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	<title>hwasong-15 Archives - InsideOver</title>
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	<title>hwasong-15 Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Corea, ecco tutti gli scenari  dopo il lancio del nuovo missile</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/corea-tutti-gli-scenari-lancio-del-missile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 08:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[hwasong-15]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Balistico Intercontinentali (Icbm)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171130102549_25120730.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171130102549_25120730.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171130102549_25120730-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171130102549_25120730-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171130102549_25120730-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Pochi giorni fa, Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile intercontinentale (ICBM) dopo quasi 3 mesi di “silenzio”. Il missile, secondo le prime designazioni, sarebbe uno Hwasong-15, implementazione dell’altro missile con capacità intercontinentale lanciato dal regime – il KN-20 o “Hwasong-14” lanciato a fine luglio – ma questo nuovo vettore, a quanto risulta dai &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/corea-tutti-gli-scenari-lancio-del-missile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171130102549_25120730.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171130102549_25120730.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171130102549_25120730-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171130102549_25120730-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171130102549_25120730-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Pochi giorni fa,<strong> Corea del Nord</strong> ha lanciato un nuovo missile intercontinentale (ICBM) dopo quasi 3 mesi di “silenzio”. Il missile, secondo le prime designazioni, sarebbe uno <strong>Hwasong-15</strong>, implementazione dell’altro missile con capacità intercontinentale lanciato dal regime – il KN-20 o “Hwasong-14” lanciato a fine luglio – ma questo nuovo vettore, a quanto risulta dai calcoli balistici, è in grado di colpire anche la costa orientale degli Stati Uniti, e quindi potenzialmente di essere una minaccia mondiale.<br /> Il missile infatti è caduto a 950 km dal punto di lancio ma ha percorso una traiettoria altissima – apogeo a 4.475 km di altezza – cosa che lo classifica come il primo capace effettivamente di colpire quasi ogni punto del globo grazie ad una gittata massima stimata di circa 13mila km.</p>
<p>Già lunedì, parlando delle <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/crisi-nordcoreana-la-russia-si-dice-preoccupata-dal-comportamento-degli-usa/" target="_blank">preoccupazioni russe in merito alla questione coreana</a>, avevamo sottolineato come questo “silenzio” di Pyongyang potesse essere foriero di un nuovo lancio – o test atomico – in relazione soprattutto all’elevazione di nuove e più strangolanti sanzioni economiche. Ora che anche la <strong>Cina</strong> sembra, almeno di facciata, molto meno accondiscendente con il suo scomodo alleato – Pechino in risposta alle richieste della Casa Bianca di “dissuadere ed impedire a terze parti di intrattenere certe attività con la Corea del Nord” ha tagliato ulteriormente le linee di comunicazione col suo vicino meridionale &#8211; Pyongyang potrebbe trovarsi sempre più isolata rispetto al passato e quindi vedersi, se ci concedete il termine, “con l’acqua alla gola”.</p>
<p>Va detto che<strong> la strategia cinese è sempre stata molto ambigua</strong> sulla questione: Pechino non ha alcun interesse a prendere decisioni drastiche dal punto di vista diplomatico e culturalmente mette in pratica quella filosofia che contraddistingue la sua politica estera forse da millenni. Questa filosofia, soprannominata della “fetta di salame” prevede che si ottengano risultati diplomatici attraverso piccole ma costanti azioni – anche militari come avviene per il <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> – ma senza che nessuna di esse rappresenti da sola un possibile “casus belli” o comunque possa generare una violenta reazione dall’altra parte. Un atteggiamento che non è corretto definire prudente, vista la finalità con cui Pechino porta avanti la sua politica estera, bensì ondivago, ambiguo perfino subdolo almeno secondo il metro occidentale: da un lato ferma condanna dei test missilistici, dall’altro non appoggia il piano sanzionatorio <strong>Usa</strong> invocando le Nazioni Unite; se Pechino “chiude i ponti” con Pyongyang – letteralmente – non cessa comunque di fornire know how e mezzi per il suo sviluppo militare unitamente ad altri Paesi recentemente ritornati nella lista nera di Washington come l’Iran.</p>
