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	<title>Guerra Iran-Israele Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Guerra Iran-Israele Archives - InsideOver</title>
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		<title>Francesco Ferrante: da Spider Web a Midnight Hummer, così l&#8217;intelligence sceglie gli obiettivi militari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/francesco-ferrante-da-spider-web-a-midnight-hummer-cosi-lintelligence-sceglie-gli-obiettivi-militari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 06:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Bombardieri nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Iran-Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="750" height="373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135.webp 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135-600x298.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135-300x149.webp 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Pianificatore con vasta esperienza operativa sul campo, Francesco Ferrante analizza aspettative e risultati in Ucraina e in Iran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/francesco-ferrante-da-spider-web-a-midnight-hummer-cosi-lintelligence-sceglie-gli-obiettivi-militari.html">Francesco Ferrante: da Spider Web a Midnight Hummer, così l&#8217;intelligence sceglie gli obiettivi militari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="750" height="373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135.webp 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135-600x298.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135-300x149.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Le azioni militari degne di nota alle quali stiamo assistendo, nell&#8217;acuirsi dei conflitti attivi che stanno sfruttando, sempre più frequentemente, la combinazione di <strong>nuovi elementi tecnologici</strong> come risorsa essenziale per la pianificazione e il successo di operazione che attingono alle <strong>rodate tattiche del sabotaggio</strong>, devono sempre porci di fronte a una serie di riflessioni: quale è il loro reale impatto nello scenario bellico? E quanta &#8220;<em>intelligence</em>&#8221; c&#8217;è dietro a queste nuove &#8220;<em>operazioni combinate</em>&#8220;? Abbiamo intervistato <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=uuk2xxos8n8">Francesco Ferrante</a></strong>, che è stato un ufficiale dell&#8217;<strong>Esercito Italiano</strong> con una lunga esperienza operativa e di pianificazione interforze, ha partecipato a numerose missioni operative in teatri complessi, tra i quali Iraq, Afghanistan, Libia, Libano, Bosnia, Repubblica Centrafricana, Burkina Faso e Mozambico, e ci risponde da Doha, dove continua a insegnare <strong>pianificazione operativa</strong> e <strong>targeting</strong> date le grandi competenze strategiche e analitiche.</p>



<p><strong>Dottor Ferrante, in un suo recente contributo ha dichiarato che è “difficile sopravvalutare la natura teatrale dell’ultima operazione di droni ucraina all’interno del territorio russo, denominata Spider Web &#8211; l’operazione condotta dell’intelligence ucraino (Sbu), contro obiettivi russi &#8211; e che il “vantaggio strategico della Russia rimane intatto”. Ma l’obiettivo dell’operazione è stato raggiunto?</strong></p>



<p>&#8220;Quando si parla di obietivi, in ambito militare, si deve sempre tenere a mente il “livello” di pertinenza relativo agli obiettivi stessi. Questo perché la Nato, come del resto ogni singolo Stato nella sua individualità,&nbsp; ha un tipo di struttura organizzativa “multistrato”. Mi spiego un po’ meglio usando proprio l’esempio Nato. Esiste un<strong> livello strategico-politico</strong> (che è il livello dei decisori politici, rappresentato dal North Atltantic Council); sotto di esso c’è il <strong>livello strategico-militare</strong> (per quanto attiene le operazioni Nato, esso è rappresentato da Shape /Allied Command Operations, a Mons, Belgio); poi quello operativo rappresentato da 3 diversi Joint Force Command (rispettivamente Napoli, Brunsumm e Norfolk); e in ultimo, il&nbsp; <strong>livello “tattico”</strong>, che noi chiamiamo Component Commands, ovvero sia quei comandi responsabili delle operazioni nel loro specifico dominio (Land Component Command ad Izmir, Turchia – Air Component Command, a Reimstein, Germania, Maritime Component Command in Gran Bretagna e il <strong>Special Operations Component Command</strong> in Belgio). Proprio questi ultimi sono i comandi addetti a “<em>gestire</em>” gli specifici assetti nel loro rispettivo <strong>dominio di competenza</strong>. <br><br>Questa premessa è necessaria per cercare di capire meglio quali possano essere stati gli effettivi obiettivi ucraini perseguiti con l’<a href="https://it.insideover.com/guerra/george-beebe-quincy-institute-con-loperazione-spider-web-lucraina-preme-sugli-usa.html">Operazione Spider Web</a>. Per i livelli tattici e operativo, quel tipo di operazione non ha un senso, così come <strong>non porta ad alcun tipo di vantaggio</strong> per chi sta combattendo in Ucraina. Da pianificatore, non intravedo alcun tipo di obiettivo operativo logico ottenibile nell’attaccare la triade nucleare russa. Gli unici ipotizzabili obiettivi conseguiti con Spider Web, che sono in grado di intravedere, facendo tuttavia qualche fatica nel cercarne di logici/sensati,&nbsp; sono di tipo strategico-politico. Obiettivi, in buona sostanza, più volti ad <strong>&#8220;<em>ïnfluenzare</em>&#8221; la percezione dei russi e degli occidentali</strong> circa il conflitto in corso, che volti a creare i presupposti per un qualche tipo di vantaggio reale su terra, mare, aria o cyber lungo tutta la linea del fronte o nelle retrovie. Queste considerazioni, insieme ad altri fattori, non ultimo il modus operandi, rinforzano <strong>la mia convinzione che gli ucraini siano stati aiutati </strong>nella pianificazione e condotta dell’operazione da attori appartenenti a uno o più Paesi della Nato&#8221;.</p>



