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	<title>incendio Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 15 Jan 2025 13:28:33 +0000</lastBuildDate>
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	<title>incendio Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La California in fiamme: perché Trump se la prende con un pesciolino</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-california-in-fiamme-perche-trump-se-la-prende-con-un-pesciolino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 13:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[California]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-1403932326-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-1403932326-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-1403932326-612x612-1-600x441.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-1403932326-612x612-1-300x221.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Ventiquattro vittime accertate, decine di dispersi, oltre 10mila strutture rase al suolo dalle fiamme: mentre la California non smette di bruciare, a divampare ora è l&#8217;incendio della politica, con la leadership della California attaccata su più fronti dall&#8217;amministrazione Trump ancora non insediatasi. Mentre in questi giorni le squadre dei vigili del fuoco combattevano gli incendi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-california-in-fiamme-perche-trump-se-la-prende-con-un-pesciolino.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-california-in-fiamme-perche-trump-se-la-prende-con-un-pesciolino.html">La California in fiamme: perché Trump se la prende con un pesciolino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-1403932326-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-1403932326-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-1403932326-612x612-1-600x441.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-1403932326-612x612-1-300x221.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Ventiquattro vittime accertate, decine di dispersi, oltre 10mila strutture rase al suolo dalle fiamme: mentre la <strong>California</strong> non smette di bruciare, a divampare ora è l&#8217;incendio della politica, con la leadership della California attaccata su più fronti dall&#8217;amministrazione Trump ancora non insediatasi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://a57.foxnews.com/static.foxnews.com/foxnews.com/content/uploads/2025/01/720/405/los-angeles-wildfires-update_042.jpg?ve=1&amp;tl=1" alt=""/></figure>
</div>


<p>Mentre in questi giorni le squadre dei vigili del fuoco combattevano gli incendi che si diffondevano rapidamente nell&#8217;area di<strong> Los Angeles</strong>, le operazioni di soccorso sono state ripetutamente ostacolate dalla bassa pressione dell&#8217;acqua e dagli idranti che si sono prosciugati. Questi problemi hanno messo in luce quelle che gli esperti definiscono vulnerabilità nei sistemi di approvvigionamento idrico della città, non costruiti per incendi di questa portata. La risposta, immediata e più banale, è quella per cui il sistema è progettato per reggere un incendio domestico: ma se più squadre pompano acqua per ore, contemporaneamente, il sistema va in crisi, non essendo progettato per affrontar un&#8217;intera comunità in fiamme. A questo si è aggiunto che gli aerei che solitamente sono impiegati nello spegnimento degli incendi boschivi sono rimasti a terra per via dei <strong>venti fortissimi</strong> nell&#8217;area. </p>



<p>Fin qui tutto chiaro. Ma la domanda sorge spontanea: perché in una delle aree con più grave siccità al mondo e <strong>atavici problemi di approvvigionamento idrico</strong>, soggetta a ripetuti incendi boschivi, l&#8217;acqua non viene stoccata in maniera più efficiente? Fra l&#8217;altro, ciò che sta accadendo nel <em>golden State</em> è strettamente connesso al cambiamento climatico antropogenico: gli incendi sono scoppiati in seguito a un netto passaggio da un clima umido a uno estremamente secco, un attacco di &#8220;colpo di frusta&#8221; climatico lo chiamano gli scienziati, che aumenta i rischi di incendi boschivi. Si tratta di brusche oscillazioni sempre più frequenti e intense. La risposta è semplice: costa  troppo e non è detto si possa costituire bacini così capaci da affrontare emergenze come quelle di queste ore.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.watereducation.org/sites/main/files/imagecache/medium/main-images/smelt-3.jpg?1637047272" alt="" style="width:449px;height:auto"/></figure>
</div>


<p><strong>Ma cosa c&#8217;entra un piccolo pesce in tutta questa drammatica faccenda? </strong></p>



<p>In un post di mercoledì scorso su <em>Truth Social</em>, Trump ha accusato il governatore della California <strong>Gavin Newsom</strong>, di aver privato la regione di Los Angeles dell&#8217;acqua perché voleva proteggere &#8220;<em>un pesce sostanzialmente inutile chiamato smelt</em>&#8220;. Trump punta il dito contro Newsom per non aver approvato una dichiarazione di ripristino dell&#8217;acqua, che non esiste secondo l&#8217;ufficio di Newsom. Lasciando intendere che le protezioni per lo <em>smelt</em> del delta, una piccola specie che si trova solo nel <strong>delta del fiume Sacramento-San Joaquin</strong>, un&#8217;ampia zona umida nella California settentrionale, hanno lasciato a secco gli idranti in alcune parti di Los Angeles. Non è la prima volta che Trump se la prende con questo grazioso pesciolino. Da quasi un decennio, infatti, sostiene di poter risolvere gli incredibilmente complessi problemi idrici americani annullando con un colpo di spugna le normative concepite per aiutare la sopravvivenza di questa specie. In questa battaglia è stato sostenuto perfino <a href="https://it.insideover.com/donne/donne-usa-a-un-passo-dal-potere-kamala-harris-e-le-altre.html">da <strong>Sarah Palin</strong></a>-che con la sua consueta delicatezza- esordì esclamando: &#8220;<em>Da dove vengo io, un pesce di 3 pollici, lo chiamiamo esca</em>&#8220;.