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	<title>Guerra in Ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 Sep 2026 19:24:47 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guerra in Ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>I tre fronti della NATO per la (ipotetica) guerra alla Russia: quali sono e quali problemi hanno</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/i-tre-fronti-della-nato-per-la-ipotetica-guerra-alla-russia-quali-sono-e-quali-problemi-hanno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 04:49:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYco4HqdzZ8VHeQrD3oC_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p>Il punto centrale è che i tre fronti della NATO sul fronte Est non possono essere considerati tre guerre separate. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-tre-fronti-della-nato-per-la-ipotetica-guerra-alla-russia-quali-sono-e-quali-problemi-hanno.html">I tre fronti della NATO per la (ipotetica) guerra alla Russia: quali sono e quali problemi hanno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYco4HqdzZ8VHeQrD3oC_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>In un clima sempre più teso, in cui una crescente &#8220;<strong>minaccia ibrida</strong>&#8221; viene denunciata &#8211; seppure, spesso, senza l&#8217;esibizione di prove concrete &#8211; da alcune delle principali potenze economiche dell&#8217;Europa, l&#8217;attenzione sulla portata delle fantomatiche operazioni di intelligence e sabotaggio mosse da entità clandestine, che si collocano volutamente e deliberatamente al di sotto della soglia di un conflitto aperto nelle dinamiche previste dalla <strong>guerra non convenzionale</strong>, rispetto al quale i decisori politici europei saranno chiamati a fornire risposte e, soprattutto e assumere una postura adeguata, l&#8217;analisi dei piani di difesa regionale della NATO, che <strong>ha diviso l&#8217;Europa in tre settori operativi,</strong> torna a suscitare l&#8217;interesse degli analisti che si trovano, per consegna o per diletto, a immaginare l&#8217;inauspicabile scenario di un conflitto convenzionale contro la Federazione Russa: <strong>avversario simmetrico per volume e nucleare, ma asimmetrico/ibrido nelle attuali modalità operative</strong>.</p>



<p>Secondo <a href="https://www.iiss.org/online-analysis/military-balance/2026/07/natos-three-front-problem/">Ruben Stewart</a>, senior fellow&nbsp;dell&#8217;<em>International Institute for Strategic Studies</em>, l&#8217;architettura che emerge dai <strong>piani di difesa dell&#8217;Alleanza Atlantica</strong> per quello che potremmo considerare il fronte orientale, mette in luce problemi di comando, di supporto logistico nelle retrovie e di disponibilità delle forze necessarie per trasformare i quartieri generali in formazioni combattenti. Quali sono dunque le &#8220;criticità&#8221; che che si potrebbero manifestare, almeno in teoria?</p>



<h1 class="wp-block-heading">Il problema dei tre fronti della NATO</h1>



<p>I piani di difesa regionale della NATO dividono l&#8217;Europa in <strong>tre fronti operativi</strong>, mettendo in luce, secondo l&#8217;analisi, possibili problemi a livello di comando, supporto logistico nelle retrovie e disponibilità delle forze necessarie per trasformare i quartier generali in formazioni combattenti pronte all&#8217;azione. L&#8217;Alleanza Atlantica, che si è preparata per oltre mezzo secolo di Guerra Fredda a un conflitto totale con l&#8217;Unione Sovietica, che si immaginava avrebbe impiegato la sua <strong>massa e le potenza di fuoco geometrica</strong>, avanzando con le sue divisioni corazzate e meccanizzate sull&#8217;ampio fronte che avrebbe interessato la Germania e la Cecoslovacchia, a ricostruito un&#8217;architettura militare europea pensata per affrontare un conflitto su una scala che l&#8217;Alleanza smise di contemplare nei primi anni &#8217;90, con lo scioglimento del Patto di Varsavia e la dissoluzione dell&#8217;URSS. Al centro di questa trasformazione ci sono i nuovi piani di difesa regionale, articolati su<strong> tre grandi aree di operazioni congiunte,</strong> chiamate <em>Joint Operations Areas</em>, o JOA: quella nordoccidentale, centrale e sudorientale. Questa divisione geografica, che risponde alla necessità di pianificare la difesa di un fronte che si estende dall&#8217;Artico al Mar Nero, considerando i principali settori di frizione nei territori che l&#8217;Unione Sovietica annette tra il 1938 e il 1945, e che oggi compongono &#8211; Ucraina a parte &#8211; il confine della NATO. <br><br>È in questo quadro che si osservano tre problemi funzionali: la frammentazione dei comandi, la competizione per le risorse nelle retrovie e la disponibilità delle capacità necessarie a trasformare una complessa struttura di quartier generali in una forza realmente pronta ad essere schierata per affrontare una conflitto convenzionale dei tre principali domini &#8211; terrestre, navale e aereo &#8211; oltre ai dominio cibernetico e spaziale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/367c077d-2294-42fe-ba65-288025e37ea2-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-529265" style="width:466px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/367c077d-2294-42fe-ba65-288025e37ea2-683x1024.jpg 683w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/367c077d-2294-42fe-ba65-288025e37ea2-200x300.jpg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/367c077d-2294-42fe-ba65-288025e37ea2-768x1152.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/367c077d-2294-42fe-ba65-288025e37ea2-600x900.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/367c077d-2294-42fe-ba65-288025e37ea2.jpg 1024w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Tre fronti per difendere l&#8217;Europa</h2>



<p>La&nbsp;<strong>JOA-NW</strong>, vale a dire la <em>Joint Operations Area </em>del settore nordoccidentale, che comprende l&#8217;<strong>Atlantico settentrionale</strong> e l&#8217;<strong>Alto Nord </strong>che confina con la <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-la-fortezza-nucleare-della-russia-che-affaccia-sullartico.html">penisola fortezza di Kola</a>, avrebbe la priorità di garantire l&#8217;accesso, l&#8217;arrivo dei rinforzi e la protezione delle linee di comunicazione strategiche che la interessano. La Flotta del Nord russa, i sistemi d&#8217;attacco a lungo raggio, le attività sottomarine e la prossimità dell&#8217;Artico trasformano questa regione in uno spazio operativo marittimo, aereo e terrestre, il cui centro di gravità rimane tuttavia il ponte transatlantico attraverso il quale uomini, mezzi e rifornimenti nordamericani dovrebbero raggiungere l&#8217;Europa. Si trova qui il comando multicorpo terrestre per il Nord-Ovest di&nbsp;<strong>Mikkeli</strong>, in Finlandia, che collega la difesa terrestre della regione nordica alla missione più ampia del Joint Force Command Norfolk, responsabile della sicurezza dell&#8217;Atlantico settentrionale e delle linee di rinforzo verso l&#8217;Europa.</p>



<p>La&nbsp;<strong>JOA-C</strong>, ossia quella centrale, rappresenta invece il fronte aereo-terrestre più chiaramente definito. Si estende dall&#8217;Estonia all&#8217;Ungheria e comprende gli Stati baltici, la Germania, la Polonia e i principali corridoi che collegano l&#8217;Europa occidentale al fianco orientale. Qui l&#8217;architettura dei corpi d&#8217;armata segue ormai una logica Nord-Sud: il&nbsp;<strong>1° Corpo d&#8217;armata tedesco-olandese (1GNC)</strong>&nbsp;è assegnato all&#8217;Estonia e alla Lettonia; il&nbsp;<strong>Multinational Corps Northeast (MNC-NE)</strong>&nbsp;rimane centrale per la difesa della Lituania, della Polonia nordorientale e del corridoio di Suwałki; il&nbsp;<strong>V Corpo d&#8217;armata statunitense</strong>, con il quartier generale avanzato a Poznań, costituisce uno dei principali riferimenti per il contributo americano alla difesa del fianco orientale; mentre il&nbsp;<strong>II Corpo d&#8217;armata polacco</strong>, con sede a Cracovia, mette a disposizione un comando nazionale per le operazioni sul fronte centrale.</p>



<p>A coordinare questa struttura multicorpo dovrebbe essere il&nbsp;<strong>Multi-Corps Land Component Command-Centre (MCLCC-C)</strong>&nbsp;di Wiesbaden, chiamato a sincronizzare le attività terrestri dei diversi corpi lungo l&#8217;intero settore. A sud, la&nbsp;<strong>JOA-SE</strong>&nbsp;comprende la Romania e la Bulgaria e si proietta sui mari Adriatico, Mediterraneo e Nero. È un ambiente differente da quello del fronte centrale, ma altrettanto complesso. Crimea, accesso al Mar Nero, Stretti turchi, instabilità dei Balcani e tensioni tra Grecia e Turchia si sovrappongono alle linee di comunicazione terrestri e marittime necessarie per alimentare un eventuale conflitto. Anche qui sta emergendo una logica multicorpo. Il&nbsp;<strong>Multinational Corps Southeast (MNC-SE)</strong>&nbsp;in Romania rappresenta già uno dei cardini dell&#8217;architettura regionale, mentre Ankara è impegnata nella creazione di un nuovo quartier generale multicorpo, provvisoriamente indicato come&nbsp;<strong>MNC-TÜR</strong>, costruito sulla base del VI Corpo turco di Adana. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/LUcraina-punta-il-Gripen-la-Svezia-dice-si.ma-con-calma-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-491274" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/LUcraina-punta-il-Gripen-la-Svezia-dice-si.ma-con-calma-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/LUcraina-punta-il-Gripen-la-Svezia-dice-si.ma-con-calma-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/LUcraina-punta-il-Gripen-la-Svezia-dice-si.ma-con-calma-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/LUcraina-punta-il-Gripen-la-Svezia-dice-si.ma-con-calma-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/LUcraina-punta-il-Gripen-la-Svezia-dice-si.ma-con-calma-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/LUcraina-punta-il-Gripen-la-Svezia-dice-si.ma-con-calma.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">epa12125623 Czech army technician prepares JAS-39C Gripen aircraft for departure to Iceland from 21st Tactical Air Base in Caslav, Czech Republic, 22 May 2025. Five JAS-39C Gripen aircrafts flew from the Czech base to Iceland, where Czech fighters will guard the airspace within the NATO Integrated Air and Missile Defence System, for an approximately five-week mission.  EPA/MARTIN DIVISEK</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema delle “giunzioni”</h2>



<p>Dividere il teatro europeo in settori permette di attribuire responsabilità precise, ma genera inevitabilmente dei punti di giunzione. Ed è proprio lungo questi confini che l&#8217;architettura NATO potrebbe essere sottoposta alle pressioni maggiori.</p>



<p>Il caso più evidente riguarda i&nbsp;<strong>Paesi baltici</strong>. Assegnare Estonia e Lettonia al 1GNC, mantenendo Lituania e Polonia nord-orientale sotto il MNC-NE, può rendere più efficace il comando delle operazioni, ma crea contemporaneamente un confine tra due corpi d&#8217;armata in una delle aree più vulnerabili dell&#8217;intero fianco orientale. Le retrovie del 1GNC dipenderebbero infatti dalle vie di comunicazione che attraversano la Lituania e soprattutto dal&nbsp;<strong>corridoio di Suwałki</strong>, la stretta fascia territoriale tra l&#8217;exclave russa di Kaliningrad e la Bielorussia. Il MNC-NE dovrebbe quindi non soltanto combattere nel proprio settore, ma mantenere aperto il corridoio necessario a garantire collegamenti, rinforzi e supporto logistico alle forze schierate più a nord. In altre parole, il sostegno logistico di un corpo d&#8217;armata potrebbe dipendere direttamente dall&#8217;esito del combattimento ravvicinato condotto da un altro.</p>



<p>La difficoltà aumenta considerando la natura stessa delle formazioni NATO. Durante la Guerra Fredda, la difesa terrestre dell&#8217;Alleanza era multinazionale sopra il livello di corpo d&#8217;armata, ma i singoli corpi erano prevalentemente nazionali. Oggi convivono invece quartier generali nazionali, multinazionali e binazionali. Il V Corpo statunitense e il II Corpo polacco possono contare principalmente su risorse nazionali. MNC-NE, MNC-SE e il futuro MNC-TÜR devono invece combinare contributi delle diverse nazioni, rinforzi multinazionali e capacità disponibili a livello di teatro. Il 1GNC presenta un&#8217;ulteriore particolarità, essendo binazionale. Equipaggiamenti differenti, procedure diverse e autorità nazionali che conservano prerogative proprie continuano quindi a produrre attriti nonostante gli accordi di standardizzazione dell&#8217;Alleanza.</p>



