni di <strong>deterrenza strategica</strong> tra Stati Uniti e Giappone: per la prima volta l&#8217;impegno di Washington a proteggere Tokyo, anche con armi nucleari, in caso di attacco è stato all&#8217;ordine del giorno per i massimi funzionari diplomatici e della difesa di ciascun Paese, preoccupati per la proliferazione atomica di Cina e Corea del Nord. </p>



<p>La partecipazione della Corea del Sud non deve però far pensare che gli Stati Uniti cambino la loro politica sull&#8217;impiego di armi nucleari in quel Paese: Seul resta, senza dubbio, sotto l&#8217;ombrello nucleare statunitense, ma riteniamo che armamenti atomici non verranno schierati nella Penisola in quanto rappresenterebbe un pretesto per una maggiore aggressività di Cina e Corea del Nord. </p>



<p>Il vertice bilaterale Esteri/Difesa nippo-statunitense ha prodotto una <strong>dichiarazione congiunta</strong> nella quale si condanna “la politica estera della Cina, tesa a rimodellare l&#8217;ordine internazionale a proprio beneficio e a spese degli altri”, riferendosi alle pretese di Pechino sul Mar Cinese Meridionale e le “minacce e le attività provocatorie” cinesi nell&#8217;area estesa del Pacifico Occidentale. Il documento deplora “le azioni destabilizzanti in questa regione e gli sforzi per mandare all&#8217;aria lo sfruttamento delle risorse offshore da parte di altri Paesi”, oltre al “pericoloso uso delle imbarcazioni della milizia chiamata Guardia costiera” cinese. Tokyo e Washington hanno inoltre espresso preoccupazione per il “continuo e rapido ampliamento dell&#8217;arsenale di armi nucleari cinese” e la totale mancanza di trasparenza da parte delle autorità di Pechino sulla materia. Si condannano anche le trivellazioni nelle vicinanze del Giappone, oltre naturalmente alla fornitura di missili balistici e altro materiale bellico a Mosca da parte della Corea del Nord in violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-giappone-e-corea-del-sud-un-patto-di-cooperazione-militare-per-fermare-la-cina.html">USA, Giappone e Corea del Sud, un patto di cooperazione militare per fermare la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Basi, difese missilistiche e nuovi mezzi: cosa chiedono le forze Usa del Pacifico a Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/basi-difese-missilistiche-e-nuovi-mezzi-cosa-chiedono-le-forze-usa-del-pacifico-a-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corsa agli armamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacific Deterrence Initiative (Ipdi)]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=390213</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Decatur Flight Quarters with EODMU 11" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se la massima priorità nella politica estera degli Usa coincide con il contenimento della Cina nell&#8217;Indo-Pacifico, allora Washington dovrà dirottare gran parte dei suoi investimenti per realizzare questo obiettivo. Riorganizzando le proprie forze militari dislocate nella regione, ma anche finanziando nuovi progetti e, soprattutto, ascoltando le richieste dello Us Indo-Pacific Command (Usindopacom). Già, perché il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/basi-difese-missilistiche-e-nuovi-mezzi-cosa-chiedono-le-forze-usa-del-pacifico-a-biden.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/basi-difese-missilistiche-e-nuovi-mezzi-cosa-chiedono-le-forze-usa-del-pacifico-a-biden.html">Basi, difese missilistiche e nuovi mezzi: cosa chiedono le forze Usa del Pacifico a Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Decatur Flight Quarters with EODMU 11" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/marina-Usa-oceano-pacifico-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se la massima priorità nella politica estera degli Usa coincide con il contenimento della Cina nell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>, allora Washington dovrà dirottare gran parte dei suoi investimenti per realizzare questo obiettivo. Riorganizzando le proprie forze militari dislocate nella regione, ma anche finanziando nuovi progetti e, soprattutto, ascoltando le richieste dello Us Indo-Pacific Command (Usindopacom). </p>



<p>Già, perché il Comando Unificato delle Forze armate degli Stati Uniti, responsabile per l&#8217;area dell&#8217;oceano Pacifico e gran parte dell&#8217;oceano Indiano, ha appena presentato al Congresso un elenco formato da 30 importanti <strong>progetti</strong> per un costo complessivo di <strong>3,5 miliardi di dollari</strong>. Progetti, va da sè, che non sono entrati nella richiesta di budget fiscale relativa al 2024 del Pentagono del valore di 842 miliardi di dollari. </p>



