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	<title>Hutu Archives - InsideOver</title>
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	<title>Hutu Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Terrorista&#8221;: ecco la sentenza contro l&#8217;eroe di Hotel Rwanda</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/terrorista-ecco-la-sentenza-contro-leroe-di-hotel-rwanda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 17:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A un anno dal suo arresto, Paul Rusesabagina, l&#8217;eroe del film Hotel Rwanda, è stato condannato per &#8221;terrorismo&#8221; e ora rischia il carcere a vita. Questa mattina la Corte Suprema ruandese si è pronunciata in questo modo nei confronti dell&#8217;uomo conosciuto in tutto il mondo come l&#8217;Oscar Schindler africano, per aver salvato, durante il genocidio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/terrorista-ecco-la-sentenza-contro-leroe-di-hotel-rwanda.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/terrorista-ecco-la-sentenza-contro-leroe-di-hotel-rwanda.html">&#8220;Terrorista&#8221;: ecco la sentenza contro l&#8217;eroe di Hotel Rwanda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A un anno dal suo arresto, <a href="https://it.insideover.com/politica/i-tanti-dubbi-dietro-larresto-delleroe-del-film-hotel-rwanda.html">Paul Rusesabagina, l&#8217;eroe del film Hotel Rwanda, è stato condannato per &#8221;terrorismo&#8221;</a> e ora rischia il carcere a vita. Questa mattina la Corte Suprema ruandese si è pronunciata in questo modo nei confronti dell&#8217;uomo conosciuto in tutto il mondo come l&#8217;Oscar Schindler africano, per aver salvato, durante il genocidio ruandese del 1994, oltre 1200 cittadini tutsi dalle milizie genocidarie hutu.</p>
<p>Per comprendere come si è arrivati a questa sentenza storica che fa di uno degli eroi di fine &#8216;900 un terrorista, e che, nel giro di poche ore dal suo pronunciamento, ha già sollevato polemiche a livello internazionale, occorre riavvolgere il rocchetto degli eventi sino al 1994 quando nel Paese delle Mille Colline si consumava uno dei crimini e delle tragedie più efferate della nostra contemporaneità.</p>
<p>Da aprile a luglio del 1994 nel Paese dei Grandi Laghi si registrò un massacrò che vide oltre 800&#8217;000 cittadini di etnia tutsi morire sotto i colpi di machete delle milizie suprematiste hutu. In quei mesi di follia e ferocia, che sarebbero stati poi consegnati alla storia come i giorni del <a href="https://it.insideover.com/guerra/quella-notte-in-cui-arrivo-linferno-in-rwanda.html">genocidio ruandese</a>, Paul <a href="https://it.insideover.com/societa/da-eroe-ad-assassino-qual-e-la-verita-sulleroe-di-hotel-ruanda.html">Rusesabagina era il manager del lussuoso Hotel delle Mille Colline</a> a Kigali e l&#8217;uomo, di origine hutu, sfruttò la sua carica e i mezzi a sua disposizione per mettere al riparo 1.268 tutsi e hutu moderati, dalle esecuzioni sommarie e dalle barbarie che travolgevano le strade della capitale e i villaggi del Paese africano.<br />
La fine della guerra in Ruanda coincise con la presa del potere da parte del leader del Fronte Patriottico Ruandese Paul Kagame e Rusesabagina si trovò subito in contrasto con il nuovo esecutivo che accusò di metodi autoritari. Nel 1996, l&#8217;ex gestore dell&#8217; albergo delle &#8221;Mille Colline&#8221; si trasferì prima in Belgio, dove chiese asilo politico, e poi negli USA. Nel 2004, con l&#8217;uscita nelle sale del film candidato all&#8217;Oscar &#8220;Hotel Rwanda&#8221; la storia di Rusesabagina raggiunse una notorietà di livello planetario e l&#8217;uomo ottenne nel 2005, dal presidente George W. Bush, la Presidential Medal of Freedom, la massima onorificenza civile degli Stati Uniti.</p>
<p>Dal suo esilio Rusesabagina ha sempre lanciato duri attacchi nei confronti di Kagame e del suo cerchio magico accusando l&#8217;esecutivo ruandese di aver preso una deriva autoritaria e di non rispettare la popolazione hutu. Negli anni però, alle accuse mosse da Rusesabagina, hanno fatto seguito numerosi racconti che hanno macchiato la figura di colui che era considerato uno dei massimi esponenti della difesa dei diritti umani a livello planetario. Testimonianze raccolte dalla stampa internazionale hanno ridisegnato la figura dell&#8217;ex manager dell&#8217;Hotel di Kigali dipingendolo come uno speculatore che si è arricchito chiedendo soldi e beni alle migliaia di civili che ha messo in salvo nel suo albergo. Ciò che però non è stato mai appurato è se queste fossero accuse comprovate o costruzioni fatte a tavolino dal governo di Kagame per infangare e discreditare la figura di uno dei suoi più conosciuti e autorevoli oppositori. Certo è che Rusesabagina ha proseguito la sua attività di oppositore dando vita nel 2017 al Movimento ruandese per il cambiamento democratico (Mrcd), e questa sigla si sospetta che abbia avuto anche un’ala armata, il Fronte di liberazione nazionale (Fln), resosi responsabile di alcuni attentati nel sud del Ruanda, tra il 2018 e il 2019, che hanno provocato la morte di 9 persone.</p>
<p>Lo scontro tra Rusesabagina e Paul Kagame è proseguito con attacchi e accuse reciproche ma nessuno avrebbe mai immaginato che l&#8217;esito di questa controversia sarebbe stato quello di una condanna per terrorismo arrivata al termine di un iter giudiziario caratterizzato più da ombre che da luci e che in molti, tra editorialisti, attivisti dei diritti umani e legali, ritengono avere i connotati di una resa dei conti personale tra il governo ruandese e il suo nemico pubblico numero uno.<br />
<a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-58624691">Alla sentenza </a>di poche ore fa si è arrivati infatti dopo un anno di accuse, incongruenze e denunce di violazioni dei diritti dell&#8217;accusato a partire dall&#8217;arresto avvenuto lo scorso agosto quando l&#8217;aereo su cui viaggiava l&#8217;ex gestore dell&#8217;albergo ruandese è atterrato in Ruanda anziché in Burundi dov&#8217;era diretto. Le dinamiche e le circostanze dell&#8217;arresto ad oggi rimangono molto caliginose così come tutto l&#8217;iter giudiziario che ha portato questa mattina l&#8217;eroe di Hotel Rwanda ad essere accusato di terrorismo.</p>
<p>Durante questi tredici mesi di detenzione molti sono stati gli<a href="https://it.insideover.com/societa/leroe-di-hotel-rwanda-ora-rischia-lergastolo.html"> appelli fatti dalle organizzazioni umanitarie</a>, tra cui Human Rights Watch, affinché venisse fatta chiarezza su quanto stava avvenendo nel carcere di Kigali. A Rusesabagina infatti é stato impedito di essere scarcerato sotto cauzione per motivi di salute, Vincent Lurquin, l&#8217;avvocato belga dell&#8217;imputato é stato espulso dal Paese in quanto persona non grata, é stato provato che materiale riservato, appartenente a Rusesabagina, é stato intercettato e sequestrato dalle autorità del penitenziario e inoltre ci sono stati casi di testimoni che hanno ritrattato più volte le loro deposizioni.<br />
Ma, nonostante la richiesta del parlamento europeo che venissero garantiti a Rusesabagina i diritti di un cittadino europeo, avendo lui cittadinanza belga, nonostante la mobilitazione internazionale e le richieste dei famigliari e degli attivisti dei diritti umani di fare chiarezza sui numerosi quesiti irrisolti; l&#8217;iter giudiziario é comunque proseguito e questa mattina é arrivato al suo epilogo.</p>