<p>A questo si aggiunge un limite politico e amministrativo impossibile da eliminare: le forze NATO dipendono dagli Stati membri per l&#8217;autorizzazione all&#8217;ingresso e al transito, l&#8217;utilizzo delle infrastrutture, la protezione delle retrovie, il coordinamento civile-militare e il supporto fornito dalla nazione ospitante. Un corpo d&#8217;armata può comandare le proprie unità, ma sono gli Stati a controllare gran parte del territorio, delle infrastrutture e delle risorse civili attraverso cui quelle stesse unità devono muoversi, combattere ed essere rifornite. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/220825b-001_rdax_775x440s-2.jpg" alt="" class="wp-image-455009" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/220825b-001_rdax_775x440s-2.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/220825b-001_rdax_775x440s-2-600x341.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/220825b-001_rdax_775x440s-2-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/220825b-001_rdax_775x440s-2-768x437.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /><figcaption class="wp-element-caption">An infantry soldier from the Danish 1st Brigade looks through binoculars during a live fire exercise in Adazi, Latvia on 25 August 2022.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La battaglia delle retrovie</h2>



<p>La seconda grande questione è quindi logistica. La multinazionalità della NATO, combinata con un teatro articolato su tre fronti, moltiplica infatti le esigenze di sostegno. Il problema emerge già a livello di&nbsp;<em>battlegroup</em>. Le esercitazioni della forza multinazionale NATO in Lituania hanno richiesto il trasferimento via mare, ferrovia e aria di mezzi e materiali provenienti da diversi Paesi. Dietro una forza relativamente piccola si nasconde così una complessa combinazione di munizioni, ricambi, veicoli da recupero, attrezzature, personale specializzato e differenti catene tecniche nazionali. Su scala continentale la questione diventa ancora più complessa. Il&nbsp;<strong>Joint Support and Enabling Command (JSEC)</strong>deve preparare le condizioni necessarie al movimento e al sostegno delle forze nell&#8217;intero teatro europeo, perché i rinforzi destinati a una JOA potrebbero essere costretti ad attraversarne un&#8217;altra. Gli Stati baltici e la Polonia potrebbero, ad esempio, ricevere rifornimenti attraverso il Baltico e quindi dalla JOA-NW, mentre Romania, Ungheria e Balcani potrebbero dipendere da rotte che attraversano il confine tra settore centrale e sud-orientale. Porti, aeroporti, terminal ferroviari, reti stradali, autorizzazioni al transito e sistemi di controllo dei movimenti diventano dunque risorse condivise. Una crisi simultanea su più fronti trasformerebbe inevitabilmente queste infrastrutture in oggetto di competizione tra comandi con esigenze differenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I comandi non bastano</h2>



<p>La terza criticità riguarda ciò che si trova sotto i quartier generali. Ricostruire un comando di corpo d&#8217;armata non significa automaticamente disporre di un corpo d&#8217;armata pronto alla guerra. Il moderno campo di battaglia impone inoltre di controllare fronti più ampi rispetto alla Guerra Fredda. La minore densità delle forze, la maggiore profondità delle operazioni e la crescente trasparenza prodotta da sensori e sistemi di sorveglianza aumentano il rischio di disperdere eccessivamente le unità. La guerra in Ucraina ha mostrato come forze distribuite su settori troppo estesi possano essere localmente sopraffatte anche quando la consistenza complessiva dello schieramento rimane significativa.</p>



<p>Per combattere, un comando necessita quindi di capacità organiche:&nbsp;<strong>fuochi a lungo raggio, intelligence, sorveglianza e ricognizione, genio, difesa aerea, aviazione, guerra elettronica, sistemi C-UAS, logistica, supporto sanitario e sistemi di comando e controllo resilienti</strong>, oltre naturalmente alle truppe necessarie a sostenerli. Ed è qui che emerge una delle principali vulnerabilità europee. Dopo la Guerra Fredda, diversi eserciti hanno mantenuto o ricostituito i propri quartier generali più rapidamente di quanto abbiano ricostruito queste capacità abilitanti. Il risultato è un divario tra il numero e la complessità dei comandi disponibili e la quantità di forza combattente che questi sarebbero effettivamente in grado di generare.</p>



<p>Il caso dei&nbsp;<strong>sistemi d&#8217;attacco a lungo raggio</strong>&nbsp;è emblematico. L&#8217;incertezza relativa al previsto dispiegamento in Germania di sistemi statunitensi evidenzia quanto l&#8217;Europa continui a dipendere dagli Stati Uniti per alcune capacità fondamentali. Programmi come lo&nbsp;<em>European Long-range Strike Approach</em>&nbsp;mirano a creare alternative europee, ma avranno bisogno di tempo per raggiungere la piena maturità. Lo stesso problema riguarda le riserve strategiche del&nbsp;<strong>Supreme Allied Commander Europe (SACEUR)</strong>, tra cui formazioni come l&#8217;Allied Rapid Reaction Corps e il 1° Corpo d&#8217;armata francese. Se impiegate per rinforzare uno dei fronti, queste unità devono portare con sé capacità abilitanti sufficienti; diversamente rischiano di assorbire proprio quelle risorse di cui il comando avanzato è già carente. È in questo contesto che assume importanza la visione americana della&nbsp;<strong>“NATO 3.0”</strong>, che punta a ridurre quella che lo US European Command ha definito una “malsana interdipendenza” dal contributo statunitense al NATO Force Model. Un eventuale ritardo, ridimensionamento o cambiamento politico nell&#8217;impiego delle capacità americane, prima che quelle europee siano pienamente disponibili, potrebbe infatti creare contemporaneamente carenze di piattaforme e problemi di integrazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una sola guerra su &#8220;tre fronti&#8221;</h2>



<p>Il punto centrale è che i tre settori del fronte orientale della NATO faranno sempre parte, almeno sulla carta, di un&#8217;unico ampio conflitto, e non di guerre separate. Una crisi nell&#8217;Alto Nord potrebbe assorbire assetti necessari per rinforzare la Polonia; un&#8217;emergenza nel Mar Nero potrebbe sottrarre capacità al fronte centrale; rifornimenti destinati a un settore potrebbero attraversarne un altro, mentre infrastrutture e nodi logistici dovrebbero sostenere contemporaneamente esigenze differenti. <br><br>L&#8217;architettura della futura difesa terrestre dell&#8217;Alleanza Atlantica sta assumendo una forma sempre più definita, dove i <strong>Joint Force Commands</strong> integrano le operazioni interforze nelle rispettive JOA, gli MCLCC coordinano la componente terrestre a livello operativo, i <strong>corpi d&#8217;armata</strong> traducono i piani in operazioni tattiche e il JSEC deve assicurare che uomini, mezzi e rifornimenti possano attraversare le retrovie europee. Ciò nonostante, la questione decisiva, almeno secondo gli analisti, continua a non riguardare il riconoscimento della minaccia o i piani per fronteggiarla, ma la capacità di attivare e <strong>sostenere la risposta a un&#8217;aggressione</strong>, schierando uomini, mezzi munizioni, sistemi d&#8217;arma e collegando infrastrutture, logistica e autorità di comando con l&#8217;efficienza necessaria a <strong>sostenere un conflitto convenzionale a livello continentale</strong>.</p>
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		<title>Netanyahu e Zelensky indeboliti: Trump è più libero</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-e-zelensky-indeboliti-trump-e-piu-libero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 16:16:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529590</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/BIBI-TRUMP-ZELENSKY-e1789402674697.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu e Zelensky indeboliti: Trump è più libero" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/BIBI-TRUMP-ZELENSKY-e1789402674697.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/BIBI-TRUMP-ZELENSKY-e1789402674697-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/BIBI-TRUMP-ZELENSKY-e1789402674697-1024x538.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/BIBI-TRUMP-ZELENSKY-e1789402674697-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/BIBI-TRUMP-ZELENSKY-e1789402674697-1536x806.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/BIBI-TRUMP-ZELENSKY-e1789402674697-600x315.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al netto dei tragici errori dovuti al suo arrogante narcisismo, quel che conta è che, a causa della nuova debolezza di Zelensky e Netanyahu, in questi giorni Trump si è trovato a godere di una libertà di manovra prima impossibile. E si nota.</p>
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<p>Netanyahu è più debole, fiaccato dall&#8217;inchiesta-bomba di Haaretz che ha dato il destro a tanti di accusarlo di aver lasciato che Hamas attaccasse Israele il 7 ottobre (Hillary Clinton ha <a href="https://www.youtube.com/shorts/RTk7SUz2VzI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ipotizzato</a> finanche che lo abbia permesso per <a href="https://www.youtube.com/shorts/gHx5Kpf42B0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rafforzare la propria posizione</a>). Inoltre, deve riservare tutte le sue energie alla campagna elettorale più dura della sua carriera. Zelensky è fiaccato dalle incalzanti inchieste di NABU e SAP, che stanno falcidiando i suoi fedelissimi, ultimo dei quali il procuratore generale, costretto a fuggire nella notte dal suo Paese.</p>



<p>Fattori che aiutano Trump a cercare la quadra nei conflitti in cui è invischiato, quello ucraino, ereditato dal suo predecessore, e le conflittualità mediorientale, anch&#8217;esse in fondo ereditate dal momento che il genocidio dei palestinesi, iniziato sotto la precedente presidenza, ha avviato il processo espansionistico israeliano culminato nel conflitto iraniano, da tempo obiettivo finale di tale espansionismo.</p>



<p>Non che Trump sia esente da gravissime responsabilità su entrambi i fronti, e più su quello mediorientale che sulla prosecuzione della guerra ucraina. Ma più che un protagonista di questi teatri di guerra ne è stato un attore, importante, ma sempre solo un attore, riuscendogli impossibile piegare Zelensky ai negoziati ed essendo costretto ad assecondare l&#8217;avventurismo di Netanyahu a motivo dei tanti ricatti che lo costringono e per il troppo potere degli alleati del premier israeliano in seno all&#8217;Impero.</p>



<p>Al netto di tali considerazioni, e dei tragici errori dovuti al suo arrogante narcisismo, quel che conta è che, a causa della nuova debolezza di Zelensky e Netanyahu, in questi giorni si è trovato a godere di una libertà di manovra prima impossibile. E si nota.</p>



<p>Del nuovo attendismo riguardo il teatro di guerra mediorientale, che potrebbe aprire un processo distensivo, abbiamo accennato nella <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/rimandato-il-summit-tra-paesi-del-golfo-e-iran-vince-la-guerra" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota pregressa</a>, in questa c&#8217;è da dar conto degli sviluppi sulla guerra ucraina.</p>



<p>Anzitutto, l&#8217;invito al G-20 della Russia, che ha suscitato le ire dei Paesi clienti degli Stati Uniti che non si rassegnano ad assecondare le sue spinte per porre fine alla mattanza ucraina. Un invito che è stato accompagnato da un&#8217;apertura a sorpresa di Mosca: ieri il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha dichiarato che il suo Paese ha invitato Zelensky a Mosca, dove sarebbe &#8220;<a href="https://x.com/aleksthgrt/status/2098808407893451185" target="_blank" rel="noreferrer noopener">benvenuto</a>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://x.com/aleksthgrt/status/2098808407893451185"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z1-X-1024x615.jpg" alt="" class="wp-image-83528"/></a></figure>



<p>È la prima volta che accade dall&#8217;inizio della guerra, dal momento che in precedenza Mosca aveva sempre rigettato le chiamate, più o meno propagandistiche, di Zelensky a un incontro di alto livello, ribattendo che un summit siffatto necessitava di essere preceduto da negoziati che dessero forma a un&#8217;intesa da concludersi con un simile incontro.</p>



<p>La dichiarazione di Lavrov corre in parallelo con quella del portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, che ha parlato di un possibile incontro trilaterale tra russi, ucraini e americani in un &#8220;<a href="https://rtrunews.com/russia/645646-moscow-reveals-potential-timeline-trilateral-ukraine-talks/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">futuro prossimo, cioè presumibilmente a ottobre</a>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://rtrunews.com/russia/645646-moscow-reveals-potential-timeline-trilateral-ukraine-talks/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z2-RT-1024x494.jpg" alt="Moscow reveals potential timeline for trilateral Ukraine talks" class="wp-image-83530"/></a></figure>



<p>Una tempistica che coincide con quella annunciata ieri dal capo dello staff di Zelensky, Kyrylo Budanov: anche lui <a href="https://kyivindependent.com/next-ukraine-us-russia-peace-talks-may-take-place-in-october-budanov-says/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prevede</a> che a ottobre potrebbe tenersi il primo summit tripartito Ucraina-Russia-Stati Uniti.</p>