<p>In altre parole, lo Usindopacom ha stilato una vera e propria <strong>lista dei desideri</strong>, si è appellato ai legislatori nazionali e ha chiesto loro di concedere un <strong>extra budget</strong> rispetto a quanto messo a bilancio dall&#8217;amministrazione Biden, nel tentativo di rafforzare la presenza Usa nell&#8217;area indopacifica e scoraggiare la Cina dal compiere azioni indesiderate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Occhi sull&#8217;Indo-Pacifico</h2>



<p>Come ha sottolineato il sito <em>Defense News</em>, si tratta della più grande richiesta di priorità non finanziate dei sei comandi operativi statunitensi. L&#8217;<strong>Africa Command</strong>, al secondo posto di questa speciale classifica, ha chiesto 397,8 milioni di dollari per la sua lista di priorità non finanziata principalmente per sviluppare una &#8220;presenza persistente&#8221; in Somalia. </p>



<p>La lista dei desideri del <strong>Northern Command</strong> ammonta invece a 376,7 milioni, e comprende diversi aggiornamenti chiave all&#8217;architettura di difesa aerea del North American Aerospace Defense Command. Una parte significativa dei 278,3 milioni richiesti dal <strong>Southern Command</strong>, che sovrintende alle forze statunitensi in America Latina, è destinata alle difese aeree. </p>



<p>L&#8217;elenco di 159,5 milioni di dollari del <strong>Comando europeo</strong> include invece denaro per aggiornare le basi contro le minacce missilistiche, mentre il <strong>Comando centrale</strong>, che sovrintende alle forze statunitensi nel Grande Medio Oriente, cita la minaccia dei droni iraniani nella sua lista di priorità non finanziate da 280 milioni di dollari. </p>



<p>Ebbene, il totale delle richieste di questi cinque comandi ammonta a meno della metà dell&#8217;elenco delle priorità non finanziate del Comando Indo-Pacifico. Del resto, gli Stati Uniti stanno espandendo la loro presenza in quest&#8217;area intensificando la cooperazione con i vicini della Cina e cercando di ridistribuire le loro forze armate – situate per lo più nel nord-est asiatico – in tutta la regione, <a href="https://it.insideover.com/difesa/un-deposito-di-munizioni-usa-cosi-taiwan-puo-diventare-lincubo-della-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">posizionando più truppe più vicino a Taiwan</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lista dei desideri per contrastare la Cina</h2>



<p>Scendendo nei dettagli, e cercando di capire quali sono le richieste dello Usindopacom, notiamo come la parte più consistente dell&#8217;elenco delle priorità non finanziate del Comando Indo-Pacifico consista nel chiedere al Congresso lo stanziamento di <strong>511 milioni di dollari</strong> extra &#8220;per ammassare rapidamente le forze, più volte all&#8217;anno, come parte di un insieme sincronizzato di operazioni, attività e investimenti&#8221;. </p>



<p>L&#8217;elenco include inoltre finanziamenti per progetti di alto profilo, tra cui la difesa di <strong>Guam</strong> dai missili balistici, ipersonici e da crociera cinesi o nordcoreani, oltre ad aggiornamenti per <strong>intercettori missilistici</strong>, artiglieria a lungo raggio, sensori spaziali, effetti informatici offensivi e più esercitazioni nell&#8217;area. </p>



<p>Tra i desideri troviamo poi 493 milioni da destinare all&#8217;acceleramento dello &#8220;sviluppo di <strong>armi di precisione</strong> per colpire obiettivi a lungo raggio, a medio raggio e tattici&#8221;; 357 milioni per l&#8217;intercettore <strong>Sm-6 Block 1B</strong>, necessario al fine di aumentare la capacità di armi a lungo raggio terrestri e navali per colpire la capacità di guerra anti-superficie nemica; 275 milioni per la prossima generazione di architettura spaziale di difesa nazionale per consentire le operazioni militari statunitensi e le risposte alle minacce e agli avversari multidominio emergenti; e 151 milioni di dollari per il missile <strong>Precision Strike</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/lascesa-silenziosa-della-cina-nellindo-pacifico.html"><strong>L’ascesa della Cina nell’Indo-Pacifico</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/la-lotta-tra-cina-e-stati-uniti-per-il-controllo-del-pacifico.html"><strong>La lotta tra Cina e Usa per il controllo del Pacifico</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/il-presente-e-il-futuro-dellindo-pacifico.html"><strong>Il presente e il futuro dell’Indo-Pacifico</strong></a></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa al riarmo dell&#8217;Asia</h2>