<p><strong>Perché è convinto che qualcuno abbia aiutato gli uomini di Kiev?</strong></p>



<p>&#8220;L’Operazione Spider Web non può essere unicamente farina del sacco ucraino per tutta una serie di motivi militari, logistici, tecnologici e geopolitici. Il <strong>primo fattore</strong> che mi viene in mente è la sua complessità tecnologica e operativa. Operazioni come questa, che comprendono incursioni coordinate, cyber-attacchi, sabotaggi a infrastrutture critiche e attacchi in profondità dentro il territorio russo, richiedono capacità tecnologiche avanzate, incluse:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Intelligence</strong> in tempo reale (satelliti, segnali elettronici, intercettazioni)</li>



<li><strong>mezzi</strong> per la guerra elettronica e cyber,</li>



<li><strong>logistica</strong> per infiltrare e mantenere in azione gruppi speciali in territorio ostile</li>
</ul>



<p>L’Ucraina, sebbene altamente capace e resiliente, non dispone autonomamente di tutte queste capacità — soprattutto in profondità nel territorio russo.</p>



<p>Il secondo fattore è legato al <strong>supporto d’intelligence occidentale</strong>. È noto che Stati Uniti, Regno Unito, Polonia e altri Paesi Nato forniscono <strong>supporto in tempo reale</strong> all’Ucraina. Stiamo parlando di <strong>Sigint </strong>(intelligence elettronica), <strong>Imint</strong> (intelligence da immagini satellitari), supporto cyber (attraverso strumenti della Nsa, Gchq, ecc.), tracciamento di High Value Target e High Pay-Off Target, in breve <strong>target militari</strong> di alta priorità. Questo tipo di operazioni richiede integrazione stretta tra i pianificatori militari ucraini e fonti Nato. Da soli, gli ucraini non potrebbero mai portare avanti un’operazione così sofisticata in Russia.</p>



<p>Un altro fattore è l<strong>&#8216;addestramento e know-how occidentale</strong>. Non è un segreto che dalla guerra in Crimea del 2014 in poi, le<strong> forze speciali ucraine </strong>sono state<strong> </strong>addestrate in modo sistematico da Regno Unito, Stati Uniti e Canada. Alcuni operatori ucraini hanno ricevuto formazione avanzata in Inghilterra per quanto riguarda, ad esempio, ambienti marittimi e urbani, per operazioni non convenzionali e da dietro le linee nemiche. Tutto è ben documentato e facilmente reperibile in rete. Se <em>SpiderWeb</em> ha implicato sabotaggi, attentati mirati e incursioni coordinate in profondità, <strong>questa firma operativa rispecchia il know-how occidentale</strong>, in particolare quello britannico. A questo fattore si possono collegare le capacità logistiche “<strong>nell’ombra</strong>”. Per operazioni complesse servono <strong>reti logistiche clandestine</strong>, possibilmente basi di appoggio in Paesi terzi (ad esempio Georgia, Estonia, Kazakhistan, etc.), capacità di esfiltrazione. L’Ucraina ha mezzi limitati per costruire una tale infrastruttura da sola: è probabile che ci sia<strong> supporto di intelligence e logistica</strong> da parte di Paesi alleati&#8221;.</p>