<p>Abbiamo scritto in note pregresse come Budanov sia l&#8217;uomo della Cia a Kiev e che in passato gli States gli avevano affidato il <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/ucraina-di-sparatorie-intrighi-e-iniziative-di-pace" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compito di favorire la pace con i russi</a>. Non sorprende, quindi, che Trump abbia <a href="https://www.vietnam.vn/it/tong-thong-trump-he-mo-vai-tro-giam-doc-cia-trong-dam-phan-hoa-binh-ukraine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">elogiato</a> il Capo della Cia John Ratcliffe, affermando che è coinvolto &#8220;in profondità&#8221; nei negoziati sul conflitto ucraino (si ricordi che il 25 agosto era <a href="https://www.rainews.it/articoli/2026/08/il-misterioso-viaggio-di-ratcliffe-a-mosca-idea-di-trump-ma-non-ha-visto-putin-ef909225-bc46-4083-b706-908588777641.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volato a Mosca</a>).</p>



<p>Se la mediazione in passato era stata appannaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner, che si interfacciavano direttamente con Trump, il coinvolgimento della Cia, il cui ruolo nel conflitto è sempre stato ambiguo, segnala un salto di qualità nelle manovre dell&#8217;amministrazione Trump per chiudere la partita.</p>



<p>Tali iniziative diplomatiche, però, devono fare i conti con la lotta intestina che sta dilaniando l&#8217;Ucraina, con gli uffici anti-corruzione sostenuti dai fautori delle guerre infinite che <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/trump-chiama-putin-e-non-zelensky" target="_blank" rel="noreferrer noopener">braccano gli uomini di Zelensky</a> e questi che cerca di rintuzzare l&#8217;attacco con altrettanta <a href="https://ctrana.one/news/512193-chto-oznachajut-podozrenija-rukovodstvu-nabu-i-sap.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">veemenza, </a>cercando però di evitare rotture con i suoi sponsor internazionali (cioè resistendo, almeno finora, alle pressioni per aprire negoziati seri).</p>



<p>Inoltre, tanti sono gli imprevisti, come denota la presenza in Ucraina di Boris Johnson negli stessi giorni della visita a Kiev di Witkoff e Kushner, la prima dei due dall&#8217;inizio della guerra. Sul ruolo di Johnson nel mandare a monte le iniziali iniziative di pace abbiamo <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/quando-boris-johnson-uccise-pace-ucraina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scritto ampiamente</a>.</p>



<p>Evidentemente era stato inviato a Kiev per tentare di sabotare anche quest&#8217;ultima iniziativa americana. Del suo viaggio si è saputo solo per un incidente di percorso. Avendo preso lo stesso treno delle delegazioni europee inviate in Ucraina per partecipare ai negoziati di Witkoff e Kushner, si è trovato coinvolto in un incidente di percorso.</p>



<p>Il treno che riportava a casa i prodi europei e Johnson ha dovuto effettuare una sosta forzata sul confine ucraino-polacco a causa di un bombardamento che ha colpito la stazione nella quale il convoglio doveva transitare (tutti illesi).</p>



<p>Alcuni spiegano l&#8217;incidente come un avvertimento di Mosca ai prodi europei, con questi ultimi che ribattono che l&#8217;attacco rientrava nella normale amministrazione, dal momento che le ferrovie ucraine sono diventate ormai un target, come rappresaglia per gli attacchi ucraini alle infrastrutture russe.</p>



<p>Se davvero si è trattato di un avvertimento, allora vuol dire che la Cia si sta muovendo davvero in profondità nel conflitto ucraino, dal momento che i russi non potrebbero sfidare tanto apertamente la Nato senza il placet d&#8217;oltreoceano. Nonostante tutto, la Russia e la fazione dell&#8217;amministrazione Usa fedele a Trump sono le forze che più <a href="https://www.jpost.com/international/article-907186" target="_blank" rel="noreferrer noopener">frenano</a> le pulsioni per dare avvio a una guerra termonucleare.</p>



<p>Altro segno di libertà di Trump: alla recente convention repubblicana ha incoronato J.D. Vance come suo successore, nonostante questi sia <a href="https://jewishdems.org/jd-vances-record-on-israel-and-antisemitism/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inviso a tanta parte dell&#8217;establishment ebraico, </a>che lo accusa di antisemitismo. Finora Trump aveva evitato di esporsi per non inimicarsi il <a href="https://www.abc.net.au/news/2026-06-28/donald-trump-stokes-presidential-contest-jd-vance-vs-marco-rubio/106843832" target="_blank" rel="noreferrer noopener">competitor Marco Rubio </a>e soprattutto i suoi potenti sponsor.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://jewishdems.org/jd-vances-record-on-israel-and-antisemitism/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z3-J-1024x470.jpg" alt="" class="wp-image-83532"/></a></figure>
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		<title>Russia e Ucraina, la guerra per decidere quale sarà l&#8217;Europa di domani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-la-guerra-per-decidere-quale-sara-leuropa-di-domani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 12:16:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1223" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1-1024x652.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1-1536x978.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1-600x382.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pace in Ucraina non può essere ridotta una formula territoriale. La guerra finirà quando i protagonisti troveranno un equilibrio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1223" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1-1024x652.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1-1536x978.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/ucraina-1-600x382.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si parla sempre più di negoziato, ma sul terreno la guerra continua come se la pace fosse ancora lontana. L&#8217;attacco ucraino al porto di Sochi, dove il 3 settembre un drone navale ha colpito la <em>Nefrit</em>, nave russa di supporto alle attività offshore di petrolio e gas, ne è un esempio. L&#8217;impiego dei droni come arma asimmetrica rivela però anche il limite della capacità militare ucraina<strong>: Kiev può colpire in profondità la Russia, ma non sembra avere la forza per trasformare questi attacchi in una controffensiva terrestre dotata di profondità e continuità</strong>. La guerra si sposta così sempre più oltre il fronte, senza che questo significhi necessariamente un mutamento degli equilibri sul terreno.</p>



<p>La Russia, infatti, continua ad avanzare, anche se lentamente. Le valutazioni dei principali centri studi indicano che nell&#8217;agosto 2026 l&#8217;avanzata russa è aumentata marginalmente, ma senza produrre ancora quel collasso operativo delle linee ucraine che consentirebbe a Mosca una grande manovra decisiva. I guadagni restano limitati e costosi. La Russia non sta sfondando rapidamente, ma l&#8217;Ucraina non riesce neppure a trasformare i propri attacchi in profondità in una vera controffensiva strategica sul terreno.</p>



<p><strong>La strategia russa sembra quindi sempre più leggibile come una guerra di pressione e logoramento.</strong></p>



<p>In questo quadro acquistano significato sia la pressione nell&#8217;area di Kharkiv sia gli attacchi contro Odessa. Sono due teatri differenti, ma entrambi incidono sulla libertà di manovra ucraina. Kharkiv costringe Kiev a mantenere importanti risorse nel Nord-Est e tiene aperta la pressione sulla frontiera; <strong>Odessa ha invece un valore economico e strategico enorme </strong>per l&#8217;accesso ucraino al Mar Nero. La logica è dunque quella di comprimere progressivamente lo spazio nel quale Kiev può scegliere dove impiegare le proprie risorse.</p>



<p>È interessante confrontare questa dinamica militare con la lettura che arriva da Mosca. <strong>Ivan Timofeev,</strong> direttore generale del <em>Russian International Affairs Council </em>(RIAC), rifiuta l&#8217;idea che il mondo sia già entrato in una guerra mondiale combattuta da due blocchi rigidamente contrapposti. Secondo la sua analisi, siamo piuttosto dentro una «serie di crisi e conflitti di intensità variabile», nella quale anche uno scontro fra due potenze può però produrre conseguenze globali. È una distinzione importante. Perché se si guarda alla guerra soltanto come a un duello Russia-Ucraina, si rischia di non capire il comportamento delle altre potenze. <strong>La guerra è ormai anche una competizione per il nuovo equilibrio internazionale</strong> e la Russia non può escludere l&#8217;apertura di altri fronti: anche per questo non può concentrare tutte le proprie risorse sull&#8217;Ucraina.</p>



<p>È qui che la guerra dei droni assume un significato ulteriore.</p>



<p>Un attacco a Sochi non serve soltanto a danneggiare un obiettivo. Serve anche a dimostrare che la profondità strategica russa non è intoccabile. E questo ha un valore negoziale. Perché un Paese che sta cercando di arrivare a una trattativa deve prima dimostrare di avere ancora strumenti con cui aumentare il costo della guerra per l&#8217;avversario.</p>



<p>Il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky </strong>lo ha detto anche in relazione alla diplomazia: Kiev deve mantenere una posizione militare sufficientemente forte per negoziare. Parallelamente, Washington sta esplorando nuove possibilità di de-escalation in vista dell&#8217;inverno, mentre Kiev guarda ai mesi autunnali come a una possibile finestra diplomatica.</p>



<p>La guerra e il negoziato, quindi, non sono necessariamente due fasi successive. Possono procedere contemporaneamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il limite della strategia ucraina </h2>



<p>L&#8217;Unione europea ha predisposto un prestito da 90 miliardi di euro per il 2026-2027, con circa due terzi destinati all&#8217;assistenza militare e un terzo al sostegno generale del bilancio. Ma Kiev ha chiarito che questa cifra copre soltanto una parte del fabbisogno complessivo e che il restante terzo deve essere reperito da altri alleati.</p>



<p><strong>Vsevolod Chentsov,</strong> vice primo ministro ucraino per l&#8217;integrazione europea, ha avvertito che anticipare una parte dei fondi europei non rappresenterebbe una soluzione definitiva al problema finanziario di Kiev. Il problema diventa ancora più evidente guardando alla situazione di bilancio. Il Parlamento ucraino ha recentemente fallito un voto su una riforma fiscale collegata agli aiuti del Fondo monetario internazionale e dell&#8217;UE; il Paese deve fronteggiare un enorme deficit mentre continua a finanziare la difesa.</p>



<p>È dunque comprensibile la domanda: <strong>quanto può durare una guerra nella quale una parte dipende strutturalmente dall&#8217;assistenza finanziaria esterna?</strong></p>



<p>Il problema reale è quello della dipendenza finanziaria e della condizionalità. Chi finanzia la guerra e l`eventuale  ricostruzione avrà inevitabilmente voce sulle riforme, sulle infrastrutture, sugli investimenti e sull&#8217;organizzazione dell&#8217;economia. Il confine tra sostegno e influenza diventerà quindi una delle grandi questioni del dopoguerra. E più la guerra si prolunga, <strong>maggiore sarà il costo della ricostruzione e maggiore sarà la dipendenza dall&#8217;esterno.</strong> Questo è uno dei prezzi della scelta di una guerra di logoramento della guerra in atto</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo politico</h2>



<p>Quando si dice «l&#8217;Europa deve fare questo» oppure «l&#8217;Europa deve fare la pace», si rischia di usare una categoria geopolitica che non esiste davvero. L&#8217;Unione Europea è certamente un&#8217;organizzazione politica ed economica di peso. Ma non costituisce una potenza geopolitica omogenea nel senso tradizionale del termine. Al suo interno convivono interessi nazionali diversi.</p>



<p>La Francia pensa alla propria autonomia strategica e al ruolo che Parigi può avere nel futuro ordine europeo. La Polonia guarda soprattutto alla minaccia russa e alla sicurezza del fianco orientale. La Germania sta tornando a investire massicciamente nella propria capacità militare. Il Regno Unito, pur fuori dall&#8217;UE, resta una potenza europea decisiva e conserva un rapporto particolarmente stretto con Washington.</p>



<p>Non è quindi sorprendente che il riarmo europeo stia producendo anche nuove tensioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;caso Germania&#8221;</h2>



<p>Se la spesa militare tedesca nel 2021 era ancora intorno ai 47 miliardi di euro, nel 2026 dovrebbe arrivare a circa 108 miliardi, contro i 57 miliardi della Francia, circa 80 del Regno Unito e 47 della Polonia. E il percorso non si fermerebbe qui. Questo significa che il problema non è soltanto quanto l&#8217;Europa spende per la difesa. <strong>È chi acquista nuova capacità di potenza dentro l&#8217;Europa.</strong></p>



<p><strong>Claudia Major,</strong> analista del <em>German Marshall Fund,</em> ha evidenziato proprio le preoccupazioni che il riarmo tedesco suscita soprattutto in Francia e Polonia: il ritorno della «questione tedesca», cioè il problema storico di come integrare una grande potenza continentale in un equilibrio europeo condiviso.</p>



<p>Ed è qui che diventa interessante la posizione di <strong>Karl Kaiser,</strong> storico esponente dell&#8217;euroatlantismo tedesco e per trent&#8217;anni alla guida del <em>German Council on Foreign Relations </em>(DGAP). Kaiser considera positivo il fatto che in Germania stia diminuendo quella che definisce la «pericolosa negazione della realtà della potenza» e ritiene che Berlino sia sulla strada giusta verso la ricostruzione della propria capacità militare.</p>



<p>Ma pone condizioni precise: la nuova potenza tedesca non deve finire nelle mani dell&#8217;AfD; la leadership tedesca deve essere integrata nelle strutture europee; e, nonostante una maggiore autonomia europea, il rapporto transatlantico deve restare fondamentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema europeo.</h2>



