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	<title>Hate speech Archives - InsideOver</title>
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	<title>Hate speech Archives - InsideOver</title>
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		<title>Odio social e arresti nel Regno Unito: il sottile confine tra sicurezza e libertà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 04:52:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il caso dell&#8217;arresto di Pavel Durov, Ceo di Telegram a Parigi, e le rivelazioni di Mark Zuckerberg, patron di Meta e inventore di Facebook, circa la scelta della sua piattaforma di approvare le richieste di censura di contenuti sul Covid-19 ha aperto un ampio e diffuso dibattito sul tema della libertà d&#8217;espressione nel contesto politico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/odio-social-e-arresti-nel-regno-unito-il-sottile-confine-tra-sicurezza-e-liberta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240828103925241_f4a9bea2c0f22b2bff40273f41cebc81-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il caso dell&#8217;<strong>arresto di <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/caso-durov-a-dubai-la-domanda-e-come-ha-guadagnato-tutti-quei-miliardi.html">Pavel Durov, Ceo di Telegram</a></strong> a Parigi, e le rivelazioni di <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/zuckerberg-ho-censurato-facebook-e-instagram-me-lha-chiesto-biden.html"><strong>Mark Zuckerberg</strong>, patron di Meta e inventore di Facebook</a>, circa la scelta della sua piattaforma di approvare le richieste di censura di contenuti sul Covid-19 ha aperto <strong>un ampio e diffuso dibattito </strong>sul tema della libertà d&#8217;espressione nel contesto politico e sociale occidentale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I riots britannici e gli arresti a strascico</h2>



<p>L&#8217;occasione offre lo spunto per discutere di un altro episodio a cui non è stata data adeguata attenzione mediatica ma che è indicativo della <strong>complessità e delle contraddizioni che le discussioni sul tema vedono emergere</strong>: il caso del <strong>giro di vite delle autorità giudiziarie britanniche</strong> sul &#8220;discorso d&#8217;odio&#8221; in rete durante i <em>riots</em> delle scorse settimane.</p>



<p>L&#8217;ondata di violenza anti-migranti scoppiata dopo che a Southport, nell&#8217;Inghilterra meridionale, il 30 luglio scorso tre bambini sono stati uccisi a coltellate da <a href="https://it.insideover.com/societa/uk-chi-e-tommy-robinson-il-razzista-truffatore-che-ha-ispirato-le-violenze-contro-i-migranti.html"><strong>Axel Muganwa Rudakubana</strong>, 17enne </a>nativo di Cardiff, in Galles, e figlio di una coppia ruandese di immigrati regolari e il ruolo delle fake news diffuse online <strong>hanno spinto le autorità britanniche a una reazione</strong> dura e le cui conseguenze sono tutte da valutare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli &#8220;odiatori&#8221; e la legge britannica</h2>



<p>Le autorità britanniche hanno provveduto a un&#8217;ampia campagna di arresti contro uomini e donne che durante i <em>riots</em> hanno <strong>pubblicato contenuti di incitamento all&#8217;odio e alle proteste</strong> cavalcando l&#8217;onda delle fake news diffuse nei giorni delle proteste. A partire, ovviamente, dalla madre di tutte le bufale che l&#8217;ultra-destra ha fatto sua, ovvero la voce secondo cui Rudakubana fosse in realtà un <strong>immigrato clandestino</strong> macchiatosi di un atroce delitto per l&#8217;omessa vigilanza del nuovo governo di <strong>Keir Starmer</strong>. </p>



<p>L&#8217;esecutivo laburista ha applicato con forza l&#8217;<strong>Online Safety Act promosso dall&#8217;ex maggioranza del Partito Conservatore</strong> nel 2023 che ha stretto nettamente le maglie del controllo dell&#8217;autorità pubblica e giudiziaria sull&#8217;<em>hate speech </em>online. Il quale, lo ricordiamo, è <strong>reato nel Regno Unito da oltre un ventennio</strong>, dato che la provvisione di legge era già stata introdotta da <strong>Tony Blair col Communications Act del 2003.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accusa mostra i nomi degli arrestati</h2>



<p>La differenza col passato è il fatto che <strong>agli arresti e alle condanne-lampo</strong> per crimini d&#8217;odio online tramite messaggi e comunicazioni, in questo caso, è stato dato ampissimo risalto pubblico dalle stesse autorità. Il <em>Guardian</em> ha citato i nomi dei primi due condannati: &#8220;Jordan Parlour, 28 anni, è stato condannato a 20 mesi di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di incitamento all&#8217;odio razziale tramite post su Facebook in cui incitava a un attacco a un hotel di Leeds&#8221; e che aveva ricevuto soltanto sei &#8220;mi piace&#8221;. Al contempo, nella città di Northampton, &#8220;Tyler Kay, 26 anni, è stato condannato a tre anni e due mesi di prigione per aver pubblicato su X post che chiedevano deportazioni di massa e incendi agli hotel che ospitavano richiedenti asilo&#8221;. </p>