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/82/Wpdms_usgs_photo_sacramento_delta_2.jpg" alt="" style="width:466px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Le politiche che proteggono lo <em>smelt</em> e altre specie, come il salmone, a volte influenzano la quantità di acqua che può essere pompata in un momento particolare dal <strong>Sacramento-San Joaquin Delta</strong>, che è il cuore del sistema di distribuzione idrica della California, ma questo non è un fattore rilevante per la situazione degli incendi boschivi o la capacità di Los Angeles di gestirli. Il Delta smelt è spesso alla base della politica idrica in California e, in particolare, delle discussioni sulla spedizione di acqua dalla California settentrionale alle parti meridionali della Central Valley per l&#8217;irrigazione delle colture e, più a sud, all&#8217;area di Los Angeles per una miriade di usi. Gli smelt del Delta si trovano esclusivamente nel delta del Sacramento-San Joaquin e in nessun altro posto al mondo. Ciò significa che, per definizione, sono rari. Ciò è importante a causa dell&#8217;<strong>Endangered Species Act</strong>: questa norma non richiede dimensioni o bellezza, semplicemente riconosce il diritto di tali specie a esistere. Lo smelt del Delta non è quasi estinto a causa della pesca eccessiva, bensì a causa del crollo dell&#8217;ecosistema in cui vive, terra che è stata arginata, prosciugata, coltivata e cementificata.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://prod-boatus-cd2.azurewebsites.net/-/media/images/boatus/twitter-cards_600x314/2022/april/aerial-view-of-sacramento-san-joaquin-river-delta.ashx" alt=""/></figure>
</div>


<p>Quando lo smelt del delta è stato inserito nell&#8217;elenco delle specie minacciate, la causa principale del declino della sua popolazione è stata identificata nel <strong>ridotto flusso di acqua dolce nell&#8217;estuario</strong>. Per questo motivo, è stato elaborato un piano di recupero che imponeva un maggiore flusso, il che significava meno acqua per l&#8217;agricoltura. Il dramma è nato lì: ma con gli agricoltori, non con i pompieri. Nel 1994, le agenzie statali e federali che gestivano congiuntamente il delta hanno stipulato un accordo chiamato <strong>Delta-Bay Accord</strong> volto a mettere in pratica differenti pratiche tra cui aumentare il deflusso nel delta di 250.000 acri-piedi. Sebbene molti credano che l&#8217;aumento del flusso di acqua dolce attraverso il delta sia uno spreco di acqua per proteggere questo minuscolo pesce, la ragione principale del deflusso di acqua dolce è quello di <strong>ridurre la salinità</strong> nel delta in generale: un&#8217;operazione utile anche per gli agricoltori, poiché impedisce che l&#8217;acqua salata venga pompata nei terreni agricoli. Questo però non è bastato, nè agli agricoltori, nè ai negazionisti climatici tantomeno ai legislatori duri e puri che non hanno saputo calmierare ambiente con ragionevolezza: così, mentre la California brucia qualcuno è pronto a soffiare sulle fiamme della guerra culturale. Fino al prossimo disastro.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-california-in-fiamme-perche-trump-se-la-prende-con-un-pesciolino.html">La California in fiamme: perché Trump se la prende con un pesciolino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I Brics raddoppiano, nuove tensioni con i turchi di Cipro, gli incendi in Grecia rubano ossigeno all&#8217;Europa: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/i-brics-raddoppiano-nuove-tensioni-con-i-turchi-di-cipro-gli-incendi-in-grecia-rubano-ossigeno-alleuropa-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2023 16:49:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Brics]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-16]]></category>
		<category><![CDATA[Cipro Nord]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gruppo delle economie emergenti non occidentali raddoppia i membri, gli incendi boschivi in Grecia minacciano la capitale e bruciano foreste essenziali per l'Europa, nuove tensioni a Cipro tra turchi e Nazioni Unite: ecco le cinque notizie del giorno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/i-brics-raddoppiano-nuove-tensioni-con-i-turchi-di-cipro-gli-incendi-in-grecia-rubano-ossigeno-alleuropa-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">I Brics raddoppiano, nuove tensioni con i turchi di Cipro, gli incendi in Grecia rubano ossigeno all&#8217;Europa: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gruppo delle economie emergenti raddoppia i membri in una decisione &#8220;storica&#8221;, la decisione turca di costruire una nuova strada a Cipro viola le risoluzioni Onu e il Portogallo comincia ad addestrare i piloti ucraini per manovrare gli F-16. Trump cambia avvocato prima della resa di Atlanta e gli incendi estivi in Grecia costano la vita a 20 persone e privano l&#8217;Europa di foreste importantissime per l&#8217;aria che respiriamo: <strong>ecco le cinque notizie del giorno</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I Brics raddoppiano e spostano l&#8217;equilibrio mondiale</h2>



<p>I leader Brics hanno annunciato al meeting di Johannesburg la <strong>storica <a href="https://it.insideover.com/economia/i-brics-raddoppiano-ecco-chi-saranno-i-nuovi-membri-dellorganizzazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ammissione</a></strong><a href="https://it.insideover.com/economia/i-brics-raddoppiano-ecco-chi-saranno-i-nuovi-membri-dellorganizzazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> di sei nuovi Paes</a>i a partire dal prossimo anno: così il gruppo delle più grandi e popolose <strong>economie emergenti</strong> cerca di rimodellare l&#8217;ordine mondiale. I paesi Brics – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – hanno convenuto, nel corso del loro summit annuale, di rendere Argentina, Etiopia, Iran, Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi Uniti membri a pieno titolo dal 1 gennaio 2024. &#8220;Questo ampliamento dei membri è <strong>storico</strong>&#8221; ha affermato il presidente cinese Xi Jinping, la cui nazione è la più popolosa nel gruppo di Stati non occidentali che rappresenta un <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-moneta-comune-alla-missione-in-africa-cosi-il-summit-brics-sfida-gli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quarto dell&#8217;economia mondiale</a>. &#8220;L&#8217;espansione è anche un nuovo punto d&#8217;inizio per la <strong>cooperazione Brics</strong>. Porterà nuovo vigore ai nostri meccanismi e rafforzerà ulteriormente la nostra forza per garantire la pace mondiale e lo sviluppo&#8221;. Gli fanno da eco le parole del primo ministro <strong>etiope</strong> Abiy Ahmed, che saluta con entusiasmo questo &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/etiopia-potenza-o-incompiuta.