<p>Queste richieste, tra l&#8217;altro, come ha fatto notare <em>Defense One</em>, si aggiungono ai 9,1 miliardi di dollari che questa settimana il Pentagono ha chiesto al Congresso di approvare per la &#8220;<strong>deterrenza del Pacifico</strong>&#8220;. Stiamo parlando di fondi destinati a investimenti critici, tra cui <strong>basi aeree</strong> resilienti e distribuite, nuova architettura di allarme e tracciamento missilistico, costruzione per consentire una postura migliore, finanziamenti per la difesa di Guam e Hawaii e condivisione di informazioni, addestramento e sperimentazione multinazionale. </p>



<p>Come se non bastasse, gli Usa vogliono rafforzare la cooperazione militare con le&nbsp;<strong>Filippine&nbsp;</strong>e puntare su&nbsp;<strong>quattro basi militari</strong>&nbsp;dislocate in questo Paese asiatico; due dei siti potrebbero trovarsi nell’isola settentrionale di&nbsp;<strong>Luzon</strong>&nbsp;e nella provincia sudoccidentale di Palawan mentre non è chiaro dove sarebbero gli altri due. In cambio, gli Stati Uniti hanno offerto&nbsp;<strong>assistenza militare</strong>&nbsp;a Manila, compresi i&nbsp;<strong>droni</strong>, preziosi per consentire all’esercito filippino di monitorare l’attività della Cina nel Mar Cinese Meridionale.</p>



<p>Ma ad alterare i fragili equilibri asiatici troviamo anche le decisioni varate dai governi locali. I principali player dell’<strong>Asia</strong> stanno investendo ingenti&nbsp;risorse&nbsp;nella&nbsp;Difesa&nbsp;tanto che, tra il 2010 e il 2020, la&nbsp;spesa militare&nbsp;nella regione asiatica è cresciuta del <strong>+52,7%</strong>. Molto di più, ha fatto notare lo Stockholm International Peace Research Institute, del +14,4% fatto segnare nello stesso lasso di tempo dall’Europa e del -10,6% del Nord America.</p>