<p>Il riarmo tedesco non significa automaticamente la nascita di una potenza europea. Può significare anche una nuova redistribuzione del potere fra le potenze europee. E quindi la domanda sulla pace in Ucraina diventa inevitabilmente anche <strong>una domanda sull&#8217;Europa che nascerà dopo la guerra.</strong></p>



<p>Il dato forse più interessante dei materiali provenienti dagli analisti russi è che Mosca non ragiona necessariamente secondo lo schema «Russia contro Occidente». <strong>Dimitri Trenin</strong>, presidente del <em>Russian International Affairs Council </em>(RIAC), già colonnello dell&#8217;esercito sovietico e già direttore del <em>Carnegie Moscow Center,</em> sostiene la necessità per la Russia di perseguire una politica estera «equilibrata», sfruttando ogni divisione nel campo occidentale, soprattutto fra Stati Uniti ed Europa e anche all&#8217;interno dell&#8217;Europa.</p>



<p>Questa è quella che nel materiale diplomatico viene definita politica russa «multivettoriale»: <strong>Mosca vuole mantenere la propria libertà d&#8217;azione, compresi i rapporti con la Cina</strong>, e non vuole diventare un partner subordinato di Pechino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Russia e la diplomazia multivettoriale</h2>



<p>La Russia non vuole semplicemente sostituire l&#8217;Occidente con la Cina. Vuole utilizzare Cina, India, Medio Oriente, Asia-Pacifico e, nel lungo periodo, anche l&#8217;Europa come diversi vettori della propria politica estera.</p>



<p><strong>Denis Alipov,</strong> ambasciatore russo in India, sintetizza questa impostazione affermando che, pur essendo cresciute enormemente le relazioni con Pechino, Mosca vuole sviluppare con New Delhi una cooperazione altrettanto ampia e intensa.</p>



<p>È il contrario di una politica fondata su un solo alleato.</p>



<p>Ancora più significativa è l&#8217;analisi di <strong>Timofei Bordachev,</strong> direttore di programmi al Valdai Club.</p>



<p>Bordachev indica la Germania come possibile perno di un futuro riavvicinamento russo-europeo e ricorda il peso che il partenariato energetico con Mosca ha avuto nel modello economico tedesco degli anni precedenti alla guerra.</p>



<p>Ma soprattutto immagina <strong>una vera e propria «lotta interna» all&#8217;Europa per ridefinire il rapporto con la Russia. </strong>Secondo questa lettura, la posta in gioco non sarebbe soltanto la politica verso Mosca, ma il ruolo della Germania nella ridefinizione dell&#8217;intero approccio europeo. Non significa che questa previsione debba realizzarsi. Significa però che anche Mosca interpreta l&#8217;Europa come un insieme di interessi nazionali potenzialmente divergenti. L&#8217;unità europea sulla guerra può essere formale sul piano istituzionale, ma non reale e sostanziale sul piano geopolitico. Ed è una contraddizione destinata a pesare sul negoziato.</p>



<p><strong>Gli Stati Uniti non considerano più l&#8217;Ucraina il principale quadrante strategico:</strong> il Medio Oriente e soprattutto la competizione futura con la Cina in Asia assorbono priorità crescenti. Washington, tuttavia, non può permettere né a Mosca di ampliare la propria influenza in Europa né, soprattutto, alla Germania di trasformare il riarmo in una nuova autonomia di potenza sul continente.</p>



<p>La Cina, intanto, aumenta il proprio peso geopolitico, mentre l&#8217;India, nonostante le difficoltà, vuole restare nella partita come potenza autonoma<strong>. </strong><strong>In questo intreccio di interessi, Kiev rischia di diventare il terreno sul quale si confrontano strategie molto più grandi di lei. Zelensky resterà indispensabile al negoziato, ma rischia di essere progressivamente schiacciato dagli interessi delle grandi potenze</strong></p>



<p>La domanda sarà: chi stabilirà il quadro nel quale quella decisione dovrà essere presa<strong>?</strong></p>



<p>La stessa logica vale per il piano ucraino di rendere sempre più rischioso il traffico aereo civile nello spazio russo. Kiev ha chiesto all&#8217;ICAO, l&#8217;organizzazione internazionale dell&#8217;aviazione civile, di sostenere un divieto dei voli civili nello spazio aereo russo, sostenendo che l&#8217;intensificazione dei droni e dei missili rende il traffico sempre più pericoloso. Zelensky ha avvertito le compagnie aeree e gli assicuratori dei rischi crescenti. La strategia ucraina punta dunque anche a fare del cielo russo un ambiente economicamente e commercialmente sempre più difficile.</p>



<p>È una forma di pressione molto particolare: non mira soltanto a distruggere un obiettivo militare, ma a rendere più costoso il funzionamento normale del territorio russo.</p>



<p>Qui, però, va chiarito un punto<strong>: </strong><strong>l&#8217;eventuale invocazione dell&#8217;articolo 5 della NATO non significa automaticamente guerra</strong>. La risposta può andare da una semplice solidarietà politica fino a un intervento militare, lasciando agli alleati un margine di scelta estremamente ampio. È proprio questa ambiguità, mantenuta anche dagli Stati Uniti, a rendere l&#8217;articolo 5 tanto deterrente quanto imprevedibile</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra come competizione multilivello</h2>



<p>Sul terreno, la Russia cerca di logorare l&#8217;Ucraina senza aver ancora ottenuto il collasso operativo delle sue linee. Kiev risponde con una guerra sempre più sofisticata di droni e attacchi in profondità. Sul piano finanziario, l&#8217;Ucraina dipende sempre più dalla capacità degli alleati di continuare a sostenerla. Sul piano diplomatico, le grandi potenze preparano il terreno per una possibile trattativa. E <strong>in Europa il riarmo sta modificando rapporti di forza che sembravano consolidati.</strong></p>



<p>La Russia, intanto, non si limita a guardare a Pechino. Ivan Timofeev parla di un sistema internazionale ancora privo di blocchi globali rigidamente contrapposti; Dimitri Trenin insiste sulla politica multivettoriale e sulla necessità di sfruttare le divisioni occidentali; Timofei Bordachev guarda alla Germania come possibile perno di una futura ridefinizione del rapporto fra Russia ed Europa. E <strong>Sergei Lavrov</strong>, ministro degli Esteri russo, ha indicato una prospettiva ancora più ampia: una futura architettura di sicurezza continentale aperta agli Stati eurasiatici e adeguata a un ordine internazionale multipolare.</p>



<p>Non è detto che questa visione prevalga. Ma sarebbe un errore ignorarla. Perché il problema della guerra in Ucraina non è soltanto capire chi conquisterà quale villaggio o quale città. La questione decisiva è capire quale ordine europeo nascerà quando i combattimenti finiranno.</p>



<p>Un&#8217;Europa più armata ma non necessariamente più unita? Una Germania nuovamente centrale negli equilibri continentali? Una Francia che spinge per una maggiore autonomia strategica senza averne le risorse? Una Polonia sempre più importante sul fianco orientale? Un rapporto transatlantico ancora dominante o progressivamente più autonomo? Una Russia definitivamente orientata verso l&#8217;Asia o interessata, prima o poi, a riaprire una finestra sull&#8217;Europa? Sono queste le domande che stanno dietro il negoziato.</p>



<p>Ed è per questo che la pace non può essere ridotta semplicemente a una formula territoriale. La guerra finirà quando i protagonisti troveranno un equilibrio che considerano più conveniente della prosecuzione della guerra. <strong>Ma la vera partita sarà stabilire quale equilibrio.</strong></p>



<p>Ed è qui che l&#8217;Europa rischia di scoprire la propria contraddizione fondamentale: può disporre di enormi risorse economiche, di una crescente capacità militare e di un mercato continentale gigantesco, ma non per questo diventa automaticamente una potenza geopolitica unitaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-la-guerra-per-decidere-quale-sara-leuropa-di-domani.html">Russia e Ucraina, la guerra per decidere quale sarà l&#8217;Europa di domani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Russia e Ucraina, che cosa vogliamo dire (davvero) quando diciamo pace</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/russia-e-ucraina-che-cosa-vogliamo-dire-davvero-quando-diciamo-pace.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 14:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Capire che cosa può essere la pace e come aggiungerla è diventato sempre più difficile quanto più è proseguita la guerra. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/russia-ucrana-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si torna a parlare di negoziato tra Russia e Ucraina, addirittura si immagina <strong>un incontro a tre tra Trump, Putin e Zelensky. </strong>Meglio non illudersi, non è una svolta. Ma è comunque qualcosa e fa piacere poter dire, una volta tanto, qualcosa di positivo a proposito della Casa Bianca: è merito suo se si torna, comunque, a parlare di pace&#8230;</p>



<p>&#8230; Il problema vero è che a questa benedetta parola tutti danno un significato diverso. <strong>Esattamente come alla parola &#8220;compromesso&#8221;, che della pace è l&#8217;anticamera.</strong> O alla parola guerra: per Putin quella in Ucraina è ancora oggi una &#8220;operazione militare speciale&#8221;, a sottolineare un (presunto) relativo impegno delle forze armate russe; per Zelensky e l&#8217;Occidente intero è una &#8220;guerra su vasta scala&#8221;, a significare l&#8217;esatto opposto&#8230;<br><br>&#8230; Figuriamoci quindi concordare su che cosa, alla fine di cinque crudeli anni di guerra, morti e devastazioni, sia da intendersi come &#8220;pace&#8221;. E <strong>che cosa voglia, l&#8217;uno e l&#8217;altro contendente, per mettere la firma. </strong>Il Cremlino, par di capire, vuole l&#8217;intero Donbass, e che tale possesso sia riconosciuto sia dall&#8217;Ucraina sia dalla comunità internazionale. Un&#8217;ipotesi che Zelensky ha sempre irrevocabilmente respinto&#8230;</p>



<p>&#8230; Vedremo. E mentre aspettiamo di vedere i prossimi sviluppi, speriamo in bene con tutte le nostre forze. Resta una constatazione che, a mio parere, è difficilmente confutabile: capire che cosa può essere la pace e qual è la strada giusta per raggiungerla <strong>è diventato sempre più difficile quanto più è proseguita la guerra. </strong>Non è un giudizio, pensarlo non vuol dire ridurre le responsabilità della Russia o sottovalutare le sofferenze dell&#8217;Ucraina. Resterà però per sempre il rimpianto che nessuno dei protagonisti abbia cercato di fermarla il prima possibile.</p>



<p><strong>Sulla guerra tra Russia e Ucraina abbiamo sempre cercato di non cavalcare la retorica dominante ma di provare a pensare in modo originale e fuori dagli schemi. Ti pare un metodo corretto? Se sì, diventa uno di noi e <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati subito a InsideOver!</a></strong></p>



<p></p>
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		<title>Trump chiama Putin (e non Zelensky)</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/trump-chiama-putin-e-non-zelensky.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 14:19:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump chiama Putin (e non Zelensky)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kiev è rimasta ferma nel suo rifiuto di accedere a un negoziato, da cui la distanza con Washington. D'altronde tale rigetto è evidente dalle dichiarazioni di Zelensky, attualmente concentrate sulla richiesta di difese aeree, in particolare Patriot.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump chiama Putin (e non Zelensky)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260909160405393_58373790f0c631a224e7b7b21dfcfdb3-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia della telefonata di Trump a Putin in realtà ne nasconde anche un&#8217;altra: non ha chiamato Zelensky, smentendo tutte le anticipazioni che davano per certo che, ricevuto il rapporto sulla visita di Witkoff e Kushner a Kiev e Mosca, il presidente americano avrebbe contattato sia l&#8217;uno che l&#8217;altro. E anche se decidesse di telefonargli stasera o domani, il ritardo risulterebbe comunque significativo (atto dovuto, obtorto collo).</p>



<p>Ciò segnala che Kiev è rimasta ferma nel suo rifiuto di accedere a un negoziato, da cui la distanza con Washington. D&#8217;altronde tale rigetto è evidente dalle dichiarazioni di Zelensky, attualmente concentrate sulla richiesta di difese aeree, in particolare Patriot.</p>



<p>Richiesta che gli stolidi rappresentanti dei Paesi europei hanno accolto, destinando parte dei <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/08/lue-sblocca-i-patriot-per-kiev.-berlino-usiamo-le-scorte-_299235bb-cde6-475f-a4d4-fc765264abf9.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">90 miliardi di euro</a> (90 miliardi&#8230;) concessi in prestito a Kiev all&#8217;acquisto di Patriot americani, rimpinguando in tal modo il complesso militar-industriale Usa con soldi che avrebbero dovuto essere investiti nel mercato delle armi europee.</p>