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">grandissimo momento&#8221; per il suo Paese</a>, il secondo più popoloso del continente africano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un cantiere stradale illegale e l&#8217;attacco ai caschi blu: l&#8217;iniziativa turca a Cipro attira le critiche delle Nazioni Unite</h2>



<p>Il ministro degli Esteri turco ha accusato le <strong>Nazioni Unite </strong>di aver abbandonato la propria posizione di <strong>neutralità </strong>a <a href="https://it.insideover.com/politica/cipro-il-primo-tassello-del-nuovo-mediterraneo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cipro</a> dopo che il Consiglio di sicurezza ha prima criticato e poi bloccato i lavori di costruzione di una strada da parte dei turchi ciprioti all&#8217;interno della zona-cuscinetto dell&#8217;isola presidiata dall&#8217;Onu. Nei giorni precedenti, turchi ciprioti inferociti avevano colpito a <strong>calci e pugni</strong> il gruppo di caschi blu che bloccava il cantiere della strada che avrebbe sconfinato nella zona dell&#8217;isola sotto controllo internazionale. La strada è stata disegnata per connettere le città di Arsos, nel nord dell&#8217;isola – <a href="https://it.insideover.com/politica/la-storia-infinita-di-cipro-e-le-nuove-mire-di-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconosciuto solo da Ankara</a> come <strong>Repubblica turca di Cipro</strong> – con il villaggio multietnico di Pyla, che si trova nella zona cuscinetto e confina con il sud greco dell&#8217;isola. In una dichiarazione, il Consiglio di sicurezza aveva descritto la costruzione della strada come una <strong>violazione dello status quo</strong> che va contro la risoluzione del Consiglio. Il ministro degli Esteri turco ha dichiarato che &#8220;sarà la Repubblica turca di Cipro a decidere se la costruzione della strada continuerà o meno&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Portogallo avvia un programma di addestramento per piloti ucraini di F-16</h2>



<p>L&#8217;annuncio arriva dal presidente ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a> nel corso di una conferenza stampa con il presidente del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa. &#8220;Il Portogallo è un membro della nostra coalizione di carri armati e aviazione. Oggi, il governo di Lisbona ha confermato che è pronto a unirsi allo sforzo per <strong>addestrare i piloti</strong> e gli ingegneri ucraini <a href="https://it.insideover.com/difesa/caccia-f-16-a-kiev-inizia-il-training-dei-piloti-ucraini-ecco-dove-si-addestreranno.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a manovrare l&#8217;F-16</a>&#8221; ha affermato il capo di Stato. Zelensky ha inoltre discusso con la controparte portoghese la possibilità di espandere la <strong>cooperazione nell&#8217;ambito della difesa</strong>, riferendosi in particolare alla fornitura di mezzi di soccorso corazzati e equipaggiamento per lo <strong>sminamento</strong> dei territori ucraini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump rimpiazza il capo del suo team legale prima della resa di Atlanta</h2>



<p>L&#8217;ex presidente Donald Trump cambia avvocato nel suo caso sulle elezioni a poche ore dall&#8217;arrivo ad Atlanta, in Georgia, dove ha annunciato che <strong>si consegnerà alle autorità</strong> del carcere di Fulton County. Trump ha assoldato l&#8217;avvocato <strong>Steven Sadow</strong> per rimpiazzare Drew Findling, che finora l&#8217;ha rappresentato in tribunale nel tentativo di far rivedere ai <a href="https://it.insideover.com/politica/i-processi-contro-trump-e-i-due-stati-che-segneranno-il-suo-destino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">funzionari della Georgia</a> la sua <strong>sconfitta nelle elezioni</strong> del 2020 a favore dell&#8217;attuale presidente Joe Biden. &#8220;Il presidente Trump non avrebbe mai dovuto essere incriminato&#8221; ha affermato Sadow. &#8220;È <strong>innocente di tutte le accuse</strong> formulate contro di lui e aspettiamo con impazienza che il caso venga archiviato o, se necessario, che un giudice imparziale e di mentalità aperta lo confermi non colpevole. I casi giudiziari progettati per avanzare o servire le ambizioni e le carriere di oppositori politici del presidente non hanno spazio nel nostro sistema giuridico&#8221; ha concluso l&#8217;avvocato nella sua dichiarazione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le fiamme degli incendi estivi arrivano ad Atene e l&#8217;Europa perde foreste essenziali</h2>