<p><strong>E tutto questo è plausibile e privo di conseguenze?</strong></p>



<p>&#8220;<strong>Interesse strategico e “plausibile deniability”,</strong> nella nostra lingua &#8220;negabilità plausibile&#8221;, riguarda una questione delicata quanto interessante. L’Occidente ha evidenti interessi strategici nel danneggiare le capacità russe — anche sul suolo russo — ma <strong>senza coinvolgimento ufficiale</strong>. Appoggiando l’Ucraina e “<em>rimanendo nascosti</em>”, il Regno Unito o altri attori possono così &#8220;<em>testare</em>&#8221; capacità avanzate e valutare/testare/misurare quale possa essere la risposta russa, il tutto restando nella&nbsp; “<strong>zona grigia</strong>” sotto il livello di guerra aperta. Questo spiega anche perché operazioni sofisticate come <em>SpiderWeb</em> potrebbero essere ufficialmente <strong>Made in Kiev </strong>ma con cervello e muscoli occidentali dietro le quinte.</p>



<p>Ci sono dei<strong> precedenti storici </strong>e <strong>pattern già noti</strong>. Alcuni attacchi in Crimea e Belgorod, tra il 2022 e 2024, sono stati condotti da unità con<strong> equipaggiamento occidentale. </strong>Le azioni dei gruppi partigiani russi anti-Cremlino, come la <em>Legione Libertà della Russia</em>, sono state molto probabilmente coordinate da intelligence occidentali, secondo vari analisti. E se <em>SpiderWeb</em> segue lo stesso schema, è improbabile che sia un progetto “puro” ucraino. In estrema sintesi, è difficile per me credere che un’operazione simile&nbsp;sia stata interamente pianificata e condotta dalle sole forze ucraine, senza supporto straniero. Le impronte operative, l’impatto strategico, la sofisticazione tecnica e la logistica rimandano a un coinvolgimento significativo &#8211; anche se <strong>non dichiarato</strong> &#8211; da parte di potenze come Regno Unito, Stati Uniti o altri partner Nato&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-1024x512.jpg" alt="" class="wp-image-476155" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-600x300.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-1536x768.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Immagine satellitare dei bombardieri strategici russi distrutti dall&#8217;attacco condotto dall&#8217;Sbu nell&#8217;Operazione Spider Web</em></figcaption></figure>



<p><strong>A fronte tutto questo, crede che la reazione/azione dei russi proseguirà?</strong></p>



<p>&#8220;Mosca ha di fatto già reagito intensificando gli attacchi missilistici sul territorio ucraino. I russi stanno continuando ad avanzare lungo tutta la linea del fronte, mantenendo sotto forte pressione diverse zone del fronte. Non si tratta più di<strong> una questione di rappresaglia</strong> sul campo di battaglia.<strong> </strong>Quando uno Stato con capacità nucleare vede la sua <strong>posizione</strong> <strong>deterrente presa di mira</strong>, l&#8217;escalation diventa un<strong> imperativo politico</strong>. Putin ha ancora diverse carte da giocare, e la<em> risposta</em>&nbsp;più intelligente è stata puntare a dare un duro attacco missilistico nelle susseguenti 96 ore, mirando ad infrastrutture critiche di Kiev&#8221;.</p>



<p><strong>Ma questo può &#8220;bastare&#8221; a calmare gli animi dei falchi in Russia?&nbsp;I nuovi raid e le nuove manovre indicano una tendenza differente</strong>&#8230;</p>



<p>&#8220;Nessuno può dare una risposta credibile, seria e precisa a questa domanda, ad eccezion fatta della leadership al Cremlino. Tuttavia, molti, incluso il sottoscritto, si aspettavano una risposta ancora più “esemplare” da parte di Mosca. La ritorsione potrebbe arrivare con <strong>tempistiche e modalità diverse da quelle che immaginiamo</strong> in Occidente. Non faccio il &#8220;<em>tifo</em>&#8221; per questo, ovviamente. Ma a mio modesto parere, l&#8217;Ucraina ha oltrepassato un<strong> limite pericoloso</strong>. La stessa cerchia ristretta di <strong>Donald Trump</strong> aveva avvertito: &#8220;<em>Dopo l&#8217;attacco agli aeroporti russi, Kiev non è più un alleato, ma un attore imprevedibile</em>&#8220;.</p>