<p>Al di là dell&#8217;attivismo dei guerrafondai europei, va sottolineato che Trump e Putin hanno parlato per un&#8217;ora e affrontato tematiche più o meno usuali: concordare sulla necessità di porre fine la guerra, di ripristinare le relazioni bilaterali, ribadire che l&#8217;idea di un&#8217;aggressione russa all&#8217;Europa è una bufala etc. Insomma, nulla di nuovo, anche se Rubio, oltre a rilanciare la possibilità di una ripresa dei negoziati, ha parlato di &#8220;nuove idee&#8221; per la risoluzione del conflitto.</p>



<p>Ma nel report del Cremlino <a href="http://en.kremlin.ru/events/president/news/80716" target="_blank" rel="noreferrer noopener">colpisce quanto segue</a>: nel corso della telefonata, Putin ha fornito &#8220;un&#8217;analisi obiettiva e approfondita degli sviluppi attuali dell&#8217;operazione militare speciale, insieme alla nostra visione dei progressi complessivi sul campo di battaglia e al raggiungimento degli obiettivi dell&#8217;operazione&#8221;. E Trump ha ascoltato diligente, d&#8217;altronde sono stati un&#8217;ora al telefono.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="http://en.kremlin.ru/events/president/news/80716"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-P-3-1024x548.jpg" alt="Comment by Aide to the President Yury Ushakov following Vladimir Putin’s telephone conversation with US President Donald Trump" class="wp-image-83442"/></a></figure>



<p>Se evidenziamo questo passaggio è perché Zelensky, interpellato da <a href="https://www.axios.com/2026/09/07/zelensky-ukraine-russia-war-witkoff-kushner-putin-trump" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Axios</a>, ha dichiarato che nel corso dell&#8217;inverno potrebbe aprirsi un&#8217;opportunità per i negoziati. Tempistica che si rinviene anche su un titolo dell&#8217;agenzia russa <a href="https://ria.ru/20260908/ukraina-2116175713.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ria novosti</a>: &#8220;Una fonte più che attendibile: &#8216;Questo inverno in Ucraina si verificheranno eventi decisivi'&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.axios.com/2026/09/07/zelensky-ukraine-russia-war-witkoff-kushner-putin-trump"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-A-11-1024x379.jpg" alt="Zelensky to Axios: U.S. exploring Russia-Ukraine winter de-escalation steps" class="wp-image-83444"/></a></figure>



<p>L&#8217;idea implicita nel passaggio della conversazione Trump-Putin e negli accenni riferiti successivamente è che la Russia, continuando a spingere sull&#8217;acceleratore nella sua campagna militare, così da degradare in maniera significativa sia le forze al fronte che le infrastrutture ucraine, potrebbe piegare la leadership ucraina a porre fine all&#8217;inutile mattanza.</p>



<p>Un processo che potrebbe essere favorito dalle lotte intestine che dilaniano la dirigenza ucraina. Uno scontro al calor bianco che ha fatto un&#8217;altra vittima eccellente: il procuratore generale Ruslan Kravchenko, fedelissimo di Zelensky, si è dimesso, dopo una lunga resistenza, perché inseguito da un&#8217;inchiesta delle agenzie anti-corruzione NABU e SAP.</p>



<p>Tale carica, scrive <a href="https://ctrana.one/news/511909-itohi-1658-dnja-vojny-v-ukraine.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana</a>, è &#8220;importante per due motivi. Anzitutto, è il centro di comando di tutte le forze dell&#8217;ordine ancora sotto il controllo del presidente: l&#8217;Ufficio Investigativo Statale, il Servizio di Sicurezza dell&#8217;Ucraina e la polizia. Gli investigatori di questi uffici non possono compiere alcun passo senza l&#8217;approvazione del procuratore [&#8230;]. In secondo luogo, solo il Procuratore Generale può emettere atti d&#8217;accusa contro membri del parlamento&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://ctrana.one/news/511811-prinuzhdajut-li-zelenskoho-k-ustupkam-rossii.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-S-copia-3-1024x630.jpg" alt="Is NABU forcing Zelensky to make concessions to Russia regarding the terms of ending the war?" class="wp-image-83445"/></a></figure>



<p>Colpo ferale, dunque, per Zelensky, che però lo può parare sostituendo il dimissionario con un altro fedelissimo o innalzando al suo posto l&#8217;attuale vice, altro fedelissimo. E, però, è vero quel che sottolinea Strana: il fatto che Zelensky non sia riuscito a difendere l&#8217;ennesimo fedelissimo lo fa apparire sempre più debole. E quanti si stringono attorno a lui per interesse e per cercarne la protezione potrebbero iniziare a guardarsi intorno, se già non lo stanno facendo.</p>



<p>Detto questo, secondo <a href="https://ctrana.one/news/511811-prinuzhdajut-li-zelenskoho-k-ustupkam-rossii.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana</a>, quanti sperano che NABU e SAP siano manovrati dall&#8217;amministrazione Trump, che se ne servirebbe per piegare Kiev alle ragioni della pace, sono fuori strada.</p>



<p>Infatti, in precedenza tali uffici &#8220;erano protetti dal partito Democratico statunitense e, dopo la sconfitta dei Democratici alla Casa Bianca del 2025, sono sotto la tutela dell&#8217;UE e del Regno Unito. Il loro obiettivo è quello di utilizzare la NABU e la SAP per costringere Zelenskyy a cedere il controllo effettivo delle forze dell&#8217;ordine e dei processi politici a forze esterne&#8221; [e, se non cede, insediare un nuovo burattino ndr.].</p>



<p>&#8220;Per quanto riguarda l&#8217;atteggiamento nei confronti della guerra e le condizioni per la sua fine&#8221;, le posizione delle fazioni ucraine che sostengono le agenzie anti-corruzione sono &#8220;totalmente determinate da quelle dell&#8217;Europa e del partito Democratico statunitense. E, a giudicare da numerosi segnali, la posizione attuale di questi è quella di continuare la guerra, ritenendo che prolungare la guerra in Ucraina sia vantaggioso per gli europei, sostenendo che altrimenti Putin attaccherà l&#8217;Europa&#8221;.</p>



<p>&#8220;Tuttavia&#8221; conclude ragionevolmente <a href="https://ctrana.one/news/511811-prinuzhdajut-li-zelenskoho-k-ustupkam-rossii.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana</a>, &#8220;il fatto che Trump non sia l&#8217;iniziatore o l&#8217;organizzatore degli attacchi contro Zelenskyy non significa che il presidente degli Stati Uniti e i suoi negoziatori non possano tentare di sfruttare la situazione a proprio vantaggio&#8221;, cioè per tentare di chiudere il conflitto.</p>



<p>Detto ciò, la prevedibile vittoria dei Democratici alle midterm, per i motivi suddetti, potrebbe complicare le cose. Tali i fattori in gioco, sviluppi da seguire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-chiama-putin-e-non-zelensky.html">Trump chiama Putin (e non Zelensky)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Kushner e Witkoff in Russia e Ucraina. Nulla di fatto, ma è un passo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/kushner-e-witkoff-in-russia-e-ucraina-nulla-di-fatto-ma-e-un-passo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 17:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528840</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260907183225217_a0a3c767eae95d041e91f70d130e849a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kushner e Witkoff in Russia e Ucraina. Nulla di fatto, ma è un passo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260907183225217_a0a3c767eae95d041e91f70d130e849a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260907183225217_a0a3c767eae95d041e91f70d130e849a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260907183225217_a0a3c767eae95d041e91f70d130e849a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260907183225217_a0a3c767eae95d041e91f70d130e849a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260907183225217_a0a3c767eae95d041e91f70d130e849a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260907183225217_a0a3c767eae95d041e91f70d130e849a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scopo della visita, nonostante le dichiarazioni di Trump sulle possibilità del negoziato, era quello di rilanciare la diplomazia, riavviare un processo da tempo in sonno, per evitare che il sonno si traducesse in collasso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kushner-e-witkoff-in-russia-e-ucraina-nulla-di-fatto-ma-e-un-passo.html">Kushner e Witkoff in Russia e Ucraina. Nulla di fatto, ma è un passo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La visita del duo Kushner-Witkoff a Mosca e a Kiev, la prima volta che sbarcano sul suolo ucraino, ha prodotto quel che poteva produrre, più o meno nulla. Per assicurarsi che nulla poteva accadere, Germania, Francia e Gran Bretagna hanno inviato a Kiev i rispettivi Consiglieri della sicurezza nazionale, che hanno evitato che Zelensky indulgesse in qualche cedimento.</p>



<p>D&#8217;altronde, lo scopo della visita, nonostante le dichiarazioni di Trump sulle possibilità del negoziato, era quello di rilanciare la diplomazia, riavviare un processo da tempo in sonno, per evitare che il sonno si traducesse in collasso.</p>



<p>Ciò darà modo a Trump di brandire il suo impegno per la pace in Ucraina ed evitare che, durante la campagna elettorale delle Midterm, gli si imputi l&#8217;ennesimo fallimento/tradimento delle promesse elettorali. E di continuare a tenere aperto il filo di dialogo con Mosca, che gli interessa preservare per tanti motivi. Oltre ai tanti alquanto prosaici, quello nobile di evitare che il conflitto si evolva in guerra termonucleare. Peraltro, alcuni media prevedono che, dopo il rapporto di Kushner e Witkoff, telefonerà a Putin e Zelensky.</p>



<p>Fin qui i risultati di immagine. L&#8217;unico esito concreto è che la diplomazia è tornata in auge, cosa che comunque ha una sua utilità, sia per eludere che certe escalation causino disastri fuori registro, sia perché, quando ci saranno le condizioni, ciò può dare il via a negoziati veri e propri.</p>



<p>Certo, Trump magari proverà a forzare la mano, e forse potrebbe spuntare qualcosa in più in vista delle elezioni, ma troppe le complicazioni per illudersi su un esito a breve. Ma se si riuscirà a trovare almeno un accordo sulla fine degli attacchi a lungo raggio degli ucraini sul territorio russo in cambio della fine degli attacchi russi contro le centrali energetiche e i porti ucraini sarebbe già un successo.</p>



<p>D&#8217;altronde, quella ucraina è una guerra mondiale, con la Nato e i suoi partner che hanno sostenuto Kiev in tutti i modi. E come le due guerre mondiali precedenti finirà quando una delle parti, cioè l&#8217;Ucraina e i suoi sponsor, accetteranno la sconfitta, cosa che ad oggi solo Trump può fare con tranquillità avendo sempre specificato che questo conflitto non è suo, ma la stupida &#8220;guerra di Biden&#8221;. Quindi, concluderlo sarebbe per lui una vittoria.</p>



<p>La scala globale della guerra è il motivo per cui Putin e i ministri del suo governo da sempre sottolineano che nelle trattative occorre affrontare e risolvere le cause profonde del conflitto. Un&#8217;insistenza che, a quanto pare, è stata infine recepita dagli Stati Uniti. In tal senso vanno lette le <a href="https://www.reutersconnect.com/item/us-envoy-kushner-says-trump-seeks-long-term-peace-in-ukraine-not-just-end-to-war/dGFnOnJldXRlcnMuY29tLDIwMjY6bmV3c21sX09XQU5BQ0FBVklERU8yMDI2MDkwNjQyNDAxMDY0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazioni</a> di Jared Kushner, il quale, ha affermato che Trump non sta cercando semplicemente di porre fine alla guerra, ma di giungere a una pace duratura.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.reutersconnect.com/item/us-envoy-kushner-says-trump-seeks-long-term-peace-in-ukraine-not-just-end-to-war/dGFnOnJldXRlcnMuY29tLDIwMjY6bmV3c21sX09XQU5BQ0FBVklERU8yMDI2MDkwNjQyNDAxMDY0"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-R-copia-1024x382.jpg" alt="US envoy Kushner says Trump seeks long-term peace in Ukraine, not just end to war" class="wp-image-83415"/></a></figure>



<p>Ci vorrà tempo. Secondo il capo dello staff di Zelensky Kyrylo Budanov, l&#8217;uomo di Kiev più propenso a negoziare la pace, l&#8217;opportunità per chiudere il conflitto si potrebbe presentare <a href="https://ctrana.one/news/511720-kirill-budanov-mozhet-privesti-ukrainu-k-miru-s-rossiej-amerikanskie-smi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nella primavera del 2027</a>, al termine della campagna invernale russa. Ciò perché, secondo Budanov, Mosca tenterà di usare il &#8220;generale inverno&#8221; &#8211; in combinato disposto con droni, missili e bombe &#8211; per prostrare l&#8217;Ucraina e convincerla alla resa.</p>