<p>Cosa succederà ora?</p>
<p>Fare previsioni in geopolitica è quasi impossibile – e pertanto da evitare &#8211; però si possono analizzare i dati e cercare di dare dei possibili scenari di come una situazione possa evolversi a seconda delle varie situazioni che di volta in volta possono, mutevolmente, palesarsi. </p>
<p>Abbiamo già detto più volte che lo scenario dell’accettazione di una pax russo-cinese è quasi del tutto irrealizzabile.<br /> Gli <strong>Stati Uniti</strong>, se dovessero accettare il piano di pace di Mosca e Pechino, oltre a perdere la faccia con i propri alleati nell’area estremo orientale e asiatica – siano essi vecchi come il Giappone o nuovi come l’India – sostanzialmente <strong>ammetterebbero la propria incapacità strategica</strong> consegnando l’intero settore del globo alla definitiva influenza cinese (e russa in second’ordine). In questo momento storico questo è semplicemente inaccettabile dato che l’asse economico e geostrategico si è definitivamente spostato dall’Europa all’Asia e le spese, vertiginose, per la Difesa dei Paesi dell’Estremo Oriente sono lì a dimostrarlo. Ulteriore dimostrazione sono i dati relativi alla quantità di merci che passa da quei mari. Per fare un esempio in questo senso ricordiamo che il 25% del traffico mercantile globale passa dallo stretto della Malacca sito tra Indonesia e Malesia, e che il solo Mar Cinese Meridionale si vede attraversato da <strong>5mila miliardi di dollari l’anno di merci</strong>. Il controllo di quella parte di mondo, ed in particolare proprio dei mari oggetto di diverse contese internazionali, diventa quindi vitale.</p>
<p>Attenersi alle sole<strong> risoluzioni dell’Onu</strong> in merito alle sanzioni non eviterà che la Corea del Nord continui, magari a rilento, il suo processo di armamento missilistico ed atomico: nonostante i due lanci di ICBM siano stati coronati dal successo, è ancora molto probabile che Pyongyang non abbia ancora conseguito le adeguate capacità di miniaturizzazione delle testate che la metterebbero in grado di montare una testata atomica su un vettore in grado effettivamente di colpire tutti gli Stati Uniti continentali. Inoltre anche la precisione e la capacità del veicolo di rientro del missile di sopravvivere al calore dell’ingresso in atmosfera sono ancora tutte da stabilire. In questo senso la cooperazione tra Corea del Nord ed <strong>Iran</strong> diventa fondamentale, anche per quanto concerne la possibilità di acquisire capacità MRV o MIRV.</p>
<p><strong>La via del dialogo</strong> pertanto sembra quella, ad oggi, meno efficace per abbassare la tensione, dato che è evidente ormai a tutti che, con questo regime, Pyongyang non rinuncerà mai all’armamento atomico, visto come l’unica <strong>polizza assicurativa</strong> efficace contro possibili invasioni occidentali o putsch eterodiretti.</p>

<p>Perché bisogna considerare anche questa possibilità: ovvero che una potenza straniera &#8211; non necessariamente gli Stati Uniti, leggasi Cina &#8211; possa decidere di eliminare fisicamente Kim Jong-un ed i suoi accoliti per cambiare in modo “indolore” il regime e sostituire l’attuale leader nordcoreano con qualcuno di più “malleabile”. La questione dell’<a href="http://www.occhidellaguerra.it/lagente-pyongyang-ideato-piano-uccidere-fratellastro-kim/" target="_blank">omicidio del fratellastro di Kim</a> in Malesia ha infatti scoperto un vaso di Pandora che ha suscitato notevoli imbarazzi a Pechino, che è stata chiamata in causa come possibile regista per un eventuale cambio di regime a Pyongyang che vedeva proprio <strong>Kim Jong-nam</strong>, poi ucciso da agenti nordcoreani, come candidato migliore per la successione al vertice della Corea del Nord. La Cina quindi potrebbe non aver del tutto rinunciato a questa ipotesi, che sulla carta potrebbe essere la migliore, anche se permangono delle criticità non da poco: la catena di comando e la stessa filosofia strategica nordcoreana permettono &#8211; in caso di grave crisi &#8211; ai comandanti locali di procedere autonomamente con un attacco di ritorsione. Il caso peggiore che si potrebbe profilare, quindi, è che un Generale fedelissimo di Kim Jong-un, avuta la certezza di un cambio di regime tramite putsch, decida di attaccare quella che egli ritiene sia la nazione artefice dello stesso, ed in questo caso non sarebbe necessariamente la Cina. Se una tale eventualità dovesse concretizzarsi con un attacco missilistico alla Corea del Sud o al Giappone le conseguenze sarebbero facilmente prevedibili: una escalation che porterebbe all’utilizzo delle armi atomiche.</p>