<p>Rusesabagina si é presentato davanti al giudice indossando la divisa rosa dei detenuti e con le manette ai polsi e si è ritrovato alla sbarra a dover rispondere di nove capi d&#8217;accusa tra cui terrorismo, formazione di un gruppo armato illegale, rapimento, incendio doloso e omicidio. Dopo ore di attesa, il giudice Beatrice Mukamurenzi ha emesso la sentenza esprimendosi in questi termini nei riguardi dell&#8217;accusato: &#8221;Ha fondato un&#8217;organizzazione terroristica che ha attaccato il Ruanda. Ha contribuito finanziariamente alle attività terroristiche. Ha approvato disposizioni mensili di fondi per queste attività. Ha inventato un codice per nascondere queste attività&#8221;.</p>
<p>Alla fine Rusesabagina è stato condannato per i suoi legami con il Fronte di Liberazione Nazionale ma gli avvocati della difesa hanno dichiarato che non esistono prove inconfutabili riguardo al fatto che l&#8217;organizzazione agisse come braccio armato del Movimento ruandese per il cambiamento democratico, di cui Rusesabagina era uno dei fondatori. La figlia di Rusesabagina, che ha assistito al processo in remoto da Bruxelles, sulle<a href="https://www.nytimes.com/2021/09/20/world/africa/hotel-rwanda-guilty.html"> colonne del New York Times</a>, ha gridato allo scandalo e alla messinscena, molti opinionisti e giornalisti hanno parlato di processo politico e una delle analisi più efficaci, sempre per il quotidiano statunitense ,è stata fatta da Timothy P. Longman, professore di scienze politiche e affari internazionali alla Boston University e autore di due libri sul Ruanda. &#8220;Questo processo si inserisce all&#8217;interno di una lunga storia di repressione di qualsiasi voce di dissenso da parte del governo ruandese&#8221;. E poi il professore Longman ha proseguito dicendo: &#8221;Il verdetto nel caso Rusesabagina a questo punto è quasi irrilevante. Ciò che è stato fatto attraverso questo processo è qualcosa di molto più grande, è stato mandato un chiaro messaggio ad ogni cittadino ruandese in patria e all&#8217;estero: nessuno potrà mai sentirsi al sicuro nel momento in cui dirà qualcosa contro il presidente Kagame e il Fronte patriottico ruandese&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/terrorista-ecco-la-sentenza-contro-leroe-di-hotel-rwanda.html">&#8220;Terrorista&#8221;: ecco la sentenza contro l&#8217;eroe di Hotel Rwanda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eroe di Hotel Rwanda ora rischia l&#8217;ergastolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/leroe-di-hotel-rwanda-ora-rischia-lergastolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 04:32:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio ruanda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I media internazionali, venerdì 20 agosto, attendevano il verdetto della magistratura ruandese nei confronti di Paul Rusesabagina, l&#8217;Oscar Schindler africano, da un anno in carcere a Kigali, e su cui pendono 13 capi d&#8217;accusa tra cui: terrorismo, finanziamento e fondazione di gruppi armati, omicidio e arruolamento di bambini nelle milizie ribelli. Dopo ore di attesa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/leroe-di-hotel-rwanda-ora-rischia-lergastolo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/leroe-di-hotel-rwanda-ora-rischia-lergastolo.html">L&#8217;eroe di Hotel Rwanda ora rischia l&#8217;ergastolo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Paul-Rusesabagina-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I media internazionali, venerdì 20 agosto, attendevano il verdetto della magistratura ruandese nei confronti di Paul Rusesabagina, l&#8217;Oscar Schindler africano, da un anno in carcere a Kigali, e su cui pendono 13 capi d&#8217;accusa tra cui: terrorismo, finanziamento e fondazione di gruppi armati, omicidio e arruolamento di bambini nelle milizie ribelli. Dopo ore di attesa però la sentenza non è arrivata e attraverso un <a href="https://twitter.com/RwandaJudiciary/status/1428669728726425604">tweet la magistratura ruandese</a> ha fatto sapere, senza dare spiegazioni, che occorrerà attendere il 20 settembre per sapere l&#8217;esito finale di una delle vicende legali e politiche africane più importanti e controverse degli ultimi anni.</p>
<p><strong>Paul Rusesabagina</strong>, l&#8217;ex direttore dell&#8217;Hotel delle Mille Colline di Kigali, durante il genocidio ruandese nel 1994, riuscì a mettere in salvo 1268 tra uomini, donne e bambini tutsi dalla furia genocidaria delle milizie hutu e la sua storia ha ispirato il film Hotel Rwanda che l&#8217;ha portato alla ribalta delle cronache globali. Nel 1996 però Rusesabagina ha abbandonato il Paese africano e dal Belgio e dagli Stati Uniti ha dato inizio a una dura opposizione politica nei confronti del Presidente ruandese Kagame accusandolo di politiche discriminatorie nei confronti della popolazione <em>hutu</em> e di una deriva autoritaria del suo esecutivo.</p>
<p>Negli anni però, agli attacchi mossi da Rusesabagina nei confronti del nuovo governo ruandese, hanno iniziato a far seguito racconti e testimonianze che hanno macchiato la figura di colui che era considerato uno dei massimi esponenti della difesa dei diritti umani a livello planetario. Su quotidiani locali e poi internazionali sono emerse storie e confessioni che hanno messo in discussione la filantropia dell&#8217;uomo accusandolo di aver tratto profitto e speculato sulle vittime delle persecuzioni durante il genocidio.</p>
<p>Verità o diffamazione? Retroscena della storia o damnatio memoriae come ritorsione politica? Chiarezza non è mai stata fatta, la battaglia tra Rusesabagina e Kagame negli anni è proseguita ma lo scontro tra i due <a href="https://it.insideover.com/politica/i-tanti-dubbi-dietro-larresto-delleroe-del-film-hotel-rwanda.html">è arrivato a un epilogo inaspettato</a> l&#8217;estate scorsa quando, in modalità ancora poco chiare, l&#8217;aereo su cui viaggiava l&#8217;ex gestore dell&#8217;Hotel delle Mille Colline, anziché atterrare in Burundi dov&#8217;era diretto, si è fermato in Ruanda e Rusesabagina è stato tradotto nel carcere della capitale.</p>
<p>I pubblici ministeri di Kigali hanno chiesto l&#8217;ergastolo per l&#8217;ex direttore dell&#8217;Hotel imputandogli di essere uno dei leader e dei finanziatori del Fronte di Liberazione Nazionale, un gruppo ribelle macchiatosi di attentati e omicidi in Ruanda tra il 2018 e il 2019. Rusesabagina ha sempre negato le accuse anche se, <a href="https://it.insideover.com/societa/da-eroe-ad-assassino-qual-e-la-verita-sulleroe-di-hotel-ruanda.html">come già riportato da <em>InsideOver</em></a>, Rusesabagina è a tutti gli effetti un oppositore, è il leader di una coalizione di gruppi d’opposizione in esilio, il Movimento ruandese per il cambiamento democratico (Mrcd), e questa sigla si sospetta che abbia anche un’ala armata, il Fronte di liberazione nazionale (Fln) appunto. Inoltre, in un discorso a questi gruppi d&#8217;opposizione fatto tramite un video registrato nel 2018, Rusesabagina ha affermato che la politica in Ruanda ha fallito e ha aggiunto: “È giunto il momento in cui utilizziamo tutti i mezzi possibili per realizzare il cambiamento”. L&#8217;imputato ha sempre precisato che il suo non era un invito alla violenza ma alla lotta democratica e diplomatica smentendo qualsiasi accusa di avere legami con gruppi terroristici.</p>