<p>Gli incendi in Grecia infuriano per il sesto giorno consecutivo, e finora sono costati la vita a <strong>20 persone</strong>. Nella sola giornata di ieri i pompieri greci hanno combattuto 99 incendi diversi, lottando contro forti venti e temperature che superano i 40 gradi. 18 delle vittime, inclusi due ragazzi di 10 e 15 anni, erano <strong>migranti </strong>che avevano oltrepassato il vicino confine con la Turchia. I loro corpi sono stati trovati dai pompieri nei pressi di una baracca in una foresta bruciata nel nord-est del Paese. Gli incendi nella <strong>periferia di Atene </strong>hanno avvolto la capitale nel fumo e reso necessarie <strong>evacuazioni</strong> in diversi quartieri della città. I roghi che hanno funestato l&#8217;Europa durante l&#8217;estate hanno eliminato aree boschive in grado di assorbire 2,3 milioni di tonnellate di <strong>anidride carbonica</strong> all&#8217;anno. I funzionari dell&#8217;Unione europea attribuiscono al cambiamento climatico la rinnovata frequenza e intensità degli incendi in Europa, e sottolineano che il 2022 aveva già segnato il secondo peggior anno per i danni da incendi registrati dopo il 2017. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/i-brics-raddoppiano-nuove-tensioni-con-i-turchi-di-cipro-gli-incendi-in-grecia-rubano-ossigeno-alleuropa-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">I Brics raddoppiano, nuove tensioni con i turchi di Cipro, gli incendi in Grecia rubano ossigeno all&#8217;Europa: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La strage del carburante che riapre le ferite della Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-strage-del-carburante-che-riapre-le-ferite-della-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2022 05:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1194" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-1024x637.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-1536x955.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-2048x1273.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Profondo sud della Libia. È una notte senza luna tra il 31 luglio e il primo agosto. Un&#8217;autocisterna carica di carburante finisce fuoristrada nel tratto di strada tra Ubari e Sebha, le due principali città-oasi del Fezzan vicine ai pozzi petroliferi ma povere di tutto. La Libia è il Paese dei paradossi: ha le maggiori &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-strage-del-carburante-che-riapre-le-ferite-della-libia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1194" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-1024x637.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-1536x955.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-2048x1273.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Profondo sud della <strong>Libia</strong>. È una notte senza luna tra il 31 luglio e il primo agosto. Un&#8217;autocisterna carica di <strong>carburante</strong> finisce fuoristrada nel tratto di strada tra Ubari e Sebha, le due principali città-oasi del Fezzan vicine ai pozzi petroliferi ma povere di tutto. La Libia è il Paese dei paradossi: ha le maggiori riserve di <strong>petrolio</strong> dell’intera Africa, ma non è in grado di garantite la luce elettrica ai suoi 6,87 milioni di abitanti. A decine accorrono per trafugare il carico lasciato incustodito sul ciglio della strada, molti con le taniche da riempire. Qualcosa va storto, la cisterna prende fuoco e scatena un incendio che si propaga subito alle macchine vicine. E’ una strage: i morti sono almeno 20, i feriti un centinaio e alcuni hanno ustioni su oltre il 90 per cento del corpo.</p>
<h2>Tre centesimi al litro</h2>
<p>Il diesel in Libia costa <strong>3 centesimi</strong> di euro al litro, una cifra irrisoria per noi italiani abituati a sborsare anche più di 2 euro al litro. Ma è un bene molto più prezioso del suo prezzo sussidiato: serve ad alimentare i generatori di corrente, l’unica fonte di elettricità quando le centrali sono spente. E nell’ultimo periodo, a causa del blocco petrolifero dovuto alla faida tra est e ovest, sono rimaste spente parecchio, anche 20 ore al giorno. Per alimentare le turbine serve un particolare tipo di gas condensato o carburante. Ma con i pozzi chiusi, non ci sono risorse. Una <a href="https://twitter.com/76moral/status/1541051731475300352/photo/1">vignetta</a> dell’artista libico <strong>Mohammed Gajoum</strong>, che ha preso ispirazione da una fotografia vera, spiega meglio delle parole la situazione vista dalla popolazione: un padre seduto su un barile di petrolio tiene in braccio il figlio piccolo attaccato al nebulizzatore, a sua volta alimentato da un generatore di corrente. A che serve stare seduti sopra un mare di petrolio se non c’è elettricità neanche per curare un bambino?</p>
<h2>L’ombra del contrabbando</h2>
<p>Il carburante in Libia è merce preziosa d’estate, soprattutto nel sud. Non ci sono raffinerie e la benzina arriva da nord, spesso scortata da convogli armati. Ma il governo è debole e il contrabbando lucroso. Le cisterne non arrivano quasi mai nei depositi ufficiali. Finiscono nelle mani dei gruppi criminali che le rivendono a prezzo maggiorato o le esportano nei Paesi vicini. In Tunisia la benzina costa <strong>30 volte</strong> più che in Libia: basta un solo carico da 20 o 30 mila litri per diventare ricchi. Sulla tragedia del primo agosto le indagini sono ancora in corso. L’<em>Agenzia Nova</em> <a href="https://www.agenzianova.com/a/62efe189d99554.47939047/4022214/2022-08-03/libia-salito-a-dieci-il-bilancio-delle-vittime-dell-incidente-di-ubari-4/linked">riporta</a> che la causa materiale dell’esplosione potrebbe essere stata l’utilizzo incauto di una batteria per auto per azionare la pompa elettrica ed aspirare il carico: sarebbe stata una scintilla ad innescare il mortale incendio. Non è difficile ipotizzare una responsabilità, diretta o indiretta, del contrabbando dietro la strage. Ma la colpa è anche dei governi che hanno marginalizzato il sud per anni, abbandonando la popolazione alla mercé dei trafficanti.</p>
<h2>Il ruolo dell’Italia</h2>
<p>Alcuni feriti, gravemente ustionati, sono stati <a href="https://www.difesa.it/SMD_/Eventi/Pagine/Difesa_trasferiti_in_Italia_dalla_Libia_4_ustionati_gravi.aspx">trasferiti</a> in <strong>Italia</strong> attraverso un ponte aereo decisamente complicato. Anzitutto perché, come riferisce sempre <em><a href="https://www.agenzianova.com/a/62efe641a12692.05810758/4021884/2022-08-03/libia-premier-dabaiba-l-italia-curera-15-ustionati-dell-incidente-di-ubari">Nova</a></em>, i libici hanno tardato a fornire i passaporti e le cartelle cliniche dei pazienti. Anche Tunisia e Spagna si sono offerte di aiutare, ma ovviamente l’Italia è la meta più richiesta e non è stato facile mettere insieme tutte le informazioni. In secondo luogo, alcuni feriti destinati ai nostri ospedali sono <a href="https://www.genovatoday.it/cronaca/morti-feriti-libia-villa-scassi.html">deceduti</a> nell’attesa, quindi le liste sono state aggiornate mentre i C-130 erano in volo o quasi. Il premier del governo di unità nazionale, Abdulhamid Dbeibah, aveva <a href="https://twitter.com/Dabaibahamid/status/1554582499279380480">annunciato</a> che l’Italia avrebbe curato 15 feriti, il ministero della Difesa e la Protezione civile hanno trasferito quattro ustionati. Il Consiglio dei ministri italiano ha stanziano <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-92/20388">3 milioni di euro</a> per far fronte a un’emergenza molto, molto delicata, perché potrebbe essere strumentalizzata in campagna elettorale.</p>