<p>Ipotesi plausibile, con tante incognite. Oltre a dover superare le pulsioni guerrafondaie della leadership della Ue, le iniziative di pace dovranno affrontare anche il <em>sentiment</em> di gran parte dei politici del partito democratico americano verso il conflitto ucraino. Se a novembre i dem vinceranno le elezioni, com&#8217;è probabile che accada, le iniziative di pace di Trump potrebbero incontrare ostacoli ancora più seri di quelli attuali.</p>
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		<title>Witkoff e Kushner dopo l&#8217;incontro con Putin: sul tavolo sanzioni e fine della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/witkoff-e-kushner-dopo-lincontro-con-putin-sul-tavolo-sanzioni-e-fine-della-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 08:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kushner Witkoff Putin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396-600x343.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli inviati Usa Witkoff e Kushner hanno incontrato Putin a Mosca per rilanciare i negoziati sull'Ucraina, ottenendo una tregua aerea temporanea in vista della loro visita a Kiev</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/witkoff-e-kushner-dopo-lincontro-con-putin-sul-tavolo-sanzioni-e-fine-della-guerra-in-ucraina.html">Witkoff e Kushner dopo l&#8217;incontro con Putin: sul tavolo sanzioni e fine della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kushner Witkoff Putin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090610040513_d3e1be7b65b032aff2811e47568e2b98-e1788681881396-600x343.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo mesi, si riapre l&#8217;ipotesi di una soluzione negoziale del conflitto ucraino. A guidare l&#8217;iniziativa è l&#8217;amministrazione Trump, desiderosa di portare a casa dei risultati concreti in vista delle elezioni di midterm. Per tale motivo, gli inviati speciali del tycoon, <strong>Steve Witkoff</strong> e il suo genero-consigliere, <strong>Jared Kushner</strong>, sono atterrati sabato a Mosca per un incontro al Cremlino con il presidente russo Vladimir Putin, nel tentativo di rilanciare i negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. Ad accoglierli, il rappresentante russo <strong>Kirill Dmitriev</strong>, che su X ha dato loro il benvenuto definendoli «<em>peacemakers</em>». </p>



<h2 class="wp-block-heading">Momento difficile per Kiev<br></h2>



<p>Il colloquio con Putin, <strong>durato circa tre ore</strong>, arriva sei mesi dopo la sospensione dei negoziati diretti tra Mosca e Kiev e in un momento particolarmente delicato per Kiev, con la Russia che nelle ultime settimane ha intensificato in modo massiccio gli attacchi con droni e missili contro la capitale ucraina e le grandi città del Paese. </p>



<p>La missione diplomatica arriva peraltro in un momento delicato anche sul piano interno per l&#8217;Ucraina. Il 2 settembre scorso, <a href="https://kyivindependent.com/explainer-whats-behind-the-standoff-between-two-ukrainian-intelligence-agencies/" type="link" id="https://kyivindependent.com/explainer-whats-behind-the-standoff-between-two-ukrainian-intelligence-agencies/">un violento scontro</a> tra il Servizio di sicurezza ucraino (Sbu) e l&#8217;intelligence militare (Hur) ha fatto emergere le fragilità del sistema di sicurezza del Paese: se la rivalità tra agenzie di intelligence è un fenomeno comune a molti Stati, episodi di scontro a fuoco con feriti rappresentano un livello di conflittualità ben più preoccupante di una normale competizione istituzionale. Secondo l&#8217;analista politico <strong>Volodymyr Fesenko</strong>, citato dal <em>Kyiv Independent</em>, i contrasti tra le due agenzie «sono sfuggiti di mano».</p>



<p>Inoltre, sempre fronte interno, <a href="https://foreignpolicy.com/2026/09/03/ukraine-war-zelensky-corrupton-scandal-cabinet-election/" type="link" id="https://foreignpolicy.com/2026/09/03/ukraine-war-zelensky-corrupton-scandal-cabinet-election/">come riporta la rivista <em>Foreign Policy</em></a>, il presidente <strong>Volodymyr Zelensky</strong> sembra aver perso il sostegno di larga parte del Paese. Dopo oltre sette anni al potere, quattro anni e mezzo di guerra con la Russia e <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-re-mida-ecco-forrest-gump-le-inchieste-dimostrano-che-a-kiev-i-finti-tonti-abbondano.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/dopo-re-mida-ecco-forrest-gump-le-inchieste-dimostrano-che-a-kiev-i-finti-tonti-abbondano.html">una serie di scandali che hanno coinvolto il suo entourage e alcuni stretti collaboratori</a>, i <a href="https://archive.is/o/KvwfX/https://socis.kiev.ua/ua/2026-08-06/" type="link" id="https://archive.is/o/KvwfX/https://socis.kiev.ua/ua/2026-08-06/">sondaggi pubblicati a inizio agosto registrano un netto cambiamento d&#8217;umore tra gli ucraini</a>, molti dei quali dichiarano di <strong>aver perso fiducia nel presidente e di essere pronti a votarlo fuori alla prima occasione utile</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Important peacemaking visit. 🕊️ <a href="https://t.co/r5UQhjeMxE">pic.twitter.com/r5UQhjeMxE</a></p>&mdash; Kirill Dmitriev (@kadmitriev) <a href="https://x.com/kadmitriev/status/2096337951940591912?ref_src=twsrc%5Etfw">September 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una tregua per permettere la missione</h2>



<p><a href="https://www.axios.com/2026/09/05/putin-witkoff-kushner-trump-ukraine-war" type="link" id="https://www.axios.com/2026/09/05/putin-witkoff-kushner-trump-ukraine-war">Secondo quanto riportato da <em>Axios</em></a>, Witkoff e Kushner sono riusciti a ottenere da Russia e Ucraina l&#8217;accordo per una breve pausa negli attacchi aerei, necessaria a consentire il proseguimento della loro missione: i due inviati sono infatti attesi oggi, domenica 6 settembre, a Kiev, tappa che rappresneta la visita di più alto livello di un funzionario statunitense in Ucraina dall&#8217;inizio del secondo mandato presidenziale di Trump.  Alle truppe ucraine &#8211; e a quelle russe &#8211; <a href="https://kyivindependent.com/units-of-ukraines-army-ordered-to-halt-fighting-as-us-envoys-set-to-visit-ukraine-russia/" type="link" id="https://kyivindependent.com/units-of-ukraines-army-ordered-to-halt-fighting-as-us-envoys-set-to-visit-ukraine-russia/">è stato ordinato di cessare i combattimenti dal 5 all&#8217;8 settembre</a>, secondo quanto riportato il 4 settembre dall&#8217;agenzia di stampa Ukrainska Pravda, che cita fonti militari.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇺🇸🇷🇺🇺🇦White House official: &quot;Witkoff and Kushner met with President Putin to advance President Trump&#39;s agenda of peace in the Russia-Ukraine War. They were joined by officials from the NSC, State Department &amp; Treasury Department to discuss proposals to bring peace to this… <a href="https://t.co/NfMUWNNFlq">https://t.co/NfMUWNNFlq</a></p>&mdash; Barak Ravid (@BarakRavid) <a href="https://x.com/BarakRavid/status/2096411621509767673?ref_src=twsrc%5Etfw">September 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Ma veniamo a ciò che è emerso dall&#8217;attesissimo incontro a Mosca. Aprendo il colloquio, il presidente russo Putin ha detto agli inviati americani di avere <strong>piena fiducia nella mediazione statunitense tra Russia e Ucraina</strong>. Witkoff, da parte sua, ha ringraziato il presidente russo per il rilascio dell&#8217;ex marine statunitense <strong>Robert Gilman</strong> e per aver accettato di sospendere gli attacchi aerei contro l&#8217;Ucraina durante la visita dei negoziatori americani a Kiev. Putin ha precisato che la pausa sarebbe scattata dalla mezzanotte di sabato, ora di Mosca, sottolineando che anche l&#8217;Ucraina ha ridotto i propri attacchi, e ha assicurato che Mosca farà il possibile per garantire la sicurezza dei negoziati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sanzioni e ipotesi di ritiro Usa dall&#8217;Europa</h2>



<p>L&#8217;aspetto più interessante riguarda il fatto che i partecipanti alla missione c&#8217;era anche <strong>Gene Lange</strong>, il responsabile ad interim delle sanzioni al <strong>Dipartimento del Tesoro</strong>, che ha preso parte a un incontro preparatorio con l&#8217;inviato di Putin <strong>Kirill Dmitriev</strong>, pur non partecipando poi al colloquio diretto con il presidente russo. La sua presenza indicherebbe che il tema delle sanzioni statunitensi contro la Russia &#8211; che sta molto a cuore a Putin, ovviamente  &#8211; sia stato parte integrante delle discussioni. Il segretario al Tesoro <strong>Scott Bessent</strong>, che la scorsa settimana ha incontrato il suo omologo russo a margine del G20 dei ministri finanziari ad Asheville, in North Carolina, aveva tuttavia chiarito che Washington non concederà alcuna distensione economica a Mosca finché la guerra con l&#8217;Ucraina non sarà terminata.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="qme" dir="ltr">🇷🇺🤝🇺🇸 <a href="https://t.co/XEkCjKC83T">pic.twitter.com/XEkCjKC83T</a></p>&mdash; Kirill Dmitriev (@kadmitriev) <a href="https://x.com/kadmitriev/status/2096329195701801033?ref_src=twsrc%5Etfw">September 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>Yuri Ushakov</strong>, consigliere di politica estera di Putin, ha riferito ai giornalisti russi che gli inviati americani hanno preparato la missione con «cura», presentando non solo il consueto interesse per una rapida fine dei combattimenti, ma anche alcune «proposte concrete su possibili percorsi di risoluzione del conflitto». Un funzionario della Casa Bianca ha confermato che all&#8217;incontro con Putin hanno partecipato anche rappresentanti del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, del Dipartimento di Stato e del Tesoro, aggiungendo che le due parti hanno discusso <strong>piani sostanziali per i prossimi passi</strong>, che saranno annunciati nelle prossime settimane, in vista di incontri «altrettanto produttivi» a Kiev.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il precedente: la visita di Ratcliffe</h2>



<p>La missione di Witkoff e Kushner segue di poche settimane un&#8217;altra visita a sorpresa a Mosca, quella del direttore della Cia <strong>John Ratcliffe</strong>. In quell&#8217;occasione, almeno stando ai resoconti e retroscena della stampa Usa. il capo dell&#8217;intelligence Usa avrebbe messo in guardia i vertici dell&#8217;intelligence russa sui rischi di una ulteriore escalation del conflitto, spingendo per un ritorno al tavolo negoziale e sostenendo, secondo tre fonti citate dal quotidiano statunitense <em>Washington Post</em>, che la posizione di Mosca fosse debole. </p>



<p>Una lettura alternativa di quella visita &#8211; e forze più convincente &#8211; arriva da <strong>Stephen Bryen</strong> su <em><a href="https://asiatimes.com/2026/09/ratcliffes-offer-ukraine-and-natos-future/" type="link" id="https://asiatimes.com/2026/09/ratcliffes-offer-ukraine-and-natos-future/">Asia Times</a></em>, secondo cui Putin non era disponibile a incontrare di persona Ratcliffe, delegando il colloquio al capo dell&#8217;Svr (il servizio di intelligence estera russo) <strong>Sergey Naryshkin</strong>. Bryen fa notare come la lunghezza dell&#8217;incontro &#8211; che parrebbe essersi protratto per otto o nove ore &#8211; mal si sposi con la semplice richiesta di un cessate il fuoco, ipotizzando che sul tavolo vi fossero questioni molto più ampie e altrettanto complesse. Secondo fonti ucraine citate da Bryen, gli Stati Uniti avrebbero offerto <strong>il ritiro di tutte le truppe americane dall&#8217;Europa in cambio del congelamento del conflitto in Ucraina</strong>: un&#8217;ipotesi clamorosa che, se confermata, aprirebbe scenari di più ampia portata sui rapporti tra Washington e la Nato, e rappresenterebbe per Mosca una vittoria di enorme peso storico e simbolico.</p>



<p>Al momento nessuna di queste ricostruzioni è stata confermata ufficialmente, e resta da vedere se la tappa di Kiev acclarerà l&#8217;apertura di una nuova fase negoziale o si tradurrà nell&#8217;ennesimo tentativo andato a vuoto. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Barak Ravid, “Trump Envoys Witkoff and Kushner Meet with Putin about Ending the Ukraine War,” Axios, 5 settembre 2026,</em></strong> <a href="https://www.axios.com/2026/09/05/putin-witkoff-kushner-trump-ukraine-war" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.axios.com/2026/09/05/putin-witkoff-kushner-trump-ukraine-war</a>.</p>