<p>Parole a cui l&#8217;esecutivo ruandese non sembra aver dato ascolto dal momento che all&#8217;uomo, nonostante la pressione mediatica e l&#8217;intervento dei famigliari, è stata negata persino la possibilità di essere scarcerato sotto pagamento di una cauzione per motivi di salute. E nelle ultime ore è emerso un ulteriore particolare che rende sempre più caliginosa la vicenda, l<a href="https://twitter.com/ktpressrwanda/status/1429146895260258310/photo/1">&#8216;espulsione dell&#8217;avvocato belga di Rusesabagina dal Ruanda</a>. Secondo le autorità ruandesi, Vincent Lurquin è stato espulso e dichiarato persona non grata per aver violato le leggi sull&#8217;immigrazione.</p>
<p>La Rwanda Bar Association ha sollevato una denuncia perché Lurquin non era accreditato per esercitare in Ruanda. Il legale, sulle colonne di <a href="https://www.africanews.com/2021/08/22/rwanda-deports-belgian-lawyer-representing-paul-rusesabagina/">africanews</a>, ha replicato dicendo di non essere stato in grado di vedere il suo cliente nell&#8217;ultimo anno e dichiarando: &#8220;Non ho visto il mio cliente, questo è il problema. Si rifiutano di farmi vedere il mio cliente, sono andato dal presidente dell&#8217;ordine, dal procuratore generale, dal ministro degli Esteri, dal ministro della Giustizia. Nessuno ha voluto ricevermi. In Belgio il ministro degli Esteri ha contattato il suo omologo ruandese, ma non abbiamo ricevuto risposta».</p>
<p>Diverse associazioni umanitarie, tra cui Human Rights Watch, si sono mobilitate affinchè venga fatta chiarezza sul processo ai danni di Paul Rusesabagina e venga dissipata la cortina di incongruenze e ombre che stanno ammantando l&#8217;iter giudiziario da oltre 12 mesi. Il famoso giornalista e scrittore americano Tom Zoellner, attraverso un editoriale sulle colonne del<a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2021/08/18/why-biden-administration-should-help-hero-hotel-rwanda/"> Washington Post</a>, ha lanciato un appello all&#8217;amministrazione Biden affinché intervenga in una vicenda che &#8221; va contro ogni principio umanitario&#8221;, ma, nonostante la mobilitazione internazionale, il processo a Paul Rusesabagina, sembra ogni giorno di più avere i connotati di una questione privata ruandese, uno scontro frontale tra il Presidente Kagame e uno dei suoi più noti e acerrimi oppositori.</p>
<p>Ad oggi non sembrano esserci possibilità di invertire la rotta di un processo il cui esito sembra già essere scritto e che verrà reso noto il 20 settembre alle ore 11, il giorno in cui, secondo Tom Zoellner, il mondo assisterà impassibile al pronunciamento di una sentenza di condanna al carcere a vita per l&#8217;uomo che, nel 1994, al di là di qualsiasi accusa, ha oggettivamente salvato la vita di 1268 persone da morte certa, mentre il mondo, oggi come allora, restava a guardare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/leroe-di-hotel-rwanda-ora-rischia-lergastolo.html">L&#8217;eroe di Hotel Rwanda ora rischia l&#8217;ergastolo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Da eroe ad assassino: qual è la verità sull&#8217;eroe di Hotel Ruanda?</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/da-eroe-ad-assassino-qual-e-la-verita-sulleroe-di-hotel-ruanda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2020 07:09:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Fronte Patriottico Ruandese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Paul Rusesabagina (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prosegue l&#8217;iter giudiziario di Paul Rusesabagina, il direttore dell&#8217;albergo delle Mille Colline che, durante il genocidio del Ruanda, ha salvato oltre 1200 persone dalla furia delle milizie hutu e che adesso è detenuto nel carcere di Kigali con 13 capi d&#8217;accusa a suo carico tra cui omicidio, terrorismo, finanziamento e fondazione di gruppi ribelli, incendio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/da-eroe-ad-assassino-qual-e-la-verita-sulleroe-di-hotel-ruanda.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/da-eroe-ad-assassino-qual-e-la-verita-sulleroe-di-hotel-ruanda.html">Da eroe ad assassino: qual è la verità sull&#8217;eroe di Hotel Ruanda?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Paul Rusesabagina (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Prosegue l&#8217;iter giudiziario di <strong>Paul Rusesabagina</strong>, il direttore dell&#8217;albergo delle Mille Colline che, durante il <a href="https://it.insideover.com/guerra/quella-notte-in-cui-arrivo-linferno-in-rwanda.html">genocidio del Ruanda</a>, ha salvato oltre 1200 persone dalla furia delle milizie hutu e che adesso è detenuto nel carcere di Kigali con 13 capi d&#8217;accusa a suo carico tra cui omicidio, terrorismo, finanziamento e fondazione di gruppi ribelli, incendio doloso e coinvolgimento di bambini in gruppi armati.</p>
<div id="gallery_199308" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_199308 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190404163745_28957080.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190404163745_28957080-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402103109_28931707.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402103109_28931707-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190404163608_28957050.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190404163608_28957050-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402103005_28931684.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402103005_28931684-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402103048_28931702.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402103048_28931702-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402103016_28931689.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402103016_28931689-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402102829_28931659.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402102829_28931659-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402102902_28931673.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402102902_28931673-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402102928_28931678.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAPRESSE_20190402102928_28931678-150x150.jpg","subHtml":""}];</script>
<p>Accuse pesantissime all&#8217;interno di una vicenda che ha molte ombre e poche luci, e permeata di punti interrogativi a cui nessuno è riuscito sino ad ora a dare delle risposte. Rusesabagina, la cui storia ha ispirato il film del 2004 candidato all&#8217;Oscar Hotel Rwanda, è stato considerato l&#8217;<strong>Oscar Schindler africano</strong> e il suo nome è sempre stato associato a quello di un eroe, difensore dei diritti umani, che ha messo a repentaglio la propria vita per salvare intere famiglie in fuga dalla violenza genocidiaria. Oggi la giustizia ruandese lo dipinge invece come un sanguinario leader ribelle che, dall&#8217;esilio a Bruxelles e negli Stati Uniti, ha organizzato milizie e cospirato contro il presidente<strong> Paul</strong> <strong>Kagame</strong>. La domanda che sta echeggiando su tutti i più importanti media internazionali è se queste accuse abbiano delle fondamenta oppure se si tratti di una costruzione ad arte fatta dall&#8217;autoritario governo ruandese contro uno dei suoi oppositori più conosciuti a livello internazionale.