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		<title>Dopo gli incendi, Chernobyl si scopre ancora radioattiva</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/dopo-gli-incendi-chernobyl-si-scopre-ancora-radioattiva.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 12:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[centrali nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Chernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Incendi-Chernobyl-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Chernobil radiazioni (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Incendi-Chernobyl-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Incendi-Chernobyl-La-Presse-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Incendi-Chernobyl-La-Presse-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Incendi-Chernobyl-La-Presse-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di sabato, un incendio estesosi per circa 250 ettari ha colpito le foreste ucraine vicine alla centrale nucleare di Chernobyl e che ha interessato il territorio sino alla giornata di domenica, con gli operatori ambientali che sono riusciti a dominare le fiamme, facendo rientrare la situazione e mettendo in sicurezza l&#8217;area. Nonostante gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/dopo-gli-incendi-chernobyl-si-scopre-ancora-radioattiva.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Incendi-Chernobyl-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Chernobil radiazioni (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Incendi-Chernobyl-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Incendi-Chernobyl-La-Presse-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Incendi-Chernobyl-La-Presse-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Incendi-Chernobyl-La-Presse-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella giornata di sabato, un<strong> incendio</strong> estesosi per circa 250 ettari ha colpito le foreste ucraine vicine alla centrale nucleare di <strong>Chernobyl</strong> e che ha interessato il territorio sino alla giornata di domenica, con gli operatori ambientali che sono riusciti a dominare le fiamme, facendo rientrare la situazione e mettendo in sicurezza l&#8217;area. Nonostante gli incendi boschivi siano relativamente frequenti nel territorio dove capeggia ancora la vecchia centrale nucleare sovietica, questa volta l&#8217;incendio ha preoccupato più del previsto a causa delle conseguenze che ha generato.</p>
<p>Durante l&#8217;intervento dei pompieri &#8211; muniti di contatori Geiger per controllare la radioattività dell&#8217;aria durante la loro permanenza &#8211; sono stati riscontrati valori <strong>16 volte</strong> maggiori rispetto all&#8217;atteso, evidenziando come ancora adesso le conseguenze del disastro nucleare siano presenti sul territorio. A seguito dell&#8217;incendi, infatti, una grande percentuale di particelle radioattive si sono riversate nell&#8217;area, ostacolando anche in parte lo stesso intervento degli operatori ambientali. Tuttavia &#8211; stando a quanto riferito dalle fonti ufficiali e riportato dalla testata giornalistica The Guardian &#8211; la popolazione non sarebbe in pericolo di vita, situandosi ad oltre 30 chilometri di distanza dall&#8217;area in questione. Ulteriori approfondimenti del problema, in ogni caso, verranno portati avanti nelle prossime ore e nei prossimi giorni.</p>
<h3>Chernobyl si fa ancora sentire</h3>
<p>Il disastro nucleare che aveva colpito l&#8217;ex-Unione sovietica nell&#8217;aprile del 1986 ha lasciato delle conseguenze sul territorio che nonostante i 34 anni trascorsi si fanno ancora sentire. Non soltanto i divieti di avvicinarsi e l&#8217;impossibilità di costruire unità abitative all&#8217;interno di un raggio di 30 chilometri dal sito, ma lo stesso<strong> ambiente</strong> ha immagazzinato una mole di sostanze radioattive pronte ad essere sprigionate nell&#8217;aria.</p>
<p>Dopo l&#8217;incidente del 1986 provocato dallo scoppio del reattore numero quattro della centrale che aveva causato la fuoriuscita delle <strong>sostanze radioattive</strong>, la vita nella regione è drasticamente cambiata. La stessa città è stata abbandonata, con i cittadini che si sono riversati in città di nuova formazione studiate per sostituire il vecchio agglomerato &#8211; troppo vicino al luogo dell&#8217;esplosione.</p>
<p>Tuttavia &#8211; sebbene questa volta l&#8217;impatto effettivo sia stato relativamente contenuto &#8211; il fatto ha evidenziato come incendi di dimensioni maggiori e più prossimi alle città di nuova fondazione potrebbero rivelarsi un problema per la salute delle persone. E nonostante i restanti tre reattori della centrale siano ormai <strong>chiusi</strong> dal 2000 &#8211; con il quarto isolato da una cupola protettiva dal 2016 &#8211; l&#8217;area non si può ancora considerare del tutto bonificata.</p>
<h3>Il dramma della popolazione</h3>
<p>Come già sottolineato, gli abitanti della regione sono già abituati con il dover convivere con il triste lascito del passato, che ha segnato la storia ormai di due generazioni. Ancora adesso, l&#8217;alta percentuale di radioattività dell&#8217;area arreca <strong>problemi alla salute</strong> della popolazione, ricordando tutti i giorni il dramma accaduto in quel triste aprile del 1986. E se da un lato quell&#8217;evento si incanalava perfettamente nel declino del mondo sovietico e della sua stessa tecnologia, dall&#8217;altro si è trasformato in un incubo che con i recenti fatti si è dimostrato essere più attuale che mai.</p>