<p><strong><em>“U.S. Envoys Meet Putin in Moscow, Pressing Russia-Ukraine Peace Talks,” The Washington Post, 5 settembre 2026, </em></strong><a href="https://www.washingtonpost.com/world/2026/09/05/witkoff-kushner-arrive-moscow-talks-with-putin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.washingtonpost.com/world/2026/09/05/witkoff-kushner-arrive-moscow-talks-with-putin/</a>.</p>



<p><strong><em>Stephen Bryen, “Ratcliffe’s Offer, Ukraine and NATO’s Future,” Asia Times, 1 settembre 2026, </em></strong><a href="https://asiatimes.com/2026/09/ratcliffes-offer-ukraine-and-natos-future/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://asiatimes.com/2026/09/ratcliffes-offer-ukraine-and-natos-future/</a>.</p>



<p><strong><em>Adrian Karatnycky, “Ukraine’s Mood Swing,” Foreign Policy, 3 settembre 2026,</em></strong> <a href="https://foreignpolicy.com/2026/09/03/ukraine-war-zelensky-corrupton-scandal-cabinet-election/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://foreignpolicy.com/2026/09/03/ukraine-war-zelensky-corrupton-scandal-cabinet-election/</a>.</p>
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		<title>IA, droni e armi: tra Cina e Ucraina si accende l’asse Germania-Giappone</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ia-droni-e-armi-tra-cina-e-ucraina-si-accende-lasse-germania-giappone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 23:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="915" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821105801640_002053877f8d89776ebf368e8c62d617-e1787302732513.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821105801640_002053877f8d89776ebf368e8c62d617-e1787302732513.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821105801640_002053877f8d89776ebf368e8c62d617-e1787302732513-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821105801640_002053877f8d89776ebf368e8c62d617-e1787302732513-1024x488.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821105801640_002053877f8d89776ebf368e8c62d617-e1787302732513-768x366.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821105801640_002053877f8d89776ebf368e8c62d617-e1787302732513-1536x732.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821105801640_002053877f8d89776ebf368e8c62d617-e1787302732513-600x286.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Helsing e Rakuten uniscono le forze per portare i droni militari tedeschi in Giappone. Ecco che cosa sta succedendo.</p>
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<p>Per quale motivo un produttore tedesco di droni e una delle più importanti aziende giapponesi di e-commerce e servizi digitali dovrebbero collaborare? Chi vuole una risposta farebbe bene a dare un’occhiata alla freschissima partnership tra <strong>Helsing e Rakuten Group</strong>, appena finalizzata per consentire alla prima di vendere i suoi sistemi senza equipaggio dotati di intelligenza artificiale alle forze di autodifesa giapponesi.</p>



<p>Poiché la startup di Monaco non é ancora entrata nel mercato nipponico, Rakuten fungerà da punto di contatto tra i due Paesi e la assisterà nella presentazione di proposte. I partner condurranno inoltre test sul campo dei droni tedeschi con con l’esercito giapponese. Non solo: <strong>Rakuten aiuterà Helsing a condividere informazioni</strong> sui suoi ultimi prodotti per incrementare il numero di ordini per implementare, un giorno, la cooperazione nella produzione di massa degli Uav. Come ha spiegato Nikkei Asia, il gruppo asiatico intende anche guadagnare entrate sostanziali sostenendo le startup internazionali e aiutandole a consegnare prodotti in Giappone, seguendo un modello di business sempre più comune.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La partnership sui droni tra Giappone e Germania</h2>



<p>Rakuten utilizzerà tutta l&#8217;esperienza acquisita negli anni nelle numerose passate collaborazioni con startup e attraverso la conduzione di affari con agenzie governative. Attingerà anche alle intuizioni della propria attività di droni, che il gruppo gestisce dal 2015 circa. <strong>Il</strong> <strong>colosso</strong> <strong>nipponico ha tra l’altro intensificato la collaborazione con l’Ucraina nel settore della difesa</strong>, sostenendo, insieme alle agenzie governative di Kiev, l’ingresso in Giappone di startup ucraine specializzate nelle tecnologie militari. Tra queste figurano aziende impegnate nello sviluppo di <strong>sistemi di controllo del volo per droni</strong>, in un ulteriore segnale di come la guerra in Ucraina stia accelerando la cooperazione internazionale nel comparto della difesa e delle tecnologie autonome.</p>



<p>Helsing é invece una delle principali startup europee della difesa, specializzata nello sviluppo di droni autonomi dotati di intelligenza artificiale e capaci di condurre attacchi temibili. L’azienda produce già sistemi per l’Ucraina e punta a fornire i propri droni anche alle forze armate tedesche. <strong>Helsing è inoltre uno dei maggiori “unicorni” europei</strong>, ovvero startup private valutate oltre un miliardo di dollari: lo scorso luglio ha raccolto 1,8 miliardi di dollari da vari investitori tra cui Goldman Sachs, raggiungendo una valutazione di circa 18 miliardi. La collaborazione con Rakuten rappresenta anche un tassello della crescente cooperazione nel settore della difesa tra Germania e Giappone. Il cancelliere tedesco <strong>Friedrich Merz </strong>dovrebbe compiere a fine ottobre la sua prima visita ufficiale in Giappone, dove è atteso un incontro con la premier Sanae Takaichi. Sul tavolo dovrebbero esserci la sicurezza nell’area indo-pacifica, le tecnologie militari e lo sviluppo dei droni, temi che mostrano come Berlino e Tokyo stiano cercando di rafforzare i propri legami strategici di fronte alle nuove sfide geopolitiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Berlino chiama, Tokyo risponde</h2>



<p>Nel momento in cui scriviamo le <strong>forze di autodifesa di terra giapponesi stanno testando il drone d&#8217;attacco HX-2 di Helsing</strong>, mentre Tokyo sta cercando di pari passo di modernizzare il suo apparato militare e contrastare una Cina sempre più assertiva. I test sul campo, <a href="https://www.reuters.com/business/retail-consumer/german-drone-maker-helsing-enlists-rakuten-broker-japan-military-deal-2026-08-17/" type="link" id="https://www.reuters.com/business/retail-consumer/german-drone-maker-helsing-enlists-rakuten-broker-japan-military-deal-2026-08-17/">ha scritto <em>Reuters</em></a>, andranno avanti fino alla fine di settembre. &#8220;Incoraggiare una maggiore partecipazione per le startup nell&#8217;industria della difesa giapponese rappresenta un&#8217;importante opportunità per rafforzare le capacità di difesa del paese. </p>



<p>Le startup spesso affrontano barriere strutturali significative, tra cui sistemi di approvvigionamento complessi, difficoltà di comunicazione con le agenzie governative e cicli di approvvigionamento impegnativi&#8221;, ha dichiarato Hideaki Mukai, capo dello staff del Ceo di Rakuten. &#8220;Rakuten spera di aiutare a colmare queste lacune sfruttando la nostra esperienza e le nostre capacità per collegare startup e tecnologie all&#8217;avanguardia con le esigenze delle agenzie governative, guidando ulteriormente l&#8217;innovazione e lo sviluppo nell&#8217;industria della difesa giapponese&#8221;, ha quindi aggiunto lo stesso Mukai. Sempre più aziende della difesa stanno cercando partner giapponesi per entrare nel potenzialmente redditizio mercato locale. </p>



<p>Due sono le regioni: l’allenamento delle regole di esportazioni di armi da parte del governo di Takaichi Sanae e la necessità del Giappone di modernizzare, rafforzare, sviluppare il proprio esercito per meglio prepararlo ad affrontare le crescenti tensioni regionali.</p>
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		<title>Dopo Re Mida, ecco Forrest Gump: le inchieste dimostrano che a Kiev i finti tonti abbondano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dopo-re-mida-ecco-forrest-gump-le-inchieste-dimostrano-che-a-kiev-i-finti-tonti-abbondano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 05:07:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1269" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5-1536x1015.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Ucraina solita storia: politica e finanza insieme per rubare. E una domanda: perché volevano liberare il ministro corrotto?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1269" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5-1536x1015.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-5-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella battaglia senza fine che, in Ucraina, oppone i corrotti ai cacciatori di corrotti, va almeno notata la fantasia con cui NABU (Ufficio nazionale anti-corruzione) e SAP (Procura speciale anti-corruzione) trovano i nomi per le loro inchieste. La penultima, quella che portò al siluramento del secondo uomo più potente del Paese, il capo dell&#8217;amministrazione presidenziale <strong>Andrij Jermak</strong>, era l&#8217;Operazione Mida, dal nome dell&#8217;antico re che trasformava in oro tutto ciò che toccava. L&#8217;ultima, ovvero quella in corso, che ha già vito finire in manette la vice-capa dell&#8217;amministrazione presidenziale <strong>Irina Mudraya</strong>, si chiama invece Operazione Forrest Gump, chissà perché: forze perché a Kiev c’è un sacco di finti tonti, chissà.</p>



<p>Comunque sia, c’è poco da ridere. L’Operazione Midas aveva rivelato un network di malaffare condotto da amici e soci del presidente Zelensky, ministri in carica, ex ministri e alti funzionari delle industrie strategiche di Stato. La Forrest Gump non è da meno, come è emerso dalle rivelazioni che la SAP ha concesso alla stampa. Della Mudraya, stretta collaboratrice di Zelensky, si è già detto: l’accusa per lei è di riciclaggio, è stata licenziata appena coinvolta nelle indagini e subito dopo è finita in manette. Ma nei guai con lei c’è anche <strong>Viktor Dubovyk</strong>, 37 anni, avvocato, già alto funzionario del ministero della Giustizia (specializzato nei diritti di proprietà) e dal 2024 capo dell’ufficio legale dell’amministrazione presidenziale. Il che come triste ironia non è niente male. Soprattutto se pensiamo che a dividersi la torta c’era anche, secondo gli investigatori del NABU, <strong>Olena Ferens</strong>, vice-ministra della Giustizia.</p>



<p>A casa della Mudraya, quando sono arrivati gli agenti per la perquisizione, c’era il deputato&nbsp;<strong>Vadym Stolar</strong>, finito anche lui sotto accusa ma figura assai nota in Ucraina. Ex wrestler di livello internazionale (dovette abbandonare dopo un grave infortunio), si è fatto un nome per le numerose attività benefiche, tutte dedicate al padre che era stato tra i “liquidatori” del disastro di Cernobyl nel 1986 ed era stato poi costretto per il resto della vita su una sedia a rotelle. Dal 2020, poi, presiede la&nbsp;<em>Stolar Foundation</em>, prima molto attiva tra le vittime del Covid e poi, dopo l’invasione russa, dedicata al sostegno dei militari e delle loro famiglie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E poi le banche&#8230;</h2>



<p>Nell’Operazione Forrest Gump queste sono le figure più importanti dell’ambito politico. Ma non meno rilevanti sono, invece, i personaggi coinvolti nel malaffare che rappresentano la finanza e il mondo degli affari. E qui il discorso si sposta sulla Sense Bank, uno degli istituti bancari più “pesanti” dell’Ucraina (un milione mezzo di clienti, tra persone fisiche e persone giuridiche), nel 2024 confermata dalla Banca centrale del Paese nel rango di “banca di importanza sistemica” per il Paese. Fondata nel 1993, era la gemella dell’Alfa Bank russa, di cui condivideva la compagine azionaria. Nel 2022 fu ribattezzata Sense Bank e nel 2023 fu nazionalizzata. Qui lo scandalo corruzione è arrivato ai vertici. L’inchiesta infatti ha travolto&nbsp;<strong>Mykola Hladyshenko</strong>, presidente del consiglio di sorveglianza della banca,<strong>&nbsp;</strong>carica a cui fu nominato dal Consiglio dei ministri, a cui ora il governatore della Banca centrale,&nbsp;<strong>Andrii Pyshnyi</strong>, ha chiesto di fare piazza pulita. Con Hladyshenko è finito nei guai anche&nbsp;<strong>Oleh Stupak</strong><strong>, presidente del Consiglio d’amministrazione.</strong>&nbsp;Erano loro, a quanto pare, a garantire la circolazione delle somme illegalmente manovrate, a loro volta il frutto di speculazioni edilizie di alto bordo.</p>



<p>Nell’inchiesta Forrest Gump, infine, compare anche (inevitabilmente, succede sempre) un ricco uomo d’affari. Le intercettazioni telefoniche del NABU hanno colto conversazioni di, e ripetuti riferimenti a, un certo Vasia che, secondo gli inquirenti, è l’imprenditore&nbsp;<strong>Vasyl Astion</strong>. Che cosa c’entri con le azioni corruttive non è ancora chiaro. È però certo che Astion fosse in qualche modo il coordinatore degli sforzi che il gruppo dei personaggi fin qui citati per raccogliere la somma necessaria a pagare la cauzione per&nbsp;<strong>Herman Halushchenko</strong>, l’ex ministro dell’Energia finito in carcere nell’Operazione Midas.&nbsp;</p>