<p>Le dichiarazioni di generali e consiglieri americani suonano come una &#8220;macchia &#8221; per il presidente Zelensky. <strong>L&#8217;attacco agli aeroporti russi è stato una vittoria tattica per l&#8217;Ucraina, ma un fallimento strategico</strong>, almeno agli occhi della cerchia ristretta del leader americano Donald Trump. La retorica statunitense stessa era cambiata radicalmente. Kiev non è più un alleato per gli Usa, ma una potenziale minaccia alla sicurezza globale. Tra coloro che sono convinti che Kiev abbia <strong>commesso un errore</strong> e non abbia messo a rischio solo se stessa c&#8217;è anche il generale in pensione dell&#8217;aeronautica militare statunitense Blaine Holt. In diretta sul canale televisivo <em>Newsmax,</em> aveva sottolineato che l&#8217;attacco dei droni ucraini agli aeroporti in Russia ha colpito i bombardieri strategici coperti dal Trattato di riduzione delle armi strategiche del 2010. Il generale è sicuro che nessuno al comando militare russo creda che <strong>Kiev abbia agito senza l&#8217;aiuto dell&#8217;Occidente</strong>.<br><br>Le dichiarazioni di <strong>Holt non sono un caso isolato</strong>. In precedenza, l&#8217;ex consigliere di Trump <strong>Michael Flynn, Steve</strong> <strong>Bannon</strong> e il Rappresentante Speciale degli Stati Uniti per l&#8217;Ucraina Keith Kellogg avevano parlato di una <strong>brusca escalation</strong> e di <strong>&#8220;imperdonabile autoiniziativa di Kiev&#8221;</strong>. Flynn considera la possibilità che Washington non fosse stata avvisata dell&#8217;imminente attacco. &#8220;<em>Se è vero che il nostro presidente non è stato consultato e informato, allora non si tratta solo di una violazione del protocollo. È un insulto geopolitico. Se l&#8217;Ucraina è disposta a colpire con conseguenze strategiche senza avvisare la Casa Bianca, non siamo più alleati con problemi di coordinamento: siamo rivali</em>&#8220;. Il contesto teso è rafforzato da un recente articolo del<em> New York Times</em> che, citando l&#8217;entourage di Trump, sostiene che il presidente degli Stati Uniti definisce il capo del regime di Kiev, <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, &#8220;un &#8220;badmen&#8221; che sta spingendo per una &#8220;guerra nucleare&#8221;. Tutto questo è una &#8220;macchia nera&#8221; diretta su Kiev. Gli Stati Uniti non perdoneranno nessuno che possa trascinarli in un&#8217;escalation nucleare, soprattutto a loro insaputa&#8221;.</p>



<p><strong>Nonostante l&#8217;ammassarsi di truppe russe attorno alla città di Sumy, e il proseguire dei raid su tutta l&#8217;Ucraina che potrebbero purtroppo avvalorare quanto appena detto e temuto, passiamo all&#8217;altro &#8220;fronte caldo&#8221;. Trova che ci siano delle analogie tra l’operazione Spider Web e la fase dell’operazione Rising Lion condotta dal Mossad in Iran?</strong></p>



<p>&#8220;Sì, ovviamente. Entrambe segnano una <strong>evoluzione della guerra asimmetrica</strong> moderna e ci sono diverse interessanti analogie tra&nbsp;l&#8217;operazione Spider Web&nbsp;condotta dall&#8217;Sbu e la parte dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/siti-nucleari-scienziati-ufficiali-dei-pasdaran-tutti-i-bersagli-delloperazione-leone-sorgente.html">operazione Rising Lion </a>affidata al <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-messaggio-spettrale-del-mossad-per-intimorire-i-generali-iraniani.html">Mossad</a>. A cominciare dalle <strong>infiltrazioni pazienti e clandestine</strong>: droni acquisiti (assemblati?) sul luogo e basi pre-posizionate dentro i due Paesi oggetto degli attacchi. Un altro elemento, conseguenza logica del primo, è principalmente l’<strong>uso di droni commerciali a basso costo</strong> per l’effetto sorpresa e per neutralizzare asset altamente strategici. Un terzo elemento comune è rappresentato dall<strong>’</strong>innovazione in termini di tattica e procedure: attacchi chirurgici su infrastrutture critiche <strong>senza ricorrere a forze convenzionali</strong> pesanti.</p>