<p><strong>Al netto dei discorsi condannabili e esecrabili</strong> contenuti in questi messaggi, desta scalpore che a dare informazioni tanto dettagliate sia stato il <strong>Crown Prosecution Service,</strong> l&#8217;autorità di pubblica accusa britannica, che ha citato Parlour, Kay e decine di altri arrestati e processati che si sono dichiarati colpevoli nelle settimane dopo le proteste.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Jordan Parlour, 28, of Leeds, has been charged with using threatening words or behaviour intending to stir up racial hatred. Read more: <a href="https://t.co/sUInLcDmCd">https://t.co/sUInLcDmCd</a></p>&mdash; Crown Prosecution Service (@CPSUK) <a href="https://twitter.com/CPSUK/status/1820830135399895368?ref_src=twsrc%5Etfw">August 6, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>La mossa contro il discorso d&#8217;odio online si inserisce in una <strong>serie di pubbliche dichiarazioni dell&#8217;autorità d&#8217;accusa </strong>sui nomi e cognomi di centinaia di arrestati, con tanto di età e città d&#8217;origine, associati ai reati loro contestati.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Rhys McDonald, 34, pleaded guilty to publishing written material to stir up racial hatred at Chester Magistrates’ Court.</p>&mdash; Crown Prosecution Service (@CPSUK) <a href="https://twitter.com/CPSUK/status/1823032891007455232?ref_src=twsrc%5Etfw">August 12, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il dilemma della libertà di espressione</h2>



<p>E se <strong>il giro di vite sulle proteste violente</strong> era prevedibile, risulta complesso capire in che modo la fattispecie dell&#8217;istigazione all&#8217;odio online possa essere classificabile come complementare alle proteste condotte sul campo e che hanno causato danni e feriti. Specie se tali messaggi sono stati postati da coloro che poi a tali proteste non hanno fisicamente partecipato. </p>



<p>In particolare, è su tre punti che vale la pena aprire la discussione: innanzitutto, se il portato criminale di un messaggio pubblicato in una piattaforma online debba essere valutato in quanto tale o in proporzione al peso dell&#8217;utente che l&#8217;ha promosso e <strong>della visibilità del messaggio stesso;</strong> in secondo luogo, se aprire il carcere a coloro che si macchino di reati d&#8217;opinione non rischi di creare un precedente potenzialmente dannoso per la moderazione di contenuti a rischio; infine, si corre il rischio di un&#8217;inversione dell&#8217;onere della prova a carico dell&#8217;imputato circa il fatto che le sue dichiarazioni siano direttamente o meno correlate alla commissione di reati da parte di terzi.</p>



<p>Va detto, le autorità britanniche si sono trovate all&#8217;angolo quando hanno visto il proliferare di <strong>messaggi francamente inaccettabili</strong> e che definire espressione del diritto di &#8220;libertà&#8221; sarebbe quantomeno fuorviante. E la scelta di pubblicare su X nomi e cognomi dei colpevoli appare una risposta al fatto che proprio la piattaforma di Elon Musk e il suo proprietario siano stati <strong>vettori quasi incontrollabili</strong> di molte delle fake news anti-migranti. Ma il problema resta, ed è cogente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le domande aperte</h2>



<p>Il diritto alla libertà d&#8217;espressione tutela anche la libertà di cavalcare opinioni controverse e false? La domanda in questione non ha risposta quando a esser messa in discussione non è tanto una palese bufala, come quella che voleva il delitto di Southport imputabile a un migrante irregolare, quanto un caso che non si può delegare a fact-checker terzi essere vero o falso. Il caso Facebook, con la censura dei contenuti sul caso <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-i-twitter-files-di-musk-la-censura-e-il-caso-hunter-biden.html">Hunter Biden</a></strong>, insegna. Inoltre, perché i legislatori si ostinano a colpire le offese online in maniera diversa da quella con cui le ordinarie punizioni per reati come la diffamazione già prevedono? </p>



<p>Nuove fattispecie di reato rischiano di <strong>confondere la soglia tra ciò che sia lecito e illecito dire.</strong> E di nuovo, chi decide di tale liceità? E al contempo, è corretto punire i singoli a livello penale per i loro contenuti più estremi o bisognerebbe iniziare ad alzare l&#8217;asticella verso la responsabilità delle piattaforme in maniera tale che l&#8217;onere della mancata moderazione di contenuti che sono stati provati esser risultati fonte di reato ricada innanzitutto su di loro? </p>



<p><strong>Le questioni aperte sono molte </strong><a href="https://www.csmonitor.com/World/Europe/2024/0827/uk-social-media-online-hate-free-speech-privacy-riots"><strong>e di difficile scioglimento</strong>.</a> Certamente, pensare che la soluzione sia la messa alla berlina dei singoli difficilmente risolverà il problema. E potrebbe finire per polarizzare ulteriormente le già divise società occidentali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/odio-social-e-arresti-nel-regno-unito-il-sottile-confine-tra-sicurezza-e-liberta.html">Odio social e arresti nel Regno Unito: il sottile confine tra sicurezza e libertà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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