<p>La punta dell’iceberg che rappresenta nel modo migliore e più evidente questa necessità al riarmo è il&nbsp;<strong>Giappone</strong>, con Tokyo spinto ad intraprendere una nuova strategia: costruire un&nbsp;sistema di difesa&nbsp;che non dipenda esclusivamente dall’ombrello statunitense. E poi ci sono da monitorare la Corea del Sud, per la quale si sta parlando della possibile (ma complicata) introduzione di armi nucleari, la Cina stessa e la Corea del Nord.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/basi-difese-missilistiche-e-nuovi-mezzi-cosa-chiedono-le-forze-usa-del-pacifico-a-biden.html">Basi, difese missilistiche e nuovi mezzi: cosa chiedono le forze Usa del Pacifico a Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>McMaster: “Gli Usa stanno inseguendo la Cina”</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mcmaster-gli-usa-stanno-inseguendo-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 07:38:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacific Deterrence Initiative (Ipdi)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=310076</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-miliare-cinese-La-Presse-e1568206089197.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;ascesa della Cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-miliare-cinese-La-Presse-e1568206089197.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-miliare-cinese-La-Presse-e1568206089197-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-miliare-cinese-La-Presse-e1568206089197-768x317.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-miliare-cinese-La-Presse-e1568206089197-1024x422.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti sono “in modalità di recupero” per ripristinare la loro capacità di deterrenza e combattimento aumentando le dimensioni della flotta per competere con la Cina nell&#8217;Indopacifico. Sono state le parole dell&#8217;ex consigliere per la sicurezza nazionale generale Herbert McMaster, riferite martedì scorso al comitato per i servizi armati del Senato statunitense. Il generale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/mcmaster-gli-usa-stanno-inseguendo-la-cina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mcmaster-gli-usa-stanno-inseguendo-la-cina.html">McMaster: “Gli Usa stanno inseguendo la Cina”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-miliare-cinese-La-Presse-e1568206089197.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;ascesa della Cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-miliare-cinese-La-Presse-e1568206089197.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-miliare-cinese-La-Presse-e1568206089197-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-miliare-cinese-La-Presse-e1568206089197-768x317.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-miliare-cinese-La-Presse-e1568206089197-1024x422.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono “in modalità di recupero” per ripristinare la loro capacità di <strong>deterrenza</strong> e combattimento aumentando le dimensioni della flotta per competere con la <strong>Cina</strong> nell&#8217;<strong>Indopacifico</strong>. Sono state le parole dell&#8217;ex consigliere per la sicurezza nazionale generale <strong>Herbert McMaster</strong>, <a href="https://news.usni.org/2021/03/03/mcmaster-u-s-is-in-catch-up-mode-to-china-in-indo-pacific" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riferite martedì scorso</a> al comitato per i servizi armati del Senato statunitense.</p>
<p>Il generale dell&#8217;esercito in pensione McMaster, già consigliere per la sicurezza nazionale nell&#8217;amministrazione <strong>Trump</strong>, quando era stata delineata la <strong>National Defense Strategy</strong>, disse che “tutti i servizi stanno affrontando un&#8217;ondata di spese” per soddisfare i requisiti richiesti dal documento programmatico. Per l&#8217;<strong>U.S. Navy,</strong> in particolare, il generale ha sostenuto la necessità di raggiungere l&#8217;obiettivo di dotarsi di oltre 400 navi da guerra con equipaggio. McMaster voleva anche che la flotta includesse un nuovo mix di navi da guerra più piccole e navi senza equipaggio, <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-ostacoli-verso-lampliamento-della-marina-usa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come abbiamo già avuto modo di raccontarvi</a>. Inoltre, voleva che la flotta fosse dispersa sui vari scacchieri per contrastare i progressi tecnologici che Cina e <strong>Russia</strong> hanno compiuto nei sistemi di attacco di precisione.</p>
<p>Per decenni, “le forze congiunte statunitensi, via via sempre più piccole, hanno avuto impatti sempre maggiori su aree più ampie sulla base dei nostri vantaggi tecnologici”, ha affermato, aggiungendo che “tutto questo ora è stato messo in discussione, perché Russia, Cina e altri ci hanno studiato, specialmente dopo la Guerra del Golfo, e hanno sviluppato capacità per smantellare questi vantaggi differenziali”.</p>