<p>Attacco atomico che sarebbe il peggiore degli scenari possibili anche qualora si decidesse di procedere ad una <strong>invasione del Paese</strong>. La dialettica di Washington, che in questi mesi è stata a dir poco colorita, sembra infatti cambiata e si è fatta più seria con quest’ultimo test e soprattutto non ha rinunciato a sottolineare come ancora “tutte le opzioni siano sul tavolo”. <br /> Un attacco preventivo, che, per forza di cose data la natura del territorio e la dispersione delle Forze Armate Nordcoreane, dovrebbe contemplare l’utilizzo di armamento atomico tattico, risulterebbe il peggiore degli scenari possibili appunto per quanto sin qui sostenuto dalla Cina che reagirebbe ad una simile evenienza venendo in aiuto di Pyongyang e quindi verosimilmente porterebbe il mondo verso un olocausto nucleare.</p>
<p>Che fare?</p>
<p>Oggettivamente non esiste una panacea di ogni male, ma la politica è l’arte del possibile. A nostro modesto giudizio per disinnescare la crisi occorrerebbe una seria <strong>trattativa con tutte le parti in causa in modo da assicurare alla Corea del Nord la continuità del regime</strong> e dell’esistenza stessa dello Stato ottenendone parallelamente il parziale disarmo eliminando cioè tutti i vettori missilistici a raggio medio, intermedio e intercontinentale. In questo modo gli Stati Uniti sarebbero al riparo da ogni possibile attacco e potrebbero garantire una parziale copertura ABM anche ad alleati come il Giappone che sarebbe comunque sotto il tiro degli SRBM nordcoreani in alcune parti del suo territorio. Per la Corea del Sud andrebbe invece garantita una copertura antimissile “full” ma nel contempo limitando di molto la scala e la frequenza delle esercitazioni militari, un po’ sulla falsa riga del piano russo-cinese. Cina che dovrebbe pertanto impegnarsi attivamente e farsi garante del disarmo atomico di Pyongyang. Oggettivamente in questo momento questa possibile via d’uscita ci sembra irrealizzabile: in primis perché la crisi giova sia alla Cina sia agli Usa che hanno così modo di mantenere nell’area un elevato numero di asset militari per poter controllare i traffici commerciali e soprattutto cercare di ottenerne il monopolio, secondariamente perché un accordo del genere dovrebbe prima passare da un’effettiva pacificazione tra le due Coree – formalmente sono ancora in stato di guerra essendo in vigore solo un armistizio  – cosa che obiettivamente ci risulta impossibile, anche considerando che, storicamente, trattati simili valgono solo in funzione dei vantaggi che ne ottengono le parti in un particolare frangente e che quindi, quando le circostanze che hanno portato alla ratificazione di un trattato mutano, essi diventano carta straccia. </p>

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		<title>La Corea del Nord ha testato  un Icbm con sospensioni cardaniche</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-corea-del-nord-testato-primo-icbm-sospensioni-cardaniche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 11:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[hwasong-15]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1116" height="745" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/4.jpg 1116w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/4-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/4-1024x684.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1116px) 100vw, 1116px" /></p>
<p>I media di Stato della Corea del Nord hanno diffuso le foto ufficiali dell’ultimo missile balistico intercontinentale Hwasong-15 lanciato martedì scorso da Sain Ni. Ricordiamo che in base ai dati raccolti, l’ICBM ha coperto una distanza di 950 chilometri, raggiungendo un’altitudine massima di 4.475 chilometri. Il missile lanciato da rampa mobile ha volato per circa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-corea-del-nord-testato-primo-icbm-sospensioni-cardaniche.