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/i-tanti-dubbi-dietro-larresto-delleroe-del-film-hotel-rwanda.html">Come raccontato da <em>Inside Over</em></a>, già nel 1996 Rusesabagina aveva lasciato il Ruanda e, dal Belgio e gli Stati Uniti, Paesi in cui viveva, aveva iniziato una dura opposizione nei confronti del presidente Kagame, leader del Fronte patriottico ruandese e poi presidente del Paese dei Grandi Laghi, accusandolo di autoritarismo e di discriminazione nei confronti della popolazione <em>hutu</em>. Come le critiche di Rusesabagina si sono fatte più intense così hanno iniziato ad emergere sui quotidiani internazionali testimonianze e racconti di chi metteva in discussione la filantropia di Rusesabagina e lo accusava di aver speculato e tratto profitto dal genocidio. Accuse a distanza, insinuazioni e smentite si sono rincorse per anni e Ruseseabagina ha continuato ad essere una delle voci di <strong>dissenso</strong> nei confronti dell&#8217;esecutivo ruandese più conosciute e con maggior risonanza a livello internazionale, ma nessuno avrebbe mai immaginato che la schermaglia politica tra Rusesabagina e il governo di Kigali potesse avere come epilogo quanto avvenuto a inizio settembre quando Rusesabagina è stato tradotto in carcere in circostanze ancora poco chiare.</p>
<p>Il primo punto oscuro della vicenda riguarda infatti come l&#8217;uomo sia arrivato a Kigali. <a href="https://www.nytimes.com/es/2020/09/18/espanol/mundo/hotel-rwanda-detencion-paul-Rusesabagina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo la ricostruzione fatta dal <em>New York Times</em></a>, il 26 agosto Rusesabagina è volato da Chicago a Dubai senza dare molte spiegazioni alla moglie: &#8221;riunioni&#8221;. Arrivato a Dubai l&#8217;uomo ha trascorso soltanto sei ore nella città degli Emirati, poi è salito su un volo della GainJet, una compagnia di charter con sede in Grecia con cui Kagame ha contatti, convinto di volare alla volta del Burundi, dove, secondo quanto dichiarato dai suoi legali, Rusesabagina avrebbe dovuto incontrare il pastore Constantin Niyomwungere che l&#8217;aveva invitato per tenere una serie di incontri nelle chiese del Paese. L&#8217;aereo però non è mai arrivato a Bujumbura ma è atterrato il 28 agosto, poco prima dell&#8217;alba, a Kigali, dove Rusesabagina è stato rapidamente arrestato e condotto in carcere. Il capo dei <strong>servizi segreti</strong> del Ruanda, il generale Joseph Nzabamwita, ha definito l&#8217;accaduto &#8220;un&#8217;operazione meravigliosa&#8221; e i funzionari ruandesi che si sono occupati dell&#8217;arresto hanno spiegato che il vero motivo della visita in Burundi di Rusesabagina era quella di incontrare i membri dei gruppi ribelli e coordinare insieme a loro le attività insurrezionali. Il capo dell&#8217;intelligente ha inoltre aggiunto che sia gli Stati Uniti che il Belgio hanno collaborato e che il capo della Cia a Kigali e dell&#8217;intelligence belga si sono congratulati per l&#8217;arresto. Dichiarazioni però che sono state subito smentite dalle rappresentanze dei due Paesi e in una e-mail, un portavoce del servizio di intelligence belga, l&#8217; Sgrs, ha detto che Claude van de Voorde, capo dell&#8217; intelligence, &#8220;non si è mai congratulato con le autorità ruandesi&#8221; per l&#8217;arresto e intanto <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/09/17/paul-rusesabagina-of-hotel-rwanda-film-denied-bail/">Human Rights Watch ha affermato che la detenzione di Paul Rusesabagina viola il diritto internazionale.</a> Questo coacervo di contraddizioni e dichiarazioni fumose riguarda soltanto il come Rusesabagina sia arrivato in Ruanda, per quel che concerne i capi d&#8217;accusa la questione diviene ancor più nebulosa e intricata.</p>
<p>La base dell&#8217;accusa nei confronti di Rusesabagina da parte del governo di Kagame è che l&#8217;eroe del film Hotel Ruanda negli anni sia diventato un oppositore e un finanziatore di <strong>milizie ribelli</strong> che, dalle roccaforti delle montagne congolesi e burundesi, tramano per soverchiare e abbattere il governo di Kagame. Rusesabagina è un oppositore, questo è certo, è il leader di una coalizione di gruppi d&#8217;opposizione tutti in esilio, il Movimento ruandese per il cambiamento democratico (Mrcd), e questa sigla vanta anche un&#8217;ala armata il Fronte di liberazione nazionale (Fln). In un discorso a questi gruppi fatto tramite un video registrato nel 2018 Rusesabagina ha affermato che la politica in Ruanda ha fallito e ha aggiunto: &#8220;È giunto il momento in cui utilizziamo tutti i mezzi possibili per realizzare il cambiamento&#8221;. E poi:</p>
<blockquote><p>È ora di provare la nostra ultima risorsa</p></blockquote>
<p>Parole effettivamente ambigue ma dalla prigione l&#8217;uomo ha precisato che il suo non era un invito alla violenza ma alla <strong>lotta democratica</strong> e diplomatica smentendo qualsiasi accusa di avere legami con gruppi terroristici. Il video di Rusesabagina però non è stato girato e diffuso in maniera casuale ma la sua pubblicazione è avvenuta poco dopo che a giugno e luglio 2018 un gruppo di uomini armati ha effettuato una serie di attacchi in villaggi remoti nella foresta di Nyungwe, al confine meridionale del Ruanda con il Burundi, durante i quali sono morti diversi civili. Le autorità ruandesi hanno accusato l&#8217;Fln della strage e Rusesabagina di aver invitato alla sollevazione in armi con il suo <strong>videomessaggio</strong> dopo aver supportato e finanziato il gruppo irregolare macchiatosi delle stragi a Nyungwe. Rusesabagina ha dapprima dichiarato, come già precisato, che non c&#8217;era nessuna finalità nel suo video di invitare alla lotta armata poi , durante l&#8217;interrogatorio, ha negato di aver formato l&#8217;Fln, ma incalzato dalle domande ha ammesso di aver inviato circa 20mila euro al comandante dell&#8217;Fln <strong>Callixte Nsabimana</strong> &#8211; anch&#8217;egli sotto processo &#8211; spiegando però che si trattava di assistenza personale a un amico e non di sostegno ad attività ribelli.</p>
<p>Al momento Rusesabagina continua ad essere detenuto in carcere e la richiesta di essere liberato sotto pagamento di una cauzione per motivi di salute poiché il 66enne ex direttore dell&#8217;Hotel delle Mille Colline è sopravvissuto a un <strong>cancro</strong>, soffre di problemi cardiaci e di ipertensione, è stata respinta. &#8220;I problemi di salute portati dal signor Rusesabagina sono infondati poiché non si capisce come il fatto di essere in detenzione gli impedisca di accedere a tutte le cure mediche di cui ha bisogno&#8221;, ha detto il giudice.</p>
<p>Prosegue quindi una delle vicende giudiziarie e politiche africane più complesse e anche più sconvolgenti degli ultimi anni che quando arriverà a un epilogo contribuirà a far ulteriore luce su uno degli avvenimenti più orrendi del XX secolo: il genocidio del Ruanda.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I tanti dubbi dietro l&#8217;arresto dell&#8217;eroe del film &#8221;Hotel Rwanda&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-tanti-dubbi-dietro-larresto-delleroe-del-film-hotel-rwanda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2020 06:51:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio ruanda]]></category>
		<category><![CDATA[hotel rwanda]]></category>
		<category><![CDATA[Hutu]]></category>