<p>McMaster ha anche appoggiato le mosse per aumentare il <strong>dispiegamento</strong> <strong>avanzato</strong> delle forze nell&#8217;Indopacifico e in Europa in modo che gli Stati Uniti possano inviare chiari segnali a Pechino e Mosca che non tollereranno “l&#8217;annessione di un territorio non alleato” come la Crimea e l&#8217;impossessarsi arbitrario di “scogli” nel Mar Cinese Meridionale.</p>
<p>“Le dimensioni contano. Abbiamo bisogno di sistemi che si degradino lentamente [come navi senza equipaggio e sottomarini]” in ambienti soggetti a nuove tensioni militari, ha detto.</p>
<p>Per quanto riguarda le dimensioni e il mix della flotta, l&#8217;amministrazione Biden sta riesaminando le ipotesi avanzate nel piano di costruzione navale precedente prima di presentare una richiesta di budget per l&#8217;anno fiscale 2022.</p>
<p>In merito all&#8217;espansionismo cinese McMaster ritiene che “l&#8217;ambiguità strategica è adeguata” per lanciare il messaggio alla Cina di non invadere <strong>Taiwan</strong>. Il generale ha affermato che l&#8217;impegno degli Stati Uniti a vendere armi per rafforzare le difese di Taipei “per renderla indigesta” al drago cinese e le assicurazioni dell&#8217;amministrazione Trump di venire in difesa dell&#8217;isola se venisse attaccata ,sono avvertimenti abbastanza forti da scoraggiare un&#8217;invasione da parte di Pechino. Se tentasse un&#8217;invasione, “il costo per la Cina sarebbe enorme”, così come per Taiwan e gli Stati Uniti. McMaster su questa tematica fa un parallelismo storico molto interessante e significativo: il messaggio alla Cina dovrebbe essere che è libera di presumere che gli Stati Uniti non risponderanno a un&#8217;eventuale invasione, ma questa era la stessa ipotesi che era stata fatta nel giugno del 1950, quando la Corea del Nord invase la Corea del Sud, scatenando l&#8217;intervento statunitense e dell&#8217;Onu.</p>
<p>In una risposta a un&#8217;altra domanda, McMaster ha aggiunto che rafforzare le difese di Taiwan aiuterebbe anche il <strong>Giappone</strong> nelle sue contese territoriali con la Cina (<a href="https://it.insideover.com/guerra/navi-della-guardia-costiera-cinese-entrano-nelle-acque-delle-senkaku.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le isole Senkaku</a>) e rassicurerebbe le altre nazioni del <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-vietnam-rafforza-le-sue-posizioni-nel-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sudest Asiatico</a> che gli Stati Uniti sono impegnati nella regione.</p>
<p>Secondo le prime indiscrezioni provenienti da oltre Atlantico il Comando Indopacifico (Indopacom) cercherà di ottenere 4,68 miliardi di dollari per la <strong>Indo-Pacific Deterrence Initiative</strong> nel prossimo anno fiscale. <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-verso-lindo-pacific-deterrence-initiative.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vi avevamo già raccontato</a> di come Washington, con la precedente amministrazione, abbia spostato il baricentro dell&#8217;attenzione militare verso il Pacifico e di come fosse stato ideato un programma di finanziamento simile all&#8217;European Deterrence Initiative voluta da Obama per rinforzare la sicurezza della nazioni dell&#8217;Est Europa in seguito a quanto accaduto in <strong>Ucraina</strong> nel 2014, ovvero l&#8217;annessione della <strong>Crimea</strong> alla Federazione Russa dopo quello che è stato un vero e proprio <em>putsch</em>.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/biden-ora-pensa-alla-cina-piu-collaborazione-tra-i-paesi-del-quad.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La stessa strada sembra che sia stata intrapresa dall&#8217;amministrazione Biden</a>, ed i segnali che giungono dagli Stati Uniti dipingono un quadro in cui il Pentagono sta rimodulando l&#8217;assetto delle sue Forze Armate in modo da contrastare la Cina nel vastissimo scacchiere Indopacifico. Oltre alla già citata U.S. Navy, che vedrà – possibilmente – aumentare il numero e la tipologia di unità navali, i <strong>Marines</strong> sono senza dubbio la forza armata che sta cambiando più di tutte, <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-marines-cambiano-pelle-per-stare-al-passo-della-cina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“mutando pelle”</a> per riacquistare la sua vocazione anfibia e poter operare efficacemente in quel teatro per contrastare le attività navali cinesi, bolle A2/Ad comprese.</p>