<p>Nonostante le opere di bonifica e di messa in sicurezza siano state approntate e messe in campo negli anni, infatti, la situazione non si può ancora considerare del tutto rientrata. E con il pericolo sempre in vista, è la stessa popolazione ucraina a dover fare i conti con i <strong>danni ambientali</strong> e con i problemi di salute causati dall&#8217;alta radioattività dell&#8217;area: in un dramma che ha lasciato i suoi strascichi ancora nel XXI secolo.</p>
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		<title>Aria irrespirabile e nubi tossiche: la Malesia sta soffocando</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/aria-irrespirabile-e-nubi-tossiche-la-malesia-sta-soffocando.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 04:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="850" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Malesia-inquinamento-La-Presse-e1569255261988.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Malesia inquinamento" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Malesia-inquinamento-La-Presse-e1569255261988.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Malesia-inquinamento-La-Presse-e1569255261988-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Malesia-inquinamento-La-Presse-e1569255261988-768x340.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Malesia-inquinamento-La-Presse-e1569255261988-1024x453.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre gli occhi erano e sono puntati sulla foresta amazzonica, in Asia si sta consumando una altrettanto gravissima crisi ambientale. Tutto parte dagli incendi che stanno divorando l&#8217;Indonesia, causati per lo più dalle scellerate pratiche degli agricoltori locali, intenzionati a raccimolare più spazio sul quale estendere le loro colture a discapito di parchi e riserve &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/aria-irrespirabile-e-nubi-tossiche-la-malesia-sta-soffocando.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/aria-irrespirabile-e-nubi-tossiche-la-malesia-sta-soffocando.html">Aria irrespirabile e nubi tossiche: la Malesia sta soffocando</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="850" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Malesia-inquinamento-La-Presse-e1569255261988.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Malesia inquinamento" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Malesia-inquinamento-La-Presse-e1569255261988.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Malesia-inquinamento-La-Presse-e1569255261988-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Malesia-inquinamento-La-Presse-e1569255261988-768x340.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Malesia-inquinamento-La-Presse-e1569255261988-1024x453.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mentre gli occhi erano e sono puntati <a href="https://it.insideover.com/politica/lemergenza-in-amazzonia-diventa-un-pretesto-per-attaccare-bolsonaro.html">sulla foresta amazzonica</a>, in Asia si sta consumando una altrettanto gravissima crisi ambientale. Tutto parte <a href="https://it.insideover.com/ambiente/indonesia-laltra-amazzonia-che-brucia-nellindifferenza-generale.html">dagli incendi che stanno divorando l&#8217;Indonesia</a>, causati per lo più dalle scellerate pratiche degli agricoltori locali, intenzionati a raccimolare più spazio sul quale estendere le loro colture a discapito di parchi e riserve naturali. Lo Stato indonesiano dista poco meno di 2mila chilometri dalla <strong>Malesia</strong>, ed è qui che si è diffusa una vera e propria emergenza sanitaria. I venti hanno portato a Kuala Lumpur e dintorni una nube tossica che ha oscurato il brillante skyline e obbligato le autorità ad attuare un piano di emergenza. Secondo quanto riportato dalla <a href="https://edition.cnn.com/2019/09/19/asia/malaysia-indonesia-fires-smog-trnd/index.html"><em>Cnn</em></a>, che cita l&#8217;agenzia stampa statale <em>Bernama</em>, giovedì scorso sono state distribuite 2 milioni di mascherine agli studenti delle aree più colpite dalla coltre di smog. Oltre 500 mila maschere hanno preso la via di Sarawak, nella Malesia occidentale, dove la qualità dell’aria ha raggiunto il picco di 273 microgrammi di polveri sottili per metro cubi di aria. Un livello definito &#8220;molto dannoso&#8221; dallo stesso ministero dell&#8217;Ambiente malese. Anche perché i valori compresi tra 101 e 200 sono considerati malsani, quelli da 201 a 300 molto dannosi mentre oltre i 300 si parla di vero e proprio pericolo.</p>
<h2>Superato ogni livello di guardia</h2>
<p>Gli incendi boschivi di Kalimantan, Indonesia, hanno letteralmente ricoperto i cieli del sud-est asiatico di sostanze tossiche, tali da compromettere la qualità dell&#8217;aria. Nello Stato indonesiano sono andati in fumo almeno 800 mila acri di terra ma il dramma ha colpito di riflesso anche le limitrofe Singapore e appunto Malesia. Kuala Lumpur sta soffocando sotto una <strong>foschia tossica</strong>. Le famose torri Petronas, una delle principali attrazioni della capitale malese, in questi giorni hanno un flebile contorno sfocato e sono, come gli altri palazzi, inghiottite dallo smog. La scorsa settimana qui si respirava l&#8217;aria più inquinata del pianeta e, tutt&#8217;ora, molte scuole sono chiuse e numerosi voli cancellati. C&#8217;è un dato che spaventa i cittadini: secondo gli scienziati, qualora una condizione del genere dovesse continuare per molto altro tempo ancora, potrebbero esserci 36mila decessi prematuri all’anno in Indonesia, Malesia e Singapore, il nuovo triangolo della morte.</p>
<h2>Una situazione complicata</h2>