		<category><![CDATA[Tutsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8221;Quando il mondo ha chiuso gli occhi, lui ha aperto le sue braccia&#8221;, era questo il sottotitolo del film hollywoodyano Hotel Rwanda che celebrava la storia di Paul Rusesabagina, l&#8217;ex manager dell&#8217;Hotel Des Milles Collines che durante i giorni del genocidio ruandese accolse e salvò nel suo albergo oltre 1200 persone. Un sottotitolo che oggi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-tanti-dubbi-dietro-larresto-delleroe-del-film-hotel-rwanda.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-tanti-dubbi-dietro-larresto-delleroe-del-film-hotel-rwanda.html">I tanti dubbi dietro l&#8217;arresto dell&#8217;eroe del film &#8221;Hotel Rwanda&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Paul-Rusesabagina-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8221;Quando il mondo ha chiuso gli occhi, lui ha aperto le sue braccia&#8221;, era questo il sottotitolo del film hollywoodyano <strong>Hotel Rwanda</strong> che celebrava la storia di <strong>Paul Rusesabagina</strong>, l&#8217;ex manager dell&#8217;Hotel Des Milles Collines che durante i giorni del genocidio ruandese accolse e salvò nel suo albergo oltre 1200 persone. Un sottotitolo che oggi il giornale francese <em><a href="https://www.liberation.fr/planete/2020/08/31/le-heros-controverse-du-film-hotel-rwanda-arrete-et-extrade_1798206">Liberation</a> </em>ha riportato sulle sue colonne aggiungendo però che &#8221;ora le braccia del controverso eroe africano sono state richiuse dalle manette della polizia del Paese dei Grandi Laghi&#8221; dal momento che colui che fu celebrato come l&#8217;Oskar Schindler africano è stato arrestato, all&#8217;età di 66 anni, con l&#8217;accusa di aver &#8221;finanziato e creato dei gruppi terroristici&#8221;.</p>
<p>Una notizia, quella dell&#8217;arresto di Paul Rusesabagina, che ha fatto il giro del mondo e che ha lasciato sgomenti lettori e telespettatori dal momento che dal 2004, quando uscì nelle sale il film di Terry George sul genocidio ruandese, ad oggi, per la stragrande maggioranza dell&#8217;opinione pubblica internazionale, il direttore dell&#8217;albergo di Kigali era un eroe <em>super partes</em>, un salvatore, un beniamino dell&#8217;umanità. All&#8217;improvviso però la cacciata dall&#8217;Olimpo dei giusti con l&#8217;esecrabile colpa di finanziare il terrore e la violenza.</p>
<p>In queste ore in cui lo stupore e l&#8217;incredulità inducono a trarre facili conclusioni e istigano ad approssimativi <em>&#8221;j&#8217;accuse&#8221;</em>, è bene però, per non cadere nell&#8217;inganno del facile giustizialismo, ripercorrere le fasi salienti della vita di Paul Rusesabagina, un uomo complesso, sul cui operato da sempre aleggiano degli interrogativi, ma che da quando ha preso una netta posizione di contrarietà nei confronti del governo autoritario di <strong>Paul Kagame</strong> è stato travolto da un fiume in piena di diffamazioni, accuse e minacce.</p>
<p>Non si tratta infatti semplicemente dell&#8217; arresto di un uomo considerato dapprima straordinario e poi scoperto essere un occulto sobillatore che della gloria del suo nome ha fatto scudo per finanziare guerriglieri e terroristi, è una storia, quella dell&#8217;incarcerazione e della distruzione mediatica di Paul Rusesabagina, con ancora molti buchi neri e molte incognite nella quali si celano repressione politica e odi etnici mai sopiti ed è quindi doveroso affacciarsi con cautela e muoversi in punta di piedi nel coacervo delle accuse e delle smentite perché solo così si può cercare di comprendere al meglio una vicenda che dietro a una sensazionalistica notizia nasconde invece una realtà molto complessa all&#8217;interno della quale si agitano ancora i fantasmi del genocidio del Ruanda.</p>
<p>La storia pubblica ed epica di Paul Rusesabagina ha avuto inizio il 12 aprile 1994 quando l&#8217;uomo, figlio di un padre hutu e di una madre tutsi, prese in carico la gestione dell&#8217;Hotel delle Mille Colline a Kigali. Il genocidio ruandese era già in corso da 6 giorni, fu infatti n<a href="https://it.insideover.com/guerra/quella-notte-in-cui-arrivo-linferno-in-rwanda.html">ella notte del 6 aprile</a> che venne abbattuto l&#8217;aereo presidenziale con a bordo il leader del Pase Juvenal Habyarimana e la violenza si riversò nelle strade della piccola nazione dei Grandi Laghi che si allagarono di sangue. Le milizie hutu, gli Interhamwe, istituirono posti di blocco nelle città, distribuirono machete e panga alla popolazione e per i successivi 80 giorni il Paese delle Mille Colline sprofondò in uno degli orrori più atroci del XX secolo: uno stermino etnico di un milione di persone perpetrato soltanto in tre mesi. Fu sul proscenio di questo dramma che Paul Rusesabagina si adoperò per salvare migliaia di vite dalla furia genocidaria. L&#8217;uomo, che prese in gestione l&#8217;albergo che apparteneva alla compagnia aerea belga Sabena dal momento che l&#8217;allora direttore olandese dell&#8217;hotel era fuggito, sfruttò le conoscenze che aveva con i leader politici e anche con i miliziani hutu, per nascondere e mettere in salvo 1268 cittadini ruandesi, per lo più tutsi, dalla furia assassina dei militari e dei paramilitari.</p>
<p>Questa è la storia che è stata raccontata dal film e dai media che, subito dopo l&#8217;uscita della pellicola nelle sale, hanno celebrato Rusesabagina come un <strong>eroe contemporaneo</strong> tanto che ha ottenuto premi e onorificenze in tutto il mondo compresa, nel 2005, la &#8221;medaglia della libertà&#8221; conferitagli direttamente dalle mani dell&#8217;allora presidente statunitense <strong>George Bush</strong> durante una cerimonia alla Casa Bianca. Negli anni Rusesabagina, che già nel 1996 aveva lasciato il Rwanda dicendo che &#8221;non si sentiva sicuro&#8221; e che viveva tra il Beglio e gli Usa, ha iniziato ad essere sempre più critico nei confronti del governo di Paul Kagame ma nel mentre ha incominciato a anche farsi spazio sulla stampa internazionale una riscrittura di quanto avvenuto all&#8217;Hotel delle Mille Colline durante i giorni del genocidio.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-288199 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/George-W.-Bush-e-Paul-Rusesabagina-1024x781.jpg" alt="" width="1024" height="781" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/George-W.-Bush-e-Paul-Rusesabagina-1024x781.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/George-W.-Bush-e-Paul-Rusesabagina-300x229.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/George-W.-Bush-e-Paul-Rusesabagina-768x586.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/George-W.-Bush-e-Paul-Rusesabagina-1536x1172.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/George-W.-Bush-e-Paul-Rusesabagina-2048x1562.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/George-W.-Bush-e-Paul-Rusesabagina.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Nel 2012 in un articolo comparso su <em><a href="https://www.courrierinternational.com/article/2012/03/29/paul-rusesabagina-et-si-le-heros-d-hotel-rwanda-etait-un-salaud">Süddeutsche Zeitung</a></em>, l&#8217;ex direttore d&#8217;albergo è stato descritto come un “cinico approfittatore che ha accumulato capitali grazie al genocidio” e che ha costretto gli sfollati a dargli “soldi, macchine e case”. &#8220;Come puoi qualificare un individuo come un eroe?&#8221; chiede uno dei protagonisti dell&#8217;articolo apparso sul quotidiano di Monaco. Nel 2015, un&#8217;indagine del quotidiano <em><a href="https://www.lemonde.fr/festival/article/2015/07/28/hotel-rwanda-le-bucher-d-une-vanite_4701583_4415198.html">Le Monde</a></em> ha evidenziato le stesse ambiguità sul ruolo di un &#8220;eroe&#8221; decisamente molto controverso e Rusesabagina, sempre più coinvolto in politica e ferreo oppositore del leader del FPR Paul Kagame, ha parlato di campagna diffamatoria condotta nei suoi confronti dal presidente del Ruanda. Gli attacchi contro di lui, nel tempo, non sono cessati, anzi, si sono intensificati tanto che c&#8217;è chi è arrivato a sostenere che fosse un finanziatore delle FDLR, il gruppo di genocidari hutu oggi attivi nella Repubblica Democratica del Congo e chi, come<a href="https://it.gariwo.net/editoriali/le-contraddizioni-del-presunto-eroe-del-film-hotel-rwanda-12096.html"> Tatien Miheto</a>, ex coordinatore del Comitato di Crisi all’Hotel Milles Collines, si è spinto ad accusarlo di essere un millantatore, un revisionista e pure un negazionista del genocidio.</p>