<p>L&#8217;Indo-Pacific Deterrence Intiative diventa quindi fondamentale per recuperare terreno con la Cina, ma sebbene il divario in alcuni campi sia oggettivo (ad esempio l&#8217;ipersonico), non si deve correre il rischio di <strong>sovrastimare</strong> il “nemico”: un errore già fatto dagli Stati Uniti ai primi tempi della Guerra Fredda quando sovrastimò le capacità e la consistenza dell&#8217;arsenale nucleare sovietico – complice anche la disinformazione di Mosca – e che innescò una corsa agli armamenti che cessò solo con la stipulazione dei primi trattati sul disarmo bilaterale tra gli anni &#8217;70 e &#8217;80.</p>
<p>Sicuramente c&#8217;è anche una qualche forma di <strong>opportunismo</strong> “politico” da parte dei militari e del complesso industriale statunitense a voler esacerbare la narrazione di questo divario, ma guardando generalmente agli assetti messi in campo e al loro livello tecnologico, le Forze Armate statunitensi non sono così in difficoltà come si vuole far credere, pur sempre con tutte le eccezioni del caso date, soprattutto, dall&#8217;usura causata da decenni di operazioni militari all&#8217;estero e dai tagli al bilancio delle amministrazioni Obama. Pertanto, se un divario in qualche settore c&#8217;è, la sua percezione è stata ingigantita a tal punto da generare una sovrastima dell&#8217;avversario, che, dopotutto, deve ancora dimostrare in combattimento il valore delle sue “meraviglie tecnologiche”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mcmaster-gli-usa-stanno-inseguendo-la-cina.html">McMaster: “Gli Usa stanno inseguendo la Cina”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’altra-Asia che si unisce per contenere Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cina-india-scontro-asia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2020 13:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacific Deterrence Initiative (Ipdi)]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni India-Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=283882</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Asia è sempre più un crocevia di tensioni. La pandemia ha accelerato una serie di processi in particolare intorno alla Cina. Pechino si è mostrata più aggressiva e diversi focolai sono scoppiati lungo le sue frontiere, come nel caso del Mar Cinese Meridionale, o gli scontri in Ladakh lungo il poroso confine Sino-Indiano. Ma questi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-india-scontro-asia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-india-scontro-asia.html">L’altra-Asia che si unisce per contenere Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Esercito-indiano-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’Asia è sempre più un crocevia di tensioni. La pandemia ha accelerato una serie di processi in particolare intorno alla Cina. Pechino si è mostrata più aggressiva e diversi focolai sono scoppiati lungo le sue frontiere, come nel caso del Mar Cinese Meridionale, o gli scontri in Ladakh lungo il poroso confine Sino-Indiano. Ma questi processi coinvolgono anche il resto del continente, con “un’altra-Asia” che si sta attivando per contenere la Repubblica popolare.</p>
<p>Partiamo da due esempi banali per capire il clima che si respira. Uno dei territori che meglio ha risposto all’emergenza sanitaria è stato Taiwan. Per questo molti Paesi, tra i quali Giappone e Australia, hanno provato a <a href="https://qz.com/1857449/taiwan-china-relations-take-center-stage-at-who-meeting/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spingere per riportare Taipei nell’Oms</a> come Stato osservatore. Un’operazione provocatoria, in molti casi utile per ragioni di politica interna, ma segno di qualcosa di più profondo.</p>
<p>A inizio giugno proprio i cittadini di Taiwan si sono uniti a quelli di Hong Kong e della Thailandia sotto l’insegna della “<a href="https://supchina.com/2020/04/13/chinese-nationalists-and-thai-meme-creators-face-off-on-twitter/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Milk Tea Alliance</a>”. Una battaglia digitale contro i troll cinesi partita dopo che questi avevano attaccato un attore thailandese su Twitter per aver pubblicato una foto dell’ex colonia britannica. La stessa “alliance” ha poi promosso una campagna contro i progetti cinesi lungo il fiume Mekong responsabili per le ondate di siccità nel Sud-Est asiatico. Questi episodi si inseriscono in uno schema più grande e complesso.</p>
<h2>Un continente in ebollizione</h2>
<p>Tutta la regione asiatica, spiega a <em>InsideOver</em> Giulia Sciorati, Research Associate all’Asia Centre di Ispi, &#8220;è caratterizzata da una competizione bilaterale che vede Pechino e i suoi alleati (in particolare il Pakistan) contrapporsi a un consorzio di potenze, Usa, Giappone, India, Australia e Sud Corea che in qualche modo hanno creato un contrappeso alla Cina&#8221;. Una competizione che si manifesta in alcuni focolai di crisi: &#8220;Siamo ancora in una situazione di instabilità generale, per cui essendo il coronavirus un acceleratore si rischia che le tendenze attuali deflagrino come successo tra Cina e India&#8221;.</p>