<p>Un report cinese (EstremaRatioNews) ha coniato il termine <strong>“<em>Parasitic Warfare</em>”</strong>, descrivendo operazioni in cui opponent systems civili/infrastrutturali vengono convertiti, dalle <strong>spie</strong>, in piattaforme di attacco: in <strong>Spider Web</strong> i camion civili sono stati trasformati in lanciatori di droni all’interno della Russia; in <strong>Rising Lion</strong> è stato invece utilizzato un network di agenti Mossad per infiltrare droni e armi all’interno dell’Iran. Alcuni analisti suggeriscono che gli israeliani abbiano fatto loro il modello “<em>infiltrazione + attacco a distanza</em>” sperimentato con successo da Spider Web. Io credo invece che l’attacco israeliano sia stato pre-pianificato molto <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/dietro-loperazione-impossibile-mossad-iran-profili-uomini-2497734.html">tempo addietro</a>&#8220;.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="465" height="372" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1350.jpg" alt="" class="wp-image-475590" style="width:639px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1350.jpg 465w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1350-300x240.jpg 300w" sizes="(max-width: 465px) 100vw, 465px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Commando del Mossad arma sistemi di precisione per colpire obiettivi sul territorio iraniano</em></figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Per lei gli obiettivi strategici iraniani e la loro rete di difesa aerea sono stati sufficientemente compromessi dagli attacchi israeliani?</strong></p>



<p>&#8220;Dipende cosa si intende con “<em>obiettivi strategici iraniani</em>”. Se, cioè, questi obiettivi includono lo sviluppo del nucleare e/o di un&#8217;<strong>arma nucleare</strong>. Ma cominciamo dalla difesa aerea. Nel corso dell&#8217;attacco preventivo condotto nella notte tra il 12 e il 13 giugno, l’Israeli Air Force ha cercato la <strong>soppressione sistemica</strong> e il <strong>degradamento delle capacità di difesa aerea iraniane</strong>, conseguendo largamente una certa superiorità aerea operativa sull’intero teatro. Secondo quanto avevano riferito proprio i vertici militari israeliani, le fasi iniziali dell’operazione <em>Rising Lion</em> hanno previsto l&#8217;impiego coordinato di circa <strong>200 velivoli da combattimento</strong> che hanno condotto simultaneamente <strong>oltre 330 sortite </strong>su più di <strong>100 target ad alta valenza strategica ed operativa</strong>, dislocati in profondità sul territorio iraniano.</p>



<p>I target ingaggiati includevano: il <strong>complesso di arricchimento dell’uranio</strong> di <strong>Natanz</strong>, postazioni di comando e controllo delle forze armate iraniane, <strong>batterie radar a lungo raggio</strong> integrate nel sistema Iads, e <strong>lanciatori SAM</strong> appartenenti a piattaforme Sa5, Sa15 e sistemi autoctoni Bavar373.</p>



<p>L&#8217;operazione è stata coordinata tramite personale presente su suolo iraniano&nbsp;ma anche tramite l’attacco asimmetrico ad infrastrutture critiche di cui abbiamo parlato prima. L’intera manovra ha evidenziato un elevato livello di sincronizzazione tra asset per ciò che concerne l&#8217;<strong>Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione</strong> (Isr), piattaforme letali e assetti <strong>Elettronic Warfare</strong> (Ew), garantendo il degrado delle capacità di reazione e la proiezione di potenza a lungo raggio con profondità operativa&#8221;.</p>



<p><strong>Da veterano &#8220;operativo&#8221; sta descrivendo un&#8217;operazione di &#8220;successo&#8221;..</strong></p>



<p>&#8220;Secondo il mio parere, è molto probabile che la difesa aerea iraniana abbia subito un &#8220;bel colpo&#8221;. Ciò viene confermato anche dal quantitativo di <em>Full Motion Video</em>, <em>Weapon System Video</em> e<em> Cockpit Video </em>reso pubblico dall’Idf. Nessuno lascia volare i propri assetti aerei volentieri se la difesa aerea ostile non è considerevolmente degradata. Sparare numeri nel tentativo di <strong>quantificare in termini statistici il livello </strong>di quanto alcuni dei Target Set siano stati azzerati o degradati<strong> è compito difficile e richiede tempo</strong>. Chi ha gli strumenti e i sensori per stilare un’analisi precisa e dettagliata possibile, in genera <strong>lavora per i Governi interessati</strong>. Ne consegue che molte di quelle informazioni rimarranno senza dubbio classificate . C’è comunque un ultimo fattore da considerare:&nbsp;molti dei sistemi di lancio e i missili balistici iraniani vengono tenuti al riparo all’interno di tunnel scavati per anni all’interno delle montagne.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda il discorso dei siti iraniani usati per lo sviluppo della capacità nucleare, è diverso. Per <strong>Natanz, </strong>gli attacchi hanno molto probabilmente causato una <strong>significativa battuta d&#8217;arresto</strong> alla capacità dell&#8217;Iran di condurre attività di arricchimento in quello specifico sito.</p>