<p>Che Paul Rusesabagina non fosse più gradito in patria è storia nota ma nessuno avrebbe mai immaginato quanto avvenuto lunedì quando, attraverso un <a href="https://twitter.com/RIB_Rw/status/1300350300377710594">tweet</a>, l&#8217;Ufficio Investigativo del Ruanda ha dichiarato che il signor Rusesabagina era stato arrestato perché sospettato di essere &#8220;il fondatore, leader, sponsor e membro di gruppi terroristici violenti, armati ed estremisti&#8221;, tra cui il Movimento Ruandese per il Cambiamento Democratico e il Partito per la Democrazia in Ruanda, entrambi partiti di opposizione. L&#8217;ufficio investigativo ha anche accusato il signor Rusesabagina di aver contribuito a portare a termine attacchi, nel 2018,&#8221;contro civili ruandesi disarmati e innocenti sul territorio ruandese&#8221;. Ma, al momento, le autorità non hanno fornito alcuna prova delle accuse contro di lui. Di incognite e di ombre ce sono ovunque in questa vicenda, anche sulle modalità d&#8217;arresto dal momento che l&#8217;Ufficio Investigativo del Ruanda ha affermato di aver effettuato l&#8217; arresto &#8220;attraverso la cooperazione internazionale&#8221;, ma non ha detto quali paesi o agenzie potrebbero aver prestato assistenza, né dove o quando è stato arrestato. Kitty Kurth, portavoce dell&#8217; Hotel Rwanda Rusesabagina Foundation, che ha sede a Chicago, ha parlato di sequestro: &#8220;Crediamo che sia stato rapito e portato in Ruanda tramite una cattura illegale&#8221;, l&#8217;uomo infatti giovedì scorso, l&#8217;ultima volta che ha parlato con sua moglie, <a href="https://edition.cnn.com/2020/08/31/africa/rwanda-genocide-paul-rusesabagina-arrest/index.html">si trovava a Dubai</a> e la portavoce della fondazione di Rusesabagina ha poi aggiunto. &#8220;È un critico regolare delle violazioni dei diritti umani perpetrate in Ruanda e il governo ruandese crea regolarmente false accuse contro tutti coloro che sono critici con l&#8217;esecutivo per cercare di metterli a tacere&#8221;.</p>
<p>Parole quest&#8217; ultime che, al di là della vicenda in questione, trovano però conferma nei fatti. Come ha ricordato <a href="https://www.nytimes.com/2020/08/31/world/africa/paul-rusesabagina-hotel-rwanda-arrest.html">il <em>New York Times</em></a>, a febbraio, il cantante ruandese Kizito Mihigo è stato trovato morto nella sua cella, alcuni giorni dopo che le autorità lo avevano arrestato con l&#8217;accusa di aver tentato di entrare in Burundi e di unirsi a gruppi terroristici. Le autorità hanno detto che si è trattato di suicidio, ma i gruppi per i diritti umani hanno chiesto ulteriori indagini e al momento la verità non è ancora emersa. Human Rights Watch ha affermato ad aprile che il governo stava detenendo arbitrariamente le persone negli stadi mentre imponeva le restrizioni sul coronavirus e Jeffrey Smith, il direttore esecutivo di Vanguard Africa, un&#8217;organizzazione senza scopo di lucro che sostiene la leadership etica e la democrazia nel continente, sempre sulle colonne del quotidiano newyorchese, ha dichiarato: &#8220;Ciò che Kagame e il partito al governo del Ruanda hanno effettivamente fatto è sostenere, sia nella retorica che nella pratica, che la critica, la resistenza o l&#8217;opposizione al loro governo equivalgono a terrorismo&#8221;.</p>
<p>Una questione estremamente complicata e scottante quella dell&#8217;arresto di Paul Rusesabagina che pretende attenzione, approfondimento e prudenza, perché verità e giustizia, in questo caso, significano verità e giustizia anche per le vittime della tragedia che 26 anni fa si è consumata tra le mille colline del Paese africano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-tanti-dubbi-dietro-larresto-delleroe-del-film-hotel-rwanda.html">I tanti dubbi dietro l&#8217;arresto dell&#8217;eroe del film &#8221;Hotel Rwanda&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Brogli elettorali in Burundi e adesso si teme la guerra civile</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/brogli-elettorali-in-burundi-e-adesso-si-teme-la-guerra-civile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 08:14:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Brogli elettorali]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[Hutu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Burundi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Burundi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Burundi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Burundi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Burundi-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutto è andato com&#8217;era prevedibile: in Burundi le elezioni presidenziali hanno visto trionfare il generale Evariste Ndayishimiye, candidato del partito di governo Cndd-Fdd (Consiglio Nazionale per la Difesa della Democrazia &#8211; Forze per la Difesa della Democrazia), e uomo designato come suo successore dal vero leader del Burundi, il presidente uscente Pierre Nkurunziza. I risultati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/brogli-elettorali-in-burundi-e-adesso-si-teme-la-guerra-civile.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/brogli-elettorali-in-burundi-e-adesso-si-teme-la-guerra-civile.html">Brogli elettorali in Burundi e adesso si teme la guerra civile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Burundi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Burundi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Burundi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Burundi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Burundi-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tutto è andato com&#8217;era prevedibile: in Burundi <a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2020-05/burundi-ndayishimiye-eletto-presidente-l-opposizione-denuncia.html">le elezioni presidenziali</a> hanno visto trionfare il generale Evariste Ndayishimiye, candidato del partito di governo Cndd-Fdd (Consiglio Nazionale per la Difesa della Democrazia &#8211; Forze per la Difesa della Democrazia), e uomo designato come suo successore dal vero leader del Burundi, il presidente uscente Pierre Nkurunziza. I risultati delle elezioni, andate in scena il 20 maggio, sono stati annunciati però solo il 25 maggio dalla Commissione elettorale nazionale e, stando a quanto comunicato dalla commissione, il generale Ndayishimiye avrebbe trionfato con il 68,72% delle preferenze contro il 24,19% ottenuto da Agathon Rwasa, candidato del Cnl (Consiglio nazionale per la libertà), suo principale sfidante. Il partito di Rwasa, il Cnl, ha contestato immediatamente il risultato delle elezioni, parlando di “mascherata elettorale” e di &#8220;scrutinio non credibile” e ha annunciato inoltre di voler far ricorso alla Corte costituzionale. In aggiunta sono stati denunciati arresti arbitrari nei confronti dei sostenitori dell&#8217;opposizione sia durante la campagna elettorale che nel giorno dell&#8217; elezioni svoltesi queste in un clima di massima tensione: strade pattugliate dagli uomini delle forze armate, dei servizi di sicurezza e dagli Imbonerakure, la frangia giovanile del partito di Nkurunziza e Ndayishimiye, al centro di pesanti accuse perchè sospettata di essere una milizia paramilitare ispirata ai genocidiari rwandesi hutu del&#8217;Interahamwe.</p>