<p>I segnali di queste tensioni arrivano tutti i giorni e non è un caso che a luglio si siano tenute una serie di esercitazioni nelle calde acque dell’Indo-Pacifico. Due di queste mostrano un impegno più aggressivo degli Stati Uniti, ma in entrambi i casi è interessante vedere quali sono i partner.</p>
<h2>L’India prova a rompere l’accerchiamento cinese</h2>
<p>Tra il 20 e 21 luglio quattro navi della marina indiana hanno condotto un passage exercise con il gruppo di attacco della portaerei statunitense Uss Nimitz. L’esercitazione, che mirava a verificare l’interoperatività tra le due forze navali, si è tenuta tra le isole Andamane e Nicobare, due arcipelaghi poco lontani dal Bangladesh. <a href="https://www.thehindu.com/news/national/indian-navy-holds-passage-exercise-with-uss-nimitz-carrier-group/article32140656.ece" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come ha ricordato il quotidiano <em>The Hindu</em></a> l’India insiste da tempo con questo tipo di operazioni lavorando soprattutto sulla mobilità della sua marina.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/USSNimitz?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#USSNimitz</a> Carrier Strike Group, <a href="https://twitter.com/hashtag/IndianNavy?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#IndianNavy</a> ships conduct cooperative exercises in Indian Ocean: <a href="https://t.co/jek6laJVMH">https://t.co/jek6laJVMH</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/NavyPartnerships?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#NavyPartnerships</a> <a href="https://twitter.com/US7thFleet?ref_src=twsrc%5Etfw">@US7thFleet</a> <a href="https://t.co/Rxpb28Wosk">pic.twitter.com/Rxpb28Wosk</a></p>
<p>&mdash; U.S. Pacific Fleet (@USPacificFleet) <a href="https://twitter.com/USPacificFleet/status/1285251413820366848?ref_src=twsrc%5Etfw">July 20, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>A giugno il governo Modi ha trovato un’intesa con l’Australia per la fornitura di supporto logistico a mezzi navali indiani in basi e installazioni di Canberra, intesa già siglata con Usa, Francia, Sud Corea e presto col Giappone, Russia e Regno Unito. Il governo indiano punta così ad aumentare il raggio di azione delle sue navi soprattutto in funzione anticinese sia nella regione dell’Oceano Indiano che nel vicino Pacifico occidentale.</p>
<p>&#8220;Attraverso l’alleanza col Pakistan e grazie alla Nuova via della Seta, la Cina ha uno sbocco nel porto di Gwadar&#8221;, spiega ancora Sciorati, &#8220;in più con il controllo del <a href="https://it.insideover.com/politica/belt-and-road-initiative-la-cina-si-prende-lo-sri-lanka.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">porto di Hambantota</a> in Sri Lanka ha un altro appoggio nell’Indo-Pacifico. Se si triangolano i porti è chiaro quanto sia importante la presenza cinese in questo tratto di mare e di come si stia spingendo dentro un territorio che di solito è influenzato dall’India&#8221;.</p>
<p>Nuova Dehli sta quindi concentrando i suoi sforzi per cercare di rompere, o quanto meno indebolire, questo accerchiamento. Negli ultimi anni ha perso uno per uno gli alleati storici come Bangladesh, Sri Lanka e <a href="https://it.insideover.com/politica/nepal-popolo-scarica-modi-abbraccia-la-cina-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">soprattutto</a> <a href="https://it.insideover.com/politica/nepal-popolo-scarica-modi-abbraccia-la-cina-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nepal</a>. Per questo ha bisogno di stringere nuovi patti, indipendentemente dall&#8217;appoggio di Washington. Gli accordi logistici vanno a sommarsi con altre operazioni navali. Il 27 giugno scorso le navi militari indiane INS Kulish e INS Rana hanno condotto un passage exercise insieme a due mezzi della marina giapponese la JS Shimayuki e la JS Kashima. Un segno che anche Tokyo si sta muovendo.</p>
<h2>Le spine di Giappone e Australia</h2>
<p>La seconda esercitazione che si è tenuta in luglio è stata ancora più delicata. Il gruppo di attacco dell’americana Uss Ronald Reagan ha svolto una serie di manovre insieme alle forze navali giapponesi e australiane. I “giochi navali” si sono svolti nel Mar delle Filippine non lontano dal contestato Mar Cinese Meridionale. Queste operazioni si inseriscono all’interno della cosiddetta strategia dell’Indo-Pacifico libero e aperto: «un concetto», continua l’analista Ispi, «che Stati Uniti e Giappone hanno proposto e al quale si sono accodati Australia e India e alla luce delle relazioni con Washington anche la Corea del Sud».</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-283884" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/asia-cina-mappa.png" alt="asia cina mappa" width="5935" height="6266" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/asia-cina-mappa.png 1819w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/asia-cina-mappa-284x300.png 284w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/asia-cina-mappa-970x1024.png 970w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/asia-cina-mappa-768x811.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/asia-cina-mappa-1455x1536.png 1455w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/asia-cina-mappa-1940x2048.png 1940w" sizes="auto, (max-width: 5935px) 100vw, 5935px" /></p>