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1116" height="745" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/4.jpg 1116w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/4-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/4-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1116px) 100vw, 1116px" /></p><p>I media di Stato della <strong>Corea del Nord</strong> hanno diffuso le foto ufficiali dell’ultimo missile balistico intercontinentale <strong>Hwasong-15</strong> lanciato martedì scorso da Sain Ni. Ricordiamo che in base ai dati raccolti, l’ICBM ha coperto una distanza di 950 chilometri, raggiungendo un’altitudine massima di 4.475 chilometri. Il missile lanciato da rampa mobile ha volato per circa 50 minuti prima di precipitare nella zona economica esclusiva del Giappone. L’esempio della Stazione Spaziale Internazionale è utile per capire i progressi di Pyongyang che sono senza dubbio costanti. Il Hwasong-15 ha raggiunto un’altitudine di 4.500 chilometri: la Stazione Spaziale Internazionale si trova a circa 250 miglia sopra la Terra. Il NORAD, North American Aerospace Defense Command, conferma che <strong>il missile non ha mai rappresentato una minaccia per gli Stati Uniti ed i suoi alleati</strong>. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato informato mentre il missile era ancora in volo. L’ultimo test della Corea del Nord risaliva al 15 settembre scorso, quando ad essere lanciato fu un missile balistico intermedio KN-17. <strong>Per l’anno in corso, Pyongyang ha lanciato 23 missili in sedici test confermati</strong>.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-37293 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2017/11/g-1.jpg" alt="g" width="893" height="497" /></p>
<p>Il Hwasong-15 è probabilmente il missile più potente nell&#8217;arsenale della Corea del Nord. È senza dubbio anche il sistema più grande mai testato da Pyongyang. Lanciato volutamente ad angolo ripido, l’HS-15 ha dimostrato migliori capacità rispetto ai precedenti sistema d’arma conosciuti. In base all’attuale telemetria, se il Hwasong-15 venisse lanciato su una traiettoria standard avrebbe un raggio di oltre ottomila miglia. Una portata utile cioè per raggiungere Washington e qualsiasi parte degli Stati Uniti continentali. Tuttavia sia la miniaturizzazione delle testate che il ciclo di rientro non sono state ancora dimostrate. Da considerare che la significativa portata potenziale andrebbe rivista in presenza di un carico utile, tuttavia non conosciamo il reale peso della testata inerte inserita nell’ultimo test. Non conosciamo il tipo di combustibile utilizzato. A differenza di quello liquido, il combustibile solido annulla il rifornimento in loco del vettore (che deve rispettare alcuni passaggi procedurali), rendendone difficile la rilevazione satellitare.  </p>
<p>Il primo ICBM con sospensione cardanica</p>
<p>Per dimensioni complessive e disegno, <strong>il Hwasong-15 è un nuovo missile</strong>. Precedentemente il sistema d’arma più avanzato nell’arsenale di Pyongyang era il Hwasong-14. La pausa tattica imposta da settembre potrebbe essersi resa necessaria per ottimizzare i disegni precedenti con la possibile implementazione di un terzo stadio a combustibile solido nei disegni originali. Gli ICBM utilizzano più stadi, ciascuno contenente i propri motori e propellente, per trasportare i loro carichi utili nello spazio, attorno alla terra e verso il loro obiettivo. Il Hwasong-15 presenta un secondo stadio a diametro pieno rispetto a quello conico visto sull&#8217;HS-14.  </p>
<p>Il Hwasong 14</p>
<p>Pyongyang ha lanciato il suo primo ICBM lo scorso quattro luglio. Il secondo test effettuato il 28 luglio è stato effettuato per dimostrare al mondo il potenziale raggio d’azione utile del missile Hwasong 14. Nel primo test il Hwasong 14 lanciato da Panghyon su piattaforma sganciata MAZKT79211, ha raggiunto un’altitudine di 2.500 chilometri (picco a 2802 Km secondo il Nord) percorrendo una distanza di 930 chilometri prima di schiantarsi nel Mare del Giappone all’interno della zona economica esclusiva di Tokyo. Il tempo di volo confermato è stato di 40 minuti circa. Ciò significa che ad una traiettoria balistica ottimizzata, il Hwasong-14 potrebbe volare per 7.000 km. Tali dati, collocarono la maggior parte dell’Alaska o le Hawaii (dipende dalla traiettoria impostata) nel potenziale raggio utile del missile di Pyongyang. E’ ritenuto il primo missile nordcoreano potenzialmente in grado di raggiungere l’America del Nord. Nel secondo test il Hwasong 14 avrebbe volato per 45 minuti, cinque minuti in più del precedente, raggiungendo un’altitudine stimata di 3.700 km per una distanza di circa 1.000 chilometri. Confermata la traiettoria alta che ha limitato il possibile raggio operativo del missile che si è poi schiantato ad ovest dell’isola di Hokkaido. Per STRATCOM si trattava di un missile balistico intercontinentale lanciato dalla remota provincia di Jagang. Confrontando i dati della massima altitudine riportata ed il tempo di volo, il missile avrebbe potuto colpire potenzialmente obiettivi ad una distanza stimata di oltre diecimila km. Entro tale raggio e calcolando le variabili come la dimensione ed il peso del carico utile trasportato, si trovano Los Angeles, Denver e Chicago.</p>