<p>A pochi giorni di distanza l&#8217;accusa di brogli e elezioni truccate è arrivata però anche dalla <a href="http://www.rfi.fr/en/africa/20200527-catholic-church-slams-burundi-election-irregularities">Chiesa cattolica del Burundi</a>. &#8220;Ci rammarichiamo per le molte irregolarità riguardo alla libertà e alla trasparenza del processo elettorale&#8221; ha dichiarato la Conferenza dei vescovi cattolici del Burundi che ha fatto sapere anche di aver dispiegato 2.716 osservatori in tutto il Paese per monitorare lo spoglio dei voti e ha denunciato l&#8217;assenza degli osservatori internazionali. Non sono state queste le sole accuse mosse dalla Conferenza episcopale cattolica del Burundi nei confronti del partito governativo dal momento che l&#8217;ente ecclesiastico ha affermato anche che ci sono stati casi di cittadini fatti votare più volte, rifugiati fatti votare quando non ne avrebbero diritto e che ci sono prove di voti messi nelle urne per conto di persone decedute. Il clero burundese ha affermato che &#8220;è stata esercitata una pressione su determinati agenti elettorali affinché firmassero in anticipo i fogli di conteggio del contenuto delle urne&#8221;. La chiesa ha anche fatto sapere di intimidazioni e persone prelevate da casa e portate a votare con la violenza.</p>
<p>Il Paese, ora, è sull&#8217;orlo di una crisi che rischia di degenerare in un&#8217; escalation di scontri armati e questo non sarebbe altro che l&#8217;ultimo atto di una tragedia che dal 2015 ad oggi sta travolgendo lo stato africano. Nell&#8217;aprile 2015 l&#8217;allora il presidente Pierre Nkurnziza decise di candidarsi a un terzo mandato presidenziale, violando così la Costituzione. Dopo l&#8217;annuncio immediate furono le proteste che scoppiarono nelle strade del Paese ma a queste fece seguito una repressione totalitaria da parte del governo che diede il via ad una serie di arresti arbitrari, persecuzioni degli oppositori politici ed esecuzioni sommarie che ancor oggi non cessano. Il regime burundese è infatti accusato di aver torturato oppositori, è stata denunciata la presenza di fosse comuni nella periferia della capitale, sono stati registrati numerosi i casi di stupri di gruppo da parte delle forze armate e la crisi ha portato alla fuga di oltre 500mila persone che hanno cercato rifugio in Congo, Tanzania e Ruanda. Nkurunziza in questi anni si è opposto all&#8217;invio di Caschi Blu e anche di un contingente di uomini dell&#8217;Unione Africana e ha inoltre espulso il rappresentante dell&#8217;OMS in piena emergenza Covid cercando così, in qualsiasi modo, di isolare il Paese e nascondere le brutalità del regime agli occhi dell&#8217;opinione pubblica internazionale.</p>
<p>Oggi, dopo l&#8217;evidente manipolazione dei voti, il timore che il Paese venga travolto da scontri si fa di ora in ora sempre più concreto anche perchè il leader dell&#8217;opposizione, <a href="https://www.hrw.org/news/2019/08/13/burundi-15-years-no-justice-gatumba-massacre">Agathon Rwasa</a> non è una figura dal passato immacolato essendo stato tra i leader del gruppo guerrigliero hutu FNL durante la guerra civile e uno dei responsabili del massacro di Gatumba del 2004 quando 166 rifugiati tutsi, uomini, donne e bambini, vennero massacrati al confine tra Burundi e Congo. Rwasa non venne mai arrestato beneficiando dell&#8217;immunità che era compresa negli accordi di pace del 2006 e, pur essendo stato un compagno d&#8217;armi di Nkurunziza durante il periodo della guerra civile, ruppe in seguito i rapporti col suo ex commilitone e ora è il leader del più importante partito d&#8217;opposizione, il Cnl: la principale minaccia al regime del CNDD-FDD.</p>
<p>Le casse di Bujumbura oggi sono vuote, due formazioni armate ribelli, Forebu e Red Tabara, sono già attive nel Paese, il Cnl sta rafforzandosi sempre più, ed è quindi così facile capire perchè la polveriera Burundi, ora come non mai negli ultimi anni, rischi di esplodere da un momento all&#8217;altro. La chiesa ha infatti già lanciato un appello esortando la popolazione dall&#8217; astenersi dalla violenza e chiedendo che le controversie vengano risolte attraverso i canali appropriati; ma l&#8217;interrogativo di molti è se in Burundi ci sia ancora tempo e spazio per le parole.</p>
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		<title>Il Ruanda in bilico tra sviluppo economico ed autoritarismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-ruanda-in-bilico-tra-sviluppo-economico-ed-autoritarismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 17:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Hutu]]></category>
		<category><![CDATA[Tutsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ruanda-campagna-presidenziale-La-Presse-e1570642447225.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ruanda presidenziali" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ruanda-campagna-presidenziale-La-Presse-e1570642447225.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ruanda-campagna-presidenziale-La-Presse-e1570642447225-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ruanda-campagna-presidenziale-La-Presse-e1570642447225-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ruanda-campagna-presidenziale-La-Presse-e1570642447225-1024x471.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Ruanda torna a far parlare di sé a causa di un evento sanguinoso. Quattordici persone hanno perso la vita, nel distretto di Musanze, nel corso di un attacco perpetrato dalle Forze per la Liberazione del Ruanda, una milizia Hutu basata nella Repubblica Democratica del Congo. Non è chiaro, al momento, se tra i morti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ruanda-in-bilico-tra-sviluppo-economico-ed-autoritarismo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ruanda-campagna-presidenziale-La-Presse-e1570642447225.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ruanda presidenziali" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ruanda-campagna-presidenziale-La-Presse-e1570642447225.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ruanda-campagna-presidenziale-La-Presse-e1570642447225-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ruanda-campagna-presidenziale-La-Presse-e1570642447225-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ruanda-campagna-presidenziale-La-Presse-e1570642447225-1024x471.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>Ruanda</strong> torna a far parlare di sé a causa di un evento sanguinoso. Quattordici persone hanno perso la vita, nel distretto di Musanze, nel corso di un attacco perpetrato dalle Forze per la Liberazione del Ruanda, una milizia Hutu basata nella Repubblica Democratica del Congo. Non è chiaro, al momento, se tra i morti ci siano anche turisti stranieri, mentre diciotto ruandesi sono rimasti feriti a causa delle violenze. L&#8217;esercito di Kigali ha poi condotto una rappresaglia ed ha ucciso diciannove terroristi arrestandone, poi, altri cinque. Le autorità stanno cercando di capire cosa possa aver spinto i miliziani a colpire in quell&#8217;area specifica, visitata da molti turisti stranieri per la presenza dei gorilla di montagna. Le Forze per la Liberazione del Ruanda sono state <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-10-07/rwandan-rebels-kill-14-in-rare-attack-in-tourist-region">accusate</a> di aver preso parte al genocidio del 1994 e sono ancora attive anche se, quest&#8217;anno, non avevano effettuato altre violente scorribande.</p>