<p>Fino a prima dell’attacco statunitense su<strong> Fordow, </strong>dalle immagini in alta definizione acquisibili su Web (Maxar, Planet Lab), c’era evidenza di soli danni di lieve entità all&#8217;esterno del sito. Come sappiamo Fordow ospita un importante impianto per l’arricchimento dell’uranio.&nbsp;</p>



<p>I successivi <strong>attacchi lanciati dagli Stati Uniti</strong> nell&#8217;<strong>Operazione Midnight Hammer</strong> il 23 giugno, seguiti il giorno dopo da ulteriori attacchi israeliani, hanno molto probabilmente <strong>compromesso in modo significativo le capacità di conversione dell&#8217;uranio</strong>, di produzione di combustibile per reattori e di lavorazione dell&#8217;uranio arricchito dell&#8217;Iran in quel sito.</p>



<p>Occorre però <strong>giudicare con cautela</strong>: il semplice fatto che americani e israeliani abbiano voluto re-ingaggiare lo stesso sito diverse volte, evidenzia l’<strong>assoluta<a href="https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-usa-sui-danni-inflitti-al-programma-nucleare-iraniano.html"> mancanza di dati incontrovertibili</a> </strong>per stilare una valutazione attendibile sulla funzionalità del<em> target</em>. Nessun analista BDA, acronimo di Battle Damage Assessment, il ruolo tecnico che si occupa proprio di questa parte essenziale della missione, suggerirebbe ad un decisore di <strong>re-ingaggiare un target</strong>, a meno che non diventi evidente di non aver alcun elemento/informazione/sensore utile a valutare che tutto sia andato come pianificato&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="582" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30-1024x582.jpg" alt="" class="wp-image-476165" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30-1024x582.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30-600x341.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30.jpg 1306w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Uno degli obiettivi iraniani selezionati dal Mossad durante l&#8217;Operazione Rising Lion</em></figcaption></figure>



<p><strong>Come esperto di procedure di &#8220;targeting</strong>&#8221; <strong>gli obiettivi selezionati dagli americani in Iran nell’operazione Midnight Hammer sono stati raggiunti e compromessi?</strong></p>



<p>&#8220;Se l’operazione americana mirava alla distruzione sistemica delle capacità nucleari iraniane colpendo i tre siti Fordow, Natanz e Isfahan la risposta è &#8220;<strong>No</strong>&#8220;. <strong>Natanz e Isfahan</strong> presentano entrambe danni alle strutture, ma mancano evidenze circa la distruzione totale delle centrifughe, spostate prudentemente in anticipo. Per quanto per ora emerso, e scevro dalla propaganda dell’uno o dell’altro, è molto probabile che il programma iraniano abbia incassato un altro &#8220;brutto colpo&#8221;. Quello senza dubbio. </p>



<p>Ma anche la<strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-usa-sui-danni-inflitti-al-programma-nucleare-iraniano.html">Defence Intelligence Agency</a></strong> ha immediatamente corretto il tiro, stimando in mesi, non anni come inizialmente riportato, la “<em>tempistica di recupero</em>” del programma nucleare iraniano nel suo complesso. Ripeto, stimare e quantizzare questo degrado in termini percentuali, è<strong> impresa impossibile</strong> ora, anche ai più esperti degli analisti.&nbsp;A meno che, qualcuno non abbia “<strong>risorse/fonti</strong>” giudicate attendibili all’<strong>interno dell’Iran</strong>&#8230;&#8221;.</p>



<p><strong>Se non lo sono stati, si attenderebbe “altri attacchi” da parte dei bombardieri americani, o possiamo concludere che d’ora in poi ci saranno solo “telefonate”?</strong></p>



<p>&#8220;Dal punto di vista militare, un <strong>secondo attacco</strong> è del tutto fattibile: lo avranno già pianificato come <strong>opzione di continuità operativa</strong>. Da pianificatore, posso dire con matematica certezza che i planner statunitensi terranno in piedi, e miglioreranno, in base agli eventi recenti, i <em>contingency plans</em> (piani di contingenza) sviluppati per l’Iran. Si tratta poi di capire, dal mio punto di vista, come evolveranno alcuni fattori&#8221;.</p>



<p><strong>Quali sono i fattori che ci avvicinano o allontano da questa opzione?</strong></p>