<p>L’evoluzione del lanciatore</p>
<p>Il Hwasong 14 è una versione a due stadi del missile balistico Hwasong 12 a livello intermedio (IRBM), che la Corea del Nord ha lanciato per la prima volta lo scorso maggio scorso. Il sistema Hwasong 12 è un missile a due stadi a propellente liquido. Il punto sui lanciatori è fondamentale. I lanci precedenti confermano che i razzi a singolo stadio a combustibile liquido della Corea del Nord hanno un tasso di successo pari all’80%. I razzi a due stadi con autonomia di diecimila km (quindi con meccanismo di separazione), hanno raggiunto un tasso di successo pari al 60%. I razzi a tre stadi (dodicimila km), infine, hanno una percentuale di successo inferiore al 40%.</p>
<p>Il primo stadio del missile Hwasong 14 sembrerebbe essere identico alla versione IRBM, con quattro propulsori Vernier per la stabilità e la guida chiaramente visibili dalle foto ufficiali diramate dal regime. Scarse le informazioni sul secondo stadio, ma i retrorazzi sui due moduli identificati durante il primo test, confermano i progressi significativi della Corea del Nord nella tecnologia ICBM. I precedenti missili erano propulsi da una coppia di motori a razzo in tandem. Configurazione diversa per il Hwasong 14. Cambiare il sistema di propulsione in un missile balistico è un’operazione importante. Richiede una significativa modifica delle strutture e dei software missilistici. Il risultato, in molti casi, equivale ad un nuovo missile. Il successo dei due test conferma un design robusto.</p>

<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-37294 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2017/11/kè.jpg" alt="kè" width="894" height="502" /></p>
<p>Da rilevare che oltre alla gittata massima, un missile deve anche essere in grado di trasportare una testata, sopravvivere al rientro nell’atmosfera e colpire un bersaglio con precisione. Solo perché i la Corea del Nord afferma di colpire una città americana non significa che potrebbe farlo (e sarebbe comunque un suicidio). Gli asset del Nord sono destinati alla dissuasione nei confronti di qualsiasi cambio di regime da parte degli Stati Uniti.</p>
<p>Il Hwasong 15</p>
<p>A differenza del Hwasong 14, le foto del Hwasong 15 confermano la presenza di due motori nel primo stadio. Assenti i propulsori Vernier per la stabilità e la guida. Se così fosse (le foto potrebbero anche essere ritoccate), la Corea del Nord avrebbe per la prima volta testato su un ICBM le sospensione cardaniche. In sintesi. Grazie al sistema cardanico beccheggio ed imbardata sono garantite dell’ugello di scarico del motore che può essere inclinato per garantire la stabilità del missile nel suo percorso di volo. Anche il design del cono è di particolare interesse. Quella forma smussata non era mai stata testata prima. Conosciamo questo particolare tipo di disegno utilizzato per ospitare testate multiplo a rientro indipendente. La miniaturizzazione non è mai stata verificata in modo indipendente dall’Occidente e non vi è alcuna prova della standardizzazione delle testate nucleari per il trasporto su vettori intercontinentali. Infine il nuovo TEL su nove assi. Dovrebbe essere interamente realizzato in patria. I precedenti modelli erano di fattura cinese.  </p>
<p>L’evoluzione della tecnologia MRV</p>
<p>La tecnologia Multiple reentry vehicle, Mrv, si basa sulla capacità di conferire ai missili balistici un maggiore letalità, pur mantenendone invariato il numero. Le testate Mrv conferiscono al missile la capacità di colpire con diversi vettori un singolo bersaglio. Il concetto si è poi evoluto nelle testate Mirv o Multiple independently targetable reentry vehicle. Le testate Mirv, a differenza delle Mrv, colpiscono diversi bersagli invece di massimizzare la loro efficacia su un solo obiettivo. Le testate Marv o Maneuverable reentry vehicle, infine, rappresentano l’ultima evoluzione delle Mirv. Le Marv sono ritenute in grado modificare il proprio percorso in volo con brusche manovre così da ingannare i sistemi anti-balistici. Russia, Cina e Stati Uniti continuano lo sviluppo delle testate Marv, anche se quasi tutti gli sforzi sono ormai concentrati negli asset ipersonici. Le piattaforme ipersoniche, che entreranno in servizio tra 10/15 anni, riscriveranno il modo stesso di concepire una difesa antimissile. La Corea del Nord entro il prossimo anno potrebbe essere in grado di armare i propri Icbm con una singola testata nucleare.</p>
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