<p>A causa del clima secco le autorità temono che lo stato di crisi possa prolungarsi fino a ottobre, provocando ulteriori danni. Anche all&#8217;economia, visto che l&#8217;inquinamento potrebbe far diminuire il numero di turisti nella regione. Il viceministro del turismo malese non ritiene che il <strong>turismo</strong> sia in pericolo, in quanto non tutte le zone del paese sarebbero state raggiunte dalla foschia. Eppure almeno cinque voli sono stati cancellati o dirottati nel giro di pochi giorni a causa della scarsa visibilità; una manovra, questa, che ha interessato oltre mille passeggeri. In ogni caso la Malesia può fare ben poco visto che la radice dell&#8217;inquinamento è l&#8217;Indonesia. Quando i numerosi incendi indonesiani saranno domani, allora i venti soffieranno via la nube tossica che ha avvolto Kuala Lumpur. Certo, un po&#8217; di aiuto concreto da parte dei paesi occidentali, così desiderosi di scendere in campo in nome dell&#8217;ambiente, non farebbe affatto male. Anzi, aiuterebbe i cittadini malesi a tirare un sospiro di sollievo.</p>
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		<title>Indonesia, l&#8217;altra Amazzonia che brucia nell&#8217;indifferenza generale</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/indonesia-laltra-amazzonia-che-brucia-nellindifferenza-generale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 13:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="738" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Incendi-in-Indonesia-Getty-e1569073857352.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Incendi in Indonesia (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Incendi-in-Indonesia-Getty-e1569073857352.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Incendi-in-Indonesia-Getty-e1569073857352-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Incendi-in-Indonesia-Getty-e1569073857352-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Incendi-in-Indonesia-Getty-e1569073857352-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sono state letteralmente settimane di fuoco in America Latina, dove la foresta amazzonica, uno dei più grandi polmoni verdi al mondo, è stata devastata da enormi incendi. Le fiamme in certi casi devono ancora essere domate e su centinaia di migliaia di ettari non si vede più una foglia verde. Insomma una catastrofe ecologica della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/indonesia-laltra-amazzonia-che-brucia-nellindifferenza-generale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="738" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Incendi-in-Indonesia-Getty-e1569073857352.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Incendi in Indonesia (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Incendi-in-Indonesia-Getty-e1569073857352.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Incendi-in-Indonesia-Getty-e1569073857352-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Incendi-in-Indonesia-Getty-e1569073857352-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Incendi-in-Indonesia-Getty-e1569073857352-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sono state letteralmente settimane di fuoco in America Latina, dove la foresta amazzonica, uno dei più grandi polmoni verdi al mondo, è stata devastata da enormi incendi. Le fiamme in certi casi devono ancora essere domate e su centinaia di migliaia di ettari non si vede più una foglia verde. Insomma una catastrofe ecologica della quale <a href="https://it.insideover.com/politica/lemergenza-in-amazzonia-diventa-un-pretesto-per-attaccare-bolsonaro.html">l&#8217;unico colpevole sembra essere il presidente brasiliano Jair Bolsonaro</a>. In ogni caso, a poco meno di 20mila chilometri di distanza dall&#8217;Amazzonia, è in corso un&#8217;emergenza ambientale simile a quella che ha colpito l&#8217;America Latina che tuttavia sembra non trovare spazio all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica mondiale. Si tratta dei numerosi incendi che hanno trasformato in un inferno numerose zone di <strong>Malesia</strong>, <strong>Singapore</strong> e <strong>Indonesia</strong>. A subire le conseguenze peggiori è quest&#8217;ultimo paese, alle prese con fiamme indomabili nel Borneo e nell&#8217;isola di Sumatra, dove, come ha sottolineato l&#8217;<a href="https://www.agi.it/estero/incendi_indonesia_malesia_singapore-6200154/news/2019-09-19/"><em>Agi</em></a>, sei provincie hanno dichiarato lo stato di emergenza e dove gli incendi hanno distrutto il Parco Nazionale Tesso Nilo, una riserva che ospitava animali in via di estinzione, come gli elefanti selvatici e gli oranghi di Sumatra. A poche migliaia di chilometri di distanza anche la Malesia ha a che fare con la piaga dei roghi accidentali, anche se le dimensioni degli incendi è ridotta rispetto a quelli scoppiati in Indonesia, mentre lo scintillante skyline di <a href="https://it.insideover.com/societa/singapore-ha-bisogno-di-spazio-le-autorita-progettano-uno-sviluppo-nel-sottosuolo.html">Singapore</a> è offuscato dalla nube di foschia provocata dagli incendi limitrofi.</p>
<h2>Situazione tragica</h2>
<p>Proprio come in Brasile, la causa principale dei roghi è la mano umana. Nel tentativo di fare spazio a nuove piantagioni di palme da olio, numerosi <strong>agricoltori asiatici</strong> hanno appiccato incendi per fini meramente economici. Il problema è che la situazione è presto loro sfuggita di mano, provocando l&#8217;ennesima catastrofe ambientale cui deve far fronte il pianeta terra. L&#8217;incubo dell&#8217;Indonesia è spostare le lancette al 2015, quando le emissioni giornaliere di anidride carbonica, a causa degli incendi, superarono addirittura quelle prodotte dalle attività economiche degli Stati Uniti. Oggi il presidente indonesiano Joko Widodo, già accusato di essere responsabile della tragedia di quattro anni fa, sta lottando contro il tempo per mettere una pezza alle fiamme che stanno devastando il suo paese. Nel 2019, da gennaio ad agosto, gli incendi hanno incenerito quasi 400 mila ettari di zone verdi: lo ha riferito l&#8217;agenzia nazionale per i disastri, che ha inoltre indicato nelle regioni del Kalimantan, Riau, Jambi e Sumatra gli epicentri più gravi.</p>
<h2>Un peso, due misure</h2>