<p>&#8220;Principalmente 3. Quanto entusiasmo politico ci sia nel farsi ritirare dentro la questione iraniana dagli israeliani;&nbsp;se&nbsp;gli iraniani veramente hanno intenzioni di sviluppare e dotarsi di un’arma nucleare, e in ultimo, ad essere molto attenti circa l’attendibilità di una informazione come questa. In entrambi gli scenari, la volontà politico-strategica e intelligence giocheranno un ruolo chiave&#8221;.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-476178" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-600x338.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293.webp 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Immagini satellitari del sito nucleare iraniano di Fordow con evidenziati i possibili punti d&#8217;impatto delle bombe Mop</em></figcaption></figure>
</div>


<p><strong><em>Lo spionaggio e il ruolo svolto dall’intelligence sono sempre stati elementi affascinanti quanto decisivi per gli equilibri regionali e globali. Conoscere, analizzare, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei processi della diplomazia e nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa e dello Spionaggio, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>Il silenzio dei media occidentali sul flop dell&#8217;antiaerea israeliana</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-silenzio-dei-media-occidentali-sul-flop-dellantiaerea-israeliana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 12:10:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Iran-Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella nuova guerra del Medio Oriente la vera notizia non è che Israele colpisce l’Iran, ma che non riesce più a difendersi da Teheran. E la stampa tace. In Medio Oriente si sta consumando un cambiamento epocale: per la prima volta dalla sua nascita, lo Stato di Israele appare davvero vulnerabile sul piano difensivo. A &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-silenzio-dei-media-occidentali-sul-flop-dellantiaerea-israeliana.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250615113923164_68bf982d7bc14742be4db167776486de-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella nuova guerra del Medio Oriente la vera notizia<a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-alza-il-tiro-attacco-al-maxi-giacimento-di-gas-in-iran.html"> non è che <strong>Israele colpisce l’Iran, </strong></a>ma che non riesce più a difendersi da Teheran. E la stampa tace. In Medio Oriente si sta consumando un cambiamento epocale: per la prima volta dalla sua nascita,<strong> lo Stato di Israele appare davvero vulnerabile sul piano difensivo</strong>. A dispetto della propaganda e delle rassicurazioni martellanti dei media occidentali, la realtà dei fatti mostra un quadro molto diverso: il sistema di difesa antiaerea israeliano, incluso l’osannato <a href="https://it.insideover.com/guerra/antiaerea-bucata-la-minaccia-dei-missili-iraniani-mette-israele-sotto-pressione.html">Iron Dome</a>, è stato messo in seria difficoltà dai missili iraniani di nuova generazione, con una serie di impatti devastanti e perdite civili che sollevano interrogativi profondi sulla reale efficacia dello scudo missilistico dello Stato ebraico.</p>



<p>Ma questa notizia, probabilmente la più importante a livello geopolitico in queste settimane, non viene raccontata. Non si parla del fatto che missili iraniani di precisione hanno superato con relativa facilità le difese israeliane, provocando danni materiali ingenti, 13 morti, centinaia di feriti e un crollo psicologico e strategico ben più grave: quello della <strong>credibilità dell’invulnerabilità israeliana. Non è Israele ad aver preso l’iniziativa.</strong> È Israele a essersi scoperto improvvisamente esposto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mito di Iron Dome e la realtà delle sue performance</h2>



<p>Iron Dome (in ebraico כיפת ברזל, Kippat Barzel – “cupola di ferro”) è un sistema sviluppato da<strong> Rafael Advanced Defense Systems in collaborazione con Israel Aerospace Industries </strong>e finanziato in larga parte dagli Stati Uniti. Il suo compito dichiarato è quello di intercettare razzi a corto raggio e proiettili di artiglieria entro un raggio di circa 70 km. Sin dalla sua introduzione nel 2011, Iron Dome è stato presentato come un trionfo della tecnologia militare israeliana, capace di neutralizzare migliaia di razzi lanciati da Gaza.</p>



<p>Tuttavia, la narrazione mediatica ha spesso ignorato una distinzione fondamentale: <strong>Iron Dome è efficace solo contro minacce relativamente semplici</strong>, come i razzi Qassam o Grad, privi di sistemi di guida e con traiettorie prevedibili. Contro missili balistici, missili da crociera manovrabili o vettori ipersonici, Iron Dome semplicemente non è progettato per funzionare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’intera architettura difensiva israeliana: David’s Sling e Arrow 3</h2>



<p>A fronte di minacce più sofisticate, Israele ha progressivamente costruito un sistema di difesa stratificato che comprende:</p>



<p><strong>David’s Sling (fionda di Davide)</strong>: pensato per intercettare missili a medio raggio (70-300 km) e missili da crociera avanzati. Ma anche questo sistema ha mostrato limiti nella sua capacità di discriminazione delle minacce simultanee.</p>