<p>Queste operazioni gettano nuova luce sui mutati atteggiamenti di Tokyo. In Giappone è tornato a spirare un vento anti-cinese piuttosto forte a causa della pandemia. Qualche mese prima della diffusione del coronavirus i due paesi stavano vivendo un momento di distensione, che sarebbe dovuto culminare con la visita di Stato di Xi Jinping proprio a nella capitale giapponese in aprile. Il viaggio diplomatico ovviamente è saltato e non è stato nemmeno riprogrammato.</p>
<p>L’Australia ha invece trovato nuovo slancio per la sua contrapposizione con Pechino. È stata la prima a chiedere un’indagine formale sulla diffusione dell’epidemia e si sta adoperando per migliorare il contenimento in tutto il quadrante asiatico. Canberra è molto preoccupata per la penetrazione cinese nel Pacifico occidentale, diversi Paesi hanno firmato memorandum sulla Nuova Via della Seta arrivando fino al cortile di casa australiano come in Papua Nuova Guinea.</p>
<h2>Il trauma del Tpp e la ricerca di una nuova intesa</h2>
<p>Ma per contenere la Cina non basteranno esercitazioni e accordi bilaterali. I Paesi dell’area si muovono in uno scenario frammentato in cui pesa l’addio al Partenariato Trans-Pacifico da parte degli Stati Uniti avvenuto nel 2017. &#8220;Per gli attori asiatici l’abbandono del TPP è stato un grande trauma, era qualcosa di molto atteso e molto supportato nell’area&#8221;, continua Sciorati.</p>
<p>Sotto la presidenza di Donald Trump Washington ha ridisegnato la sua policy in Asia intorno alla Cina come competitor sistemico a discapito di un approccio più regionale. Ma le recenti dichiarazioni del segretario di Stato <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-strategia-di-trump-nel-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">contro l’assertività di Pechino nel Mar Cinese Meridionale</a> hanno riacceso i riflettori su possibili nuove intese tra Washington e i partner locali.</p>
<h2>Il più poteri al Quad e il ritorno degli Usa</h2>
<p>In attesa del delicato passaggio elettorale delle presidenziali americane la principale policy nella regione resta quella dell’Indo-Pacifico libero e aperto. Al momento il braccio operativo di questa strategia può essere individuato nel Quad (Quadrilateral Security Dialogue), un forum nato nel 2007 tra Australia, Giappone, India e Usa che ha trovato nuova vita dopo l’avvio della Belt and Road iniziative e soprattutto con l’esplosione della pandemia. Il 20 marzo scorso si è tenuta una nuova riunione telefonica del Quad, questa volta aperta anche a Nuova Zelanda, Vietnam e Corea del Sud.</p>
<p>Ufficialmente, si <a href="https://mea.gov.in/press-releases.htm?dtl/32592/Foreign+Secretarys+Conference+Call+with+counterparts+from+IndoPacific+Countries" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge in un comunicato del ministero degli Esteri indiano</a>, il meeting era dedicato all’emergenza Covid, ma l’allargamento del gruppo è destinato ad essere confermato. Intanto un momento chiave sarà l’esercitazione trilaterale Malabar tra India, Usa e Giappone che si terrà come ogni anno in autunno e che nel 2020 potrebbe rivedere la presenza dell’Australia dopo cinque anni di assenza.</p>
<p>Se è vero che l’epidemia ha accelerato i processi in corso, va ricordato che per ora è difficile delineare le traiettorie che avranno. Fino all’amministrazione di Barack Obama, conclude Sciorati, &#8220;c’era un bilanciamento tra il big power statunitense e i middle power della regione, oggi non sappiamo se sarà sufficiente una loro alleanza per bilanciare la Cina&#8221;. A pesare è soprattutto l’incertezza americana. L’amministrazione Trump ha spinto molto per smobilitare i grossi impegni americani nel mondo, sfidando gli alleati a pagare di più per ospitare le truppe, e lavorano per chiudere lunghi conflitti. A frenare su questo “ritiro” sono stati soprattutto Congresso e Pentagono. Non a caso la prossima legge di bilancio per la Difesa su cui Camera e Senato stanno lavorando, prevede di stanziare risorse specifiche per la policy nell’Indo-Pacifico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-india-scontro-asia.html">L’altra-Asia che si unisce per contenere Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 61/211 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-27 23:53:19 by W3 Total Cache
-->