<p>Il centro meteorologico delle associazioni delle nazioni del sud-est asiatico ha registrato, a partire dallo scorso 14 settembre, 10 focolai situati negli stati malesi di Sabah e Sarawj ma ben 627 nel Kalimantan indonesiano. In Indonesia gli agricoltori locali approfittano della stagione secca che va da luglio a ottobre per ripulire le proprie piantagioni affidandosi alla tecnica del &#8220;taglia e brucia&#8221;, un espediente per occupare nuovi spazi eliminando fette di foresta appiccando incendi. Oltre al problema principale degli incendi, come sottolineato da <a href="https://www.asiatimes.com/2019/09/article/choking-and-gasping-in-indonesias-noxious-haze/"><em>Asia Times</em></a>, c&#8217;è da fare i conti con l&#8217;aumento vertiginoso degli inquinanti presenti nell&#8217;<strong>aria</strong>, che in certi paesi hanno superato i livelli di guardia. E così mentre Jakarta ha mobilitato l&#8217;esercito per spegnere gli incendi a son di acqua, l&#8217;Europa, da lontano, lancia generici moniti su come sia pericoloso assistere a catastrofi simili. Ovviamente non essendoci un Bolsonaro o un politico tale da essere accomunato al leader brasiliano, l&#8217;Indonesia ha evitato minacce e ritorsioni della comunità internazionale.</p>
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		<title>Notre Dame, un incendio nel cuore dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/notre-dame-un-incendio-nel-cuore-delleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 07:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[Notre Dame]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cattedrale di Notre Dame brucia per ore. E con l&#8217;incendio del grande tempio della cristianità francese se ne va una parte di Parigi, della sua storia e sicuramente anche della nostra. La struttura si è salvata. Il lavoro incessante di una squadra di centinaia di pompieri è riuscita a salvare il salvabile. Ma quel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/notre-dame-un-incendio-nel-cuore-delleuropa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La cattedrale di Notre Dame brucia per ore. E con l&#8217;incendio del grande tempio della cristianità francese se ne va una parte di Parigi, della sua storia e sicuramente anche della nostra. La struttura si è salvata. Il lavoro incessante di una squadra di centinaia di pompieri è riuscita a salvare il salvabile. Ma quel tetto avvolto nelle fiamme, quella guglia che collassa al centro della chiesa, l&#8217;edificio che si trasforma in un&#8217;immensa croce di fuoco, sono immagini che rimarranno scolpite negli occhi, nel cuore e nella mente dei francesi e di tutto il mondo. Tutti attoniti di fronte a un&#8217;immagine potente, simbolica, profonda.</p>
<p>La <strong>cattedrale</strong> brucia. E con essa va letteralmente in fumo una parte d&#8217;Europa. Di un continente che si è costruito anche grazie a una civiltà che ha prodotto tali concentrati di bellezza incastonati come gemme in tutto il Vecchio Continente. E che forse per troppo tempo ha quasi dimenticato cosa significasse avere certi tesori e certi simboli.</p>
<p>Con le fiamme di Notre Dame qualcosa è cambiato. E forse è proprio da lì, dalle immagini arrivate da Parigi nelle ore dell&#8217;incendio, che bisogna ripartire. Perché la possibilità di perdere la cattedrale ha fatto ricordare a tutti la necessità di non perdere i propri simboli, di non tralasciare quell&#8217;eredità del passato che forse troppo spesso la Francia e l&#8217;Europa ha dimenticato. E forse è anche da quelle fiamme che è opportuno ripartire.</p>
<p>Quel rogo ci ha fatto riscoprire fragili. E, per prima cosa, ci ha fatto capire che tutto quello che abbiamo non è certamente eterno e non può essere lasciato in balia del <strong>tempo</strong>. La cattedrale ha resistito alla furia dei rivoluzionari francesi, che consideravano la cattedrale simbolo del potere da abbattere, e al degrado dei secoli. Ma poteva non resistere a un incendio che, nel 2019, si pensava dovesse essere prevenuto in maniera decisamente più scientifica. Così non è stato. Sarà stata l&#8217;incuria, la <strong>negligenza</strong>, la mancanza di fondi: questi sono temi che solo le analisi potranno comprendere fino in fondo.E i dubbi rimarranno sempre. Ma ciò che non potrà essere rimosso è quel segnale di precarietà che ha dato il rogo di Notre Dame: nulla è per sempre. E tutti i governi che hanno fra le mani un patrimonio culturale immenso devono comprendere fino in fondo la responsabilità che hanno non solo nei confronti del loro popolo, ma anche verso il mondo.</p>
<p>Ma non è l’unico insegnamento che dobbiamo cogliere da questo rogo. Perché è un incendio che ha scosso in qualche modo tutta Parigi, che di fatto si è ricoperta legata a un<strong> filo rosso</strong> di una tradizione cristiana che sembrava aver sepolto con secoli di laicismo e battaglie rivoluzionarie o eredi di quella Rivoluzione. La cattedrale di Notre Dame ha ancora, nella sua imponenza (e impotenza), un peso importante nel cuore dei francesi. E quelle radici che spesso di tralasciano sono affiorate proprio quando uno dei loro maggiori simboli sembrava dover essere perduto per sempre. Quell&#8217;edificio che da otto secoli accompagna i parigini nella loro quotidianità e che ha segnato la storia di Francia in maniera indelebile rappresenta anche un ponte col <strong>passato</strong> che in questi tempi sembra avere sempre meno importanza.</p>
<p>E invece il passato esiste e le radici anche. E quel fumo denso che si innalzava dall&#8217;Île de la Cité e che ha coperto i cieli di Parigi sembra quasi aver voluto ricordare a tutti che c&#8217;è qualcosa che vive racchiuso nei legni e nelle pietre della Storia. Qualcosa che la Francia, come l&#8217;Europa, aveva dimenticato da tempo. Ma che invece ha forgiato millenni di civiltà di un continente che da tempo ha deciso di voler abbandonare il passato per concentrarsi esclusivamente nemmeno sul futuro, ma sul presente. Mentre l&#8217;incendio di Parigi ci ricorda che non solo esiste un passato da difendere, ma anche un <strong>futuro</strong> cui bisogna guardare e ricostruire. Pietra su pietra. Come Notre Dame.</p>
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