<p>Perché grossi nomi del Governo, della politica (interessante la parte del capo dell&#8217;ufficio legale dell&#8217;amministrazione presidenziale e la vice-ministra della Giustizia, che si battono per rimettere in circolazione un ladrone) e della finanza dovevano darsi tanto da fare per far tornare in libertà Halushchenko? Difficile pensare che si tratti solo di amicizia o di stima. Forse l’ex ministro corrotto dalla prigione minaccia rivelazioni ancor più imbarazzanti? Chissà. </p>



<p>Astion è all’estero, vive a Vienna, fuori della portata di NABU e SAP. Arrestati e indagati per ora tacciono. Resta quanto dichiarato da Mykhailo Tkach, il giornalista investigativo della Ukrainska Pravda che ha seguito tutti gli scandali di questi anni e vanta ottimi contatti con i reparti dell’anticorruzione: “&#8221;È ovvio che tutte queste persone non avrebbero potuto svolgere questo compito senza un segnale, una richiesta e un ordine da parte della leadership del Paese”. Il che parrebbe confermare la sensazione che ormai da tempo è inevitabile nutrire: la corruzione, in Ucraina, non è un problema di persone disoneste ma di un sistema che della corruzione ha bisogno per funzionare.</p>
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		<title>Russia, Ucraina, Israele: tre storie dove si vede che pensare diversamente può far male alla salute</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russia-ucraina-israele-tre-storie-dove-si-vede-che-pensare-diversamente-puo-far-male-alla-salute.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 05:04:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk.webp 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>I pacifisti di Yabloko in Russia, il socialista in Ucraina, lo storico antisionista in Israele. Tre storie diverse ma emblematiche. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-ucraina-israele-tre-storie-dove-si-vede-che-pensare-diversamente-puo-far-male-alla-salute.html">Russia, Ucraina, Israele: tre storie dove si vede che pensare diversamente può far male alla salute</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk.webp 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Syrotiuk-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Non più tardi di ieri, in queste pagine, Roberto Vivaldelli ci ha raccontato il <strong>&#8220;caso Greenstein&#8221;,</strong> l&#8217;attivista ebreo  e socialista di 72 anni che rischia 14 anni di carcere per &#8220;terrorismo&#8221;. Ha messo bombe? Sparato a civili? No. Ha scritto molti post discutibili  (eufemismo) sui social per opporsi in ogni modo alle campagne di Israele a Gaza e altrove. Finché ha fatto traboccare il vaso quando, rispondendo provocatoriamente a una polemica in Rete in cui lo si accusava di antisemitismo, ha scritto di essere dalla parte di Hamas. <strong>Così per un tweet si è beccato quella imputazione terribile anche solo a dirsi. </strong>E la tollerante Gran Bretagna, quella dei tizi che salivano su una cassetta allo Speaker&#8217;s Corner di Oxford Street, a Londra, per dire ciò che gli passava per la testa? Non pervenuta. </p>



<p>Purtroppo, i casi come quello di Tony Greenstein si moltiplicano a vista d&#8217;occhio. E sarebbe bene farci caso, perché non dicono nulla di buono su questi nostri anni e, temiamo, soprattutto su quelli a venire.</p>



<p><strong>Cominciamo dalla Russia, </strong>dove da tempo il Cremlino persegue un piano assai articolato per mettere sotto controllo tutti gli strumenti di comunicazione di massa e, di conseguenza, la libertà di pensiero dei cittadini russi. Ne abbiamo parlato in diverse occasioni, i riferimenti sono qui sotto. Ma oltre alla strategia c&#8217;è la tattica. E in vista delle elezioni parlamentari del 18-20 settembre (in palio i 450 seggi della Duma), con i due partiti dell&#8217;alleanza di governo o (Russia Unita, il partito di Putin, e il Partito liberal-democratico che fu di Zhirinovskij) in calo di consensi, si è deciso di non rischiare. Così, approfittando di una puntuale e non casuale denuncia del partito nazionalista Rodina, (che appoggia dall&#8217;esterno il governo) <strong>la Corte suprema russa ha deciso di escludere dal voto il partito Yabloko</strong>, per non meglio precisati contatti sospetti di alcuni suoi dirigenti con potentati esteri. In realtà, la vera colpa di Yabloko è quella di essere l&#8217;unico partito russo a opporsi dichiaratamente alla guerra in Ucraina. E il Cremlino non poteva rischiare che nel segreto dell&#8217;urna ci fosse più del 5% dei votanti (tanto occorre per entrare in Parlamento) a dire con la scheda ciò che non può dire in strada. E perché il messaggio fosse ben chiaro, è stato condannato a 11 anni e 1 mese di reclusione <strong>Lev Shlosberg</strong>, dirigente di Yabloko della città di Pskov, che avrebbe gettato il discredito sulle forze armate russe con le sue critiche sulla &#8220;operazione militare speciale&#8221;. Pochi giorni una sorte meno dura ma simile era toccata a <strong>Boris Nadezhdin</strong>, candidato indipendente ma anti-guerra, inserito nella lista degli &#8220;agenti stranieri&#8221; e per questo automaticamente escluso dalla competizione elettorale. Nel 2024 Nadezhdin, con lo stesso programma, aveva cercato di correre per la presidenza ma era stato escluso per irregolarità nella raccolta delle firme a sostegno della candidatura. A Mosca va così.</p>



<p>Va spesso così anche a Kiev, per dir così sull&#8217;altro lato della barricata. Già nel maggio del 2022 (l&#8217;invasione russa era cominciata il 24 febbraio) il previdente <strong>Volodymyr Zelensky </strong>mise al bando 11 partiti grandi e piccoli, filo-russi o di semplice e inoffensiva opposizione e fuse i canali televisivi in un unico megafono di Stato. Adesso arriva la notizia che <strong>Bogdan Syrotiuk</strong>, 27 anni, detenuto già da due anni nonostante le malferme condizioni di salute, è stato condannato a 15 anni di carcere duro per tradimento e “diffusione di contenuti utilizzati dalla propaganda russa”. Quali lo spiega bene la storica ucraina <strong>Marta Havryshko</strong>: &#8220;La critica alla <strong>glorificazione dell’OUN e dell’UPA, della Divisione Waffen-SS Galizia </strong>e dell’uso di simbologia nazista ed estrema destra nell’esercito, inclusi Azov e altre unità. Quindi ecco la meravigliosamente contorta logica: apparentemente non è la glorificazione di collaborazionisti nazisti, o la tolleranza di simboli come la Wolfsangel, i fulmini SS e il Sole Nero, a fornire munizioni alla propaganda russa. No: è criticare apertamente tutto questo che diventa tradimento&#8221;. </p>



<p>Il caso di Syrotiuk merita qualche parola in più. Se fossimo nei panni di Zelensky, invece di una condanna gli avremmo dato una medaglia. Dove lo trova un altro che, con tutti i partiti di sinistra al bando, si proclama socialista? Uno che nel Paese dove <strong>Stepan Bandera </strong>è nel pantheon degli eroi nazionali, fa il presidente di una minuscola <strong>Giovane guardia bolscevico-leninista di ispirazione trotzkista?</strong> Uno che quando viene accusato di tradimento e di intesa con una potenza straniera (indovinate quale?) fa timidamente notare che la redazione e la sede legale del <em>World Socialist Web Site</em> su cui pubblicava i suoi pericolosissimi scritti stanno negli Usa e non in Russia? Il tribunale di Pervomaisk che l&#8217;ha condannato ha puntigliosamente elencato gli scritti che testimoniano del suo tradimento. Ecco qualche esempio. <strong>Uno:</strong> &#8220;La crisi del 2008 ha riacceso la lotta di classe in tutto il mondo. La Primavera araba dei primi anni 2010 è una vivida dimostrazione di questa rinascita. Ha costretto l&#8217;imperialismo americano ed europeo a ricorrere a misure più decisive. Nel 2014, hanno appoggiato il colpo di stato in Ucraina. Grazie a questo colpo di stato, gli Stati Uniti sono stati in grado di creare tutte le condizioni per la creazione di una testa di ponte in una futura guerra contro la Russia&#8221;. <strong>Due</strong>: &#8220;In questo contesto geopolitico e sociale, l&#8217;avventuristica invasione dell&#8217;Ucraina da parte di Putin il 24 febbraio è stata la risposta dell&#8217;oligarchia russa all&#8217;inesorabile escalation della NATO a Est. L&#8217;obiettivo principale del regime di Putin era quello di ottenere un nuovo round di negoziati con USA-NATO grazie alla pressione esercitata dalle sue operazioni speciali, poiché l&#8217;ultimo round si era concluso con il superamento delle &#8220;linee rosse&#8221; da parte di USA-NATO, che è diventato il motivo dell&#8217;invasione&#8221;. </p>



<p>Qualcuno può pensare che siano argomentazioni pretestuose, ingenue o di parte. Ma abbiamo idea di quanti, in tutto il mondo la pensino come Syrotiuk? Che facciamo, li mettiamo dentro tutti? Il quale, intanto, si becca 15 anni di carcere.</p>



<p>E per finire veniamo a Israele. Qui, appena sbarcato all&#8217;aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv dov&#8217;era arrivato per tenere una conferenza, è scomparso <strong>Artyom Kirpichenok,</strong> 51 anni, cittadino di passaporto israeliano e russo. Kirpichenok ha una storia molto particolare: ha vissuto in Israele, si è laureato all&#8217;Università ebraica di Gerusalemme (con specializzazione in Storia del sionismo), ha prestato servizio nell&#8217;<em>Israel Defense Force </em>(IDF) e poi negli anni Novanta, facendo il percorso inverso rispetto a tanti suoi connazionali, è tornato a vivere in Russia. Lì ha fatto carriera accademica fino al ruolo di direttore dirige del dipartimento di Studi slavi presso il Centro di Studi arabo-eurasiatici. E <strong>nel frattempo ha maturato posizioni sempre più critiche nei confronti dello Stato ebraico e soprattutto del sionismo. </strong>Nel 2024 ha infatti pubblicato un libro intitolato <em>Israele, la strada verso il disastro</em>, per poi diventare un blogger e un attivista anti-sionista assai attivo.</p>



<p>La sua scomparsa non è ovviamente passata inosservata. L&#8217;ambasciatore russo <strong>Anatoly Viktorov </strong>ha mosso passi ufficiali presso le autorità israeliane, spinto forse anche dal clamore destato in Russia dalle dichiarazioni di <strong>Daria Mitina</strong>, storica ed ex deputata del Partito comunista di Russia, che ha dichiarato di sapere che Kirpichenov è detenuto in un carcere dello Shin Bet. Conferme non ce ne sono, ovviamente. Ma conoscendo l&#8217;efficienza dei servizi israeliani, una scomparsa così rapida e totale dà da pensare.</p>



<p> Storie diverse, persone diverse, esiti diversi. Ma storie, persone ed esiti perfettamente coerenti con il tempo orribile che stiamo vivendo. Un tempo in cui non solo le guerre (tutte in nome della pace e del bene dell&#8217;umanità, si badi bene) si moltiplicano ma cresce la pressione per uniformare i pensieri, eliminare le critiche, soffocare qualunque forma di dissenso anche quella più marginale o innocua. È un segnale che non dobbiamo ignorare</p>



<p><strong>Riferimenti:</strong></p>



<p>Per il &#8220;caso Greenstein&#8221;: https://it.insideover.com/media-e-potere/il-caso-greenstein-cosi-un-tweet-puo-costare-14-anni-di-carcere-nel-regno-unito.html</p>



<p>Per la politica censoria del Cremlino: https://it.insideover.com/politica/cremlino-verso-le-elezioni-vittoria-scontata-ma-putin-si-sta-sta-perdendo-un-pezzo-di-societa.html; https://it.insideover.com/media-e-potere/il-problema-non-e-telegram-il-problema-siamo-noi-perche-non-ci-piace-piu-essere-liberi.html; https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-quando-i-cittadini-si-ribellano-alla-censura.html; https://it.insideover.com/media-e-potere/russia-la-grande-sfida-tra-max-e-telegram-sorveglianza-statale-vs-liberta-totale.html</p>



<p>Per i sondaggi pre-elettorali: https://politpro.eu/it/russia</p>



<p>Per Marta Havryshko: &#8220;https://x.com/HavryshkoMarta/status/2089355614925242717?s=20  </p>



<p>Per la sentenza del tribunale ucraino: https://reyestr.court.gov.ua/Review/138855220?fbclid=IwY2xjawTv90pwZG9mAWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMWVacWMzbE5FaHY1ZUM2RVNzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeXyOrZcfl7IBFQtnDPVnXYnQ6vUW7UOzIbLASWeJoQJuwtcd2QBCgS9FbvmI_aem_Ve2NNT4sXmHoKIj-FBCpOg<br><br></p>



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