<p>Arrow 2 e Arrow 3: progettati per intercettare missili balistici a lungo raggio, in particolare missili lanciati dallo Yemen o dall’Iran, persino fuori dall’atmosfera. Arrow 3 è stato salutato come una delle tecnologie più avanzate, ma i dati reali di intercettazione sono secretati e i test pubblici non rappresentano scenari di guerra complessi.</p>



<p>Durante l’attacco iraniano più recente <strong>– un attacco coordinato che ha coinvolto droni-kamikaze Shahed, missili balistici e missili da crocier</strong>a – l’architettura difensiva israeliana ha faticato a reggere il colpo. Alcuni missili sono stati intercettati grazie anche al supporto decisivo degli Stati Uniti, del Regno Unito e della Francia, ma altri hanno colpito obiettivi civili e infrastrutture sensibili. Un bimbo israeliano è morto. E non per assenza di difesa, ma per il fallimento di essa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché nessuno ne parla? Il cortocircuito della stampa occidentale</h2>



<p>Questa debolezza, che avrebbe dovuto aprire un dibattito serio sulla difesa antimissile e sull&#8217;autonomia strategica di Israele, è stata invece rapidamente rimossa dal circuito mediatico italiano ed europeo. L’asse informativo transatlantico continua a narrare Israele come un <strong>bastione tecnologico invulnerabile, mentre evita di trattare i buchi strutturali della sua architettura difensiva</strong>. La stessa narrativa che ha alimentato l’illusione di un’Ucraina invincibile davanti a una Russia debole, torna a colpire: l’Occidente non sbaglia mai, e chi lo afferma è un disfattista, o peggio, un nemico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un parallelo inquietante: e se fosse Roma, e non Tel Aviv?</h2>



<p>Il dato più allarmante non è tanto il fallimento parziale di Iron Dome, ma il fatto che perfino con il supporto militare e tecnologico americano Israele non riesca a proteggersi completamente da un attacco missilistico ben coordinato. Se questo è vero per Tel Aviv – uno dei Paesi più avanzati al mondo sul piano militare – cosa succederebbe a Roma, Milano o Napoli in caso di un attacco da parte di una potenza come la Russia?</p>



<p>I missili ipersonici russi <strong>Avangard, Kinzhal e Zircon, </strong>già testati sul campo e con capacità di manovra imprevedibile, sono tecnologicamente superiori ai vettori iraniani. Non esiste oggi in Europa un sistema antimissile capace di fermarli con certezza. La stessa NATO ammette, nei suoi documenti interni, che la difesa collettiva in caso di un attacco missilistico russo dipende interamente dagli Stati Uniti, i quali – come dimostrano gli eventi – non sono infallibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia della deterrenza sta fallendo?</h2>



<p>Iron Dome era pensato come un simbolo della superiorità israeliana, una garanzia di deterrenza contro Hezbollah e Hamas. Ma se missili iraniani più moderni possono bucare lo scudo,<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-fine-della-deterrenza-le-lezioni-strategiche-dei-raid-ucraini-in-russia.html"> la deterrenza si sgretola. </a></strong>In un conflitto ad alta intensità, con uno sciame di vettori ipersonici e sistemi di saturazione come quelli visti in Ucraina, nessuna architettura difensiva può garantire l’incolumità della popolazione civile.</p>



<p>E la reazione dei media occidentali? Silenzio, minimizzazione, negazione. Perché ammettere che Iron Dome non è infallibile significa ammettere che il dominio militare dell’Occidente è entrato in crisi strutturale, sotto l’offensiva di potenze che combinano nuove tecnologie con strategie asimmetriche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: la guerra dell’informazione è già persa</h2>



<p>Il vero problema non è Iron Dome. È l’incapacità dell’informazione italiana e occidentale di raccontare la realtà senza filtri ideologici. Israele ha subito un colpo durissimo. Lo scudo non è crollato, ma ha mostrato crepe profonde. E mentre le cancellerie analizzano i danni, i cittadini rimangono prigionieri di una narrazione che ignora i fatti, minimizza i fallimenti e disegna un mondo in bianco e nero che non esiste più.</p>



<p>In questa guerra, la prima vittima è la verità. La seconda, forse, sarà la sicurezza dell’Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-silenzio-dei-media-occidentali-sul-flop-dellantiaerea-israeliana.html">Il silenzio dei media occidentali sul flop dell&#8217;antiaerea israeliana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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