<h2>Una storia sanguinosa</h2>
<p>Il <a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-13431486">Ruanda</a> è spesso associato al ricordo del tragico <strong>genocidio</strong> del 1994 quando, nel corso di appena tre mesi, le milizie Hutu uccisero circa ottocentomila Tutsi, Twa ed Hutu moderati. L&#8217;animosità tra i due principali gruppi etnici del Paese è di lunga durata e risale al periodo coloniale. Le autorità belghe, infatti, ritennero i Tutsi, minoranza nel Paese, come più degni di gestire gli affari politici e ciò portò ad una violenta reazione <strong>Hutu</strong>, maggioranza in Ruanda, nel 1959. Da allora gli Hutu assunsero le redini del potere ed i Tutsi vennero perseguitati, giungendo a formare, per difendere i propri diritti, il Rwandan Patriotic Front (RPF), di cui fu membro anche l&#8217;attuale presidente Paul Kagame. L&#8217;esecutivo Hutu ed i ribelli dell&#8217; RPF giunsero a siglare una tregua nel 1993 per arrivare alla formazione di un governo di transizione multietnico, ma la pacificazione si rivelò effimera e l&#8217;inferno attendeva dietro l&#8217;angolo. Il presidente ruandese Juvenal Habyarimana perse la vita, il 6 aprile del 1994, insieme al suo omologo del Burundi Cyprien Ntaryamira quando il loro aereo venne abbattuto vicino Kigali. Nei cento giorni successivi milizie di estremisti Hutu massacrarono, con estrema violenza, i <strong>Tutsi</strong> e gli Hutu moderati e il genocidio finì solo in luglio quando le milizie dell&#8217;RPF occuparono il territorio nazionale. Da allora l&#8217;esecutivo di Kigali è retto da <strong>Paul Kagame</strong> ed al governo sono così <a href="https://www.britannica.com/event/Rwanda-genocide-of-1994/Genocide">tornate</a> le forze Tutsi.</p>
<h2>Gli sviluppi positivi</h2>
<p>Nei venticinque anni intercorsi tra il genocidio ed oggi molte cose sono cambiate in Ruanda. Il Paese vive, al momento, un periodo di i<a href="https://ktpress.rw/2019/03/rwandas-economy-registers-8-6-growth-higher-than-expected/">mpetuoso sviluppo economico</a>, con un<strong> tasso di crescita</strong> dell&#8217;8,6 per cento registrato nel 2018 e con un più 7,8 per cento e più 8,0 per cento prospettati per il 2019 ed il 2020. La rete internet copre il 95 per cento del territorio nazionale e forme avanzate di tecnologia vengono adoperate anche nel settore sanitario, dove i droni sono utilizzati per trasportare le sacche di <a href="https://www.bbc.com/news/av/business-47631709/using-drones-to-deliver-blood-in-rwanda">sangue</a> verso gli ospedali. Le autorità hanno adottato un approccio drastico nella <strong>lotta contro la corruzione</strong> e questo atteggiamento sembra aver pagato dato che, secondo Transparency International, il Ruanda è il <a href="https://www.forbesafrica.com/economy/2018/12/05/rwanda-the-emerging-economy-to-watch/">terzo Paese</a> meno corrotto dell&#8217;Africa. Kigali ha inoltre facilitato l&#8217;afflusso di investitori esteri semplificando diverse norme burocratiche e rendendo così il settore degli affari più aperto verso l&#8217;esterno ed ha cercato di dipendere sempre meno dalle donazioni esterne e sempre di più da flussi di denaro generati autonomamente. In questo senso l&#8217;enorme sviluppo del turismo naturalistico ha contribuito alla popolarità ed alla crescita della nazione. La carrellata di buone notizie che riguarda il Ruanda non può trascurare il fatto che il Paese abbia, da tempo, il <strong>maggior numero di<a href="https://www.unwomen.org/en/news/stories/2018/8/feature-rwanda-women-in-parliament"> parlamentari donne</a></strong> al mondo, con una percentuale del 64 per cento in seguito alle consultazioni del 2013 e de 61 per cento dopo quelle del 2018. La Costituzione del 2003, infatti, introdusse una quota rosa del 30 per cento dei seggi che si è poi espansa grazie all&#8217;iniziativa dei partiti politici.</p>
<h2>Le prospettive politiche</h2>
<p>La <strong>crescita economica</strong> e la sostanziale stabilità politica del Ruanda hanno però un prezzo. L&#8217;esecutivo del presidente Paul Kagame è molto popolare e gode di un consenso genuino, grazie ai tanti buoni risultati raggiunti in diversi ambiti, ma il Paese non può essere considerato una democrazia. <a href="https://freedomhouse.org/report/freedom-world/2019/rwanda">Freedom House</a>, una nota organizzazione internazionale non governativa che valuta il rispetto dei diritti politici e civili in ogni Stato del pianeta, considera il Ruanda una nazione <strong>non libera</strong>. Reporter Senza Frontiere, invece, ha piazzato il Paese alla posizione numero 155 su un totale di 180 per quanto riguarda la libertà di stampa. Alcuni sviluppi politici hanno assunto, inoltre, caratteristiche preoccupanti. Il 23 settembre è stato <a href="https://www.aljazeera.com/indepth/opinion/paul-kagame-fear-opposition-191006093236578.html">accoltellato</a> ed ucciso Sylidio Dusabumuremyi, esponente del partito di opposizione FDU-Inkingi. Nel mese di luglio è invece sparito in circostanze misteriose Eugene Ndereyimana, del medesimo movimento e a marzo era stato ucciso Anselme Mutuyimana, portavoce dell&#8217;FDU-Inkingi. Gli omicidi non sono stati legati a Kagame ma ricordano, al tempo stesso, quanto possa essere rischioso fare politica attiva in Ruanda. La presenza di <strong>milizie Hutu</strong> nella vicina Repubblica Democratica del Congo, inoltre, costituiscono una potenziale minaccia per l&#8217;esecutivo di Kigali che, in passato, non ha esitato ad invadere la nazione vicina per cercare di distruggere queste forze rivali. Il rischio è che le milizie possano cercare di distruggere il boom economico che sta vivendo Kigali, attaccando il settore turistico, inficiando sulle sue possibilità di sviluppo e favorendo il ritorno delle tensioni interetniche. La popolazione del Ruanda è, per circa l&#8217;85 per cento, composta da Hutu mentre i Tutsi costituiscono circa il 10-15 per cento degli abitanti. Paul Kagame è riuscito, finora, a garantire sviluppo e stabilità al Paese ma il forte squilibrio di forze tra i due gruppi etnici potrebbe tornare a riaccendersi, in futuro, qualora l&#8217;esecutivo si indebolisca. Uno sviluppo ovviamente non auspicabile e che deve essere evitato ad ogni costo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ruanda-in-bilico-tra-sviluppo-economico-ed-autoritarismo.html">Il Ruanda in bilico tra sviluppo economico ed autoritarismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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